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	<title>Ligucibario &#187; social media</title>
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		<title>Storytelling all&#8217;ITS agroalimentare di Imperia. Un diario di viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Magistralmente introdotto all’aula dalle parole della tutor, Cristina Penno, ho iniziato le mie docenze all’ITS agroalimentare di Imperia, nel corso per “Marketing manager”. Davanti ad un gruppo a forte componente femminile, attento e partecipe, ho così cominciato il mio percorso, centrato sulla comunicazione del prodotto (enogastronomico) e sullo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-allits-agroalimentare-di-imperia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26669" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059.jpg"><img class="size-medium wp-image-26669" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059-300x219.jpg" alt="farinata di ceci" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">farinata di ceci</p></div>
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<p>Magistralmente introdotto all’aula dalle parole della tutor, Cristina Penno, ho iniziato le mie docenze all’<strong>ITS agroalimentare di Imperia</strong>, nel corso per “<strong>Marketing manager</strong>”.</p>
<p>Davanti ad un gruppo a forte componente femminile, attento e partecipe, ho così cominciato il mio percorso, centrato sulla <strong>comunicazione del prodotto</strong> (enogastronomico) e sullo <strong><a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-food-wine/" target="_blank">storytelling food&amp;wine</a></strong>.</p>
<h2>Lo storytelling agroalimentare nell&#8217;esperienza di Umberto Curti</h2>
<p>Il mio approccio non è mai accademico. Da molti anni conduco con Luisa Puppo una società di consulenza, il cui focus è la <strong>Liguria</strong> (con le sue eccellenze food&amp;wine e dell’artigianato) come <strong><a href="https://www.ligucibario.com/turismo-gastronomico-destinazione/" target="_blank">destinazione turistica</a></strong>, e pertanto affianchiamo territori ed imprese sempre alle prese col “nuovo che avanza”….</p>
<h2>Comunicare il valore del prodotto tra digitalizzazione e nuovi scenari</h2>
<p>Oggi, tuttavia, una ottimale <strong>conoscenza del prodotto</strong> deve interfacciarsi ai molti cambiamenti in atto, che hanno reso i recenti decenni impattanti tanto quanto un’era geologica. Non si è trattato solo di digitalizzazione. La digitalizzazione ha infatti coinciso con deregulation in molti settori e con accelerazioni brutali in quasi tutte le tendenze di mercato.</p>
<h2>Narrazione sensoriale e promozione delle eccellenze di Liguria</h2>
<p>La Liguria del cibo e del vino è, come al solito, qualità, non quantità. I nostri vini, i nostri olii, e salumi e formaggi e mieli…, esigono – anche online &#8211; una <strong>promotion evocativa, sensoriale</strong>, davvero esperienziale, e che considero il vero pilastro del <strong><a href="https://www.ligucibario.com/turismo-esperienziale-il-format-di-umberto-curti/" target="_blank">turismo esperienziale</a></strong>. La conoscenza del marketing (e della lingua inglese) risulta dunque prodromica a tutto il resto, compreso l’utilizzo dei social media.</p>
<p>La Liguria è terra di muretti a secco, di dieta mediterranea, di cultivar pregiate, dunque di <a href="https://www.ligucibario.com/marketing-del-genius-loci/" target="_blank"><strong>genius loci</strong></a> e di buonessere. La battaglia che da anni <strong>Ligucibario®</strong> conduce è una ribellione all&#8217;antropocene, al consumismo globale, ai prodotti OGM, al trash food, alle agromafie che contraffanno il made in Italy e il <strong>made in Liguria</strong>.</p>
<h2>Dalle radici al racconto: la pratica della mindmap territoriale</h2>
<p>Nella prima lezione ho ingaggiato corsiste e corsisti con una prima <strong>mindmap</strong>: proponendogliene una delle mie, a tema farinata di ceci, ho proposto loro di lavorare su una risorsa che gli fosse familiare, gradita, che potenzialmente desiderassero “vendere”: v’è chi ha scelto di raccontare le acciughe, chi il Rossese di Dolceacqua, chi il pesto, chi il brandacujun, chi la focaccia genovese.</p>
<p>E’ stato realmente un buon inizio, e chi ben comincia…</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Impresa, le &#8220;cattive prassi&#8221; della comunicazione online</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 14:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Impresa, le &#8220;cattive prassi&#8221; online&#8230; In molti contesti si accenna a “buone prassi”. Relativamente in pochi, tuttavia, si approfondiscono quelle “cattive”. In una stagione storica dominata – e mi riferisco qui all’àmbito professionale – da web e social media, è sbalorditivo come l&#8217;impresa &#8211; anzi, tante imprese, specie le microimprese a classica gestione famigliare &#8211; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/impresa-le-cattive-prassi-online/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25024" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/unsplash.jpg"><img class="size-medium wp-image-25024" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/unsplash-300x200.jpg" alt="photo credits: unsplash" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">photo credits: unsplash</p></div>
<p>Impresa, le &#8220;cattive prassi&#8221; online&#8230;</p>
<p>In molti contesti si accenna a “buone prassi”. Relativamente in pochi, tuttavia, si approfondiscono quelle “cattive”. In una stagione storica dominata – e mi riferisco qui all’àmbito professionale – da <strong>web e social media</strong>, è sbalorditivo come l&#8217;impresa &#8211; anzi, tante imprese, specie le microimprese a classica gestione famigliare &#8211; ancora si muova online senza una strategia né una guida, all&#8217;insegna del <strong>fai-da-te ad ogni costo</strong>, e dunque – poiché ciò che non è buona prassi può essere automaticamente una cattiva prassi – autodanneggino, anziché favorirla, la propria <em>reputation</em>…</p>
<h2>Impresa e comunicazione</h2>
<p>La comunicazione (e la comunicazione di impresa) in questi anni è tempestosamente cambiata, certo, ma chiunque mastichi un po’ di <strong>marketing</strong> sa che (per alberghi, ristoranti, negozi, artigiani…) alcune regole di ieri valgono ancora e sempre, e non tutto è solo e semplicemente sbornia digitale, non tutto può esser delegato ad una tastiera di computer, <strong>senza un obiettivo chiaro</strong> e senza linee guida per raggiungerlo. Penso che Veronica Gentili stessa, una social media marketing expert che spesso leggo e sempre apprezzo, sposerebbe la mia tesi.</p>
<p>Personalmente, abito dentro i social il minimo indispensabile, solo per ragioni di lavoro, senza mai – mai &#8211; pubblicare alcun contenuto di natura “privata”. Scrollando i post altrui mi imbatto in soggetti che non solo utilizzano lo strumento in modo errato, ma continuamente mescolano lavoro e sfera personale, il che è un modo perfetto per &#8220;disorientare&#8221; il possibile cliente dell&#8217;impresa. Ecco quindi, se magari mi riferissi ad una trattoria, la foto di un piatto, poi un riferimento alle Olimpiadi o al calcio, poi un selfie enigmatico, poi un modo di dire locale, poi l’immagine di un tramonto o di un&#8217;escursione, poi la nostalgia affettuosa per un defunto o per un cagnolino, poi un altro piatto, o un vino, poi una poesia o un concerto, poi gli auguri a qualcuno, e avanti così… E&#8217; impressionante sui social la quantità di tempo e di spazi mentali che viene divorata dalle futilità&#8230; Zero lo <a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-food-wine/"><strong>storytelling</strong></a> (quello commercialmente attrattivo), zero o quasi le info di una qualche utilità e suggestione, ovvero capaci di “incidersi” in chi legge, così da generare vere interazioni/conversioni.</p>
<p>Tornerò presto sul tema, con alcuni primi suggerimenti concreti per migliorare, senza fatica e senza esborsi, la presenza online in termini di immagine e di risultati (è davvero un peccato disperdere energie e risorse) dell&#8217;impresa. Dunque, amico lettore, e imprenditore, stay tuned! E <a title="impresa, le buone prassi della comunicazione online" href="https://www.ligucibario.com/impresa-le-buone-prassi-della-comunicazione-online/" target="_blank">qui trovi il link</a> al secondo articolo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Ti diverte ancora andare al ristorante?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 12:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ristoratori fateci un piacere, restituiteci la festa... In questo articolo esprimerò forse opinioni su cui taluni non concordano, ma sarebbe interessante avviare un dibattito, visto che gli italiani sono molto legati al cibo e alla ristorazione &#8211; andare al ristorante è un &#8220;rito&#8221;. Io ne parlo per due motivi, il primo perché – a causa ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ti-diverte-ancora-andare-al-ristorante/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/trippe-accomodate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/trippe-accomodate-300x225.jpg" alt="trippe accomodate" width="300" height="225" /></a><strong>Ristoratori fateci un piacere, restituiteci la festa..</strong>. In questo articolo esprimerò forse opinioni su cui taluni non concordano, ma sarebbe interessante avviare un dibattito, visto che <strong>gli italiani sono molto legati al cibo e alla ristorazione</strong> &#8211; andare al ristorante è un &#8220;rito&#8221;.</p>
<p>Io ne parlo per due motivi, il primo perché – a causa di un grave lutto famigliare – i miei pranzi della domenica si svolsero tutti al ristorante sin dal 1981, e quindi ho accumulato consapevolezze attraverso molte delle tendenze via via susseguitesi in 40 anni (leggimi anche <a title="umberto curti gli anni" href="https://www.ligucibario.com/gli-anni/" target="_blank">a questo link</a>)… Il secondo, perché ho poi reso l’enogastronomia una parte importante del mio lavoro, sono uno storico dell’alimentazione, ne scrivo su libri e web, tengo corsi e conferenze, una passione è divenuta mestiere senza tuttavia snaturarsi né perdere slancio… Ti dico subito che amo l’autenticità, la biodiversità, le cultivar autoctone, le filiere brevi, le verdure e i pesci di stagione, la qualità (non snobistica) che si connette al buonessere.</p>
<h2>Andare al ristorante: cosa è diventato?</h2>
<p>Ma entriamo nel vivo della questione, e ti chiedo: <strong>ti diverte ancora andare al ristorante? E te lo puoi permettere?</strong> Io non sono un conservatore, e però tuttavia Ligucibario® tutela e promuove il made in Italy che ci deriva da 20 (o forse più) meravigliose cucine regionali… Certo, alcune ricette vanno “attualizzate”, anche con finalità salutistiche o perché le nostre abitudini alimentari sono sempre in divenire, ma quel che meno capisco è la <strong>rimozione – da parte di non pochi locali – di molti di quei classici che hanno reso le cucine italiane le più famose al mondo</strong>… Ciò accade senz’altro anche in Liguria, terra dove vivo e lavoro, e dove incontro sempre meno – ad esempio &#8211; i <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zimino-di-ceci/" target="_blank">ceci in zimino</a>, i <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/corzetti/" target="_blank">corzetti</a>, le <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tomaxelle/" target="_blank">tomaxelle</a>, le <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cqI3m3SQjuU" target="_blank">trippe</a> (guarda che belle nella foto), il <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnaccio-pattunn-a-in-val-fontanabuona/" target="_blank">castagnaccio</a>…</p>
<p>Forse che la tradizione sarebbe divenuta banale? E perché gli spaghetti mi vengono “porzionati” col cilindro coppapasta (o dentro piatti ormai ridotti ad un pozzetto minimale al centro)?</p>
<p>Abbiamo in compenso vissuto una <strong>stagione mediatica all’eccesso</strong>: tanti cuochi sono divenuti chef e poi guru, i canali tv ci hanno ubriacato di trasmissioni a tema, i social media sono risultati consoni all’egocentrismo di chi ha preferito praticare più quelli che i fornelli… E poi mille saloni del gusto, masterclass iniziatiche, foodblogger talvolta pronti alla cortigianeria.</p>
<p><strong>Si va infine al ristorante per recensirlo su TripAdvisor</strong> (dato che tutti sono ormai gourmet e critici gastronomici), o per pavoneggiarsi sulle chat, più che per comprendere i cibi nei piatti?</p>
<h2>Andare al ristorante: tra mode ed &#8220;esperienze&#8221;</h2>
<p>A latere di tutto ciò, incontro invece sempre di più <strong>vincoli alla prenotazione</strong>, <strong>porzioni ridicole</strong>, <strong>ingredienti modaioli</strong>, “coperto” e <strong>scontrini finali da capogiro</strong>. Ma l’<strong>alta ristorazione è già entrata in crisi</strong> altrove, ad es. a Londra (leggimi soprattutto <a title="crisi dei ristoranti a londra" href="https://www.ligucibario.com/la-crisi-dei-ristoranti-a-londra/" target="_blank">a questo link</a>), e si avverte una certa saturazione verso alcuni rituali, l’ossessione per la stella Michelin, il guazzo di salsa a decorare la pietanza, i fiori eduli, la forma che sostituisce la sostanza, la creatività ad ogni costo che scade a stravaganza, l’eccesso di forestierismi esotici (<em>chips, tataki, chapati, topping</em>…), l&#8217;arredo algido.</p>
<p>Premesso che quasi sempre dubito della sostenibilità economica di ristoranti sotto i 50-60 coperti, <strong>al ristorante non è necessario vivere un’esperienza, restare stupiti</strong> (Gualtiero Marchesi non si prefiggeva di stupire bensì di valorizzare la materia prima), <strong>al ristorante è necessario mangiare (e bere) bene</strong>. Restituirgli un sapore più semplice e democratico e conviviale, anche con la possibilità di consumare un “piatto unico” o un paio di portate. <strong>Ristoratori fateci un piacere, restituiteci la festa</strong>&#8230;</p>
<h2>Andare al ristorante: innescare il passaparola</h2>
<p>Poi, certamente, il passaparola circa un ristorante si basa sulla sua efficienza, la pulizia, il sorriso, il buon tovagliato, il cestino del pane, la capacità di raccontare un piatto – anche agli stranieri… &#8211; e di abbinargli il vino, le piccole grandi attenzioni (opzioni per i celiaci, un decanter per i rossi importanti, qualche friandise prima del conto, il <em>buta stupa</em>…). Quanto al resto, il detto “chi non comunica non esiste” certo non significa ogni giorno spammare contenuti generici sui social, che stancano e scadono. Tanto più che quel marketing compete agli specialisti, purtroppo non basta un fai-da-te…</p>
<h2>Andare al ristorante: la testimonianza di un grande &#8220;addetto ai lavori&#8221;</h2>
<p>Il sapiente e cordialissimo <strong>Claudio Pasquarelli di Bergeggi</strong>, il re dei branzini, che una vita fa fu amico di mio padre, ed ogni 14 agosto su una magica terrazza-prua gli preparava la torta d’onomastico, non a caso tuttora afferma: “…dopo 50 anni di lavoro ai fornelli, mezzo secolo dove ho visto e attraversato tutti i cambiamenti della cucina, le innovazioni che hanno lasciato un segno e le mode che sono durate lo spazio di una stagione, mi sono reso conto di essere ancora innamorato della mia prima fiamma: la cucina ligure…sono tornato da dove sono partito, a una cucina ligure votata al “risparmio” e al recupero. Metaforicamente sono tornato nella cucina della mia trattoria a Vado Ligure, quando cucinavo per i lavoratori un pasto caldo, buono, a prezzo giusto. Le piccole trattorie famigliari, oggi, non ci sono quasi più, ma c’è un prodotto omologato che non ha radici culturali ed enogastronomiche. Colpa della grande distribuzione, in primo luogo, che costringe a produrre mele tutte della stessa pezzatura, e le fa trovare sugli scaffali in qualsiasi stagione dell’anno.”</p>
<p>Difficile reperire una lezione più alta e centrata.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La consulenza di marketing</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 07:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Da quasi trent’anni con Luisa Puppo ci muoviamo nei settori della consulenza e della formazione, anzitutto nell’àmbito del turismo e dell’enogastronomia in Liguria. Condividiamo in quest&#8217;articolo alcune considerazioni su consulenza e marketing. Italia: una migliorabile propensione al marketing Sia detto senza ipocrisia, uno dei maggiori ostacoli nel panorama (italiano, non solo ligure) è rappresentato da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-consulenza-di-marketing/">leggi tutto</a></p>
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<p>Da quasi trent’anni con Luisa Puppo ci muoviamo nei settori della consulenza e della formazione, anzitutto nell’àmbito del turismo e dell’enogastronomia in Liguria. Condividiamo in quest&#8217;articolo alcune considerazioni su consulenza e marketing.</p>
<h2>Italia: una migliorabile propensione al marketing</h2>
<p>Sia detto senza ipocrisia, uno dei maggiori ostacoli nel panorama (italiano, non solo ligure) è rappresentato da una migliorabile “propensione” al marketing tra gli imprenditori-clienti. Questa – chiamiamola &#8211; peculiarità italiana si traduce in investimenti totali in marketing e comunicazione (inclusi i media) pari a soli 8,5 miliardi di euro, lo 0,47% rispetto al PIL, una cifra tra le più basse presso i Paesi avanzati, e che evidenzia la necessità di un cambio di mentalità e di passo. Secondo un sondaggio, quasi 4 progetti di comunicazione e marketing su 10 stentano a causa di incomprensioni relazionali, e non per difetto di capacità specifiche&#8230; Poiché <strong>è più facile spaccare un atomo che un pregiudizio</strong> (la “diffidenza” dei clienti verso la consulenza e il marketing…), ciò mette in luce l’urgenza di ottimizzare un “dialogo” tra le due parti. Peraltro, <strong>l’errore più comune</strong> che ancora oggi, paradossalmente, grava sull’80% dei clienti è <strong>prevedere un budget per quasi tutto, tranne che per promuoversi</strong>. E anche la destinazione o struttura più attrattiva, se non idoneamente promossa, non otterrà risultati. Il fai-da-te non basta, né forse è mai bastato. Sosteneva non a caso un guru della statura di Steve Jobs (1955-2011), fondatore di Apple:<em> “In un settore entri con la competenza, ma vinci con la </em><em>comunicazione”…</em></p>
<h2>Liguria e marketing: un sistema a due velocità</h2>
<p><strong>La <a href="https://www.ligucibario.com/agroproduzioni-marketing-turismo/" target="_blank">Liguria</a></strong>, inoltre, propone un 90% del territorio (le aree interne) su cui insiste solo il 10% delle attività economiche, configurando dunque un sistema notoriamente a 2 velocità: la costa più popolosa, urbanizzata, turistica e “animata”, l’entroterra più “selvaggio”, più spopolato e via via – purtroppo – più periferico e residuale…</p>
<h2>Marketing oggi: differenziazione e targeting</h2>
<p>Oggi più che mai, peraltro, qualsiasi offerta è chiamata, pur senza snaturarsi, a modellarsi sulla domanda, a differenziarsi. Se è vero che la pubblicità non entusiasma (quasi) nessuno, è vero anche che tutti consumiamo &#8211; talora volenti talora nolenti &#8211; una grande quantità di contenuti ogni giorno, siano essi articoli, manifesti, video o altro… Tutti ascoltiamo la radio, guardiamo la tv, scorriamo il web, andiamo al cinema, leggiamo quotidiani e riviste… Occorre dunque intervenire, anzitutto a monte, sul momento decisionale, e poi a valle sulla soddisfazione del cliente.</p>
<h2>Marketing oggi: 7 errori da evitare</h2>
<p><strong>Attenzione, però</strong>: a)i publiredazionali cartacei servono ormai a poco o nulla. Idem, per ovvi limiti “geografici”, gli spazi acquistati sulle emittenti locali; b)molte imprese faticano ad “inquadrare” con precisione chi sia o dovrebbe essere il cliente target; c)routine, mille impegni, burocrazia e stress di una quotidianità sempre più complessa inducono purtroppo alla stasi e alla sfiducia anziché al dinamismo e al rinnovamento; d)<span style="text-decoration: underline;">v’è un abuso generalizzato dei social</span>, nonché un eccesso di aspettative, ma uniti ad una scarsa capacità di differenziarne l’utilizzo; e)molta comunicazione, per così dire dallo spot al post, racconta servizi anziché benefici diretti, risultando impersonale e poco ispiratrice; f)sovente, sono le persone (che vi lavorano) a render magica un’offerta; g)e…oggi come ieri, content is king.</p>
<p>In tale contesto, certamente caotico e sovraffollato, Luisa Puppo ed io poniamo a disposizione quasi trent’anni di esperienza specifica accanto a territori e imprese anzitutto liguri, con un approccio operativo, concreto, tagliato su misura anche per <strong>le microimprese famigliari</strong>. Che sa interpretare i fabbisogni del cliente e supportarlo nelle sfide del futuro, un futuro “accelerato” che di continuo sembra porre in discussione molte fra le “certezze” del presente…</p>
<p>Contattateci senza impegno su <strong>info@ligucibario.com</strong></p>
<p>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Dal territorio all&#8217;impresa</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 15:21:38 +0000</pubDate>
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<p>Sono venuti a farci visita a Calizzano, graditissimi, un team di giovani professionisti – reduce da uncorso biennale di specializzazione in Tourism Digital Marketing &#8211; che va proponendo al mercato alcuni specifici servizi in tema di <strong>grafica, marketing digitale, social media, videomaking</strong>.<br />
Sono rimasti sinceramente incantati da questi luoghi che <strong>Luisa Puppo</strong> ed io, da circa un ventennio, abbiamo eletto in alcuni periodi dell’anno a buen retiro.</p>
<p>Ed in effetti è stato un piacere “scortarli” lungo sentieri e attraverso faggete, raccontando loro <strong>la biodiversità, l’Alta Via dei Monti Liguri, la cultura del castagno</strong>, le risorse culturali che punteggiano gli abitati e talora financo i boschi.<br />
Le loro competenze lavorative stanno via via integrandosi con le nostre, e presto produrremo una serie di proposte consulenziali per i territori e le imprese che vogliano idoneamente orientarsi agli attuali – e sempre in progress – scenari turistici e commerciali.</p>
<p><strong>Calizzano stessa, pur nella sua attrattività naturale, è un luogo dove “far turismo” – escursioni, ricettività, food, botteghe… &#8211; potrebbe e dovrebbe percorrere binari assai più condivisi ed efficaci</strong>. Abbiamo certamente vissuto stagioni accelerate, turbolente, di deregulation, che hanno messo in forse l’esistenza stessa di tante microimprese a gestione famigliare, e nel complesso anche i Comuni (pur se siamo Italia) stentano a tenere il passo, per quanto attiene alla valorizzazione dei propri beni e delle proprie tradizioni, ai ritmi e alle tendenze della domanda, è sufficiente visionare molti siti web “pubblici” per constatare, purtroppo, come risultino poco seduttivi, poco aggiornati e poco interattivi (questa sezione è vuota, questa pagina è in allestimento…).<br />
Qui tuttavia non si tratta di imputare qualcosa a qualcuno, io presumo che tutti facciano tutto quel che possono, bensì si tratta di rimboccarsi le maniche. Anche, evidentemente, negli àmbiti online.</p>
<p>In genere, la storia dei “successi” dimostra che <strong>le destinazioni più attrattive sono quelle in cui i ruoli dell’attore pubblico e delle imprese si integrano e si potenziano</strong>. Sarebbe dunque straordinariamente interessante poter operare sui due fronti in contemporanea, traguardare una dimensione diadica e non dualistica: ovvero qualificando e rafforzando sia le strategie delle amministrazioni e sia quelle di hotel, agriturismi, esercizi commerciali, artigianato… In un&#8217;ottica territorio &#8211; impresa.<br />
Chissà che <strong>le valli Bormida, Tanaro e Mongia</strong> non possano rappresentare (specie in un momento come questo) un eccellente laboratorio di buone prassi, per affrontare validamente le sfide del futuro.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>La crisi del commercio a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 15:51:21 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/DSCN1014.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20178" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/DSCN1014-300x225.jpg" alt="DSCN1014" width="300" height="225" /></a>La crisi del commercio a Genova. Ho visto cose che voi umani…</p>
<p>Mi collego al pezzo sul marketing <a href="https://www.ligucibario.com/marketing-non-significa-pubblicita/" target="_blank">(link)</a> che ho pubblicato qualche giorno fa, per alcune riflessioni circa lo stato delle attività commerciali a Genova (e in Liguria) e per qualche esortazione che aiuti ad intercettare la ripresa, quando questa malefica pandemia sarà solo un ricordo.<br />
Giusto per fornire qualche dato <strong>pre-covid</strong> di tendenza, nel 2011, dieci anni or sono, i ristoratori genovesi purtroppo avevano già registrato un calo medio di fatturato del 25-30% rispetto al 2010. Calava anche l&#8217;occupazione (-5%) e aumentava il tasso di chiusura delle attività. “Scampavano” in genere a tali dinamiche solo i locali “low cost”, dai 15 euro e dintorni…<br />
Nel 2014, a Genova -3 negozi ogni giorno. L’anno nero era stato sin lì il 2013, un negozio in meno ogni giorno: 573 aperture e ben 938 cessazioni, talora riguardanti anche botteghe – e gestioni famigliari &#8211; con decenni di glorioso passato dietro di sé. Ed accadeva sia nei quartieri meno agiati sia in quelli più ricchi, ad es. Nervi (dove abitano professionisti affermati e vip sportivi). Le banche stesse stavano via via cedendo un po’ ovunque, sovente ai cinesi, aperti sempre, e con valanghe di ogni merce a scaffale.<br />
La congiuntura economica, al tempo, non ha che accentuato una crisi indotta a Genova anche dalla flessione demografica e dalla senilizzazione degli abitanti.<br />
Quanto allo scenario regionale, nel 2018 ogni giorno in Liguria 1,5 imprese del settore del commercio avevano chiuso. A perdere il lavoro quasi 15 persone al giorno (Uniocamere Liguria dati congiunturali 2018). Si erano infatti assunte a tempo indeterminato 9.371 persone, a fronte di 14.630 posizioni cessate, dunque 5.259 lavoratori in meno. Il dato di 1,5 imprese chiuse ogni giorno è il saldo tra le imprese del commercio iscritte (1.849) e quelle cessate non d’ufficio (2.379). Genova di fatto aveva visto la chiusura di un&#8217;impresa al giorno (0,97). Per il dato lavoratori la fonte era l’Osservatorio Inps sul precariato, categoria commercio all&#8217;ingrosso e al dettaglio, (…) servizi di alloggio e di ristorazione.<br />
Nel 2019, infine, circa il commercio Genova si posizionava agli ultimi posti in classifica, con una perdita di 11mila posti di lavoro (dati Cisl) in 6 anni. I dati diffusi rivelavano una perdita di oltre 64mila negozi in un decennio, di cui oltre 400 i negozi del centro storico, area “contraddittoria” ma di pregio in termini di rendite di posizione. Nel 2018, mille i posti di lavoro persi soltanto nel settore commercio.<br />
<strong>Personalmente, quando ripenso ai fenomeni recenti cui pur io ho assistito, mi bàlzano alla mente, con malinconia, i casi della Serafina, di Issel, del Bicu, di Berti, della Rinascente (“chiude perché, in una depauperata Genova, non v’è più una classe media che costituisca il target di quel tipo di negozio”), di Gucci, di Mercatone Uno, di Ca’ Puccino, del mercato del Carmine, di Botteghetta magica (presepi), di Fogliani (Moody e pasticceria Svizzera), della Cartoleria Genovese, della cartoleria De Magistris, di Moda Italo, del Gigante, di Pimkie, di Klainguti, di Scarpe&amp;Scarpe, di Vigo abbigliamento per bambini, di Quarti abbigliamento (Sestri Ponente), di Scalinata Borghese oggi forse già “transeunte” verso un sushi-all-you-can-eat, di tante sale cinema… Vicende, e soggetti, peraltro molto differenti fra loro (1).</strong><br />
Uniamo dunque i punti con un trattino: non si tratta della “crisi”, concetto ricorrente ma in qualche modo generico cui imputare ogni difficoltà, bensì di una vera e propria rivoluzione in atto oramai da anni: quella dei consumi, della modalità di acquisto, della distribuzione, della pubblicità, però ancora molti imprenditori – essendo genovese lo sottolineo con ansietà e dispiacere – si irrigidiscono, non riescono a inquadrarla e/o ad accettarla, dunque gli riesce impossibile trovare soluzioni e alternative.<br />
Per me, che con Luisa Puppo da tanti anni mi occupo di marketing e ne scrivo <a href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">(link)</a>, oggi pare sin troppo chiaro, non è il predatore grande che mangia la preda piccola ma il predatore veloce che mangia la preda lenta.<br />
E’ solo la conferma di un allarme lanciato da tempo. I nodi, covid o non covid, stanno purtroppo venendo tutti al pettine. Si chiamano in primis &#8220;legge&#8221; della domanda e dell&#8217;offerta, speculazioni e anarchie negli affitti, eccesso di sushi, cineserie, kebab, agenzie scommesse ecc., ma anche &#8211; da parte di non pochi commercianti &#8211; modesta conoscenza del marketing, indisponibilità a formarsi, inidonea presenza su web e social, e non v’è protezionismo corporativo che possa sopperire a tale rapido &#8220;invecchiamento&#8221;.<br />
Chiunque si rende conto che ad un aumento della domanda consegue una crescita dell’offerta, la quale, a propria volta, incrementa aziende e concorrenti (aggressivi) che cercano di indurre/soddisfare al meglio tale domanda. Già negli anni pre-covid il progressivo travaso dei business verso l’online è stato dunque fisiologico, ma vendere via web è come apprendere ad andare in bici: tentando sùbito da soli si rischia di cadere rovinosamente. Con l’e-commerce e i marketplace si rischia di bruciare rapidamente i pochi euro residuati da questi anni di “crisi”. <strong>Il nuovo che avanza, con le sue accelerazioni e deregulation, implica aggiornamenti di marketing, digitali, gestionali ecc. specifici.</strong><br />
Domanda delle cento pistole: cosa attendono le associazioni di categoria per riempire finalmente le aule coi loro iscritti? Ora o mai più.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(1) Serafina (sott’oli) in via Canneto il Curto chiuse nel 2012 dopo quasi quattro decenni di attività. Issel arredamenti in via Roma chiuse nel 2014, dopo oltre cent’anni. La birreria Bicu al Porto antico chiuse nel 2015, dopo 7 anni. Berti, storica boutique di Piccapietra, chiuse anch’essa nel 2015. La Rinascente, dopo 58 anni di presenza, nel 2018. Mercatone Uno a Rivarolo e Ca’ Puccino a Piccapietra (quest’ultimo per sfratto Carige) anch’essi nel 2018. La griffe Gucci in via XXV aprile, dopo 9 anni, nel 2019. E così Cartoleria Genovese in via Assarotti (risalente al 1848), cartoleria De Magistris in largo Pertini, e Moda Italo accanto al Ponte Monumentale. Moody in Piccapietra e pasticceria Svizzera ad Albaro anch’essi nel 2019 in seguito al crac Fogliani (ora riaperti). Pimkie abbigliamento in via XX settembre, Scarpe&amp;Scarpe a Rivarolo, il ristorante Gigante di Voltri e lo storico caffè Klainguti in Soziglia nel 2020. Il mercato del Carmine è attualmente chiuso, dopo vari, tormentati cambi di gestione… <strong>Aggiorno</strong> (settembre 2021) questo post, per aggiungere che via via chiudono anche la boutique Tino&#8217;s in Piccapietra, la coltelleria Bet in Galleria Mazzini, la confetteria Lucia in Largo della Zecca&#8230; <strong>Ulteriore, malinconico, aggiornamento</strong> (da inizio 2025) con Salidou Bazar articoli per bambini (Vico del Fieno), Rosticceria Ratti piazza Palermo, Colori di Liguria Prestigiacomo (via Magnaghi), Export Gentilotti 1920 (Nervi), Cioccolateria Buffa (via Fiasella), Hotel La Marinella 1934 a Nervi, Carini abbigliamento (via XX settembre), Balilla giocattoli (alla Foce), La fata dei bimbi (Galleria Mazzini), Aziz tappeti (corso Buenos Aires), Pianeta Mare surgelati (via Cecchi), Bar Lino (piazza Alimonda), Vanni spose (via di Canneto il curto), il bar Saverio&#8217;s angels 1969  (corso Europa), Caligaris gioielli (via San Vincenzo), Officina di Santa Maria Novella (piazza della Meridiana), Merceria Rosellini (via Cesarea), Elena Mirò (via XX settembre), Giglio Bagnara (via Sestri) in liquidazione volontaria, Caffé pasticceria Cavo di via Cipro (in vendita), libreria Bozzi 1810 (via Cairoli), cartoleria Vassallo (salita Pollaiuoli), cartoleria Peloso 1885 (via Cairoli), cartoleria Colombotto (Bolzaneto), fiori Euroflora (via Cairoli), vernici Color System (via Cairoli), Must Music (via XII ottobre), Ferragamo scarpe e abbigliamento (via Roma), HB birreria (via Boccardo), Castaldi abbigliamento (via Buozzi, quasi 80 anni di attività), Angelucci boutique 1919 (via V dicembre), Bar Cocco (via Righetti, 86 anni di storia), Bottega delle merceria (via Donizetti), Microkit elettronica (corso Torino), Pernigotti abbigliamento di lusso (a Nervi), Patrizia Pepe nonché Y-ipsilon (via Roma), Funny shop (via Fieschi), Brugnera calzature in Galleria Mazzini, Gigagiò a Sampierdarena, Casa di carta in piazza Portello, Galleria d&#8217;arte e fiori in via XX settembre, Lully abbigliamento a Bolzaneto, Devoto&amp;Vitale abbigliamento in via XXV aprile, Gioielleria Salvemini in via Cantore, bar Piave in via Piave, profumeria Marionnaud in piazza Fontane Marose, Polvere di stelle abbigliamento donna in corso Europa, la vetreria Glass Emery in via Sapeto (50 anni di storia), la gelateria Carla (1930) a Sturla, e alcuni tristi e allarmanti rumors fanno temere una chiusura del bellissimo punto vendita di Coin (via XX settembre)&#8230;<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>4 buone notizie</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 14:44:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; 1. Presso Regione Liguria si è tenuta giovedì 16 marzo h 14.00 (con folta partecipazione di addetti ai lavori) la conferenza stampa di presentazione dei Laboratori didattici nati da una sinergia Dipartimento Economia dell’Università di Genova (corso di Laurea in Scienze del turismo) e CNA Liguria. Inizio lezioni ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/4-buone-notizie/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17109" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/02/panorama3.jpg"><img class="size-medium wp-image-17109" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/02/panorama3-300x225.jpg" alt="panorama ponente ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">panorama ponente ligure</p></div>
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Presso Regione Liguria si è tenuta giovedì <strong>16 marzo h 14.00 (con folta partecipazione di addetti ai lavori) la conferenza stampa</strong> di presentazione dei Laboratori didattici nati da una sinergia Dipartimento Economia dell’Università di Genova (corso di Laurea in Scienze del turismo) e CNA Liguria. Inizio lezioni 22 marzo, a Imperia. Un totale di 24 ore (3 CFU riconosciuti) riservate a 20 studenti del II e III anno, che esploreranno con Luisa Puppo e Umberto Curti, docenti responsabili dei Laboratori, gli intrecci artigianato &#8211; agroalimentare tipico – itinerari turistici, anche attraverso la “testimonianza” dal vivo di 4 imprese artigiane liguri. Altre informazioni al link<br />
<a href="https://www.imperia.unige.it/images/files/LaboratorioItinerariTuristicoArtigianaliInLiguria.pdf">https://www.imperia.unige.it/images/files/LaboratorioItinerariTuristicoArtigianaliInLiguria.pdf</a></p>
<p>2.<br />
Presso la Sala Rossa (corso Italia 19), gentilmente concessa dal Comune di Savona, ha preso avvio venerdì 17 febbraio il ciclo di 3 “gustincontri” etno-gastronomici con Umberto Curti. L’iniziativa, a ingresso libero e fortemente voluta dall’Associazione “Aiolfi” e da A.M.M.I., gode del patrocinio del Comune di Savona e della Consulta Ligure. <strong>Primo appuntamento (con nutrita presenza di pubblico), “A scuola di cacao. Conosci e degusta il cioccolato”.</strong> Introduce sempre i gustincontri Silvia Bottaro. I successivi gustincontri con Umberto Curti si terranno venerdì 31 marzo (“Ma i Romani mangiavano pesto?) e venerdì 7 aprile (“Bianco col pesce, rosso con la carne?”), stesso luogo stessa ora. Altre informazioni al link<br />
<a href="https://aiolficultura.blogspot.it/2017/01/nuove-iniziative-dellassociazione_27.html">https://aiolficultura.blogspot.it/2017/01/nuove-iniziative-dellassociazione_27.html</a></p>
<p>3.<br />
Chiuse con successo le iscrizioni, è al via il 15 marzo presso ISCOT Liguria, ente formativo di Ascom-Confcommercio, <strong>il corso di formazione (gratuito in quanto finanziato dal FSE) “Web 2.0 e social media per il settore dell’enogastronomia”. 40 ore</strong> per gli operatori del food&amp;wine che vogliano approfondire le proprie competenze mediatiche per ottimizzare la promo-comunicazione d’impresa su Facebook, Twitter ecc. e le sue valenze commerciali (o anche ampliare i propri curricula con competenze utili all’inserimento/avanzamento lavorativo). Vi aspettiamo in aula! Altre informazioni al link<br />
<a href="https://www.iscot.liguria.it/news/file/50_iscot%20web%202_0.pdf">https://www.iscot.liguria.it/news/file/50_iscot%20web%202_0.pdf</a></p>
<p>4.<br />
E’ prossimo al debutto sul mercato turistico <strong>il pacchetto d’offerta “C’è pesto per te”, progettato (su Genova) da Luisa Puppo, per Artès</strong>, la principale organizzazione italiana di turismo esperienziale. L’iniziativa, di taglio innovativo, intende porre il turista a centro scena, rendendolo protagonista in prima persone di una “trama” avvincente e formativa. La quale coinvolge i suoi sensi e gli permette d’interagire compiutamente coi luoghi che lo accolgono e le risorse (storico-culturali, paesaggistiche, culinarie…) con cui entra in contatto. “C’è pesto per te”, prossimamente, su questi schermi, fra mortai, spesa al mercato e assaggi guidati! Altre informazioni sul turismo esperienziale al link<br />
<a href="https://www.experienceforyou.com/new-homepage/">https://www.experienceforyou.com/new-homepage/</a></p>
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		<title>Web 2.0 per l&#8217;enogastronomia, al via corso gratuito</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 11:11:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17013" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2016/11/bicchieri-eVINings.jpg"><img class="size-medium wp-image-17013" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2016/11/bicchieri-eVINings-225x300.jpg" alt="Web 2.0. social media, food, wine" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Web 2.0 per il food &amp; wine</p></div>
<p>Prosegue con successo l&#8217;offerta formativa di ISCOT Liguria rivolta al segmento food&amp;wine. In particolare, sono aperte anche le iscrizioni al corso FSE <em><strong>gratuito</strong></em><br />
&#8220;<strong><span style="color: #800000;">Web 2.0 e social media per il settore dell&#8217;enogastronomia</span></strong>&#8220;.<br />
Durata 40 ore, sede piazza della Vittoria 11 (Genova centro), il percorso si rivolge specificamente a 10 disoccupati o occupati (questi ultimi over 55 o bassa scolarità). I quali apprenderanno ad usare i social media (Facebook, Google+, Twitter&#8230;) coerentemente alle specificità dei prodotti tipici e della promozione di settore. Focus specifico anche sullo storytelling del gusto, così da rappresentare con la massima efficacia mediatica le eccellenze del territorio. Un&#8217;opportunità &#8220;ghiotta&#8221; anche per arricchire il proprio curriculum in ottica di inserimento o reinserimento lavorativo. Il corso è particolarmente indicato per chi già lavori o per chi voglia lavorare nel pianeta cibo&amp;vino&#8230;<br />
Al termine verrà rilasciato attestato di frequenza.<br />
Per ogni dettaglio informativo e per iscriversi clicca qui<br />
<a href="https://www.iscot.liguria.it/news/file/50_iscot%20web%202_0.pdf" target="_blank">https://www.iscot.liguria.it/news/file/50_iscot%20web%202_0.pdf</a> .</p>
<p>Vi aspettiamo in aula!<br />
Luisa Puppo, Umberto Curti</p>
<p>&nbsp;</p>
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