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	<title>Ligucibario &#187; patrimonio unesco</title>
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		<title>Genova, meta di principi nei palazzi dei Rolli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:01:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; I Palazzi dei Rolli testimoniano una stagione in cui la Repubblica di Genova gestì l’accoglienza di sovrani e ambasciatori grazie a un sistema codificato, integrato da strategie di comunicazione istituzionale ante litteram. Non solo magnificenza architettonica e artistica, ma un modello organizzato fondato su procedure e ritualità ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-meta-di-principi-nei-palazzi-dei-rolli/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/Foto0473.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29652" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/Foto0473-225x300.jpg" alt="Foto0473" width="225" height="300" /></a></p>
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<p><em>I Palazzi dei Rolli testimoniano una stagione in cui la Repubblica di Genova gestì l’accoglienza di sovrani e ambasciatori grazie a un sistema codificato, integrato da strategie di comunicazione istituzionale ante litteram. Non solo magnificenza architettonica e artistica, ma un modello organizzato fondato su procedure e ritualità che anticipano le moderne pratiche dell’Event Management e dell’Hotel Management. Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo propongono i Rolli come caso studio di eccellenza storica e prototipo delle moderne SOP (Standard Operating Procedures) del settore.</em></p>
<h2>Palazzi dei Rolli. Un’eredità culturale che ispira l’hospitality moderna</h2>
<p data-start="144" data-end="646">Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo presentano i Palazzi dei Rolli come un laboratorio di eccellenza storica, un modello che anticipa le moderne SOP nei settori di Event Management, Hospitality Management e accoglienza turistica. Le lezioni offrono l’occasione per analizzare e identificare buone prassi, dove storia e pratiche contemporanee si incontrano in un caso di studio concreto, da cui trarre spunti applicabili oggi. In tale prospettiva, Luisa Puppo condurrà gli allievi di vari percorsi formativi post diploma su cui attualmente svolge docenze (sempre attinenti alla lingua inglese e alla fruizione turistico-culturale della Liguria) alla mostra <strong><a href="https://archiviodistatogenova.cultura.gov.it/valorizzazione-mostre-ed-eventi/valorizzazione-del-patrimonio-archivistico/laccoglienza-a-genova-e-il-sistema-dei-rolli" target="_blank">L&#8217;accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli</a></strong>, lodevolmente gratuita, in corso presso l’<strong>Archivio di Stato di Genova</strong>, forziere che custodisce oltre 40 km lineari di documentazioni. Mostra nella quale i “Libri delle cerimonie” (dal 1588 al 1796 * ) svelano il galateo che connotava l’ospitalità a principi e notabili negli sfarzosi palazzi dei Rolli, da vent’anni assurti – non casualmente… &#8211; a patrimonio UNESCO.</p>
<h2>I Palazzi dei Rolli, simbolo dell’ospitalità genovese</h2>
<p>Se, in occasione di particolari visite (Luigi XII, l’Infanta di Spagna, Massimiliano d’Austria) la città si rifaceva il look e le strade di collegamento, e s’illuminava a festa, per non nuocere alla qualifica di “Superba” che secoli prima le aveva tributato niente meno che Petrarca, anche l’accoglienza “privata” non poteva esser da meno ** . Stiamo riferendoci al siglo de oro (metà ‘500 – metà ‘600), allorquando Genova, capitale mercantile, si sforzava (con successo) di differenziarsi e di eccellere in ogni aspetto della vita pubblica.</p>
<h2>I “Libri delle cerimonie” e il galateo dell’accoglienza</h2>
<p>Lo scopriamo da carte delicatissime, impegnative a conservarsi, fitte di calligrafie ardue a leggersi ma meticolose. Centinaia di “vip” del potere e dell’economia (categorie sovente intrecciate), della nobiltà, del clero e della diplomazia, tutti illustrissimi e adusi al lusso, scoprivano Genova o vi tornavano, fatti oggetto di cerimoniali, di rinfreschi e d’intrattenimenti, ora solenni ora religiosi ora mondani, finalizzati ad accrescere l’immagine della città, oggi quasi diremmo la sua brand reputation. Beninteso, i costi di tutto l’apparato risultavano sempre impegnativi per non dire enormi (per Luigi XII si spesero 12mila ducati!). Inoltre, occorreva sistemare anche l’ampio seguito che “scortava” costoro, sempre inclusivo di carrozze, carriaggi e cavalli. Tanto che talvolta a Genova occorreva richiedere prestiti per non precipitare in default le proprie casse.</p>
<h2>Accogliere principi e ambasciatori: tra rituali e banchetti</h2>
<p>Ma l’etichetta, di fatto, veniva prima d’ogni altra urgenza, e nulla era casuale, gli imprevisti non trovavano spazio per esistere all’interno di un’esperienza che via via aggregava alloggi di charme, itinerari di visita, concerti, cene, cortei, maschere, barcheggi, regalie, tutto puntigliosamente scandito, senza fretta, e calibrato ad personam. Affinché Genova apparisse porto fiorente, urbanità compatta, eleganza fusa a ricchezza, e forza verticaleggiante verso le sue immediate colline.</p>
<p>E quanto alla gola dei “foresti”, ovvero i non genovesi, essa – presumiamo con piacere &#8211; incontrava il tacchino “esotico”, il rosolio, le note speziate, e cioccolate calde da sorbirsi in tazza, classica novità da corte, ma anche cioccolato (solido) donato, insieme a biscotti che oggi chiameremmo caporali o savoiardi, su vassoi avvolti nel broccato. La Liguria, non a caso, è tuttora terra di velluti, damaschi, pizzi al tombolo…</p>
<h2>Una città che costruisce la propria reputazione</h2>
<p>Chi ripartiva, certo affascinato da ciò che aveva visto, e lusingato da ciò che aveva vissuto (e ricevuto), garantiva in genere passaparola notevoli, che giovavano al “marketing” genovese. A buon intenditor…</p>
<p>La mostra all’Archivio di Stato, realtà sempre dinamica e cuore pulsante dell’offerta culturale cittadina, è visitabile, su prenotazione, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.</p>
<p>Per i gruppi, dal lunedì al venerdì, rivolgersi direttamente al numero telefonico 010 537561. Buona visita!</p>
<p>*incombe ormai anche su Genova il terremoto bonapartiano</p>
<p>**come noto, nel 1588 un bombardiere venne rasato, suppliziato e condannato a 10 anni di remi “soltanto” per aver sbagliato una salva di cannone durante un evento di rappresentanza<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti</a>, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Un Natale più sostenibile e salutare</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 14:22:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29444" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/030.jpg"><img class="size-medium wp-image-29444" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/030-300x225.jpg" alt="natalini" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">natalini</p></div>
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<p>Un Natale più sostenibile? Sì, grazie.  L’86% degli italiani dichiara – ammette &#8211; di sprecare cibi durante le Feste di fine anno, e purtroppo ne derivano, anzitutto, tonnellate e tonnellate di rifiuti in discarica.</p>
<p>Ma proprio in questi giorni la (cosiddetta) cucina italiana è assurta a patrimonio UNESCO, e pochi momenti simboleggiano – un po’ in tutte le regioni &#8211; letizia e convivio quanto i pranzi di Natale, riti oggi come ieri di famiglia, occasioni in cui preoccuparsi poco dell’orologio…</p>
<h2>Strategie per un Natale più sostenibile</h2>
<p>Si debbono e si possono allora mettere in atto alcune strategie di buon senso per un Natale più sostenibile e salutare, che rendano questi pranzi meglio bilanciati, meno impattanti sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista della salute e del benessere, così – da una parte &#8211; da nuocere il meno possibile al Pianeta e così – dall’altra, quella che sembra riguardarci più “immediatamente” &#8211; da arrivare a fine pasto avendo assaggiato con piacere un poco di tutto…</p>
<p>Si tratta in primis di <strong>far la spesa in modo razionale e…regionale</strong>, privilegiando i mercati rionali e i prodotti del territorio, i farmer market e gli acquisti “comunitari”. Il compianto Gino Veronelli, “camminando” le osterie per penetrare l’autentico genius loci italiano, molti anni fa provocatoriamente già affermava che il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale…</p>
<p>Ciò che è di stagione e ciò che è “bio” può infatti perfettamente sostituire (o comunque accompagnare) ciò che è esotico e talvolta modaiolo, ciò che attraversa il mondo su camion e aerei inquinanti. Le filiere brevi, le varietà ortofrutticole locali, le certificazioni DOP possono rappresentare scelte ottimali se ci interessa l’origine, la tracciabilità di quel che mettiamo in tavola &#8211; e nell’organismo &#8211; . Per converso, sarà bene <strong>evitare produzioni non etiche, alimenti OGM,</strong> confezioni sulla cui etichetta è <strong>difficile decifrare provenienze e ingredienti</strong>, tanti sono gli <strong>additivi</strong> che vi compaiono…</p>
<p>In tal senso Ligucibario® da molti anni non si stanca di esortare i propri Lettori e gli appassionati verso un <strong>“ritorno alla cucina”</strong>, poiché conoscere dal di dentro le qualità della materia prima è essenziale anche per ottimizzarne la manipolazione (e questo è un assioma che praticò prima di tutti il notissimo chef milanese Gualtiero Marchesi, vate della nouvelle cuisine, che non a caso affermava “il cuoco è un cuocitore”). Cucinare nella propria cucina, inoltre, diviene oggi l’<strong>antitesi necessaria al cibo usa-e-getta</strong>, ai sapori indifferenziati, alla chimica delle catene industriali (molti bambini sono obesi proprio in quanto si abbuffano di trash food).</p>
<div id="attachment_26659" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/rolli2.png"><img class="size-medium wp-image-26659" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/rolli2-300x280.png" alt="pandolce genovese col rametto di alloro" width="300" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">pandolce genovese col rametto di alloro</p></div>
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<h2>Regioni italiane: ecomenu interessanti e salubri</h2>
<p>Le <strong>regioni italiane</strong>, e certo non ultima la Liguria, permettono in tal senso molti <strong>ecomenu interessanti e salubri</strong>: qui da noi mi limito a menzionare i sott&#8217;olii, le focacce, le farinate e i cuculli, i ravioli di verdura, i natalini (maccheroni) in brodo &#8211; che vedete nella foto &#8211; , il minestrone alla genovese, la mes-ciùa spezzina, i ceci in zimino, i risotti, gli gnocchi e i testaroli (col pesto), le torte di verdura, il polpettone, le verdure ripiene, il pandolce, le torte e i biscotti con frutta e/o spezie, il castagnaccio, la spungata di Sarzana… Non v’è che l’imbarazzo della scelta.</p>
<p>Occorrerà poi servire <strong>porzioni ragionevoli</strong>, poiché ad es. l’assalto agli antipasti, e ai lievitati, non di rado può “condizionare” in negativo il seguito del banchetto.</p>
<p>In base alle portate prescelte, si potrà poi immaginare già a monte anche qualche positivo <strong>riciclo antispreco</strong>, un po’ come facevano le nostre nonne (dai risotti, tanto per dire, originano l’indomani squisiti supplì…), oppure una surgelazione, così da non destinarli alla pattumiera.</p>
<p>L’<strong>acqua in caraffa</strong>, poi, sarà certo più “sostenibile” di quella nelle bottiglie di plastica, così come si potrà, ove opportuno, utilizzare stoviglie eco-compatibili, da smaltire nell’umido così che si trasformino in compost.</p>
<p>L’atmosfera potrà riuscire calda ed intima grazie a <strong>candele naturali</strong>, e per alcuni ornamenti si potranno impiegare materiali di recupero, spazio alla creatività.</p>
<h2>Il gesto del dono</h2>
<p>Quanto infine ai <strong>doni</strong>, la priorità pare sempre di più spendere con intelligenza, pensando al destinatario, e cercando di donare qualcosa che abbia un senso e che duri. Il gesto del dono potrebbe poi estendersi anche in àmbito di beneficenza, dato che vi sono molte organizzazioni le quali a Natale attendono un nostro aiuto per soccorrere chi ha meno di noi. I genovesi, con finalità filantropica, serbavano una fetta di pandolce per chi avesse bussato all’uscio: cerchiamo di attualizzare quel bel pensiero, faremo del bene non solo al prossimo ma anche a noi stessi.</p>
<h2>Le scelte consapevoli</h2>
<p>In conclusione, le Feste tuttora costituiscono davvero una pausa di <strong>gioia e di riflessione</strong>, che può favorire scelte consapevoli e concrete anche in termini ecologici e salutistici. Fuggiamo via dalle code in auto, dai consumi massificati e disattenti, dai regali effimeri, dai botti di Capodanno che tanto nuocciono agli animali (e talvolta anche agli arti degli umani&#8230;). E recuperiamo alle Feste una dimensione meno frenetica e consumistica, e più interiore e solidale.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Come nasce il tartufo?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 12:46:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26705" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/Fiera-del-Tartufo-2023-7409822.jpg"><img class="size-medium wp-image-26705" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/Fiera-del-Tartufo-2023-7409822-200x300.jpg" alt="Fiera del Tartufo, Alba. Credits: Lavezzo Studio" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fiera del Tartufo, Alba. Credits: Lavezzo Studio</p></div>
<p>Questo del tartufo è un tema di cui ci siamo già occupati a lungo (ecco uno dei tanti link utili…). Autunno, profumi di funghi nei boschi. Il tartufo – terrae tuber &#8211; è tuttavia un fungo ipogeo (nasce nel sottosuolo), che si sviluppa in simbiosi con le radici di alcune piante, come ad es. tigli, pioppi, carpini, querce, salici e noccioli. Tale stretto legame, strutturale e funzionale, detto micorriza (vocabolo giuntoci dal greco), consente un mutuo “travaso” di sostanze nutritive tra il tartufo e la pianta. Il tartufo si riproduce attraverso le spore, che vengono trasportate da animali – come i cinghiali e i roditori &#8211; o dal vento, consentendo nuovi tartufi.</p>
<p>Il tartufo si mangia sin dall’antichità. La cerca, col lagotto o altri cani, è di recente assurta addirittura a Patrimonio Unesco.</p>
<p>Ecco i momenti essenziali di questo ciclo di vita:</p>
<p><strong>1.simbiosi:</strong></p>
<p>Il tartufo prende vita, come detto, da un particolare legame con alcune piante, con le quali scambia acqua, sali minerali e zuccheri.</p>
<p><strong>2.riproduzione:</strong></p>
<p>Il tartufo, una volta maturo &#8211; e dotato grazie a numerose molecole di un profumo attrattivo &#8211; , produce spore che, disperse nell’ambiente da animali o dal vento, avviano un nuovo ciclo originando nuovi miceli (parte vegetativa del fungo).</p>
<p><strong>3.formazione del corpo fruttifero:</strong></p>
<p>I miceli, a contatto con le radici, sviluppano il corpo fruttifero, ovvero il tartufo vero e proprio, quello che tanto adoriamo sulle nostre tavole per accompagnare fondute, risotti, tajarin, uova ecc. (suggerisco ovviamente l’accortezza di non cucinare mai il tartufo bianco, che è puro profumo…).</p>
<p>In definitiva, il tartufo non è certamente un frutto bensì un fungo, di tipo ipogeo, che sottoterra “prospera” in virtù di una stretta simbiosi con alcune piante, e che si riproduce tramite le spore, le quali vengono variamente trasportate nell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>In Liguria, il bel borgo di Millesimo (SV) in val Bormida dedica al tartufo una sentitissima festa ad inizio autunno. In Italia le località più “vocate” sono notoriamente Alba in Piemonte, Acqualagna nelle Marche, Norcia in Umbria… Da buoni italiani e buongustai, mi raccomando, diffidiamo infine di quelle sostanze chimiche che, sintetizzate industrialmente, introdotte come additivi replicano nei cibi l’aroma, ma che col tartufo autentico hanno poco o niente a che fare.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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		<title>Fasce terrazzate</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Fasce terrazzate sono i “gradoni”, sostenuti da muretti a secco (&#8220;maxei&#8221;) * , che seguendo le curve altimetriche consentono agli agricoltori alcune coltivazioni (vite, olivo, piccoli orti) malgrado la “verticalità” dei declivi. Compongono un paesaggio (Cinque Terre, Pornassio, uliveti&#8230;) che è ormai simbolo della Liguria. Una risorsa frutto, come si suol dire, dell&#8217;ingegno contadino. * ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fasce-terrazzate/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fasce terrazzate sono i “gradoni”, sostenuti da muretti a secco (&#8220;maxei&#8221;) * , che seguendo le curve altimetriche consentono agli agricoltori alcune coltivazioni (vite, olivo, piccoli orti) malgrado la “verticalità” dei declivi. Compongono un paesaggio (Cinque Terre, Pornassio, uliveti&#8230;) che è ormai simbolo della Liguria.<br />
Una risorsa frutto, come si suol dire, dell&#8217;ingegno contadino.<br />
* l&#8217;arte dei muretti a secco è assurta a patrimonio UNESCO<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Muretti a secco</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 08:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Muretti a secco, simbolo della Liguria, in vernacolo &#8220;maxei&#8221; (macerie, perché si costruivano con materiali di scarto)&#8230; Lunghi molti chilometri, e costruiti con un’arte antica a rischio estinzione &#8211; oggi assurta a patrimonio UNESCO &#8211; , in Liguria sorreggono notoriamente le fasce terrazzate, per aumentare le superfici coltivabili &#8211; piccoli orti, vigna, uliveti &#8211; lungo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/muretti-a-secco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Muretti a secco, simbolo della Liguria, in vernacolo &#8220;maxei&#8221; (macerie, perché si costruivano con materiali di scarto)&#8230;<br />
Lunghi molti chilometri, e costruiti con un’arte antica a rischio estinzione &#8211; oggi assurta a patrimonio UNESCO &#8211; , in Liguria sorreggono notoriamente le fasce terrazzate, per aumentare le superfici coltivabili &#8211; piccoli orti, vigna, uliveti &#8211; lungo declivi quasi verticali (Cinque Terre, Pornassio, ecc.).<br />
Qui e là si svolgono corsi di formazione, per tutelare sia i manufatti sia le competenze per restaurarli o erigerne.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Maxei</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 08:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I maxei sono i muretti a secco (maxea = maceria), quelli che sostengono le fasce terrazzate, per far sì &#8211; seguendo la curva altimetrica &#8211; che gli agricoltori possano lavorare (piccoli orti, vigne, uliveti) anche sui declivi verticaleggianti&#8230; Da alcuni anni quest&#8217;arte costruttiva è assurta, legittimamente, a patrimonio Unesco. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/maxei/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I maxei sono i muretti a secco (maxea = maceria), quelli che sostengono le fasce terrazzate, per far sì &#8211; seguendo la curva altimetrica &#8211; che gli agricoltori possano lavorare (piccoli orti, vigne, uliveti) anche sui declivi verticaleggianti&#8230; Da alcuni anni quest&#8217;arte costruttiva è assurta, legittimamente, a patrimonio Unesco.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Formaggi liguri, mieli e mostarde</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 13:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Formaggi liguri, narratori di genius loci Mi sono ripetutamente occupato di formaggi e di formaggi liguri nello specifico, anzitutto (non lo nego) da appassionato. I formaggi raccontano alpeggi, antiche transumanze di mandrie e greggi, profumi e sapori &#8211; maggenghi e vernenghi… &#8211; che continuamente svelano comunità, storie, genius loci. La ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/formaggi-liguri-mieli-e-mostarde/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSC04393.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25587" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSC04393-300x178.jpg" alt="DSC04393" width="300" height="178" /></a></p>
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<h2>Formaggi liguri, narratori di <em>genius loci</em></h2>
<p>Mi sono ripetutamente occupato di formaggi e di formaggi liguri nello specifico, anzitutto (non lo nego) da appassionato. I formaggi raccontano alpeggi, antiche transumanze di mandrie e greggi, profumi e sapori &#8211; maggenghi e vernenghi… &#8211; che continuamente svelano comunità, storie, genius loci.<br />
La <strong>transumanza</strong>, in particolare, il rito stagionale da San Bernardo a San Michele, il montegar e desmontegar (come dicono nel Nord-Est) che lega l&#8217;Italia alla Rioja, all&#8217;Alsazia, al Tirolo, a Creta&#8230;, è assurta dal 2019 a patrimonio UNESCO, ed è oggetto di numerosi, mirabili docufilm.</p>
<p>Anche nel caso dei formaggi liguri, la mia predilezione va verso gli <strong>erborinati</strong>, e quando ho avuto la fortuna – impegni di lavoro permettendo – di viaggiare, sia in Italia che all’estero, ho sempre cercato territori vocati, casari custodi della tradizione, assaggi, abbinamenti mirati. Ma, attraverso una tirocinante croata che trascorse un periodo presso la nostra società, avvicinai anche il paski sir, il pecorino di Pago, secondo molti il miglior formaggio della Croazia se non dell’Est europeo…</p>
<p>Qualche tempo fa <strong>Luisa Puppo</strong> ha collaborato ad un progetto europeo, “Cambiovia”, fortemente centrato sul tema dei formaggi liguri, e più o meno in contemporanea io pubblicai un denso pezzo sul magazine bimestrale “Liguria Food” (<a title="umberto curti formaggi liguri" href="https://www.liguriafood.it/2023/09/16/cheese-la-liguria-sorride/%20" target="_blank">a questo link</a>)) nel quale percorrevo tutte le principali produzioni liguri.</p>
<h2>Formaggi liguri (e non solo): gli abbinamenti</h2>
<p>Oggi è di moda <strong>abbinare i formaggi a frutta secca, mieli, gelatine al vino, confetture e mostarde specifiche…</strong>ed incontro molte persone le quali perciò mi chiedono qualche suggerimento in proposito. Ecco un primo, agevole elenco di possibilità &#8220;calato nel concreto degli <strong>abbinamenti per i formaggi liguri (e non solo)</strong>:</p>
<ul>
<li>i <strong>mieli</strong>, soprattutto di castagno, sono ottimi con formaggi stagionati, col Parmigiano, lo Sbrinz, il sarazzö avetano (la val d&#8217;Aveto è in Liguria, con Mendatica a ponente, area di transumanza).</li>
<li>La <strong>mostarda di pere</strong> (tipica a Mantova, nel Trentino, in Piemonte…) sposa anzitutto tome dai cospicui contenuti in grasso, produzioni montane e formaio embriago.</li>
<li>Le <strong>mostarde di agrumi</strong>, ad es. il chinotto savonese, vivono bei matching con stracchini (in Liguria li trovi Brugnato), mozzarelle anche di bufala, formaggette ovocaprine morbide, anche prescinsêua.</li>
<li>La <strong>mostarda di fichi</strong> è perfetta con il brussö, i classici erborinati italiani (vaccini), francesi e britannici (di pecora), e col sorprendente Danablu IGP danese.</li>
<li>Le <strong>mostarde coi frutti di bosco</strong> incontrano con piacere ricotte e mascarpone.</li>
<li>La <strong>mostarda di cipolle</strong> accompagna anzitutto pannerone e provolone, ma anche un San Sté invecchiato 2 mesi e perfino il Raspadura lodigiano, ed infine quella di peperoni può degnamente figurare accanto alla crescenza e alle burrate.</li>
</ul>
<p>Spazio alla creatività e alle sperimentazioni!<br />
E prossimamente &#8211; sempre su questi &#8220;schermi&#8221; &#8211; vi proporrò gli abbinamenti (non semplici) dei formaggi con i vini *</p>
<p>*quanto ai formaggi liguri, puoi iniziare a leggermi <a title="formaggi liguri" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/formaggi-vara-aveto-graveglia-valbrevenna-brigaschi-savona/" target="_blank">da questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>17 gennaio, Giornata mondiale della pizza</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 13:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>17 gennaio, Giornata mondiale della pizza&#8230; Dal 2017 (non a caso l’anno in cui è divenuta patrimonio UNESCO grazie a un’intuizione napoletana) si celebra questa ricorrenza gastronomica, il World pizza day: del resto, Sant’Antonio Abate, l’anacoreta egiziano che ricorre anche in cento proverbi, è il patrono – oltre che degli animali domestici &#8211; dei lavoratori ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/17-gennaio-giornata-mondiale-della-pizza/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/17-gennaio-giornata-mondiale-della-pizza/">17 gennaio, Giornata mondiale della pizza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25019" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/pizza-fichi-speck-bufala.jpg"><img class="size-medium wp-image-25019" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/pizza-fichi-speck-bufala-300x168.jpg" alt="pizza con bufala, speck e fichi (umberto curti)" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">pizza con bufala, speck e fichi (umberto curti)</p></div>
<p>17 gennaio, Giornata mondiale della pizza&#8230;</p>
<p>Dal 2017 (non a caso l’anno in cui è divenuta <em>patrimonio UNESCO</em> grazie a un’intuizione napoletana) si celebra questa ricorrenza gastronomica, il World pizza day: del resto, Sant’Antonio Abate, l’anacoreta egiziano che ricorre anche in cento proverbi, è il patrono – oltre che degli animali domestici &#8211; dei lavoratori col fuoco e dunque dei fornai, dei ceramisti…</p>
<p>Avrebbe mai potuto uno come me &#8211; che negli anni ha tenuto docenze, eventi, gustincontri e cooking lesson di ogni tipo relativamente alle farine, ai grani antichi, ai lieviti, agli olii… &#8211; non occuparsi di questo street food tra i più importanti di tutto il bacino mediterraneo? Proprio oggi scorrevo online <strong>tante pagine di Ligucibario®</strong>, alcune ancora più che attuali, e mi dicevo, con piacere, che verosimilmente in questi ultimi anni la qualità delle pizze è migliorata, è un’esperienza anche più salubre rispetto al passato, e ad essa vengono sovente ben abbinati vini dei territori e birre artigianali.</p>
<p>Come tutti, ho a Genova e fuori Genova le mie pizzerie preferite (chi mi frequenta sa che le “condivido” volentieri*), ma soprattutto ho sperimentato anche a casa alcuni impasti, sovente – sebbene non sempre &#8211; con farine ‘1’ macinate a pietra da ottimi mulini e con lievito madre, che garantiscono una serena digestione.</p>
<p>Amico Lettore se ti piace approfondire alcuni temi del buonessere, eccoti i link a quelle pagine cui prima accennavo, e buona lettura:</p>
<p>&#8220;Ma è solo una pizza!&#8221; <a href="https://www.ligucibario.com/pizza-ligucibario/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/pizza-ligucibario/</a></p>
<p>&#8220;Insegnare online farine e lieviti&#8221; <a href="https://www.ligucibario.com/insegnare-online-farine-e-lieviti/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/insegnare-online-farine-e-lieviti/</a></p>
<p>&#8220;L&#8217;arte della pizza patrimonio dell&#8217;umanità Unesco&#8221; <a href="https://www.ligucibario.com/pizza-patrimonio-unesco/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/pizza-patrimonio-unesco/</a></p>
<p>&#8220;GenovAmalfi&#8221; <a href="https://www.ligucibario.com/genovamalfi-pizza-piedigrotta-unidea-umberto-curti/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/genovamalfi-pizza-piedigrotta-unidea-umberto-curti/</a></p>
<p>&#8220;La pizza è il pizzaiolo. Decalogo per il consumatore&#8221; <a href="https://www.ligucibario.com/pizza-10-cose-da-sapere/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/pizza-10-cose-da-sapere/</a></p>
<p>&#8220;29 settembre, pasta madre day&#8221; <a href="https://www.ligucibario.com/29-settembre-pasta-madre-day/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/29-settembre-pasta-madre-day/</a></p>
<p>*a Genova ad esempio (per ragioni diverse) “Piedigrotta”, “Patanegra” e “La funicolare”, a Cogoleto “Pomò”, ad Albisola &#8220;Benvenuti al sud&#8221; e &#8220;Fiore&#8221;, a Savona &#8220;Bella Napoli&#8221;, a Imperia-Porto Maurizio “La ribotta”…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Genova, un lungo weekend di Rolli Experience</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 14:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si è tenuta lo scorso weekend (18-20 ottobre) una nuova, ricchissima “Rolli Experience”, cui ho preso parte con grande interesse. L’iniziativa infatti ha con diversi eventi abbracciato diversi luoghi, attraverso alcune delle vie, dimore e botteghe cittadine più affascinanti. Venerdì, su incarico del Comune di Genova, ho avuto anzitutto il piacere, presso il salone consiliare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-un-lungo-weekend-di-rolli-experience/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/Banner20Experience-2023-24.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23537" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/Banner20Experience-2023-24-300x105.jpg" alt="Banner20Experience2023-24" width="300" height="105" /></a>Si è tenuta lo scorso weekend (18-20 ottobre) una nuova, ricchissima “Rolli Experience”, cui ho preso parte con grande interesse. L’iniziativa infatti ha con diversi eventi abbracciato diversi luoghi, attraverso alcune delle vie, dimore e botteghe cittadine più affascinanti.</p>
<p>Venerdì, su incarico del Comune di Genova, ho avuto anzitutto il piacere, presso il salone consiliare della Camera di commercio (Palazzo Tobia Pallavicino), d’intrattenere gli ospiti con uno storytelling etno-gastronomico che a quei luoghi legasse anche i sapori, il tutto in sinergia con un’apericena virtuosamente allineata alle tradizioni.</p>
<p>Il sabato ha focalizzato al mattino ancora l’aurea via Garibaldi (“Strada nuova”) con la sequenza di Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Tursi (dove fra l’altro si conserva il “cannone” di Niccolò Paganini realizzato dal liutaio cremonese Guarneri del Gesù), sino al ninfeo e al giardino segreto di Palazzo Nicolosio Lomellino, ovvero con una serie di esperienze che davvero lasciano chiunque, come si suol dire, a bocc’aperta.</p>
<p>Per trasferirsi nel pomeriggio in via San Lorenzo, presso il Duomo, in visita a Palazzo Sinibaldo Fieschi, dove il padrone di casa ha ricevuto gli ospiti, fra mirabili affreschi, intermezzi musicali e narrazioni letterarie, con tè e prelibate dolcezze, rievocando l’atmosfera che autenticamente si creava durante quei secoli in cui i “Rolli” &#8211; oggi patrimonio Unesco &#8211; altro non erano che splendide residenze patrizie dove alloggiare le personalità in visita alla Superba&#8230;</p>
<p>La cena serale, infine, si è svolta poco lontano, presso Palazzo Gio Vincenzo Imperiale in piazza Campetto, con un menu a tema rinascimentale anche per celebrare l’edificazione dell’edificio, risalente al 1560 e dotato di una facciata e di una serie di affreschi che lo rendono indimenticabile.</p>
<p>Che dirvi, amici Lettori? Forse che, pur genovese, e attiva nel turismo da 30 anni (come vola il tempo!), esplorando Genova non smetto di stupirmi.</p>
<p>E in tal senso mi sia permesso allora anche di aggiungere, in termini di destination marketing, che la fase “pionieristica” di promozione della città (fino a due decenni fa assente dagli atlanti o quantomeno “underrated”…) può dirsi felicemente conclusa, Genova c’è, e le &#8220;Rolli Experience&#8221; la divulgano nel modo migliore. La sfida cogente è ora quella di non precipitare in un overtourism che ha sempre (e sottolineo sempre) conseguenze socioeconomiche nefaste, e che a lungo andare genera più criticità che positività; bensì di posizionare Genova (che ha risorse non solo immense ma anche “diversificate”) presso i pubblici giusti, presso un incoming consapevole, evoluto, slow, non impattante. Chi fa il mio mestiere sa che i sinonimi sono mille, ma importante è cogliere di tali aggettivi il significato più profondo&#8230;</p>
<p>Luisa Puppo</p>
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		<title>Le &#8220;Rolli Experience&#8221; al WTE di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Genova consacra giovedì 12 settembre e parte di quel weekend a WTE, un “Salone mondiale del turismo” centrato in primis sulle città ed i siti patrimonio UNESCO. Una “tre giorni” dedicata a Rolli, Cinque Terre (con la riaperta Via dell’amore), Geopark Beigua, e Portovenere col suo prezioso arcipelago da un lato, ed alle criticità del cambiamento ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/">Le &#8220;Rolli Experience&#8221; al WTE di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21891" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/10/Foto0474-300x225.jpg" alt="Foto0474" width="300" height="225" /></a>Genova consacra giovedì 12 settembre e parte di quel weekend a <strong><a href="https://smart.comune.genova.it/comunicati-stampa-articoli/genova-tutto-pronto-il-15esimo-world-tourism-event-2024" target="_blank">WTE</a></strong>, un “Salone mondiale del turismo” centrato in primis sulle città ed i siti patrimonio <a href="https://whc.unesco.org/en/list/" target="_blank">UNESCO</a>.</p>
<p>Una “tre giorni” dedicata a Rolli, Cinque Terre (con la riaperta Via dell’amore), Geopark Beigua, e Portovenere col suo prezioso arcipelago da un lato, ed alle criticità del cambiamento climatico, dell’overcrowding e dei flussi usa-e-getta dall’altro.</p>
<p>I momenti b2b a Palazzo della Meridiana, con una cinquantina di buyer prescelti da ENIT, si alterneranno ad un’ottantina di Relatori non solo nazionali.</p>
<p>A WTE si parlerà anche di turismo delle radici, data la profonda bilateralità di Genova e della Liguria con numerosi territori oltremare, da cui grazie alle nuove generazioni, curiose di scoprire le proprie origini, sta provenendo significativo turismo del ritorno.</p>
<p>E per l’occasione, Palazzo Tobia Pallavicino riproporrà la facciata su via Garibaldi nelle tinteggiature settecentesche in rosa e verde.</p>
<p>Sarà fra i Relatori di uno dei panel WTE della mattina di venerdì 13 anche la nostra Luisa Puppo, dal 2018 ambasciatrice di Genova nel mondo, la quale intitola “Storytelling per la etno-gastronomia” il proprio intervento, ciò che la dice lunga circa i contenuti e le finalità del suo speech: ancora una volta la storia alimentare di una comunità, a supporto delle &#8220;<strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/" target="_blank">Rolli Experience</a></strong>&#8220;, come vettore di eccellenza per divulgarne la cultura, in modo accurato e piacevole, all’insegna di un edutainment di oraziana memoria che renda un buon servigio alla Superba, così ricca – grazie anzitutto al suo porto-emporio – di eccellenze e tradizioni (la cucina ligure non fu, non è, e mai sarà soltanto pesto&#8230;).</p>
<p>Buon lavoro, Luisa!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/">Le &#8220;Rolli Experience&#8221; al WTE di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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