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	<title>Ligucibario &#187; ligucibario</title>
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		<title>Insalata di patate, acciughe e capperi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 12:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Viene talora definita (un po&#8217; fiduciosamente) &#8220;ligure&#8221; questa ricetta anzitutto da mesi caldi, da déhors estivi, da scampagnate. Ma non ha vere e proprie caratterizzazioni locali, tenuto presente che si incontra qui e là anche con aggiunte di pomodorini, di olive, uova sode, fagiolini, cipollotti, pinoli (meglio se tostati)&#8230; Qualcuno poi la profuma col basilico, qualcuno col prezzemolo&#8230; E&#8217; comunque un piatto semplice e relativamente economico, che migliora di personalità dopo un &#8220;assestamento&#8221; di qualche ora. Raccomando l&#8217;impiego di patate a pasta gialla, più compatte dopo la lessatura. L&#8217;eventuale abbinamento enologico, per Ligucibario®, è ad es. un Vermentino delle DOC rivierasche, servito a 10°C in tulipani a stelo alto.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
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		<title>Giorgio Gallesio. Avercene oggi…</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:13:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30265" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia-300x225.jpg" alt="gallesio pomona italia" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per esigenze professionali mi sono imbattuto e mi imbatto molto frequentemente nella figura di Giorgio Gallesio. Botanico finalese dell’Ottocento, gli dobbiamo classificazioni e trattati &#8211; per l’epoca – ammirevoli, per non dire pionieristici. Di costui m’è capitato di parlare in varie occasioni, soprattutto al Salone agroalimentare di Finalborgo ove tenni una conferenza sugli agrumi (arancio Pernambuco e chinotti in particolare * ), e a “Citrus. Festival degli agrumi”, un evento savonese del febbraio 2019 nella bella cornice del Priamàr, di cui tuttavia ho poi perso purtroppo traccia…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gallesio-giorgio/" target="_blank">Giorgio Gallesio</a>, che i Lettori di Ligucibario® trovano ovviamente anche nella sezione “alfabeto del gusto”, oggi riposa tra gli illustri nel chiostro della Basilica di Santa Croce a Firenze. Chi ne ripercorresse la biografia scoprirà che fu, per tutta la vita, un appassionato, e come non essergli grati anzitutto per la “Pomona italiana”? Quanta fatica dové costargli quel repertorio senza precedenti!&#8230; Anche grazie a quell’opera l’Italia si costituì pian piano come nazione, là dove le frammentazioni politiche dei secoli precedenti ne avevano compromesso financo la dimensione culturale. L’enciclopedia, possiamo quasi chiamarla così, edita dal 1817 al 1839 (anno della morte di Gallesio) e ricca di straordinarie illustrazioni, fu subito, non a caso, un monumento.</p>
<p>Quando la vita di città mi travolge coi suoi fumi e rumori abominevoli mi rifugio, ove possibile, dentro quelle pagine, che sfoglio per farmi trasportare nei colori delle piante e un po’ indietro nel tempo… E il web mi mette a disposizione le tele di Arcimboldo, di Figino, di Caravaggio, di Bimbi, di Chardin.</p>
<p>Nella Liguria di Ponente, dentro le cui faggete trascorro lunghi periodi, peraltro mi raccontano che prima del boom della floricoltura tutte le colline erano un agrumeto. Penso con amarezza al presente dell’umanità e talvolta anche della mia terra (in trent’anni la Liguria ha visto scomparire oltre la metà delle superfici coltivate), penso insomma all’antropocene: l’armillaria mellea che divora le albicocche, le specie invasive (una mise a rischio l’esistenza stessa dei castagni), il disorientamento delle api, il cambiamento climatico che impone vendemmie anticipate di 50 giorni, il dissesto idrogeologico, l’aggressività delle multinazionali delle sementi, gli scandali alimentari e le agromafie che ogni giorno attentano al nostro benessere…</p>
<p>Con quali strategie e strumenti e temerarietà tanta politica, sempre più povera di risorse e soprattutto di idealità e competenze, intenderebbe davvero fronteggiare questo presente?</p>
<p>*i lettori di Ligucibario® possono ovviamente approfondire queste due voci 1)arancio pernambuco e 2)chinotti di savona qui nella sezione “alfabeto del gusto”. Buona lettura!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>C’erano una volta i miei nonni e una crostata d’albicocche</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:03:51 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/crosta-allbicocche-pexels.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/crosta-allbicocche-pexels-300x200.jpg" alt="crosta allbicocche pexels" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Arrivavano a casa nostra da Sampierdarena * , a bordo di una Fiat 600 beige, i miei nonni paterni…  Classe 1893 lui, torinese doc, classe 1896 lei, alessandrina doc. Non so come si fossero conosciuti. Molto eleganti, vivaci (mio nonno sempre engagé in politica nel PRI, mia nonna forse la prima patente al femminile di Sampierdarena), costituivano una di quelle classiche coppie delle quali si dice “ma come hanno potuto, diversi come sono, rimanere sempre felicemente insieme?”</p>
<p>Da piemontesi veraci erano entrambi dei gourmet, mio nonno tuttavia più “galup” (goloso d’agnolotti come pochi) mia nonna più attenta alla linea. Io attendevo la loro visita poiché mia nonna aveva una predilezione per la crostata con confettura d’albicocche, e quindi quella merenda non mancava mai. Non ricordo dove la acquistassero (abitavano in una traversa di via Cantore), ma ricordo una pastafrolla d’autore e una “carabottina” di sottili listarelle che componevano una griglia perfetta…</p>
<p>A quei tempi il bambino che ero non immaginava ancora per sé alcun futuro. Men che meno avrei immaginato un giorno di occuparmi di storia dell’enogastronomia. Ma – tant’è – ora che Ligucibario® da così tanto tempo vanta non pochi lettori e un’autorevolezza online, nutrita d’indipendenza, cui le piattaforme zeppe di pubblicità ovviamente non possono ambire, m’è venuta voglia di proporvi una ricetta piacevolissima ma davvero a portata di tutti, relativamente poco costosa e alquanto rapida ad eseguirsi.</p>
<p>Eccovi quindi la mia crostata, di pesche (data la stagione) e proprio come omaggio ad alcune varietà pregiate del Piemonte. Vi serviranno 200g di farina semintegrale ‘1’, 70ml di latte, 40ml di olio extravergine, ½ bustina di lievito per dolci, 50g di zucchero semolato, 4 pesche meglio se a polpa bianca, 20g di burro, 20g di zucchero di canna.</p>
<p>Mescolate la farina, lo zucchero, il latte, l’olio, lo zucchero e il lievito, cercando di ricavare un amalgama sodo e omogeneo, che dovrà riposare alcuni minuti. In un padellino antiaderente sciogliete il burro con lo zucchero di canna, aggiungete le pesche lavorate a spicchi, e cuocete il tutto per alcuni minuti, sin quando l’aspetto sarà ottimale. Ora fasciate con carta da forno una teglia di forma tonda, appiattite la frolla col mattarello e sistematela dentro la teglia. Adagiatevi tutto sopra le pesche e rifinite “a griglia” con qualche listarella di frolla in sovrappiù. 40 minuti di forno a 180°C vi garantiranno un dolce da felici occasioni, cui abbinare un tulipanino ben fresco di vini passiti (Pigato, Erbaluce, Albana), a bacca bianca…</p>
<p>*a Sampierdarena ho dedicato nel tempo molte e affettuose attenzioni. Leggimi ad esempio <a title="sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">a questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><br />
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		<title>DOP. Il diritto di conoscerla bene</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare. L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio nel racconto di Umberto Curti. Sono proseguite (termineranno in autunno) le docenze di Luisa Puppo e mie nella prima annualità del percorso ITS “Marketing agroalimentare” ad Imperia. In un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/conoscere-il-valore-della-dop/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/DOP-E-ITS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30224" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/DOP-E-ITS-300x242.jpg" alt="DOP E ITS" width="300" height="242" /></a></p>
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<p><em>Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare. L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio nel racconto di Umberto Curti.</em></p>
<p>Sono proseguite (termineranno in autunno) le docenze di Luisa Puppo e mie nella prima annualità del percorso ITS “Marketing agroalimentare” ad Imperia.</p>
<p>In un contesto d’aula quanto mai positivo, e favorito anche dall’impegno dello staff organizzativo fra cui la tutor Cristina Penno, stiamo via via affrontando alcune tematiche (in sé l’argomento sarebbe ormai sconfinato) relative alla comunicazione dei prodotti, anche in lingua inglese, e allo <a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-allits-agroalimentare-di-imperia/" target="_blank">storytelling agroalimentare</a> anzitutto online.</p>
<h2>Marketing agroalimentare: comunicare oltre il web e i social</h2>
<p>Due le precisazioni proposte ai corsisti, sin dal primo incontro, prima d’ogni altra cosa, onde ampliare il più possibile la loro visione: la comunicazione è solo una parte del marketing, e il web ed i social media sono solo una parte della comunicazione.</p>
<h2>L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio</h2>
<p>Visto peraltro ciò che Ligucibario® da una vita persegue, ovvero la tutela e la valorizzazione del miglior made in Liguria (però senza cortigianerie né banner pubblicitari), è evidente che, nei nostri contenuti, parte del proscenio viene riservata anche all’olio extravergine DOP Riviera Ligure, di cui il Consorzio di tutela, con l’usuale e tempestiva cortesia, mi ha fatto pervenire due bottiglie (monocultivar taggiasca) per una masterclass dedicata.</p>
<h2>Mangiare bene è un diritto: il ruolo dell&#8217;educazione alimentare</h2>
<p>Ho di recente scritto, anche riferendomi al precision farming, che in un Paese come l’Italia <a href="https://www.ligucibario.com/coltivare-la-terra-nutrire-la-tavola/" target="_blank">mangiare bene dovrebbe rappresentare un diritto</a>, e un diritto concesso a tutti. E che un adeguato programma &#8211; su scala nazionale &#8211; di educazione alimentare riverberebbe i propri effetti benefici in una pluralità di direzioni, così ampia che quasi non riusciamo ancora a perimetrarla.</p>
<h2>Oltre la degustazione: cosa rende speciale una DOP</h2>
<p>Quanto a me, ogni volta – e avviene spesso &#8211; che negli àmbiti corsuali, o nelle conferenze, “maneggio” un olio extravergine DOP Riviera Ligure * , non mi soffermo più di tanto su quei saperi semi-iniziatici che scomodano caso per caso i sentori di mela, di mandorla, di carciofo…, poiché li destino a coloro i quali s’appassioneranno così tanto al tema (magari chissà grazie anche alle mie parole) da seguire corsi e tasting specifici. Del resto, chi come me frequenta fiere ed eventi constata che non ve n’è più uno in cui il guru o lo chef di turno non riservi esoterismi alle platee… Stanno forse un po’ stancando, mi chiedo, tutti questi “sacerdoti” di vini, impasti, formaggi, cioccolati?</p>
<h2>Il valore della certificazione tra sostenibilità e biodiversità</h2>
<p>Mi soffermo viceversa (e più di tanto) su quel che nei prodotti DOP avviene a monte, e che discende dalla certificazione d’origine, ovvero da un rigoroso protocollo disciplinare che trova nei campi, nelle vigne, negli uliveti, nei laboratori la propria ragion d’essere. E che quasi sempre è la perfetta antitesi alle mutagenesi, al ginepraio degli additivi, alle chilometriche filiere le quali portano in tavola cibi nocivi all’ambiente prima ancora che alla salute.</p>
<p>Noi viviamo purtroppo dentro un antropocene, che ovunque ed ogni giorno attenta alla sostenibilità e alle biodiversità.</p>
<h2>Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare</h2>
<p>Tuttavia, malgrado gli allarmi, quanti consumatori leggono e sanno poi decifrare le etichette? Quanti giovani (troppo spesso adepti del fast se non dello slot food) badano alla provenienza degli alimenti e praticano il consumo consapevole? Quanti possono correttamente interpretare il motto veronelliano secondo cui “il peggior vino del contadino è migliore del miglior vino industriale”?</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/LUISA-PUPPO-E-ITS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30226" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/LUISA-PUPPO-E-ITS-300x257.jpg" alt="LUISA PUPPO E ITS" width="300" height="257" /></a></p>
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<p>Nel frattempo, e forse non è un caso, anche in Italia i dati sull’obesità infantile continuano a denotare trend preoccupanti. E questo chiama a nuovi – stimolanti &#8211; doveri anche i formatori, nessuno si senta escluso, ove necessario affiancati dal mondo scientifico (contaminazione dei saperi non è una brutta parola).</p>
<p>Questo chiama a nuovi – stimolanti &#8211; doveri anche un docente ITS.</p>
<p>* l’olio extravergine DOP Riviera Ligure presenzierà anche il (fitto) <a href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-eventi-2026-27-di-ligucibario/" target="_blank">calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/conoscere-il-valore-della-dop/">DOP. Il diritto di conoscerla bene</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Coltivare la terra, nutrire la tavola</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:53:03 +0000</pubDate>
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<p>L’agricoltura è come il bosco, detiene un insieme di valori anche in senso storico, culturale, socioeconomico, occupazionale. Mai dunque come in questo tempo globalizzato, l’antropocene, tutelare (e promuovere) le qualità alimentari si posiziona come imperativo quotidiano e diretto per favorire la sopravvivenza delle biodiversità.</p>
<p>Ricordo quando in gioventù parlavo ai miei amici “estivi” (pressoché tutti lombardi) di Liguria “montana”, restavano allibiti, vivendola solo come rivierasca, marina, non immaginando che il Mediterraneo ha sponde quasi subito verdissime, e talvolta cime su cui d’inverno persino nevica.</p>
<p>Oggi le sfide dell’innovazione (si pensi al “precision farming”), della sostenibilità, della dignità del lavoro rurale, traguardano &#8211; assai più che in passato &#8211; comparti via via multifunzionali: agriturismi, fattorie didattiche, vendita diretta, escursionismo, matching con consumatori di prossimità al fine di accorciare le filiere&#8230;</p>
<p>E chi come me ha la fortuna di vivere per lunghi periodi in una valle d’entroterra percepisce anche un grande interesse giovanile attorno alla terra, con giovani i quali decidono di rimanere in loco ma anche giovani i quali (ben sapendo che quella terra è sacrificio) investono il proprio avvenire stabilendovisi da altrove. Wildlife stays, wildlife pays: la natura, se si perpetua, ripaga.</p>
<p>Accanto a tutto ciò, ed è già molto, un Paese costellato di patrimonii UNESCO, fra i quali di recente la cucina stessa intesa come convivio, dovrebbe consolidare una strategia nazionale di educazione alimentare (ancora troppi consumatori di fatto non conoscono quel che infilano nel carrello della spesa). Mi riferisco ad un “disegno” complessivo che coinvolgesse agricoltori, consorzi DOP, scuole elementari-medie-superiori, famiglie, cuochi, foodbloggers, eccetera eccetera, convergendo in primis sul tema dei prodotti puliti, stagionali, di semplice tracciabilità, salubri (sono infatti sempre più allarmanti pure in Italia i dati circa l’obesità infantile, indotta anche da distributori automatici carichi di mille snack assai discutibili).</p>
<p>E’ del resto il tema delle cultivar autoctone, dei grani antichi, del pesce “povero” (squisito), del riavvicinamento fra campagne e centri abitati… Se il cibo è da sempre un concreto modo di essere delle comunità, mangiar bene, in Italia, dovrebbe assurgere a diritto. Quale testimone dunque vorremo passare ai giovani?</p>
<p>Per quanto sopra, agli amici Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) non posso che suggerire Padre Sandro Lagomarsini, “Coltivare e custodire”, ed. Libreria editrice fiorentina, 2017… Un volume che odora di Val di Vara.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:57:43 +0000</pubDate>
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<p>“Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, da 12 anni si è “convertita” al Rossese (l’attività di famiglia), che di Dolceacqua è storicamente un simbolo…</p>
<p>Di Rossese, e di Dolceacqua gioiello della val Nervia, forse è scontato precisarlo, Ligucibario® ha parlato (come di tutti i vini liguri) infinite volte, come si conviene ad un sito di cultura enogastronomica che non contiene pubblicità, e può dunque esprimersi come meglio ritiene, sempre nel più assoluto rispetto della fatica altrui e delle produzioni di pregio.</p>
<p>Vigna, sia chiaro, significa ancor oggi vita dura, soprattutto quando caparbiamente si perpetuino le tradizioni, dalla pigiatura alla fermentazione (senza additivi), entrando con mani e corpo dentro i filari, d’estate privilegiando ore quasi antelucane per evitare le canicole. Il Rossese di Dolceacqua, del resto, è stata la prima DOC ligure, correva l’anno 1972: come non averne cura?</p>
<p>Come sempre in Liguria si tratta di piccole o piccolissime quantità, sparse dentro cru minimali, sulle fasce rette dai muretti a secco, ciascun cru beninteso col proprio terreno e la propria natura circostante, poiché come noto la vite in Liguria coabita con l’ulivo (che teme il secco ancor più della vite), la mimosa “biamontiana”, le ginestre squillanti, e tanto altro.</p>
<p>Vino “francesizzante”, vino da Papi, si sono usate mille espressioni per raccontare questo Rossese di personalità, e di fatto anche per orientare opportunamente i matching, verso ravioli, cime, tomaxelle, conigli (e brasati e cinghiale per la tipologia Superiore…).</p>
<p>Ma per quasi tutto il secolo scorso (quando ancora non si era compiutamente affermato) io bevvi di fatto solo i Rossese prodotti su alcuni bric da Mandino Cane. Troppi altri mi avevano tradito, con quel sentore di feccia, il residuo post fermentazione, che – tolto il tappo &#8211; s’autodeterminava come una minacciosa profezia…</p>
<p>Oggi, davvero, tutto va meglio, lo apprezzano persino negli USA, in Giappone, in Australia… Restano tuttavia il cambiamento climatico (alle vendemmie d’un tempo, con buona pace degli stolidi negazionisti, occorre sottrarre una cinquantina di giorni all’indietro…), i cinghiali sempre irrispettosi del lavoro dell’uomo, e una globalizzazione che sta spingendo l’umanità dentro un labirinto, l’antropocene, dove anche le microimprese ed i prodotti di qualità combattono una battaglia durissima.</p>
<p>Ma quando vedrai il ponte a schiena d’asino sul Nervia, dominato dal castello, quando ripenserai ad un tal Claude Monet che qui si sedeva a dipingere, quando ti proporranno una grissa coi salumi…, io penso che qualcosa di splendido arrosserà il tuo calice.<br />
Prosit da Ligucibario®!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Un olio extravergine “giovane”</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26256" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare…</p>
<p>Ma non è di questo che nel pezzo odierno voglio parlarvi. Bensì di quanto mi rallegri che alcuni giovani, ovviamente guidati dagli insegnanti, abbiano messo un po’ delle proprie competenze e – why not &#8211; un po’ di se stessi in un alimento che è un simbolo (per non dire il simbolo) della mediterraneità, che è ricchissimo di nutraceutici, e che in Liguria si lega strettissimamente ad un paesaggio verticale, biamontiano e montaliano, dove i muretti a secco sostengono, quasi come un miracolo, le fasce terrazzate lungo gli scabri declivi…</p>
<p>Se nei miei giovani anni ho pian piano elevato il vino &#8211; sempre più approfondendolo in senso culturale &#8211; quasi a religione, col tempo la professione mi ha avvicinato anche a quelli che Veronelli (uomo illuminato che ebbi il piacere di conoscere) chiamava, con la consueta genialità, “gli angeli matti”, ovvero gli olivicoltori, e a quelle qualità che la certificazione europea eleva a DOP, determinando tramite un rigoroso protocollo disciplinare una tracciabilità totale della filiera, a garanzia del consumatore (e, di fatto, della pulizia organolettica di ciò che poniamo in tavola).</p>
<p>L’impegno di Ligucibario® come sempre proseguirà indefesso, per la tutela e la valorizzazione delle cultivar autoctone, delle filiere abbreviate, del buonessere. So bene che un “oleoturismo” significativo è in Liguria una meta ancora in gran parte da costruire, così come so bene che Imperia è il capoluogo di una terra la quale deve confrontarsi col cambiamento climatico che assedia gli ulivi, con la globalizzazione sempre più nemica delle microeconomie, con le infrastrutture non adeguate alle esigenze di mobilità e turismo del nostro presente…</p>
<p>Ma se i giovani saranno finalmente individuati come “la” risorsa su cui investire, e i sistemi didattico-formativi sapranno modernamente motivarli prima ancora che istruirli, allora molta utopia si rivelerà meno utopistica di quanto si creda. Parlo in Liguria di agricolture sostenibili, di dialoghi fra costa ed entroterra, di biodiversità non solo ambientali, di marketing innovativo, di tecnologie digitali sagacemente utilizzate e alle quali non assoggettarsi…</p>
<p>Parlo, e forse amici Lettori l’avrete intuito, di una bottiglia d’olio extravergine, prodotta da alcuni giovani, nella quale scorgere tutto questo. Buon pro vi &#8211; e mi &#8211; faccia.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Giovanni Rebora, una storia sampierdarenese</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:19:35 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30159" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1.jpg"><img class="size-medium wp-image-30159" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1-300x232.jpg" alt="federico rebora e umberto curti" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">federico rebora e umberto curti</p></div>
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<p>Il Centro civico “Buranello” di Genova <strong>Sampierdarena</strong> ha ospitato l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che avevo avuto già il piacere di proporre e realizzare alla Biblioteca civica “Saffi” di Genova Molassana. Come sempre, con questa iniziativa ho inteso coinvolgere <strong>Federico Rebora (figlio del Professore)</strong>, il quale ha conversato anche circa alcuni degli aspetti più famigliari e privati di suo padre, l’infanzia, gli studi scolastici, la stanza-biblioteca fumosissima in cui si dedicava alla ricerca storica, le passeggiate…</p>
<p>Mi piace pensare che l’evento – svoltosi fra l’altro pochi giorni dopo la scomparsa di <strong>Carlin Petrini, amico di Rebora</strong> &#8211; non sarebbe spiaciuto al Professore stesso, poiché non v’è stata alcuna retorica “celebrativa” in quel che è stato condiviso. Gli accadimenti, le persone, i libri…, hanno rievocato una stagione (gli ultimi decenni del Novecento) a suo modo feconda, e soprattutto la visione del mondo di Rebora, l’uomo oltre allo studioso, che attraverso gli aspetti socioeconomici sapeva restituirci a voce o sulla pagina, sempre con schiettezza sottile, il modo di essere delle comunità.</p>
<div id="attachment_30157" style="width: 136px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp.jpg"><img class="size-medium wp-image-30157" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp-126x300.jpg" alt="barbera del professore" width="126" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barbera del professore</p></div>
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<p>Abbiamo forse reso, e lo spero, un buon servigio anche a Sampierdarena (luogo al quale per via paterna sono anch’io strettissimamente legato), che ricorre non di rado nei miei lavori e nelle mie conferenze, con un poco di <em>saudade</em> – stavolta sì &#8211; per quei Natali di mille anni fa in cui mio padre mi voleva con sé – a bordo di un’anziana ma sempre fiera “Giulia 1300” &#8211; comprando <strong>il pandolce zeneize</strong>, obbligatoriamente, presso una pasticceria dalle parti di piazza Vittorio Veneto, prima di passare a far gli auguri ai famigliari, sparsi in via dei Landi e dintorni…</p>
<div id="attachment_30160" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2.jpg"><img class="size-medium wp-image-30160" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2-300x203.jpg" alt="amarcord sampierdarena" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">amarcord sampierdarena</p></div>
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<p>Con Federico Rebora e l’Assessore al Municipio per la cultura e le manifestazioni, Dottoressa<strong> Margherita Pardini</strong>, abbiamo infine ragionato un poco di 2027, poiché l’anno prossimo ricorrerà il ventennale della scomparsa del Professore. Da parte mia, poiché già a lungo me ne sono occupato (<a title="le antiche trattorie di sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">leggimi a questo link</a>) ed è un tema “veronelliano” molto caro a Rebora stesso, il focus potrebbe estendersi &#8211; già a partire dall&#8217;autunno &#8211; <strong>sulle trattorie</strong>, della Sampierdarena di ieri e di oggi, cercando quei fil rouge legati alle tradizioni e alla convivialità che ancora nutrono l’economia locale.</p>
<p>Agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) posso quindi formulare un arrivederci a presto, e del Professor Rebora parleremo, sempre con Federico Rebora, anche in uno dei 3 incontri &#8220;I pionieri&#8221; che ho già calendarizzato per l’Associazione G.A.U. (dedicati a Giobatta Ratto, Mario Soldati, Giovanni Rebora), in data da definirsi ma nella primavera dell’anno prossimo. Stay tuned!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Carlin Petrini e Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:16:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30148" style="width: 205px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/tagli-scelti.png"><img class="size-medium wp-image-30148" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/tagli-scelti-195x300.png" alt="giovanni rebora - tagli scelti" width="195" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">giovanni rebora &#8211; tagli scelti</p></div>
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<p>E&#8217; mancato, 76enne, Carlin Petrini, braidese DOC, figlio di un ferroviere ed una fruttivendola, ed anzitutto alle sue intuizioni si deve la nascita nel 1989 di Slow Food (la &#8220;Libera e benemerita associazione degli amici del Barolo&#8221; era divenuta Arcigola nel 1986). Quest&#8217;uomo scrisse anche la prefazione alla famosa enciclica &#8220;Laudato si'&#8221; di Papa Francesco, il suo pensiero era che &#8220;C&#8217;è gente ricca che mangia cose buone fatte da contadini poveri, e c&#8217;è gente povera che mangia cose cattive fatte da agricoltori ricchi&#8221;&#8230;</p>
<p>In qualche modo parliamo anche di lui, mercoledì 27 maggio dalle h 17.00 presso il Centro Civico Buranello di Genova-Sampierdarena, durante l&#8217;incontro dedicato al Professor Giovanni Rebora. Infatti, a leggere ciò che costoro scrissero, e ad ascoltare ciò che dissero (Rebora talvolta più “ruvido”, ma Petrini sempre altrettanto sottile), si notano profonde e ripetute convergenze.</p>
<p>Sull&#8217;etichetta della Barbera d&#8217;Asti che nel 2007 Federico Rebora (figlio del Professore), anche grazie all&#8217;enologo albese Lorenzo Tablino, progettò &#8211; per onorare la memoria del padre &#8211; insieme a Franco Roero, vignaiolo di Montegrosso d&#8217;Asti, spicca non a caso una bella frase di Petrini: &#8220;Giovanni Rebora, Professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze&#8221;.</p>
<p>Agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) suggerisco dunque, in quest’occasione, la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, una raccolta di materiali a firma Rebora che Slow Food pubblicò nel 2009, prefata proprio da Petrini, a cui poi Rebora dedica qualcosa di più che un affettuoso saluto finale.</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, sempre in difesa della qualità alimentare, dei cibi autentici e puliti, e di rispetto assoluto per quelle filiere corte che debbono fronteggiare l’irruenza della globalizzazione e di quelle microeconomie oggi troppo a rischio estinzione (io ebbi la fortuna di conoscere anche Luigi Veronelli, e su quel rispetto poggio ogni giorno il mio lavoro).</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, che innescano riflessioni a getto continuo, e fornirebbero centinaia di spunti per quella che ormai definiamo (l’espressione non mi entusiasma) public history, ovvero una divulgazione della storia autorevole ma non accademica, e che attraverso l’indagine di aspetti talvolta, sinora, trascurati, produca nuove acquisizioni.</p>
<p>A pagina 257 di &#8220;Tagli scelti&#8221; v&#8217;è tra l&#8217;altro un articolo, uscito originariamente su &#8220;Il Secolo XIX&#8221; del 12 ottobre 2004, che Rebora intitola &#8220;OGM? No, grazie, preferisco essere libero di mangiar bene&#8221;&#8230; Come sempre, personalmente credo che alle parole di Rebora, dettate dal buon senso prima ancora che dalla competenza culturale, vi sia ben poco da aggiungere.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Mia cara Sampierdarena</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:59:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Mercoledì 27 maggio alle ore 17, presso la Sala Blu del Centro Civico Buranello – Biblioteca Civica Gallino di Genova-Sampierdarena, si terrà l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”. L’appuntamento, a cura di Umberto Curti, è dedicato alla figura di Giovanni Rebora, tra i principali ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/mia-cara-sampierdarena/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/mia-cara-sampierdarena/">Mia cara Sampierdarena</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/buranello_gallino_giovanni_rebora_27052026_.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-30130" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/buranello_gallino_giovanni_rebora_27052026_-212x300.png" alt="buranello_gallino_giovanni_rebora_27052026_" width="212" height="300" /></a></p>
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<p><em>Mercoledì 27 maggio alle ore 17, presso la Sala Blu del Centro Civico Buranello – Biblioteca Civica Gallino di Genova-Sampierdarena, si terrà l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”. L’appuntamento, a cura di Umberto Curti, è dedicato alla figura di Giovanni Rebora, tra i principali studiosi italiani della storia dell’alimentazione. In forma di dialogo con Federico Rebora, l’incontro ripercorre il profilo umano e professionale del Professore, intrecciando ricerca storica, memoria familiare e cultura del territorio. Un’occasione per ripercorrere anche la Sampierdarena del Novecento e le sue antiche trattorie, tra memoria urbana e identità popolare.</em></p>
<p>Un filosofo vissuto tra Otto e Novecento, che conobbi &#8211; ahimé una vita fa &#8211; quand&#8217;ero liceale, scrisse che &#8220;l&#8217;origine è la meta&#8221;.<br />
Mio padre Alfredo Curti, sampierdarenese doc (era nato nel 1915 * in via G.B. Monti), dopo una vita a tratti avventurosissima, che lo condusse anche tra gli indios del Mato Grosso * , è sepolto nel cimitero della Castagna di Sampierdarena, ove sovente salgo a fargli visita. Il suo lungo viaggio ebbe una circolarità che lo ricondusse dond&#8217;era salpato.</p>
<p>Forse è quest&#8217;origine paterna, mista ad un poco di nostalgia, il cordone ombelicale che mi lega stretto stretto a Sampierdarena. E quando gli impegni me lo consentono, mi reco là a far la spesa il sabato mattina, con Luisa Puppo, ho i miei favolosi &#8220;pusher&#8221; &#8211; da Via Dottesio a Via Rolando &#8211; di teste in cassetta, di tortine Sacher, di gnocchi col pesto&#8230; Senza tessuto commerciale, i luoghi via via si spengono, ed è impressionante constatare quanto ciò si riveli quando ormai è troppo tardi.</p>
<h2>Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità</h2>
<p>Mi rende dunque molto felice, <strong>mercoledì 27 dalle h 17.00</strong>, <strong>rievocare &#8211; insieme al figlio Federico</strong> &#8211; la figura del <strong>Professor Giovanni Rebora</strong> (1932-2007), insigne studioso di storia medievale ed agraria. Rebora infatti era sampierdarenese, forse &#8211; come lo sentii dire &#8211; con ascendenze verso quei Langenses menzionati nella <a href="https://www.ligucibario.com/tavola-bronzea-io-turista-nella-mia-citta/" target="_blank">Tavola Bronzea</a>, ed era un paladino delle autenticità e un avversario delle retoriche.<br />
<strong>&#8220;Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità&#8221;</strong> è l&#8217;evento presso la <strong>Sala blu del Centro Civico Buranello</strong> (in Via Buranello, ingresso anche da Via Nicolò Daste) che abbiamo ideato per conversare di storie, di luoghi, di abitudini, di piatti, di vini, anche e preziosamente ispirandoci alla produzione saggistica di Rebora ** , uno storico dell&#8217;alimentazione che &#8220;rinnovò&#8221; una disciplina e a cui dobbiamo molte intuizioni. <a href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/" target="_blank">Storia dell&#8217;alimentazione e identità ligure attraverso lo sguardo di Giovanni Rebora</a> sono il tema di un approfondito articolo (con video) che ho pubblicato qui su Ligucibario®.</p>
<h2>Sampierdarena nel Novecento: vita quotidiana, cultura popolare e trattorie storiche</h2>
<p>Ma anche un evento per ripercorrere, con sintesi suggestive, la <strong>Sampierdarena delle trattorie</strong>, dal &#8220;Toro&#8221; alla &#8220;Gina&#8221;, i report gastronomici di Mario Soldati, le atmosfere e gli aneddoti di una stagione che talvolta pare ancora vivissima. Le <a href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">antiche trattorie di Sampierdarena</a> furono nel 2019 protagoniste di un partecipato incontro da me tenuto presso la Biblioteca Civica Berio.<br />
Quest&#8217;articolo non vale dunque solo da invito all&#8217;incontro di mercoledì 27. A quei Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) i quali non la conoscessero a fondo, suggerisco anche una visita non frettolosa a Sampierdarena, che saprà incantarvi con le sue ville storiche, i portici di Via Cantore, le mille botteghe, e qualche crêuza superstite verso le alture &#8220;fortificate&#8221;. Buona passeggiata!</p>
<p>* all&#8217;epoca Sampierdarena era ancora Comune autonomo. Fu annessa alla &#8220;Grande Genova&#8221; in epoca fascista (1926)<br />
** &#8220;Civiltà della forchetta&#8221; uscì edito da Laterza nel 1998. Si suggerisce anche la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, edito da Slow Food nel 2009<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a>, </strong>Ligucibario®<strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/mia-cara-sampierdarena/">Mia cara Sampierdarena</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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