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	<title>Ligucibario &#187; lavagnina</title>
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		<title>Abbinamento olio cibo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN1929.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29841" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN1929-300x225.jpg" alt="DSCN1929" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L&#8217;olio extravergine è un alimento benefico, i cui consumi stanno denotando positive tendenze, finanche in Paesi molto lontani dall&#8217;Italia e dal Mediterraneo.<br />
Quest&#8217;olio è di fatto &#8211; anzitutto grazie ai molti polifenoli &#8211; un nutraceutico, molto duttile in cucina sia a crudo che cotto, ben digeribile, e con un punto fumo abbastanza elevato (è la soglia termica oltre la quale si sviluppa la famigerata acroleina&#8230;).<br />
Per Ligucibario® costituisce da molti anni un importante compagno di lavoro (periodicamente ho il piacere di collaborare anche col Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure) e, non secondariamente, un ottimo compagno di tavolo.<br />
Le tipologie di prodotto e le maggiori o minori qualità dipendono da alcune variabili, quali la cultivar (varietà) di partenza (taggiasca*, casaliva, coratina, nocellara&#8230;), il tempo e le procedure di raccolta, l&#8217;attenzione ai processi di frangitura, eccetera eccetera.<br />
Non v&#8217;è dubbio che gli olii del presente siano molto più &#8220;puliti&#8221; ergo migliori rispetto agli olii del passato (tanto per dire: malgrado alcuni ancora li utilizzino, i fiscoli sono stati definitivamente rimpiazzati).<br />
In occasione di conferenze e gustincontri molte persone del pubblico mi chiedono come abbinare al meglio olii e cibo.<br />
Sebbene &#8220;de gustibus&#8221; sia un proverbio sempre valido, personalmente mi attengo e condivido qualche principio guida, di buon senso, che induca a matching piacevoli.<br />
Gli olii extravergine per esser tali devono garantire &#8211; oltre ad una bassissima acidità e ad un bassissimo numero di perossidi &#8211; una sensazione di fruttato, poiché sono puro mosto di drupe.<br />
Dopodiché si distinguono per fruttato tenue / delicato, medio, e intenso.<br />
<em><br />
La prima categoria, fruttato tenue,</em> sposa bene varie preparazioni a crudo, come ad esempio le salse liguri da mortaio, le insalate fresche, gli ovoli a crudo, le crudité miste anche con crostacei, nonché i passati di verdure, il polpo e patate, il pesce cotto non invasivamente (al vapore, al sale&#8230;), il petto di pollo o di tacchino grigliato, mozzarella, ricotta e qualche formaggetta fresca&#8230;<br />
<em><br />
La seconda categoria, fruttato medio,</em> sposa bene i pinzimonii, l&#8217;insalata di finocchi e arance, la tartare o il carpaccio di carne, il salmone / pesce spada / tonno affumicato, le uova sode, l&#8217;hummus, gli spaghetti al pomodoro, alcune zuppe e il minestrone alla genovese, le verdure bollite, la capponadda camoglina, qualche flan, qualche pizza, lo sgombro grigliato&#8230;<br />
<em><br />
La terza categoria, fruttato intenso,</em> sposa bene panzanelle, bruschette, alcune verdure grigliate, le orecchiette con le cime di rapa, la mes-ciùa spezzina, zuppe &#8220;toscane&#8221; con cereali e legumi, qualche flan, bollito misto, carni e spiedini grigliati&#8230;<br />
Sperimentate sperimentate sperimentate, e fatemi sapere!<br />
* la taggiasca è la cailletier provenzale e la lavagnina della riviera ligure di levante&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Oliva carparina</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 13:13:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Carparina, si tratta di una varietà coltivata diffusa in Provincia di Savona. Altrove in Liguria detta anche &#8220;olivo delle Alpi&#8221;, forse apparentabile alla linea cailletier-taggiasca—lavagnina… Si ritiene che resista bene alle temperature più rigide. Può essere piantata dunque in zone meno solatie e più &#8220;selvatiche&#8221;, come si dice comunemente nel mondo oleario. La sua potatura ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-carparina/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Carparina, si tratta di una varietà coltivata diffusa in Provincia di Savona.<br />
Altrove in Liguria detta anche &#8220;olivo delle Alpi&#8221;, forse apparentabile alla linea cailletier-taggiasca—lavagnina…<br />
Si ritiene che resista bene alle temperature più rigide.<br />
Può essere piantata dunque in zone meno solatie e più &#8220;selvatiche&#8221;, come si dice comunemente nel mondo oleario.<br />
La sua potatura è molto particolare ed è presente in un&#8217;area che va da Albenga a Pietra Ligure, nell&#8217;entroterra.<br />
Pare tuttavia debba il suo nome locale alla frazione Carpe di Toirano, in val Varatella.<br />
Una ipotesi molto suggestiva, che non coincide con un’altra opinione, ossia la derivazione dalla forma simile a quella dell’albero del càrpino.<br />
Raramente viene lavorata in purezza, se non verosimilmente nell’area, appunto, di Toirano.<br />
Dove regala un extravergine molto piacevole.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Olio extravergine di razzola al corso GAE presso F.Ire Genova</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 09:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Olio extravergine di razzola (DOP Riviera Ligure): un seminario per raccontare i patrimoni antropologici della Liguria alle future Guide Ambientali Escursionistiche. Proseguono le mie lezioni alla VI edizione del corso di qualifica regionale per Guide Ambientali Escursionistiche presso F.Ire Genova (nel frattempo si avvicina l&#8217;atteso esame per i corsisti della V edizione&#8230;). Nella mia visione, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olio-extravergine-di-razzola-al-corso-gae-presso-f-ire-genova/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25721" style="width: 290px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG-20190325-WA0007.jpg"><img class="size-medium wp-image-25721" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG-20190325-WA0007-280x300.jpg" alt="olio extravergine dop riviera ligure" width="280" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">olio extravergine dop riviera ligure</p></div>
<p>Olio extravergine di razzola (DOP Riviera Ligure): un seminario per raccontare i patrimoni antropologici della Liguria alle future Guide Ambientali Escursionistiche.</p>
<p>Proseguono le mie lezioni alla <strong>VI edizione del corso di qualifica regionale per Guide Ambientali Escursionistiche presso F.Ire Genova</strong> (nel frattempo si avvicina l&#8217;atteso esame per i corsisti della V edizione&#8230;).<br />
Nella mia visione, poiché la Liguria non dispone di vette &#8220;nepalesi&#8221;, è quanto mai importante <strong>rappresentare, ai lati dei sentieri su cui si cammina, anche i patrimoni antropologici di cui la regione dispone</strong>. Gli <strong>aspetti storico-culturali si fondono in tal senso alle tradizioni, agli artigianati, alle enogastronomie</strong>, concorrendo a quel <strong><em>genius loci</em></strong> che ci rende, da millenni, &#8220;<strong>mediterrane</strong>i&#8221;.<br />
Anche la nostra dieta, come noto, è mediterranea, ovvero ricca di <em>nutraceutici</em>, Ancel Keys la promuoverebbe a pieno voti. L&#8217;olio extravergine, l&#8217;aglio, le farine poco raffinate, il pesce, le crucifere, il preböggiön&#8230;sono solo alcuni degli alimenti che subito ci balzano in mente in termini di <em>buonessere</em> e longevità&#8230;</p>
<h2>Olio extravergine di razzola: narratore di <em>genius loci</em></h2>
<p>Ho quindi proposto agli allievi, visto che molto ho parlato di <a href="https://www.ligucibario.com/evo-dop-riviera-ligure-in-cattedra-nei-corsi-gae/" target="_blank"><strong>oleoturismo</strong></a>, una lezione (presto ne seguirà una anche sul pesto, smontando tuttavia molti luoghi comuni&#8230;) tutta dedicata all&#8217;olio extravergine, in particolare un<strong> DOP Riviera Ligure monocultivar razzola</strong> (estremo Levante ligure), gentilmente fornitomi &#8211; con efficaci brochure &#8211; dalla direzione del Consorzio di tutela (nel corso della V edizione avevo viceversa utilizzato un monocultivar taggiasca).<br />
Non torno qui (lezione specifica sull&#8217;olio extravergine di razzola) su quanto abitualmente preciso circa le specificità dell&#8217;olio extravergine, e in particolare di un buon extravergine (acidità, fruttato, perossidi, polifenoli&#8230;). Sul tema olio, infatti, Ligucibario® ha già fornito negli anni innumerevoli contenuti, fra cui (<strong>nella sezione &#8220;<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">alfabeto del gusto</a>&#8220;</strong>) la più completa elencazione di tutte le cultivar liguri, al momento 42, beninteso non più tutte lavorate.<br />
Né torno qui sulla differenza, purtroppo ignorata da molti, fra olio extravergine (il solo vero mosto delle drupe) ed olio d&#8217;oliva (un olio scadente che viene rettificato tramite una raffinazione chimica).</p>
<h2><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN2140.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25779" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN2140-300x197.jpg" alt="DSCN2140" width="300" height="197" /></a></h2>
<h2>Olio extravergine di razzola: l&#8217;assaggio</h2>
<p>In sintesi, ho questa volta ingaggiato gli allievi &#8211; previa sottolineatura del collarino giallo che connotava la bottiglia&#8230; &#8211; con un semplice assaggio (degustazione sarebbe termine eccessivo) dell&#8217;olio extravergine di razzola, che tuttavia attivasse i loro sensi e illustrasse loro tutte le caratteristiche ed i sentori da cogliere.<br />
L&#8217;olio extravergine di razzola inviatomi proponeva soprattutto un fruttato significativo, con note immediate di carciofo (tenuissima la mandorla), e una decisa pungenza &#8211; la razzola non è la coratina pugliese ma ho ugualmente suggerito ai più audaci di procedere con cautela allo &#8220;strip&#8221;&#8230; &#8211; . Una punta di amarore non pregiudicava la piacevolezza complessiva dell&#8217;esperienza, e la bocca ringraziava per il senso di naturalità e pulizia lasciato dal prodotto.<br />
L&#8217;olio extravergine di razzola è un extravergine, quindi, &#8220;lontano&#8221; (come prevedibile) dalla taggiasca/lavagnina, ma idoneo sulle tavole ad avvicinare insalate, carciofi, ovoli crudi, carpacci di mare (anche polpo e patate), crostoni con dadolate di pomodori, e &#8211; a mio parere &#8211; soprattutto verdure bollite e pesce o crostacei alla griglia. Da provare, tuttavia, anche su alcuni tagli del bollito di carne&#8230;<br />
Concludo con una noterella &#8220;faceta&#8221;: se un giorno mai il Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure decidesse di nominare alcuni &#8220;ambasciatori&#8221; (carica puramente onorifica&#8230;), tutto ciò che nel tempo ho realizzato a livello ligure potrebbe valermi forse una candidatura o una nomina?&#8230;</p>
<p>Clicca qui per un mio articolo sulla <a href="https://www.liguriafood.it/2017/08/01/appunti-per-una-storia-dellolio-in-liguria/" target="_blank">storia dell&#8217;olio in Liguria</a>.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/olio-extravergine-di-razzola-al-corso-gae-presso-f-ire-genova/">Olio extravergine di razzola al corso GAE presso F.Ire Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 13:41:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE (Guida ambientale Escursionistica). Se v’è un turismo che di natura s’intreccia alle escursioni ambientali, quello è l’oleoturismo, di cui anche in Liguria &#8211; tra fasce terrazzate e muretti a secco &#8211; si sta ormai prendendo compiutamente coscienza. Da docente nei ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/evo-dop-riviera-ligure-in-cattedra-nei-corsi-gae/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN0586.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25114" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN0586-300x225.jpg" alt="DSCN0586" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE (Guida ambientale Escursionistica).</p>
<p>Se v’è un turismo che di natura s’intreccia alle escursioni ambientali, quello è <strong>l’oleoturismo</strong>, di cui anche in Liguria &#8211; tra fasce terrazzate e muretti a secco &#8211; si sta ormai prendendo compiutamente coscienza.</p>
<p>Da docente nei <strong>corsi GAE di qualifica regionale</strong>, non potevo – ne volevo! – dunque sottrarmi al condividere con gli allievi del corso GAE presso Ente F.Ire di Genova un incontro-tasting dedicato all’olio extravergine DOP Riviera Ligure. Ne ho parlato e scritto circa un milione di volte, e <strong>Ligucibario®</strong> propone forse il più completo database delle cultivar liguri dall&#8217;arnasca alla toso (<a title="umberto curti le cultivar olearie liguri" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-arnasca/" target="_blank">link da qui</a>), ma stavolta in aula ho voluto anzitutto sottolineare il “peso” del Consorzio di tutela (attivo dal 2001), e di una filiera certificata che comprende 2.224 ettari con circa 660mila piante d’ulivo. Per il resto, avrei quasi potuto tacere e lasciar parlare la bottiglia.<br />
I 12 corsisti sono parsi gradire, alternando interesse e sorpresa a seconda dei temi che rivolgevo loro (purtroppo il consumatore medio italiano non padroneggia a fondo neppur <span style="text-decoration: underline;">la differenza tra olio extravergine e olio d’oliva</span>…), e soprattutto focalizzando che un grande extravergine nasce in primis dalla cura degli uliveti. E per salire negli uliveti liguri occorrono coloro che il mai troppo rimpianto <strong>Gino Veronelli</strong>, con cui una vita fa scambiai lettere affettuose, chiamava “angeli matti”…</p>
<h2>Olio DOP Riviera Ligure &#8211; dalla degustazione all&#8217;oleoturismo</h2>
<p>Il Consorzio di tutela Olio DOP Riviera Ligure, che come sempre ringrazio, mi ha cortesemente inviato per gli assaggi <strong>un monocultivar ponentino di taggiasca e uno levantino di razzola</strong>, forse le due varietà regionali più rappresentative non solo in termini di estremità territoriali, beninteso senza nulla togliere alla colombaia, all’arnasca/pignola, alla prempesa, alla lavagnina (che poi è la taggiasca)…</p>
<p>La fase <strong>organolettica</strong> – la durata della lezione ha purtroppo permesso di degustare solo l’extravergine da taggiasca &#8211; ha “percorso” un colore verde limpido e fresco, e un naso dove si annunciava quel che poi – come avviene sovente con l’extravergine da taggiasca &#8211; hanno rilevato le papille sensoriali in bocca: note fruttate (forse più del solito), piacevole dolcezza, sentori spiccati di <strong>carciofo</strong> (che personalmente adoro), e una pungenza assai tenue, che non ha creato problemi perfino a chi ha osato lo “strippaggio” finale, quello che con la coratina pugliese solitamente sconsiglio&#8230;</p>
<p>Mettere in tavola un <strong>nutraceutico</strong> del genere, un alimento più che un condimento, possibilmente accanto a piatti della tradizione mediterranea come le insalate e gli ortaggi di stagione, e il pesce crudo o cucinato non invasivamente, è un atto benefico da molteplici punti di vista: verso la nostra salute anzitutto, nonché verso l’ambiente, e verso economie di cui la società non può fare a meno.<br />
In oleo veritas, ecco il valore delle DOP come certificazioni, a garanzia di una tracciabilità, ecco i collarini gialli che tutelano e informano il consumatore sulla provenienza del prodotto e sul protocollo disciplinare su cui poggia.<br />
Amici Lettori (che da molti anni non siete poi pochi) stay tuned, perché nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori materiali sulla recente lezione.</p>
<p>E per ulteriori informazioni su questo dono della natura, <a href="https://www.oliorivieraligure.it/" target="_blank">Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure</a>, via T. Schiva 29, 18100 Imperia, tel. +39 0183 767924, info@oliorivieraligure.it</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>DI PESTO, DI AGLIO E DI FORMAGGIO SARDO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 09:47:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/pesto-pronto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21933" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/pesto-pronto-225x300.jpg" alt="pesto pronto" width="225" height="300" /></a>La cucina ligure, malgrado i giganteschi mortai &#8211; un po&#8217; grotteschi? &#8211; in navigazione sul Tamigi, non fu, non è e mai sarà solo pesto (circa le polemiche di questi giorni, mi riconosco maggiormente nelle parole del cuoco Roberto Costa che in quelle di Oliviero Toscani, siamo forse un po&#8217; stanchi di identificare un&#8217;identità regionale/cittadina con una ricetta). Poiché tuttavia questa salsa è ormai &#8211; meritatamente &#8211; molto nota, cerchiamo di renderle giustizia con alcune informazioni corrette (Ligucibario® peraltro se ne è già occupato infinite volte, leggimi ad es. <a title="umberto curti pesto genovese" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Anzitutto, <strong>la Liguria è terra di mortai per ragioni geostoriche</strong> (mediterraneità, dominio romano, Alpi Apuane…). Si caratterizza dunque per numerose salse – alcune più celebri e &#8220;vive&#8221; d’altre &#8211; preparate dentro tale manufatto, peraltro utile anche con frutta secca e spezie, e con pigmenti.<br />
Tutte queste salse, fra cui <strong>l’aggiadda</strong> (l’agliata, madre di tutte), poiché in origine accompagnavano carni, un po’ come i <em>bagnèt verd piemontesi</em>, proponevano un sapore sapido, puntuto, deciso, per via del <span style="text-decoration: underline;">sale</span> (un conservante) e dell’<span style="text-decoration: underline;">aglio</span> (un disinfettante).<br />
Il pesto tuttavia, la cui ricetta attuale si “formalizzò” non prima di metà ‘800 e poi molto grazie alla <strong>Cuciniera del Ratto</strong>, la cui prima edizione nel 1863 non risultò irreprensibile, si “batteva” nel mortaio con quel che c’era (maggiorana, fagiolini, spinaci…), tanto più che <strong>le serre di basilico</strong> con cui oggi identifichiamo Pra&#8217; (con l&#8217;apostrofo mi raccomando) erano ancora di là da venire, e quindi le stagioni come sempre condizionavano i menu. Si consideri inoltre, prima di &#8220;fucilare&#8221; lo chef lombardo Davide Oldani, che in campagna il burro era talora – sorprendentemente &#8211; più reperibile dell’olio. Inoltre, v’erano pesti per così dire più patrizi e pesti plebei, un po’ – benché per altri motivi &#8211; come avviene oggi, dato che non tutti utilizzano materia prima corretta, e di qualità…<br />
Anche <strong>il pecorino sardo</strong> DOP (ideale se stagionato 10-12 mesi) si conferma ingrediente centrale, in quanto la Repubblica di Genova intratteneva intensi commerci con Corsica e Sardegna, e quasi sempre una specialità culinaria origina da quel che un popolo conosce, coltiva, commercia.<br />
Io mi felicito con chi garantisce ai propri clienti un pesto autentico, realizzato (oggi) con <strong>basilico genovese DOP, aglio bianco di gentile sentore magari di Vessalico, pinoli pisani o comunque italianissimi, sale grosso, parmigiano reggiano DOP (il cui disciplinare è più vincolante rispetto al grana padano) e pecorino sardo DOP, e infine olio extravergine DOP ligure, magari della sottozona Riviera di levante dove le cultivar lavagnina e pignola fanno il mestiere della taggiasca</strong> (mia nonna e poi madre, cuoche eccelse, aggiungevano &#8211; non vogliatemene &#8211; anche un paio di gherigli di noce, sbollentati e spellati)&#8230;<br />
Un pesto della tradizione, dunque, saporito, corposo e non liquido, così come fu e dovrà continuare ad essere, ma senza fanatismi (il mio è quello nella foto, quando ho modo di usare il mortaio, altrimenti gelo un&#8217;oretta in freezer le lame e il bicchiere del frullatore).<br />
La mia raccomandazione è di accostarlo a pasta come <strong>trenette, lasagne sottili sottili, picagge, testaroli, gnocchi e trofiette</strong>, e di abbinarlo agli aromi di qualche buon <strong>Pigato</strong> locale, da versare a giusta temperatura, 10-11°C, dentro bei tulipani a stelo alto. Fuori Liguria, si potrà beninteso optare per Sauvignon, Malvasie secche, finanche Riesling…<br />
Amico gourmet, buona Liguria e buon pesto a te, naturalmente – sempre &#8211; con aglio e sardo.<br />
<strong>Umberto Curti, Ligucibario®<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Oli extravergine: l&#8217;assaggio DOP Riviera Ligure</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 16:13:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20255" style="width: 180px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/olio.jpg"><img class="size-medium wp-image-20255" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/olio-170x300.jpg" alt="olio extravergine dop riviera ligure" width="170" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">olio extravergine dop riviera ligure</p></div>
<p><strong>Oli extravergine: l&#8217;assaggio DOP Riviera Ligure.<br />
</strong>Proseguono (online) con mio immutato entusiasmo i corsi di degustazione con Umberto Curti. Lesson number 2: l’olio extravergine di oliva ligure…, più che un argomento una religione! E quel che segue è in minima parte quello che è emerso e che mi piace condividere.</p>
<p>Così come per il vino, anche per quanto riguarda l’olio l’Italia primeggia per varietà: vanta addirittura il maggior numero di <em>cultivar</em> al mondo. <em>Cultivar</em> malgrado le apparenze non è latino, ma deriva dalla contrazione dell’inglese cultivated variety &#8211; grazie alla <em>teacher</em> Luisa Puppo per le precisazioni&#8230;</p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;">Registro nazionale delle varietà delle piante da frutto</span> ne elenca oltre 500, e dal canto suo la Liguria è senza dubbio protagonista nazionale, se ne trovano più d’una quarantina, di cui circa 15 “in uso” (altre sono state “abbandonate” o per fragilità della pianta, o per basse rese…). Anche in questa circostanza è doveroso ricordare come gli agricoltori del settore, gli olivicoltori, così come i colleghi viticoltori si trovino di fronte a terreni impegnativi da lavorare: il termine “coltivazione eroica” è alquanto esplicativo e non lascia spazio a dubbi sulle difficoltà incontrate. Il grande <strong>Gino Veronelli</strong> (la cui mamma era di Finalborgo) li battezzò non a caso “angeli matti”…</p>
<p>Tre sono le <em>sotto</em>zone di produzione dell’<strong>olio <span style="text-decoration: underline;">extravergine</span></strong> (e sottolineo)<strong> DOP </strong>(acronimo di Denominazione di Origine Protetta) <strong>Riviera Ligure</strong>, da Ponente a Levante troviamo:</p>
<ul>
<li><strong>Riviera dei Fiori r</strong>icavato dalla frangitura di olive “Taggiasca” per almeno il 90%</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Riviera del Ponente Savonese r</strong>icavato dalla frangitura di olive “Taggiasca” per almeno il 50%</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Riviera di levante r</strong>icavato dalla frangitura di olive “Lavagnina”, “Razzola”, “Pignola” e “Frantoio” per almeno il 65%.</li>
</ul>
<p>Emerge la <strong>Taggiasca</strong> come protagonista del territorio ligure, oliva da olio e da mensa, e seppur non autoctona (il nome deriva dalla città di Taggia ma provenne grazie a monaci dalla lontana Asia) si è rivelata sin dal Medioevo molto versatile, resistente, dalla produttività elevata e costante.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1172.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20257" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1172-300x225.jpg" alt="DSCN1172" width="300" height="225" /></a>Prima di poter accedere al gustoso “gioco dell’abbinamento” (ebbene sì è un duro lavoro…) dobbiamo rispondere a questa nodale domanda: qual è la differenza tra olio extravergine di oliva e olio di oliva? Non so quanti siano preparati e quanti viceversa siano corsi a <em>googolare</em> il quesito chiedendo l’aiutino alla rete, ma posso assicurarvi che una volta assimilata la differenza non sbaglieremo più la scelta.</p>
<p>L’<span style="text-decoration: underline;">olio extravergine di oliva </span>si caratterizza per un dato preciso: il livello di acidità massima totale dev’essere di 0,8 g per 100 g di olio, trattasi di una misura tecnica calcolata da un’analisi in laboratorio (non gustativa), che però traccia un solco profondissimo tra un prodotto quasi miracoloso dalle innumerevoli qualità e proprietà nutraceutiche: ricco di polifenoli, emolliente, colagogo (qui io ho “<em>googolato”</em>) e che si contraddistingue per il fruttato e l’assenza di difetti (verrebbe quindi da pensare che nessuno è perfetto tranne l’olio evo…), e viceversa un prodotto – mi riferisco ora all’olio di oliva NON extravergine &#8211; corretto/raffinato mediante una rettifica chimica e l’addizione solo di una parte di extravergine, pertanto “anonimo”, senza particolari qualità ed adatto più che altro per la cottura e frittura, in alternativa ad un monoseme, per esempio l&#8217;olio d&#8217;arachidi.</p>
<p>Ma passiamo ora all’assaggio, essendo la Taggiasca troppo “<em>mainstream”</em> ho voluto concentrarmi su una varietà più “particolare”, ho pertanto acquistato (la vedete nella foto) una bottiglia di “Olio extravergine di Oliva Riviera Ligure di Levante DOP” varietà <span style="text-decoration: underline;">Razzola,</span> autoctona della Val di Magra (SP), al confine con Emilia e Toscana.</p>
<p>Di colore giallo dorato, quest’olio all’olfatto si presenta ricco di note vegetali tra cui spicca il carciofo, ed è mediamente fruttato, al gusto si rivela dolce, e si avverte la mandorla. Amaro e pungente sono contenuti ed in grande armonia, ed io sono certa che mi terrà compagnia nell’imminente periodo primaverile-estivo quando nella mia dieta, anche in vista della prova costume, largheggeranno pinzimonii, verdure, carpacci ed insalate di mare.</p>
<p>Più che ad un vero e proprio abbinamento “cibo-olio” verrebbe da riflettere se nel caso dell’extravergine Riviera Ligure DOP non ci sia la regola “dell’inversione dell’onere della prova”? Ossia la sfida è trovare un piatto che NON venga valorizzato dal suo utilizzo: il suo gusto leggero e delicato, caratterizzato da una tipica nota dolce fa dell’olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP l’ingrediente segreto di tanta cucina ligure e mediterranea, un partner dunque versatile ed essenziale, infatti ampiamente utilizzato poiché rispetta il gusto delle altre pietanze esaltandole.</p>
<p>Grandissima, da sempre, l’attenzione riservata da Ligucibario® all’argomento olio: oltre ai numerosi <em>gustincontri </em>organizzati nelle location più suggestive come <a href="https://www.ligucibario.com/lolio-extravergine-in-biblioteca/" target="_blank">biblioteche</a> oppure <a href="https://www.ligucibario.com/olio-dop-ligure-mog-genova/" target="_blank">mercati</a> oppure ancora i famosi <a href="https://www.ligucibario.com/rolli-days-olio-dop-ligucibario/" target="_blank">palazzi dei Rolli</a>&#8230;,  recentemente si è “rimediato”, causa forza maggiore, con altrettanto interessanti <a href="https://www.ligucibario.com/un-webinar-sullolio-dop-riviera-ligure/" target="_blank">webinars</a></p>
<p>Speriamo però di poterlo presto bere e condividere in presenza, un tasting attraverso lo schermo del PC è un&#8217;esperienza vissuta a metà. Rimanete dunque connessi, Amici lettori di Ligucibario!</p>
<p>Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/foto-pi---grossa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20218" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/foto-pi---grossa-241x300.jpg" alt="fbt" width="241" height="300" /></a></p>
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		<title>Assaggia la Liguria, terza cena a Recco</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2018 09:45:09 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1167.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17917" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1167-300x225.jpg" alt="DSCN1167" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>La 3^ e ultima delle cene reccheline che hanno avviato “<strong>Assaggia la Liguria</strong>” si è svolta, dopo &#8220;Manuelina&#8221; e &#8220;Vitturin&#8221;, presso lo storico “Da ö Vittorio”.</p>
<p>“Assaggia la Liguria” è un progetto (su PSR 2014-2020 Regione Liguria misura 3.2) grazie al quale <strong>Enoteca Regionale della Liguria, Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e Consorzio di tutela Basilico Genovese DOP</strong> realizzano alcune serate a tema presso ristoranti della rete “<strong>Liguria Gourmet</strong>”, al fine di promuovere in molteplici direzioni la cultura delle DOC e delle DOP.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1184.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17918" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1184-225x300.jpg" alt="DSCN1184" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Il banchetto – arricchito da una mise en place dove spiccavano anche antichi stampi da croxetti &#8211; è principiato con una eccellente <strong>Focaccia col formaggio di Recco IGP</strong> (sfoglia sottile e cottura senza secchezze), poi “rosa” di picagge con Basilico Genovese DOP, orata con coquille Saint-Jacques, patata quarantina e salsa all’extravergine DOP Riviera Ligure, infine scrigno di mele e pistacchio con crema inglese aromatizzata alla cannella. In valido abbinamento, <strong>la DOC Golfo del Tigullio-Portofino rappresentata da una Bianchetta genovese 2017 di Pino Gino</strong>.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1090.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17902" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1090-300x225.jpg" alt="DSCN1090" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Durante la cena, un giovane chef del ristorante ha preparato <strong>il pesto al mortaio</strong> secondo tradizione, e la freschezza aromatica della salsa (da Basilico Genovese DOP) celebre in tutto il mondo incontrava la gentilezza di un extravergine DOP Riviera Ligure, denominazione che poggia – da Ponente a Levante &#8211; su cultivar eccezionali quali <strong>la taggiasca, l’arnasca, la pignola, la lavagnina, la razzola</strong>… E su una sapienza produttiva millenaria che oggi, dalla raccolta delle drupe sino al confezionamento del prodotto, pratica una filosofia dell’eccellenza.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1143.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17903" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1143-300x225.jpg" alt="DSCN1143" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>I referenti delle 3 filiere coinvolte nel progetto (l’Enoteca regionale e i due Consorzi di tutela) hanno come sempre illustrato i valori dell’iniziativa e le produzioni certificate. A supporto delle loro parole &#8211; io ero uno di costoro &#8211; anche una cospicua dotazione di materiali a disposizione del pubblico, che &#8211; se correttamente edotto circa i valori della qualità &#8211; si rivela poi consumatore sensibile e attento. Sarà proprio questa la “centralità” del <strong>turismo esperienziale</strong>, la capacità di attivare sinergie d&#8217;offerta e di esplicitare concretamente ad italiani e stranieri ciò che la Liguria autentica è, e fa.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/bicchierini-olio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17904" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/bicchierini-olio-300x168.jpg" alt="bicchierini olio" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>In tal senso, i vini DOC, l’extravergine DOP Riviera Ligure e il Basilico Genovese DOP vivificano in <strong>Liguria un’enogastronomia tra le più alte al mondo</strong>, che le 3 serate reccheline hanno ben rappresentato, con alcuni assoli d’autore e note profumate di mediterraneità.<br />
Il prossimo appuntamento è venerdì 1 giugno presso la storica “Osteria Baccicin du Caru”, a Mele (GE), frazione Fado lungo il Passo del Turchino (tel. 010 631804), altro locale &#8220;Liguria Gourmet&#8221; che allieterà i convenuti con acciughe, pesto, lumache, cima&#8230; Le prenotazioni si effettuano contattando direttamente i ristoranti, anche per tutte le altre numerose cene che restano in programma.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Di vino, di olio, di basilico, di focaccia di Recco</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 12:57:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17868" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1093.jpg"><img class="size-medium wp-image-17868" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1093-300x225.jpg" alt="olio extravergine dop riviera ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">olio extravergine dop riviera ligure</p></div>
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<p>Di vino, di olio, di basilico, di focaccia di Recco</p>
<p>Martedì 22 maggio, alla “Manuelina” di Recco (GE), ha preso il via il ciclo di cene <strong>Assaggia la Liguria</strong>, progetto finanziato dal PSR 2014-2020 Regione Liguria misura 3.2, grazie al quale l’Enoteca regionale della Liguria, il Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e il Consorzio di tutela del Basilico Genovese DOP circuitano le eccellenze certificate presso i ristoranti del network “Liguria Gourmet”.<br />
Una ricca messe di materiali informativi e, dal vivo, i prodotti nella loro miglior forma fisica hanno consentito al pubblico presente in sala di comprendere ancora meglio il ruolo che la tradizione e la qualità giocano &#8211; e dovranno giocare &#8211; non solo sui tavoli della ristorazione di gamma, ma anche nella quotidianità dei consumi, per il piacere del gusto e per il benessere del corpo.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1111.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17871" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1111-300x225.jpg" alt="DSCN1111" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L’olio extravergine DOP Riviera Ligure, presente con le 3 sottomenzioni geografiche (Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese, Riviera di Levante), ha confermato la propria nitidezza ed eleganza organolettica, che lo rendono partner perfetto di piatti delicati, pescato fresco, verdure di stagione, crudités, la Liguria nel piatto… Da Ponente a Levante la taggiasca, la lavagnina, la pignola, la razzola e altre cultivar perpetuano una sapienza produttiva millenaria.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1106.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17869" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1106-225x300.jpg" alt="DSCN1106" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Intanto, dalla cucina uscivano verso i commensali la Focaccia col formaggio di Recco IGP (il must del luogo), i ravioli “matti” di prescinsêua, salsa al Basilico Genovese DOP e pinoli croccanti, il bianco di morone al sale taggiasco, olio extravergine DOP Riviera Ligure e patate croccanti, e infine la sfogliatina con crema chantilly e fragole.<br />
Ottimale, né v’è da stupirsi, anche l’abbinamento enologico, con Vermentino DOC Colli di Luni “etichetta grigia” (Lunae) e Pigato DOC Riviera Ligure di Ponente (Cascina Feipu dei Massaretti), due vitigni le cui note varietali – pur nella diversità aromatica &#8211; sono inno alla mediterraneità.<br />
<strong>“Assaggia la Liguria” proseguirà a Mele (GE), Imperia, La Spezia, Genova, Santa Margherita Ligure (GE), Sassello (SV), Badalucco (IM).</strong><br />
<strong>Stay tuned anche su Ligucibario®</strong>, amico lettore, per il racconto delle serate successive. E…assaggia la Liguria.<br />
Umberto Curti</p>
<div id="attachment_17870" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1110.jpg"><img class="size-medium wp-image-17870" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1110-300x225.jpg" alt="assaggia la liguria" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">assaggia la liguria</p></div>
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		<title>Lunga vita all&#8217;olio DOP Riviera Ligure</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 13:51:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17362" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/Immagine-132.jpg"><img class="size-medium wp-image-17362" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/Immagine-132-300x225.jpg" alt="olive ed altre meraviglie" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">olive ed altre meraviglie</p></div>
<p>Lunga vita all&#8217;olio DOP Riviera Ligure</p>
<p>Benché la perfezione – nel mondo terreno – rimanga giocoforza qualcosa di perfettibile quando non d’utopico, l’istituzione delle <strong>DOP</strong>, pur con alcune contraddizioni, è stata ed è una delle migliori misure di salvaguardia, e marketing, di quei prodotti che profondamente situano nei territori di provenienza e negli storici know how realizzativi la loro ragion d’essere e di competere.<br />
Ciò vale, dunque, anche per l’<strong>olio extravergine DOP Riviera Ligure</strong> (e relative 3 sottomenzioni geografiche), che nel <strong>Consorzio di tutela</strong> individua l’idoneo strumento a difesa dalle contraffazioni e a promozione dei propri valori.<br />
Come ho potuto scrivere anche sul cosiddetto numero zero del magazine “<a title="storia dell'olio in liguria" href="https://www.liguriafood.it/2017/08/01/appunti-per-una-storia-dellolio-in-liguria/" target="_blank"><strong>Liguria Food</strong></a>”, recente e meritoria iniziativa dell’editore savonese Sabatelli, circa l’olivo l’archeologia recupera in Liguria una storia millenaria (essa chiederebbe d’esser più compiutamente narrata anche in senso etno-gastronomico), e specializzazioni agrotecnologiche le quali dal Basso Medioevo conducono sino a coltivatori che il mai troppo rimpianto <strong>Gino Veronelli</strong> non esitava a definire “angeli matti”. Olio, il <strong>nutraceutico</strong> per antonomasia della – anzi, delle &#8211; mediterraneità&#8230;<br />
Ma là dove i compartimenti stagni non agevolino una virtuosa contaminazione interdisciplinare dei saperi, può riuscire arduo addivenire ad una visione più complessiva e meno accademica dell’alimentazione attraverso i secoli, e di quelle diacronie (romanizzazione, invasioni barbariche, scoperta delle Americhe, cucina barocca dei patriziati…) che più d’altre indussero o scontarono, anche in Liguria, cambiamenti davvero epocali.<br />
Ho ricevuto a fine luglio, cortesissimo dono, alcune bottiglie d’extravergine a denominazione protetta, fra le quali il vincitore, con punteggio 8,5, della 23ma edizione del <strong>Premio Leivi</strong> (2017).<br />
Mi piace riferirne, in quanto vittoria toccata ad un’impresa “giovane”, nata nel 2014 (il titolare si descrive come reduce da 27 anni in tutt’altro settore), e capace di recuperare anche piante oramai in stato di abbandono e assediate da cespugli e rovi. Le annate di “scarica” e l’aggressività della <strong>Bactrocera</strong> stanno peraltro tenendo in costante apprensione tutti gli operatori del settore.<br />
L’area del vincitore è quella di Lavagna, toponimo donde deriva il proprio nome la <strong>cultivar lavagnina</strong>, oliva da olio e da mensa (sebbene il Prof. Carocci Buzi in epoca fascista la annoverasse fra le olive da olio), che da sola oggi compone circa il 60% delle raccolte del <strong>Tigullio</strong>. Ispirò già l’abate scolopio albissolese Giovanni Maria Piccone per i suoi “Saggi sull’economia olearia” stampati da Giossi, in Genova, dal 1808. Aldilà della “contiguità” ecotipica con – da ponente – <strong>la cailletier, la taggiasca, la razzola e la frantoio</strong>, ha fra i tanti sinonimi giuggiolina, olivo di Lavagna, rapuina, e – appunto &#8211; taggiasca piccola.<br />
La lavagnina regala in genere eccellenze dal colore giallo oro con tenui riverberi verdolini, la bocca percepisce una nota delicata ma con personalità, piacevole sia dove pungente sia dove più amara, e con notevoli persistenze che svelano mandorla e pinolo (più raro il carciofo), e – caso per caso &#8211; sentori agrumati ed erbacei.<br />
Amico lettore, come concludere con un degno saluto? Forse un’idea l’avrei, mi dirai se la condividi… Chi a tavola ama se stesso, privilegia sempre gli olii extravergine, e di grande qualità.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Olio extravergine. 16 ottime etichette in Liguria</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2014 18:35:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Olio extravergine di oliva, che passione. La Liguria vanta produzioni DOP di assoluta eccellenza, che a ponente si fondano soprattutto su sua maestà l&#8217;oliva taggiasca e sua maestà l&#8217;oliva arnasca, e a levante su altre cultivar significative, dall&#8217;oliva pignola all&#8217;oliva lavagnina&#8230; Qui di seguito le mie preferenze da ponente a levante, in attesa, come sempre, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olio-extravergine-16-ottime-etichette-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15019" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/05/25.2.jpg"><img class="size-medium wp-image-15019" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/05/25.2-300x225.jpg" alt="Toirano, simbolo di Mediterraneo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Toirano, in oleo veritas!</p></div>
<p><a title="olio extravergine di oliva" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/olio/" target="_blank">Olio extravergine di oliva</a>, che passione. La Liguria vanta produzioni DOP di assoluta eccellenza, che a ponente si fondano soprattutto su sua maestà l&#8217;oliva taggiasca e sua maestà l&#8217;oliva arnasca, e a levante su altre cultivar significative, dall&#8217;oliva pignola all&#8217;oliva lavagnina&#8230; Qui di seguito le mie preferenze da ponente a levante, in attesa, come sempre, dei vostri graditi punti di vista e delle vostre ulteriori segnalazioni. In oleo veritas!<br />
<strong>Umberto Curti, Ligucibario®</strong></p>
<p>Roi, via Argentina sud 1, Badalucco (IM)<br />
Anfosso, via IV novembre 99, Chiusavecchia (IM)<br />
Ranise, via IV novembre 29, Dolcedo (IM)<br />
Laura Marvaldi, piazza della Chiesa 1, Borgomaro (IM)<br />
Cristina Armato, via Roma 17, Lucinasco (IM)<br />
Bianco, via Nazionale Santa Lucia 10, Pontedassio (IM)<br />
La Baita, frazione Gazzo, Borghetto Arroscia (IM)<br />
Venturino, via Molini 1, Diano San Pietro (IM)<br />
Sommariva, piazza Onorevole Bolla 3, Albenga (SV)<br />
Baglietto &amp; Secco, via Roma 137, Villanova d&#8217;Albenga (SV)<br />
Tesori della Costa (il &#8220;Firmato&#8221; di Flavio Lenardon), c/o Liguria DOC, area autostradale Ceriale sud<br />
Rosciano, via Provinciale 1 A, Toirano (SV)<br />
Polla, via Ghilini 46, Loano (SV)<br />
Magnone, via Calvisio 156, Finale Ligure (SV)<br />
Celso &#8211; Tenuta l&#8217;Esedra, via alla chiesa di Santo Stefano 3, Sestri Lev. (GE)</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/olio-extravergine-16-ottime-etichette-in-liguria/">Olio extravergine. 16 ottime etichette in Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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