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	<title>Ligucibario &#187; biblioteca saffi</title>
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		<title>Storia dell’alimentazione e identità ligure: Umberto Curti racconta Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Biblioteca Civica Saffi di Genova ospiterà, il 5 maggio alle ore 17, “Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità”, un dialogo a più voci dedicato alla storia dell’alimentazione e al rapporto tra cibo e identità territoriale. Inserito nel programma del Maggio dei Libri, rassegna promossa dal Comune di Genova (ingresso libero), è un appuntamento ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/civilt---forchetta1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30009" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/civilt---forchetta1-199x300.jpg" alt="civiltà forchetta" width="199" height="300" /></a></p>
<p>La <strong><span class="whitespace-normal">Biblioteca Civica Saffi</span></strong> di Genova ospiterà, il 5 maggio alle ore 17, “<strong>Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità</strong>”, un dialogo a più voci dedicato alla storia dell’alimentazione e al rapporto tra cibo e identità territoriale.</p>
<p>Inserito nel programma del<span class="whitespace-normal"> Maggio dei Libri, rassegna</span> promossa dal <span class="whitespace-normal">Comune di Genova (</span>ingresso libero), è un appuntamento che ho curato e che mi vedrà accompagnare la riflessione su temi che pratico professionalmente da molto tempo.</p>
<p data-start="485" data-end="1013" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In vista dell’evento, Elena Ghigliani, direttrice della Biblioteca Saffi, mi ha intervistato sulla figura di <strong><span class="whitespace-normal">Giovanni Rebora</span></strong> (1932–2007), riferimento imprescindibile per chi si occupa di <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia dell’alimentazione ligure</a>.</p>
<p>Ne è nato un video-racconto che ripercorre alcuni passaggi della sua attività e, più in generale, il legame tra cultura del cibo e identità del territorio, offrendo spunti utili anche in vista dell’appuntamento del 5 maggio.</p>
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<p><em>Di seguito la video-conversazione con Elena Ghigliani che tratteggia la figura di Giovanni Rebora nel quadro della storia dell’alimentazione ligure.</em></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/bC6zPs8D4wo?si=OD43rHA-ESAgHokR" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<h2>Il percorso di Giovanni Rebora tra università e territorio</h2>
<p>Quando mi capita di “tornare” su Giovanni Rebora, il riferimento è quasi inevitabile agli anni dell’università, a “Balbi 6”, l’Istituto di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova.</p>
<p>Erano, più o meno, gli anni 1982-83. E lì si incontravano — con una certa facilità — nomi importanti della cultura italiana quali Salvatore Rotta, Raimondo Luraghi, Antonio Gibelli… Rebora era già celebre per il taglio dei suoi corsi. Se ricordo bene, nel 1983 organizzò a Imperia uno dei primi convegni di rilievo sulla dieta mediterranea: quattro giornate di studi i cui atti sono ancora consultabili. Un’iniziativa che, vista oggi, segna un passaggio importante negli studi sulla storia dell’alimentazione.</p>
<p>Non sostenni l’esame con Rebora — non rientrava nel mio piano di studi — ma seguii alcune sue lezioni. E ricordo come l’alimentazione stesse diventando progressivamente il centro della sua ricerca: non solo come tema specialistico, ma come chiave per leggere fenomeni economici e sociali più ampi.</p>
<p>Rebora era sampierdarenese, quindi profondamente legato alla realtà ligure. La <a href="https://www.ligucibario.com/omaggio-alla-val-polcevera/" target="_blank"><strong>Val Polcevera</strong></a>, l’entroterra, il rapporto tra costa e interno tornavano spesso nei suoi esempi. Una volta descrisse la foce del Polcevera com’era un tempo, con gli orti: un’immagine che oggi risulta quasi difficile da collocare, ma che rende bene l’idea delle trasformazioni intervenute.</p>
<p>Da questo punto di vista, mi è sempre sembrato non lontano da <a href="https://www.ligucibario.com/un-ricordo-di-luigi-veronelli/" target="_blank"><strong>Luigi Veronelli</strong></a>: l’idea, cioè, che un territorio si comprenda anche attraverso la sua frequentazione, le pratiche quotidiane, le &#8220;osterie&#8221; — non soltanto attraverso le fonti in senso stretto.</p>
<h2>La civiltà della forchetta e il metodo di lettura della storia</h2>
<p><em>La civiltà della forchetta</em>, pubblicato da Laterza nel 1998, conferma il suo metodo di indagine: attraverso la microstoria si può comprendere la grande storia. È un approccio che oggi definiremmo “<a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">public history</a>”: una divulgazione rigorosa ma accessibile, capace di parlare anche a un pubblico ampio.</p>
<p>L’impostazione è quella che privilegia i fenomeni economici e sociali rispetto alla storia degli eventi, delle guerre, delle dinastie. Il riferimento è alla scuola degli Annales (Marc Bloch, Lucien Febvre), anche se Rebora mantiene una forte autonomia, soprattutto nell’analisi della circolazione delle merci.</p>
<p>Quanto ai temi, Rebora ha indagato il cibo di bordo, le spezie, i prezzi degli alimenti, i meccanismi distributivi. Era un maestro nel leggere anche il “marketing” delle merci nei secoli passati, con uno sguardo sorprendentemente moderno.</p>
<h2>Liguria, ristorazione e cultura gastronomica nel secondo dopoguerra</h2>
<p>Il dopoguerra fu un periodo di transizione, segnato dalle ferite del conflitto. Con il boom economico, la Liguria diventò pienamente turistica e la ristorazione iniziò in parte ad adattarsi ai gusti della clientela.</p>
<p>A Genova, però, c’era una particolarità: molti ristoranti erano chiusi la domenica perché lavoravano durante la settimana con le colazioni di lavoro, legate alla presenza delle grandi industrie e del porto.</p>
<p>Chi fa il mio mestiere ricorda e rievoca poi dagli anni &#8217;60 figure come <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bergese-nino/" target="_blank">Nino Berges</a>e, o <a href="https://www.ligucibario.com/ave-ninchi-gino-veronelli-ferrer-manuelli/" target="_blank">Ferrer Manuelli</a> a Savona, primo oste invitato da Veronelli in televisione. Ad Ameglia nasce nel 1981 la Locanda dell’Angelo con <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/paracucchi-angelo/" target="_blank">Angelo Paracucchi</a>, che esplorava i paesi dello Spezzino alla ricerca di ricette antiche.</p>
<p>C’era un grande fermento. Luigi Veronelli aveva origini a Finalborgo, <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mario-soldati/" target="_blank">Mario Soldati</a></strong> era innamorato delle vigne di Pornassio e frequentava trattorie di Sampierdarena. Si trasferì poi a Tellaro. Quella Liguria era una terra viva, dove cuochi e intellettuali si incontravano.</p>
<h2>L’eredità di Giovanni Rebora</h2>
<p>Rebora scompare nel 2007. A distanza di tempo, quello che resta — almeno per chi continua a occuparsi di questi temi — è soprattutto un metodo. L’idea che, per comprendere una società, sia utile partire dalla quotidianità: da ciò che si mangia, a come circolano le merci, dalle pratiche agricole a ciò che si deve importare&#8230;</p>
<p>In una regione come la Liguria, dove il rapporto tra mare ed entroterra continua a essere determinante, è un’impostazione che conserva ancora una sua utilità. E, forse, anche qualcosa di più.</p>
<h2>Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità: il programma dell&#8217;evento del 5 maggio</h2>
<p>L’appuntamento con “Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità” è per martedì 5 maggio alle ore 17.00, presso la Biblioteca Civica Saffi di Genova (Molassana). L’ingresso è libero: un’occasione per condividere una riflessione comune sulla nostra identità territoriale.</p>
<p>Programma:</p>
<p><strong><em>Da Balbi 6 all’etnogastronomia. Un taglio nella tela, una lettura della tavola</em></strong></p>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente e saggista di storia dell’alimentazione (<a href="https://www.ligucibario.com/" target="_blank">www.ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><em>La follia delle spezie. Economia, gusto e potere tra Fernand Braudel e Giovanni Rebora</em>.</strong></p>
<p><strong>Luca Lo Basso</strong>, DISPI e Centro Interdipartimentale di Studi per la Storia dell’Alimentazione (Unige)</p>
<p><strong><em>Il Professore tra le mura domestiche</em></strong></p>
<p><strong>Federico Rebora</strong>, biologo</p>
<p><strong><em>Un pomeriggio con Rebora: una villa a Cornigliano, vigneti e poesia</em></strong></p>
<p><strong>Anna Maria Campello</strong>, Vice Presidente ALM – Associazione Liguri nel Mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a></p>
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		<title>Civiltà della forchetta. Rebora in biblioteca</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29915" style="width: 136px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/rebora.jpg"><img class="size-medium wp-image-29915" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/rebora-126x300.jpg" alt="barbera del professore" width="126" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barbera del professore</p></div>
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<p>Sono trascorsi circa 44 anni da quando sentii in un’aula universitaria (“di Balbi 6”) una lezione di Giovanni Rebora… E l’8 marzo del 1983 s’inaugurò a Imperia quel Convegno sulla dieta mediterranea, caldeggiato da Rebora, i cui Atti sono tuttora una lettura preziosa.</p>
<p>Nel 2027 ricorrerà il ventennale della sua scomparsa. O Professö, se ben ricordo, se ne andò poco tempo dopo un viaggio a Zurigo, una sorta di roadshow ove aveva accompagnato insieme a Vincenzo Gueglio i ristoratori della Val Graveglia (La Brinca, I Mosto, I Barba) e le loro ricette.</p>
<p>Di Rebora ho già scritto molto (<a title="giovanni rebora" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/rebora-giovanni/" target="_blank">link qui</a>), e non vorrei ripetermi. Ma in questi giorni con Biblioteca Civica “Saffi” di Genova-Molassana ho cantierato una duplice iniziativa (un video sulla figura dello studioso e il 5 maggio prossimo una presentazione di “Civiltà della forchetta”, forse il suo saggio più noto * ), la quale vorrebbe anche essere un’anticipazione di quel che Ligucibario® porrà in essere l’anno prossimo.</p>
<p>Rebora era nato a Sampierdarena, da una famiglia di modeste origini. E da qualche anno a Sampierdarena v’è un ponte che porta il suo nome, stavolta la città è stata tempestiva e non matrigna.</p>
<p>Qualche volta, non a caso presso la trattoria “Baccicin du caru” di Mele, luogo del buon mangiare reboriano come pochi, ho incontrato uno dei suoi figli, il quale mi raccontava anche talune predilezioni paterne a tavola, le ricette senza fronzoli, i taglierini verdi col “töccö”, le zucchine ripiene, i vini rossi di corpo (<a title="barbera del professore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/barbera-del-professore/" target="_blank">link qui</a>).</p>
<p>So poi che con uno dei mille suoi illustri colleghi, Fernand Braudel, cantore della mediterraneità, Rebora s’aggirava per i carruggi in cerca di trippe e di gelato&#8230;</p>
<p>Della loro lezione è rimasto molto, in primis una nuova capacità di leggere e di scrivere la storia. Ovvero l’intuizione (originariamente di Bloch e Febvre sugli “Annales”) che attraverso la microstoria si interpreti adeguatamente il modo di essere delle comunità. Rebora indagò i cibi di bordo, le spezie, il trasporto e il pricing delle merci, lo stoccafisso…, capovolgendo alcune prospettive sin lì usuali.</p>
<p>E in tal senso il cibo (ovvero l’agricoltura, il commercio, la pastorizia, l’import-export…) emergeva nei suoi scritti sempre come tema “politico”, chiarendoci gli aspetti socioeconomici nonché culturali che connotano un tempo e un luogo.</p>
<p>Il video cui accennavo sarà presto online, mentre la conferenza del 5 maggio alle h 17.00 è progetto “in progress”, poiché vorrei allargarlo ad altre voci. Sia come sia, stay tuned!</p>
<p>* editore Laterza (Bari), 1998<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Assaggiatori di Genova, un bellissimo finale</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 09:19:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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<p>Alla presenza di un folto pubblico si è conclusa la 1^ edizione de “<strong>Assaggiatori di Genova</strong>”, l’iniziativa di 4 incontri (<a title="assaggiatori di genova" href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-un-viaggio-fra-tradizione-cultura-e-sapori" target="_blank">riecco qui il clic al ciclo completo</a>) pensati da <strong>Umberto Curti</strong>, docente e saggista, per la <strong>Biblioteca Civica “Saffi”</strong>, presidio culturale nato nel 1952 ed oggi ricco di circa 28.000 volumi (incluse antichità e rarità su Genova e la Liguria), la cui intitolazione rimanda ad Aurelio Saffi, patriota e politico d’età risorgimentale.</p>
<p>Dopo <strong>la focaccia, le salse al mortaio (non solo il pesto!) e le torte di verdura</strong>, ovvero le antiche gattafure, è salito doverosamente in scena <strong>il pandolce, anzi ö pandöçe</strong>, raccontato da Umberto Curti pressoché in ogni suo aspetto (storia, ingredienti, lievitazioni, filastrocche d&#8217;antan…), e – last not least &#8211; abbinato ai calici delle imminenti Festività…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28604" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag2-300x213.jpg" alt="smart" width="300" height="213" /></a></p>
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<p>La seconda parte del <em>gustincontro</em> è poi stata curata da <strong>Mara Fiorese, medico di Medicina generale</strong>, che ha “percorso” i tipici menu del Natale genovese (affettati, ravioli, cappone, dolciumi…), suggerendo alcune semplici ed utili strategie per non gravare troppo l’organismo, fra cui l’evitamento di stravizi continui e ininterrotti per tutta la durata delle Festività, dal 24 dicembre all’Epifania, e: “se alla gola non sai rinunciare…ricordati di camminare!”</p>
<p>Ma l’evento si è infine caratterizzato, in particolare, per <strong>la consegna degli “Attestati” a tutti i partecipanti</strong>, piccolo rito conclusivo a conferma del clima rilassato e festoso che ci ha accompagnati sin dal 9 ottobre.</p>
<p>Possiamo dire, con orgoglio e con piacere, che “Assaggiatori di Genova” è risultato un successo anzitutto di pubblico, e ha prodotto una divulgazione culturale la quale, come sempre <strong>nello spirito di Ligucibario®</strong>, fosse anche e prima di tutto condivisione e convivialità.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28605" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag3-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>I contenuti storico-culturali si sono “sposati” armoniosamente con quelli scientifici (del resto la storia stessa, ove ben praticata, è una disciplina scientifica…), permettendo ai partecipanti di conoscere meglio sia alcune prelibatezze della “Cuciniera genovese” sia gli aspetti nutrizionali e salutistici che permettono di apprezzarle con maggior consapevolezza e bilanciamenti.</p>
<p>Andremo ora a predisporre anche la condivisione delle principali <strong>slides proiettate durante le 4 giornate</strong>.</p>
<p>Presumiamo davvero, anche in virtù di un recente incontro con l&#8217;Assessorato e con la Direzione alla cultura del Comune di Genova, che <strong>quest’iniziativa avrà un seguito</strong>, che la irradierà in molteplici direzioni senza tuttavia snaturarne la filosofia di fondo e quel <em>mood</em> che così bene l’ha sinora ambientata presso la “Saffi”.</p>
<p>Come sempre, stay tuned!&#8230;</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/arquata2.jpg"><img class="size-medium wp-image-22234" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/arquata2-300x211.jpg" alt="luisa puppo sorridente alla trattoria mascon" width="300" height="211" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Le conferenze di Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 13:08:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Dall&#8217;agenda di Ligucibario®, le conferenze di Umberto Curti, tutte a ingresso libero (nota bene: 4, come precisato, sono riservate ai soci UniAuser)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>18 / 02 h 15.00                   Eugenio Montale e la Gina (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Sala soci Coop corso Gastaldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 / 02 h 17.30                   Genova Ottocento</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15 / 03 h 15.20 circa          Dalla fügassa alla fugazzeta</p>
<p>MEI Museo nazionale dell&#8217;emigrazione italiana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>29 e 30 / 03                          I croxetti del Doge</p>
<p>(date da confermare)        in occasione di &#8220;Evoè&#8221; a Recco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>22 / 04 h 17.30                    L’Ottocento a tavola</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28 / 04 h 15.00                   Di Marinetti, di Fillia, di Farfa (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Sala soci Coop corso Gastaldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28 / 05 h 15.00                   C’era una volta il 1863 a Genova (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Circolo Zenzero via Giovanni Torti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>09 / 10 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 1^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>23 / 10 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 2^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>06 / 11 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 3^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 / 11 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 4^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>03 / 12 h 15.00                    Dalla galantina all’alzatina (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Sede da definirsi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>04 / 12 h 17.30                    Natale, una dolce storia di canditi</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana.</p>
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		<title>Genova nel Medioevo alla biblioteca Saffi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 11:31:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Genova nel Medioevo alla biblioteca Saffi. Egregi Colleghi e Amici, e cari Lettori di Ligucibario®, nell’àmbito delle iniziative “Genova nel Medioevo”, giovedì 14 dalle h 17.00, presso l’auditorium della Biblioteca Civica Saffi in via Molassana 74 F/r, sono lieta di segnalarvi la conferenza di Umberto Curti “L’autunno del Medioevo. Una primavera gastronomica”. Dopo la tragica ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-nel-medioevo-alla-biblioteca-saffi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/Autunno-del-Medioevo-una-primavera-gastronomica1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22261" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/Autunno-del-Medioevo-una-primavera-gastronomica1-212x300.jpg" alt="Autunno-del-Medioevo-una-primavera-gastronomica" width="212" height="300" /></a>Genova nel Medioevo alla biblioteca Saffi.</p>
<p>Egregi Colleghi e Amici, e cari Lettori di Ligucibario®,</p>
<p>nell’àmbito delle iniziative “Genova nel Medioevo”, giovedì 14 dalle h 17.00, presso l’auditorium della Biblioteca Civica Saffi in via Molassana 74 F/r, sono lieta di segnalarvi la conferenza di Umberto Curti “<strong><b>L’autunno del Medioevo. Una primavera gastronomica</b></strong>”.</p>
<p>Dopo la tragica peste del 1348, eccezionali scoperte geografiche e scientifiche traghettarono via via l’Europa (e Genova) verso un Rinascimento di trasformazioni socioeconomiche, e dunque anche agricole e alimentari. Umberto Curti come sempre le tratteggerà in chiave etno-gastronomica, e sulla “scia” del saggio del grande storico Huizinga.</p>
<p>Ingresso <span style="text-decoration: underline;">libero</span> sino ad esaurimento posti.</p>
<p>Davvero al piacere d’’incontrarvi…</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Prepara un bel pandolce genovese</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 14:23:34 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_4368.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21940" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/IMG_4368-300x200.jpg" alt="IMG_4368" width="300" height="200" /></a>Si avvicina, lentamente, il Natale.<br />
Il <strong>12 dicembre alla Biblioteca Civica &#8216;Saffi&#8217; di Genova Molassana</strong> racconterò il menu che i genovesi di un tempo allestivano per quel dì di festa&#8230; Dalla galantina ai maccheroni, dal cappone all&#8217;alzatina di stracchino.<br />
A Genova Natale significa certamente <strong>pandolce</strong> (sulle Riviere chiamato anche pan del marinaio, baciccia&#8230;), e infatti <strong>Ligucibario® negli anni si è ripetutamente occupato del tema</strong>. Ricordo mio padre, nei primi anni &#8217;70, condurmi in quel paio di pasticcerie (una a Sampierdarena) dove, a suo dire, o pandoçe era il migliore.<br />
Malgrado quello basso &#8211; nato a metà Ottocento grazie ai baking di Liebig &#8211; venga chiamato &#8220;antica Genova&#8221; <strong>è quello alto il primogenitore, lievitato ovviamente con la pasta madre</strong>.<br />
Il basso è più rapido a farsi in quanto il lievito chimico col calore del forno innalza gli impasti ricavati da farine deboli (00).<br />
Il dolce genovese, in origine un pane addolcito con miele e poco altro, si arricchì grazie alle merci top di gamma che approdavano al porto, e secondo alcuni anche ispirandosi ad un goloso rito persiano, quello del <strong>paska</strong>.<br />
Le innovazioni peraltro proseguono: pregevole ad es. l&#8217;aggiunta di <strong>chinotto candito tipica del Savonese</strong>.<br />
Ma come preparare un bel pandolce, tenuto presente che molti si cimentano a casa per poi regalarli a parenti ed amici?<br />
Anzitutto, scegliendo materia prima di qualità (il <strong>cedro</strong> non è zucca colorata&#8230;), quella che permetterà anche di ottenere un bel bilanciamento di profumi e sapori.<br />
Impastando presto i grassi, così da lavorare una pastafrolla che verrà <strong>friabile</strong>, e verificando che <strong>uvetta, pinoli ecc.</strong> risultino ben distribuiti.<br />
Infine, non trascurando la forma, piacevolmente a cupola, né la cottura (attenzione che il pandolce non bruci all&#8217;esterno rimanendo poco cotto all&#8217;interno).<br />
Nei tulipanini, infine, <strong>un passito</strong> a bacca bianca &#8211; e anche la Liguria propone alcune valide referenze &#8211; sarà scelta preferibile rispetto al Moscato, più indicato coi pandolci alti (e i panettoni &#8220;milanesi&#8221; e i pandori &#8220;veronesi&#8221;).<br />
Amici Lettori, vi aspetto fra un mese alla &#8216;Saffi&#8217; per scambiarci gli auguri, e buon appetito<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Con Umberto Curti dentro la Genova del &#8216;500</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 13:08:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21890" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/veduta-genova-cristoforo-grassi.jpg"><img class="size-medium wp-image-21890" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/veduta-genova-cristoforo-grassi-300x166.jpg" alt="la superba veduta di Genova di Cristoforo Grassi, 1584" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">la superba &#8220;Veduta di Genova&#8221; di Cristoforo Grassi, 1481</p></div>
<p>Il <strong>26 ottobre 2023 alle h 17.00 presso la Biblioteca Civica “Saffi” di Genova</strong> (via Molassana 74E rosso, 010 5574434, <a href="mailto:biblsaffi@comune.genova.it">biblsaffi@comune.genova.it</a>) il nostro <strong>Umberto Curti</strong> racconterà gli usi culinari a Genova nel ‘500, fra tavole patrizie ed usanze popolari.<br />
Un interessante viaggio etno-gastronomico dentro una città che contava circa 10mila case e 50mila abitanti, ma possedeva uno dei porti più importanti al mondo, dove approdavano merci che oggi definiremmo top di gamma.<br />
Come sempre, la storia alimentare si conferma uno degli strumenti principali per indagare la cultura e la vita sociale di una comunità, che è (e si afferma) anche in base a ciò che sa coltivare, produrre, importare&#8230;<br />
<strong>La scoperta del Nuovo Mondo</strong> aveva “chiuso” il Medioevo, e la Genova rinascimentale &#8211; evoluta rispetto a quella che tuttavia aveva sedotto Petrarca &#8211; si accingeva a vivere i secoli più gloriosi della propria storia (nel 1576 vennero non a caso istituiti anche gli elenchi dei palazzi nobiliari che oggi conosciamo come <strong>Rolli</strong>, onde ospitare i notabili in visita a Genova…).</p>
<p>La lenta diffusione delle posate e una miglior igiene alimentare, oltre alla <strong>“scoperta” presso le isole Lofoten dello stoccafisso ed ai mille prodotti provenienti dalle Americhe</strong>, via via rivoluzionarono anche i pasti di molti europei, a maggior ragione i pasti dei Genovesi, che (per l&#8217;orografia del territorio, e la modesta pescosità del mare) erano soprattutto &#8220;mercatores&#8221; più che pescatori, contadini o allevatori.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21891" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474-300x225.jpg" alt="Foto0474" width="300" height="225" /></a>Ortensio Lando, intellettuale umanista, e piacevole scrittore, viaggiando dalla Sicilia a Genova, intorno al 1548, rimase incantato dalle <strong>gattafure</strong> (le torte di verdura!), ed in quegli anni alcuni pittori fiamminghi attivi in città (<strong>P.</strong> <strong>Aertsen, J. Beuckelaer</strong>) iniziarono con successo a ritrarre mirabilmente cucine, mercati, dispense, pollame…<br />
Per saperne di più, fra banchetti e trincianti, spezie e neviere…, Umberto Curti vi aspetta quindi giovedì 26, <strong>ingresso libero</strong>, gradita la prenotazione per non eccedere la capienza della sala conferenze (accessibile anche ai diversamente abili).<br />
P.S. la &#8220;Veduta&#8221; del Grassi, presente su moltissimi siti web, è stata ritenuta di pubblico dominio. Qualora violasse un diritto altrui, ci rendiamo ovviamente disponibili ad una immediata rimozione.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/con-umberto-curti-dentro-la-genova-del-500/">Con Umberto Curti dentro la Genova del &#8216;500</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Gusti d&#8217;autunno con le conferenze di Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 10:27:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sarà un autunno 2023 importante, quello di Ligucibario® in “sinergia” con l’associazione culturale GenovaWorld. Conferenze, presentazioni di libri, magazine…, tutti ad ingresso libero, comporranno un calendario che qui possiamo già quasi completamente anticiparvi e che vi accompagnerà sino a dicembre e al Natale. Giovedì 21/9 h 17, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gusti-dautunno-con-le-conferenze-di-umberto-curti/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/09/foto-castagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21792" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/09/foto-castagne-300x225.jpg" alt="foto castagne" width="300" height="225" /></a>Sarà un autunno 2023 importante, quello di <strong>Ligucibario®</strong> in “sinergia” con l’associazione culturale <strong>GenovaWorld</strong>. Conferenze, presentazioni di libri, magazine…, <span style="text-decoration: underline;">tutti ad ingresso libero</span>, comporranno un calendario che qui possiamo già quasi completamente anticiparvi e che vi accompagnerà sino a dicembre e al Natale.</p>
<p><strong>Giovedì 21/9 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa con Daniele Buschiazzo, presidente del Parco Beigua, UNESCO global geopark, sul progetto di salvaguardia e promozione “Gustosi per natura”.</p>
<p><strong>Giovedì 19/10 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa col Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure. Filiere, cultivar, tracciabilità.</p>
<p><strong>Giovedì 26/10 h 17</strong>, presso la Biblioteca Saffi di Genova, Umberto Curti intrattiene i presenti sugli usi culinari a Genova nel ‘500, fra tavole patrizie e tavole popolari.</p>
<p><strong>Venerdì 27/10 h 17.30</strong>, presso il Museo del Risorgimento-Istituto Mazziniano di Genova, Umberto Curti partecipa all’evento “Genova nell’Ottocento tra cultura e gastronomia. Gli ingredienti per una nuova società”, a cura di Elena Putti (Conservatore del Museo), con Alice De Matteo (autrice de <em>Il Risorgimento tra storia e cucina</em>), e i pasticceri genovesi – e custodi delle tradizioni &#8211; Alessandro Cavo e Lino La Iacona.</p>
<p><strong>Giovedì 16/11 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa di ricette storiche con Marco Benvenuto, attivissimo food blogger di “Zena a toua”.</p>
<p><strong>Venerdì 24/11 h 16.30</strong> presso la Provincia di Savona (palazzo Nervi, sala mostre), Silvia Bottaro dell’associazione culturale “Renzo Aiolfi” presenta il recente lavoro di Umberto Curti <a href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank"><em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em></a>, gratuitamente richiedibile cliccando sul link in questa riga</p>
<p><strong>Giovedì 12/12 h 17</strong>, presso la Biblioteca Saffi di Genova, Umberto Curti intrattiene i presenti sul pranzo di Natale a Genova nei secoli passati, dall’addobbo dell’albero nella sala bella fino all’alzatina di stracchino che, come un sorbetto, concludeva il banchetto&#8230;</p>
<p><strong>Giovedì 14/12 h 17</strong>, presso la Biblioteca Civica Berio di Genova, per il ciclo “Biodiversità a tavola” Umberto Curti conversa (anche di cucina futurista) con Silvia Bottaro, autrice de <em>Vite di Farfa. Lettere, incontri, amicizie, successi.</em></p>
<p><strong>Venerdì 15/12 h 17</strong>, presso la Sala rossa del Comune di Savona, Umberto Curti partecipa alla presentazione del nuovo numero di “Pigmenti cultura”, il magazine dell’associazione “Renzo Aiolfi” di Savona, su cui ha pubblicato un pezzo relativo agli scambi alimentari &#8211; da Colombo in poi &#8211; tra Nuovo e Vecchio mondo.</p>
<p>Stay tuned, amici Lettori, qui e sui social, per ulteriori approfondimenti e novità.</p>
<p><strong>Naturalmente vi aspettiamo già giovedì 21 settembre in Berio!</strong></p>
<p><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
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		<title>Cucina ligure. Ne parla (scrive) Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2022 09:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cucina ligure. Ne parla (scrive) Umberto Curti&#8230; Presentazione, il 31 maggio dalle 16.30 presso i bellissimi spazi della Biblioteca “Saffi” a Genova-Molassana, della più recente fatica di Umberto Curti, Abbecedario della cucina ligure (Editoriale Programma, Treviso) uscito a fine 2021. Ingresso gratuito e regolato dalle vigenti normative. Come sempre, la conversazione proporrà contenuti etno-gastronomici, perché ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-ne-parla-scrive-umberto-curti/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21013" style="width: 244px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/abbeced.jpg"><img class="size-medium wp-image-21013" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/abbeced-234x300.jpg" alt="umberto curti, abbecedario della cucina ligure" width="234" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti, abbecedario della cucina ligure</p></div>
<p>Cucina ligure. Ne parla (scrive) Umberto Curti&#8230;<br />
Presentazione, il 31 maggio dalle 16.30 presso i bellissimi spazi della <strong>Biblioteca “Saffi”</strong> a Genova-Molassana, della più recente fatica di <strong>Umberto Curti, <em>Abbecedario della cucina ligure</em></strong> (Editoriale Programma, Treviso) uscito a fine 2021.</p>
<p>Ingresso gratuito e regolato dalle vigenti normative.</p>
<p>Come sempre, la conversazione proporrà contenuti etno-gastronomici, perché l’intera narrazione di Umberto Curti (autore di innumerevoli saggi) inquadra la storia alimentare come strumento privilegiato per approfondire – in senso archeologico, antropologico, socioeconomico… &#8211; <strong>la cultura di un popolo</strong>. Come dimenticare la lezione di Giovanni Rebora?</p>
<p>La cucina ligure è un “modello” di <strong>mediterraneità</strong>. Aromatica, patrizia e rurale, quotidiana e scenografica, rituale e frugale, un palcoscenico dove l’olio <strong>extravergine</strong> &#8211; il vero olio è solo l&#8217;extravergine &#8211; recita meritatamente un ruolo da protagonista. E’ una cucina di spiccata <strong>biodiversità</strong> (il pescato, le cultivar autoctone, le fasce terrazzate dai muretti a secco, i vigneti verticaleggianti…), nata contemporaneamente nei porti, negli orti e nei boschi, ma <strong>perfino malgara</strong>, là sugli alpeggi lungo le vie del sale dove tuttora pascolano le mandrie e le greggi, regalando formaggi d’eccellenza (Cosio d&#8217;Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Triora). Sul tema della biodiversità, amici Lettori, seguite anche l&#8217;attività dell&#8217;associazione culturale <strong>GenovaWorld</strong>, ad esempio <a title="i mille volti della biodiversità" href="https://genovaworld.blogspot.com/2022/05/biodiversita-genesi-e-output-di-un.html" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p>La pasta, la pasticceria secca, i profumi vegetali… Ma anche il ricordo di chef importanti che da giovani ammirammo anche in tv (<strong>Ferrer Manuelli, Nino Bergese, Angelo Paracucchi</strong>), e di giornalisti che a Genova e alla Liguria dedicarono attenzioni non episodiche (<strong>Gino Veronelli</strong>, la cui mamma era di Finalborgo; <strong>Paolo Monelli</strong>, che ideò il nome per la Via dell’amore; <strong>Mario Soldati</strong>, che celebrò Pornassio e Sampierdarena non meno di Tellaro).</p>
<p>Il libro di Umberto Curti è ovviamente acquistabile/ordinabile presso le librerie, oppure <a title="umberto curti abbecedario della cucina ligure" href="https://editorialeprogramma.it/shop/cucina/abbecedario-della-cucina-ligure/ " target="_blank">a questo link</a></p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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