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	<title>Ligucibario &#187; Biovoci</title>
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		<title>GAE, oltre la qualifica c&#8217;è di più</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:29:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Ho terminato le docenze anche sull’ottava edizione del corso GAE (Guida Ambientale Escursionistica), felicemente organizzata a Genova da Ente F.Ire, la cui qualifica abilita alla professione su tutto il territorio ligure. Come sempre, e col concorso degli allievi, ho dedicato le ultime lezioni (Deogratias in presenza) ad alcune eccellenze ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gae-oltre-la-qualifica-ce-di-piu/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23074" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone-300x232.jpg" alt="smart" width="300" height="232" /></a></p>
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<p>Ho terminato le docenze anche sull’ottava edizione del corso GAE (Guida Ambientale Escursionistica), felicemente organizzata a Genova da Ente F.Ire, la cui qualifica abilita alla professione su tutto il territorio ligure.</p>
<p>Come sempre, e col concorso degli allievi, ho dedicato le ultime lezioni (Deogratias in presenza) ad alcune eccellenze enogastronomiche locali, fra cui gli olii extravergine DOP riviera ligure, i vini DOC, in primis il Pigato riviera di ponente, ed infine il pesto fresco, in questo caso ho acquistato una produzione top di gamma, “scelta” anche in funzione del panel test, su 19 referenze, che con altri esperti di settore ho organizzato durante le Festività natalizie (<a title="test pesto" href="https://www.ligucibario.com/di-che-pesto-sei/" target="_blank">link qui</a>) proprio per individuare le salse migliori. Ho specificato pesto fresco in quanto Ligucibario® “sconsiglia” sempre i barattoli su scaffali fuori frigo, poiché – oltre ad includere sovente ingredienti “inammissibili” – la pastorizzazione li priva di molte caratteristiche…</p>
<p>In corsi di formazione come questi per GAE, frequentati da persone di età e di retroterra anche tanto diversi, ovviamente s’incontrano allievi più preparati ed altri meno, più inclini alla relazionalità ed altri meno, eccetera eccetera. Debbo tuttavia affermare, a valle ormai dell’interazione con 96 persone, che alcuni si rivelano non solo molto motivati a “scendere in campo”, ma anche molto perspicaci circa il fatto che in Liguria (non si tratta di una provincia nepalese) una buona GAE è chiamata a “divulgare” – beninteso senza invadere àmbiti altrui &#8211; anche quei patrimoni storico-culturali che regolarmente “affiancano” un’escursione alpino-appenninica e che meritano “ambasciatori” ad hoc: mi riferisco alle architetture rurali, ai muretti a secco, alle biodiversità enogastronomiche, a serre, mulini, frantoi, tecci, cucine malgare…</p>
<p>In tal senso, mi piace spendere quindi una parola speciale per <strong>Giuseppe Vallarino e Riccardo Poggio</strong>, ormai due preziosi professionisti dell’hiking regionale, che dall’aula didattica sono “volati” sui sentieri per proporre una visione nuova, più completa e sensoriale, del camminare, dell’esperire, del condividere.</p>
<p>L’uno, Giuseppe, va instancabilmente mettendo a punto &#8211; anche in sinergia con l’intermediazione turistica – un “catalogo” di una dozzina di proposte sul Genovesato e sul Savonese, tutte attentissime alla sostenibilità, cui Ligucibario® e BioVoci guardano di certo con estrema attenzione. Proposte in contesti naturali molto differenti tra loro, connotati da una grande biodiversità non solo ambientale, musei di cultura materiale, laboratori artigiani, microbirrifici, mulini, distillerie, apicolture, caseifici… Proposte perfette per la destagionalizzazione e il matching costa-entroterra.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/acqued-storico.jpg"><img class="size-medium wp-image-22108" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/acqued-storico-300x202.jpg" alt="acquedotto storico di genova" width="300" height="202" /></a></p>
<p>L’altro, Riccardo, oltre a guidare salite al Castello della pietra di Vobbia (Parco Antola), sta fra l’altro collaborando con me ad un manuale operativo sulla Valle Scrivia, che sarà ben altro rispetto alle consuete guide turistiche, e che praticherà una visione di marketing turistico, per porre a sistema le risorse di quel territorio, sensibilizzare i diversi attori pubblici, e aggiornare le imprese circa alcune competenze oggi assolutamente necessarie per restare competitivi sul mercato (lingua inglese, uso dei social media, storytelling…). Amici Lettori stay tuned, l’uscita di questa pubblicazione &#8211; salvo contrattempi &#8211; è prevista per l’autunno.</p>
<p>Quanto sopra, per l&#8217;ennesima volta, dimostra che <span style="text-decoration: underline;">la curiosità intellettuale, l&#8217;intraprendenza, il networking</span> sono &#8211; oltre alla qualifica professionale &#8211; strumenti indispensabili per rendere un buon servigio alle proprie ambizioni e al territorio su cui si lavora. E che le mie porte sono sempre aperte a coloro che portano entusiasmi, idee, sorrisi.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La grande fuga dall&#8217;antropocene</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 19:23:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26406" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_20250717_174107-1-300x225.jpg" alt="IMG_20250717_174107 (1)" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Reduce da un viaggio “arci-montano” in Perù, <strong>Elisa Sardi, guida ambientale escursionistica</strong>, appassionata di natura, e come me militante sui cento fronti della sostenibilità e della biodiversità, ha confezionato un “reportage” ricchissimo di riflessioni che è stato un vero piacere pubblicare sulla piattaforma BioVoci (eccovi <a href="https://biovoci.blogspot.com/2025/07/viaggiando-alla-scoperta-del-mondo-e-di.html" target="_blank">il prezioso link</a>…). Riflessioni – in qualche modo, e ciascuno legga il reportage come più gli aggrada &#8211; sul camminare in osmosi con l’ambiente e se stessi, sul respirare con calma, sull’allontanarsi e il riavvicinarsi…</p>
<p>Più si accumulano, in effetti, le mie docenze nei corsi GAE, dove non a caso ebbi come allieva anche Elisa, e più mi trovo (felicemente) a constatare l’aumento delle persone via via sature della vita in città, degli attuali “modelli” socioeconomici, della tecnologia invasiva. Sorrido ripensando <strong>al mio primo saggio, “Alte stagioni” (2005)</strong>, nel quale già, con toni rousseauiani, in qualche modo censuravo l’attuale “sviluppo” globalizzato e straniante, l’attuale antropocene consumistico e immorale, e l’ossessione per l’accumulo, oggi evocherei Pasolini, Bauman, Pallante, Parrique…</p>
<p>Siamo – me lo auguro, Ligucibario® plaude – alla vigilia di una grande fuga?</p>
<p><strong>L’Italia del resto, vietato illudersi, non è affatto sulla buona strada circa il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda ONU 2030, ovvero i 17 “goal” da cui dipendono 169 traguardi, e purtroppo sta al secondo posto in Europa, dopo la Slovenia, quanto a perdite economiche pro-capite legate al clima</strong>. La maggioranza della popolazione, qui come altrove, inciterebbe ad azioni concrete, ma occorre sottolineare che in alcuni territori ancora si organizzano (opportunamente) corsi di formazione per comunicare il cambiamento climatico, poiché l’azione dei vari negazionisti e le fake news continuano a frastornare la pubblica opinione… Quanti ad es. conoscono il recente aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera?</p>
<p>O forse siamo – lo temo fortemente – alla vigilia di una grande catastrofe?</p>
<p><strong>L’ecocidio, le deforestazioni, il fracking, lo scioglimento dei ghiacciai</strong>, decine di parole e concetti ci sono purtroppo divenuti familiari poiché la nostra quotidianità è ormai segnata da emergenze, eppure era il 1896 allorché il chimico – e premio Nobel – Arrhenius già immaginò che la combustione del carbone avrebbe modificato il clima. Era il 1972 quando alcuni scienziati, insieme a Jay W. Forrester, già lavorarono al “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, terribile profezia circa un’umanità protesa verso il collasso e circa una possibile chance di salvezza che poi non fu colta. Era il 1988 quando Piero Angela già dedicò al tema una puntata di “Quark”, trasmissione autorevole e seguitissima…</p>
<p>E’ da poco in libreria “<strong>La società del ricatto e come difendersi</strong>” di Marcello Foa (ed. Guerini e associati), un saggio dove si analizza &#8211; senza ipocrisie &#8211; la brutalità della politica locale e internazionale, l’economia dei forti a scapito dei deboli, il misconoscimento del merito… I 30 milioni di dollari investiti da Bezos per le proprie nozze a Venezia paiono davvero, in tal senso, com’è stato scritto, un ritorno al Medioevo, coi ricchi sempre più ricchi e i sudditi sempre più sudditi.</p>
<p>Nel frattempo, Messner afferma che sui sentieri vede tanti fare le gare, guardare le vette attraverso il buco di un cellulare. Sull’onda di uno spot, di una serie tv, di un contenuto di qualche influencer sui social, scatta la corsa al selfie, la caccia ai like, come hanno notato acutamente anche <strong>Antonio Montani, presidente del CAI, e Marco Blatto, alpinista, presidente del GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna</strong>. L’overtourism infatti è ormai dilagato anche in montagna, leggo che forse ci salverà un chatbot, ma sia come sia resteranno surreali le code per salire alla funivia del Seceda, gli assalti agli hotspot (al lago di Braies oltre 1 milione di visitatori in 3 mesi, sulle Cime di Lavaredo 14mila al giorno…), un’atmosfera da luna park, mentre al Sud, per converso, l’Italia brucia, anche per la mancata manutenzione dei boschi (pulizia del sottobosco, eliminazione dei rami bassi e secchi…), e la regione Puglia ha denunciato a luglio ben 33 incendi al giorno. In Italia, il 65% dei boschi è purtroppo proprietà privata, e il 95% degli incendi è doloso, ciò vorrà pur dire qualcosa?</p>
<p>Nel frattempo, il boom dell’urbanizzazione ha reso <strong>Milano</strong> una città solo per ricchi, con piazze progettate senza più un albero, con buona pace delle periferie e dei ceti medi dimenticati, e…relative indagini della Procura a carico, come al solito, di politici e affaristi. Sul tema – e sulla gentrificazione che ormai concerne anche varie destinazioni italiane &#8211; suggerisco in lettura anche “<strong>L’Italia senza casa</strong>” di Sara Gainsforth (ed. Feltrinelli) e il dossier “Demografia di impresa nelle città italiane” redatto da Confcommercio…</p>
<p>Nel frattempo, è mancato <strong>Gianluigi Ceruti</strong>, “padre” della legislazione su Parchi nazionali ed aree naturali protette (n. 394 del 6 dicembre 1991), avvocato rodigino, ironico e colto, combattivo ambientalista, che con pazienza attese a quella legge (attesa poi 29 anni…) pur infine considerandola mutilata, poiché priva di una realizzazione compiuta delle aree marine (gli Stati entro il 2030 dovrebbero – dovrebbero… &#8211; proteggere il 30% delle proprie acque territoriali). Denunciò anch’egli, come stupirsene?, una prepotenza dei partiti esorbitante, e che “<strong>troppe persone competenti son tagliate fuori per motivi di tessera</strong>”…</p>
<p>Nel frattempo, con buona pace del green deal europeo e della salute dei cittadini, l’Italia ha – tanto per dire – nuovamente rinviato anche il blocco dei diesel più inquinanti, e parallelamente si è impegnata a grossi acquisti di petrolio e gas. Potere delle lobbies. Incapacità di ripensare le attività produttive.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Giuliano Sangiorgi, voce dei “Negramaro”</strong>, compone in dialetto un brano (“Lu carcaluru”) anche per gli ulivi malati, nella sua terra dove ha imperversato dal 2008 il batterio letale della Xylella, un Salento divenuto grigio, dove piante secolari, ataviche, si sono arrese anche alla cecità degli uomini, abitanti di un pianeta dove regna l’individualismo, e la loro scomparsa – che in parte si sarebbe potuta limitare estirpando per tempo le piante malate &#8211; davvero equivale a quella di un antenato amato.</p>
<p>Ma nel frattempo &#8211; mi piace concludere con una goodnews &#8211; è anche uscito dalla penna di <strong>Franco Faggiani “Verso la libertà con un bagaglio leggero. Andare per sentieri, viottoli e strade di campagna” (ed. Aboca, con 50 suggestive foto originali)</strong>, un inno ad itinerari poco noti e intimistici in antitesi al turismo di massa, nell’ebbrezza dei silenzi e della solitudine, nella simbiosi salvifica con la natura circostante. Oggi la sfida è pressante in quanto i rifugisti stessi ammettono che tanta gente arriva in quota per mangiare, abbronzarsi in terrazza, spedire un selfie a mezzo mondo e poi via ridiscendere al posteggio, esperienze usa e getta un tanto al chilo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Il vino a Valbrevenna</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 08:59:02 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-vino-a-valbrevenna/">Il vino a Valbrevenna</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26108" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/197.jpg"><img class="size-medium wp-image-26108" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/197-300x259.jpg" alt="uve a orco feglino (sv)" width="300" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">uve a orco feglino (sv)</p></div>
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<p>Riccardo Poggio, mio ex (brillante) allievo nei corsi GAE e persona innamorata della <strong>Valbrevenna</strong>, mi ha inviato un articolo, assai stimolante e subito pubblicato su BioVoci (<a title="vino di valbrevenna" href="https://biovoci.blogspot.com/2025/05/il-vino-della-valbrevenna.html" target="_blank">link qui</a>), relativo alla viticoltura “eroica” che dal 1700 si praticava in quell’entroterra genovese. Valbrevenna, in particolare, è un abitato antico &#8211; e conservatosi green &#8211; di circa 740 abitanti, case sparse sulle colline, noto anzitutto per <strong>il santuario della Madonna dell’Acqua</strong> in frazione Molino Vecchio e per alcune tradizioni gastronomiche, pienamente liguri, fra cui le formaggette (vaccine e caprine), ortaggi e frutta, minestrone e polenta nei mesi più freddi, torta baciocca, ravioli, le “castagne grasse” ovvero castagne-cuighe-côi (un secolo fa agivano una dozzina di mulini per castagne…), ricette col coniglio e col cinghiale, canestrelli, mieli e frutti del bosco… Il tomassu, in particolare, era la prescinsêua, la cagliata, che nelle aree rurali sovente fungeva da breakfast.</p>
<p>ll torrente Brevenna nasce dal <strong>monte Antola</strong> (1.597m) e confluisce nello Scrivia ad Avosso, presso Casella, dopo un breve percorso di circa 15 km. Percorre tuttavia piccoli paradisi da hiking e biking, fra mulattiere e immancabili <strong>muretti a secco</strong> (da Piancassina si sale classicamente a Lavazzuoli e poi all’Antola con circa 100 minuti di cammino). Valbrevenna fu a lungo fliscana (donde l’utilizzo del medievale <strong>castello di Senarega</strong>), e il Comune si costituì dopo svariate vicende storiche solo nel 1898, peraltro in un periodo di spopolamento in quanto cresceva purtroppo l’emigrazione – ligure oltre che genovese &#8211; verso le Meriche (emigrazione che successivamente si orientò alle industrie della città di Genova). Oggi l’economia rurale dà qualche segno di ripresa, tenendo conto che alcuni giovani stanno ribellandosi alle globalizzazioni e riconsiderando mestieri e modelli di vita che talora parevano del tutto estinti.</p>
<p>Quanto all’articolo di Riccardo Poggio, affettuoso tributo a realtà (siano di ieri o di oggi) che sempre troveranno spazio su BioVoci, esso, accennando al <strong>nibbiêu da-ö peigöllö rössö</strong>, conferma un’ampelografia ligure complessa e vivace. Personalmente, molti anni fa, presentando a Toirano il mio “<strong>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</strong>” (<a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>), mi trovai dinanzi a varie persone del luogo che non riconoscevano i tanti vitigni locali cui accennavo loro, salvo uno che – così mi fu detto – dava una botta di metilico… E di recente mi sono imbattuto in uno “<strong>Sciactrac</strong>” del 1964, prodotto dal cav. Armando Ansaldo a Riomaggiore, che è – udite udite &#8211; un pinot noir liquoroso…</p>
<p>Poi, ovviamente, alcuni vitigni – e alcune vigne &#8211; sono scomparsi per via anzitutto di 3 cause: a)la loro delicatezza e/o scarsa resa; b)<strong>la tragica fillossera</strong>, che anche in Liguria inferse alcuni colpi di grazia; c)l’insostenibilità economica, poiché produzioni troppo piccole non potevano garantire quel rapporto costi/benefici che è storicamente “appannaggio” di altri (in primis in Piemonte e Toscana).</p>
<p>E’ pur vero che l’istituzione delle DOC, sul modello delle AOC francesi, a partire in Liguria dal <strong>Dolceacqua (1972)</strong>, pur con alcuni limiti ha indotto una diversa sensibilità verso il vinificare bene, e poi ha favorito la riscoperta di alcune varietà dimenticate, fra cui <strong>il Moscatello di Taggia a ponente e lo Scimiscià a levante</strong>. Come sempre, l’auspicio di Ligucibario® è che, senza fanatismi e senza aggettivazioni discutibili (ancestrale, resiliente…), si possano produrre in Liguria vini sempre più puliti, piacevoli, e – oso dirlo &#8211; idonei talvolta a ripristinare coltivazioni là dove esse erano un tempo, prima che le accelerazioni e le turbolenze della contemporaneità le obliterassero. L’entroterra ligure, mi raccomando, richiede <strong>strategie (e momenti formativi) al passo coi tempi, non demagogia</strong> un tanto al chilo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Olio extravergine, dalla pianta alla tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 14:56:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23892" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/degust-olio-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-23892" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/degust-olio-2-300x200.jpg" alt="degustazione di extravergine" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">degustazione di extravergine</p></div>
<p>Dopo 8 mesi di intensa attività (decine e decine gli articoli pubblicati sul blog, e quanto mai significative le interviste), iniziano lunedì 25 novembre alle h 12.00 le dirette Facebook di “BioVoci”, per mettere a disposizione del pubblico i contenuti <strong><em>dal vivo</em></strong> di imprese e organizzazioni che – caso per caso &#8211; tutelano e valorizzano la sostenibilità ambientale, la biodiversità, la qualità alimentare…</p>
<p>Accanto a <em><strong>Stefano Torre</strong></em>, ristoratore al “Roma” di Montoggio, un locale che vanta tanti anni di vita e tanti riconoscimenti, siederanno e converseranno per questo primo incontro l’olivicoltore <em><strong>Paolo Roi</strong></em> di Badalucco (IM), uno dei produttori più apprezzati non solo a livello Liguria, e <strong>Umberto Curti</strong>, docente e saggista, che ha accumulato vaste esperienze anche accanto al Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure (sono sue le mani che scaldano il bicchierino nella foto&#8230;).</p>
<p>L’iniziativa si propone di approfondire il cosiddetto “oro mediterraneo” nel suo viaggio – per così dire – dalla pianta alla tavola, fornendo al consumatore, e all’appassionato, tutta una serie di precisazioni sulle cultivar, il processo estrattivo, le valutazioni d’idoneità ed organolettiche, gli accostamenti coi cibi.</p>
<p>Il <em><strong>buonessere</strong></em>, infatti, poggerà sempre di più sui prodotti “autentici”, le cultivar autoctone, le filiere accorciate, in direzione ostinata e contraria rispetto alle mutazioni genetiche, ai cibi ultra-processati, al trash food che sta rendendo obesi tanti nostri adolescenti…</p>
<p>La diretta è provvisoriamente ospitata sulla pagina Facebook di “Ligucibario”. Collegatevi!</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Su BioVoci dieci interviste &#8220;d&#8217;autore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 11:43:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Siamo davvero onorati, grati e felici delle (10) interviste che – grazie alla solerzia della nostra Luisa Puppo – sono via via apparse su BioVoci, contribuendo subito a qualificare il nostro progetto. Abbiamo sin qui potuto, con grande piacere ed interesse, ospitare: il 16 maggio Federico Guadalupi, laureato in Psicologia del lavoro, degustatore di olii, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/su-biovoci-dieci-interviste-dautore/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN5869.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23675" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN5869-300x225.jpg" alt="DSCN5869" width="300" height="225" /></a>Siamo davvero onorati, grati e felici delle (10) interviste che – grazie alla solerzia della nostra Luisa Puppo – sono via via apparse su <a title="Biovoci" href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank">BioVoci</a>, contribuendo subito a qualificare il nostro progetto.</p>
<p>Abbiamo sin qui potuto, con grande piacere ed interesse, ospitare:</p>
<p>il 16 maggio <strong>Federico Guadalupi</strong>, laureato in Psicologia del lavoro, degustatore di olii, e dal 2018 titolare di Biodiversamente, realtà del Ponente ligure centrata sulla coltivazione di lavanda, con cui abbiamo ampiamente discusso di sviluppo rurale, genius loci, agricolture sociali.</p>
<p>Il 27 giugno <strong>Annibale Salsa</strong>, antropologo savonese, il massimo esperto di socioeconomie montane, con cui – anche grazie al suo libro “Un’estate in alpeggio” &#8211; abbiamo ampiamente discusso di aree alpine ed appenniniche, scuola, sanità, trasporti pubblici e digital divide.</p>
<p>Il 4 luglio il celebre climatologo e divulgatore scientifico<strong> Luca Mercalli</strong>, con cui – anche grazie al suo libro “Salire in montagna” – abbiamo ampiamente discusso di microgeografia locale, di collegamenti stradali, e di rete internet.</p>
<p>Il 22 luglio <strong>Davide Fiz</strong>, creatore di Smart Working, “la mattina si cammina il pomeriggio si lavora”, un innovativa modalità per coniugare le quotidianità lavorative col diritto ad “altre” modalità di esistenza.</p>
<p>Il 7 agosto <strong>Salvatore Settis</strong>, archeologo e storico dell’arte, uno dei massimi difensori del patrimonio heritage italiano. Con cui – anche grazie al suo libro “Paesaggio, costituzione, cemento” – abbiamo ampiamente discusso di beni culturali, associazionismo, godendoci la sua voce giovane e il suo spirito polemista…</p>
<p>Il 7 agosto <strong>Maurizio Pallante</strong>, celeberrimo autore de “La decrescita felice”, con cui abbiamo ampiamente discusso di sistemi economici, ecologia, qualità della vita, una delle interviste, per così dire, più verticali e impegnative…</p>
<p>Il 9 ottobre <strong>Antonio Galdo</strong>, fondatore del sito “Non sprecare” e saggista di vaglia, con cui – anche grazie al suo libro “Ultimi” – abbiamo ampiamente discusso di sistema-Italia, differenza tra comunicazione e propaganda, overtourism…</p>
<p>Il 14 ottobre <strong>Andrea Membretti</strong>, docente di Sociologia del territorio all’Università di Pavia e tra i fondatori dell’associazione Riabitare l’Italia, con cui – anche grazie al suo libro “Migrazioni verticali. La montagna ci salvera?” – abbiamo ampiamente discusso di metro-montagna, sportelli di orientamento, e condizioni per agevolare chi intenda lavorare e vivere “in quota”…</p>
<p>Il 25 ottobre <strong>Stefano Fera</strong>, architetto, presidente della sezione genovese di Italia Nostra, con cui – anche grazie al suo impegno genuinamente e ammirevolmente militante – abbiamo discusso delle tante minacce che oggi incombono sui nostri territori e le nostre città. E’ tempo di darsi da fare, e mai quanto ora nessuno si senta escluso</p>
<p>Il 5 novembre <strong>Beatrice Verri</strong>, direttrice della Fondazione Nuto Revelli, con cui abbiamo ampiamente discusso di borgate cuneesi, accessibilità della montagna, e – come ovvio &#8211; salvaguardia della memoria.</p>
<p>Naturalmente, l’invito agli amici Lettori è di continuare a seguirci con continuità, perché presto realizzeremo nuove interviste e nuove iniziative, e BioVoci – per così dire – continuerà a dar voce…<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Storytelling per la etnogastronomia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 10:07:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>STORYTELLING PER LA “ETNOGASTRONOMIA”  Storytelling per la etnogastronomia è il titolo dell&#8217;intervento che ho tenuto di recente durante il panel sulle Rolli Experience promosso dal Comune di Genova nell&#8217;ambito del recente WTE, svoltosi appunto in Genova. Poco tempo fa ho intervistato (per il blog BioVoci di cui sono cofondatrice) Salvatore Settis, nome che non richiede ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/">Storytelling per la etnogastronomia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>STORYTELLING PER LA “ETNOGASTRONOMIA”</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/spinola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23314" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/spinola-300x58.jpg" alt="spinola" width="300" height="58" /></a> Storytelling per la etnogastronomia</strong> è il titolo dell&#8217;intervento che ho tenuto di recente durante il panel sulle <a href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/" target="_blank">Rolli Experience</a> promosso dal Comune di Genova nell&#8217;ambito del recente WTE, svoltosi appunto in Genova.</p>
<p>Poco tempo fa ho intervistato (per il blog BioVoci di cui sono cofondatrice) <strong><a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/08/conversazione-con-salvatore-settis.html" target="_blank">Salvatore Settis</a></strong>, nome che non richiede specificazioni, e si è trattato di una conversazione ricchissima di spunti. Uno dei suoi “capisaldi” è difatti l’assioma secondo cui l’<strong>unicità</strong> del <strong>patrimonio culturale italiano</strong> si radica nella <strong>capillarità</strong> sul territorio e nella <strong>continuità/contiguità tra museo e beni diffusi</strong> attorno: chiese, palazzi, monumenti, centri storici di borghi, antiche vie…, ed a pieno titolo sotto quest’ombrello io ritengo vadano inserite la <strong>cultura</strong> e la <strong>storia alimentare</strong>, ed ho iniziato il mio speech.</p>
<h2>Cosa è l&#8217;etnogastronomia?</h2>
<p>La <strong>storia alimentare</strong>, a maggior ragione in una città quale Genova, è un vettore di eccellenza per <strong>divulgare</strong> (<em>food is the best storyteller of places</em>) il <strong>genius loci</strong>.</p>
<p>La cosiddetta <strong>etnogastronomia</strong>, di cui Ligucibario® è da tanti anni alfiere, nasce (prima ancora degli eccellenti lavori di Giovanni Rebora) dal focus di alcuni storici sulla <strong>microstoria</strong>, penso anche alle “Annales” di Bloch e Febvre, che prendono a indagare le <strong>economie delle comunità</strong> (Mediterraneo, pesca, fasce terrazzate da muretti, cucine di bordo porto orto…).</p>
<h2>Liguria, biodiversità culturale e biodiversità orografica</h2>
<p>Questa nostra è terra di rotte, porti, scambi, sciamadde, valichi, vie del sale…, un <strong>caleidoscopio di eccellenze e tradizioni</strong>: e lasciatemelo dire, la cucina ligure <strong>non </strong>è mai stata, né sarà mai, <strong>soltanto pesto</strong>… Viva il pesto, ma la cucina ligure è anche tanto altro…</p>
<p>Qui sulle nostre coste ed i nostri rilievi la <strong>biodiversità anche culturale origina</strong> per così dire dalla <strong>biodiversità orografica</strong>. Nel giro di pochi chilometri, la Liguria verticale dei muretti a secco (patrimonio Unesco) propone altitudini, essenze e agricolture diversissime, addirittura una cucina malgara che conduce agli alpeggi dei pastori…</p>
<h2>Rolli Experience: il sapore della storia</h2>
<p>Per il tramite dell&#8217;etnogastronomia, in tal senso, le <strong>Rolli Experience</strong> possono rappresentare il <strong>sapore della storia</strong>, dare <strong>polisensorialità alle diacronie</strong>. Questa iniziativa (in cui collaboro con il Comune di Genova) rappresenta una perfetta <strong>simbiosi tra dimora storica e food</strong>, e si pensi anche al lavoro condotto a suo tempo da Farida Simonetti circa <a href="https://www.ligucibario.com/in-cucina-dagli-spinola/" target="_blank">Palazzo Spinola e le sue cucine</a>… Questa iniziativa, in qualche modo, sottolinea il tema dell’accoglienza dell’ospite, così centrale nei Rolli, che altro non erano che registri in cui figuravano “case” di diverso charme dove ospitare i notabili in visita a Genova.</p>
<h2>Storytelling per l&#8217;etnogastronomia: web, social, traduzioni (e molto altro)</h2>
<p>Non a caso Umberto Curti, in quest’annata che Genova dedica al Medioevo, ha girato per le strutture civiche della cultura 10 video (<a href="https://www.ligucibario.com/assaggi-di-medioevo-a-genova/" target="_blank">Assaggi di Medioevo</a>), tutti centrati sul food (personaggi, date, alimenti, aneddoti, libri…). E’ da sempre sua convinzione, ed anche mia, che lo <strong>storytelling</strong> dell&#8217;etnogastronomia debba diventare <strong>patrimonio diffuso anche presso gli operatori</strong>, poiché una sagace narrazione è già esperienzialità. E tale storytelling deve presenziare anche il <strong>web e i social</strong>, con <strong>traduzioni di qualità</strong> ove ci si interfacci al target d’oltre confine (dato <strong>interculturale</strong>).</p>
<h2>Storytelling per l&#8217;etnogastronomia, valorizzare le tradizioni-custodi</h2>
<p>Quanto poi ai contenuti specificamente gastronomici, occorre puntare su certificazioni importanti, e malgrado il recente puntuto saggio di Alberto Grandi (1) ciò significa <strong>DOP</strong> <strong>DOP DOP</strong> (e IGP…), l’unico marchio – nel ginepraio di sigle che talora frastorna i buongustai – il quale abbia un’autorevolezza di livello “europeo” ben diffusa e percepita…<br />
Parola chiave (anche) per la narrazione dell&#8217;etnogastronomia sarà infine <strong>contaminazione tra saperi</strong>, una disciplina purtroppo non molto praticata da tanti addetti ai lavori: uscire dall’hortus conclusus per orientarsi alla multidisciplinarità, per confrontarsi con saperi altri…<br />
E, in definitiva, così salvaguardare e <strong>valorizzare ciò che vale, le tradizioni-custodi rispetto a tanti trend effimeri.</strong></p>
<p>(1) &#8220;Denominazione d&#8217;origine inventata&#8221;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Luisa Puppo</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/">Storytelling per la etnogastronomia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Che fai a Millesimo, una sera di luglio?&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 13:00:56 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23123" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-gaietta.jpg"><img class="size-medium wp-image-23123" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-gaietta-225x300.jpg" alt="il ponte della gaietta a millesimo (sv)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il ponte della gaietta a millesimo (sv)</p></div>
<p>Nella lieta cornice di <strong>Millesimo</strong> (uno dei “Borghi più belli d’Italia” cui <em>Ligucibario®</em> negli anni ha già dedicato pagine affettuose), una sera di luglio con Luisa Puppo ho assistito ad un monologo dell’autore-attore brindisino <strong>Pino Petruzzelli</strong>, momento engagé, di lirismo e di sensibilizzazione, che avrebbe meritato ben più folto pubblico, peccato. Personalmente seguo Petruzzelli, quando gli impegni di lavoro non ostano, dai tempi in cui – una ventina d’anni or sono? – iniziò a “teatralizzare” il mondo del vino, con uno sguardo peculiare e affettuoso verso quei <strong>viticoltori eroici cui anche la Liguria, sulle fasce terrazzate dai muretti a secco</strong>, deve tanto (e Gino Veronelli, che ebbi l&#8217;onore di conoscere perché sua mamma era di Finalborgo, chiamò “angeli matti” gli olivicoltori…).</p>
<p>Mi occupo di territorio, di enogastronomia, ergo <strong>di sostenibilità e biodiversità</strong>, e del resto il romanziere napoletano <strong>Raffaele La Capria</strong> scrisse esservi più storia in un’onda del Mediterraneo che in tutti gli altri oceani messi assieme (<strong>Braudel e Matvejevic</strong> presumo concorderebbero&#8230;).</p>
<p>Mi ha commosso udire dalla voce di Petruzzelli parole di <strong>Giorgio Caproni</strong>, il poeta livornese che – di professione maestro &#8211; s’innamorò della val Trebbia. Di <strong>Anna Maria Ortese</strong>, che si spense a Rapallo ed è sepolta nel cimitero della mia città. Di <strong>Franco Arminio, il “paesologo”</strong>, scrittore e documentarista campano che si batte contro una globalizzazione palesemente iniqua. Ma ancor più mi hanno commosso i riferimenti ad <strong>Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica</strong> (dove il dietologo americano Ancel Keys “individuò” la dieta mediterranea) caduto sotto i proiettili della criminalità organizzata per le sue azioni di difesa ambientale. A <strong>Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure, dove Don Luciano</strong> (Maggiolo), sacerdote anziano solo all’anagrafe, si è speso per fronteggiare il drammatico spopolamento demografico e per perpetuare la cultura contadina. Ed al silenzio, questa risorsa che la contemporaneità – anzi,<em> l’antropocene</em> &#8211; pone sempre più a rischio, il silenzio che sovente significa ascolto (della natura e del prossimo), il silenzio che non a caso intitola l’ultimo libro, sfortunatamente incompiuto, di quel genio troppo presto mancato che rispondeva al nome di <strong>Francesco Biamonti</strong>…, i cui scritti andrebbero resi lettura obbligatoria in tutte le scuole d&#8217;ogni ordine e grado&#8230;</p>
<p>Prima e dopo la performance di Petruzzelli ho conosciuto e scambiato qualche amabile parola con Paola Piacentini, co-fondatrice a Genova del “Centro teatro ipotesi”. Mi piacerebbe proseguire questo contatto. Chi mi segue sa che la mia “storica” piattaforma <em>Ligucibario®</em> si è di recente – per così dire – ampliata anche attraverso il blog <strong>BioVoci</strong>, <a href="https://biovoci.blogspot.com/p/chi-siamo.html" target="_blank">link qui</a>, su cui sono già stati ospitati alcuni intellettuali e professionalità del valore di <strong>Annibale Salsa, Luca Mercalli, presto Daniele Fiz, Maurizio Pallante, Salvatore Settis…</strong> Chi vivrà vedrà (stay tuned!).</p>
<p>Naturalmente, ancora grazie, e felicitazioni sincere, a Pino Petruzzelli, che resterà sul Savonese e replicherà il 19 luglio a <strong>Zuccarello</strong> (ottimo pretesto per percorrere nel pomeriggio il sentiero “di Ilaria” verso Castelvecchio di Rocca Barbena), il 4 agosto a <strong>Mallare</strong> (ottimo pretesto per visitare il santuario dell’Eremita all’imbocco del trekking verso la colla di San Giacomo), e infine il 18 agosto a <strong>Urbe</strong> (ottimo pretesto per “esplorare” fonti e seccherecci in un’area che non a caso pertiene al Geopark Unesco del Beigua)&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>BioVoci, voci che circolano&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 17:19:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ da 3 mesi online la piattaforma aggregativa “BioVoci, territori, progetti, documenti della biodiversità”. Un impegno che Luisa Puppo ed io abbiamo convintamente intrapreso, là dove l’antropocene sta sempre più infliggendo duri colpi al pianeta Terra e dunque al suo/nostro avvenire… Ci è parso davvero opportuno – tenendo presente anche la professione che svolgiamo &#8211; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/biovoci-voci-che-circolano/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23074" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone-300x232.jpg" alt="smart" width="300" height="232" /></a>E’ da 3 mesi online la piattaforma aggregativa “<a href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank"><strong>BioVoci, territori, progetti, documenti della biodiversità</strong></a>”. Un impegno che Luisa Puppo ed io abbiamo convintamente intrapreso, là dove l’<em>antropocene</em> sta sempre più infliggendo duri colpi al pianeta Terra e dunque al suo/nostro avvenire… Ci è parso davvero opportuno – tenendo presente anche la professione che svolgiamo &#8211; “transitare” dai blabla generici a qualcosa di concreto, perché i fenomeni recenti (globalizzazione economica, cambiamento climatico, inquinamento, degrado della qualità della vita nelle città, agromafie…) stanno via via condizionando la quotidianità di tutti, e nessuno può ormai volgere altrove lo sguardo.</p>
<p><strong>BioVoci</strong> sin qui contiene:</p>
<ul>
<li>una serie di <strong>articoli di approfondimento</strong> (ambiente, turismo sostenibile…);</li>
<li><strong>spunti tematici d’àmbito gastronomico</strong> (grani antichi, olio extravergine, apicoltura, celiachia, fake news…) sempre con un occhio di riguardo – chi mi conosce e mi legge non si sorprenderà &#8211; alle cultivar autoctone, alle filiere brevi, ai prodotti “puliti”, al buonessere;</li>
<li>le <strong>“conversazioni”</strong> dirette con 6 delle 8 professionalità salite a bordo, che ringrazio per aver già dedicato tempo al progetto ed essersi presentati agli altri (Erika, Stefano, Giuseppe, Alessandra, Ludovico, Alessio);</li>
<li><strong>recensioni di libri</strong> la cui lettura riteniamo quanto mai preziosa;</li>
<li><strong>itinerari escursionistici</strong> (fra cui la splendida fioritura di narcisi del monte Antola) che curerà la nostra Guida ambientale Erika qualche volta consentendo miei contributi sulle valli Bormida, Tanaro e Mongia&#8230;;</li>
<li>e – grazie a Luisa Puppo &#8211; soprattutto 3 <strong>interviste</strong> tanto piacevoli a leggersi quanto formative nei contenuti (il coltivatore di lavanda Federico Guadalupi, il “montanologo” Annibale Salsa, e il notissimo meteorologo Luca Mercalli).</li>
</ul>
<p>Prima di chiudere, voglio ancora spendere qualche parola proprio circa <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/06/conversazione-con-annibale-salsa.html" target="_blank">Annibale Salsa</a> e <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/07/conversazione-con-luca-mercalli.html" target="_blank">Luca Mercalli</a>: infatti, pur essendo costoro reputati, nei rispettivi settori, degli autentici “numeri 1”, hanno entrambi aderito al nostro invito con un’immediatezza e una cordialità davvero rare, regalandoci – prima ancora del loro immenso sapere – <strong>la passionalità</strong> con cui si battono a difesa di ecosistemi e di comunità che il cosiddetto sviluppo (parola che già Pasolini non equiparava a progresso) riterrebbe sempre più residuali, ed insignificanti in termini di profitto.</p>
<p><strong>Come Ligucibario© (che da tanti anni milita sul medesimo fronte), anche BioVoci proseguirà con strategie e iniziative precise</strong>, costantemente col fine di intrecciare competenze, confrontare voci, condividere battaglie – proprio non ci piacciono l’inerzia, il silenzio (se non quello dei boschi), e l’indifferenza &#8211; . Del resto, il tema è così ampio e trasversale da poter attrarre mille competenze e mille punti di vista. Ed io tuttora mi riconosco in quel che tanti anni fa mi venne insegnato da una società di marketing operativo a Bologna, ovvero che se si vuol perseguire uno scopo occorre farlo convintamente&#8230;</p>
<p>Luisa Puppo ed io abbiamo in mente webinar, eventi, video, pubblicazioni, finanche ricettari all&#8217;insegna di una dieta mediterranea e della salubrità, anche facendo tesoro della saggistica prodotta negli anni (<a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>). Perciò stay tuned, amico Lettore, e chi vivrà vedrà…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Benvenuto BioVoci!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2024 11:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Con alcuni amici (prima ancora che colleghi) che ringraziamo di cuore, Luisa Puppo ed io abbiamo dato vita a BioVoci, un blog-laboratorio dedicato ai mille volti della sostenibilità e della biodiversità, esplorati aggregando progetti, documenti, testimonianze. Leggevo i giorni scorsi una descrizione di Eliopoli/Terra del sole, la città-fortezza medicea ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/benvenuto-biovoci/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/DSCN5874.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22627" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/DSCN5874-300x225.jpg" alt="DSCN5874" width="300" height="225" /></a></p>
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<p><em><strong>Con alcuni amici (prima ancora che colleghi) che ringraziamo di cuore, Luisa Puppo ed io abbiamo dato vita a BioVoci, un blog-laboratorio dedicato ai mille volti della sostenibilità e della biodiversità, esplorati aggregando progetti, documenti, testimonianze.</strong></em></p>
<p>Leggevo i giorni scorsi una descrizione di Eliopoli/Terra del sole, la città-fortezza medicea &#8211; oggi facente parte del Comune di Castrocaro terme (FC) – eretta in tempi difficili di guerre e banditismo. Giungendovi, ecco immediatamente fortificazioni e bastioni, poiché i soli “ingressi” sono le porte di due fortezze simmetriche, porta Romana e porta Fiorentina. Sulla piazza d’armi, poi, emerge il classico disegno rettangolare del castrum, col Palazzo Pretorio, a pianta quadra, e Santa Reparata, col prezioso organo, che si tengono testa. Le scalinate, il pozzo, e le varie stanze del Palazzo ora adibite a musica ed eventi furono scuole. Ma oggi la beltà si apprezza specialmente esplorando le vie interne in ciottolato, dove la visione architettonica fiorentina (Cosimo I Medici) prefigura e celebra una geometria ideale in cui il respiro ampio dei percorsi “riflette” l&#8217;altezza degli edifici.<br />
Utopia urbana rivolta al futuro, dunque, e non più soltanto esigenza d’arroccamento, utopia che l’8 dicembre del 1564 fonda una <strong>città a misura d’uomo</strong>, e già sogna un bel luogo dove vivere, ma traguardando insieme una valenza anche politico-religiosa ed una amministrativo-commerciale.<br />
Oggi a tutto questo connetteremmo concetti quali <strong>sostenibilità, qualità della vita, tempo slow</strong>…<br />
Oggi che le nostre città sono sempre più invivibili, inquinate, stressanti.</p>
<h2>BioVoci, i mille volti della sostenibilità e della biodiversità</h2>
<p>Amici Lettori che da tanto seguite Ligucibario®, nei giorni scorsi Luisa Puppo ed io, con alcuni amici (prima ancora che colleghi) che ringraziamo di cuore*, abbiamo dato vita a <a href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank"><strong>BioVoci</strong></a>, un blog-laboratorio dedicato ai mille volti della sostenibilità e della biodiversità, esplorati aggregando progetti, documenti, testimonianze.<br />
Esso, sin dal suo nascere, sollecita la partecipazione “all over the world” (con scritti, informazioni ed iniziative) di professionalità, enti ed organizzazioni culturali e ambientali coerenti ai temi.<br />
BioVoci in tal senso <strong>garantirà spazi sensibili alle ruralità, con le cultivar e i mestieri della tradizione, alle comunità, che abitano e vivificano tanti borghi appenninici e alpini, al mare come fonte di vita, ai custodi del paesaggio anzitutto italiano (di quel che ne resta), alle botteghe storiche. Sarà un luogo della legalità contro tutti i soggetti e i sistemi del parassitismo, dell&#8217;incapacità e della corruzione cui si deve la rovina del tempo presente</strong>.<br />
BioVoci proporrà Articoli, notizie, recensioni di libri, suggerimenti di docufilms, proposte di itinerari e parchi, con particolare attenzione ai temi dell’agricoltura biologica, del <em>buonessere</em> sotteso alla dieta mediterranea, della qualità della vita e dell&#8217;abitare i luoghi.<br />
Il turismo stesso, infatti, che da ogni parte s’auspica sempre più consapevole e slow, e sempre meno massificato e inquinante, è in cerca di <em>genius loci</em>, di esperienze relazionali, di cibi e artigianato autentici.<br />
<strong>Viviamo una stagione storica “spartiacque”, e prima che sia troppo tardi occorre convertire la nostra quotidianità a modelli di vita ben diversi, ripristinando un essere umano in simbiosi con gli altri organismi dell’ecosistema, non in “dualismo” con essi per sopraffarli.</strong><br />
BioVoci si offre dunque alla lettura e contestualmente si apre con piacere a chiunque vorrà cooperare alla “causa”. Buon viaggio!<br />
“Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà” (Bernard de Clairvaux).</p>
<p>* questi amici prima ancora che colleghi sono (in alphabetical order&#8230;) <strong>Alessandra la storica, Alessio il videomaker, Erika la trekker, Giuseppe il giornalista, Ludovico l&#8217;agronomo, Paolo l&#8217;architetto, Stefano lo chef, Valeria la formatrice. Vi piacerà conoscerli, ecco il link alla <a href="https://biovoci.blogspot.com/p/le-interviste.html" target="_blank">squadra di BioVoci</a>.</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/benvenuto-biovoci/">Benvenuto BioVoci!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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