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	<title>Ligucibario &#187; castagne</title>
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		<title>Camminare gli agriturismi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:11:18 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30337" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll1.jpg" alt="coll1" width="240" height="173" /></a></p>
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<p><em>Camminare gli agriturismi, un percorso di esplorazione gastronomica &#8220;inseguendo&#8221; un&#8217;intuizione di Luigi Veronelli.</em></p>
<h2>Bardineto, turismo rurale in una montagna vista mare</h2>
<p>Bardineto… E’ un castello carrettesco esadodecagonale (16 lati), è l’abbazia di San Nicolò (monumento nazionale), è un commovente Museo di cultura materiale.</p>
<p>E’ l’outdoor, da “montagna vista mare”, destinazione da slow hiking cui ho dedicato nel tempo approfondimenti e riflessioni su <strong><a href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/" target="_blank">turismo rurale, entroterra e marketing</a></strong>.</p>
<h2>La cucina della memoria, oggi</h2>
<p>E’ la gastronomia: patate, funghi, polenta bianca, castagne&#8230; In questo territorio, forse non a caso, una vita fa conobbi Angela Manfrino, cuoca d’hotel come forse non ne esistono più, e per me che ero e tuttora sono un adepto di Gino Veronelli (per conoscere l’Italia raccomandava di “camminare le osterie”) e di Giovanni Rebora (amante di una cucina che definiva “dialettale”) non si trattò di un incontro come tanti altri. Del resto, sono io stesso figlio di albergatori, la mia famiglia gestiva con successo il “Deny” nella Varazze del boom economico, dove mia nonna e mia madre sfamavano legioni di bagnanti padani, e quindi mi trovano sempre sensibile i temi dell’ospitalità, della tradizione, del buon cibo, del convivio. Non v’è albero senza radici, non v’è futuro senza memoria.</p>
<h2>Ristorazione: oltre le mode e le &#8220;esperienze&#8221; c&#8217;è di più</h2>
<p>Ma come molti della mia generazione – e come Luisa Puppo stessa, moglie, socia e gourmet &#8211; mi aggiro fra i ristoranti (per lavoro e per diletto) ormai sempre più stanco dei nuovi trend, dei piatti grottescamente destrutturati che dovrebbero “stupire” il cliente, degli ortaggi fuori stagione, dei conti senza senso, e&#8230;delle recensioni social con cui tutti si sentono critici enogastronomici e fotoreporter. Andare al ristorante tra mode ed esperienze è il tema di un articolo (<strong><a href="https://www.ligucibario.com/ti-diverte-ancora-andare-al-ristorante/" target="_blank">ti diverte ancora andare al ristorante?</a></strong>) che ho pubblicato qui su Ligucibario® .</p>
<h2>Eredità di saperi con uno sguardo al futuro</h2>
<p>Per fortuna Valentina Carretto, figlia di Angela, in una bellissima cascina nel bosco, l’agriturismo “Le collette” di Bardineto, segue le orme materne, ovviamente via via modellandosi un percorso proprio, che “aggiorni” quanto v’è di ancora migliorabile dentro l’eredità &#8211; importante poiché basata su buon senso ed esperienza &#8211; che le è provenuta in sorte. Un percorso che seguo dall&#8217;inizio e del quale avevo già scritto (<strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-pranzo-alle-collette-di-bardineto/" target="_blank">a pranzo alle Collette</a></strong>) qui.</p>
<p>Lo so, lo so, ai Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) a questo punto piacerà sapere cos’abbiamo mangiato Luisa ed io lassù a “Le collette”, nel verde di un silenzio rigenerante. Eccoci, dunque, col menu-degustazione.</p>
<ul>
<li>Un amuse-bouche di salumi con focaccia casalinga (strepitosa).</li>
<li>Quattro antipasti, due freddi (vitel tonné e insalata russa) e due caldi (cipolline ripiene e flan con fonduta), a cavallo tra Liguria e Piemonte. Menzione d’onore ad una salsa tonnata che Deogratias non temeva i capperi.</li>
<li>Due primi (taglierini con ragù di salsiccia e raviolini di borragine conditi al burro e salvia). Entrambi da dieci con lode, manualità pura, suggerirei solo di invertirne l’ordine di servizio, perché il ragù di salsiccia di fatto propone un impatto gustativo maggiore rispetto al tortello vegetale.</li>
<li>Un secondo con contorni (tacchinella da latte con patate al forno e zucchine trifolate), assai gustoso e digeribile.</li>
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<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30338" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll2.jpg" alt="coll2" width="240" height="153" /></a></p>
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<li>Un dessert (mirtilli e lamponi davvero “della casa” con gelato artigianale del vicino allevamento-caseificio “Brigné”) che è la concreta valorizzazione, senza troppe ciance, della filiera a km0, della tracciabilità della materia prima, di quella biodiversità sostenibile e identitaria che sta cercando di garantire un futuro al Pianeta e una reputazione alle nostre terre.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30339" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll3.jpg" alt="coll3" width="187" height="239" /></a></p>
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<li>Poi, caffè e fine pasto, il tutto ovviamente con la premurosa efficienza di Pedro, marito di Valentina, che serve ai tavoli con una cortesia d’altri tempi e costantemente passa per eventuali bis (usanza ormai rara?). 35 euro a persona, che per me sono divenuti 42,5 con un barberino d’Alba giovane, il “Pautasso” 2025 di Raffaele Gili, niente ma niente male… Vinificato a Castellinaldo (CN), questo rosso di carattere ha fra l’altro note varietali che sarebbero perfette in un corso d’avvicinamento ai vitigni.</li>
</ul>
<p>Per informazioni e prenotazioni, “Le collette” vi riscontrerà al <em><strong>346 7420120</strong></em> (l’azienda si raggiunge in auto dalla rotonda di Bardineto con 10 minuti scarsi di sterrata, o con 40 minuti di magnifica passeggiata, ai bivi tenete sempre la sinistra). Buon appetito, mes amis!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Viaggio in Valle Scrivia, uno sguardo di marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 13:03:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG_3158.jpg"><img class="size-medium wp-image-26680" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG_3158-300x225.jpg" alt="uno scorcio di montoggio" width="300" height="225" /></a></p>
<p>uno scorcio di Montoggio&#8230;</p>
<p><em>La Valle Scrivia è uno di quei territori che, a dispetto delle molte risorse storiche, ambientali ed enogastronomiche, continuano a occupare una posizione marginale nell&#8217;immaginario turistico ligure. Muovendo dalla propria esperienza professionale nel marketing territoriale, Umberto Curti ne propone qui una lettura che intreccia osservazione, analisi e prospettive di sviluppo.</em></p>
<h2>La Valle Scrivia tra turismo, escursionismo e nuove opportunità</h2>
<p>Alcuni miei ex allievi, poi brillantemente abilitatisi alla qualifica regionale di Guida Ambientale Escursionistica, mi chiedono via via “suggerimenti” sulla Valle Scrivia, un territorio retrostante Genova nel quale ho a lungo lavorato (Savignone, Montoggio…), sempre cercando, per quanto possibile, di porre turisticamente a sistema le sue risorse, non poche ma sovente – come suol dire l’anglista Luisa Puppo – <em>underrated. </em>Luisa, che fino al 1984 trascorse tutte le estati della propria giovinezza a Savignone, guarda ancora oggi alla Valle Scrivia con un affetto misto a un filo di comprensibile saudade. Del resto, proprio a Palazzo Fieschi ci sposammo nel 2000 e, negli anni successivi, cenammo mille volte a Bromia dall&#8217;indimenticato Alfredo Ogemini, maestro di ravioli.<br />
Ho sempre cercato anche di fare tesoro di buone prassi “altrui”, ovvero di orientare l’offerta lato sensu culturale-escursionistica verso quei target di domanda interessati a destinazioni meno consuete, meno massificate, eccetera eccetera…</p>
<h2>L&#8217;enogastronomia come leva del marketing territoriale</h2>
<p>Lo sguardo di Ligucibario® è sempre anche intensamente gastronomico, poiché oggi i paesaggi rurali, le cultivar autoctone, i prodotti “autentici”, le botteghe e le ricette della tradizione si confermano, verso alcuni di quei pubblici di riferimento orientati a soggiorni esperienziali, come attrattori capaci di “raccontare” al meglio le comunità, gli artigianati e il genius loci che storicamente le caratterizza. Qui, per la Valle Scrivia, sono le castagne, le rose, i ravioli, le formaggette, i canestrelli e canestrelletti, i mieli, le birre artigianali, le mostardelle…</p>
<p>Ma intanto, purtroppo, trattorie e negozi – come noto – stentano e talora si arrendono (e all’ecatombe di agriturismi a Montoggio ho dedicato tempo fa un articolo specifico <strong><a href="https://www.ligucibario.com/turismo-e-food-entroterra-ligure-montoggio/" target="_blank">Turismo e food nell&#8217;entroterra ligure: il caso Montoggio</a></strong>).</p>
<h2>Le criticità della Valle Scrivia tra spopolamento e accoglienza</h2>
<p>La Valle Scrivia, che aggrega una decina di Comuni (Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna, Vobbia, e Torriglia come &#8220;confine&#8221; verso la Trebbia), come noto a chiunque in Liguria si occupi un minimo di socioeconomie e di turismo è un territorio dalle cento opportunità e cento criticità, dove molte frazioni sono andate spopolandosi, molti presidii ricettivi e commerciali hanno chiuso, dove il dissesto idrogeologico e il digital divide hanno complicato il quadro. E dove l’accoglienza poggia più sulle premurosità spontaneistiche che su un impianto strategico e complessivo di welcoming: sono affermazioni che la mia società di consulenza porta avanti da decenni, quasi sempre inascoltata, ma in molti casi (per non dire tutti) il marketing e la formazione, che aggiorni alcune competenze delle imprese, rimangono gli unici strumenti per competere sul mercato, per cogliere i suoi input, e per salvare il salvabile.</p>
<h2>I dieci Comuni della Valle Scrivia e il patrimonio da valorizzare</h2>
<p>I 10 Comuni valligiani, includendo Torriglia che fa per così dire da “confine” con la Val Trebbia, propongono tutti, e sottolineo tutti, ricchezze di segno storico-culturale, ambientale (flora e fauna riservano bellissime sorprese) e agro-culinario, eppure presumo che neanche uno di tali Comuni denoti flussi d’arrivo <span style="text-decoration: underline;">turistici</span> d’una qualche rilevanza, e sono sovente interessati da pesanti cali demografici. Alcuni sono anche toccati dal tracciato dell’Alta Via dei Monti Liguri, e quindi s’inscriverebbero perfettamente in quel disegno di un’<strong><a href="https://www.ligucibario.com/alta-via-dei-gusti-liguri/" target="_blank">Alta Via dei Gusti Liguri</a></strong> che, con gli ex allievi ora GAE di cui ho accennato all’inizio, sto da qualche tempo focalizzando. Alle dimore gentilizie, ai trenini a scartamento ridotto, ai castelli fliscani e della Pietra, alle parrocchiali e ai santuari, ai presepi, alla musealità, ai torrenti e laghetti, agli eventi e sagre…si affiancano infatti casari valorosi, pastifici e pasticcerie artigianali, ristoratori, cascine agricole, roseti, apicolture, macellerie, birrifici, finanche una viticoltura che da Valbrevenna a Minceto sta offrendo confortanti segni di ripresa, sto dunque riferendomi a ostinati custodi dei luoghi e dei saperi…, la cui attività anima territori e comunità altrimenti a rischio desertificazione.</p>
<h2>Una strategia di marketing per il futuro della Valle Scrivia</h2>
<p>Nella mia visione, tuttavia, e debbo dirlo senza giri di parole, poco sarà possibile qualora non si inquadrino correttamente le forze e le debolezze del “product” locale.</p>
<p>Ciò richiede un approccio metodologico fondato, fra l&#8217;altro, su:</p>
<ul>
<li>indagini di competitività turistico-ricettiva;</li>
<li>analisi SWOT propedeutiche alla definizione di piani di marketing;</li>
<li>bilanci di scenario capaci di interpretare l&#8217;evoluzione del territorio e dei mercati.</li>
</ul>
<p>Su questi temi ho avuto modo di soffermarmi anche in alcuni miei contributi raccolti in <strong>&#8220;<a href="https://www.liguriafood.it/2020/07/22/ventanni-liguria-food/" target="_blank">20 anni di Liguria e food</a>&#8220;</strong>.</p>
<p>Solo qualora gli attori pubblici e privati convergano compiutamente su obiettivi realistici e soprattutto condivisi sarà possibile costruire una prospettiva di sviluppo. Perché, nel marketing turistico, 1+1=3.</p>
<h3>Uno sguardo che diventa progetto: &#8220;Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando&#8221;</h3>
<p>Non è un esito casuale, ma una prosecuzione coerente del ragionamento sviluppato fin qui, il volume <strong>&#8220;Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando&#8221;</strong>, di imminente pubblicazione, che ho dedicato a questo territorio dell’entroterra genovese e realizzato in collaborazione con Riccardo Poggio, Guida Ambientale Escursionistica (GAE) per la Liguria.</p>
<p>Un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle, ma anche per chi la abita e per chi è chiamato ad amministrarla.</p>
<p>I due video che seguono ne introducono i contenuti e ne restituiscono l’impostazione di fondo.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=_1jDNlOzivuiEHUS" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=lFk8EsTZGAS0XPnM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/viaggio-in-valle-scrivia-uno-sguardo-di-marketing/">Viaggio in Valle Scrivia, uno sguardo di marketing</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Dieta mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:46:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dieta mediterranea è risultata non a caso una delle voci più estese nel mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; (richiedibile gratuitamente in pdf a questo link). Non si tratta meramente di un claim, creato a suo tempo dal marketing per incentivare l’utilizzo di pasta, olio ecc. presso consumatori e soprattutto consumatrici desiderose di conservare o ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/">Dieta mediterranea</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dieta mediterranea è risultata non a caso una delle voci più estese nel mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; (richiedibile <em><strong>gratuitamente</strong></em> in pdf <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Non si tratta meramente di un claim, creato a suo tempo dal marketing per incentivare l’utilizzo di pasta, olio ecc. presso consumatori e soprattutto consumatrici desiderose di conservare o ripristinare la linea… Bensì di uno stile di vita, di una cultura che si riverbera a tavola.<br />
E la &#8220;centralità&#8221; della Liguria nella Weltanschauung alimentare di Ancel Keys * , in tal senso, mi pare pienamente dimostrata dall’utilizzo dei derivati del grano ** , delle verdure crude o cotte, delle acciughe fresche o conservate, dei legumi, dalle note e meno note salse al mortaio dove sempre entrava l&#8217;aglio medicamentoso, dai castagni, dagli uliveti, dagli agrumeti, dai fichi freschi o secchi, e nell’entroterra dalle specie di ortaggi un poco più resistenti al clima, e infine &#8211; più di rado &#8211; dai formaggi ovini, dai funghi che odorano di mare… Liguria terra di nutraceutici!<br />
* vedi Ancel &amp; Margaret Keys, <em>Mangiar bene e stare bene</em>, ed. Piccin, 1962. Il biofisiologo statunitense morì centenario nel Cilento.<br />
** quasi sempre d’importazione da nord o da sud, come nota nel ‘600 il medico scaligero B. Paschetti. Tramite quei derivati s’impose anche il commercio (e il consumo) di pasta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>La Spezia, il Natale a tavola</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 14:58:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24984" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/005.jpg"><img class="size-medium wp-image-24984" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/005-300x178.jpg" alt="la spungata di sarzana" width="300" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">la spungata di sarzana</p></div>
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<p>La Spezia, il Natale a tavola&#8230;<br />
Ieri sera seguivo su un’emittente locale l’interessante intervista ad un docente di cucina presso l’alberghiero “Casini” (La Spezia). Poiché Ligucibario® si è ripetutamente dedicato al menu del Natale genovese e talvolta a quello savonese, mi piace oggi, 23 dicembre, aprire viceversa ai Lettori un percorso verso il Levante… Com’era la tavola della tradizione spezzina (e dintorni)? Beh, una tavola “di confine” fra 3 regioni, fra mare e Appennino. E, in un certo senso, una tavola – allontanandosi dal mare &#8211; più ricca di cereali, ortaggi e castagne che di acciughe, olio ed agrumi.</p>
<p>Per i più curiosi c’è un bel volumetto, a cura di Patrizia Gallotti, edito una decina d’anni fa da Giacché.</p>
<p>Alla Vigilia si sarebbe anzitutto, come si dice, dato da mangiare al camino, “nutrendolo” con qualche pezzetto di cavolo lesso o di carne (talvolta stoccafisso), un morso di castagnaccio o una frittella di mele, e qualche goccia di vino rosso. L’indomani ecco frissèi (di baccalà…), torte d’erbi e di riso, acciughe ripiene, anguilla all’alloro, verdure in addobbo o in giardiniera, olive, affettati, qualche volta crostini coi fegatini. Poi ravièi o tordèi ** che dir si voglia (mutano nome verso Arcola e Castelnuovo Magra…), farciti caso per caso – anzi casa per casa &#8211; con bietole, borragine, timo…, e qualche volta capeleti in brodo, qualche altra crozeti o testaroli, o la quasi estinta minestra di ceci e baccalà. I secondi avevano ed hanno – in base ai gusti &#8211; le sembianze rustiche della gallina ripiena, del cappone, del tacchino al forno, del profumato coniglio alla contadina, ma anche della cima ben guarnita di salsa verde, e del cappon magro. Golosi i carciofi fritti, o a funghetto, dono di stagione. Gran finale con pandolci, con spungate e buccellati di Sarzana, col poncré lericino…, nonché i canestrelli e l’immancabile frutta secca, fra cui le mandorle, simbolo di risveglio, di vita feconda.</p>
<p>Quanto ai calici, le DOC locali oggi ancor più di ieri consentono abbinamenti puliti, perfetti, in primis l&#8217;eccelso Vermentino &#8211; anche nero &#8211; . E un tulipanino di Sciacchetrà vero – quello caro anche ad Eugenio Montale &#8211; completerà la festa di famiglia.</p>
<p>Buon appetito e buon Natale a voi tutti (e arrivederci a San Silvestro e all’Epifania…).</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><em>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Terzeria</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:46:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Terzeria è un accordo agricolo “favorevole” al locatore, cui andavano i 2/3 del raccolto (e solo 1/3 al terzadro). Vigeva in Liguria per limoni, olive, castagne, uve, altri agrumi… In agraria, viceversa è una sorta di rotazione (triennale) delle colture, prevalentemente per i terreni poveri d’acqua (Sicilia…). Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/terzeria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Terzeria è un accordo agricolo “favorevole” al locatore, cui andavano i 2/3 del raccolto (e solo 1/3 al terzadro). Vigeva in Liguria per limoni, olive, castagne, uve, altri agrumi… In agraria, viceversa è una sorta di rotazione (triennale) delle colture, prevalentemente per i terreni poveri d’acqua (Sicilia…).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Seccherecci</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 16:13:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I seccherecci sono piccole, caratteristiche costruzioni monolocale in pietra, per essiccare le castagne presso i boschi, con finestrella di carico e solaio a graticci, e tetto in scandole (tegole di legno di castagno). Per circa 2 mesi le castagne vengono raggiunte, grazie ad un fuoco sottostante sempre tenuto tenuemente in vita, da fumo e calore, e rivoltate. In Liguria e immediati dintorni (Garessio in val Tanaro) prendono vari nomi: tecci (Calizzano e Murialdo), canissi (valle Arroscia), uberghi, scau (Garessio, provincia di Cuneo)… L&#8217;Appennino italiano &#8211; e ligure &#8211; è un terroir dove tenere in vita anche la cosiddetta civiltà del castagno (era detto l&#8217;albero del pane!), e tutte le tradizioni che essa ha nutrito&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Mandillo da groppo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 08:16:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mandillo da groppo è/era un fazzolettone (sovente di cotone, a quadretti bianco blu incorniciati di rosso, circa cm 100&#215;100) con cui tradizionalmente il mondo contadino, annodandone le cocche, infagottava e trasportava – a mano o con un bastone poggiato in spalla – cibarie e provviste: la spesa, o i funghi, o le castagne, o le torte da cuocere nel forno pubblico, o il pranzo da portar con sé durante la lunga e dura giornata di lavoro nei campi…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Turismo e food nell&#8217;entroterra ligure: il caso Montoggio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 11:18:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal Piemonte all&#8217;entroterra ligure, una panoramica su ristorazione e turismo: il caso Montoggio, tra luci e ombre, ben rappresenta gli scenari attuali e futuri. Leggevo nei giorni scorsi (da dati FIPE) che nella vicinissima Alessandria il “saldo” della ristorazione è negativo, ovvero i locali che chiudono superano quelli che aprono, 31 contro 18. Segno peraltro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/turismo-e-food-entroterra-ligure-montoggio/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal Piemonte all&#8217;entroterra ligure, una panoramica su ristorazione e turismo: il caso Montoggio, tra luci e ombre, ben rappresenta gli scenari attuali e futuri.</strong></p>
<p>Leggevo nei giorni scorsi (da dati FIPE) che nella vicinissima Alessandria il “saldo” della ristorazione è negativo, ovvero i locali che chiudono superano quelli che aprono, 31 contro 18. Segno peraltro di una crisi che perdura da tempo, con andamenti “serpeggianti”.</p>
<p>Schiacciati fra le tavole celebrate da guide e media e fra le catene fast food che “standardizzano” menu un tanto al chilo, molti ristoranti e trattorie tradizionalmente a gestione famigliare si arrendono ai costi delle materie prime, degli affitti, dei dipendenti: “…se prima nel nostro settore molti s’improvvisavano, oggi è <span style="text-decoration: underline;">necessaria</span> una preparazione manageriale” ha affermato Roberto Calugi, direttore nazionale FIPE. “Ad Alessandria e provincia oltre 6 ristoranti o bar su 10 cessano entro 5 anni da quando sono stati avviati”. A latere, evidentemente, crollano anche gli occupati a tempo indeterminato.</p>
<h2>Il caso Montoggio</h2>
<p>Spostando il focus sulla Liguria, chi mi conosce sa che un affetto particolare mi lega a <strong>Montoggio</strong>, paese della valle Scrivia nel primo <span style="text-decoration: underline;">entroterra genovese</span>. Là in passato lavorai ad un paio di progetti, ed ebbi il piacere di conoscere Stefano Torre, titolare dell’apprezzatissimo ristorante “Roma” e squisita persona. Quante volte sono salito sù da Creto, là dove Genova diventa pian piano ruralità e boschi&#8230;</p>
<p>Montoggio va legittimamente fiera di alcune sue risorse storico-culturali e ambientali (castello Fieschi, parrocchiale di San Giovanni Battista, santuario di Tre fontane, escursioni…), e andava fiera anche delle ottime tavole – alcune coerentemente “rustiche” &#8211; che garantivano sul territorio comunale un’offerta assai piacevole, per tutti i gusti e le tasche. Montoggio è infatti sinonimo di ortaggi, rose da sciroppo, formaggi, funghi, ricette terragne, ottima pasticceria, miele.</p>
<p><strong>Provo quindi grande dispiacere nel rilevare come, nel giro di pochissimi anni, presso molte di quelle tavole di ristoranti e agriturismi non sia più possibile sedersi. Chiusi, fermé, geschlossen.</strong> Dispiacere, non stupore: chi svolge la mia professione (da quasi 30 anni con Luisa Puppo mi occupo di marketing turistico e di gastronomia anzitutto nella mia regione) è chiamato a “prefigurare” con la massima oggettività possibile gli scenari futuri, siano essi positivi o negativi, e senza demagogie “nostalgiche”, come ho evidenziato anche in questi <a href="https://www.ligucibario.com/viaggio-in-valle-scrivia-uno-sguardo-di-marketing/" target="_blank">scenari di marketing territoriale del territorio</a>.I brutali cambiamenti e le deregulation degli anni recenti hanno trasferito in ere geologiche passate ciò che sino a ieri eravamo abituati a pensare e a fare.</p>
<h2>Le prospettive possibili (non solo a Montoggio&#8230;)</h2>
<p>Quel che avviene ad Alessandria e a Montoggio, dunque, ai miei occhi non è che l’esito di una serie di dinamiche, tipiche di aree poco turistiche, dinamiche su cui, volendolo – pur senza disporre della bacchetta magica di un prestigiatore – , si potrebbe in parte intervenire…In tal senso, esistono tuttavia (non solo in Liguria, beninteso, ma di certo anche in Liguria) un paio di condizioni a monte non eludibili:</p>
<ol>
<li>la prima è che i piccoli Comuni si pongano veramente in rete con gli altri attorno, e si dotino di un piano di marketing turistico, senza il quale molte strategie e sforzi riescono vani, in primis – visti gli esigui budget &#8211; l’acquisto di pubblicità o di “ospitate” in tv quasi sempre improduttive;</li>
<li>la seconda è che le microimprese del turismo, del food, del commercio, dell’artigianato, trovino una volta per tutte il tempo di partecipare a percorsi formativi chiari e concreti. Molti – troppi – fra costoro non hanno dimestichezza con la lingua inglese, con web e social media, e anzitutto con quello storytelling che il turismo esperienziale ormai ci impone… Piaccia o no, molte scelte di viaggio iniziano tramite un PC o uno smartphone, e occorre pertanto saper comunicare “ovunque”, e molto bene.</li>
</ol>
<p>In gioco vi sono i nostri Appennini ecc., con le comunità e le frazioni che per molteplici ragioni vanno spopolandosi, là dove i giovani non trovano più lavoro, né servizi, né opportunità lato sensu che li inducano a restare, o a ritornare. In gioco, occorre pur gridarlo, v’è un bene e una “biodiversità” che l’Italia non può perdere.</p>
<p>In modo non casuale, ma come prosecuzione coerente del ragionamento sviluppato anche in questa sede, il volume <strong>&#8220;Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando&#8221;</strong>, di imminente pubblicazione, che ho dedicato a questo territorio dell’entroterra genovese e realizzato in collaborazione con Riccardo Poggio, Guida Ambientale Escursionistica (GAE) per la Liguria.</p>
<p>Un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle, ma anche per chi la abita e per chi è chiamato ad amministrarla.</p>
<p>I due video che seguono ne introducono i contenuti e ne restituiscono l’impostazione di fondo.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=gYBf1P3BZ_ig8cb9" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=nDaSZ9QBGARvM6PQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/turismo-e-food-entroterra-ligure-montoggio/">Turismo e food nell&#8217;entroterra ligure: il caso Montoggio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Speciale Calizzano. All&#8217;agriturismo La brinetta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 14:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21775" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/08/foto-teccio-brinetta.jpg"><img class="size-medium wp-image-21775" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/08/foto-teccio-brinetta-300x116.jpg" alt="agriturismo la brinetta a calizzano (sv)" width="300" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">agriturismo la brinetta a calizzano (sv)</p></div>
<p>Ligucibario®, da sempre, non contiene spazi pubblicitari (si mantiene “libero”). Ma da sempre ha il piacere di raccontare produttori, artigiani, chef e quant’altri concorrano alla qualità del <em>made in Liguria</em>. <strong>Vent’anni di Calizzano</strong> &#8211; vissuta dal di dentro, cercando di ascoltare bene i luoghi e le persone &#8211; m’inducono oggi a progettare uno “speciale” tramite cui segnalare ai miei Lettori (che da tanto non sono poi pochi…) le eccellenze di questo borgo quasi montano dell’<strong>Alta Val Bormida</strong>, ad un passo dall&#8217;Alta Via dei Monti Liguri e dalla Val Tanaro piemontese, di cui ho già scritto tanto (leggetemi ad es. <a title="umberto curti calizzano mon amour" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/" target="_blank">qui</a> ma anche <a title="umberto curti calizzano profumo di comunità" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">qui</a>) ma del quale non mi stanco di esplorare i sentieri, i carruggi, le botteghe, le buone tavole.</p>
<p>Dedico con affetto la seconda “puntata” (dopo il panificio Alex) all’<strong>agriturismo “La brinetta”</strong>, in regione Frassino, a 4 km dal paese, lungo l’ex strada statale 490 che lega Calizzano al mare di Finale Ligure attraverso <strong>la magica faggeta del Melogno</strong>.</p>
<p>Converso piacevolmente con <strong>Roberta (di professione maestra) e Roberto (di professione boscaiolo)</strong> che una ventina d’anni or sono decisero di “orientare” la loro cascina, originaria del ‘700, anche in direzione dell’ospitalità. E “La brinetta” è un agriturismo vero, autentico, una “baita” della tradizione, incorniciata da alti boschi e lambita dal rio che dà il nome alla zona. Dispone di tre unità abitative indipendenti, curate e silenziose. Una a pian terreno, chiamata <strong>Fuiachera</strong> (ovvero deposito delle foglie), con un’abitabilità ideale da 2 a 5 persone. Una al piano superiore, chiamata <strong>Fnera</strong> (ovvero deposito del fieno), caratterizzata dal bel terrazzino cintato. Un’altra, separata dalla struttura principale, chiamata convenzionalmente <strong>Teccio</strong> (ovvero secchereccio di castagne), una casetta delle fiabe in pietra e legno, distribuita su due livelli, con déhors e balconcino in legno, che domina il prato e già incanta chiunque transiti in auto.</p>
<p>“La brinetta” offre accessibilità in sedia a rotelle e camere con accesso disabili. Per richieste specifiche, compresi eventuali animali (di norma ammessi) vi consiglio di contattare in anticipo la struttura, per confermare gli accordi.</p>
<p>Tutti e 3 gli appartamenti sono dotati d’ogni comfort: freschi d’estate ma ben riscaldati d’inverno con termoarredi e romantici caminetti (a Calizzano nevica ancora…), dispongono di cucina completa di forno e stoviglie, lavatrice, lavastoviglie, frigorifero… I bagni, ampi e luminosi, completi di phon, hanno docce che rigenerano sia chi è appena sceso dall’auto, magari in fuga da città sempre più afose e caotiche, sia <strong>chi come Luisa e me adora le escursioni</strong>. L’wi-fi è ovunque gratuito.</p>
<p>Roberta definisce “relazionale” l’atmosfera che si vive qui, per il rapporto cordiale che s’instaura pressoché con tutti gli ospiti, non di rado fedeli <em>repeaters</em>. Qualche volta incontrerete <strong>anche Delia e Maria</strong>, le due adorabili nonnine (Delia è la mamma di Roberto e Maria la mamma di Roberta) quasi sempre alle prese con le galline ovaiole, l’orto, e l’angolo – gelosamente custodito… &#8211; delle erbe aromatiche.</p>
<p>La nota piattaforma <strong>TripAdvisor, con 5 stelline</strong> derivanti da varie recensioni entusiastiche, conferma come valutazione tutto ciò che vi ho raccontato. Ora, cari villeggianti, trekkers e bikers, provate per credere… Calizzano vi attende col suo centro storico, le sue mille passeggiate, le sue fonti benefiche ed i suoi funghi. Può darsi che da qualche parte &#8211; a Rio Nero, sul monte Caplèn, sul monte Spinarda&#8230; &#8211; m&#8217;incontriate (per me sarà un piacere).</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 09:26:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243; I due gelati migliori della Liguria (lo scrive uno che ne ha gustati un po’ in tutto il mondo…) sono quelli del caffè-pasticceria “K2” in via XXV aprile a Calizzano e quelli di “Biagi” in via Muccini a Sarzana. Due esperienze mistiche, che creano dipendenza. Il “K2” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/comunitas-felix-a-calizzano-30-anni-di-k2/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/comunitas-felix-a-calizzano-30-anni-di-k2/">Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-palloncini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21085" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-palloncini-190x300.jpg" alt="smart" width="190" height="300" /></a></p>
<p>Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243;</p>
<p>I due gelati migliori della Liguria (lo scrive uno che ne ha gustati un po’ in tutto il mondo…) sono quelli del <strong>caffè-pasticceria “K2” in via XXV aprile a Calizzano</strong> e quelli di “Biagi” in via Muccini a Sarzana. Due esperienze mistiche, che creano dipendenza.</p>
<p>Il “K2” nei giorni scorsi ha compiuto 30 anni di attività, con un’allegra apericena condita da musica live e conclusa da una rituale fetta di torta con calici di brindisi. Uno staff tutto al femminile volteggiava tra i tavoli assicurando efficienza e sorrisi.</p>
<p>Il locale aprì nel 1963, ma l’attuale gestione lo conduce dal 1° luglio 1992. Molte cose buone sono scorse da allora sotto i ponti, sino ad un presente che via via ha il “tocco” di <strong>Alessia, una delle figlie di Adriana e Paolo</strong>, ingegnera civile che poi ha conosciuto l’alta formazione dell’Alma di Colorno e deciso di realizzarsi rimanendo nel suo borgo natio e nel laboratorio di famiglia… Sono sue, inconfondibilmente sue, le parole che seguono: ”…desidero che il paese continui a vivere di una luce propria tanto luminosa da rendere le persone positive perché un sorriso in più è meglio di uno in meno, questo sia nella vita sia dietro al bancone, anzi, dietro a mio figlio perché è così che sento il bar, mio, dentro all’anima e l’ho accudito e cresciuto come un membro della mia famiglia”.</p>
<p>Chi mi conosce e frequenta <strong>Ligucibario®</strong> sa quant’io da decenni mi spenda – con docenze, speech in convegni, webinar, <em>gustincontri</em>… &#8211; a favore di un turismo, in Liguria, non massificato e mordi-e-fuggi, bensì dinamico ed esperienziale (<a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">questo è uno dei link</a> che suggerisco…), e quanto io in prima persona ami <strong>l’escursionismo</strong> e gli spazi “far from the madding crowd”, dove scoprire e “ascoltare” pian piano il senso delle comunità, il <em>genius loci</em>, i riti della tradizione, le cultivar autoctone, le filiere del <em>buonessere</em>… Da tanti anni non a caso adoro Calizzano (e <a title="umberto curti calizzano" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">questo è un altro link</a> che suggerisco…), ad un passo da Finale Ligure via <strong>Melogno</strong>, e da Garessio e val Tanaro via <strong>Quazzo.</strong></p>
<p>Quasi trent’anni di lavoro e consulenze sul campo – con Luisa Puppo, ça va sans dire &#8211; mi consentono di pensare che, in termini di risultati e immagine, l’area di Calizzano varrebbe una miglior manutenzione complessiva del territorio e un piano propedeutico di micro-marketing idoneo a rendere più “strategica” la buona, anzi ottima, volontà di molti operatori commerciali, tanto più che nella <strong>centrale via Garibaldi</strong> e negli immediati dintorni si può mangiare splendidamente, si può praticare shopping di qualità (<strong>funghi, castagne, ortofrutta, carni e salumi, torte salate, pasticceria, miele e liquori, ceramica</strong>), si può vivere &#8211; e condividere &#8211; un tempo a misura d’uomo…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-aperitivo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21086" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-aperitivo-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a>Con tutto il cuore voglio auspicare che la progressiva fuoriuscita da questi anni tanto travagliati (dopo la pandemia ecco la guerra) produca finalmente nelle persone un diverso sentire nei confronti della <strong>sostenibilità ambientale, della biodiversità, delle generazioni future</strong>, cui altrimenti toccherà un pianeta sempre più inquinato e sempre meno abitabile (siccità, abbandono della montagna, inquinamento, deforestazione…).</p>
<p>E voglio auspicare che <strong>le microimprese a gestione famigliare</strong>, “cuore” instancabile e &#8220;cocciuto&#8221; del Paese, ma sovente alle prese con burocrazie ed altri pesanti fardelli, possano meritare un ruolo sempre più centrale in termini di ripresa socioeconomica, di presidio del territorio, di valorizzazione della qualità.</p>
<p>Storie come quella del “K2”, dunque, sono un toccante, magnifico, durevole segno che s’incide – umanamente prima ancora che professionalmente – nell’identità di un tempo e di un luogo.</p>
<p><strong>Felice compleanno e mille di questi giorni, Amici del “K2”!</strong> Senza il vostro gelato, e i vostri sorrisi di buon mattino, la vita sarebbe molto (ma molto) meno dolce!</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/comunitas-felix-a-calizzano-30-anni-di-k2/">Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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