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	<title>Ligucibario &#187; artigianato</title>
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		<title>Menou</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 12:19:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime fiere di animali (si badi che fiera deriva da fera=bestia) risalgono ai Romani, poi datano verosimilmente intorno all’anno 1000, abbiamo alcune notizie ad es. circa Carrù (CN), e sappiamo per ovvie ragioni che questi attesissimi momenti si tenevano spesso al di fuori delle cinte murarie cittadine&#8230; Il luogo di svolgimento sovente era un “crocevia” dove risultava più agevole trasportare, commerciare e scambiare la merce (si trattava anche di prodotti agricoli e artigianato). In Liguria, le fiere frequentemente coincidevano con le feste per il Santo Patrono, o con date importanti del calendario rurale, ad es. un buon raccolto di grano, e comunque precedevano l’arrivo della cattiva stagione coi suoi mesti stand by. Il signorotto locale poteva in quel caso esentare i pagamenti di tasse, oneri e gabelle varie. Il “menou” era un collaboratore degli allevatori e conduceva a queste esposizioni &#8211; su carri o a piedi &#8211; i bovini ma anche ovini, suini, cavalli, galline (fiere di più giorni dedicavano ogni giorno ad un animale differente). Inoltre, il menou curava la pulizia delle bestie e delle stalle, e infine vendeva ai macelli il bestiame ormai vecchio/in cattive condizioni.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Corsi GAE, in cammino!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 12:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23324" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/foto-pietre-napoleone.jpg"><img class="size-medium wp-image-23324" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/foto-pietre-napoleone-300x232.jpg" alt="le &quot;pietre di napoleone&quot; a pallare (sv)" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">le &#8220;pietre di napoleone&#8221; a pallare (sv)</p></div>
<p>Si lavora, <strong>con l’ente formativo F.Ire di Genova</strong>, per la messa a punto della imminente V edizione del <strong>corso per GAE</strong> (Guida Ambientale Escursionistica), che qualifica a livello regionale abilitando all’immediata professione.</p>
<p>Abbiamo sin qui, come si suol dire, fatto l’en plein, <strong>tutti promossi gli allievi delle edizioni precedenti dei corsi GAE</strong>. Ne “seguo” alcuni sui social, i quali già sono scesi in campo con escursioni e progetti di outdoor education quanto mai attrattivi.</p>
<p>GAE è un acronimo che rinvia ad un’attività a contatto col territorio e con le persone, e che di fatto si può esercitare 365 giorni l’anno, sulla costa e sull’entroterra. A contatto con la natura ma anche con la sapienza umana che da secoli interagisce con essa: muretti a secco, caselle di pastori, frantoi, mulini, tecci, bialere…</p>
<p>L’impianto corsuale privilegerà come sempre le <strong>metodologie didattiche concrete, interattive</strong>: casi-studio, uscite sul territorio (1/6 delle ore), degustazioni guidate, testimonianze in aula&#8230;</p>
<p><strong>Sostenibilità e biodiversità saranno le keywords</strong> prioritarie, le parole chiave intorno a cui sviluppare una conoscenza della Liguria a 360° (geologia, zoologia, botanica…), per <strong>un turismo green prima ancora che esperienziale, il quale s’appassioni anche alle tradizioni, all’artigianato, ai riti di un genius loci millenario</strong>. Una conoscenza della Liguria e della mediterraneità più autentica, affinché le Guide siano sempre di più &#8220;custodi e alfieri&#8221; di quei valori cui il Pianeta e l’umanità legheranno il proprio destino.</p>
<p>Amico Lettore, hai <a title="corso guida ambientale escursionistica" href="https://entefire.it/fire/corsi/guida-ambientale-escursionistica/" target="_blank">a questo link</a> la scheda informativa del corso (x contatti formazione@entefire.it, 010 9820702), e a <a href="https://www.linkedin.com/posts/fire-formazione_tutela-valorizzazione-formazione-activity-7241375589943676928-PM8Q?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop" target="_blank">questo link un video</a> nel quale “ripercorriamo” fasi ed esiti &#8211; felicissimi &#8211; dei 4 corsi precedenti.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Il Museo dell&#8217;orologio a Tovo S. Giacomo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 10:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/tovo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20556" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/08/tovo-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a>Il Museo dell&#8217;orologio a Tovo S. Giacomo (SV).<br />
Quest’epoca presente è matrigna nei confronti dell’artigianato. Minacciato da trend globali, e brutali, il comparto ha subìto nell’ultimo decennio circa 170mila chiusure aziendali. Le cause sono note a chiunque voglia vederle. E <strong>non da oggi Ligucibario si occupa del tema, dato che l’artigianato autentico, l’agroalimentare, le produzioni veramente locali, potrebbero giocare un ruolo di prima fila (specie ora che stiamo lentamente fuoriuscendo dal Covid…) nelle proposte di turismo esperienziale</strong>. Food&amp;crafts, si suol dire, ovvero risorse in grado di raccontare il territorio, di esprimere genius loci, di coinvolgere l’ospite in attività concrete e relazionali… Ma solo la formazione consentirà finalmente a tante microimprese (sovente a gestione famigliare) di prenderne consapevolezza e dunque cooperare anche all’offerta turistica: conoscenza quantomeno dell’inglese, presenza efficace su web e social media, capacità di storytelling saranno infatti le “nuove” competenze indispensabili, prima che sia troppo tardi, per interagire con la domanda e per fronteggiare la concorrenza. Chi non le aggiornerà, chi non si aggiornerà, resterà purtroppo tagliato fuori.</p>
<p>La Liguria, relativamente all’artigianato, si caratterizza storicamente per alcuni specifici tematismi: il vetro di <strong>Altare</strong>, la ceramica nella conurbazione <strong>Albisole-Savona</strong>, la filigrana di <strong>Campo Ligure</strong>, l’ardesia della <strong>Val Fontanabuona</strong>, le sedie di <strong>Chiavari</strong>… Sono molto felice (anche da addetto ai lavori) quando a questi giacimenti “corrisponde” un museo, che narri compiutamente al visitatore italiano e straniero tutti i significati di una creatività che dal territorio trasse nutrimento e al territorio restituì &#8211; e restituisce &#8211; valore…</p>
<p>Pochi giorni fa, in una domenica d’inizio luglio un poco uggiosa, ho visitato con Luisa il suggestivo <strong>“Museo dell’orologio da torre G.B. Bergallo” di Tovo San Giacomo (SV)</strong>, piazza Canonico Falco in frazione Bardino Nuovo (per informazioni e modalità di visita+39 019 648545 e <a href="https://www.museodellorologio.it/">www.museodellorologio.it</a>). Il prezzo del biglietto è poco più che simbolico. Accompagnati, ma sarebbe più corretto dire “ospitati”, dalla gentilissima Signora Vittoria, abbiamo via via percorso gli spazi – amorosamente ristrutturati – del Museo, che restituiscono momenti di vita quotidiana e professionale legati in primis alla famiglia Bergallo, la quale si distinse nella produzione di autentici capolavori (circa un migliaio sin qui i censiti). <strong>Capolavori, gli orologi da torre e campanile, di cui solitamente ammiriamo giocoforza solo la parte “esterna”</strong>, visibile, senza tuttavia poter apprezzare i sofisticati congegni e ingranaggi retrostanti. Si rimane davvero sbalorditi al pensiero che, in questa minuscola porzione d’entroterra savonese, dove le vie di comunicazione erano e sono quel che sono, un’impresa poggiasse il proprio business anzitutto sul ferro (della vicina Isallo), e poi sulla capacità di fornire gioielli meccanici a gran parte dei campanili – e torri &#8211; del territorio… Una lezione d’imprenditoria artigianale che peraltro in Liguria trova analogie con <strong>l’azienda Trebino a levante (Uscio)</strong>, e che spero venga pienamente fruita da gruppi e scolaresche sempre più numerosi, omaggiando così un territorio bellissimo – in questo caso l’entroterra di Pietra Ligure &#8211; che s’apre come un balcone verde sul mare in lontananza, ma sempre vicino coi suoi blu.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Artigianato, se ci sei&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 14:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20517" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/016-225x300.jpg" alt="016" width="225" height="300" /></a>In una newsletter, inviatami da CNA, recupero la presentazione del “<strong>disegno di legge per il rilancio e la valorizzazione dell’artigianato artistico tradizionale</strong>”. Fra i contenuti prioritari individuati legislativamente, il riconoscimento giuridico della bottega storica e artigiana; una cedolare secca sul reddito da locazione di unità immobiliari adibite a laboratori per arti e mestieri; la formazione e l’apprendistato; un marchio di qualità per i prodotti; la regolamentazione dell’hobbismo.<br />
Occupandomi da tanti anni di territorio e turismo, l’artigianato (al pari dell’enogastronomia) è per natura un mio àmbito d’intervento consulenziale. Me ne sono occupato internamente a progetti regionali ed europei, ad eventi di portata nazionale (<em>Festival nazionale del biologico</em> a Varese Ligure, 2015&#8230;), a pubblicazioni di marketing, sempre auspicando per le produzioni artigiane <strong>un ruolo assai maggiore dentro l’offerta turistica e culturale ligure</strong> (“vie artigiane” ed altro)… Tanto più in un’ottica di fruizione dei territori davvero autentica, sensoriale ed esperienziale.<br />
Da <strong>un protocollo fra CNA Liguria ed Università degli studi di Genova</strong> (dip. Economia, corso in Scienze del turismo) discende non a caso anche quel laboratorio formativo di 24 ore, sul turismo esperienziale connesso all&#8217;artigianato, che da 5 anni tengo con Luisa Puppo presso il Polo imperiese, e che nella quarta edizione approdò anche ad un volume, redatto in gran parte dagli studenti.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/copertina-foto-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20516" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/copertina-foto-2-300x168.jpg" alt="copertina foto 2" width="300" height="168" /></a>Credo che quanto sopra sia “prova” bastante dell’attenzione che rivolgo a produzioni (e botteghe) nelle quali la passione e l’impronta dell’uomo sono davvero ancora centrali, a produzioni che rappresentano l’antitesi della serialità industriale, la quale talvolta standardizza sino all’anonimia i propri output… Occorre tuttavia precisare che, già in epoca ante-covid, fra tante italiche crisi anche l’artigianato aveva denotato <strong>quasi 166mila chiusure in 10 anni </strong>(<a href="https://www.ligucibario.com/luisa-puppo-ad-agritravelexpo-bergamo/" target="_blank">clicca questo link</a>); ciò a conferma di una fragilità del comparto, caratterizzato quasi <em>in toto</em> da modelli di microimpresa famigliare. Non è questa la sede per tornare su tali vulnerabilità (quanto meno di management e di marketing), che espongono l’artigianato italiano anzitutto all’assalto costante dei gruppi oligopolisti, dei competitor sovradimensionati, dell’e-commerce. Basti dire che le regole di ieri non valgono più in un contesto di accelerazioni e turbolenze violente, di nuove logiche distributive, di battaglie basate solo sul prezzo…<br />
Come intervenire, dunque? Chi fa il mio mestiere adotta il detto “<strong>chi ha tempo non aspetti tempo</strong>”, ed anche in questo caso urgono misure più che mai tempestive (come per altri comparti, le tutele corporative e le rendite di posizione stanno da anni mostrando la corda). Se il turismo può costituire (originando clientela ed elevando reputazioni) un possibile volàno di business – integrativo &#8211; , e così in effetti è, occorre allora che gli artigiani vi si volgano più consapevolmente e sensibilmente. Sono – da tempo &#8211; decine e decine i <strong>casi-studio di successo</strong> (i benchmark) cui ispirarsi, e lo “spionaggio industriale” rivela che le buone prassi altrui sovente valgono/varrebbero anche qui, beninteso contestualizzandole… Basta un poco di curiosità e digitando <strong>su Google</strong> “artigianato e turismo” appaiono quasi 10 milioni di risultati, da Volterra a Pinerolo, dal Veneto alle Marche…, e forme di <strong>trekking urbano fra atelier e negozi di prossimità</strong> che dimostrano come “fare rete” faccia la differenza, e come l’autentico made in Italy rivitalizzi borghi, ospitalità, brand e&#8230;fatturati.<br />
Ma l’artigianato che s’apre ed accoglie 1)deve padroneggiare (almeno) la lingua inglese, 2)deve presidiare web e social media così da dialogare con gli interlocutori già online, 3)deve denotare idonee capacità di storytelling, perché gli ospiti chiedono sempre più di conoscere a fondo le comunità locali (e le loro quotidianità), chiedono racconti, emozioni, relazioni umane, genius loci…<br />
In altre parole, <strong>l&#8217;artigianato deve investire in formazione</strong>, deve credere nel lifelong learning assai più di quanto non abbia sin qui fatto, deve convincersi che esistono occasioni di training operative, concrete, non teoriche e distanti, e che un'&#8221;aula&#8221; è talvolta il miglior luogo per apprendere, porsi in discussione, confrontarsi con colleghi, migliorarsi, <strong>cogliere le nuove sfide del mercato</strong>.<br />
Chi c’è, vi prego, batta un colpo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/artigianato-se-ci-sei/">Artigianato, se ci sei&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Benvenuto turismo dell&#8217;artigianato</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 12:47:24 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-foto-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20380" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-foto-2-300x168.jpg" alt="copertina foto 2" width="300" height="168" /></a>Si conclude felicemente, proprio in questi giorni, la V edizione – forzatamente online &#8211; del Laboratorio “<strong>Turismo esperienziale</strong>. Artigianato e food nell’offerta turistica” (Polo d’Imperia) discendente da uno specifico protocollo d’intesa fra <strong>CNA Liguria e Università di Genova</strong>, dipartimento di Economia, corso in Scienze del turismo*.<br />
24 ore come sempre intense, e connotate anche da preziose “testimonianze” di professionalità del settore (<strong>Gloria Manaratti, Daniela Minetti ed Elena Magni di Regione Liguria, Daniele Buschiazzo sindaco di Sassello e presidente dell’ente Parco Beigua, Sonia Speroni product manager di Ormina Tours</strong>).<br />
L’intera impalcatura didattica individuata da Luisa Puppo, e da me, ha come sempre proposto contenuti spendibilmente operativi, casi studio italiani e stranieri, spunti per l’autonomo approfondimento via web o bibliografico…, in un momento “segnato” sì dall’emergenza pandemica, ma contemporaneamente caratterizzato da istanze e progetti di ripresa. Il turismo che verrà chiede infatti habitat puliti, genius loci, filiere di <em>buonessere</em>, qualità delle accoglienze, momenti sensoriali, <strong><em>cultivar e prodotti autentici</em></strong>. Ecco dunque la cornice entro la quale, evidentemente, l’artigianato dovrà e potrà far valere le proprie peculiarità migliori. La parola artigiano, non si dimentichi, si lega ad arte, una capacità e risorsa dell&#8217;individuo, che non di rado la tramanda di generazione in generazione, ed essa origina creazioni che sono l&#8217;antitesi del prodotto seriale, standardizzato, anonimo.<br />
In Liguria si tratta di un patrimonio aggregante antichi mestieri ed eccellenze, quali <strong>le sedie di Chiavari, l&#8217;ardesia della Fontanabuona, i tessuti di Zoagli e Lorsica, la filigrana di Campo Ligure, la ceramica delle Albisole, il vetro di Altare, numerose imprese dell&#8217;agroalimentare</strong>&#8230;<br />
Nel corso della penultima lezione, inoltre, spazio anche alla &#8220;<a title="focaccia di san giorgio" href="https://genovaworld.blogspot.com/2020/04/le-farine-ingrediente-quotidiano.html" target="_blank">focaccia di San Giorgio</a>&#8220;, come ricetta-format in grado di &#8220;promuovere&#8221; il territorio, grazie ai suoi ingredienti very very local (prescinsêua genovese, olive di cultivar taggiasca, patate della val Bormida savonese, acciughe dello Spezzino, origano).<br />
I corsisti hanno mostrato di “gradire”, producendo via via riflessioni sempre più personali, ponendosi in gioco nell’interazione coi docenti, investendo passione. Quella passione “ideologica” (sovente dote dei giovani) e quella curiosità intellettuale di cui il sistema Paese e la Liguria hanno ed avranno grandemente bisogno.<br />
Gran finale, poi, con <strong>“esercitazioni” di segno il più possibile concreto</strong>, ed il meno possibile virtuale, che per un giorno trasformano gli allievi in docenti e public speakers: la famosa strada dei formaggi di Bregenz; l&#8217;analisi delle performance sul web di alcuni Comuni liguri con specifico riferimento ai prodotti locali; la costruzione di storyboard per tour esperienziali; la focaccia artigianale come centro di una mindmap pienamente storico-culturale; i musei di cultura materiale dall’Emilia parmense alla valle Stura ligure; la best practice della lavanda e dell’arboreto Prandi a Sale San Giovanni; i craft tour di scoperta dell’alabastro a Volterra; la piattaforma “Artigiani in Liguria” e le possibili geosinergie d’àmbito turistico; il turismo del paesaggio legato all’olivicoltura e ai muretti a secco, patrimonio Unesco…<br />
Buona fortuna, cari studenti! Prendete fra le mani il vostro futuro ed abbiatene cura, perché il futuro ha bisogno delle vostre competenze ed energie. Ed un ringraziamento sentito e non formale ai <strong>Professori Andrea Zanini e Daniela Ambrosino</strong> che con cordiale costanza appoggiano quest&#8217;innovativa esperienza.<br />
* la IV edizione generò la pubblicazione del volume illustrato in foto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 7</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 11:24:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I libri di Umberto Curti. 7 La comunicazione nell’etichetta. Un labelling per l’enogastronomia e l’artigianato, workpaper per CNA, 2013. Food&#38;crafts, filiere brevi&#38;buonessere, magnifici binomii. Si può dire, in particolare, che cibo e vino, negli anni recenti, siano stati fra i più vincenti attrattori di turismo, sollecitando anche – com’era prevedibile &#8211; forme di curiosità verso ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-7/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20351" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/016-225x300.jpg" alt="016" width="225" height="300" /></a></em></strong></p>
<p>I libri di Umberto Curti. 7</p>
<p><strong><em>La comunicazione nell’etichetta. Un labelling per l’enogastronomia e l’artigianato</em>, workpaper per CNA, 2013.</strong><br />
Food&amp;crafts, filiere brevi&amp;buonessere, magnifici binomii. Si può dire, in particolare, che cibo e vino, negli anni recenti, siano stati fra i più vincenti attrattori di turismo, sollecitando anche – com’era prevedibile &#8211; forme di curiosità verso l&#8217;agroalimentare, l’artigianato e tutto quel che di peculiare è acquistabile sul posto (certo non il banale souvenir costruito chissà dove in quantità industriali…). Del resto “stiamo parlando di cibo, dell’atto magico e sacro entro cui la nostra specie ha tradotto e acculturato la sua fame e la sua capacità di sopravvivere. Stiamo parlando dell’unico settore industriale dove la nostra piattaforma italica riesce sicuramente a competere nel mondo e a esprimere non solo prodotti ma sicuramente ricerca, creatività, design e forte autonomia e identità”. Le pagine di Umberto Curti confermano quanto il <em>genius loci</em>, lo spirito del luogo, il saper fare qualità e la passione dell’artigiano (il filigranista, il vetraio, il ceramista, il falegname&#8230;), siano quindi, tuttora, qualcosa che piace e vale, non solo in àmbito turistico. Tanto più essi vengono percepiti dal target quanto più i territori eleggono risorse-<em>marker</em> in grado di rappresentarli all’esterno. Aldilà dei casi più noti (chi non ha visitato Murano e Burano in gita scolastica familiarizzando con vetri e pizzi?), è interessante notare come Bolgheri, ieri piccolo centro del livornese generalmente nominato solo grazie ad una lirica di Giosué Carducci, sia oggi meta di frotte di enofili, a caccia d’un (costoso) vino dei cosiddetti “<em>Supertuscans</em>”, non a caso celebratissimo dai <em>massmedia</em>&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo esperienziale all&#8217;Università con CNA</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 09:02:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo esperienziale all&#8217;Università con CNA Giunto felicemente alla V edizione, parte puntuale il 15 marzo, anche per quest’anno accademico, il “Laboratorio di turismo esperienziale. Artigianato e food nell’offerta turistica”. Organizzato dal dipartimento di Economia dell’Università di Genova, per il corso di laurea triennale in Scienze del turismo, in proficua collaborazione con CNA Liguria che rappresenta ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/turismo-esperienziale-alluniversita-con-cna/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/004.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20201" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/004-300x225.jpg" alt="004" width="300" height="225" /></a>Turismo esperienziale all&#8217;Università con CNA</p>
<p>Giunto felicemente alla V edizione, parte puntuale il 15 marzo, anche per quest’anno accademico, il “<strong>Laboratorio di turismo esperienziale. Artigianato e food nell’offerta turistica</strong>”.<br />
Organizzato dal dipartimento di Economia dell’Università di Genova, per il corso di laurea triennale in Scienze del turismo, in proficua collaborazione con CNA Liguria che rappresenta il settore imprenditoriale, il Laboratorio sarà tenuto come sempre dalla dott.ssa Luisa Puppo, nel 2018 nominata anche Ambasciatrice di Genova nel mondo, e dal dott. Umberto Curti, autore &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; del &#8220;Libro bianco del turismo esperienziale. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese&#8221; (approfondimenti a <a title="curti libro bianco turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">questo link</a>).<br />
L’attività si svolge a distanza, attraverso la piattaforma Skype. Restano valide le regole degli altri anni, ovvero frequenza obbligatoria per almeno il 75% delle ore totali e project work finale. Il Laboratorio è aperto ad un massimo di 20 studenti, di secondo e terzo anno. La didattica è calendarizzata il lunedì e martedì con orario 9.00-11.00 a partire dal 15 marzo. Iscrizioni presso la segreteria del Polo universitario di Imperia via mail (<strong>poloimperia@unige.it</strong>) entro<strong> lunedì 8 marzo 2021</strong>. Chi ha già frequentato il Laboratorio lo scorso anno non potrà accedervi nuovamente.</p>
<p>Gli obiettivi del Laboratorio, che produce <strong>3 crediti formativi</strong> agli studenti che al termine verranno giudicati idonei, sono: affinare la conoscenza da parte degli studenti circa gli antichi mestieri e le produzioni (artigianato e gastronomia) più caratterizzanti il brand Liguria (vetro, ceramica, filigrana, agroalimentare&#8230;); istituire/consolidare specifiche sinergie turismo-enogastronomia-impresa artigiana in Liguria; direzionare in termini di visuale strategica e operativa possibili itinerari turistici ad elevata significatività food&amp;crafts, con attenzione anche alla competizione digitale. Infine, sensibilizzare gli studenti circa le deregulation e le “accelerazioni” turistiche in atto (alcune delle quali evidenti già pre-pandemia).</p>
<p>Il Laboratorio si svolge di fatto in forma di project work, ingaggiando gli studenti con attività concrete, interattive, da gestire in prima persona, e che li rendano protagonisti sensibili del processo formativo e ideativo.</p>
<p><a href="https://campus-imperia.unige.it/LaboratorioST" target="_blank">A questo link</a> la scheda descrittiva del Laboratorio, col programma e i contenuti di dettaglio, e per qualsiasi informazione e precisazione contattare la segreteria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marketing non significa pubblicità</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 15:35:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Perchè marketing e pubblicità non sono la stessa cosa? Rispondo a questa domanda in questo articolo, che focalizza il contesto della microimpresa. Attraversiamo una congiuntura economica che a livello internazionale ha brutalmente messo in difficoltà le imprese più fragili e consistenti fasce di popolazione, le quali – di conseguenza – hanno ridotto alcuni consumi finali. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/marketing-non-significa-pubblicita/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/marketing-non-significa-pubblicita/">Marketing non significa pubblicità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20168" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/DSCN3030.jpg"><img class="size-medium wp-image-20168" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/DSCN3030-300x225.jpg" alt="uno scorcio del magnifico centro storico di albenga" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Perché  uno scorcio del magnifico centro storico di albenga</p></div>
<p><em><strong>Perchè marketing e pubblicità non sono la stessa cosa? Rispondo a questa domanda in questo articolo, che focalizza il contesto della microimpresa.</strong></em></p>
<p>Attraversiamo una congiuntura economica che a livello internazionale ha brutalmente messo in difficoltà <strong>le imprese più fragili</strong> e consistenti fasce di popolazione, le quali – di conseguenza – hanno ridotto alcuni consumi finali.<br />
Molte imprese provenivano peraltro da <strong>crisi preesistenti al covid</strong>, dovendo via via fronteggiare nuovi concorrenti, continue deregulation, rapidissimi mutamenti di scenario distributivo, tecnologico, ecc.<br />
Tale quotidianità complessa che impatta su aziende, cittadini e consumatori non deve tuttavia precludere <strong>la riflessione sul domani</strong>, e sulle possibilità di ripresa. Tenendo a mente le parole del famoso generale von Clausewitz, quando sosteneva l’impossibilità di vincere le battaglie future tramite l’utilizzo delle stesse strategie impiegate nelle precedenti.</p>
<h2>Piccolo è bello? Le sfide della microimpresa</h2>
<p>I settori più presenziati da <strong>microimprese, sovente a conduzione famigliare (turismo, commercio, ristorazione, artigianato…)</strong>, sono già da anni chiamati ad innovare, competere, formarsi, misurarsi con cambiamenti che hanno posto in discussione tutte le pseudo-certezze di ieri, le rendite di posizione, le difese corporative. Purtroppo, non si sono generalmente rivelati molto sensibili…<br />
Nondimeno si rammenti che i borghi storici, il cibo, lo shopping, i prodotti autoctoni, il miglior made in Italy autentico incarnano specificamente <strong>quel che fra oggi e domani molti turisti chiedono e chiederanno al nostro Paese</strong>, intendo riferirmi ad esperienze emozioni sapori relazioni (non più solo cattedrali, musei, castelli, palazzi), intendo riferirmi al why del genius loci, delle suggestioni e dell’accoglienza ad hoc anziché il mero where dei luoghi “turisdotto”.<br />
Purtroppo, non di rado, i censimenti istituzionali svelano &#8211; anche per la Liguria &#8211; che <strong>il numero delle imprese che aprono non pareggia il numero delle imprese che chiudono&#8230;</strong> Io non mi accontenterei di definirlo un fenomeno fisiologico, perché la mia professione (con Luisa Puppo conduco la più antica società di consulenza attiva nel marketing e nella formazione di settore in Liguria) rifugge dai qualunquismi, e perché dietro alle cessazioni e a taluni frenetici turnover gestionali si cela sempre la <strong>drammatica realtà delle aree urbane che s’impoveriscono, dei business plan inefficaci, degli investimenti non mirati, delle frustrazioni personali connesse all’insuccesso</strong> (e qui penso anche a tanti giovani che si cimentano, non ultimo in Liguria, nel cosiddetto creaimpresa, ma talora pagando lo scotto dell’inesperienza)…</p>
<h2>La pubblicità non è l&#8217;anima del commercio</h2>
<p>Se – un’era geologica fa? – vigeva lo slogan secondo cui la pubblicità è l’anima del commercio, e dunque chi ha risorse per farla primeggerebbe sui mercati, il mio personale e accorato appello si posiziona oggi in senso opposto, contesta quello slogan, in molti casi <strong>la pubblicità non è l’anima del commercio</strong>, ma semplicemente una sirena tentatrice o, comunque, <span style="text-decoration: underline;">soltanto uno</span> degli strumenti utili all’impresa per posizionarsi sul mercato.<br />
La pubblicità sui media comunemente identificati, infatti, e più di recente <strong>sui social</strong>, risulta in genere come il più dispendioso fra gli investimenti in comunicazione, e sovente non permette una misurazione reale dei ritorni. Inoltre, molte piccole imprese tendono – pericolosamente &#8211; a mutuare strategie pubblicitarie adatte a realtà di ben diverse dimensioni e natura, e che dunque sortiscono effetti limitati o nulli.<br />
In tal caso, cioè laddove l’investimento risulti improduttivo, ecco che i budget spesi possono diventare un &#8220;boomerang&#8221; esiziale per le sorti di molte micro-realtà aziendali, incapaci di “riaversi” in termini di <strong>cashflow</strong> dal cattivo esito. Si tratta peraltro di effetti tendenzialmente discendenti da due cause principali: la prima si lega – appunto &#8211; alla convinzione errata che marketing significhi tout court pubblicità; la seconda alla certezza “cieca” che la pubblicità tutto possa, anche ciò che non è di sua stretta competenza e anche allorché l’impresa viva difficoltà di varia origine, endogena ed esogena.<br />
Tuttavia (allarme rosso), esiste molta pubblicità idonea a far soprattutto, se non unicamente, la fortuna dei pubblicitari, dei grafici, delle web agencies, delle concessionarie degli spazi in vendita.<br />
<strong>Tutto si è ormai confuso, tutti fanno e propongono tutto (PR, social, eventi, dépliants…)</strong>, e purtroppo sono spariti i veri esperti. La mia personale esortazione alle imprese, dunque, è quella di rivolgersi preferibilmente a soggetti in grado di affiancarle con strategie complessive ispirate al <strong>vero</strong> <strong>marketing</strong>, a soggetti che non si limitino a suggerire campagne pubblicitarie e “ospitate-spot” ora più ora meno costose. Che potrebbero essere scorciatoie utili solo, per così dire, a lusingare l&#8217;ego dell&#8217;impresa.</p>
<h2>Cosa è il vero marketing?</h2>
<p><em>Il marketing è un sistema globale di analisi mirate, manovre operative e verifiche costanti, che attraverso 4 variabili (il prodotto, la distribuzione, il prezzo, la comunicazione), cui ora s’aggiunge talvolta la cosiddetta quinta ‘p’ (people) indicante le risorse umane, differenzia l’impresa sensibile e flessibile da quella che persevera in comportamenti superati o inidonei. In altre parole, differenzia (e sensibilizza) l’impresa che correttamente individua e appaga i propri target dall’impresa che pratica un’offerta non competitiva, o nocivamente indifferenziata.</em><br />
<em> Il cammino può talora apparire impegnativo, ma <strong>solo attraverso un approccio d’insieme</strong>, ispirato dunque al marketing, è possibile attivare davvero nell’impresa (e in tutti coloro che vi lavorano) quei meccanismi che assiduamente la orientino ai target, le conferiscano “unicità”, la posizionino nel cuore di alcune fasce di clienti, anche – beninteso &#8211; attraverso la comunicazione e le azioni pubblicitarie.</em><br />
<strong>Questa è la strada per la sopravvivenza oggi e per il profitto domani</strong>. Tuttavia nessuna pubblicità, da sola, può (né potrà mai) realizzare tanto. Mi piace concludere con una frase attribuita a <strong>Dan Kennedy</strong>: “La mente, come un paracadute, ha più valore se aperta”. Meditate, imprese, meditate, c&#8217;è in gioco il futuro (e la prossima generazione).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
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		<title>Sulla Riviera Ligure il turismo è DOP</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 11:18:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/DSCN0674.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18163" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/DSCN0674-300x225.jpg" alt="DSCN0674" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>“<strong>Riviera Ligure DOP experience</strong>” è un progetto di turismo esperienziale che Ligucibario® ha ideato per il Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e che viene commercializzato da Volver Tour Liguria. Una quadratura del cerchio: la partnership individua infatti nel Consorzio il soggetto che valorizza la denominazione d’origine dei migliori olii della regione, in Ligucibario® la consulenza di marketing più rappresentativa per lo storytelling etno-gastronomico ligure, e in Volver Tour Liguria la professionalità di Giada Marabotto, tour operator attivissimo nell’incoming.<br />
L’ideazione dei pacchetti oggi a catalogo ha comportato alcuni mesi di specifiche fasi di lavoro: contatti con le prime aziende olivicole (<strong>Cristina Armato</strong> a Lucinasco (IM), <strong>Sommariva</strong> ad Albenga (SV) e <strong>La favola della mìgnola</strong> a Lavagna (GE)) che hanno mostrato entusiasmo per l’iniziativa, sopralluoghi sui territori per ottimizzare la logistica locale, progettazione di contenuti realmente originali (i turisti sono infatti chiamati a “realizzare” un report multimediale di quel molto che vedranno e gusteranno), stipula finale dei vari accordi operativi.<br />
Da molti anni Ligucibario®, anche attraverso profonde ricerche archeogastronomiche (un lungo arco di viaggio dai Balzi Rossi sino al Varignano * ), ha messo a fuoco in Liguria la centralità &#8211; anche a fini turistico-esperienziali &#8211; di una produzione millenaria e sapienziale qual è l’olio <strong>extravergine, che nasce sia sulla Riviera di Ponente che su quella di Levante da cultivar magnifiche</strong> (taggiasca, arnasca, colombaia, pignola, lavagnina, razzola…). In tal senso, “Riviera Ligure DOP experience” è dunque approdato a 3 prime, differenti proposte:<br />
1)“Cercatori d’oro a Lucinasco”, sulla provincia imperiese;<br />
2)“Archeogastronomi…web e social ad Albenga”, sulla provincia savonese;<br />
3)“Storie di alberi a Lavagna”, sulla provincia genovese.<br />
Proposte che compongono un progetto open air, per una Liguria tutta da vivere, non solo grazie al clima, 365 giorni l’anno. Abbraccia infatti, sin dall’origine, costa ed entroterra, valorizzando tutt’e 3 le sottozone olearie: vita e paesaggi contadini nel borgo di Lucinasco, archeogastronomia ad Albenga (l’antichissima Albingaunum), olivicoltura – e ortaggi di pregio &#8211; dirimpetto al mare a Lavagna. <a title="riviera ligure dop experience. Pacchetti turistici olio" href="https://www.oliorivieraligure.it/riviera-ligure-dop-experience" target="_blank">Clicca qui</a> per tutt&#8217;i dettagli.<br />
Grazie al coordinamento di <strong>Luisa Puppo</strong> (esperta di Gourmet English e di comunicazione interculturale) i pacchetti sono disponibili anche in lingua inglese.<br />
“Riviera Ligure DOP experience” si candida, in qualche modo, a progetto-pilota, poiché i turisti, come detto, evolvono in “narratori” di Liguria e di DOP: <strong>foto-videoreporter, instagrammer</strong>, &#8220;portavoce digitali&#8221; che racconteranno l’esperienza vissuta e il genius loci locale, ricevendo al termine il certificato di “<strong>Ambasciatore della DOP Riviera Ligure</strong>”… Ed è qualcosa di autenticamente esperienziale in quanto le imprese aprono e “condividono” luoghi che sono quelli del loro lavorare e abitare quotidiano. Liguria, dunque, come terroir dove praticare sostenibilità, nutrirsi bene grazie al <strong>Mediterraneo</strong>, e dove ospitare un turismo slow, sempre più consapevole.<br />
E’ infine un progetto che – come detto &#8211; giunge ad investire positivamente una pluralità di scenari turistico-etno-culturali: oltre alle imprese produttive, esso vorrà e potrà via via ancor più “estendersi” ad aree archeologiche, musei, frantoi storici, artigianato degli antichi mestieri, fattorie didattiche, eventi, generando innumerevoli legami con le socioeconomie locali e concorrendo ad <strong>un turismo heritage</strong> ed enogastronomico (ma i due valori coincidono) di qualità.<br />
Per ogni informazione (durata dell’esperienza, periodo, prezzi, extra…) e per prenotare i pacchetti</p>
<p>Volver Tour Liguria<br />
Via Macaggi 23 A / 2, 16121 Genova<br />
<strong>Tel. 010 0980269</strong><br />
<strong>info@tourliguria.com</strong></p>
<p>* ricerche confluite per gran parte in Umberto Curti, <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>, ed. De Ferrari, Genova, 2012</p>
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		<title>L&#8217;artigianato ligure per il turismo esperienziale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2018 14:52:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/slide-succi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17850" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/slide-succi-300x168.jpg" alt="slide succi" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>Il 4 maggio scorso si è conclusa la II edizione del Laboratorio di “Itinerari turistico-artigianali” presso il Polo universitario imperiese (fac. Economia, corso di studi Scienze del turismo), 24 ore che CNA Liguria ha affidato a Luisa Puppo e Umberto Curti, i quali tuttavia si sono anche quest&#8217;anno prefissi, durante le 8 lezioni, di mettere gli studenti a contatto con più “voci”, ovvero attori sia pubblici sia imprenditoriali dato che il turismo poggia proprio su questo mix di competenze e di ruoli. L’ultimo (last but not least) ad andare in scena, con un collegamento Skype, è stato &#8211; da Ravenna – il manager e coach Andrea Succi, figura con esperienze importanti nell’àmbito del turismo partecipativo e dell’attivazione di cambiamento territoriale. E che sta fra l’altro operando ad un accordo Faenza-Albisola (luoghi della ceramica artigiana d’eccellenza), da rivolgere al mercato russo.</p>
<div id="attachment_17851" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/succi.jpg"><img class="size-medium wp-image-17851" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/succi-300x168.jpg" alt="andrea succi" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">andrea succi</p></div>
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<p>Anche Andrea Succi, come i Relatori che l’hanno preceduto – fra i quali l’Assessore regionale al turismo Gianni Berrino – e come i Docenti stessi, si è speso con trasporto, proiettando slides oltremodo operative, al fine di vivificare sempre di più negli studenti l’amore per il territorio e per i prodotti tipici, condizione essenziale per lavorare nell’incoming e per saperli compiutamente rappresentare (on e offline) presso la clientela nazionale ed estera. La Liguria, ci piace concludere così, chiama a raccolta questi giovani, perché si facciano essi stessi ambasciatori d&#8217;eccellenza di quei valori (cultura, paesaggio, food&amp;wine, artigianato…) che l’hanno resa celebre nel mondo, ma oggi all’insegna di un turismo sempre più a misura di target, <strong>esperienziale</strong>, immersivo, relazionale, ad alto contenuto di emozioni.<br />
Arrivederci, Andrea. Arrivederci, ragazzi.</p>
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