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	<title>Ligucibario &#187; beigua</title>
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		<title>Robiola</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 12:47:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La robiola è un formaggio che in Liguria s’incontra prevalentemente in val Bormida e nell’area del Parco Beigua (ma anche a Vendone (agriturismo “U Beriun”) e in val d’Aveto…). Il primo è un formaggio fresco da latte ovino, molto antico, se ne leggiamo in un trattato di Pantaleone da Confienza, medico e diplomatico vissuto nel ‘400 ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/robiola/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La robiola è un formaggio che in Liguria s’incontra prevalentemente in val Bormida e nell’area del Parco Beigua (ma anche a Vendone (agriturismo “U Beriun”) e in val d’Aveto…). Il primo è un formaggio fresco da latte ovino, molto antico, se ne leggiamo in un trattato di Pantaleone da Confienza, medico e diplomatico vissuto nel ‘400 e noto per la sua &#8220;Summa lacticiniorum&#8221; (1477), di fatto la prima monografia sul latte e i derivati: Pantaleone vi annovera la robiola della Val Bormida, tra le migliori. La lavorazione comporta che nel latte di pecora si aggiunga caglio di vitello. Quando si è formata la massa coagulata, essa viene riunita e spurgata dal siero dentro setacci. Quindi, giunta a idonee umidità, si procede a formatura con fuscelle e a salagione a secco. Si ottiene una robiola fresca facilmente deperibile, shelf life due settimane al massimo. Non presenta una vera crosta ma sviluppa una “pelle” sottile, che resta umida e ruvida. La pasta, dal colore bianco e senza occhiatura, è soffice e cremosa. Questa robiola accompagna molto bene ingredienti semplici, ad es. le verdure di stagione. E vini leggeri, preferibilmente bianchi.</p>
<p>Il secondo è un formaggio fresco a pasta molle, e come tutti i prodotti di “Cascina Giacobbe” (Piampaludo) deriva esclusivamente da latte di capra – non di pecora &#8211; senza alcun conservante. Si abbina bene a composte di peperoni/cipolle e a marmellate di chinotti. “Cascina Giacobbe” è un&#8217;azienda agricola a conduzione familiare, immersa nel verde, all&#8217;interno dell’Unesco Geopark del Beigua. E&#8217; nata dalla volontà di una coppia che ha lasciato la città per trasferirsi in un ambiente sano dove perpetuare e trasmettere i valori locali, tutelando il territorio. In azienda si allevano capre Saanen e Camosciate delle Alpi. Le attenzioni per gli animali sono un elemento importantissimo e contribuiscono all’ottima qualità di latte e latticini. Il piccolo caseificio ha annesso lo spaccio, dove assaggiare i prodotti direttamente.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Formaggetta di Stella</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 08:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Formaggetta di Stella (SV), una produzione antica, da latte di capra, ai confini del Parco (Unesco) regionale del Beigua. Senza crosta, si consuma fresca, o dopo minime stagionature al fresco, ed è piacevolissima anche conservata sott&#8217;olio&#8230; L&#8217;agriturismo di riferimento, a Stella San Martino, raggiungibile con un po&#8217; di pazienza per via delle curve ma dove ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/formaggetta-di-stella/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Formaggetta di Stella (SV), una produzione antica, da latte di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">capra</span></em></strong>, ai confini del Parco (Unesco) regionale del Beigua. Senza crosta, si consuma fresca, o dopo minime stagionature al fresco, ed è piacevolissima anche conservata sott&#8217;olio&#8230; L&#8217;agriturismo di riferimento, a Stella San Martino, raggiungibile con un po&#8217; di pazienza per via delle curve ma dove si può anche mangiare, offre un panorama spettacolare e dispone di due stalle, ove alloggiano una decina di cavalli e appunto circa duecento caprette. L&#8217;atmosfera è davvero bucolica e fuori dal tempo, merita il viaggio.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cogoleto, 1000 anni ben portati&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 13:44:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Cogoleto, per molti…Cogobeach. Questo suggestivo borgo della Riviera di ponente, 8.500 anime e 3 km di spiagge dentro il territorio del Beigua (al “confine” fra Genovesato e Savonese), “spegne” quest’anno una candelina quantomeno millenaria, se in un documento del 1023 già si accenna a Codoledo. Cogoleto: storia di un nome Luogo di mele cotogne? Così ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cogoleto-1000-anni-ben-portati/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21734" style="width: 242px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-cogoleto.jpg"><img class="size-medium wp-image-21734" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/07/foto-cogoleto-232x300.jpg" alt="cogoleto in una foto di umberto curti" width="232" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">cogoleto in una foto ottobrina di umberto curti</p></div>
<p><strong>Cogoleto, per molti…Cogobeach</strong>. Questo suggestivo borgo della Riviera di ponente, 8.500 anime e 3 km di spiagge dentro il territorio del <strong>Beigua</strong> (al “confine” fra Genovesato e Savonese), “spegne” quest’anno una candelina quantomeno millenaria, se in un documento del 1023 già si accenna a <em>Codoledo</em>.</p>
<h2>Cogoleto: storia di un nome</h2>
<p>Luogo di mele cotogne? Così sostenne l&#8217;insigne Giulia Petracco Siccardi, che conobbi ai tempi dell&#8217;Università. Il toponimo alternativamente parrebbe legarsi anche ad un latino-greco &#8220;coquere lithos&#8221;, poiché i fieri abitanti del luogo, spaccate e scalpellate le colline tutt’attorno, cuocevano pietre nelle numerose <strong>fornaci</strong> locali, onde ricavarne calce e profitti (quella calce, infatti, veniva usata per importanti palazzi del patriziato genovese ed anche trasferita in Corsica, e generava tutto un intuibile indotto…). Il primo documento in merito (di fatto un &#8220;mutuo&#8221;) risale al 1414, e la cittadina tuttora propone in pieno centro, non a caso, Vico alle cave. L’erudito genovese Agostino Giustiniani stesso, nel 1537, nomina la &#8220;villa di Cogoreto, qual fa venticinque foghi (famiglie) et vi sono gran numero di fornaci&#8221;.</p>
<p>A conferma di quelle &#8220;estrazioni&#8221;, terminate nel 1964, oggi è ancora visitabile la Fornace Bianchi, da qualche anno meritoriamente restaurata. Un vero archeomonumento, e un luogo vivo, unico nel suo genere non solo in Liguria, ma presumibilmente in tutta Italia, dove si “celebra” la fatica &#8211; e l&#8217;economia &#8211; di un tempo. Un amorevole libro, edito nel 2013 dall&#8217;editore All&#8217;insegna del giglio, può arricchire per i più curiosi l&#8217;esperienza di visita. Realizzata nel 1800, la fornace si incontra alle spalle della (centralissima) stazione ferroviaria, percorrendo Via Onofrio Scassi Superiore. Consiglio ovviamente, anche sul web, di verificare sempre giorni e orari di apertura.</p>
<p>Altre ipotesi toponomastiche, tuttavia, riferiscono di ciottoli (<em>cogoli</em>) da cui erano ricoperte le spiagge. Chissà, gli storici e i linguisti talora affrontano labirinti, ed il toponimo Cogoleto anticamente ricorse poi in non poche e varie forme.</p>
<h2>Cogoleto: da Cristoforo Colombo a Natalino Otto</h2>
<p>A Cogoleto si rivendicano con intensità anche <strong>i natali di Cristoforo Colombo</strong>. La casa natale del grande scopritore (che secondo altri studiosi era genovese) sarebbe quella presso l’antica contrada del caröggiö, attualmente via Rati numero 26, passeggiare per Cogoleto significa prima o poi imbattervisi. Al piano terra si sovrapponevano due piani, un terzo fu poi aggiunto, e il decoro che impreziosisce la facciata origina dal ‘600. La dimora dal ‘700 costituì via via meta di visite da parte di De Saussure, Dumas, ed altri intellettuali…</p>
<p>Nel 1912 a Cogoleto nacque anche <strong>Natalino Otto</strong>, celeberrimo e prolifico cantante-batterista (e produttore discografico), con cui s’affermò il genere <em>swing</em>. In gioventù lavorò come sarto, poi la sua voce risuonò su tanti transatlantici. Il grande successo gli arrise (perché il fascismo aveva osteggiato le mode straniere anche in campo musicale, sebbene Mussolini adorasse il jazz) soprattutto nel secondo dopoguerra, ma un infarto se lo portò via appena 56enne. Di lui però rimangono innumerevoli composizioni, che ne tramandano la memoria. I miei genitori con piacere ascoltavano a fine anni ’60 i suoi lp.</p>
<h2>Cogoleto oggi: tra centro storico e frazioni collinari</h2>
<p>Chi passi oggi per Cogoleto, o vi soggiorni d’estate, trova un bellissimo lungomare, che si prolunga sia verso Arenzano, a levante, che verso Varazze, a ponente, <strong>sulla sede ferroviaria dismessa nel 1975</strong>, fra scenari che strappano il cuore. In mare si pratica sovente il <strong>diving</strong>, anche per il tragico naufragio della petroliera Haven avvenuto nel 1991 in un tratto di mare fra Cogoleto e Arenzano, tale relitto – come noto &#8211; attrae immersioni, da effettuare con la dovuta prudenza.</p>
<p>Il centro storico è un affascinante budello, con tipiche casine, torri d’avvistamento, e piazzette che un tempo fungevano da “scali” per condurre in mare o tirare in secco le imbarcazioni (e il pescato). <strong>Tante le botteghe</strong> – macellerie, forni, pasticcerie &#8211; dove acquistare produzioni tipiche di qualità, dalla testa in cassetta alla focaccia “genovese”, dalle acciughe <em>fitö faete</em> alla torta sacripantina (pardon, la “Sacrilino”), dalla farinata a&#8230; Con Luisa sediamo sovente allo &#8220;Spinnaker&#8221;, dove Andrea e Filippo ci servono ottimi calici e soprattutto ci riservano sempre una premurosa accoglienza.</p>
<p>Le frazioni verso l’interno offrono paesaggi dolci e un verde che invoglia agli agriturismi e all’hiking. A <strong>Lerca</strong>, dove oggi si gioca a golf (e si coltiva basilico), il marchese e poeta Gian Carlo Di Negro soleva invitare grandi personaggi del Risorgimento. A <strong>Sciarborasca</strong> un antico edificio accoglie il commovente museo contadino, con molteplici oggetti ed attrezzi di una quotidianità economica che lassù era fortemente agricola e boschiva (castagneti…). Sulla collina di località <strong>Beuca</strong>, infine, sorge l&#8217;orto botanico di Villa Beuca che, con 34mila mq, ospita rare e pregiate piante della mediterraneità nonché specie – purtroppo &#8211; a rischio d&#8217;estinzione.</p>
<p>Ma Cogoleto, anzi…Cogobeach, è anche un ricordo di tanta mia giovinezza estiva. E se <strong>Ligucibario®</strong> è per gli amici lettori soprattutto una piattaforma enogastronomica, rievoco loro proustianamente la “savoiarda” di <strong>Erasmo</strong>, i “merellin” fritti dell’<strong>Albese</strong> lungo l’Aurelia, le “braghe” di <strong>Gustin</strong> e il pesce al forno coi funghi della <strong>Benita</strong> laggiù all’Arrestra, la “coppa cardinale” della gelateria <strong>Angela</strong>, dove ci disputavamo i dondoli dopo i films all&#8217;Arena estiva (o quando pioveva al Verdi)… Molto di quel mondo (non tutto) è inevitabilmente scomparso.</p>
<p>Dedico queste righe con un filo di <em>saudade</em> ai miei cari di allora, quasi li vedessi ancora abbronzarsi sulle sdraio dei bagni Marisa, e agli amici di cento avventure (alcuni rimasti anche nel presente), felice che una località a lungo “compromessa” da insediamenti industriali &#8211; i quali la deturpavano &#8211; sia oggi viceversa un gioiellino balneare, e residenziale. Io stesso vi trascorro alcuni weekend, ma invernali, quando la sento un po’ più silenziosa e un po’ più mia.</p>
<p>Scrisse <strong>Ezra Pound</strong>: “quel che davvero ami non ti verrà sottratto”. E in un tempo come questo, tanto materialista e cafone, le parole dei poeti sono sempre tra i migliori frammenti cui appigliarsi.</p>
<p>Altri 1000 di questi anni, Cogobeach.</p>
<p><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Parco Beigua e Sassello al corso GAE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 10:27:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Prosegue presso l’ente F.Ire di Genova il corso per GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche. Dopo aver approfondito le 10 località dell’Imperiese e le 26 località del Savonese (fra cui Sassello, prima “bandiera arancione” in Italia) interessate dall’Alta Via dei Monti Liguri, nella lezione del 25 gennaio ho “avviato” i corsisti nel Genovesato. Ma la lezione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/parco-beigua-sassello/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21371" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/DSCN1408.jpg"><img class="size-medium wp-image-21371" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/DSCN1408-225x300.jpg" alt="sassello" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Prosegue presso l’ente F.Ire di Genova <strong>il corso per GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche</strong>.<br />
Dopo aver approfondito le 10 località dell’Imperiese e le 26 località del Savonese (fra cui Sassello, prima “bandiera arancione” in Italia) interessate dall’Alta Via dei Monti Liguri, nella lezione del 25 gennaio ho “avviato” i corsisti nel Genovesato.<br />
Ma la lezione ha visto anche il prezioso videointervento di <strong>Daniele Buschiazzo, presidente dell’<a href="https://www.parcobeigua.it/" target="_blank">Ente Parco Beigua</a> (Unesco Global Geopark) nonché sindaco di <a href="https://sassello.halleyweb.it/hh/index.php" target="_blank">Sassello</a></strong>, un amministratore che <strong>Luisa Puppo</strong> ed io quasi sempre coinvolgiamo – grazie alla sua costante disponibilità… &#8211; nei nostri moduli formativi.</p>
<h2>Parco Beigua: alcuni temi e alcuni &#8220;dintorni&#8221;</h2>
<p>L’interazione con Daniele Buschiazzo (en passant anche appassionato escursionista fuori regione e fuori d’Italia) è valsa a sviluppare una serie di tematiche ben definite:<br />
1)un “bilancio” dell’attività di Parco Beigua dai primordi (quando la sua istituzione destò anche taluni scetticismi) al presente, caratterizzato da numerosi progetti ma purtroppo anche da una sfiancante battaglia legale &#8211; contro possibili estrazioni di titanio al Bric Tariné &#8211; che non potrà esser persa<br />
2)il concetto di “<strong>comunità</strong>”, alla base di ogni realtà montana che intenda mantenersi viva e vivificante. A tale concetto si legano quelli della qualità della vita, del genius loci, delle filiere agropastorali, degli antichi mestieri, delle cultivar autoctone…<br />
3)l’adesione alla CETS (<strong>Carta europea del turismo sostenibile</strong>) emanata da Europarc, e l’empowerment in termini di sostenibilità che tale positivo impegno potrà generare<br />
4)in un momento storico decisivo come questo, per il futuro del pianeta, e delle sue <strong>biodiversità</strong>, la condivisione di una <em>swot analysis</em> che inscriva nel quadrato delle forze i valori prioritari dell’area, ma nel quadrato delle debolezze sappia anche – lucidamente &#8211; inscrivere le criticità su cui intervenire ed investire<br />
5)l’interpretazione, e gli auspici, per la figura GAE – Guida Ambientale Escursionistica, che caso per caso può operare con <strong>partita IVA autonoma, o come socio di una cooperativa, o come dipendente di un soggetto pubblico… </strong>A quanti si avvicinino alla professione mi permetto anche di suggerire uno dei tanti volumi che negli anni ho dedicato al tema &#8220;turismo in Liguria&#8221;, il volume che reputo più attuale e dedicato in primis ad assessori e operatori di settore, ovvero il <em>Libro bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese</em>, edito da Sabatelli (descrizione <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">a questo link</a>).<br />
6)alcune riflessioni operative sull’AVML, che richiede ulteriori strategie (soprattutto in termini di infrastrutture e servizi dedicati a trekkers e bikers) per diventare product turistico compiuto e &#8220;competitivissimo&#8221;. L&#8217;AVML è idea vincente su cui puntare tutti insieme appassionatamente (contate su di me&#8230;), tuttavia ad oggi, tanto per dire, essa non dispone di un sito web istituzionale*, e non è totalmente percorribile sulle due ruote, come un po&#8217; frettolosamente talora si afferma. A puro titolo d&#8217;esempio propongo il caso della prima parte del tratto Colle Scravaion &#8211; Giogo di Toirano, tappa che trovo magnifica ma, appunto, non integralmente ciclabile. Là, recenti cessazioni di strutture d&#8217;appoggio sopra Bardineto e sopra Rialto purtroppo hanno fra l&#8217;altro reso un po&#8217; meno &#8220;confortevole&#8221; la percorrenza<br />
7)”omaggi” ad <strong>Annibale Salsa, a Paolo Cognetti, a Vito Teti, a Franco Arminio…</strong> A coloro che di recente hanno scritto pagine straordinarie sulla montagna, promuovendo visioni nuove, che non la museifichino, ma che viceversa la inquadrino per quel che dovrà essere, ovvero un territorio dove poter ancora vivere, lavorare, garantirsi un buon tempo… Ed eventualmente dove ritornare. Perché restare, e ritornare, sono diritti tanto quanto partire.<br />
Grazie ancora e come sempre, Daniele (immagino che la foto ad inizio articolo ti sia famigliare&#8230;).<br />
La lezione del 30 gennaio vedrà inoltre il videointervento di Marco Benvenuto, giornalista professionista, direttore di “Zena a toua”, e da decenni divulgatore di Liguria fra i più cordiali e attivi.<br />
Amici lettori stay tuned, e arrivederci sui sentieri di Liguria e su Ligucibario®.<br />
*Google indicizza circa 230mila risultati, al primo posto il sito di CAI Liguria.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In scena formaggi e prodotti dei Parchi liguri</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2022 14:17:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/camcom.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-20980" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/camcom-300x172.png" alt="camcom" width="300" height="172" /></a>CambioVia: in scena formaggi e prodotti dei Parchi liguri</p>
<p>Il 12 maggio si è svolta, alla Camera di Commercio di Genova nell’àmbito del progetto <strong>CambioVia</strong> – Interreg Maritime di Regione Liguria, e in collaborazione con gli Enti Parco, una degustazione guidata di prodotti valligiani liguri (<strong>Val d’Aveto, Parco Antola, Parco del Beigua, Parco delle Alpi Liguri</strong>), formaggi, mieli, carni, salumi, grissini e bruschette, olive, confetture&#8230; L’iniziativa era rivolta su invito ai ristoratori e bartender del circuito di qualità “Genova/Liguria Gourmet”. Molti i produttori personalmente presenti, così da approfondire non solo coi sensi, ma anche parlandone dal vivo, le caratteristiche delle diverse produzioni e l’abbinabilità (ricette, vini, birre). Era presente anche <strong>Luisa Puppo</strong>, poiché sta svolgendo in CambioVia una consulenza fortemente mirata, fra l’altro, a favorire il matching fra tali eccellenze (casearie in primis) e il target, anzitutto b2b. I ristoratori di “Genova Liguria Gourmet” e i bartender di “Genova Gourmet” hanno potuto anche “individuare” formaggi con cui comporre il cosiddetto <strong>tagliere “CambioVia”, servito nei loro locali dal 23 al 29 maggio prossimi</strong>, che dunque sarà una bella settimana di visibilità per queste prelibatezze, tanto più che l’immaginario collettivo associa la Liguria al mare, ai beni culturali e agli sport outdoor più che a malghe e transumanze. <strong>Ligucibario®</strong>, che di formaggi liguri sia vaccini che ovo-caprini &#8211; formaggette, tome, bleu, sarazzö, prescinsêua&#8230; &#8211; ovviamente si occupa da sempre e con affetto (ad es. <a title="curti ligucibario formaggi liguri" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/formaggi-vara-aveto-graveglia-valbrevenna-brigaschi-savona/" target="_blank">a questo link</a> ma anche <a title="curti ligucibario formaggi liguri" href="https://www.ligucibario.com/di-latte-e-di-formaggi/" target="_blank">a questo link</a>), anche organizzando gustincontri mirati, è e sarà quindi arcilieto di divulgare i contenuti di un progetto che poggia sulla tutela della <strong>biodiversità</strong>, e sta valorizzando prodotti i quali – pur esigui quantitativamente – rappresentano al meglio i valori di <em>genius loci</em> e “buonessere” regionali…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo, una parola chiave: coopetition</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 13:03:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20922" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/buschiaz.jpg"><img class="size-medium wp-image-20922" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/buschiaz-300x238.jpg" alt="daniele buschiazzo, sindaco di sassello (sv)" width="300" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">daniele buschiazzo, sindaco di sassello (sv)</p></div>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><strong>Si è svolta presso il Polo universitario imperiese la 5^ lezione del Laboratorio esperienziale “Turismo dei sapori e dei saperi” derivante da un accordo-quadro fra Università di Genova (dip. Economia, corso in Scienze del turismo) e CNA Liguria</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"></h2>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><span style="color: #993300;">Sassello e il Parco Beigua:</span><br />
<span style="color: #993300;"> una videotestimonianza</span></h2>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Dopo le metodologie consulenziali progressivamente proposte &#8211; e sperimentate &#8211; nelle lezioni precedenti, questa volta l’aula dapprima ha conosciuto in videoconferenza, come previsto, <strong>Daniele Buschiazzo</strong>, sindaco di Sassello e presidente dell’Ente parco Beigua (che ringraziamo per la consueta, squisita disponibilità); il quale, oltre a descrivere i preziosi beni ambientali e culturali del suo paese (fra l&#8217;altro, prima &#8220;bandiera arancione&#8221; in Italia), ha approfondito anche il tema gastronomico, là dove <strong>Sassello &#8211; come noto &#8211; va famosa per i funghi, i salumi, i formaggi, gli amaretti, il tirotto, le farine molite come un tempo, le birre artigianali</strong>&#8230;.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><span style="color: #993300;">Linee-guida per l&#8217;ideazione di itinerari turistici</span></h2>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Successivamente l&#8217;aula si è confrontata con le linee-guida per l’ideazione di itinerari turistici, <strong>elaborate da Luisa Puppo e da chi scrive</strong> sin dai tempi di un progetto comunitario TPE (strategie per la sostenibilità, le buone prassi e la qualità dell’accoglienza negli scali portuali e diportistici).</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">L’aula ha di fatto appreso che <strong>una strada di prodotto</strong> (sia essa strada del vino, del formaggio, del riso, della castagna….) non nasce come semplice collage di luoghi messi in fila, non basta – per così dire &#8211; un tratto di penna che colleghi fra loro i puntini su una carta geografica…<br />
Una strada di prodotto che si posizioni in modalità competitiva sul proscenio del mercato è un insieme coeso di luoghi, risorse, infrastrutture, servizi. Un’orchestra senza&#8230;solisti, che manifesta una volontà comune.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Sin dal check-in dell’ospite, una strada di prodotto deve operare come un network efficiente (1+1=3), come rete integrata – anche intersettoriale – in grado di garantire accoglienza targettizzata, informazioni su misura, loisir, esperienze relazionali, shopping di <strong>prodotti autenticamente locali</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><span style="color: #993300;">Coopetition e turismo</span></h2>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Se dunque il turismo è sempre gioco di squadra, teamwork, capacità di aprire il territorio disegnando percorsi calibrati sui cosiddetti fattori wants della domanda, la quale sovente &#8211; a maggior ragione dopo la pandemia &#8211; “invoca” borghi quieti, naturalità, genius loci, buonessere a tavola*, la sfida a venire sta e starà sempre più nel comporre e proporre offerte di viaggio valoriali, ricche di significato, a contatto con le comunità locali, le biodiversità, il paesaggio, i mestieri, le architetture, <strong>le botteghe artigiane</strong>, le cucine tipiche (e questo è il <em>made in Italy</em> dell&#8217;essere, oltre che del fare, nel quale s&#8217;inscrive anche il percorso di Sassello e dei borghi più dinamici). Occorrerà in tal senso anche molta formazione agli operatori (lingua inglese, web e social, storytelling&#8230;).<br />
Chi &#8220;consulta&#8221; Ligucibario® ed è uso leggermi sa cosa sta avvenendo, e come la penso. Ho poi la lieta sensazione che l&#8217;aula stia interiorizzando a dovere questi concetti. Irene, Sara, Federica, Giancarlo&#8230; Tra di loro siedono, forse, i prossimi ambasciatori dell&#8217;incoming in Liguria&#8230; Benvenuta maieutica!<br />
* si veda anche il mio <em>Libro bianco del turismo esperienziale</em>, ed. Sabatelli, Savona, dic. 2017 (<a title="curti libro bianco turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">qui un link</a>) e il volume a suo tempo nato dal contributo degli studenti della 4^ edizione del Laboratorio (<a title="turismo esperienziale" href="https://www.unilibro.it/libro/curti-u-cur-puppo-l-cur-/turismo-esperienziale-artigianato-food-nell-offerta-turistica-liguria/9788894828610" target="_blank">qui un link</a>)<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Università, CNA, territori, turismi, ripresa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 10:41:14 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20860" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/imperia.jpg"><img class="size-medium wp-image-20860" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/imperia-300x225.jpg" alt="imperia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">imperia</p></div>
<p>Puntuale, ha preso avvio la 6^ edizione del Laboratorio universitario “Turismo dei saperi e dei sapori”, a cura <strong>di Luisa Puppo e di chi scrive</strong>.<br />
L’iniziativa, goodnews dopo tanti mesi di emergenze sanitarie, nasce come noto da un protocollo d’intesa sottoscritto <strong>dall’Università di Genova e CNA Liguria</strong>.<br />
Si svolge presso il polo imperiese del <strong>dipartimento di Economia, corso di Scienze del turismo</strong>.<br />
Sono 24 ore che varranno ai discenti 3 crediti formativi.<br />
Il Laboratorio propone sempre un taglio quanto mai concreto e operativo, ed ogni edizione “produce” peculiari output (due anni or sono anche un libro, redatto in prima persona dai discenti, qui un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=_k4RK3EXkts%20" target="_blank">link</a>). Quest’anno la trattazione degli argomenti in programma “poggerà” inoltre su un caso-studio specifico, ovvero <strong>Sassello, nell’entroterra savonese</strong>, località di villeggiatura ed escursionismo molto celebre (e apprezzata) per i patrimoni ambientale e culturale e per le tradizioni gastronomiche (gli amaretti, il tirotto, le farine, salumi, formaggi, birre, funghi&#8230;). Dove storicamente operano anche <strong>artigiani dell’eccellenza</strong> (e di Sassello e Beigua questo sito non a caso si è sovente occupato, ad es. a questo <a href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">link</a> e a questo <a href="https://www.ligucibario.com/pranzo-al-beigua/" target="_blank">link</a>).<br />
I discenti non avranno che l&#8217;imbarazzo della scelta. Si confronteranno con alcune metodologie di lavoro originali, per così dire consulenziali, che via via applicheranno al borgo, validandole dal vivo, e durante il Laboratorio è prevista anche la videotestimonianza del <strong>Sindaco, Daniele Buschiazzo</strong>, il quale “porterà” in aula la propria voce, la propria visione di sviluppo territoriale, la propria esperienza in materia di <strong>biodiversità</strong> e sostenibilità.</p>
<div id="attachment_20865" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/DSCN1747.jpg"><img class="size-medium wp-image-20865" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/DSCN1747-300x225.jpg" alt="sassello" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Al termine, i lavori dei discenti verranno aggregati e supervisionati, così da ottimizzarne contenuti e forme, e <strong>presentati presso Sassello</strong> in un momento di confronto e convivio reale.<br />
Ancora una volta, dunque, un esito e un risultato tangibili e fondati.<br />
“<strong>Turismo dei saperi e dei sapori</strong>”, ci piace ormai definirlo un progetto al servizio del territorio e delle imprese artigiane, dei prodotti puliti, delle filiere accorciate, delle cultivar autoctone, del buonessere. Un progetto al servizio della ripresa.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/universita-cna-territori-turismi-ripresa/">Università, CNA, territori, turismi, ripresa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Un caffè col primo cittadino: Sassello</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 10:04:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Conversazione con Daniele Buschiazzo, Sindaco di Sassello (SV) Inizio da qui, da Sassello, perché qui mi sento a casa, per anni ho frequentato questo paese sia per lavoro che per diletto, ed anche se ultimamente la vita mi ha condotto altrove, sia come attività che come compagnia ho regolarmente cercato pretesti per tornare, ed ora ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-caffe-col-primo-cittadino-sassello/">leggi tutto</a></p>
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<p>Inizio da qui, da Sassello, perché qui mi sento a casa, per anni ho frequentato questo paese sia per lavoro che per diletto, ed anche se ultimamente la vita mi ha condotto altrove, sia come attività che come compagnia ho regolarmente cercato pretesti per tornare, ed ora che inizia questa mia nuova avventura non potevo trovare giustificazione migliore, e soprattutto intendevo partire da un luogo che mi sta particolarmente a cuore.<br />
Sì, sono originaria di queste parti e sono <em>di parte</em>, una grande estimatrice di Sassello, e a quanto pare su Ligucibario sono in buona compagnia (<a title="umberto curti gita a sassello" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">vedi link</a>).<br />
Ho incontrato il Sindaco, Daniele Buschiazzo, in una soleggiata e frescolina (5°C alle 9 del mattino…) mattina di metà ottobre, e mentre percorrevo la strada verso questo splendido entroterra savonese ammiravo i boschi che cambiano colore, spettacolo noto anche col termine inglese <strong><em>foliage </em></strong>o più tecnicamente &#8211; e nostranamente &#8211; come cromatismo autunnale, l&#8217;anno scorso proprio di questi tempi mi aveva addirittura spinto a scegliere il New England come meta di vacanza per contemplare questo particolare fenomeno in uno dei luoghi meglio pubblicizzati in merito.<br />
Ma non pensate a &#8220;la volpe e l&#8217;uva&#8221;, quest’anno meglio non viaggiare è vero, ma dentro di me ho realmente trovato altrettanto magica quella visione, ed ho pensato che <strong>la foresta della Deiva</strong> nulla ha da invidiare alle più famose e remote mete turistiche note per il <em>foliage,</em> ed infatti sul web ho poi visto che si rende meritata giustizia alle destinazioni italiane ricomprendendo nell&#8217;elenco proprio il Parco Regionale del Beigua (UNESCO Global GeoPark), definito &#8220;vera e propria tavolozza di colori durante la stagione autunnale&#8221;.<br />
Parlando con il Sindaco ho trovato conferma circa il fatto che <strong><em>il Parco sarà grande protagonista dell&#8217;autunno con tantissime escursioni &#8211; tutte gratuite &#8211; quali ad esempio il Biowatching ed il trekking fotografico, sul sito ufficiale www.parcobeigua.com ne troverete l&#8217;elenco completo ed il facile modulo per l’iscrizione (necessaria viste le normative e le limitazioni nel numero di partecipanti). Chiaramente il Parco è stato luogo d’incontro per eccellenza anche e soprattutto durante la bella stagione, nella zona di Deiva e Pratorotondo sono state organizzate esplorazioni guidate sia a piedi che a cavallo, sia per grandi che per piccoli esploratori</em></strong> (a loro è dedicato il programma Junior Geoparker).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1404.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19914" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1404-225x300.jpg" alt="DSCN1404" width="225" height="300" /></a>Nel centro storico di Sassello naturalmente si è avvertita la mancanza di due tra le feste con maggior seguito, ossia il <em>Corpus Domini</em> (celebre anche per la contestuale &#8220;infiorata&#8221; lungo vie e piazze) e l’arcitradizionale <em>Festa dell&#8217;amaretto</em>, le quali <strong><em>hanno spesso richiamato un numero di persone troppo elevato (oltre 3.000 nelle scorse edizioni) per assicurare il rispetto delle norme ora vigenti, ma il calendario estivo è stato tuttavia ricco di eventi culturali e musicali e vi è stata la novità del cinema all&#8217;aperto</em></strong>.<br />
Anche l’assenza di sagre enogastronomiche ha avuto il suo (buon) rovescio della medaglia, se da una parte ha scontentato qualche appassionato, dall’altra ha determinato un apprezzabile aumento di lavoro per i ristoratori, in un momento palesemente difficile per la categoria.<br />
Il Sindaco mi ha rivelato che <strong><em>sin dai primi di giugno, alla cosiddetta riapertura post lockdown, c’erano chiari sentori di un profondo interesse verso luoghi i cui spazi aperti permettessero di “ritrovarsi” in sicurezza, e vi sono state positive sorprese di affluenza, non solo nelle seconde case e per i canonici 15 giorni, dato che a Sassello tutto il mercato immobiliare ha vissuto un incremento per lunghi periodi.<br />
</em></strong>L’amministrazione è consapevole di gestire <strong><em>una piccola e preziosa realtà</em></strong>, in quanto può contare su molte attrattive diversificate, <strong><em>i musei (Palazzo Perrando, il Nuovo Polo museale con opere di Mirò e F. Bacon), Palazzo Gervino, le escursioni nell&#8217;arte rupestre nella zona del massiccio del Beigua</em></strong> (il Sindaco mi ha segnalato un servizio in onda i giorni scorsi su Rai 3 riguardante la scoperta di nuove incisioni non ancora catalogate), <strong><em>le attività e specialità gastronomiche</em></strong>…<br />
Sassello “riunisce” mulini ad acqua che macinano qualità a km0, birrifici davvero artigianali, allevamenti di lumache (<em>Helix Aspersa Maxima)</em>, caseifici…<br />
Tutte queste realtà sono oggi concessionarie del marchio “<strong>Gustosi per natura</strong>” un’iniziativa Parco del Beigua (rientrante a sua volta nel più ampio progetto Interreg “CamBioVia”) per rafforzare il legame fra territori protetti e lavorazioni agroalimentari, valorizzandone al contempo la tipicità e la stagionalità. E tutte queste realtà sono un ottimo pretesto per un pranzo al Beigua (<a title="umberto curti pranzo al beigua" href="https://www.ligucibario.com/pranzo-al-beigua/" target="_blank">vedi link</a>).<br />
“Gustosi per natura” contraddistingue anche il miele del Parco; le confetture a base ribes, more, zucca e prugne; l’amaretto di Sassello (dolce che non necessita di presentazione) già incluso nell’elenco dei PAT &#8211; Prodotti Agroalimentari Tradizionali, istituito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (l’amaretto sarà oggetto di miei dolcissimi approfondimenti); i canestrelli; la pasticceria secca ed altre prelibatezze quali il gelato ai gusti canestrello, bacio, amaretto; i salumi ed altri insaccati quali testa in cassetta, paté di lardo, prosciutto cotto, salame crudo e cotto; i sott’oli e l’olio aromatizzato con funghi porcini del Sassello; il tirotto, curioso nome per un particolare pane (<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tirotto/" target="_blank">vedi link</a>).<br />
Quest’abbondanza di risorse, combinata alla crescente propensione del consumatore verso la riscoperta di prodotti del terroir, dà vita ad un grande richiamo di attenzione e di visitatori, che dev&#8217;essere solidamente supportato da servizi adeguati. Ed in tal senso le intenzioni del Sindaco sono manifeste, <strong><em>per attrarre turismo e non vanificare gli sforzi fatti &#8211; mantenendo l’autenticità e rispettando l’ambiente &#8211; occorre investire nelle infrastrutture, andranno quindi eseguite opere migliorative nel campo della viabilità, del sistema idrico, nella connettività e quindi nella banda larga, andranno creati nuovi parcheggi, occorre &#8220;far vivere bene i residenti per far vivere altrettanto bene gli ospiti&#8221;,</em></strong> che nei periodi estivi arrivano a circa 12.000 unità (su circa 1.700 residenti…).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1680.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19915" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1680-300x225.jpg" alt="DSCN1680" width="300" height="225" /></a>Alla domanda se vi siano programmi per realizzare un vero e proprio turismo esperienziale il Sindaco mi descrive con giusto orgoglio “<strong>Feel Sassello”,</strong> <strong><em>un progetto, già realizzato, che riscopre antichi sentieri e li propone attraverso i cinque sensi ad un visitatore curioso di cogliere l’essenza del territorio. I percorsi sono concepiti come veri e propri soggetti narranti e consentono al paese di raccontarsi, di aprirsi.</em></strong> Riconosce poi che desidererebbe formare e coinvolgere sempre più e meglio gli operatori e gli esercizi commerciali, fra i quali peraltro esiste già una buona sinergia.<br />
Concludiamo la piacevole conversazione con qualche (ovviamente cautissima) anticipazione su possibili serate “gastroletterarie” presso le buone tavole sassellesi, <strong><em>si chiameranno “Incontri con l’Autore”, sono infatti numerosi i volumi, tra raccolte fotografiche, saggi di storia o romanzi, che hanno come protagonista proprio Sassello</em></strong>; per citarne uno, “Il Gallo nella borsa” di Stefano Frino (editore Sabatelli) è un autentico spaccato della vita nell’entroterra, racconti ed aneddoti a stretto contatto con la natura del Sassello: le battute a funghi, le discese al mare…<br />
E proprio riferendosi al mare il Sindaco sostiene l’idea<strong><em>, tendendo così la mano alle amministrazioni della vicina costa,</em></strong> <strong><em>che al territorio ligure, caratterizzato da un’autenticità tanto evidente, gioverebbe dotarsi di un’immagine più armonicamente integrata, intesa come “territorio diffuso”</em></strong>.<br />
Il caffè alla fine l’abbiamo bevuto, ovviamente in un bar (uno solo), ma io per non far torto ad alcuna azienda dolciaria, pasticceria o negozio, ho fatto shopping un po’ da tutti…<br />
Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016-225x300.jpg" alt="IMG-20191022-WA0016" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pranzo al Beigua</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 10:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19863" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743.jpg"><img class="size-medium wp-image-19863" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743-225x300.jpg" alt="sassello" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Pranzo al Beigua</p>
<p>Chiunque un poco mi conosca, o mi legga, sa l’amore che nutro per la Liguria di ponente (quando nacqui, la mia famiglia gestiva un frequentato albergo a <strong>Varazze</strong>, proprio lungo l&#8217;Aurelia, e Luisa sospetta che un cordone ombelicale ancora mi avvinca a quei luoghi, dove un giorno chissà tornerò a vivere…).<br />
Lo stress del lavoro, il rumore della vita cittadina, e d’estate la calura mi spingono sovente verso gli entroterra, di cui amo le faggete, i silenzi, la dimensione più appartata, gli odori puliti, risorse che hanno fatto di me un buon camminatore dall&#8217;Alta Via sino alla Val Tanaro…<br />
Mi affascina <strong>Sassello</strong>, su Ligucibario le ho già dedicato un pezzo affettuoso (<a title="gita a sassello" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">link</a>), a suo tempo molto letto e condiviso. Vi giungo – più che dalla Valle Stura &#8211; dalle Albisole, cui mi legano l’interesse per <strong>la ceramica</strong> (Mazzotti e Pozzo Garitta rimangono un&#8217;esperienza mistica) e qualche volta &#8211; ma nei giorni feriali di settembre&#8230; &#8211; le cene pieds dans l’eau ai “<strong>Soleluna</strong>” dell’amico Alessandro, azienda che quest&#8217;anno compie 20 anni come la mia.<br />
Da Sassello salgo nella <strong>foresta della Deiva</strong>, oppure mi sposto verso le magie di <strong>Piampaludo</strong>, del monte Avzé, di <strong>Pratorotondo</strong> col suo ospitale rifugio, che a volte combatte la nebbia con fumanti polente&#8230;<br />
Sassello, anche grazie al magnifico punto accoglienza di <strong>Palazzo Gervino</strong> (proprio all’imbocco del centro storico), è uno dei cuori del Parco del Beigua, meta di villeggianti, turismo outdoor, buongustai e scolaresche. E mia. Il <strong>Beigua</strong> è in Liguria il parco più esteso per ettari di superficie, e raggruppa Comuni sia costieri che interni, Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Tiglieto, Sassello (il primo in Italia insignito nel 1999 della bandiera arancione Touring), Stella, Varazze. In tal senso, l’alto spartiacque appenninico si affaccia sul mare unendo in modo affascinante due realtà ambientali e culturali assai diverse, e ricche.<br />
Sassello, ma potrei pronunciarmi analogamente per altre località limitrofe, consente (non v&#8217;è da stupirsene) molteplici soste golose, secondo gusti e budget sono <strong>botteghe trattorie ristoranti agriturismi</strong>. Mi piace qui immaginare – tra il virtuale e il reale &#8211; un menu tutto costruito sui prodotti più tradizionali di quelle terre, che ovviamente &#8220;raccontano&#8221; anzitutto arte bianca, ruralità, salumifici e caseifici, pasticceria secca, frutti del bosco.<br />
Perché dunque non iniziare con un (piccolo) <strong>tagliere di salumi e formaggi, quest’ultimi abbinati a miele</strong> locale? A Sassello officiano riti solenni in termini di paté di lardo, salame crudo e cotto, testa in cassetta, prosciutto. Le <strong>formaggette</strong> provengono dalla Valle Stura, o da Stella. E nel cesto del pane mi auguro trionfi un assaggio di <strong>tirotto</strong> di Sassello e di <strong>revzora</strong> di Campo Ligure.<br />
Come primo piatto suggerirei <strong>trofiette di castagne</strong>, condite con un pesto “grossolano”, di personalità, dove il pecorino (e l’aglio) confermi il proprio ruolo. E chi amasse un’aggiunta di cagliata, nel Savonese può recuperare fresco <strong>zuncò</strong>, ovino, o misto (la giuncata, così detta poiché la reticella per scolarla era di giunco marittimo, pianta spontanea * ).<br />
Nuovamente poi mi perdoneranno i vegetariani ma il secondo potrebbe configurarsi come un roastbeef di filiera breve (Giusvalla&#8230;), “condito” da <strong>olio aromatizzato ai porcini di Sassello</strong>, oppure – in stagione – un tegame di patate e <strong>funghi</strong>, quello che nelle mani di un capace chef o di una esperta casalinga creerà pericolose forme di dipendenza nei commensali.<br />
Granfinale, last not least (e stomaco permettendo), garantito dalla <strong>pasticceria secca</strong>, gli amaretti di Sassello, i crumiri di Masone, i baci di Sambuco, ed altri ancora, fra cui i canestrelli, tutti perfetti con un tulipanino di passito a bacca bianca.<br />
Qualora le portate lo consentano, l’abbinamento enologico potrà in realtà spingersi anche verso il bellissimo pianeta delle <strong>birre artigianali, a Sassello conosco infatti 2 birrifici</strong> che “rivaleggiano” verso l’alto; Luisa – confermando come sempre i nostri derby famigliari – talvolta privilegia i capolavori di “Elissor” (Winja n. 25…), io “Altavia” (Monte Rama abita sovente il mio teku, specie con carni importanti e con erborinati).<br />
Che resta da dire? Buon Beigua, amico Lettore che cerchi paesaggi nitidi, e raccontami i tuoi food tour, gli indirizzi giusti non bastano mai…<br />
* trovi sempre queste voci cliccando <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">qui l’Alfabeto del gusto</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Gita a Sassello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 14:15:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/">Gita a Sassello</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18561" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377-300x225.jpg" alt="DSCN1377" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Gita a Sassello</p>
<p>Lungo la strada 334 percorsa anche dalle autocorriere di linea, a metà viaggio fra la Riviera di ponente albisolese e il Piemonte già &#8220;strong&#8221; di Acqui Terme (con ricettari e Brachetto DOCG d&#8217;eccezione), <strong>Sassello</strong> &#8211; nel 1999 prima bandiera arancione d&#8217;Italia &#8211; vanta un contesto paesaggistico estremamente ampio, che in Liguria quasi non t&#8217;aspetti, foreste corsi d&#8217;acqua zone prative pascoli vette escursionistiche, un mix di risorse etno-ambientali che il <strong>Geoparco Unesco del Beigua</strong> contribuisce a tutelare e promuovere. Trekking, biking, ippoturismo, esperienzialità, Sassello &#8211; a 400 m sul livello del mare &#8211; è perfetta per una fruizione outdoor in piena libertà, tra i &#8220;valichi&#8221; del Faiallo e del Giovo. Il <strong>mulino antico</strong>, che tuttora grazie alle acque del torrente Sbruggia molisce &#8211; beninteso a pietra &#8211; cereali antichi locali, e i 2 <strong>birrifici artigianali</strong> (l&#8217;Altavia con orzo e luppolo propri, ed Elissor (1)) restituiscono al turista gourmet e all&#8217;ospite una prima dimensione dell&#8217;ambiente geostorico e culturale che caratterizza tutto il territorio. Io, anche per lavoro, lo frequento con assiduità, di solito optando per i validissimi agriturismi.<br />
La località ha uno charme realmente patrizio, grazie ai numerosi edifici e dimore che con eleganza punteggiano il centro storico e la quieta via Zunini. Un fornitissimo <strong>IAT</strong> sorge proprio all&#8217;imbocco del paese, presso <strong>palazzo Gervino</strong>, dirimpetto &#8211; last not least! &#8211; al <strong>bar-gelateria &#8220;Gina&#8221;</strong>, dove Giuliano propone gusti ora classici ora creativi, e alcune creme (fra cui quella al canestrello) che creano dipendenza. Lungo le vie e i carruggi, poi, alcuni riusciti pannelli invitano ad esplorare Sassello coi sensi (&#8220;Feel Sassello&#8221;), a passeggiarne i dintorni, a scoprire chiese (San Giovanni!), ad individuarne le diverse anime e suggestioni. Imperdibile, in tal senso, <strong>l&#8217;annuale infiorata del Corpus Domini</strong>, che ricopre di petali &#8211; e colori &#8211; tutta la pavimentazione cittadina.<br />
Ma i gastronauti e i foodtrotters v&#8217;incontrano i pregiati <strong>funghi</strong> di castagno e rovere (in stagione la raccolta impone il tesserino!), le carni, i formaggi, il miele, i frutti di bosco, <strong>la mitica testa in cassetta del salumificio Giacobbe</strong> (gentilissima colei che l&#8217;affetta per i miei picnic sù a Palazzo Bellavista, dentro <strong>la foresta della Deiva</strong>), e &#8211; come dimenticarsene? &#8211; i celeberrimi <strong>amaretti</strong>, piccoli tondi dolci &#8211; morbidi e con una nota amarognola &#8211; a base di pasta di mandorle dolci, zucchero, albume e armelline (sono i semi nel nocciolo di albicocca e pesca). Io li abbino a passiti a bacca bianca, ma rievocano i riti del rosolio e del thé, pasticceria secca, pastafrolle, savarin da credenza&#8230; Oggi scatole policrome e tuttavia dall&#8217;aspetto un po&#8217; vintage ne fanno un cadeau &#8211; per gli altri ma anche per sé&#8230; &#8211; sempre gradito, perché gli amaretti raccontano Sassello e la passione di un made in Italy ancora fieramente artigianale. Se ne officia puntualmente il rito in occasione della &#8220;festa dell’amaretto&#8221;, che quest’anno cadrà domenica 15 settembre; ma i visitatori più curiosi potranno anche approfondirne le origini grazie ad una sezione dedicata internamente (verificare sempre giorni e orari di apertura) al <strong>Museo Perrando</strong>, in via dei Perrando 33, struttura che conserva anche reperti archeologici, dipinti e ceramiche.<br />
Io, da parte mia, ringrazio Emanuela Chellini che mi ha fatto dono dei diversi amaretti prodotti da &#8220;<strong>La Sassellese</strong>&#8220;, che ho trovato fragranti e bilanciati, e che ho persino sgretolato &#8211; come al solito inseguendo contrasti &#8211; su un carpaccio di ricciola con agrumi&#8230;<br />
Se la lettura vi ha suscitato appetito, a Sassello e dintorni non vi mancheranno le occasioni. A me piace l&#8217;attivissimo <strong>Palazzo Sàlsole</strong> in piazza Concezione 1, dove patròn Michele propone una cucina tradizionale (verdure ripiene, minestrone con scucuzùn, brandade di stoccafisso, coniglio&#8230;) con alcuni tocchi reinterpretativi e con alcuni doverosi omaggi al vicino Piemonte (bagna cauda, bunèt&#8230;). Il locale, raccolto e romantico e con alcuni tavoli all&#8217;aperto, si sviluppa su più piani, e s&#8217;affaccia sul cuore del paese e sul municipio. Rassicurante anche la proposta enologica, con etichette liguri (dalla <strong>Lumassina di Sancio</strong> al <strong>Dolceacqua DOC di Foresti</strong>), piemontesi, ed alcune incursioni nazionali sagaci, sempre proposte con ragionevoli ricarichi. Ma mi piace anche l&#8217;ex pizzeria <strong>&#8220;I monelli&#8221;, in frazione Palo</strong>, che &#8211; quando ritorno dall&#8217;Alta Via di <strong>Prariondo</strong> o dalla dolce e boscosa salita al monte Avzé &#8211; con la nuova gestione mi lusinga con ravioli di borragine conditi con burro fuso, salvia e pinoli tostati, tartare di fassona, finanche fritto di pescato con verdure&#8230;<br />
Infine, <strong>gli amanti della pizza</strong> potranno sedere &#8211; ma suggerisco sempre la prenotazione &#8211; sia al centralissimo &#8220;Pizza e fichi&#8221; di via Roma 3, che sforna cornicione alto e soffice alla napoletana, sia (a 2 minuti d&#8217;auto dal downtown) al &#8220;San Giovanni&#8221; lungo l&#8217;omonima salita, che peraltro non è solo pizzeria e propone &#8211; a puro titolo d&#8217;esempio &#8211; anche notevoli carni alla brace.<br />
Amici lettori, state caricando le valigie in auto per un weekend via dalla pazza folla?<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
(1) Luisa Puppo, vera esperta di birre, potrebbe dettagliarvi la filosofia e lo stile brassicolo dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, ma nel suo teku scende tendenzialmente la &#8220;<strong>Winja n 25</strong>&#8221; di Elissor e nel mio la &#8220;Monte Rama&#8221; di Altavia. De gustibus&#8230;è un motto che vale anche a livello coniugale</p>
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