<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; cucina italiana patrimonio unesco</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/cucina-italiana-patrimonio-unesco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2026 08:07:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Biodiversità, da Wilson alle città</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[edward wilson]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[preboggiòn]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29808</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Biodiversità è un concetto che nella mia visione oggi si può utilizzare non solo in accezione ambientale, bensì anche culturale, linguistica, finanche gastronomica&#8230; In estrema sintesi, tuttavia, esso originariamente indica, sulla scia dell’entomologo americano Edward Wilson, la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/">Biodiversità, da Wilson alle città</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/109.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29809" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/109-300x225.jpg" alt="109" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biodiversità è un concetto che nella mia visione oggi si può utilizzare non solo in accezione ambientale, bensì anche culturale, linguistica, finanche gastronomica&#8230; In estrema sintesi, tuttavia, esso originariamente indica, sulla scia dell’entomologo americano Edward Wilson, la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono. L’Italia, àmbito mediterraneo, si caratterizza per una biodiversità ricchissima, decine di migliaia tra specie animali e vegetali. E di tale fortunato àmbito la Liguria è parte integrante.</p>
<p>Poiché l’azione antropica costantemente interagisce con questa biodiversità, oggi ci compete il duplice imperativo di custodire ed anche di divulgare a dovere tali patrimoni, poiché essi sono anche un marker identitario dei territori (si pensi in chiave escursionistica…) nonché delle comunità che ad essi si relazionano (si pensi all’agricoltura, alla pastorizia, alla pesca…). Il cibo &#8211; in particolare &#8211; è davvero un ponte fra natura e cultura, tanto più che la cucina italiana è assurta di recente a Patrimonio Unesco, e questo ponte può attrarre turismo qualificato.</p>
<p>La biodiversità peraltro è di continuo sotto i nostri occhi, a un passo da casa, anche se non siamo botanici né altro, e le banche dati che ci consentono di indagarla ampliano via via le nostre conoscenze. Una crêuza, un parco urbano, un’aiuola o una siepe, una “macchia” di preböggiön (che ci permette di cucinare pansoti, zuppe, frittate&#8230;) cresciuta accanto ad un muretto a secco, un muschio, un uccello, un insetto…, dimostrano che anche le città e gli abitati possono regalare sorprendenti e piacevoli scoperte. Benvenute dunque, con l’aiuto della scienza, quelle iniziative che coinvolgono e sensibilizzano i cittadini, “restituendo” loro un’immagine non di rado diversa, e innovativa, dei luoghi in cui quotidianamente essi abitano e si muovono.</p>
<p>L’immagine, in definitiva, di una città “viva” e green, di ecosistemi che evolvono, capaci di una resilienza che è intrigante ritenere di buon auspicio, permettendo loro di adattarsi alle sfide del cambiamento cui l’antropocene purtroppo ci espone.</p>
<p>Per questo articolo, dunque, il suggerimento di lettura che con piacere rivolgo agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) è, classicamente, Edward O. Wilson, <em>Biodiversità</em>, nella “riedizione” Sansoni, Firenze, 1999.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/">Biodiversità, da Wilson alle città</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/biodiversita-da-wilson-alle-citta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Public history al servizio di cibo e salute</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[angelo paracucchi]]></category>
		<category><![CDATA[bloch e febvre]]></category>
		<category><![CDATA[cucina genovese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[ferrer manuelli]]></category>
		<category><![CDATA[giobatta ratto]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rebora]]></category>
		<category><![CDATA[gustincontri]]></category>
		<category><![CDATA[influenza aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[mario soldati]]></category>
		<category><![CDATA[metanolo]]></category>
		<category><![CDATA[morbo di mucca pazza]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella blu]]></category>
		<category><![CDATA[mutagenesi dei cereali]]></category>
		<category><![CDATA[nino bergese]]></category>
		<category><![CDATA[ogm. trash food]]></category>
		<category><![CDATA[public history]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29590</guid>
		<description><![CDATA[<p>Public history applicata al cibo e alla salute significa restituire al sapere alimentare la sua dimensione più autentica: storica, civile, comunitaria. In questo articolo Umberto Curti ripercorre l’evoluzione dell’enogastronomia italiana da pratica descrittiva a strumento di lettura profonda delle culture locali, intrecciando memoria personale, riferimenti accademici e impegno divulgativo. Il cibo emerge così come chiave ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/">Public history al servizio di cibo e salute</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/panissa-e-fette-savona-029.jpg"><img class="size-medium wp-image-22224" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/panissa-e-fette-savona-029-300x265.jpg" alt="panissetta fritta" width="300" height="265" /></a></p>
<p><em><strong>Public history</strong> applicata al cibo e alla salute significa restituire al sapere alimentare la sua dimensione più autentica: storica, civile, comunitaria. In questo articolo Umberto Curti ripercorre l’evoluzione dell’enogastronomia italiana da pratica descrittiva a strumento di lettura profonda delle culture locali, intrecciando memoria personale, riferimenti accademici e impegno divulgativo. Il cibo emerge così come chiave privilegiata di public history: un ambito capace di connettere tradizioni, identità territoriali e responsabilità collettive, fino a incidere sulle scelte alimentari, sulla salute pubblica e sul futuro delle nuove generazioni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le radici dell’enogastronomia come disciplina storica</h2>
<p>Ebbi la fortuna, una vita fa, di conoscere “Gino” Veronelli (la madre era nativa di Finalborgo). Nella mia visione, l’Italia letteralmente gli deve la nascita di un’avvincente prosa gastronomica, che non si limitasse alle ricette.<br />
In Liguria erano gli anni di Bergese a Genova, poi di Ferrer Manuelli a ponente, poi di Angelo Paracucchi a levante, e si poteva incontrare Mario Soldati a pranzo in una trattoria di Sampierdarena…</p>
<p>All’Università – via Balbi 6 – avevo “incrociato” Giovanni Rebora (ora talvolta incontro il figlio in una nota trattoria di Mele), che traguardava l’organizzazione del convegno “Cultura e storia dell’alimentazione” (Imperia, 8-12 marzo 1983).</p>
<h2>Dall’enogastronomia all’etno-gastronomia: storie più che storia</h2>
<p>A costoro, anzitutto, si deve per così dire l’evoluzione dell’enogastronomia (intendo qui la disciplina che la indaga) in etno-gastronomia: se siamo quel che coltivammo, pescammo, allevammo…, indagare le diacronie alimentari di una comunità (come ho approfondito in altri miei studi sulla <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia dell’alimentazione ligure</a>)<em> </em>è il percorso più diretto per comprenderla dal vivo e a fondo. Si cominciava insomma a far tesoro, anche in quell’àmbito, della lezione di Bloch e Febvre, ad approfondire le storie più che la storia…</p>
<h2>Identità locali e mito della cucina italiana</h2>
<p>L’Italia è un Paese di civiltà millenaria * e soprattutto di comunità locali. Prima che la cucina italiana assurgesse a patrimonio UNESCO (nomina che beninteso ha inorgoglito anche me), io fui tra coloro &#8211; non pochi &#8211; che sostennero la sua “inesistenza”, poiché l’Italia è un insieme di regioni l’una fieramente diversa dall’altra, ed ogni campanile vanta una ricetta, che sovente vive come esclusiva.</p>
<p>Sembra, in questo senso, che sia trascorso un secolo anche dalle “cuciniere” di fine ‘800 (penso a quella genovese del Ratto, anno domini 1863), le quali ancora dovevano più di qualcosa alla cucina internazionale / francese; oggi, beninteso in quelle migliori, prevale la ricerca dell’autenticità, il focus sulle cultivar autoctone, l’abbinamento enologico territoriale, senza più debiti verso un altrove.</p>
<h2>Divulgazione, edutainment e responsabilità civile del cibo</h2>
<p>In questi 30 anni di lavoro ho pubblicato molti saggi, ho portato la mia piattaforma (<a href="http://www.ligucibario.com/">www.ligucibario.com</a>) ai primi posti nelle fonti specialistiche indicizzate dal web, ho svolto più di 400 conferenze, gustincontri, tasting. Nel <a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">mio percorso di ricerca e divulgazione</a> ho sempre perseguito l’intento &#8211; oraziano &#8211; di divulgare, di praticare un edutainment che coinvolgesse la sensorialità, <strong>ma in primis di sottolineare ogni volta (anche in collaborazione con nutrizionisti, allergologi ecc.) quanto dalla qualità di ciò che scegliamo e mangiamo possano derivare benessere e longevità o viceversa disturbi e patologie: </strong><a href="https://www.ligucibario.com/un-natale-piu-sostenibile-e-salutare/" target="_blank">qualità delle materie prime e ricadute sulla salute</a><em>.</em></p>
<p><strong>.</strong></p>
<h2>Il cibo come tema centrale della public history contemporanea</h2>
<p>Mi pare dunque legittimo affermare come il cibo sia oggi tema perfetto per la cosiddetta <em>public history</em>, le cui finalità sono anche intensamente &#8220;civili&#8221;, poiché le corrette informazioni e opzioni alimentari non solo si connettono alla salute presente e futura di tutto il Pianeta, ma anche di quella dei giovanissimi, ovvero – in un susseguirsi di truffe e scandali ** , ultima in ordine di tempo la carne scaduta denunciata da Report *** &#8211; di quelle future generazioni sempre più messe a rischio dall’industria chimica, dagli OGM, dal trash food, dalle contraffazioni.</p>
<p>* scrisse il romanziere napoletano Raffaele La Capria (cito a memoria e non accusatemi di eurocentrismo perché non ne sono affetto): “V’è più storia in un’onda del Mediterraneo che nelle acque di tutti gli oceani insieme”…<br />
** il food in senso lato risulta (da un quarantennio almeno) fra i settori più vulnerabili e aggrediti: lo scandalo del metanolo, le mozzarelle blu, l’influenza aviaria, il morbo di mucca pazza, la mutagenesi radioattiva dei cereali (1974…), ecc.<br />
*** straordinaria trasmissione giornalistica, in onda su RAI3 dal 1997 (un format precedente, <em>Professione reporter</em>, andò in onda su RAI2 dal 1994 al 1996). Milena Gabanelli la condusse con stile davvero personale fino al 2016, le subentrò poi Sigfrido Ranucci, che figurava già tra i co-autori. Lo staff, pur con budget ridotti, si è distinto per inchieste di eccezionale coraggio e valore, e nel 2016 “Report” vince il Premio regia televisiva 2016 come miglior programma dell&#8217;anno. Originale, competitivo nei costi, apprezzato dal pubblico e da molta critica, “Report” in effetti è stato sempre un unicum nel panorama televisivo nazionale, creato da giornalisti freelance che autoproducono i contenuti – con grande libertà d’azione &#8211; e li vendono alla RAI senza intermediari. Giornalismo, come si usa dire, di stile britannico. Sovente si è occupato anche di ambiente, iniquità sociali, cibo…, con inchieste meticolose durate mesi, si segnalano a puro titolo d’esempio i preziosi lavori investigativi di Bernardo Iovene sulla pizza, sul caffè, sull’acqua… Innumerevoli, come prevedibile, le querele (1) sporte dai soggetti (organizzazioni, imprese e professionalità di vario genere) coinvolti negativamente nei servizi andati in onda, ma sovente (o sempre?) senza conseguenze per i querelati. Wikipedia, al link <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Puntate_di_Report">https://it.wikipedia.org/wiki/Puntate_di_Report</a>, propone i dettagli di tutte le puntate trasmesse durante le tante edizioni. Lunga vita ad una tv di servizio come questa.<br />
(1) Sigfrido Ranucci ne ha ricevute circa 170. Dal 2021 vive sotto scorta.</p>
<p><em>Questo contributo si inserisce nel percorso di ricerca e divulgazione che Umberto Curti conduce da oltre trent’anni sui temi della storia dell’enogastronomia, della cultura alimentare e della public history.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
<p><strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/">Public history al servizio di cibo e salute</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cucina italiana patrimonio UNESCO</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 08:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[buonessere]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[cultivar autoctone]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[siamo quel che mangiamo]]></category>
		<category><![CDATA[street food]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29565</guid>
		<description><![CDATA[<p>Da alcuni giorni la cucina italiana è assurta a patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, ed è cosa – notoriamente &#8211; di non poco conto potersi insignire di tale qualifica. Dopo la dieta mediterranea (2010) e i muretti a secco (2018) ecco dunque un altro riconoscimento che in qualche modo investe il forziere delle tradizioni regionali ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/">Cucina italiana patrimonio UNESCO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/DSCN4475.jpg"><img class="size-medium wp-image-22542" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/DSCN4475-300x197.jpg" alt="pasta fresca al ristorante &quot;roma&quot; di montoggio" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Da alcuni giorni la cucina italiana è assurta a patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, ed è cosa – notoriamente &#8211; di non poco conto potersi insignire di tale qualifica. Dopo la dieta mediterranea (2010) e i muretti a secco (2018) ecco dunque un altro riconoscimento che in qualche modo investe il forziere delle tradizioni regionali italiane, le agroproduzioni ecc., configurando trasversalmente un Italian way of life, e dunque investendo anche la Liguria.</p>
<p>È, si badi, la prima volta che una cucina nazionale viene iscritta nella sua globalità, dopo precedenti riconoscimenti per singole tradizioni (quali la pizza napoletana o appunto la succitata dieta mediterranea)</p>
<p>La nomina, accolta da un convinto applauso, di fatto celebra tutto un modo di stare a tavola che vanta radici millenarie, riconoscendo al (nostro) cibo un ruolo di nutrimento non solo alimentare.</p>
<p>Questa cucina italiana, sempre sulla bocca di tutti in quanto celeberrima, viene interpretata come “rito” e convivio delle comunità, trasferimento di memorie, ponte intergenerazionale, cura di sé, del territorio che si abita e del prossimo. Ciò, peraltro, via via consoliderà i propri significati se sempre più conterrà i valori della sostenibilità, della tutela della biodiversità, della lotta agli sprechi, perpetuando una cucina “degli affetti”, basata sulle cultivar autoctone (sull’accorciamento delle filiere), sui generi ortofrutticoli di stagione, sulla qualità che genera buonessere. Una cucina che incarnerà compiutamente il genius loci, e sarà sempre più attrattiva anche in senso culturale e turistico. La cucina ligure stessa, che non è né mai sarà solo pesto, potrà con le sue ascendenze e le sue peculiarità (gli orti a picco sul mare, l&#8217;olivo e la vigna, il pescato, gli street food&#8230;) giocare un ruolo di primo piano.</p>
<p>L’impegno collettivo, concludendo, sarà perciò anche quello – in primis – di sensibilizzare a dovere le nuove generazioni, l’antropocene sta infatti caratterizzandosi per cambiamenti climatici, inquinamento, crescenti disparità socioeconomiche&#8230; E ciò si specchia giocoforza nei consumi globalizzanti, nella frequenza e intensità delle truffe e degli scandali alimentari, nel trash food, nei prodotti di cui non è affatto semplice capire la provenienza e che largheggiano quanto ad additivi chimici. Non occorre tuttavia essere un medico né un dietologo per cogliere, aldilà dell’abusato proverbio “siamo quel che mangiamo”, come una cattiva alimentazione sia causa di innumerevoli disturbi e patologie, ed impedisca una vita di salute e longevità cui l’uomo contemporaneo potrebbe legittimamente ambire.</p>
<p>Per questo post di Ligucibario®, che con piacere omaggia un reale successo dell’italianità, la lettura che suggerisco agli Amici lettori è e non potrebbe che essere M. Montanari-P.L. Petrillo, “Tutti a tavola. Perché la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità”, ed. Laterza, 2025.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/">Cucina italiana patrimonio UNESCO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I ristoranti liguri e la guida &#8220;Michelin&#8221;</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/i-ristoranti-liguri-e-la-guida-michelin/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/i-ristoranti-liguri-e-la-guida-michelin/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 13:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
		<category><![CDATA[guida michelin]]></category>
		<category><![CDATA[impiattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti liguri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29524</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Quasi in vista del Natale, il tardo autunno è il periodo in cui tradizionalmente escono le “Guide” ai ristoranti (Michelin in primis). Ciò forse non rappresenta più l’evento che era in passato, molte cose sono cambiate, e non saprei dire se Bruno Vespa gli dedica ancora una puntata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-ristoranti-liguri-e-la-guida-michelin/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-ristoranti-liguri-e-la-guida-michelin/">I ristoranti liguri e la guida &#8220;Michelin&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21280" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/acciughe-fritte.jpg"><img class="size-medium wp-image-21280" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/acciughe-fritte-300x202.jpg" alt="ancioe frite" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">ancioe frite</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quasi in vista del Natale, il tardo autunno è il periodo in cui tradizionalmente escono le “Guide” ai ristoranti (Michelin in primis). Ciò forse non rappresenta più l’evento che era in passato, molte cose sono cambiate, e non saprei dire se Bruno Vespa gli dedica ancora una puntata specifica di “Porta a porta”…</p>
<p>Sia come sia, mangiar fuori, da un paio di decenni, è divenuta purtroppo un’esperienza non di rado assai costosa, e non di rado poco festosa. Guardavo il video di un relais ligure di un certo fascino, in cui si argomentavano i 22 euro (!) di un piatto di ravioli sommando tutte le voci che “entrano” a concorrere al prezzo finale del piatto…</p>
<p>Ligucibario® per ovvie ragioni si è ripetutamente occupato del tema, ognuno naturalmente è libero di pensare &#8211; e di scegliere &#8211; come meglio crede, ma qualche riflessione (né cortigiana, né critica a priori) mi sia consentita.</p>
<p>La Liguria nell’edizione Michelin di quest’anno conta 12 stelle, risultato peraltro poco lusinghiero per una regione da sempre turistica e che dispone di una cucina pienamente mediterranea. Si tratta de:</p>
<ul>
<li>Il Marin a Genova</li>
<li>San Giorgio a Genova</li>
<li>Cracco Portofino a Portofino (GE)</li>
<li>Impronta d’acqua a Cavi di Lavagna (GE)</li>
<li>Rezzano &#8211; Cucina e vino a Sestri Levante (GE)</li>
<li>Il Vescovado a Noli (SV)</li>
<li>Nove ad Alassio (SV)</li>
<li>Vignamare ad Andora (SV)</li>
<li>Sarri a Imperia</li>
<li>Casa Buono a Ventimiglia (IM)</li>
<li>Equilibrio a Dolcedo (IM)</li>
<li>Paolo e Barbara a Sanremo (IM)</li>
</ul>
<p>Si evince non solo che sono via via scomparsi dalla Michelin, beninteso per cause diverse, alcuni locali storici che era consueto incontrarvi, ma anche che da Sestri Levante sino al confine con la Toscana non risplende stella alcuna…</p>
<p>La scorsa estate i social mi reiteravano un video in cui un (costoso) ristorante genovese si promuoveva all’insegna del verbo “stupire”, di “esperienze” tutte improntate alla creatività, con impiattamenti ad effetto. Quel ristorante, di fatto, non è poi sopravvissuto fino al Natale. E, poiché monitoro vari trend negativi che in questi anni affliggono il comparto, ho il sospetto che alcuni ristoratori stiano aumentando i prezzi per compensare le perdite, ma in tal modo i clienti si ridurranno ancora… E la tendenza al declino è soltanto all’inizio, grazie ad una generazione, forse due, di pensionati che ricevono ancora buone pensioni e sostentano i figli, ma quando ciò cesserà il calo degli affari per ristoranti (e pizzerie) sarà turbinoso.</p>
<p>Mi chiedo, tanto più oggi che la cucina-convivio italiana è assurto a patrimonio UNESCO: non sarebbe quindi il caso che la ristorazione si riavvicinasse ai clienti (e ai comuni mortali) con toni e ricette maggiormente “alla portata”? Quante persone in Liguria davvero desiderano confrontarsi con le sorprese, le iper-tecnologie, le espressioni straniere, le complesse stravaganze? Non tutti i cuochi sono Ferran Adrià.</p>
<p>C’è tutta una platea di piatti liguri, anche meno noti dei soliti notissimi, che è una lezione di storia e di cultura (1): non potrebbe valer la pena tesaurizzare questa immensa, secolare tradizione, ove opportuno anche attualizzandola (con intelligenza…), se del caso alleggerendola, e sedurre finalmente l’ospite – italiano o straniero, leisure o business – con piatti che poggino sul territorio ed esplicitino il nostro genius loci?<br />
(1) basta sfogliare qui su Ligucibario® la sezione &#8220;alfabeto del gusto&#8221; per trovarne qualche centinaio&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-ristoranti-liguri-e-la-guida-michelin/">I ristoranti liguri e la guida &#8220;Michelin&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/i-ristoranti-liguri-e-la-guida-michelin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Top of the year 2025 (parte 4)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-4/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-4/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 14:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia ligure]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[top of the year]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29449</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; 4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze&#8230; Top of the year 2025 è il nostro pensiero di Natale (quest&#8217;anno la nostra società di consulenza ha spento 25 candeline&#8230;) ad imprese del turismo, produttori e botteghe che spiccano nelle rispettive categorie. In questi giorni che già profumano di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-4/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-4/">Top of the year 2025 (parte 4)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29327" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/canditi2.jpg"><img class="size-medium wp-image-29327" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/canditi2-300x225.jpg" alt="frutta candita" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">frutta candita, obbligatoria a natale&#8230;</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Top of the year 2025</strong> è il <strong>nostro pensiero di Natale</strong> (quest&#8217;anno la nostra <strong>società di consulenza</strong> ha spento <strong>25 candeline</strong>&#8230;) ad <strong>imprese del turismo, produttori e botteghe</strong> che spiccano nelle rispettive categorie.</p>
<p>In questi giorni che già profumano di Festività e che decretano la cucina italiana &#8220;patrimonio UNESCO&#8221;, ecco che <strong>Ligucibario®</strong> si avvicina ancor più ai propri Lettori &#8211; che da tanti anni non sono poi pochi! – segnalando <strong>40 protagonisti del territorio</strong> che lavorano bene anzi benissimo. Non si tratta ovviamente di inserzioni pubblicitarie (questa piattaforma mai ne ha contenute né mai ne conterrà) bensì di <strong>un &#8220;catalogo&#8221; di luoghi belli e di cose buone dietro cui c&#8217;è sempre il lavoro appassionato delle persone</strong>, a cui Luisa Puppo ed io inviamo già i nostri auguri di Buon Natale e Sereno 2005.</p>
<p>La <strong>quarta puntata</strong> (qui <a title="ligucibario top of the year" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/" target="_blank">il link alla terza</a>, da cui si recupera la seconda e poi la prima) appare &#8220;su questi schermi&#8221; ormai anche per&#8230;ricordare a chi non ha ancora comprato pandolci e regali di affrettarsi!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-PRIMA-PUNTATA-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29451" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-PRIMA-PUNTATA-2-300x251.jpg" alt="TOP PRIMA PUNTATA (2)" width="300" height="251" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Top of the Year 2025 parte 4</strong></h2>
<p><strong>Categoria ristoranti:</strong><br />
<strong> “Baccicin du caru”, a Mele (GE)</strong>, lungo il passo del Turchino che da Genova-Voltri sale all’Ovadese. Storica tappa, con enoteca, dove Gianni Bruzzone, nella quieta sala, e la sorella Rosella, ai fornelli, perpetuano una cucina della memoria, con accurata ricerca della materia prima (compresi formaggi, vini…) e una commovente fedeltà al territorio: galantina, pute, ravioli, gnocchi col pesto, trippe, cima, coniglio, lingua, lumache, funghi, canestrelli, semifreddi… Devo aggiungere altro? Sì: accoglienza d’altri tempi, e prezzi sempre equilibrati: senza dubbio una delle più autentiche tavole d’Italia.</p>
<p><strong>Categoria cortesia:</strong><br />
<strong> ristorante-pizzeria “Cecchin”, a Balestrino (SV)</strong>, con panoramica terrazza che dà verso il castello. Una cucina semplice ma gustosa, con alcuni piatti di pesce e piacevoli pizze, porzioni generose, carta dei vini correttamente pensata, e nel servizio ai tavoli, da parte della titolare, una gentilezza d’altri tempi. La struttura dispone anche di alcune comode camere, una decina, lungo il percorso verdeblu che dall’Alta Val Bormida scende (pian piano) al mare. Liguria 100%.</p>
<p><strong>Categoria piatto tradizionale dell’anno:</strong><br />
<strong> i ravioli di Angela</strong>, realizzati a mano uno per uno come un tempo, all’<strong>agriturismo “Le collette”, a Bardineto (SV)</strong>, un rifugio in Alta val Bormida dentro la comfort zone delle faggete, vi giungi con pochi minuti di salita dal centro paese (una quarantina a piedi, passeggiata che ti consiglio, poco dopo sei sull&#8217;Alta Via dei Monti Liguri). Dove Valentina ai fornelli (figlia d’arte) e Pedro in sala (agricoltore vero) coccolano gli ospiti con un menu-degustazione attento a territorio e stagioni, e un servizio sempre efficiente e gentile. Oculata e convincente anche la piccola carta dei vini</p>
<p><strong>Categoria pandolce (alto):</strong><br />
<strong> “Tagliafico”, a Genova</strong>, via Galata, in pieno downtown. Questa è una pasticceria a gestione famigliare dalla storia antica e specifica, un ritorno dall’America Latina per motivi di cuore… Fra le tante leccornie nelle belle vetrine, “Tagliafico” tuttora posiziona anche il pandolce natalizio alto, ovvero la versione più antica, quella originaria, lievitata in modo più lento e laborioso col crescente naturale. Ricco e profumato, questo pandöçe è davvero un rito ed un bestseller, cui abbinare magari un fresco Moscato della DOC Tigullio-Portofino.</p>
<p><strong>Categoria pastifici:</strong><br />
<strong> “Alta valle Scrivia”, a Montoggio</strong>, moderno stabilimento dei fratelli Minaglia i quali hanno opportunamente puntato su un mix di innovazione (tecnologica) e tradizione (i formati della pasta). Il portafoglio prodotti – in parte anche esportati, e con grande successo – presenta infatti le trenette, i croxetti, le trofiette, le lasagne, i maccheroni di Natale, i brichetti e lo scuccusùn da minestrone… Sono prodotti molto ben distribuiti, che non dovreste aver difficoltà a reperire. Se amate la tradizione, o volete scoprirla, voilà…</p>
<p><strong>Categoria hamburger:</strong><br />
<strong> “La ribotta”, a Imperia-Porto Maurizio</strong>, ad un passo dal mare e dal Museo Navale. Pizzeria di tendenza, con arredi e luci rilassanti, e forno dove arde legna d’ulivo, propone una carta delle pizze (di generosa dimensione, anche multicereali ecc.) inclusiva di alcune ideazioni “gourmet” del giorno, nonché la farinata di ceci e un eccellente hamburger di angus variamente accompagnato. Accoglienza professionale e reputazione eccellente. Meglio sempre, dunque, prenotare il tavolo…</p>
<p><strong>Categoria vini liguri DOC:</strong><br />
<strong> “Granaccia DOC Costa de vigne” di Massimo Alessandri</strong>, capacissimo vigneron in quel di <strong>Ranzo</strong> nell’entroterra ligure di ponente (IM), 14,5% di puro piacere, tannicità perfetta per il tipo di vitigno, lavorato in purezza, da uve “allevate” a guyot che dimorano a 300-350 m di altitudine sul mare. Le bucce macerano 8 giorni, follate e rimontate, quindi 8 mesi nei tonneau, 4 in acciaio inox, e infine 2 di elevazione in bottiglia. Va bevuto a 17-18°C in tulipani a stelo medio, abbinandogli ravioli di carne, trippe accomodate, lepre in umido, finanche formaggi stagionati, decisi, bleu… Prosit!</p>
<p><strong>Categoria mieli:</strong><br />
<strong> Apicoltura “Elio Varni”, a Genova-San Quirico</strong>, val Polcevera, un tempo Via Postumia. Eccelsi i barattoli alla robinia, al tiglio… Elio Varni – che purtroppo ancora non conosco personalmente &#8211; opera dal 1993, e da circa vent’anni ha convertito i propri alveari al biologico, certificato CCPB. Ama le proprie api, e quando il clima lo impone passa mesi a nutrirle. Queste api volano nomadi per l&#8217;entroterra secondo fioriture, e spesso bottinano all&#8217;interno del Parco Antola. Vite e voli felici: nel barattolo gusterai quindi tanta biodiversità.</p>
<p><strong>Categoria macellerie:</strong><br />
<strong> “Torrigino”, a Vobbia (GE)</strong>, in piazza della Posta. E’ trascorso un secolo quando conobbi Gianni, il titolare, durante una riunione a “Palazzo Fieschi” in Savignone (forse non indossava ancora gli occhiali…). Questa minuscola, gloriosa norcineria a conduzione famigliare, puro artigianato, orienta con entusiasmo verso il futuro un’attività (di squisiti salami, pancette…) che non dimentica neppure il passato, ecco infatti anche la mostardella, un salume “povero” ma di carattere che il fidanzato, in un altro tempo, regalava ai genitori dell’amata confidando che approvassero le nozze…</p>
<p><strong>Categoria pasticcerie:</strong><br />
<strong> “Copello”, a Chiavari (GE)</strong>, storica vetrina in via Martiri della liberazione, pasticceria-confetteria-drogheria elegante e romantica, che suggerisco anzitutto per le brioche fresche, per i pandolci e i panforti, la millefoglie, la Sacher, e last not least per “u Ciavai”, la cosiddetta torta Chiavari, rettangolare, sontuosa, inventata proprio qui. Da non perdere – quando disponibile &#8211; anche lo sciroppo di rose, prodotto da maggio a luglio</p>
<p><strong>Categoria…inviti a casa:</strong><br />
<strong> Alessandro B.</strong>, <strong>genovese “prestato” alla Lomellina</strong>, che nella sua casa di Vigevano (PV), insieme alla dolce compagna, ci ha lusingati con un’ospitalità affettuosa e alcuni piatti da incorniciare nella memoria, voici le menu de la soirée: battuta al coltello di fassona, risotto al Castelmagno, brasato al Barolo… Piaceri che tuttavia non hanno compromesso – a stomaci (di sessantenni) che qualche volta purtroppo mugugnano… – né la digestione né la nottata. A quando il prossimo invito, sciur Lisander? Trascorreranno altri decenni?</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a><strong><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-4/">Top of the year 2025 (parte 4)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Top of the year 2025 (parte 3)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 08:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[camatti]]></category>
		<category><![CDATA[coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia ligure]]></category>
		<category><![CDATA[erborinati]]></category>
		<category><![CDATA[farinata]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[mercato orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[panissa]]></category>
		<category><![CDATA[parco beigua]]></category>
		<category><![CDATA[rossiglione]]></category>
		<category><![CDATA[sarzana]]></category>
		<category><![CDATA[sassello]]></category>
		<category><![CDATA[spungata]]></category>
		<category><![CDATA[top of the year]]></category>
		<category><![CDATA[torta pasqualina]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=29395</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; 4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze&#8230; Top of the year 2025 è il nostro pensiero di Natale (quest&#8217;anno la nostra società di consulenza ha spento 25 candeline&#8230;) ad imprese del turismo, produttori e botteghe che spiccano nelle rispettive categorie. In questi giorni che già profumano di Festività e che ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/">Top of the year 2025 (parte 3)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/renna-natale-cogo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29397" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/renna-natale-cogo1-300x151.jpg" alt="renna natale cogo" width="300" height="151" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Top of the year 2025</strong> è il <strong>nostro pensiero di Natale</strong> (quest&#8217;anno la nostra <strong>società di consulenza</strong> ha spento <strong>25 candeline</strong>&#8230;) ad <strong>imprese del turismo, produttori e botteghe</strong> che spiccano nelle rispettive categorie.</p>
<p>In questi giorni che già profumano di Festività e che decretano la cucina italiana Patrimonio Unesco, ecco che <strong>Ligucibario®</strong> si avvicina ancor più ai propri Lettori &#8211; che da tanti anni non sono poi pochi! – segnalando <strong>40 protagonisti del territorio</strong> che lavorano bene anzi benissimo. Non si tratta ovviamente di inserzioni pubblicitarie (questa piattaforma mai ne ha contenute né mai ne conterrà) bensì di <strong>un &#8220;catalogo&#8221; di luoghi belli e di cose buone dietro cui c&#8217;è sempre il lavoro appassionato delle persone</strong>, a cui Luisa Puppo ed io inviamo già i nostri auguri di Buon Natale e Sereno 2005.</p>
<p>La <strong>quarta puntata</strong> (qui <a href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-2/" target="_blank">il link alla seconda</a>, da cui si ci si collega anche alla prima) apparirà &#8220;su questi schermi&#8221; <strong>il 1</strong><strong>9 dicembre</strong>, e da quel giorno chi non ha ancora comprato pandolci e regali si affretti!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29399" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA-300x251.jpg" alt="TOP TERZA PUNTATA" width="300" height="251" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Top of the Year 2025 parte 3</h2>
<p><strong>Categoria birrifici:</strong><br />
<strong> “Alta via”, agrobirrificio a Sassello e Quiliano (SV)</strong>, anzitutto per la birra “Monte Rama”, ma è comunque sempre un piacere narrare di imprese artigiane e giovani come questa, che “coltiva” orzo e luppolo (Crystal) confermando una filiera tutta italica. E le api sono quelle nel parco Beigua, da cui il miele per alcuni stili birrari, fra cui appunto la mia prediletta “Rama”, da abbinare a zuppe autunnali, spezzatini in umido, arrosti, speck, alcuni formaggi fra cui il Parmigiano (alto di mesi)…</p>
<p><strong>Categoria liquori e fine pasto:</strong><br />
<strong> “Amaro Camatti”, dal 1989 della distilleria Cinque Terre</strong>. Super-premiato, è a base di fiori, erbe, radici aromatiche. Ricetta “segreta” e processo artigianale, fu prodotto la prima volta nel 1924 in un laboratorio del centro storico di Genova, originando poi un’articolata storia, anche a causa delle traversie della seconda guerra mondiale, cui è sopravvissuto con successo. Ha bel colore ambrato e 20°C alcolici, e si può veramente apprezzare in cento modi, aperitivo, digestivo, nei cocktail…</p>
<p><strong>Categoria focaccia genovese:</strong><br />
<strong> Panificio “L’angolo”, a Genova-Certosa</strong>. Si tratta non a caso dell’attività di Gino Petrucco, veterano del settore, presidente dell’Assopanificatori Genova e provincia. A fügassa zeneize qui è come piace a me: né troppo spessa né troppo sottile, né troppo cotta né cruda, né troppo unta né poco, né troppo salata né sciapa. Non stupitevi se ne sfornano milioni di lamme (teglie) al giorno. Nel luminoso negozio troverete poi anche un po’ di gastronomia tipica: panissa, torte pasqualine…</p>
<p><strong>Categoria farinata:</strong><br />
<strong> “La Loggia” (Ligalupo), a Genova-Struppa</strong>,  lungo la crêuza di San Cosimo cui si arriva in auto e che risale le colline. Dal forno, alimentato con pregiata legna di nocciolo, escono farinate (di ceci) che potrei addirittura posizionare come le migliori di Genova, servite in formula “mista”: con lo stracchino, coi carciofi&#8230; Locale spartanissimo per arredi e mise en place, annessa bottega, mood come una volta, molta gentilezza e simpatia, e – merce rara oggi &#8211; prezzi onestissimi.</p>
<p><strong>Categoria pollerie:</strong><br />
<strong> “Siri”, a Genova</strong>, in via Monte Suello, una polleria-gastronomia dove un po’ tutti i giorni, e a tutte le ore, ci si mette in coda ad attendere il proprio turno, sarà un caso? Menzione d’onore per i polli allo spiedo, cucinati a ritmo continuo, un loop che spande nei dintorni un profumo irresistibile, è la reazione di Maillard…, come resistere? Tanto più che un pollo allo spiedo, con qualche verdura a contorno, risolve sempre magnificamente un pranzo, o una cena, per 4 persone…</p>
<p><strong>Categoria frutta e verdura:</strong><br />
<strong> “Rela”, a Genova, </strong>e dove se non presso il<strong> Mercato Orientale</strong>? Questa “chicca” commerciale imperdibile (una serie di banchi che espongono ogni ben di Dio) aprì festosamente i battenti nel 1899, chiamata “orientale” in quanto un po’ ad est del centro città. “Rela” dal 1920 ne incarna al meglio lo spirito: primizie, verdura meravigliosa, frutta (non di rado anche rara), e come non segnalarvi poi le cento varietà esotiche, le spezie, in stagione i funghi…</p>
<p><strong>Categoria locali storici:</strong><br />
<strong> Pasticceria “Gemmi” (1934), a Sarzana (SP)</strong>, in via Garibaldi, l’intrigante asse pedonalizzato che traversa la località, ricca di fortezze e chiese antiche. “Gemmi” significa vetrine e arredi splendidi, bel corredo di tipicità salate e dolci, e un’eleganza che si riverbera diretta in una delle preparazioni cui sono più affezionato: la spungata, il dolce della Via Francigena, una sfoglia azzima con farcia di confettura, mandorle, pinoli, aromi naturali e spezie, squisita, energetica e ben conservabile</p>
<p><strong>Categoria “piole” d’atmosfera:</strong><br />
<strong> Albergo-ristorante “Alpi”, a Pamparato (CN)</strong>, nella verdissima val Casotto, terra di castagne, grano saraceno, formaggi. E’ una casa antica e ristrutturata, nella piazza d’un borgo montano che più “piemunteis” non si potrebbe, bella la meridiana in facciata… Il ristorante, arredato con estremo garbo, silenzioso e rilassante, è l’occasione giusta per avvicinare alcuni must – celebri anzi celeberrimi &#8211; della regione, dai tajarin al vitel tonné, dal coniglio alla torta di nocciole e zabaione</p>
<p><strong>Categoria erboristerie:</strong><br />
<strong> “Farmacia di Sant’Anna”, a Genova</strong>, un’oasi di pace &#8211; che quasi non ti aspetti &#8211; ad un passo dalle trafficate vie del quartiere sopraelevato di Castelletto. Qui regna anzitutto Frate Ezio, competente ed affabile, che dalla botanica trae – con una visione olistica dell’essere umano – rimedi per il benessere e la salute. Una fornita bottega interna al convento permette poi acquisti e regali “officinali” davvero creativi e salutari</p>
<p><strong>Categoria allevamenti-caseifici:</strong><br />
<strong> “Lavagé”, a Rossiglione (GE)</strong>, in valle Stura. Il caseificio, condotto da Mirella Ravera, lavora il latte di alcune vigorose mucche bruna alpina, a 600 metri sul livello del mare (dove la Liguria da blu diventa verde), dando vita a formaggi sempre di forte impronta. Mi è occorso di quando in quando di assaggiare anche il suo bleu, l’erborinato, un capolavoro a latte crudo, indimenticabile in sé e per sé così come abbinato a confetture e vini passiti…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/">Top of the year 2025 (parte 3)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
