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	<title>Ligucibario &#187; sciacchetrà</title>
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		<title>Liguria in bianco. I vini di Ligucibario</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:24:12 +0000</pubDate>
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<p>I vini bianchi italiani (e liguri) propongono eccellenze, che il mercato sempre più riconosce ed apprezza. Profumi e strutture ben differenti da quelle dei vini rossi, freschezze effervescenze fiori frutti, un &#8220;mood&#8221; che incontra anche intensamente i gusti e le sensibilità femminili, le donne non a caso stanno divenendo anche sommelière capacissime.<br />
Se un turista o un gourmet straniero mi domandasse quali regioni privilegiare, per avvicinarsi all&#8217;Italia &#8220;in bianco&#8221;, gli suggerirei anzitutto la Liguria, la Sicilia, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, ed infine il Piemonte.<br />
I vini bianchi, un tempo reputati principalmente &#8220;estivi&#8221;, oggi si consumano 12 mesi su 12, e le spumantizzazioni si sono ritagliate spazi ben oltre l&#8217;inizio o la fine del pasto.<br />
In tal modo, in Italia ormai si producono, anche a livello di prodotti certificati DOCG, DOC, DOP e IGT, più bianchi che rossi/rosati.<br />
I vini, tutti i vini ed i bianchi non fanno eccezione, sono microcosmi composti da suolo, clima e lavoro (o per meglio dire know how e passione) dell&#8217;uomo. Quel che entra nella bottiglia è il frutto dell&#8217;uva ma anche della competenza e del sacrificio, non dimentichiamolo mai.<br />
Nei miei più giovani anni frequentavo il ponente ligure in cerca di Pigato, allora il mio bianco prediletto. Talvolta ne sorseggiavo uno insieme a mio padre &#8211; che fino ai 62 anni fu astemio! &#8211; in un ristorante di Varigotti (SV), durante quelle domeniche d&#8217;inverno in cui la costa, semideserta, è ancora più bella, e questo è un ricordo straordinario che porterò sempre con me.<br />
Poi venne la lunga stagione del Vermentino, con Luisa Puppo (mannaggia quant&#8217;è brava!) sovente comparavamo la DOC Riviera ligure di ponente e la DOC Colli di Luni, erano calici brillanti in quei &#8220;duelli&#8221; fra Laura Aschero e Cantine Lunae, fra Poggio dei Gorleri e Giacomelli, fra BioVio e Ottaviano Lambruschi&#8230;<br />
Ma da genovese ho sempre praticato la Bianchetta della Val Polcevera, vino ostinato di una terra che è stata violentata da industrializzazioni e crolli di ponti. Una trattoria me la serviva insieme ai corzetti (quelli a elica, tirati con le dita, che si mangiano col cucchiaio), conditi con la salsa di pinoli ma qualche volta anche da un sugo di coniglio, in bianco, che avrebbe ridestato un defunto&#8230;<br />
Sono poi arcicontento che anche il cosiddetto &#8220;vino di Coronata&#8221; stia ricomparendo su tante tavole, grazie a 3 produttori che lodevolmente competono in qualità.<br />
Quanto al Tigullio, mi ha di frequente regalato, e tuttora mi regala, buon Moscato, a me garba in primis quello di Pino Gino, vigneron a Castiglione Chiavarese, un Moscato ricco di sentori ma poco ruffiano, da servire ben fresco nelle coppe e perfetto coi dolci lievitati, il panettone il pan di spagna il pandoro.<br />
Concludo, e non potrebbe esser diverso, con le Cinque Terre, con quei vitigni bosco, albarola e vermentino aggrappati alla rupe, in una verticalità di fasce terrazzate dai muretti a secco e &#8220;tagliate&#8221; da cremagliere, un paesaggio pressoché unico al mondo. Monterosso Vernazza Corniglia Manarola Riomaggiore, i santuari, la via dell&#8217;amore, Eugenio Montale, il presepe di Manarola&#8230;, cercate amici Lettori di godervele quando (ma quando?) lo sciame dei turisti un poco si dirada&#8230; E un brindisi col bianco della DOC locale, o un granfinale col passito Sciacchetrà, vino solenne, saranno momenti che vi s&#8217;incideranno nel cuore.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte (3). Sciacchetrà e sciac-trà</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 10:23:47 +0000</pubDate>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?<br />
Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2><i>Sciacchetrà e sciac-trà</i>?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>2.</strong> <em><strong>sciacchetrà e sciac-trà</strong><strong><em> </em>sono lo stesso vino?</strong></em> Proprio no. Lo Sciacchetrà è il passito a bacca bianca delle Cinque Terre, dove si utilizzano i vitigni bosco, albarola e vermentino. Lo Sciac-trà viceversa è l&#8217;Ormeasco di Pornassio, ottenuto da uve dolcetto vinificate in cerasuolo (rosato). Si tratta dunque di produzioni diversissime, che a diversissimi cibi si abbinano&#8230;</p>
<h2>Vini liguri, saperne di più</h2>
<p>Visto il tema di questa FAQ &#8211; Sciacchetrà e Sciac-trà -, proponiamo con piacere alcune risorse per approfondimenti personali.<br />
Se vuoi indagare ulteriormente il tema Sciacchetrà, ti consiglio questo mio  articolo <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sciacchetra/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sciacchetra/</a>.  In parallelo, ti segnalo un altro mio  articolo dedicato allo Sciac-trà <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sciac-tra/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sciac-tra/</a>. Entrambi gli articoli fanno riferimento all&#8217;Alfabeto del Gusto di Ligucibario®, il più ampio e completo “alfabeto del gusto” dell&#8217;enogastronomia ligure, all&#8217;interno del quale trovi numerosi focus su vitigni, vini e vinificazioni. Sul tema, inoltre, ti suggeriamo anche il nostro slideshow <a href="https://www.youtube.com/watch?v=G7AdSFjF6Ss" target="_blank">Vini di Liguria</a> e <span class="LEwnzc Sqrs4e"> </span>&#8220;<em>La vigna e la vinificazione. Vini DOC e IGT liguri</em>&#8221; (Umberto Curti), nella serie “I Quaderni di Ligucibario”.</p>
<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte-2-corzetti-o-croxetti/" target="_blank">la seconda faq</a> di Cucina ligure domande e risposte</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>3 febbraio, San Biagio e il pandolce genovese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 11:21:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25198" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/rolli2.png"><img class="size-medium wp-image-25198" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/rolli2-300x280.png" alt="pandolce genovese" width="300" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">pandolce genovese</p></div>
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<p>3 febbraio, San Biagio e il pandolce genovese</p>
<p>Il 3 febbraio si celebra <strong>San Biagio</strong> (di Sebaste), vescovo armeno e martire, vissuto tra III e IV secolo e venerato anche dagli Ortodossi.<br />
A <strong>Chiavari</strong> (GE), in Liguria, è contitolare della parrocchia di Bacezza. Ogni 3 febbraio presso il Santuario mariano di N.S. dell&#8217;Olivo, lungo l’Aurelia “di collina”, riedificata nel secolo XVII per la cessazione di una pestilenza, si celebra l&#8217;Eucaristia benedicendo il grano e venerando una reliquia del Santo.</p>
<p>Pochissimo peraltro conosciamo della sua biografia. Ma è figura che interessa anche i gastronomi poiché, come noto, “el dì de San Bias se benediss la gula e el nas”, così dicono in Lombardia, mangiando una porzione di <strong>panettone</strong> (il pan grande) specificamente messo da parte, e talora benedetto…</p>
<p><strong>L’uso ricorre anche a Genova, col pandolce, che a Natale si prepara sia nella versione alta (più antica, lievitata con pasta madre) sia nella versione bassa (sorta di pastafrolla, più friabile, lievitata con baking), oggi la preferita</strong>, tendenzialmente più ricca…<br />
Dicono origini da un dolce persiano, <em>il paska</em>, che veniva offerto dai giovani sudditi al sovrano, ma di certo posso soltanto affermare che ö pan döçe era semplicemente un pane che le donne di casa lievitavano col crescente naturale custodito nella madia – accuratamente rinfrescato coi bagnetti – e arricchivano con quel che di dolce trovavano… Oggi le pasticcerie migliori competono con cornucopie di pinoli, canditi, uvetta, e taluni profumano con anice, o finocchietto.</p>
<p>Questo “must” genovese di fine pranzo (<strong>pan del marinaio</strong> in Riviera e <strong>Genoa cake</strong> nel mondo), sia alto o basso, merita poi sempre un rito casalingo peculiare, è infatti il più giovane di casa a conficcare o rimuovere nel pandolce un rametto d’<strong>alloro</strong>/ulivo, ma è soltanto il <em>pater familias</em> ad affettarlo e distribuirlo, serbandone 2 fette, una appunto per San Biagio, ed una fasciata col tovagliolo per i primi bisognosi che bussassero all’uscio…</p>
<p>Su questi temi ho scritto tanto, ed ebbe un picco di navigazioni e “consensi” un mio post &#8211; con video della ricetta &#8211; del 19 novembre 2015 (<a href="http://www.ligucibario.com/pandolcegenovese/">http://www.ligucibario.com/pandolcegenovese/</a>), nel quale “sentenziavo” Mai Natale senza pandolce!</p>
<p>Che si consumi a Natale, o il 3 febbraio, o in qualunque momento dell’anno, un tulipanino di passito a bacca bianca sarà sempre l’abbinamento migliore, e chi può concedersi uno <strong>Sciacchetrà </strong>al profumo delle Cinque Terre… D&#8217;altronde, nulla è più moderno della tradizione, nulla è più innovativo della classicità!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/3-febbraio-san-biagio-e-il-pandolce-genovese/">3 febbraio, San Biagio e il pandolce genovese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>La Spezia, il Natale a tavola</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 14:58:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24984" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/005.jpg"><img class="size-medium wp-image-24984" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/005-300x178.jpg" alt="la spungata di sarzana" width="300" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">la spungata di sarzana</p></div>
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<p>La Spezia, il Natale a tavola&#8230;<br />
Ieri sera seguivo su un’emittente locale l’interessante intervista ad un docente di cucina presso l’alberghiero “Casini” (La Spezia). Poiché Ligucibario® si è ripetutamente dedicato al menu del Natale genovese e talvolta a quello savonese, mi piace oggi, 23 dicembre, aprire viceversa ai Lettori un percorso verso il Levante… Com’era la tavola della tradizione spezzina (e dintorni)? Beh, una tavola “di confine” fra 3 regioni, fra mare e Appennino. E, in un certo senso, una tavola – allontanandosi dal mare &#8211; più ricca di cereali, ortaggi e castagne che di acciughe, olio ed agrumi.</p>
<p>Per i più curiosi c’è un bel volumetto, a cura di Patrizia Gallotti, edito una decina d’anni fa da Giacché.</p>
<p>Alla Vigilia si sarebbe anzitutto, come si dice, dato da mangiare al camino, “nutrendolo” con qualche pezzetto di cavolo lesso o di carne (talvolta stoccafisso), un morso di castagnaccio o una frittella di mele, e qualche goccia di vino rosso. L’indomani ecco frissèi (di baccalà…), torte d’erbi e di riso, acciughe ripiene, anguilla all’alloro, verdure in addobbo o in giardiniera, olive, affettati, qualche volta crostini coi fegatini. Poi ravièi o tordèi ** che dir si voglia (mutano nome verso Arcola e Castelnuovo Magra…), farciti caso per caso – anzi casa per casa &#8211; con bietole, borragine, timo…, e qualche volta capeleti in brodo, qualche altra crozeti o testaroli, o la quasi estinta minestra di ceci e baccalà. I secondi avevano ed hanno – in base ai gusti &#8211; le sembianze rustiche della gallina ripiena, del cappone, del tacchino al forno, del profumato coniglio alla contadina, ma anche della cima ben guarnita di salsa verde, e del cappon magro. Golosi i carciofi fritti, o a funghetto, dono di stagione. Gran finale con pandolci, con spungate e buccellati di Sarzana, col poncré lericino…, nonché i canestrelli e l’immancabile frutta secca, fra cui le mandorle, simbolo di risveglio, di vita feconda.</p>
<p>Quanto ai calici, le DOC locali oggi ancor più di ieri consentono abbinamenti puliti, perfetti, in primis l&#8217;eccelso Vermentino &#8211; anche nero &#8211; . E un tulipanino di Sciacchetrà vero – quello caro anche ad Eugenio Montale &#8211; completerà la festa di famiglia.</p>
<p>Buon appetito e buon Natale a voi tutti (e arrivederci a San Silvestro e all’Epifania…).</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><em>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Seccone</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2024 11:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il seccone a Castelnuovo Magra (SP) è un dolce delle feste, ideato negli anni ’70 del Novecento &#8211; se ben ne ho ricostruito le origini &#8211; dal panificio di Giovanna Morachioli. Si presenta come impasto appiattito, e ricco di frutta…secca (ecco il nome), friabile e ben conservabile. Goloso ad es. presso il panificio dei fratelli ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/seccone/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il seccone a Castelnuovo Magra (SP) è un dolce delle feste, ideato negli anni ’70 del Novecento &#8211; se ben ne ho ricostruito le origini &#8211; dal panificio di Giovanna Morachioli. Si presenta come impasto appiattito, e ricco di frutta…secca (ecco il nome), friabile e ben conservabile. Goloso ad es. presso il panificio dei fratelli Terarolli. Gli fa sempre buona compagnia un passito a bacca bianca, a cominciare da her majesty lo Sciacchetrà&#8230; Beninteso, nella vicina Sarzana il dolce natalizio è sovente la spungata (davvero storica la creatività dei pasticceri locali).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Christmas shopping&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22047" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/la-iacona.jpg"><img class="size-medium wp-image-22047" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/la-iacona-300x251.jpg" alt="la pasticceria la iacona in via bensa a genova" width="300" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">la pasticceria la iacona in via bensa a genova</p></div>
<p>Io non appartengo a coloro che “patiscono” il Natale, e si lamentano per i regali vissuti come un obbligo o per i parenti con cui non vanno d’accordo… No, io non appartengo a costoro.<br />
La mia famiglia d’origine è ormai, purtroppo, un ben lontano ricordo, ma mi tornano alla mente, con una certa <em>saudade</em>, i riti ed i luoghi dello shopping (anzitutto i carruggi, “illuminati” dalle vetrine) e del cucinare che caratterizzavano le Feste di allora…<br />
Preparavamo l’abete (non il presepe), e poi anche in casa mia <strong>Natale significava pandolce</strong>, e Capodanno significava cotechino con le lenticchie (beneauguranti, no?).<br />
Ho conosciuto <strong>Lino La Iacona</strong> alcuni anni fa, questo signore che la Sicilia ha regalato a Genova, questo ragazzo di 76 anni che ha fatto della sua elegante pasticceria-cioccolateria in via Bensa 26 un luogo dove prima di tutto “condividere” le bontà che si assaggiano e si acquistano.<br />
Un luogo dov&#8217;è bello fermarsi anche solo per un caffé.<br />
L’ho conosciuto perché entrambi crediamo nel lavoro, nella conoscenza, nei giovani (lui li “arruola” nel suo laboratorio, io li “formo” nelle aule della formazione professionale), e crediamo in quella trasmissione del sapere che varrà come strumento indispensabile per perpetuare il made in Italy, per attrarre turismo esperienziale di qualità, per affermare <em>buonessere</em>.<br />
<strong>In quella bottega tra la Zecca e la Nunziata (ad un passo dai Rolli, dal Museo mazziniano, dalle affollate sedi universitarie umanistiche…)</strong> troverai, amico Lettore, una famiglia “come una volta”, che potrà raccontarti brioche, sfogliatelle, cavolini, bigné, babà, krapfen, bavaresi, krantz, sacher, sacripantine, meringhe, anicini, canestrelli, savoiardi, praline, ginevrine alla menta, violette. foglie di menta e petali di rose cristallizzati… A te la scelta e buon pro ti faccia.<br />
Sappi inoltre che, nello spazio attiguo alla vendita, La Iacona espone – come in un piccolo museo &#8211; alcuni antichi macchinari e oggetti di lavoro, che consentono un viaggio nella miglior storia artigiana. V&#8217;è cura in ogni dettaglio.<br />
Natale, ho appena scritto, anche in casa mia significava pandolce. Quest’anno, <strong>sia la versione del pandöçe zeneize alta</strong> (più “antica”, impastata con farine di forza e lievitata col crescente naturale) <strong>sia la versione bassa</strong> (ottocentesca, impastata con farine più deboli e lievitata coi baking chimici) sono “made in La Iacona”, prodotti con un livello di materie prime ed un rapporto qualità/prezzo quasi irripetibili presso le altre eccellenze cittadine.</p>
<div id="attachment_22050" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/pandolce-alto.jpg"><img class="size-medium wp-image-22050" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/pandolce-alto-300x269.jpg" alt="il pandolce alto della pasticceria la iacona" width="300" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">il pandolce alto della pasticceria la iacona</p></div>
<p>“Coroneranno” la tavola al termine del menu di pesce che con Luisa immagineremo per il Natale, e del menu di terra per il Capodanno. Peraltro, sono prodotti che conosco già bene, in particolare la versione alta, quella più complessa a prepararsi, nonché quella meno reperibile in commercio.<br />
Il pandolce alto di La Iacona è profumato, cotto alla perfezione, molto ricco (cedro vero, pinoli tostati&#8230;), propone una masticabilità morbida e appagante. L&#8217;impasto &#8211; si avverte &#8211; nasce attorno ad una pasta madre matura al punto giusto (il pH ottimale di questo prefermento si aggira intorno a 4-4,2&#8230;), la quale non rilascia quella nota acidula che, legittimamente, &#8220;spiace&#8221; a tanti&#8230;<br />
Un tulipanino di passito a bacca bianca, poi, servito a 8-9°C (le bollicine del Moscato sposano meglio i cosiddetti grandi lievitati come il panettone milanese o il pandoro veronese), magari addirittura uno <strong>Sciacchetrà delle Cinque Terre, </strong>la DOC più verticale della Liguria, ci permetterà un brindisi di buon auspicio, e &#8211; come si suol dire &#8211; una meditazione: che il 2024 sia anzitutto un anno di salute e di serenità, di “ravvedimenti” e di benessere.<br />
Per un mondo che &#8211; fra pandemie, guerre, disparità sociali, scandali &#8211; troppo spesso pare, come Shakespeare faceva pronunciare ad Amleto, “fuor dei cardini”.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Soldati, Mario</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 15:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Mario Soldati nacque – fra due secoli, vien da dire &#8211; a Torino nel 1906, tutta la vita portò con sé un accento inconfondibile. In gioventù vantò ottime frequentazioni, da Felice Casorati a Piero Gobetti, ciò che si “rifletté” nei suoi libri, nelle sue storie &#8211; sin dagli anni Venti &#8211; lievi e creative ed ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mario-soldati/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mario Soldati</strong> nacque – fra due secoli, vien da dire &#8211; a Torino nel 1906, tutta la vita portò con sé un accento inconfondibile. In gioventù vantò ottime frequentazioni, <strong>da Felice Casorati a Piero Gobetti</strong>, ciò che si “rifletté” nei suoi libri, nelle sue storie &#8211; sin dagli anni Venti &#8211; lievi e creative ed ironiche, intrise di tenerezza e talora di thrill e mistero, come s’addice a chi, buon torinese, guardi con curiosità il mondo che gli sta intorno, un mondo, per propria natura, ora grottesco ora magico&#8230; Viaggiatore instancabile, ed intellettuale a tutto campo, fu anche regista cinematografico e reporter televisivo, memorabile il ciclo di puntate che – sotto il nome di <em>Viaggio nella valle del Po</em> – svelò una nazione ancora (ma nel senso buono degli aggettivi) provinciale, agricola e… très gourmand, basti il richiamo cui Soldati cedette a quell’anguilla e quella salama da sugo che fanno la gloria della provincia e del delta ferrarese.</p>
<p>A proposito di <strong>Liguria</strong>, memorabili alcune sue soste <strong>alla trattoria “Toro” di via De Marini a Sampierdarena</strong>, purtroppo non più esistente, là dove la Coscia ha lasciato spazio a San Benigno.</p>
<p>E sull’<strong>Ormeasco (il dolcetto di montagna)</strong> Mario Soldati scrisse in <em>Vino al vino</em> (1969-1981), un volume che per alcune parti andrebbe adottato nelle scuole che s’occupano di turismo e d’alberghiero: “<em>Pornassio, il più spettacoloso e originale paesaggio viticolo che abbia mai visto in vita mia. Immaginate un vastissimo arazzo, spesso e folto, arricciato e frastagliato, tutto sulle tinte fondamentali di un rosso acceso e violentissimo, con infinite sfumature che vanno dal marrone al violetto, dal cremisi allo scarlatto, dal fragola al rosa al giallo, con spruzzi di verde. Ma l’arazzo, oltre che denso di colori, appare fermamente costruito, secondo disegni visibilissimi, organici, funzionali: circoli, volute, serpentine parallele, che hanno lo scopo di sfruttare al massimo le concavità e le convessità, gli avvallamenti e i pronunciamenti del terreno, in rapporto all’arco che percorre il sole dall’alba al tramonto. Ne risulta una scenografia fantastica, liberamente geometrica, ma anche massiccia, di una strana violenza pittorica. Se si pensa alle vaste e blande circonvoluzioni sui colli veneti, toscani e piemontesi, la conca di Pornassio suggerisce qualcosa di più vigoroso e più vivo, qualcosa di ultimo e di eroico. L’amore degli uomini per la vigna, in tutto il mondo, non può fare di più</em>”.</p>
<p>Queste righe rivelatrici, questa “Stimmung”, questa disposizione d’animo che l’accompagnò lungo tutta la sua esistenza, non furono forse estranee nemmeno alla scelta di trascorrere lunghi periodi nella lericina <strong>Tellaro</strong> (a pochi km da Spezia), borgo fortificato con chiesina ed uliveti, gheriglio di carruggi di pescatori, a picco sulle risacche, dove dalle cucine spira sempre un odore inebriante <strong>di acciughe, di polpo lesso con patate e olive, e di focacce dolci, immancabili a Natale</strong>. Mario Soldati lo definì, quel paesino, “<em>un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde</em>”, beandosi di quell’atmosfera calma e luminosa che induce a meditare, a ricordarsi di se stessi, della nostra vita che scorre fra le altrui, magari davanti ad un bicchiere prezioso di <strong>Sciacchetrà</strong>, il magico e celeberrimo passito delle Cinque Terre.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Dies solis invicti</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2022 15:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E’ in edicola, fresco fresco di stampa, il numero 32 di LiguriaFood, il magazine bimestrale edito dal savonese Sabatelli. Fra i numerosi pezzi interessanti, vi segnalo il contributo di Luisa Puppo a p. 12, “Foodbloggers, vi presento Genova”, in cui l’autrice, 25 anni di consulenze e formazione nel turismo, racconta come presentare agli ospiti internazionali ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/dies-solis-invicti/">leggi tutto</a></p>
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Fra i numerosi pezzi interessanti, vi segnalo il contributo di <strong>Luisa Puppo a p. 12, “Foodbloggers, vi presento Genova”</strong>, in cui l’autrice, 25 anni di consulenze e formazione nel turismo, racconta come presentare agli ospiti internazionali una città ancora underrated (sottovalutata)… Una città che qualche anno fa fu definita su <em>Newsweek</em> dalla scrittrice statunitense Frances Mayes “magnifica città di contrasti” e che ora compare tra i protagonisti nella nuova stagione della fortunata serie televisiva “Searching for Italy”, prodotta dalla CNN e condotta dal simpaticissimo attore Stanley Tucci.<br />
Per quanto attiene al sottoscritto, <strong>da p. 46 potrete leggere “A Levante profumo di feste”</strong>, un approfondito report natalizio tra le Cinque Terre e La Spezia seguendo i riti di fine anno, dal presepe di Manarola  del compianto Mario Andreoli alle spungate di Sarzana, dai crozeti ai cincin con un tulipanino di mitico Sciacchetrà, passando attraverso qualche breve immensa lirica di <strong>Eugenio Montale</strong>, poeta premio Nobel, che era nato sì in corso Dogali a Genova (una targa lo ricorda), ma trascorreva lunghi periodi nella villa di famiglia a <strong>Monterosso</strong>, la “pagoda giallognola” con le due palme, a un passo da Punta Mesco…<br />
Buona lettura, dunque!<br />
E&#8217; ormai la Vigilia, e a tutti gli amici di Ligucibario® i migliori auguri per un felice Natale, e per un 2023 ricco di salute, pace, lavoro, e serenità.<br />
E se vi piace seguire quel che realizziamo, commentiamo, progettiamo&#8230;, <strong>regalatevi qui un’iscrizione alla nostra newsletter, è gratuita ed ogni settimana vi aggiornerà sulle news</strong>… Vi aspetto.</p>
<p>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 3</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 09:31:15 +0000</pubDate>
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<p>I libri di Umberto Curti. 3</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La vigna e la vinificazione. Vini DOC e IGT liguri</em>, ed. Ilmiolibro self p., Roma, 2010</strong><br />
Questa &#8220;dispensa&#8221; – dedicata da Umberto Curti agli appassionati, e soprattutto ai giovani &#8211; origina da una riflessione:  l’Italia è una delle grandi patrie del vino eppure ancora poche sono le persone che compiutamente dedicano un po’ del loro tempo a conoscere questo straordinario dono della natura e del lavoro dell’uomo, così che in genere si beve malino, o inconsapevolmente, privilegiando quantità e pseudo-risparmi rispetto alla qualità (il che del resto avviene anche col cibo)… Eppure l’Italia vanta circa 35 DOCG – sono tali i vini di particolare pregio già insigniti della DOC da almeno 5 anni &#8211; e circa 315 DOC, un contesto in cui Piemonte, Veneto e Toscana recitano ruoli da protagonista anche a livello internazionale. Le prime DOCG risalgono al 1980 (Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano), il primo bianco fu l’Albana di Romagna, denominato nel corso del 1987. Sono dunque quarant’anni che le produzioni nazionali migliorano ogni giorno di più, consentendo al mercato scelte per tutti i gusti e tutte le tasche, ma all’insegna della qualità. Anche la viticoltura eroica della Liguria ha in un cinquantennio fatto passi da gigante, basti pensare alle produzioni del Ponente (Rossese, Vermentino, Pigato…ma anche Granaccia e Lumassina), ai &#8220;nuovi&#8221; Ormeasco, all&#8217;impegno migliorativo della Val Polcevera, ai vini delle Cinque Terre fra cui l’inarrivabile passito Sciacchetrà, alla DOC Colli di Luni che tanto ha investito in idee e tecnologie. Ma la Liguria, salvo rare eccezioni, scarseggia di comunicatori, di opinion maker e di chef capaci di “varcare” i confini locali, e il vino rischia di rimanere un sapere iniziatico da setta esoterica. Anche in tal senso Ligucibario si prefigge qualcosa di nuovo e di diverso, affinché il nettare di Dioniso/di Bacco (anche le bottiglie più prestigiose) diventi un piacere maggiormente condiviso e condivisibile. Bevete vini, non etichette! Buona lettura e buon bicchiere a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Natale regala Liguria</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 11:02:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_4368.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19999" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_4368-300x200.jpg" alt="IMG_4368" width="300" height="200" /></a></p>
<p>A Natale regala Liguria</p>
<p>Manca un mese a <strong>Natale</strong> e, se non volete implorare un esausto commesso dinanzi alla saracinesca come nella canzone “<em>Baffo Natale”</em> di Elio e le storie tese: <em>“Provo a non ridurmi all’ultimissimo momento /Ventiquattro sera, diciannove e ventinove /Negoziante, stai chiudendooo?”,</em> è ora di pensare ai regali, anche per confortarci un po’ di quel che purtroppo stiamo vivendo.<br />
Talvolta mancano tempo ed idee, si sa, o si suol dire, e si cede all’inerzia di regalare l’ennesimo pigiama –per carità se continua l’<em>andazzo-lockdown</em> dovremo rivedere tutti il nostro guardaroba e farà senz’altro comodo un’altra vestaglia da camera… &#8211; ma speriamo tutti in un futuro migliore, sì, <em>sotto sotto</em> lo desidererà anche il più <em>Grinch</em> dei vostri parenti.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_20201125_112642.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20009" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_20201125_112642-240x300.jpg" alt="dav_soft" width="240" height="300" /></a>Nel 2019 (dati raccolti tra l’altro da Coldiretti e Codacons) gli acquisti di alcuni articoli “natalizi” da parte delle famiglie italiane erano leggermente scesi rispetto all’anno precedente (-2%), viceversa in controtendenza (+ 3%) il settore alimentare. Non solo le famiglie italiane scelsero di acquistare cibi, bevande e dolci tipici delle festività, ma tra questi si rafforzava un’inclinazione verso il “<strong>made in Italy</strong>”.<br />
Io, a mia volta, pensando al Natale (<a title="umberto curti antico pranzo natale genova" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pranzo-di-natale/" target="_blank">clicca qui</a> per gli antichi pranzi) ho voluto ancor più estremizzare questa tendenza, e la lista-idee che seguirà è tutta <em>made &amp; from Liguria. </em>Parafrasando una nota frase che trionfa sui social “nessun cestino di Natale è stato maltrattato per scrivere questo articolo”.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/DSCN1124.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20002" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/DSCN1124-225x300.jpg" alt="DSCN1124" width="225" height="300" /></a>Iniziamo subito raccogliendo (presumo) il consenso di tutti: l’<strong>olio extravergine di oliva</strong>. Lo sapevate che la Liguria è stata la prima regione italiana ad ottenere il riconoscimento europeo di <strong>D</strong>enominazione di <strong>O</strong>rigine <strong>P</strong>rotetta <strong>D.O.P.</strong> per la suo produzione? E allora perché non donare una pregiata bottiglia di <em>oro mediterraneo</em>?, oppure, sempre in tema, un vasetto di olive (intere o denocciolate) o un<strong> paté di olive</strong> (la cultivar <em>taggiasca</em> è la varietà più rinomata a livello regionale e fors’anche nazionale). Le proprietà benefiche di un buon extravergine sono riconosciute a livello medico e mondiale, essendo alla base della <em>dieta mediterranea</em> – da 10 anni <strong>patrimonio dell’umanità Unesco </strong>(<a title="umberto curti dieta mediterranea" href="https://www.ligucibario.com/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco/" target="_blank">clicca qui</a> per approfondimenti).<br />
Sempre in termini di cibi sani e locali, ma in questo caso sicuramente meno noti, ultimamente ho letto molto &#8211; sia web sia giornali specializzati &#8211; sulle proprietà dello <em>yuzu</em> (agrume fortemente aromatico originario dell’Asia orientale), considerato “addirittura” un superfood (termine di marketing più che medico?…), così mi sono detta perché non considerare tale, e regalare, il <strong>chinotto di Savona,</strong> che si può trovare sciroppato o in decine di golose declinazioni: coperto di cioccolato fondente, lavorato in marmellate, in mostarda (da formaggi)&#8230;<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/331.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20001" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/331-225x300.jpg" alt="331" width="225" height="300" /></a>Per dare alle festività ancora una piccola (ultima, promesso) connotazione vagamente salutistica mi piacerebbe poi sostituire i <em>marrons glacés</em> con le altrettanto nobili e meno caloriche <strong>castagne essiccate nei tecci di Calizzano e Murialdo (SV),</strong> ma avrete presto modo di autosabotare i vostri propositi <em>light</em> utilizzandole come ingrediente d’ipercalorici manicaretti (l’amico Umberto Curti mi segnalava zuppe con fagioli, tortelli &#8220;capaltaz&#8221; alla romagnola, arrosti…).<br />
Per i palati più delicati, e le amiche che si cimentano nella pasticceria, suggerisco poi l’<strong>acqua di fiori d’arancio amaro</strong> di Vallebona (IM), o lo <strong>sciroppo di rose</strong>, specialità del Genovesato, valle Scrivia in particolare.<br />
Per chi invece preferisca un dolce già pronto, in Liguria troverete in – quasi &#8211; tutte le panetterie e pasticcerie la variante del lievitato per eccellenza: il <strong>pandolce genovese </strong>incartato a festa, e malgrado molti credano il contrario la versione più antica è proprio quella più alta, lievitata col crescente (<a title="umberto curti pandolce genovese" href="https://www.ligucibario.com/pandolcegenovese/" target="_blank">clicca qui</a> per saperne e &#8220;vederne&#8221; di più). Ma, sempre a produzione artigianale, vi verranno proposte altre numerose specialità quali le <strong>spungate di Sarzana</strong> (<a title="umberto curti spungata di sarzana" href="https://www.youtube.com/watch?v=zveauf5iTEE" target="_blank">clicca qui</a>!) che sfamarono pellegrini e viandanti lungo la Francigena, gli <strong>amaretti di Sassello, i baci di Alassio, i</strong> <strong>biscotti del Lagaccio</strong>, i <strong>canestrelletti di Torriglia, gli anicini…, </strong>delizie che ben si associano ai momenti di convivio, abbinate magari ad una bottiglia di passito <strong>Sciacchetrà</strong> dell’eroica DOC Cinque Terre, vigneti verticali e fasce sostenute da muretti a secco (a proposito di patrimoni Unesco&#8230;).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/245.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20000" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/245-300x225.jpg" alt="245" width="300" height="225" /></a>Se preferiamo invece inserire nel “cestino natalizio” qualcosa di salato simile ad un <em>kit di primi piatti tipici,</em> troveremo in negozi e gastronomie i <strong>ravioli</strong>, i <strong>corzetti </strong>(ne esistono due tipi, quelli della val Polcevera e quelli stampati del Levante), <strong>trofie</strong> o <strong>mandilli de saea,</strong> e non mancano le relative salse e sughi in vasetto (<strong>noci, pesto, töccö</strong>…). I liguri più tradizionalisti non rinunceranno, ovviamente, ai <strong>maccheroni/natalini</strong> (da gustare poi in brodo).<br />
Per finire l’appetitoso elenco, perché non scegliere anche una (o più) bottiglie tra le numerose produzioni dei <strong>birrifici artigianali</strong> <strong>liguri</strong> (se ne contano decine!), che peraltro ben sposano anche alcuni piatti della tradizione (<a title="umberto curti abbinamento birre" href="https://www.ligucibario.com/menu-pasqua-genova-abbinamento-birre/" target="_blank">clicca qui</a> se ami &#8220;giocare&#8221; con gli abbinamenti anche &#8220;oltre confine&#8221;&#8230;).<br />
L’alternativa “non commestibile” non è da meno, i <strong>prodotti artigianali della Liguria</strong> perfetti come regali annoverano, per chi ami cercare il meglio: le <strong>ceramiche e le maioliche</strong> (Albissole e Savona), <strong>i pizzi, damaschi e <em>macramè</em></strong> (Riviera di Levante e Val Fontanabuona), il <strong>vetro</strong> (Altare), l’<strong>ardesia</strong> (Val Fontanabuona), la <strong>filigrana</strong> (Campo Ligure); le <strong>sedie </strong>(Chiavari); oggetti in <strong>ferro e ferro battuto</strong> (Masone, Sarzana, Pieve di Teco)….<br />
Ed eccoci però arrivati alla nota dolente, ora che abbiamo visto quanto di bello e buono propongano le aziende liguri, così come le più piccole botteghe, auspichiamo che si adeguino maggiormente, se non l’hanno già fatto, al mercato, poiché (sempre dati alla mano) il commercio elettronico è in <strong>esplosiva e costante crescita</strong> in tutto il mondo e anche in Italia, pertanto “aprirsi” alle vendite online non è più da considerarsi come fantascienza o peggio, nell’intrinseco atteggiamento ligure, come punizione, bensì piuttosto come un’opportunità per raggiungere vecchi e nuovi clienti, anche lontanissimi. Nel 2004 fatturava 1,6 miliardi, nel 2018 più di 40, nel 2020 supererà i 60&#8230; L’e-commerce <strong>dovrà nel 2021 diventare anche per queste piccole aziende liguri un obiettivo primario</strong>, per non rimanere tagliate fuori dal business e dall’internazionalizzazione; la pandemia e la conseguente impossibilità di uscire per acquisti ha infatti solo accelerato un processo già in atto da almeno dieci anni, non a caso dati del 2019 posizionavano “Amazon” come leader tra le piattaforme <em>di e-commerce</em> con un fatturato di circa 233 miliardi di dollari… Mi consola, tuttavia, vedere che sul web, digitando &#8220;e-commerce di prossimità&#8221; o formule analoghe, finalmente s&#8217;incontrano anche molte micropiattaforme &#8220;di quartiere&#8221;, negozi &#8211; sovente vicini &#8211; che si sono &#8220;federati&#8221; per ricevere ordini, e consegnare la spesa, tramite messaggi mail o whatsapp&#8230; Vai così e Buon Natale, Liguria!<br />
Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/foto-pi---grossa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19998" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/foto-pi---grossa-241x300.jpg" alt="fbt" width="241" height="300" /></a></p>
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