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	<title>Ligucibario &#187; farinata</title>
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		<title>Le trasformazioni urbane di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “GENOVA IN STRADA, GENOVA IN TAVOLA. Assaggi di quartieri tra storia e trasformazioni urbane” Sono stato nei giorni scorsi ospite della Biblioteca Civica “Berio” di Genova, con cui da molto tempo collaboro, per girare una serie di video. Quest’anno, dopo aver dedicato il 2024 al Medioevo e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/le-trasformazioni-urbane-di-genova/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30025" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/trenino-casella-027.jpg"><img class="size-medium wp-image-30025" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/trenino-casella-027-300x226.jpg" alt="trenino genova-casella" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">trenino genova-casella</p></div>
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<p><strong>“GENOVA IN STRADA, GENOVA IN TAVOLA. Assaggi di quartieri tra storia e trasformazioni urbane”</strong></p>
<p>Sono stato nei giorni scorsi ospite della Biblioteca Civica “Berio” di Genova, con cui da molto tempo collaboro, per girare una serie di video. Quest’anno, dopo aver dedicato il 2024 al Medioevo e il 2025 all’Ottocento, la città di Genova dedica nel 2026 specifiche iniziative e approfondimenti alle cosiddette “trasformazioni urbane”, ovvero quei cambiamenti che hanno via via mutato il modo di essere della città, il suo modo di fare economia, di ospitare cultura, il suo modo di risultare abitabile e vivibile ai residenti e non solo…</p>
<p>Le trasformazioni urbane di Genova</p>
<p>Personalmente, poiché mi occupo di storia dell’alimentazione, ho cercato di ragionare sull’ampio tema in modo un poco innovativo. Ovvero connettendo ad alcuni scenari urbani, assai modificatisi nel tempo, alcuni personaggi ed episodi (anche) a sfondo enogastronomico.</p>
<p>Ne sono quindi derivati, per il momento, 4 video davvero suggestivi (con relativi consigli di lettura), che prossimamente saranno, come sempre, fruibili online.</p>
<p>Rispettivamente dedicati:</p>
<p>1)a Olindo Guerrini, poeta forlivese della “Scapigliatura”, che stabilitosi a Genova nel 1915, come bibliotecario, divorava farinata presso la “Bedin” di piazza Ponticello, ovvero un’area che poi cedette spazio alla piazza Dante progettata da Marcello Piacentini e poi al cosiddetto Centro dei Liguri</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/zmHLxrQHmzk?si=dKr3QQmCE699ydKE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>2)a Giovanni Ansaldo, caporedattore del quotidiano “Il lavoro”, che il 20 aprile 1930, giorno di Pasqua, rivolgeva un’accorata missiva alla “scia Carlotta” (Navone), ostessa in Sottoripa, elogiando le 24 bellezze della sua torta Pasqualina. Dinanzi a Sottoripa, dal 1992 – anche grazie alle progettualità “visionarie” di Renzo Piano – il porto antico, che alla vista dei genovesi significava solo cupe inferriate, è stato felicemente ridonato alla città<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/mFRQ1VZEETg?si=mH87RLepSETx5Elb" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
3)al trenino di Casella, su ferrovia a scartamento ridotto lunga 25 km, il cui primo viaggio risale al 1° settembre 1929, grazie ad un tracciato che parzialmente rivoluzionò una porzione di Val Bisagno, per poi proseguire verso le valli Polcevera e Scrivia. Quel trenino, che sferraglia tra viadotti, gallerie e scorci mozzafiato, avrebbe dovuto diramarsi da un lato verso Busalla, dall’altro verso la Val Trebbia e Piacenza. Non fu così, le corse risultano oggi come ieri più brevi, e dolcemente lente e quasi lentissime, ma attendiamo comunque che l’attività possa riprendere in pieno e lungo tutta la linea. Si tratta infatti di un vettore prezioso per i pendolari, e scenografico per le famiglie in gita, i turisti, gli appassionati di rotaie storiche…<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/_27_nOTe-ss?si=PS17wRFhl1nthtwI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
4)a Mario Soldati, infine, che pranzava in una nota trattoria di Sampierdarena, da Checco al “Toro”, un covo di sampdorianità in via De Marini, presso un quartiere popolare che poi, letteralmente, cambiò volto (dalla Coscia al WTC). A quei tavoli – ove sedeva una clientela varia e variopinta &#8211; erano speciali molti piatti, dall’agnello al pandolce, e si brindava con vino di Begato… Un po’ di saudade, rievocandoli (specie a chi faccia il mio mestiere), è dunque quasi inevitabile.</p>
<p>Per saperne di più</p>
<p><a href="https://www.bibliotechedigenova.it/evento/26871" target="_blank">Genova in strada, Genova in tavola </a> sul sito ufficiale Biblioteche di Genova.</p>
<p>Buon appetito, Genova che ti trasformi!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Storytelling all&#8217;ITS agroalimentare di Imperia. Un diario di viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Magistralmente introdotto all’aula dalle parole della tutor, Cristina Penno, ho iniziato le mie docenze all’ITS agroalimentare di Imperia, nel corso per “Marketing manager”. Davanti ad un gruppo a forte componente femminile, attento e partecipe, ho così cominciato il mio percorso, centrato sulla comunicazione del prodotto (enogastronomico) e sullo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-allits-agroalimentare-di-imperia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26669" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059.jpg"><img class="size-medium wp-image-26669" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059-300x219.jpg" alt="farinata di ceci" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">farinata di ceci</p></div>
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<p>Magistralmente introdotto all’aula dalle parole della tutor, Cristina Penno, ho iniziato le mie docenze all’<strong>ITS agroalimentare di Imperia</strong>, nel corso per “<strong>Marketing manager</strong>”.</p>
<p>Davanti ad un gruppo a forte componente femminile, attento e partecipe, ho così cominciato il mio percorso, centrato sulla <strong>comunicazione del prodotto</strong> (enogastronomico) e sullo <strong><a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-food-wine/" target="_blank">storytelling food&amp;wine</a></strong>.</p>
<h2>Lo storytelling agroalimentare nell&#8217;esperienza di Umberto Curti</h2>
<p>Il mio approccio non è mai accademico. Da molti anni conduco con Luisa Puppo una società di consulenza, il cui focus è la <strong>Liguria</strong> (con le sue eccellenze food&amp;wine e dell’artigianato) come <strong><a href="https://www.ligucibario.com/turismo-gastronomico-destinazione/" target="_blank">destinazione turistica</a></strong>, e pertanto affianchiamo territori ed imprese sempre alle prese col “nuovo che avanza”….</p>
<h2>Comunicare il valore del prodotto tra digitalizzazione e nuovi scenari</h2>
<p>Oggi, tuttavia, una ottimale <strong>conoscenza del prodotto</strong> deve interfacciarsi ai molti cambiamenti in atto, che hanno reso i recenti decenni impattanti tanto quanto un’era geologica. Non si è trattato solo di digitalizzazione. La digitalizzazione ha infatti coinciso con deregulation in molti settori e con accelerazioni brutali in quasi tutte le tendenze di mercato.</p>
<h2>Narrazione sensoriale e promozione delle eccellenze di Liguria</h2>
<p>La Liguria del cibo e del vino è, come al solito, qualità, non quantità. I nostri vini, i nostri olii, e salumi e formaggi e mieli…, esigono – anche online &#8211; una <strong>promotion evocativa, sensoriale</strong>, davvero esperienziale, e che considero il vero pilastro del <strong><a href="https://www.ligucibario.com/turismo-esperienziale-il-format-di-umberto-curti/" target="_blank">turismo esperienziale</a></strong>. La conoscenza del marketing (e della lingua inglese) risulta dunque prodromica a tutto il resto, compreso l’utilizzo dei social media.</p>
<p>La Liguria è terra di muretti a secco, di dieta mediterranea, di cultivar pregiate, dunque di <a href="https://www.ligucibario.com/marketing-del-genius-loci/" target="_blank"><strong>genius loci</strong></a> e di buonessere. La battaglia che da anni <strong>Ligucibario®</strong> conduce è una ribellione all&#8217;antropocene, al consumismo globale, ai prodotti OGM, al trash food, alle agromafie che contraffanno il made in Italy e il <strong>made in Liguria</strong>.</p>
<h2>Dalle radici al racconto: la pratica della mindmap territoriale</h2>
<p>Nella prima lezione ho ingaggiato corsiste e corsisti con una prima <strong>mindmap</strong>: proponendogliene una delle mie, a tema farinata di ceci, ho proposto loro di lavorare su una risorsa che gli fosse familiare, gradita, che potenzialmente desiderassero “vendere”: v’è chi ha scelto di raccontare le acciughe, chi il Rossese di Dolceacqua, chi il pesto, chi il brandacujun, chi la focaccia genovese.</p>
<p>E’ stato realmente un buon inizio, e chi ben comincia…</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Per una storia dei genovesi a tavola</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/per-una-storia-dei-genovesi-a-tavola/">Per una storia dei genovesi a tavola</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29966" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cima1.jpg"><img class="size-medium wp-image-29966" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cima1-300x252.jpg" alt="cima genovese" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">cima genovese</p></div>
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<p>Ci avviciniamo al 5 maggio, data in cui presenterò alla Biblioteca Civica “Saffi” di Genova-Molassana il bellissimo saggio “Civiltà della forchetta” di Giovanni Rebora, uscito alcuni anni fa e certamente non dimenticato da chi fa il mio mestiere…</p>
<p>In questi giorni, parlando dell’iniziativa, anche ed anzitutto nelle aule di formazione dove Luisa Puppo ed io svolgiamo le rispettive docenze, talvolta risulta necessario recuperare qualcosa circa la biografia di Rebora, i luoghi a cui fu legato, e il clima culturale in cui cominciò a produrre alcuni dei suoi notevoli saggi.</p>
<p>Io lo conobbi circa 44 anni fa, quando &#8211; da matricola universitaria qual ero &#8211; mi aggiravo un po’ sperduto per i diversi e solenni istituti di cui si componeva la Facoltà di Lettere, rimbalzando fra le lezioni.</p>
<p>Rebora operava a Balbi 6, ricordo ancora quelle scalinate, ed il suo modo di “fare” ricerca e d’insegnare i fatti economici e agrari s’ispirava anche alla grande lezione della storiografia francese d’anteguerra (tra cui gli “Annales” di Bloch e Febvre), e si connetteva a Braudel, altro storico di vaglia, che ammirò Genova e che Rebora condusse anche in cerca&#8230;di trippe e gelati.</p>
<p>Poiché i fenomeni socioeconomici anche “minuti” e quotidiani consentono di comprendere il divenire delle comunità meglio di tutti gli altri, è ovvio che progressivamente l’enogastronomia attirasse – certo con un approccio non modaiolo – l’interesse di Rebora, maestro nello spulciare i documenti che raccontano la vita attraverso i vari periodi storici.</p>
<p>E non a caso l’8 marzo 1983 Rebora fu al centro di un Convegno a Imperia, sulla dieta cosiddetta mediterranea (concetto di cui oggi un po&#8217; si abusa?), i cui Atti rappresentano tuttora una lettura preziosa…</p>
<p>Per Rebora il cibo costituiva un modo di essere delle persone e dei ceti di appartenenza, e dunque chiariva molti aspetti anche della genovesità e della Liguria. Genova per secoli fu una città straricca, connotata da uno scarso “contado”, e pertanto chiamata a produrre risorse di eccellenza (dai limoni, ad alcuni vini, alle stoffe…) per importare quel che le occorreva, in primis il grano, o che le piaceva, per garantirsi un alto benessere. In tal senso la pasta di grano duro valse a lungo da cibo della domenica, si moltiplicarono i formati, e a coronamento di quel business non dimentichiamo che ad Imperia sorse nel 1887 il grande stabilimento della “Agnesi”, nata nel 1824 a Pontedassio.</p>
<p>Molti piatti genovesi non sono semplici, implicavano materia prima di qualità, lavorata con pazienza, e via via nei secoli si affermarono i ravioli, la cima (forse il piatto più complesso di tutta la cuciniera ligure), le gattafure, le cotture “accomodate”, le zuppe di pesce, la pasticceria secca e il pandolce (alto!)…</p>
<p>Le famiglie abbienti disponevano beninteso di cuochi, e prediligevano la carne di prima scelta (ovvero vitella), mentre i ceti più poveri (anzitutto i camalli) s’appoggiavano a trattorie e sciamadde, dove (seduti su lunghe panche gomito a gomito coi vicini) trovavano farinate, minestroni, trippe, vin brusco. Le ultime trattorie di quel tipo furono forse quelle di metà ‘900 a Sampierdarena (“Toro”…) * , ma per fortuna qualche sciamadda – sulla scia della “Carlotta” di Sottoripa ** &#8211; sopravvive con successo nei carruggi, oggi frequentata anche da turisti ammaliati dai nostri finger food.</p>
<p>Lo stoccafisso ovviamente si diffuse (esplosivamente) dopo che il naufrago Querini lo scoprì alle Lofoten.</p>
<p>Il pesce tuttavia non seduceva granché, ma le acciughe, pane del mare, per alcuni mesi erano molto pescate, e poi lavorate in cento modi, si tratta infatti di un pesce-conserva, di un pesce-condimento.</p>
<p>Le doti mercantili e imprenditoriali &#8211; alla base di un proverbio quale “Ianuensis ergo mercator” &#8211; consentivano ai genovesi d’insediarsi con successo in alcune aree e di dedicarsi a lucrosi commerci, ma al tempo stesso in alcune di quelle aree (a clima tropicale o quasi) essi seppero abbondantemente coltivare la canna da zucchero, che in patria rafforzava l’attività dei confiseur, i canditori (la tecnica è arabo-greca, e non a caso si diffuse anche a Venezia). Costoro, con la scoperta del Nuovo Mondo e l’arrivo delle fave di cacao, divennero poi anche eccelsi chocolatier, l’amarume della tostatura (lo scopriamo in Paul Valéry) si diffondeva intensamente nelle strade di Genova.</p>
<p>Si candivano splendidamente le arance, originarie dell’Asia come del resto anche i chinotti, e sulla Riviera di ponente attecchì la varietà Pernambuco (Washington Navel), assai versatile.</p>
<p>Anche di questo – debitori a “pionieri” quali Rebora &#8211; parleremo il 5 maggio, a testimoniare che la storia dell’alimentazione è foriera di mille insegnamenti, perché un popolo (a maggior ragione sul Mediterraneo, mare antico nelle parole di Raffaele La Capria, mare che unisce) è ciò che ha coltivato, allevato, pescato, commerciato… Diacronia significa, oggi come ieri, relazione.<br />
* Rebora stesso era sampierdarenese<br />
** la “Carlotta”, ostessa quanto mai dinamica sia ai fornelli sia in cassa, prevedeva come unico antipasto i muscoli, poi tra i primi spiccavano la zuppa di pesce e le tagliatelle all’uovo, insieme alla pasta condita con sugo o pesto. I funghi figuravano spesso tra le specialità della casa, e quanto ai piatti di pesce si gustavano l’aragosta, la buridda, e il pesce “allo scabeccio”. Ma naturalmente una portata imprescindibile era quella torta Pasqualina che commuoveva il noto giornalista Giovanni Ansaldo (nipote del fondatore dell’Ansaldo), il quale in un libriccino rivolgeva un accorato appello proprio alla Carlotta: “Bisogna che difendiamo il nostro buon nome sin d’ora. Se no, come adesso dicono che l’America l’hanno scoperta gli spagnoli, di qui a due secoli diranno che la torta pasqualina l’hanno inventata i milanesi”…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Assaggiatori di Genova 2026: cultura gastronomica in città</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un nuovo ciclo di incontri dedicato alla storia e alla tradizione gastronomica genovese. Un progetto di divulgazione culturale radicato nel territorio che il prossimo autunno torna alla Biblioteca Civica Saffi di Genova con Assaggiatori di Genova 2026, ideato dallo storico dell’alimentazione Umberto Curti (Ligucibario®). Cultura gastronomica e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggiatori-di-genova-2026/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26669" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059.jpg"><img class="size-medium wp-image-26669" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059-300x219.jpg" alt="farinata di ceci" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">farinata di ceci</p></div>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/assaggiatori-di-genova-2026-IG.png"> </a></p>
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<p><em>Un nuovo ciclo di incontri dedicato alla storia e alla tradizione gastronomica genovese. Un progetto di divulgazione culturale radicato nel territorio che il prossimo autunno torna alla Biblioteca Civica Saffi di Genova con Assaggiatori di Genova 2026, ideato dallo storico dell’alimentazione <a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti (Ligucibario®)</a>.</em></p>
<h2>Cultura gastronomica e consapevolezza alimentare</h2>
<p>Assaggiatori di Genova è un’iniziativa dedicata all’approfondimento dell’identità gastronomica della città, curata da Umberto Curti, docente, divulgatore e autore di studi sulla <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia della cucina ligure</a> e sul turismo esperienziale.</p>
<p>Il format del progetto si articola in un ciclo di gustincontri tematici che mettono al centro storia e simboli della tradizione genovese. L’approccio unisce narrazione storica, analisi delle pratiche alimentari e valorizzazione del patrimonio immateriale, trasformando l’ascolto e l’approfondimento in strumenti di conoscenza attiva.</p>
<p>Accanto a Umberto Curti, nell’<a href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-un-viaggio-fra-tradizione-cultura-e-sapori" target="_blank">edizione 2025 di Assaggiatori di Genova</a>, Mara Fiorese, medico di medicina generale, ha contribuito con spunti di educazione alimentare, costruendo un dialogo tra cultura gastronomica e consapevolezza nutrizionale.</p>
<h2>Public history e cibo: raccontare comunità, territorio e scelte consapevoli</h2>
<p>Attraverso l’attività di ricerca, formazione e divulgazione, Umberto Curti da sempre pone il cibo al cuore della public history, strumento per raccontare territori, tradizioni, legami culturali e storie di comunità.</p>
<h3>Cosa è la public history? Come si applica al cibo?</h3>
<p>La public history non si limita a studiare il passato, ma lo rende accessibile e utile al pubblico, trasformando conoscenze storiche in strumenti per comprendere culture, territori e pratiche quotidiane. La <a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">public history al servizio di cibo e alla salute</a>, permette di narrare le tradizioni gastronomiche come storie di comunità e memoria condivisa, valorizzando il territorio e promuovendo scelte alimentari consapevoli.</p>
<h3>Storia del cibo, identità locale e buonessere</h3>
<p>In questo modo, la storia del cibo (l&#8217;<a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/" target="_blank">etnogastronomia</a>) diventa uno strumento per educare, informare e valorizzare le identità locali, aiutando a comprendere il legame tra ciò che si mangia e il benessere. Conoscere l’origine e il ruolo culturale degli alimenti contribuisce a preservare il patrimonio gastronomico e a promuovere stili di vita più sani, unendo memoria, cultura e responsabilità e mostrando come ciò che portiamo in tavola sia parte di una storia più ampia, che riguarda la comunità e le generazioni future.</p>
<h2>Assaggiatori di Genova 2026, i nuovi protagonisti</h2>
<p>Visto il grande successo di pubblico della prima edizione di “Assaggiatori di Genova”, come Ligucibario® abbiamo deciso – in piena sinergia con la Biblioteca civica Saffi di Genova Molassana – di programmare una seconda edizione (Assaggiatori di Genova 2026), che prenderà il via giovedì 22 ottobre alle 17.00 e proseguirà poi il 5 e il 19 novembre, fino al 3 dicembre. Tutti gli incontri saranno di nuovo a ingresso libero.</p>
<p data-start="770" data-end="1128">Anche quest’anno, ogni conferenza sarà arricchita da contenuti extra e suggerimenti videobibliografici, già apprezzati nella prima edizione. Al termine del ciclo, i partecipanti più assidui riceveranno la “Pergamena” di partecipazione, simbolo dell’impegno e della passione per la cultura gastronomica locale, che nel 2025 aveva riscosso grande favore.</p>
<p data-start="1130" data-end="1511">Continuando sulla scia del progetto originale, il ciclo si conferma un’occasione per approfondire<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank"> la cucina e la cultura gastronomica genovese</a>. Ogni appuntamento sarà dedicato a un elemento simbolo della tradizione ligure, proponendo un percorso che ne racconta storia, tradizioni e significati, unendo divulgazione culturale, partecipazione e radicamento nel territorio.</p>
<h2>Il progetto culturale dietro Assaggiatori di Genova</h2>
<p>Assaggiatori di Genova è un format di divulgazione culturale ed etnogastronomica, che assume il cibo non già come semplice occasione conviviale, bensì come documento storico, traccia viva di civiltà, linguaggio identitario.</p>
<p>Nasce da qui l’idea: portare la storia dell’alimentazione fuori dai perimetri accademici, e restituirla a luoghi che della conoscenza fanno pratica quotidiana. La biblioteca, in tal senso, non è cornice ma sostanza; spazio naturale in cui il racconto può dispiegarsi, e il cibo trasformarsi in strumento di lettura culturale.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/NAR6zYa8bJ4?si=NsH9PzoEnGl-O4eY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il contributo video, realizzato dal <a href="https://www.bibliotechedigenova.it/evento/26712" target="_blank">Comune di Genova &#8211; Biblioteche di Genova</a>, restituisce l’iniziativa nella sua dimensione visiva ed esperienziale. La rassegna Assaggiatori di Genova 2026 è stata inoltre raccontata anche su <a href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-2026-cultura-gastronomica-tra-storia-e-tradizione" target="_blank">Visit Genoa</a>, portale ufficiale del Comune di Genova. Ma il senso più profondo risiede altrove: nell’idea che ogni ingrediente, ogni gesto del fare culinario, ogni preparazione, siano strumenti per leggere la storia e l’identità di un territorio.</p>
<p>Assaggiare, dunque, non nel senso comune del termine, ma come esercizio di comprensione. Un modo – forse tra i più immediati e coinvolgenti – per accostarsi al genius loci e riconoscere, dentro ciò che osserviamo e ascoltiamo, le stratificazioni di una storia che ancora ci appartiene.</p>
<p>Partecipare ad Assaggiatori di Genova significa, in questa prospettiva, entrare in un percorso di interpretazione e scoperta, non di degustazione.</p>
<h3>Quattro icone della cultura gastronomica genovese e ligure</h3>
<p>Le 4 portate che scandiranno Assaggiatori di Genova 2026 sono la farinata, i ravioli, lo stoccafisso e il castagnaccio. Ovvero risorse della gastronomia tradizionale che permettono viaggi in qualche modo antropologici dentro la storia delle comunità. Ed in tal senso la Liguria inscrive nel made in Italy più autentico i propri muretti a secco, la dieta in gran parte mediterranea, gli street food che connotano tante sciamadde e carruggi, ma anche le interazioni non solo economiche con l’altrove (ecco lo stoccafisso) e la cultura dell’Appennino che tuttora abita gli entroterra (ecco il castagnaccio). <a href="https://www.ligucibario.com/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco/" target="_blank">Genova, cucina di bordo, di porto, dell&#8217;orto</a>.</p>
<h3>La farinata: storia, leggenda e sapori mediterranei nei carruggi</h3>
<p>La <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/farinata-di-ceci/" target="_blank">farinata di ceci</a>, conosciuta dai romani come scribilita, è legata a una leggenda secondo cui i prigionieri pisani, dopo la vittoria genovese alla Meloria, si sarebbero nutriti con farina di ceci mescolata all’acqua di mare e cotta al sole sugli scudi. Alimento semplice e quasi mono-ingrediente, adatto anche ai celiaci, è uno dei principali cibi di strada della città, legato alla tradizione dei fainotti e delle sciamadde.</p>
<h3>I ravioli genovesi: sapori e tradizioni delle feste</h3>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-carne-o-di-magro-col-tocco/" target="_blank">Ravioli alla genovese</a>. Preparati anche con verdure ed erbe spontanee come la borragine e accompagnati dal “töccö”, sugo di carne cotto lentamente, i ravioli rappresentano a Genova il piatto delle feste, spesso legato al periodo natalizio. La combinazione tra ripieno e condimento ne fa un piatto centrale nella tradizione cittadina.</p>
<h3>Lo stoccafisso: un viaggio dalla Norvegia alle tavole genovesi</h3>
<p>Lo stoccafisso, gadus morhua scoperto nel Quattrocento alle isole Lofoten da un mercante veneziano, racconta un percorso che unisce commercio e cultura. Il gadus morhua essiccato prende il nome di stoccafisso, sotto sale diventa baccalà. A Genova lo <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/stoccafisso-accomodato/" target="_blank">stoccafisso</a> è da secoli parte della tradizione gastronomica, con preparazioni diffuse come lo stoccafisso accomodato.</p>
<h3>Il castagnaccio: memoria dell’Appennino ligure e civiltà del castagno</h3>
<p>Il <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnaccio-pattunn-a-in-val-fontanabuona/" target="_blank">castagnaccio</a> richiama la cultura dell’Appennino e la civiltà del castagno, fondata sull’uso completo delle risorse. Nato come polenta di farina di castagne, oggi è arricchito con pinoli, scorze d’arancia e aromi. Diffuso con nomi diversi tra Liguria e Toscana, rappresenta un esempio di trasformazione di ingredienti semplici in una preparazione strutturata.</p>
<h3>Assaggiatori di Genova 2026: location, calendario e partecipazione</h3>
<p>Gli incontri di “Assaggiatori di Genova 2026” si terranno presso l’Auditorium del Municipio IV Media Val Bisagno, secondo il seguente calendario:</p>
<ul>
<li>Giovedì 22 ottobre, ore 17:00 – La farinata</li>
<li>Giovedì 5 novembre, ore 17:00 – I ravioli alla genovese</li>
<li>Giovedì 19 novembre, ore 17:00 – Lo stoccafisso</li>
<li>Giovedì 3 dicembre, ore 17:00 – Il castagnaccio</li>
</ul>
<p>La partecipazione è gratuita.<br />
Come già scritto. al termine di Assaggiatori di Genova 2026, ai partecipanti che avranno preso parte a tutti gli incontri verrà consegnata una pergamena attestante la partecipazione e il riconoscimento simbolico del titolo di “Assaggiatore di Genova”, a testimonianza della competenza acquisita e della passione per la cultura gastronomica locale.</p>
<p>Cari Amici di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, so di avervi scatenato l’acquolina in bocca.<br />
A tempo debito s’apriranno le iscrizioni, e so che molte persone presenti alla prima edizione saranno nuovamente con noi…</p>
<p>Grazie, buon appetito e buona Liguria a tutti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info[at]ligucibario.com</p>
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		<title>Scribilita</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Scribilita / scripilita è, malgrado il nome &#8220;difficile&#8221;, la progenitrice della farinata, piatto noto già ai Romani, che usavano i ceci ma di fatto non conoscevano i fagioli. Sorta di focaccia (sottile), con formaggio, che lo storico genovese Belgrano scova nel De re rustica (LXXVIII) di Catone. Fungeva anzitutto da antipasto caldo, preparata con quel ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scribilita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Scribilita / scripilita è, malgrado il nome &#8220;difficile&#8221;, la progenitrice della farinata, piatto noto già ai Romani, che usavano i ceci ma di fatto non conoscevano i fagioli.<br />
Sorta di focaccia (sottile), con formaggio, che lo storico genovese Belgrano scova nel <em>De re rustica</em> (LXXVIII) di Catone.<br />
Fungeva anzitutto da antipasto caldo, preparata con quel che c’era.<br />
A Genova la corporazione che la preparava era tenuta ad una sorta di disciplinare di qualità ante litteram, il piatto era (ed è) diffusissimo presso le sciamadde dei carruggi, che nei forni a legna bruciavano principalmente faggio avetano…<br />
Oggi come ieri è un piatto (e un finger food) quasi monoingrediente, perfetto anche per i celiaci, relativamente economico. I più fantasiosi lo legano ad una leggenda post-Meloria, ma è solo una leggenda.<br />
A Savona incontrerai più facilmente la versione &#8220;bianca&#8221;, ovvero preparata con farina di grano, cui si può aggiungere un 10% di farina di ceci&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ligucibario® 2026, qualche “scoop”</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 13:52:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Ligucibario 2026, qualche scoop&#8230; Le molte iniziative felicemente condotte nel 2025, anno che va ormai approdando (il tempo vola) alle Feste natalizie, ci hanno con piacere indotto a “cantierare” già alcune parti del nostro calendario-eventi 2026, anche confermando quegli appuntamenti e gustincontri che, nell’anno in corso, hanno denotato i ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-2026-qualche-scoop/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-2026-qualche-scoop/">Ligucibario® 2026, qualche “scoop”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/Foto0446.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29437" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/Foto0446-300x236.jpg" alt="Foto0446" width="300" height="236" /></a></p>
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<p>Ligucibario 2026, qualche scoop&#8230; Le molte iniziative felicemente condotte nel 2025, anno che va ormai approdando (il tempo vola) alle Feste natalizie, ci hanno con piacere indotto a “cantierare” già alcune parti del nostro calendario-eventi 2026, anche confermando quegli appuntamenti e <em>gustincontri</em> che, nell’anno in corso, hanno denotato i maggiori feedback di pubblico e – per così dire – di “consenso”…</p>
<p>Senza “spoilerare” ciò che sinora è solo allo stato embrionale e dunque non permetterebbe di prefigurare gli sviluppi in maniera precisa, Luisa Puppo ed io siamo lieti di comunicare ai Lettori di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi… &#8211; nonché agli appassionati di storia dell’alimentazione e di enogastronomia ligure che nel 2026</p>
<p>&#8211; saremo all’Università popolare GAU Città di Genova (con due conferenze il 23/1 e il 27/2 rispettivamente su Montale a tavola e su Farfa e la cucina futurista),<br />
&#8211; saremo all’UniAuser (con tre conferenze del ciclo “La storia a tavola con Umberto Curti” il 1/10, il 15/10 e il 29/10, percorrendo il Medioevo, la scoperta del Nuovo Mondo, e l&#8217;Ottocento),<br />
&#8211; e saremo naturalmente alla Biblioteca Civica Saffi con la seconda edizione del riuscitissimo “Assaggiatori di Genova” (conferenze il 22/10, il 5/11, il 19/11 e il 3/12, rispettivamente e tema farinata, ravioli alla genovese, stoccafisso, ed infine castagnaccio. Ognuna prevedrà suggerimenti enologici, spunti di educazione alimentare, e approfondimenti bibliografici).</p>
<p>Sono in corso, inoltre, proficue interlocuzioni sia col Comune di Genova (Direzione cultura) sia col DISPI (Dipartimento di scienze politiche e internazionali) dell’Università di Genova, onde concretizzare alcune idee che in parte poggiano su quanto sin qui realizzato, ma in parte lo “riattualizzano” per estenderlo a territorialità più ampie…</p>
<p>Stay tuned, come sempre!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Top of the year 2025 (parte 3)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 08:20:42 +0000</pubDate>
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<p><strong>4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Top of the year 2025</strong> è il <strong>nostro pensiero di Natale</strong> (quest&#8217;anno la nostra <strong>società di consulenza</strong> ha spento <strong>25 candeline</strong>&#8230;) ad <strong>imprese del turismo, produttori e botteghe</strong> che spiccano nelle rispettive categorie.</p>
<p>In questi giorni che già profumano di Festività e che decretano la cucina italiana Patrimonio Unesco, ecco che <strong>Ligucibario®</strong> si avvicina ancor più ai propri Lettori &#8211; che da tanti anni non sono poi pochi! – segnalando <strong>40 protagonisti del territorio</strong> che lavorano bene anzi benissimo. Non si tratta ovviamente di inserzioni pubblicitarie (questa piattaforma mai ne ha contenute né mai ne conterrà) bensì di <strong>un &#8220;catalogo&#8221; di luoghi belli e di cose buone dietro cui c&#8217;è sempre il lavoro appassionato delle persone</strong>, a cui Luisa Puppo ed io inviamo già i nostri auguri di Buon Natale e Sereno 2005.</p>
<p>La <strong>quarta puntata</strong> (qui <a href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-2/" target="_blank">il link alla seconda</a>, da cui si ci si collega anche alla prima) apparirà &#8220;su questi schermi&#8221; <strong>il 1</strong><strong>9 dicembre</strong>, e da quel giorno chi non ha ancora comprato pandolci e regali si affretti!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29399" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA-300x251.jpg" alt="TOP TERZA PUNTATA" width="300" height="251" /></a></p>
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<h2>Top of the Year 2025 parte 3</h2>
<p><strong>Categoria birrifici:</strong><br />
<strong> “Alta via”, agrobirrificio a Sassello e Quiliano (SV)</strong>, anzitutto per la birra “Monte Rama”, ma è comunque sempre un piacere narrare di imprese artigiane e giovani come questa, che “coltiva” orzo e luppolo (Crystal) confermando una filiera tutta italica. E le api sono quelle nel parco Beigua, da cui il miele per alcuni stili birrari, fra cui appunto la mia prediletta “Rama”, da abbinare a zuppe autunnali, spezzatini in umido, arrosti, speck, alcuni formaggi fra cui il Parmigiano (alto di mesi)…</p>
<p><strong>Categoria liquori e fine pasto:</strong><br />
<strong> “Amaro Camatti”, dal 1989 della distilleria Cinque Terre</strong>. Super-premiato, è a base di fiori, erbe, radici aromatiche. Ricetta “segreta” e processo artigianale, fu prodotto la prima volta nel 1924 in un laboratorio del centro storico di Genova, originando poi un’articolata storia, anche a causa delle traversie della seconda guerra mondiale, cui è sopravvissuto con successo. Ha bel colore ambrato e 20°C alcolici, e si può veramente apprezzare in cento modi, aperitivo, digestivo, nei cocktail…</p>
<p><strong>Categoria focaccia genovese:</strong><br />
<strong> Panificio “L’angolo”, a Genova-Certosa</strong>. Si tratta non a caso dell’attività di Gino Petrucco, veterano del settore, presidente dell’Assopanificatori Genova e provincia. A fügassa zeneize qui è come piace a me: né troppo spessa né troppo sottile, né troppo cotta né cruda, né troppo unta né poco, né troppo salata né sciapa. Non stupitevi se ne sfornano milioni di lamme (teglie) al giorno. Nel luminoso negozio troverete poi anche un po’ di gastronomia tipica: panissa, torte pasqualine…</p>
<p><strong>Categoria farinata:</strong><br />
<strong> “La Loggia” (Ligalupo), a Genova-Struppa</strong>,  lungo la crêuza di San Cosimo cui si arriva in auto e che risale le colline. Dal forno, alimentato con pregiata legna di nocciolo, escono farinate (di ceci) che potrei addirittura posizionare come le migliori di Genova, servite in formula “mista”: con lo stracchino, coi carciofi&#8230; Locale spartanissimo per arredi e mise en place, annessa bottega, mood come una volta, molta gentilezza e simpatia, e – merce rara oggi &#8211; prezzi onestissimi.</p>
<p><strong>Categoria pollerie:</strong><br />
<strong> “Siri”, a Genova</strong>, in via Monte Suello, una polleria-gastronomia dove un po’ tutti i giorni, e a tutte le ore, ci si mette in coda ad attendere il proprio turno, sarà un caso? Menzione d’onore per i polli allo spiedo, cucinati a ritmo continuo, un loop che spande nei dintorni un profumo irresistibile, è la reazione di Maillard…, come resistere? Tanto più che un pollo allo spiedo, con qualche verdura a contorno, risolve sempre magnificamente un pranzo, o una cena, per 4 persone…</p>
<p><strong>Categoria frutta e verdura:</strong><br />
<strong> “Rela”, a Genova, </strong>e dove se non presso il<strong> Mercato Orientale</strong>? Questa “chicca” commerciale imperdibile (una serie di banchi che espongono ogni ben di Dio) aprì festosamente i battenti nel 1899, chiamata “orientale” in quanto un po’ ad est del centro città. “Rela” dal 1920 ne incarna al meglio lo spirito: primizie, verdura meravigliosa, frutta (non di rado anche rara), e come non segnalarvi poi le cento varietà esotiche, le spezie, in stagione i funghi…</p>
<p><strong>Categoria locali storici:</strong><br />
<strong> Pasticceria “Gemmi” (1934), a Sarzana (SP)</strong>, in via Garibaldi, l’intrigante asse pedonalizzato che traversa la località, ricca di fortezze e chiese antiche. “Gemmi” significa vetrine e arredi splendidi, bel corredo di tipicità salate e dolci, e un’eleganza che si riverbera diretta in una delle preparazioni cui sono più affezionato: la spungata, il dolce della Via Francigena, una sfoglia azzima con farcia di confettura, mandorle, pinoli, aromi naturali e spezie, squisita, energetica e ben conservabile</p>
<p><strong>Categoria “piole” d’atmosfera:</strong><br />
<strong> Albergo-ristorante “Alpi”, a Pamparato (CN)</strong>, nella verdissima val Casotto, terra di castagne, grano saraceno, formaggi. E’ una casa antica e ristrutturata, nella piazza d’un borgo montano che più “piemunteis” non si potrebbe, bella la meridiana in facciata… Il ristorante, arredato con estremo garbo, silenzioso e rilassante, è l’occasione giusta per avvicinare alcuni must – celebri anzi celeberrimi &#8211; della regione, dai tajarin al vitel tonné, dal coniglio alla torta di nocciole e zabaione</p>
<p><strong>Categoria erboristerie:</strong><br />
<strong> “Farmacia di Sant’Anna”, a Genova</strong>, un’oasi di pace &#8211; che quasi non ti aspetti &#8211; ad un passo dalle trafficate vie del quartiere sopraelevato di Castelletto. Qui regna anzitutto Frate Ezio, competente ed affabile, che dalla botanica trae – con una visione olistica dell’essere umano – rimedi per il benessere e la salute. Una fornita bottega interna al convento permette poi acquisti e regali “officinali” davvero creativi e salutari</p>
<p><strong>Categoria allevamenti-caseifici:</strong><br />
<strong> “Lavagé”, a Rossiglione (GE)</strong>, in valle Stura. Il caseificio, condotto da Mirella Ravera, lavora il latte di alcune vigorose mucche bruna alpina, a 600 metri sul livello del mare (dove la Liguria da blu diventa verde), dando vita a formaggi sempre di forte impronta. Mi è occorso di quando in quando di assaggiare anche il suo bleu, l’erborinato, un capolavoro a latte crudo, indimenticabile in sé e per sé così come abbinato a confetture e vini passiti…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Top of the year 2025 (parte 2)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 09:49:04 +0000</pubDate>
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<p><strong>4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Top of the year 2025</strong> è il <strong>nostro pensiero di Natale</strong> (quest&#8217;anno la nostra <strong>società di consulenza</strong> ha spento <strong>25 candeline</strong>&#8230;) ad <strong>imprese del turismo, produttori e botteghe</strong> che spiccano nelle rispettive categorie.</p>
<p>In questi giorni che già profumano di Festività ecco che <strong>Ligucibario®</strong> si avvicina ancor più ai propri Lettori &#8211; che da tanti anni non sono poi pochi! – segnalando <strong>40 protagonisti del territorio</strong> che lavorano bene anzi benissimo. Non si tratta ovviamente di inserzioni pubblicitarie (questa piattaforma mai ne ha contenute né mai ne conterrà) bensì di <strong>un &#8220;catalogo&#8221; di luoghi belli e di cose buone dietro cui c&#8217;è sempre il lavoro appassionato delle persone</strong>, a cui Luisa Puppo ed io inviamo già i nostri auguri di Buon Natale e Sereno 2005.</p>
<p>La <strong>terza puntata</strong> (<a title="ligucibario top of the year" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-1/" target="_blank">qui il link alla prima</a>) apparirà &#8220;su questi schermi&#8221; <strong>il 12 dicembre, la quarta </strong>infine<strong> il 19 dicembre</strong>, e da quel giorno chi non ha ancora comprato pandolci e regali si affretti!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-PRIMA-PUNTATA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29315" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-PRIMA-PUNTATA-300x251.jpg" alt="TOP PRIMA PUNTATA" width="300" height="251" /></a></p>
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<h2><strong>Top of the Year 2025 parte 2</strong></h2>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Categoria focaccia col formaggio:</span></strong></em></p>
<p><strong>“La funicolare”, a Genova</strong>, nei pressi del capolinea alto della funicolare di Sant’Anna. E’ un locale particolare (fu un appartamento), con quiete salette in stile dove spiccano interessanti foto storiche del quartiere. Notevoli, dal forno a legna, la pizza e la farinata, e notevolissima la focaccia col formaggio, grazie ad un impasto che pur dovendo impiegare farina di forza non risulta gommoso, e ovviamente grazie ad un’ottima cascata di crescenza. Prezzi quanto mai ragionevoli</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria pasta madre:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Biscottificio Giordano”, a Varazze (SV)</strong>, nel cuore del carruggio pedonalizzato (via Mameli), dove si passeggia curiosando tra belle vetrine. E’ un panificio che non trascura il metodo “indiretto”, ovvero la panificazione coi pre-impasti, omaggio ancestrale e artigianale all’originaria arte del fermentare. Ciò rende i prodotti più digeribili, più conservabili, e con consistenze e aromi peculiari. Provare per credere, e buon appetito.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria winebar:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Symposium”, a Savona</strong>, in una signorile area pedonalizzata (piazza Pertini) del centro città, ed in un restaurato palazzo ottocentesco (l’antico ospedale). Qui puoi comprare le tue bottiglie preferite e/o sederti (in stagione anche all’aperto) a degustare un calice in accompagnamento a cose buone, raffinate. Ampia la selezione di vini italiani e stranieri, con un occhio di riguardo – per chi bada a lieviti e solfiti &#8211; anche ad alcune etichette di produttori “naturali”…</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria trattorie/sciamadde:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Da Domenico”, a Genova</strong> (piazza Giusti), un team mamma e figli, e forse l’orologio di torte di verdura più vario ed abbondante che s’incontri in città… Un cerchio di appetitose fette, in base alle stagioni ecco la torta di bietole, di cipolle, di zucca, di carciofi, tutte cotte in forno a legna, e qualche altro piatto della tradizione per appagare gli appetiti più robusti (se non hai fretta, una scaletta a chiocciola conduce al piano superiore dove sedersi a qualche tavolo e godersi gli odori del passato)</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria stoccafisso:</span></em></strong></p>
<p><strong>“La casa dello stoccafisso”, a Genova</strong>, ubicata dal 1936 in uno dei più stretti e affascinanti vicoli d’origine medievale del centro cittadino, dove un tempo sorgevano i macelli. Ecco tuttora le antiche vasche di marmo e il pesce in ammollo, “dono” della Norvegia, ma anche le “budelline” di stokke bagnate (trippette, budelletti, altrove venticelli), per quei genovesi che ancora sappiano mangiare e qualche volta indugino alla nostalgia…</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria formaggerie-salumi:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Smile”, a Busalla (GE)</strong>, al centro di via Vittorio Veneto, la via delle botteghe e dello “struscio” lungo l’antico asse Genova-Milano. Un’esperienza spettacolare, tra formaggi e salumi d’autore, liguri e non. Personalmente, esploro talvolta anche le produzioni di nicchia, meno consuete, testa in cassetta, erborinati. Atmosfera famigliare, ma altissima professionalità, e sempre lodevole il racconto dei prodotti in vendita. Continuate così!</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria agriturismi di charme:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Ca’ di voi”, a Calizzano (SV)</strong>, in frazione Caragna, al termine di una salitella di poche centinaia di metri già in pieno bosco. Accolti con garbata professionalità da Adele, si possono scegliere d’estate anche i magnifici tavoli nel déhors. Il menu-degustazione è una sequenza di piccoli capolavori (verdure, pasta, carni), con un occhio anzi due al km0. Le belle camere, le starbox per chi voglia ammirare le stelle, e i cavalli in lontananza (si può praticare equitazione) completano un’ospitalità da relais, fuori del comune.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria bar di charme:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Amleto bakery”, a Genova-Pegli</strong>, proprio nel cuore bello dell’Aurelia. Oggetto di una recente e felicissima ristrutturazione che ha ridato vita ad un locale centenario, “Amleto” può accogliere un po’ a tutte le ore del giorno: colazioni, pausa pranzo, happy hour, c’è sempre una valida occasione… Locale pulitissimo dove si assaggiano delizie salate e dolci, menzione d’onore alle brioches integrali, e &#8211; di recente &#8211; ho accompagnato un tè ad alcuni pasticcini eleganti, che creano dipendenza.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria pesti di basilico:</span></em></strong></p>
<p><strong>“Paolo Calcagno”, a Celle Ligure (SV)</strong>, lavorato con basilico genovese DOP coltivato nelle estese e belle proprietà aziendali. Profumato e pungente il giusto (è acquistabile anche la versione senza aglio, ma per me il pesto senz’aglio non è pesto), regala anche buoni sentori di parmigiano DOP e pecorino romano DOP, e accompagna anzitutto alcuni classici formati di pasta locali (trenette, lasagne, picagge, trofiette, testaroli), per una full immersion nella Liguria del gusto</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Categoria musei aziendali:</span></em></strong></p>
<p><strong>Museo della cultura materiale del vino “Ca’ Lunae”, a Castelnuovo Magra (SP)</strong>, un mirabile progetto a 360° della famiglia Bosoni, consustanziale all’enoteca, alla sala degustazione, alla liquoreria, all’orto, al giardino degli aromi, al vigneto. Il Museo racconta una cultura dell’interagire con la natura che poi va dritta dritta a riverberarsi nelle uve spremute e nei vini prodotti, fra cui ormai anche apprezzatissime bollicine e passiti. Ho avuto il piacere di incrociare il titolare anche nel corso di una cena a Montoggio, dove presentavo un mio libro, persona squisita&#8230;</p>
<p><strong>Top of the Year 2025: hashtag #TopOfTheYear 2025 #Ligucibario</strong></p>
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<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
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		<title>Charles Dickens e la farinata zeneize</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:21:57 +0000</pubDate>
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<p>Charles Dickens e la farinata zeneize: racconto di un incontro&#8230; in sciamadda.</p>
<p>In genovese <em>sciamadda </em>sta per &#8220;fiammata”. Questi ristori (in genere con pochi posti a sedere) punteggiavano le ripae maris e presentavano un forno col fuoco sempre acceso, così da sfamare a tutte le ore avvocati, portuali, prostitute, fannulloni, pescatori, tramvieri… Tovaglie a quadri, vino sfuso, odori d’olio, vociare incessante, ciò che delle sciamadde ci piace ancora oggi.</p>
<p>&#8220;Ci infilammo per uno di quei vicoli bui, così poco illuminati da far temere ad ogni passo il peggio quando, ad un tratto, vedemmo un piccolo sole rosso ed oltre le grate un forno, acceso sul fondo. Entrammo in un locale angusto con un pavimento di legno a cui si accedeva per una traballante scala. Ci attendeva una sala con un tavolaccio rozzo ed alcune bottiglie di vino. Da un finestrino aperto si vedeva la luna e un pezzo di mare lucentissimo. Dovevamo gustare una specialità genovese, la farinata” (Charles Dickens, “Viaggio in Italia”. Lo scrittore fu a Genova tra il 1844 e il 1845).</p>
<p>Quando – anche grazie agli alimenti dal Nuovo Mondo &#8211; si affermò del tutto la tradizione delle varie “gattafure” di verdura, il menu si articolò soprattutto su tre proposte: l’immancabile <strong>farinata gialla * </strong>, le <strong>fritture di acciughe / di pesce</strong> e, appunto, le <strong>torte verdi (di bietole, di carciofi, di zucca, di cipolle, di patate…)</strong>. Nelle sciamadde e presso i tortae le farine, per così dire, non lievitavano, varie le ricette ma niente focaccia. Oggi, turisti e studenti diventano “nuove” e appassionate clientele, perché un cartoccio di finger food – farinata, cuculli, frisceu… &#8211; è un’immersione nel genius loci, ed è il modo migliore di esplorare la città, la casbah dei carruggi, col naso all’insù fra dimore patrizie, campanili di antiche chiese, ed edicole votive…</p>
<p>* l’antica scribilita, divenuta poi l’irriverente “oro di Pisa” grazie alla vittoria di Genova alla Meloria (1284) contro Pisa…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Una farinata magnifica a Struppa</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 13:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p><em>Farinata, una &#8220;sostanza&#8221; gastronomica che diviene anche momento culturale, espressione del genius loci.</em></p>
<p>Terminata la mia conferenza alla Biblioteca Civica Saffi (per il ciclo &#8220;<a href="https://www.ligucibario.com/assaggiatori-di-genova-le-salse-al-mortaio/" target="_blank">Assaggiatori di Genova</a>&#8221; ho raccontato i mille “segreti” delle salse da mortaio liguri, non solo il pesto dato che, malgrado i mega-mortai galleggianti sul Tamigi, la cucina ligure mai fu e mai sarà solo pesto…), l’assessora municipale alla cultura, la cordialissima signora Marina Pastorino, ci ha voluto “scortare” per cena da Ligalupo – fra poco vi svelerò di chi si tratta &#8211; , sulle alture di Struppa.</p>
<p>Non conoscevo questo ristoro d’altri tempi. Visto il mestiere che svolgo da tanti anni c’è chi presume ch’io conosca un po’ tutti i locali liguri, ma confesso – anzi – che la mia frequentazione dei ristoranti si è col tempo diradata, poiché mangiar fuori mi sembra un’esperienza sempre meno festosa e sempre più costosa.</p>
<p>Non così da Ligalupo, tuttavia, esperienza davvero festosa e poco costosa. Premetto subito, infatti, che ho mangiato farinata &#8211; anzi, farinate strepitose, bevuto vino della casa e terminato con una torta meringata spendendo 17 euro. Ligalupo è il cognome del titolare di un ristoro, “La loggia”, davvero fuori dal tempo: si parcheggia, si sale una stretta creuza (salita San Cosimo di Struppa) e in pochi passi, nel silenzio della campagna, ecco a destra una bottega-trattoria – con rivendita tabacchi &#8211; dove immagineresti d’incontrare Giovanni Ansaldo, o Mario Soldati, o Gianni Brera… Arredo e tavoli piacevolmente spartani, compagnie allegre, un déhors pergolato che d’estate immagino risulti salvifico, un forno a legna dove brucia pregiato nocciolo, e una famiglia accogliente che cucina e serve, tutto lì, sostanza anziché apparenza.<br />
Per me, che della f<a href="https://www.ligucibario.com/farinata-laurea-scripilita/" target="_blank">arinata &#8211; l&#8217;antica scribilita</a> &#8211; ho indagato ogni aspetto, leggenda, e viaggio (la socca in Provenza, la bela cauda in Piemonte, la cecìna a Livorno, la calentita a Gibilterra&#8230;), una &#8220;sostanza&#8221; gastronomica che diviene anche momento culturale, espressione del genius loci.</p>
<p>Ligucibario® è un sito di storia dell’alimentazione e di cultura enogastronomica, da sempre non contiene alcuna pubblicità, ma sappiate che la sera stessa, “incoraggiato” anche da Luisa Puppo, ho prenotato un tavolo pure per giovedì 6 novembre (dopo la terza conferenza che terrò alla Saffi, sulle torte di verdura compresa her majesty la Pasqualina…). Buon appetito!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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