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	<title>Ligucibario &#187; petrarca</title>
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		<title>Genova, meta di principi nei palazzi dei Rolli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:01:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; I Palazzi dei Rolli testimoniano una stagione in cui la Repubblica di Genova gestì l’accoglienza di sovrani e ambasciatori grazie a un sistema codificato, integrato da strategie di comunicazione istituzionale ante litteram. Non solo magnificenza architettonica e artistica, ma un modello organizzato fondato su procedure e ritualità ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-meta-di-principi-nei-palazzi-dei-rolli/">leggi tutto</a></p>
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<p><em>I Palazzi dei Rolli testimoniano una stagione in cui la Repubblica di Genova gestì l’accoglienza di sovrani e ambasciatori grazie a un sistema codificato, integrato da strategie di comunicazione istituzionale ante litteram. Non solo magnificenza architettonica e artistica, ma un modello organizzato fondato su procedure e ritualità che anticipano le moderne pratiche dell’Event Management e dell’Hotel Management. Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo propongono i Rolli come caso studio di eccellenza storica e prototipo delle moderne SOP (Standard Operating Procedures) del settore.</em></p>
<h2>Palazzi dei Rolli. Un’eredità culturale che ispira l’hospitality moderna</h2>
<p data-start="144" data-end="646">Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo presentano i Palazzi dei Rolli come un laboratorio di eccellenza storica, un modello che anticipa le moderne SOP nei settori di Event Management, Hospitality Management e accoglienza turistica. Le lezioni offrono l’occasione per analizzare e identificare buone prassi, dove storia e pratiche contemporanee si incontrano in un caso di studio concreto, da cui trarre spunti applicabili oggi. In tale prospettiva, Luisa Puppo condurrà gli allievi di vari percorsi formativi post diploma su cui attualmente svolge docenze (sempre attinenti alla lingua inglese e alla fruizione turistico-culturale della Liguria) alla mostra <strong><a href="https://archiviodistatogenova.cultura.gov.it/valorizzazione-mostre-ed-eventi/valorizzazione-del-patrimonio-archivistico/laccoglienza-a-genova-e-il-sistema-dei-rolli" target="_blank">L&#8217;accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli</a></strong>, lodevolmente gratuita, in corso presso l’<strong>Archivio di Stato di Genova</strong>, forziere che custodisce oltre 40 km lineari di documentazioni. Mostra nella quale i “Libri delle cerimonie” (dal 1588 al 1796 * ) svelano il galateo che connotava l’ospitalità a principi e notabili negli sfarzosi palazzi dei Rolli, da vent’anni assurti – non casualmente… &#8211; a patrimonio UNESCO.</p>
<h2>I Palazzi dei Rolli, simbolo dell’ospitalità genovese</h2>
<p>Se, in occasione di particolari visite (Luigi XII, l’Infanta di Spagna, Massimiliano d’Austria) la città si rifaceva il look e le strade di collegamento, e s’illuminava a festa, per non nuocere alla qualifica di “Superba” che secoli prima le aveva tributato niente meno che Petrarca, anche l’accoglienza “privata” non poteva esser da meno ** . Stiamo riferendoci al siglo de oro (metà ‘500 – metà ‘600), allorquando Genova, capitale mercantile, si sforzava (con successo) di differenziarsi e di eccellere in ogni aspetto della vita pubblica.</p>
<h2>I “Libri delle cerimonie” e il galateo dell’accoglienza</h2>
<p>Lo scopriamo da carte delicatissime, impegnative a conservarsi, fitte di calligrafie ardue a leggersi ma meticolose. Centinaia di “vip” del potere e dell’economia (categorie sovente intrecciate), della nobiltà, del clero e della diplomazia, tutti illustrissimi e adusi al lusso, scoprivano Genova o vi tornavano, fatti oggetto di cerimoniali, di rinfreschi e d’intrattenimenti, ora solenni ora religiosi ora mondani, finalizzati ad accrescere l’immagine della città, oggi quasi diremmo la sua brand reputation. Beninteso, i costi di tutto l’apparato risultavano sempre impegnativi per non dire enormi (per Luigi XII si spesero 12mila ducati!). Inoltre, occorreva sistemare anche l’ampio seguito che “scortava” costoro, sempre inclusivo di carrozze, carriaggi e cavalli. Tanto che talvolta a Genova occorreva richiedere prestiti per non precipitare in default le proprie casse.</p>
<h2>Accogliere principi e ambasciatori: tra rituali e banchetti</h2>
<p>Ma l’etichetta, di fatto, veniva prima d’ogni altra urgenza, e nulla era casuale, gli imprevisti non trovavano spazio per esistere all’interno di un’esperienza che via via aggregava alloggi di charme, itinerari di visita, concerti, cene, cortei, maschere, barcheggi, regalie, tutto puntigliosamente scandito, senza fretta, e calibrato ad personam. Affinché Genova apparisse porto fiorente, urbanità compatta, eleganza fusa a ricchezza, e forza verticaleggiante verso le sue immediate colline.</p>
<p>E quanto alla gola dei “foresti”, ovvero i non genovesi, essa – presumiamo con piacere &#8211; incontrava il tacchino “esotico”, il rosolio, le note speziate, e cioccolate calde da sorbirsi in tazza, classica novità da corte, ma anche cioccolato (solido) donato, insieme a biscotti che oggi chiameremmo caporali o savoiardi, su vassoi avvolti nel broccato. La Liguria, non a caso, è tuttora terra di velluti, damaschi, pizzi al tombolo…</p>
<h2>Una città che costruisce la propria reputazione</h2>
<p>Chi ripartiva, certo affascinato da ciò che aveva visto, e lusingato da ciò che aveva vissuto (e ricevuto), garantiva in genere passaparola notevoli, che giovavano al “marketing” genovese. A buon intenditor…</p>
<p>La mostra all’Archivio di Stato, realtà sempre dinamica e cuore pulsante dell’offerta culturale cittadina, è visitabile, su prenotazione, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.</p>
<p>Per i gruppi, dal lunedì al venerdì, rivolgersi direttamente al numero telefonico 010 537561. Buona visita!</p>
<p>*incombe ormai anche su Genova il terremoto bonapartiano</p>
<p>**come noto, nel 1588 un bombardiere venne rasato, suppliziato e condannato a 10 anni di remi “soltanto” per aver sbagliato una salva di cannone durante un evento di rappresentanza<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti</a>, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Genova per voi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 13:53:53 +0000</pubDate>
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<p>Una coppia di amici lombardi (lui è un architetto) vengono ogni anno a far visita a Luisa e me in quel di Genova, chiedendoci di “progettare” sempre nuovi itinerari di scoperta della città. Un anno il centro storico coi Rolli, un anno la corniche di Circonvalmonte, un anno la Collezione d’arti decorative Wolfson (1880-1945), un anno il trenino di Casella che dalla val Bisagno ne penetra altre due, un anno il sistema dei Forti, un anno il Museo archeologico a Pegli dove incontrare il Principe delle arene candide e la Tavola bronzea…</p>
<p>E certamente d’immaginare qualche sosta giusta in termini di focaccia, farinata, acciughe, pansoti, torte di verdura, stoccafisso, pànera (la cucina genovese, malgrado tormentoni mediatici culminati nel mega-mortaio gonfiabile sulle acque del Tamigi, non è mai stata né mai sarà solo pesto…).</p>
<p>Itinerari, però, talvolta un po’ meno “consueti”, ovvero che di fatto consentano anche a Luisa e me – che lavoriamo nel turismo da 30 anni ciascuno – per così dire qualche nuova scoperta, qualche nuova emozione (le emozioni regalano vita e non sono mai abbastanza) che ispiri anche a noi qualche frase &#8220;alla Petrarca&#8221;.</p>
<p>Genova, sia detto subito, è dentro i genovesi, ed i genovesi sono dentro Genova. Non tutti i luoghi propongono un legame così profondo tra abitato ed abitanti. E’ un genius loci avvertibile con tutti i sensi, è un mood che poggia su colori odori sapori rumori ben distinguibili, a cominciare dal dedalo medievale dei carruggi, davvero quasi labirintico, e da quei jeans che oggi indossa il mondo intero ma che al Museo Diocesano svelano la propria origine.</p>
<p>Genova modella una città – d’ascendenza etrusca &#8211; di ripe portuali, che poi s’alza verso la collina (Montale descrisse Sottoripa con un nitido endecasillabo: paese di ferrame e alberature). Ianuensis ergo mercator&#8230; Si mostra senza esibirsi più di tanto, impegnata com’è a ritagliare sempre i propri destini fra le onde e il vicinissimo Appennino. Genova è una comunità cui fortemente somiglio, talvolta ruvida, sempre indomita, talvolta cosmopolita, sempre riservata, e che (l’avreste mai immaginato?) destina a mare e male una parola dall’identico – ma proprio identico &#8211; suono.</p>
<p>Personalmente adorerei ogni volta cominciare a raccontarla da San Donato, con quell’aria romanica che incute rispetto e, all’interno, nella cappella di San Giuseppe, quell’Adorazione dei Magi, un trittico a sportelli &#8211; opera cinquecentesca di un fiammingo &#8211; , che da sola “varrebbe il viaggio”. E poi da Canneto il Lungo, l’interminabile stretto vicolo dove aveva lo scagno – mille anni fa – mio nonno. Da lì, tutto il cuore cittadino dista pochi passi, il porto antico, la Cattedrale, piazza San Matteo, l’aurea strada nuova, e molti musei che un tempo – ora non più – avrebbero definito inaspettati…</p>
<p><em>Alla fine mi chiedo sempre (ma è un quesito da rivolgere anzitutto ai politici che ne amministrano le sorti e in qualche modo l’avvenire): come mai in una città tanto bella si vive tanto male (qualità della vita, collegamenti, degrado, crisi del commercio&#8230;), e si lavora tanto precariamente (1/4 dei liguri fatica ad arrivare a fine mese, crescono i &#8220;neet&#8221;, fuggono i giovani che possono&#8230;)?</em><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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		<title>Diversità culturale, le cucine si incontrano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2024 08:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Diversità culturale e biodiversità: la ricchezza dell&#8217;ambiente e dell&#8217;incontro. Ospite del Municipio IV media val Bisagno, su invito della Biblioteca Civica Saffi in Molassana – e dinanzi ad un pubblico molto partecipe e all’Assessora alla cultura Angela Villani &#8211; ho tenuto di recente una conversazione sul tema che emerge con vigore sin dal titolo di questo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/diversita-culturale-cucine/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22756" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/diversit---culturali-saffi.jpg"><img class="size-medium wp-image-22756" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/diversit---culturali-saffi-300x205.jpg" alt="da sx luisa puppo, umberto curti, angela villani, elena ghigliani, manuela sensi, rossella restivo" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">da sx luisa puppo, umberto curti, l&#8217;assessora angela villani, ed elena ghigliani, manuela sensi, rossella restivo di biblioteca civica saffi</p></div>
<p><em><strong>Diversità culturale e biodiversità: la ricchezza dell&#8217;ambiente e dell&#8217;incontro. Ospite del Municipio IV media val Bisagno, su invito della Biblioteca Civica Saffi in Molassana – e dinanzi ad un pubblico molto partecipe e all’Assessora alla cultura Angela Villani &#8211; ho tenuto di recente una conversazione sul tema che emerge con vigore sin dal titolo di questo pezzo.</strong></em></p>
<p>Il 21 maggio si celebra infatti la “<a href="https://www.un.org/en/observances/cultural-diversity-day" target="_blank">Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo</a>”, che io lego anche al 22 maggio, “<a href="https://www.un.org/en/observances/biological-diversity-day" target="_blank">Giornata mondiale della biodiversità</a>”. Entrambe, nella mia visione, alludono alla ricchezza dell’ambiente e dell’incontro.</p>
<h2>Ianuensis ergo mercator: cucina genovese, una storia di incontri</h2>
<p>Il detto anonimo “<strong>Ianuensis ergo mercator</strong>” precederebbe di poco il secolo di Francesco <strong>Petrarca</strong>, il quale scrisse di Genova (1358) &#8220;Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare&#8221;. Genova è Piazza <strong>Caricamento, Sottoripa (Eugenio Montale</strong> con un felice endecasillabo ancora la definiva “paese di ferrame e alberature”), è – per così dire &#8211; le persone prima ancora che scafi, le culture prima ancora che merci, gli arrivi prima ancora che le partenze.</p>
<p>Il nostro ricettario stesso è un “vocabolario” di innumerevoli importazioni linguistiche, in primis dall’arabo.</p>
<p>Oggi, per molte e note ragioni, la nostra società prova per il mondo arabo un sentimento ambivalente. Tuttavia l’apporto islamico all&#8217;Europa medievale (secoli XI-XIII) fu intenso in varie direzioni, arte e architettura, chimica e medicina, agricoltura, astronomia, matematica, musica, linguaggio, tecnologia, tessitura&#8230;</p>
<p>Di rilievo, poi, s’affermarono in Europa le traduzioni arabe di antichi classici greci, fra cui il filosofo Aristotele. Tanto che, secondo alcuni, <strong>il cosiddetto Medioevo islamico</strong> espresse una netta preminenza in termini di progresso civile, scientifico e culturale&#8230;</p>
<p>Alcuni fra i più celebri protagonisti ne furono Avicenna (XI secolo), medico già a 18 anni; Averroè (XII secolo), filosofo giurista medico astronomo…; Al-Jazari (XII secolo), sorta di Leonardo da Vinci; Ibn Battuta (XIV secolo), viaggiatore giurista storico…</p>
<p>Il 18 dicembre ricorre inoltre, istituita da UNESCO, proprio la “<a href="https://www.unesco.org/en/world-arabic-language-day" target="_blank"><strong>Giornata internazionale della lingua araba</strong></a>”. Qui non “elenco” tutte le terre dove si parla, esito dell’espansione, in progressive ondate, che sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto finì poi col lasciar tracce profonde anche in Sicilia e Spagna (e &#8211; dunque non a caso &#8211; in alcune loro ricette…).</p>
<h2>L&#8217;influsso del mondo arabo sulla cucina ligure (ingredienti e tecniche)</h2>
<p>Dagli arabi, in definitiva, è giunta un’importante messe di ingredienti e d’usi:</p>
<p><strong>la pasta (anche ripiena, fritta…), gli agrumi, la canna da zucchero (che addolciva i “sherbet” di neve dell’Etna), l’attitudine per la frutta secca, le spezie, l’alambicco da distillazione, le tendenze all’agrodolce, e forse lo stesso biancomangiare, una crema di latte e mandorle… Mandorle che non a caso ritroviamo anche nei marzapani e torroni (ieri come oggi classici dolci da banchetto e da festività).</strong></p>
<p>Il biancomangiare (blanc-manger, bramagere) è una tecnica per mangiare in bianco, prima ancora che una sorta di budino alle mandorle (o preparato con latte di mandorle), d’ascendenza medievale, forse ieri più celebre e diffuso di oggi, e che l’Italia peraltro propone(va) in molte versioni, dalla Sicilia, all’Artusi romagnolo, alla val d’Aosta… In origine era salato, con pollo e lardo, ma i banchetti rinascimentali ne videro poi anche versioni con pesce, zuccherate… Notevoli le somiglianze col goloso muhallabi della cucina levantina (Libano, Turchia).</p>
<p>E agli arabi dobbiamo <strong>la frutta “candita”, dall’arabo qandi</strong> che allude al succo di canna da zucchero concentrato dentro cui le frutta via via schiariscono…</p>
<p>Nel 1863, ovvero <strong>28 anni prima dell’Artusi, a Genova si stampa “La cuciniera genovese” di GioBatta Ratto</strong>, che avrà radiose ristampe. Un forziere di quasi 500 ricette, che nell’edizione di lusso costava 4 lire. Fra le dolcezze compaiono pasticcini con la marmellata (i “cobeletti”), budini “biancomangiare” (ricetta n. 439), caramellati, anicini, croccanti, ciambelle di pasta di mandorle (“canestrelletti”), numerosi “quaresimali”, numerosi biscotti, alcuni canditi, varie frittelle, e una varietà di torte (d’arancio, di mandorle…) cui talora non far mancare spezie…</p>
<p>Questo bendidio ovviamente si arricchiva a Natale (ma anche a Capodanno ed Epifania) del <strong>pandöçe</strong>, molto amato e corroborante, a base di pasta madre, precedente al panetùn di Milano, tanto che alcuni lo “ascendono” al Paska, rito persiano dalle molte analogie, fra cui di nuovo frutta secca e candita…</p>
<h2>Cucina ligure, i ponti verso il mondo</h2>
<p>Ma altre diversità, che diventano incontri, getterebbero ponti tra Liguria e <strong>Provenza</strong> (la socca, la pissaladière, la tapenade, la brandade de morue, la bourride, la ratatouille), verso <strong>Carloforte</strong> (la focaccia, il pesto, la casòlla, la bobba, le cipolle ripiene, i pesci fritti con l’agiadda, i canestrelli…), e <strong>l’Ecuador</strong> della guatita, o <strong>l’Argentina</strong> della fugazzeta, degli ñoquis, della milanesa (e di quell’asado che celebra le radici, il ritorno, le bilateralità…), e infine – but not least &#8211; <strong>il Brasile</strong> dei bolinhos de bacalhau, quel Brasile dove mio padre Alfredo (leggete di lui su Wikipedia) entrò una vita fa nel Mato Grosso per filmare assai coraggiosamente alcune tribù d’indios…</p>
<p>Buon appetito o prima ancora buon viaggio?<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Genova, con Luisa Puppo a lezione di genius loci</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 11:44:24 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/pastine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22369" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/pastine-300x202.jpg" alt="pastine" width="300" height="202" /></a></p>
<p>Genova, lezione in esterna per gli allievi del corso ITS Social Media Management per il turismo che si svolge a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure). La docente d’inglese <strong>Luisa Puppo</strong>, infatti, li ha accolti alla stazione Brignole di Genova per un “tour” – da addetti ai lavori, come si suol dire &#8211; del centro storico cittadino. Obiettivo: sperimentare le modalità di narrazione interculturale del genius loci della Superba, con un focus sui target anglofoni.</p>
<h2>Genova, la &#8220;costruzione&#8221; di una vocazione turistica</h2>
<p>Non me ne vanto e mai ho “preteso” alcunché in cambio, ma io appartengo a coloro che alla fine del millennio scorso (e pare trascorso un millennio…) molto si batterono – malgrado lo scetticismo e l’inerzia di tanti altri &#8211; affinché quella che il Petrarca definì Superba credesse e quindi investisse nella propria vocazione turistica…</p>
<p>Molta acqua, e molto denaro, è scorsa sotto i ponti. Genova in tal senso ha beneficiato del Mundial (1990), delle Colombiane (1992, vera svolta col recupero del porto antico), del Giubileo (2000), del G8 (2001) e soprattutto della nomina a capitale europea della cultura per l’anno 2004, che lentamente ha innescato nuove sensibilità.</p>
<h2>Genova: il genius loci di una città di contrasti</h2>
<p>E’ una città straordinaria, Genova, 365 giorni l’anno. Una città dalle cento anime, con risorse storico-culturali (non solo i magnifici Rolli), imprenditoriali (non solo le eroiche botteghe storiche) e gastronomiche (non solo il profumatissimo pesto*) di prima grandezza, che ne cifrano il <strong>genius loci</strong>, ma anche notoriamente “contraddittoria”, non a caso – tanto per dire &#8211; ogni anno si piazza non benissimo nella graduatoria delle città italiane in termini di qualità della vita.</p>
<p>Viviamo peraltro una stagione storica acceleratissima, deregolamentata, digitale, che pone tutto sempre in divenire. E a tal proposito Genova stessa ha ancora molto da aggiornare e implementare, là dove non pochi dei suoi patrimoni “turisticizzabili” paiono tuttora sottoutilizzati, e potranno viceversa comporre <strong>esperienze</strong> (per il &#8220;senso&#8221; della parola <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">link qui</a>) pressoché irripetibili altrove: la “cinta” delle fortificazioni, i tesori scultorei nel cimitero monumentale di Staglieno, il viaggio lungo 3 valli col commovente trenino di Casella, l’acquedotto storico, alcune ville &#8211; con bellissimi parchi &#8211; dell’immediato ponente**…</p>
<div id="attachment_22374" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN0931.jpg"><img class="size-medium wp-image-22374" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN0931-300x213.jpg" alt="palazzo tursi, a genova" width="300" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">palazzo tursi, a genova</p></div>
<p>I competitor sono numerosi, e agguerriti quanto a marketing (il marketing reale funziona meglio delle autonarrazioni trionfalistiche oggi un po&#8217; di moda nel turismo, &#8220;capitale&#8221; di qui, &#8220;capitale&#8221; di là&#8230;): talora, o sovente, fra le città concorrenti si allude a Napoli, a Marsiglia, a Bordeaux, a Strasburgo, a Bilbao, a Siviglia, a Porto, ad Anversa, a Rotterdam, a Salonicco…</p>
<p>Gli allievi hanno mostrato di “gradire” (sosta con focaccia compresa), implotonati – si consenta l’espressione – tra carruggi e dimore patrizie da una docente che culturalmente molto esige perché molto garantisce.</p>
<h2>Formazione, turismo, storytelling verso i mercati internazionali</h2>
<p>Nominata dal Sindaco Bucci nel 2018 al ruolo onorifico di “<a href="http://www.ambasciatori.comune.genova.it/" target="_blank">Ambasciatrice di Genova nel mondo</a>”, e imprenditrice con pregressi ormai trentennali, Luisa Puppo è un’eccellente conoscitrice della città (che ama pressoché in ogni suo angolo) e soprattutto un’eccellente storyteller in direzione dei mercati internazionali. Formare i giovani – le migliori speranze per l’avvenire &#8211; a professioni come la sua è una delle priorità non solo per Genova, ma per tutte le destinazioni del nostro Paese che intendano davvero puntare su incomers evoluti, attivi e consapevoli, attenti alla qualità dell’accoglienza e dell’offerta.</p>
<p>Buon lavoro, ragazzi!</p>
<p>* che personalmente non assocerei a mortai gonfiabili in navigazione sul Tamigi o altrove. Adoro il pesto (che da decenni propongo anche nelle mie lezioni come caso-studio in sinergia con l&#8217;olio DOP Riviera Ligure e i vini delle nostre 8 DOC), ma l&#8217;identità cittadina/regionale non è evidentemente riducibile a una salsa&#8230;<br />
** so perfettamente che occorrono, in primis, idonei budget. Così come ben conosco (e plaudo a tali iniziative) il bel progetto &#8220;PedestriBus&#8221; in val Bisagno, gli interventi di ripristino che da piazza Manin condurranno a Forte Diamante, il piano di valorizzazione comunale per Staglieno, l&#8217;attivismo dell&#8217;APS Sistema Paesaggio per Villa Duchessa di Galliera&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
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		<title>Genova, le feste di Natale, i Rolli</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 13:11:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22089" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/011-300x225.jpg" alt="011" width="300" height="225" /></a>Sabato 30 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo è intervenuta, presso Palazzo Tobia Pallavicino, ad una <strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/">Rolli Experience</a>,</strong> parte di quel progetto d’offerta turistica che sagacemente – viste le risorse della Superba – fonde patrimoni culturali ed enogastronomia.</p>
<p>Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Elena Manara (Ambasciatrice di Genova nel mondo) e di una divulgatrice, le quali hanno trasportato i partecipanti dentro la storia di una dimora rivelatrice di quelle che furono le ricchezze e raffinatezze del patriziato locale, Luisa Puppo ha intrattenuto i presenti sintetizzando da par suo – in una serratissima mezz’ora – gli aspetti salienti dell’arte culinaria genovese. Ma alle sue parole è seguito non a caso un appetitoso buffet, con torte di verdura, trofie col pesto, pandolce ed altri piccoli capolavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Rolli Experience. Una &#8220;linea di marketing&#8221; da confermare</h2>
<p>I consensi &#8211; e le domande &#8211; da parte del pubblico rivelano che questa linea di marketing va certamente confermata, là dove l’individuazione mirata dei target (i veri dominus nella diade domanda-offerta) e il progressivo e coerente positioning di una destinazione costituiscono le sole lucerne in grado di rischiarare un mercato confuso, iperdigitale, deregolamentato, in continuo mutare, dove peraltro – sebbene anch’essi talora disorientati – i concorrenti (nazionali ed internazionali) non stanno mai fermi. Mi riferisco – fra gli altri – a Marsiglia, Bordeaux, Bilbao, Porto, Napoli, Siviglia, Anversa, Rotterdam, Strasburgo, Salonicco…</p>
<p>Quando la nostra società di consulenza, quasi una ventina d’anni or sono, diede vita a quella “galassia” Ligucibario® (il portale web, i corsi, i gustincontri, la saggistica e i ricettari fra cui quella in foto…) che grazie a Dio è tuttora viva e vegeta, l’obiettivo fu proprio quello di inaugurare e condividere più compiutamente sui territori una visione etno-gastronomica, ovvero qualcosa in cui le cultivar, gli approdi, gli entroterra, i pascoli, le ricette antiche, i prodotti dell’artigianato rappresentassero uno strumento primario e immediato per raccontare la cultura delle comunità. Ogni piatto, ogni ingrediente, ogni olio, ogni calice di vino svela un tassello del puzzle che &#8211; di fatto &#8211; gli antropologi ed i sociologi presumo definirebbero genius loci. Ed il turismo esperienziale – specie l’incoming estero &#8211; vuole percepire coi sensi le nostre sapienze e quotidianità.</p>
<h2>Rolli Experience. Genius loci e turismo esperienziale a Genova</h2>
<p>Genova, a propria volta, è stata ed è comunità in virtù delle sue aperture, “capitale” mercantile di un mare per lungo tempo baricentro della storia (1), ago della bilancia – specie coi Doria &#8211; in mezzo a due Riviere talora irrequiete, “metropoli” patrizia attraverso secoli in cui non a caso il nome di Genova ipso facto significò arte, eleganza, a way of life (ma consultare già Francesco Petrarca in merito).</p>
<p>Certo, Zena è oggi una città policentrica, dalle molte anime, che dai carruggi ai parchi di Nervi, da Palazzo Ducale a Voltri, dall’acquedotto storico in val Bisagno a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli chiede visite non frettolose, perché non è usa mostrarsi sguaiatamente. Ma Deogratias pare trascorsa un’era geologica rispetto al tempo in cui ci si permetteva di dubitare delle sue vocazioni e potenzialità. Ciò su cui occorre insistere è da un lato il miglioramento della qualità della vita, perché le criticità vissute dai residenti possono risultare tali anche per i turisti (2); dall’altro la cosiddetta awareness, intendo &#8211; con tale espressione &#8211; fare in modo che sempre più si diffonda la consapevolezza di quanto Genova abbia da offrire 365 giorni l’anno in senso heritage ed esperienziale (ma ormai i due termini armoniosamente si leghino…), e di come un’accoglienza sistemica e client oriented, cioè professionale e premurosa, sia la conditio sine qua non per giocare le proprie carte ai tavoli migliori.</p>
<p>(1)scrisse il romanziere napoletano Raffaele La Capria che v’è più storia in un onda del Mediterraneo che in tutti gli oceani messi insieme</p>
<p>(2)in tal senso suggerisco ancora la lettura di Richard Florida, <em>L’ascesa della nuova classe creativa</em>, ed. Mondadori (Milano)…</p>
<p><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo"><strong>Umberto Curti</strong></a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>A Genova, gusto di Rolli</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 10:20:12 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/">A Genova, gusto di Rolli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/Foto0455.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22058" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/Foto0455-225x300.jpg" alt="Foto0455" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Venerdì 15 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo ha cooperato all’accoglienza, in <strong>Palazzo Tobia Pallavicino</strong>, di gruppi di ospiti pertinenti a target cultural-enogastronomici. L’iniziativa appartiene all’offerta “<strong>Rolli experience</strong>”, calendarizzata dalla Direzione turismo anche i prossimi 30 dicembre e 5 gennaio…<br />
Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Anna Galleano della Camera di commercio e di due divulgatrici specializzate, il gruppo dei partecipanti ha seguito – prima del buffet vero e proprio allestito da Welcome ricevimenti – <strong>uno speech di approfondimento di Luisa Puppo circa la cucina genovese</strong>, ingredienti e tradizioni culinarie.</p>
<h2>Rolli experience e turismo esperienziale</h2>
<p>Il turismo esperienziale – di cui la nostra società di consulenza si è davvero occupata fin dal suo affermarsi (1) – ha sancito <strong>la priorità del come rispetto al dove</strong>, ovvero la progressiva prevalenza delle destinazioni che, aldilà del proprio nome più o meno reputato, garantiscono ai visitatori full immersion nella vita locale, sensazioni, momenti relazionali, senso di comunità. Uno degli eobiettivi del progetto Rolli experience.<br />
Ecco dunque che la cultura dell’accoglienza deve ergersi a sistema, padroneggiando le lingue del mercato, presidiando al meglio i pianeti web e social (perché già lì inizia il customer journey e già lì nasce l’interesse), praticando quello <strong>storytelling</strong> che compiutamente svela tradizioni, artigianato, botteghe, ricette.</p>
<h2>Rolli, storytelling tra heritage e senso di appartenenza</h2>
<p>Cultura, che in ambito turistico il mondo anglosassone sagacemente rende con <strong>heritage, è proprio quel che l’antropologo definirebbe l’insieme di sapienze ed usi che caratterizzano un popolo</strong>, un luogo. Ed in tal senso Genova e il Genovesato, da millenni “baricentro” di rotte e commerci, hanno tanto da offrire.<br />
La dieta mediterranea, i muretti a secco, i Rolli sono via via assurti non a caso a “<strong>patrimoni UNESCO</strong>”.<br />
Io ricordo bene – tanto per dire &#8211; quando in città non si avvistava un turista, il porto antico era varco buio e inaccessibile, dentro Palazzo Ducale posteggiavano le auto, via San Lorenzo e via Balbi morivano affumicate dal traffico… Ma qualcuno temeva che la Superba si abbassasse a città di camerieri…<br />
Deogratias molt’acqua è scorsa sotto i ponti sciacquando la vista ai miopi, ed io stesso ho militato fra coloro che più si sono battuti affinché Genova prendesse coscienza della propria bellezza, e finalmente si concedesse ai suoi spasimanti. Il turismo, ove ben gestito, reca vantaggi incommensurabili. E, last but not least, incentiva quel <strong>senso di orgoglio e di appartenenza</strong> che per tanto tempo (e forse Petrarca se ne stupirebbe) ci era mancato.<br />
In alto i cuori, dunque, e avanti i carri, il 2024 ci attende!<br />
(1)uno fra i miei saggi più recenti s&#8217;intitola <em>Libro bianco del turismo esperienziale. Prospettiva (in Liguria) per territori, cultura, imprese</em>, ed. Sabatelli, Savona. Approfondimenti <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">a questo link</a><br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/">A Genova, gusto di Rolli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Con Umberto Curti dentro la Genova del &#8216;500</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 13:08:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il 26 ottobre 2023 alle h 17.00 presso la Biblioteca Civica “Saffi” di Genova (via Molassana 74E rosso, 010 5574434, biblsaffi@comune.genova.it) il nostro Umberto Curti racconterà gli usi culinari a Genova nel ‘500, fra tavole patrizie ed usanze popolari. Un interessante viaggio etno-gastronomico dentro una città che contava circa 10mila case e 50mila abitanti, ma ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/con-umberto-curti-dentro-la-genova-del-500/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21890" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/veduta-genova-cristoforo-grassi.jpg"><img class="size-medium wp-image-21890" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/veduta-genova-cristoforo-grassi-300x166.jpg" alt="la superba veduta di Genova di Cristoforo Grassi, 1584" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">la superba &#8220;Veduta di Genova&#8221; di Cristoforo Grassi, 1481</p></div>
<p>Il <strong>26 ottobre 2023 alle h 17.00 presso la Biblioteca Civica “Saffi” di Genova</strong> (via Molassana 74E rosso, 010 5574434, <a href="mailto:biblsaffi@comune.genova.it">biblsaffi@comune.genova.it</a>) il nostro <strong>Umberto Curti</strong> racconterà gli usi culinari a Genova nel ‘500, fra tavole patrizie ed usanze popolari.<br />
Un interessante viaggio etno-gastronomico dentro una città che contava circa 10mila case e 50mila abitanti, ma possedeva uno dei porti più importanti al mondo, dove approdavano merci che oggi definiremmo top di gamma.<br />
Come sempre, la storia alimentare si conferma uno degli strumenti principali per indagare la cultura e la vita sociale di una comunità, che è (e si afferma) anche in base a ciò che sa coltivare, produrre, importare&#8230;<br />
<strong>La scoperta del Nuovo Mondo</strong> aveva “chiuso” il Medioevo, e la Genova rinascimentale &#8211; evoluta rispetto a quella che tuttavia aveva sedotto Petrarca &#8211; si accingeva a vivere i secoli più gloriosi della propria storia (nel 1576 vennero non a caso istituiti anche gli elenchi dei palazzi nobiliari che oggi conosciamo come <strong>Rolli</strong>, onde ospitare i notabili in visita a Genova…).</p>
<p>La lenta diffusione delle posate e una miglior igiene alimentare, oltre alla <strong>“scoperta” presso le isole Lofoten dello stoccafisso ed ai mille prodotti provenienti dalle Americhe</strong>, via via rivoluzionarono anche i pasti di molti europei, a maggior ragione i pasti dei Genovesi, che (per l&#8217;orografia del territorio, e la modesta pescosità del mare) erano soprattutto &#8220;mercatores&#8221; più che pescatori, contadini o allevatori.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21891" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474-300x225.jpg" alt="Foto0474" width="300" height="225" /></a>Ortensio Lando, intellettuale umanista, e piacevole scrittore, viaggiando dalla Sicilia a Genova, intorno al 1548, rimase incantato dalle <strong>gattafure</strong> (le torte di verdura!), ed in quegli anni alcuni pittori fiamminghi attivi in città (<strong>P.</strong> <strong>Aertsen, J. Beuckelaer</strong>) iniziarono con successo a ritrarre mirabilmente cucine, mercati, dispense, pollame…<br />
Per saperne di più, fra banchetti e trincianti, spezie e neviere…, Umberto Curti vi aspetta quindi giovedì 26, <strong>ingresso libero</strong>, gradita la prenotazione per non eccedere la capienza della sala conferenze (accessibile anche ai diversamente abili).<br />
P.S. la &#8220;Veduta&#8221; del Grassi, presente su moltissimi siti web, è stata ritenuta di pubblico dominio. Qualora violasse un diritto altrui, ci rendiamo ovviamente disponibili ad una immediata rimozione.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Archeogastronomia, scoprendo il Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 09:48:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Archeogastronomia: tra cultura, storia dell&#8217;alimentazione e genius loci,nuove stagioni multidisciplinari per l&#8217;archeologia del Mediterraneo, fuori dai luoghi comuni. Il terzo weekend del mese di giugno celebra le Giornate europee dell’archeologia. Si tratta di ricorrenza che non mi lascia indifferente, chi mi conosce sa infatti che nel 2010 pubblicai Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/archeogastronomia-mediterraneo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21639" style="width: 204px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/apicio.jpg"><img class="size-full wp-image-21639" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/apicio.jpg" alt="tempo mediterraneo. quel che resta di apicio" width="194" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">tempo mediterraneo. quel che resta di apicio</p></div>
<p><strong><em>Archeogastronomia: tra cultura, storia dell&#8217;alimentazione e genius loci,nuove stagioni multidisciplinari per l&#8217;archeologia del Mediterraneo, fuori dai luoghi comuni.</em></strong></p>
<p>Il terzo weekend del mese di giugno celebra le <a href="https://journees-archeologie.eu/" target="_blank"><strong>Giornate europee dell’archeologia</strong></a>.<br />
Si tratta di ricorrenza che non mi lascia indifferente, chi mi conosce sa infatti che nel 2010 pubblicai <em>Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio in cucina</em> (con dizionario di tecnica gastronomica latino-italiano) e nel 2012 <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>. A <a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">questo link</a>, amici Lettori, i possibili approfondimenti. E se il piacere di un autore diventa quasi sempre piacere del lettore, questi sono stati i due saggi che ho più amato scrivere…</p>
<h2>Archeogastronomia: gli usi alimentari di una comunità sono la strada per conoscerla</h2>
<p>What remains of those books? Rimane una costante passione per <strong>l’archeogastronomia</strong> (disciplina, ahimé, ben poco praticata in Italia), poggiata sulla convinzione che forzatamente siamo ciò che mangiamo, e che gli usi alimentari di una comunità (in base a quel che seppe coltivare, allevare, pescare, commerciare…) sono tuttora la strada maestra per conoscerla davvero.</p>
<p>Che vi sia, come affermò il romanziere partenopeo La Capria, più storia in un’onda del Mediterraneo che in tutti gli altri oceani messi assieme? Io ebbi la fortuna di conoscere <strong>Gino Veronelli</strong>, reputandolo – ancor prima di conoscerlo &#8211; uno dei massimi antropologi del nostro tempo. Il rispetto della natura, del territorio, delle tradizioni, ovvero la grande lezione che da costui, al presente come al passato, ereditiamo, mi pare tanto più centrale oggi che ci tocca vivere nell’<strong>antropocene</strong>, quest’epoca nefasta in cui l’uomo, credendosene il centro, non smette di devastare il Pianeta che lo ospita…</p>
<h2>Archeogastronomia: l&#8217;archeologia &#8220;fuori&#8221; dai luoghi comuni</h2>
<p>L’archeogastronomia rappresenta inoltre una delle migliori strategie per svecchiare l’immagine dell’archeologia, troppo spesso “confinata” sotto polveri e dentro musei (talora poco o nulla visitati). <strong>Spero si siano estinti coloro i quali tout court reputa(va)no il marketing nemico della cultura</strong>, senza accorgersi che senza marketing la cultura progressivamente è solo costo e mai profitto, e finisce con l’autorecludersi&#8230;</p>
<p>Ben vengano dunque nuove stagioni, interdisciplinari, dove un sapere contamini positivamente l’altro, dove i musei si rianimino aprendosi ad esperienze innovative, sensoriali, young-oriented.</p>
<h2>Archeogastronomia in Liguria? Sì, grazie!</h2>
<p>Chi legga <strong>Ligucibario®</strong> (e da tanti anni non siete poi pochissimi) sa bene che l’archeogastronomia di cui parlo vi fa continuamente capolino: a farinata ho sempre abbinato <strong>scripilita</strong>, grazie al machetto ho sempre rievocato il famoso e non famigerato <strong>garum</strong> (anzi, i garum), i miei storytelling sul pesto hanno sempre menzionato il <strong>moretum</strong>, capponadda potrebbe legarsi alle <strong>cauponae</strong> (locande), e la spungata di Sarzana (e della Via Francigena) non a caso al vocabolo<strong> spongia</strong>=spugna…</p>
<p>Il porto di <strong>Genova (Kainua)</strong> fu emporio vitale sin dall’epoca delle rotte etrusche, e la città che un intellettuale come <strong>Petrarca</strong> poi definì “Superba per uomini e per mura” è quella dove ancora vige il detto <em>Ianuensis ergo mercator</em>, lo sfarzo dei palazzi &#8211; inclusi quelli che chiamiamo <strong>Rolli</strong> &#8211; derivò direttamente dal dominio mercantile. Col top di gamma, ai moli approdavano beninteso anche uomini d’altre culture, vestimenti, sapori, abitudini, e Genova storicamente seppe accoglierli bene, per “amalgamare” ciò che recavano. Un <em>heritage</em> dal potenziale poderoso anche in funzione all&#8217;archeogastronomia.</p>
<p>L’avvenire si fonda anche sulla memoria, che poi è l’antitesi di quella omologazione che tutto appiattisce standardizza, ed io sono fra coloro che tanto si batterono perché Genova, attorno al suo recuperato porto antico, si volgesse al turismo. Deogratias, mi pare che buona strada sia stata percorsa.</p>
<h2><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></h2>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a></p>
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		<title>Food tourism in Genoa&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 10:23:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nell’àmbito delle docenze di Tourism English sul percorso ITS “Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network” che sto tenendo a Santa Margherita Ligure (GE), venerdì 18 novembre gli allievi hanno viaggiato alla volta di Genova per una lezione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/food-tourism-in-genoa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/allievi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21260" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/allievi-300x168.jpg" alt="allievi" width="300" height="168" /></a>Nell’àmbito delle docenze di <strong>Tourism English</strong> sul percorso ITS “<em>Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network</em>” che sto tenendo a Santa Margherita Ligure (GE), venerdì 18 novembre gli allievi hanno viaggiato alla volta di Genova per una lezione “dal vivo” nel centro cittadino, con particolare riferimento agli aspetti di “check in” (percorsi, pedonalizzazioni, segnaletiche…), di risorse gastronomiche, e di permanenza loisir degli ospiti stranieri. La città che Petrarca, con un&#8217;espressione divenuta storica, definì “<em>Superba per uomini e per mura</em>” orienta oggi il proprio vasto downtown, come noto, a molteplici target anche internazionali. Io, <strong>come Umberto Curti</strong>, appartengo ad una generazione che in gioventù si doleva della pressoché totale assenza di turisti in città, ma col tempo molte cose (e mi permetto di dire: anche grazie a società di consulenza come la mia) sono cambiate, e intendo in meglio. Poiché durante alcune ore d’aula avevo approfondito con gli allievi <strong>la percezione della Liguria e di Genova</strong> presso alcuni contesti esteri, il momento didattico che ho ideato, tanto nelle vie più “solenni” che nei <em>carruggi</em> più “autentici”, è valso, ancora una volta, a sottolineare l’importanza di una narrazione in lingua inglese – on e offline – credibile nei contenuti, originale nelle suggestioni, e mirata nei linguaggi. &#8220;Local content is king&#8221;, si usa dire… In un susseguirsi di palazzi patrizi, musei, mercati ortofrutticoli, botteghe storiche e (doverosi) assaggi di her majesty <strong>la focaccia</strong> (cui Umberto Curti 11 anni fa ha perfino dedicato un libro), gli allievi hanno potuto via via respirare il <em>genius loci</em>, l’atmosfera mediterranea di Genova, in qualche modo la “biodiversità” che, quasi sempre, rende le <em>urbs</em> portuali diverse &#8211; e più animate &#8211; delle altre. Certo, il lavoro è sempre in progress, perché le destinazioni culturali &#8220;guerreggiano&#8221; su un mercato molto competitivo, fra concorrenti quanto mai dinamici. Ma le giovani generazioni &#8211; specie quelle appassionate della terra in cui sono nate, vivono, si radicano &#8211; potranno recare un contributo importante. Spero e credo che il 18 novembre sia stata una mattinata molto particolare, molto formativa, e per certi versi memorabile. Ad maiora, quindi!</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>La Liguria con ENIT su Lyon 1ère</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 10:22:22 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/158.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20510" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/158-225x300.jpg" alt="158" width="225" height="300" /></a></strong></h2>
<h2>Liguria tra le protagoniste della rassegna promossa da Radio Lyon Première in collaborazione con Enit Parigi per la Festa della Repubblica.</h2>
<p><strong>Lyon Première</strong>, o Lyon 1ère, è un’emittente radiofonica francese attiva a Lione (quartiere di Gerland), sulle frequenze FM 90.2 FM. Trasmette anzitutto accurate informazioni, e flash di taglio giornalistico, relative al territorio lionese (economia, politica, cultura…).<br />
In collaborazione <strong>con ENIT</strong> (Ente nazionale italiano per il turismo) sede di Parigi , Lyon Première ha di recente dedicato una settimana di spazi alle regioni italiane, e fra queste la Liguria.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong> ha avuto l’onore e il piacere di “raccontare” la regione agli ascoltatori francesi, nel corso di una vivace intervista – in lingua francese &#8211; condotta da Loïc Manac. L’occasione ha consentito di divulgare presso il grande pubblico, ancora una volta, l’immagine di una terra blue&amp;green, ricca di patrimoni diversi, al cui centro siede una capitale culturale, Genova, che <strong>Petrarca</strong> non a caso definì “Superba per uomini e mura”, e che sta diventando sempre più celebre… Una terra che rivela identità multiple, ma che offre al visitatore un genius loci sempre autentico, ammaliante.<br />
Meta perfetta, dunque, per quel turismo slow che caratterizzerà il post-covid, e che chiede esperienze a diretto contatto con le comunità locali, relazioni personali, emozioni “quotidiane”. A questa tipologia di clientela la Liguria offre ed offrirà, 365 giorni l’anno, non solo coste, ma cultura ed arte ovunque, bellissimi paesaggi rurali (sovente contraddistinti da quei muretti a secco divenuti <strong>patrimonio UNESCO</strong>), borghi, tradizioni, artigianato, biodiversità, enogastronomia davvero mediterranea…, un concentrato di best of Italy per una vacanza en plein air!<br />
Un benvenuto agli amici francesi che la sceglieranno, alcuni per la prima volta, e un grazie a Luisa Puppo (dal Sindaco nominata nel 2018 Ambasciatrice di Genova nel mondo), che la sa descrivere da par suo oltre confine…<br />
Nella foto, uno scorcio del centro storico di Toirano (SV).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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