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	<title>Ligucibario &#187; revzora</title>
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		<title>Mais quarantino</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:14:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il mais quando giunse dal Nuovo Mondo fu chiamato granturco in quanto alimento “esotico”. In alcune aree divenne protagonista di una dieta monoingrediente (nelle campagne si arrivava a consumare 4 chili di polenta per persona…), che presto fece esplodere il flagello mortifero della pellagra, di cui peraltro non si sapevano individuare le cause… La tragedia ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mais-quarantino/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mais quando giunse dal Nuovo Mondo fu chiamato granturco in quanto alimento “esotico”.<br />
In alcune aree divenne protagonista di una dieta monoingrediente (nelle campagne si arrivava a consumare 4 chili di polenta per persona…), che presto fece esplodere il flagello mortifero della pellagra, di cui peraltro non si sapevano individuare le cause…<br />
La tragedia andò avanti a lungo: dermatiti, diarree, demenze, e l&#8217;ignoranza popolare trasformava i malati in vampiri.<br />
In Liguria il mais, per via di un’orografia che osta all’agricoltura, fu nei secoli presenza quantitativamente secondaria.<br />
Lo incontriamo di fatto in alcune polente (caso per caso con cavoli, porri e prescinsêua, coniglio, stoccafisso), nei fügassin de mega rivieraschi, nella revzora di Campo Ligure, nei panotti di Ne e nei micotti di Borzonasca, in tradizioni della val di Vara…<br />
Il mais quarantino, a maturazione rapida (40 giorni la spiga, 4 mesi il raccolto) s’incontra in Liguria in Val d’Aveto, ha pannocchie quasi arancione e se ne ottiene una farina assai rustica&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Soppressa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 11:27:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Soppressa * o soppressata è di fatto la testa in cassetta, salume suino tipico, in Liguria, ad es. di Campo Ligure (GE), dove può accostare tipicamente la revzora di meliga (un pan focaccia con farina di mais), ma anche di Sassello (SV) ecc.. E&#8217; una produzione antica, &#8220;di risulta&#8221; (di fatto è quinto quarto conciato ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/soppressa-2/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Soppressa * o soppressata è di fatto la testa in cassetta, salume suino tipico, in Liguria, ad es. di Campo Ligure (GE), dove può accostare tipicamente la revzora di meliga (un pan focaccia con farina di mais), ma anche di Sassello (SV) ecc.. E&#8217; una produzione antica, &#8220;di risulta&#8221; (di fatto è quinto quarto conciato ** &#8230;), diffusa in diverse regioni italiane. La Liguria la condivide anzitutto con Gavi (AL), e la Lunigiana tosco-emiliana&#8230; Una sorta di soppressata figura persino fra le provviste destinate ai genovesi che nel 1547 assediavano agli ordini del capitano Sebastiano Lercari il castello fliscano di Montoggio, che poi cadde. L&#8217;abbinamento enologico di Ligucibario® in questo caso esce dalla regione e può focalizzare Lambrusco, o rosé spumantizzati&#8230;<br />
* sub pressa. Viene infatti collocata in stampi, “cassette” a bauletto tipo plumcake<br />
** se t&#8217;appassiona il tema interiora, trippe, frattaglie, ti suggerisco il mio &#8220;Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto, storia e ricette&#8221;, ed. De Ferrari, Genova, 2012&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Una Barbera dentro la storia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 10:29:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22208" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora1-126x300.jpg" alt="smart" width="126" height="300" /></a>Proprio nei giorni in cui si fa più veemente la protesta di molti agricoltori europei, mi è tornato alla mente <strong>il professor Giovanni Rebora, sampierdarenese</strong> doc, una volta &#8211; molto tempo fa &#8211; gli sentii più o meno dire che certe imposizioni igieniche erano eccessive, e che certi piccoli produttori di formaggette non avevano mai avvelenato nessuno.</p>
<p>L’Italia tendenzialmente è uno dei Paesi in cui purtroppo regna molta ignoranza circa la biologia e l’ecologia, un Paese ormai “ultimo” in molti campi (1), e parole come sostenibilità e biodiversità forse sono state inquadrate nel loro compiuto valore più tardi che altrove.</p>
<p>Io conobbi Rebora ai tempi dell’Università, via Balbi 6 a Genova, primi anni ’80 di un secolo – nel bene e nel male &#8211; ormai trascorsissimo.</p>
<p>Docente di storia assai innovativo, festeggiava già vent’anni d’insegnamento accademico, e traguardava l’importante <strong>convegno internazionale sulla dieta mediterranea</strong> (Cultura e storia dell’alimentazione) che si sarebbe tenuto a Imperia, i cui preziosi Atti – oggi quasi introvabili se non presso una Biblioteca d&#8217;Imperia? &#8211; uscirono negli anni successivi. La dieta mediterranea, al pari dei muretti a secco, è oggi patrimonio UNESCO&#8230;</p>
<p>Nel 1998 avrebbe poi pubblicato, presso l’editore barese Laterza, anche quella “Civiltà della forchetta” che forse si rivela il suo sforzo più compiuto…</p>
<p>Leggo sull’etichetta del <strong>magnifico vino Barbera DOCG che l’azienda Franco Roero di Montegrosso d’Asti gli ha dedicato</strong> “Giovanni Rebora, professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze”…</p>
<p>Un po’ di quelle atmosfere le ritrovo ogni tanto presso Baccicin du caru, a Mele, “osteria” gourmet con buoni vini lungo il <strong>passo del Turchino</strong>, che lega Voltri a Ovada, tra Liguria e Stura piemontese, strada fascinosa per chi come me detesti le autostrade e i milioni di cantieri che di colpo, dopo l&#8217;immane tragedia di Ponte Morandi, l&#8217;hanno punteggiate. Non a caso, ama pranzarvi anche il figlio di Rebora.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22210" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora21-300x298.jpg" alt="smart" width="300" height="298" /></a>Quando in un paio di occasioni abbiamo parlato, niente malinconie, niente saudade. Quanto a me, amo quelle strade e quelle terre, visitato il santuario dell’Acquasanta o la neviera soprastante potete proseguire in Masone dove l’estrazione del ferro ha lasciato in eredità un museo ad hoc, in Campo Ligure dove l’arte della filigrana tuttora crea oggetti di squisita fattura “all’ombra” di castello Spinola, in Rossiglione dove una coppia di “nostalgici” ha riunito oggetti del più intrigante modernariato, dalla bachelite alle Vespe Piaggio&#8230; I sapori &#8211; cui <strong>Ligucibario®</strong> ha nel tempo dedicato tante attenzioni&#8230; &#8211; sono quelli dei fugassin, della revzora con la testa in cassetta, dei ravioli, della bazzurra e della pute, del polpettone coi fagiolini gancetti. Il bosco dà funghi, castagne, miele (perfetto coi formaggi locali tra cui un bleu d&#8217;autore, a latte crudo), e Masone va famosa per i suoi biscotti crumiri, con finissima meliga&#8230;</p>
<p>In definitiva, il problema non è tanto dimenticare gli insegnamenti di Rebora, e di mille altri buoni maestri che ho menzionato uno ad uno nel mio “Sostenibilità e biodiversità. Un glossario” (ottenibile gratuitamente <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>), <em>panta rei</em> e il tempo fugge inesorabile, la polvere notoriamente è capace di poggiarsi anche sulle pagine e i ricordi migliori.</p>
<p>Il problema, e lo scrivo anche per esperienza diretta, dopo quasi 40 anni di &#8220;militanza&#8221; e confronto operativo sui territori liguri, è che <strong>le scienze umane e le scienze esatte sovente non sanno dialogare, manca una trasversalità interdisciplinare, e la cosiddetta contaminazione fra saperi,</strong> di cui tanto si ciancia, rimane virtuosa solo nelle intenzioni &#8220;accademiche&#8221; e sulla carta, non dentro la “dura” realtà delle concretezze.</p>
<p>Lo avrete intuito, amici Lettori, hortus conclusus (&#8220;il geloso campo del lavoro intellettuale&#8221;) non è espressione che io ami.</p>
<p>(1) tuttora vi consiglio (se non temete i bruciori di stomaco) l’evergreen Antonio Galdo, “Ultimi”, ed. Einaudi, Torino, 2012…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Campo Ligure chapeau!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 13:30:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Campo Ligure si è classificata quinta nel recente contest RAI “Il borgo dei borghi”. Chapeau! E via via che le località scorrevano, mentirei se affermassi di non aver immaginato un piazzamento ancora più alto&#8230; Campo Ligure, un borgo&#8230;in filigrana Ho infatti sempre voluto bene a questo borgo della valle Stura ligure (l&#8217;antico Campo Fredo, Campo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-filigrana/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/castello-veduta-dal-portone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21537" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/04/castello-veduta-dal-portone-225x300.jpg" alt="castello veduta dal portone" width="225" height="300" /></a>Campo Ligure</strong> si è classificata quinta nel recente contest RAI “Il borgo dei borghi”. Chapeau! E via via che le località scorrevano, mentirei se affermassi di non aver immaginato un piazzamento ancora più alto&#8230;</p>
<h2>Campo Ligure, un borgo&#8230;in filigrana</h2>
<p>Ho infatti sempre voluto bene a questo borgo della <strong>valle Stura ligure</strong> (l&#8217;antico Campo Fredo, Campo Frei) circondato da pascoli e tracciati escursionistici, “dominato” da un magnifico castello degli <strong>Spinola</strong> restituito alla comunità, e last not least caratterizzato dalla tradizione dei <strong>filigranisti</strong> (Deogratias, botteghe artigiane e uno specifico museo animano ancora il suo centro storico).<br />
L&#8217;ardita <strong>ferrovia ottocentesca Genova-Acqui Terme</strong> &#8211; pur con tempi &#8220;rallentati&#8221; dal binario unico &#8211; consente di giungervi anche senza lo stress e le emissioni dell’auto, e sei nel <strong>Parco del Beigua</strong>…</p>
<h2>Campo Ligure, cucina della tradizione</h2>
<p>Amico Lettore, ovviamente <strong>Ligucibario®</strong> a Campo Ligure ti accompagnerebbe anzitutto alla scoperta della <strong>revzora</strong> (una focaccia rustica, alta, nel cui impasto entra anche farina di granturco) perfetta con le teste in cassetta, dei prodotti caseari, dei funghi, delle varietà di frutta fra cui squisite mele, dell’apicoltura, ma anche di quella sagra dello stoccafisso che ad ogni tarda primavera “cattura” gourmet locali e <em>foresti</em>. Non finiremo mai di ringraziare il naufragio di Pietro Querini, patrizio-mercante veneziano, alle isole Lofoten&#8230;<br />
La cucina della tradizione a Campo Ligure porta poi in tavola zuppe “povere” &#8211; ma corroboranti &#8211; come la <strong>pute</strong> (<a title="pute valle stura ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pute/" target="_blank">link qui</a>) e la <strong>bazzurra</strong> (<a title="bazzurra valle stura ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bazzurra/" target="_blank">link qui</a>), paste fresche e ripiene, polpettoni, carni bovine, il rito delle tomaxelle/tomaselle di vitello (mia madre ne ricavava ö töccö per condire tanti primi), il cinghiale, e per finire la pasticceria secca (e il pandolce basso!) e le torte di mandorle in “coabitazione” col vicino Piemonte.<br />
Se ben ricordo, la pute talvolta è nel menu dell’amico Gianni Bruzzone, presso l’Osteria <strong>Baccicin du Caru</strong> che da tanti anni consente soste ai buongustai (e ottime bottiglie) lungo il passo del <strong>Turchino</strong>, che tuttora collega con tornanti e scorci d&#8217;antan la Liguria col Piemonte.<br />
Buon appetito!<br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/i-nostri-servizi" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Pranzo al Beigua</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 10:50:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pranzo al Beigua Chiunque un poco mi conosca, o mi legga, sa l’amore che nutro per la Liguria di ponente (quando nacqui, la mia famiglia gestiva un frequentato albergo a Varazze, proprio lungo l&#8217;Aurelia, e Luisa sospetta che un cordone ombelicale ancora mi avvinca a quei luoghi, dove un giorno chissà tornerò a vivere…). Lo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/pranzo-al-beigua/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19863" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743.jpg"><img class="size-medium wp-image-19863" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743-225x300.jpg" alt="sassello" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Pranzo al Beigua</p>
<p>Chiunque un poco mi conosca, o mi legga, sa l’amore che nutro per la Liguria di ponente (quando nacqui, la mia famiglia gestiva un frequentato albergo a <strong>Varazze</strong>, proprio lungo l&#8217;Aurelia, e Luisa sospetta che un cordone ombelicale ancora mi avvinca a quei luoghi, dove un giorno chissà tornerò a vivere…).<br />
Lo stress del lavoro, il rumore della vita cittadina, e d’estate la calura mi spingono sovente verso gli entroterra, di cui amo le faggete, i silenzi, la dimensione più appartata, gli odori puliti, risorse che hanno fatto di me un buon camminatore dall&#8217;Alta Via sino alla Val Tanaro…<br />
Mi affascina <strong>Sassello</strong>, su Ligucibario le ho già dedicato un pezzo affettuoso (<a title="gita a sassello" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">link</a>), a suo tempo molto letto e condiviso. Vi giungo – più che dalla Valle Stura &#8211; dalle Albisole, cui mi legano l’interesse per <strong>la ceramica</strong> (Mazzotti e Pozzo Garitta rimangono un&#8217;esperienza mistica) e qualche volta &#8211; ma nei giorni feriali di settembre&#8230; &#8211; le cene pieds dans l’eau ai “<strong>Soleluna</strong>” dell’amico Alessandro, azienda che quest&#8217;anno compie 20 anni come la mia.<br />
Da Sassello salgo nella <strong>foresta della Deiva</strong>, oppure mi sposto verso le magie di <strong>Piampaludo</strong>, del monte Avzé, di <strong>Pratorotondo</strong> col suo ospitale rifugio, che a volte combatte la nebbia con fumanti polente&#8230;<br />
Sassello, anche grazie al magnifico punto accoglienza di <strong>Palazzo Gervino</strong> (proprio all’imbocco del centro storico), è uno dei cuori del Parco del Beigua, meta di villeggianti, turismo outdoor, buongustai e scolaresche. E mia. Il <strong>Beigua</strong> è in Liguria il parco più esteso per ettari di superficie, e raggruppa Comuni sia costieri che interni, Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Tiglieto, Sassello (il primo in Italia insignito nel 1999 della bandiera arancione Touring), Stella, Varazze. In tal senso, l’alto spartiacque appenninico si affaccia sul mare unendo in modo affascinante due realtà ambientali e culturali assai diverse, e ricche.<br />
Sassello, ma potrei pronunciarmi analogamente per altre località limitrofe, consente (non v&#8217;è da stupirsene) molteplici soste golose, secondo gusti e budget sono <strong>botteghe trattorie ristoranti agriturismi</strong>. Mi piace qui immaginare – tra il virtuale e il reale &#8211; un menu tutto costruito sui prodotti più tradizionali di quelle terre, che ovviamente &#8220;raccontano&#8221; anzitutto arte bianca, ruralità, salumifici e caseifici, pasticceria secca, frutti del bosco.<br />
Perché dunque non iniziare con un (piccolo) <strong>tagliere di salumi e formaggi, quest’ultimi abbinati a miele</strong> locale? A Sassello officiano riti solenni in termini di paté di lardo, salame crudo e cotto, testa in cassetta, prosciutto. Le <strong>formaggette</strong> provengono dalla Valle Stura, o da Stella. E nel cesto del pane mi auguro trionfi un assaggio di <strong>tirotto</strong> di Sassello e di <strong>revzora</strong> di Campo Ligure.<br />
Come primo piatto suggerirei <strong>trofiette di castagne</strong>, condite con un pesto “grossolano”, di personalità, dove il pecorino (e l’aglio) confermi il proprio ruolo. E chi amasse un’aggiunta di cagliata, nel Savonese può recuperare fresco <strong>zuncò</strong>, ovino, o misto (la giuncata, così detta poiché la reticella per scolarla era di giunco marittimo, pianta spontanea * ).<br />
Nuovamente poi mi perdoneranno i vegetariani ma il secondo potrebbe configurarsi come un roastbeef di filiera breve (Giusvalla&#8230;), “condito” da <strong>olio aromatizzato ai porcini di Sassello</strong>, oppure – in stagione – un tegame di patate e <strong>funghi</strong>, quello che nelle mani di un capace chef o di una esperta casalinga creerà pericolose forme di dipendenza nei commensali.<br />
Granfinale, last not least (e stomaco permettendo), garantito dalla <strong>pasticceria secca</strong>, gli amaretti di Sassello, i crumiri di Masone, i baci di Sambuco, ed altri ancora, fra cui i canestrelli, tutti perfetti con un tulipanino di passito a bacca bianca.<br />
Qualora le portate lo consentano, l’abbinamento enologico potrà in realtà spingersi anche verso il bellissimo pianeta delle <strong>birre artigianali, a Sassello conosco infatti 2 birrifici</strong> che “rivaleggiano” verso l’alto; Luisa – confermando come sempre i nostri derby famigliari – talvolta privilegia i capolavori di “Elissor” (Winja n. 25…), io “Altavia” (Monte Rama abita sovente il mio teku, specie con carni importanti e con erborinati).<br />
Che resta da dire? Buon Beigua, amico Lettore che cerchi paesaggi nitidi, e raccontami i tuoi food tour, gli indirizzi giusti non bastano mai…<br />
* trovi sempre queste voci cliccando <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">qui l’Alfabeto del gusto</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Focaccine di mais</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 21:06:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Focaccine “de granun”, il mais è il granturco, si preparano soprattutto in area Beigua, in Val Petronio, in Val di Vara. A Campo Ligure (GE) in Valle Stura il loro nome è revzora. Perfette anzitutto con i salumi come la testa in cassetta (e le verdure in addobbo, sott’olio), meritano ad es. un DOC Golfo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccine-di-mais/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Focaccine “de granun”, il mais è il granturco, si preparano soprattutto in area Beigua, in Val Petronio, in Val di Vara. A Campo Ligure (GE) in Valle Stura il loro nome è <a title="Revzora di Campoligure (GE)" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">revzora</a>. Perfette anzitutto con i salumi come la testa in cassetta (e le verdure in addobbo, sott’olio), meritano ad es. un DOC Golfo del Tigullio-Portofino Bianchetta, alla giusta temperatura e nei giusti calici&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Testa in cassetta / soppressa</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 12:05:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Salume “mosaico”, testa e spalla suine e gelatina dalla cotenna, è vanto anzitutto di Campo Ligure (GE), dove le accompagnano la revzora di mais. Ha sapore speziato. Si modella pressata dentro forme apposite (donde il nome), si insacca, ed è perfetta per la degustazione dopo 24 ore a basse temperature, anche con salse. Esiste poi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/testa-in-c-soppressa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Salume “mosaico”, testa e spalla suine e gelatina dalla cotenna, è vanto anzitutto di Campo Ligure (GE), dove le accompagnano la revzora di mais. Ha sapore speziato. Si modella pressata dentro forme apposite (donde il nome), si insacca, ed è perfetta per la degustazione dopo 24 ore a basse temperature, anche con salse. Esiste poi una ricetta più ponentina dello chef savonese Ferrer Manuelli, l&#8217;oste di prua &#8211; amico di Veronelli &#8211; che cucinava &#8220;a vela&#8221;. A Gavi (AL) entrano nella preparazione anche parti (poco pregiate) di vitellone e vitello.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Testa in cassetta o soppressa</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 11:34:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Testa in cassetta o soppressa * , salume &#8211; suino &#8211; tipico ad es. di Campo Ligure (GE), dove accosta la revzora di meliga (un focaccione con farina di mais). E&#8217; un prodotto &#8220;di risulta&#8221; (di fatto è quinto quarto conciato ** ), diffuso in diverse regioni italiane. La Liguria la condivide con Gavi, la ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/soppressa/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Testa in cassetta o soppressa * , salume &#8211; suino &#8211; tipico ad es. di Campo Ligure (GE), dove accosta la revzora di meliga (un focaccione con farina di mais). E&#8217; un prodotto &#8220;di risulta&#8221; (di fatto è quinto quarto conciato ** ), diffuso in diverse regioni italiane. La Liguria la condivide con Gavi, la Lunigiana&#8230; L&#8217;abbinamento enologico può focalizzare Lambrusco, rosé spumantizzati&#8230;<br />
* sub pressa<br />
** se t&#8217;appassiona il tema interiora, trippe, frattaglie, ti suggerisco il mio &#8220;Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto, storia e ricette&#8221;, ed. De Ferrari, Genova<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Revzora di Campo Ligure</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 10:51:32 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">Revzora di Campo Ligure</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Revzora di Campo Ligure è una rustica focaccia di &#8220;polenta&#8221;, ovvero contenente <span style="text-decoration: underline;"><em>anche</em></span> farina di mais, tipica di Campo Ligure * in valle Stura (GE), cotta preferibilmente in forno a legna, eccelsa con la testa in cassetta o i formaggi locali.<br />
La revzora (o revezora) s’incontra anche in Val Petronio (fugassetta) e Val di Vara, a cavallo fra Genovesato e Spezzino, ma là cuoce nei testetti e si mangia col preböggiön (o col solo cavolo nero…). Bella, sempre, su foglie di castagno.<br />
Il &#8220;misterioso&#8221; nome &#8211; ma su Ligucibario® si svelano tutti i misteri della cucina ligure&#8230; &#8211; si lega al fatto che <em><span style="text-decoration: underline;">revezeu era la crusca</span></em>.<br />
* la località &#8211; raggiunta anche dalla ferrovia Genova-Acqui Terme &#8211; è bellissima, castello Spinola, museo della filigrana&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">Revzora di Campo Ligure</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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