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	<title>Ligucibario &#187; baccicin du caru</title>
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		<title>Civiltà della forchetta. Rebora in biblioteca</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29915" style="width: 136px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/rebora.jpg"><img class="size-medium wp-image-29915" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/rebora-126x300.jpg" alt="barbera del professore" width="126" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barbera del professore</p></div>
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<p>Sono trascorsi circa 44 anni da quando sentii in un’aula universitaria (“di Balbi 6”) una lezione di Giovanni Rebora… E l’8 marzo del 1983 s’inaugurò a Imperia quel Convegno sulla dieta mediterranea, caldeggiato da Rebora, i cui Atti sono tuttora una lettura preziosa.</p>
<p>Nel 2027 ricorrerà il ventennale della sua scomparsa. O Professö, se ben ricordo, se ne andò poco tempo dopo un viaggio a Zurigo, una sorta di roadshow ove aveva accompagnato insieme a Vincenzo Gueglio i ristoratori della Val Graveglia (La Brinca, I Mosto, I Barba) e le loro ricette.</p>
<p>Di Rebora ho già scritto molto (<a title="giovanni rebora" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/rebora-giovanni/" target="_blank">link qui</a>), e non vorrei ripetermi. Ma in questi giorni con Biblioteca Civica “Saffi” di Genova-Molassana ho cantierato una duplice iniziativa (un video sulla figura dello studioso e il 5 maggio prossimo una presentazione di “Civiltà della forchetta”, forse il suo saggio più noto * ), la quale vorrebbe anche essere un’anticipazione di quel che Ligucibario® porrà in essere l’anno prossimo.</p>
<p>Rebora era nato a Sampierdarena, da una famiglia di modeste origini. E da qualche anno a Sampierdarena v’è un ponte che porta il suo nome, stavolta la città è stata tempestiva e non matrigna.</p>
<p>Qualche volta, non a caso presso la trattoria “Baccicin du caru” di Mele, luogo del buon mangiare reboriano come pochi, ho incontrato uno dei suoi figli, il quale mi raccontava anche talune predilezioni paterne a tavola, le ricette senza fronzoli, i taglierini verdi col “töccö”, le zucchine ripiene, i vini rossi di corpo (<a title="barbera del professore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/barbera-del-professore/" target="_blank">link qui</a>).</p>
<p>So poi che con uno dei mille suoi illustri colleghi, Fernand Braudel, cantore della mediterraneità, Rebora s’aggirava per i carruggi in cerca di trippe e di gelato&#8230;</p>
<p>Della loro lezione è rimasto molto, in primis una nuova capacità di leggere e di scrivere la storia. Ovvero l’intuizione (originariamente di Bloch e Febvre sugli “Annales”) che attraverso la microstoria si interpreti adeguatamente il modo di essere delle comunità. Rebora indagò i cibi di bordo, le spezie, il trasporto e il pricing delle merci, lo stoccafisso…, capovolgendo alcune prospettive sin lì usuali.</p>
<p>E in tal senso il cibo (ovvero l’agricoltura, il commercio, la pastorizia, l’import-export…) emergeva nei suoi scritti sempre come tema “politico”, chiarendoci gli aspetti socioeconomici nonché culturali che connotano un tempo e un luogo.</p>
<p>Il video cui accennavo sarà presto online, mentre la conferenza del 5 maggio alle h 17.00 è progetto “in progress”, poiché vorrei allargarlo ad altre voci. Sia come sia, stay tuned!</p>
<p>* editore Laterza (Bari), 1998<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(20). La Barbera del Professore?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 10:22:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25653" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE.jpg"><img class="size-medium wp-image-25653" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251.jpg" alt="CUCINA LIGURE DOMANDE E RISPOSTE" width="300" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">CUCINA LIGURE DOMANDE E RISPOSTE</p></div>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>La Barbera del Professore?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>20. la Barbera del Professore? </strong>E&#8217; un &#8220;ricordo&#8221; che il viticoltore Franco Roero (di Montegrosso d&#8217;Asti) dedica al professor Giovanni Rebora, sampierdarenese, storico dell&#8217;enogastronomia (1932-2007). Di cui ogni tanto incontro il figlio Federico all&#8217;ottima trattoria &#8220;Baccicin du Caru&#8221; in quel di Mele, lungo il Turchino. E&#8217; Barbera d&#8217;Asti, su cui ha lavorato l&#8217;enologo e saggista albese Lorenzo Tablino. Regala calici di significativo impatto, ideali con i plin, le carni in umido, i cotechini, la cacciagione&#8230; Io stesso conobbi Rebora, una vita fa ed assai prima di tanti altri, alla Facoltà di Lettere di Genova (via Balbi 6), dove insegnava storia economica. Ligucibario® gli ha dedicato nel tempo ritratti esaurienti (leggetemi ad es. <a title="giovanni rebora" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/rebora-giovanni/" target="_blank">a questo link</a>). In cima agli scaloni universitari, donde udivi anche le voci di Raimondo Luraghi, Salvatore Rotta, Antonio Gibelli, non a caso Rebora traguardava in quegli anni il convegno internazionale sulla dieta mediterranea che poi si svolse a Imperia tra l’8 e il 12 marzo 1983, e i cui Atti sono tuttora lettura preziosa. Grazie al suo “determinismo” mai rigido conobbi Braudel, Cipolla, Vilar, Wallerstein, Sanfilippo, Hocquet… Della sua saggistica possiedo pressoché tutto, e vi trovo ogni volta intuizioni fondamentali e documentatissime (sul cibo di bordo, sulle spezie, sulla trasportabilità e il “pricing” delle merci…), sebbene non mi sia sentito in toto d’accordo circa quel che Rebora scrisse &#8211; un po&#8217; tranchant &#8211; a proposito dell’olio in &#8220;Civiltà della forchetta&#8221;. Questa figura di sampierdarenese “burbero” e innamorato di quel che indagava manca da 15 anni all’enogastronomia ligure (e non solo), ma il modo migliore di attenuare la nostalgia è – e sarà – “tramandare” il metodo storico, sagace e trasversale, che Rebora ci ha regalato in eredità</p>
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<h2>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Cliccate qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte19-sardenaira-e-pissalandrea/" target="_blank">la diciannovesima faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Baccicin du caru, Trattoria con t maiuscola</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 09:26:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Che le autentiche – ed ammirevoli – trattorie siano un bene in via d’estinzione in questo Paese distratto, e che “Baccicin du caru” – in quel di Mele &#8211; incarni e rappresenti i valori migliori di ciò che alla parola trattoria un po’ tutti ancora associamo è incontestabile. Ligucibario® in tanti anni non ha mai ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/baccicin-du-caru-trattoria-con-t-maiuscola/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23698" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN1251.jpg"><img class="size-medium wp-image-23698" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN1251-225x300.jpg" alt="gianni bruzzone del &quot;baccicin du caru&quot; a mele" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">gianni bruzzone del &#8220;baccicin du caru&#8221; a mele</p></div>
<p><em>Che le autentiche – ed ammirevoli – trattorie siano un bene in via d’estinzione in questo Paese distratto, e che “<strong>Baccicin du caru</strong>” – in quel di Mele &#8211; incarni e rappresenti i valori migliori di ciò che alla parola trattoria un po’ tutti ancora associamo è incontestabile.</em></p>
<p>Ligucibario® in tanti anni non ha mai contenuto pubblicità né “dintorni”.<br />
Scrive di ciò che ama e di ciò che reputa importante divulgare anzitutto circa la cucina ligure.</p>
<p>Oggi, e avviene di rado, partirei da una “perplessità”, storcendo un po’ il naso: forse non ha molto senso definire una trattoria la migliore d’Italia. La migliore in assoluto secondo il giudizio (giocoforza arbitrario) di chi? E in base a quali parametri?</p>
<p>Premesso ciò, che le autentiche – ed ammirevoli – trattorie siano un bene in via d’estinzione in questo Paese distratto, e che “<strong>Baccicin du caru</strong>” – in quel di Mele &#8211; incarni e rappresenti i valori migliori di ciò che alla parola trattoria un po’ tutti ancora associamo, beh questo viceversa è incontestabile…</p>
<h2>Baccicin du caru: memorie lungo il passo del Turchino</h2>
<p>Quasi 50 anni fa e a 30 all’ora percorrevo il <strong>valico del Turchino</strong> in “Vespa”, diretto a Tarsoebi (Trisobbio, AL), dove i miei affittavano una casetta per agosto, e ricordo che in una curva a sinistra mi colpiva questo “presidio” dove immaginavo si mangiassero pietanze buone, e – vista l’atmosfera del luogo &#8211; si fermassero gli amanti della tradizione.</p>
<p>La gigantesca autostrada da metà anni Settanta ha un po’ tagliato fuori certi luoghi, ma io tuttora insieme a Luisa prediligo, ostinatamente, raggiungerli in <strong>treno</strong>, con quel <strong>binario unico di fine Ottocento</strong> che all’inizio fu a vapore e che regala – tra viadotti panoramici, santuari, neviere abitate da salamandre, e commoventi scorci rurali – <strong>Appennino allo stato puro</strong>…<br />
Partendo da Genova, ecco &#8211; iniziando a salire &#8211; Borzoli, Costa di Sestri, Granara, Acquasanta, Mele, poi il lungo tunnel e di là Campo Ligure, Rossiglione e infine Ovada, ormai in Piemonte (con le nocciole e i vini Dolcetto, e d’inverno magari la neve).</p>
<p><strong>Luoghi da</strong> <strong>trekkers</strong>, anzitutto col “sentiero” Frassati, e da archeologi (si pensi alla “pietra di Issel” crivellata di misteriose microcavità dette coppelle).<br />
L’area inoltre insiste su quell’interessante “cammino di Santa Limbania” la cui prima tappa congiunge Voltri con Roccagrimalda, per poi ripartirne verso Gavi.</p>
<h2>Baccicin du Caru: i cibi, i vini e il territorio</h2>
<p>Da Baccicin du Caru ho mangiato, nel corso del tempo, almeno una quindicina di volte, o forse ben di più, ricordo il sorriso di Gianni Bruzzone quando organizzava cene intorno ai formaggi della val Sangone, o ad altre prelibatezze scovate chissà dove. I suoi antenati commerciavano vino sfuso, e presumo che l’amore per il vino gli sia stato tramandato dritto dritto nel DNA.</p>
<p>Oggi i clienti approdano qui, oltre che da Genova e dalla Padanìa, anche da Francia e Germania, e sovente magari incontri, al tavolo accanto, il figlio del Professor <strong>Rebora</strong>, studioso che conobbi ai tempi dell’Università e cui ho dedicato molti scritti, gustando anche quel poderoso <strong>Barbera d’Asti</strong> che co-progettò con Franco Roero (<a title="umberto curti barbera del professore" href="https://www.ligucibario.com/una-barbera-dentro-la-storia/" target="_blank">leggimi qui</a>).</p>
<p>Di “Baccicin” ormai raccontano comprensibilmente in tanti, e ne sono davvero lieto, io anni e anni fa gli dedicai su un sito di viaggi la recensione, che bontà sua Gianni incorniciò, “Del mangiar benissimo sul Passo del Turchino”, colpito anzitutto dagli <strong>antipasti</strong> (lardo di pata negra, salame cotto piemontese, soppressata di cinghiale, spianatine di cervo, torta ai peperoni, Roccaverano su porcini, e, servita a parte, una salsiccia con uva), da <strong>cose arcirare come il <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mucci/" target="_blank">flan di mucci</a> e la <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pute/" target="_blank">pute di Masone</a></strong>, e dal fatto che con gli gnocchi al <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pesto-di-basilico/" target="_blank">pesto</a> venisse fornita anche una coppetta da cui attingere, se necessario, ancora un po’ di “profumi”&#8230;</p>
<p>So che <strong>Mele</strong> – il cui nome si legherebbe al miele &#8211; è stata a lungo carta (di pregio), prodotta da varie officine lungo i corsi del Leira e del Cerusa, e talora esibisce fieramente qualche bella dimora di villeggiatura, visto il verde circostante e le vicine terme salso-sulfuree dell’Acquasanta (<a title="umberto curti a mele" href="https://www.liguriafood.it/2021/01/08/mele-miele-lacqua-le-coppelle/" target="_blank">leggimi qui</a>).</p>
<p>Tanto che già leggevamo nei preziosi “Annali” del Giustiniani (1537): “&#8230;e accanto ad essa villa (Mele) passa il fiume nominato Leira qual va in mare tra l’un borgo e l’altro (di Voltri), ed è il fiume celebre per l’utilità grande che produce agli uomini del paese, comeché su quelle siano edificati molti molini, molte ferriere, molte fabbriche per il papero e somiglianti edifici”.</p>
<p>Le cuciniere di quei luoghi in primis sciorinavano fügassin, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zeraria/" target="_blank">zraria</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zimino-di-ceci/" target="_blank">zimino</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/craston/" target="_blank">crastön</a>…</p>
<h2>Baccicin du caru: la salvaguardia di miti e riti alimentari</h2>
<p>Ma quando conobbi “Baccicin” innegabilmente mi seduceva l’immagine di una <strong>“osteria” nata (con cambio cavalli)</strong> per sfamare manodopera ferroviaria e tuttora, con sacrificio e passione, resiliente al tempo, ben salda sui propri ideali, <strong>paladina di quel che mi piace chiamare buonessere…</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN1253.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23699" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/11/DSCN1253-300x225.jpg" alt="DSCN1253" width="300" height="225" /></a>Con Gianni, via via, ci siamo conosciuti un po’ più a fondo, anche per via di alcune analogie biografiche (entrambi VAM in Aeronautica, entrambi guidatori di Giuliette nei primi anni Ottanta…).<br />
Il locale, lindo e quieto, non tradisce mai se stesso, e propone una trentina di coperti disposti su due salette.<br />
<strong>Rosella, la sorella di Gianni</strong>, Rosella e non Rossella come purtroppo leggo qui e là, ha ingentilito alcune ricette importanti, che raccontano una storia di famiglia e che sanno collegare il mare della Riviera di ponente all’Ovadese. Perché <strong>qui si salvaguardano miti e riti alimentari</strong> ma – ove opportuno – con una <strong>creatività che non scada mai a stravaganza</strong>. <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/galantina/" target="_blank">Galantina di vitella</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-carne-o-di-magro-col-tocco/" target="_blank">ravioli</a> del terroir, pasta fresca, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/trippe-accomodate/" target="_blank">trippe accomodate</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cima-alla-genovese/" target="_blank">cima</a>, brasato, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/coniglio-alla-ligurealla-carlona/" target="_blank">coniglio alla ligure</a>, lingua con la salsa verde, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/lumache/" target="_blank">lumache</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/funghi-funghi-funghi/" target="_blank">funghi</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/canestrelli-di-torriglia-rovegno-brugnato-taggia/" target="_blank">canestrelli</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/panera/" target="_blank">semifreddi</a>, mamma mia che meraviglia, il tutto sempre abbinato a <strong>vini significativi</strong> (c’è affetto anche verso la DOC val Polcevera che grazie a 3 vignerons è tornata a nuova vita), ma senza necessariamente dover firmare cambiali…</p>
<p>Che dirti, amico Lettore? Se prenoterai, buon appetito, e salutami caramente i titolari…<br />
Un’ultima precisazione: da “Baccicin” non troverai chips, né tataki, né chapati, né topping…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Barbera del Professore</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 08:36:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La Barbera del Professore è un “omaggio” del produttore Franco Roero al professor Giovanni Rebora (vedi qui su Ligucibario® la relativa voce * ), sampierdarenese, scomparso nel 2007, cui dobbiamo notevoli studi di storia gastronomica e di cui il figlio &#8211; che sovente incontro all&#8217;ottima trattoria &#8220;Baccicin du caru&#8221; di Mele &#8211; perpetua la memoria. E’ una potente Barbera d’Asti, a cura dell’enologo (e saggista) albese Lorenzo Tablino, un vino di spiccata identità, perfetto con agnolotti, carni stufate, cotechino…</p>
<p>* personalmente lo conobbi già nei primi anni &#8217;80 del Novecento, alla facoltà di Lettere (via Balbi 6) dell&#8217;Università di Genova, dove insegnava storia economica e agraria</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Una Barbera dentro la storia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 10:29:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22208" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora1-126x300.jpg" alt="smart" width="126" height="300" /></a>Proprio nei giorni in cui si fa più veemente la protesta di molti agricoltori europei, mi è tornato alla mente <strong>il professor Giovanni Rebora, sampierdarenese</strong> doc, una volta &#8211; molto tempo fa &#8211; gli sentii più o meno dire che certe imposizioni igieniche erano eccessive, e che certi piccoli produttori di formaggette non avevano mai avvelenato nessuno.</p>
<p>L’Italia tendenzialmente è uno dei Paesi in cui purtroppo regna molta ignoranza circa la biologia e l’ecologia, un Paese ormai “ultimo” in molti campi (1), e parole come sostenibilità e biodiversità forse sono state inquadrate nel loro compiuto valore più tardi che altrove.</p>
<p>Io conobbi Rebora ai tempi dell’Università, via Balbi 6 a Genova, primi anni ’80 di un secolo – nel bene e nel male &#8211; ormai trascorsissimo.</p>
<p>Docente di storia assai innovativo, festeggiava già vent’anni d’insegnamento accademico, e traguardava l’importante <strong>convegno internazionale sulla dieta mediterranea</strong> (Cultura e storia dell’alimentazione) che si sarebbe tenuto a Imperia, i cui preziosi Atti – oggi quasi introvabili se non presso una Biblioteca d&#8217;Imperia? &#8211; uscirono negli anni successivi. La dieta mediterranea, al pari dei muretti a secco, è oggi patrimonio UNESCO&#8230;</p>
<p>Nel 1998 avrebbe poi pubblicato, presso l’editore barese Laterza, anche quella “Civiltà della forchetta” che forse si rivela il suo sforzo più compiuto…</p>
<p>Leggo sull’etichetta del <strong>magnifico vino Barbera DOCG che l’azienda Franco Roero di Montegrosso d’Asti gli ha dedicato</strong> “Giovanni Rebora, professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze”…</p>
<p>Un po’ di quelle atmosfere le ritrovo ogni tanto presso Baccicin du caru, a Mele, “osteria” gourmet con buoni vini lungo il <strong>passo del Turchino</strong>, che lega Voltri a Ovada, tra Liguria e Stura piemontese, strada fascinosa per chi come me detesti le autostrade e i milioni di cantieri che di colpo, dopo l&#8217;immane tragedia di Ponte Morandi, l&#8217;hanno punteggiate. Non a caso, ama pranzarvi anche il figlio di Rebora.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22210" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/rebora21-300x298.jpg" alt="smart" width="300" height="298" /></a>Quando in un paio di occasioni abbiamo parlato, niente malinconie, niente saudade. Quanto a me, amo quelle strade e quelle terre, visitato il santuario dell’Acquasanta o la neviera soprastante potete proseguire in Masone dove l’estrazione del ferro ha lasciato in eredità un museo ad hoc, in Campo Ligure dove l’arte della filigrana tuttora crea oggetti di squisita fattura “all’ombra” di castello Spinola, in Rossiglione dove una coppia di “nostalgici” ha riunito oggetti del più intrigante modernariato, dalla bachelite alle Vespe Piaggio&#8230; I sapori &#8211; cui <strong>Ligucibario®</strong> ha nel tempo dedicato tante attenzioni&#8230; &#8211; sono quelli dei fugassin, della revzora con la testa in cassetta, dei ravioli, della bazzurra e della pute, del polpettone coi fagiolini gancetti. Il bosco dà funghi, castagne, miele (perfetto coi formaggi locali tra cui un bleu d&#8217;autore, a latte crudo), e Masone va famosa per i suoi biscotti crumiri, con finissima meliga&#8230;</p>
<p>In definitiva, il problema non è tanto dimenticare gli insegnamenti di Rebora, e di mille altri buoni maestri che ho menzionato uno ad uno nel mio “Sostenibilità e biodiversità. Un glossario” (ottenibile gratuitamente <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>), <em>panta rei</em> e il tempo fugge inesorabile, la polvere notoriamente è capace di poggiarsi anche sulle pagine e i ricordi migliori.</p>
<p>Il problema, e lo scrivo anche per esperienza diretta, dopo quasi 40 anni di &#8220;militanza&#8221; e confronto operativo sui territori liguri, è che <strong>le scienze umane e le scienze esatte sovente non sanno dialogare, manca una trasversalità interdisciplinare, e la cosiddetta contaminazione fra saperi,</strong> di cui tanto si ciancia, rimane virtuosa solo nelle intenzioni &#8220;accademiche&#8221; e sulla carta, non dentro la “dura” realtà delle concretezze.</p>
<p>Lo avrete intuito, amici Lettori, hortus conclusus (&#8220;il geloso campo del lavoro intellettuale&#8221;) non è espressione che io ami.</p>
<p>(1) tuttora vi consiglio (se non temete i bruciori di stomaco) l’evergreen Antonio Galdo, “Ultimi”, ed. Einaudi, Torino, 2012…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Da Liguria Food a Baccicin du Caru</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 09:21:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/liguriafood20.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20076" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/liguriafood20-300x300.jpg" alt="liguriafood20" width="300" height="300" /></a>E’ in edicola il numero 20 del magazine bimestrale <em>LiguriaFood</em>. Ma pare ieri quel giorno, al convegno di Finalborgo che “Studiowiki” dedicò alle nuove forme di promotion turistica, in cui l’editore mi propose di salire a bordo del nuovo progetto, poi salpato di lì a poco…<br />
Editore che ovviamente collegavo al ricettario <em>Cucina e vini di Liguria</em> del marchese bonvivant Beppe Gavotti, e soprattutto al <strong>futurismo savonese-albisolese</strong>, di cui Marco Sabatelli fu – per chi conosca un minimo quelle strepitose vicende – paladino e insieme alfiere… Chapeau.<br />
Per questo numero 20 io ho redatto i pezzi su <strong>Mele/Acquasanta e su Lavagna</strong>, altre firme hanno ad esempio scritto di Tovo San Giacomo e di Airole. La rivista conferma sempre la propria attenzione anche verso i borghi liguri più defilati, dove – tuttavia ma non a caso &#8211; le tradizioni e la cucina si perpetuano religiosamente, e che (con un po’ di marketing pubblico sagace e di formazione agli operatori) si potrebbero candidare alla ribalta del turismo post-covid. Personalmente, infatti, appartengo a coloro i quali profetizzano un aumento di interesse del turismo – sia domestic sia incoming – verso mete meno affollate, verso <strong>località a misura d’uomo</strong> dove entrare davvero a contatto con gli habitat e le culture locali, l’artigianato, le biodiversità, e le ricette storiche che dai prodotti “autentici” trassero e traggono origine…<br />
Sabato scorso ho pranzato <strong>con Luisa presso l’Osteria Baccicin du Caru, al Fado, lungo il valico del Turchino, allietati e intrattenuti da Gianni Bruzzone</strong>, oste-patròn di quella genia che entusiasmava i Soldati, i Monelli, i Veronelli. La sorella Rosella, intanto, coordinava la brigata di cucina (e in quella cucina si cucina davvero). Con Gianni converseresti per ore, lo ascolti con immenso piacere, ti ascolta con immenso piacere. “Del mangiar benissimo sul passo del Turchino”, così intitolai tanti anni fa la prima recensione che gli dedicai, e che Gianni – bontà sua &#8211; conserva.<br />
Quella strada verso il Piemonte, e l’ardita ferrovia ottocentesca che le corre accanto (scampata ai tagli delle cosiddette “razionalizzazioni”), raccontano molte storie, e le storie – come noto &#8211; aiutano a ricostruire la storia. Qui, questo fazzoletto di terre ospita i fügassin, le neviere, il miele, i frutti di bosco, le terme, il santuario…<br />
Da Baccicin du Caru <strong>assaggi</strong> fra gli antipasti la galantina “maison”, la zraria natalizia, la pute della valle Stura, il flan di mucci (sono cavoli navoni), il brandacujùn di stoccafisso, piatti che quasi nessuno oramai osa in carta (1). Poi gli gnocchi di quarantina col pesto, o i taglierini coi funghi, o con il sugo di coniglio, o con il classico töccö alla genovese, perfetto sposo dei ravioli. I secondi assumono le sembianze – beninteso secondo mercato e stagioni &#8211; della faraona in casseruola, dei brasati di taglio perfilo (2), della lingua con salsa verde, delle trippe accomodate. Per chiudere, il gelato “maison” col Barolo chinato, i semifreddi, la pasticceria secca sempre ben abbinata ad un tulipanino di passiti.<br />
Ma in quelle due salette linde ed intime ti ci siedi specialmente perché – come detto &#8211; con Gianni converseresti per ore. Attorno a noi, intanto, è via via trascorso un millennio, mutato un mondo, la morte di alcuni che amavamo, l’avvento dell’euro cui demandavamo (errando?) equità più serene, le tecnologie incalzanti e stranianti, i viadotti che precipitano, i mutamenti climatici, addirittura una pandemia…, ma lasciando irrisolte infinite questioni di fondo, quelle che periodicamente si affacciano a chieder conto delle nostre azioni. Di questo passo, che sarà dell’umanità?<br />
Nondimeno, un’antica trattoria che continua (affettuosamente e cocciutamente) a presidiare benevola un valico (e centomila tradizioni) è certamente speranza, è tepore, è abnegazione di chi crede nel proprio lavoro. E’ buon segno in vista dell’anno che verrà. Ciao caro Gianni, alla prossima, presumo saremo ormai nell’anno domini 2021, che ti auguro felice.<br />
(1) ma che beninteso Ligucibario descrive: figurano qui nella sezione &#8220;alfabeto del gusto&#8221;, che invito i Lettori a navigare<br />
(2) taglio di terza categoria, che si ottiene dal lato basso del collo bovino. Ogni regione gli assegna nomi &#8220;diversi&#8221;. Ma la sua struttura lo rende ovunque ideale per lessi, stufati, macinati&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Con Umberto Curti lungo il Passo del Turchino</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 13:11:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Con Umberto Curti lungo il Passo del Turchino “Assaggia la Liguria” è un ciclo di cene-evento ospitate da ristoranti del circuito “Liguria Gourmet”, e si svolge (grazie a risorse PSR 2014-2020 Regione Liguria mis. 3.2) a cura di Enoteca Regionale della Liguria in collaborazione col Consorzio di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggia-la-liguria-turchino/">leggi tutto</a></p>
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<p><strong>Con Umberto Curti lungo il Passo del Turchino</strong></p>
<p><strong>“Assaggia la Liguria” è un ciclo di cene-evento ospitate da ristoranti del circuito “Liguria Gourmet”, e si svolge (grazie a risorse PSR 2014-2020 Regione Liguria mis. 3.2) a cura di Enoteca Regionale della Liguria in collaborazione col Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e col Consorzio di tutela Basilico Genovese DOP.</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1246.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17942" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1246-225x300.jpg" alt="DSCN1246" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Il quarto appuntamento è approdato alle due suggestive salette dell’Osteria Enoteca &#8220;Baccicin du Caru&#8221;, in regione Fado, a Mele (GE), lungo il Passo del Turchino, Liguria che ascende verso il Piemonte. Mentre Gianni e Rosella Bruzzone, i titolari, ed il loro staff di cucina e sala proponevano via via le numerose portate di un menu ideato ad hoc e inclusivo di vini (Bianchetta Genovese DOC di Gionata Cognata, Pigato DOC R.L.P. di Claudio Vio, Ormeasco Sciac-trà DOC di Guglierame), i referenti delle 3 filiere coinvolte nel progetto hanno approfondito “tra i tavoli” i valori delle produzioni certificate, le quali non solo spiccano per i significati storico-culturali e la qualità organolettica, ma garantiscono il consumatore circa tutti i processi di lavorazione “dal podere – per così dire – sino alla confezione in commercio”.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1233.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17943" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1233-225x300.jpg" alt="DSCN1233" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Viticolture e olivicolture eroiche, le quali cifrano un paesaggio &#8211; quello ligure &#8211; per molti aspetti unico al mondo, e naturalmente non si sarebbe potuto negare il giusto spazio a sua maestà il Basilico Genovese DOP, protagonista di un pesto al mortaio affidato, per l’occasione, ad una “apprendista” (che non l’aveva mai preparato &#8220;a mano&#8221;) sotto gli occhi attenti e amorevoli del titolare.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1249.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17944" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1249-225x300.jpg" alt="DSCN1249" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>In un corner, allestito proprio all’entrata, erano liberamente disponibili &#8211; come sempre &#8211; molti materiali cartacei per chi voglia approfondire la materia (i frantoi, le vigne, le serre…), una materia che riveste indubbio fascino, e che non a caso induce il pubblico a consumi sempre più consapevoli e…a filiere sempre più corte.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1258.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17945" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1258-300x225.jpg" alt="DSCN1258" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>A metà serata si è proceduto anche ad un sintetico tasting delle 3 sottozone della DOP olearia ligure (Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese, Riviera di Levante) per condividere con tutti i presenti la varietà di cultivar regionali &#8211; la taggiasca, l&#8217;arnasca, la colombaia, la lavagnina, la pignola, la razzola&#8230; &#8211; e soprattutto alcune consonanze e divergenze di flavor fra le diverse, ottime bottiglie.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1229.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17946" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/06/DSCN1229-300x225.jpg" alt="DSCN1229" width="300" height="225" /></a></strong></p>
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<p><strong>Prossimo rendez-vous domani 5 giugno al ristorante “La Ruota”, spianata Varese 25, a IMPERIA-BORGO FOCE, tel 0183 61206 &#8211; <a href="https://laruotaimperia.com/">https://laruotaimperia.com/</a>, per un inno al pescato locale e per la prima delle 12 cene fuori dalla provincia di Genova.</strong></p>
<p>Altre 7 complessivamente ne seguiranno.<br />
Giovedì 7 giugno &#8211; Osteria della Corte, via Napoli 86, LA SPEZIA tel. 0187 706796<br />
Martedì 12 giugno &#8211; Ristorante Il Genovese, via Galata 35r, GENOVA tel. 010 8692937<br />
Mercoledì 13 giugno – Ristorante La Femme, via C. Battisti 58, S. Bartolomeo al Mare (IM) tel. 339 3811469<br />
Giovedì 14 giugno &#8211; L&#8217;Insolita Zuppa<strong>, </strong>Via Romana 7, 16038 Santa Margherita Ligure (GE) tel. 0185 289594<br />
Sabato 16 giugno &#8211; Ristorante Palazzo SALSOLE, piazza Concezione 1, SASSELLO (SV) tel. 019 724359<br />
Martedì 19 giugno &#8211; Ristorante Le Perlage, via Mascherpa 4r, GENOVA tel. 010 588551<br />
Mercoledì 20 giugno &#8211; Ristorante Cian de Bià, via Silvio Pellico 14, BADALUCCO (IM) tel. 320 6622079<br />
Buona Liguria a tutti, una Liguria che profuma di olio extravergine, di vino, di basilico.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Assaggia la Liguria, terza cena a Recco</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2018 09:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La 3^ e ultima delle cene reccheline che hanno avviato “Assaggia la Liguria” si è svolta, dopo &#8220;Manuelina&#8221; e &#8220;Vitturin&#8221;, presso lo storico “Da ö Vittorio”. “Assaggia la Liguria” è un progetto (su PSR 2014-2020 Regione Liguria misura 3.2) grazie al quale Enoteca Regionale della Liguria, Consorzio di tutela ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggia-la-liguria-terza-cena-a-recco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1167.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17917" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1167-300x225.jpg" alt="DSCN1167" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>La 3^ e ultima delle cene reccheline che hanno avviato “<strong>Assaggia la Liguria</strong>” si è svolta, dopo &#8220;Manuelina&#8221; e &#8220;Vitturin&#8221;, presso lo storico “Da ö Vittorio”.</p>
<p>“Assaggia la Liguria” è un progetto (su PSR 2014-2020 Regione Liguria misura 3.2) grazie al quale <strong>Enoteca Regionale della Liguria, Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e Consorzio di tutela Basilico Genovese DOP</strong> realizzano alcune serate a tema presso ristoranti della rete “<strong>Liguria Gourmet</strong>”, al fine di promuovere in molteplici direzioni la cultura delle DOC e delle DOP.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1184.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17918" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1184-225x300.jpg" alt="DSCN1184" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Il banchetto – arricchito da una mise en place dove spiccavano anche antichi stampi da croxetti &#8211; è principiato con una eccellente <strong>Focaccia col formaggio di Recco IGP</strong> (sfoglia sottile e cottura senza secchezze), poi “rosa” di picagge con Basilico Genovese DOP, orata con coquille Saint-Jacques, patata quarantina e salsa all’extravergine DOP Riviera Ligure, infine scrigno di mele e pistacchio con crema inglese aromatizzata alla cannella. In valido abbinamento, <strong>la DOC Golfo del Tigullio-Portofino rappresentata da una Bianchetta genovese 2017 di Pino Gino</strong>.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1090.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17902" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1090-300x225.jpg" alt="DSCN1090" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Durante la cena, un giovane chef del ristorante ha preparato <strong>il pesto al mortaio</strong> secondo tradizione, e la freschezza aromatica della salsa (da Basilico Genovese DOP) celebre in tutto il mondo incontrava la gentilezza di un extravergine DOP Riviera Ligure, denominazione che poggia – da Ponente a Levante &#8211; su cultivar eccezionali quali <strong>la taggiasca, l’arnasca, la pignola, la lavagnina, la razzola</strong>… E su una sapienza produttiva millenaria che oggi, dalla raccolta delle drupe sino al confezionamento del prodotto, pratica una filosofia dell’eccellenza.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1143.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17903" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1143-300x225.jpg" alt="DSCN1143" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>I referenti delle 3 filiere coinvolte nel progetto (l’Enoteca regionale e i due Consorzi di tutela) hanno come sempre illustrato i valori dell’iniziativa e le produzioni certificate. A supporto delle loro parole &#8211; io ero uno di costoro &#8211; anche una cospicua dotazione di materiali a disposizione del pubblico, che &#8211; se correttamente edotto circa i valori della qualità &#8211; si rivela poi consumatore sensibile e attento. Sarà proprio questa la “centralità” del <strong>turismo esperienziale</strong>, la capacità di attivare sinergie d&#8217;offerta e di esplicitare concretamente ad italiani e stranieri ciò che la Liguria autentica è, e fa.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/bicchierini-olio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17904" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/bicchierini-olio-300x168.jpg" alt="bicchierini olio" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>In tal senso, i vini DOC, l’extravergine DOP Riviera Ligure e il Basilico Genovese DOP vivificano in <strong>Liguria un’enogastronomia tra le più alte al mondo</strong>, che le 3 serate reccheline hanno ben rappresentato, con alcuni assoli d’autore e note profumate di mediterraneità.<br />
Il prossimo appuntamento è venerdì 1 giugno presso la storica “Osteria Baccicin du Caru”, a Mele (GE), frazione Fado lungo il Passo del Turchino (tel. 010 631804), altro locale &#8220;Liguria Gourmet&#8221; che allieterà i convenuti con acciughe, pesto, lumache, cima&#8230; Le prenotazioni si effettuano contattando direttamente i ristoranti, anche per tutte le altre numerose cene che restano in programma.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Pute</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 20:09:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Pute, o puta, una crema di farina (di mais) in acqua bollente, talora con (recenti) aggiunte di panna di latte. Ne scaturisce una specie di zuppa-besciamella, densa quasi da affettarsi, ottima con le verdure, e con la capra stufata, è corroborante vanto contadino di Masone (GE), di Campo Ligure, e talora similmente di Borzonasca (GE). ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pute/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pute, o puta, una crema di farina (di mais) in acqua bollente, talora con (recenti) aggiunte di panna di latte. Ne scaturisce una specie di zuppa-besciamella, densa quasi da affettarsi, ottima con le verdure, e con la capra stufata, è corroborante vanto contadino di Masone (GE), di Campo Ligure, e talora similmente di Borzonasca (GE). Fagioli, cavolo, patate, chi può qualche dadino di pancetta&#8230; In Liguria infatti la besciamella (sauce béchamel) non è tradizionale, è un’importazione recente. Propone talvolta la pute il ristorante &#8220;Baccicin du caru&#8221; a Mele lungo il passo del Turchino, là dove il patròn Gianni Bruzzone &#8211; con la sorella Rosella &#8211; difende lodevolmente le tradizioni del territorio&#8230; La pute può condire anche il flan di scorzonera di Mendatica (IM).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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