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	<title>Ligucibario &#187; funghi</title>
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		<title>Funghi, e clima</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 12:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Vivo questi giorni fra estate ed autunno “circondato” da feste del fungo. Da Bardineto nel Savonese a Ceva nel Cuneese (1) è già tutto un susseguirsi di eventi a tema, sempre meglio organizzati e sempre più attrattivi… Ligucibario®, sin dalla nascita, non ha potuto che amare e raccontare questo dono ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/funghi-e-clima/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/09/foto-porcini1-300x200.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30648" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/09/foto-porcini1-300x200-300x200.jpg" alt="foto-porcini1-300x200" width="300" height="200" /></a></p>
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<p>Vivo questi giorni fra estate ed autunno “circondato” da feste del fungo.</p>
<p>Da Bardineto nel Savonese a Ceva nel Cuneese (1) è già tutto un susseguirsi di eventi a tema, sempre meglio organizzati e sempre più attrattivi…</p>
<p>Ligucibario®, sin dalla nascita, non ha potuto che amare e raccontare questo dono della natura, amico di querce, faggi, castagni. E töccö de fönzi, fönzi e patatt-e nonché tante altre leccornie rappresentano, del resto, eccellenze ben note del ricettario regionale e ben presenti su questa piattaforma. Ma ditemi voi se anche un’insalata (semplice semplice) di ovoli crudi, con un filo d’evo DOP Riviera Ligure, vi trova indifferenti…</p>
<p>Quest’anno, come noto, la raccolta è già risultata favolosa, con porcini (di solito sanissimi), e altre tipologie meno pregiate, a gogò. Ma un amico micologo, poiché in effetti sta piovendo poco o nulla e quando passeggio nei boschi trovo molto “secco”, mi ha in realtà precisato che l’abbondanza non è dovuta alla pioggia bensì alla enorme umidità accumulatasi nei terreni durante quest’estate torrida, la quale per quasi 3 mesi ci ha inflitto canicole che non dimenticheremo…</p>
<p>Si manifestino, quindi, se purtroppo ancora ve n’è in giro, i cosiddetti negazionisti del cambiamento climatico, quelli che probabilmente neppur immaginano, fra l’altro, come 700 milioni di persone dovranno (dovranno) entro il 2050 emigrare dai propri Paesi, lasciare case e ricominciare vite da zero, proprio a causa del clima che muta. La natura sta presentandoci il conto, nell’indifferenza quasi totale di chi governa e di chi è governato.</p>
<p>Nel frattempo, buoni funghi a tutti. Ligucibario® non può ovviamente sottrarsi dal fornire qualche consiglio finale di buon senso, anche in termini di sicurezza personale e di sostenibilità ambientale:</p>
<p>a)non usate sacchetti, ma idonei cestini</p>
<p>b)rispettate le norme nazionali e locali: tesserini, contributo economico, giorni e aree di raccolta, limiti di quantità…</p>
<p>c)se non siete troppo “pratici”, evitate percorsi eccessivamente impervi ed isolati</p>
<p>d)che abbia piovuto non significa granché. I porcini di solito danno il meglio di sé dopo almeno una decina di giorni da un’intensa pioggia, ma i funghi restano imprevedibili, troppe le variabili in gioco…</p>
<p>e)quando vi pare d’aver individuato un fungo pregiato, con pazienza controllate anche i dintorni, potrebbe far parte di una “famigliuola”</p>
<p>f)concentratevi solo su quei 2-3 tipi di funghi che conoscete benissimo. Non rischiate, alcune tipologie pericolose somigliano tanto a quelle edibili. Nel dubbio, non raccogliete (anche i funghi velenosi che non raccoglierete hanno infatti un ruolo nell’ecosistema). Le tipologie più pericolose provocano sintomi già dopo pochi minuti, altre dopo ore o dopo giorni. Come noto, di funghi si può morire, ogni anno si contano in Italia pochi decessi, ma circa 10mila richieste di soccorso per avvelenamento</p>
<p>g)le app e i “riconoscimenti” fotografici valgono per quel che valgono. In caso di dubbi, è solo il micologo presso una ASL o analoga struttura che – gratuitamente &#8211; può chiarire la situazione e darvi il via libera per un sereno consumo alimentare</p>
<p>h)pulite bene con coltellini, pennelli e panni umidi ogni resto di terra, fogliame… I funghi poi si mantengono in frigo per 2-3 giorni, oppure vanno essiccati, oppure ancora vanno congelati (6 mesi circa la durata massima)</p>
<p>i)i funghi non sono solo porcini. Con altre tipologie, in ogni regione italiana, si preparano piatti squisiti. La Liguria non fa eccezione.</p>
<p>(1)impegni permettendo, oggi mi concedo una visita ad entrambe le località. Sulla “Unione Monregalese” dei giorni scorsi mi aveva del resto colpito il ricchissimo programma cebano, con eventi culturali e di intrattenimento davvero, di anno in anno, sempre più notevoli…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su <strong data-start="1425" data-end="1510">marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi</strong>, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. </em><em>Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Torriglia, di santi, poeti&#8230;e motobikers</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 16:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Torriglia è pertinente alla Val Trebbia, ma l’area di fatto costituisce una naturale “cerniera” con la Valle Scrivia, tanto più che entrambi i corsi d’acqua nascono sul Monte Prelà… Dista pochi chilometri anche il Passo della Scoffera, in direzione della Val Bisagno. Luoghi, storie, cammini, contatti. E ti sorpassano ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/torriglia-di-santi-poeti-e-motobikers/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30566" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/08/veduta-bella.jpg"><img class="size-medium wp-image-30566" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/08/veduta-bella-300x142.jpg" alt="torriglia (foto di riccardo poggio)" width="300" height="142" /></a><p class="wp-caption-text">torriglia (foto di riccardo poggio)</p></div>
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<p>Torriglia è pertinente alla Val Trebbia, ma l’area di fatto costituisce una naturale “cerniera” con la Valle Scrivia, tanto più che entrambi i corsi d’acqua nascono sul Monte Prelà… Dista pochi chilometri anche il Passo della Scoffera, in direzione della Val Bisagno. Luoghi, storie, cammini, contatti.</p>
<p>E ti sorpassano &#8211; non di rado a roboanti ondate &#8211; i motociclisti lungo le curve della bella Statale 45 “della Val Trebbia e del Caffaro” istituita nel 1928 (1) che dall’immediato entroterra di Genova immette all’Emilia di Ottone e poi di Bobbio (PC). Io la scopersi studente, studiavo la figura di San Colombano, celebre asceta irlandese che nel 614 proprio a Bobbio, ottenendo le terre dal re longobardo Agilulfo, fondò sui resti di un tempio dedicato a San Pietro la sua abbazia, “<em>scriptorium</em>” nel quale si trascrivevano i testi fondanti della latinità – anche quella più laica e salace – affinché non si perdessero (2), e nel quale si perpetuavano – come in tutti i migliori cenobi e Bobbio non fu il solo… &#8211; sapienze agronomiche ed erboristiche. Lui stesso compose trattati, severe regole penitenziali, perfino alcuni versi che furono ottimamente tradotti alcuni decenni fa dal Walker, trovando viceversa rara attenzione in Italia. Atmosfere, dunque, che sarebbero piaciute a Umberto Eco, l’autore del meraviglioso “Il nome della rosa”… Da Bobbio i Longobardi pressavano verso sud. E Colombano morì nel 615.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/OQnBWRv8fbo?si=AQjkVFvbF2oOGBA0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Che i Santi e gli eremiti scegliessero questi boschi così fondi e silenziosi (magari soggiogando orsi feroci!) non deve stupire, se tuttora l’habitat da Torriglia è meta di trekkers e bikers entusiasti, che poi sostano nelle trattorie affollando tavoli, “vociando” riti enogastronomici tradizionali, acquistando i celebri canestrelletti cui è dedicata anche una sentitissima festa (3), o sperimentando un pesto bianco, di montagna, assai agliato, o incontrando gli apicoltori e i loro apiari, o nelle giuste stagioni cercando funghi. Durante l’anno del resto si susseguono molti eventi, il carnevale, i mercatini, i convegni ufologici (4), le castagnate…</p>
<p>Dove un tempo arrancavano le carovane, poi le corriere e infine le auto delle importanti famiglie genovesi (i Costa, i Carena…) che qui villeggiavano (5), qualche galleria rettilinea ha poi positivamente semplificato i tragitti, e questi luoghi erano piaciuti anche al grande poeta toscano Giorgio Caproni (1912-1990), maestro di scuola.</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “<a href="https://www.ligucibario.com/valle-scrivia-appetito-vien-camminando/" target="_blank"><strong>Valle Scrivia, l’appetito vien camminando</strong></a>” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di <strong>Luisa Puppo</strong> (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di <strong>Riccardo Poggio</strong>, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=VL83V6uyhbG0i-Qf" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=CJZZpBdEdMcm7szs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su <strong data-start="1425" data-end="1510">marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi</strong>, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Allo specifico progetto &#8220;Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando&#8221; collabora anche Riccardo Poggio, Guida ambientale escursionistica attiva in Liguria, specie nell&#8217;entroterra genovese e area Antola, ove partecipa a vari progetti e attività.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Savignone, una verde esperienza</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 16:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Savignone sorge su una frana sgretolatasi in epoca antichissima dal sovrastante Monte Pianetto e consolidatasi su un fondo di rocce conglomerate; è un borgo nel verde, che fu vicus romano e che attende i visitatori a circa 500 m sul livello del mare, e oggi conta circa 3.000 abitanti. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/savignone-una-verde-esperienza/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30453" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/riccardo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-30453" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/riccardo1-300x157.jpg" alt="savignone...in carrozza" width="300" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">savignone&#8230;in carrozza</p></div>
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<p>Savignone sorge su una frana sgretolatasi in epoca antichissima dal sovrastante Monte Pianetto e consolidatasi su un fondo di rocce conglomerate; è un borgo nel verde, che fu <em>vicus</em> romano e che attende i visitatori a circa 500 m sul livello del mare, e oggi conta circa 3.000 abitanti. Personalmente, me ne innamorai una vita fa ammirando un dipinto di Serafino De Avendaño custodito alla GAM-Galleria d&#8217;arte moderna di Genova Nervi.</p>
<p>Antica postazione fliscana (Ponte, a fondovalle, fungeva da &#8220;avamposto&#8221;), Savignone vive una posizione privilegiata, poiché le imponenti rocce di conglomerato le proteggono le spalle dai venti. L’area, come detto, fu abitata <em>ab antiquo</em>, da tempi quasi immemorabili come ci svelano le tombe identificate in località Camiaschetta e i reperti dell’Età del bronzo in località Renesso, ora custoditi dal Museo Archeologico di Isola del Cantone.</p>
<p>Il toponimo ha indotto teorie di quando in quando fantasiose, tuttavia potrebbe forse – ancora una volta &#8211; legarsi al nome di persona <em>Sabinus/Sabinius</em>, il nome di qualcuno che possedeva terre.</p>
<p>Anche qui la geografia si mescola costantemente alla storia, e viceversa. La frazione di Isorelle rappresentava di fatto l’antico confine tra le proprietà dei Fieschi e quelle degli Spinola, è l’area in cui la Scrivia piega decisamente il proprio corso, e l’andamento est-ovest si tramuta in sud-nord.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/iuXSpeZesVw?si=9KmilAxZ3bgGPPVf" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Naturalisticamente Savignone si scopre e si frequenta alla scoperta delle fioriture primaverili ed estive, dei funghi prelibati, dell’avifauna, dei cervidi che da qualche anno popolano intensamente i boschi, e delle tracce del più cauto fra i frequentatori d’Appennino: il lupo.</p>
<p>Ricordata dalle guide del primo ‘900 come “Perla dell’Appennino ligure, città giardino”, durante il secolo scorso anche Savignone accoglieva la buona società genovese in villeggiatura (di quella époque rimangono infatti le pregevoli ville costruite da metà ‘800, Odero, Grondona, Grendi, Gatto (1), Garré, Solaro, Ragnoli…, talora progetto di architetti come Giuseppe Crosa di Vegnagni e Gino Coppedè). Ed era dotata, come apprendiamo anche leggendo lo storico Emanuele Celesia (1874), perfino di terme, per benefiche idroterapie (2). Ma si può aggiungere che un turismo di livello, così come le frequentazioni dell’alta borghesia genovese, durarono a Savignone addirittura sino agli anni ’60-’70 del Novecento, come avrebbe potuto testimoniare mio suocero, Mingo Puppo, persona quanto mai creativa, che all’epoca ricoprì talvolta la carica di Vicepresidente della Pro Loco.</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “<a href="https://www.ligucibario.com/valle-scrivia-appetito-vien-camminando/" target="_blank"><strong>Valle Scrivia, l’appetito vien camminando</strong></a>” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di <strong>Luisa Puppo</strong> (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di <strong>Riccardo Poggio</strong>, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=QZoh5Zeq5RddoGDl" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=3vIUhvGFMkyJenJU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="1087" data-end="1367"><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su <strong data-start="1425" data-end="1510">marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi</strong>, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
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		<title>Camminare gli agriturismi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:11:18 +0000</pubDate>
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<p><em>Camminare gli agriturismi, un percorso di esplorazione gastronomica &#8220;inseguendo&#8221; un&#8217;intuizione di Luigi Veronelli.</em></p>
<h2>Bardineto, turismo rurale in una montagna vista mare</h2>
<p>Bardineto… E’ un castello carrettesco esadodecagonale (16 lati), è l’abbazia di San Nicolò (monumento nazionale), è un commovente Museo di cultura materiale.</p>
<p>E’ l’outdoor, da “montagna vista mare”, destinazione da slow hiking cui ho dedicato nel tempo approfondimenti e riflessioni su <strong><a href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/" target="_blank">turismo rurale, entroterra e marketing</a></strong>.</p>
<h2>La cucina della memoria, oggi</h2>
<p>E’ la gastronomia: patate, funghi, polenta bianca, castagne&#8230; In questo territorio, forse non a caso, una vita fa conobbi Angela Manfrino, cuoca d’hotel come forse non ne esistono più, e per me che ero e tuttora sono un adepto di Gino Veronelli (per conoscere l’Italia raccomandava di “camminare le osterie”) e di Giovanni Rebora (amante di una cucina che definiva “dialettale”) non si trattò di un incontro come tanti altri. Del resto, sono io stesso figlio di albergatori, la mia famiglia gestiva con successo il “Deny” nella Varazze del boom economico, dove mia nonna e mia madre sfamavano legioni di bagnanti padani, e quindi mi trovano sempre sensibile i temi dell’ospitalità, della tradizione, del buon cibo, del convivio. Non v’è albero senza radici, non v’è futuro senza memoria.</p>
<h2>Ristorazione: oltre le mode e le &#8220;esperienze&#8221; c&#8217;è di più</h2>
<p>Ma come molti della mia generazione – e come Luisa Puppo stessa, moglie, socia e gourmet &#8211; mi aggiro fra i ristoranti (per lavoro e per diletto) ormai sempre più stanco dei nuovi trend, dei piatti grottescamente destrutturati che dovrebbero “stupire” il cliente, degli ortaggi fuori stagione, dei conti senza senso, e&#8230;delle recensioni social con cui tutti si sentono critici enogastronomici e fotoreporter. Andare al ristorante tra mode ed esperienze è il tema di un articolo (<strong><a href="https://www.ligucibario.com/ti-diverte-ancora-andare-al-ristorante/" target="_blank">ti diverte ancora andare al ristorante?</a></strong>) che ho pubblicato qui su Ligucibario® .</p>
<h2>Eredità di saperi con uno sguardo al futuro</h2>
<p>Per fortuna Valentina Carretto, figlia di Angela, in una bellissima cascina nel bosco, l’agriturismo “Le collette” di Bardineto, segue le orme materne, ovviamente via via modellandosi un percorso proprio, che “aggiorni” quanto v’è di ancora migliorabile dentro l’eredità &#8211; importante poiché basata su buon senso ed esperienza &#8211; che le è provenuta in sorte. Un percorso che seguo dall&#8217;inizio e del quale avevo già scritto (<strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-pranzo-alle-collette-di-bardineto/" target="_blank">a pranzo alle Collette</a></strong>) qui.</p>
<p>Lo so, lo so, ai Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) a questo punto piacerà sapere cos’abbiamo mangiato Luisa ed io lassù a “Le collette”, nel verde di un silenzio rigenerante. Eccoci, dunque, col menu-degustazione.</p>
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<li>Un amuse-bouche di salumi con focaccia casalinga (strepitosa).</li>
<li>Quattro antipasti, due freddi (vitel tonné e insalata russa) e due caldi (cipolline ripiene e flan con fonduta), a cavallo tra Liguria e Piemonte. Menzione d’onore ad una salsa tonnata che Deogratias non temeva i capperi.</li>
<li>Due primi (taglierini con ragù di salsiccia e raviolini di borragine conditi al burro e salvia). Entrambi da dieci con lode, manualità pura, suggerirei solo di invertirne l’ordine di servizio, perché il ragù di salsiccia di fatto propone un impatto gustativo maggiore rispetto al tortello vegetale.</li>
<li>Un secondo con contorni (tacchinella da latte con patate al forno e zucchine trifolate), assai gustoso e digeribile.</li>
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<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30338" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll2.jpg" alt="coll2" width="240" height="153" /></a></p>
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<li>Un dessert (mirtilli e lamponi davvero “della casa” con gelato artigianale del vicino allevamento-caseificio “Brigné”) che è la concreta valorizzazione, senza troppe ciance, della filiera a km0, della tracciabilità della materia prima, di quella biodiversità sostenibile e identitaria che sta cercando di garantire un futuro al Pianeta e una reputazione alle nostre terre.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30339" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll3.jpg" alt="coll3" width="187" height="239" /></a></p>
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<li>Poi, caffè e fine pasto, il tutto ovviamente con la premurosa efficienza di Pedro, marito di Valentina, che serve ai tavoli con una cortesia d’altri tempi e costantemente passa per eventuali bis (usanza ormai rara?). 35 euro a persona, che per me sono divenuti 42,5 con un barberino d’Alba giovane, il “Pautasso” 2025 di Raffaele Gili, niente ma niente male… Vinificato a Castellinaldo (CN), questo rosso di carattere ha fra l’altro note varietali che sarebbero perfette in un corso d’avvicinamento ai vitigni.</li>
</ul>
<p>Per informazioni e prenotazioni, “Le collette” vi riscontrerà al <em><strong>346 7420120</strong></em> (l’azienda si raggiunge in auto dalla rotonda di Bardineto con 10 minuti scarsi di sterrata, o con 40 minuti di magnifica passeggiata, ai bivi tenete sempre la sinistra). Buon appetito, mes amis!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Top of the year 2025 (parte 3)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 08:20:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/renna-natale-cogo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29397" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/renna-natale-cogo1-300x151.jpg" alt="renna natale cogo" width="300" height="151" /></a></p>
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<p><strong>4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Top of the year 2025</strong> è il <strong>nostro pensiero di Natale</strong> (quest&#8217;anno la nostra <strong>società di consulenza</strong> ha spento <strong>25 candeline</strong>&#8230;) ad <strong>imprese del turismo, produttori e botteghe</strong> che spiccano nelle rispettive categorie.</p>
<p>In questi giorni che già profumano di Festività e che decretano la cucina italiana Patrimonio Unesco, ecco che <strong>Ligucibario®</strong> si avvicina ancor più ai propri Lettori &#8211; che da tanti anni non sono poi pochi! – segnalando <strong>40 protagonisti del territorio</strong> che lavorano bene anzi benissimo. Non si tratta ovviamente di inserzioni pubblicitarie (questa piattaforma mai ne ha contenute né mai ne conterrà) bensì di <strong>un &#8220;catalogo&#8221; di luoghi belli e di cose buone dietro cui c&#8217;è sempre il lavoro appassionato delle persone</strong>, a cui Luisa Puppo ed io inviamo già i nostri auguri di Buon Natale e Sereno 2005.</p>
<p>La <strong>quarta puntata</strong> (qui <a href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-2/" target="_blank">il link alla seconda</a>, da cui si ci si collega anche alla prima) apparirà &#8220;su questi schermi&#8221; <strong>il 1</strong><strong>9 dicembre</strong>, e da quel giorno chi non ha ancora comprato pandolci e regali si affretti!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29399" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA-300x251.jpg" alt="TOP TERZA PUNTATA" width="300" height="251" /></a></p>
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<h2>Top of the Year 2025 parte 3</h2>
<p><strong>Categoria birrifici:</strong><br />
<strong> “Alta via”, agrobirrificio a Sassello e Quiliano (SV)</strong>, anzitutto per la birra “Monte Rama”, ma è comunque sempre un piacere narrare di imprese artigiane e giovani come questa, che “coltiva” orzo e luppolo (Crystal) confermando una filiera tutta italica. E le api sono quelle nel parco Beigua, da cui il miele per alcuni stili birrari, fra cui appunto la mia prediletta “Rama”, da abbinare a zuppe autunnali, spezzatini in umido, arrosti, speck, alcuni formaggi fra cui il Parmigiano (alto di mesi)…</p>
<p><strong>Categoria liquori e fine pasto:</strong><br />
<strong> “Amaro Camatti”, dal 1989 della distilleria Cinque Terre</strong>. Super-premiato, è a base di fiori, erbe, radici aromatiche. Ricetta “segreta” e processo artigianale, fu prodotto la prima volta nel 1924 in un laboratorio del centro storico di Genova, originando poi un’articolata storia, anche a causa delle traversie della seconda guerra mondiale, cui è sopravvissuto con successo. Ha bel colore ambrato e 20°C alcolici, e si può veramente apprezzare in cento modi, aperitivo, digestivo, nei cocktail…</p>
<p><strong>Categoria focaccia genovese:</strong><br />
<strong> Panificio “L’angolo”, a Genova-Certosa</strong>. Si tratta non a caso dell’attività di Gino Petrucco, veterano del settore, presidente dell’Assopanificatori Genova e provincia. A fügassa zeneize qui è come piace a me: né troppo spessa né troppo sottile, né troppo cotta né cruda, né troppo unta né poco, né troppo salata né sciapa. Non stupitevi se ne sfornano milioni di lamme (teglie) al giorno. Nel luminoso negozio troverete poi anche un po’ di gastronomia tipica: panissa, torte pasqualine…</p>
<p><strong>Categoria farinata:</strong><br />
<strong> “La Loggia” (Ligalupo), a Genova-Struppa</strong>,  lungo la crêuza di San Cosimo cui si arriva in auto e che risale le colline. Dal forno, alimentato con pregiata legna di nocciolo, escono farinate (di ceci) che potrei addirittura posizionare come le migliori di Genova, servite in formula “mista”: con lo stracchino, coi carciofi&#8230; Locale spartanissimo per arredi e mise en place, annessa bottega, mood come una volta, molta gentilezza e simpatia, e – merce rara oggi &#8211; prezzi onestissimi.</p>
<p><strong>Categoria pollerie:</strong><br />
<strong> “Siri”, a Genova</strong>, in via Monte Suello, una polleria-gastronomia dove un po’ tutti i giorni, e a tutte le ore, ci si mette in coda ad attendere il proprio turno, sarà un caso? Menzione d’onore per i polli allo spiedo, cucinati a ritmo continuo, un loop che spande nei dintorni un profumo irresistibile, è la reazione di Maillard…, come resistere? Tanto più che un pollo allo spiedo, con qualche verdura a contorno, risolve sempre magnificamente un pranzo, o una cena, per 4 persone…</p>
<p><strong>Categoria frutta e verdura:</strong><br />
<strong> “Rela”, a Genova, </strong>e dove se non presso il<strong> Mercato Orientale</strong>? Questa “chicca” commerciale imperdibile (una serie di banchi che espongono ogni ben di Dio) aprì festosamente i battenti nel 1899, chiamata “orientale” in quanto un po’ ad est del centro città. “Rela” dal 1920 ne incarna al meglio lo spirito: primizie, verdura meravigliosa, frutta (non di rado anche rara), e come non segnalarvi poi le cento varietà esotiche, le spezie, in stagione i funghi…</p>
<p><strong>Categoria locali storici:</strong><br />
<strong> Pasticceria “Gemmi” (1934), a Sarzana (SP)</strong>, in via Garibaldi, l’intrigante asse pedonalizzato che traversa la località, ricca di fortezze e chiese antiche. “Gemmi” significa vetrine e arredi splendidi, bel corredo di tipicità salate e dolci, e un’eleganza che si riverbera diretta in una delle preparazioni cui sono più affezionato: la spungata, il dolce della Via Francigena, una sfoglia azzima con farcia di confettura, mandorle, pinoli, aromi naturali e spezie, squisita, energetica e ben conservabile</p>
<p><strong>Categoria “piole” d’atmosfera:</strong><br />
<strong> Albergo-ristorante “Alpi”, a Pamparato (CN)</strong>, nella verdissima val Casotto, terra di castagne, grano saraceno, formaggi. E’ una casa antica e ristrutturata, nella piazza d’un borgo montano che più “piemunteis” non si potrebbe, bella la meridiana in facciata… Il ristorante, arredato con estremo garbo, silenzioso e rilassante, è l’occasione giusta per avvicinare alcuni must – celebri anzi celeberrimi &#8211; della regione, dai tajarin al vitel tonné, dal coniglio alla torta di nocciole e zabaione</p>
<p><strong>Categoria erboristerie:</strong><br />
<strong> “Farmacia di Sant’Anna”, a Genova</strong>, un’oasi di pace &#8211; che quasi non ti aspetti &#8211; ad un passo dalle trafficate vie del quartiere sopraelevato di Castelletto. Qui regna anzitutto Frate Ezio, competente ed affabile, che dalla botanica trae – con una visione olistica dell’essere umano – rimedi per il benessere e la salute. Una fornita bottega interna al convento permette poi acquisti e regali “officinali” davvero creativi e salutari</p>
<p><strong>Categoria allevamenti-caseifici:</strong><br />
<strong> “Lavagé”, a Rossiglione (GE)</strong>, in valle Stura. Il caseificio, condotto da Mirella Ravera, lavora il latte di alcune vigorose mucche bruna alpina, a 600 metri sul livello del mare (dove la Liguria da blu diventa verde), dando vita a formaggi sempre di forte impronta. Mi è occorso di quando in quando di assaggiare anche il suo bleu, l’erborinato, un capolavoro a latte crudo, indimenticabile in sé e per sé così come abbinato a confetture e vini passiti…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Pagnotta del venerdì santo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 10:59:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La pagnotta del venerdì santo a Triora (IM) è un pane per così dire &#8220;a due teste&#8221;, aromatizzato coi semi del finocchio selvatico, e connotato da una M (Misericordia) incisa nell’impasto e da un’immagine della Madonna “timbrata” mediante uno stampino. Nella mattinata del venerdì questo bel pane speciale viene benedetto dal parroco, e poi tradizionalmente ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pagnotta-del-venerdi-santo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La pagnotta del venerdì santo a Triora (IM) è un pane per così dire &#8220;a due teste&#8221;, aromatizzato coi semi del finocchio selvatico, e connotato da una M (Misericordia) incisa nell’impasto e da un’immagine della Madonna “timbrata” mediante uno stampino.<br />
Nella mattinata del venerdì questo bel pane speciale viene benedetto dal parroco, e poi tradizionalmente distribuito ai valligiani dalla venerabile Confraternita della buona morte.<br />
Triora, una delle mie grandi passioni: la cucina bianca delle malghe, l&#8217;Alta via dei monti liguri, Realdo e Verdeggia aggrappate alla montagna, i volumi di Sandro Oddo, le erbe di Antonietta Chetta, le tome d&#8217;alpeggio, i funghi, la capra stufata col Rossese di Dolceacqua…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Scimunin</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 07:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Scimunin è voce dialettale per i funghi russole, molto apprezzati, classici in addobbo (sott&#8217;olio). Io li ho incontrati a Levante, e nell&#8217;Ovadese. Sono detti anche funghi di San Simone, e nell’Imperiese giandulin/giarduin&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scimunin/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Scimunin è voce dialettale per i funghi russole, molto apprezzati, classici in addobbo (sott&#8217;olio). Io li ho incontrati a Levante, e nell&#8217;Ovadese. Sono detti anche funghi di San Simone, e nell’Imperiese giandulin/giarduin&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Funghi funghi funghi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 09:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Come ogni anno, voilà è stagione di funghi (ma la scorsa primavera la Liguria ha regalato anche buoni maxin&#8230;). Una passione di tanti, sia nel senso di cercarne sia nel senso poi di cucinarli, ma una passione che purtroppo si coniuga – talvolta &#8211; ad un’imperfetta conoscenza, ciò che espone a rischi (ricordatevi che un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/funghi-funghi-funghi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/foto-porcini1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23346" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/foto-porcini1-300x200.jpg" alt="foto porcini" width="300" height="200" /></a>Come ogni anno, voilà è stagione di funghi (ma la scorsa primavera la Liguria ha regalato anche buoni <em>maxin</em>&#8230;). Una passione di tanti, sia nel senso di cercarne sia nel senso poi di cucinarli, ma una passione che purtroppo si coniuga – talvolta &#8211; ad un’imperfetta conoscenza, ciò che espone a rischi (ricordatevi che un micologo è a vostra disposizione presso ASL eccetera…).</p>
<p><strong>Ligucibario©</strong>, che in questi giorni ha visitato le ritualissime feste del fungo a <strong>Bardineto</strong> (SV) e nel Cuneese a <strong>Ceva</strong> (cittadina che al fungo sta dedicando anche un bellissimo museo), nel tempo ha dedicato molti spazi a questi doni della natura, la cucina ligure infatti ne fa largo uso (sughi, tegame di funghi e patate, funghi fritti…), e non poche ricette (ceci in zimino, polpettone, trippe…) impiegavano e tuttora dovrebbero impiegare anche i funghi essiccati, come ottimi insaporitori.</p>
<p>Mi piace inoltre segnalare che i funghi stanno guadagnando spazio anche in ricette un po’ innovative, ad es. tortelli di carciofi e funghi con fonduta di San Stè dell’Aveto, “crostata” di porcini e prescinsêua, filetto di maiale alla birra di Sassello…</p>
<p><strong>L’abbinamento enologico è, come noto, sempre una sfida</strong>, in questo caso occorre ragionare bene sulla materia prima di cui è costituito il piatto, sul modo di cottura, e sulla presenza di eventuali aromi. Sovente il buon senso ricorre a <strong>vini rossi di media struttura</strong>, talora al variegato universo delle birre alle castagne, ma come sempre questa non è una regola assoluta.</p>
<p>Amici Lettori, non mi resta che augurarvi buone passeggiate nei boschi di faggi, di castagni (i boschi sono sempre più maestri di vita)&#8230;, e naturalmente siate prudenti, nonché rispettosi dei luoghi, munitevi di tesserino e non cogliete né consumate funghi che conoscete imperfettamente. <strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Ditole (manine)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 10:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le ditole (manine&#8230;) sono funghi anzitutto da querce e conifere, da terreni grassi&#8230; Si presentano a forma di ventaglio e simili ai coralli, carnosi, e lo chef savonese Ferrer Manuelli (&#8220;oste di prua&#8221; che cucinava &#8220;a vela&#8221;), caro a Veronelli, li intingeva nell’uovo, infarinava, e friggeva nel burro. Tipici anche della Gallura, in Sardegna, dove ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ditole-manine/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le ditole (manine&#8230;) sono funghi anzitutto da querce e conifere, da terreni grassi&#8230; Si presentano a forma di ventaglio e simili ai coralli, carnosi, e lo chef savonese Ferrer Manuelli (&#8220;oste di prua&#8221; che cucinava &#8220;a vela&#8221;), caro a Veronelli, li intingeva nell’uovo, infarinava, e friggeva nel burro. Tipici anche della Gallura, in Sardegna, dove specialmente si pongono in addobbo, consumabili già dopo una quindicina di giorni.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>Torta di patate</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 13:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La torta di patate è una risorsa appenninica, &#8220;bianca&#8221;, nota in Liguria soprattutto col nome di baciocca, e nell’Imperiese brigasco (La Brigue sta tra l&#8217;Italia e la Francia alpina) prende anche i nomi di patatusa, tantriforusa… Malghe, escursioni, incisioni rupestri, vie del sale, pani d&#8217;orzo, tome, funghi, e un treno delle meraviglie che da Ventimiglia ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-di-patate/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La torta di patate è una risorsa appenninica, &#8220;bianca&#8221;, nota in Liguria soprattutto col nome di baciocca, e nell’Imperiese brigasco (La Brigue sta tra l&#8217;Italia e la Francia alpina) prende anche i nomi di patatusa, tantriforusa… Malghe, escursioni, incisioni rupestri, vie del sale, pani d&#8217;orzo, tome, funghi, e un treno delle meraviglie che da Ventimiglia s&#8217;arrampica al Tenda e prosegue per Limone-Cuneo&#8230; Che sia su una riviera o sull&#8217;altra, a törta de patatt-e si cucina ottimamente da settembre a marzo, e può prevedere (in stagione, intendiamoci) anche l’aggiunta di carciofi ecc. Vedi qui anche la voce frandura, tipicità di Montalto Ligure (IM), valle Argentina, festeggiata la terza domenica d’agosto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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