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	<title>Ligucibario &#187; scimiscià</title>
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		<title>Il vino a Valbrevenna</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 08:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26108" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/197.jpg"><img class="size-medium wp-image-26108" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/197-300x259.jpg" alt="uve a orco feglino (sv)" width="300" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">uve a orco feglino (sv)</p></div>
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<p>Riccardo Poggio, mio ex (brillante) allievo nei corsi GAE e persona innamorata della <strong>Valbrevenna</strong>, mi ha inviato un articolo, assai stimolante e subito pubblicato su BioVoci (<a title="vino di valbrevenna" href="https://biovoci.blogspot.com/2025/05/il-vino-della-valbrevenna.html" target="_blank">link qui</a>), relativo alla viticoltura “eroica” che dal 1700 si praticava in quell’entroterra genovese. Valbrevenna, in particolare, è un abitato antico &#8211; e conservatosi green &#8211; di circa 740 abitanti, case sparse sulle colline, noto anzitutto per <strong>il santuario della Madonna dell’Acqua</strong> in frazione Molino Vecchio e per alcune tradizioni gastronomiche, pienamente liguri, fra cui le formaggette (vaccine e caprine), ortaggi e frutta, minestrone e polenta nei mesi più freddi, torta baciocca, ravioli, le “castagne grasse” ovvero castagne-cuighe-côi (un secolo fa agivano una dozzina di mulini per castagne…), ricette col coniglio e col cinghiale, canestrelli, mieli e frutti del bosco… Il tomassu, in particolare, era la prescinsêua, la cagliata, che nelle aree rurali sovente fungeva da breakfast.</p>
<p>ll torrente Brevenna nasce dal <strong>monte Antola</strong> (1.597m) e confluisce nello Scrivia ad Avosso, presso Casella, dopo un breve percorso di circa 15 km. Percorre tuttavia piccoli paradisi da hiking e biking, fra mulattiere e immancabili <strong>muretti a secco</strong> (da Piancassina si sale classicamente a Lavazzuoli e poi all’Antola con circa 100 minuti di cammino). Valbrevenna fu a lungo fliscana (donde l’utilizzo del medievale <strong>castello di Senarega</strong>), e il Comune si costituì dopo svariate vicende storiche solo nel 1898, peraltro in un periodo di spopolamento in quanto cresceva purtroppo l’emigrazione – ligure oltre che genovese &#8211; verso le Meriche (emigrazione che successivamente si orientò alle industrie della città di Genova). Oggi l’economia rurale dà qualche segno di ripresa, tenendo conto che alcuni giovani stanno ribellandosi alle globalizzazioni e riconsiderando mestieri e modelli di vita che talora parevano del tutto estinti.</p>
<p>Quanto all’articolo di Riccardo Poggio, affettuoso tributo a realtà (siano di ieri o di oggi) che sempre troveranno spazio su BioVoci, esso, accennando al <strong>nibbiêu da-ö peigöllö rössö</strong>, conferma un’ampelografia ligure complessa e vivace. Personalmente, molti anni fa, presentando a Toirano il mio “<strong>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</strong>” (<a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>), mi trovai dinanzi a varie persone del luogo che non riconoscevano i tanti vitigni locali cui accennavo loro, salvo uno che – così mi fu detto – dava una botta di metilico… E di recente mi sono imbattuto in uno “<strong>Sciactrac</strong>” del 1964, prodotto dal cav. Armando Ansaldo a Riomaggiore, che è – udite udite &#8211; un pinot noir liquoroso…</p>
<p>Poi, ovviamente, alcuni vitigni – e alcune vigne &#8211; sono scomparsi per via anzitutto di 3 cause: a)la loro delicatezza e/o scarsa resa; b)<strong>la tragica fillossera</strong>, che anche in Liguria inferse alcuni colpi di grazia; c)l’insostenibilità economica, poiché produzioni troppo piccole non potevano garantire quel rapporto costi/benefici che è storicamente “appannaggio” di altri (in primis in Piemonte e Toscana).</p>
<p>E’ pur vero che l’istituzione delle DOC, sul modello delle AOC francesi, a partire in Liguria dal <strong>Dolceacqua (1972)</strong>, pur con alcuni limiti ha indotto una diversa sensibilità verso il vinificare bene, e poi ha favorito la riscoperta di alcune varietà dimenticate, fra cui <strong>il Moscatello di Taggia a ponente e lo Scimiscià a levante</strong>. Come sempre, l’auspicio di Ligucibario® è che, senza fanatismi e senza aggettivazioni discutibili (ancestrale, resiliente…), si possano produrre in Liguria vini sempre più puliti, piacevoli, e – oso dirlo &#8211; idonei talvolta a ripristinare coltivazioni là dove esse erano un tempo, prima che le accelerazioni e le turbolenze della contemporaneità le obliterassero. L’entroterra ligure, mi raccomando, richiede <strong>strategie (e momenti formativi) al passo coi tempi, non demagogia</strong> un tanto al chilo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Abissi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 09:37:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Abissi&#8221; è uno spumante brut metodo classico prodotto da Bisson (Piero Lugano), società agricola con enoteca a Chiavari (GE). E&#8217; un uvaggio beninteso autoctono, che può esser di bianchetta, vermentino, scimiscià. Il nome si lega al fatto che il vino affina sui lieviti dentro bottiglie calate in profondità (ergo a temperatura costante) dentro quel mare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/abissi/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Abissi&#8221; è uno spumante brut metodo classico prodotto da Bisson (Piero Lugano), società agricola con enoteca a Chiavari (GE). E&#8217; un uvaggio beninteso autoctono, che può esser di bianchetta, vermentino, scimiscià. Il nome si lega al fatto che il vino affina sui lieviti dentro bottiglie calate in profondità (ergo a temperatura costante) dentro quel mare &#8220;area protetta&#8221; di San Fruttuoso, antistante Camogli (GE), dove spicca la celebre statua del Cristo degli abissi… Ne scaturisce un prodotto molto piacevole e versatile, bollicina talora da tutto pasto, perlage perfetto con alcuni piatti della cucina ligure.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>A Finale Ligure i cedri per la marmellata</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 10:03:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A Finale Ligure i cedri per la marmellata Leggevo nei giorni scorsi, tema che da sempre riguarda Ligucibario®, di frutti dimenticati, di biodiversità recuperate… Ho già segnalato che Ispra-Arpal ha di recente edito schede descrittive di alcuni frutti rappresentativi della Liguria, alcuni più noti (l’olivo colombaia, l&#8217;albicocca valleggia, i vitigni moscatello, ruzzese, scimiscià…) altri decisamente ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/a-finale-ligure-i-cedri-per-la-marmellata/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/perti-chiostro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20030" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/perti-chiostro-300x225.jpg" alt="perti chiostro" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A Finale Ligure i cedri per la marmellata</p>
<p>Leggevo nei giorni scorsi, tema che da sempre riguarda Ligucibario®, di <strong>frutti dimenticati</strong>, di <strong>biodiversità</strong> recuperate… Ho già segnalato che Ispra-Arpal ha di recente edito schede descrittive di alcuni frutti rappresentativi della <strong>Liguria</strong>, alcuni più noti (l’olivo <strong>colombaia</strong>, l&#8217;albicocca <strong>valleggia</strong>, i vitigni <strong>moscatello</strong>, <strong>ruzzese, scimiscià</strong>…) altri decisamente meno, di cui, sia come sia, urge una salvaguardia sempre militante, che possa nella giusta misura &#8220;ripromuoverli&#8221; anche nelle quotidianità alimentari e nella conoscenza da parte dei consumatori.<br />
Si tratta di arancia Armellun, olivo Gorgona, albicocca Valleggia, pero Buccun, castagno Buiasca, pero dell’Armella del seme, castagno Buinevera, pero Gastaldi, castagno Mundin-ne, pesco Dantin, castagno Pusielasca, pesco Dessiè, castagno Saigretta, pesco Michelini, cedro degli Ebrei, pummelo Sciadocco, ciliegio Camoglina, prugna Arselin-a, fico Amete, prugna Basaricatta, fico Negretta, prugna Buonboccone, fico Verdepasso, prugna Cateinetta, mela Bucapreve, prugna Negraà, mela Limonina, vite Moscatello di Taggia, mela Ciapelletta, vite Ruzzese, melo Muscin-a, vite Scimiscià, olivo Colombaia.<br />
E, di recente, ho dialogato anche con una famiglia, storicamente gestrice di agriturismi tra Calizzano e <strong>Finale Ligure</strong>, che in un’area (a me ben nota * ) benedetta dagli dèi ha messo a dimora anche numerosi agrumi, da cui ricava – di fatto in modo casalingo &#8211; ottime marmellate fra cui, la più “rara”, quella di <strong>cedro</strong>. Citrus medica è un arbusto da frutto di cui accenna già l&#8217;enciclopedista <strong>Plinio il Vecchio</strong>, e che in Italia, come risaputo, &#8220;leghiamo&#8221; anzitutto alla <strong>Calabria</strong><br />
In Liguria (Sanremo, Bordighera) si ha notizia di un &#8220;cedro degli Ebrei&#8221;, grosso, giallo citrino, dalla buccia consistente. Ovviamente, come il chinotto, teme le temperature rigide. Ha polpa presenziata da molti semi, acidula. La raccolta si svolge in luglio-agosto (importante <strong>festa di Sukkot</strong>/delle capanne/dei tabernacoli nel calendario ebraico&#8230;), e settembre-novembre per le produzioni agroalimentari di confetteria.<br />
A grandi linee il procedimento per la marmellata consiste nel raccogliere i frutti quasi maturi (ancora verdi di colore), come si fa coi chinotti. Vengono lavati e sbucciati. Si tiene la polpa e una parte di scorza, ed il tutto va a bagno in acqua per circa 2 giorni, al fine di togliere un poco di amarore. Poi si sbollentano i frutti mentre la scorza viene cotta a parte. In un secondo tempo si procede, per la marmellata, cuocendo la polpa, le scorze, e aggiungendo zucchero per una percentuale di circa 700 g per ogni kilogrammo di frutta. Si cuoce il composto sino a 57/59 brix (sostanza solida su soluzione liquida). A fine cottura si frulla tutto, si imbarattola a caldo ed infine si pastorizzano i vasetti in forno.<br />
Va da sé che queste marmellate, che raccontano terroir e filiere brevi, non sono solo strepitose <strong>su crostate di pastafrolla e dentro gobeletti </strong>(tipicità che Finale si &#8220;disputa&#8221; con Rapallo&#8230;), ma anche in accompagnamento a<strong> formaggi</strong> “di personalità”. Perché, cari Raffaele e Raffaellino, non traguardare dunque anche una <strong>mostarda</strong>, per quelle occasioni in cui i gourmet non resistono ad un bollito misto?<br />
* si tratta di <strong>Perti</strong>, antico &#8220;castrum&#8221; ad un passo sia dal magico faggeto del <strong>Melogno</strong> sia dalla patria del botanico <strong>Giorgio Gallesio</strong> (1772-1839), vedi U. Curti, <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>, ed. De Ferrari, Genova, 2012, da p. 44<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Fontanabuona bianco e rosso</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 14:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si traeva da uvaggi di Vermentino, Rollo, Trebbiano, Pignola, Arzaiga… Rosso si traeva viceversa da uvaggi di Sangiovese, Barbera e Nebio (è Dolcetto). Oggi in Val Fontanabuona vigne, ulivi e allevamenti sono sovente, purtroppo, solo un ricordo o una marginalità, essendo il verde in gran parte stato sacrificato alle esigenze dell’industrializzazione e di &#8220;nuove&#8221; economie&#8230; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fontanabuona-bianco/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si traeva da uvaggi di <a title="Vermentino" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vermentino/">Vermentino</a>, <a title="Rollo" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/rollo/">Rollo</a>, <a title="Trebbiano toscano" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/trebbiano-toscano/">Trebbiano</a>, <a title="Pignola bianca" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pignola-bianca/">Pignola</a>, <a title="Arzaiga" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/arzaiga/">Arzaiga</a>… Rosso si traeva viceversa da uvaggi di <a title="Sangiovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sangiovese/">Sangiovese</a>, <a title="Barbera" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/barbera/">Barbera</a> e Nebio (è <a title="Dolcetto" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dolcetto/">Dolcetto</a>).</p>
<p>Oggi in Val Fontanabuona vigne, ulivi e allevamenti sono sovente, purtroppo, solo un ricordo o una marginalità, essendo il verde in gran parte stato sacrificato alle esigenze dell’industrializzazione e di &#8220;nuove&#8221; economie&#8230; Destino di molto Appennino, ma recuperi come quello del vitigno Scimiscià fanno ben sperare&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Passiti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 17:42:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La Liguria non ne è povera, oltre al celeberrimo DOC Sciacchetrà (vin particulà, vin renfurzà&#8230;) esistono infatti &#8211; anche sperimentalmente e quindi talvolta con vita breve &#8211; passiti di Bianchetta, di Scimiscià * , di Levanto, di Pigato, di Rossese di Dolceacqua, di Ormeasco di Pornassio… Positivi soprattutto i risultati delle aziende De Batté a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/passiti/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La Liguria non ne è povera, oltre al celeberrimo DOC Sciacchetrà (vin particulà, vin renfurzà&#8230;) esistono infatti &#8211; anche sperimentalmente e quindi talvolta con vita breve &#8211; passiti di Bianchetta, di Scimiscià * , di Levanto, di Pigato, di Rossese di Dolceacqua, di Ormeasco di Pornassio… Positivi soprattutto i risultati delle aziende De Batté a Riomaggiore (SP), Bisson a Chiavari (GE) e Bruzzone in Val Polcevera&#8230;<br />
* Scimiscià (cimiciato?), vitigno recuperato anzitutto grazie a Domenico Cuneo dell&#8217;agriturismo &#8220;U cantin&#8221; di San Colombano Certenoli (GE), propone innumerevoli grafie.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Scimiscià</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 11:21:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Scimiscià, la grafia è discussa, quasi un optional: Cimixà, Ximixà… Vitigno della Val Fontanabuona e dintorni (Cassottana di Cicagna, Neirone, Coreglia Ligure, San Colombano Certenoli), nel Genovesato da 4 secoli, è stato oggetto di una recente – parziale &#8211; operazione di “salvataggio” e recupero (merito di Domenico Cuneo Castillo dell&#8217;agriturismo &#8220;U cantin&#8221; di San Colombano ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scimiscia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Scimiscià, la grafia è discussa, quasi un optional: Cimixà, Ximixà… Vitigno della Val Fontanabuona e dintorni (Cassottana di Cicagna, Neirone, Coreglia Ligure, San Colombano Certenoli), nel Genovesato da 4 secoli, è stato oggetto di una recente – parziale &#8211; operazione di “salvataggio” e recupero (merito di Domenico Cuneo Castillo dell&#8217;agriturismo &#8220;U cantin&#8221; di San Colombano Certenoli * ). Il biotipo è il Genovese reperito in Corsica. Uve bianche, resa limitata, nome forse da &#8220;cimice&#8221; per i puntini sugli acini (e cimiciato lo chiama l’Arata nel <em>bollettino agrario</em> di febbraio 1882). Simile in bocca al Lumassina savonese, può essere un vino da stoccafisso e umidi di mare. Se ne fa ormai anche una tipologia spumantizzata ed una passita.<br />
* su questi luoghi e vicende leggimi estesamente al link <a href="https://www.liguriafood.it/2019/10/16/san-colombano-certenoli-viaggio-nella-ruralita-dal-medioevo-oggi/">https://www.liguriafood.it/2019/10/16/san-colombano-certenoli-viaggio-nella-ruralita-dal-medioevo-oggi/</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
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		<title>Golfo del Tigullio-Portofino DOC</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 21:02:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La denominazione d’origine, risalente al 1997 (senza l&#8217;aggiunta in dicitura di Portofino&#8230;) e riguardante 36 Comuni da Genova a Moneglia, individua vini Bianchetta, bianco, Vermentino, il recuperato Scimiscià (innumerevoli le grafie), rosato, rosso, Ciliegiolo, moscato, passito, talora con spumantizzazioni o macerazione carbonica (novelli). Il vitigno ciliegiolo è, al pari del Vermentino, in condivisione con la ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/golfo-del-tigullio-doc/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/golfo-del-tigullio-doc/">Golfo del Tigullio-Portofino DOC</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La denominazione d’origine, risalente al 1997 (senza l&#8217;aggiunta in dicitura di Portofino&#8230;) e riguardante 36 Comuni da Genova a Moneglia, individua vini Bianchetta, bianco, Vermentino, il recuperato Scimiscià (innumerevoli le grafie), rosato, rosso, Ciliegiolo, moscato, passito, talora con spumantizzazioni o macerazione carbonica (novelli). Il vitigno ciliegiolo è, al pari del Vermentino, in condivisione con la Toscana, il moscato è il solo della Liguria, ove si eccettui il recuperato moscatello di Taggia (geneticamente moscato di Canelli).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/golfo-del-tigullio-doc/">Golfo del Tigullio-Portofino DOC</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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