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	<title>Ligucibario &#187; rolli</title>
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		<title>Genova, turismo sostenibile e trasformazioni urbane</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:46:00 +0000</pubDate>
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<p>Ho appena terminato le docenze di <strong>turismo sostenibile</strong> nei corsi per Guida Ambientale Escursionistica, giunti (felicemente) presso l’ente F.Ire di Genova all’ottava edizione (tutti promossi gli allievi delle precedenti).</p>
<p>Premesso che un turismo tout court sostenibile di fatto non esiste, poiché non può esistere, le lezioni sono valse a condividere coi presenti non solo le tematiche macro (economia circolare, inquinamento, risparmi idrici ed energetici, raccolta differenziata…) ma anche piccole grandi prassi “di buon senso” che coinvolgono tutti noi e le nostre quotidianità: nutrirsi ove possibile con prodotti locali e di stagione; privilegiare per gli spostamenti i piedi, la bicicletta e i mezzi pubblici; diminuire l’uso di plastiche; riutilizzare o destinare a nuove vite almeno una parte di ciò che sovente buttiamo; leggere le etichette degli alimenti (per capire cosa mangiamo) e di tutti i prodotti (per capire come smaltirli); non sprecare l’acqua del rubinetto e della doccia…</p>
<p>E’ evidente che sarà la tecnologia a favorire in modo decisivo l’uscita dall’antropocene e quindi la possibile sopravvivenza del Pianeta, inducendo in primis i grandi players a condotte più etiche (Pasolini non a caso distingueva tra sviluppo e progresso, di fatto tra il profitto di pochi e il miglioramento della vita di tanti), ma anche l’essere umano è con urgenza e costantemente chiamato a buone prassi, senza le quali l’impatto ambientale delle nostre azioni continuerà ad essere fatale.</p>
<p>Nel frattempo, goodnews, dopo aver dedicato il 2024 al Medioevo e il 2025 all’Ottocento, nel corso del 2026 il Comune di Genova avvierà “<strong>Genova e le trasformazioni urbane</strong>”, un fitto programma di eventi per approfondire da una parte l’evoluzione della città, e dall’altra gli scenari che l’attendono, miscelando urbanistica, architettura, aspetti socioeconomici, sostenibilità e biodiversità, senso di comunità. Il 2026 coincide peraltro, in loco, anche con 3 anniversari carichi di significato, ovvero 400 anni dalle Mura Nuove (poderosa infrastruttura militare), 100 anni dalla – discussa &#8211; costituzione della cosiddetta “Grande Genova”, e last not least 20 anni dall’elevazione a patrimonio UNESCO dei palazzi dei “Rolli”…</p>
<p>E’ stato correttamente sottolineato che le trasformazioni urbane costituiscono la password per decifrare il presente: dal Rinascimento all’attuale policentrismo (dovuto proprio agli accorpamenti del 1926), Genova è infatti l’esito di diacronie e cambiamenti, sempre a contatto col Mediterraneo e l’Europa. E in Europa, come in tutto il resto del mondo, le città sono protagoniste (in negativo o in positivo) in termini di inquinamento, qualità della vita, accessibilità e inclusione…</p>
<p>Le iniziative in programma, col supporto di vari soggetti istituzionali e culturali, di fondazioni e sponsor, includeranno in tal senso mostre, conferenze, visite guidate…, col deciso coinvolgimento non solo di musei, ma anche di biblioteche, teatri, piazze e Municipi, e sarà addirittura riaperta al pubblico la Torre grimaldina, restaurata grazie al PNRR, che naturalmente garantirà, proprio nel centro di Genova, una terrazza panoramica rinnovata.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Genova per voi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 13:53:53 +0000</pubDate>
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<p>Una coppia di amici lombardi (lui è un architetto) vengono ogni anno a far visita a Luisa e me in quel di Genova, chiedendoci di “progettare” sempre nuovi itinerari di scoperta della città. Un anno il centro storico coi Rolli, un anno la corniche di Circonvalmonte, un anno la Collezione d’arti decorative Wolfson (1880-1945), un anno il trenino di Casella che dalla val Bisagno ne penetra altre due, un anno il sistema dei Forti, un anno il Museo archeologico a Pegli dove incontrare il Principe delle arene candide e la Tavola bronzea…</p>
<p>E certamente d’immaginare qualche sosta giusta in termini di focaccia, farinata, acciughe, pansoti, torte di verdura, stoccafisso, pànera (la cucina genovese, malgrado tormentoni mediatici culminati nel mega-mortaio gonfiabile sulle acque del Tamigi, non è mai stata né mai sarà solo pesto…).</p>
<p>Itinerari, però, talvolta un po’ meno “consueti”, ovvero che di fatto consentano anche a Luisa e me – che lavoriamo nel turismo da 30 anni ciascuno – per così dire qualche nuova scoperta, qualche nuova emozione (le emozioni regalano vita e non sono mai abbastanza) che ispiri anche a noi qualche frase &#8220;alla Petrarca&#8221;.</p>
<p>Genova, sia detto subito, è dentro i genovesi, ed i genovesi sono dentro Genova. Non tutti i luoghi propongono un legame così profondo tra abitato ed abitanti. E’ un genius loci avvertibile con tutti i sensi, è un mood che poggia su colori odori sapori rumori ben distinguibili, a cominciare dal dedalo medievale dei carruggi, davvero quasi labirintico, e da quei jeans che oggi indossa il mondo intero ma che al Museo Diocesano svelano la propria origine.</p>
<p>Genova modella una città – d’ascendenza etrusca &#8211; di ripe portuali, che poi s’alza verso la collina (Montale descrisse Sottoripa con un nitido endecasillabo: paese di ferrame e alberature). Ianuensis ergo mercator&#8230; Si mostra senza esibirsi più di tanto, impegnata com’è a ritagliare sempre i propri destini fra le onde e il vicinissimo Appennino. Genova è una comunità cui fortemente somiglio, talvolta ruvida, sempre indomita, talvolta cosmopolita, sempre riservata, e che (l’avreste mai immaginato?) destina a mare e male una parola dall’identico – ma proprio identico &#8211; suono.</p>
<p>Personalmente adorerei ogni volta cominciare a raccontarla da San Donato, con quell’aria romanica che incute rispetto e, all’interno, nella cappella di San Giuseppe, quell’Adorazione dei Magi, un trittico a sportelli &#8211; opera cinquecentesca di un fiammingo &#8211; , che da sola “varrebbe il viaggio”. E poi da Canneto il Lungo, l’interminabile stretto vicolo dove aveva lo scagno – mille anni fa – mio nonno. Da lì, tutto il cuore cittadino dista pochi passi, il porto antico, la Cattedrale, piazza San Matteo, l’aurea strada nuova, e molti musei che un tempo – ora non più – avrebbero definito inaspettati…</p>
<p><em>Alla fine mi chiedo sempre (ma è un quesito da rivolgere anzitutto ai politici che ne amministrano le sorti e in qualche modo l’avvenire): come mai in una città tanto bella si vive tanto male (qualità della vita, collegamenti, degrado, crisi del commercio&#8230;), e si lavora tanto precariamente (1/4 dei liguri fatica ad arrivare a fine mese, crescono i &#8220;neet&#8221;, fuggono i giovani che possono&#8230;)?</em><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
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		<title>Assaggi di Ottocento con Umberto Curti, il 1827</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 09:37:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25271" style="width: 222px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/mazzini.jpg"><img class="size-medium wp-image-25271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/mazzini-212x300.jpg" alt="mazzini e il museo del risorgimento a genova" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">mazzini e il museo del risorgimento a genova</p></div>
<p><strong>Assaggi di Ottocento. Prosegue, da parte della Biblioteca Civica “Berio” di Genova, la messa on line delle 10 videopillole che Umberto Curti ha dedicato al tema di Genova nell’Ottocento.</strong></p>
<p>Dopo il 1814 (fra sbarchi di inglesi, fughe di pontefici, e aperture di confetterie) ecco salire in scena il 1827.</p>
<p>Il 6 aprile di quell’anno Mazzini – che ritroveremo nel video del 1835 &#8211; si laurea in diritto civile e canonico, e s’affilia alla carboneria.<br />
Ed esce l’Indicatore genovese, foglio di avvisi e di varietà, ovvero di notizie e cronaca di varia attualità, dove Mazzini scrive (anche) recensioni letterarie. Nel dicembre dell’anno successivo la pubblicazione viene tuttavia sospesa dal governo sardo, che comincia a nutrire diffidenza verso contenuti e firme…</p>
<p>Domenico Villa, da parte sua, apre bottega in via del Portello, dov’erano le scuderie dei Lercari, cui in via Garibaldi si lega il fastoso palazzo che “espone” ai lati del portone due telamoni, scolpiti dallo scultore-architetto Taddeo Carlone (1543-1615) senza i nasi… E’ inizialmente una bottega di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“droghe e coloniali”</span></em></strong>, ovvero vi si acquistano spezie, thè, caffè, saponi, spazzole…, evolvendo poi in produzione e vendita di pasticceria. Rilevata da Profumo nel 1865, affascina tuttora clienti e turisti per gli arredi, quasi tutti della prima metà dell’Ottocento, il pavimento marmoreo, le volte a crociera antiche e riaffrescate con motivi floreali tipici del liberty. Fra tante golosità in vetrina e sui banchi, tutto l’anno si può in genere trovare anche il celebre <strong>pandöçe zeneize</strong>. E via Garibaldi, l’aurea strada nuova con gli innumerevoli <strong>Rolli</strong>, è letteralmente ad un passo.</p>
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<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/h1FTGJ32Fcs?si=XuTo_E5Pq7t-AH9j" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Manzoni</strong>, infine. Pochi sanno che in quella torrida estate lo scrittore italiano più famoso d’ogni tempo, 42enne, soggiorna per qualche giorno anche a Genova (nel 1811 con la madre Giulia Beccaria e la moglie Enrichetta Blondel era già stato ospite a Sestri nella villa dell’abate giansenista Eustachio Degola). Manzoni viaggia da Milano con la numerosa famiglia &#8211; madre, moglie, figli (tranne il piccolo Filippo nato appena l’anno prima) e cinque domestici &#8211; , e ha per meta l’Arno in Toscana, <strong>per sciacquare i panni</strong> di una lingua letteraria che malgrado tutto ancora non lo “appaga&#8221;… Durante il faticoso tragitto una delle carrozze era perfino piombata in una china. A Genova Manzoni affitta una stanza con vista porto all’albergo “Quattro Nazioni” di Palazzo Bartolomeo Invrea in via Del Campo 10 (ad Enrichetta erano state consigliate talassoterapie), e le progressive PR coi notabili cittadini, tra eventi e cene, gli consentono anche di familiarizzare coi <strong>ravioli</strong> (la ”La cucina italiana” di maggio 2023 ha costruito &#8211; da pagina 94 &#8211; un dettagliato articolo circa i gusti a tavola del letterato). Manzoni conosce inoltre Marie-Henri Beyle, 44enne, che poi diverrà notissimo col nome di <strong>Stendhal</strong> e che già inizia ad ammirare “I promessi sposi”… Ma il 7 agosto giunge infine il momento di lasciare l’albergo, là dove oggi tuttavia nessuna targa commemora quella permanenza…</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Genova e Montale</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 15:05:33 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22014" style="width: 304px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/montale.jpg"><img class="size-medium wp-image-22014" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/montale-294x300.jpg" alt="foto da me scattata alla mostra &quot;Genova per Montale&quot; (Genova, 23/11 - 15/12 2013)" width="294" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">foto da me scattata alla mostra &#8220;Genova per Montale&#8221; (Genova, 23/11 &#8211; 15/12 2023)</p></div>
<p>Nell’edizione appena uscita della classifica <strong>Best in Travel </strong>di<strong> Lonely Planet, verosimilmente la più letta al mondo</strong>, ha per l’Italia segnalato, tra le mete 2025 più attrattive, soltanto Genova. Un bel successo per una destinazione ancora non compiutamente valutata dai turismi rispetto ad altre, forse ormai fin troppo gettonate.</p>
<p>Si sceglie <strong>Genova per i carruggi, le tradizioni, i Palazzi dei Rolli, le canzoni dei cantautori?</strong> Io stesso, genovese e da 30 anni attivo nel turismo, non so rispondere così in dettaglio: probabilmente Genova sta iniziando a veicolare un <em>genius loci</em> che la rende tremendamente autentica, multiforme, inattesa.</p>
<p>Di Genova uno dei suoi figli migliori, <strong>Eugenio Montale</strong>, poeta premio Nobel per la letteratura (una targa ricorda la sua nascita in corso Dogali), acutamente scrisse &#8211; “da esule” a Milano &#8211; nel 1968:</p>
<p>“Quando io venni al mondo Genova era una delle più belle e tipiche città italiane. Aveva un centro storico ben conservato e tale da conferirle un posto di privilegio tra le <em>villes d’art</em> del mondo; una circonvallazione più moderna dalla quale il mare dei tetti grigi d’ardesia lasciava allo scoperto incomparabili giardini pensili; e a partire dalla regale via del centro una ragnatela di caruggi che giungeva fino al porto […]. <strong><em>Ma Genova non saprei dimenticarla</em></strong>. Ne conosco il dialetto, l’ho parlato a casa e fuori […]. Una città che è una striscia di venti chilometri, da Voltri a Nervi, e a mezza via il grosso nodo centrale. Vista da un aereo sembra un serpente che abbia inghiottito un coniglio senza poterlo digerire”.</p>
<p>A quest’anima così sensibile, a questa voce che ha traversato quasi tutto il Novecento testimoniando la crisi dell’uomo contemporaneo, ho dedicato (con affetto oltre che ammirazione) una conferenza <strong>alla Biblioteca Civica “Saffi” di Genova-Molassana, dinanzi ad un folto pubblico</strong> al quale ho raccontato anche alcuni aspetti quotidiani della vita del poeta (che peraltro fu anche traduttore, melomane, pittore), e alcune presenze che gli furono lungamente accanto, a partire dalla mirabile figura della governante Gina Tiossi.</p>
<p>Ora è disponibile anche un video (<a title="eugenio montale a tavola" href="https://www.youtube.com/watch?v=MmMX8V9InnQ" target="_blank">a questo link</a>), girato con grande professionalità da Massimo Bracchi, nel quale – in una decina di minuti o poco più &#8211; sintetizzo i principali temi di quella conferenza, così che chi c’era possa un poco riviversela, e chi non c’era possa adesso partecipare di quel che avvenne. Buona visione!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Genova, con Luisa Puppo a lezione di genius loci</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 11:44:24 +0000</pubDate>
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<p>Genova, lezione in esterna per gli allievi del corso ITS Social Media Management per il turismo che si svolge a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure). La docente d’inglese <strong>Luisa Puppo</strong>, infatti, li ha accolti alla stazione Brignole di Genova per un “tour” – da addetti ai lavori, come si suol dire &#8211; del centro storico cittadino. Obiettivo: sperimentare le modalità di narrazione interculturale del genius loci della Superba, con un focus sui target anglofoni.</p>
<h2>Genova, la &#8220;costruzione&#8221; di una vocazione turistica</h2>
<p>Non me ne vanto e mai ho “preteso” alcunché in cambio, ma io appartengo a coloro che alla fine del millennio scorso (e pare trascorso un millennio…) molto si batterono – malgrado lo scetticismo e l’inerzia di tanti altri &#8211; affinché quella che il Petrarca definì Superba credesse e quindi investisse nella propria vocazione turistica…</p>
<p>Molta acqua, e molto denaro, è scorsa sotto i ponti. Genova in tal senso ha beneficiato del Mundial (1990), delle Colombiane (1992, vera svolta col recupero del porto antico), del Giubileo (2000), del G8 (2001) e soprattutto della nomina a capitale europea della cultura per l’anno 2004, che lentamente ha innescato nuove sensibilità.</p>
<h2>Genova: il genius loci di una città di contrasti</h2>
<p>E’ una città straordinaria, Genova, 365 giorni l’anno. Una città dalle cento anime, con risorse storico-culturali (non solo i magnifici Rolli), imprenditoriali (non solo le eroiche botteghe storiche) e gastronomiche (non solo il profumatissimo pesto*) di prima grandezza, che ne cifrano il <strong>genius loci</strong>, ma anche notoriamente “contraddittoria”, non a caso – tanto per dire &#8211; ogni anno si piazza non benissimo nella graduatoria delle città italiane in termini di qualità della vita.</p>
<p>Viviamo peraltro una stagione storica acceleratissima, deregolamentata, digitale, che pone tutto sempre in divenire. E a tal proposito Genova stessa ha ancora molto da aggiornare e implementare, là dove non pochi dei suoi patrimoni “turisticizzabili” paiono tuttora sottoutilizzati, e potranno viceversa comporre <strong>esperienze</strong> (per il &#8220;senso&#8221; della parola <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">link qui</a>) pressoché irripetibili altrove: la “cinta” delle fortificazioni, i tesori scultorei nel cimitero monumentale di Staglieno, il viaggio lungo 3 valli col commovente trenino di Casella, l’acquedotto storico, alcune ville &#8211; con bellissimi parchi &#8211; dell’immediato ponente**…</p>
<div id="attachment_22374" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN0931.jpg"><img class="size-medium wp-image-22374" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/DSCN0931-300x213.jpg" alt="palazzo tursi, a genova" width="300" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">palazzo tursi, a genova</p></div>
<p>I competitor sono numerosi, e agguerriti quanto a marketing (il marketing reale funziona meglio delle autonarrazioni trionfalistiche oggi un po&#8217; di moda nel turismo, &#8220;capitale&#8221; di qui, &#8220;capitale&#8221; di là&#8230;): talora, o sovente, fra le città concorrenti si allude a Napoli, a Marsiglia, a Bordeaux, a Strasburgo, a Bilbao, a Siviglia, a Porto, ad Anversa, a Rotterdam, a Salonicco…</p>
<p>Gli allievi hanno mostrato di “gradire” (sosta con focaccia compresa), implotonati – si consenta l’espressione – tra carruggi e dimore patrizie da una docente che culturalmente molto esige perché molto garantisce.</p>
<h2>Formazione, turismo, storytelling verso i mercati internazionali</h2>
<p>Nominata dal Sindaco Bucci nel 2018 al ruolo onorifico di “<a href="http://www.ambasciatori.comune.genova.it/" target="_blank">Ambasciatrice di Genova nel mondo</a>”, e imprenditrice con pregressi ormai trentennali, Luisa Puppo è un’eccellente conoscitrice della città (che ama pressoché in ogni suo angolo) e soprattutto un’eccellente storyteller in direzione dei mercati internazionali. Formare i giovani – le migliori speranze per l’avvenire &#8211; a professioni come la sua è una delle priorità non solo per Genova, ma per tutte le destinazioni del nostro Paese che intendano davvero puntare su incomers evoluti, attivi e consapevoli, attenti alla qualità dell’accoglienza e dell’offerta.</p>
<p>Buon lavoro, ragazzi!</p>
<p>* che personalmente non assocerei a mortai gonfiabili in navigazione sul Tamigi o altrove. Adoro il pesto (che da decenni propongo anche nelle mie lezioni come caso-studio in sinergia con l&#8217;olio DOP Riviera Ligure e i vini delle nostre 8 DOC), ma l&#8217;identità cittadina/regionale non è evidentemente riducibile a una salsa&#8230;<br />
** so perfettamente che occorrono, in primis, idonei budget. Così come ben conosco (e plaudo a tali iniziative) il bel progetto &#8220;PedestriBus&#8221; in val Bisagno, gli interventi di ripristino che da piazza Manin condurranno a Forte Diamante, il piano di valorizzazione comunale per Staglieno, l&#8217;attivismo dell&#8217;APS Sistema Paesaggio per Villa Duchessa di Galliera&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
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		<title>Genova, le feste di Natale, i Rolli</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 13:11:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22089" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/011-300x225.jpg" alt="011" width="300" height="225" /></a>Sabato 30 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo è intervenuta, presso Palazzo Tobia Pallavicino, ad una <strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/">Rolli Experience</a>,</strong> parte di quel progetto d’offerta turistica che sagacemente – viste le risorse della Superba – fonde patrimoni culturali ed enogastronomia.</p>
<p>Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Elena Manara (Ambasciatrice di Genova nel mondo) e di una divulgatrice, le quali hanno trasportato i partecipanti dentro la storia di una dimora rivelatrice di quelle che furono le ricchezze e raffinatezze del patriziato locale, Luisa Puppo ha intrattenuto i presenti sintetizzando da par suo – in una serratissima mezz’ora – gli aspetti salienti dell’arte culinaria genovese. Ma alle sue parole è seguito non a caso un appetitoso buffet, con torte di verdura, trofie col pesto, pandolce ed altri piccoli capolavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Rolli Experience. Una &#8220;linea di marketing&#8221; da confermare</h2>
<p>I consensi &#8211; e le domande &#8211; da parte del pubblico rivelano che questa linea di marketing va certamente confermata, là dove l’individuazione mirata dei target (i veri dominus nella diade domanda-offerta) e il progressivo e coerente positioning di una destinazione costituiscono le sole lucerne in grado di rischiarare un mercato confuso, iperdigitale, deregolamentato, in continuo mutare, dove peraltro – sebbene anch’essi talora disorientati – i concorrenti (nazionali ed internazionali) non stanno mai fermi. Mi riferisco – fra gli altri – a Marsiglia, Bordeaux, Bilbao, Porto, Napoli, Siviglia, Anversa, Rotterdam, Strasburgo, Salonicco…</p>
<p>Quando la nostra società di consulenza, quasi una ventina d’anni or sono, diede vita a quella “galassia” Ligucibario® (il portale web, i corsi, i gustincontri, la saggistica e i ricettari fra cui quella in foto…) che grazie a Dio è tuttora viva e vegeta, l’obiettivo fu proprio quello di inaugurare e condividere più compiutamente sui territori una visione etno-gastronomica, ovvero qualcosa in cui le cultivar, gli approdi, gli entroterra, i pascoli, le ricette antiche, i prodotti dell’artigianato rappresentassero uno strumento primario e immediato per raccontare la cultura delle comunità. Ogni piatto, ogni ingrediente, ogni olio, ogni calice di vino svela un tassello del puzzle che &#8211; di fatto &#8211; gli antropologi ed i sociologi presumo definirebbero genius loci. Ed il turismo esperienziale – specie l’incoming estero &#8211; vuole percepire coi sensi le nostre sapienze e quotidianità.</p>
<h2>Rolli Experience. Genius loci e turismo esperienziale a Genova</h2>
<p>Genova, a propria volta, è stata ed è comunità in virtù delle sue aperture, “capitale” mercantile di un mare per lungo tempo baricentro della storia (1), ago della bilancia – specie coi Doria &#8211; in mezzo a due Riviere talora irrequiete, “metropoli” patrizia attraverso secoli in cui non a caso il nome di Genova ipso facto significò arte, eleganza, a way of life (ma consultare già Francesco Petrarca in merito).</p>
<p>Certo, Zena è oggi una città policentrica, dalle molte anime, che dai carruggi ai parchi di Nervi, da Palazzo Ducale a Voltri, dall’acquedotto storico in val Bisagno a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli chiede visite non frettolose, perché non è usa mostrarsi sguaiatamente. Ma Deogratias pare trascorsa un’era geologica rispetto al tempo in cui ci si permetteva di dubitare delle sue vocazioni e potenzialità. Ciò su cui occorre insistere è da un lato il miglioramento della qualità della vita, perché le criticità vissute dai residenti possono risultare tali anche per i turisti (2); dall’altro la cosiddetta awareness, intendo &#8211; con tale espressione &#8211; fare in modo che sempre più si diffonda la consapevolezza di quanto Genova abbia da offrire 365 giorni l’anno in senso heritage ed esperienziale (ma ormai i due termini armoniosamente si leghino…), e di come un’accoglienza sistemica e client oriented, cioè professionale e premurosa, sia la conditio sine qua non per giocare le proprie carte ai tavoli migliori.</p>
<p>(1)scrisse il romanziere napoletano Raffaele La Capria che v’è più storia in un onda del Mediterraneo che in tutti gli oceani messi insieme</p>
<p>(2)in tal senso suggerisco ancora la lettura di Richard Florida, <em>L’ascesa della nuova classe creativa</em>, ed. Mondadori (Milano)…</p>
<p><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo"><strong>Umberto Curti</strong></a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>A Genova, gusto di Rolli</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 10:20:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/Foto0455.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22058" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/Foto0455-225x300.jpg" alt="Foto0455" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Venerdì 15 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo ha cooperato all’accoglienza, in <strong>Palazzo Tobia Pallavicino</strong>, di gruppi di ospiti pertinenti a target cultural-enogastronomici. L’iniziativa appartiene all’offerta “<strong>Rolli experience</strong>”, calendarizzata dalla Direzione turismo anche i prossimi 30 dicembre e 5 gennaio…<br />
Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Anna Galleano della Camera di commercio e di due divulgatrici specializzate, il gruppo dei partecipanti ha seguito – prima del buffet vero e proprio allestito da Welcome ricevimenti – <strong>uno speech di approfondimento di Luisa Puppo circa la cucina genovese</strong>, ingredienti e tradizioni culinarie.</p>
<h2>Rolli experience e turismo esperienziale</h2>
<p>Il turismo esperienziale – di cui la nostra società di consulenza si è davvero occupata fin dal suo affermarsi (1) – ha sancito <strong>la priorità del come rispetto al dove</strong>, ovvero la progressiva prevalenza delle destinazioni che, aldilà del proprio nome più o meno reputato, garantiscono ai visitatori full immersion nella vita locale, sensazioni, momenti relazionali, senso di comunità. Uno degli eobiettivi del progetto Rolli experience.<br />
Ecco dunque che la cultura dell’accoglienza deve ergersi a sistema, padroneggiando le lingue del mercato, presidiando al meglio i pianeti web e social (perché già lì inizia il customer journey e già lì nasce l’interesse), praticando quello <strong>storytelling</strong> che compiutamente svela tradizioni, artigianato, botteghe, ricette.</p>
<h2>Rolli, storytelling tra heritage e senso di appartenenza</h2>
<p>Cultura, che in ambito turistico il mondo anglosassone sagacemente rende con <strong>heritage, è proprio quel che l’antropologo definirebbe l’insieme di sapienze ed usi che caratterizzano un popolo</strong>, un luogo. Ed in tal senso Genova e il Genovesato, da millenni “baricentro” di rotte e commerci, hanno tanto da offrire.<br />
La dieta mediterranea, i muretti a secco, i Rolli sono via via assurti non a caso a “<strong>patrimoni UNESCO</strong>”.<br />
Io ricordo bene – tanto per dire &#8211; quando in città non si avvistava un turista, il porto antico era varco buio e inaccessibile, dentro Palazzo Ducale posteggiavano le auto, via San Lorenzo e via Balbi morivano affumicate dal traffico… Ma qualcuno temeva che la Superba si abbassasse a città di camerieri…<br />
Deogratias molt’acqua è scorsa sotto i ponti sciacquando la vista ai miopi, ed io stesso ho militato fra coloro che più si sono battuti affinché Genova prendesse coscienza della propria bellezza, e finalmente si concedesse ai suoi spasimanti. Il turismo, ove ben gestito, reca vantaggi incommensurabili. E, last but not least, incentiva quel <strong>senso di orgoglio e di appartenenza</strong> che per tanto tempo (e forse Petrarca se ne stupirebbe) ci era mancato.<br />
In alto i cuori, dunque, e avanti i carri, il 2024 ci attende!<br />
(1)uno fra i miei saggi più recenti s&#8217;intitola <em>Libro bianco del turismo esperienziale. Prospettiva (in Liguria) per territori, cultura, imprese</em>, ed. Sabatelli, Savona. Approfondimenti <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">a questo link</a><br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/">A Genova, gusto di Rolli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Christmas shopping&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Io non appartengo a coloro che “patiscono” il Natale, e si lamentano per i regali vissuti come un obbligo o per i parenti con cui non vanno d’accordo… No, io non appartengo a costoro. La mia famiglia d’origine è ormai, purtroppo, un ben lontano ricordo, ma mi tornano alla mente, con una certa saudade, i ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/christmas-shopping/">leggi tutto</a></p>
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<p>Io non appartengo a coloro che “patiscono” il Natale, e si lamentano per i regali vissuti come un obbligo o per i parenti con cui non vanno d’accordo… No, io non appartengo a costoro.<br />
La mia famiglia d’origine è ormai, purtroppo, un ben lontano ricordo, ma mi tornano alla mente, con una certa <em>saudade</em>, i riti ed i luoghi dello shopping (anzitutto i carruggi, “illuminati” dalle vetrine) e del cucinare che caratterizzavano le Feste di allora…<br />
Preparavamo l’abete (non il presepe), e poi anche in casa mia <strong>Natale significava pandolce</strong>, e Capodanno significava cotechino con le lenticchie (beneauguranti, no?).<br />
Ho conosciuto <strong>Lino La Iacona</strong> alcuni anni fa, questo signore che la Sicilia ha regalato a Genova, questo ragazzo di 76 anni che ha fatto della sua elegante pasticceria-cioccolateria in via Bensa 26 un luogo dove prima di tutto “condividere” le bontà che si assaggiano e si acquistano.<br />
Un luogo dov&#8217;è bello fermarsi anche solo per un caffé.<br />
L’ho conosciuto perché entrambi crediamo nel lavoro, nella conoscenza, nei giovani (lui li “arruola” nel suo laboratorio, io li “formo” nelle aule della formazione professionale), e crediamo in quella trasmissione del sapere che varrà come strumento indispensabile per perpetuare il made in Italy, per attrarre turismo esperienziale di qualità, per affermare <em>buonessere</em>.<br />
<strong>In quella bottega tra la Zecca e la Nunziata (ad un passo dai Rolli, dal Museo mazziniano, dalle affollate sedi universitarie umanistiche…)</strong> troverai, amico Lettore, una famiglia “come una volta”, che potrà raccontarti brioche, sfogliatelle, cavolini, bigné, babà, krapfen, bavaresi, krantz, sacher, sacripantine, meringhe, anicini, canestrelli, savoiardi, praline, ginevrine alla menta, violette. foglie di menta e petali di rose cristallizzati… A te la scelta e buon pro ti faccia.<br />
Sappi inoltre che, nello spazio attiguo alla vendita, La Iacona espone – come in un piccolo museo &#8211; alcuni antichi macchinari e oggetti di lavoro, che consentono un viaggio nella miglior storia artigiana. V&#8217;è cura in ogni dettaglio.<br />
Natale, ho appena scritto, anche in casa mia significava pandolce. Quest’anno, <strong>sia la versione del pandöçe zeneize alta</strong> (più “antica”, impastata con farine di forza e lievitata col crescente naturale) <strong>sia la versione bassa</strong> (ottocentesca, impastata con farine più deboli e lievitata coi baking chimici) sono “made in La Iacona”, prodotti con un livello di materie prime ed un rapporto qualità/prezzo quasi irripetibili presso le altre eccellenze cittadine.</p>
<div id="attachment_22050" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/pandolce-alto.jpg"><img class="size-medium wp-image-22050" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/12/pandolce-alto-300x269.jpg" alt="il pandolce alto della pasticceria la iacona" width="300" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">il pandolce alto della pasticceria la iacona</p></div>
<p>“Coroneranno” la tavola al termine del menu di pesce che con Luisa immagineremo per il Natale, e del menu di terra per il Capodanno. Peraltro, sono prodotti che conosco già bene, in particolare la versione alta, quella più complessa a prepararsi, nonché quella meno reperibile in commercio.<br />
Il pandolce alto di La Iacona è profumato, cotto alla perfezione, molto ricco (cedro vero, pinoli tostati&#8230;), propone una masticabilità morbida e appagante. L&#8217;impasto &#8211; si avverte &#8211; nasce attorno ad una pasta madre matura al punto giusto (il pH ottimale di questo prefermento si aggira intorno a 4-4,2&#8230;), la quale non rilascia quella nota acidula che, legittimamente, &#8220;spiace&#8221; a tanti&#8230;<br />
Un tulipanino di passito a bacca bianca, poi, servito a 8-9°C (le bollicine del Moscato sposano meglio i cosiddetti grandi lievitati come il panettone milanese o il pandoro veronese), magari addirittura uno <strong>Sciacchetrà delle Cinque Terre, </strong>la DOC più verticale della Liguria, ci permetterà un brindisi di buon auspicio, e &#8211; come si suol dire &#8211; una meditazione: che il 2024 sia anzitutto un anno di salute e di serenità, di “ravvedimenti” e di benessere.<br />
Per un mondo che &#8211; fra pandemie, guerre, disparità sociali, scandali &#8211; troppo spesso pare, come Shakespeare faceva pronunciare ad Amleto, “fuor dei cardini”.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>A Genova, sapore di Rolli</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 10:56:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Su incarico del Comune di Genova, sabato 18 novembre Luisa Puppo presso il bellissimo Palazzo Tobia Pallavicino (uno dei “Rolli”) ha collaborato all’accoglienza di una quarantina di operatori turistici principalmente operativi sul target culturale ed enogastronomico, e le tailor-made experiences di alta gamma. Alcuni italiani, altri in rappresentanza di tour operating estero (Francia e Germania), ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/a-genova-sapore-di-rolli/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21977" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/palazzo-tobia-p..jpg"><img class="size-full wp-image-21977" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/palazzo-tobia-p..jpg" alt="palazzo tobia pallavicino. Immagine tratta da visitgenoa.it" width="275" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">palazzo tobia pallavicino. Immagine tratta da visitgenoa.it</p></div>
<p><strong>Su incarico del Comune di Genova, sabato 18 novembre Luisa Puppo presso il bellissimo Palazzo Tobia Pallavicino (uno dei “Rolli”) ha collaborato all’accoglienza di una quarantina di operatori turistici principalmente operativi sul target culturale ed enogastronomico, e le tailor-made experiences di alta gamma. Alcuni italiani, altri in rappresentanza di tour operating estero (Francia e Germania), uno infine olandese. </strong><br />
Presenti anche giornalisti, blogger ed influencer. L’iniziativa, proseguita poi il giorno successivo, era propedeutica al marketing del pacchetto “Rolli Experience”, calendarizzato nei fine settimana di dicembre e nel primo di gennaio.<br />
Dopo una visita di Palazzo Tobia Pallavicino (a cura di Anna Galleano della Camera di commercio), e prima del vero e proprio buffet d’aperitivo organizzato da Welcome Ricevimenti, Luisa Puppo – non a caso dal 2018 Ambasciatrice di Genova nel mondo &#8211; ha introdotto in senso storico e culturale <strong>la cucina genovese, in termini di materia prima e di ricette</strong>, sottolineando poi anche l’importanza di alcuni abbinamenti enologici. Una cucina, come Luisa Puppo ha efficacemente precisato, &#8220;di bordo, di porto, e d&#8217;orto&#8221;.<br />
Sono quindi salite in scena le specialità previste dalla serata, fra cui il Basilichito (un sodato con Basilico Genovese DOP), il “biancamaro” realizzato con Pigato e Campari(1), la immancabile focaccia zeneize anche con olive taggiasche e salvia, la torta Pasqualina, le trofie col pesto ed i pansoti con la salsa di noci. Dolcissimo finale col pandolce sia in versione alta (la più antica) che bassa, la crema spalmabile nonché i gianduiotti con nocciole “misto Chiavari”(2), gli amaretti(3) e la confetteria.<br />
(1) a Genova, scherzosamente, prende talvolta il nome di <em>meixinn-a</em> (medicina) quando vengono invertite le percentuali, e di <em>mangraiou</em> (malconcio, malridotto) quando si usa il “Rosso antico”, un vermouth anni ’70&#8230; Si badi che il vermouth si ottiene da vino, i “bitter” da una base alcolica (almeno 15°)<br />
(2) si tratta di un cosiddetto Marchio collettivo geografico, che individua <strong>8 varietà di nocciole, talora antiche cultivar, “sparse” tra le valli genovesi Fontanabuona, Sturla, Aveto</strong><br />
(3) ottimi gli amaretti prodotti da mandorle pugliesi, oleose, il che conferisce una texture molto morbida all’impasto. Incartati a mano, hanno una shelf life di circa 60 giorni.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Con Umberto Curti dentro la Genova del &#8216;500</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 13:08:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21890" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/veduta-genova-cristoforo-grassi.jpg"><img class="size-medium wp-image-21890" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/veduta-genova-cristoforo-grassi-300x166.jpg" alt="la superba veduta di Genova di Cristoforo Grassi, 1584" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">la superba &#8220;Veduta di Genova&#8221; di Cristoforo Grassi, 1481</p></div>
<p>Il <strong>26 ottobre 2023 alle h 17.00 presso la Biblioteca Civica “Saffi” di Genova</strong> (via Molassana 74E rosso, 010 5574434, <a href="mailto:biblsaffi@comune.genova.it">biblsaffi@comune.genova.it</a>) il nostro <strong>Umberto Curti</strong> racconterà gli usi culinari a Genova nel ‘500, fra tavole patrizie ed usanze popolari.<br />
Un interessante viaggio etno-gastronomico dentro una città che contava circa 10mila case e 50mila abitanti, ma possedeva uno dei porti più importanti al mondo, dove approdavano merci che oggi definiremmo top di gamma.<br />
Come sempre, la storia alimentare si conferma uno degli strumenti principali per indagare la cultura e la vita sociale di una comunità, che è (e si afferma) anche in base a ciò che sa coltivare, produrre, importare&#8230;<br />
<strong>La scoperta del Nuovo Mondo</strong> aveva “chiuso” il Medioevo, e la Genova rinascimentale &#8211; evoluta rispetto a quella che tuttavia aveva sedotto Petrarca &#8211; si accingeva a vivere i secoli più gloriosi della propria storia (nel 1576 vennero non a caso istituiti anche gli elenchi dei palazzi nobiliari che oggi conosciamo come <strong>Rolli</strong>, onde ospitare i notabili in visita a Genova…).</p>
<p>La lenta diffusione delle posate e una miglior igiene alimentare, oltre alla <strong>“scoperta” presso le isole Lofoten dello stoccafisso ed ai mille prodotti provenienti dalle Americhe</strong>, via via rivoluzionarono anche i pasti di molti europei, a maggior ragione i pasti dei Genovesi, che (per l&#8217;orografia del territorio, e la modesta pescosità del mare) erano soprattutto &#8220;mercatores&#8221; più che pescatori, contadini o allevatori.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21891" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474-300x225.jpg" alt="Foto0474" width="300" height="225" /></a>Ortensio Lando, intellettuale umanista, e piacevole scrittore, viaggiando dalla Sicilia a Genova, intorno al 1548, rimase incantato dalle <strong>gattafure</strong> (le torte di verdura!), ed in quegli anni alcuni pittori fiamminghi attivi in città (<strong>P.</strong> <strong>Aertsen, J. Beuckelaer</strong>) iniziarono con successo a ritrarre mirabilmente cucine, mercati, dispense, pollame…<br />
Per saperne di più, fra banchetti e trincianti, spezie e neviere…, Umberto Curti vi aspetta quindi giovedì 26, <strong>ingresso libero</strong>, gradita la prenotazione per non eccedere la capienza della sala conferenze (accessibile anche ai diversamente abili).<br />
P.S. la &#8220;Veduta&#8221; del Grassi, presente su moltissimi siti web, è stata ritenuta di pubblico dominio. Qualora violasse un diritto altrui, ci rendiamo ovviamente disponibili ad una immediata rimozione.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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