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	<title>Ligucibario &#187; biodiversità</title>
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		<title>L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:13:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30032" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel-300x172.jpg" alt="smart" width="300" height="172" /></a></p>
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<p>Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale.</p>
<p>Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, saggistica, eventi, divulgazione online…) con cui ho fin qui inteso contribuire alla valorizzazione di Genova, della Liguria, delle produzioni locali.</p>
<p>Dinanzi ad un folto pubblico, ho peraltro avuto anche il piacere di salutare coloro cui mi legano rapporti di amicizia e/o professionali, coloro – sovente &#8211; con cui ho condiviso/condivido significativi tratti di una carriera ormai trentennale&#8230;</p>
<p>I molti Relatori ed il succedersi dei diversi momenti hanno imposto alla giornata e ai singoli interventi una certa rapidità e sintesi.</p>
<p>Da parte mia ho brevemente tratteggiato la mia “identità” di genovese e le sfide principali che oggi il lavoro (e l’antropocene) impone. Nella difesa e valorizzazione della biodiversità, delle filiere brevi e pulite, delle cultivar autoctone, dei prodotti certificati, della qualità che garantisce buonessere. In antitesi ai cibi spazzatura, agli OGM, alle contraffazioni dell’Italian sounding, alle agromafie.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25202" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli-300x245.jpg" alt="museo archeologico di genova pegli" width="300" height="245" /></a></p>
<p>Mi chiedessero se, ripensando al mio percorso e ad alcuni traguardi raggiunti, io mi senta debitore a qualcuno, nominerei soltanto Luisa Puppo, titolare dell’attività di cui sono socio. E rivolgerei un piccolo grazie alla commercialista la quale, pur avendo un carattere perfino peggiore del mio, in tutti questi anni è riuscita a tenerci lontani i grattacapi e alcune incombenze di quella burocrazia che sottrae, insensatamente, non poco tempo al lavoro d&#8217;impresa vero.</p>
<p>Chi tuttavia – nelle conversazioni “dietro le quinte” – ha voluto conoscermi un po’ meglio, ha avuto dinanzi a sé un “ragazzo” 63enne, nato a Varazze ma giunto quasi subito a Genova alla Foce (dove tuttora risiedo). Cresciuto in una tipica famiglia borghese – papà libero professionista, mamma casalinga – in cui si parlava il genovese, si ascoltavano i sublimi dischi di Giuseppe Marzari, si mangiavano taggiaen, çimma, stocchefisce…, e si tifavano Genoa e Sampdoria. Ebbene sì, fra mio padre, genoano, e me vigeva un derby.</p>
<p>Dopo la laurea e un’importante esperienza nel marketing di un’azienda bolognese, decisi di cimentarmi in qualcosa che fosse nuovo e mio. 30 anni di turismo, ora guardandomi indietro, hanno davvero rappresentato un’era geologica, capace di produrre nel globo mutamenti epocali, deregulation, accelerazioni violente, tsunami.</p>
<p>Ma a partire dal 1992, con l’apertura del Porto Antico, finalmente anche Genova iniziò a credere nella propria vocazione turistica. E negli anni seguenti io stesso molto mi battei affinché entrasse – bella com’è – nelle destinazioni heritage. Promuovendosi – lunga e policentrica com’è – anche nelle risorse meno “immediate”, i forti, le ville, il trenino di Casella, il cimitero monumentale di Staglieno, l’acquedotto storico…</p>
<p>Da addetto ai lavori, ovviamente, percepivo i punti di forza della città ma anche i suoi punti di debolezza, la necessità di destagionalizzare meglio gli arrivi, di formare imprese e inoccupati ad un’accoglienza più sistemica, di diffondere la conoscenza dell’inglese, dello storytelling, e via via del social media marketing.</p>
<p>Lo confesso: dopo 30 anni lavorare mi piace ancora. Vivo tra l’altro a contatto d’innumerevoli patrimoni UNESCO: l’arte dei muretti a secco, la dieta mediterranea, i palazzi dei Rolli, la convivialità della cucina italiana, tutto ciò mi stimola.</p>
<div id="attachment_25855" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693.jpg"><img class="size-medium wp-image-25855" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693-300x225.jpg" alt="croxetti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">croxetti</p></div>
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<p>E progressivamente il mio pathos nei confronti della storia dell’alimentazione è diventato parte quasi prevalente del mio mestiere. Qualcosa che mi lega a Gino Veronelli, a Mario Soldati…, ma anche a Nino Bergese, a Ferrer Manuelli, ad Angelo Paracucchi.</p>
<p>E naturalmente a Giovanni Rebora, cui il 5 maggio alle 17.00 non a caso dedicherò un evento alla Biblioteca Civica “Saffi”.</p>
<p>La mia quotidianità sovente è fatta di olii, vini, finger food, salse da mortaio. Questa piattaforma, Ligucibario®, è ormai assurta a fonte privilegiata quanto a indicizzazione nelle ricerche sulla cucina ligure. In moltissimi casi, chi vuole approfondire i temi dell’enogastronomia ligure vi s’imbatte subito. L’IA definisce Ligucibario® “una istituzione digitale”, e mi lusinga…</p>
<p>Ho pubblicato oltre 20 saggi, ho organizzato o preso parte a circa 450 tra convegni, gustincontri… E tuttavia, di fatto, ho sempre perseguito un unico obiettivo: la tutela valorizzante del genius loci.</p>
<p>In tal senso l’enogastronomia è una vera e propria password, preziosa ed infallibile. Il cibo infatti costituisce, inevitabilmente, il modo d’essere di una comunità. Studiare la cucina di un popolo significa comprendere ciò che esso ha coltivato, allevato, pescato, importato…</p>
<p>Queste “microstorie” valgono ad inquadrare la storia molto più degli avvenimenti che di solito ci proponevano a scuola, imperi guerre battaglie trattati di pace sovrani dittatori… Da Bloch a Febvre, da Camporesi a Le Goff, da Braudel a Matvejevic, è ormai chiara la tipologia di contenuti ai quali mi ispiro.</p>
<p>Finanche il turismo cosiddetto esperienziale oggi ci chiede questo: ovvero di condividere i nostri riti e ritmi, i nostri borghi, le nostre ricette. E’ un turismo positivamente immersivo, relazionale, che ama partecipare delle nostre giornate, esser parte delle nostre comunità, comprendere le diacronie che ci rendono quel che siamo. Non di rado conosce Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Biamonti.</p>
<p>Ed io stesso, da parte mia, come Giorgio Caproni, “Quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo”… Beninteso, dopo altri 30 anni di lavoro.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Cosio d&#8217;Arroscia, erbe buone e cucina malgara</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:54:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cosio-da.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30003" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cosio-da-219x300.jpg" alt="smart" width="219" height="300" /></a></p>
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<p>Susanna, una mia gentile allieva in quei corsi per GAE (Guida ambientale escursionistica) i quali abilitano alla professione a livello regionale, mi ha di recente omaggiato di un libro che “conoscevo” (avendolo notato in alcune librerie e in occasione di alcune fiere) ma che non avevo mai letto. “Piante e tradizioni a Cosio d’Arroscia” (ed. arabAFenice) è un amorevole percorso, non solo etnobotanico, dentro il cuore di un’alta valle dell’Imperiese, nonché un repertorio di 65 schede sulle principali piante d’interesse alimurgico, ovvero dotate di benefiche proprietà a vario livello, anche cosmetico, anche veterinario, anche artigianale, anche religioso.</p>
<p>Completa quest’opera una densa bibliografia, che suggerisco a tutti di “scorrere” non frettolosamente.</p>
<p>Per me, appassionato di preböggiön, di muretti a secco, di cucina malgara, di micromusei di cultura locale, eccetera eccetera, è stato un attimo, nel giro di un pomeriggio del weekend, godermi in lettura tutti quegli straordinari contenuti. Un viaggio nel tempo, dentro una dimensione agro-pastorale messa a rischio dall’incalzare dell’antropocene, dentro la memoria orale che malgrado tutto ha saputo custodire e tramandare un sapere – sovente femminile – antichissimo e quasi ancestrale, dentro una biodiversità (ove rispettata dall’uomo) sempre amica del buonessere, e delle api. Wildlife stays wildlife pays.</p>
<p>Cosio, grumo di case aggrappate alla montagna, sorge a 720m d’altitudine e conta oggi circa 170 abitanti. Vanta origini (e legislazione) preromane, e una colorata festa delle erbe in luglio (tra cui la magnifica lavanda) anima i porticati e le ombrose viuzze dell’abitato.</p>
<p>Qui si riunirono anche gli artisti internazionali che nel 1957, attorno ad Asger Jorn (1), fondarono il Situazionismo (e bevvero “Cosiate”, ovvero il locale Ormeasco (2), ottenuto da uve dolcetto…). Un decennio dopo, anche da quei semi, dalle idee e dagli scritti di quei giovani sensibili fruttificarono movimenti di massa destinati in senso sociale e culturale a segnare &#8211; ovunque &#8211; tutta la fine del Novecento e soprattutto di un’epoca.</p>
<p>La saggezza contadina a Cosio tuttora ci propone pan fritto, salvia fritta, brodi d’erbe, torte verdi e bernardun di porri e patate, minietti, turle e raviore, fettuccine alle ortiche o agli engari (spinaci selvatici), brüssö, catarinette, caniscelli, castagne in cento modi, torta stroscia, tisane di camomilla…</p>
<p>Ligucibario® ovviamente ha negli anni “tenuto il passo”, descrivendo tutte queste peculiarità, e come sempre confermando un (doveroso) occhio di riguardo agli entroterra liguri. Si nota immediatamente come le piante del territorio quasi sempre presenzino la cucina cosiate, conferendo profumi e caratteristiche specifiche ai diversi piatti. Tuttavia non si trattava – stop con i falsi miti e le retoriche – di “mediterraneità”, di vere e proprie sapienze ante litteram. Molto più semplicemente, nelle case si mangiava o si riciclava ciò di cui era possibile disporre, e si tesaurizzava l’impiego di tutto ciò che – meglio ancora! &#8211; in qualche modo risultava anche benefico…</p>
<p>Amici Lettori, arrivederci a Cosio, dunque! Storia, botanica, buon vino e buona tavola.</p>
<p>(1) poliedrico pittore danese (1914-1973), ad Albissola Marina – in via d’Annunzio, nell’area collinare dei Bruciati &#8211; è da alcuni anni visitabile la sua strabiliante Casa-Museo</p>
<p>(2) come noto, fu “imposto” in loco alla fine del secolo XIII da un decreto podestarile dei Marchesi di Clavesana. E’ questa, da allora, una viticoltura eroica, che dona un vino vivo, d’un bel rosso rubino tendente al violaceo, tannico e persistente, un po’ “spigoloso”, dai sentori di ribes e rosa selvatica. Perfetto coi tortelli di carne, le fettuccine al ragù, gli stufati (coniglio), la cacciagione… Si serve intorno ai 17°C in tulipani a stelo medio.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>11 aprile Giornata del mare</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:03:06 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/11-aprile-giornata-del-mare/">11 aprile Giornata del mare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/Foto0325.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29938" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/Foto0325-300x225.jpg" alt="Foto0325" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L’11 aprile ricorre la Giornata nazionale del mare, importante momento di riflessione.</p>
<p>Il mare, come ecosistema connesso alle spiagge, è un luogo – storicamente &#8211; per tutti, ed una risorsa da vivere tutto l’anno, per attività di educazione, ricerca, sport e benessere, socialità, food…</p>
<p>Io sono stato fra coloro che, sin dal mio primo saggio (“Alte stagioni. Modelli per il marketing turistico”), si spesero fortemente per la cosiddetta destagionalizzazione, parola interminabile ma concetto concreto, quella destagionalizzazione che anche in Liguria – all’epoca destinazione “matura”, con format camera-sdraio rimasti un po’ agli anni del boom economico…) traguardava un mare a 365° tutto l’anno. Spalmando gli arrivi su periodi più dilatati, non solo al fine di migliorare l’occupancy rate ricettivo, ma anche al fine di alleggerire la pressione che andava già facendosi sentire ad es. sulle Cinque Terre.</p>
<p>Del resto, era ed è tuttora impressionante lungo le sponde del Mediterraneo la molteplicità di esperienze &#8211; culturali prima ancora che turistiche… &#8211; che la diade mare-spiagge mette (metterebbe) a disposizione. Mediterraneo mare antico, mare che unisce.</p>
<p>Architetture portuali, fari e darsene, whalewatching, immersioni, snorkelling, surf ecc., pescaturismo e mitilicolture, archeosubacquea, foto e videomaking, maestri d’ascia (gozzi, leudi), crocierismo, borghi e beni culturali (Camogli, Noli, Cervo…), musei a tema, gastronomia (pesce, alghe!), feste/ricorrenze (processioni, luminarie, regate…)…</p>
<p>Ma la priorità era ed è riprogettare il rapporto tra città e litorali, attivando una percezione integrata delle aree costiere come spazio ambientale, sociale e funzionale, in cui la salvaguardia ambientale, le (sottolineo le) biodiversità, il rinnovamento e lo sviluppo – auspicabilmente progresso nell’accezione pasoliniana &#8211; coesistano in armonia, dentro un’economia compiutamente circolare.</p>
<p>Quanto sopra richiede anzitutto un’assunzione di responsabilità collettiva, specifici know how, e attitudine a fare rete, mettendo a sistema i vari players, gli attori pubblici, quelli economici, il settore della ricerca, il mondo della cultura e degli associazionismi, le comunità residenti… Il mare con le proprie spiagge richiede un approccio olistico, in cui scienza, cultura, turismo, outdoor siano, per così dire, facce di un solo prisma, musicisti di una sola orchestra.</p>
<p>Più facile a dirsi che a farsi (confesso, lo so…), ma da anni l’antropocene oramai chiama tutti all’azione, nessuno si senta escluso, e alcune scelte originano anche e specificamente a tavola (pesci di stagione, cultivar autoctone, filiere abbreviate&#8230;).<br />
La sopravvivenza dell’individuo e del mare passa attraverso la sopravvivenza del Pianeta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Il miele in Liguria</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un allerta sul miele è, in aree come la Liguria, un allerta sul territorio (nessuno si senta escluso). Se da un lato infatti l’ape è uno dei principali “marcatori” di biodiversità e una delle più affidabili sentinelle circa i cambiamenti in atto (climate change, specie invasive*…), dall’altro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-miele-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/miele.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29861" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/miele-221x300.jpg" alt="s" width="221" height="300" /></a></p>
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<p>Un allerta sul miele è, in aree come la Liguria, un allerta sul territorio (nessuno si senta escluso).</p>
<p>Se da un lato infatti l’ape è uno dei principali “marcatori” di biodiversità e una delle più affidabili sentinelle circa i cambiamenti in atto (climate change, specie invasive*…), dall’altro l’invasione di mieli stranieri a prezzo basso – dalla Turchia, dai Balcani, dal Sud-est asiatico &#8211; penalizza i produttori locali e diseduca alla qualità. Intendo, sia chiaro, prezzi che sono circa 1/5 rispetto al buon made in Italy, come far loro concorrenza?…</p>
<p>Inoltre, malgrado l’UE imponga chiarezza circa la provenienza e la tracciabilità dei prodotti, e alcuni consumatori comincino ad interpretare meglio le etichette sulle confezioni, sono all’ordine del giorno sequestri di miele adulterato e contraffatto, che poi all’analisi si rivela un mix di zuccheri da vari Paesi e con un contenuto d’amido elevatissimo.</p>
<p>La Liguria si connota tuttora per una positiva liaison con questo nutraceutico, questo dono genuino della natura; circa il 70% dei 30mila alveari presenti fra costa ed entroterra alimenta il commercio, che vede all’opera circa 2.500 apicoltori (il resto sono le produzioni “amicali” degli hobbisti).<br />
Un chilo del nostro miele comporta peraltro qualcosa come 4 milioni di voli per bottinare i fiori, ma le brusche variazioni altimetriche della regione consentono agli insetti di esplorare molte piante fra loro diversissime, conferendo al miele – specialmente al millefiori &#8211; sentori peculiari.</p>
<p>Ligucibario® ha negli anni dedicato tempo e sforzi anche in difesa – come sempre – dei mieli “autentici” e dunque del buonessere. Chi voglia approfondire può ad esempio <a title="come nasce il miele" href="https://www.ligucibario.com/come-nasce-il-miele/" target="_blank">cliccare qui</a> oppure <a title="miele ligure" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/miele/" target="_blank">anche qui</a>&#8230;<br />
Sarò inoltre lieto di aprire queste pagine online a chi voglia con notizie, approfondimenti e iniziative “sul campo” contribuire a questa tutela, oggi più che mai necessaria. Oggi che l’antropocene – tempo di profitti ma non di progressi reali &#8211; insidia ogni momento delle nostre vite…<br />
*il mio amico Cesare, apicoltore per passione nell&#8217;immediata periferia di Genova, mi raccontava la strenua lotta contro l&#8217;orrenda Vespa velutina&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/umbi-bello.jpg"><img class="size-medium wp-image-17391" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/umbi-bello-300x168.jpg" alt="umberto curti vi aspetta a cena" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Biodiversità, da Wilson alle città</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/109.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29809" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/109-300x225.jpg" alt="109" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Biodiversità è un concetto che nella mia visione oggi si può utilizzare non solo in accezione ambientale, bensì anche culturale, linguistica, finanche gastronomica&#8230; In estrema sintesi, tuttavia, esso originariamente indica, sulla scia dell’entomologo americano Edward Wilson, la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono. L’Italia, àmbito mediterraneo, si caratterizza per una biodiversità ricchissima, decine di migliaia tra specie animali e vegetali. E di tale fortunato àmbito la Liguria è parte integrante.</p>
<p>Poiché l’azione antropica costantemente interagisce con questa biodiversità, oggi ci compete il duplice imperativo di custodire ed anche di divulgare a dovere tali patrimoni, poiché essi sono anche un marker identitario dei territori (si pensi in chiave escursionistica…) nonché delle comunità che ad essi si relazionano (si pensi all’agricoltura, alla pastorizia, alla pesca…). Il cibo &#8211; in particolare &#8211; è davvero un ponte fra natura e cultura, tanto più che la cucina italiana è assurta di recente a Patrimonio Unesco, e questo ponte può attrarre turismo qualificato.</p>
<p>La biodiversità peraltro è di continuo sotto i nostri occhi, a un passo da casa, anche se non siamo botanici né altro, e le banche dati che ci consentono di indagarla ampliano via via le nostre conoscenze. Una crêuza, un parco urbano, un’aiuola o una siepe, una “macchia” di preböggiön (che ci permette di cucinare pansoti, zuppe, frittate&#8230;) cresciuta accanto ad un muretto a secco, un muschio, un uccello, un insetto…, dimostrano che anche le città e gli abitati possono regalare sorprendenti e piacevoli scoperte. Benvenute dunque, con l’aiuto della scienza, quelle iniziative che coinvolgono e sensibilizzano i cittadini, “restituendo” loro un’immagine non di rado diversa, e innovativa, dei luoghi in cui quotidianamente essi abitano e si muovono.</p>
<p>L’immagine, in definitiva, di una città “viva” e green, di ecosistemi che evolvono, capaci di una resilienza che è intrigante ritenere di buon auspicio, permettendo loro di adattarsi alle sfide del cambiamento cui l’antropocene purtroppo ci espone.</p>
<p>Per questo articolo, dunque, il suggerimento di lettura che con piacere rivolgo agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) è, classicamente, Edward O. Wilson, <em>Biodiversità</em>, nella “riedizione” Sansoni, Firenze, 1999.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Marketing agroalimentare e formazione: competenze e opportunità per il settore.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 13:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Marketing agroalimentare e formazione. ITS, competenze e opportunità per il settore. Nel panorama attuale, il marketing agroalimentare e la formazione rappresentano un binomio strategico per la crescita di imprese e territori. L’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali rende fondamentale acquisire competenze per valorizzare prodotti e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/marketing-agroalimentare-e-formazione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29794" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN5696.jpg"><img class="size-medium wp-image-29794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN5696-225x300.jpg" alt="imperia" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">imperia</p></div>
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<h2>Marketing agroalimentare e formazione. ITS, competenze e opportunità per il settore.</h2>
<p data-start="188" data-end="472"><em>Nel panorama attuale, il <strong data-start="213" data-end="257">marketing agroalimentare e la formazione</strong> rappresentano un binomio strategico per la crescita di imprese e territori. L’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali rende fondamentale acquisire competenze per valorizzare prodotti e identità locali.<br />
</em><em>Percorsi formativi strutturati, come il corso <strong>ITS Marketing Manager di Accademia Ligure Agroalimentare di Imperia</strong>, offrono anche un’occasione di aggiornamento: oggi più che mai aggiornarsi – sebbene a volte si fatichi a comprenderlo – è l’investimento più “garantito” per il futuro.<br />
</em><em>In questo articolo,<strong data-start="761" data-end="778"> Umberto Curti</strong> approfondisce il ruolo della formazione nel marketing agroalimentare, condividendo la sua esperienza professionale sul campo e analizzando competenze, modelli e opportunità per professionisti e imprese.</em></p>
<h2>Perché il marketing agroalimentare richiede formazione (Long Life Learning)</h2>
<p>Marketing agroalimentare e formazione. Luisa Puppo ha iniziato le docenze di inglese specialistico all’ITS biennale per “Marketing manager” organizzato dal Polo agroalimentare di Imperia. Si tratta di 1.800 ore di cui 700 in stage, riservate a diplomati, e totalmente gratuite. Anch’io sarò presto in aula, per le docenze di storytelling e comunicazione del prodotto.</p>
<p>Come si inquadra questo percorso?</p>
<p>Il focus è sul settore agroalimentare, un settore dove le innovazioni tecnologiche, i “diktat” della sostenibilità intesa ormai come valore competitivo, e i trend nell’acquistare il cibo e nel nutrirsi vanno riconfigurando dinamiche e ruoli.</p>
<p>Come sempre, il marketing – il targeting… &#8211; è, mutuando “assiomi” di Kotler, di Anderson, di Fabris, la disciplina chiave onde ottimizzare prodotti, distribuzione, politiche di prezzo, e addivenire a uno storytelling delle nostre biodiversità che compiutamente posizioni il made in Liguria “autentico” sia in Italia che all’estero. su questi temi ti consiglio, tra gli altri, la consultazione del mio articolo <a href="https://www.ligucibario.com/agroproduzioni-marketing-turismo/" target="_blank">Agroproduzioni, marketing, turismo</a>.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/103.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/103-300x225.jpg" alt="103" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Un buon corso di formazione, peraltro, è ipso facto anche un’opportunità di aggiornamento, poiché indaga la contemporaneità con gli strumenti più attuali, e oggi più che mai aggiornarsi – sebbene talora si fatichi a comprenderlo &#8211; è l’investimento più “garantito” per il futuro.</p>
<h2>Competenze chiave nel marketing agroalimentare</h2>
<p>Tutte le indagini circa il mercato del lavoro confermano infatti che, come la buona formazione in età giovanile, così il cosiddetto LLL (Life long learning) è indispensabile, e di fatto a qualunque età, per rinnovare e ampliare le proprie competenze. E anche per quanto attiene poi alle imprese, quelle che tengono attivo il coinvolgimento con la formazione risultano più competitive.</p>
<p>Fra l’altro, anche secondo il puntuale e attendibile Rapporto Excelsior di Unioncamere (2024-28), ciò che serve sempre di più sono le <strong>competenze trasversali</strong>: digitali, ovviamente, ma anche cognitive e sociali (i cosiddetti soft skills). Ovvero, oltre ai know how tecnici, anche costanti capacità di apprendimento, e relazionali.</p>
<h2>Formazione nel marketing agroalimentare: il ruolo dei percorsi ITS e della didattica applicata</h2>
<p>Marketing agroalimentare e formazione. Ovviamente, la didattica stessa ha dovuto in questi anni – in queste ere geologiche… &#8211; porsi quanto mai in gioco, poiché la trasmissione del sapere e l’apprendimento scontano accelerazioni sino a ieri impensabili, anche in termini di metodologie. Tanto più negli àmbiti professionali / professionalizzanti (ove nel giro di un paio d’anni anche la AI si è ritagliata, e senza rubarlo, uno spazio sempre più esteso).</p>
<p>L’intento di Luisa Puppo e mio è dunque, anche stavolta, quello di fornire ai discenti una gamma di contenuti operativi, che riflettano le quotidianità del lavoro, concretamente spendibili nelle direzioni coerenti al corso. Un approccio che ho sviluppato anche nell&#8217;articolo <a href="https://www.ligucibario.com/buone-prassi-allits-vitivinicolo-dimperia/" target="_blank">Buone prassi all&#8217;ITS vitivinicolo di Imperia</a>.<br />
Contenuti che in questi trent’anni hanno impattato sulla nostra società di consulenza (Welcome Management &#8211; Ligucibario®), chiamata ad orientarsi ai clienti in modalità sempre nuove e sempre più personalizzate. Trent’anni i quali sono stati forieri d’insegnamenti che, personalmente, non dimenticherò mai.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Prugne liguri</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/prugne/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Prugne, frutto dalla lunga storia e dalle molte virtù&#8230; Le cultivar in Liguria prendono nomi (anche dialettali) come armellina (vedi il repertorio ISPRA), basaricatta (vedi il repertorio ISPRA), bianchetta, bottiglietta, brignetta, brugnunella, buonboccone bianca/nera, california, caterina/cateinetta (vedi il repertorio ISPRA), di S. Giacomo, erbenn-a, fiaschetta, franchino, mirabolano, moretti, negretta/negràa, rapallina, Santa Rosa, verdona, pernigona. Alcune ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/prugne/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Prugne, frutto dalla lunga storia e dalle molte virtù&#8230;<br />
Le cultivar in Liguria prendono nomi (anche dialettali) come armellina (vedi il repertorio ISPRA), basaricatta (vedi il repertorio ISPRA), bianchetta, bottiglietta, brignetta, brugnunella, buonboccone bianca/nera, california, caterina/cateinetta (vedi il repertorio ISPRA), di S. Giacomo, erbenn-a, fiaschetta, franchino, mirabolano, moretti, negretta/negràa, rapallina, Santa Rosa, verdona, pernigona.<br />
Alcune &#8211; come la susina collo storto (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce &#8211; sono un&#8217;istituzione, talvolta coltivate in piccoli frutteti a conduzione famigliare.<br />
Se ne ricavavano e tuttora se ne ricavano anche eccelse confetture.<br />
Purtroppo, la biodiversità per molte ragioni si va attenuando, e le varietà &#8220;standardizzate&#8221; di altrove &#8211; poco idonee al clima locale &#8211; richiedono l&#8217;utilizzo di fitosanitari…<br />
Ligucibario® naturalmente plaude a quei vivai che perpetuano i frutti antichi, saporose risorse agricole che raccontano un passato ben presente, e contribuiscono al genius loci della Liguria.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>GAE, ambasciatrici di sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto Curti condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gae-ambasciatrici-di-sostenibilita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/20170822_162830.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29691" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/20170822_162830-300x168.jpg" alt="20170822_162830" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova</p>
<p><em>Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Curti</span></span> condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti culturali e consapevolezza per diventare vere ambasciatrici del territorio.</em></p>
<p>Ho iniziato le docenze, presso l’Ente F.Ire di Genova, all’ottava edizione del corso per GAE, Guida ambientale escursionistica, con esame di qualifica conclusivo che abilita alla professione su scala regionale.</p>
<h2>Il ruolo delle Guide Ambientali Escursionistiche nella tutela del territorio</h2>
<p>La GAE è un custode ed un ambasciatore di biodiversità. Le prime mie lezioni vertono quindi sul concetto di turismo sostenibile, “materia” che tuttavia tratto da angolazioni innovative, tenendo anche presente che un turismo pienamente sostenibile non esiste. Il solo turismo d’immediata prossimità, in qualche modo, riesce a determinare impatti minori, ma i viaggi e i vettori su lunghe distanze determinano impronte ecologiche su cui ormai è doveroso confrontarsi.</p>
<p>In questi anni, purtroppo, non poche destinazioni iperfamose sono entrate dentro black list specifiche, le quali di fatto inducono i viaggiatori a “disertare” certe località in quanto sovraffollate, caotiche, “gentrificate”…</p>
<h2>Sostenibilità e turismo</h2>
<p>A titolo di esempio &#8211; Genova, assurta in anni recenti – meritatamente &#8211; a meta heritage, è per fortuna ancora lontana da tali dinamiche di congestione e di allarme, ma occorre, come si suol dire, chiudere la stalla prima che i buoi scappino. Il tempo presente determina infatti accelerazioni e deregulation brutali.</p>
<p>Due temi, in tal senso, emergono prima di altri: il primo concerne gli affitti brevi e conseguenti assedii al centro storico, trend che ha già coinvolto Venezia, Firenze, ed altri turisdotti. I residenti per primi via via lamentano una difettosa gestione del fenomeno, nel quale entrano in gioco anche contratti pirata e abusivismi di varia natura.</p>
<p>Il secondo tema riguarda in prospettiva la capacità delle città – e Genova non farà eccezione – di restare “vive”, di non ridursi a sfondo fotografico per selfie e video usa-e-getta, di non consentire alle avidità di sopraffare l’autenticità.</p>
<h2>Sostenibilità come pratica culturale e responsabilità condivisa</h2>
<p>Il turismo esperienziale – cui anni fa ho dedicato un saggio specifico, <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">link qui</a> &#8211; come noto invoca comunità, relazioni, racconti, ricette. Il genius loci, l’artigianato, le quotidianità consentono momenti immersivi, slow, a contatto coi “riti” che formano l’identità delle persone, tutto il contrario dei pacchetti mordi-e-fuggi, delle proposte standard, del caos. Genova se ci sei batti un colpo nella direzione giusta.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Parole in movimento, pagine fresche di stampa</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/parole-in-movimento-pagine-fresche-di-stampa/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri” di Umberto Curti raccoglie circa 350 vocaboli che raccontano con passione i patrimoni culturali, linguistici ed enogastronomici della Liguria. Dalla A di «acquedotto storico di Genova» alla Z di «zecche», il dizionario nasce dall’esperienza dei corsi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/parole-in-movimento-pagine-fresche-di-stampa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/parole-in-movim.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29660" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/parole-in-movim-207x300.jpg" alt="smart" width="207" height="300" /></a></p>
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<p><em>“Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri”</em> <em>di Umberto Curti raccoglie circa 350 vocaboli che raccontano con passione i patrimoni culturali, linguistici ed enogastronomici della Liguria. Dalla A di «acquedotto storico di Genova» alla Z di «zecche», il dizionario nasce dall’esperienza dei corsi di abilitazione per Guide ambientali escursionistiche e diventa uno strumento pratico per accompagnare i visitatori lungo sentieri e territori. Un viaggio tra senso, comunità e genius loci, che rivela la Liguria come una regione unica, “impastata” di mare e monti.</em></p>
<h2>Nuovo dizionario ligure: Parole in movimento</h2>
<p>Fresco di stampa, è ora disponibile l’ultimo mio lavoro, “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri”. Circa 350 vocaboli, da godersi tutti d’un fiato, per esplorare i patrimoni che le Guide ambientali escursionistiche incontrano in Liguria “accanto” ai sentieri escursionistici.</p>
<h2>Un viaggio tra vocaboli di territorio e genius loci ligure</h2>
<p>Dalla a di “acquedotto storico di Genova” alla zeta (purtroppo) di “zecche”, un viaggio approfondito che discende anzitutto dai 6 corsi di formazione tenuti da me e dall’anglista Luisa Puppo presso l’ente F.Ire di Genova (il settimo corso darà a giorni l’esame e l’ottavo è a metà del percorso formativo…), corsi che hanno veduto un en plein di promozioni, e dunque già 72 nuove figure abilitate da specifica qualifica regionale. Per informazioni sui corsi, Ente F.Ire 010 9820702, www.entefire.it.</p>
<h2>Origine ed esperienza formativa del progetto</h2>
<p>Parole in Movimento. Il titolo del dizionario, a mio parere azzeccatissimo, è un’intuizione della tutor di F.Ire, Elisabetta Moretti. I contenuti sono poi un kit di attrezzi, qualcosa che ho voluto di pronto utilizzo per chi intenda svolgere la professione di Guida (per la quale sono richieste anzitutto competenza e leadership) in modalità personale e originale, tesaurizzando una volta per tutte ciò che offre anche la Liguria meno consueta, quella degli Appennini rurali, delle cucine malgare, dell’artigianato di nicchia che ostinatamente perpetua le proprie creatività…</p>
<h2>Turismo esperienziale e territorio</h2>
<p>Da circa 30 anni mi occupo di turismo, intendo di marketing e formazione, e da un decennio ho orientato il mio “credo” all’esperienzialità autentica, quella che poggia sui sensi e che “ingaggia” l’ospite in attività e relazioni concrete, a stretto contatto con le comunità e il genius loci. Ho creato in tal senso anche un mio format, che propongo a territori e imprese. Biodiversità, nella mia visione, è difatti una parola che – caso per caso &#8211; si può e si deve declinare anche in senso culturale, linguistico, enogastronomico…</p>
<h2>Uno strumento operativo</h2>
<p>“Parole in movimento” costituisce dunque un piccolo gesto, peraltro in una direzione sinora non pensata da altri, e soprattutto mi auguro che, al pari delle mie parole in aula, rappresenti uno strumento immediato e operativo per quei custodi e ambasciatori delle bellezze (non solo naturali) i quali accompagneranno i visitatori lungo l’Alta Via, e le altre centomila escursioni possibili in Liguria, una terra realmente impastata di monti e di mare.</p>
<h2>Acquisto e formati disponibili</h2>
<p><em>“Parole in movimento”</em> è disponibile sia in formato cartaceo che digitale, rendendo accessibile a tutti la scoperta di vocaboli, sapori e culture della Liguria.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti</a>, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25797" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG_20250315_181708.jpg"><img class="size-medium wp-image-25797" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG_20250315_181708-300x225.jpg" alt="umberto curti al convegno sull'emigrazione presso il MEI di genova" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti al convegno sull&#8217;emigrazione presso il MEI di genova</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/parole-in-movimento-pagine-fresche-di-stampa/">Parole in movimento, pagine fresche di stampa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Ligucibario®, pioniere del townsizing</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 12:08:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26253" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN5697.jpg"><img class="size-medium wp-image-26253" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN5697-215x300.jpg" alt="imperia" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">magnifico carruggio a imperia porto maurizio</p></div>
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<p>In un tempo – l’antropocene &#8211; che si caratterizza anche per impattanti e nocive forme di overtourism, le quali massificano gli afflussi in “turisdotti” destinati prima o poi a figurare in “black list” (quelle delle destinazioni da evitare) a causa di un’esperienza turistica che via via degrada a mediocre o tout court a negativa, credo sia ormai necessario – prima che sia troppo tardi – privilegiare località cosiddette “minori”, meno affollate, meno preda delle bulimie commerciali (l’aggettivo “minori” è beninteso sbagliato ove vi si associ un significato in qualche modo riduttivo).</p>
<p>Si tratta, concretamente, di individuare centri meno noti, borghi “via dalla pazza folla”, dimensioni maggiormente slow, più rilassate, silenziose, a misura d’uomo. Si tratta di approfondire l’atmosfera dei luoghi, il mood autentico, le comunità che li abitano, le tradizioni, gli artigianati, le ricette culinarie… In tal senso, l’Italia dei mille campanili restituisce forti sensi d’identità, agricolture e prodotti tipici, parlate, botteghe storiche, mercati rionali, riti, folklore… E’ una biodiversità a 360°, quella che affiora, e che il turismo esperienziale (per natura immersivo, relazionale…), il turismo dell’interazione e della sensorialità, ci chiede di esprimere al meglio, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e ai corretti comportamenti.</p>
<p>Di recente questa tendenza (che Ligucibario® da anni ha fatto propria, con un’attività divulgatrice che abbraccia ampiamente la Liguria in senso etno-gastronomico) è stata definita townsizing, e sta catturando anche molti giovani della generazione Z, in fuga da metropoli sovente alienanti, inquinate, rumorose, dove ormai il lavoro è quasi sempre precario e i rapporti umani ostacolati. Ovvero ci riferiamo al “bisogno” di camminare i luoghi, respirarli, coglierne il ritmo, conversare con gli abitanti, e last not least beneficiare di rapporti qualità/prezzo ragionevoli. Le persone anche grazie al digitale “modellano” quel che poi sperimenteranno, scavano oltre la superficie, cercano “sideways” (percorsi laterali, personali), cercano l’anima dei luoghi, per ricevere da essa, e per donarle, qualcosa di duraturo.</p>
<p>Townsizing, in tal senso, è dunque anche rapporto paritario, connessione positiva, reciproco rispetto, e consentirà di valorizzare pioneristicamente cittadine che sin qui sono state cannibalizzate da altre.</p>
<p>Io mi auguro, e mi batto affinché questa tendenza si affermi sempre di più, e che anche in Liguria “incontri” una promozione ed un’offerta adeguate. Siamo una terra di civiltà millenaria, di coste e naviganti, di muretti a secco, di dieta mediterranea, ma anche di verticalità ove scoprire borghi aggrappati alla montagna, olivicolture e vigne eroiche, finanche malghe d’alpeggio dove s&#8217;abbarbica la cucina bianca. In Liguria vi sono di fatto intere territorialità e valli ancora da “aprire”, integrando il litorale agli entroterra, destagionalizzando con maggior sagacia le proposte, formando le imprese a parlar bene le lingue del mercato, ad usare strategicamente web e social, a praticare lo storytelling.</p>
<p>Chi ha tempo, recita il proverbio, non aspetti tempo!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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