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	<title>Ligucibario &#187; sampierdarena</title>
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		<title>Greta Cencetti e il suo detective Bertorello</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un’amica, presenziando alcuni giorni fa all’inaugurazione di una mostra a Sampierdarena, mi ha regalato un “noir”. Con tutte le carte in regola: la nitida ambientazione storica tra porto e fabbriche, i delitti, il colpo di scena… Si tratta di “Risacca”, di Greta Cencetti, che tuttavia non è solo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/greta-cencetti-e-il-suo-detective-bertorello/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/10/cencett.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30757" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/10/cencett-265x300.jpg" alt="smart" width="265" height="300" /></a></p>
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<p>Un’amica, presenziando alcuni giorni fa all’inaugurazione di una mostra a Sampierdarena, mi ha regalato un “noir”.<br />
Con tutte le carte in regola: la nitida ambientazione storica tra porto e fabbriche, i delitti, il colpo di scena… Si tratta di “Risacca”, di Greta Cencetti, che tuttavia non è solo scrittrice, ma artista a tutto tondo, con un curriculum di mostre e iniziative lungo così (andate sino al 31 ottobre ai “voltini Buranello” in via Daste 8 * per vedere, dopo anni e anni di studio appassionato, di cosa è capace…).<br />
Con Luisa Puppo ai “voltini” abbiamo conosciuto Greta ieri sera, accolti con un garbo – insieme genovese e cosmopolita &#8211; d’altri tempi. Poiché i suoi due detective di fine ‘800, Bertorello e Senarega, debbono muoversi per vie e ville e giardini al fine di scoprire l’omicida, la mostra propone suggestive illustrazioni che ricreano l’atmosfera dei tempi e svelano una Sampierdarena oggi, talvolta, difficile da immaginare. Luogo che fu operoso quanto mai, e mazziniano, ed inclusivo, e fervido di cultura, e ricco di trattorie ove si mangiava come in Paradiso.<br />
Epperò, mentre conversavamo, mi chiedevo: “dove ho già visto Greta”? L’ho vista due anni fa, d’estate, presentarsi ad Ormea (io d’estate frequento Calizzano e dunque la bellissima Ormea è poco più di mezz’ora d’auto), in occasione dell’ormai nota rassegna “Giallormea”. Ecco, la memoria mi ha infine soccorso.<br />
Da parte mia le ho illustrato tutto ciò che mi lega a Sampierdarena, per parte di padre ** , e le ricerche che ho condotto (e presentato, <a title="antiche trattorie di sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/amarcord-sampierdarena-le-antiche-trattorie-dalla-coscia-al-campasso/" target="_blank">link qui</a>) relativamente ai suoi locali storici, e le conferenze che ho tenuto (insieme al cordialissimo figlio Federico) sull&#8217;indimenticato Professor Rebora (<a title="umberto curti racconta il professor rebora" href="https://www.ligucibario.com/giovanni-rebora-sampierdarena/" target="_blank">link qui</a>), e quel che vado progettando per il 2027 insieme alla Biblioteca Civica “Gallino” e all’Assessora alla cultura del Municipio, Margherita Pardini, un ciclo di incontri (“Da Giobatta Ratto a Giovanni Rebora. Un secolo e mezzo di trattorie e cucina dialettale”) dal 3 febbraio al 3 marzo.<br />
Greta è persona che davvero lascia il segno, persona che a fine colloquio ti duole salutare, per la sua cortesia, l’engagement che “spende” per il proprio territorio, l’accuratezza grazie alla quale nascono i suoi gialli, ove la trama criminale, pur avvincente, non è più importante della raffigurazione urbanistica, sociale ecc. dei luoghi ove si sdipana.<br />
Sappia quindi sin d’ora, quest’artista talentuosa e gentile, che la ringrazio, e che avrò immenso piacere a collaborare su tutti i versanti comuni che dovessero palesarsi e, why not?, magari già in vista dell’evento del 3 febbraio…<br />
Viva Sampierdarena!</p>
<p>* la mostra è aperta da martedì a venerdì h 16.30-18.30, tel. 010 5579470, <a href="mailto:biblgallino@comune.genova.it">biblgallino@comune.genova.it</a>.</p>
<p>** Alfredo Curti nacque a Sampierdarena (via dei Landi) nel 1915. Esplorò mezzo mondo, audace com&#8217;era, perfino girando un video tra gli indios Xavante del Mato Grosso brasiliano, e oggi è sepolto alla “Castagna”, ove sovente mi reco a fargli visita, per chiacchierare un poco, lontano dai clamori di questo tempo, approfittando ancora una volta della sua generosità e del suo affetto. Chi voglia conoscerlo meglio trova un suo compiuto profilo <a title="alfredo curti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Curti" target="_blank">a questo link su Wikipedia</a>.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.<br />
</em><em>Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su <strong data-start="1425" data-end="1510">marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi</strong>, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.<br />
</em><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. </em><em>Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pan figo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 10:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Venivano così chiamate (pan figo ma anche acciughe a pan fico), in primis alla Foce di Genova ma anche a Sampierdarena, le acciughe fritte a cotoletta, ventre contro ventre. Pane del mare, irresistibile street food, nei bicchieri Bianchette e Vermentini. Questa prelibatezza non ha ovviamente alcuna parentela col pan de higo, il dolce di fichi spagnolo. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pan-figo/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venivano così chiamate (pan figo ma anche acciughe a pan fico), in primis alla Foce di Genova ma anche a Sampierdarena, le acciughe fritte a cotoletta, ventre contro ventre.</p>
<p>Pane del mare, irresistibile street food, nei bicchieri Bianchette e Vermentini.</p>
<p>Questa prelibatezza non ha ovviamente alcuna parentela col pan de higo, il dolce di fichi spagnolo.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Da Giobatta Ratto a Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 12:51:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Qualche giorno fa, il 31 agosto, Luisa Puppo ed io abbiamo incontrato con piacere, presso la Biblioteca Civica “Gallino” di Genova Sampierdarena, la Responsabile Vera Monetti e Margherita Pardini, Assessora alla cultura del Municipio centro-ovest. Ho precisato “con piacere” in quanto, oltre alla gradevolezza del colloquio, mi lega a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/da-giobatta-ratto-a-giovanni-rebora/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/da-giobatta-ratto-a-giovanni-rebora/">Da Giobatta Ratto a Giovanni Rebora</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/09/vetrina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30613" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/09/vetrina-300x225.jpg" alt="vetrina" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Qualche giorno fa, il 31 agosto, Luisa Puppo ed io abbiamo incontrato con piacere, presso la Biblioteca Civica “Gallino” di Genova Sampierdarena, la Responsabile Vera Monetti e Margherita Pardini, Assessora alla cultura del Municipio centro-ovest.</p>
<p>Ho precisato “con piacere” in quanto, oltre alla gradevolezza del colloquio, mi lega a Sampierdarena il nodo stretto stretto ad una persona, mio padre Alfredo Curti, che sempre ripenso con incurabile nostalgia e tenerezza…</p>
<p>Sampierdarena di ieri, Sampierdarena di oggi, io stesso ho anche ricordi di bimbo e perciò ormai non troppo recentissimi, i nonni che abitavano in via La Spezia, i pandolci di “Rebora” (obbligo natalizio di famiglia!) mi pare in piazza Vittorio Veneto, la farinata di “Cascian” dalle parti di via Daste, rito dello “struscio” dopo i cinema e le partite di calcio, qualche pranzo toscano alla “Torre del Mangia” in piazza Montano&#8230;</p>
<p>Se quel che siamo e saremo poggia anche sulla memoria, l’incontro in Biblioteca ha fatto emergere una volontà comune, che mi permetto di presumere positiva, ovvero quella di rievocare i giorni passati guardando tuttavia anche al presente e all’avvenire.</p>
<p>Sta dunque prendendo forma l’idea di un ciclo di tre incontri, calendarizzati i pomeriggi del 3 febbraio, 17 febbraio e 3 marzo, che mi piacerebbe intitolare “Da Giobatta Ratto a Giovanni Rebora. Un secolo e mezzo di trattorie e cucina dialettale”. Percorrendo così, con 3 conferenze ad hoc, un prezioso itinerario che principia dalla prima <em>Cuciniera genovese</em> mai pubblicata (1863), prosegue attraverso il racconto delle ottime trattorie sampierdarenesi di ieri e di oggi, e doverosamente approda alla figura di Giovanni Rebora (1935-2007), autorevolissimo docente e saggista di storia economica, fra l’altro proprio nel ventennale della sua scomparsa. Ligucibario®, del resto, di Giobatta Ratto, delle trattorie sampierdarenesi (il Toro, la Gina…) e di Giovanni Rebora si è già molto occupato, e verosimilmente proseguirà a farlo, con contenuti anche on line che ricostruiscono quel che veniva un tempo servito ai tavoli… I piatti della cosiddetta “<strong><span style="text-decoration: underline;">cucina dialettale</span></strong>” (minestrone, stoccafisso, trippe…) erano e sono infatti un simbolo anche sulle tavole di Sampierdarena.</p>
<p>Gli incontri saranno ovviamente gratuiti, e l’iniziativa, anzitutto per volontà del Municipio, intende “coinvolgere” le attività economiche, ristoranti, botteghe del gusto (nella foto un&#8217;invitante immagine di una rosticceria sampierdarenese), ed in prospettiva anche – se vi sarà una idonea praticabilità organizzativa – con un tour dedicato, alla scoperta e/o all’approfondimento delle loro peculiarità gastronomiche.</p>
<p>Sono pertanto lieto di invitare i Lettori a seguire i nuovi aggiornamenti che appariranno sia su questo portale (e social media ad esso collegati) sia ovviamente nella varia comunicazione istituzionale della Biblioteca Civica “Gallino”. A presto!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su <strong data-start="1425" data-end="1510">marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi</strong>, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. </em><em>Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
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<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/da-giobatta-ratto-a-giovanni-rebora/">Da Giobatta Ratto a Giovanni Rebora</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Trasformazioni urbane, si completa il ciclo di video</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:24:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sono ospite della Biblioteca Civica “Berio”, di Genova, per girare gli ultimi 2 video del ciclo che quest’anno abbiamo dedicato al tema delle trasformazioni urbane che nel tempo hanno interessato la città, specie alcune aree. Dopo i 4 video relativi a Sottoripa, all’attuale piazza Dante, al trenino di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/trasformazioni-urbane-si-completa-il-ciclo-di-video/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25099" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN2245-Copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25099" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN2245-Copia-300x212.jpg" alt="il porto di genova" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">il porto di genova</p></div>
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<p>Sono ospite della Biblioteca Civica “Berio”, di Genova, per girare gli ultimi 2 video del ciclo che quest’anno abbiamo dedicato al tema delle trasformazioni urbane che nel tempo hanno interessato la città, specie alcune aree.</p>
<p><strong>Dopo i 4 video relativi a Sottoripa, all’attuale piazza Dante, al trenino di Casella e a Sampierdarena, eccoci ora al lavoro sul quartiere della Foce, “raggiunto” nel 1965 dalla Sopraelevata, e su Pra’ e le famose serre di basilico. Ovviamente, via via l’intero ciclo è reso liberamente fruibile online, e i vari contenuti propongono alcuni corredi d’arricchimento con immagini e proposte di lettura…</strong></p>
<p>La strada Sopraelevata, oggi intitolata ad Aldo Moro, il politico barbaramente ucciso da terroristi nel 1978, è una “miracolosa” corniche che da Sampierdarena giunge alla Foce, o viceversa. Lunga 6 km (circa 1/6 dello sviluppo lineare cittadino), fu aperta al traffico il 25 agosto 1965, “alleggerendo” i tempi di percorrenza fra ponente e levante. In altri tempi, la città s’era già caratterizzata, per così dire, con una strada rialzata, ovvero quelle scenografiche “terrazze di marmo” (410 m di lunghezza e 13 di larghezza) che dal 1844 al 1885 permisero panoramiche passeggiate vista porto, e che – demolite dopo appena un quarantennio &#8211; sono sopravvissute in innumerevoli illustrazioni.</p>
<p>La Foce è il quartiere dove sono cresciuto e dove tuttora abito. Qui su Ligucibario<strong><em>®</em></strong> le ho già dedicato un affettuoso ricordo, “riandando” a scuole, negozi, trattorie eccetera eccetera che s’impressero nelle mie rètine di bambino, dalla fine degli anni Sessanta…</p>
<p>L’origine del nome dovrebbe legarsi al Bisagno, l&#8217;antico Fertor, che infine sfocia in mare, ma alcuni (peraltro senza convincenti appigli…) viceversa lo legherebbero a quei Focesi che dalla Grecia navigarono sino a fondare Massalia, l’odierna Marsiglia.</p>
<p>La Foce, di fatto, era una realtà “incassata” tra gli attuali corso Saffi e corso Barabino e la chiesa di San Pietro, alta, presso l’attuale via Nizza.</p>
<p>Ospitò via via un noto lazzaretto, attivissimi cantieri navali, lavandaie che sfruttavano l’acqua del torrente, besagnin che dalla val Bisagno scendevano con la frutta e gli ortaggi di stagione, e poi si connotò per quella “fiera di San Pietro” che tuttora anima con mille bancarelle i fine giugno.</p>
<p>Era un luogo dove si veniva anche per mangiar bene, farinate, fritture di pesce e altre leccornie in quei numerosi ristori (chi preferisce li chiami sciamadde, törtae, fainotti…) che anche grazie ai prezzi attraevano target, pardon clientele, variegate. Ed io stesso ricordo la tripperia all’angolo tra i corsi Barabino e Torino, e poco più avanti in direzione mare quel bar “Conte” ove i tramezzini con l’insalata russa creavano dipendenze anche negli asceti.</p>
<p><strong>Due sono le letture sulla Foce che consiglio</strong>: a)Rinaldo Luccardini, “Albaro e la Foce. Genova, storia dell’espansione urbana del Novecento”, ed. Sagep, 2013, e b)Eugenio Bucci di Santaflora, “Il cantiere navale della Foce”, ed. Sten, 1916. Quest’ultimo, opera di un ufficiale della Marina Militare, è di più difficile reperimento.</p>
<p>Per quanto attiene a Pra’, unita alla cosiddetta Grande Genova nel 1926 per volere fascista, è molto interessante rievocare gli anni dal 2015-16, durante i quali venne completata la fascia di rispetto, venne notevolmente riorganizzata l’Aurelia, e di fatto prese vita quel parco urbano che oggi è un moderno skyline e richiamo, con aree verdi e pedonalizzate ad un passo dal mare. Nello stesso periodo, la comunità locale intese anche dare un nome alle 4 rotonde che avevano modificato la viabilità, e nacquero quindi la rotonda “Scoglio dell’oca”, dove sistemare il grande mortaio da pesto, la rotonda “San Pietro”, dedicata al patrono di Pra’ e dei pescatori, la rotonda “Muggio”, dove un tempo si salavano per la conservazione e la vendita le acciughe, e la rotonda “Pontile”, dove attraccavano i materiali per le ferriere.</p>
<p>Ma Pra’, come detto, è assai famosa per il “suo” basilico, ingrediente chiave del pesto. Qui erano molti e capaci i coltivatori che lavoravano le colline locali, le “ville” nobiliari dei Podestà, dei Cambiaso… Il territorio peraltro non denotava una mono-vocazione, c’erano mulini (l’acqua serviva alle cartiere), frumento, uliveti, produzioni di biacca… Ma i frutti della terra erano così apprezzati che banastre e corbette belle cariche raggiungevano in treno i mercati di Torino e Milano. Nella seconda metà dell’Ottocento si comprese che sarebbe stato proficuo avere derrate tutto l’anno senza soggiacere rigidamente alle stagioni, e progressivamente, da fine secolo, si diffusero così le serre, di vetro, qualcuno le chiamava “e stüffe” (le stufe) perché riscaldate col carbon coke, quel carbon coke la cui cenere poi rendeva – positivamente &#8211; più alcalini e meno acidi i terreni. Il resto è storia assai più recente, ed anche più “tecnologica”, salvo restando che anche il basilico è esito di condizioni pedoclimatiche e di ingegno umano. E poiché il pesto non è un sugo bensì una salsa, ovvero una preparazione a crudo, il basilico (quello genovese ha rispetto ad altri una concentrazione più delicata di olii essenziali) si conferma decisivo…</p>
<p><strong>Due sono le letture su Pra’ che consiglio</strong>: a)Giuliano Boffardi, “Girando per Pra’”, ed. Amazon kindle, 2021, e b)Centro culturale praese, “Antologia praese 2.0”, ed. Il canneto, 2023.</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su <strong data-start="1425" data-end="1510">marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi</strong>, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.</em></p>
<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. </em><em>Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Metti una pausa pranzo a Sampierdarena&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 16:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>A volte un atomo di bellezza, a saperla percepire, può risiedere nei minimi accadimenti quotidiani…</p>
<p>Sfinito, come tanti, da un’estate d’interminabili canicole, stamane con Luisa Puppo mi sono recato ad una riunione presso la Biblioteca Civica “Gallino” di Sampierdarena, per incontrare la Responsabile, Vera Monetti, nonché Margherita Pardini, Assessora alla cultura del Municipio centro-ovest, con cui stiamo definendo alcuni eventi culturali a tema gastronomico (3 e 17 febbraio e 3 marzo prossimi), attraversando per così dire un secolo e mezzo tra Giobatta Ratto e Giovanni Rebora.</p>
<p>Da sempre sono legato a Sampierdarena. Mio padre, che vi nacque ma che poi viaggiò persino, a scopi documentaristici, tra gli indios del Mato Grosso, è sepolto alla “Castagna”, ove spesso salgo a salutarlo e a verificare che gli dèi Mani continuino ad essergli benevoli (chi è curioso può digitare &#8220;Alfredo Curti&#8221; su wikipedia).</p>
<p>A Sampierdarena, non di rado, il sabato mattina con Luisa mi reco a fare shopping, gli appuntamenti fissi sono di solito la testa in cassetta di “Pinto”, la pasticceria di “Medaglia”, i vari ravioli di “Assirelli”…</p>
<p>E al Centro civico “Buranello” ho visitato, nel tempo, diecimila mostre, forse per me le più indimenticabili rimangono le personali – era il 1992? &#8211; di Michela Petta e di Nino Bernocco, sul quale, ai bei tempi del Professor Franco Sborgi, meditavo di svolgere una tesi di laurea (ciò che poi non fu).</p>
<p>Sampierdarena infatti si conferma, malgré tout, un luogo vivo e accogliente, e quando posso mi piace anche accompagnare amici e conoscenti alla scoperta dei suoi angoli più o meno nascosti, che sono tanti, e sovente del tutto (del tutto) inattesi.</p>
<p>E’ un tour, secondo gusti, tra ville storiche, trattorie della tradizione, botteghe, crêuze. Data la mia professione, non possono mancare i riferimenti al “Toro” alla Coscia, alla “Gina” al Campasso, al “Giunsella”, al Brillé e a tanti altri luoghi del buon cibo, ma su questo torneremo proprio coi <em>gustincontri</em> di febbraio e marzo prossimi.</p>
<p>Terminata la riunione alla “Gallino”, con pochi passi Luisa ed io ci siamo seduti nel grazioso déhors del bar “Carioca” in via delle Franzoniane, ove tempo prima avevamo bevuto un caffè, ed è di questo che voglio brevemente parlare agli Amici lettori di Ligucibario®, che da tanti anni non sono poi pochi.</p>
<p>Serviti con un garbo d’altri tempi, abbiamo apprezzato una festosissima insalata greca, con feta olive cetrioli…, tutti gli ingredienti al posto giusto e una bottiglia di extravergine lasciata a disposizione sul tavolo, ma il menu del giorno proponeva anche altre sfiziosità, tra cui la torta di verdure e la frittata di carciofi. Regnava una bella atmosfera, un po’ di brezza attenuava il caldo, e ho veduto una sala interna molto affollata di lavoratori, buon segno.</p>
<p>A volte un atomo di bellezza, a saperla percepire, può risiedere nei minimi accadimenti quotidiani…</p>
<p>Torta di verdura, frittata di carciofi, due glorie del ricettario ligure, mi torna solo al pensiero un po’ di acquolina… Ma sarà per la prossima volta, e chapeau al bar “Carioca” anche per l’onestissimo conto finale, cosa rara di questi tempi.</p>
<p>Sampierdarena, mi sbaglio oppure ecco un altro ottimo pretesto per farti visita?&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>C’erano una volta i miei nonni e una crostata d’albicocche</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/crosta-allbicocche-pexels.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/crosta-allbicocche-pexels-300x200.jpg" alt="crosta allbicocche pexels" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Arrivavano a casa nostra da Sampierdarena * , a bordo di una Fiat 600 beige, i miei nonni paterni…  Classe 1893 lui, torinese doc, classe 1896 lei, alessandrina doc. Non so come si fossero conosciuti. Molto eleganti, vivaci (mio nonno sempre engagé in politica nel PRI, mia nonna forse la prima patente al femminile di Sampierdarena), costituivano una di quelle classiche coppie delle quali si dice “ma come hanno potuto, diversi come sono, rimanere sempre felicemente insieme?”</p>
<p>Da piemontesi veraci erano entrambi dei gourmet, mio nonno tuttavia più “galup” (goloso d’agnolotti come pochi) mia nonna più attenta alla linea. Io attendevo la loro visita poiché mia nonna aveva una predilezione per la crostata con confettura d’albicocche, e quindi quella merenda non mancava mai. Non ricordo dove la acquistassero (abitavano in una traversa di via Cantore), ma ricordo una pastafrolla d’autore e una “carabottina” di sottili listarelle che componevano una griglia perfetta…</p>
<p>A quei tempi il bambino che ero non immaginava ancora per sé alcun futuro. Men che meno avrei immaginato un giorno di occuparmi di storia dell’enogastronomia. Ma – tant’è – ora che Ligucibario® da così tanto tempo vanta non pochi lettori e un’autorevolezza online, nutrita d’indipendenza, cui le piattaforme zeppe di pubblicità ovviamente non possono ambire, m’è venuta voglia di proporvi una ricetta piacevolissima ma davvero a portata di tutti, relativamente poco costosa e alquanto rapida ad eseguirsi.</p>
<p>Eccovi quindi la mia crostata, di pesche (data la stagione) e proprio come omaggio ad alcune varietà pregiate del Piemonte. Vi serviranno 200g di farina semintegrale ‘1’, 70ml di latte, 40ml di olio extravergine, ½ bustina di lievito per dolci, 50g di zucchero semolato, 4 pesche meglio se a polpa bianca, 20g di burro, 20g di zucchero di canna.</p>
<p>Mescolate la farina, lo zucchero, il latte, l’olio, lo zucchero e il lievito, cercando di ricavare un amalgama sodo e omogeneo, che dovrà riposare alcuni minuti. In un padellino antiaderente sciogliete il burro con lo zucchero di canna, aggiungete le pesche lavorate a spicchi, e cuocete il tutto per alcuni minuti, sin quando l’aspetto sarà ottimale. Ora fasciate con carta da forno una teglia di forma tonda, appiattite la frolla col mattarello e sistematela dentro la teglia. Adagiatevi tutto sopra le pesche e rifinite “a griglia” con qualche listarella di frolla in sovrappiù. 40 minuti di forno a 180°C vi garantiranno un dolce da felici occasioni, cui abbinare un tulipanino ben fresco di vini passiti (Pigato, Erbaluce, Albana), a bacca bianca…</p>
<p>*a Sampierdarena ho dedicato nel tempo molte e affettuose attenzioni. Leggimi ad esempio <a title="sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">a questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><br />
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		<title>Giovanni Rebora, una storia sampierdarenese</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:19:35 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30159" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1.jpg"><img class="size-medium wp-image-30159" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1-300x232.jpg" alt="federico rebora e umberto curti" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">federico rebora e umberto curti</p></div>
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<p>Il Centro civico “Buranello” di Genova <strong>Sampierdarena</strong> ha ospitato l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che avevo avuto già il piacere di proporre e realizzare alla Biblioteca civica “Saffi” di Genova Molassana. Come sempre, con questa iniziativa ho inteso coinvolgere <strong>Federico Rebora (figlio del Professore)</strong>, il quale ha conversato anche circa alcuni degli aspetti più famigliari e privati di suo padre, l’infanzia, gli studi scolastici, la stanza-biblioteca fumosissima in cui si dedicava alla ricerca storica, le passeggiate…</p>
<p>Mi piace pensare che l’evento – svoltosi fra l’altro pochi giorni dopo la scomparsa di <strong>Carlin Petrini, amico di Rebora</strong> &#8211; non sarebbe spiaciuto al Professore stesso, poiché non v’è stata alcuna retorica “celebrativa” in quel che è stato condiviso. Gli accadimenti, le persone, i libri…, hanno rievocato una stagione (gli ultimi decenni del Novecento) a suo modo feconda, e soprattutto la visione del mondo di Rebora, l’uomo oltre allo studioso, che attraverso gli aspetti socioeconomici sapeva restituirci a voce o sulla pagina, sempre con schiettezza sottile, il modo di essere delle comunità.</p>
<div id="attachment_30157" style="width: 136px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp.jpg"><img class="size-medium wp-image-30157" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp-126x300.jpg" alt="barbera del professore" width="126" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barbera del professore</p></div>
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<p>Abbiamo forse reso, e lo spero, un buon servigio anche a Sampierdarena (luogo al quale per via paterna sono anch’io strettissimamente legato), che ricorre non di rado nei miei lavori e nelle mie conferenze, con un poco di <em>saudade</em> – stavolta sì &#8211; per quei Natali di mille anni fa in cui mio padre mi voleva con sé – a bordo di un’anziana ma sempre fiera “Giulia 1300” &#8211; comprando <strong>il pandolce zeneize</strong>, obbligatoriamente, presso una pasticceria dalle parti di piazza Vittorio Veneto, prima di passare a far gli auguri ai famigliari, sparsi in via dei Landi e dintorni…</p>
<div id="attachment_30160" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2.jpg"><img class="size-medium wp-image-30160" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2-300x203.jpg" alt="amarcord sampierdarena" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">amarcord sampierdarena</p></div>
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<p>Con Federico Rebora e l’Assessore al Municipio per la cultura e le manifestazioni, Dottoressa<strong> Margherita Pardini</strong>, abbiamo infine ragionato un poco di 2027, poiché l’anno prossimo ricorrerà il ventennale della scomparsa del Professore. Da parte mia, poiché già a lungo me ne sono occupato (<a title="le antiche trattorie di sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">leggimi a questo link</a>) ed è un tema “veronelliano” molto caro a Rebora stesso, il focus potrebbe estendersi &#8211; già a partire dall&#8217;autunno &#8211; <strong>sulle trattorie</strong>, della Sampierdarena di ieri e di oggi, cercando quei fil rouge legati alle tradizioni e alla convivialità che ancora nutrono l’economia locale.</p>
<p>Agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) posso quindi formulare un arrivederci a presto, e del Professor Rebora parleremo, sempre con Federico Rebora, anche in uno dei 3 incontri &#8220;I pionieri&#8221; che ho già calendarizzato per l’Associazione G.A.U. (dedicati a Giobatta Ratto, Mario Soldati, Giovanni Rebora), in data da definirsi ma nella primavera dell’anno prossimo. Stay tuned!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Carlin Petrini e Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:16:02 +0000</pubDate>
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<p>E&#8217; mancato, 76enne, Carlin Petrini, braidese DOC, figlio di un ferroviere ed una fruttivendola, ed anzitutto alle sue intuizioni si deve la nascita nel 1989 di Slow Food (la &#8220;Libera e benemerita associazione degli amici del Barolo&#8221; era divenuta Arcigola nel 1986). Quest&#8217;uomo scrisse anche la prefazione alla famosa enciclica &#8220;Laudato si'&#8221; di Papa Francesco, il suo pensiero era che &#8220;C&#8217;è gente ricca che mangia cose buone fatte da contadini poveri, e c&#8217;è gente povera che mangia cose cattive fatte da agricoltori ricchi&#8221;&#8230;</p>
<p>In qualche modo parliamo anche di lui, mercoledì 27 maggio dalle h 17.00 presso il Centro Civico Buranello di Genova-Sampierdarena, durante l&#8217;incontro dedicato al Professor Giovanni Rebora. Infatti, a leggere ciò che costoro scrissero, e ad ascoltare ciò che dissero (Rebora talvolta più “ruvido”, ma Petrini sempre altrettanto sottile), si notano profonde e ripetute convergenze.</p>
<p>Sull&#8217;etichetta della Barbera d&#8217;Asti che nel 2007 Federico Rebora (figlio del Professore), anche grazie all&#8217;enologo albese Lorenzo Tablino, progettò &#8211; per onorare la memoria del padre &#8211; insieme a Franco Roero, vignaiolo di Montegrosso d&#8217;Asti, spicca non a caso una bella frase di Petrini: &#8220;Giovanni Rebora, Professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze&#8221;.</p>
<p>Agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) suggerisco dunque, in quest’occasione, la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, una raccolta di materiali a firma Rebora che Slow Food pubblicò nel 2009, prefata proprio da Petrini, a cui poi Rebora dedica qualcosa di più che un affettuoso saluto finale.</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, sempre in difesa della qualità alimentare, dei cibi autentici e puliti, e di rispetto assoluto per quelle filiere corte che debbono fronteggiare l’irruenza della globalizzazione e di quelle microeconomie oggi troppo a rischio estinzione (io ebbi la fortuna di conoscere anche Luigi Veronelli, e su quel rispetto poggio ogni giorno il mio lavoro).</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, che innescano riflessioni a getto continuo, e fornirebbero centinaia di spunti per quella che ormai definiamo (l’espressione non mi entusiasma) public history, ovvero una divulgazione della storia autorevole ma non accademica, e che attraverso l’indagine di aspetti talvolta, sinora, trascurati, produca nuove acquisizioni.</p>
<p>A pagina 257 di &#8220;Tagli scelti&#8221; v&#8217;è tra l&#8217;altro un articolo, uscito originariamente su &#8220;Il Secolo XIX&#8221; del 12 ottobre 2004, che Rebora intitola &#8220;OGM? No, grazie, preferisco essere libero di mangiar bene&#8221;&#8230; Come sempre, personalmente credo che alle parole di Rebora, dettate dal buon senso prima ancora che dalla competenza culturale, vi sia ben poco da aggiungere.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Mia cara Sampierdarena</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:59:52 +0000</pubDate>
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<p><em>Mercoledì 27 maggio alle ore 17, presso la Sala Blu del Centro Civico Buranello – Biblioteca Civica Gallino di Genova-Sampierdarena, si terrà l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”. L’appuntamento, a cura di Umberto Curti, è dedicato alla figura di Giovanni Rebora, tra i principali studiosi italiani della storia dell’alimentazione. In forma di dialogo con Federico Rebora, l’incontro ripercorre il profilo umano e professionale del Professore, intrecciando ricerca storica, memoria familiare e cultura del territorio. Un’occasione per ripercorrere anche la Sampierdarena del Novecento e le sue antiche trattorie, tra memoria urbana e identità popolare.</em></p>
<p>Un filosofo vissuto tra Otto e Novecento, che conobbi &#8211; ahimé una vita fa &#8211; quand&#8217;ero liceale, scrisse che &#8220;l&#8217;origine è la meta&#8221;.<br />
Mio padre Alfredo Curti, sampierdarenese doc (era nato nel 1915 * in via G.B. Monti), dopo una vita a tratti avventurosissima, che lo condusse anche tra gli indios del Mato Grosso * , è sepolto nel cimitero della Castagna di Sampierdarena, ove sovente salgo a fargli visita. Il suo lungo viaggio ebbe una circolarità che lo ricondusse dond&#8217;era salpato.</p>
<p>Forse è quest&#8217;origine paterna, mista ad un poco di nostalgia, il cordone ombelicale che mi lega stretto stretto a Sampierdarena. E quando gli impegni me lo consentono, mi reco là a far la spesa il sabato mattina, con Luisa Puppo, ho i miei favolosi &#8220;pusher&#8221; &#8211; da Via Dottesio a Via Rolando &#8211; di teste in cassetta, di tortine Sacher, di gnocchi col pesto&#8230; Senza tessuto commerciale, i luoghi via via si spengono, ed è impressionante constatare quanto ciò si riveli quando ormai è troppo tardi.</p>
<h2>Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità</h2>
<p>Mi rende dunque molto felice, <strong>mercoledì 27 dalle h 17.00</strong>, <strong>rievocare &#8211; insieme al figlio Federico</strong> &#8211; la figura del <strong>Professor Giovanni Rebora</strong> (1932-2007), insigne studioso di storia medievale ed agraria. Rebora infatti era sampierdarenese, forse &#8211; come lo sentii dire &#8211; con ascendenze verso quei Langenses menzionati nella <a href="https://www.ligucibario.com/tavola-bronzea-io-turista-nella-mia-citta/" target="_blank">Tavola Bronzea</a>, ed era un paladino delle autenticità e un avversario delle retoriche.<br />
<strong>&#8220;Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità&#8221;</strong> è l&#8217;evento presso la <strong>Sala blu del Centro Civico Buranello</strong> (in Via Buranello, ingresso anche da Via Nicolò Daste) che abbiamo ideato per conversare di storie, di luoghi, di abitudini, di piatti, di vini, anche e preziosamente ispirandoci alla produzione saggistica di Rebora ** , uno storico dell&#8217;alimentazione che &#8220;rinnovò&#8221; una disciplina e a cui dobbiamo molte intuizioni. <a href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/" target="_blank">Storia dell&#8217;alimentazione e identità ligure attraverso lo sguardo di Giovanni Rebora</a> sono il tema di un approfondito articolo (con video) che ho pubblicato qui su Ligucibario®.</p>
<h2>Sampierdarena nel Novecento: vita quotidiana, cultura popolare e trattorie storiche</h2>
<p>Ma anche un evento per ripercorrere, con sintesi suggestive, la <strong>Sampierdarena delle trattorie</strong>, dal &#8220;Toro&#8221; alla &#8220;Gina&#8221;, i report gastronomici di Mario Soldati, le atmosfere e gli aneddoti di una stagione che talvolta pare ancora vivissima. Le <a href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">antiche trattorie di Sampierdarena</a> furono nel 2019 protagoniste di un partecipato incontro da me tenuto presso la Biblioteca Civica Berio.<br />
Quest&#8217;articolo non vale dunque solo da invito all&#8217;incontro di mercoledì 27. A quei Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) i quali non la conoscessero a fondo, suggerisco anche una visita non frettolosa a Sampierdarena, che saprà incantarvi con le sue ville storiche, i portici di Via Cantore, le mille botteghe, e qualche crêuza superstite verso le alture &#8220;fortificate&#8221;. Buona passeggiata!</p>
<p>* all&#8217;epoca Sampierdarena era ancora Comune autonomo. Fu annessa alla &#8220;Grande Genova&#8221; in epoca fascista (1926)<br />
** &#8220;Civiltà della forchetta&#8221; uscì edito da Laterza nel 1998. Si suggerisce anche la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, edito da Slow Food nel 2009<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a>, </strong>Ligucibario®<strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Ricordando Giovanni Rebora. Alla Biblioteca Saffi cibi e identità</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 08:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Dinanzi al consueto pubblico, numeroso e partecipe, di Biblioteca Civica “Saffi”, luogo che la direttrice Elena Ghigliani sa rendere dinamico e frequentato, si è svolto l’incontro “Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che ho avuto il grande piacere di ideare coinvolgendo Federico Rebora, figlio dello ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ricordando-giovanni-rebora-alla-biblioteca-saffi-cibi-e-identita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30066" style="width: 217px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/opuscolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-30066" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/opuscolo-207x300.jpg" alt="I programmi dell'Università di Genova a.a. 1982-83" width="207" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">I programmi dell&#8217;Università di Genova a.a. 1982-83</p></div>
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<p>Dinanzi al consueto pubblico, numeroso e partecipe, di Biblioteca Civica “Saffi”, luogo che la direttrice Elena Ghigliani sa rendere dinamico e frequentato, si è svolto l’incontro “Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che ho avuto il grande piacere di ideare coinvolgendo Federico Rebora, figlio dello studioso, Luca Lo Basso, docente dell’Università di Genova e già allievo e collaboratore di Rebora, e Anna Maria Campello, vicepresidente de “I Liguri nel mondo” e Ambasciatrice onoraria di Genova.</p>
<p>Il tempo, insieme a tutti costoro, è risultato un buon tempo, scivolato via rapidamente. Mia intenzione era costruire un ricordo di Rebora che, in qualche modo, non sarebbe spiaciuto a Rebora stesso: ovvero vissuto, schietto, concreto, lontano dalle retoriche e dai formalismi di tante commemorazioni. Un ricordo che restituisse il più possibile la caratura e gli esiti delle sue ricerche, la sua saggistica, ma anche gli aspetti caratteriali e un po’ più privati dell’uomo e del padre di famiglia.<br />
Gli anni, beninteso, volano, io stesso conobbi Rebora nel 1982, a momenti pare ieri e a momenti un millennio fa.</p>
<p>Ciascuno di noi ha dunque portato la voce delle proprie competenze e dei propri sentimenti, nel caso di Federico Rebora sentimenti più che mai profondi e vivi, e debbo dire che le tante persone del pubblico le quali si sono poi mostrate entusiaste, e in qualche caso commosse, hanno confermato come l’iniziativa sia andata davvero a buon fine, e – per dirla con Orazio – sia riuscita a <em>prodesse et delectare</em>.</p>
<p>Rebora del resto fu maestro nel tracciare una strada, nel posizionare il cibo come modo d&#8217;essere delle comunità. Nel trasmettere la capacità  di leggere i documenti (notarili, commerciali&#8230;) per comprendere appieno i fenomeni sociali ed economici. Il suo determinismo, la sua &#8220;cliometria&#8221;, è oggi il credo di tutti i migliori storici.</p>
<p>Ringrazio quindi, con parole sincere e non di rito, anzitutto i miei “compagni” di viaggio, Federico, Luca, Anna Maria.<br />
Ringrazio poi i miei allievi (Giuseppe, Susanna) che ancora una volta si sono scomodati per sopportare le mie parole.<br />
Ringrazio coloro, in primis Marisa Burlando di GAU, che mi hanno proposto di dare un sèguito a quanto avvenuto (proposta accettata!).<br />
Ringrazio chi non ho potuto salutare individualmente (e sono stati tanti).<br />
Ed infine – ma non per ultimi – ringrazio i vari media che hanno tempestivamente coperto la notizia, “Il Secolo XIX”, “Liguria Notizie” (Luca Bartesaghi), “Liguria Food” (Dario Sabatelli)…</p>
<div id="attachment_30067" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/secoloxix.jpg"><img class="size-medium wp-image-30067" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/secoloxix-300x293.jpg" alt="articolo su &quot;Il secolo xix&quot; del 5 maggio " width="300" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">articolo su &#8220;Il secolo xix&#8221; del 5 maggio</p></div>
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<p>Invito inoltre gli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) a &#8211; come si suol dire – <strong>stay tuned</strong>, perché ad esempio già mercoledì 27 maggio presso la Biblioteca Civica “Gallino” di via Daste 8A a Sampierdarena è in cantiere, per le h 17.00, un ulteriore incontro dedicato a Giovanni Rebora, nel quale &#8211; di nuovo col figlio Federico &#8211; percorreremo anche le atmosfere (e le trattorie cui tante ricerche ho dedicato) di una Sampierdarena di alcuni decenni fa&#8230;</p>
<p>Infine, chi già qui e adesso gradisse approfondire la figura di Giovanni Rebora può connettersi <a title="giovanni rebora" href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/" target="_blank">a questo articolo</a>, del 22 aprile quando l&#8217;evento iniziava a prender forma, articolo completato anche da un video che abbiamo appositamente girato qualche tempo fa presso la “Saffi”. Buona lettura, pertanto, e buona visione!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ricordando-giovanni-rebora-alla-biblioteca-saffi-cibi-e-identita/">Ricordando Giovanni Rebora. Alla Biblioteca Saffi cibi e identità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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