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	<title>Ligucibario &#187; campo ligure</title>
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		<title>Soppressa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 11:27:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Soppressa * o soppressata è di fatto la testa in cassetta, salume suino tipico, in Liguria, ad es. di Campo Ligure (GE), dove può accostare tipicamente la revzora di meliga (un pan focaccia con farina di mais), ma anche di Sassello (SV) ecc.. E&#8217; una produzione antica, &#8220;di risulta&#8221; (di fatto è quinto quarto conciato ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/soppressa-2/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Soppressa * o soppressata è di fatto la testa in cassetta, salume suino tipico, in Liguria, ad es. di Campo Ligure (GE), dove può accostare tipicamente la revzora di meliga (un pan focaccia con farina di mais), ma anche di Sassello (SV) ecc.. E&#8217; una produzione antica, &#8220;di risulta&#8221; (di fatto è quinto quarto conciato ** &#8230;), diffusa in diverse regioni italiane. La Liguria la condivide anzitutto con Gavi (AL), e la Lunigiana tosco-emiliana&#8230; Una sorta di soppressata figura persino fra le provviste destinate ai genovesi che nel 1547 assediavano agli ordini del capitano Sebastiano Lercari il castello fliscano di Montoggio, che poi cadde. L&#8217;abbinamento enologico di Ligucibario® in questo caso esce dalla regione e può focalizzare Lambrusco, o rosé spumantizzati&#8230;<br />
* sub pressa. Viene infatti collocata in stampi, “cassette” a bauletto tipo plumcake<br />
** se t&#8217;appassiona il tema interiora, trippe, frattaglie, ti suggerisco il mio &#8220;Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto, storia e ricette&#8221;, ed. De Ferrari, Genova, 2012&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Campo Ligure chapeau!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 13:30:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Campo Ligure si è classificata quinta nel recente contest RAI “Il borgo dei borghi”. Chapeau! E via via che le località scorrevano, mentirei se affermassi di non aver immaginato un piazzamento ancora più alto&#8230; Campo Ligure, un borgo&#8230;in filigrana Ho infatti sempre voluto bene a questo borgo della valle Stura ligure (l&#8217;antico Campo Fredo, Campo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-filigrana/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/castello-veduta-dal-portone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21537" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/castello-veduta-dal-portone-225x300.jpg" alt="castello veduta dal portone" width="225" height="300" /></a>Campo Ligure</strong> si è classificata quinta nel recente contest RAI “Il borgo dei borghi”. Chapeau! E via via che le località scorrevano, mentirei se affermassi di non aver immaginato un piazzamento ancora più alto&#8230;</p>
<h2>Campo Ligure, un borgo&#8230;in filigrana</h2>
<p>Ho infatti sempre voluto bene a questo borgo della <strong>valle Stura ligure</strong> (l&#8217;antico Campo Fredo, Campo Frei) circondato da pascoli e tracciati escursionistici, “dominato” da un magnifico castello degli <strong>Spinola</strong> restituito alla comunità, e last not least caratterizzato dalla tradizione dei <strong>filigranisti</strong> (Deogratias, botteghe artigiane e uno specifico museo animano ancora il suo centro storico).<br />
L&#8217;ardita <strong>ferrovia ottocentesca Genova-Acqui Terme</strong> &#8211; pur con tempi &#8220;rallentati&#8221; dal binario unico &#8211; consente di giungervi anche senza lo stress e le emissioni dell’auto, e sei nel <strong>Parco del Beigua</strong>…</p>
<h2>Campo Ligure, cucina della tradizione</h2>
<p>Amico Lettore, ovviamente <strong>Ligucibario®</strong> a Campo Ligure ti accompagnerebbe anzitutto alla scoperta della <strong>revzora</strong> (una focaccia rustica, alta, nel cui impasto entra anche farina di granturco) perfetta con le teste in cassetta, dei prodotti caseari, dei funghi, delle varietà di frutta fra cui squisite mele, dell’apicoltura, ma anche di quella sagra dello stoccafisso che ad ogni tarda primavera “cattura” gourmet locali e <em>foresti</em>. Non finiremo mai di ringraziare il naufragio di Pietro Querini, patrizio-mercante veneziano, alle isole Lofoten&#8230;<br />
La cucina della tradizione a Campo Ligure porta poi in tavola zuppe “povere” &#8211; ma corroboranti &#8211; come la <strong>pute</strong> (<a title="pute valle stura ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pute/" target="_blank">link qui</a>) e la <strong>bazzurra</strong> (<a title="bazzurra valle stura ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bazzurra/" target="_blank">link qui</a>), paste fresche e ripiene, polpettoni, carni bovine, il rito delle tomaxelle/tomaselle di vitello (mia madre ne ricavava ö töccö per condire tanti primi), il cinghiale, e per finire la pasticceria secca (e il pandolce basso!) e le torte di mandorle in “coabitazione” col vicino Piemonte.<br />
Se ben ricordo, la pute talvolta è nel menu dell’amico Gianni Bruzzone, presso l’Osteria <strong>Baccicin du Caru</strong> che da tanti anni consente soste ai buongustai (e ottime bottiglie) lungo il passo del <strong>Turchino</strong>, che tuttora collega con tornanti e scorci d&#8217;antan la Liguria col Piemonte.<br />
Buon appetito!<br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/i-nostri-servizi" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liguria, buoni links da Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 11:16:40 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/liguria-turismo-link/">Liguria, buoni links da Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/022.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21398" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/022-300x225.jpg" alt="022" width="300" height="225" /></a>Prosegue al corso <strong>GAE &#8211; Guida Ambientale Escursionistica</strong>, presso l&#8217;ente F.Ire di Genova, il &#8220;viaggio&#8221; coi miei corsisti attraverso la Liguria&#8230; Specialmente la Liguria dell&#8217;Alta Via, dell&#8217;Appennino, delle <strong>biodiversità</strong>, delle aree malgare dove sopravvive anche il rito &#8220;ancestrale&#8221; delle <strong>transumanze</strong> stagionali&#8230;<br />
Ma un programma didattico è, per natura, un mix di contenuti ed input che valgano anche <strong>all&#8217;autoformazione</strong>, agli approfondimenti individuali. Oggi, le biblioteche, le librerie ed il web consentono percorsi d&#8217;ogni genere a chi voglia &#8220;investire&#8221; sulle proprie competenze, a chi voglia realmente intraprendere una professione nel <strong>turismo esperienziale</strong>.<br />
In tal senso, la Guida Ambientale Escursionistica è soggetto che contemporaneamente opera in autonomia e tuttavia, di fatto, dentro densi <strong>network territoriali</strong>. Soggetto chiamato dunque a possedere <strong>specifici hard skills (conoscenze tecniche&#8230;) e specifici soft skills (capacità relazionali&#8230;)</strong>.<br />
Ecco qui di seguito una serie di links a (miei) materiali ben fruibili, che potranno giovane all&#8217;ulteriore consolidamento di quanto sto proponendo in aula (talora l&#8217;aula è online). Altri ne seguiranno&#8230;</p>
<p><strong>Calizzano</strong>, profumo di comunità: <a title="calizzano" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/</a><br />
<strong>Altare</strong> e il suo vetro: <a href="https://www.ligucibario.com/altare-e-il-suo-vetro/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/altare-e-il-suo-vetro/</a><br />
Gita a <strong>Sassello</strong>: <a href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/</a><br />
Mirabilia, la ceramica <strong>albisolese</strong>: <a href="https://www.ligucibario.com/mirabilia-la-ceramica-albisolese/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/mirabilia-la-ceramica-albisolese/</a><br />
A <strong>Mele</strong> il miele, l&#8217;acqua, le coppelle: <a href="https://www.liguriafood.it/2021/01/08/mele-miele-lacqua-le-coppelle/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2021/01/08/mele-miele-lacqua-le-coppelle/</a><br />
<strong>Campo Ligure</strong>, revezora, filigrana&#8230;: <a href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/</a><br />
<strong>Recco</strong>, focaccia col formaggio monumento: <a href="https://www.liguriafood.it/2018/05/15/focaccia-col-formaggio-monumento-recco/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2018/05/15/focaccia-col-formaggio-monumento-recco/</a><br />
L&#8217;ardesia della <strong>Val Fontanabuona</strong>: <a href="https://www.ligucibario.com/lardesia-della-val-fontanabuona/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/lardesia-della-val-fontanabuona/</a><br />
<strong>San Colombano Certenoli</strong>, viaggio nella ruralità dal Medioevo ad oggi: <a href="https://www.liguriafood.it/2019/10/16/san-colombano-certenoli-viaggio-nella-ruralita-dal-medioevo-oggi/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2019/10/16/san-colombano-certenoli-viaggio-nella-ruralita-dal-medioevo-oggi/</a><br />
La sedia di <strong>Chiavari</strong>: <a href="https://www.ligucibario.com/la-sedia-di-chiavari/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/la-sedia-di-chiavari/</a><br />
<strong>Lavagna</strong>, e che&#8230;cavolo!: <a href="https://www.liguriafood.it/2021/01/20/lavagna-e-che-cavolo/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2021/01/20/lavagna-e-che-cavolo/</a><br />
<strong>Varese Ligure</strong>, il borgo del bio: <a href="https://www.liguriafood.it/2022/06/17/varese-ligure-borgo-del-biologico/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2022/06/17/varese-ligure-borgo-del-biologico/</a><br />
Incontrando <strong>Varese Ligure</strong>: <a href="https://www.ligucibario.com/incontrando-varese-ligure-dedicato-ad-antonio-cesena/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/incontrando-varese-ligure-dedicato-ad-antonio-cesena/</a><br />
<strong>Santo Stefano Magra</strong>, il mercato lungo la Via Francigena: <a href="https://www.liguriafood.it/2019/09/15/mercato-lungo-la-via-francigena/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2019/09/15/mercato-lungo-la-via-francigena/</a><br />
<strong>Ameglia</strong>: fiume e mare, vigne e ulivi: <a href="https://www.liguriafood.it/2019/02/20/ameglia-fiume-mare-vigne-ulivi/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2019/02/20/ameglia-fiume-mare-vigne-ulivi/</a><br />
Di <strong>Sarzana</strong> e di spungata: <a href="https://www.liguriafood.it/2017/12/20/di-sarzana-e-di-spungata/" target="_blank">https://www.liguriafood.it/2017/12/20/di-sarzana-e-di-spungata/</a></p>
<p>Buona lettura!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vigilia, da Genova a Calizzano</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2022 16:30:52 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21331" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/calizzano-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-21331" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/calizzano-2-300x225.jpg" alt="calizzano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p><strong>Vigilia di Natale</strong>, un momento dell’anno – per tanti di noi – particolare. Quest’anno il periodo coincide poi con l’Hanukkah ebraica, la festa delle luci…<br />
Con Luisa ho allestito l’abete, come da tradizione, nel giorno dell’Immacolata (purtroppo, a differenza di mio suocero che ne era maestro, per ragioni di spazio non monto il presepe). Via via, qualche intrigante pacchetto è apparso, per me da Luisa, per Luisa da me, a prefigurare doni e sorprese. Stasera ceneremo con un menu di pesce, semplice ma sfizioso, progettando qualche felice calice in abbinamento grazie alla “cantina” di Ligucibario®…<br />
Leggevo i giorni scorsi che da Campo Ligure (col restaurato presepe meccanizzato) sino alla collina Berté sopra Masone, dal santuario delle Grazie a Voltri sino a Viganego di Bargagli, da Pentema di Torriglia sino a Manarola nelle Cinque Terre e poi ad Equi (bel luogo termale già in Toscana, cui magari arrivare con la struggente ferrovia da Aulla) è tutto un fiorire di presepi, alcuni – sovente &#8211; con statuette della scuola del Maragliano, altri a grandezza naturale, fra luci e atmosfere “come una volta”.<br />
Non sono uso far propositi, cerco di vivere rettamente più che posso tutto l’anno, non solo nei giorni della Natività, negli attimi un po&#8217; magici di quel <strong>solstizio invernale</strong> (dies solis invicti) che faceva presagire il ritorno della primavera, il risveglio della fecondità. Che quest’anno sia finalmente una primavera senza pandemie, senza guerre, senza governi che cadono uno dietro l’altro, una primavera feconda di serenità e di lavoro.<br />
Il pensiero – come sempre, a Natale &#8211; è corso anche verso <strong>Calizzano, mio grande amore e mio rifugio</strong>, luogo che in questi anni ha perfettamente rappresentato la mia resilienza, luogo che mi ha restituito (chi mi conosce bene lo sa) ampie porzioni di vita. Alcuni giorni fa in alta val Bormida è nevicato, e mi sono state spedite foto fantastiche. Forse là non riescono del tutto a capacitarsene, ma noi di città abbiamo sempre più bisogno di <strong>boschi, silenzi, odore di stufe,</strong> atmosfere a misura d’uomo. Via dalla pazza folla, dagli &#8220;insensati clamori&#8221;, dal rumore che lo stress trasporta dentro l&#8217;anima.<br />
Me li saluto stringendoli al cuore quei luoghi, quei faggi solenni alla Barbottina, quelle castagne squisite, e me le saluto stringendole in un forte abbraccio quelle persone, da Frassino sino ad alcune botteghe del caruggio dove “amicizia” è ancora una parola praticata, è il gesto garbato di chi suona alla tua porta col minestrone di verdure fumante, di chi non dimentica di tenerti da parte il quotidiano preferito&#8230; Fra un po’ vi ritoccherà sopportarmi.<br />
<strong>Buon Natale da Luisa e da me a Voi tutte, preziose presenze.</strong><br />
Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Un sistema museale per la Valle Stura?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 09:45:47 +0000</pubDate>
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<p>Un sistema museale per la Valle Stura?</p>
<p><strong>Stefano Franchini</strong> (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia), 45 anni, genovese, appassionato di entroterra, dopo numerose esperienze nell&#8217;ambito turistico alberghiero ed enogastronomico oggi è insegnante tecnico-pratico di tecnica turistica e sala-bar. Rivolge in tal senso un occhio attento alle nuove tendenze, al mixology, ai consumi esperienziali.</p>
<p>&#8220;Il caso-studio propostomi dal docente Umberto Curti sui (4) <strong>musei della Valle Stura</strong> &#8211; cartario a Mele, ferro a Masone, filigrana a Campo Ligure, &#8220;passatempo&#8221; a Rossiglione * &#8211; mi ha portato a riconsiderare la loro presenza in termini di “circuito museale“, coerentemente legato al turismo esperienziale  che già andava affermandosi pre-covid.<br />
Il progetto, che ho sviluppato e proposto in una serie di slides, basandomi anche su buone prassi d&#8217;altrove (Musei del cibo di Parma&#8230;), è in realtà anzitutto la bozza per un sito web di moderna concezione, che aiuti la valle del “Turchino” nel suo complesso a vendersi come destinazione culturale à cheval di due regioni, naturalistica, e gastronomica. Campo Ligure (nella foto) appartiene non a caso al circuito dei Borghi più belli d&#8217;Italia. Inoltre, la linea ferroviaria Genova-Acqui Terme(-Asti) potrebbe agevolare un turismo davvero green&#8230;&#8221;</p>
<p>* su Ligucibario® si trovano molti contenuti a tema, ecco ad es. <a title="campo ligure, revzora, filigrana" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/">un link</a></p>
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		<title>Artigianato e food nell&#8217;offerta turistica in Liguria</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 14:27:24 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19692" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/DSCN9966.jpg"><img class="size-medium wp-image-19692" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/DSCN9966-300x225.jpg" alt="camogli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">camogli</p></div>
<p>Artigianato e food nell&#8217;offerta turistica in Liguria</p>
<p>Felice conclusione, presso il Polo universitario imperiese, per la IV edizione del “Laboratorio” (<strong>turismo esperienziale, artigianato e food</strong>) nato da un protocollo d’intesa fra il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova (corso Scienze del turismo) e CNA Liguria.<br />
24 le ore, 12 gli studenti, e sempre 3 i crediti formativi. Quest’anno, tuttavia, i docenti <strong>Luisa Puppo e Umberto Curti</strong> (Welcome Management) hanno privilegiato – anche a causa della didattica forzatamente online… &#8211; metodologie “<strong>flipped classroom</strong>”, ovvero le discussioni in aula, un’aula ovviamente virtuale, di quanto via via realizzato da ogni studente in base ai contenuti e alle linee guida fornite dai docenti, da oltre 20 anni attivi nella consulenza e nella saggistica di settore (consultabile <a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">qui</a>).<br />
Si ringraziano anche Antonella Riccardi (Prime Time Viaggi) e Sonia Speroni (Ormina Tours) per le preziose testimonianze prodotte, che a beneficio dell&#8217;aula hanno ancor più addensato il taglio operativo delle visuali a confronto.<br />
L’artigianato (filigrana, vetro, ceramica, sedie&#8230;), le produzioni agroalimentari del territorio (DOP, filiere brevi&#8230;) e i musei di cultura materiale sono risorse oggi &#8220;centralissime&#8221; dentro quell’offerta turistica chiamata, anche in Liguria, a sempre maggiori cromature d’esperienzialità. Gli studenti, in tal senso, hanno familiarizzato con le mindmap, gli storyboard ed i vari format con cui concretamente ormai si focalizzano, si disegnano e si narrano le offerte turistiche innovative, ad alto tenore di coinvolgimento…<br />
Nei prossimi mesi un “dossier” aggregativo presenterà i 12 miniprogetti messi a punto dagli studenti individuando varie aree della <strong>Liguria</strong>, dalle Cinque Terre ai borghi dell&#8217;imperiese, dentro una cornice testuale “di scenario” a cura dei docenti nonché dell’Università e di CNA Liguria, rappresentando così un’opportunità di confronto e crescita per questi giovani che tanto si sono appassionati alla materia ed alle sue declinazioni operative. Stay tuned, si prefigura un dibattito quanto mai proficuo…</p>
<p>Ecco il breve video di &#8220;riepilogo&#8221; dell&#8217;iniziativa</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/AlJKCmCy6qc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<a href="https://youtu.be/AlJKCmCy6qc"><br />
</a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><a href="https://youtu.be/AlJKCmCy6qc"><br />
</a></p>
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		<title>Liguria di fortezze e castelli</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 13:53:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19637" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/05/torre-castello.jpg"><img class="size-medium wp-image-19637" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/05/torre-castello-225x300.jpg" alt="Liguria di fortezze e castelli" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Liguria di fortezze e castelli: Campo Ligure</p></div>
<p>Se, come tutti auspichiamo, l’emergenza coronavirus diverrà pian piano solo un ricordo, il turismo (attività cui l’essere umano mai rinuncerà) tornerà a dispiegare i suoi benefici effetti.<br />
Nel caso dell’Italia, si tratterà anzitutto di un turismo fortemente “domestic” (di italiani), alla ricerca di mete meno consuete e (perciò) meno affollate, interessato al <strong>genius loci</strong> dei territori e delle città, habitat cucine tradizioni artigianati…<br />
La Liguria fa pienamente parte di questa “marca Italia”, che rimane brand competitivo. E’ regione che consente forme di scoperta blue (le coste) e green (gli entroterra), a stretto contatto – caso per caso &#8211; con la natura, i centri storici, l’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, il patrimonio heritage e museale, per vivere esperienze autentiche.</p>
<h2>Da ponente a levante, &#8220;viaggio&#8221; tra le fortezze e i castelli di Liguria</h2>
<p>Oggi <strong>Ligucibario®</strong> ti conduce, amico lettore, nella <strong>Liguria delle fortezze e dei castelli</strong>.<br />
Le suggestioni della storia si ripropongono quasi intatte negli edifici preservati e a lungo abitati dal tempo, in quelle pietre e fortificazioni che le esigenze militari e difensive eressero un po’ ovunque sul territorio della Liguria. E’ una vicenda che data dal medioevo e giunge – soprattutto nel Savonese – sino a fine Ottocento. Racconta – non di rado immersa in paesaggi di incomparabile bellezza – l’ingegno dell’uomo, le dinastie feudali, i reggimenti, ma anche (beninteso) battaglie, distruzioni, felicità o lacrime colorate dal sangue. Dove oggi regna il silenzio sempre animato della natura, ieri dentro il clangore delle lotte si decisero destini e passioni.<br />
Pur indagato da insigni studiosi (si pensi al savonese Anton Giulio Barrili, a Nilo Calvini che insegnò per molti anni archivistica all’Università di Genova, all’imperiese Nino Lamboglia…) tutto ciò compone, ancora una volta, dal mare alle Alpi, un forziere turisticamente non valorizzato per quel che meriterebbe. Pure, il turismo legato alla storia si sta rivelando come uno dei trend più interessanti e “contrattati” anche a tutte le fiere di settore recenti, non ultima la BIT milanese.</p>
<p>Visualizziamo insieme, allora, <strong>da ponente a levante</strong>, quel che la Liguria spalanca dinanzi agli occhi del visitatore attento e appassionato.<br />
Già da Ventimiglia, risalendo gli antichi borghi oppure imboccando la Val Roja sin dove la strada (o la ferrovia) scompare dentro il lungo tunnel del Tenda, è un’antologia di forti che presidiarono i passaggi fra Italia e Francia, che preclusero i transiti, che indussero i passeurs a trovare altre soluzioni. Molti trekkers ne percorrono curiosi i camminamenti, che schiudono panorami infiniti.</p>
<p>Più verso levante, dove la riviera dei fiori si trasmuta gradualmente in riviera delle palme, <strong>i forti del Colle di Nava e del Colle di Melogno</strong> propongono strutture non troppo dissimili, i primi a sorvegliare il valico verso la piemontese Val Tanaro e verso la gentile Ormea, i secondi a guardia della strada che conduce all’alta Val Bormida. Nel bel mezzo, ecco la fertile piana d’Albenga (zucchine, carciofi, asparagi, vigne…), dove la cittadina che ne è centro svela a sua volta un nucleo storico delizioso grazie anche alle sue torri. Nella limitrofa <strong>Ceriale</strong>, viceversa, un possente bastione circolare, innalzato praticamente sull’arenile, rimanda ai giorni inquieti degli assalti barbareschi e delle razzie.</p>
<p>Anche <strong>il Finalese</strong> è ricchissimo di costruzioni e di cinte che risalgono, in taluni casi (i più interessanti), fino al XII secolo, si pensi ai tanti spalti che ancora s’ergono a dominare la valle, e le mura di Monte Ursino a Noli paiono ancora proteggere l’insenatura e l’abitato, grumo policromo di case e barche.</p>
<p>Verso Savona le aree di Millesimo, Altare e Roccavignale restituiscono testimonianze significative, e il capoluogo, superati i due forti di Vado Ligure, propone subito al visitatore l’incanto imponente del <strong>Priamàr</strong>, pietra sul mare, “cittadella” oggi percorribile in tutta sicurezza pressoché in ogni suo spazio e sede di spazi e momenti artistico-culturali.</p>
<p>Anche al <strong>Giovo, presso Pontinvrea</strong>, sono possibili soste evocative, là dove il governo Depretis realizzò 6 forti ecco infatti apparire – guardandoli a fondo &#8211; i resti di una tecnica ormai ottocentesca, ma penetrando nella provincia di Genova ed in Valle Stura non potrà mancare un’escursione al recuperato <strong>Forte Geremia presso Masone</strong> e soprattutto un’attenta visita a <strong>Castello Spinola a Campo Ligure</strong>, la capitale della filigrana, borgo di straordinaria grazia.</p>
<p>In Valle Scrivia l’esperienza più emozionante è certo rappresentata dal <strong>Castello della Pietra, a Vobbia</strong>, nido imprendibile scavato nella puddinga, cui si giunge con percorsi assai scenografici. Ormai nel golfo del Tigullio, le località di Camogli, Portofino, Rapallo e Santa Margherita, da sempre mete del turismo d’élite, possiedono ciascuna un esempio di castello o di forte. Quello di <strong>Rapallo</strong>, in particolare, sembra emergere dalle acque del mare, contrassegnando con la sua stazza massiccia tutto il golfo. Ascendendo la Val d’Aveto a nord, infine, anche <strong>Santo Stefano d’Aveto</strong> ha una solida fortezza, tatticamente posizionata a guardia dei vari percorsi appenninici che approdavano all’Emilia piacentina.</p>
<p>Lo spezzino è orograficamente un’infilata di magiche scogliere, ma punteggiate dall’opera dell’uomo prodiga – anche qui &#8211; di fortezze e torrioni: Levanto, Monterosso, Portovenere, Lerici… E nell’interno, a <strong>Sarzana</strong>, la mole elegante di Firmafede e (appena fuori dell’abitato) di Sarzanello. La città è ormai arcinota anche per i suoi riusciti eventi, il Festival della Mente e i mercati d’antiquariato. Ma anche Varese Ligure, Arcola, Vezzano, Ameglia, <strong>Castelnuovo Magra</strong> (non a caso castel-nuovo) e altre piccole realtà della provincia sono caratterizzate da resti più o meno importanti e conservati, e da manifestazioni che narrano lo spirito autentico dei luoghi.</p>
<p>Non resta dunque che cominciare, o riprendere, il viaggio…<br />
In queste settimane di “ripartenza”, nelle quali sarà fondamentale già progettare proposte turistiche coinvolgenti, all’insegna dell’edutainment, interattive, che “immergano” l’ospite – come protagonista – a centro scena, è bene distinguere tra i prodotti che si autodefiniscono esperienziali e quelli che lo sono veramente. Il “<strong>Libro bianco del turismo esperienziale</strong>. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese” che – dopo quasi 25 anni di marketing e consulenze sul campo &#8211; ho pubblicato ad inizio 2019 (ed. Sabatelli), e che utilizzo in tutti i corsi di formazione, può rappresentare un valido strumento operativo per quanti si occupino di progettazione e promozione turistica (al link <a href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts">https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts</a> ulteriori approfondimenti e sconto su eventuali acquisti).<br />
Più che un libro&#8230;, un vero kit di attrezzi per i vari attori pubblici, dall’assessorato all’ente parco, e per associazioni di categoria, consorzi e imprese (hotel, agriturismi, ristoranti…), manager, formatori, studenti di istituti turistici e universitari.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/liguria-di-fortezze-e-castelli/">Liguria di fortezze e castelli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Quale Liguria vorremo?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 17:05:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quale Liguria vorremo? Mi preme rispondere al contributo di Sonia Speroni apparso su Ligucibario® qualche giorno fa perché ricordo bene anch’io l’itinerario Genova-Ovada. Quattordicenne, nel 1977 lo percorsi in Vespa 50, proseguendo poi per Trisobbio (Tarsobi), dove la mia famiglia – al pari di alcuni miei parenti &#8211; affittava un appartamentino per l’estate. Il viaggio, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18738" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/revzora-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-18738" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/revzora-2-225x300.jpg" alt="revezora con farina di mais" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">revezora con farina di mais</p></div>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Quale Liguria vorremo?</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Mi preme rispondere al <a href="https://www.ligucibario.com/passo-del-turchino/">contributo di Sonia Speroni</a> apparso su Ligucibario® qualche giorno fa perché ricordo bene anch’io l’itinerario <strong>Genova-Ovada</strong>.<br />
Quattordicenne, nel 1977 lo percorsi in Vespa 50, proseguendo poi per Trisobbio (Tarsobi), dove la mia famiglia – al pari di alcuni miei parenti &#8211; affittava un appartamentino per l’estate. Il viaggio, durato alcune ore e “confortato” dai sorpassi di mio padre che mi scortava e via via mi attendeva, rappresentò una delle mie prime, magnifiche avventure di motociclista. La Vespa consentiva in vacanza una libertà totale, e il sellino lungo di trasportare comodamente amici e fanciulle (nella speranza che vigili&amp;company non mi avvistassero, la multa si aggirava sulle 2mila lire, troppe per le mie finanze di ragazzino)…<br />
Agosto a Tarsobi &#8211; ero stato promosso e m’apprestavo al ginnasio &#8211; significava spensieratezza, vino di vigne vere, nocciole, biliardi, ozio, bagni nelle cascatelle dei torrenti, paste del bar “Claudio” a Ovada, sagre di questo e di quello, orchestrine, trattorie nei paesini limitrofi dove “seguire” la squadra di calcio per cui tifavo, e che indossava squillanti maglie arancio tipo l’Olanda, la mitica compagine del calcio totale, che tutti avevamo scoperto grazie a Johan Cruijff…<br />
42 anni dopo posso dire d’aver poi percorso cento volte quella strada, quel &#8220;valico&#8221; del <strong>Turchino</strong> tutto curve, quell’autostrada che all’inizio parve un miracolo, talora anche godendomi i panorami a bordo del <strong>treno che da Brignole s’arrampica fino ad Acqui Terme</strong>, è una tratta ottocentesca a binario unico, con viadotti eroici e tante stazioncine, passata Sampierdarena, un po’ fuori del mondo… Provo a citarle a memoria: Borzoli, Costa di Sestri, Granara, Acquasanta, Mele, Campo Ligure (Masone), Rossiglione, Ovada, Molare, Prasco-Cremolino, Visone. Chi non è del posto, alcune le ha mai sentite nominare?<br />
Di quei luoghi io conosco non ogni angolo, ma quasi, la mia professione è infatti la Liguria, mi occupo di <strong>turismo enogastronomico</strong>, e questo conferisce costante “trasversalità” al mio fare, poiché turismo enogastronomico significa culture, sapienze, ruralità, produzioni agroalimentari, musei tematici, eventi&#8230;<br />
Liguria, una terra di <strong>strabiliante beltà</strong>, e 234 Comuni dal confine con la Francia al confine con Toscana ed Emilia, una terra duale (la costa e l’entroterra, il levante e il ponente, i centri urbani e le ruralità, Genova e le delegazioni/periferie…) con anime assai diverse al proprio interno, una mappa inesauribile di <strong>biodiversità</strong>, storie, tradizioni popolari, gastronomie, vigne e uliveti, artigianati… Tale dualità dovrebbe costituire – più di quanto sia sinora avvenuto &#8211; una ricchezza, e non più un punto critico.<br />
Del Turchino, della <strong>Valle Stura</strong> ligure e degl’immediati dintorni, amico lettore, potrei cantarti i santuari, i musei, l’antica trattoria-enoteca “Baccicin du caru” di Gianni Bruzzone, le escursioni, le neviere, Castello Spinola, i formaggi, la testa in cassetta, i ravioli, la pute, la batulla, la bazzurra, la revezora, i fügassin, la pasticceria secca, i boschi gli orti i frutteti, i funghi, le castagne, gli apiari, Forte Geremia, la Badia cistercense di Tiglieto… Una meraviglia dopo l’altra… Is it enough?<br />
Questi luoghi – come gran parte della Liguria e d’Italia &#8211; avrebbero il dovere di far compiutamente sistema e in tal modo facilitarsi il diritto d’attrarre <strong>un turismo ad hoc, un turismo rilassato, green, consapevole, gourmet, da accogliere con premurose formule esperienziali</strong>, e viceversa non dovrebbero patire la pena – quasi ogni autunno ormai… &#8211; di strade che cedono e frazioni cui non si può più giungere (e addirittura di vie Aurelie e autostrade che chiudono).<br />
Chi segue <strong>Ligucibario®</strong> (sito ormai ultradecennale) sa che, personalmente, mai mi arruolerò nelle schiere dei demagoghi, né di quei “ruralisti” che per avversione al nuovo o per mera saudade agognano forse un ritorno alle economie del baratto. Il passato è passato, si deve prender atto che una globalizzazione (iniqua fin che si vuole) è tuttora in pieno corso, e va fronteggiata – tanto dall’attore pubblico quanto dalle aziende &#8211; con atteggiamenti e strumenti adeguati ai tempi.<br />
Condivido la teoria secondo cui l’attuale modello “mondiale” di sviluppo non funziona, rende i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, genera soprattutto disoccupazione e scontento, ma temo che nessuna nostalgia, nessun fanatismo della terra e nessuna decrescita felice possano in sé garantire risposte ai territori. Occorre viceversa attrarre investimenti, “manutenere” il paesaggio e i collegamenti fra le comunità prima ancora che fra punti sulle cartine, riossigenare le economie ancora vitali, motivare i giovani (a rimanere), recuperare terreni e cultivar, tracciare filiere, letteralmente inventare lavoro per rimettere in circolo idee, risorse e redditi: <strong>wildlife stays, wildlife pays</strong>, dicono assai bene altrove: la natura se si perpetua rende, ovvero il progresso è, e dovrà sempre più essere, compatibile con la tutela dell’ambiente, che si rivela patrimonio in grado di “ripagarsi”.<br />
Tuttavia le microimprese a gestione famigliare, le piccole botteghe, i ristori di paese, alcuni agricoltori e agriturismi (specialmente nelle aree più “marginali”) sovente stentano a tenere il passo di un’epoca sempre più celere e deregolamentata e indecifrabile. Questi piccoli, coraggiosi, caparbi imprenditori, che talora potrebbero compartecipare i benefici portati dal turismo, vanno formati – con percorsi specifici &#8211; al management, alla comunicazione, alla tecnologia, perché la loro permanenza sui territori è essenziale, e ne perpetua l’identità socioeconomica. <strong>La formazione è il solo antidoto cui si può immediatamente e autonomamente ricorrere per contrastare il declino</strong>. Chi ancora non parla le lingue del mercato, chi non si racconta, chi non aderisce a reti operative, chi non si promuove su web e social media occuperà infatti – non illudiamoci &#8211; isole sempre più residuali, sino a scomparire progressivamente dalla scena. Prospettiva che mi addolora, ma chi non comunica non esiste, chi non pratica il marketing pratica &#8211; ipso facto &#8211; un <strong>antimarketing</strong> che avvantaggia solo i concorrenti. Non si tratta di imitare realtà diverse, sovradimensionate, né competitori di maggior successo, si tratta di attenuare gap altrimenti sempre più incolmabili. <strong>Formandosi formandosi formandosi.</strong> Anche tramite metodi formativi nuovi (flipped class e dintorni&#8230;), che capovolgono le logiche e le scansioni dell&#8217;insegnamento classico, addivenendo a forme di training interattive, concrete, &#8220;in situazione&#8221;, che ricalchino la quotidianità operativa delle imprese.<br />
Le botteghe di presidio, le attività d’un tempo, gli artigiani, i “commestibili” (come si diceva un tempo) troppo spesso debbono ormai arrendersi, calare le saracinesche, “estinguere” i propri saperi perché le nuove generazioni non rilevano “business” non più redditizi. Alcune aree vanno desertificandosi. <strong>Le statistiche recenti</strong>, per chi voglia consultarle, sono drammatiche (alcune delle peggiori – commercio, artigianato, hotel e ristoranti, bar e panifici… &#8211; al link <a href="https://www.ligucibario.com/luisa-puppo-ad-agritravelexpo-bergamo/">https://www.ligucibario.com/luisa-puppo-ad-agritravelexpo-bergamo/</a> ).<br />
Ligucibario®, quasi sempre inascoltato?, lo grida accoratamente da anni…<br />
Parallelamente, alla Liguria in questi decenni non è stato risparmiato alcunché quanto ad alluvioni, mareggiate, frane, crolli autostradali, estati siccitose, gelicidi. L’avidità, il profitto, l’insipienza hanno cementificato litorali e rilievi ovunque sia stato loro concesso dalla “miopia” di chi avrebbe dovuto custodire il territorio. Le cause di quanto sta avvenendo (in concorso col cambiamento climatico) sono molto chiare, <strong>il dissesto idrogeologico</strong> non discende da cause astratte, sovente firma i propri disastri con nomi e cognomi.<br />
Quale Liguria vorremo? Chi ascolteremo d’ora in poi? Quali percorsi sapremo intraprendere? Riusciremo ad invertire la rotta?<br />
Rispondetemi come io ho risposto a Sonia, <strong>ma non rispondetemi – vi prego &#8211; che forse è già troppo tardi</strong>.<br />
Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Quel che resta del mondo &#8211; parte I</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 16:54:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18723" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/ponte2.jpg"><img class="size-medium wp-image-18723" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/11/ponte2-300x225.jpg" alt="veduta di campo ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">veduta di campo ligure</p></div>
<p>Quel che resta del mondo &#8211; parte I</p>
<p>Per me nata nei profondi anni Settanta l’autostrada A26, primo tratto <strong>Voltri-Ovada</strong> inaugurato nel 1976, è sempre stata simbolo di potenza e progresso. Immaginavo che dalle gallerie uscisse Miwa a bordo del Big Shooter tanto l’architettura era futuristica. Gli ingressi delle gallerie, cosi diversi dalle autostrade solo di qualche anno più vecchie come l’A10 e l’A12, l’altezza dei viadotti cosi ardita, le conferivano quel non so che di irraggiungibile.<br />
L’A26 aveva avuto, almeno per me che soffrivo l’auto, un potere salvifico: durante la migrazione da Genova verso <strong>Tiglieto per la villeggiatura</strong> trimestrale estiva (bei tempi!), evitava che percorressimo la Statale 456 del Turchino, almeno fino a Masone, e le sue tortuosità.<br />
Nello stesso tempo però aveva cancellato <strong>la poesia e l’economia di una strada di valico</strong>, di confini geografici e culturali, di focacce profumate e grissini appena sfornati dai panifici di Mele, di mandilli de saea col pesto e arrosti di punta di vitello dalle numerose trattorie e osterie che trovavi lungo il percorso che saliva ai 591 m del passo. Era un mondo, un ecosistema che viveva del passaggio di automobilisti, <strong>camionisti, gitanti dell’epoca</strong>, non numerosi come ora, ma sufficienti a garantire un’economia di valle. Difatti a Mele, fin ad arrivare <strong>sù sù al Turchino</strong>, quando ci si riferisce al 1976 si dice “prima dell’abbandono” o “dopo l’abbandono”. Ora siamo tornati come ad allora, senza la certezza di un collegamento rapido <strong>col Monferrato e con la valle del Po</strong>, ma le botteghe e le trattorie hanno chiuso, rimane a presidiare qualche raro eroico oste o agriturismo o pasticceria dove ancora ristorare pancia e spirito, l’economia di valle sopravvive con poco, e a tutti noi è rimasto l’amaro in bocca.<br />
Successe la stessa cosa anche a Montalcino, prima dell’apertura dell’autostrada A1, la strada tra Firenze e Roma passava da lì. Ma la reazione, ed il risultato, sono un’altra storia.<br />
Sonia Speroni</p>
<p>p.s. la splendida foto di Campo Ligure non è proprietà di Ligucibario®, fu fornita alcuni anni fa &#8211; se ben ricordo &#8211; dal Comune, a fini promozionali</p>
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		<title>Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 13:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17660" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/testa-in-cassetta.jpg"><img class="size-medium wp-image-17660" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/testa-in-cassetta-168x300.jpg" alt="testa in cassetta" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">testa in cassetta</p></div>
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<p>Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230;</p>
<p>La filigrana è una lunga e raffinata lavorazione simil arabesco, ben nota già ad Etruschi e Romani (tecnica “a giorno”) dove l’artigiano compone con esili fili d’oro, o d’argento, oggetti di diversa foggia. Dopo alterne vicende sociali ed economiche (crollo dell’impero romano, età medioevale, scoperta del Nuovo Mondo, corti rinascimentali e barocche…), in Liguria si diffuse prepotentemente da fine ‘700, sostenendo la concorrenza di centri piemontesi, toscani, veneti, abruzzesi, nonché di Roma, Napoli, Sardegna (terra celeberrima anche per sbalzo e cesello) e Sicilia. Ognuna di queste aree si può dire conservi propri usi e tecniche.<br />
Nel 1884 il maestro Antonio Oliveri, mosso da spirito imprenditoriale e forse da saudade, volle da Genova avviar bottega nella natìa Campo Ligure, pioniere di una “scuola” che rapidamente crebbe sino a 33 atelier. Oggi come ieri gli artigiani del posto – cuore della Valle Stura ligure &#8211; con varie “bruscelle” (pinzette), cannello saldatore a gas e fili d’argento creano sulla piastrella di ceramica, con pazienza e mani espertissime, i propri capolavori, i gioielli in filigrana d’argento, pezzi unici, artisticamente mirabili. L’apprendistato, per quei giovani che ancora vogliano avvicinarsi ai creativi mestieri della manualità made in Italy (oggetti d’arredo, decori, bottoni, orecchini, ciondoli, collier, spille, fibule), non a caso può durare anni, ed esige passione oltre che competenza…<br />
Il bellissimo (e restaurato ed ampliato) Museo della filigrana, in via della Giustizia 5, è il luogo migliore per comprendere le diverse fasi di lavorazione della filigrana, la fusione, la trafilatura, la torcitura, la laminatura, la scafatura, la riempitura, l’assemblaggio e rifinitura. Il polo culturale si lega a Pietro Carlo Bosio, insigne artigiano &#8211; e mecenate &#8211; campese, sodale anche dello scultore Ilario Cuoghi, e fu inaugurato nel 1984 (un secolo esatto dopo l’avviamento del laboratorio di Oliveri). Ospita una collezione di circa 200 pezzi da quattro continenti (Europa, Asia, Africa e America Latina). Tuttavia, Deogratias, nel centro storico tuttora s’incontrano anche alcune magnifiche botteghe artigiane (Bongera, Filigranart…) dove coccolarsi con un regalo che profuma di storia.<br />
Ma la Valle Stura è scrigno anche di ulteriori tesori culturali (castelli, luoghi di devozione, musei), paesaggi idilliaci (con infinite escursioni per trekkers e bikers) e gastronomici (menzione d’onore per la tradizione casearia, nonché revezora di mais e focacce, testa in cassetta (favolosa con la revezora/revzora), ravioli, pute e batulla, crumiri, funghi, castagne, miele, frutti di bosco…, e ovviamente le cento trattorie ed agriturismi very very local che punteggiano la valle). Vi si può giungere con l&#8217;ardita ferrovia ottocentesca Genova-Acqui Terme, che dall&#8217;Acquasanta in sù ferma in tutte le località principali, Mele, Campo Ligure, Rossiglione, eccetto Masone.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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