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	<title>Ligucibario &#187; cosio d&#8217;arroscia</title>
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		<title>Cosio d&#8217;Arroscia, erbe buone e cucina malgara</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cosio-da.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30003" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cosio-da-219x300.jpg" alt="smart" width="219" height="300" /></a></p>
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<p>Susanna, una mia gentile allieva in quei corsi per GAE (Guida ambientale escursionistica) i quali abilitano alla professione a livello regionale, mi ha di recente omaggiato di un libro che “conoscevo” (avendolo notato in alcune librerie e in occasione di alcune fiere) ma che non avevo mai letto. “Piante e tradizioni a Cosio d’Arroscia” (ed. arabAFenice) è un amorevole percorso, non solo etnobotanico, dentro il cuore di un’alta valle dell’Imperiese, nonché un repertorio di 65 schede sulle principali piante d’interesse alimurgico, ovvero dotate di benefiche proprietà a vario livello, anche cosmetico, anche veterinario, anche artigianale, anche religioso.</p>
<p>Completa quest’opera una densa bibliografia, che suggerisco a tutti di “scorrere” non frettolosamente.</p>
<p>Per me, appassionato di preböggiön, di muretti a secco, di cucina malgara, di micromusei di cultura locale, eccetera eccetera, è stato un attimo, nel giro di un pomeriggio del weekend, godermi in lettura tutti quegli straordinari contenuti. Un viaggio nel tempo, dentro una dimensione agro-pastorale messa a rischio dall’incalzare dell’antropocene, dentro la memoria orale che malgrado tutto ha saputo custodire e tramandare un sapere – sovente femminile – antichissimo e quasi ancestrale, dentro una biodiversità (ove rispettata dall’uomo) sempre amica del buonessere, e delle api. Wildlife stays wildlife pays.</p>
<p>Cosio, grumo di case aggrappate alla montagna, sorge a 720m d’altitudine e conta oggi circa 170 abitanti. Vanta origini (e legislazione) preromane, e una colorata festa delle erbe in luglio (tra cui la magnifica lavanda) anima i porticati e le ombrose viuzze dell’abitato.</p>
<p>Qui si riunirono anche gli artisti internazionali che nel 1957, attorno ad Asger Jorn (1), fondarono il Situazionismo (e bevvero “Cosiate”, ovvero il locale Ormeasco (2), ottenuto da uve dolcetto…). Un decennio dopo, anche da quei semi, dalle idee e dagli scritti di quei giovani sensibili fruttificarono movimenti di massa destinati in senso sociale e culturale a segnare &#8211; ovunque &#8211; tutta la fine del Novecento e soprattutto di un’epoca.</p>
<p>La saggezza contadina a Cosio tuttora ci propone pan fritto, salvia fritta, brodi d’erbe, torte verdi e bernardun di porri e patate, minietti, turle e raviore, fettuccine alle ortiche o agli engari (spinaci selvatici), brüssö, catarinette, caniscelli, castagne in cento modi, torta stroscia, tisane di camomilla…</p>
<p>Ligucibario® ovviamente ha negli anni “tenuto il passo”, descrivendo tutte queste peculiarità, e come sempre confermando un (doveroso) occhio di riguardo agli entroterra liguri. Si nota immediatamente come le piante del territorio quasi sempre presenzino la cucina cosiate, conferendo profumi e caratteristiche specifiche ai diversi piatti. Tuttavia non si trattava – stop con i falsi miti e le retoriche – di “mediterraneità”, di vere e proprie sapienze ante litteram. Molto più semplicemente, nelle case si mangiava o si riciclava ciò di cui era possibile disporre, e si tesaurizzava l’impiego di tutto ciò che – meglio ancora! &#8211; in qualche modo risultava anche benefico…</p>
<p>Amici Lettori, arrivederci a Cosio, dunque! Storia, botanica, buon vino e buona tavola.</p>
<p>(1) poliedrico pittore danese (1914-1973), ad Albissola Marina – in via d’Annunzio, nell’area collinare dei Bruciati &#8211; è da alcuni anni visitabile la sua strabiliante Casa-Museo</p>
<p>(2) come noto, fu “imposto” in loco alla fine del secolo XIII da un decreto podestarile dei Marchesi di Clavesana. E’ questa, da allora, una viticoltura eroica, che dona un vino vivo, d’un bel rosso rubino tendente al violaceo, tannico e persistente, un po’ “spigoloso”, dai sentori di ribes e rosa selvatica. Perfetto coi tortelli di carne, le fettuccine al ragù, gli stufati (coniglio), la cacciagione… Si serve intorno ai 17°C in tulipani a stelo medio.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Erba besa</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2025 09:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Erba besa è l’Achillea ligustica (camomilla selvatica), pianta aromatica, la quale entra (non troppa altrimenti risulta tossica) ad es. nelle turle di Cosio d’Arroscia (IM)… E&#8217; alquanto rara, come specie spontanea crescendo sopra i 2mila metri, in zone pietrose e pascoli. Assai odorosa, ne ho veduta anche in Sardegna, all&#8217;Elba&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/erba-besa/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Erba besa è l’Achillea ligustica (camomilla selvatica), pianta aromatica, la quale entra (non troppa altrimenti risulta tossica) ad es. nelle turle di Cosio d’Arroscia (IM)…<br />
E&#8217; alquanto rara, come specie spontanea crescendo sopra i 2mila metri, in zone pietrose e pascoli.<br />
Assai odorosa, ne ho veduta anche in Sardegna, all&#8217;Elba&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(30). Cos&#8217;è la cucina bianca?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 08:14:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte30-cose-la-cucina-bianca/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cos&#8217;è la cucina bianca?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>30. cos&#8217;è la cucina bianca?</strong> E&#8217; la cucina delle malghe della Liguria occidentale, nei Comuni di Cosio d&#8217;Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Triora&#8230; Un ricettario di geniali frugalità, &#8220;bianco&#8221; perché tale era ed è il colore di molti ingredienti fondativi: farina, latte, brusso, porri, patate quando giunsero dal Nuovo Mondo, aglio, particolarissimi formati di pasta (quasi sempre impastata senz&#8217;uova)&#8230; E&#8217; la cucina delle aree in cui tuttora incontrare mandrie e greggi, della transumanza, delle tradizioni fieramente custodite. Au fricciu era la consegna del bestiame ai pastori montani durante la stagione calda, au sciernu l&#8217;opposto, per farlo svernare. E quando mi regalo qualche trattoria del posto, nei calici &#8220;pretendo&#8221; ovviamente un DOC Ormeasco, da vitigno dolcetto.</p>
<h2>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte29-strutto-nella-focaccia/" target="_blank">la 29ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte30-cose-la-cucina-bianca/">Cucina ligure domande e risposte(30). Cos&#8217;è la cucina bianca?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Bianca (cucina)</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 13:40:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Cucina malgara – con epicentro Mendatica (IM) a 800 m sul mare… &#8211; che “lega” alcuni Comuni alpini del ponente ligure, e cuneesi e occitani, prevedendo un forte impiego di farinacei, latticini, patate, porri, aglio, rape, pasta (sovente senza uova e condita sovente senza pomodori), castagne, miele. L’olio, pressoché assente, era infatti un “medicamento” prezioso, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bianca-cucina/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cucina <strong>malgara</strong> – con epicentro Mendatica (IM) a 800 m sul mare… &#8211; che “lega” alcuni Comuni alpini del ponente ligure, e cuneesi e occitani, prevedendo un forte impiego di farinacei, latticini, patate, porri, aglio, rape, pasta (sovente senza uova e condita sovente senza pomodori), castagne, miele. L’olio, pressoché assente, era infatti un “medicamento” prezioso, da assaggiarsi con parsimonia, intingendo a malapena un rametto nell’oliera. La cucina bianca focalizza di solito “piatti unici”, sostanziosi perché corroboranti, il freddo e le fatiche agropastorali davano appetito. Siamo in terra mendaighina, ma anche a Cosio d’Arroscia (col Museo “In herbis salus” e l’Ormeasco), a Montegrosso Pian Latte (con le baite ad un passo dall’Alta Via), a Pornassio (oggi vigna verticale lungo l’antica via del sale), a Col di Nava (profumo di lavanda), e poi a Ormea in val Tanaro (CN), sempre magnifica&#8230; Il condimento trasversale è sovente il brusso, pungente amalgama casaro da latte ovino, le tome di pecora brigasca sono poco lontano.<br />
Panissa di cicerchie, agliè, pan fritu salato o dolce (si cuoceva sulle stufe), sugeli e minietti (dell’ampia famiglia di gnocchetti caserecci ben indagata da Sandro Oddo), streppa e caccia là (pasta a brandelli), bastardui (maltagliati “poveri”), brodu d’erbe amare (anche con uova sbattute), gran pistau di Buggio, frazione di Pigna (ricca minestra di grano, cotenne, porri e formaggio che si preparava a Natale), turle (ravioloni di patate e menta), rajore de Cuxe (Cosio) e raviore de Montegrossu (fagotti di magro, talora cotti sulla piastra), polenta bianca ormeasca, torta di patate, frittelle di mele e friscioi vari, s-ciumette, e poi i croccanti di frutta secca e miele, chiamati paese per paese ora turuin, ora cubaite, ora cuppette&#8230;<br />
Tipicamente occitani infine i gnocchetti croset (cuneese, alto Stura), orecchiette di pasta fresca all’uovo simili ai sugeli e ai corzetti (genovesi), che si condiscono con la bagna grigia – formaggio, panna, cipolla, pepe &#8211; o con una specie di bagna caöda.<br />
La cucina bianca, connessa alle stagioni della transumanza * , si “contrapponeva” alla verde, cucina di olio, verdure di costa, torte salate, fritti. Unica risorsa condivisa la farina (con gli altri derivati del grano, ad es. la crusca per il pane nero), di cui mettere da parte adeguate scorte per i momenti più duri dei lunghi inverni</p>
<p>* rito sempre suggestivo. “Au fricciu” era la consegna del bestiame ai pastori montani durante la stagione calda. “In sciuernu” l’opposto, per farlo svernare. La discesa settembrina di mandrie e greggi dall’alpeggio ai borghi è tuttora celebrata, in loco, con 3 giorni di cortei storici, mercatini, musica, menu a tema…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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		<title>Cosiate</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 16:47:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Chiamano così l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia (IM). Lo bevvero certo i situazionisti, fra cui l’artista danese Asger Jorn * (1914-1973), in occasione della riunione “costitutiva” del luglio 1957… Per il resto, pare si cibassero soprattutto di buone patate locali, lessate e condite con olio. * è oggi aperta al pubblico la sua policroma casa-museo a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cosiate/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamano così l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia (IM). Lo bevvero certo i situazionisti, fra cui l’artista danese Asger Jorn * (1914-1973), in occasione della riunione “costitutiva” del luglio 1957… Per il resto, pare si cibassero soprattutto di buone patate locali, lessate e condite con olio.</p>
<p>* è oggi aperta al pubblico la sua policroma casa-museo a Bruciati, area collinare di Albissola Marina (SV)<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cantina Jorn</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 09:14:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il noto ceramista-pittore-scultore-saggista danese (1914-1973), di cui la casa collinare ad Albissola Marina è oggi divenuta museo (quartiere residenziale dei Bruciati), si dilettava – da appassionato di Liguria e Piemonte – anche di vinificazione (e nel 1957, riunendovi i situazionisti, aveva assai apprezzato l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia). Ne risultò – con gli amici Berto e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cantina-jorn/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il noto ceramista-pittore-scultore-saggista danese (1914-1973), di cui la casa collinare ad Albissola Marina è oggi divenuta museo (quartiere residenziale dei Bruciati), si dilettava – da appassionato di Liguria e Piemonte – anche di vinificazione (e nel 1957, riunendovi i situazionisti, aveva assai apprezzato l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia). Ne risultò – con gli amici Berto e Teresa e non senza ironia &#8211; una produzione “amicale”, da poche ma accudite vigne, che l’artista per così dire suggellava con un’etichetta a 4 colori, gialla blu bianca verde…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Asger Jorn a Cosio d’Arroscia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 10:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Asger Jorn a Cosio d&#8217;Arroscia: la nascita del situazionismo. Con un amico conversavamo circa la “famosa” riunione” fondativa del situazionismo, a Cosio d’Arroscia (IM), nel luglio 1957, ad opera dell’artista danese Asger Jorn (1914-1973) insieme al farmacista albese Pinot Gallizio, al filosofo-sociologo-cineasta parigino Guy Debord e alla sua compagna, la scrittrice e critica parigina Michèle Bernstein, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/asger-jorn-a-cosio-darroscia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/DSCN0852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21495" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/DSCN0852-225x300.jpg" alt="DSCN0852" width="225" height="300" /></a><strong>Asger Jorn a Cosio d&#8217;Arroscia: la nascita del situazionismo.</strong></p>
<p>Con un amico conversavamo circa la “famosa” riunione” fondativa del <strong>situazionismo, a Cosio d’Arroscia (IM), nel luglio 1957, ad opera dell’artista danese Asger Jorn</strong> (1914-1973) insieme al farmacista albese Pinot Gallizio, al filosofo-sociologo-cineasta parigino Guy Debord e alla sua compagna, la scrittrice e critica parigina Michèle Bernstein, al musicista Walter Olmo, a Pegeen Guggenheim (figlia della collezionista cui dobbiamo il museo veneziano), e al pittore-fotografo inglese Ralph Rumney.<br />
E di Cosio era il pittore <strong>Piero Simondo</strong> (spentosi di recente), allievo di Casorati, che con la moglie Elena Verrone faceva da cicerone attraverso i carruggi del borgo.</p>
<p>Il <strong>situazionismo</strong>, in qualche modo filiazione del MIBI (Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste) e del lettrismo post-dada, fu movimento di caratura internazionale e riunì intelletti culturalmente rivoluzionari, d’ispirazione libertaria forse più che marxista.</p>
<p>Sempre nel 1957, fra l’altro, Asger Jorn acquisì dalla proprietaria, signora Parzano, un bel rustico in cattivo stato, <strong>a Bruciati, area pertinente ad Albissola Marina</strong>, luogo che via via – insieme al terreno limitrofo – diverrà il suo laboratorio creativo, un laboratorio piacevolmente policromo, con murales e ceramiche, dove le arti si fondevano, dove l’artigianato interagiva con la vita quotidiana.</p>
<h2>Cosio d&#8217;Arroscia: cucina bianca e profumi di erbe</h2>
<p><strong>Cosio d’Arroscia</strong> è un grumo di case dove il Mediterraneo pian piano incontra la montagna, e <strong>la cucina è bianca, malgara, con profumi di erbe</strong>, in primis la lavanda e l’aglio orsino. Di questa cucina, <strong>Ligucibario®</strong> s&#8217;è ovviamente occupato (ad es. qui <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wxyiIiuqVqA" target="_blank">cucina bianca malgara)</a> in ripetute occasioni.<br />
&#8220;In herbis salus&#8221;, come recita accogliente l’esposizione etnobotanica nel vecchio municipio, col “portico della conferenza degli uccelli”.<br />
Chi risalga l’Arroscia quindi incontra <strong>formaggi (e ricotte, e <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/brusso-dellalta-arroscia/" target="_blank">brüssö</a>), pan fritto, salvia fritta, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/turle/" target="_blank">turle</a> di patate con menta ed erba besa (achillea), <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/raviore-di-montegrosso-pian-latte-im/" target="_blank">raviole</a> da cuocere alla piastra, taglierini d’<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/engari/" target="_blank">engari</a>, rinvigorente brodo d’uova, torte salate e verdure ripiene, castagne, miele e melata, dolci <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/caterinette/" target="_blank">catarinette</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-stroscia/" target="_blank">torte strosce</a>…</strong></p>
<h2>Asger Jorn a Cosio d&#8217;Arroscia: il vino Cosiate</h2>
<p>Ci chiedevamo dunque, con il mio amico, cosa vi mangiassero in quei lontani giorni i situazionisti. Difficile rispondere. Molte patate bollite, condite con buon olio, mi è stato suggerito, e soprattutto non mancarono generosi bicchieri di <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cosiate/" target="_blank">Cosiate</a>, com’è chiamato in loco l’Ormeasco, vino rosso tratto da uve dolcetto</strong>. Guy Debord, dalla Francia, successivamente scrisse “Qui non mi manca nulla, salvo il Cosiate”… Vociferano che bevesse Cosiate anche al momento della prima colazione. Prosit!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Alta Via dei Monti Liguri, un teamwork</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 10:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel corso GAE Guida Ambientale Escursionistica, in svolgimento presso l’Ente F.Ire di Genova, stiamo “percorrendo” l’Alta Via dei Monti Liguri. Alta Via dei Monti Liguri &#8211; cosa è Alta Via dei Monti Liguri: in estrema sintesi, un tracciato di 440 km circa che, suddiviso in 8 zone e in 43 tappe di solito ben segnalate ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alta-via-dei-monti-liguri-un-teamwork/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21348" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/057.jpg"><img class="size-medium wp-image-21348" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/057-225x300.jpg" alt="calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p>Nel <strong>corso GAE Guida Ambientale Escursionistica</strong>, in svolgimento presso l’Ente F.Ire di Genova, stiamo “percorrendo” l’Alta Via dei Monti Liguri.</p>
<h2>Alta Via dei Monti Liguri &#8211; cosa è</h2>
<p><a href="https://www.cailiguria.it/AVML/portale/it/tappa_per_tappa.html" target="_blank">Alta Via dei Monti Liguri</a>: in estrema sintesi, un tracciato di 440 km circa che, suddiviso in 8 zone e in 43 tappe di solito ben segnalate (tacca biancorossa), da due a quattro ore circa di cammino l’una, percorre tutta la Liguria <strong>da Ventimiglia (IM), zona stazione, a Ceparana (SP)</strong>, “riunendo” a sistema per l’appassionato di escursionismo pressoché tutti i percorsi, e vette, più <em>green</em> e affascinanti dell’arco regionale.<br />
Uno scrigno di <strong>biodiversità</strong> e un modo peculiare per approcciare tutta, proprio interamente, la Liguria, di fatto <strong>dal confine con la Francia sino alla bassa Val di Vara</strong>, grazie a cammini più o meno di crinale che la traversano sullo spartiacque.<br />
Cammini inclusi anche in due grandi itinerari escursionistici europei, <strong>l’E-1 e L’E-7</strong>. Il primo da Capo Nord (Svezia) a Capo Passero (Siracusa), il secondo da Lisbona a Costanza.</p>
<h2>Alta Via dei Monti Liguri &#8211; un cammino &#8220;vivo&#8221;</h2>
<p>L&#8217;Alta Via “nacque”, ambiziosamente per i tempi (rammento trattarsi dei primi anni ’90 del secolo scorso), all’interno del Piano Territoriale Regionale, traguardando un turismo <em>green</em> e, grazie ad esso, una crescita socioeconomica delle aree toccate dal tracciato. E’ infatti un cammino piuttosto “vivo”, che “riutilizza” e raccorda <strong>antichi sentieri di mercanti e pastori</strong> (nonché vie di fuga dagli assalti saraceni) quasi tutti di grande fascino. I tracciati e i panorami sono infatti, salvo brevi tratti, immersi totalmente nella natura, con tappe di diversa lunghezza e impegno (alcune perfette anche per famiglie con bambini), che regalano cime, passi, fortificazioni, borghi, boschi, ruralità quiete, torrenti e laghetti…, e il blu del mare là parallelo, all’orizzonte, a poche ore – o anche meno &#8211; di marcia.</p>
<p>Alta Via dei Monti Liguri &#8211; fruizione ed esperienze sportive</p>
<p>Sono talora praticabili, per accedervi o ripartire, anche collegamenti <strong>con mezzi pubblici – compreso il cosiddetto trenino di Casella, presso Genova</strong> &#8211; , limitando così l’uso dell’auto.<br />
Per agevolare ancor più la fruizione dell&#8217;Alta Via dei Monti Liguri sono presenti alcune strutture ricettive e <strong>rifugi</strong> (convenzionati), dove è possibile rifocillarsi, riposare e pianificare in piena libertà la marcia successiva, oppure le <strong>esperienze sportive</strong>. In Val d’Aveto, per esempio, si trovano percorsi da sci di fondo, presso il colle di San Bernardo di Mendatica si vola con i parapendii, qui e là i torrenti (dall’imperiese Arroscia allo spezzino Vara) consentono <em>rafting</em> e <em>canyoning</em>, molti tratti si possono godere in <em>mountain bike</em>, o a cavallo&#8230;</p>
<h2>Alta Via dei Monti Liguri &#8211; progettare offerta turistica</h2>
<p>Nel corso dell’ultima lezione, con gli allievi ho approfondito le 10 territorialità comunali dell’<strong>Imperiese</strong> interessate dal tracciatodell&#8217;Alta Via dei Monti Liguri: Armo, Camporosso, Cosio d&#8217;Arroscia, Dolceacqua, Mendatica, Pigna, Pornassio, Rocchetta Nervina, Triora, Ventimiglia.<br />
Per ciascuna – poiché <strong>l’offerta turistica si costruisce sempre in rete, saldando network professionali (1+1=3)</strong> – segnalando ai corsisti risorse archeologiche, musei, giardini botanici, agricolture, apicolture, eventi, pagine di scrittori, DOC vinicole, tradizioni enogastronomiche… Patrimoni che fungano da ulteriore stimolo all&#8217;apprendimento&#8230;<br />
Da “vecchio” formatore so bene, infatti, quanto <strong>la curiosità intellettuale, l’intraprendenza, la capacità di porsi in gioco e lavorare in squadra</strong> consentano poi ai corsisti un approccio al settore turistico (settore &#8211; si rammenti &#8211; trasversale, complesso, multiplayers, competitivo…) più consapevole ed efficace.<br />
In alto i cuori!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Turle</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 20:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Turle, a Cosio d’Arroscia e dintorni (IM) sono ravioloni di patate e menta, conditi di solito con un soffritto d’aglio, nocciole/noci e panna. Ligucibario abbina loro un Vermentino della DOC rivierasca. Sei nell&#8217;area della cucina bianca malgara. Lode a quei pastifici che in Liguria ancora producono i formati (e i ripieni) della tradizione, le raviore, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/turle/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Turle, a Cosio d’Arroscia e dintorni (IM) sono ravioloni di patate e menta, conditi di solito con un soffritto d’aglio, nocciole/noci e panna. Ligucibario abbina loro un Vermentino della DOC rivierasca. Sei nell&#8217;area della cucina bianca malgara. Lode a quei pastifici che in Liguria ancora producono i formati (e i ripieni) della tradizione, le raviore, le castellane&#8230; Se t&#8217;appassiona il tema, leggimi estesamente al link <a href="https://www.liguriafood.it/2018/05/15/si-presto-dire-pasta/">https://www.liguriafood.it/2018/05/15/si-presto-dire-pasta/</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
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		<title>Raviore di Montegrosso Pian Latte</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 20:53:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Raviore, fagottini di magro, vanto anzitutto di Montegrosso Pian Latte (IM) dove sono assurti alla de.co., sovente spolverati con pecorino a scaglie. La sfoglia è frugale, tutt’al più un uovo. Sei nell&#8217;area della cosiddetta cucina bianca, malgara (dove le chiamano anche raviole). La farcia delle raviore (festeggiate da una sentita sagra) comprende erbe amare, erba ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/raviore-di-montegrosso-pian-latte-im/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Raviore, fagottini di magro, vanto anzitutto di Montegrosso Pian Latte (IM) dove sono assurti alla de.co., sovente spolverati con pecorino a scaglie. La sfoglia è frugale, tutt’al più un uovo. Sei nell&#8217;area della cosiddetta cucina bianca, malgara (dove le chiamano anche raviole). La farcia delle raviore (festeggiate da una sentita sagra) comprende erbe amare, erba luisa, “engari” (spinaci selvatici), <a title="Ortica" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ortica/">ortiche</a>…, addivenendo ad un mix gustativamente bilanciato (i vegetali vengono pre-asciugati nel sale). A Cosio d’Arroscia (IM) se ne cuoce una variante, più grande, sulla piastra. Piatto da transumanze. Se ti appassionano queste paste ripiene meno &#8220;note&#8221; d&#8217;altre (le turle, le castellane&#8230;), trovi un mio lungo articolo sul magazine Liguria Food al link <a href="https://www.liguriafood.it/2018/05/15/si-presto-dire-pasta/">https://www.liguriafood.it/2018/05/15/si-presto-dire-pasta/</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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