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	<title>Ligucibario &#187; made in Liguria</title>
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		<title>Marketing agroalimentare e formazione: competenze e opportunità per il settore.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 13:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Marketing agroalimentare e formazione. ITS, competenze e opportunità per il settore. Nel panorama attuale, il marketing agroalimentare e la formazione rappresentano un binomio strategico per la crescita di imprese e territori. L’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali rende fondamentale acquisire competenze per valorizzare prodotti e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/marketing-agroalimentare-e-formazione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29794" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN5696.jpg"><img class="size-medium wp-image-29794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN5696-225x300.jpg" alt="imperia" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">imperia</p></div>
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<h2>Marketing agroalimentare e formazione. ITS, competenze e opportunità per il settore.</h2>
<p data-start="188" data-end="472"><em>Nel panorama attuale, il <strong data-start="213" data-end="257">marketing agroalimentare e la formazione</strong> rappresentano un binomio strategico per la crescita di imprese e territori. L’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali rende fondamentale acquisire competenze per valorizzare prodotti e identità locali.<br />
</em><em>Percorsi formativi strutturati, come il corso <strong>ITS Marketing Manager di Accademia Ligure Agroalimentare di Imperia</strong>, offrono anche un’occasione di aggiornamento: oggi più che mai aggiornarsi – sebbene a volte si fatichi a comprenderlo – è l’investimento più “garantito” per il futuro.<br />
</em><em>In questo articolo,<strong data-start="761" data-end="778"> Umberto Curti</strong> approfondisce il ruolo della formazione nel marketing agroalimentare, condividendo la sua esperienza professionale sul campo e analizzando competenze, modelli e opportunità per professionisti e imprese.</em></p>
<h2>Perché il marketing agroalimentare richiede formazione (Long Life Learning)</h2>
<p>Marketing agroalimentare e formazione. Luisa Puppo ha iniziato le docenze di inglese specialistico all’ITS biennale per “Marketing manager” organizzato dal Polo agroalimentare di Imperia. Si tratta di 1.800 ore di cui 700 in stage, riservate a diplomati, e totalmente gratuite. Anch’io sarò presto in aula, per le docenze di storytelling e comunicazione del prodotto.</p>
<p>Come si inquadra questo percorso?</p>
<p>Il focus è sul settore agroalimentare, un settore dove le innovazioni tecnologiche, i “diktat” della sostenibilità intesa ormai come valore competitivo, e i trend nell’acquistare il cibo e nel nutrirsi vanno riconfigurando dinamiche e ruoli.</p>
<p>Come sempre, il marketing – il targeting… &#8211; è, mutuando “assiomi” di Kotler, di Anderson, di Fabris, la disciplina chiave onde ottimizzare prodotti, distribuzione, politiche di prezzo, e addivenire a uno storytelling delle nostre biodiversità che compiutamente posizioni il made in Liguria “autentico” sia in Italia che all’estero. su questi temi ti consiglio, tra gli altri, la consultazione del mio articolo <a href="https://www.ligucibario.com/agroproduzioni-marketing-turismo/" target="_blank">Agroproduzioni, marketing, turismo</a>.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/103.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/103-300x225.jpg" alt="103" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Un buon corso di formazione, peraltro, è ipso facto anche un’opportunità di aggiornamento, poiché indaga la contemporaneità con gli strumenti più attuali, e oggi più che mai aggiornarsi – sebbene talora si fatichi a comprenderlo &#8211; è l’investimento più “garantito” per il futuro.</p>
<h2>Competenze chiave nel marketing agroalimentare</h2>
<p>Tutte le indagini circa il mercato del lavoro confermano infatti che, come la buona formazione in età giovanile, così il cosiddetto LLL (Life long learning) è indispensabile, e di fatto a qualunque età, per rinnovare e ampliare le proprie competenze. E anche per quanto attiene poi alle imprese, quelle che tengono attivo il coinvolgimento con la formazione risultano più competitive.</p>
<p>Fra l’altro, anche secondo il puntuale e attendibile Rapporto Excelsior di Unioncamere (2024-28), ciò che serve sempre di più sono le <strong>competenze trasversali</strong>: digitali, ovviamente, ma anche cognitive e sociali (i cosiddetti soft skills). Ovvero, oltre ai know how tecnici, anche costanti capacità di apprendimento, e relazionali.</p>
<h2>Formazione nel marketing agroalimentare: il ruolo dei percorsi ITS e della didattica applicata</h2>
<p>Marketing agroalimentare e formazione. Ovviamente, la didattica stessa ha dovuto in questi anni – in queste ere geologiche… &#8211; porsi quanto mai in gioco, poiché la trasmissione del sapere e l’apprendimento scontano accelerazioni sino a ieri impensabili, anche in termini di metodologie. Tanto più negli àmbiti professionali / professionalizzanti (ove nel giro di un paio d’anni anche la AI si è ritagliata, e senza rubarlo, uno spazio sempre più esteso).</p>
<p>L’intento di Luisa Puppo e mio è dunque, anche stavolta, quello di fornire ai discenti una gamma di contenuti operativi, che riflettano le quotidianità del lavoro, concretamente spendibili nelle direzioni coerenti al corso. Un approccio che ho sviluppato anche nell&#8217;articolo <a href="https://www.ligucibario.com/buone-prassi-allits-vitivinicolo-dimperia/" target="_blank">Buone prassi all&#8217;ITS vitivinicolo di Imperia</a>.<br />
Contenuti che in questi trent’anni hanno impattato sulla nostra società di consulenza (Welcome Management &#8211; Ligucibario®), chiamata ad orientarsi ai clienti in modalità sempre nuove e sempre più personalizzate. Trent’anni i quali sono stati forieri d’insegnamenti che, personalmente, non dimenticherò mai.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Giornata del made in Italy</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 09:31:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile si celebra (dal 2024) la cosiddetta Giornata del made in Italy.  Questa iniziativa mira a promuovere le eccellenze del nostro Paese attraverso eventi, mostre e iniziative di comunicazione. Ma cosa significa realmente &#8220;Made in Italy&#8221; e perché è così fondamentale per la nostra identità culturale e economica? Made in Italy? Sebbene il ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giornata-del-made-in-italy/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/04/giornata-del-made-in-italy-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25995" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/04/giornata-del-made-in-italy-1-300x251.jpg" alt="Giornata del Made in Italy" width="300" height="251" /></a>Il 15 aprile si celebra (dal 2024) la cosiddetta Giornata del made in Italy.  Questa iniziativa mira a promuovere le eccellenze del nostro Paese attraverso eventi, mostre e iniziative di comunicazione. Ma cosa significa realmente &#8220;Made in Italy&#8221; e perché è così fondamentale per la nostra identità culturale e economica?</p>
<h2>Made in Italy?</h2>
<p>Sebbene il &#8220;liceo del made in Italy&#8221; (92 istituti in Italia di cui 3 in Liguria) paia sinora un&#8217;idea con le gambe corte, la Giornata del made in Italy è una stimolante occasione per ragionare di eccellenze nostrane e &#8211; purtroppo &#8211; di contraffazione (&#8220;Italian sounding&#8221; eccetera eccetera).<br />
Certamente l&#8217;Italia è stata ed è celeberrima per alcuni settori quali l&#8217;abbigliamento, l&#8217;enogastronomia, l&#8217;arredo e design, la meccanica.<br />
Questi settori non generano solo un&#8217;importante fonte di reddito. Vantiamo infatti un &#8220;effetto Paese&#8221;, vantiamo &#8220;filiere&#8221; che originano indietro nei secoli, da quelle corporazioni di artieri &#8211; sovente famiglie che si tramandavano i saperi &#8211; di cui Richard Sennett ha parlato in un magnifico saggio, ma di cui anche Ligucibario® si è nel tempo assai occupato.</p>
<h2>Giornata del Made in Italy e Made in Liguria</h2>
<p>La Liguria, in particolare, è un esempio straordinario di come il Made in Italy si manifesti a livello locale. Il made in Liguria stesso, infatti, sciorina artigianati da tutelare e promuovere senza sosta (filigrana, ceramica, vetro&#8230;), food&amp;wine &#8220;certificato&#8221; (2 DOP e 3 IGP), biodiversità, tradizioni e botteghe storiche che compongono ancora una volta un genius loci millenario e distintivo tanto agli occhi del turismo consapevole quanto dei gourmet e dei <em>quality seekers</em>. Ho dedicato ampio spazio all&#8217;argomento anche nel mio volume <a href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank"><em>Libro bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts</em></a>.</p>
<h2>L&#8217;antitesi della massificazione: la storia nei nostri prodotti</h2>
<p>Nella Giornata del Made in Italy vale la pena riflettere su come questi beni a pieno titolo culturali rappresentino l&#8217;antitesi del prodotto seriale, massificato, anonimo, o nei casi peggiori falsificato. Un&#8217;alternativa valida e preziosa ai beni seriali e spesso privi di identità.<br />
Narrano storie, legami con il territorio, le persone e le tradizioni. In un&#8217;epoca di globalizzazione e omologazione, queste storie diventano un valore aggiunto, capace di attrarre consumatori sempre più consapevoli<br />
E, innegabilmente, vivificano quartieri e strade.</p>
<h2>L&#8217;antropocene e le sfide del futuro</h2>
<p>Viviamo una stagione storica spartiacque &#8211; l&#8217;antropocene &#8211; non solo dal punto di vista ambientale (inquinamento, climate change&#8230;). Accelerazioni tecnologiche, deregulation brutali, pandemie ed altro stanno mettendo a rischio economie (dunque comunità) che fino a ieri sembravano consolidate, e provocando la chiusura di molte attività (circa la <a href="https://www.ligucibario.com/ho-visto-cose-che-voi-umani/" target="_blank">crisi del commercio a Genova</a> leggimi qui).</p>
<p>La Giornata del made in Italy può dunque, aldilà delle retoriche, valere come spunto per indirizzare meglio molti consumi e sensibilizzare le nuove generazioni (prima che sia troppo tardi). Un&#8217;importante occasione per educare i giovani sul valore delle nostre tradizioni e sull&#8217;importanza di preservare il nostro patrimonio culturale.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Speciale Calizzano. All&#8217;agriturismo La brinetta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 14:09:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21775" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/08/foto-teccio-brinetta.jpg"><img class="size-medium wp-image-21775" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/08/foto-teccio-brinetta-300x116.jpg" alt="agriturismo la brinetta a calizzano (sv)" width="300" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">agriturismo la brinetta a calizzano (sv)</p></div>
<p>Ligucibario®, da sempre, non contiene spazi pubblicitari (si mantiene “libero”). Ma da sempre ha il piacere di raccontare produttori, artigiani, chef e quant’altri concorrano alla qualità del <em>made in Liguria</em>. <strong>Vent’anni di Calizzano</strong> &#8211; vissuta dal di dentro, cercando di ascoltare bene i luoghi e le persone &#8211; m’inducono oggi a progettare uno “speciale” tramite cui segnalare ai miei Lettori (che da tanto non sono poi pochi…) le eccellenze di questo borgo quasi montano dell’<strong>Alta Val Bormida</strong>, ad un passo dall&#8217;Alta Via dei Monti Liguri e dalla Val Tanaro piemontese, di cui ho già scritto tanto (leggetemi ad es. <a title="umberto curti calizzano mon amour" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/" target="_blank">qui</a> ma anche <a title="umberto curti calizzano profumo di comunità" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">qui</a>) ma del quale non mi stanco di esplorare i sentieri, i carruggi, le botteghe, le buone tavole.</p>
<p>Dedico con affetto la seconda “puntata” (dopo il panificio Alex) all’<strong>agriturismo “La brinetta”</strong>, in regione Frassino, a 4 km dal paese, lungo l’ex strada statale 490 che lega Calizzano al mare di Finale Ligure attraverso <strong>la magica faggeta del Melogno</strong>.</p>
<p>Converso piacevolmente con <strong>Roberta (di professione maestra) e Roberto (di professione boscaiolo)</strong> che una ventina d’anni or sono decisero di “orientare” la loro cascina, originaria del ‘700, anche in direzione dell’ospitalità. E “La brinetta” è un agriturismo vero, autentico, una “baita” della tradizione, incorniciata da alti boschi e lambita dal rio che dà il nome alla zona. Dispone di tre unità abitative indipendenti, curate e silenziose. Una a pian terreno, chiamata <strong>Fuiachera</strong> (ovvero deposito delle foglie), con un’abitabilità ideale da 2 a 5 persone. Una al piano superiore, chiamata <strong>Fnera</strong> (ovvero deposito del fieno), caratterizzata dal bel terrazzino cintato. Un’altra, separata dalla struttura principale, chiamata convenzionalmente <strong>Teccio</strong> (ovvero secchereccio di castagne), una casetta delle fiabe in pietra e legno, distribuita su due livelli, con déhors e balconcino in legno, che domina il prato e già incanta chiunque transiti in auto.</p>
<p>“La brinetta” offre accessibilità in sedia a rotelle e camere con accesso disabili. Per richieste specifiche, compresi eventuali animali (di norma ammessi) vi consiglio di contattare in anticipo la struttura, per confermare gli accordi.</p>
<p>Tutti e 3 gli appartamenti sono dotati d’ogni comfort: freschi d’estate ma ben riscaldati d’inverno con termoarredi e romantici caminetti (a Calizzano nevica ancora…), dispongono di cucina completa di forno e stoviglie, lavatrice, lavastoviglie, frigorifero… I bagni, ampi e luminosi, completi di phon, hanno docce che rigenerano sia chi è appena sceso dall’auto, magari in fuga da città sempre più afose e caotiche, sia <strong>chi come Luisa e me adora le escursioni</strong>. L’wi-fi è ovunque gratuito.</p>
<p>Roberta definisce “relazionale” l’atmosfera che si vive qui, per il rapporto cordiale che s’instaura pressoché con tutti gli ospiti, non di rado fedeli <em>repeaters</em>. Qualche volta incontrerete <strong>anche Delia e Maria</strong>, le due adorabili nonnine (Delia è la mamma di Roberto e Maria la mamma di Roberta) quasi sempre alle prese con le galline ovaiole, l’orto, e l’angolo – gelosamente custodito… &#8211; delle erbe aromatiche.</p>
<p>La nota piattaforma <strong>TripAdvisor, con 5 stelline</strong> derivanti da varie recensioni entusiastiche, conferma come valutazione tutto ciò che vi ho raccontato. Ora, cari villeggianti, trekkers e bikers, provate per credere… Calizzano vi attende col suo centro storico, le sue mille passeggiate, le sue fonti benefiche ed i suoi funghi. Può darsi che da qualche parte &#8211; a Rio Nero, sul monte Caplèn, sul monte Spinarda&#8230; &#8211; m&#8217;incontriate (per me sarà un piacere).</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/la-brinetta-calizzano/">Speciale Calizzano. All&#8217;agriturismo La brinetta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Speciale Calizzano. I pani di Alex</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 13:39:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ligucibario®, da sempre, non contiene spazi pubblicitari (si mantiene “libero”). Ma da sempre ha il piacere di raccontare produttori, artigiani, chef e quant’altri concorrano alla qualità del made in Liguria. Vent’anni di Calizzano m’inducono oggi a progettare uno “speciale” tramite il quale segnalare ai miei Lettori (che da tanto non sono poi pochi…) le eccellenze ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/speciale-calizzano-i-pani-di-alex/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-vetrina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21750" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-vetrina-232x300.jpg" alt="smart" width="232" height="300" /></a>Ligucibario®, da sempre, non contiene spazi pubblicitari (si mantiene “libero”). Ma da sempre ha il piacere di raccontare produttori, artigiani, chef e quant’altri concorrano alla qualità del <em>made in Liguria</em>.</p>
<p>Vent’anni di <strong>Calizzano</strong> m’inducono oggi a progettare uno “speciale” tramite il quale segnalare ai miei Lettori (che da tanto non sono poi pochi…) le eccellenze di questo borgo quasi montano dell’Alta Val Bormida, di cui ho già scritto tanto (leggetemi ad es. <a title="umberto curti calizzano mon amour" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/" target="_blank">qui</a> ma anche <a title="umberto curti calizzano profumo di comunità" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">qui</a>) ma di cui non mi stanco di esplorare i sentieri, i carruggi, le botteghe, le buone tavole.</p>
<p>Dedico con affetto la prima “puntata” ad <strong>Alex, panificatore bravissimo</strong> (e persona cordialissima), da cui con Luisa di solito acquisto l’occorrente per i picnic.</p>
<p>Calizzanese, ancora molto giovane, questo “baldo giovine” dopo il diploma scolastico è condotto da varie concomitanze verso Millesimo (dove lavorerà 8 anni), “aiuto” fornaio, dentro una quotidianità dove comincia a familiarizzare col pane, la pasticceria, persino le prime <em>bighe</em> (si tratta di pre-fermenti).</p>
<p>Nel 2017 si sente però pronto per costruire un ambiente di lavoro proprio, e a Calizzano si apre una possibilità che neppur richiederebbe l’accensione di mutui. Inizia così la gestione – più che mai famigliare… &#8211; di un’attività d’arte bianca, che all’inizio richiede tante messe a punto, ma purtroppo il padre di Alex viene colto da infarto, e ciò inevitabilmente scombussola alcune delle prime pianificazioni aziendali. Peraltro, e per fortuna, Alex intrattiene ottimi rapporti coi compaesani e la bella bottega “Pan dei caruggiu” in centro paese, apparentemente un competitor, gli fornisce suggerimenti preziosi, all’insegna di una meritoria correttezza non solo professionale. <strong>Una storia bella, questa, forse difficile da emulare nelle grandi città, dove non si sa più nemmeno chi sia il vicino della porta accanto…</strong></p>
<p>Alex rafforza quindi i propri propositi, affiancando al pane tradizionale anche alcune idee più creative, più particolari. I mesi estivi da giugno a settembre, certo, sono ancora quelli che fanno la differenza, grazie a villeggianti e turisti, con incassi che accrescono un fatturato giocoforza minore nei mesi invernali, quando a Calizzano rimangono solo i residenti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-con-pani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21751" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-alex-con-pani-300x300.jpg" alt="smart" width="300" height="300" /></a>Oggi la bottega vede Alex supportato dalla mamma e, al banco, da Cristiana. I cavalli di battaglia sono la <strong>focaccia</strong> (da genovese posso testimoniare: eccellente), il pane con le nocciole, il pane 100% farina integrale spolverato con semola…, nonché qualche incursione culinaria come la torta verde (nel Ponente ligure una vera religione), la farinata…</p>
<p>Le farine giungono soprattutto del mulino Valente, con una predilezione per le semintegrali tipo 1 e 2. Per la pasticceria, dove la frolla chiede tipicamente farine “fiore”, viceversa dal mulino Quaglia.</p>
<p>Natale è la festa per la quale infornare anche <strong>6 diverse tipologie di pandolce (basso)</strong>, molto golose, impastate con farina 0 e 1, e talvolta addirittura integrale. Vado a memoria: cioccolato e menta, fichi e noci, frutti di bosco con copertura di cioccolato bianco…</p>
<p>Alex ha ovviamente tenuto fuori dal laboratorio ogni sansa ed ogni strutto, lavorando con un olio che arriva a pagare addirittura 6,75 € al litro (si badi che il consumo s’attesta intorno ai 6-7 litri al giorno). Categoricamente proibiti anche i miglioratori, ovvero quegli enzimi chimici che accelerano le lievitazioni e che – malgrado il nome &#8211; non migliorano alcunché (da circa vent’anni io stesso muovo loro una guerra senza quartiere).</p>
<p>Come detto, Alex ha conosciuto i pre-impasti del metodo indiretto sin dai suoi esordi a Millesimo, ma si tratta di lavorazioni un po’ laboriose, che necessitano di abbattitori, specifiche attrezzature refrigeranti, e per ora non si confanno alla logistica e ai tempi del negozio. E’ invece presente talvolta – non ogni giorno &#8211; qualche grano antico, fra cui <strong>il noto Timilia (che ha tanti nomi), un grano duro siciliano pregiatissimo</strong>.</p>
<p>Ci avviamo pian piano al termine dell’intervista, o per meglio dire della conversazione. Che tocca anche le allergie, le intolleranze, <strong>il glutine</strong>, e quelle “sensitività” che spingono molti a credersi (senza esserlo) celiaci. Alex ragiona come me, ovvero imputa alle manipolazioni genetiche e all’eccesso di chimica molti dei disturbi alimentari che purtroppo – e sempre più &#8211; affliggono il nostro tempo, condizionando i nostri menu. E’ pur vero, mi fa notare, che i celiaci implicitamente frequentano esercizi e circuiti commerciali ad hoc, anche perché in un laboratorio di ridotte dimensioni sarebbe arduo prevenire la cosiddetta e insidiosa cross contamination e quindi “bollinare” i propri prodotti totalmente, con sicurezza, come gluten free.</p>
<p>Gli chiedo infine se nutra un sogno nel cassetto, data anche la giovane età, e mi rivela che anzitutto amerebbe sentirsi apprezzato in modo compiuto, e pian piano diventare un “promotore” di referenze alte, di qualità. <strong>La sincerità verso il cliente</strong> ripaga oggi come ieri, costituisce il primo mattone per costruire un edificio solido, a maggior ragione in un paese piccolo.</p>
<p>Ci salutiamo (ho scoperto una persona in parte diversa da quel che m’aspettavo), percependo, come si suol dire, <em>some good vibrations</em>. Mi confida che alla fin fine il lavoro è un “amore tossico”, che fagocita tanti spazi, ma il tono della voce sottolinea maggiormente la parola amore.</p>
<p>Anche per Luisa e per me il lavoro è un “amore tossico”, ma <strong>dopo tanti anni di Liguria, di marketing, di formazione turistica, di enogastronomia, come separarsene?</strong> Forse, come canterebbe un cantautore genovese, il lavoro talvolta è una mela stregata, non puoi più farne a meno se l’hai assaggiata… Felicitazioni sincere da Ligucibario®, caro Alex, e in bocc’al lupo per i mille pani e per tutto il resto che il tuo avvenire – di persona dinamica e positiva &#8211; ti riserverà!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Profumo di pesto al Master &#8220;InTour&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 13:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Durante l’ultima mia lezione al Master europeo di I livello promosso dall’Università di Genova e da Aism per “INclusive TOURism Manager“, ho avuto il piacere di ospitare Umberto Curti per una testimonianza “dal vivo”. Dinanzi ad un’aula affollata e partecipe abbiamo infatti approfondito insieme il concetto di storytelling, ma specificamente ruotandolo intorno ad una delle ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/profumo-di-pesto-al-master-intour/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/umberto-master.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21240" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/umberto-master-300x255.jpg" alt="smart" width="300" height="255" /></a>Durante l’ultima mia lezione al Master europeo di I livello promosso dall’Università di Genova e da Aism per “<strong>INclusive TOURism Manager</strong>“, ho avuto il piacere di ospitare <strong>Umberto Curti</strong> per una testimonianza “dal vivo”.<br />
Dinanzi ad un’aula affollata e partecipe abbiamo infatti approfondito insieme il concetto di <em>storytelling</em>, ma specificamente ruotandolo intorno ad una delle risorse gastronomiche (ergo culturali) più importanti in Liguria: <strong>il pesto</strong>.<br />
Questa nostra “salsa smeraldo” (così l’avevano battezzata i futuristi tra le due guerre) ancora una volta è valsa più d’una sottolineatura circa l’importanza, soprattutto al cospetto dei nuovi turismi, di un&#8217;adeguata narrazione: ovvero la capacità di rappresentare compiutamente una risorsa, di parteciparla, di dischiuderla alle sensorialità con linguaggi e interazioni ad hoc.<br />
Il <strong>turismo esperienziale</strong> da alcuni anni chiede sempre di più attività relazionali, coinvolgenti, che permettono all’ospite di penetrare il quotidiano delle comunità con cui entra in contatto, di sentirsi parte di qualcosa.<br />
Il made in Italy ed <strong>il made in Liguria</strong> – siano essi una salsa o un manufatto in filigrana… &#8211; possono dunque costituire eccellenti vettori di significato (identità, terroir, genius loci, cultivar autoctone&#8230;), e garantire momenti ed emozioni di qualità.<br />
Ma non si può promuovere/vendere al meglio qualcosa che non si conosca perfettamente&#8230; E Umberto Curti, anche fornendo propri materiali online (ad es. <a title="umberto curti pesto genovese" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">a questo link</a>), ha condiviso con gli studenti 20 “microtemi” tramite cui familiarizzare al meglio con il basilico, l’aglio, i pinoli, il sale grosso, il parmigiano, il pecorino e l’olio extravergine, quelle materie prime indispensabili per preparare (al mortaio, s’intende!) uno dei condimenti più celebri – se non il più celebre – al mondo…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/pesto-master.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21241" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/pesto-master-300x198.jpg" alt="smart" width="300" height="198" /></a>Inoltre, sono stati precisati i formati di pasta liguri (mandilli, trenette&#8230;) e i vini liguri ed extraliguri (Pigato, Sauvignon&#8230;) cui preferibilmente abbinarlo.<br />
Al termine della lezione, e dell’assaggio (molto molto gradito * ), gli studenti potevano infine cimentarsi con la realizzazione di una <strong>mindmap</strong> e con la focalizzazione di alcuni <strong>hashtag</strong> intorno a tutto quel ch’era stato spiegato. La mindmap è uno strumento che favorisce la loro creatività, ed il linking tra concetti. Gli hashtag sono, come noto, le parole-chiave con cui favorire l&#8217;indicizzazione tematica sul web.<br />
I giovani sono il mondo di domani, e la qualità della loro vita sarà anche in funzione di quel che mangeranno, buon basilico dunque (anche online) a tutti loro!<br />
<strong>Luisa Puppo<br />
</strong>p.s. per l&#8217;occasione Umberto Curti ha privilegiato il pesto di &#8220;Novella&#8221; (impresa con cui Ligucibario® non intrattiene rapporti commerciali), un prodotto che nel tempo è significativamente migliorato (texture&#8230;), attestandosi oggi fra i migliori pesto fresco disponibili in commercio</p>
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