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	<title>Ligucibario &#187; galantina</title>
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		<title>Eugenio Montale, con Umberto Curti un ritratto alla GAU</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 11:58:10 +0000</pubDate>
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<p>Presso la GAU (Giovani Amici Uniti) in piazza Suppini, a Genova Struppa, su invito della gentile Signora Marisa Burlando ho tenuto la conferenza “Montale (e la Gina * ) a tavola. Frammenti di vita e curiosità gastronomiche tutt’attorno al poeta genovese Premio Nobel”.</p>
<p>Dinanzi ad un pubblico numeroso e partecipe, ho ripercorso alcune quotidianità di un intellettuale a tutto tondo (Montale come noto fu anche traduttore, critico musicale, pittore…) che coi suoi versi – ogni volta lo confesso – segnò indelebilmente la mia giovinezza di studente, e mi accompagnò poi lungo tutta l’esistenza.</p>
<p>Montale crebbe a Genova, in corso Dogali nel quartiere di Castelletto, ma con frequenti soggiorni nella villa di famiglia (la pagoda giallognola) a Monterosso (SP), la porta occidentale delle Cinque Terre, ad un passo da quel promontorio di Punta Mesco – verso Levanto – che non a caso intitola una delle poesie presenti nell’importante raccolta “Le occasioni”.</p>
<p>Ma poi, trascorsi gli anni di ragioneria, il lavoro lo condusse prima a Firenze (Gabinetto Vieussex), quindi a Milano, città dove di fatto risiedette sino alla fine dei suoi giorni.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/gau2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29574" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/gau2-300x169.jpg" alt="gau2" width="300" height="169" /></a></p>
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<p>I biscotti del Lagaccio allo chalet della “vaccheria” di via Bertani mentre tornava da scuola, gli agrumeti, gli ulivi e le vigne di Monterosso, i marrons glacés della pasticceria “Alemagna” in via Manzoni a Milano…, sono alcune delle tappe con cui ho scandito qualcuna fra le predilezioni alimentari del nostro conterraneo. Il quale si autodefiniva “lurco” (ghiottone), e a proposito della cucina ligure scrisse:</p>
<p>“Che la pesca e i viaggi fossero, certamente, le quasi sole occupazioni degli uomini è un fatto che spiega i caratteri della cucina ligure. Di conseguenza, è una cucina per gli assenti, insomma per quelli che tornando (non si sa tra quanti giorni) dovevano trovare in dispensa qualche cosa da mangiare. Perciò questa è l’origine di meravigliosi piatti freddi. La cima ripiena, la torta pasqualina… Sicuramente innumerevoli altri ripieni (di zucchine, di melanzane, di sardine, di cavoli), i sott’aceti, i sott’olio. Infine i funghi in addobbo, in pratica tutte le cibarie che non hanno nulla da perdere se il loro ipotetico consumatore non è ancora apparso all’orizzonte. Unica eccezione la panizza (di farina di ceci) che dovrebbe essere divorata caldissima prima che giunga a tavola”…</p>
<p>Montale – come dargli torto? &#8211; amava lo stoccafisso, il bollito misto (condito con sale grosso e olio di noci), e del basilico affermò che quello giusto cresce in una latta sui tetti d’ardesia della vecchia Genova, gelosa “usanza” di quando scarseggiavano le serre, quelle che oggi garantiscono basilico – e pesto – tutto l’anno.</p>
<p>Infine, nella tarda e struggente “Al mare o quasi” (che ho letto durante la conferenza), accenna anche ai pinoli, indispensabili per la galantina, uno dei piatti più chic, ieri come oggi, del Natale genovese…</p>
<p>Sono lieto dell’ottima riuscita dell’iniziativa, che ha permesso ai presenti uno sguardo su Montale meno consueto del solito, e quindi con piacere formulo loro il mio arrivederci al 27 febbraio, quando alla GAU racconterò di Marinetti, Farfa, e della cucina futurista… Stay tuned, ci sarà di che strabiliare!<br />
* Gina è ovviamente Gina Tiossi, la governante che rimase vicina a Montale fino alla fine, con commovente dedizione&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Pontedecimo, storia e gastronomia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 11:23:46 +0000</pubDate>
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<p>Una rapida “incombenza” ha condotto Luisa Puppo e me, sabato scorso, a Genova Pontedecimo. E’ però poi divenuta un ottimo pretesto per visitare il <strong>grande plastico in scala 1:87 (circa 12 x 3 m) che Piero Alberto Bella ha donato al Convento dei Cappuccini</strong> e che, dopo <strong>cinque anni di lavoro</strong>, ora schiude al pubblico una <strong>magnifica veduta di Pontedecimo</strong>, località la quale &#8211; come noto &#8211; fu interessata dalla ferrovia che nel 1853-54 unì il porto di Genova alla sabauda Torino.</p>
<p>La costruzione fermodellistica (su cui viaggiano un convoglio passeggeri ed un merci) è tutta auto-costruita manualmente, si basa su accuratissime ricerche storiche, anzitutto foto d’epoca (le quali però erano in bianco e nero), e ricrea “per settori” quel che Pontedecimo fu dal 1900 al 1951. V’è di che restare a bocca aperta, tanto ogni dettaglio è fedelmente riprodotto. E quando – intorno alle ore 17.00 – si è attivato anche il sistema di illuminazione (magnifici i tanti lampioncini), è stato possibile notare come le finestre presentassero all’interno perfino le tendine ricamate.</p>
<p>Salutati Piero Alberto e la sua Signora, pochi passi ci hanno condotto a piazza Pontedecimo, dove poi, imboccando la statale dei Giovi, si prosegue verso Mignanego e Milano. <em>Qui correva la <strong>Via Postumia</strong>, costruita da Roma nel 148 a.C. come strada di “arroccamento”, onde agevolare – anzitutto in caso di conflitti &#8211; il trasporto di uomini ed equipaggiamenti. E qui di fatto nasce il Polcevera, per la confluenza dei rii Verde e Riccò.</em><br />
Le luminarie natalizie davano un’atmosfera tutta dorata ad una piazza che non può purtroppo sottrarsi al rumore e ai fumi delle auto, ma che tuttavia conserva una vivacità commerciale che fa ancora ben sperare.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/pontex2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29433" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/pontex2-182x300.jpg" alt="smart" width="182" height="300" /></a></p>
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<p>Due le mie soste con Luisa: una naturalmente alla <strong>pasticceria “Poldo”</strong> (sempre bellissime le vetrine e gli arredi interni), per un tè con paste, e i cavolini alla panna fresca creavano dipendenza. Una vita fa (26 anni fa?) il titolare, Francesco Crocco – che è sempre stato un imprenditore dinamico e creativo &#8211; , fu il nostro primo cliente (direi che conservo ancora come ricordo la fattura per quella nostra consulenza…), infatti con rara lungimiranza Francesco ci richiese  specificamente un piano di marketing e comunicazione. Piano che poi amò definire “la Bibbia” (davvero lusingandoci) e che utilizzò nei periodi successivi per mettere in campo tante idee e testare tante iniziative concrete… Mi viene giocoforza da chiedermi (ma la mia è una di quelle voci che gridano nel deserto): quante attività commerciali che oggi chiudono &#8211; e a Genova è una ecatombe &#8211; potrebbero viceversa restare sul mercato grazie ad un piano di marketing e comunicazione e qualche momento formativo ben strutturato?</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/pontex3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29434" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/pontex3-300x229.jpg" alt="smart" width="300" height="229" /></a></p>
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<p>La seconda sosta non poteva che essere alla vicina <strong>rosticceria “Saetta”</strong>, i cui prodotti (dal 1958) occhieggiano tentatori dalla curatissima vetrina. Personalmente ho “ceduto” alla galantina e all’insalata russa, ma in altre occasioni mi rivolgerei alla pasta fresca (pansoti&#8230;), alle torte di verdura, ai sott’oli, ai formaggi. Mamma mia quante bontà, v’è solo l’imbarazzo della scelta, sia lode alla cucina ligure! E, last not least, troverete cortesia nel servizio e ragionevolezza nei prezzi.</p>
<p>Se quindi, anche nel periodo delle Feste, avrete un pomeriggio libero, perché non dedicarlo a Pontedecimo, al suo grande plastico ferroviario, e ad un po’ di shopping di qualità, dolce e salato? La val Polcevera è la valle dei corzetti, del salame (e della mostardella) di Sant&#8217;Olcese, del &#8220;pan da Guardia&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>L&#8217;antico pranzo di Natale dei genovesi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 11:22:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29321" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop1-295x300.jpg" alt="smart" width="295" height="300" /></a></p>
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<p>Negli spazi “Coop” di corso Europa, dinanzi ad una sala davvero gremita, e ad un pandolce affettato che spandeva invitanti profumi, <strong>Umberto Curti ha svolto il suo terzo incontro per UniAuser Genova</strong> raccontando l’antico pranzo di Natale a Genova, ovvero “Dalla galatina all’alzatina”. Il simpatico titolo origina dal fatto che la galantina appariva fra gli antipasti del pranzo del 25 dicembre, mentre un’alzatina di rugiadoso stracchino molle (!) lo concludeva – ed era un banchetto non da poco &#8211; …</p>
<p>E’ una conferenza che Umberto Curti tiene da una quindicina d’anni, naturalmente “rinnovandola” qui e là, perché il tema – realmente – affascina sempre tutti. Da un lato restituisce il mood delle Feste, l’atmosfera famigliare, la preparazione dell’abete e/o del presepe, il rito dei regali. Dall’altro percorre i gusti d’un tempo, talvolta molto simili ai nostri attuali (i ravioli, il cappon magro, ö pandöçe…), ma talvolta assai meno.</p>
<p>Interessante anche la narrazione sui vini, i bianchi spaziavano dal “Coronata” ai vini delle Cinque Terre, fra cui i “vin particulà”, ovvero i passiti, i “rinforzati”, i vini da rito; mentre per i rossi Genova s’appoggiava – <em>more solito</em>… &#8211; al vicino Piemonte, con la Barbera, il Dolcetto, la Freisa… Ma su qualche desco poteva far capolino anche una Malvasia di Pietra Ligure (?), o un Moscatello di Taggia.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29322" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/coop2-300x245.jpg" alt="smart" width="300" height="245" /></a></p>
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<p>Amici Lettori di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, stay tuned, continuate a seguirci, perché il 2026 sarà un anno ricco di conferme e di alcune novità, che si rifletteranno in cicli di conferenze molteplici e significative, che terremo per Biblioteca Civica Saffi, per UniAuser, per l’associazione GAU, in proficua collaborazione – e ne siamo lieti &#8211; anche col Comune di Genova, di cui ringrazio l’Assessorato e la Direzione cultura, e col DISPI (Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Genova), col quale la nostra società ha stipulato un’apposita convenzione…</p>
<p>Colgo inoltre l’occasione di formulare sinceri Auguri alle signore Trusendi e Martinero che per conto di UniAuser Genova ci hanno sempre garantito efficienti operatività e cordiali accoglienze: buon Natale a voi, anche da Umberto Curti.</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lantico-pranzo-di-natale-dei-genovesi/">L&#8217;antico pranzo di Natale dei genovesi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Le conferenze di Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 13:08:38 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>Dall&#8217;agenda di Ligucibario®, le conferenze di Umberto Curti, tutte a ingresso libero (nota bene: 4, come precisato, sono riservate ai soci UniAuser)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>18 / 02 h 15.00                   Eugenio Montale e la Gina (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Sala soci Coop corso Gastaldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 / 02 h 17.30                   Genova Ottocento</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15 / 03 h 15.20 circa          Dalla fügassa alla fugazzeta</p>
<p>MEI Museo nazionale dell&#8217;emigrazione italiana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>29 e 30 / 03                          I croxetti del Doge</p>
<p>(date da confermare)        in occasione di &#8220;Evoè&#8221; a Recco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>22 / 04 h 17.30                    L’Ottocento a tavola</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28 / 04 h 15.00                   Di Marinetti, di Fillia, di Farfa (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Sala soci Coop corso Gastaldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28 / 05 h 15.00                   C’era una volta il 1863 a Genova (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Circolo Zenzero via Giovanni Torti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>09 / 10 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 1^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>23 / 10 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 2^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>06 / 11 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 3^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 / 11 h 17.30                    Corso “Assaggiatori di Genova” – 4^ lezione</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>03 / 12 h 15.00                    Dalla galantina all’alzatina (riservato ai soci UniAuser)</p>
<p>Sede da definirsi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>04 / 12 h 17.30                    Natale, una dolce storia di canditi</p>
<p>Biblioteca civica Saffi Molassana.</p>
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		<title>Baccicin du caru, Trattoria con t maiuscola</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 09:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p><em>Che le autentiche – ed ammirevoli – trattorie siano un bene in via d’estinzione in questo Paese distratto, e che “<strong>Baccicin du caru</strong>” – in quel di Mele &#8211; incarni e rappresenti i valori migliori di ciò che alla parola trattoria un po’ tutti ancora associamo è incontestabile.</em></p>
<p>Ligucibario® in tanti anni non ha mai contenuto pubblicità né “dintorni”.<br />
Scrive di ciò che ama e di ciò che reputa importante divulgare anzitutto circa la cucina ligure.</p>
<p>Oggi, e avviene di rado, partirei da una “perplessità”, storcendo un po’ il naso: forse non ha molto senso definire una trattoria la migliore d’Italia. La migliore in assoluto secondo il giudizio (giocoforza arbitrario) di chi? E in base a quali parametri?</p>
<p>Premesso ciò, che le autentiche – ed ammirevoli – trattorie siano un bene in via d’estinzione in questo Paese distratto, e che “<strong>Baccicin du caru</strong>” – in quel di Mele &#8211; incarni e rappresenti i valori migliori di ciò che alla parola trattoria un po’ tutti ancora associamo, beh questo viceversa è incontestabile…</p>
<h2>Baccicin du caru: memorie lungo il passo del Turchino</h2>
<p>Quasi 50 anni fa e a 30 all’ora percorrevo il <strong>valico del Turchino</strong> in “Vespa”, diretto a Tarsoebi (Trisobbio, AL), dove i miei affittavano una casetta per agosto, e ricordo che in una curva a sinistra mi colpiva questo “presidio” dove immaginavo si mangiassero pietanze buone, e – vista l’atmosfera del luogo &#8211; si fermassero gli amanti della tradizione.</p>
<p>La gigantesca autostrada da metà anni Settanta ha un po’ tagliato fuori certi luoghi, ma io tuttora insieme a Luisa prediligo, ostinatamente, raggiungerli in <strong>treno</strong>, con quel <strong>binario unico di fine Ottocento</strong> che all’inizio fu a vapore e che regala – tra viadotti panoramici, santuari, neviere abitate da salamandre, e commoventi scorci rurali – <strong>Appennino allo stato puro</strong>…<br />
Partendo da Genova, ecco &#8211; iniziando a salire &#8211; Borzoli, Costa di Sestri, Granara, Acquasanta, Mele, poi il lungo tunnel e di là Campo Ligure, Rossiglione e infine Ovada, ormai in Piemonte (con le nocciole e i vini Dolcetto, e d’inverno magari la neve).</p>
<p><strong>Luoghi da</strong> <strong>trekkers</strong>, anzitutto col “sentiero” Frassati, e da archeologi (si pensi alla “pietra di Issel” crivellata di misteriose microcavità dette coppelle).<br />
L’area inoltre insiste su quell’interessante “cammino di Santa Limbania” la cui prima tappa congiunge Voltri con Roccagrimalda, per poi ripartirne verso Gavi.</p>
<h2>Baccicin du Caru: i cibi, i vini e il territorio</h2>
<p>Da Baccicin du Caru ho mangiato, nel corso del tempo, almeno una quindicina di volte, o forse ben di più, ricordo il sorriso di Gianni Bruzzone quando organizzava cene intorno ai formaggi della val Sangone, o ad altre prelibatezze scovate chissà dove. I suoi antenati commerciavano vino sfuso, e presumo che l’amore per il vino gli sia stato tramandato dritto dritto nel DNA.</p>
<p>Oggi i clienti approdano qui, oltre che da Genova e dalla Padanìa, anche da Francia e Germania, e sovente magari incontri, al tavolo accanto, il figlio del Professor <strong>Rebora</strong>, studioso che conobbi ai tempi dell’Università e cui ho dedicato molti scritti, gustando anche quel poderoso <strong>Barbera d’Asti</strong> che co-progettò con Franco Roero (<a title="umberto curti barbera del professore" href="https://www.ligucibario.com/una-barbera-dentro-la-storia/" target="_blank">leggimi qui</a>).</p>
<p>Di “Baccicin” ormai raccontano comprensibilmente in tanti, e ne sono davvero lieto, io anni e anni fa gli dedicai su un sito di viaggi la recensione, che bontà sua Gianni incorniciò, “Del mangiar benissimo sul Passo del Turchino”, colpito anzitutto dagli <strong>antipasti</strong> (lardo di pata negra, salame cotto piemontese, soppressata di cinghiale, spianatine di cervo, torta ai peperoni, Roccaverano su porcini, e, servita a parte, una salsiccia con uva), da <strong>cose arcirare come il <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mucci/" target="_blank">flan di mucci</a> e la <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pute/" target="_blank">pute di Masone</a></strong>, e dal fatto che con gli gnocchi al <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pesto-di-basilico/" target="_blank">pesto</a> venisse fornita anche una coppetta da cui attingere, se necessario, ancora un po’ di “profumi”&#8230;</p>
<p>So che <strong>Mele</strong> – il cui nome si legherebbe al miele &#8211; è stata a lungo carta (di pregio), prodotta da varie officine lungo i corsi del Leira e del Cerusa, e talora esibisce fieramente qualche bella dimora di villeggiatura, visto il verde circostante e le vicine terme salso-sulfuree dell’Acquasanta (<a title="umberto curti a mele" href="https://www.liguriafood.it/2021/01/08/mele-miele-lacqua-le-coppelle/" target="_blank">leggimi qui</a>).</p>
<p>Tanto che già leggevamo nei preziosi “Annali” del Giustiniani (1537): “&#8230;e accanto ad essa villa (Mele) passa il fiume nominato Leira qual va in mare tra l’un borgo e l’altro (di Voltri), ed è il fiume celebre per l’utilità grande che produce agli uomini del paese, comeché su quelle siano edificati molti molini, molte ferriere, molte fabbriche per il papero e somiglianti edifici”.</p>
<p>Le cuciniere di quei luoghi in primis sciorinavano fügassin, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zeraria/" target="_blank">zraria</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zimino-di-ceci/" target="_blank">zimino</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/craston/" target="_blank">crastön</a>…</p>
<h2>Baccicin du caru: la salvaguardia di miti e riti alimentari</h2>
<p>Ma quando conobbi “Baccicin” innegabilmente mi seduceva l’immagine di una <strong>“osteria” nata (con cambio cavalli)</strong> per sfamare manodopera ferroviaria e tuttora, con sacrificio e passione, resiliente al tempo, ben salda sui propri ideali, <strong>paladina di quel che mi piace chiamare buonessere…</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN1253.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23699" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN1253-300x225.jpg" alt="DSCN1253" width="300" height="225" /></a>Con Gianni, via via, ci siamo conosciuti un po’ più a fondo, anche per via di alcune analogie biografiche (entrambi VAM in Aeronautica, entrambi guidatori di Giuliette nei primi anni Ottanta…).<br />
Il locale, lindo e quieto, non tradisce mai se stesso, e propone una trentina di coperti disposti su due salette.<br />
<strong>Rosella, la sorella di Gianni</strong>, Rosella e non Rossella come purtroppo leggo qui e là, ha ingentilito alcune ricette importanti, che raccontano una storia di famiglia e che sanno collegare il mare della Riviera di ponente all’Ovadese. Perché <strong>qui si salvaguardano miti e riti alimentari</strong> ma – ove opportuno – con una <strong>creatività che non scada mai a stravaganza</strong>. <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/galantina/" target="_blank">Galantina di vitella</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-carne-o-di-magro-col-tocco/" target="_blank">ravioli</a> del terroir, pasta fresca, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/trippe-accomodate/" target="_blank">trippe accomodate</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cima-alla-genovese/" target="_blank">cima</a>, brasato, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/coniglio-alla-ligurealla-carlona/" target="_blank">coniglio alla ligure</a>, lingua con la salsa verde, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/lumache/" target="_blank">lumache</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/funghi-funghi-funghi/" target="_blank">funghi</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/canestrelli-di-torriglia-rovegno-brugnato-taggia/" target="_blank">canestrelli</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/panera/" target="_blank">semifreddi</a>, mamma mia che meraviglia, il tutto sempre abbinato a <strong>vini significativi</strong> (c’è affetto anche verso la DOC val Polcevera che grazie a 3 vignerons è tornata a nuova vita), ma senza necessariamente dover firmare cambiali…</p>
<p>Che dirti, amico Lettore? Se prenoterai, buon appetito, e salutami caramente i titolari…<br />
Un’ultima precisazione: da “Baccicin” non troverai chips, né tataki, né chapati, né topping…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Metti una cubaita d’inverno a Natale…</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 12:53:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/023.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22066" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/023-225x300.jpg" alt="023" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Manca poco al <strong>Natale</strong>, ogni luogo (ogni famiglia) “custodisce” i propri riti e i propri cibi.<br />
E’ così anche in Liguria, in una casa si addobba l’albero in una si allestisce il presepe (talora si “cede” a entrambi, per la gioia dei bambini…), a levante si prepara la <strong>spungata</strong> a ponente la <strong>cubaita</strong> (col pandöçe zeneize ben al centro…), in città si afferma la <strong>galantina</strong> e nelle campagne la <strong>zeraria</strong>, un paese organizza il confeugo un altro una processione.</p>
<p>Di cubaita Ligucibario®, notoriamente, si è già occupato. E’ un dolce antico, croccante, che <strong>a Triora chiamano “turùn”</strong>. La parola è dall’arabo qubbat = mandorla.<br />
Si presenta a mo’ di sottile cialda (poca farina, acqua, albume) con farcia soda di nocciole trite, noci, miele (acacia o millefiori) sciolto a fuoco tenue, zest di limone o arancia grattugiato…; non esiste una ricetta unica ed assoluta, ma propone una certa qual parentela anche e soprattutto con dolci dell’Africa nord-orientale, ad es. della Tunisia, e con <strong>le copate senesi</strong> “uscite” da un convento nel ‘400 (e parenti delle <strong>ostie ripiene pugliesi</strong>).<br />
Ogni etto di frutta secca prevede indicativamente 80 grammi di miele.<br />
Si consideri che già il ghiottone &#8211; e miliardario &#8211; romano <strong>Apicio</strong> o chi per lui (1) descrive un <em>nucatum</em> dolce (nux, nucis = noce), preparato con mandorle, miele e albume, in qualche modo progenitore di quei torroni che sono il vanto di Cremona ed altre città. Ed in Sicilia – ma anche in Calabria &#8211; incontriamo infine la <strong>giuggiolena</strong> (giulgiulan), con mandorle, miele, semi di sesamo.<br />
Come i croxetti, la cubaita può esser incisa tramite pinze a dischetto, ottenendo disegni e stemmi.<br />
Delicata e non stucchevole, ottimamente conservabile, calorica ma proteica (con Omega3, fibre, calcio, ferro), abbina bene ad es. un <strong>DOC Pigato passito, da servire a 8-9°C</strong>.<br />
(1) al famoso <em>De re coquinaria</em> dedicai 13 anni fa un approfondito studio, <em>Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio in cucina</em>, si veda <a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">a questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liguria che vai, Natale che trovi</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 09:56:46 +0000</pubDate>
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<p>Martedì <strong>12 dicembre alle h 17.00, presso la Biblioteca civica Saffi di Genova-Molassana, converserò sul Natale</strong> – come si dice – “di una volta”.<br />
Erano feste più felici delle attuali? Chissà, difficile rispondere a domande come questa. Ma quel 12 dicembre, quasi un solstizio ormai…, certamente varrà a viaggiare dentro rituali e menu che sono in parte scomparsi, in parte per fortuna sopravvissuti.<br />
Parleremo di lumini, natelli, sexendé, mandarini…<br />
Di vigilie, abeti, presepi, “processioni” alla Madonna della Guardia lassù a Ceranesi su monte Figogna…<br />
Di galantine, ravioli, scorzonere, pandolci…<br />
Ma – come sempre – la città poteva differire dalla campagna, la costa dall’entroterra, il ponente dal levante, il desco del ricco dal desco di chi meno aveva. E i vari territori proponevano usi natalizi diversi gli uni dagli altri.<br />
Ecco tanto per dire, da ponente a levante, <strong>le tagliatelle di “boraxe” e la doba* a Ventimiglia , le acciughe, il favoloso brandacujùn e il coniglio a Sanremo, la croccante cubaita in vari borghi dove talvolta è chiamata turùn (Triora), l’antico gran pistau a Pigna. Le triglie e la cima ad Alassio, la ruralissima zerarìa a Toirano. La torta cappuccina in val Fontanabuona. Il baccalà a Castelnuovo Magra, le anguille ad Ameglia…</strong><br />
E voi, amici lettori, che Liguria siete? Che Liguria “andate”? Che Natale trovate?<br />
Vi aspetto martedì 12 alla Saffi, ingresso libero fino ad esaurimento capienza.<br />
Nel frattempo, “godetevi” acciughe, brandacujùn, coniglio,  cubaita, gran pistau, cima, zeraria, baccalà ecc. qui nella sezione <em>Alfabeto del gusto</em>! Più di vent&#8217;anni di lavoro per il più ampio e completo &#8220;vocabolario&#8221; dell&#8217;enogastronomia ligure. Buona lettura e buona acquolina&#8230;</p>
<p>*la doba è uno stracotto di vitellone magro, cotto a fuoco lento con pomodoro e funghi. Mi parrebbe, vista la vicinanza e l&#8217;assonanza, legarsi alla daube provenzale&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Centanaro, un nome per amico</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 14:27:56 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/centanaro-vetrine1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21916" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/centanaro-vetrine1-300x198.jpg" alt="smart" width="300" height="198" /></a><strong>Ligucibario®</strong>, da sempre, non contiene spazi pubblicitari. Quel che vi scrivo &#8211; benché io mi occupi di marketing, turismo, formazione &#8211; non ha finalità commerciali, bensì divulgative. Parlo di Liguria, di agricolture, di imprese, di artigiani…andando dove mi porta il cuore. In ciò risiede forse la peculiarità di questa piattaforma, che non è “una delle tante”, e dei libri che ho scritto. E quanti mi leggono sanno che, quando il tema è l’enogastronomia, ovvero quel che mangiamo dunque siamo, da molti anni reputo l’indipendenza uno dei requisiti fondamentali dell’autorevolezza… Quanto al resto, ognuno poi si guadagni da vivere (chiaramente nei limiti della legalità) come meglio ritiene.<br />
Detto questo, mi tornano alla mente i miei genitori quando – non proprio ieri ma l’altroieri – mi nominavano <strong>Centanaro</strong> come la bottega di riferimento per gli acquisti e i cesti natalizi… Carni suine italiane, lavorate nel laboratorio del punto vendita, e una galantina dal profumo inconfondibile.<br />
Fondata da Giacomo Centanaro, sceso a Genova dalle colline dell’entroterra, questa storica macelleria &#8211; salumeria (quasi 80 anni ormai di gloriosa esperienza) sorge nella centralissima <strong>via San Vincenzo</strong>, ed effettua anche servizio catering.<br />
Sono trascorsi gli anni, mutate molte cose, ma chi passi dinanzi alle due luminose vetrine realizza ancora immediatamente le sue caratteristiche. A carni e salumi d’eccellenza s’affianca infatti un banco dei formaggi con straordinarie referenze non solo vaccine. Provare per credere. Dalle costine pre-condite sotto vuoto agli spiedini, dalla salsiccia col finocchietto alle carni da grigliate, dagli hamburger alle specialità natalizie, dalle tome piemontesi agli erborinati, dalle robiole ai pecorini, un carosello di fresco e stagionato, talora anche a latte crudo, sino alle produzioni di micro caseifici selezionati con amore e competenza.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/centanaro-interno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21917" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/centanaro-interno-300x220.jpg" alt="smart" width="300" height="220" /></a>Scrive Centanaro sul proprio sito web, con accenti &#8220;artigiani&#8221; che commuovono: “Un tempo la categoria merceologica del <strong>salumiere </strong>ovvero chi sceglie, fa macellare o macella ed elabora, conserva e rivende la carne del maiale, era una categoria molto folta che oggi si è assottigliata per svariati motivi vuoi per le abitudini di vita moderne vuoi per la grande distribuzione che offre prodotti industriali a costi ridotti. La salumeria oggi è annoverata nella categoria della gastronomia ma non per questo chi svolge ancora questo mestiere ha perso l’arte e la passione di lavorare la carne suina e offrire un prodotto prelibato e genuino”.<br />
Ma chez Centanaro all’asporto si abbina da qualche mese <strong>anche la possibilità di consumare qualcosa di buono (anzi, di buonissimo) comodamente seduti</strong> ad un bancone: stinco, panini, verdure grigliate&#8230; Piatti cui si può sposare un calice di vino, magari della DOC Colline di Levanto, o una birra artigianale, magari di Montoggio in valle Scrivia. Non quindi la frettolosa sosta dentro un anonimo e chiassoso fastfood, ma una pausa di buonessere rilassante in uno dei templi dello shopping zeneize. Circondati da olii extravergine di qualità, barattoli di mostarda, di crauti, aceti balsamici…<br />
E tutto questo in un clima di accoglienza e di cordialità che poggia su un garbo innato, premuroso, il quale onora anzitutto il nome di Genova e pone il cliente davvero al centro del servizio. Grazie dunque, Centanaro, e a presto.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Il calendario dell’Avvento di Ligucibario</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 14:57:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC04599.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20712" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC04599-300x225.jpg" alt="DSC04599" width="300" height="225" /></a>Il calendario dell’Avvento di Ligucibario</p>
<p>Si avvicinano le festività natalizie, ricorrenza che Ligucibario® ha sempre degnamente celebrato… Non di rado approfondendo anche quello che era <strong>il menu degli “antichi” Genovesi</strong>, dalle galantine e dai sott’oli (o per meglio dire le verdure in addobbo) sino all’alzatina di stracchino molle e al giro di pirön che chiudevano il banchetto.<br />
E’ ormai dicembre, si “inaugurano” pian piano i calendari dell’Avvento, <strong>si ornano abeti, si rimontano presepi * </strong>, si scrivono promemoria con le idee per i regali (le idee paiono non bastare mai) e con le liste della spesa, sperando di non dimenticare alcunché. E sperando sia l&#8217;ultimo Natale condizionato dalla pandemia.<br />
I giorni scorsi è uscito nelle edicole (ben venduto) con “Il Secolo XIX” il mio nuovo lavoro, <em>Abbecedario della cucina ligure</em>, 64 ricette della tradizione. Ma qualcuna, necessariamente, è restata fuori. Così ho deciso di creare una sorta di calendario dell’Avvento che, più o meno una a settimana, proponesse ai Lettori qualcuna di quelle ricette, o “dintorni”. Mi riferisco <strong>alla soppressata di polpo, ai ravioli in brodo di cappone, al tacchino con le castagne, al pandolce col chinotto di Savona</strong>.<br />
Saranno perciò online con la scansione temporale del 6 dicembre, del 10, del 17 e del 23, ormai antivigilia, ognuna beninteso col corretto abbinamento enologico (vini DOC liguri ed extraliguri), configurando un menu &#8220;ad alto tasso di Superba&#8221;, ma con uno sguardo affettuoso anche verso le riviere.<br />
Sarò come sempre arci-contento se mi farete pervenire i vostri commenti e suggerimenti, anche quelli &#8211; davvero &#8211; non bastano mai. Ciao al <strong>6 dicembre</strong>!<br />
* è pur vero però che molti decori, stelline, festoni, lucine&#8230;, dal 6 gennaio rivelano la loro natura &#8220;effimera&#8221;, e ogni anno si ricomprano talvolta le stesse cose perché si sono gettate vie le &#8220;vecchie&#8221;. Oltre alla spesa in sé, occorrerebbe forse una riflessione anche sull&#8217;inquinamento che tutto ciò inevitabilmente produce. La tutela del pianeta, come noto, passa anche attraverso i piccoli gesti quotidiani<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-dellavvento-di-ligucibario/">Il calendario dell’Avvento di Ligucibario</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Genova, a tavola San Silvestro schiude l&#8217;anno nuovo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2021 15:52:30 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-tavola-san-silvestro-schiude-il-2021/">Genova, a tavola San Silvestro schiude l&#8217;anno nuovo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20092" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Genova, a tavola San Silvestro schiude l&#8217;anno nuovo&#8230;</p>
<p>E’ stato un “cenone” di <strong>Capodanno homemade</strong>, stavolta, cucinato insieme a Luisa anche con l’intento di sentir vicini alcuni luoghi, alcune persone, alcune situazioni…, ora che finalmente il 2020 cede il posto all’anno nuovo.<br />
Non un menu alla genovese, che secondo rituali il 31 dicembre e l&#8217;1 gennaio prevedeva – liberamente, caso per caso – <strong>la farinata, corzetti, stoccafissi, fritto di terra</strong> (carni e verdure)…, e naturalmente il “ricorso” conclusivo ad alcuni must delle feste natalizie, fra cui in primis il mitico <strong>pandolce zeneize, e i canditi</strong>…<br />
Ma un menu, questo sì, che proponesse una piacevole escalation gustativa, beninteso garantendo alcune “tappe” liguri, e ovviamente le lenticchie portafortuna (ovvero palanche).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/galantina-di-maiale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20093" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/galantina-di-maiale-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a>Abbiamo così cominciato con <strong>le galantine</strong> di vitella e di maiale della bottega “Sciutto” in piazza Scio, alla Foce, tempio di cose buone, miniera di formaggi nota a innumerevoli gourmet. E qui mi sovviene perfino di Eugenio Montale, leggimi <a href="https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-eugenio-montale/" target="_blank">a questo link</a>&#8230;</p>
<p>&nbsp;<br />
Il secondo antipasto è consistito in un tortino, semplice semplice, di melanzane, su cui versare alla fine un filo caldo di fonduta di Parmigiano Reggiano 18 mesi.<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/sformatino-melanzane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20094" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/sformatino-melanzane-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Ecco poi i rigatoni con sugo di coniglio e melanzane, ricetta simile a qualcosa che vidi eseguire in televisione da Mattia Poggi, giovane cuoco ligure molto simpatico e molto attivo su Alice.tv. <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/rigatoni-coniglio-melanzane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20095" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/rigatoni-coniglio-melanzane-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a>Piatto assai riuscito, che mi riservo di ripreparare anche con paccheri e con mezze maniche, magari variando anche la verdura (in stagione zucchine?). L&#8217;abbinamento con un Riesling alsaziano, davvero fascinoso nella sua complessità, idrocarburi, note citrine, fiori bianchi e infine fruttato, si è rivelato non audace.</p>
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<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/riesling-alsazia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20096" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/riesling-alsazia-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Immancabile, per secondo, lo stinco (di una celebre azienda lombarda) accompagnato dalle lenticchie in umido, arricchite quanto a sapore da scalogni, alloro, vino rosso… <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/stinco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20097" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/stinco-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a>Questa carne ha richiesto un Rosso di Montalcino, sangiovese in purezza, dalla struttura corroborante, rosso rubino, forte personalità olfattiva, in bocca asciutto, con tannini ben risolti e non spigolosi.</p>
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<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/rosso-di-montalcino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20098" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/rosso-di-montalcino-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a></p>
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Granfinale con la <strong>spungata sarzanese</strong>, in versione pasta sfoglia, con una farcia di confetture, frutta secca, cioccolato a scagliette… Di questo dolce, legato ai pellegrini e mercanti che transitavano sulla Via Francigena diretti poi via mare ai luoghi santi, mi sono a lungo occupato, come ben sa chi mi legge, approfondendo tutte le cento ricette (Crema, Brescello, Pontremoli&#8230;) e finanche progettando percorsi turistici. A Natale rappresenta dunque per me un omaggio doveroso. Il matrimonio è con passiti a bacca bianca.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/spungata-cotta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20099" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/spungata-cotta-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Che il 2021 abbia ora inizio, regalandoci un po’ di quella serenità che l’anno vecchio ci ha sottratto, e un po&#8217; di quel lavoro che dovrebbe esser diritto di tutti e con cui talvolta ben sostanziamo le nostre quotidianità.<br />
Auguri davvero di cuore a tutti i Lettori &#8211; non sono pochi &#8211; di Ligucibario!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/genova-a-tavola-san-silvestro-schiude-il-2021/">Genova, a tavola San Silvestro schiude l&#8217;anno nuovo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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