<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; nico orengo</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/nico-orengo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2026 08:07:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Vie del sale</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vie-del-sale/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vie-del-sale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 08:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[briganti]]></category>
		<category><![CDATA[campomorone]]></category>
		<category><![CDATA[celle di macra]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[il salto dell'acciuga]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[mulattieri]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[oro bianco]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrini]]></category>
		<category><![CDATA[pianura padana]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=25621</guid>
		<description><![CDATA[<p>Le vie del sale sono antichi percorsi – reticoli, per meglio dire &#8211; lungo i quali dalle coste viaggiava il preziosissimo sale (l’oro bianco), ottenendo in cambio, lungo il ritorno, prodotti quali farina, olio&#8230; Esse mettevano dunque in contatto il mare, tramite l’entroterra, con tutta la pianura padana, ed erano percorse tanto da mercanti (mulattieri) ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vie-del-sale/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vie-del-sale/">Vie del sale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le vie del sale sono antichi percorsi – reticoli, per meglio dire &#8211; lungo i quali dalle coste viaggiava il preziosissimo sale (l’oro bianco), ottenendo in cambio, lungo il ritorno, prodotti quali farina, olio&#8230; Esse mettevano dunque in contatto il mare, tramite l’entroterra, con tutta la pianura padana, ed erano percorse tanto da mercanti (mulattieri) quanto via via da pellegrini e briganti… Non è casuale che Campomorone (GE) vanti una saliera, monumento nazionale dal 1923. Si legga però in proposito anche Nico Orengo, “Il salto dell’acciuga”, ed. Einaudi, per comprendere come mai esista addirittura un museo dell’acciuga in Val Maira a Celle di Macra (CN)…<br />
Oggi questi itinerari sono opportunamente oggetto di riscoperta in chiave escursionistica&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vie-del-sale/">Vie del sale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vie-del-sale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guglielmi, Libereso</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/guglielmi-libereso/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/guglielmi-libereso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 12:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[francesco biamonti]]></category>
		<category><![CDATA[imperia]]></category>
		<category><![CDATA[italo calvino]]></category>
		<category><![CDATA[libereso guglielmi]]></category>
		<category><![CDATA[lucetto ramella]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[nino lamboglia]]></category>
		<category><![CDATA[oneglia]]></category>
		<category><![CDATA[porto maurizio]]></category>
		<category><![CDATA[ricette liguri]]></category>
		<category><![CDATA[san biagio della cima]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=25050</guid>
		<description><![CDATA[<p>Guglielmi, Libereso. Fu un botanico bordigotto, innovatore, vegetariano, scrittore, pacifista…, nel caso di Guglielmi è difficile privilegiare una definizione rispetto alle altre. Il suo nome, Libereso, fu un’idea del padre, anarchico tolstoiano, e studioso di esperanto, che chiamò l&#8217;altro figlio Germinal. Quindicenne, nel 1940 fu convocato da Mario Calvino alla stazione sperimentale di floricoltura di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/guglielmi-libereso/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/guglielmi-libereso/">Guglielmi, Libereso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Guglielmi, Libereso. Fu un botanico bordigotto, innovatore, vegetariano, scrittore, pacifista…, nel caso di Guglielmi è difficile privilegiare una definizione rispetto alle altre. Il suo nome, Libereso, fu un’idea del padre, anarchico tolstoiano, e studioso di esperanto, che chiamò l&#8217;altro figlio Germinal. Quindicenne, nel 1940 fu convocato da Mario Calvino alla stazione sperimentale di floricoltura di Sanremo, dove conobbe Italo, figlio di Mario (ed Eva Mameli) e fratello di Floriano, di cui divenne sodale (tanto che Italo lo pose a centro scena del racconto <em>Un pomeriggio, Adamo</em>, edito da Einaudi nel 1949). In quegli anni s’innamorò anche di una cameriera factotum, Maria Nunziata, salita a Sanremo dalla Calabria, cui Libereso donava – senza tema di sbalordirla &#8211; ora un rospo, ora una biscia, innamorato com’era prima di tutto della natura, degli animali, degli insetti, della vita, che gli strappava sorrisi e gli donava pace. Lavorò alacremente, ed era uso dire «A Floriano e Italo non interessava il lavoro dei genitori e io facevo quello che Mario avrebbe voluto facessero i figli». Dopo varie, feconde esperienze in giro per il mondo, e l’unione con Sheila che gli diede due figli, a fine carriera (nella seconda metà degli anni ’80 del Novecento) poté pienamente dedicarsi – benché vivendo in modo frugale e quasi eremitico &#8211; alle attività di divulgazione, con notevole successo mediatico. Ha lasciato anche sfiziosi ricettari, in cui le piante sono ovviamente protagoniste, con la loro leggerezza e i loro profumi (rose, agrumi, capperi&#8230;). Assaggiava del resto ogni cosa, per lui non v’era pianta in Riviera che non fosse commestibile, ed era capace di scovarne persino tra i brutti palazzi e le costruzioni abusive che via via avevano scempiato Sanremo… Ci ha purtroppo lasciati nel 2016, raggiungendo <strong>Nino Lamboglia, Nico Orengo, Francesco Biamonti, Lucetto Ramella&#8230;<br />
</strong>Requiescant in pace.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/guglielmi-libereso/">Guglielmi, Libereso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/guglielmi-libereso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Acciuga mia, pane del mare</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/acciuga-mia-pane-del-mare/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/acciuga-mia-pane-del-mare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 13:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[arbanelle]]></category>
		<category><![CDATA[bagna cauda]]></category>
		<category><![CDATA[bagnun rivano]]></category>
		<category><![CDATA[ciliegiolo doc]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[focaccia di san giorgio]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[machetto]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[pane del mare]]></category>
		<category><![CDATA[pizza genovamalfi]]></category>
		<category><![CDATA[sardenaira]]></category>
		<category><![CDATA[tian di vernazza]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=23126</guid>
		<description><![CDATA[<p>In questi giorni si parla molto di acciughe… E in cucina con Ligucibario®, la “ricetta della settimana” è oggi un insieme di contenuti fruibili dalla mia piattaforma. Un elogio dell’acciuga, in definitiva, e qualcuno l’ha pensato e oltre me ne ha già scritto. Il “pane del mare” arriva in Liguria a giugno, superando Gibilterra, ma ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/acciuga-mia-pane-del-mare/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/acciuga-mia-pane-del-mare/">Acciuga mia, pane del mare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/acciughe-fritte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23127" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/acciughe-fritte-300x202.jpg" alt="acciughe fritte" width="300" height="202" /></a>In questi giorni si parla molto di <strong>acciughe</strong>… E in cucina con <em>Ligucibario®</em>, la “ricetta della settimana” è oggi un insieme di contenuti fruibili dalla mia piattaforma.</p>
<p>Un elogio dell’acciuga, in definitiva, e qualcuno l’ha pensato e oltre me ne ha già scritto. Il “pane del mare” arriva in Liguria a giugno, superando Gibilterra, ma poi lo scrittore torinese <strong>Nico Orengo</strong> – che visse a Villa Hanbury &#8211; ci narra che con un salto lungo le oggi famose vie del sale arrivava in Piemonte (val Maira…) per la bagna caöda e altre delizie.<br />
Si pesca bene sino a metà luglio, alle donne poi il compito di pulirle, e riporle alternate al sale in recipienti di terracotta o vetro (<em>arbanelle</em>), “sigillati” da un pesante disco d’ardesia&#8230;</p>
<p>Ma le acciughe si preparano anche all’agro/all’ammiraglia, alla sanremasca, al verde, marinate, ripiene, fritte, con le patate (tian di Vernazza), con le biete, nel machetto, nella “focaccia di San Giorgio” e nella pizza “GenovAmalfi” che ho condiviso rispettivamente con Coop Liguria e con Piedigrotta-Genova, sulla sardenaira/pissalandrea…, in un crescendo di alternative una più golosa dell’altra ma semplicissime, quasi sempre fitö faete.</p>
<p>Ligucibario® te le sciorina pressoché tutte, fino a sua maestà il <strong>bagnön rivano</strong>, da tanti anni protagonista di un’animata sagra…, piatto di porto, cui abbinare non un bianco (per la presenza del pomodoro), ma ad es. un Ciliegiolo della DOC locale, servito a 14-15°C in tulipani a stelo medio.</p>
<p>Viva le anciöe e buon appetito da <strong>Umberto Curti</strong>…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/acciuga-mia-pane-del-mare/">Acciuga mia, pane del mare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/acciuga-mia-pane-del-mare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ventimiglia, mood di Liguria</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/ventimiglia-mood-di-liguria/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/ventimiglia-mood-di-liguria/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 15:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[albintimilium]]></category>
		<category><![CDATA[balzi rossi]]></category>
		<category><![CDATA[barbagiuai]]></category>
		<category><![CDATA[benardu]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca aprosiana]]></category>
		<category><![CDATA[castagnole]]></category>
		<category><![CDATA[cattedrale dell'assunta]]></category>
		<category><![CDATA[convento canonichesse lateranensi]]></category>
		<category><![CDATA[forte dell'annunziata]]></category>
		<category><![CDATA[francesco biamonti]]></category>
		<category><![CDATA[gattafure]]></category>
		<category><![CDATA[il cibo in liguria dalla preistoria all'età romana]]></category>
		<category><![CDATA[incunaboli]]></category>
		<category><![CDATA[la mortola]]></category>
		<category><![CDATA[loggia del parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[mercato coperto]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[olive taggiasche]]></category>
		<category><![CDATA[oratorio dei neri]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio colla]]></category>
		<category><![CDATA[piematone]]></category>
		<category><![CDATA[pisciadela]]></category>
		<category><![CDATA[roja]]></category>
		<category><![CDATA[santuario madonna virtù]]></category>
		<category><![CDATA[socca]]></category>
		<category><![CDATA[torta de luré]]></category>
		<category><![CDATA[torta verde]]></category>
		<category><![CDATA[ventimiglia]]></category>
		<category><![CDATA[villa hanbury]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=22437</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pasqua, due giorni con Luisa da “investire” via dal lavoro, in quel tour d’Italia che ci piace, sempre in cerca di luoghi davvero suggestivi e davvero non affollati. E questa volta sarà Ventimiglia. Ventimiglia, esplorare il genius loci Come mai Ventimiglia?, mi chiedono. Albintimilium &#8211; di cui oggi ammiriamo resti del teatro e delle terme &#8211; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ventimiglia-mood-di-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ventimiglia-mood-di-liguria/">Ventimiglia, mood di Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22438" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/mercato-coperto.jpg"><img class="size-medium wp-image-22438" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/mercato-coperto-300x225.jpg" alt="il vivacissimo mercato coperto di ventimiglia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il vivacissimo mercato coperto di ventimiglia</p></div>
<p>Pasqua, due giorni con Luisa da “investire” via dal lavoro, in quel tour d’Italia che ci piace, sempre in cerca di luoghi davvero suggestivi e davvero non affollati. E questa volta sarà <strong>Ventimiglia</strong>.</p>
<h2>Ventimiglia, esplorare il genius loci</h2>
<p>Come mai Ventimiglia?, mi chiedono.</p>
<p><em>Albintimilium</em> &#8211; di cui oggi ammiriamo resti del teatro e delle terme &#8211; è stata uno dei temi importanti dentro quel “Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana” che tanto mi piacque scrivere nel 2012… Manco da tanto.</p>
<p>Vi giungiamo intorno alle 11.00 con un Intercity, la stazione è molto centrale, e così l’hotel (funzionale, con notevole colazione) che ci ospiterà per due notti.</p>
<p>Iniziamo subito le passeggiate, per respirare il mood della città, anzi meglio il <em>genius loci</em>.</p>
<p>La chiesa di <strong>Sant’Agostino</strong> ha bellissimo chiostro, ed è “consustanziale” ad una sezione di quella Biblioteca Aprosiana che ritroveremo, magnifica, a Ventimiglia Alta.</p>
<p>Proseguiamo al <strong>mercato coperto</strong>, dove l’italiano e il francese si mescolano davanti a banchi di frutta e verdura scintillanti, e a gastronomie dove scoprire le tipicità locali, fra cui her majesty la torta verde, ma anche farinata/socca, olio taggiasco&#8230;</p>
<p>Poco lontano sorge lo IAT, ben fornito, dove chiediamo alcune informazioni circa la visita dell’indomani ai Giardini Hanbury.</p>
<h2>Ventimiglia Alta, un borgo &#8220;nella&#8221; città</h2>
<p>Fuori dallo IAT la vista spazia sul <strong>Roja</strong> un po&#8217;  gonfio d&#8217;acque e soprattutto su <strong>Ventimiglia Alta</strong>, dove saliamo nel pomeriggio.</p>
<p>Che meraviglia per due collezionisti di piazze come Luisa e me! Ci godiamo senza fretta anzitutto <strong>l’austera, splendida cattedrale dell’Assunta, il battistero affrescato, e il secentesco (ex) convento delle Canonichesse lateranensi</strong> (religiose di voti solenni dedite alla vita contemplativa) che sulla scalinata esterna ha trompe-l’oeil di rara efficacia…</p>
<div id="attachment_22439" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/assunta.jpg"><img class="size-medium wp-image-22439" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/assunta-300x183.jpg" alt="la cattedrale dell'assunta a ventimiglia alta" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">la cattedrale dell&#8217;assunta a ventimiglia alta</p></div>
<p>Proseguiamo verso la <strong>Biblioteca Aprosiana</strong>, un gioiello che mi rievoca uno dei miei &#8220;maestri&#8221;, Francesco Biamonti, e dove conosciamo Silvia, giovane laureata, che ci guida con sorriso radioso in una visita alla scoperta di incunaboli e altre meraviglie del passato (le diamo appuntamento a Genova, talvolta gli incontri casuali sono i più gratificanti).</p>
<p>Altri carruggi (gli “scuri”), il passeggio Colla e un labirintico dedalo di casette e penombre, dove un gatto rosso ci taglia pigramente la strada, approdano poi alla <strong>chiesa di San Michele</strong>, in posizione scenografica, dove scatto molte foto (presumo lo facciano in tanti).</p>
<p>Ridiscesi lungo il percorso d’andata entriamo infine nell’<strong>Oratorio di San Secondo, detto dei Neri</strong>, barocco e affrescato, che sapevo restaurato e che ospita un altare maggiore in marmo bianco e marmo nero che lascia senza fiato.</p>
<p>Ci imbattiamo anche in una bottega tipica, di antichi sapori dolci e salati, che sembra l’esempio perfetto della filosofia di Ligucibario®: <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnole/" target="_blank">castagnole</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/tag/torta-de-lure/" target="_blank">torta de Luré</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/barbagiuai-di-camporosso-e-vallecrosi/" target="_blank">barbagiuai</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/piscialandrea-sardenaira/" target="_blank">pisciadela</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bernardun/" target="_blank">benardu</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/olio/" target="_blank">olio extravergine</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-taggiasca/" target="_blank">olive taggiasche</a></strong>, conserve, miele… Complimenti!</p>
<p>Un po’ stanchi, ora è il momento agognato dell’apericena, in pratica davanti alla Loggia del Parlamento, dove con cordialità ci servono – abbinate al calice di vino &#8211; due porzioni di una <strong>torta verde</strong> perfetta. Chi non la conosce (è una <em>gattafura</em> salata, con verdure e riso) sappia che crea dipendenza&#8230;</p>
<dl id="attachment_22440" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/aprosiana.jpg"><img class="size-medium wp-image-22440" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/aprosiana-300x207.jpg" alt="la biblioteca aprosiana a ventimiglia alta" width="300" height="207" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">la biblioteca aprosiana a ventimiglia alta</dd>
</dl>
<h2>I Giardini Hanbury, un&#8217;oasi di benessere</h2>
<p>All’indomani, un autobus della linea 1 ci conduce puntuale, percorrendo la corniche che traversa Latte, ai <strong><a href="https://giardinihanbury.com/" target="_blank">Giardini Hanbury</a>, località La Mortola</strong>, quasi confine di Stato.</p>
<p>Questo vasto parco botanico attorno alla villa, che “associo” anche al grande scrittore-acciugaio <strong>Nico Orengo</strong>, è un’oasi di benessere per la quale mi riesce difficile trovare parole adeguate. Occorre camminarla, viverla, esserci, odorarla.</p>
<p>Arrivano via via in pullman gruppi numerosi, ma Luisa ed io riusciamo a sperimentare tutto l’itinerario senza caos, ed in relativo silenzio, ammirando piante di ogni tipo e angoli inaspettati (a metà dell’anello, lodevolmente s’incontra – in pratica sul mare &#8211; anche un punto-ristoro, con toilettes. Preparano panini e insalate).</p>
<p>Mi vien da pensare ai <strong>fratelli Thomas e Daniel Hanbury</strong>, che dal 1867 investirono enormi risorse e iniziarono a dar vita a questo progetto, acclimatando specie di cui ora si occupa l&#8217;Università di Genova e di cui può godere chi guarda e sa vedere&#8230;</p>
<p>Di cosa è capace l&#8217;uomo, quando direziona al bene e alla bellezza la propria mente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio torniamo in hotel e poi ci concediamo prima di cena un po’ di shopping alimentare (ma non trovo il <strong>Piematone</strong> “vino da signorone”…).</p>
<p>Cena per la quale ci sediamo alla &#8220;Trattoria dei Pani&#8221; in via Roma, meritorio ristorante “a lume di candela”, dove gustare a prezzi ragionevoli alcuni piatti veramente strepitosi, fra cui le melanzane alla parmigiana, il vitel tonné, le lasagne al forno, il roastbeef con patate, le polpette nel sugo, la charlotte di fragole. La carta dei vini spazia fra referenze liguri e d&#8217;altrove.</p>
<div id="attachment_22441" style="width: 233px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/villa-hanbury.jpg"><img class="size-medium wp-image-22441" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/villa-hanbury-223x300.jpg" alt="villa hanbury a ventimiglia" width="223" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">villa hanbury a ventimiglia</p></div>
<p>Arrivederci, Ventimiglia bellissima!</p>
<p>Chi sa che la prossima volta non ci sia anche il tempo per <strong>il Museo fotografico, il Forte dell’Annunziata col museo archeologico, il santuario della Madonna delle virtù, le fenditure dei Balzi rossi, e magari perfino un salto a La Brigue, in Francia, col trenino delle meraviglie</strong> che risale l’antica valle in direzione Col di Tenda e le montagne di Limone Piemonte (CN), dove d&#8217;inverno si scia…</p>
<p>Come mai Ventimiglia?, mi chiedevano.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ventimiglia-mood-di-liguria/">Ventimiglia, mood di Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/ventimiglia-mood-di-liguria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Orengo, Nico</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 16:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[acceglio]]></category>
		<category><![CDATA[bagna cauda]]></category>
		<category><![CDATA[dronero]]></category>
		<category><![CDATA[elva]]></category>
		<category><![CDATA[il salto dell'acciuga]]></category>
		<category><![CDATA[la curva del latte]]></category>
		<category><![CDATA[la guerra del basilico]]></category>
		<category><![CDATA[la mortola]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[tirassa]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=22397</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nico Orengo fu un giornalista e scrittore torinese, nonché acquerellista, che compose anche versi poetici e filastrocche (specie dopo la nascita del figlio Simone nel 1969). Di origine ligure (e nobile, ma per nulla snob), è seppellito alla Mortola, presso Ventimiglia (IM) ad un passo dalla Francia. I titoli di alcuni suoi libri rivelano bene ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/">Orengo, Nico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nico Orengo fu un giornalista e scrittore torinese, nonché acquerellista, che compose anche versi poetici e filastrocche (specie dopo la nascita del figlio Simone nel 1969). Di origine ligure (e nobile, ma per nulla snob), è seppellito alla Mortola, presso Ventimiglia (IM) ad un passo dalla Francia. I titoli di alcuni suoi libri rivelano bene quell’origine (La curva del Latte * , La guerra del basilico, Gli spiccioli di Montale – Requiem per un uliveto), e l’amore per una terra via via scempiata dalle speculazioni edilizie, terra che Orengo non riconosceva più («…ero cresciuto in un giardino botanico con piante e fiori che venivano dai quattro punti cardinali […]. Io vedevo jacarande e brachichiti, peonie e dature, palme e bambú. Ed entravo in classe dalla finestra, dopo aver attraversato fasce di ulivi e garofani, di rose e fave e carciofi»). Intellettuale dai vasti interessi, sensibile e ironico, di spiccata vocazione ecologista, si tenne sovente nel campo collaborativo dell’editrice Einaudi, e contribuendo alla scoperta di nuovi talenti si mostrò persona sempre aperta e pluralista. Per Einaudi pubblicò nel 1997 il celeberrimo <em><strong>Il salto dell’acciuga</strong></em>, opera creativa, colta, struggente, da antropologi, che piacque a Rigoni Stern, con la quale Orengo “tradiva” i propri territori (l&#8217;estremo Ponente ligure), per spingersi verso il Piemonte lungo una traccia arcaica e avventurosa: quella del commercio del sale e delle acciughe (pesce di montagna che si conserva nel tempo), commercio che travalica il Medioevo per farsi mitico&#8230; In quelle pagine Orengo riferisce e intreccia notizie storiche e aneddoti di paese, mestieri perduti, odori. E insieme ai riti e ai canti che per via accompagnavano la preparazione della bagna caöda, ci dà del famoso piatto la «autentica» ricetta. Siamo nella val Maira di Dronero, di Acceglio, di Elva, dove s’impasta la tirassa e dove agli acciugai è intitolato persino un ecomuseo…<br />
* Latte è un torrente, che dà il nome all&#8217;omonima, piccola piana<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/">Orengo, Nico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salti di acciughe e vie del sale</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/salti-di-acciughe-e-vie-del-sale/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/salti-di-acciughe-e-vie-del-sale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 11:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[albingaunum]]></category>
		<category><![CDATA[amaretti di voltaggio]]></category>
		<category><![CDATA[badia di tiglieto]]></category>
		<category><![CDATA[bagna cauda]]></category>
		<category><![CDATA[bagnun di riva trigoso]]></category>
		<category><![CDATA[canissi]]></category>
		<category><![CDATA[castagno]]></category>
		<category><![CDATA[castello della pietra]]></category>
		<category><![CDATA[col di nava]]></category>
		<category><![CDATA[cortese di gavi]]></category>
		<category><![CDATA[faiallo]]></category>
		<category><![CDATA[i malavoglia]]></category>
		<category><![CDATA[issel]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[machetto]]></category>
		<category><![CDATA[malaspina]]></category>
		<category><![CDATA[neviere]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[oltregiogo]]></category>
		<category><![CDATA[passeurs]]></category>
		<category><![CDATA[passo del turchino]]></category>
		<category><![CDATA[postumia]]></category>
		<category><![CDATA[scau]]></category>
		<category><![CDATA[tavola bronzea]]></category>
		<category><![CDATA[tecci]]></category>
		<category><![CDATA[tegame di vernazza]]></category>
		<category><![CDATA[tirassa]]></category>
		<category><![CDATA[trenino di casella]]></category>
		<category><![CDATA[uberghi]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[val polcevera]]></category>
		<category><![CDATA[via dei feudi imperiali]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=22164</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#8220;Storie che s&#8217;intrecciano, antiche, vecchie, nuove; pescatori, donne, finanzieri, contrabbandieri di sale, acciugai&#8230; in tutto il libro si sente il profumo dell&#8217;aglio rosa, del salso del mare, delle valli nascoste e della Olga, la rossa di capelli che passa nelle pagine come una cometa&#8221;. Così, Rigoni Stern tratteggiava “Il salto dell’acciuga” del torinesissimo Nico Orengo, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/salti-di-acciughe-e-vie-del-sale/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/salti-di-acciughe-e-vie-del-sale/">Salti di acciughe e vie del sale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/verso-il-saccarello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22165" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/verso-il-saccarello-300x168.jpg" alt="verso il saccarello" width="300" height="168" /></a>&#8220;Storie che s&#8217;intrecciano, antiche, vecchie, nuove; pescatori, donne, finanzieri, contrabbandieri di sale, acciugai&#8230; in tutto il libro si sente il profumo dell&#8217;aglio rosa, del salso del mare, delle valli nascoste e della Olga, la rossa di capelli che passa nelle pagine come una cometa&#8221;. Così, Rigoni Stern tratteggiava “Il salto dell’acciuga” del torinesissimo Nico Orengo, 1997 (ed. Einaudi).<br />
Se il viaggio più celere è a piedi, il rimpianto Gino Veronelli per penetrare l’Italia esortava non a caso a “camminare le osterie”…<br />
Oggi in cerca di acciughe non cammineremo, amico lettore, da <strong>Monterosso</strong> nelle Cinque Terre, né da coste. Ma da <strong>Campo Ligure</strong> (Parco Beigua ai piedi del Passo del Turchino), borgo della filigrana e della revzora, che fu degli Spinola. I genovesi vi salivano da Voltri e Mele (link LF) ben prima che un’autostrada a 3 corsie “scavalcasse” castelli, e romitori, e formaggi. Dove corre anche l’ottocentesco binario unico Genova-Acqui Terme grimpavano le “vie del sale”, mini Francigene mare-entroterra e ritorno. Gli adepti del commercio v’incrociavano come sempre gli adepti della fede.<br />
Nell’Ottocento, fra l’altro, a <strong>Voltri</strong> prosperò anche una produzione cartaria (censimento del 1830…). Questa carta favolosa originava da stracci, import padano. L’area di pertinenza sarebbe tuttora “Fabbriche”, ma per il micro Museo che ne rievoca le storie occorre la tortuosa viabile (crêuza da auto e minibus 101) dell’<strong>Acquasanta</strong>, luogo noto per il santuario (iniziato nel 1683), le benefiche terme solforose, le neviere che rifornivano di utile ghiaccio i genovesi patrizi/ricchi, e le schiette trattorie ben fornite di raiêu a-ö töccö. L’origine del nome Mele è, malgrado tutto, discussa, forse alludendo a Meleo dio della pastorizia, fratello di una ninfa <em>Eia</em>, donde il nome del fiume Leira?, oppure al miele (lo stemma comunale recita infatti “<em>ex melle mihi nomen</em>”). Peraltro l’area fu abitata già remotamente, e una quindicina d’anni fa è stato rinvenuto presso un orto un grosso cippo in pietra, forse a confine di un podere d’età romana. Taluni affermano che l’Acquasanta, punto di “valico”, oggi venerato santuario cristiano, già fosse luogo sacro e di convegno dei popoli celtici dell’Italia settentrionale, le acque sulfuree vantando proprietà miracolose… Ivi, la roccia detta “dell’Issel” in onore dello studioso del primo ‘900 propone una metà ricca d’incisioni: piccole coppelle (non atte a contenere acqua), intagli fusiformi… Lo studioso non può che ipotizzare un antico valore sacrale, legato a culti delle acque.<br />
Certo l’acciuga, come altri pesci (sardine, merluzzi, aringhe) che da tanto si salano, o s’affumicano…, era fra i pochi alimenti idonei a lunghe marce. Acciughe versus tela di canapa. Il sale, “sostanza da dèi” già in Omero e Platone, nelle varie età valse a conservare cibi, a preparare formaggi, medicamenti, tinte… Salsomaggiore, Salisburgo… Quest’oro bianco, diretto dalle îles e da Salon de Provence (Bocche del Rodano) verso l’Europa centrale, in Valle Stura come noto risuona anche nel Bric Saliera, guglia di pietra sovrastante una sella a 800 m dove si stoccava sale (a Colle dei Ferri viceversa il sale valeva chiodi).<br />
Vita ovunque agra… Malgrado tracce prei- e protostoriche, sappiamo che anche <strong>passo del Turchino</strong> e dintorni evolsero solo dal XIII secolo, con l’espandersi della prima badìa cistercense italiana, Santa Maria della Croce ovvero <strong>Tiglieto</strong>, dato che i monaci, non di rado còlti rampolli, ergo botanici e speziali, ben tesaurizzano e/o “convertono” i boschi, anche sostituendo le piante (di fatto il patriziato glieli affidava). Tiglieto così fu come lo <em>scriptorium</em> colombaniano di Bobbio, come la benedettina Novalesa (echi da Umberto Eco?), irradiò sapienza. Attorno alla splendida badìa, restaurata, corre oggi un agevole anello escursionistico di circa un paio d’ore di cammino.<br />
E bosco significa(va) legna, castagne, funghi, tartufi, miele, lumache, cinghiali e varia selvaggina…, ghiande di faggi e querce per i bovini e maiali. Il bosco può in tal senso soccorrer le città, e crebbero (un po’ ovunque in Liguria) i castagni da frutto, alberi del pane, ottimi sodali anche in carestia. Nei pressi, ecco sempre gli aberghi coi tetti di scandole, mezzo diruti al pari di tanti tecci dell’alta <strong>Val Bormida</strong> e canissi dell’<strong>Arroscia </strong>e scau di Garessio. Donne piemontesi arrivavano ad aiutare la raccolta, l’anno seguente la vendemmia causava esodi inversi. Ai castagni, e all’essiccazione dei frutti, Ligucibario® ha dedicato nel tempo molte pagine commosse…<br />
Dalle faggete viceversa si ricavò carbone per vetrerie e ferriere, sempre attigue ai torrenti poiché necessita loro energia idrica (e qui l’acqua, per l’impatto fra massa d’aria continentale e mitezza mediterranea, non mancava). Col legno, alquanto pieno e curvabile a vapore, si produsse mobilio, con le foglie foraggi per le bestie, coi frutti un olio alimentare, o si tostano come caffè surrogato&#8230; Ma anche i tronchi viaggiarono, dall’Olba ai cantieri navali della Repubblica di Genova lese di legno slittarono incidendo “orme” tuttora identificabili sui cammini hiking giù da Faiallo a Gava, nord di <strong>Arenzano</strong> (che fu minuscolo abitato dei Liguri <em>Viturii</em>, tribù povera dedita all’allevamento e al baratto).<br />
O cammineremo dalla <strong>Val Polcevera</strong>… Già la Postumia (via d’arroccamento realizzata verso Libarna e Piacenza dal console S. Postumio Albino nel 148 a.C. traguardando Aquileia) fu sutura tra porto di Genova e basso Piemonte, e non capitalizzò, aggregandola, che la rete di preesistenti percorsi. Così come la Tavola Bronzea del 117 a. C. (dove si cita anche Mignanico = <strong>Mignanego</strong>, presso la Bocchetta) inquadra l’esistenza di una società tribale in qualche modo organizzata. Dal <em>De bello gallico</em> di Cesare si apprende poi che i <em>Viturii Langenses</em> s’opposero strenuamente ai Romani, ma proprio la via Postumia mutò tutti gli equilibri e i destini del territorio, peraltro costantemente vocato ai transiti commerciali. I castagni, o i gelsi, o un tal Maurone (?) sono stati via via confusamente collegati all’origine del toponimo <strong>Campomorone</strong>. La Postumia tornò in auge quando Genova e Milano nel III-IV secolo d. C. si sostennero l’un l’altra circa le compravendite d’olio (da sud Italia e nord Africa) e granaglie. In tal senso, alla vigilia e poi all’inizio della calata barbarica quest’Appennino ospitale non a caso si ripopolò, e le fasce terrazzate ripermisero alcune delle usuali coltivazioni.<br />
Dopo il collasso viario romano e della élite “curtense” longobarda, dal XI secolo ecco l’ascesa politico-economica di Genova, e le notizie sul contado giungono più cospicue e perspicue. Nel “buio” Medioevo (buio?) pellegrini e merci si adattarono a sentieri e mulattiere, la Repubblica di Genova difatti badò solo alla transitabilità militare. Muli, slitte e dorsi di persone a piedi, non di rado donne (come per l’ardesia in Tigullio), furono i soli vettori – di fatto – sino alle ardite infrastrutture che, con binari e tunnel, dal tardo ‘800 unirono Genova alla Padanìa prediligendo la valle, dove prima era prediletto il crinale (che “evita” briganti e esondazioni). Il crinale, tuttavia, può essere a propria volta ventoso, gelido, brullo.<br />
Con l’espandersi genovese nell’Oltregiogo fu la Val Polcevera a incardinare tutt’attorno una “via del sale”, di nuovo una rete sud-nord. Quel sale divenne monopolio capitale, tanto che i contrabbandieri lo celavano, salvo sulla Francigena elargirne ai pii, per una prece di costoro quando giungessero in San Pietro. E il sale, sui moli poi sui muli, da Genova “saliva” in Padanìa in primis (amico lettore apri una cartina) <strong>via Pontedecimo, o per le Capanne di Marcarolo, o per Langasco-Pietralavezzara-Fraconalto-Voltaggio-Gavi</strong>. Oggi a fine percorso mangeremmo amaretti e, più riposati, berremmo Cortese. Sul fianco sinistro del Polcevera saliva viceversa a <strong>Torrazza</strong> sin poi alle valli Scrivia e Borbera, ma in genere valicava anche su altri tracciati, i Giovi a <strong>Busalla-Ronco</strong> (dove oggi si coltivano le rose), la Vittoria e la Crocetta di Orero, “vie dei feudi imperiali” poiché, vinti i Longobardi, il Sacro Romano Impero carolingio aveva affidato possessi ai feudatari leali, onde garantirsi vie al mare.<br />
<strong>Casella</strong> ai tempi della Roma repubblicana beneficiava di due notevoli assi: appunto la strada dei feudi imperiali e la perpendicolare via di fondovalle, su cui i mercanti trasportavano beni dal porto di Genova alla Padanìa. L’attuale toponimo (che ha sostituito il longobardo <em>Raudigabium</em>) significherebbe casa colonica (nella vicina Savignone, il locale Museo archeologico conserva resti in ceramica e funerari dell’età del Bronzo, cui risalgono i primi insediamenti). Il Medioevo fu fliscano, sino al 1547.<br />
Ricerche storiche hanno segnalato tra le vie tuttora più riconoscibili da Porta delle Chiappe (ciappe d’ardesia), detta anche di San Simone, le cosiddette “via della salata” (verso Borbera e Tortona via <strong>Casella-Savignone-Crocefieschi-Vobbia</strong>) e, più in quota, “via dei Malaspina” (verso Varzi via <strong>Bargagli-Torriglia</strong>).<br />
Tre ponti romani testimoniano che Bargagli fu crocevia tra la via del sale che portava in Emilia ed un’altra che portava in Fontanabuona. Il nome deriverebbe dal dominante monte Bragalla, anticamente Bargalla. Tuttora i pastori abbeverano le greggi ad una fonte perenne presso Monte Traso, 850 m, dove certamente venivano cacciati animali di passo. Mentre sull’area di Vobbia, oggi dominata dal castello della Pietra incastonato nella puddinga, i paleobotanici hanno evinto la presenza di conifere, il che attesterebbe trattarsi di area dal clima invernale tendenzialmente troppo ostile all’uomo.<br />
Si noti che il <em>trenino di Casella</em> (1929) nel progetto originario avrebbe dovuto raggiungere Bobbio e Piacenza. Il tesoretto in monete – quasi 3 chili &#8211; recuperato a Niusci, presso la ferrovia del trenino, era forse pedaggio andata/ritorno a un dio montano.<br />
Del business del sale residua anche una secentesca saliera a <strong>Campomorone</strong>, eretta dai D&#8217;Amico in un quadrangolo a corte su due piani (di sopra riposava il personale, gli stapulieri), difesa verso strada da due garitte angolari con teste apotropaiche. I 3 lati porticati potevano funger da stalla. Il luogo (dal 1923 monumento nazionale) era magazzino franco per varie merci daziate. Il torrione tuttavia rivela una preesistenza irregolare, in pietra di fiume. Anche Ca&#8217; de Rossi a San Martino di Paravanico (1200) fungeva da caravanserraglio (una basica locanda-deposito), ossia dove uomini e animali (decine) potevano pernottare dopo ore di cammino dal mare. Magazzini, fondachi e cantine da vino, stalle con mangiatoie e fienili, cucine e alloggi per il personale e i mulattieri in transito.<br />
L’acciuga, pan del mare, che talora nei cesti dei “passeurs” copriva il sale per eludere i gabellieri (sale da sopra a sotto…), come noto lega, saporita, le cucine ligure-provenzale e piemontese. Di qui acciughe all’ammiraglia, ripiene, fritte, bagnùn di <strong>Riva Trigoso</strong> con la galletta, tegame di <strong>Vernazza</strong>, machetto al mortaio (tra garum di Roma e colatura di Cetara) e <strong>un rito della salagione</strong> che certamente trova echi siculi ne “I Malavoglia” del Verga… Di là – porti e grossisti e contrabbandieri permettendo &#8211; acciughe al verde, in rosso, col burro di malga, con peperoni, “indigeribile” bagna caöda (se le nonne ancora ne cucinano in vendemmia), vitel tonné, persino un ecomuseo degli acciugai (gli anciué dal carretto azzurro), beninteso in…montagna, a Celle di Macra, Val Maira, 1.300 m sul livello del mare, sede anche della Confraternita.<br />
O cammineremo allora da <strong>Col di Nava</strong>… Una nota via del sale dalle coste francesi via <strong>Sanremo e Oneglia</strong> saliva poi fin proprio a Dronero (imbocco della Val Maira), cittadina di viuzze e porticati medievali che – si pensi &#8211; fino al 1966 una ferrovia univa a Cuneo. Un’altra via del sale univa <strong>Albingaunum (Albenga) ad Alba</strong>, salendo da Cisano sul Neva a Erli, Cerisola, San Bernardo di Garessio… Questa fu chiamata &#8220;<strong>via Pompea</strong>&#8221; poiché voluta da Gneo Pompeo Strabone, fondatore della stessa Alba Pompeia e padre di quel Pompeo Magno (106-48 a.C.) che avrebbe poi composto con Cesare e Crasso il primo triumvirato (60 a.C.), patto politico personale e privato, e per un po’ di tempo segreto (Pompeo Magno morì poi pugnalato e, come noto, la sua testa spiccata dal corpo venne offerta a Cesare)&#8230; Dunque, la via Pompea fu messa in opera verso l’anno 100 a.C. Svolse una decisiva funzione anzitutto in quanto, come altre vie altrove, favoriva i commerci tra piana e mare: sale e olio in un senso, vino e farina nell’altro; in particolare vi viaggiava molto sale tratto dalle grandi cave presso Marsiglia e Tolone, e dunque la strada d’attraversamento della valle Ellero fu genericamente nota per vari secoli come &#8220;via del sale&#8221;, ciò che tuttora si ritrova in non pochi toponimi.<br />
Anabasi ponentine che ben scriverei a quattro mani con qualcuno dei posti… La Val Maira – “magra” per pastori e contadini &#8211; sdipana una cinquantina di chilometri fra fitti boschi e mille minimali borghi (Moschieres, Elva…) il cui toponimo rievoca Spagna e Provenza, e persecuzioni che trasferirono cultura e lingua occitane in queste combe. La festa degli acciugai vi cade a giugno, e lo splendido pane locale ha nome <em>tirassa</em>, impasto tirato più volte, e scarsa mollica finale. Un tempo era casereccio, rivolto soprattutto ai bimbi, al centro infatti vi cuoceva golosamente una mela. Mi dicono che in un forno di Villar S. Costanzo, a richiesta, venga ancora preparata&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/salti-di-acciughe-e-vie-del-sale/">Salti di acciughe e vie del sale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/salti-di-acciughe-e-vie-del-sale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A tavola con Angela. Vitel tonnato al pane di Triora</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-angela-vitel-tonnato-al-pane-di-triora/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-angela-vitel-tonnato-al-pane-di-triora/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 13:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Artusi]]></category>
		<category><![CDATA[fassone]]></category>
		<category><![CDATA[girello]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[magatello]]></category>
		<category><![CDATA[maionese]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[pane di triora]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[tonno]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[ventresca]]></category>
		<category><![CDATA[vermentino doc colli di luni]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>
		<category><![CDATA[vitel tonnato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=22136</guid>
		<description><![CDATA[<p>Golosissimo “debutto” 2024 per Angela, la nostra chef finalese, che dopo le ricette apparse lo scorso anno ci regala stavolta un vitel tonnato al magnifico pane di Triora (link qui), “unendo” Liguria e Piemonte, mare e monti… Il piatto in sé rappresenta un grande classico (e qualcuno si ostina con “vitel tonné”, sebbene vitello in ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-angela-vitel-tonnato-al-pane-di-triora/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-angela-vitel-tonnato-al-pane-di-triora/">A tavola con Angela. Vitel tonnato al pane di Triora</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/vitello-tonnato.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-22137" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/vitello-tonnato-300x300.png" alt="vitello tonnato" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Golosissimo “debutto” 2024 per Angela, la nostra chef finalese, che dopo le ricette apparse lo scorso anno ci regala stavolta un vitel tonnato al magnifico pane di Triora (<a title="ligucibario pane di triora" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pane-di-triora-im/" target="_blank">link qui</a>), “unendo” Liguria e Piemonte, mare e monti…<br />
Il piatto in sé rappresenta un grande classico (e qualcuno si ostina con “vitel tonné”, sebbene vitello in francese sia “veau”). Un classico arcitaliano, sia chiaro, un evergreen – piemontese più che lombardo &#8211; che ormai fa da antipasto oppure da secondo.<br />
Ha per così dire traversato tre fasi (ricostruibili anche leggendo i ricettari di Burnet, del medico Angelo Dubini…). Forse in Piemonte è Cuneo che nel ‘700 inizia a metterlo a punto, ma all’epoca non solo mancava il tonno (“tanné” sta per “conciato”, ovvero oleato, condito in addobbo, come fosse tonno…), ma pure la maionese. Si sa, il piemontese s’apparenta anche linguisticamente col francese, e tanné→tonné “impreziosiva” un piatto (talvolta) di riciclo, che recuperava avanzi del vitello (non certo il girello di fassone), ben lessati affinché le sue fibre s’ammorbidissero.<br />
I piemontesi amano le acciughe, lo precisa nei suoi scritti anche un torinese di razza come Nico Orengo (1944-2009), non a caso l’aspra, affascinante val Maira dedica un museo a quegli acciugai (o talora ai contrabbandieri) grazie ai quali una regione terragna “scopre” il mare nel piatto e via via crea capolavori come la bagna caöda, i peperoni con l’acciuga, il bagnet vert, alcune salse cugine della remoulade… Il sale costava una fortuna, il pesce azzurro proprio no. Tonno (e pregiata ventresca) scavalcarono perciò i monti in grande quantità verosimilmente nel secondo ‘800, quantunque i livelli igienici dell’epoca non prevenissero ricorrenti problemi con lo stafilococco… Gli alimenti più a rischio sono a base di latte o di uova, ma anche carni macinate. Una volta dentro l’alimento, gli stafilococchi si moltiplicano, grazie soprattutto a temperatura di conservazione troppo alta e sostanze che ne favoriscono la crescita (anzitutto grassi e uovo). Mentre crescono emettono la tossina che causa la intossicazione.<br />
La ricetta di vitel tonnato reinterpretata oggi da Angela si legge già nell’Artusi (1891), “scienziato” e divulgatore culinario il quale alla fine “recupera” anche il brodo di lessatura per farne uso nel risotto. Un piatto freddo si faceva apprezzare specie d’estate, chissà specie a Ferragosto, ma d’inverno il vitello veniva viceversa arrostito, e le fettine s’impiattavano con una densa salsa di cottura, acidulata da limone. Successo garantito, e non solo nazionale (è rito natalizio in Argentina, usanza giuntavi soprattutto dai piemontesi che, coi liguri, per primi emigrarono là in gran numero. Il “vitel toné” è identico al nostro per ingredienti e realizzazione…).<br />
Ergo, la maionese è un’aggiunta posteriore, novecentesca (1950-60 e dintorni…), forse con epicentro l’Astigiano?, così come la predilezione per il girello (di fassone), utilizzato infatti anche dalla nostra Angela, e per una salsa tonnata che rimpiazzi la maionese… In cucina, del resto, tutto è sempre in progress, e il passato può diventare rapidamente obsoleto oppure tornare protagonista sotto i riflettori.<br />
Se v’è piena liberta quanto ai contorni, l’abbinamento enologico che vi propongo – ma credetemi non v’è alcuna concordia in merito – è un bianco di valida struttura (in Liguria il Vermentino della DOC Colli di Luni…), qualcuno preferisce un brut metodo classico. Un’alternativa è costituita dai rosati, ma il matching territoriale ovviamente stapperebbe Barbera e Dolcetto.<br />
Ligucibario® affianca la ristorazione di qualità con strategie di marketing e online, ideando ricette, abbinamenti enologici e birrari, traducendo i menu, formando il personale di sala a raccontare piatti e consigliare vini&#8230; Per ogni informazione contattateci su info@ligucibario.com</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>INGREDIENTI: 1 kg di girello o magatello di vitello, 15 g di sale fino, pepe nero, 2 rametti di rosmarino, 1 spicchio di aglio di qualità, 70 ml di olio extravergine.</p>
<p>PER LA SALSA TONNATA: 1 uovo intero più 2 tuorli (3 se piccoli), 5 g di sale fino, 1 goccio di aceto di vino, 1 cucchiaino di senape, 1/2 limone spremuto, 700 ml di olio di mais, 50 g di capperi sotto aceto, 400 g di tonno ben sgocciolato.<br />
PER IL CONCASSE di pane di Triora:  5 fette di pane di Triora, un pizzico di sale fino e 5 ml di olio extravergine.<br />
PER FINIRE IL PIATTO: insalata di valeriana fresca, foglie o frutti di cappero sott’olio, olive taggiasche denocciolate, concassé di pane di Triora, olio extravergine.</p>
<p>REALIZZAZIONE</p>
<p>PER IL VITELLO: cospargere il girello o magatello pulito con il sale fino ed il pepe, massaggiarlo con 40 ml di olio extravergine, accomodarlo nel sacchetto per cotture sotto vuoto, versare all’interno il restante olio extravergine, aggiungere l’aglio ed il rosmarino. Sigillare con l’apposita macchina sotto vuoto e cuocere in forno a vapore 72°C per 3 ore. A cottura ultimata, raffreddare il tutto in una bacinella con acqua fredda e ghiaccio.<br />
PER LA SALSA TONNATA: frullare le uova, il sale fino, l’aceto, la senape ed il succo di limone. Continuare a frullare versando l’olio a filo fino a quando la maionese risulterà ben montata. Aggiungere il tonno sgocciolato precedentemente sminuzzato con i capperi e continuare a frullare fino ad ottenere una salsa liscia ed omogenea, non troppo fluida.<br />
PER IL CONCASSE DI PANE DI TRIORA : tagliare le fette di pane di Triora ed eliminare la parte esterna, tagliarle a quadretti molto piccoli ed abbrustolirli in una padella antiaderente con il sale fino e l’olio extravergine.<br />
IMPIATTAMENTO (dressage): tagliare la carne a fette molto sottili, possibilmente con l’affettatrice. Disporle nel piatto, coprire  con abbondante salsa tonnata e circondare con l’insalatina di valeriana fresca. Guarnire infine con i frutti o foglie di cappero, le olive taggiasche denocciolate, il concassé di pane e un poco d’olio extravergine, a filo.<br />
Buon appetito!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-angela-vitel-tonnato-al-pane-di-triora/">A tavola con Angela. Vitel tonnato al pane di Triora</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/a-tavola-con-angela-vitel-tonnato-al-pane-di-triora/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le vie del sale (in Liguria)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 13:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[alta via dei monti liguri]]></category>
		<category><![CDATA[bagna cauda]]></category>
		<category><![CDATA[cartuné]]></category>
		<category><![CDATA[col di nava]]></category>
		<category><![CDATA[col di tenda]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie abbandonate]]></category>
		<category><![CDATA[garessio]]></category>
		<category><![CDATA[guida ambientale escursionistica]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[monte saccarello]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[oltrepo pavese]]></category>
		<category><![CDATA[oro bianco]]></category>
		<category><![CDATA[recco]]></category>
		<category><![CDATA[roe marenche]]></category>
		<category><![CDATA[salario]]></category>
		<category><![CDATA[salisburgo]]></category>
		<category><![CDATA[salsomaggiore]]></category>
		<category><![CDATA[spungata di sarzana]]></category>
		<category><![CDATA[tigullio]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[varzi]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=21527</guid>
		<description><![CDATA[<p>Vie del Sale: cosa sono? Dove si trovano? Una prospettiva che dalla Liguria &#8220;varca&#8221; Alpi ed Appennini, tra storie, leggende, paesaggi &#8211; e una bibliografia dedicata. Prosegue la II edizione del corso GAE Guida Ambientale Escursionistica presso l’ente formativo F.Ire in Genova. Di recente una corsista, Francesca, mi ha domandato approfondimenti conoscitivi e operativi sulle cosiddette ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/">Le vie del sale (in Liguria)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21528" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/paolo-e-roberto.jpg"><img class="size-medium wp-image-21528" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/paolo-e-roberto-300x168.jpg" alt="con paolo e roberto non lontani dal saccarello..." width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">con paolo e roberto non lontani dal saccarello&#8230;</p></div>
<p><em>Vie del Sale: cosa sono? Dove si trovano? Una prospettiva che dalla Liguria &#8220;varca&#8221; Alpi ed Appennini, tra storie, leggende, paesaggi &#8211; e una bibliografia dedicata.</em></p>
<p>Prosegue la II edizione del <strong>corso GAE Guida Ambientale Escursionistica</strong> presso l’ente formativo F.Ire in Genova. Di recente una corsista, Francesca, mi ha domandato approfondimenti conoscitivi e operativi sulle cosiddette <em>vie del sale</em>.<br />
Mi è parso peraltro utile “condividerli” su questa piattaforma, a disposizione di tutti i Lettori. Ai quali, anzitutto, suggerisco la lettura del capolavoro di <strong>Nico Orengo</strong> (che visse a Villa Hanbury) <em>Il salto dell’acciuga</em>, pubblicato da Einaudi (Torino) nel 1997. Coloro che non lo conoscono, comprenderanno sùbito le ragioni di questa mia esortazione, ed i motivi per cui nella montana <strong>Val Maira</strong> – e altrove in Piemonte &#8211; si può incontrare la golosa <em>bagna caöda</em>…</p>
<h2>Cosa sono le Vie del Sale?</h2>
<p>Le vie del sale erano, e in parte sono, un reticolo di antichi percorsi, fasci di mulattiere che soprattutto collegavano, clima e predoni permettendo, <strong>il mare della Liguria alla Padanìa</strong> (Piemonte, Lombardia, Emilia) per favorire il commercio dell’oro bianco.<br />
Il sale, his majesty, sin dall’antichità (Neolitico, 10.000 anni or sono) non era un materiale/alimento qualunque. Favoloso conservante, si offriva agli dèi, si impiegava in medicina, o per la concia delle pelli… Sale fu sparso dai Romani sulle rovine di Cartagine. A sale si legano – e non a caso &#8211; salario, Salsomaggiore, Salisburgo. Alla possibilità di usare sale si lega anche la progressiva stabilizzazione di alcuni popoli, che dandosi all’agricoltura, e cucinando, si civilizzarono e favorirono la nascita delle prime comunità e <em>urbes</em>.</p>
<h2>Dove sono le Vie del Sale?</h2>
<p>Oggi le vie del sale (o vie/roe marenche) più note sono quelle <strong>del Col di Tenda, del Col di Nava, quella che da Albenga ascende a Garessio intersecando l’Alta Via al colle di San Bernardo, quella che da Varzi valica l’Appennino e scende al Tigullio, connettendo l’Oltrepò Pavese al mare, quasi un lampo improvviso all’orizzonte…</strong><br />
Lungo i tracciati non è affatto raro scorgere antiche rocche come segno della presenza di feudi imperiali, di abbazie e pievi medioevali, che davano ospitalità, o di piccoli oratori e cappelle votive. Un patrimonio di storie, leggende, paesaggi, costruzioni, economie, ricette, perfetto per i “pellegrini” della contemporaneità, un patrimonio da esplorare slowly, a piedi, a cavallo, in mtbike, come avviene notoriamente per il <em>camino de Santiago</em>, o per la strada che chiamiamo Francigena (a Sarzana buona spungata a tutti)&#8230;<br />
Su quei percorsi del sale a fine ‘800 s’incontravano ancora numerosi <em>cartuné</em> (carrettieri), che sostavano nelle osterie e nelle stazioni di cambio dei cavalli, luoghi dove poi, talvolta, sorsero anche stazioni ferroviarie, là dove oggi è difficile perfino immaginarle, perché purtroppo il “taglio dei rami secchi” le ha soppresse (<strong>ferrovie abbandonate.it</strong> è uno dei database che non dovrebbero suscitare solo saudade, ma concreti ripensamenti anche a beneficio di quella sostenibilità ambientale di cui tutti parlano…).</p>
<h2>Vie del Sale: una bibliografia</h2>
<p>Per chi voglia saperne di più e approfondire autonomamente i rapidi cenni sulle vie del sale di cui sopra, è anche disponibile molta ottima bibliografia (e cartografia). Ad esempio</p>
<p>Gianni Amerio, <em>La via del sale da Varzi a Recco</em>, ed. Morellini,<br />
Alberto Di Monte, <em>La via del sale. Un sentiero lungo mille anni</em>, ed. Mursia,<br />
Giovanni Portinari, <em>Le vie del sale e del mare</em>, ed. Primula,<br />
AA.VV., <em>La via del sale piacentina</em>, ed. Officine Gutenberg (Guide Marsupio),<br />
Silvio Zanelli, <em>Sulle strade del sale e dei briganti</em>, ed. Gribaudo,<br />
Giovanni Russo, <em>La via del sale dallo Ionio al Tirreno</em>, ed. Ferrari,<br />
Fabrizio Capecchi, <em>Le vie del sale</em>, ed. Croma,<br />
Luciano Venzano, <em>Cibo, vino e religione</em>, ed. Erga,<br />
Fiorenzo Degasperi, <em>Le vie del sale nel Tirolo storico</em>, ed. Curcu e Genovese.</p>
<p>Buona lettura!<br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/">Le vie del sale (in Liguria)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/vie-del-sale-in-liguria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sardenaira (e pissalandrea), torte ponentine</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 09:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[andrea doria]]></category>
		<category><![CDATA[bagna cauda]]></category>
		<category><![CDATA[brusso]]></category>
		<category><![CDATA[colatura di alici]]></category>
		<category><![CDATA[garum]]></category>
		<category><![CDATA[imperia]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[machetusa]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[pissaladière]]></category>
		<category><![CDATA[pissalandrea]]></category>
		<category><![CDATA[relitto di diano marina]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[sardenaira]]></category>
		<category><![CDATA[sardine]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[vitigno vermentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=20244</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sardenaira (e pissalandrea), torte ponentine&#8230; Sardine pan del mare, sardenaira è infatti bella parola che linka sardine, machetto, la frugalità ingegnosa dei popoli mediterranei ben prima che le Meriche donassero il pomodoro e altro! E’ una “torta” salata, lievitata e alquanto morbida, che a Sanremo ormai si fregia della de.co., il relativo disciplinare è visionabile anche ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/">Sardenaira (e pissalandrea), torte ponentine</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20245" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1909.jpg"><img class="size-medium wp-image-20245" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1909-225x300.jpg" alt="sardenaira" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sardenaira</p></div>
<p>Sardenaira (e pissalandrea), torte ponentine&#8230;</p>
<p>Sardine pan del mare, s<strong>ardenaira</strong> è infatti bella parola che linka sardine, machetto, la frugalità ingegnosa dei popoli <strong>mediterranei</strong> ben prima che le Meriche donassero il pomodoro e altro! <strong>E’ una “torta” salata</strong>, lievitata e alquanto morbida, che a Sanremo ormai si fregia della <strong>de.co.</strong>, il relativo disciplinare è visionabile anche online.</p>
<p>Gli ingredienti “del venerdì”</p>
<p>Non propone – lo sottolineo sùbito &#8211; alcun legame storico con la pizza napoletana.  Bensì, forse, con quella sterminata famiglia di pitte, schiacchiate, “piade”, pani carasau e simili, che sovente fungevano da piatto/mensa e dunque s’insaporivano di quel che le sovrastava e le “sgocciolava”. Nel caso della <strong>Liguria</strong> – regione costiera &#8211; poteva trattarsi di sardine (“pan del mare” al pari delle acciughe), aglio (lasciato in camicia), cipolle, olive (nere), odori (anzitutto origano…) e mai spezie “esotiche”, forse anche capperi e formaggi (ovini)… Ingredienti e condimenti anche – come si dice – di riciclo, e sempre sua maestà l’aglio a far da “nutraceutico”. Alle sardine poi successero pure le <strong>acciughe</strong> e putine (avannotti), un po’ meno amare, e meno pungenti nelle narici e sulla lingua. Oggi, per questo genere di torte, ogni massaia e tortaio ponentino segue la propria ricetta (erano un po’ il <strong>rito del venerdì</strong>), ma cucinarle bene risultava indispensabile alle ventimigliesi che desiderassero sposarsi, i mariti sarebbero stati critici implacabili… Come mia abitudine, esorto ancora una volta a scegliere panifici e fainotti che nei diversi impasti o condimenti usino <strong>olio extravergine</strong>, niente sanse, niente strutti, niente miglioratori chimici per velocizzare i processi lievitanti, niente fretta.</p>
<p>Tracce di storia</p>
<p>E la pissalandrea? Il 20 giugno del 1538 la vedova di Stefano Doria, dominus di Oneglia, accolse alcuni fra i potenti del tempo, Papa Paolo III, Carlo V d’Asburgo e Andrea Doria, i quali rientravano da Nizza, là dove Papa Paolo si era adoperato per indurre Carlo V e Francesco I ad una pax o quantomeno una cessazione delle ostilità. Presumo che <strong>Andrea Doria</strong> – visto l’agio in cui viveva e le frequentazioni cui era uso &#8211; fosse anche un buongustaio, possediamo un documento che in qualche modo svela i “bilanci” mensili di Maria, una sua cuoca guarda caso abilissima nelle torte (salate) e nelle focacce, quindi in ricette quanto mai locali. Ma <strong>pissalandrea</strong> non conduce all’Ammiraglio, conduce alla <strong>pissaladière provenzale</strong>  (Nice, Antibes…), a propria volta dal catalano peis salat, quel pesce conservato &#8211; sino a sfarsi in minutaglie &#8211; che per brutale sapidità ricordava e ricorda un po’ il celebre, “temuto” <strong>garum</strong> dei Romani (che tanto ho indagato in &#8220;Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio&#8221;) o la <strong>colatura di alici</strong> di Cetara (SA), o le acciugate di Arezzo, o perfino la bagna cauda piemontese (quando le acciughe – come narra il compianto Nico Orengo – iniziarono a saltare verso la val Maira…). Il garum sovente viaggiava come merce sulle navi romane, tra cui quella che gli archeologi chiamano <strong>relitto di Diano Marina</strong>, in quanto affondata dinanzi a quelle coste (1).</p>
<p>Una geografia gastronomica borgo per borgo</p>
<p>Sardenaira e pissalandrea – come ho precisato anche altrove, <a title="curti sardenaira sanremo" href="https://www.liguriafood.it/2019/01/18/sanremo-festival-sardenaira/" target="_blank">clicca qui</a> &#8211; costellano si può dire ogni borgo del Ponente ligure, la prima è più di casa a <strong>Sanremo</strong>, Taggia, Badalucco… Viceversa la pissalandrea “abita” ad Imperia ed è divenuta de.co. (<a href="https://trasparenza.comune.imperia.it/archivio16_procedimenti_0_28025_0_1.html" target="_blank">clicca qui</a>), Diano, Ventimiglia, Perinaldo, Bordighera e Vallecrosia, Camporosso, Pigna… A Ceriana infornano pan sciacau, a Dolceacqua pasta cu a pumata/cun a bagna, ad <strong>Apricale machetusa</strong> (fügassön), a Bussana machetaia/machetaera, a Triora crescenza, a Bajardo una torta col <strong>brüssö</strong> (quello che i pastori in alpeggio spalmavano su duri pani “d’ordiu”). Sia come sia e ovunque sia, si tratta in definitiva di una torta salata piacevolissima in tutte le occasioni, come appetizer, come piatto unico, come stuzzichino da aperitivi, come “matafame”, in agriturismo, in enoteca…</p>
<p>E nei calici?</p>
<p>Un DOC Riviera ligure di ponente <strong>Vermentino</strong>, servito a 11°C nei tulipani a stelo alto, è ovunque un felice abbinamento, ma può cedere il passo ad un <strong>DOC Pornassio Sciac-trà</strong>, ovvero il nostro dolcetto vinificato in cerasuolo, o finanche ad un tenue <strong>Ciliegiolo</strong> del Levante qualora il pomodoro – che da cotto risulta presenza assai percepibile &#8211; sia abbondante e un po’ invadente. Buon viaggio a Ponente!<br />
(1). U. Curti, <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all&#8217;età romana</em>, ed. De Ferrari, Genova, 2011<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(articolo di proprietà dell&#8217;autore, concesso originariamente ad altra piattaforma ed ora non più online)<strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/">Sardenaira (e pissalandrea), torte ponentine</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/sardenaira-e-pissalandrea-la-torta-del-ponente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pasta d’acciughe</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-dacciughe/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-dacciughe/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 18:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
		<category><![CDATA[P - Alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe alla sanremasca]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe fritte]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe ripiene]]></category>
		<category><![CDATA[bagna cauda]]></category>
		<category><![CDATA[bagnun rivano]]></category>
		<category><![CDATA[barbabietole alla genovese]]></category>
		<category><![CDATA[colatura]]></category>
		<category><![CDATA[condigiun]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[garum]]></category>
		<category><![CDATA[machetto]]></category>
		<category><![CDATA[machetusa]]></category>
		<category><![CDATA[monterosso]]></category>
		<category><![CDATA[nico orengo]]></category>
		<category><![CDATA[olive nere]]></category>
		<category><![CDATA[pane del mare]]></category>
		<category><![CDATA[pasta d'acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[pissaladière]]></category>
		<category><![CDATA[pissalat]]></category>
		<category><![CDATA[salse da mortaio]]></category>
		<category><![CDATA[sardenaira]]></category>
		<category><![CDATA[tegame di vernazza]]></category>
		<category><![CDATA[tian]]></category>
		<category><![CDATA[val maira]]></category>
		<category><![CDATA[vie del sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=10746</guid>
		<description><![CDATA[<p>In origine si usavano le sardine, amalgamando una composta che approda al machetto, vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce, una delle salse al mortaio più a rischio estinzione&#8230; Queste &#8220;paste&#8221; sono indispensabili (in Liguria) per dare grinta alla sardenaira (machetusa), al condijun… La pungente e profumata pissalat provenzale (donde pissaladière * &#8230;) è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-dacciughe/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-dacciughe/">Pasta d’acciughe</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In origine si usavano le sardine, amalgamando una composta che approda al <a title="Machetto" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/machetto/">machetto</a>, vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce, una delle salse al mortaio più a rischio estinzione&#8230; Queste &#8220;paste&#8221; sono indispensabili (in Liguria) per dare grinta alla<a title="Piscialandrea (sardenaira)" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/piscialandrea-sardenaira/"> sardenaira</a> (machetusa), al <a title="Condijun" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/condijun/">condijun</a>… La pungente e profumata pissalat provenzale (donde pissaladière * &#8230;) è anche speziata e pepata, mi piace pensarla un garum &#8211; una colatura &#8211; dei giorni nostri. Ovviamente la cucina ligure fa, come noto, largo uso delle acciughe, dette non a caso &#8220;il pane del mare&#8221;, e Monterosso nelle Cinque Terre (SP) è uno dei luoghi che di solito evochiamo per primi&#8230; Con le vie del sale esse giungevano anche in Piemonte (bagna cauda, val Maira, il magnifico romanzo di Nico Orengo&#8230;). Se vuoi cimentarti con le ricette ecco &#8211; cerca qui sull&#8217;alfabeto del gusto tutte le relative voci &#8211; le acciughe alla sanremasca, le barbabietole alla genovese, il bagnun rivano, il tegame (&#8220;tian&#8221;) di Vernazza, le acciughe fritte, le acciughe ripiene&#8230; Buon appetito e abbina i vini giusti!<br />
* ecco che la pissaladière si conferma una pasta di pane all&#8217;olio su cui si spalmava composta di cipolle e pissalat (pesciolini <em>poutine</em>), e poi olive nere<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-dacciughe/">Pasta d’acciughe</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pasta-dacciughe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
