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		<title>Giorgio Gallesio. Avercene oggi…</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30265" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/gallesio-pomona-italia-300x225.jpg" alt="gallesio pomona italia" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per esigenze professionali mi sono imbattuto e mi imbatto molto frequentemente nella figura di Giorgio Gallesio. Botanico finalese dell’Ottocento, gli dobbiamo classificazioni e trattati &#8211; per l’epoca – ammirevoli, per non dire pionieristici. Di costui m’è capitato di parlare in varie occasioni, soprattutto al Salone agroalimentare di Finalborgo ove tenni una conferenza sugli agrumi (arancio Pernambuco e chinotti in particolare * ), e a “Citrus. Festival degli agrumi”, un evento savonese del febbraio 2019 nella bella cornice del Priamàr, di cui tuttavia ho poi perso purtroppo traccia…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gallesio-giorgio/" target="_blank">Giorgio Gallesio</a>, che i Lettori di Ligucibario® trovano ovviamente anche nella sezione “alfabeto del gusto”, oggi riposa tra gli illustri nel chiostro della Basilica di Santa Croce a Firenze. Chi ne ripercorresse la biografia scoprirà che fu, per tutta la vita, un appassionato, e come non essergli grati anzitutto per la “Pomona italiana”? Quanta fatica dové costargli quel repertorio senza precedenti!&#8230; Anche grazie a quell’opera l’Italia si costituì pian piano come nazione, là dove le frammentazioni politiche dei secoli precedenti ne avevano compromesso financo la dimensione culturale. L’enciclopedia, possiamo quasi chiamarla così, edita dal 1817 al 1839 (anno della morte di Gallesio) e ricca di straordinarie illustrazioni, fu subito, non a caso, un monumento.</p>
<p>Quando la vita di città mi travolge coi suoi fumi e rumori abominevoli mi rifugio, ove possibile, dentro quelle pagine, che sfoglio per farmi trasportare nei colori delle piante e un po’ indietro nel tempo… E il web mi mette a disposizione le tele di Arcimboldo, di Figino, di Caravaggio, di Bimbi, di Chardin.</p>
<p>Nella Liguria di Ponente, dentro le cui faggete trascorro lunghi periodi, peraltro mi raccontano che prima del boom della floricoltura tutte le colline erano un agrumeto. Penso con amarezza al presente dell’umanità e talvolta anche della mia terra (in trent’anni la Liguria ha visto scomparire oltre la metà delle superfici coltivate), penso insomma all’antropocene: l’armillaria mellea che divora le albicocche, le specie invasive (una mise a rischio l’esistenza stessa dei castagni), il disorientamento delle api, il cambiamento climatico che impone vendemmie anticipate di 50 giorni, il dissesto idrogeologico, l’aggressività delle multinazionali delle sementi, gli scandali alimentari e le agromafie che ogni giorno attentano al nostro benessere…</p>
<p>Con quali strategie e strumenti e temerarietà tanta politica, sempre più povera di risorse e soprattutto di idealità e competenze, intenderebbe davvero fronteggiare questo presente?</p>
<p>*i lettori di Ligucibario® possono ovviamente approfondire queste due voci 1)arancio pernambuco e 2)chinotti di savona qui nella sezione “alfabeto del gusto”. Buona lettura!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Vobbia e il suo castello dentro la pietra</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:07:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0023.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30268" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0023-142x300.jpg" alt="IMG-20260607-WA0023" width="142" height="300" /></a></p>
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<p>Riccardo Poggio, oggi attiva Guida ambientale escursionistica ma ieri mio brillantissimo allievo nei corsi di qualifica alla professione regionale, talvolta mi invia fotografie e brevi docufilm che gira in occasione dei suoi trekking o relativamente alla valle Scrivia (ove abita e ove sovente guida gruppi alla scoperta del Castello della Pietra di Vobbia…).</p>
<p>Vobbia è un paese di circa 370 abitanti, a 480 metri d’altitudine, tra castagni, querce, faggi. Incastonato lungo un’antica via del sale, fu punto di sosta già in età feudale.</p>
<p>Sei a pochi chilometri da Genova ma il mare e il caos paiono già lontani lontani.</p>
<p>Risalendo le strette gole del Vobbia, nel punto dove il suo corso si slarga in una piana, si adagia il centro paese, ma quel tessuto urbano, tuttavia, subito si dirada man mano risalendo le meno ospitali pendici.</p>
<p>Quanti, anche da qui, partirono per l’America Latina ai tempi delle grandi emigrazioni! Destinazione Argentina, Perù, lunghi viaggi in nave e infiniti sacrifici, qualche scambio epistolare per tener vivi gli affetti e abbreviare le lontananze…</p>
<p>Il Castello ducentesco (1) cui Riccardo conduce i gruppi, fortilizio inespugnabile, a corpi sovrapposti negli speroni della roccia bifida, pienamente recuperato (anni 1981-1993) è una tappa in mezzo alla grande storia, ma è un’emozione che disvela anche microstorie. Quando dabbasso o dagli strapiombi di Monte Cravi (990m) urla il vento, i torrioni paiono immense canne d’0rgano. E l’autunno regala agli amanti del foliage momenti unici, il bosco ceduo avvinto alla roccia viva si colora infatti di rosa e giallo e il castello, dall’insellatura, sembra affiorare isolato e fiero da una distesa di fuoco…</p>
<p>Ai suoi piedi, ormai sovrastato dalla strada provinciale, si nota anche quel che resta del ponte medievale ad arcata unica “di Zan”, costruito in una sola notte…dal diavolo in persona, in cambio del possesso della prima anima che lo avesse traversato. Per non far torto alla storia, il ponte fu probabile iniziativa non del diavolo bensì materialmente di Giovanni Malaspina, figlio di Opizzone della Pietra, da cui prese il nome, Zan è difatti un diminutivo di Giovanni…</p>
<p>Scrive il poeta</p>
<p>“Ricantano i tuoi monti e le vallate,</p>
<p>la Croce Santa e i Fieschi feudatari,</p>
<p>risuonano fra i tronchi secolari</p>
<p>le voci gaie delle antiche fate;</p>
<p>Ma nuova vita or pulsa nelle vene,</p>
<p>e al dolce aroma, che dal suol rampolla,</p>
<p>si sposa l’alma di gioconda folla,</p>
<p>che d’ogni parte muove e quì conviene.”</p>
<p>Tutto il paesaggio circostante, fitto di vegetazione, è selvaggio ed insieme ammaliante. La Val Vobbia è un insieme di microvillaggi – posizionati come “antenati di pietra” &#8211; lungo antichi percorsi viari (anche verso la Val Borbera), tra fasce terrazzate talvolta ancora ordinatamente coltivate: e qui, come a Valbrevenna, si sapeva lavorare la vite, e prima della sventura della fillossera allignava anche il vitigno timorasso, che come noto regala un bianco profumato. Vallenzona poi, presidio d’umanità dalle origini almeno ducentesche, testimonia coltivazioni, in altura, di cereali “poveri”, supponiamo ad es. di spelta. Alimento di base già nella dieta degli antichi, la spelta trovava e trova salubre impiego in polentine, zuppe, biscotti… La farina si amalgama di solito a quella di frumento in quanto da sola lievita con una certa difficoltà. I Romani la frantumavano e macinavano dentro una <em>puls</em>, pappa quotidiana, semplice e povera ma energetica, tanto che una piccola sporta di cereale figurava nel rancio delle legioni… Sopravvissuta in epoca medievale, è stata via via un poco riscoperta per il valore rustico e tradizionale.</p>
<p>Ma Vobbia è poi celebre anche per i salumi artigianali – ottenuti, da generazioni, con carni scelte &#8211; di cui annotare i nomi (oltre al classico salame): mostardella, testa in cassetta, lonzina di maiale, vobbiantina col formaggio nell’impasto… Ottime naturalmente anche le “svizzere” (come si diceva un tempo), da scottare in padella magari con l’uovo.</p>
<p>La mostardella, divenuta qui forse il prodotto ormai più iconico ed “esportato”, si produce tritando una carne il cui 70% è bovino (da femmine piemontesi) e il resto suino. Si deve procedere – il norcino Gianni Torrigino docet &#8211; ad una selezione scrupolosa di nervetti, pellicine, filamenti fibrosi, affinché il prodotto riesca morbido ma fragrante, con una stagionatura di 10-15 giorni. Non si utilizzano conservanti, né glutine né latte in polvere. Questo salume si può gustare a fette, o scottato in un padellino antiaderente, dove non si secca… Un tempo si scaldava sulle stufe e arricchiva i sughi un po’ “poveri”. Il promesso sposo addirittura ne donava uno ai genitori dell’amata: un’accettazione del regalo significava infatti che quelle nozze avrebbero avuto il via libera… Qualcuno osa ancora chiamarlo “salume di scarto”?</p>
<p>Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio stesso. Stay tuned! Al momento della pubblicazione, il volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia.</p>
<p>(1) tuttavia le opere iniziarono nel secolo XI.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
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<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
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		<title>C’erano una volta i miei nonni e una crostata d’albicocche</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:03:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/crosta-allbicocche-pexels.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/crosta-allbicocche-pexels-300x200.jpg" alt="crosta allbicocche pexels" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Arrivavano a casa nostra da Sampierdarena * , a bordo di una Fiat 600 beige, i miei nonni paterni…  Classe 1893 lui, torinese doc, classe 1896 lei, alessandrina doc. Non so come si fossero conosciuti. Molto eleganti, vivaci (mio nonno sempre engagé in politica nel PRI, mia nonna forse la prima patente al femminile di Sampierdarena), costituivano una di quelle classiche coppie delle quali si dice “ma come hanno potuto, diversi come sono, rimanere sempre felicemente insieme?”</p>
<p>Da piemontesi veraci erano entrambi dei gourmet, mio nonno tuttavia più “galup” (goloso d’agnolotti come pochi) mia nonna più attenta alla linea. Io attendevo la loro visita poiché mia nonna aveva una predilezione per la crostata con confettura d’albicocche, e quindi quella merenda non mancava mai. Non ricordo dove la acquistassero (abitavano in una traversa di via Cantore), ma ricordo una pastafrolla d’autore e una “carabottina” di sottili listarelle che componevano una griglia perfetta…</p>
<p>A quei tempi il bambino che ero non immaginava ancora per sé alcun futuro. Men che meno avrei immaginato un giorno di occuparmi di storia dell’enogastronomia. Ma – tant’è – ora che Ligucibario® da così tanto tempo vanta non pochi lettori e un’autorevolezza online, nutrita d’indipendenza, cui le piattaforme zeppe di pubblicità ovviamente non possono ambire, m’è venuta voglia di proporvi una ricetta piacevolissima ma davvero a portata di tutti, relativamente poco costosa e alquanto rapida ad eseguirsi.</p>
<p>Eccovi quindi la mia crostata, di pesche (data la stagione) e proprio come omaggio ad alcune varietà pregiate del Piemonte. Vi serviranno 200g di farina semintegrale ‘1’, 70ml di latte, 40ml di olio extravergine, ½ bustina di lievito per dolci, 50g di zucchero semolato, 4 pesche meglio se a polpa bianca, 20g di burro, 20g di zucchero di canna.</p>
<p>Mescolate la farina, lo zucchero, il latte, l’olio, lo zucchero e il lievito, cercando di ricavare un amalgama sodo e omogeneo, che dovrà riposare alcuni minuti. In un padellino antiaderente sciogliete il burro con lo zucchero di canna, aggiungete le pesche lavorate a spicchi, e cuocete il tutto per alcuni minuti, sin quando l’aspetto sarà ottimale. Ora fasciate con carta da forno una teglia di forma tonda, appiattite la frolla col mattarello e sistematela dentro la teglia. Adagiatevi tutto sopra le pesche e rifinite “a griglia” con qualche listarella di frolla in sovrappiù. 40 minuti di forno a 180°C vi garantiranno un dolce da felici occasioni, cui abbinare un tulipanino ben fresco di vini passiti (Pigato, Erbaluce, Albana), a bacca bianca…</p>
<p>*a Sampierdarena ho dedicato nel tempo molte e affettuose attenzioni. Leggimi ad esempio <a title="sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">a questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><br />
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		<title>In ricordo di Carlo Ginzburg</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:53:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Neppure il tempo di ricordare la figura di Carlin Petrini (omaggiando anche uno dei suoi sodali migliori, ovvero Giovanni Rebora * ), ed ecco che purtroppo occorre anche dire addio a Carlo Ginzburg. Per chi faccia il mio mestiere, queste sono perdite culturali immedicabili. Figlio di Leone l’antifascista ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/carlo-ginzburg-formaggio-vermi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/carlo-ginzburg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30275" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/carlo-ginzburg-300x223.jpg" alt="carlo-ginzburg" width="300" height="223" /></a></p>
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<p>Neppure il tempo di ricordare la figura di Carlin Petrini (omaggiando anche uno dei suoi sodali migliori, ovvero Giovanni Rebora * ), ed ecco che purtroppo occorre anche dire addio a Carlo Ginzburg.</p>
<p>Per chi faccia il mio mestiere, queste sono perdite culturali immedicabili. Figlio di Leone l’antifascista e di Natalia Levi la scrittrice, e torinese (1939) realmente tutto d’un pezzo, ci riferiamo infatti ad uno storico e accademico di caratura internazionale, capace come pochi di narrare le esistenze quotidiane, di immergersi dentro i destini cosiddetti “comuni”.</p>
<p>La sua “microstoria” – una corrente metodologica di rilettura del passato che positivamente attecchì anche in Italia dagli anni ’70 sulla scia delle “Annales” di Bloch e Febvre &#8211; ci lascia capolavori come “Il formaggio e i vermi”, appena riedito da Adelphi, saggio che io conobbi (memorabili quelle stagioni) da studente universitario, ammirandone la dimensione storico-antropologica.</p>
<p>A Carlo Ginzburg difatti interessavano sin dagli anni ’60 “fonti” quali le tradizioni, le leggende e dicerie, i riti, le quotidianità rurali, il genius loci autentico delle comunità. Mi godevo gli scritti suoi, di Piero Camporesi, di Fernand Braudel, di Jacques Le Goff…</p>
<p>“Il formaggio e i vermi” è in tal senso un incredibile sorvolo della vita di un mugnaio friulano del ‘500 che l’Inquisizione destinò ad ardere su un rogo, e una profonda – a suo modo militante &#8211; riflessione circa il potere ed i suoi “oppositori”. E leggere quelle pagine necessariamente incide un segno sin dentro le nostre coscienze.</p>
<p>Da parte mia, confido quindi che nelle scuole superiori e nelle università quelle pagine siano tenute ben presenti come proposta di lettura ai giovani. Poche discipline umanistiche infatti possono avere oggi la portata della storia, se opportunamente insegnata.</p>
<p>*del Professor Rebora (1932-2007), anche grazie al figlio Federico, ho avuto ripetutamente il piacere di occuparmi, anche nel <a title="giovanni rebora" href="https://www.youtube.com/watch?v=bC6zPs8D4wo" target="_blank">video a questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>DOP. Il diritto di conoscerla bene</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:12:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare. L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio nel racconto di Umberto Curti. Sono proseguite (termineranno in autunno) le docenze di Luisa Puppo e mie nella prima annualità del percorso ITS “Marketing agroalimentare” ad Imperia. In un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/conoscere-il-valore-della-dop/">leggi tutto</a></p>
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<p><em>Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare. L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio nel racconto di Umberto Curti.</em></p>
<p>Sono proseguite (termineranno in autunno) le docenze di Luisa Puppo e mie nella prima annualità del percorso ITS “Marketing agroalimentare” ad Imperia.</p>
<p>In un contesto d’aula quanto mai positivo, e favorito anche dall’impegno dello staff organizzativo fra cui la tutor Cristina Penno, stiamo via via affrontando alcune tematiche (in sé l’argomento sarebbe ormai sconfinato) relative alla comunicazione dei prodotti, anche in lingua inglese, e allo <a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-allits-agroalimentare-di-imperia/" target="_blank">storytelling agroalimentare</a> anzitutto online.</p>
<h2>Marketing agroalimentare: comunicare oltre il web e i social</h2>
<p>Due le precisazioni proposte ai corsisti, sin dal primo incontro, prima d’ogni altra cosa, onde ampliare il più possibile la loro visione: la comunicazione è solo una parte del marketing, e il web ed i social media sono solo una parte della comunicazione.</p>
<h2>L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio</h2>
<p>Visto peraltro ciò che Ligucibario® da una vita persegue, ovvero la tutela e la valorizzazione del miglior made in Liguria (però senza cortigianerie né banner pubblicitari), è evidente che, nei nostri contenuti, parte del proscenio viene riservata anche all’olio extravergine DOP Riviera Ligure, di cui il Consorzio di tutela, con l’usuale e tempestiva cortesia, mi ha fatto pervenire due bottiglie (monocultivar taggiasca) per una masterclass dedicata.</p>
<h2>Mangiare bene è un diritto: il ruolo dell&#8217;educazione alimentare</h2>
<p>Ho di recente scritto, anche riferendomi al precision farming, che in un Paese come l’Italia <a href="https://www.ligucibario.com/coltivare-la-terra-nutrire-la-tavola/" target="_blank">mangiare bene dovrebbe rappresentare un diritto</a>, e un diritto concesso a tutti. E che un adeguato programma &#8211; su scala nazionale &#8211; di educazione alimentare riverberebbe i propri effetti benefici in una pluralità di direzioni, così ampia che quasi non riusciamo ancora a perimetrarla.</p>
<h2>Oltre la degustazione: cosa rende speciale una DOP</h2>
<p>Quanto a me, ogni volta – e avviene spesso &#8211; che negli àmbiti corsuali, o nelle conferenze, “maneggio” un olio extravergine DOP Riviera Ligure * , non mi soffermo più di tanto su quei saperi semi-iniziatici che scomodano caso per caso i sentori di mela, di mandorla, di carciofo…, poiché li destino a coloro i quali s’appassioneranno così tanto al tema (magari chissà grazie anche alle mie parole) da seguire corsi e tasting specifici. Del resto, chi come me frequenta fiere ed eventi constata che non ve n’è più uno in cui il guru o lo chef di turno non riservi esoterismi alle platee… Stanno forse un po’ stancando, mi chiedo, tutti questi “sacerdoti” di vini, impasti, formaggi, cioccolati?</p>
<h2>Il valore della certificazione tra sostenibilità e biodiversità</h2>
<p>Mi soffermo viceversa (e più di tanto) su quel che nei prodotti DOP avviene a monte, e che discende dalla certificazione d’origine, ovvero da un rigoroso protocollo disciplinare che trova nei campi, nelle vigne, negli uliveti, nei laboratori la propria ragion d’essere. E che quasi sempre è la perfetta antitesi alle mutagenesi, al ginepraio degli additivi, alle chilometriche filiere le quali portano in tavola cibi nocivi all’ambiente prima ancora che alla salute.</p>
<p>Noi viviamo purtroppo dentro un antropocene, che ovunque ed ogni giorno attenta alla sostenibilità e alle biodiversità.</p>
<h2>Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare</h2>
<p>Tuttavia, malgrado gli allarmi, quanti consumatori leggono e sanno poi decifrare le etichette? Quanti giovani (troppo spesso adepti del fast se non dello slot food) badano alla provenienza degli alimenti e praticano il consumo consapevole? Quanti possono correttamente interpretare il motto veronelliano secondo cui “il peggior vino del contadino è migliore del miglior vino industriale”?</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/LUISA-PUPPO-E-ITS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30226" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/LUISA-PUPPO-E-ITS-300x257.jpg" alt="LUISA PUPPO E ITS" width="300" height="257" /></a></p>
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<p>Nel frattempo, e forse non è un caso, anche in Italia i dati sull’obesità infantile continuano a denotare trend preoccupanti. E questo chiama a nuovi – stimolanti &#8211; doveri anche i formatori, nessuno si senta escluso, ove necessario affiancati dal mondo scientifico (contaminazione dei saperi non è una brutta parola).</p>
<p>Questo chiama a nuovi – stimolanti &#8211; doveri anche un docente ITS.</p>
<p>* l’olio extravergine DOP Riviera Ligure presenzierà anche il (fitto) <a href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-eventi-2026-27-di-ligucibario/" target="_blank">calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Coltivare la terra, nutrire la tavola</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:53:03 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/fiori-zucchina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30216" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/fiori-zucchina-300x225.jpg" alt="fiori zucchina" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L’agricoltura è come il bosco, detiene un insieme di valori anche in senso storico, culturale, socioeconomico, occupazionale. Mai dunque come in questo tempo globalizzato, l’antropocene, tutelare (e promuovere) le qualità alimentari si posiziona come imperativo quotidiano e diretto per favorire la sopravvivenza delle biodiversità.</p>
<p>Ricordo quando in gioventù parlavo ai miei amici “estivi” (pressoché tutti lombardi) di Liguria “montana”, restavano allibiti, vivendola solo come rivierasca, marina, non immaginando che il Mediterraneo ha sponde quasi subito verdissime, e talvolta cime su cui d’inverno persino nevica.</p>
<p>Oggi le sfide dell’innovazione (si pensi al “precision farming”), della sostenibilità, della dignità del lavoro rurale, traguardano &#8211; assai più che in passato &#8211; comparti via via multifunzionali: agriturismi, fattorie didattiche, vendita diretta, escursionismo, matching con consumatori di prossimità al fine di accorciare le filiere&#8230;</p>
<p>E chi come me ha la fortuna di vivere per lunghi periodi in una valle d’entroterra percepisce anche un grande interesse giovanile attorno alla terra, con giovani i quali decidono di rimanere in loco ma anche giovani i quali (ben sapendo che quella terra è sacrificio) investono il proprio avvenire stabilendovisi da altrove. Wildlife stays, wildlife pays: la natura, se si perpetua, ripaga.</p>
<p>Accanto a tutto ciò, ed è già molto, un Paese costellato di patrimonii UNESCO, fra i quali di recente la cucina stessa intesa come convivio, dovrebbe consolidare una strategia nazionale di educazione alimentare (ancora troppi consumatori di fatto non conoscono quel che infilano nel carrello della spesa). Mi riferisco ad un “disegno” complessivo che coinvolgesse agricoltori, consorzi DOP, scuole elementari-medie-superiori, famiglie, cuochi, foodbloggers, eccetera eccetera, convergendo in primis sul tema dei prodotti puliti, stagionali, di semplice tracciabilità, salubri (sono infatti sempre più allarmanti pure in Italia i dati circa l’obesità infantile, indotta anche da distributori automatici carichi di mille snack assai discutibili).</p>
<p>E’ del resto il tema delle cultivar autoctone, dei grani antichi, del pesce “povero” (squisito), del riavvicinamento fra campagne e centri abitati… Se il cibo è da sempre un concreto modo di essere delle comunità, mangiar bene, in Italia, dovrebbe assurgere a diritto. Quale testimone dunque vorremo passare ai giovani?</p>
<p>Per quanto sopra, agli amici Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) non posso che suggerire Padre Sandro Lagomarsini, “Coltivare e custodire”, ed. Libreria editrice fiorentina, 2017… Un volume che odora di Val di Vara.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Alta valle Scrivia, il patrimonio naturale e artistico</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 17:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sto ultimando il mio nuovo saggio sulla valle Scrivia, insieme a Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismi) e Riccardo Poggio (guida ambientale escursionistica per la Liguria). Luisa Puppo visse innumerevoli estati a Savignone, ed il ricordo di Mingo Puppo, suo padre, cui il saggio è dedicato, è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alta-valle-scrivia-un-patrimonio-naturale-e-artistico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/merdana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30212" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/merdana-300x298.jpg" alt="s" width="300" height="298" /></a></p>
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<p>Sto ultimando il mio nuovo saggio sulla valle Scrivia, insieme a Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismi) e Riccardo Poggio (guida ambientale escursionistica per la Liguria).</p>
<p>Luisa Puppo visse innumerevoli estati a Savignone, ed il ricordo di Mingo Puppo, suo padre, cui il saggio è dedicato, è di quelli che non si spengono. Riccardo Poggio vive tra Casella e Valbrevenna, dove vorrebbe condurre gruppi, ancor più numerosi e consapevoli, di escursionisti alla scoperta del molto che c’è.</p>
<p>Saranno &#8211; insomma &#8211; non soltanto pagine di carta, sarà un viaggio profondo profondo (un viaggio compiuto anche col cuore) dentro la valle Scrivia, area nella quale anni fa mi è anche occorso di lavorare, svolgendo incarichi di marketing turistico e formazione per alcuni Comuni.</p>
<p>A questo saggio, cui tengo in modo particolare, sto lavorando da molto tempo, poiché sarà un &#8220;kit di attrezzi&#8221;, qualcosa di innovativo che con Luisa Puppo e Riccardo Poggio rivolgeremo non solo ai visitatori ma anche a chi in valle abita e a chi la valle amministra.</p>
<p>Fra le mille opere che (talora con immenso piacere) ho consultato, ultimo in ordine di tempo è risultato in questi giorni un lavoro di Giovanni Meriana, “Alta valle Scrivia, un patrimonio naturale e artistico”, edito da Sagep nel 1973. Sebbene per primo io stesso non mi prefigga nel mio saggio di approfondire ogni aspetto del territorio valligiano (cosa umanamente “impossibile” e forse controproducente), è pur vero che da questo lavoro mi sarei aspettato ben di più. Il continuo oscillare della narrazione fra passato e presente e la tripartizione dell’opera non giovano, a mio parere, ad un compiuto inquadramento dei diversi valori che connotano la valle, i quali restano, per così dire, frazionati&#8230;</p>
<p>Ricorrenti anche le “imprecisioni”, dal sovrano longobardo Liutprando vissuto circa 130 anni prima del reale, a citazioni latine sbagliate relative a Pontedecimo (l’accusativo lapidem si riferisce comunque ad un maschile lapis), a grafie di città erronee (Leevarden anziché correttamente Leeuwarden), sino – in bibliografia – ad una confusione tra gli archeologi Ubaldo e Romolo Formentini…</p>
<p>Queste rapide righe sono quindi semplicemente finalizzate a far chiarezza, allertando quel Lettore che, appassionato di valle Scrivia, dovesse consultare l’opera da me appena letta, purtroppo qui e là inesatta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alta-valle-scrivia-un-patrimonio-naturale-e-artistico/">Alta valle Scrivia, il patrimonio naturale e artistico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:57:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/">leggi tutto</a></p>
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<p>“Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, da 12 anni si è “convertita” al Rossese (l’attività di famiglia), che di Dolceacqua è storicamente un simbolo…</p>
<p>Di Rossese, e di Dolceacqua gioiello della val Nervia, forse è scontato precisarlo, Ligucibario® ha parlato (come di tutti i vini liguri) infinite volte, come si conviene ad un sito di cultura enogastronomica che non contiene pubblicità, e può dunque esprimersi come meglio ritiene, sempre nel più assoluto rispetto della fatica altrui e delle produzioni di pregio.</p>
<p>Vigna, sia chiaro, significa ancor oggi vita dura, soprattutto quando caparbiamente si perpetuino le tradizioni, dalla pigiatura alla fermentazione (senza additivi), entrando con mani e corpo dentro i filari, d’estate privilegiando ore quasi antelucane per evitare le canicole. Il Rossese di Dolceacqua, del resto, è stata la prima DOC ligure, correva l’anno 1972: come non averne cura?</p>
<p>Come sempre in Liguria si tratta di piccole o piccolissime quantità, sparse dentro cru minimali, sulle fasce rette dai muretti a secco, ciascun cru beninteso col proprio terreno e la propria natura circostante, poiché come noto la vite in Liguria coabita con l’ulivo (che teme il secco ancor più della vite), la mimosa “biamontiana”, le ginestre squillanti, e tanto altro.</p>
<p>Vino “francesizzante”, vino da Papi, si sono usate mille espressioni per raccontare questo Rossese di personalità, e di fatto anche per orientare opportunamente i matching, verso ravioli, cime, tomaxelle, conigli (e brasati e cinghiale per la tipologia Superiore…).</p>
<p>Ma per quasi tutto il secolo scorso (quando ancora non si era compiutamente affermato) io bevvi di fatto solo i Rossese prodotti su alcuni bric da Mandino Cane. Troppi altri mi avevano tradito, con quel sentore di feccia, il residuo post fermentazione, che – tolto il tappo &#8211; s’autodeterminava come una minacciosa profezia…</p>
<p>Oggi, davvero, tutto va meglio, lo apprezzano persino negli USA, in Giappone, in Australia… Restano tuttavia il cambiamento climatico (alle vendemmie d’un tempo, con buona pace degli stolidi negazionisti, occorre sottrarre una cinquantina di giorni all’indietro…), i cinghiali sempre irrispettosi del lavoro dell’uomo, e una globalizzazione che sta spingendo l’umanità dentro un labirinto, l’antropocene, dove anche le microimprese ed i prodotti di qualità combattono una battaglia durissima.</p>
<p>Ma quando vedrai il ponte a schiena d’asino sul Nervia, dominato dal castello, quando ripenserai ad un tal Claude Monet che qui si sedeva a dipingere, quando ti proporranno una grissa coi salumi…, io penso che qualcosa di splendido arrosserà il tuo calice.<br />
Prosit da Ligucibario®!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Il calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sta prendendo forma il calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-eventi-2026-27-di-ligucibario/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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<p>Sta prendendo forma il <em><strong>calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027</strong></em>. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete sorprese.</p>
<p>Eccolo, sebbene “provvisorio” per quanto attiene ad alcuni orari (e probabilmente ancora incompleto). Umberto Curti vi aspetta, con la sua public history tutta vòlta alla tutela e alla valorizzazione del genius loci, delle biodiversità, delle filiere di pregio, del buonessere. Talora sarà affiancato da professionisti del mondo scientifico, escursionistico&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Gli incontri per UniAuser e per GAU implicano ovviamente l’iscrizione associativa a tali sodalizi.</em></span></p>
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<p><strong>Giovedì 1 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Medioevo”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese pre-rinascimentale. Carröggi, lasciti, cuochi…</p>
<p><strong>Mercoledì 7 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 15 ottobre presso UniAuser, “Viaggi verdi. Gli alimenti scoperti nel Nuovo Mondo”</strong>, percorso storico attraverso i cibi giunti in Europa dall’epoca post-colombiana, patate pomodori mais cacao…</p>
<p><strong>Giovedì 22 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, la farinata</strong>. Percorso storico attraverso l’antica scribilita, la leggenda della Meloria, e tutte le declinazioni non solo liguri della ricetta (socca, bela caöda, cecina…)</p>
<p><strong>Martedì 27 ottobre presso Biblioteca civica “Cervetto”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 29 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Ottocento”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese del XIX secolo. Eventi, ricette, botteghe…</p>
<p><strong>Giovedì 5 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, i ravioli</strong>. Percorso storico attraverso la più celebre fra le paste ripiene genovesi/liguri, e il “töccö” di carne in accompagnamento</p>
<p><strong>Lunedì 16 novembre presso Biblioteca civica “Brocchi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 19 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, lo stoccafisso</strong>. Percorso storico attraverso la scoperta del gadus morhua da parte di un mercante veneziano, naufrago alle isole Lofoten (Norvegia) nel 1432</p>
<p><strong>Mercoledì 2 dicembre presso Biblioteca civica “Benzi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 3 dicembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, il castagnaccio</strong>. Percorso storico attraverso la cultura appenninica del castagno, l’albero del pane (di cui non si buttava alcunché), e alcune ricette della ruralità</p>
<p><strong>Venerdì 18 dicembre presso GAU, “Natale a Genova. Il menu di ieri”</strong>. Percorso storico attraverso i menu e le usanze delle Festività di fine anno del passato, dalla galantina all’alzatina…</p>
<p><strong>Venerdì 22 gennaio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giobatta Ratto</strong>. Percorso storico attraverso la prima “Cuciniera genovese” mai pubblicata (1863), precedente di 28 anni all’Artusi</p>
<p><strong>Giovedì 25 febbraio presso UniAuser, “Dal basilico al pesto”</strong>. Percorso storico attraverso l’Ocimum basilicum, erba regia d’origine asiatica, e le tradizionali salse liguri da mortaio, fra cui il celeberrimo pesto</p>
<p><strong>Venerdì 26 febbraio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Mario Soldati</strong>. Percorso storico attraverso la figura e le attività (dai saggi ai docufilm) del grande intellettuale e buongustaio torinese, innamorato dell’Italia e della Liguria</p>
<p><strong>Giovedì 18 marzo presso UniAuser, “La verità vi prego sulle farine”</strong>. Masterclass su un alimento conosciutissimo eppur “sconosciuto”: la raffinazione, la forza, il glutine, i preimpasti, i grani antichi. Come scegliere le farine, come impiegarle</p>
<p><strong>Mercoledì 31 marzo presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giovanni Rebora</strong>. Percorso narrativo attraverso la figura e le attività di un brillante Professore universitario sampierdarenese, storico dell’alimentazione e autore di saggistica innovativa e piacevolissima</p>
<p><strong>Giovedì 8 aprile presso UniAuser, “Olio, oro mediterraneo”</strong>. Masterclass su un alimento prezioso e simbolico, ricco di nutraceutici, amico della nostra tavola quotidiana. Come sceglierlo, come apprezzarlo</p>
<p><strong>Giovedì 29 aprile presso UniAuser, “L’abbinamento ai cibi dei vini liguri DOC”</strong>. Masterclass sui “matrimoni d’amore” fra i vini regionali a denominazione d’origine certificata e i piatti della tradizione.</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p>luisa puppo, ligucibario</p>
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		<title>Un olio extravergine “giovane”</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare… Ma non è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26256" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare…</p>
<p>Ma non è di questo che nel pezzo odierno voglio parlarvi. Bensì di quanto mi rallegri che alcuni giovani, ovviamente guidati dagli insegnanti, abbiano messo un po’ delle proprie competenze e – why not &#8211; un po’ di se stessi in un alimento che è un simbolo (per non dire il simbolo) della mediterraneità, che è ricchissimo di nutraceutici, e che in Liguria si lega strettissimamente ad un paesaggio verticale, biamontiano e montaliano, dove i muretti a secco sostengono, quasi come un miracolo, le fasce terrazzate lungo gli scabri declivi…</p>
<p>Se nei miei giovani anni ho pian piano elevato il vino &#8211; sempre più approfondendolo in senso culturale &#8211; quasi a religione, col tempo la professione mi ha avvicinato anche a quelli che Veronelli (uomo illuminato che ebbi il piacere di conoscere) chiamava, con la consueta genialità, “gli angeli matti”, ovvero gli olivicoltori, e a quelle qualità che la certificazione europea eleva a DOP, determinando tramite un rigoroso protocollo disciplinare una tracciabilità totale della filiera, a garanzia del consumatore (e, di fatto, della pulizia organolettica di ciò che poniamo in tavola).</p>
<p>L’impegno di Ligucibario® come sempre proseguirà indefesso, per la tutela e la valorizzazione delle cultivar autoctone, delle filiere abbreviate, del buonessere. So bene che un “oleoturismo” significativo è in Liguria una meta ancora in gran parte da costruire, così come so bene che Imperia è il capoluogo di una terra la quale deve confrontarsi col cambiamento climatico che assedia gli ulivi, con la globalizzazione sempre più nemica delle microeconomie, con le infrastrutture non adeguate alle esigenze di mobilità e turismo del nostro presente…</p>
<p>Ma se i giovani saranno finalmente individuati come “la” risorsa su cui investire, e i sistemi didattico-formativi sapranno modernamente motivarli prima ancora che istruirli, allora molta utopia si rivelerà meno utopistica di quanto si creda. Parlo in Liguria di agricolture sostenibili, di dialoghi fra costa ed entroterra, di biodiversità non solo ambientali, di marketing innovativo, di tecnologie digitali sagacemente utilizzate e alle quali non assoggettarsi…</p>
<p>Parlo, e forse amici Lettori l’avrete intuito, di una bottiglia d’olio extravergine, prodotta da alcuni giovani, nella quale scorgere tutto questo. Buon pro vi &#8211; e mi &#8211; faccia.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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