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	<title>Ligucibario &#187; giorgio caproni</title>
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		<title>L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:13:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale. Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30032" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel-300x172.jpg" alt="smart" width="300" height="172" /></a></p>
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<p>Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale.</p>
<p>Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, saggistica, eventi, divulgazione online…) con cui ho fin qui inteso contribuire alla valorizzazione di Genova, della Liguria, delle produzioni locali.</p>
<p>Dinanzi ad un folto pubblico, ho peraltro avuto anche il piacere di salutare coloro cui mi legano rapporti di amicizia e/o professionali, coloro – sovente &#8211; con cui ho condiviso/condivido significativi tratti di una carriera ormai trentennale&#8230;</p>
<p>I molti Relatori ed il succedersi dei diversi momenti hanno imposto alla giornata e ai singoli interventi una certa rapidità e sintesi.</p>
<p>Da parte mia, accanto all&#8217;amica Anna Maria Campello (Vicepresidente dei &#8220;Liguri nel mondo&#8221; che molto apprezza e incoraggia il mio lavoro), ho brevemente tratteggiato la mia “identità” di genovese e le sfide principali che oggi il lavoro (e l’antropocene) impone. Nella difesa e valorizzazione della biodiversità, delle filiere brevi e pulite, delle cultivar autoctone, dei prodotti certificati, della qualità che garantisce buonessere. In antitesi ai cibi spazzatura, agli OGM, alle contraffazioni dell’Italian sounding, alle agromafie.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25202" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli-300x245.jpg" alt="museo archeologico di genova pegli" width="300" height="245" /></a></p>
<p>Mi chiedessero se, ripensando al mio percorso e ad alcuni traguardi raggiunti, io mi senta debitore a qualcuno, nominerei soltanto Luisa Puppo, titolare dell’attività di cui sono socio. E rivolgerei un piccolo grazie alla commercialista la quale, pur avendo un carattere perfino peggiore del mio, in tutti questi anni è riuscita a tenerci lontani i grattacapi e alcune incombenze di quella burocrazia che sottrae, insensatamente, non poco tempo al lavoro d&#8217;impresa vero.</p>
<p>Chi tuttavia – nelle conversazioni “dietro le quinte” – ha voluto conoscermi un po’ meglio, ha avuto dinanzi a sé un “ragazzo” 63enne, nato a Varazze ma giunto quasi subito a Genova alla Foce (dove tuttora risiedo). Cresciuto in una tipica famiglia borghese – papà libero professionista, mamma casalinga – in cui si parlava il genovese, si ascoltavano i sublimi dischi di Giuseppe Marzari, si mangiavano taggiaen, çimma, stocchefisce…, e si tifavano Genoa e Sampdoria. Ebbene sì, fra mio padre, genoano, e me vigeva un derby.</p>
<p>Dopo la laurea e un’importante esperienza nel marketing di un’azienda bolognese, decisi di cimentarmi in qualcosa che fosse nuovo e mio. 30 anni di turismo, ora guardandomi indietro, hanno davvero rappresentato un’era geologica, capace di produrre nel globo mutamenti epocali, deregulation, accelerazioni violente, tsunami.</p>
<p>Ma a partire dal 1992, con l’apertura del Porto Antico, finalmente anche Genova iniziò a credere nella propria vocazione turistica. E negli anni seguenti io stesso molto mi battei affinché entrasse – bella com’è – nelle destinazioni heritage. Promuovendosi – lunga e policentrica com’è – anche nelle risorse meno “immediate”, i forti, le ville, il trenino di Casella, il cimitero monumentale di Staglieno, l’acquedotto storico…</p>
<p>Da addetto ai lavori, ovviamente, percepivo i punti di forza della città ma anche i suoi punti di debolezza, la necessità di destagionalizzare meglio gli arrivi, di formare imprese e inoccupati ad un’accoglienza più sistemica, di diffondere la conoscenza dell’inglese, dello storytelling, e via via del social media marketing.</p>
<p>Lo confesso: dopo 30 anni lavorare mi piace ancora. Vivo tra l’altro a contatto d’innumerevoli patrimoni UNESCO: l’arte dei muretti a secco, la dieta mediterranea, i palazzi dei Rolli, la convivialità della cucina italiana, tutto ciò mi stimola.</p>
<div id="attachment_25855" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693.jpg"><img class="size-medium wp-image-25855" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693-300x225.jpg" alt="croxetti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">croxetti</p></div>
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<p>E progressivamente il mio pathos nei confronti della storia dell’alimentazione è diventato parte quasi prevalente del mio mestiere. Qualcosa che mi lega a Gino Veronelli, a Mario Soldati…, ma anche a Nino Bergese, a Ferrer Manuelli, ad Angelo Paracucchi.</p>
<p>E naturalmente a Giovanni Rebora, cui il 5 maggio alle 17.00 non a caso dedicherò un evento alla Biblioteca Civica “Saffi”.</p>
<p>La mia quotidianità sovente è fatta di olii, vini, finger food, salse da mortaio. Questa piattaforma, Ligucibario®, è ormai assurta a fonte privilegiata quanto a indicizzazione nelle ricerche sulla cucina ligure. In moltissimi casi, chi vuole approfondire i temi dell’enogastronomia ligure vi s’imbatte subito. L’IA definisce Ligucibario® “una istituzione digitale”, e mi lusinga…</p>
<p>Ho pubblicato oltre 20 saggi, ho organizzato o preso parte a circa 450 tra convegni, gustincontri… E tuttavia, di fatto, ho sempre perseguito un unico obiettivo: la tutela valorizzante del genius loci.</p>
<p>In tal senso l’enogastronomia è una vera e propria password, preziosa ed infallibile. Il cibo infatti costituisce, inevitabilmente, il modo d’essere di una comunità. Studiare la cucina di un popolo significa comprendere ciò che esso ha coltivato, allevato, pescato, importato…</p>
<p>Queste “microstorie” valgono ad inquadrare la storia molto più degli avvenimenti che di solito ci proponevano a scuola, imperi guerre battaglie trattati di pace sovrani dittatori… Da Bloch a Febvre, da Camporesi a Le Goff, da Braudel a Matvejevic, è ormai chiara la tipologia di contenuti ai quali mi ispiro.</p>
<p>Finanche il turismo cosiddetto esperienziale oggi ci chiede questo: ovvero di condividere i nostri riti e ritmi, i nostri borghi, le nostre ricette. E’ un turismo positivamente immersivo, relazionale, che ama partecipare delle nostre giornate, esser parte delle nostre comunità, comprendere le diacronie che ci rendono quel che siamo. Non di rado conosce Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Biamonti.</p>
<p>Ed io stesso, da parte mia, come Giorgio Caproni, “Quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo”… Beninteso, dopo altri 30 anni di lavoro.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
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		<title>C’è una pasticceria a Castelletto…</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:55:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29655" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage1-300x218.jpg" alt="smart" width="300" height="218" /></a></p>
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<p><em><strong data-start="112" data-end="168">Castelletto, Genova: storia, sapori e trasformazioni</strong> . La Circonvallazione a Monte di Genova si snoda tra palazzi eleganti e scorci panoramici, testimone della storia cittadina e di ricordi personali. Scalette, crêuze, ascensori e funicolari raccontano la quotidianità di ieri e di oggi. Le pasticcerie del quartiere perpetuano la loro tradizione dolciaria, preservando gusti e rituali che restano parte viva della comunità locale.</em></p>
<p>Luisa Puppo, genovese, è nata e cresciuta a Castelletto, vicino alla casa dove nacque nel 1896 il poeta Eugenio Montale. Il quartiere via via sorse, con una certa celerità, quando molti residenti dei carruggi del sottostante centro storico intesero garantirsi migliori qualità abitative. Castelletto, così, è da oltre un secolo un’elegante corniche alberata, che consente rilassanti passeggiate panoramiche sopra i tetti e le ardesie di Genova.</p>
<h2>Castelletto ieri e oggi: memoria urbana e trasformazioni</h2>
<p>Per chi ami camminare, dai belvedere lassù in alto scendono verso il basso innumerevoli crêuze e scalette, ennesime conferme della verticalità della “Superba”, mentre i più pigri trovano funicolari rosse dall’appeal un po’ svizzero e ascensori particolarissimi, uno non a caso innamorò il poeta livornese Giorgio Caproni, che a lungo fu maestro elementare in val Trebbia (è sepolto nel cimiterino di Loco di Rovegno).</p>
<p>La desertificazione commerciale indotta dai nostri tempi “globali” e frettolosi ha beninteso colpito anche qui. E Luisa Puppo, la quale fra l’altro ha frequentato per 13 anni le aule dell’Istituto Arecco vicino a piazza Manin (e al bel trenino di Casella ora però nuovamente fermo), mi racconta quindi vicende che mescolano ricordi ora apparentemente più “lontani” ora assai meno, nonché imprese che hanno chiuso la serranda e imprese per fortuna tuttora attive, come si suol dire vive e vegete.</p>
<p>La sento sovente parlare dei pasticcini di “Magenta” e di “De Regibus”, e delle brioches, degli africani e dei gelati di “Guarino” (ex “Reati”), e dei cocktail di “Tullio”, e della panna e pànera di Angelo Gamenara…</p>
<p>Con suo papà, l’indimenticato Mingo Puppo, al sabato dopo la scuola il giro automobilistico al Righi era un rito, seguito poi da golose soste in pasticceria o aperitivi. Il quartiere non ospitava supermercati, ma “custodiva” un proprio forziere di sale cinematografiche: il Manin, il Mignon, l’Araldo, il Dogali (il primo a chiudere nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso), e naturalmente…la sala dell’Istituto Arecco.</p>
<p>Chi guardi per vedere, ieri come oggi riconosce a Castelletto un mood tutto suo, un’atmosfera da buona borghesia dietro le facciate di pregio dei palazzi disposti in fila, come schierati in palizzata, magari a vegliare sulla casbah di Pré-Molo-Maddalena.</p>
<p>Castello d’Albertis coi leoni all’ingresso, le rotonde coi quieti giardinetti, le serre e oggi gli orti oggetto di un recupero dentro le varie riqualificazioni urbane in atto sono veramente un continuum che ammalia anche il turista. Genova, dal 1926 realtà quanto mai policentrica, ha del resto cento anime, non si conosce mai abbastanza, ogni volta tiene in serbo sorprese.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29656" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage2-300x183.jpg" alt="smart" width="300" height="183" /></a></p>
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<h2>Tradizione dolciaria di quartiere: un filo che continua</h2>
<p>La pasticceria “Magenta”, in particolare, fondata nel 1933, ha di recente riaperto i battenti, in corso Magenta 21. Mi è parso quindi “doveroso”, in omaggio ad una castellettina DOC cui non mi lega solo il lavoro (è mia socia di maggioranza…), ricreare nei limiti del possibile le domeniche mattina di una volta, regalandole &#8211; a Luisa Puppo ma anche a me! – un vassoio di bigné e qualche altra leccornia. Debbo dire (e considerate che la mia piattaforma non ha mai contenuto pubblicità, né mai ne conterrà) che l’accoglienza in negozio è premurosa, lo spazio ha beneficiato di alcuni interventi che hanno migliorato la logistica, e le paste sono assolutamente festose a vedersi e piacevoli ad assaggiarsi. In particolare, la pasta choux dei bigné, più sottile di tante altre, giova alle creme del ripieno, tutte fresche e gustose. Last not least, il rapporto qualità/prezzo è molto, molto positivo, specie rispetto a tante pasticcerie “concorrenti” dagli scontrini assai più pesanti.</p>
<p>L’invito agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) è quindi di “verificare” di persona. Sarò lieto, come sempre, di conoscere le vostre impressioni.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti,</a> grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Terra e legno a Calizzano, un appuntamento</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 11:57:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Urneiru (Rionero) è uno dei simboli di Calizzano, in alta val Bormida. La passeggiata che corre lungo una delle rive introduce infatti ad un bosco fatato… Col tempo, senza fretta, Luisa ed io abbiamo imparato a percorrerla fino in fondo, davvero in fondo, là dove poi sale verso Cascina Cucalegni (Coccalini), o dove piega a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/terra-e-legno-a-calizzano-un-appuntamento/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/terraelegno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26515" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/terraelegno.jpg" alt="terraelegno" width="254" height="198" /></a></p>
<p>Urneiru (<strong>Rionero</strong>) è uno dei simboli di <strong>Calizzano</strong>, in alta val Bormida. La passeggiata che corre lungo una delle rive introduce infatti ad un bosco fatato… Col tempo, senza fretta, Luisa ed io abbiamo imparato a percorrerla fino in fondo, davvero in fondo, là dove poi sale verso Cascina Cucalegni (Coccalini), o dove piega a sinistra per salire a Costa di Mereta, o dove di fatto compie un dietrofront e attraverso Strada Beccaria riconduce a Calizzano…</p>
<p>E “<strong>Terra e legno</strong>”, a Calizzano, è uno scrigno di garbo proprio al centro del <em>carruggio</em> (via Garibaldi), dove si lavorano argilla e legno per creare oggetti personalizzati e per restaurare cose d’altri tempi, perpetuando mestieri creativi, seducenti e antichi, l’arte della ceramica e quella della falegnameria.</p>
<p>In questi giorni “<strong>Coelum aqua terra</strong>” è una mostra fotografica che i titolari, Agostino e Giuliana, dedicano proprio alle acque di Rionero. Ma ideata e allestita anche, ed ancora una volta, per arricchire e animare la classica “passeggiata” in centro paese.</p>
<p>Amico Lettore vedrai foto che odorano di artigianato, di manualità, di silenzi, scattate da una macchina fotografica che è compagna del fotografo e non lo “estromette”.</p>
<p>Ed ecco, là dove la “stenografia emozionale” del linguaggio fotografico confina con altre forme espressive, persino qualcosa dell’Impressionismo, di Boccioni, di Delaunay, o della pittura informale.</p>
<p>Dunque davvero regàlati un quarto d’ora, entra in bottega, curiosa fra le cento cose belle… Sarà anche l’occasione per rallentare un poco, esplorare uno sguardo altrui, e soprattutto cogliere le armonie dei movimenti e delle luci della natura (quella che troppo spesso violiamo e poniamo a rischio…).</p>
<p>Lontano, come scriverebbe il poeta Caproni, dagli &#8220;insensati clamori&#8221;.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-allievi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26212" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-allievi-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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		<title>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti (11)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 08:43:06 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25083" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/vecersio13.jpg"><img class="size-medium wp-image-25083" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/vecersio13-300x203.jpg" alt="vecersio" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">vecersio</p></div>
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<p><em>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti</em></p>
<p><em>Repertorio di termini e concetti ad uso degli allievi dei corsi GAE presso l’ente F.Ire di Genova.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti si raccomanda anche la richiesta all’editore (<a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">link qui</a>) del mio saggio “Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario” (2023), che verrà spedito (<span style="text-decoration: underline;">gratuitamente</span>)in formato pdf…</em></p>
<p><em>Si suggerisce agli allievi l’uso di una buona cartina regionale, così da georeferenziare ove necessario quanto segue.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutti i contenuti esplicativi che affiancavano i lemmi sono ora fruibili nel volume di Umberto Curti “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri per Guide GAE”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parte 11 (di 15)</p>
<p><strong>Osservatori astronomici</strong>: la Liguria ne&#8230;</p>
<p><strong>Outdoor education</strong>: sulle orme del&#8230;</p>
<p><strong>Overtourism</strong>: eccesso di&#8230;</p>
<p><strong>Paesaggio antropico</strong>: “collaterale” al&#8230;</p>
<p><strong>Paleobotanica</strong>: studio archeologico&#8230;</p>
<p><strong>Parchi-avventura</strong>: elenco qui quelli&#8230;</p>
<p><strong>Parchi letterari</strong>: celebrano con&#8230;</p>
<p><strong>Passeggiata degli Artisti</strong>: è il lungomare di&#8230;</p>
<p><strong>Peagna</strong>: antica, amena&#8230;</p>
<p><strong>Penne</strong>: sono solitamente&#8230;</p>
<p><strong>Percorso colombiano</strong>: itinerario che&#8230;</p>
<p><strong>Pesca sostenibile</strong>: pesca che&#8230;</p>
<p><strong>Pescaturismo e ittiturismo</strong>: sono attività&#8230;</p>
<p><strong>Piroddi, Lorenzo</strong>: dietologo&#8230;</p>
<p><strong>Pista ciclabile (ciclopista)</strong>: è un percorso&#8230;</p>
<p><strong>Pizzi, damaschi, macramé</strong>: vedi artigianato.</p>
<p><strong>Plogging</strong>: attività di&#8230;</p>
<p><strong>Plomteux, Hugo</strong>: linguista e</p>
<p><strong>Posidonia</strong>: è una pianta&#8230;</p>
<p><strong>Presepi</strong>: sono anche in&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti (3)</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 08:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/per-gae.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24587" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/12/per-gae-300x168.jpg" alt="per gae" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti, per i corsi presso ente F.Ire di Genova.</em></p>
<p><em>Repertorio di termini e concetti ad uso degli allievi dei corsi GAE.</em><br />
<em>Per approfondimenti si raccomanda anche la richiesta all’editore </em><a href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario"><em>(link qui)</em></a><em> del mio saggio “Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario” (2023), che verrà spedito (gratuitamente) in formato pdf…</em><br />
<em>Si suggerisce inoltre agli allievi l’uso di una buona cartina regionale, così da georeferenziare ove necessario quanto segue.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutti i contenuti esplicativi che affiancavano i lemmi sono ora fruibili nel volume di Umberto Curti “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri per Guide GAE”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parte 3 (di 15)</p>
<p><strong>Canissi</strong>: sono gli&#8230;</p>
<p><strong>Cantamaggio</strong>: rituale d’&#8230;</p>
<p><strong>Cantieri navali e maestri d’ascia</strong>: vedi artigianato</p>
<p><strong>Capacità di carico</strong>: è originariamente&#8230;</p>
<p><strong>Caproni, Giorgio</strong>: celebre&#8230;</p>
<p><strong>Carabinieri forestali</strong>: reparto “nato” dalla&#8230;</p>
<p><strong>Carrareccia</strong>: percorso&#8230;</p>
<p><strong>Cartografia</strong>: in estrema sintesi, disciplina che&#8230;</p>
<p><strong>Cascola</strong>: si dice dell’&#8230;</p>
<p><strong>Caselle, casoni</strong>: antiche…</p>
<p><strong>Castagno</strong>: una delle…</p>
<p><strong>Castellaro</strong>: insediamento-difesa, su&#8230;</p>
<p><strong>Ceduo</strong>: si dice di&#8230;</p>
<p><strong>Cengia</strong>: sporgenza…</p>
<p><strong>Ceramica</strong>: vedi artigianato</p>
<p><strong>Chibi</strong>: sono così chiamati&#8230;</p>
<p><strong>Ciabòt</strong>: cascinale, in&#8230;</p>
<p><strong>Ciaspole</strong>: calzature&#8230;</p>
<p><em>Per info sui corsi, ente F.Ire, piazza G. Matteotti 2/3b, 16123 Genova, tel. 010 9820702, formazione@entefire.it</em></p>
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		<title>Che fai a Millesimo, una sera di luglio?&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 13:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23123" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-gaietta.jpg"><img class="size-medium wp-image-23123" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-gaietta-225x300.jpg" alt="il ponte della gaietta a millesimo (sv)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il ponte della gaietta a millesimo (sv)</p></div>
<p>Nella lieta cornice di <strong>Millesimo</strong> (uno dei “Borghi più belli d’Italia” cui <em>Ligucibario®</em> negli anni ha già dedicato pagine affettuose), una sera di luglio con Luisa Puppo ho assistito ad un monologo dell’autore-attore brindisino <strong>Pino Petruzzelli</strong>, momento engagé, di lirismo e di sensibilizzazione, che avrebbe meritato ben più folto pubblico, peccato. Personalmente seguo Petruzzelli, quando gli impegni di lavoro non ostano, dai tempi in cui – una ventina d’anni or sono? – iniziò a “teatralizzare” il mondo del vino, con uno sguardo peculiare e affettuoso verso quei <strong>viticoltori eroici cui anche la Liguria, sulle fasce terrazzate dai muretti a secco</strong>, deve tanto (e Gino Veronelli, che ebbi l&#8217;onore di conoscere perché sua mamma era di Finalborgo, chiamò “angeli matti” gli olivicoltori…).</p>
<p>Mi occupo di territorio, di enogastronomia, ergo <strong>di sostenibilità e biodiversità</strong>, e del resto il romanziere napoletano <strong>Raffaele La Capria</strong> scrisse esservi più storia in un’onda del Mediterraneo che in tutti gli altri oceani messi assieme (<strong>Braudel e Matvejevic</strong> presumo concorderebbero&#8230;).</p>
<p>Mi ha commosso udire dalla voce di Petruzzelli parole di <strong>Giorgio Caproni</strong>, il poeta livornese che – di professione maestro &#8211; s’innamorò della val Trebbia. Di <strong>Anna Maria Ortese</strong>, che si spense a Rapallo ed è sepolta nel cimitero della mia città. Di <strong>Franco Arminio, il “paesologo”</strong>, scrittore e documentarista campano che si batte contro una globalizzazione palesemente iniqua. Ma ancor più mi hanno commosso i riferimenti ad <strong>Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica</strong> (dove il dietologo americano Ancel Keys “individuò” la dieta mediterranea) caduto sotto i proiettili della criminalità organizzata per le sue azioni di difesa ambientale. A <strong>Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure, dove Don Luciano</strong> (Maggiolo), sacerdote anziano solo all’anagrafe, si è speso per fronteggiare il drammatico spopolamento demografico e per perpetuare la cultura contadina. Ed al silenzio, questa risorsa che la contemporaneità – anzi,<em> l’antropocene</em> &#8211; pone sempre più a rischio, il silenzio che sovente significa ascolto (della natura e del prossimo), il silenzio che non a caso intitola l’ultimo libro, sfortunatamente incompiuto, di quel genio troppo presto mancato che rispondeva al nome di <strong>Francesco Biamonti</strong>…, i cui scritti andrebbero resi lettura obbligatoria in tutte le scuole d&#8217;ogni ordine e grado&#8230;</p>
<p>Prima e dopo la performance di Petruzzelli ho conosciuto e scambiato qualche amabile parola con Paola Piacentini, co-fondatrice a Genova del “Centro teatro ipotesi”. Mi piacerebbe proseguire questo contatto. Chi mi segue sa che la mia “storica” piattaforma <em>Ligucibario®</em> si è di recente – per così dire – ampliata anche attraverso il blog <strong>BioVoci</strong>, <a href="https://biovoci.blogspot.com/p/chi-siamo.html" target="_blank">link qui</a>, su cui sono già stati ospitati alcuni intellettuali e professionalità del valore di <strong>Annibale Salsa, Luca Mercalli, presto Daniele Fiz, Maurizio Pallante, Salvatore Settis…</strong> Chi vivrà vedrà (stay tuned!).</p>
<p>Naturalmente, ancora grazie, e felicitazioni sincere, a Pino Petruzzelli, che resterà sul Savonese e replicherà il 19 luglio a <strong>Zuccarello</strong> (ottimo pretesto per percorrere nel pomeriggio il sentiero “di Ilaria” verso Castelvecchio di Rocca Barbena), il 4 agosto a <strong>Mallare</strong> (ottimo pretesto per visitare il santuario dell’Eremita all’imbocco del trekking verso la colla di San Giacomo), e infine il 18 agosto a <strong>Urbe</strong> (ottimo pretesto per “esplorare” fonti e seccherecci in un’area che non a caso pertiene al Geopark Unesco del Beigua)&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-millesimo-una-sera-di-luglio/">Che fai a Millesimo, una sera di luglio?&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Mood di Genova, mood di Liguria</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 09:05:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Venerdì 5 gennaio, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo ha cooperato, presso Palazzo Tobia Pallavicino, alla quarta “Rolli experience” attinente ad un package turistico il quale – considerate le risorse della Superba – aggrega piacevolmente il momento culturale e quello enogastronomico. Palazzo Tobia Pallavicino, in via Garibaldi, è uno splendido esempio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/mood-di-genova-mood-di-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/mood-di-genova-mood-di-liguria/">Mood di Genova, mood di Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22094" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/017-225x300.jpg" alt="017" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Venerdì 5 gennaio, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo ha cooperato, presso Palazzo Tobia Pallavicino, alla quarta “<a href="https://www.ligucibario.com/genova-natale-rolli-experience/">Rolli experience</a>” attinente ad un package turistico il quale – considerate le risorse della Superba – aggrega piacevolmente il momento culturale e quello enogastronomico.</p>
<p><strong>Palazzo Tobia Pallavicino</strong>, in via Garibaldi, è uno splendido esempio di residenza aristocratica cinquecentesca, ed uno dei Palazzi dei Rolli, riconosciuti dall&#8217;UNESCO nel 2006 come patrimonio mondiale dell&#8217;umanità. Le sue architetture, ideazione del Bergamasco, “rievocano” quella Genova mercantile che nei secoli d’oro accumulò immense ricchezze, elevò il proprio stile di vita, ed attrasse businessmen ed artisti da ogni dove. Dal ‘700 il Palazzo fu ampliato dalla famiglia Carrega, cui si deve anche la risistemazione della nuova ala, risalente al 1727-1746, e peculiarmente la strabiliante decorazione della Galleria Dorata, affidata a Lorenzo De Ferrari, tra le cose più alte del cosiddetto rococò genovese. Oggi è sede della Camera di Commercio di Genova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Genova: il cibo <em>storyteller</em> della cultura e del&#8217;economia di una comunità</h2>
<p>Terminata la visita, Luisa Puppo ha conversato coi molti presenti di cucina genovese/mediterranea (il buffet successivo comprendeva focacce, “gattafure”, trofie col pesto, pansoti ed altre prelibatezze).</p>
<p>Il successo e la positiva eco suscitata da questo storytelling confermano da un lato (non sorprendentemente) quanto l’enogastronomia di qualità sia sempre gradita, ma dall’altro soprattutto che essa costituisce un eccezionale volano per dischiudere gli aspetti culturali caratterizzanti una comunità. Se siamo ciò che mangiamo – espressione abusata e che spesso viene erroneamente attribuita a Brillat-Savarin &#8211; , è parimenti vero che un popolo è ciò che via via coltiva, pesca, alleva, apprende, importa, produce. La Liguria verosimilmente non rappresenta un terroir, ma certamente propone un genius loci inconfondibile, millenario, aggrega coste ed entroterra, borghi pieds dans l’eau e ruralità, garantisce uno stile alimentare superlativo (si badi che la contemporaneità pone un nuovo dilemma: non più ciò che è ottimo versus ciò che è pessimo, ma ciò che giova alla salute versus ciò che le nuoce).</p>
<h2>Genova: posizionamento di una destinazione</h2>
<p>Ed il turismo esperienziale – anzitutto gli arrivi da oltre frontiera &#8211; vuole relazionarsi intensamente con tali nostre ritualità, è un turismo immersivo, sensoriale, che non a caso e sempre di più predilige le atmosfere autentiche, far from the madding crowd, l’interazione coi residenti, le botteghe storiche, i cibi genuini…</p>
<p>Genova, e la Liguria, hanno tanto da dire (presumo che ormai si sia nel merito tutti concordi), c’è un filo rosso che dagli uomini e mura di Francesco Petrarca agli ascensori castellettini di Giorgio Caproni cattura il lettore e lo calamita verso una destinazione turistica che troppo a lungo è risultata “underrated”. Personalmente, ero e rimango dell’idea che – eccettuati i “turisdotti” come Roma, Venezia e Firenze – Genova possa posizionarsi come città fra le più affascinanti d’Italia, per le vicende storiche che l’hanno interessata, per la varietà dei patrimoni che custodisce, e last not least per la gastronomia che, nelle sue varie forme, l’ospite può apprezzare tanto in una sciamadda o un fainotto quanto in un ristorante di fascia alta.</p>
<p>“Se ci sei batti un colpo”, scrivevo riferendomi a Genova nel mio primo saggio, una ventina di anni fa(1). L’auspicio oggi come ieri si conferma il medesimo, ovvero che i management pubblici e privati si rivelino coesi e all’altezza di una sfida da cui dipende, anche in senso socioeconomico, gran parte del futuro della città…</p>
<p>(1) <em>Alte stagioni. Modelli per il marketing turistico</em>, ed. Erga (Genova), 2005. Molto tempo è scorso da quelle mie pagine, ma sinceramente qualcuna risultò profetica.<br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/sapere-professionale">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La Giornata del latte e la Liguria montana, turismo e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 08:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il 1 giugno ricorre la Giornata mondiale del latte, istituita nel 2012 dalla FAO. E l’Italia appartiene certamente ai Paesi di riferimento per la produzione dell’oro bianco. Sul prossimo numero di LiguriaFood, il magazine bimestrale edito da Sabatelli, ho non a caso curato un lungo, esauriente articolo sui formaggi liguri (ma null’altro “spoilero” qui, invitando i ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giornata-del-latte-e-liguria-montana/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-ponte-di-nava.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21594" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-ponte-di-nava-300x170.jpg" alt="smart" width="300" height="170" /></a>Il 1 giugno ricorre la <a href="https://worldmilkday.org/" target="_blank"><strong>Giornata mondiale del latte</strong></a>, istituita nel 2012 dalla FAO<strong>.</strong> E l’Italia appartiene certamente ai Paesi di riferimento per la produzione dell’oro bianco.</p>
<p>Sul prossimo numero di LiguriaFood, il magazine bimestrale edito da Sabatelli, ho non a caso curato un <strong>lungo, esauriente articolo sui formaggi liguri</strong> (ma null’altro “spoilero” qui, invitando i Lettori a procurarselo fra poco nelle edicole…).</p>
<h2>Giornata mondiale del latte: spunti di riflessione e scenari turistici</h2>
<p>In una stagione di turismi sempre più <em>esperienziali</em>, l’idea &#8220;stimolata&#8221; dalla Giornata del latte potrebbe esser quella di ideare una vera e propria “cheese way”, che da una parte legasse fra loro le eccellenze territoriali, dall’altra gettasse ponti anche interregionali, sollecitando interazioni e sinergie concrete fra i formaggi italiani e le ottime imprese cui li dobbiamo.</p>
<p>Ciò peraltro, come sempre, non può costituire una semplice iniziativa “politica” o gastronomica, né uno spontaneismo che rischierebbe impattanti confronti con la realtà.</p>
<h2>Strade di prodotto: buone prassi dell&#8217;accoglienza</h2>
<p><strong>Le strade di prodotto, come dimostra il mirabile caso-studio di Bregenz</strong>, paradiso green fra Austria e Svizzera, non sono semplici collage di luoghi messi in fila – a tavolino &#8211; uno dopo l’altro, e collegati sulle mappe da un trattino… Le strade di prodotto autenticamente operative sono viceversa percorsi ricchi di servizi, di escursioni, di eventi, di esperienzialità, ben “aggregati” a comporre un <em>product</em> turistico (e non solo).</p>
<p>Il marketing e il management, in tal senso, dimostrano sempre che <strong>1+1=3</strong>, ovvero che la competitività si costruisce via via attraverso i partenariati, la visione d’insieme, la capacità di tessere reti interprofessionali, tanto più in una stagione storica caratterizzata da deregulation e accelerazioni brutali… La Liguria è terra di coste e di entroterra, ormai attrattiva 365 giorni l’anno. C’è tuttora un grande, ma stimolante lavoro di sensibilizzazione/formazione da svolgere, sui temi anzitutto <strong>dell’accoglienza targettizzata, del web e dei social, della “narrazione” di ciò che siamo</strong> prima ancora di ciò che facciamo (il post-pandemia non sta che confermando alcune tendenze preesistenti&#8230;). La Giornata del latte ci induce dunque a importanti riflessioni.</p>
<h2>Liguria montana, malgara, rurale: un patrimonio da vivificare</h2>
<p>E c’è tuttora un grande areale, ovvero <strong>la Liguria montana, malgara, rurale</strong>, la Liguria alpino-appenninica, dei borghi aggrappati e delle cucine bianche, dell&#8217;<strong>Alta Via</strong> e delle vie del sale, che chiede un ruolo di prima fila nei progetti che si cantiereranno, perché la montagna – senza infrastrutture e servizi – non potrà “riaccogliere” coloro che l’hanno, sovente a malincuore, abbandonata.</p>
<p>Io trascorro lunghi periodi a <strong>Calizzano</strong>, in Alta Val Bormida ad un passo dai tecci e dalla maestosa faggeta del Melogno, ma anche dalle valli <strong>Tanaro e Mongia</strong>, che da Ormea a Viola mi regalano differenti, ulteriori trekking e suggestioni, a contatto vero e non cartolinesco con la biodiversità (e lontano dagli “insensati clamori” cui già accennava un poeta della levatura di <strong>Giorgio Caproni</strong>…).</p>
<p>Da molti anni vedo quindi coi miei occhi che <strong>la montagna non va museificata, bensì vivificata,</strong> garantendo in primis opportunità di lavoro e abitative a chi intende restarvi, o tornarvi. Montagna significa anche sacrificio, isolamento, frugalità, perché la natura ha le proprie regole. Ma “<em>wildlife stays wildlife pays</em>”, proverbiano gli americani, e questo mi pare l’auspicio costante, <strong>di Ligucibario® e di Luisa Puppo</strong>, che anche molti giovani (qualcuno lo incontro per fortuna anche nei vari corsi dove insegno) condividerebbero.</p>
<p>Talora percepisco che sanno guardare avanti col cuore, e noi abbiamo perciò il dovere di non mortificare quello sguardo, e di potenziare le loro competenze professionali (specie in un Paese in cui tanti si dichiarano esperti di turismo, ma davvero pochi lo sono).</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>La Giornata internazionale delle foreste</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 11:06:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21479" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/20170822_181000.jpg"><img class="size-medium wp-image-21479" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/20170822_181000-300x168.jpg" alt="veduta di viozene" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">veduta di viozene</p></div>
<p>Il 21 dicembre 2012 l&#8217;ONU istituì la <strong>Giornata internazionale delle foreste</strong>, fissandola al 21 marzo&#8230; Felice concomitanza, sono in questi giorni di imminente primavera cominciate le lezioni per la 2^ edizione del corso GAE &#8211; Guida Ambientale Escursionistica, organizzato da Ente F.Ire a Genova. <strong>Sostenibilità, biodiversità</strong> ed altre parole-chiave stanno già posizionandosi al centro dei tematismi che vado trattando, conditiones sine quibus non sarà neppur più possibile progettare e gestire il turismo di domani.<br />
Io sono un&#8217;escursionista non &#8220;originario&#8221;, nel senso che per 40 anni purtroppo non conobbi il significato delle parole scarponi, zainetto, borraccia. Ma dal 2o03, specialmente grazie a <strong>Calizzano, Garessio, Ormea, la val Mongia</strong>&#8230;, sto cercando (invano?) di recuperare tutto il tempo perduto, i mille boschi e sentieri e silenzi che avrei potuto già conoscere, sebbene con occhi diversi, durante la giovinezza. But, it&#8217;s never too late. Ogni passo che compio, lontano dagli &#8220;insensati clamori&#8221; &#8211; per usare le parole di <strong>Giorgio Caproni</strong> &#8211; , è un parziale recupero di me stesso.<br />
L&#8217;ho precisato ai miei corsisti, il miglior arrivederci che potrò loro rivolgere a fine corso sarà alla faggeta della <strong>Barbottina</strong>, o lassù dove l&#8217;antichissima abbazia di <strong>San Pietro in Varatella</strong> sposa il cielo al mare, o lungo l&#8217;antica via in discesa <strong>dalla Colla di Casotto alla certosa</strong> che poi fu sabauda&#8230;<br />
Ma mentre parliamo di foreste, di <em>Shinrin-yoku</em>, di tutela del pianeta (quel pianeta che legittimamente va stancandosi di ospitarci), ecco ovunque proseguire i disboschi. Una deforestazione – si pensi alla tragedia dell’Amazzonia &#8211; dove gli eccessi nell&#8217;abbattimento (di fatto per fini totalmente commerciali *) compromettono il tasso di ricrescita. Dopodiché, ancora ci sorprendiamo per l’effetto-serra e l’intensificarsi del riscaldamento globale, per la progressiva scomparsa di biodiversità e per il dissesto idrogeologico che puntualmente, in alcune stagioni dell&#8217;anno, ci infligge tragedie sin troppo prevedibili. Ed ogni weekend, nel tardo pomeriggio, rieccoci fermi in coda sulle strade intasate di sempre, a bordo delle nostre automobiline fumanti, inveendo &#8211; beninteso &#8211; contro il destino cinico e baro.<br />
Le foreste – direi che oramai è evidente a chiunque non si copra gli occhi &#8211; svolgono molte <strong>funzioni, produttive, sociali, turistiche, psicologiche&#8230;</strong> Per salvaguardarle davvero occorrono una vision leale e un&#8217;idonea dotazione di risorse. Ma anche un cambio di sensibilità che renda noi stessi, per primi, e giorno per giorno, fieri &#8220;custodi&#8221; dei valori da difendere. Wildlife stays, wildlife pays. Che sia tempo di cominciare?…<br />
* generalmente creare nuovi spazi coltivabili, tagliare legno combustibile/legno di pregio, ricavare olio di palma…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Sassello Ormea Bobbio Torriglia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 08:59:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/foto-mindmap-lavagna-a-imperia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20893" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/03/foto-mindmap-lavagna-a-imperia-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a>Sassello Ormea Bobbio Torriglia, che felice quadrifonia&#8230;<strong><br />
Terza “session”, presso il Polo universitario imperiese, del Laboratorio di 24 ore (“Turismo dei saperi e dei sapori”) interno al corso in Scienze del turismo e derivante da un accordo fra Università degli studi di Genova (dip. Economia) e CNA Liguria.</strong></p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">L’iniziativa didattica, a cura di Umberto Curti e di chi scrive, si prefigge anzitutto un duplice obiettivo: da un lato rappresentare all’aula quel vasto patrimonio di <strong>produzioni artigiane (food e non)</strong> che via via potranno sempre più concorrere all’offerta turistica esperienziale. Dall’altro ingaggiare l’aula su <strong>situazioni concrete (quest’anno si tratta di Sassello)</strong>, quasi “simulando” la quotidianità operativa tipica delle consulenze di settore.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Questa sesta edizione è partita quanto mai col piede giusto, l’aula è motivata e dinamica, e ovviamente la presenza fisica consente momenti d’interazione impensabili nella d.a.d., cui abbiamo dovuto rassegnarci per quasi 2 anni…</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Dopo la mindmap e i casi-studio, si è dunque giunti alla terza “metodologia” di lavoro, la cosiddetta &#8220;griglia di competitività turistica&#8221;, un format di analisi territoriale (utile a enti e imprese) <strong>ideato da noi di Welcome Management</strong> per individuare la “rivolgibilità” di un’area/di una destinazione, in direzione di specifici target di domanda (culturale, escursionistico, sea&amp;sun, enogastronomico…). Come noto, il post-pandemia verosimilmente sancirà una progressiva affermazione di luoghi <em>via dalla pazza folla</em>, di comunità a misura d’uomo, per un turismo slow, consapevole, relazionale, rispettoso delle <strong>biodiversità</strong> ambientali e culturali…</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">In tal senso, l’aula sta ora “soppesando” Sassello contemporaneamente ad altre 3 località, potenzialmente concorrenti in ambito green, <strong>Ormea</strong> cittadina di montagna attorniata da escursioni in quota, <strong>Bobbio</strong> eletta nel 2019 borgo più bello d’Italia, <strong>Torriglia</strong> la “Svizzera” dei genovesi lungo quella val Trebbia tanto cara anche al poeta Caproni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Appuntamento il 31 marzo per la quarta lezione!</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/sassello-ormea-bobbio-torriglia/">Sassello Ormea Bobbio Torriglia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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