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	<title>Ligucibario &#187; torriglia</title>
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		<title>Montoggio, i luoghi del racconto e della fede</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:06:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30300" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou-300x225.jpg" alt="2-Fasciou" width="300" height="225" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/2-Fasciou.jpg"> </a></p>
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<p>Là dove i torrenti Laccio e Pentemina coniugano i propri corsi a generare la Scrivia, che poi si verserà nel Po, sorge Montoggio, a 500 metri d’altitudine e ad un passo dall’Alta Via dei Monti Liguri; la località conta oggi circa 2.000 abitanti e si distende tra monti. Da Genova tanti la raggiungono salendo i Piani di Creto, lasciandosi alle spalle gli splendori dell’abbazia romanica di San Siro di Struppa.</p>
<p>Oltre Creto, presso località Colletta già si scorgono tra fitta vegetazione i resti di una costruzione che forse fungeva da torre di avvistamento sulla viabilità principale, in diretta connessione col Castello di Montoggio che per conto dei Fieschi dominava l’antistante colle e che fu distrutto dopo la fallita congiura del 1547.</p>
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<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/UEOQCaByRuI?si=Gjmr2_CuZlXfoppZ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p>Creto peraltro è solo una delle quasi sessanta frazioni, per lo più piccoli centri punteggiati da rade casine e da sobrie architetture agresti, in cui si suddivide l’area, fra boschi di castagni e di latifoglie. Poche curve distanziano Montoggio da Genova, eppure il paesaggio è sùbito sinonimo di quiete e ruralità, tra il verde dei prati su cui nelle belle giornate &#8211; da Pasqua in poi &#8211; si può consumare una merenda al sacco, o anche solo passeggiare, ecco già poco lontane le acque del Lago di Val Noci (1), ecco l’aria frizzante che si respira dai monti Bano e Candelozzo (per l’ascesa al Bano seguire indicativamente i segnavia gialli, per il Candelozzo rossi), monti che con i rispettivi 1.035 e 1.036 metri di altezza dominano dall’alto la Valle, come falchi di roccia sulle nature sottostanti, ecco infine in centro paese i ristoratori, e alcune accoglienti botteghe&#8230;</p>
<p>Per chi viceversa arrivi da Torriglia, colpisce subito a Bromia il ponte tardomedievale che a schiena d’asino scavalca il Pentemina, a due arcate in pietra locale, uno dei più antichi che siano scampati alle piene torrentizie e alle distruzioni umane.</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned, Vobbia col suo Castello della Pietra è già disponibile <a title="vobbia e il castello della pietra" href="https://www.ligucibario.com/vobbia-e-il-suo-castello-dentro-la-pietra/" target="_blank">a questo link</a>!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=0NuQwOhuIIyHR21q" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Al momento della pubblicazione e l&#8217;uscita nelle librerie, il volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=NYpOOhxMxmWRs1Au" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
(1) tale invaso artificiale, preziosa scorta idrica, nacque tra il 1924 e il 1930 grazie a uno sbarramento alto 56 metri<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Patata tonda di Berlino</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 09:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La patata tonda di Berlino è una varietà di origine tedesca, suo nome originale è Boehms Allerfrüheste Gelbe (gialla precocissima) ed origina nel 1922 da incrocio fra le varietà Industrie e Boehms. In Italia giunse il secolo scorso, dagli anni Trenta dell’anteguerra ai Cinquanta del dopoguerra, ambientandosi bene anzitutto sulla montagna genovese ed in provincia di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/patata-tonda-di-berlino/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La patata tonda di Berlino è una varietà di origine tedesca, suo nome originale è Boehms Allerfrüheste Gelbe (gialla precocissima) ed origina nel 1922 da incrocio fra le varietà Industrie e Boehms.<br />
In Italia giunse il secolo scorso, dagli anni Trenta dell’anteguerra ai Cinquanta del dopoguerra, ambientandosi bene anzitutto sulla montagna genovese ed in provincia di Rieti (patata di Leonessa, sagra dal 1989 ogni seconda domenica d&#8217;ottobre).<br />
Richiede in genere poca acqua.<br />
Ha dimensioni medie, non grandi, forma tondeggiante, alquanto regolare, e buccia giallo chiaro, liscia, la polpa è gialla, ottima in molteplici usi di cucina, quindi anche nella cucina ligure: bollita, arrosto, negli gnocchi e nei puré.<br />
Ha assunto nei luoghi diversi nomi, in Liguria deberlìnn-a, tedesca, tombarlìnn-a, e l’ho incontrata ad es. ancora a Cavorsi presso Torriglia (GE), area dove gli escursionisti ascendono i monti Prelà, Lavagnola&#8230;<br />
Con la varietà Majestic (più lunga e a pasta bianca) è di fatto risultata una delle prime straniere coltivata a livello “industriale”.<br />
Su Ligucibario® trovi ovviamente (voce x voce) tutte le patate più importanti dell&#8217;agricoltura ligure.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Balin de Couxi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 16:06:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Balin de Cauxi sono i fagioli dell’occhio di Cavorsi, frazione di Torriglia (GE) nell&#8217;entroterra genovese. Tale varietà (come il mais quarantino e il fagiolo patanin, vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto le relative voci) è recuperata per risultare ora disponibile anche agli agricoltori non professionali. I balin de Cauxi entrano duttilmente in vari piatti, zuppe, insalate ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/balin-de-couxi/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Balin de Cauxi sono i fagioli dell’occhio di Cavorsi, frazione di Torriglia (GE) nell&#8217;entroterra genovese. Tale varietà (come il mais quarantino e il fagiolo patanin, vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto le relative voci) è recuperata per risultare ora disponibile anche agli agricoltori non professionali. I balin de Cauxi entrano duttilmente in vari piatti, zuppe, insalate e umidi. Ricchi di sapore, oltre che di proteine e fibre, sono una positiva testimonianza di biodiversità. È bene lasciarli in ammollo quantomeno mezza giornata, poi spazio alla creatività culinaria…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(60). Cos&#8217;è il pesto di Pentema?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 09:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte60-cose-il-pesto-di-pentema/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cos&#8217;è il pesto di Pentema?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>60. cos&#8217;è il pesto di Pentema?</strong> E&#8217; un pesto d’aglio, della Val Pentemima ad un passo da Montoggio e da Torriglia, nell’immediato entroterra genovese. Aglio, olio, formaggette dure grattugiate, panna di latte (ma ancor prima molliche bagnate nel latte non necessariamente vaccino), quasi mai i pinoli… Nulla di verde, dunque, è un pesto bianco, &#8220;medievale&#8221;, sorta di protoagliata, ruralissima, relativamente economica. Condisce polenta, patate, ravioli d’erbe, ma anche accompagna crostoni, verdure lesse, uova sode, carni grigliate… Ricorda un poco l’aioli provenzale e la salsa greca skhordalià (aglio, gherigli di noci, una patata lessa, olio, aceto, sale e pepe), che tuttavia è più pungente.</p>
<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte59-cose-la-minestra-usata/" target="_blank">la 59ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte60-cose-il-pesto-di-pentema/">Cucina ligure domande e risposte(60). Cos&#8217;è il pesto di Pentema?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Escursioni nel gusto</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/escursioni-nel-gusto/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 13:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Dal progetto “Escursioni nel gusto” a “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” Sta prendendo forma un progetto di cui ragionavo da molti anni. Sta prendendo finalmente forma con Riccardo Poggio, la persona giusta, già mio corsista, divenuto nel frattempo – e davvero con merito &#8211; Guida Ambientale Escursionistica. Un progetto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/escursioni-nel-gusto/">leggi tutto</a></p>
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<h2>Dal progetto “Escursioni nel gusto” a “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando”</h2>
<p>Sta prendendo forma un progetto di cui ragionavo da molti anni.</p>
<p>Sta prendendo finalmente forma con <strong>Riccardo Poggio</strong>, la persona giusta, già mio corsista, divenuto nel frattempo – e davvero con merito &#8211; Guida Ambientale Escursionistica.</p>
<p>Un progetto che riguarda una valle dell’entroterra genovese, “suddivisa” in 10 Comuni (in uno di questi risiede Riccardo): ovvero Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Torriglia, Valbrevenna, Vobbia.</p>
<p>E caratterizzata da un fiume che sale a confluire poi nel Po.</p>
<p>Una valle dove ho realizzato già in passato consulenze ad enti pubblici ed imprese, sempre nell’ottica di valorizzare i beni locali, e di formare al nuovo che – impetuosamente e implacabilmente &#8211; avanza. Temi che ho approfondito anche in questo mio articolo su <a href="https://www.ligucibario.com/viaggio-in-valle-scrivia-uno-sguardo-di-marketing/" target="_blank">Valle Scrivia e scenari di marketing territoriale</a>.</p>
<h2>Dalla visione al progetto “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando”</h2>
<p>Il titolo di lavoro si è poi evoluto e definito nel tempo da &#8220;Escursioni nel gusto. Ritratto della valle Scrivia food&amp;trek&#8221; in <strong>“Valle Scrivia, l’appetito vien camminando”</strong>, progetto che raccoglie e sintetizza questa visione: un’idea di territorio letta attraverso il cammino, l’enogastronomia e le sue comunità.</p>
<p>Con Riccardo dunque, nei prossimi mesi, la percorreremo per incontrare coltivatori, casari, botteghe, birrai, trattorie, agriturismi…</p>
<p>Per ascoltare e raccontare &#8211; come <strong>Ligucibario®</strong> fa da tanti anni &#8211; queste piccole grandi realtà in un modo nuovo, e cercando di “riunire” le risorse e le opportunità storico-culturali (ivi compresa l’enogastronomia) a quelle paesaggistiche e dell’outdoor. C’è tanto da fare e ciò mi motiva, 4 orecchie &#8211; l&#8217;enogastronomo e l&#8217;hiker &#8211; udranno meglio di 2.</p>
<p>Il fine, certamente, sarà anche quello di ragionare sull’offerta turistica ed escursionistica, sul fare squadra e conoscere bene il mercato, poiché c’è una Liguria che va spopolandosi di residenti e di attività, una Liguria alla quale la demagogia non serve ad alcunché.</p>
<p>Altro per ora non &#8220;spoilero&#8221;, ma amici Lettori stay tuned!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Gran finale coi canestrelli al corso GAE</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 11:24:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22269" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/canestrelli-elisabetta-pitto.jpg"><img class="size-medium wp-image-22269" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/canestrelli-elisabetta-pitto-225x300.jpg" alt="canestrelli" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">canestrelli, che passione</p></div>
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<p>Ho terminato le docenze nella 4^ edizione del <strong>corso GAE Guida Ambientale Escursionistica</strong>, presso l’ente formativo F.Ire di Genova. Una felice iniziativa, durante la quale si è – come si dice – lavorato sodo (inevitabilmente nozioni, tuttavia anche format operativi e momenti enogastronomici…), ma ci si è anche scambiati – positivamente &#8211; esperienze personali e punti di vista soggettivi. In bocc’al lupo per l’esame di qualifica, che abilita su scala regionale, e soprattutto per il lavoro che attende “in scena” i 12 corsisti, i quali propongono retroterra diversi, e quindi “coloreranno” ognuno con la propria personalità i progetti escursionistici, hiking e trekking, che porranno in essere.</p>
<p>Di solito, quando un docente è lieto di ciò che ha vissuto in aula, sono lieti anche coloro che l’hanno lungamente sopportato… Durante l’ultima lezione sono stato addirittura destinatario di regali, fra cui <strong>i deliziosi canestrelli di Elisabetta (una valpolceverasca che sfida Torriglia…) e una “Viticoltura ed enologia nella provincia di Cuneo” portatami da Karl</strong>. Grazie, dunque, e davvero, e di cuore (in cambio, e lo sapete, vi aspetto fra qualche mese, miei graditi ospiti, nella faggeta della Barbottina e intorno a qualche tagliere di formaggi dell’alta val Bormida…).</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/fantini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22270" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/fantini-203x300.jpg" alt="smart" width="203" height="300" /></a>Non conoscevo il libro ricevuto, che propone fra l’altro una grafica magnifica.</p>
<p>Lorenzo Fantini, un geometra di Monforte, compilò tale monografia verosimilmente nel 1879-83, erano gli anni della famosa Esposizione Provinciale di Cuneo. L’opera, redatta in bella grafia, è di straordinaria significatività (Fantini fu il primo a mappare i &#8220;colli&#8221; di Langa, 82 cru per il Barolo e 34 per il Barbaresco): è opera completa, con le tavole dei vari impianti d’allevamento, coi conti colturali, con la ripartizione delle aree d’origine dei vini, con le annotazioni lucide e puntute, coi suggerimenti da tenere a mente per accrescere la qualità dei vini e aggredire nuovi bacini di domanda. Bellissima è l’elencazione delle cantine “raccontate” con la passione del reporter; storytelling dei prodotti, delle aree d’origine, dei ‘crus’ (testualmente).</p>
<p>L’originale dell’ultima stesura fu ritrovato negli Archivi dell’Ispettorato Agrario di Cuneo dall’enotecnico Roberto Macaluso, e stampato nel 1973 dai &#8220;Cavalieri del tartufo&#8221; in copia anastatica. All’inizio degli anni 70 del secolo scorso, il grande Renato Ratti (che aveva vissuto all&#8217;estero e che realizzò anche il &#8220;Museo Ratti dei vini di Alba&#8221; * ) tratteggiò una Carta del Barolo che in modo evoluto e &#8220;alla francese&#8221; focalizzava 46 cru, di cui 10 &#8220;di elevate caratteristiche qualitative&#8221;. Oggi sono le cosidddette Mega, Menzioni Geografiche Aggiuntive ufficiali del Barolo DOCG, la massima espressione del vitigno nebbiolo.</p>
<p>Prosit!</p>
<p>* Renato Ratti era d&#8217;una famiglia di medici e veterinari (ergo, libero da condizionamenti in campo enologico). Nel 1962 sposò la genovese Beatrice Sitia, con cui s&#8217;innamorarono della Morra. Scrisse nel 1971 che <em>“La unicità di origine di una determinata sottozona e la delimitazione della stessa, la classificazione delle diverse annate, l’affinamento in bottiglia per concedere e mantenere morbidezza, eleganza e lunga vita al vino, sono tre momenti vissuti in prima persona, sono tre concetti che considero di nuovo stile”&#8230;</em></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Alta Via dei Monti Liguri, e non solo. I cammini di Liguria</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 17:33:48 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/foresta-barbottina-colle-melogno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21428" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/foresta-barbottina-colle-melogno-225x300.jpg" alt="foresta barbottina colle melogno" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Cammini in Liguria. Tra vie del sale, percorsi della transumanza, Terre Alte, vie del ferro, sentieri della Resistenza, acquedotto di Genova, via Postumia&#8230; un ventaglio di opzioni da Ponente a Levante.</p>
<p>Prosegue il corso <strong>GAE – Guida Ambientale Escursionistica</strong> presso l’Ente F.Ire di Genova, propedeutico all’esame di qualifica abilitante.<br />
Il “viaggio” che ho proposto ai corsisti lungo l’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong> ha consentito d’incontrare anche ulteriori cammini regionali.</p>
<h2>Cammini in Liguria, un ricco catalogo</h2>
<p><strong>Le vie del sale</strong>, troppo numerose e importanti in Liguria per necessitare di spiegazioni: io amo soprattutto quella che da Erli risale verso Cerisola (in Liguria ma già provincia di Cuneo) e poi a San Bernardo di Garessio, ripristinata e accudita da un sodalizio di giovani, che ho avuto il piacere di conoscere la scorsa estate durante un evento a <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, cui partecipò anche Paolo Piacentini, autore del mirabile <em>Appennino atto d’amore</em>.<br />
I percorsi della <strong>transumanza</strong>, che interessano tanto l’area malgara di <strong>Mendatica</strong> (cucina bianca, <a title="ligucibario cucina bianca" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bianca-cucina-malgara/" target="_blank">link qui</a>) quanto la <strong>Val d’Aveto</strong>, patria della mucca <strong>cabannina</strong>…<br />
Il sentiero cosiddetto delle <strong>terre alte, col segnavia TA giallorosso</strong>, che può valere come alternativa ove si voglia “abbandonare” la costa per rivivere tracciati (impegnativi) che un tempo immettevano nella pianura padana…<br />
I percorsi <strong>delle Albisole e delle Stelle, tra la ceramica e la casa-museo di Sandro Pertini a Rovieto (Stella San Giovanni)</strong>, via via salendo lungo l’itinerario (strada provinciale 334) che poi segue verso Sassello, prima bandiera arancione in Italia, luogo dove sono “ospitali” e “gustosi” per natura…<br />
<strong>Le vie del ferro, che toccano Tovo San Giacomo e Isallo</strong> (frazione di Magliolo), riproponendo i trasporti del minerale che sbarcava in Liguria dalle miniere dell’isola d’Elba…<br />
<strong>Area 24 a Sanremo</strong>, sul lungo tratto di ferrovia dismessa, e<strong> i lungomari Europa e De André da Varazze ad Arenzano</strong>, con paesaggi mozzafiato dinanzi ai quali camminare o pedalare senza fretta…<br />
<strong>I sentieri della Resistenza, ad esempio fra Borzonasca e Rezzoaglio</strong>, che rievocano momenti della guerra partigiana di liberazione (1943-1945)…<br />
La <strong>Via Postumia</strong>, o per meglio dire quel che intuiamo rimanerne (<a title="umberto curti il cibo in liguria dalla preistoria" href="https://www.deferrarieditore.it/prodotto/cibo-liguria-dalla-preistoria-alleta-romana/" target="_blank">link qui</a>), strada d’arroccamento che dalla Val Polcevera “schiudeva” da un lato la Val Lemme (bellissima Voltaggio), dall’altro la Valle Scrivia, non a caso un poco più a nord <strong>Libarna</strong> ha restituito alcuni interessantissimi resti di un’estesa città romana d’epoca imperiale…<br />
La via cosiddetta <strong>dei feudi imperiali, che dal porto di Genova si collegava con finalità commerciali a Casella</strong>, donde si può anche, attraverso Montoggio, raggiungere Torriglia e la Val Trebbia, quella cara <strong>al poeta Giorgio Caproni</strong>…<br />
<strong>L’acquedotto storico di Genova</strong>, che dal bel ponte-canale di Cavassolo, secentesco, in Comune di Davagna, scendeva alla città e ai suoi sempre più pressanti fabbisogni idrici…<br />
<strong>I cento santuari del Genovesato</strong> (Acquasanta, Vittoria, Guardia, Coronata, Tre Fontane, Madonna dell’Acqua…), col loro apparato di memorie e beni culturali, che costituirebbero un tour perfetto per il turismo devozionale…<br />
Infine, last not least, il catalogo dei cammini in Liguria comprende anche percorsi <strong>carretteschi, fliscani, malaspiniani</strong>…, che raccontano le vicende delle principali casate nobiliari liguri, talora in lotta l’una contro l’altra, vicende di cui rimangono un po’ ovunque castelli-fortezze e &#8211; per vivervi in tempo di pace &#8211; confortevoli palazzi…<br />
Buon viaggio con Ligucibario®, portale dell&#8217;etno-gastronomia e della <strong>biodiversità</strong> (e senza alcun banner pubblicitario).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Sassello Ormea Bobbio Torriglia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 08:59:02 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/foto-mindmap-lavagna-a-imperia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20893" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/foto-mindmap-lavagna-a-imperia-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a>Sassello Ormea Bobbio Torriglia, che felice quadrifonia&#8230;<strong><br />
Terza “session”, presso il Polo universitario imperiese, del Laboratorio di 24 ore (“Turismo dei saperi e dei sapori”) interno al corso in Scienze del turismo e derivante da un accordo fra Università degli studi di Genova (dip. Economia) e CNA Liguria.</strong></p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">L’iniziativa didattica, a cura di Umberto Curti e di chi scrive, si prefigge anzitutto un duplice obiettivo: da un lato rappresentare all’aula quel vasto patrimonio di <strong>produzioni artigiane (food e non)</strong> che via via potranno sempre più concorrere all’offerta turistica esperienziale. Dall’altro ingaggiare l’aula su <strong>situazioni concrete (quest’anno si tratta di Sassello)</strong>, quasi “simulando” la quotidianità operativa tipica delle consulenze di settore.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Questa sesta edizione è partita quanto mai col piede giusto, l’aula è motivata e dinamica, e ovviamente la presenza fisica consente momenti d’interazione impensabili nella d.a.d., cui abbiamo dovuto rassegnarci per quasi 2 anni…</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Dopo la mindmap e i casi-studio, si è dunque giunti alla terza “metodologia” di lavoro, la cosiddetta &#8220;griglia di competitività turistica&#8221;, un format di analisi territoriale (utile a enti e imprese) <strong>ideato da noi di Welcome Management</strong> per individuare la “rivolgibilità” di un’area/di una destinazione, in direzione di specifici target di domanda (culturale, escursionistico, sea&amp;sun, enogastronomico…). Come noto, il post-pandemia verosimilmente sancirà una progressiva affermazione di luoghi <em>via dalla pazza folla</em>, di comunità a misura d’uomo, per un turismo slow, consapevole, relazionale, rispettoso delle <strong>biodiversità</strong> ambientali e culturali…</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">In tal senso, l’aula sta ora “soppesando” Sassello contemporaneamente ad altre 3 località, potenzialmente concorrenti in ambito green, <strong>Ormea</strong> cittadina di montagna attorniata da escursioni in quota, <strong>Bobbio</strong> eletta nel 2019 borgo più bello d’Italia, <strong>Torriglia</strong> la “Svizzera” dei genovesi lungo quella val Trebbia tanto cara anche al poeta Caproni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Appuntamento il 31 marzo per la quarta lezione!</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>3 calici per 3 classici di Liguria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 14:28:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18646" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/DSCN1137.jpg"><img class="size-medium wp-image-18646" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/DSCN1137-300x225.jpg" alt="focaccia di recco col formaggio" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">focaccia di recco col formaggio</p></div>
<p>Ben ritrovati amici lettori, da un po’ non avevate mie notizie. Quest’oggi, in attesa dell’imminente stagione autunnale, prima di proporvi qualche rosso “robusto e corposo” (preparate la legna per il caminetto&#8230;), berremo un’immancabile bollicina, seguita da un bianco di carattere, e a concludere un passito che definirei interessante.<br />
Quest’estate, ahimè, non sono riuscita a fare il mio solito tour in Liguria e debbo dire che mi è mancata davvero tanto la sua focaccia. Per questo vorrei abbinare al mio primo calice di Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG una bella teglia di <strong>focaccia ligure</strong> (bassa, morbida e fragrante, ancora tiepida e “unta” al punto giusto) e, se percorro il golfo Paradiso, di <strong>focaccia di Recco col formaggio</strong> (quella che gocciola mentre addenti il boccone e che ammiri nella foto), con l’aggiunta di un cestino con qualche sfiziosa <strong>oliva taggiasca. </strong>Un aperitivo semplice ma delizioso, adatto ad ogni stagione, da gustare con la bollicina pinot nero 100%, che mi sento di consigliare con affinamento di qualche anno sui lieviti (io ne ho bevuta una versione brut nature, annata 2013!), al fine di assaporarne appieno, oltre ai caratteristici, delicati piccoli frutti rossi di bosco, i suoi profumi e sapori di crosta di pane croccante e di lievito, servita ad una temperatura di 6/8° max.<br />
Se nel frattempo non vi siete troppo “pasciuti” di focacce e spumante, proseguirei con un altro bianco, lombardo come me, un Oltrepò Pavese DOC, da uve 100% riesling renano, riserva 2016, da servire a 10/12°. Floreale, fruttato (si sentono tanto la pera e la pesca) con leggere note balsamiche, minerale, ha gradevolissimi sentori di idrocarburi, al naso e in bocca apre un bouquet di profumi e sapori, vino molto equilibrato. Proviamolo con un classico della cucina ligure, un bel piatto di <strong>trenette col pesto </strong>(il basilico si trova ancora freschissimo) <strong>con patate e fagiolini</strong>, ben si sposa la fresca e mediterranea persistenza del piatto a quella del bicchiere.<br />
E, per degnamente concludere, come farci mancare qualche buon <strong>canestrello</strong> e canestrelletto (biscotto di pasta frolla delicata) così tipico anche degli entroterra ligure oppure, per chi preferisse sapori più decisi, una fettina “generosa” di Gorgonzola DOP stagionato (lombardo! ebbene si, caro Umberto&#8230; (1)) da assaporare con un passito Salento IGT, da uve moscatello selvatico 100% (vitigno autoctono di Puglia, appartenente alla famiglia dei moscati), servito abbastanza fresco a 12/13° nel piccolo tulipano. Nel bicchiere un bellissimo dorato, al naso frutta matura fresca e candita, in bocca morbido e caldo ma al tempo stesso freschissimo.<br />
Fate “buon viaggio” amici lettori, e per il prossimo appuntamento procuratevi, se non lo avete già, un bel calice (sempre a stelo lungo) ma un poco più grande e panciuto. Prima o poi riavrete mie notizie!<br />
Daniela Guandalini<strong><br />
</strong>(1) adoro quel che scrive la nostra sommelière, tuttavia il Gorgonzola DOP è anche piemontese, e v&#8217;è qualche splendido &#8220;bleu&#8221; anche in Liguria, io ne conosco uno d&#8217;elezione presso quelle valli del latte che seguono lo Stura fra Liguria e Piemonte&#8230; Ciao! Umberto Curti</p>
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		<title>A Torriglia le farine secondo Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2017 12:12:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17281" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/05/focaccia.jpg"><img class="size-medium wp-image-17281" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/05/focaccia-300x225.jpg" alt="le farine e la focaccia secondo umberto curti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">le farine secondo umberto curti</p></div>
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<p>A Torriglia le farine secondo Umberto Curti</p>
<p>In occasione del 5° e animatissimo <strong>Festival del canestrelletto di Torriglia</strong>, conferenza di <strong>Umberto Curti</strong> “La verità vi prego sulle farine” domenica 4 giugno dalle h 11.00 presso il centro “La Torriglietta”, via Provvidenza 3, proprio in centro paese.<br />
<strong>Ingresso libero</strong> sino ad esaurimento capienza.<br />
Un appuntamento per conoscere meglio uno degli ingredienti più centrali della tavola mediterranea (raffinazioni, forze, glutine, preimpasti…) e per scoprire il magnifico pianeta dei cosiddetti <strong>“grani antichi” macinati a pietra</strong>, affinché il piacere del cibo non diventi criticità per la salute.</p>
<p>Il Festival, nel verde di Torriglia, è una giornata piena e festosa, tra stand di golosità artigianali, musica, attività per i più piccini e menu speciali nei ristoranti.</p>
<p>E ringraziamo gli Organizzatori, per il cortese e gradito invito.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
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