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	<title>Ligucibario &#187; Made in Italy</title>
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		<title>Assaggiatori di Genova 2026: cultura gastronomica in città</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un nuovo ciclo di incontri dedicato alla storia e alla tradizione gastronomica genovese. Un progetto di divulgazione culturale radicato nel territorio che il prossimo autunno torna alla Biblioteca Civica Saffi di Genova con Assaggiatori di Genova 2026, ideato dallo storico dell’alimentazione Umberto Curti (Ligucibario®). Cultura gastronomica e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggiatori-di-genova-2026/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26669" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059.jpg"><img class="size-medium wp-image-26669" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059-300x219.jpg" alt="farinata di ceci" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">farinata di ceci</p></div>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/assaggiatori-di-genova-2026-IG.png"> </a></p>
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<p><em>Un nuovo ciclo di incontri dedicato alla storia e alla tradizione gastronomica genovese. Un progetto di divulgazione culturale radicato nel territorio che il prossimo autunno torna alla Biblioteca Civica Saffi di Genova con Assaggiatori di Genova 2026, ideato dallo storico dell’alimentazione <a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti (Ligucibario®)</a>.</em></p>
<h2>Cultura gastronomica e consapevolezza alimentare</h2>
<p>Assaggiatori di Genova è un’iniziativa dedicata all’approfondimento dell’identità gastronomica della città, curata da Umberto Curti, docente, divulgatore e autore di studi sulla <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia della cucina ligure</a> e sul turismo esperienziale.</p>
<p>Il format del progetto si articola in un ciclo di gustincontri tematici che mettono al centro storia e simboli della tradizione genovese. L’approccio unisce narrazione storica, analisi delle pratiche alimentari e valorizzazione del patrimonio immateriale, trasformando l’ascolto e l’approfondimento in strumenti di conoscenza attiva.</p>
<p>Accanto a Umberto Curti, nell’<a href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-un-viaggio-fra-tradizione-cultura-e-sapori" target="_blank">edizione 2025 di Assaggiatori di Genova</a>, Mara Fiorese, medico di medicina generale, ha contribuito con spunti di educazione alimentare, costruendo un dialogo tra cultura gastronomica e consapevolezza nutrizionale.</p>
<h2>Public history e cibo: raccontare comunità, territorio e scelte consapevoli</h2>
<p>Attraverso l’attività di ricerca, formazione e divulgazione, Umberto Curti da sempre pone il cibo al cuore della public history, strumento per raccontare territori, tradizioni, legami culturali e storie di comunità.</p>
<h3>Cosa è la public history? Come si applica al cibo?</h3>
<p>La public history non si limita a studiare il passato, ma lo rende accessibile e utile al pubblico, trasformando conoscenze storiche in strumenti per comprendere culture, territori e pratiche quotidiane. La <a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">public history al servizio di cibo e alla salute</a>, permette di narrare le tradizioni gastronomiche come storie di comunità e memoria condivisa, valorizzando il territorio e promuovendo scelte alimentari consapevoli.</p>
<h3>Storia del cibo, identità locale e buonessere</h3>
<p>In questo modo, la storia del cibo (l&#8217;<a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/" target="_blank">etnogastronomia</a>) diventa uno strumento per educare, informare e valorizzare le identità locali, aiutando a comprendere il legame tra ciò che si mangia e il benessere. Conoscere l’origine e il ruolo culturale degli alimenti contribuisce a preservare il patrimonio gastronomico e a promuovere stili di vita più sani, unendo memoria, cultura e responsabilità e mostrando come ciò che portiamo in tavola sia parte di una storia più ampia, che riguarda la comunità e le generazioni future.</p>
<h2>Assaggiatori di Genova 2026, i nuovi protagonisti</h2>
<p>Visto il grande successo di pubblico della prima edizione di “Assaggiatori di Genova”, come Ligucibario® abbiamo deciso – in piena sinergia con la Biblioteca civica Saffi di Genova Molassana – di programmare una seconda edizione (Assaggiatori di Genova 2026), che prenderà il via giovedì 22 ottobre alle 17.00 e proseguirà poi il 5 e il 19 novembre, fino al 3 dicembre. Tutti gli incontri saranno di nuovo a ingresso libero.</p>
<p data-start="770" data-end="1128">Anche quest’anno, ogni conferenza sarà arricchita da contenuti extra e suggerimenti videobibliografici, già apprezzati nella prima edizione. Al termine del ciclo, i partecipanti più assidui riceveranno la “Pergamena” di partecipazione, simbolo dell’impegno e della passione per la cultura gastronomica locale, che nel 2025 aveva riscosso grande favore.</p>
<p data-start="1130" data-end="1511">Continuando sulla scia del progetto originale, il ciclo si conferma un’occasione per approfondire<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank"> la cucina e la cultura gastronomica genovese</a>. Ogni appuntamento sarà dedicato a un elemento simbolo della tradizione ligure, proponendo un percorso che ne racconta storia, tradizioni e significati, unendo divulgazione culturale, partecipazione e radicamento nel territorio.</p>
<h2>Il progetto culturale dietro Assaggiatori di Genova</h2>
<p>Assaggiatori di Genova è un format di divulgazione culturale ed etnogastronomica, che assume il cibo non già come semplice occasione conviviale, bensì come documento storico, traccia viva di civiltà, linguaggio identitario.</p>
<p>Nasce da qui l’idea: portare la storia dell’alimentazione fuori dai perimetri accademici, e restituirla a luoghi che della conoscenza fanno pratica quotidiana. La biblioteca, in tal senso, non è cornice ma sostanza; spazio naturale in cui il racconto può dispiegarsi, e il cibo trasformarsi in strumento di lettura culturale.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/NAR6zYa8bJ4?si=NsH9PzoEnGl-O4eY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il contributo video, realizzato dal <a href="https://www.bibliotechedigenova.it/evento/26712" target="_blank">Comune di Genova &#8211; Biblioteche di Genova</a>, restituisce l’iniziativa nella sua dimensione visiva ed esperienziale. La rassegna Assaggiatori di Genova 2026 è stata inoltre raccontata anche su <a href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-2026-cultura-gastronomica-tra-storia-e-tradizione" target="_blank">Visit Genoa</a>, portale ufficiale del Comune di Genova. Ma il senso più profondo risiede altrove: nell’idea che ogni ingrediente, ogni gesto del fare culinario, ogni preparazione, siano strumenti per leggere la storia e l’identità di un territorio.</p>
<p>Assaggiare, dunque, non nel senso comune del termine, ma come esercizio di comprensione. Un modo – forse tra i più immediati e coinvolgenti – per accostarsi al genius loci e riconoscere, dentro ciò che osserviamo e ascoltiamo, le stratificazioni di una storia che ancora ci appartiene.</p>
<p>Partecipare ad Assaggiatori di Genova significa, in questa prospettiva, entrare in un percorso di interpretazione e scoperta, non di degustazione.</p>
<h3>Quattro icone della cultura gastronomica genovese e ligure</h3>
<p>Le 4 portate che scandiranno Assaggiatori di Genova 2026 sono la farinata, i ravioli, lo stoccafisso e il castagnaccio. Ovvero risorse della gastronomia tradizionale che permettono viaggi in qualche modo antropologici dentro la storia delle comunità. Ed in tal senso la Liguria inscrive nel made in Italy più autentico i propri muretti a secco, la dieta in gran parte mediterranea, gli street food che connotano tante sciamadde e carruggi, ma anche le interazioni non solo economiche con l’altrove (ecco lo stoccafisso) e la cultura dell’Appennino che tuttora abita gli entroterra (ecco il castagnaccio). <a href="https://www.ligucibario.com/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco/" target="_blank">Genova, cucina di bordo, di porto, dell&#8217;orto</a>.</p>
<h3>La farinata: storia, leggenda e sapori mediterranei nei carruggi</h3>
<p>La <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/farinata-di-ceci/" target="_blank">farinata di ceci</a>, conosciuta dai romani come scribilita, è legata a una leggenda secondo cui i prigionieri pisani, dopo la vittoria genovese alla Meloria, si sarebbero nutriti con farina di ceci mescolata all’acqua di mare e cotta al sole sugli scudi. Alimento semplice e quasi mono-ingrediente, adatto anche ai celiaci, è uno dei principali cibi di strada della città, legato alla tradizione dei fainotti e delle sciamadde.</p>
<h3>I ravioli genovesi: sapori e tradizioni delle feste</h3>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-carne-o-di-magro-col-tocco/" target="_blank">Ravioli alla genovese</a>. Preparati anche con verdure ed erbe spontanee come la borragine e accompagnati dal “töccö”, sugo di carne cotto lentamente, i ravioli rappresentano a Genova il piatto delle feste, spesso legato al periodo natalizio. La combinazione tra ripieno e condimento ne fa un piatto centrale nella tradizione cittadina.</p>
<h3>Lo stoccafisso: un viaggio dalla Norvegia alle tavole genovesi</h3>
<p>Lo stoccafisso, gadus morhua scoperto nel Quattrocento alle isole Lofoten da un mercante veneziano, racconta un percorso che unisce commercio e cultura. Il gadus morhua essiccato prende il nome di stoccafisso, sotto sale diventa baccalà. A Genova lo <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/stoccafisso-accomodato/" target="_blank">stoccafisso</a> è da secoli parte della tradizione gastronomica, con preparazioni diffuse come lo stoccafisso accomodato.</p>
<h3>Il castagnaccio: memoria dell’Appennino ligure e civiltà del castagno</h3>
<p>Il <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnaccio-pattunn-a-in-val-fontanabuona/" target="_blank">castagnaccio</a> richiama la cultura dell’Appennino e la civiltà del castagno, fondata sull’uso completo delle risorse. Nato come polenta di farina di castagne, oggi è arricchito con pinoli, scorze d’arancia e aromi. Diffuso con nomi diversi tra Liguria e Toscana, rappresenta un esempio di trasformazione di ingredienti semplici in una preparazione strutturata.</p>
<h3>Assaggiatori di Genova 2026: location, calendario e partecipazione</h3>
<p>Gli incontri di “Assaggiatori di Genova 2026” si terranno presso l’Auditorium del Municipio IV Media Val Bisagno, secondo il seguente calendario:</p>
<ul>
<li>Giovedì 22 ottobre, ore 17:00 – La farinata</li>
<li>Giovedì 5 novembre, ore 17:00 – I ravioli alla genovese</li>
<li>Giovedì 19 novembre, ore 17:00 – Lo stoccafisso</li>
<li>Giovedì 3 dicembre, ore 17:00 – Il castagnaccio</li>
</ul>
<p>La partecipazione è gratuita.<br />
Come già scritto. al termine di Assaggiatori di Genova 2026, ai partecipanti che avranno preso parte a tutti gli incontri verrà consegnata una pergamena attestante la partecipazione e il riconoscimento simbolico del titolo di “Assaggiatore di Genova”, a testimonianza della competenza acquisita e della passione per la cultura gastronomica locale.</p>
<p>Cari Amici di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, so di avervi scatenato l’acquolina in bocca.<br />
A tempo debito s’apriranno le iscrizioni, e so che molte persone presenti alla prima edizione saranno nuovamente con noi…</p>
<p>Grazie, buon appetito e buona Liguria a tutti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info[at]ligucibario.com</p>
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		<title>Gelato e cioccolato</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 09:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Estate, sinonimo di gelato, di carapine e palette, di passeggiate sui lungomari&#8230; Genova e la Liguria vantano come noto belle tradizioni (personalmente mi sono occupato di pànera anche in collaborazione col Comune di Genova, link qui), ma in tale àmbito, ancora una volta, è importante per il ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gelato-e-cioccolato/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/semifreddo-amaretto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26364" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/semifreddo-amaretto-298x300.jpg" alt="semifreddo amaretto" width="298" height="300" /></a></p>
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<p>Estate, sinonimo di gelato, di carapine e palette, di passeggiate sui lungomari&#8230;<br />
Genova e la Liguria vantano come noto belle tradizioni (personalmente mi sono occupato di pànera anche in collaborazione col Comune di Genova, <a title="panera genova" href="https://www.youtube.com/watch?v=UsCfVFulAlA" target="_blank">link qui</a>), ma in tale àmbito, ancora una volta, è importante per il consumatore e il gourmet &#8220;volersi bene&#8221; e scegliere qualità.<br />
Ai miei corsisti, peraltro, ripeto sempre di &#8220;testare&#8221; anzitutto gusti come il fiordilatte, di verificare le liste degli ingredienti (se sono tanti e quello &#8220;chiave&#8221; &#8211; ad es. il latte nel fiordilatte&#8230; &#8211; non è tra i primi qualcosa non quadra), di premiare la naturalità, di evitare produzioni ove abbondano latte in polvere, additivi, addensanti, coloranti, grassi idrogenati&#8230; Un gelato ipercolorato, e quasi stucchevole quanto a grassi e dolcezza, è un&#8217;offesa al made in Italy.<br />
La semplicità &#8211; per converso &#8211; è sovente indizio di accuratezza, anche nella scelta delle materie prime: bando agli esotismi e alle mode passeggere.<br />
Qualche tempo fa un locale mi ha servito proprio un fiordilatte &#8220;sovrastato&#8221; da cioccolata calda, purtroppo non delle migliori.<br />
Mi è tornata alla memoria mia madre, primi anni &#8217;70 del secolo scorso, che con un pentolino e pochi ingredienti preparava miracoli di merende &#8211; easy ed economiche &#8211; a me e ai miei amichetti.<br />
Per la cioccolata calda &#8211; squisita anche d&#8217;estate, cogliendo l&#8217;attimo giusto &#8211; occorre anzitutto un buon cacao e del buon cioccolato (al latte), lo zucchero non dovrebbe di solito superare il 15% del cacao.<br />
Per 4 persone bollite circa 600 ml di latte intero, aggiungete 60 g di cacao amaro e 30 di zucchero (che avrete già mischiato) e infine 120 g di cioccolato ridotto a pezzetti. Mescolare sempre e bene, e con un po&#8217; di pazienza ed esercizio non sarà difficile ottenere quella consistenza densa che davvero poi seduce tutti (non dovrebbe occorrervi maizena)&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Giornata del made in Italy</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 09:31:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile si celebra (dal 2024) la cosiddetta Giornata del made in Italy.  Questa iniziativa mira a promuovere le eccellenze del nostro Paese attraverso eventi, mostre e iniziative di comunicazione. Ma cosa significa realmente &#8220;Made in Italy&#8221; e perché è così fondamentale per la nostra identità culturale e economica? Made in Italy? Sebbene il ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giornata-del-made-in-italy/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/giornata-del-made-in-italy/">Giornata del made in Italy</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/04/giornata-del-made-in-italy-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25995" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/04/giornata-del-made-in-italy-1-300x251.jpg" alt="Giornata del Made in Italy" width="300" height="251" /></a>Il 15 aprile si celebra (dal 2024) la cosiddetta Giornata del made in Italy.  Questa iniziativa mira a promuovere le eccellenze del nostro Paese attraverso eventi, mostre e iniziative di comunicazione. Ma cosa significa realmente &#8220;Made in Italy&#8221; e perché è così fondamentale per la nostra identità culturale e economica?</p>
<h2>Made in Italy?</h2>
<p>Sebbene il &#8220;liceo del made in Italy&#8221; (92 istituti in Italia di cui 3 in Liguria) paia sinora un&#8217;idea con le gambe corte, la Giornata del made in Italy è una stimolante occasione per ragionare di eccellenze nostrane e &#8211; purtroppo &#8211; di contraffazione (&#8220;Italian sounding&#8221; eccetera eccetera).<br />
Certamente l&#8217;Italia è stata ed è celeberrima per alcuni settori quali l&#8217;abbigliamento, l&#8217;enogastronomia, l&#8217;arredo e design, la meccanica.<br />
Questi settori non generano solo un&#8217;importante fonte di reddito. Vantiamo infatti un &#8220;effetto Paese&#8221;, vantiamo &#8220;filiere&#8221; che originano indietro nei secoli, da quelle corporazioni di artieri &#8211; sovente famiglie che si tramandavano i saperi &#8211; di cui Richard Sennett ha parlato in un magnifico saggio, ma di cui anche Ligucibario® si è nel tempo assai occupato.</p>
<h2>Giornata del Made in Italy e Made in Liguria</h2>
<p>La Liguria, in particolare, è un esempio straordinario di come il Made in Italy si manifesti a livello locale. Il made in Liguria stesso, infatti, sciorina artigianati da tutelare e promuovere senza sosta (filigrana, ceramica, vetro&#8230;), food&amp;wine &#8220;certificato&#8221; (2 DOP e 3 IGP), biodiversità, tradizioni e botteghe storiche che compongono ancora una volta un genius loci millenario e distintivo tanto agli occhi del turismo consapevole quanto dei gourmet e dei <em>quality seekers</em>. Ho dedicato ampio spazio all&#8217;argomento anche nel mio volume <a href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank"><em>Libro bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts</em></a>.</p>
<h2>L&#8217;antitesi della massificazione: la storia nei nostri prodotti</h2>
<p>Nella Giornata del Made in Italy vale la pena riflettere su come questi beni a pieno titolo culturali rappresentino l&#8217;antitesi del prodotto seriale, massificato, anonimo, o nei casi peggiori falsificato. Un&#8217;alternativa valida e preziosa ai beni seriali e spesso privi di identità.<br />
Narrano storie, legami con il territorio, le persone e le tradizioni. In un&#8217;epoca di globalizzazione e omologazione, queste storie diventano un valore aggiunto, capace di attrarre consumatori sempre più consapevoli<br />
E, innegabilmente, vivificano quartieri e strade.</p>
<h2>L&#8217;antropocene e le sfide del futuro</h2>
<p>Viviamo una stagione storica spartiacque &#8211; l&#8217;antropocene &#8211; non solo dal punto di vista ambientale (inquinamento, climate change&#8230;). Accelerazioni tecnologiche, deregulation brutali, pandemie ed altro stanno mettendo a rischio economie (dunque comunità) che fino a ieri sembravano consolidate, e provocando la chiusura di molte attività (circa la <a href="https://www.ligucibario.com/ho-visto-cose-che-voi-umani/" target="_blank">crisi del commercio a Genova</a> leggimi qui).</p>
<p>La Giornata del made in Italy può dunque, aldilà delle retoriche, valere come spunto per indirizzare meglio molti consumi e sensibilizzare le nuove generazioni (prima che sia troppo tardi). Un&#8217;importante occasione per educare i giovani sul valore delle nostre tradizioni e sull&#8217;importanza di preservare il nostro patrimonio culturale.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>11 febbraio &#8220;Caramella day&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 13:31:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’11 febbraio ricorre, fortemente voluto dall’Unione Italiana Food, il “Caramella day”. Una novità per l&#8217;Italia (negli USA si celebra da una cinquantina d&#8217;anni). E una specifica ricerca di mercato ha mostrato quanto – tuttora e sempre &#8211; questa gloria anche made in Italy abiti il cuore dei consumatori… Perché nacquero le caramelle? Perché attraverso i ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/11-febbraio-caramella-day/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25382" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/CARAMELLA-DAY.jpg"><img class="size-medium wp-image-25382" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/CARAMELLA-DAY-300x251.jpg" alt="caramella day" width="300" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">caramella day</p></div>
<p>L’11 febbraio ricorre, fortemente voluto dall’Unione Italiana Food, <strong>il “Caramella day”. Una novità per l&#8217;Italia</strong> (negli USA si celebra da una cinquantina d&#8217;anni).</p>
<p>E una specifica ricerca di mercato ha mostrato quanto – tuttora e sempre &#8211; questa gloria anche <em>made in Italy</em> abiti il cuore dei consumatori…</p>
<p>Perché nacquero le caramelle? Perché attraverso i secoli s’affermò un ramo della confetteria che realizzava ampi “cataloghi” di squisitezze a base di zucchero: zuccheri cotti, caramelle, praline, torroni, pastiglie, fondants e vari bonbons. I laboratori in tal senso prosperarono.</p>
<p>Ecco poi (anche in Liguria), sin dalla prima metà del ‘900, sempre maggiori proposte di pumeletti (bottoncini) alle viole, tavolette danesi, caramelle frizzanti, tripolini (omaggio a vittorie fasciste), ginevrine e ginevroni, confetti, pescetti di liquerizia, anicini…</p>
<p>Ripenso del resto alla mia adolescenza: e difficile, in effetti, era possedere un cuore “immune” ai richiami gastro-sentimentali<strong> delle rosse Rossana, delle vivacissime Charms, delle Polo col loro buco circondato di menta, delle succose “mou” di Elah, delle Golia alla liquirizia, delle Ambrosoli ripiene di miele, delle Galatine al latte, delle “eucalipto” di Lavagetti…</strong></p>
<p>Al cinema, ça va sans dire, un costante rituale ne polverizzava intere confezioni, specialmente le gommose alla frutta.</p>
<p>Due anni fa, non a caso, costruii per la rivista “LiguriaFood” un dettagliato articolo in cui percorrevo le produzioni liguri, tra nostalgia ed avvenire, tra belle storie d’impresa e sperimentazioni di sapori e confezioni. Ecco dunque il link diretto <a href="https://www.liguriafood.it/2023/06/30/caramelle-dolce-liguria-saudade-presente/">https://www.liguriafood.it/2023/06/30/caramelle-dolce-liguria-saudade-presente/</a> per i lettori di Ligucibario® che desiderino approfondire il tema.</p>
<p>Buone caramelle a tutti, magari oggi dando la preferenza alle cosiddette “funzionali”, ovvero balsamiche, arricchite di vitamine, sugar free…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La storia dell&#8217;enogastronomia, indagare le fonti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 08:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Storia dell&#8217;enogastronomia, serve una validazione più scientifica. Come avviene per la storia “ufficiale” (e la storia dell’arte, e l’archeologia, e…), anche la narrazione storica dell’enogastronomia non è disciplina proprio per tutti. E deve sempre basarsi – grazie alla paleobotanica, alle citazioni letterarie ecc. &#8211; sull’indagine rigorosa delle “fonti” (talora le poche o pochissime di cui ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-storia-dellenogastronomia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23603" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/DSCN1137.jpg"><img class="size-medium wp-image-23603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/DSCN1137-300x278.jpg" alt="teglia di focaccia di recco col formaggio" width="300" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">teglia di focaccia di recco col formaggio</p></div>
<p><em>Storia dell&#8217;enogastronomia, serve una validazione più scientifica. Come avviene per la storia “ufficiale” (e la storia dell’arte, e l’archeologia, e…), anche la narrazione storica dell’enogastronomia non è disciplina proprio per tutti. E deve sempre basarsi – grazie alla paleobotanica, alle citazioni letterarie ecc. &#8211; sull’indagine rigorosa delle “fonti” (talora le poche o pochissime di cui disponiamo).</em></p>
<p>In un tempo nel quale un po&#8217; tutti sono ormai critici gastronomici, guru, recensori e cucinologi, diventa arduo destreggiarsi nel mare magnum delle riviste, del web e dei social e discernere i contenuti di qualità, separando – per così dire – il  grano dal loglio.</p>
<h2>Storia dell&#8217;enogastronomia: tra sviste e leggende&#8230;</h2>
<p>Tutti sanno tutto, tutti vogliono dire la propria su tutto (in barba a Wittgenstein?…).</p>
<p>Non pochi “<strong>articoli</strong>” tuttavia contengono <strong>sviste</strong>, o spacciano <strong>leggende per eventi storici</strong>, o sono palesemente cortigiani.</p>
<p>Le sviste sono perdonabili – è pur vero che solo chi non fa non sbaglia &#8211; , ma in spirito di servizio segnalo, tanto per dire, che perfino “La cucina italiana”, in un contenuto del 2022 circa la cucina ligure, a cura di un giornalista milanese, parla di <strong>bianchetti</strong> (la cui pesca è da anni, com’è bene che sia, categoricamente proibita), di <strong>pansoti</strong> conditi al sugo di noci (si tratta viceversa di una salsa, a crudo), e destinerebbe la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=8Ane__4fKf0" target="_blank"><strong>prescinsêua</strong></a>, ovvero la cagliata, alla <strong>focaccia col formaggio</strong> (chiunque viceversa bazzichi Recco e dintorni sa che si utilizza solo e soltanto crescenza, e che la prescinsêua nuocerebbe a quella ricetta)…</p>
<p>Non mi reputo certo un conservatore, ogni fanatismo e snobismo è alieno da Ligucibario®, ma mi sia permesso dire che la valorizzazione &#8211; quella autentica e duratura &#8211; è anzitutto tutela.</p>
<h2>Storia dell&#8217;enogastronomia: indagare le fonti</h2>
<p>Come avviene per la storia “ufficiale” (e la storia dell’arte, e l’archeologia, e…), anche la <strong>narrazione storica dell’enogastronomia</strong> non è disciplina proprio per tutti. E <strong>deve sempre basarsi</strong> – grazie alla paleobotanica, alle citazioni letterarie ecc. &#8211; <strong>sull’indagine rigorosa delle “fonti”</strong> (talora le poche o pochissime di cui disponiamo). Ne so qualcosa io, che nel 2012, redigendo “Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana” mi mossi dentro un tempo di umanità primitiva, che mi forniva minimi indizi, qualche grotta, qualche resto fossile, qualche incisione e coppella, qualche passo in latino e poco altro.</p>
<p>Purtroppo, molti libri in commercio sono (e nei casi migliori non pretendono d’esser altro) ricettari un tanto al chilo, aneddotica, pubblicità, celebrazione dei locali e dei cuochi di moda in quel momento. E, come talvolta i locali ed i cuochi, dureranno lo spazio d’una stagione.</p>
<h2>Storia dell&#8217;enogastronomia: una validazione scientifica</h2>
<p>Dunque, fin quando la <strong>storia dell’enogastronomia</strong> non meriterà una <strong>“validazione” in qualche modo più scientifica</strong>, saremo sovente esposti a narrazioni sciatte. E le venti o più cucine regionali che costituiscono il meglio del made in Italy (ogni campanile rivendica una ricetta) stenteranno a perpetuare e posizionare ciò che sin qui le ha rese celebri nel mondo, perché <strong>l’eccesso di comunicazione &#8211; soprattutto online &#8211; oggi in corso mischia e frastorna.</strong></p>
<p>Del resto, nel nostro Paese – dove abbondano gli assaggiatori di vini, formaggi, salumi, birre, mieli… &#8211; ci si ostina a non creare e normare una figura professionale che nello scenario di cui sopra sarebbe importantissima, ovvero la guida enogastronomica… Buon lavoro e auguri.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Giovani e biodiversità</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 11:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giovani e biodiversità. La resilienza ai tempi dell&#8217;antropocene.   In &#8220;anteprima&#8221; un amico videomaker mi ha spedito in visione un docufilm, di circa un’oretta, “ambientato” in quella terra di confine fra Liguria, Toscana ed Emilia che sintetizziamo col nome di Lunigiana. Ho dunque ammirato una raccolta di interviste ad agricoltori locali che si riuniscono attorno al ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giovani-e-biodiversita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN5908.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22391" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN5908-300x225.jpg" alt="DSCN5908" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Giovani e biodiversità. La resilienza ai tempi dell&#8217;antropocene.  </em></p>
<p>In &#8220;anteprima&#8221; un amico videomaker mi ha spedito in visione un docufilm, di circa un’oretta, “ambientato” in quella terra di confine fra Liguria, Toscana ed Emilia che sintetizziamo col nome di Lunigiana. Ho dunque ammirato una raccolta di interviste ad agricoltori locali che si riuniscono attorno al credo del biologico (a prescindere dalle – costose e burocratiche &#8211; certificazioni). Via via dentro le immagini sono scorsi volti di imprese sovente giovani, che si impegnano in una resilienza capace di fronteggiare <strong>cambiamenti climatici, pandemie</strong>, difficoltà logistiche di ogni sorta.</p>
<p>Ligucibario® da molti anni &#8211; senza demagogie né blabla di facciata &#8211; milita a fianco delle filiere brevi, delle <strong>cultivar autoctone e dei grani antichi</strong>, delle botteghe artigiane, del cibo di qualità e del <em>buonessere</em> garantitoci dalla dieta mediterranea.<br />
Sul sito dell’editore, è ottenibile gratuitamente il volume <a href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank"><strong><em>Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario</em></strong></a>, che abbiamo realizzato in sinergia col <a href="https://www.visitgenoa.it/it/evento/presentazione-del-libro-sostenibilit%25C3%25A0-e-biodiversit%25C3%25A0-un-glossario-di-umberto-curti-edizioni-s" target="_blank">Comune di Genova</a> all’inizio del 2023, e che aggrega in 400 lemmi – di scorrevolissima lettura &#8211; tante delle “urgenze” dei nostri tempi. Il volume contiene anche una biblio e videografia finale con centinaia di titoli, per ottimi approfondimenti personali che il lettore potrà autonomamente assicurarsi…</p>
<p>Da formatore (turismo e gastronomia), mi emoziona ogni volta, lo confesso, sentir parlare i giovani, quando possiedono competenze e motivazioni forti. Non tutti sono stati ridotti a zombie chini su uno smartphone il quale non di rado, purtroppo, li isola dal resto del mondo o li rende prede del peggio. Ormai, sia chiaro, <strong>l’antropocene</strong> (e le disparità globali, e le agromafie, e la chimica, e il trash food, e il profitto ad ogni costo, e la cementificazione, e le fake news…) ci ha condotti all’<strong>ecocidio</strong>, ad un punto in cui è a rischio l’esistenza stessa del pianeta, della terra che ci nutre, contaminata dal fetore di pratiche agricole ed economiche devastanti. E questi giovani debbono al più presto prendere nelle proprie mani il futuro (di fatto, quindi, non solo il loro). Vorrei creare a mia volta un portale che contenesse le loro testimonianze, i casi di buone prassi, le interviste a chi accetta di sfidare il pericolo pur di non abbassare la testa, i link a siti che stanno dal lato giusto della barricata. C’è tutto un mondo, intorno, cantava una quarantina d’anni fa un gruppo musicale genovese. <strong>C’è una letteratura da Esiodo a Calvino. C’è persino un Papa, con un’enciclica come Laudato si’.</strong></p>
<p>E’ tempo (adesso o mai più) di riorganizzare davvero e con coraggio &#8211; nessuno si senta escluso &#8211; la propria quotidianità, di non lasciarsi travolgere, di privilegiare la bellezza dell’utopia. Se ci siamo battiamo un colpo. Economia circolare, gruppi d’acquisto solidale, autenticità tracciabile, sicurezza alimentare, lotta all’OGM, riduzione degli sprechi, allevamenti rispettosi del benessere animale, custodia delle risorse appenniniche e alpine, riforestazione, potenziamento del trasporto pubblico, qualità delle nostre vite.<br />
<strong>Questo è il made in Italy in cui mi riconoscerei</strong>.</p>
<p>Il momento è adesso, adesso o mai più.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Turismo, un rito che ama i riti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 15:28:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Riti e rituali. Stagione di splendidi libri, questa. Dopo Denominazione d’origine inventata di Alberto Grandi (di cui ho scritto di recente, leggimi a questo link), ecco Ritual dell’antropologo Dimitris Xygalatas… Un saggio che – a saperlo scandagliare &#8211; si collega implicitamente a testi di Le Goff, di Duby, di Ginzburg, di Pasolini, di Camporesi, di Di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/turismo-e-riti/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/turismo-e-riti/">Turismo, un rito che ama i riti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/museo-lucinasco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21745" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/museo-lucinasco.jpg" alt="museo lucinasco" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Riti e rituali. Stagione di splendidi libri, questa. Dopo <em>Denominazione d’origine inventata</em> di Alberto Grandi (di cui ho scritto di recente, leggimi <a title="umberto curti il marketing della storia" href="https://www.ligucibario.com/il-marketing-della-storia/" target="_blank">a questo link</a>), ecco <em>Ritual</em> dell’antropologo Dimitris Xygalatas… Un saggio che – a saperlo scandagliare &#8211; si collega implicitamente a testi di Le Goff, di Duby, di Ginzburg, di Pasolini, di Camporesi, di Di Nola… Ed un saggio che mi è interessato in modo particolare poiché <strong>da un lato il turismo – la disciplina di cui mi prevalentemente mi occupo – è a propria volta un rito, dall’altro il turismo cosiddetto esperienziale viaggia proprio alla ricerca dei riti (antichi o meno) delle comunità locali… Mi riferisco caso per caso all’agricoltura, alla pesca, all’alimentazione, all’artigianato, al folklore (tradizioni, credenze, fiabe, leggende…)</strong> eccetera eccetera (leggimi <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">a questo link</a> per saperne di più).</p>
<h2>Il ruolo dei riti nella storia culturale dell&#8217;uomo</h2>
<p>La storia culturale dell’uomo, in effetti, rivela costantemente la sua ritualità, talora “ossessiva”. Peraltro non è risultato né risulta sempre facile comprendere come certi riti siano nati e/o come mai siano poi tanto importanti… Archeologi, storici, sociologi, ciascuno dal proprio punto di vista si sono messi all’opera ed ovunque abbiano intercettato rimanenze e documenti di ieri hanno confermato la tendenza umana ad originare e perpetuare usi, culti, cerimonie, coreografie… Talvolta usi perfettamente “inutili”, ovvero non finalizzati a qualcosa di concreto. L’uomo, via via evolvendo e divenendo agricoltore e stanziale, ne ha “formalizzato” – ovunque – davvero moltissimi, sovente/sempre ambientandoli dentro luoghi a ciò preposti, caverne, radure, templi, piramidi, chiese. Questi riti possono rivelare origini e mitologie fondative, aggregazioni, afflati spirituali, evidentemente utili anch’essi alla sopravvivenza (non si visse – per così dire &#8211; di sola caccia…). In tal senso la festa, la preghiera, l’iniziazione, la musica, la danza rafforzavano legami, tramandavano saperi, propiziavano positività.</p>
<p>In parte avviene tuttora, e avverrà in futuro, se scrisse l’immenso Claude Lévi-Strauss che “Le storie antiche sono, o sembrano, arbitrarie, prive di senso, assurde, eppure a quanto pare si ritrovano in tutto il mondo. Una creazione “fantastica” nata dalla mente in un determinato luogo sarebbe unica, non la ritroveremmo identica in un luogo del tutto diverso”.</p>
<h2>Riti e turismo, una relazione biunivoca</h2>
<p><strong>Il nostro Paese vanta, come noto, una storia millenaria, e davvero non difetta quanto a riti. E’ stato scritto che vi sarebbe più storia in un’onda del Mediterraneo che nelle acque di tutti gli oceani messe insieme… Il turismo esperienziale che affluisce (anche) in Italia desidera anzitutto conoscere, e condividere, la nostra quotidianità. E’ un turismo immersivo, slow, relazionale, cui rivolgere un’offerta autentica, un made in Italy rappresentato soprattutto dal genius loci, i paesaggi naturali e antropici, i prodotti del luogo, le ricette della memoria, il buonessere…</strong></p>
<p>Ecco dunque il valore dei riti, della narrazione, dell’<em>etnogastronomia</em> che geneticamente si lega alla ruralità e al mare (il pesto battuto nel mortaio, le alici catturate con la menaica, i cibi di primavera, le lenticchie irrinunciabili a Capodanno&#8230;). Sapremo risultare validi “ambasciatori” di quel che siamo stati e siamo? Sapremo formarci ad accogliere quel turismo efficacemente e senza snaturarci?</p>
<p>Buona Italia (eccoti <a href="https://www.teche.rai.it/1969/07/magia-e-societa-riti-e-sopravvivenze-nella-tradizione-popolare-italiana-v-trasmissione-feste-di-rinnovamento/" target="_blank">un altro link</a> magnifico) e buona Liguria a tutti.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Agricoltura e biodiversità in aula</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 11:54:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/Primo-piano-focaccia-sangiorgio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21297" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/Primo-piano-focaccia-sangiorgio-300x200.jpg" alt="Primo piano focaccia sangiorgio" width="300" height="200" /></a>Nell’àmbito delle docenze al <strong>corso per Guida Ambientale Escursionistica tenuto dall’Ente F.Ire</strong>, 250 ore d&#8217;aula e 50 di escursioni sino all&#8217;esame abilitante, ho avuto il piacere d’invitare <strong>Gloria Manaratti, dirigente di Regione Liguria</strong> settore Agricoltura. Si è dunque svolto il primo dei numerosi interventi previsti in aula (ristoratori, giornalisti, presidenti di enti Parco e sindaci&#8230;), e che dunque via via “animeranno” il percorso didattico apportando visuali e contenuti molteplici.<br />
Con la consueta disponibilità e “vis” professionale Gloria Manaratti, accompagnata dall’agronomo Federico Ugolini, ha proposto ai corsisti una messe di informazioni e di riflessioni che ha occupato circa due ore di tempo, peraltro volate.<br />
Da un lato, <strong>alla voce “agricoltura” si connettono oggi tematismi fortemente legati alla rappresentazione enogastronomica del territorio, e di conseguenza al turismo esperienziale</strong>, ormai sempre più in cerca di genius loci, cultivar autoctone, buonessere, ricette della memoria… La Liguria è chiamata ad uno storytelling (anche e soprattutto online) a misura di turista, che sappia  integrare i valori della costa e quelli dell&#8217;entroterra, per un&#8217;offerta più destagionalizzata.<br />
Ancora una volta la tutela delle risorse naturali e agricole è emersa come forma prioritaria di valorizzazione, come conditio sine qua non in termini <strong>di garanzia delle tracciabilità e di competitività commerciale</strong>. Certificare la qualità, <strong>legare l’eccellenza al territorio d’origine</strong>, accorciare le filiere, favorire una interazione diretta – e biunivoca &#8211; consumatore-produttore, sono il viatico per una geografia del gusto che, dentro a quel forziere chiamato made in Italy, davvero caratterizzi le nostre regioni sino al più minuscolo dei poderi, al più appartato dei campanili. I marchi europei a denominazione d&#8217;origine, soggetti ad autorità di controllo terze, sono i punti fermi dentro ad un ginepraio di sigle che talora può disorientare il buongustaio.<br />
Ecco che quindi, a maggior ragione nel post-pandemia, <strong>sostenibilità e biodiversità</strong> si posizionano come valori entrambi centrali di un’unica mindmap, concettuale e operativa. Troppi fenomeni e troppi agenti avversi stanno mettendo a rischio l’avvenire delle nuove generazioni, attraverso un presente di già gravi disparità sociali ed economiche: il local si confronta oggi con un global gravato da inquinamento, cambiamenti climatici, ecomafie ed agritruffe. La black list è purtroppo interminabile. Ed i mari, gli arenili, le coltivazioni, i boschi sono parti di <strong>un insieme che si rivela fragile</strong>, non sempre trovando nel potere un leale alleato.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/054.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21298" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/054-300x225.jpg" alt="054" width="300" height="225" /></a>Gloria Manaratti, ripercorrendo trent’anni di esperienze lavorative, ha saputo da un lato sintetizzare il ruolo dell’istituzione regionale a fianco di territori ed economie, per uno <strong>sviluppo rurale</strong> di sistema, a contatto, sovente, con <strong>microimprese a gestione famigliare</strong>, cui tocca fronteggiare una deregulation sempre più brutale e veloce; dall’altro, tratteggiare alcuni “casi-studio” e percorsi di approfondimento (l’evo DOP, la rete d’imprese della lavanda, la reperibilità online di alcuni dati sulla piattaforma pubblica…) che, da “programma”, io stesso riprenderò in aula.<br />
Un grazie sincero e non formale a Gloria Manaratti e al suo collega, dunque.<br />
Come concludere la felice “conversazione” avvenuta? Forse con uno dei claim più evocativi che ci giunge (non a caso?) dal mondo anglosassone: “<strong>Wildlife stays, wildlife pays</strong>”: la natura, ove si perpetua, ripaga sempre degli investimenti…<br />
E’ un concetto che, presumo, sarebbe stato caro anche a <strong>Gino Veronelli</strong>, che ebbi la fortuna di conoscere, e di cui conservo gelosamente alcune lettere. Sua madre era di Finalborgo (SV), la &#8220;capitale&#8221; del marchesato dei Del Carretto, e un cordone ombelicale legò ben stretto alla Liguria il più intelligente e cordiale enogastronomo italiano.<br />
Personalmente, continuerò sempre a far tesoro del suo insegnamento (Ligucibario® non sarebbe neppur nato, senza il suo insegnamento). A Veronelli ho dedicato uno dei lemmi del mio &#8220;<em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em>&#8220;, in uscita ad inizio 2023, ma che sarà &#8220;anticipato&#8221; in occasione dell&#8217;evento &#8211; a ingresso libero &#8211; <strong>I mille volti della biodiversità</strong>, in programma mercoledì 14 dicembre dalle h 17.00 presso la Biblioteca Civica Berio di Genova. Vi aspetto!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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		<title>Isnart-Unioncamere, webinar in Lombardia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 08:36:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-luisa-puppo-brinetta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21195" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-luisa-puppo-brinetta-218x300.jpg" alt="smart" width="218" height="300" /></a>Capacity building</strong>, ovvero sviluppo di capacità, costruzione di competenze. Il nostro tempo si caratterizza, trasversalmente, per scenari professionali in costante, repentina evoluzione, e dunque l’attitudine a formarsi ed <strong>aggiornarsi lungo tutto l’arco della vita</strong> non è un auspicio astratto, ma un’urgenza quanto mai concreta, per rimanere &#8220;posizionati&#8221; sui target e fronteggiare le concorrenze.</p>
<p>Le imprese, e le mille <strong>microimprese (sovente a gestione famigliare)</strong> che punteggiano i territori del nostro Paese, talora faticano a tenere il passo di una globalizzazione brutale e deregolamentata. La giornata di 24 ore è troppo breve, il tempo non basta mai, burocrazie e adempimenti mutilano i pochi spazi a disposizione per se stessi, per porsi in gioco, e per <strong>rimodellare</strong> processi e prodotti d’impresa, management e promozione.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-isnart.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21191" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-isnart-300x300.jpg" alt="foto isnart" width="300" height="300" /></a>Luisa Puppo</strong> ed io, microimprenditori a nostra volta – da 22 anni &#8211; , abbiamo sempre concepito la formazione (anche online) come <em>intervento consulenziale</em>, personalizzato, un momento privilegiato e vantaggioso fra soggetti economici che “si guardano negli occhi” (ripeto, anche online) al fine di <strong>potenziare i punti di forza e attenuare quelli di debolezza</strong>. Il marketing e la formazione – quelli giusti – non rappresentano mai qualcosa d’astratto, di accademico, di artificioso. Un&#8217;idonea, articolata <strong>swot analysis</strong> vale tanto quanto un&#8217;ottima diagnosi-prognosi, e alla base del futuro (effetto) c&#8217;è sempre il presente (causa).</p>
<p>Rieccola, dunque, la nostra (instancabile) Luisa Puppo, esperta di mercati e anglista, a tratteggiare alcuni “imperativi categorici” in tema di turismo <strong>esperienziale/food</strong> in occasione del webinar Isnart-Unioncamere Lombardia, su piattaforma Zoom, del 27 settembre (<strong>fra l&#8217;altro, Giornata mondiale del turismo</strong>).</p>
<p>Lombardia significa una serie di prodotti turistici eccellenti e celebri, da declinare in modalità sempre più sartoriali, destagionalizzate, immersive. Ulteriore opportunità preziosa, per <strong>allineare l’ospitalità italiana lungo catene del valore sempre più qualitative</strong>, traguardando un’offerta “condivisa”, ad alto tasso di autenticità (<strong>genius loci, made in Italy</strong>, botteghe storiche, cultivar, buonessere…) e una brand reputation performante &#8211; per così dire &#8211; anche online.</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Capacity building turismo</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 09:32:10 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/capacity-building-turismo/">Capacity building turismo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/foto-isnart.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21080" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/foto-isnart-300x300.jpg" alt="foto isnart" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Va concludendosi la sessione primaverile-estiva degli webinar gratuiti organizzati, su piattaforma zoom, da <strong>Unioncamere e Isnart</strong> in sinergia con i sistemi camerali regionali intorno al valore del marchio “Ospitalità Italiana”. <em>Capacity building turismo: una nuova destinazione d’uso</em>, questo il filo rosso che ha accompagnato tutte le relazioni, seguite da un’audience varia, partecipativa e qualificata.</p>
<p>Via via sono state raggiunte<strong> la Calabria, il Veneto, la Puglia, l’Umbria, il Lazio, la Campania, il Piemonte, la Toscana, il Friuli Venezia Giulia, le Marche</strong>.</p>
<p>La nostra <strong>Luisa Puppo</strong> è intervenuta in tutte le occasioni, sinergicamente agli altri speakers, ribadendo l’urgenza trasversale – beninteso nel rispetto delle profonde differenze tra regioni – del fare concretamente sistema: integrando caso per caso le risorse costiere e gli entroterra, destagionalizzando meglio l’offerta, formando gli operatori ad un’accoglienza personalizzata.</p>
<p><strong>Il turismo sta vivendo una fase di ripresa</strong>, ma l’Italia sconta ancora una serie di ritardi nella costruzione e promozione del product. Gli scorsi decenni, come noto, hanno costituito un’era geologica contrassegnata da turbolenze e deregulation (e certo non mi riferisco solo ai voli low cost e alle proposte di viaggio last minute…), tanto più che la stragrande maggioranza delle imprese tricolori, nei settori turismo-commercio-artigianato, conferma un <strong>modello di gestione famigliare</strong>, che talora ha connotazioni d&#8217;eccellenza, ma tendenzialmente fatica a tenere il passo della cosiddetta globalizzazione.</p>
<p><strong>Il made in Italy</strong>, tuttavia, detiene oggi come ieri enormi potenzialità, purché l’offerta di beni e servizi – nel suo complesso, dalla camera d’hotel all’evento in agriturismo, dalla cantina-enoteca all’atelier artigiano… &#8211; parli interculturalmente la lingua dell’ospite, operi online in modo più costante ed efficace, evolva verso quelle capacità di <strong>storytelling</strong> grazie alle quali raccontare e dischiudere ai visitatori ciò che un territorio/un’azienda è, prima ancora di ciò che offre.</p>
<p>Priorità concettuali come <strong>il genius loci, le cultivar autoctone, le filiere accorciate, le qualità mediterranee del buonessere</strong> si mostrano in tal senso sempre più vincenti nel valorizzare quei patrimoni e quelle tradizioni che fanno dell’Italia una meta pressoché unica al mondo. Perfetta per quel turismo attivo ed “esperienziale” (sul tema leggimi ad es. <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">a questo link</a>) che via via ricerca paesaggi a misura d’uomo, borghi via dalla pazza folla, comunità a cui relazionarsi, ricette antiche, il come autentico rispetto al dove massificato…</p>
<p>Conosco bene la professionalità di Luisa Puppo, che nei suoi webinar ha certamente ribadito e divulgato <strong>una visione moderna della customer care e della qualità</strong>, che inizia già nel momento in cui il target esplora il web per costruirsi viaggi e vacanze (pare che 8 turisti su 10 ormai “prefigurino” online quel che vorranno poi acquistare e vivere, il customer journey implica quindi un pre-assemblaggio…). Il mio plauso, dunque, ad iniziative di sensibilizzazione e training come questa, iniziative alle quali, ovviamente, Unioncamere ed Isnart non sono affatto nuove. Il commitment degli operatori sul campo è la conditio sine qua non per addivenire ad una <strong>competitività</strong> tutta italiana e tutta vincente.</p>
<p>Amico Lettore, se desideri approfondire quanto sopra trovi il video dell’intero webinar in Calabria al link <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BMCvh68RpKg">https://www.youtube.com/watch?v=BMCvh68RpKg</a></p>
<p>E le slide proiettate da Luisa Puppo in Veneto al link <a href="https://www.unioncamereveneto.it/wp-content/uploads/2022/05/presentazione-PUPPO-FdP-Capacity-B._veneto.pdf">https://www.unioncamereveneto.it/wp-content/uploads/2022/05/presentazione-PUPPO-FdP-Capacity-B._veneto.pdf</a></p>
<p>Fammi sapere quel che ne pensi, e stay tuned!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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