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	<title>Ligucibario &#187; sostenibilità</title>
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		<title>Marketing agroalimentare e formazione: competenze e opportunità per il settore.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 13:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Marketing agroalimentare e formazione. ITS, competenze e opportunità per il settore. Nel panorama attuale, il marketing agroalimentare e la formazione rappresentano un binomio strategico per la crescita di imprese e territori. L’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali rende fondamentale acquisire competenze per valorizzare prodotti e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/marketing-agroalimentare-e-formazione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29794" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN5696.jpg"><img class="size-medium wp-image-29794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN5696-225x300.jpg" alt="imperia" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">imperia</p></div>
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<h2>Marketing agroalimentare e formazione. ITS, competenze e opportunità per il settore.</h2>
<p data-start="188" data-end="472"><em>Nel panorama attuale, il <strong data-start="213" data-end="257">marketing agroalimentare e la formazione</strong> rappresentano un binomio strategico per la crescita di imprese e territori. L’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali rende fondamentale acquisire competenze per valorizzare prodotti e identità locali.<br />
</em><em>Percorsi formativi strutturati, come il corso <strong>ITS Marketing Manager di Accademia Ligure Agroalimentare di Imperia</strong>, offrono anche un’occasione di aggiornamento: oggi più che mai aggiornarsi – sebbene a volte si fatichi a comprenderlo – è l’investimento più “garantito” per il futuro.<br />
</em><em>In questo articolo,<strong data-start="761" data-end="778"> Umberto Curti</strong> approfondisce il ruolo della formazione nel marketing agroalimentare, condividendo la sua esperienza professionale sul campo e analizzando competenze, modelli e opportunità per professionisti e imprese.</em></p>
<h2>Perché il marketing agroalimentare richiede formazione (Long Life Learning)</h2>
<p>Marketing agroalimentare e formazione. Luisa Puppo ha iniziato le docenze di inglese specialistico all’ITS biennale per “Marketing manager” organizzato dal Polo agroalimentare di Imperia. Si tratta di 1.800 ore di cui 700 in stage, riservate a diplomati, e totalmente gratuite. Anch’io sarò presto in aula, per le docenze di storytelling e comunicazione del prodotto.</p>
<p>Come si inquadra questo percorso?</p>
<p>Il focus è sul settore agroalimentare, un settore dove le innovazioni tecnologiche, i “diktat” della sostenibilità intesa ormai come valore competitivo, e i trend nell’acquistare il cibo e nel nutrirsi vanno riconfigurando dinamiche e ruoli.</p>
<p>Come sempre, il marketing – il targeting… &#8211; è, mutuando “assiomi” di Kotler, di Anderson, di Fabris, la disciplina chiave onde ottimizzare prodotti, distribuzione, politiche di prezzo, e addivenire a uno storytelling delle nostre biodiversità che compiutamente posizioni il made in Liguria “autentico” sia in Italia che all’estero. su questi temi ti consiglio, tra gli altri, la consultazione del mio articolo <a href="https://www.ligucibario.com/agroproduzioni-marketing-turismo/" target="_blank">Agroproduzioni, marketing, turismo</a>.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/103.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/103-300x225.jpg" alt="103" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Un buon corso di formazione, peraltro, è ipso facto anche un’opportunità di aggiornamento, poiché indaga la contemporaneità con gli strumenti più attuali, e oggi più che mai aggiornarsi – sebbene talora si fatichi a comprenderlo &#8211; è l’investimento più “garantito” per il futuro.</p>
<h2>Competenze chiave nel marketing agroalimentare</h2>
<p>Tutte le indagini circa il mercato del lavoro confermano infatti che, come la buona formazione in età giovanile, così il cosiddetto LLL (Life long learning) è indispensabile, e di fatto a qualunque età, per rinnovare e ampliare le proprie competenze. E anche per quanto attiene poi alle imprese, quelle che tengono attivo il coinvolgimento con la formazione risultano più competitive.</p>
<p>Fra l’altro, anche secondo il puntuale e attendibile Rapporto Excelsior di Unioncamere (2024-28), ciò che serve sempre di più sono le <strong>competenze trasversali</strong>: digitali, ovviamente, ma anche cognitive e sociali (i cosiddetti soft skills). Ovvero, oltre ai know how tecnici, anche costanti capacità di apprendimento, e relazionali.</p>
<h2>Formazione nel marketing agroalimentare: il ruolo dei percorsi ITS e della didattica applicata</h2>
<p>Marketing agroalimentare e formazione. Ovviamente, la didattica stessa ha dovuto in questi anni – in queste ere geologiche… &#8211; porsi quanto mai in gioco, poiché la trasmissione del sapere e l’apprendimento scontano accelerazioni sino a ieri impensabili, anche in termini di metodologie. Tanto più negli àmbiti professionali / professionalizzanti (ove nel giro di un paio d’anni anche la AI si è ritagliata, e senza rubarlo, uno spazio sempre più esteso).</p>
<p>L’intento di Luisa Puppo e mio è dunque, anche stavolta, quello di fornire ai discenti una gamma di contenuti operativi, che riflettano le quotidianità del lavoro, concretamente spendibili nelle direzioni coerenti al corso. Un approccio che ho sviluppato anche nell&#8217;articolo <a href="https://www.ligucibario.com/buone-prassi-allits-vitivinicolo-dimperia/" target="_blank">Buone prassi all&#8217;ITS vitivinicolo di Imperia</a>.<br />
Contenuti che in questi trent’anni hanno impattato sulla nostra società di consulenza (Welcome Management &#8211; Ligucibario®), chiamata ad orientarsi ai clienti in modalità sempre nuove e sempre più personalizzate. Trent’anni i quali sono stati forieri d’insegnamenti che, personalmente, non dimenticherò mai.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>GAE, ambasciatrici di sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto Curti condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gae-ambasciatrici-di-sostenibilita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/20170822_162830.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29691" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/20170822_162830-300x168.jpg" alt="20170822_162830" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova</p>
<p><em>Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Curti</span></span> condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti culturali e consapevolezza per diventare vere ambasciatrici del territorio.</em></p>
<p>Ho iniziato le docenze, presso l’Ente F.Ire di Genova, all’ottava edizione del corso per GAE, Guida ambientale escursionistica, con esame di qualifica conclusivo che abilita alla professione su scala regionale.</p>
<h2>Il ruolo delle Guide Ambientali Escursionistiche nella tutela del territorio</h2>
<p>La GAE è un custode ed un ambasciatore di biodiversità. Le prime mie lezioni vertono quindi sul concetto di turismo sostenibile, “materia” che tuttavia tratto da angolazioni innovative, tenendo anche presente che un turismo pienamente sostenibile non esiste. Il solo turismo d’immediata prossimità, in qualche modo, riesce a determinare impatti minori, ma i viaggi e i vettori su lunghe distanze determinano impronte ecologiche su cui ormai è doveroso confrontarsi.</p>
<p>In questi anni, purtroppo, non poche destinazioni iperfamose sono entrate dentro black list specifiche, le quali di fatto inducono i viaggiatori a “disertare” certe località in quanto sovraffollate, caotiche, “gentrificate”…</p>
<h2>Sostenibilità e turismo</h2>
<p>A titolo di esempio &#8211; Genova, assurta in anni recenti – meritatamente &#8211; a meta heritage, è per fortuna ancora lontana da tali dinamiche di congestione e di allarme, ma occorre, come si suol dire, chiudere la stalla prima che i buoi scappino. Il tempo presente determina infatti accelerazioni e deregulation brutali.</p>
<p>Due temi, in tal senso, emergono prima di altri: il primo concerne gli affitti brevi e conseguenti assedii al centro storico, trend che ha già coinvolto Venezia, Firenze, ed altri turisdotti. I residenti per primi via via lamentano una difettosa gestione del fenomeno, nel quale entrano in gioco anche contratti pirata e abusivismi di varia natura.</p>
<p>Il secondo tema riguarda in prospettiva la capacità delle città – e Genova non farà eccezione – di restare “vive”, di non ridursi a sfondo fotografico per selfie e video usa-e-getta, di non consentire alle avidità di sopraffare l’autenticità.</p>
<h2>Sostenibilità come pratica culturale e responsabilità condivisa</h2>
<p>Il turismo esperienziale – cui anni fa ho dedicato un saggio specifico, <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">link qui</a> &#8211; come noto invoca comunità, relazioni, racconti, ricette. Il genius loci, l’artigianato, le quotidianità consentono momenti immersivi, slow, a contatto coi “riti” che formano l’identità delle persone, tutto il contrario dei pacchetti mordi-e-fuggi, delle proposte standard, del caos. Genova se ci sei batti un colpo nella direzione giusta.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ligucibario®, pioniere del townsizing</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 12:08:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26253" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN5697.jpg"><img class="size-medium wp-image-26253" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN5697-215x300.jpg" alt="imperia" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">magnifico carruggio a imperia porto maurizio</p></div>
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<p>In un tempo – l’antropocene &#8211; che si caratterizza anche per impattanti e nocive forme di overtourism, le quali massificano gli afflussi in “turisdotti” destinati prima o poi a figurare in “black list” (quelle delle destinazioni da evitare) a causa di un’esperienza turistica che via via degrada a mediocre o tout court a negativa, credo sia ormai necessario – prima che sia troppo tardi – privilegiare località cosiddette “minori”, meno affollate, meno preda delle bulimie commerciali (l’aggettivo “minori” è beninteso sbagliato ove vi si associ un significato in qualche modo riduttivo).</p>
<p>Si tratta, concretamente, di individuare centri meno noti, borghi “via dalla pazza folla”, dimensioni maggiormente slow, più rilassate, silenziose, a misura d’uomo. Si tratta di approfondire l’atmosfera dei luoghi, il mood autentico, le comunità che li abitano, le tradizioni, gli artigianati, le ricette culinarie… In tal senso, l’Italia dei mille campanili restituisce forti sensi d’identità, agricolture e prodotti tipici, parlate, botteghe storiche, mercati rionali, riti, folklore… E’ una biodiversità a 360°, quella che affiora, e che il turismo esperienziale (per natura immersivo, relazionale…), il turismo dell’interazione e della sensorialità, ci chiede di esprimere al meglio, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e ai corretti comportamenti.</p>
<p>Di recente questa tendenza (che Ligucibario® da anni ha fatto propria, con un’attività divulgatrice che abbraccia ampiamente la Liguria in senso etno-gastronomico) è stata definita townsizing, e sta catturando anche molti giovani della generazione Z, in fuga da metropoli sovente alienanti, inquinate, rumorose, dove ormai il lavoro è quasi sempre precario e i rapporti umani ostacolati. Ovvero ci riferiamo al “bisogno” di camminare i luoghi, respirarli, coglierne il ritmo, conversare con gli abitanti, e last not least beneficiare di rapporti qualità/prezzo ragionevoli. Le persone anche grazie al digitale “modellano” quel che poi sperimenteranno, scavano oltre la superficie, cercano “sideways” (percorsi laterali, personali), cercano l’anima dei luoghi, per ricevere da essa, e per donarle, qualcosa di duraturo.</p>
<p>Townsizing, in tal senso, è dunque anche rapporto paritario, connessione positiva, reciproco rispetto, e consentirà di valorizzare pioneristicamente cittadine che sin qui sono state cannibalizzate da altre.</p>
<p>Io mi auguro, e mi batto affinché questa tendenza si affermi sempre di più, e che anche in Liguria “incontri” una promozione ed un’offerta adeguate. Siamo una terra di civiltà millenaria, di coste e naviganti, di muretti a secco, di dieta mediterranea, ma anche di verticalità ove scoprire borghi aggrappati alla montagna, olivicolture e vigne eroiche, finanche malghe d’alpeggio dove s&#8217;abbarbica la cucina bianca. In Liguria vi sono di fatto intere territorialità e valli ancora da “aprire”, integrando il litorale agli entroterra, destagionalizzando con maggior sagacia le proposte, formando le imprese a parlar bene le lingue del mercato, ad usare strategicamente web e social, a praticare lo storytelling.</p>
<p>Chi ha tempo, recita il proverbio, non aspetti tempo!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-pioniere-del-townsizing/">Ligucibario®, pioniere del townsizing</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Corsi GAE, in cammino!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 12:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si lavora, con l’ente formativo F.Ire di Genova, per la messa a punto della imminente V edizione del corso per GAE (Guida Ambientale Escursionistica), che qualifica a livello regionale abilitando all’immediata professione. Abbiamo sin qui, come si suol dire, fatto l’en plein, tutti promossi gli allievi delle edizioni precedenti dei corsi GAE. Ne “seguo” alcuni ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/corsi-gae-in-cammino/">leggi tutto</a></p>
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<p>Si lavora, <strong>con l’ente formativo F.Ire di Genova</strong>, per la messa a punto della imminente V edizione del <strong>corso per GAE</strong> (Guida Ambientale Escursionistica), che qualifica a livello regionale abilitando all’immediata professione.</p>
<p>Abbiamo sin qui, come si suol dire, fatto l’en plein, <strong>tutti promossi gli allievi delle edizioni precedenti dei corsi GAE</strong>. Ne “seguo” alcuni sui social, i quali già sono scesi in campo con escursioni e progetti di outdoor education quanto mai attrattivi.</p>
<p>GAE è un acronimo che rinvia ad un’attività a contatto col territorio e con le persone, e che di fatto si può esercitare 365 giorni l’anno, sulla costa e sull’entroterra. A contatto con la natura ma anche con la sapienza umana che da secoli interagisce con essa: muretti a secco, caselle di pastori, frantoi, mulini, tecci, bialere…</p>
<p>L’impianto corsuale privilegerà come sempre le <strong>metodologie didattiche concrete, interattive</strong>: casi-studio, uscite sul territorio (1/6 delle ore), degustazioni guidate, testimonianze in aula&#8230;</p>
<p><strong>Sostenibilità e biodiversità saranno le keywords</strong> prioritarie, le parole chiave intorno a cui sviluppare una conoscenza della Liguria a 360° (geologia, zoologia, botanica…), per <strong>un turismo green prima ancora che esperienziale, il quale s’appassioni anche alle tradizioni, all’artigianato, ai riti di un genius loci millenario</strong>. Una conoscenza della Liguria e della mediterraneità più autentica, affinché le Guide siano sempre di più &#8220;custodi e alfieri&#8221; di quei valori cui il Pianeta e l’umanità legheranno il proprio destino.</p>
<p>Amico Lettore, hai <a title="corso guida ambientale escursionistica" href="https://entefire.it/fire/corsi/guida-ambientale-escursionistica/" target="_blank">a questo link</a> la scheda informativa del corso (x contatti formazione@entefire.it, 010 9820702), e a <a href="https://www.linkedin.com/posts/fire-formazione_tutela-valorizzazione-formazione-activity-7241375589943676928-PM8Q?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop" target="_blank">questo link un video</a> nel quale “ripercorriamo” fasi ed esiti &#8211; felicissimi &#8211; dei 4 corsi precedenti.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Cibo, una cultura</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cibo-una-cultura/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 10:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cibo e cultura alimentare: etnogastronomia, biodiversità, sostenibilità Cibo, nutrizione e non solo. Che conoscere l’alimentazione di un popolo valga come strada maestra per penetrarne autenticamente la cultura, direi essere ormai tesi troppo veritiera e accreditata per meritare ulteriori approfondimenti… Un popolo, in tal senso, è infatti quel che storicamente ha coltivato, pescato, allevato, prodotto, importato. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cibo-una-cultura/">leggi tutto</a></p>
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<p><strong><em>Cibo e cultura alimentare: etnogastronomia, biodiversità, sostenibilità</em></strong></p>
<p><strong>Cibo, nutrizione e non solo. Che conoscere l’alimentazione di un popolo</strong> valga come strada maestra per penetrarne autenticamente la cultura, direi essere ormai tesi troppo veritiera e accreditata per meritare ulteriori approfondimenti… Un popolo, in tal senso, è infatti quel che storicamente ha coltivato, pescato, allevato, prodotto, importato.</p>
<h2>Cibo e microstoria.</h2>
<p>Da giovane – quanti ricordi… &#8211; mi avvicinai <strong>a Bloch, a Febvre, alla cosiddetta scuola delle “Annales”</strong> (d’histoire économique et sociale) che mi appassionò alla <strong>micro-storia</strong>. E che alle narrazioni &#8220;scolastiche&#8221; di eventi, monarchie, battaglie, conquiste, sostituì sin dal 1929 l’indagine delle comunità “minori”, delle famiglie, delle quotidianità sociali. Una ricerca, ai tempi, rivoluzionaria e quanto mai stimolante. Ma come si potrebbe, in effetti, comprendere <em>il farsi della storia sui territori</em> senza approfondire &#8211; in senso antropologico &#8211; la vita dei villaggi, il lavoro, la lingua parlata, le ricette culinarie, le malattie, gli aspetti religiosi e “paganeggianti”… Ecosistemi culturali, vien da dire.</p>
<h2>Cibo, sostenibilità, biodiversità</h2>
<p>Parimenti, oggi, <strong>chiunque si occupi seriamente di enogastronomia si occupa anche di sostenibilità e biodiversità</strong> (di rispetto dell’ambiente e delle forme di vita che ospita). Ed esse, ed anche per questo abbiamo &#8220;gemmato&#8221; alcuni mesi fa anche il blog <a title="Biovoci" href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank">BioVoci</a>, sono i viatici migliori per avvicinarsi ad un atto – alimentare &#8211; che non sia solo quello (necessario e &#8220;banale&#8221;) del nutrirsi, ma miri a conoscere a fondo quel che giunge in tavola e come vi giunge. <strong>Ligucibario©</strong> da molti anni traversa questo cupo antropocene militando lungo un percorso che si tiene lontano tanto dai luoghi comuni quanto dai fanatismi tout court. Affermazioni quali, tanto per dire, “aboliamo tutta la carne rossa dai menu” oppure “in Italia i poveri mangiano meglio dei ricchi” oppure “i grani moderni provocano la celiachia” sono – su piani diversi – di difficile ricezione, in primis in Italia.</p>
<p>In parallelo, molti consumatori tuttora non sanno le cause di alcuni dei più tragici incidenti alimentari degli ultimi anni (<strong>metanolo, morbo di mucca pazza, mozzarelle blu…</strong>) e faticano ad interpretare le etichette sui prodotti, oppure serenamente le ignorano. Prede perfette del marketing che, non di rado, tutto massifica e manipola&#8230; Del marketing che riempie i loro carrelli distratti&#8230;</p>
<h2>Dieta mediterranea. Buonessere e <em>modus vivendi</em></h2>
<p>Il percorso di Ligucibario©, come detto, evita qualunquismi e pregiudizi. Tuttavia, predilige eccome <strong>l’agricoltura pulita, le filiere brevi (leggo che un chilo di mirtilli dal Cile innescherebbe un consumo di 20 litri di carburante aereo e 7 chili di anidride carbonica nell’atmosfera), le cultivar autoctone, l’olio extravergine, i cibi poco processati (verificare le confezioni!), il buonessere</strong>, parola che personalmente, lo confesso, prediligo. Buonessere che in molte regioni italiane collima con la cosiddetta &#8220;dieta mediterranea&#8221;, un <em><strong>modus vivendi</strong></em> più che un <em>modus edendi</em>, di recente “rivisitato”, una dieta davvero della longevità (e del contrasto a malattie cardiovascolari e a tumori), tanto che alcune aree d’Italia contendono il primato della durata di vita <strong>all’isola di Creta e al Giappone</strong>, un Paese, quest’ultimo, non a caso di millenaria civiltà, dove lo stile alimentare è un’autentica filosofia, poggiata su riso (sovente l’integrale Genmai), pesce (sovente crudo in forma di sashimi e sushi), verdura e frutta fresche, alghe, tè verde…<br />
Stay tuned, amico Lettore, perché su queste tematiche inevitabilmente ci riincontreremo, anche &#8211; appunto &#8211; nel blog <a title="biovoci" href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank">BioVoci</a> che t&#8217;invito sin d&#8217;ora a navigare.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a></p>
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		<title>Green o greenwashing? Orientarsi alla spesa sostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 11:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Greenwashing: cosa è, come riconoscerlo, come orientarsi ad una spesa alimentare sostenibile. Strumenti pratici per una cittadinanza attiva.  Sostenibilità, buonessere, food education e dieta mediterranea sono temi fisiologicamente cari a Ligucibario. Personalmente, da più di 25 anni approfondisco le dinamiche della comunicazione interculturale del nostro food heritage parallelamente all’impegno di Umberto Curti nella ricerca e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/greenwashing-o-green/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/GREENWASHING.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22959" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/GREENWASHING-300x251.jpg" alt="GREENWASHING" width="300" height="251" /></a>Greenwashing: cosa è, come riconoscerlo, come orientarsi ad una spesa alimentare sostenibile. Strumenti pratici per una cittadinanza attiva. </em></strong></p>
<p>Sostenibilità, buonessere, food education e dieta mediterranea sono temi fisiologicamente cari a Ligucibario. Personalmente, da più di 25 anni approfondisco le dinamiche della comunicazione interculturale del nostro food heritage parallelamente all’impegno di Umberto Curti nella ricerca e divulgazione dell’etnogastronomia e della <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/04/sostenibilita-e-biodiversita-un.html" target="_blank">biodiversità</a> mediterranea.</p>
<p>Ho dunque partecipato con interesse a “<strong>Spesa alimentare sostenibile: come orientarsi tra slogan ed etichette</strong>”, il webinar organizzato lo scorso 7 giugno da Confconsumatori nell’ambito del progetto “<a href="https://www.confconsumatori.it/category/progetti_attivita/generazionef-generiamo-futuro/" target="_blank">Generazione F- Generiamo Futuro</a>”.</p>
<p>Il ciclo di tre incontri focalizza un ventaglio di temi: i consumi sostenibili, l’educazione alimentare, il contrasto al greenwashing e l’impatto che le scelte quotidiane individuali hanno sul futuro (le scelte del singolo, della collettività e del pianeta).</p>
<h2>Dicesi sostenibilità…</h2>
<p>Il cammino verso nuovi stili di consumo e cittadinanza poggia su strumenti di orientamento che aiutino i consumatori a districarsi tra il greenwashing e una selva di etichette, claim e slogan pubblicitari all’insegna della sostenibilità. Oggi, sostenibilità è ampio vocabolo “contenitore” (si veda anche il tema <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/05/sostenibilita-e-turismo.html" target="_blank">sostenibilità e turismo</a>): talora è termine modaiolo “che sta bene con tutto”, spesso abusato, segnala non a caso <strong>Marco Festelli</strong>, presidente di Confconsumatori, prima di passare la parola a <strong>Chiara Dall’Asta</strong>, docente di Chimica degli alimenti dell’Università di Parma. La moderatrice dell’incontro sottolinea come il lemma sfugga a una definizione univoca (“è sostenibile” non significa automaticamente “è nutrizionalmente appropriato” o sicuro…) e come <strong>non basti un attributo, di fatto, a definire un alimento</strong>.</p>
<h2>Da consumatori ad attori: impatto ambientale e spreco</h2>
<p><strong>Francesca Scazzina</strong>, docente di Fisiologia della nutrizione dell’Università degli Studi di Parma, apre il suo intervento approfondendo i dati del recente <a href="https://www.footprintnetwork.org/our-work/earth-overshoot-day/#:~:text=In%202023%2C%20Earth%20Overshoot%20Day,carbon%20dioxide%20in%20the%20atmosphere" target="_blank">Earth Overshoot Day</a> nell’ottica dell’impatto della produzione alimentare in termini di gas serra. Un tema che già ho approfondito, anche grazie all’opera di <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/05/in-defense-of-food-siamo-quello-che.html" target="_blank">Michael Pollan</a>, ma repetita iuvant.</p>
<p><strong>Cicli di vita di mele, pasta e carne:</strong></p>
<ul>
<li>1 kg mele CO2 emissione complessiva 200 g</li>
<li>1 kg pasta CO2 emissione complessiva (no cottura) 1013 g</li>
<li>1 kg carne CO2 emissione complessiva (no cottura) 23.330 g.</li>
</ul>
<p><strong>Carne</strong>: la filiera più impattante, a fronte (inoltre) di un +52% della domanda di proteine animali, come riportato dalla relatrice.</p>
<h2>Spreco alimentare. Quali soluzioni?</h2>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/EUFIC_ReduceFoodWaste_it.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-22958" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/EUFIC_ReduceFoodWaste_it-300x276.png" alt="EUFIC_ReduceFoodWaste_it" width="300" height="276" /></a>La seconda parte dell’intervento è dedicata al tema dello <strong>spreco alimentare</strong> (spreco anche economico…) che genera a sua volta enorme spreco d’acqua. Lungo la filiera infatti “buttiamo via” circa un terzo del cibo prodotto, i maggiori sprechi sono ovviamente nella distribuzione, ma soprattutto in ambito domestico. Ricordo che il food waste è il focus dell’<a href="https://www.sprecozero.it/waste-watcher/" target="_blank">Osservatorio internazionale Waste Watcher</a>, ideato e diretto dal professor <strong>Andrea Segrè</strong>.</p>
<p>Scazzina visualizza con efficacia le quattro dimensioni della sostenibilità &#8211; ambientale, sociale, economica e nutrizionale –tramite il modello della<a href="https://ecodynamics.unisi.it/la-doppia-piramide-alimentare-ambientale/" target="_blank"> doppia piramide alimentare e ambientale,</a> che “fotografa” l’impatto ambientale delle nostre abitudini alimentari (in questo caso, della <a href="https://www.ligucibario.com/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco/" target="_blank">dieta cosiddetta mediterranea</a>).</p>
<p>Quali soluzioni, anzi, <strong>quali scelte</strong>?</p>
<ul>
<li>Valutare le correlazioni tra salute e impatto sul clima</li>
<li>optare per una dieta locale e stagionale</li>
<li>e, soprattutto, informarsi in modo semplice ed efficace – ad esempio, consultando il sito di <a href="https://www.eufic.org/it/" target="_blank">Eufic</a>, il cui claim non a caso recita European Food Information Council : Food facts for healthy choices.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/Sustainable_tips_it.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-22957" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/Sustainable_tips_it-300x252.png" alt="Sustainable_tips_it" width="300" height="252" /></a></p>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come guidare al cambiamento?</h2>
<p>Lo schema di intervento della <strong><em>food policy</em></strong> proposto dalla relatrice mette in relazione intensità degli interventi (da leggeri a drastici) ed effetti nel tempo (da lenti a veloci). Dalle attività informative/educative, dunque, alle scelte restrittive (come la Sugar Tax), ciascuna con i suoi pro e i suoi contro.</p>
<p>Centrale il ruolo dell’educazione alla lettura delle <strong>etichette</strong>, strumento quotidiano di consapevolezza e scelta del consumatore, con un “passaggio di testimone” al relatore successivo e all&#8217;approfondimento sul greenwashing.</p>
<h2>Green o greenwashing?</h2>
<p><strong>Giuseppe Patat</strong> è il fondatore di <a href="https://www.ethicsgo.com/" target="_blank">EthicsGO</a> srl e l’autore di <em>Dittatura fake o marketing ignorante? Una risposta scientifica, legale ed etica alla disinformazione di massa</em>, Cierre edizioni, 2019.</p>
<p>Il suo intervento focalizza la sfida della sostenibilità nel settore agroalimentare e il <strong>problematico ruolo di pubblicità ed etichette</strong>, al centro peraltro della <a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy/green-claims_en%20" target="_blank">proposta di Direttiva sui Green Claims pubblicata nel 2023 dalla Commissione Europea</a> per fronteggiare il greenwashing e regolamentare gli annunci utilizzati dalle imprese nella promo-comunicazione dei loro interventi in ambito ESG (Environmental, Social, Governance).</p>
<h2>Greenwashing e pubblicità</h2>
<p>Secondo i dati forniti dal relatore, il <strong>mercato della pubblicità in Italia</strong> vale 8,2 miliardi di euro, di cui il 25,6% (quindi 1,7 miliardi) fa riferimento al <strong>target green</strong>: non a caso, la “spesa verde” degli italiani nel 2021 si attestava intorno ai 12,5 miliardi. Il trend di crescita dei claim pubblicitari con riferimenti alla sostenibilità, sottolinea Patat, è del 32%.</p>
<p>La <strong>ricca carrellata di casi studio</strong> (quasi un best of pubblicità ingannevole e greenwashing&#8230;) proposti comprende, tra gli altri, il mercato degli integratori “miracolosi” (comprese le virtù anticolesterolo della mela annurca), il boom dei cosiddetti superfood e degli alimenti funzionali (dall’acqua al cioccolato), i cibi industriali “fatti con le nostre mani” (dalla pizza alle chips). <strong>La sostenibilità e il buonessere dunque vendono</strong>, dall’acqua al tonno, dai ricettari di chef famosi al mercato delle diete e dei regimi alimentari…</p>
<p>Spinosa la questione relativa ai distributori automatici e dei locali commerciali automatizzati, fuori campo applicazione del paragrafo 1, lettera a dell’Articolo 14 del <a href="https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:304:0018:0063:it:PDF" target="_blank">regolamento UE 1169 2011</a> (disponibilità informazioni obbligatorie sugli alimenti prima dell’acquisto).</p>
<h2>Greenwashing, non mi fido di te</h2>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/cost-of-food.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22963" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/06/cost-of-food-213x300.jpg" alt="cost of food" width="213" height="300" /></a>In funzione delle <strong>tre dimensioni della sostenibilit</strong>à (ambientale, sociale, economica), i<strong> Green Claims</strong> intendono decretare norme affinché le informazioni divulgate dalle aziende siano affidabili, comparabili e verificabili in tutta l’UE, contrastando dunque il greenwashing e le dichiarazioni fuorvianti sui plus ambientali di prodotti e servizi.<br />
<strong>Come?</strong> Anche imponendo alle aziende di fornire le prove di quanto dichiarato, unitamente ad informazioni certificate-validate da parte terza.</p>
<p>EthicsGO ha effettuato un’<strong>indagine sul vissuto dei consumatori dinanzi alla pubblicità</strong>, da cui emerge che più del 50% degli intervistati dichiara di sentirsi poco o per nulla tutelato.</p>
<p>Anche l’<strong>Antitrust</strong> rileva <strong>poca trasparenza ed eticità nella comunicazione</strong>. La relazione annuale sull’attività svolta nel 2021 da AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) riporta 88.405.700 sanzioni a imprese di tutti i settori (il primo è l’energia).</p>
<p>Parallelamente, una ricerca <a href="https://www.ipsos.com/it-it" target="_blank">IPSOS</a> di inizio 2024 evidenzia la consapevolezza del consumatore italiano circa il tema sostenibilità, ma non una conseguente disponibilità a spendere di più per il prodotto sostenibile. Risultati, aggiungo, coerenti alle risultanze dell’<a href="https://www.wwf.eu/?10526466/Cost-of-food-an-increasing-barrier-for-Europeans-to-eat-sustainable-food" target="_blank">indagine condotta nel 2023 dal WWF in 12 Paesi europei</a> “I consumatori europei desiderano passare a un&#8217;alimentazione più sostenibile e sana, anche attraverso un approvvigionamento maggiore di alimenti di qualità presso i produttori, i rivenditori e le mense, e attraverso prezzi più accessibili”.</p>
<h2>Come possiamo riconoscere il greenwashing?</h2>
<p>Secondo l’Enciclopedia Treccani, il greenwashing è “la strategia di comunicazione o di marketing perseguita da aziende, istituzioni, enti che presentano come ecosostenibili le proprie attività cercando di occultarne l’impatto ambientale negativo”.</p>
<p>Nel 2007 <strong>TerraChoice</strong>, società di consulenza ambientale e di marketing, identificò “<a href="https://www.ul.com/insights/sins-greenwashing" target="_blank">The seven sins of greenwashing</a>”, una versione &#8220;aggiornata&#8221; dei vizi capitali:</p>
<ol>
<li>l&#8217;omessa informazione (<em>hidden trade-off</em>)</li>
<li>la mancanza di prove (<em>no proo</em>f)</li>
<li>la vaghezza (<em>vagueness</em>)</li>
<li>l&#8217;adorazione di false etichette (<em>worshipping of false labels</em>)</li>
<li>l&#8217;irrilevanza (<em>irrelevance</em>)</li>
<li>il male minore (<em>lesser of two evils</em>)</li>
<li>la menzogna (<em>fibbing</em>).</li>
</ol>
<p>EthicsGO (PMI innovativa) è il primo <strong>organismo di verifica e validazione dei claim etici e sostenibili</strong> riconosciuto da Accredia (l’ente italiano di accreditamento). L’attività di controllo è effettuata lungo tutta la filiera del prodotto, fino dunque alla comunicazione e alla pubblicità “a valle”, e prevede l’utilizzo di un apposito disciplinare di 800 pagine.</p>
<p><strong>I criteri di verifica e validazione “irradiano” dalla sostenibilità: ammissibilità, conformità, veridicità, eticità.</strong></p>
<p>Nel contrasto al greenwashing. uno dei riferimenti è la <strong>norma internazionale ISO/TS 17033</strong>, che rende più affidabili le informazioni etiche contenute negli slogan/claim.</p>
<p>Asserzione etica di responsabilità (claim) e dichiarazione esplicativa</p>
<p><em>Claim: dichiarazione, simbolo o grafico che indica il grado di sviluppo sostenibile raggiunto relativamente ad un prodotto, servizio, processo o ad un’organizzazione, sulle tre dimensioni della sostenibilità (ambientale, economico, sociale) accompagnato da una dichiarazione esplicativa.</em></p>
<p>Patat conclude sottolineando il ruolo del <em>fact checking</em> nell’epoca della disinformazione di massa, là dove il <strong><em>fake debunking</em></strong> potrebbe <strong>in futuro anche aprire orizzonti professionali. </strong></p>
<p>Non solo nella lotta al greenwashing, aggiungo io&#8230;</p>
<h2>Riflessioni finali</h2>
<p>Ho molto apprezzato l’<strong>approccio operativo e informato del webinar</strong>, i contenuti basati su <strong>casi studio</strong> (in questo caso, &#8220;worst practices&#8221; del greenwashing…) scelti dalla quotidianità del consumatore (pubblicità e confezioni), gli spunti per l’<strong>educazione e la divulgazione alimentare</strong>.</p>
<p>Ma soprattutto l<strong>’invito – che Ligucibario condivide appieno – a una cittadinanza attiva</strong>, in cui tutte e tutti finalmente compiamo (almeno) una <strong>scelta quotidiana</strong>: <strong>leggere l’etichetta, l’elenco ingredienti (quali e quanti sono), la tabella nutrizionale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
<p><a href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">Richiedi gratuitamente la versione digitale del volume Sostenibilità e Biodiversità, un glossario, a cura di Umberto Curti</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/libro-umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21974" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/libro-umberto-curti-300x300.jpg" alt="libro umberto curti" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agroproduzioni, marketing, turismo: quali prospettive?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2024 09:22:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal genius loci al digitale. Esploriamo insieme i rapporti (esistenti e potenziali) tra marketing delle produzioni agroalimentari e turismo attraverso riflessioni di scenario, tendenze, input operativi, buone prassi, fabbisogni d’innovazione.   Il format che abbiamo scelto per questo articolo si ispira alla formazione-intervento, una modalità di aggiornamento professionale che proponiamo alle imprese e che prediligiamo per le sue ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/agroproduzioni-marketing-turismo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20962" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/DSCN2117.jpg"><img class="size-medium wp-image-20962" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/DSCN2117-300x225.jpg" alt="tipico borgo del ponente ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">tipico borgo del ponente ligure</p></div>
<p><strong><em>Dal genius loci al digitale.<br />
Esploriamo insieme i rapporti (esistenti e potenziali) tra marketing delle produzioni agroalimentari e turismo attraverso riflessioni di scenario, tendenze, input operativi, buone prassi, fabbisogni d’innovazione.  </em></strong></p>
<p>Il format che abbiamo scelto per questo articolo si ispira alla <strong>formazione-intervento</strong>, una modalità di aggiornamento professionale che proponiamo alle imprese e che prediligiamo per le sue doti di concretezza ed operatività (non a caso, apprezzatissime dai partecipanti). Lo utilizziamo anche online: a titolo di esempio, anche nei webinar che abbiamo tenuto nel 2022 nell’àmbito del <a href="https://interreg-maritime.eu/web/in.agro/-/ciclo-di-incontri-formativi-sul-marketing-operativo" target="_blank">progetto comunitario Interreg Maritime “InAgro”</a> e che vertevano sui temi che andiamo ad approfondire.</p>
<h2>Turismo esperienziale: dal dove al come</h2>
<p>Il nuovo millennio si è via via caratterizzato <strong>per forme di turismo sempre più relazionali ed esperienziali, attive e sensoriali</strong>, ovvero il cosiddetto passaggio “dal dove al come”, che ha proiettato i propri <strong>effetti anche su alcuni trend e alcuni approcci alimentari, compreso il mondo delle agroproduzioni</strong>.<br />
Emblematicamente, anche tutte le principali OTA aggiunsero – chi prima chi dopo – nei propri portali il pulsante “esperienze”, per non autoescludersi da quei nuovi business. Oggi, in una frazione di secondo, è dunque possibile scoprire come surfare a Bali, tessere kimono in Giappone, prenotare degustazioni di vino sulle magiche colline toscane…<br />
I “riti” del turismo (prenotare, scoprire, sperimentare…) hanno progressivamente accresciuto il bisogno di “reti”, di network in grado d’ottimizzare offerte efficaci, di operare in team (1+1=3), e in Italia nel 2023 le cosiddette <strong>reti d’impresa</strong> (ben dilatandosi anche nel settore turistico) sono cresciute del 7,4%.</p>
<h2>Un customer journey sempre più digitale</h2>
<p>Quanto al customer journey, esso è oggi sempre più<strong> digitale</strong>, sempre più nasce online, sulle piattaforme dove variamente il turista prefigura (e pre-modella) il viaggio, personalizzandolo, assemblandolo. “Elude”, app americana su I-phone, in tal senso consente di costruirsi le opportunità di vacanza/trasferta non più in base a data e destinazione, bensì a budget personale e scalo di partenza…<br />
Gli insegnamenti &#8220;copernicani&#8221; di <strong>Philip Kotler e di Chris Anderson</strong> (prevalenza della domanda sull&#8217;offerta, orientamento al target&#8230;) paiono non esser stati vani.</p>
<h2>Turismo enogastronomico: <em>genius loci</em> e qualità della vita</h2>
<p>Cosa offre l’Italia ai mercati (e ai gastronauti)? L’Italia è il made in Italy anche e fortemente in senso enogastronomico,<strong> cultivar autoctone, prodotti DOP</strong> (malgrado i gineprai di sigle), figure di cuochi celebri, usi e ricette che il mondo intero le invidia…<br />
Ma la qualità delle nostre agroproduzioni non basta. Talvolta, malgrado tutto, <strong>la qualità della vita</strong> nei luoghi* (essenziale per i residenti tanto quanto per gli incomers) si pone infatti come criticità: tutte le prime 10 città italiane più alte nella relativa classifica annuale sono tutte al Nord, il Sud presidia le parti basse della classifica. E purtroppo i luoghi poco accoglienti e curati inducono quella che i sociologi definiscono “sindrome del vetro rotto”, ovvero un ambiente sporco sembra purtroppo “legittimare” ulteriori condotte scorrette (in antitesi all’ambiente tutelato, che induce rispetto).</p>
<h2>Focus Liguria, le sfide: destagionalizzazione e presenza web del <em>food&amp;crafts</em></h2>
<p><strong>Quanto alla Liguria, e ad altre – non poche &#8211; territorialità italiane, vige l’urgenza di una miglior destagionalizzazione dei flussi</strong>, che spalmi arrivi e presenze su un maggior numero di mensilità, attenuando l’andamento a picchi e crolli, con relativo crowding out (ad es. delle Cinque Terre) in alcuni – di solito prevedibili &#8211; periodi dell’anno…<br />
Già in epoca pre-Covid, il TOC (occupancy rate) a Genova è stato nel 2019 del 72,1%, un ottimo risultato, che rafforza le nuove vocazioni cittadine, ma ovviamente le località balneari in riviera risentono maggiormente della stasi invernale.<br />
Il mare continua a non esser vissuto – e venduto &#8211; a 360°, <strong>molto mare italiano sèguita a non esser “mare d’inverno”</strong> (pescaturismo, diving, whalewatching…), e l’economia dimezza, per così dire, i propri asset…</p>
<p>S’aggiunga inoltre che – da nostra ricerca 2021 – <strong>solo il 35% dei 234 siti web istituzionali dei Comuni liguri contiene informazioni sul food&amp;crafts locale</strong>, cioè su 152 non v’è, sorprendentemente?, traccia di enogastronomia e tipicità.</p>
<h2>Sostenibilità e turismo, un decalogo e un <em>tool kit</em></h2>
<p>Il tema, sempre più cogente, è quello della <strong>sostenibilità</strong>. Se ieri un’offerta poteva dirsi eco-compatibile, oggi nessuna offerta potrebbe non dirsi tale. E&#8217; un imperativo categorico che &#8211; per così dire &#8211; dalle pedonalizzazioni dei centri storici giunge dentro le camere dei bed&amp;breakfast&#8230;. La “<a href="https://www.gstcouncil.org/agoda-sustainable-travel-trends-survey-2021/" target="_blank">Agoda’s sustainable travel trends survey 2021</a>”, realizzata a livello internazionale, ha addirittura prodotto una sorta d&#8217;illuminante <strong>decalogo</strong> delle priorità reclamate dal turismo, e fra queste spicca il desiderio di offerte assolutamente green, rispettose degli habitat e delle comunità, attente a tutte le biodiversità del terroir… Scrisse anni fa il romanziere napoletano Raffaele La Capria che “v’è più storia in un’onda del Mediterraneo che in tutti gli oceani messi insieme”.</p>
<p>Per l’Italia, è doveroso in tal senso segnalare il toolkit (manuale d’uso**) che <strong>la Val d’Aosta</strong> aveva redatto per i propri operatori, a fini di branding e in qualche modo di formazione a distanza, sin dal 2015: “Un prodotto turistico è quello che compri. Un’esperienza turistica è quello che ricordi”. Qualità “totale”, propensione all’ospite e sinergie per un riposizionamento della valle, magnifica ma pur essa chiamata a non bastarsi di rendite di posizione.</p>
<h2>Agroproduzioni e turismo, le lezioni da imparare</h2>
<p><strong>Genius loci, buonessere, produzioni a filiera breve, Italian way of life, dieta mediterranea, muretti a secco insigniti del titolo UNESCO, centri storici d&#8217;ineguagliabile charme</strong>…, ecco i plus che costantemente ritornano nel <em>wordcloud</em> delle agroproduzioni.<br />
Ciò si riverbera anche nella <strong>ristorazione</strong>: l’apprezzatissima trattoria “Ai due platani” di Coloreto (PR), ben reperibile su<strong> web e social</strong> e premiata da punteggi altissimi su TripAdvisor ecc., ne è un esempio virtuoso.</p>
<p>Ciò non toglie che in un Paese come il nostro, dove il 93% delle imprese è di piccola/minimale dimensione (donde, scarsità quantitative di prodotto), secondo una ricerca dell’università Bocconi <strong>un’impresa famigliare su 4 sia ormai a rischio chiusura</strong>, per problemi di natura finanziaria. Ed il settore agroalimentare sconta, come risaputo, un danno annuale di 55 miliardi di euro indotto dal cosiddetto e indecente <strong>“Italian sounding”</strong>.</p>
<p><em>Poiché, secondo una ricerca dell’università Bicocca del dicembre 2020 il passaggio generazionale si conferma tra gli step più difficoltosi, con figli che sovente non intendono ripercorrere il mestiere dei padri, urge verosimilmente un ripensamento complessivo circa i fabbisogni (marketing e management) di tale tipologia d’impresa, la quale sovente tende all’individualismo, si racconta meno del dovuto, e non riesce più a tenere il passo “globale” del mercato, un mercato peraltro sempre più accelerato e deregolamentato. </em></p>
<p>Urgono, pare evidente, momenti formativi ad hoc, sia in termini di hard che di soft skills.<br />
<strong>Oggi – piaccia o no &#8211; ci si deve aggiornare durante tutto l’arco della vita lavorativa</strong>. Solo così la tradizione si orienterà al futuro, solo così i presidii rurali tanto quanto gli artigiani e le botteghe storiche potranno affrontare il nuovo che avanza… Nel 2006 la sociologa olandese Marianne Stuiver, cui si deve il concetto di <strong>retro-innovazione</strong>, ha prodotto lungimiranti parole in tal senso. Lo scenario alternativo sarebbe purtroppo quello delle aree a rischio abbandono, delle microattività che si arrendono, dei borghi abitati via via solo da anziani, dove lavoro e servizi scarseggiano.<br />
<strong>Uno scenario che veramente non vogliamo vedere.</strong></p>
<h2>Turismo enogastronomico: l&#8217;interazione domanda-offerta ai tempi del <em>societing </em>e del digitale</h2>
<p>Food tourism… Negli anni recenti sono andate spalancandosi anche alcune nicchie di mercato che – per comodità di sintesi – aggreghiamo nel lemma “<strong>societing</strong>”. Si tratta di gruppi, sodalizi, associazioni, club, confraternite, la cui esistenza si lega ad un interesse specifico, un hobby, una passione condivisa. Il francese Bernard Cova e l’italiano Giampaolo Fabris (deceduto nel 2010) indagarono, meglio di altri, tali interessanti dinamiche “antropologiche”, di tribalismo partecipativo, che il web ovviamente facilita. Questi gruppi gettano ponti verso altri gruppi, tanto che sovente “chiedono” di visitare città, beni culturali, e negozi, non sotto la guida di un classico operatore professionale, bensì di un abitante di quella città. Nacque così il magnifico fenomeno “<strong>Big apple greeter</strong>” a New York nel 1992, nacque così “<strong>Parisien d’un jour</strong>” a Parigi nel 2007…</p>
<p>Anche questa interazione fra domanda e offerta si posiziona stabilmente sulla rete, tutto – come detto &#8211; accade sempre più online, buyer e seller si accordano a distanza. Risulta tuttora preziosa, a latere dei social, quella “teoria dei 3 pannelli” che l’esperto di architettura dell’informazione <strong>Jeffrey Veen</strong> mise a punto sin dal 2001… Alludendo all’importanza di quel layout iniziale che agevola – anzitutto visivamente &#8211; l’esplorazione e la fruizione di un sito web:</p>
<ul>
<li>Di che sito si tratta?</li>
<li>Sto vedendo quel che cercavo?</li>
<li>Come lo navigo?</li>
</ul>
<p>V&#8217;è pertanto da chiedersi:</p>
<ul>
<li>quanti siti &#8220;rispettano&#8221; tale teoria e possono dirsi realmente user friendly?</li>
</ul>
<h2>Partecipare a fiere-workshop: una <em>check list</em> operativa</h2>
<p>Infine, in virtù di alcune riflessioni nate durante il question time di webinar e incontri, accenniamo anche al<strong> tema fiere-workshop</strong>, che malgrado il crescente affermarsi dell’e-commerce conferma ancora elementi d’interesse, tanto più che sovente sono disponibili <strong>agevolazioni e supporti</strong> pubblici (Regioni, Camere di commercio, ICE…) per le aziende che intendono parteciparvi.</p>
<p><strong>CHECK LIST OPERATIVA</strong></p>
<ol>
<li><strong>Selezionare.</strong> Va naturalmente effettuata una scrupolosa selezione circa gli eventi caso per caso più interessanti e coerenti, là dove le piccole imprese abbiano modeste disponibilità di budget e di tempo (talvolta alcune location fieristiche non sono proprio dietro l’angolo). Si consideri che manifestazioni sovradimensionate o “incoerenti” possono deprimere le aziende che vi abbiano preso parte senza ottenere visibilità e occasioni di negoziati…</li>
<li><strong>Il moltiplicatore 5</strong>. Si consideri che, secondo molti esperti del settore, in fiera vige la cosiddetta regola <strong>del moltiplicatore 5</strong>, ovvero i costi complessivi sostenuti dall’azienda ammontano al quintuplo o anche più (a causa di voci quali trasporti, hotel, acquisto di pubblicità…) rispetto all’affitto dello stand, a maggior ragione dove la partecipazione includa anche l’organizzazione di eventi, il reperimento di staff specifici (hostess, interpreti, animatori)&#8230;</li>
<li><strong>Il prima e il dopo</strong>. Inoltre, in termini fieristici <strong>il prima e il dopo</strong> sono fondamentali tanto quanto il durante, nel senso che la partecipazione va ottimizzata con una serie di attività ad essa antecedenti (contatti, presa d’appuntamenti, azioni online…) e con strategie follow up ad essa susseguenti (capitalizzazione dei contatti, spedizione della merce, analisi di marketing per valutare la proficuità o meno della partecipazione…). Tenendo presente che di solito la prima partecipazione a una data fiera è meno remunerativa delle successive.</li>
</ol>
<h2><span style="color: #000000;"><em>Food for thought</em></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Non esiste formazione-intervento efficace senza la proposta di case history molto centrate, e di successo. Oltre a quelle già citate nell&#8217;articolo, terminiamo in &#8220;crescendo&#8221; con il “caso” <strong>lavanda a Sale San Giovanni</strong> (CN) e il “caso” Käsestrasse/strada dei <strong>formaggi a Bregenz (Austria)</strong>, su cui Ligucibario®, non a caso, aveva già in passato pubblicato articoli (tra gli altri, ti consigliamo<a href="https://www.ligucibario.com/cheese-marketing-il-caso-bregenz/" target="_blank"> Cheese marketing, il caso Bregenz</a>).<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Conoscere le best practice altrui è la via migliore per mutuarne eventuali strategie. E <strong>co</strong></span><strong>noscere</strong> è già di per se stesso intraprendere, porsi in gioco, rinnovare, progredire.</p>
<p>*sul tema, specie per le connessioni con le città che evolvono e che decadono, si veda l’evergreen R. Florida, <em>L’ascesa della nuova classe creativa</em>, ed. Mondadori, Milano, 2003</p>
<p>**strumento di commitment sfortunatamente poco impiegato in Italia</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a></p>
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		<title>I croxetti del Doge, e buon appetito</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 11:52:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21758" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-croxetti.jpg"><img class="size-medium wp-image-21758" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-croxetti-300x168.jpg" alt="croxetti, tipicità del levante ligure" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">croxetti, tipicità del levante ligure</p></div>
<p>Nell’àmbito del concorso “<strong>La migliore ricetta italiana</strong>” promosso da <em>La cucina italiana</em>, dal 1929 vera “Bibbia” dei gourmet, è stata selezionata per il sito della rivista la ricetta “I croxetti del Doge”, costruita dal nostro <strong>Umberto Curti</strong> tramite ingredienti di immediata valenza locale.</p>
<h2>Croxetti del Doge: gli ingredienti</h2>
<p>I croxetti, il sarazzo, le nocciole “misto Chiavari”, l’olio extravergine DOP Riviera Ligure, la persa, l’aglio (che volentieri può esser quello di Vessalico), e il vino Pigato in abbinamento enologico.</p>
<p>Il contest de <em>La cucina italiana</em> meritoriamente incentiva alcuni “valori” che sono insiti anche e non a caso ne “I croxetti del Doge”: oltre all’evidente riferimento al Doge, che anticamente presiedeva al governo di Genova, l’attenzione ad una cuisine du marché intesa anzitutto come <strong>filiera breve e come stagionalità delle materie prime</strong>, la filosofia antispreco (con l’uso di mollica di pane raffermo), la sostenibilità (la ricetta richiede poco gas e poca elettricità).</p>
<p>Anche questa ideazione si inscrive nel lavoro “quotidiano” di Umberto Curti, da quasi trent’anni a fianco di territori e imprese del turismo e del food con attività di <strong>marketing, formazione, saggistica</strong>; un lavoro di tutela valorizzante dei luoghi, delle biodiversità e delle tradizioni. Genius loci, cultivar autoctone, buonessere.</p>
<p>Potete già cucinare “I croxetti del Doge” grazie alla meticolosa descrizione presente <a title="umberto curti la cucina italiana i croxetti del doge" href="https://www.lacucinaitaliana.it/article/croxetti-doge-liguria-la-migliore-ricetta-italiana/" target="_blank">a questo link</a>, come ha già fatto la redazione della rivista. Buona lettura, buona sperimentazione (fateci sapere&#8230;) e buon appetito!</p>
<p>Luisa Puppo</p>
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		<title>Guida Ambientale Escursionistica in Liguria &#8211; un diario di bordo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 08:43:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Si sono concluse presso ente F.Ire di Genova le lezioni mie (e di Luisa Puppo) alla seconda edizione del corso di qualifica per Guida Ambientale Escursionistica. Il tutto si è svolto in una maniera molto costruttiva, e oserei dire che coi corsisti si è instaurato un rapporto d’intensa vicinanza, che naturalmente ha giovato al clima ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/guida-ambientale-escursionistica/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21690" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099-300x225.jpg" alt="DSCN2099" width="300" height="225" /></a>Si sono concluse <strong>presso ente F.Ire di Genova le lezioni mie (e di Luisa Puppo) alla seconda edizione del corso di qualifica per Guida Ambientale Escursionistica</strong>.</p>
<p>Il tutto si è svolto in una maniera molto costruttiva, e oserei dire che coi corsisti si è instaurato un rapporto d’intensa vicinanza, che naturalmente ha giovato al clima d’aula e all’apprendimento.</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: contenuti, bibliositografie e metodologie</h2>
<p>I contenuti di mia pertinenza (in sintesi, <strong>turismo sostenibile, e patrimoni “antropologici” della Liguria</strong>) sono peraltro valsi davvero a trasferire prassi operative tipiche del mio lavoro quotidiano: in concreto</p>
<p>1)le mindmap turistiche (che irradiano link progettuali e agevolano la creatività),</p>
<p>2)le griglie di competitività territoriale (con cui ponderare realisticamente le dotazioni di un’area),</p>
<p>3)le swot analysis (per affrontare in prospettiva opportunità e minacce provenienti dal mercato),</p>
<p>4)i casi-studio (da cui trarre e contestualizzare strategie vincenti),</p>
<p>5)le psicografie (per profilare bene i target),</p>
<p>6)le linee guida per l’ideazione di itinerari (che non sono un semplice collage di luoghi messi in fila e uniti da un trattino…),</p>
<p>7)infine i format d’offerta esperienziale (per cogliere efficacemente i trend in atto)…</p>
<p>Quanti Comuni e imprese si gioverebbero di &#8220;consulenze&#8221; come questa!</p>
<p>Ho poi voluto progettare – a mie spese &#8211; <strong>3 degustazioni in aula, rispettivamente pesto, vino ed olio extravergine DOP</strong>, al fine di mostrare come un prodotto/ricetta si faccia paesaggio, narrazione, plusvalore, soprattutto in un tempo come il nostro (l’osceno <em>antropocene</em>), nel quale la cosiddetta globalizzazione – che Pier Paolo Pasolini definirebbe sviluppo ma mai progresso &#8211; insidia <strong>terre, comunità, cultivar, tradizioni </strong>(quelle che Ligucibario®, per quanto può, da molti anni descrive e promuove).</p>
<p>Ho inoltre fornito “chilometriche” sitobibliografie e suggerimenti di documentari, in taluni casi si è trattato di materiali straordinari, che andrebbero &#8220;adottati&#8221; nelle scuole &#8211; come si suol dire &#8211; d&#8217;ogni ordine e grado (<strong>dai libri di Paolo Cognetti ai film di Alessandro Scillitani</strong>…), affinché ciascun corsista potesse poi procedere con autonomi approfondimenti personali, anche in base ai geo-contesti su cui intenderà operare.</p>
<p>I corsisti hanno poi richiesto all’editore la copia elettronica (<span style="text-decoration: underline;">è gratuita</span>) del mio recentissimo <em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em> (<a title="umberto curti sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>), che presumo e spero li &#8220;equipaggerà&#8221; con ulteriori chiarimenti e spunti (sono oltre 400 i lemmi sviluppati).</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: una professionalità a 360°</h2>
<p>Il fine della docenza, univoco e costante, è stato quello di formare via via <strong>una professionalità a 360°</strong>, profonda conoscitrice del territorio (costa ed entroterra), a proprio agio dentro le dinamiche di un turismo sempre più destagionalizzabile, immersivo e relazionale, idonea ad accogliere e ad interagire in modo il più possibile interculturale ed empatico, e pronta ad uno <strong>storytelling</strong> mirato e coinvolgente.</p>
<p>Nella mia visione, e qui concludo, la Guida Ambientale Escursionistica è infatti una “cerniera” preziosissima tra offerta e domanda, chiamata a rappresentare beni che si legano strettamente anche <strong>alla ruralità, al genius loci, a quelle fasce terrazzate da muretti a secco (patrimonio Unesco) che un po’ tutto il mondo ci invidia</strong>…</p>
<p>In bocc’al lupo per l’imminente esame di abilitazione, dunque, e arrivederci sui sentieri, magari quelli delle 43 tappe dell’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, che abbiamo percorso &#8220;virtualmente&#8221; Comune x Comune, e magari dentro la faggeta della &#8220;mia&#8221; Barbottina, per un bagno di foresta o <em>shinrin yoku</em> che dir si voglia!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Guida Ambientale-Escursionistica, guida di sviluppo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2023 16:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
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		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Volge al termine la seconda edizione del corso GAE-Guida Ambientale Escursionistica in via di svolgimento presso le accoglienti aule in piazza Matteotti dell&#8217;ente F.Ire di Genova. Fra poco, l’esame di qualifica abilitante alla professione impegnerà i corsisti su tutti i temi importanti condivisi nei diversi moduli formativi… Due – ora &#8211; le riflessioni prioritarie da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/guida-ambientale-escursionistica-guida-di-sviluppo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/gae.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-21588" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/gae-300x150.png" alt="gae" width="300" height="150" /></a>Volge al termine la seconda edizione del corso <strong>GAE-Guida Ambientale Escursionistica in via di svolgimento presso le accoglienti aule in piazza Matteotti dell&#8217;ente F.Ire di Genova</strong>. Fra poco, l’esame di qualifica abilitante alla professione impegnerà i corsisti su tutti i temi importanti condivisi nei diversi moduli formativi…</p>
<p>Due – ora &#8211; le riflessioni prioritarie da parte di un docente che, pur in una dimensione d’aula, ha davvero camminato passo passo coi discenti lungo <strong>l’Alta Via dei Monti Liguri ma non solo</strong> (fra casi-studio, bibliositografie, degustazioni guidate di pesto tradizionale, di olio DOP e di vino DOC).</p>
<p>Da una parte, infatti, possiamo affermare con l’ente F.Ire d’esser stati di parola, esplorando una Liguria sia di costa sia di entroterra, attrattiva – di fatto – 365 giorni l’anno. Sono ricorse di continuo le parole (così costanti anche nel mio lavoro quotidiano) <strong>sostenibilità e biodiversità</strong>, per un turismo realmente soft, ma vivacemente <em>esperienziale</em>, a contatto diretto con le comunità, il genius loci, i borghi che tanto mondo ci &#8220;invidia&#8221;, le filiere delle cultivar autoctone, il buonessere, le botteghe antiche… E sono stati focalizzati metodi di lavoro operativi (mindmap, griglie di competitività, swot analysis), che la mia società di consulenza (<a title="luisa puppo e umberto curti" href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank">link qui</a> ma poi <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">anche qui</a>) utilizza – o modella &#8211; da decenni per “disegnare” in Liguria itinerari e proposte emozionali, coinvolgenti, ad alto tasso di relazionalità.</p>
<p>Dall’altra parte, in modo originale e creativo, si è via via configurata <strong>una figura di Guida sempre più capace di operare in rete</strong>, di “tessere” come si suol dire sinergie, contribuendo ad uno sviluppo che sia anche a pieno titolo economico e culturale. I nostri Appennini ed Alpi non sono l’Himalaya o gli altri “Ottomila”, non ci si saluta coi “<em>Namasté</em>”, ma sono terre talvolta ancora abitate da uomini e – per fortuna – da animali. Consentono quindi un turismo che, a latere dell’escursione, entra in contatto con <strong>architetture rurali, stagioni ed usanze, manufatti e artigianato, ricette&#8230;</strong> Ecco dunque, concluderebbe un antropologo (e Ligucibario® concorderebbe), dove poggiare la narrazione, lo storytelling anche sui media digitali che la contemporaneità &#8220;impone&#8221;, ed ecco dove formarsi ad un’accoglienza sempre più compiuta, empatica, interculturale.</p>
<p>Il brand Liguria, con e grazie alle sue Guide Ambientali Escursionistiche, ha molto da dire in proposito. Ha ottime carte da giocare. Amici lettori, per saperne di più cliccate anche <a title="corsi guida ambientale genova" href="https://fb.watch/kRTfdF3kgv/" target="_blank">questo link</a>.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/guida-ambientale-escursionistica-guida-di-sviluppo/">Guida Ambientale-Escursionistica, guida di sviluppo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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