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	<title>Ligucibario &#187; paolo cognetti</title>
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		<title>Guida Ambientale Escursionistica in Liguria &#8211; un diario di bordo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 08:43:33 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21690" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099-300x225.jpg" alt="DSCN2099" width="300" height="225" /></a>Si sono concluse <strong>presso ente F.Ire di Genova le lezioni mie (e di Luisa Puppo) alla seconda edizione del corso di qualifica per Guida Ambientale Escursionistica</strong>.</p>
<p>Il tutto si è svolto in una maniera molto costruttiva, e oserei dire che coi corsisti si è instaurato un rapporto d’intensa vicinanza, che naturalmente ha giovato al clima d’aula e all’apprendimento.</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: contenuti, bibliositografie e metodologie</h2>
<p>I contenuti di mia pertinenza (in sintesi, <strong>turismo sostenibile, e patrimoni “antropologici” della Liguria</strong>) sono peraltro valsi davvero a trasferire prassi operative tipiche del mio lavoro quotidiano: in concreto</p>
<p>1)le mindmap turistiche (che irradiano link progettuali e agevolano la creatività),</p>
<p>2)le griglie di competitività territoriale (con cui ponderare realisticamente le dotazioni di un’area),</p>
<p>3)le swot analysis (per affrontare in prospettiva opportunità e minacce provenienti dal mercato),</p>
<p>4)i casi-studio (da cui trarre e contestualizzare strategie vincenti),</p>
<p>5)le psicografie (per profilare bene i target),</p>
<p>6)le linee guida per l’ideazione di itinerari (che non sono un semplice collage di luoghi messi in fila e uniti da un trattino…),</p>
<p>7)infine i format d’offerta esperienziale (per cogliere efficacemente i trend in atto)…</p>
<p>Quanti Comuni e imprese si gioverebbero di &#8220;consulenze&#8221; come questa!</p>
<p>Ho poi voluto progettare – a mie spese &#8211; <strong>3 degustazioni in aula, rispettivamente pesto, vino ed olio extravergine DOP</strong>, al fine di mostrare come un prodotto/ricetta si faccia paesaggio, narrazione, plusvalore, soprattutto in un tempo come il nostro (l’osceno <em>antropocene</em>), nel quale la cosiddetta globalizzazione – che Pier Paolo Pasolini definirebbe sviluppo ma mai progresso &#8211; insidia <strong>terre, comunità, cultivar, tradizioni </strong>(quelle che Ligucibario®, per quanto può, da molti anni descrive e promuove).</p>
<p>Ho inoltre fornito “chilometriche” sitobibliografie e suggerimenti di documentari, in taluni casi si è trattato di materiali straordinari, che andrebbero &#8220;adottati&#8221; nelle scuole &#8211; come si suol dire &#8211; d&#8217;ogni ordine e grado (<strong>dai libri di Paolo Cognetti ai film di Alessandro Scillitani</strong>…), affinché ciascun corsista potesse poi procedere con autonomi approfondimenti personali, anche in base ai geo-contesti su cui intenderà operare.</p>
<p>I corsisti hanno poi richiesto all’editore la copia elettronica (<span style="text-decoration: underline;">è gratuita</span>) del mio recentissimo <em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em> (<a title="umberto curti sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>), che presumo e spero li &#8220;equipaggerà&#8221; con ulteriori chiarimenti e spunti (sono oltre 400 i lemmi sviluppati).</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: una professionalità a 360°</h2>
<p>Il fine della docenza, univoco e costante, è stato quello di formare via via <strong>una professionalità a 360°</strong>, profonda conoscitrice del territorio (costa ed entroterra), a proprio agio dentro le dinamiche di un turismo sempre più destagionalizzabile, immersivo e relazionale, idonea ad accogliere e ad interagire in modo il più possibile interculturale ed empatico, e pronta ad uno <strong>storytelling</strong> mirato e coinvolgente.</p>
<p>Nella mia visione, e qui concludo, la Guida Ambientale Escursionistica è infatti una “cerniera” preziosissima tra offerta e domanda, chiamata a rappresentare beni che si legano strettamente anche <strong>alla ruralità, al genius loci, a quelle fasce terrazzate da muretti a secco (patrimonio Unesco) che un po’ tutto il mondo ci invidia</strong>…</p>
<p>In bocc’al lupo per l’imminente esame di abilitazione, dunque, e arrivederci sui sentieri, magari quelli delle 43 tappe dell’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, che abbiamo percorso &#8220;virtualmente&#8221; Comune x Comune, e magari dentro la faggeta della &#8220;mia&#8221; Barbottina, per un bagno di foresta o <em>shinrin yoku</em> che dir si voglia!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Api, celiachia e biodiversità</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:00:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21578" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950-300x225.jpg" alt="DSCN5950" width="300" height="225" /></a>20 maggio <strong>Giornata delle api</strong> (insetti a rischio estinzione…), 21 maggio <strong>Giornata della diversità culturale</strong>, 22 maggio <strong>Giornata della biodiversità</strong>. Si susseguono importanti “ricorrenze” * a rammentarci i nostri “doveri” di abitanti d’un Pianeta che troppe volte abbiamo ritenuto nostra esclusiva proprietà.<br />
C’è un’ecologia profonda che ormai contesta addirittura il senso dell’espressione “sviluppo sostenibile”, additando criticamente uno sviluppo che non ha in realtà coinciso col progresso – sembra di riudire <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> &#8211; , ma con sempre più devastanti crisi ambientali, inquinamento, e laceranti disparità socioeconomiche…<br />
Quel che sta accadendo in Emilia Romagna (l’ennesima tragedia che alla fin fine verrà imputata al destino?) dimostra ancora una volta come anche in Italia occorra da subito <strong>non cementificare più</strong> un solo metro quadro di suolo, e che il solo modello praticabile in avvenire, proprio per concedere un po’ di avvenire alle nuove generazioni, sarà <strong>la decrescita</strong>. Un vocabolo che spaventa solo i miopi e i menefreghisti.<br />
Non si affermi che sono mancati gli allarmi: <strong>da Fritjof Capra a Roberto Marchesini, da Mario Tozzi a Luca Mercalli, da Serge Latouche a Papa Francesco</strong> è tutto un rincorrersi di lucide e spietate analisi circa quel che – di fatto in nome dell’avidità &#8211; stiamo infliggendo alla Natura e alle creature che (ancora) la popolano. Ed un’esortazione a fermare immediatamente lo scempio.<br />
Io ho redatto, a titolo completamente gratuito, un toolkit che pongo a disposizione &#8211; in formato elettronico oppure cartaceo &#8211; di chi intenda approfondire le questioni in gioco e “militare” dalla parte giusta. Si ottiene semplicemente <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">cliccando qui</a>.<br />
Non si tratta di pagine puramente terroristiche (sebbene la realtà ormai le legittimerebbe): ho cercato di raccontare sostenibilità e biodiversità anche “appoggiandomi” a filosofi, artisti, poeti, registi, romanzieri… <strong>Jean Jacques Rousseau, Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Rosi, Italo Calvino, Paolo Cognetti…</strong> Voci che, al pari degli alberi d’una solenne faggeta, sapranno svelare al lettore molto più di tante notizie e ammonimenti.<br />
Il futuro implica anche memoria, <em>wildlife stays wildlife pays</em>, ed ogni volta che l’uomo si è allontanato dalla natura ha pagato a caro prezzo i propri errori. Oggi diverrebbe quanto mai ipocrita ostinarsi a sostenere che l’attuale modello di profitti e business in voga in molti Paesi sia compatibile con una tutela e valorizzazione di quel che ancora ci circonda sulle montagne, nei boschi, lungo i fiumi, dentro i mari.<br />
Il tempo è infatti scaduto.<br />
*il 16 maggio si è celebrata anche la <strong>Giornata mondiale della celiachia</strong>. Come noto, allergie e intolleranze sono purtroppo in aumento, ma là dove ad es. la celiachia è una malattia autoimmune precisamente diagnosticabile, molte altre patologie e malesseri risultano di difficile inquadramento&#8230; Che la nostra &#8220;memoria biologica&#8221; si ribelli agli OGM e ai mille alimenti di bassa qualità che affollano gli scaffali del commercio? Ai Lettori di <strong>Ligucibario®</strong> , che molto spesso si è occupato anche di questo tema, segnalo dunque uno straordinario docufilm (in lingua italiana) realizzato da ABAP Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, dal titolo <em>X-grain. Regola n. 1 salvare la pelle</em>, liberamente fruibile a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N26lEBArG4s" target="_blank">questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Parco Beigua e Sassello al corso GAE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 10:27:18 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21371" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/DSCN1408.jpg"><img class="size-medium wp-image-21371" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/DSCN1408-225x300.jpg" alt="sassello" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Prosegue presso l’ente F.Ire di Genova <strong>il corso per GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche</strong>.<br />
Dopo aver approfondito le 10 località dell’Imperiese e le 26 località del Savonese (fra cui Sassello, prima “bandiera arancione” in Italia) interessate dall’Alta Via dei Monti Liguri, nella lezione del 25 gennaio ho “avviato” i corsisti nel Genovesato.<br />
Ma la lezione ha visto anche il prezioso videointervento di <strong>Daniele Buschiazzo, presidente dell’<a href="https://www.parcobeigua.it/" target="_blank">Ente Parco Beigua</a> (Unesco Global Geopark) nonché sindaco di <a href="https://sassello.halleyweb.it/hh/index.php" target="_blank">Sassello</a></strong>, un amministratore che <strong>Luisa Puppo</strong> ed io quasi sempre coinvolgiamo – grazie alla sua costante disponibilità… &#8211; nei nostri moduli formativi.</p>
<h2>Parco Beigua: alcuni temi e alcuni &#8220;dintorni&#8221;</h2>
<p>L’interazione con Daniele Buschiazzo (en passant anche appassionato escursionista fuori regione e fuori d’Italia) è valsa a sviluppare una serie di tematiche ben definite:<br />
1)un “bilancio” dell’attività di Parco Beigua dai primordi (quando la sua istituzione destò anche taluni scetticismi) al presente, caratterizzato da numerosi progetti ma purtroppo anche da una sfiancante battaglia legale &#8211; contro possibili estrazioni di titanio al Bric Tariné &#8211; che non potrà esser persa<br />
2)il concetto di “<strong>comunità</strong>”, alla base di ogni realtà montana che intenda mantenersi viva e vivificante. A tale concetto si legano quelli della qualità della vita, del genius loci, delle filiere agropastorali, degli antichi mestieri, delle cultivar autoctone…<br />
3)l’adesione alla CETS (<strong>Carta europea del turismo sostenibile</strong>) emanata da Europarc, e l’empowerment in termini di sostenibilità che tale positivo impegno potrà generare<br />
4)in un momento storico decisivo come questo, per il futuro del pianeta, e delle sue <strong>biodiversità</strong>, la condivisione di una <em>swot analysis</em> che inscriva nel quadrato delle forze i valori prioritari dell’area, ma nel quadrato delle debolezze sappia anche – lucidamente &#8211; inscrivere le criticità su cui intervenire ed investire<br />
5)l’interpretazione, e gli auspici, per la figura GAE – Guida Ambientale Escursionistica, che caso per caso può operare con <strong>partita IVA autonoma, o come socio di una cooperativa, o come dipendente di un soggetto pubblico… </strong>A quanti si avvicinino alla professione mi permetto anche di suggerire uno dei tanti volumi che negli anni ho dedicato al tema &#8220;turismo in Liguria&#8221;, il volume che reputo più attuale e dedicato in primis ad assessori e operatori di settore, ovvero il <em>Libro bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese</em>, edito da Sabatelli (descrizione <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">a questo link</a>).<br />
6)alcune riflessioni operative sull’AVML, che richiede ulteriori strategie (soprattutto in termini di infrastrutture e servizi dedicati a trekkers e bikers) per diventare product turistico compiuto e &#8220;competitivissimo&#8221;. L&#8217;AVML è idea vincente su cui puntare tutti insieme appassionatamente (contate su di me&#8230;), tuttavia ad oggi, tanto per dire, essa non dispone di un sito web istituzionale*, e non è totalmente percorribile sulle due ruote, come un po&#8217; frettolosamente talora si afferma. A puro titolo d&#8217;esempio propongo il caso della prima parte del tratto Colle Scravaion &#8211; Giogo di Toirano, tappa che trovo magnifica ma, appunto, non integralmente ciclabile. Là, recenti cessazioni di strutture d&#8217;appoggio sopra Bardineto e sopra Rialto purtroppo hanno fra l&#8217;altro reso un po&#8217; meno &#8220;confortevole&#8221; la percorrenza<br />
7)”omaggi” ad <strong>Annibale Salsa, a Paolo Cognetti, a Vito Teti, a Franco Arminio…</strong> A coloro che di recente hanno scritto pagine straordinarie sulla montagna, promuovendo visioni nuove, che non la museifichino, ma che viceversa la inquadrino per quel che dovrà essere, ovvero un territorio dove poter ancora vivere, lavorare, garantirsi un buon tempo… Ed eventualmente dove ritornare. Perché restare, e ritornare, sono diritti tanto quanto partire.<br />
Grazie ancora e come sempre, Daniele (immagino che la foto ad inizio articolo ti sia famigliare&#8230;).<br />
La lezione del 30 gennaio vedrà inoltre il videointervento di Marco Benvenuto, giornalista professionista, direttore di “Zena a toua”, e da decenni divulgatore di Liguria fra i più cordiali e attivi.<br />
Amici lettori stay tuned, e arrivederci sui sentieri di Liguria e su Ligucibario®.<br />
*Google indicizza circa 230mila risultati, al primo posto il sito di CAI Liguria.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/parco-beigua-sassello/">Parco Beigua e Sassello al corso GAE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Tour delle cascine, Bardineto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 13:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un hiking tour tra cascine e faggete Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/">leggi tutto</a></p>
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<h2>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un <em>hiking tour</em> tra cascine e faggete</h2>
<blockquote><p><em>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località.</em></p></blockquote>
<h3>Autoritratto di uno &#8220;slow hiker&#8221;</h3>
<p>Finiva l’estate 2015, con Luisa (Puppo) percorsi tutto il <strong>Rio Nero a Calizzano</strong>, e a 52 anni grazie a quel bosco compresi in pochi minuti tutto quel che sino ad allora mi ero perso… Poiché tuttavia &#8220;it’s never too late&#8221;, non fu difficile convertirsi via via (sempre con molta prudenza) alle esplorazioni con scarponi e zaino. Rappresento, per dirla col marketing, il classico “target” che predilige sentieri slow, esperienze non estreme, momenti <em>culture&amp;food</em> tra un passo e l’altro.</p>
<p><strong>Oggi, fra le valli Bormida, Tanaro e Mongia “possiedo” ormai una cinquantina di itinerari</strong> (aumenteranno, lo sento), quasi tutti semplici e a portata di famiglie, che mi hanno dischiuso l’autentico <em>genius loci</em> di queste terre un po’ ai margini dei flussi turistici e delle visibilità mediatiche. Visto che in tutti questi anni di lavoro ho pubblicato quasi una ventina di volumi <a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link</a>, un editore di recente mi ha proposto di redigere specificamente una guida, che pubblicherò col titolo (un po’ giocoso…) di <em>Namasté. I miei 8000 fra Bormida e Tanaro</em>, raccontando le mie camminate, e beninteso conterrà anche (quello era e rimane il mio mestiere) notizie storico-antropologiche, “ritratti” di persone che amo e stimo, <strong>indirizzi per ben dormire, ben mangiare, ben comprare</strong>. Avrò molte, davvero molte meraviglie da condividere, a maggior ragione se quest’epoca post-covid indurrà un po’ di ripensamenti – anche di natura turistica &#8211; quanto mai necessari, dato che il modello socioeconomico in cui viviamo si sta mostrando sempre più distorto e nocivo, <strong>sempre più consumistico e spietato</strong>.</p>
<h3>Entroterra (ligure), quale futuro?</h3>
<p>I giorni scorsi con Luisa ho sperimentato, sotto la guida dell’intraprendente Mitch di <em>Wild Bormida</em>, il <strong>tour delle cascine di Bardineto</strong>, ovvero le belle e vive Collette (dove ho ritrovato la famiglia Carretto-Manfrino che conosco dal 2003…), la Sciorta, ed infine la Dondella, l’anello poi rientrava nel fitto bosco con pendenze da mtbikers – i dominatori del territorio… &#8211; e ci riconsegnava al finale di giornata, in pizzeria. Incantevole anche il tratto lungo <strong>l’Alta Via dei Monti Liguri,</strong> col bivio per monte Lingo, sino al balcone panoramico delle pale eoliche. Da lì, si può proseguire per San Bernardo di Garessio, dov’è stata allestita da poco una <em>big bench</em> e donde si sale al Galero o si scende la via del sale Cerisola-Erli, o per il Quazzo, donde si sale allo Spinarda, tutte escursioni che, organizzandosi con buon senso (clima, orario, equipaggiamento&#8230;), suggerisco.</p>
<p>E’ impressionante riflettere su come sino a non molti anni fa queste cascine, Sciorta e Dondella ma anche altre che incontro lungo il mio zigzagare, <strong>fossero abitate</strong>, da persone che lavoravano campi e boschi ed evidentemente non soffrivano l’isolamento e la mancanza di servizi… Beppino Carretto, se ben ricordo, mi precisava che tra Quazzo e Scravaion operavano anche una scuola ed una trattoria (“dei laghi lunghi”). Molte microcomunità – io lo so bene perché leggo <strong>Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Paolo Rumiz</strong>… &#8211; in Italia sono scomparse, gli asili non hanno più accolto bambini, sui valichi le locande hanno chiuso, molti alberghi denunciano costi fissi sempre meno sostenibili, Alpi ed Appennini hanno scontato un’indifferenza collettiva sovente ignobile, che li ha resi periferici e residuali, sino alle tragedie del cambiamento climatico e non solo (<strong>siccità, incendi, disbosco, frane, peste suina, zecche, disoccupazione</strong>). E, nella mia visione, indebolire o sopprimere un Corpo Forestale è una delle peggiori catastrofi cui uno Stato vada incontro&#8230;</p>
<p>E’ plausibile illudersi, con un’ingenuità “da cartoline”, che le persone (i giovani) tornino ad abitare sui monti da cui altri – magari i nonni – infine fuggirono, stremati dai sacrifici? Ho però anche notizia di un sindaco, zelante e legato al proprio paese (<strong>Bormida</strong>), che è andato concretizzando idee positive, tra cui case in affitto calmierato a 50 euro, attrazione di imprese…</p>
<h3>Obiettivo turismo: le tappe di un (lungo) cammino</h3>
<p>Ma torniamo a me, ed alla mia professione. Nell’àmbito turistico, come noto, si usa continuamente l’espressione “fare sistema” (Luisa ed io la ascoltiamo da 25 anni ciascuno…), in un Paese che storicamente si scinde <strong>fra orazi e curiazi, guelfi e ghibellini, fra “rivalità” e ironie di confine</strong>… Purtroppo da addetto ai lavori mi viene da affermare che la val Bormida ligure difficilmente (non in toto per proprie colpe) sa a tutt’oggi configurarsi come <strong>prodotto turistico</strong>, come offerta 1+1=3, in grado di segnalarsi sui mercati di domanda. I mtbikers da soli non bastano, e mancano &#8220;package&#8221; di ospitalità e  animazione territoriale di consistenza.<br />
<strong>La Liguria</strong> stessa è nell’insieme regione che potrebbe far meglio in termini di integrazione costa-entroterra, di destagionalizzazione, di accoglienza sistemica, con un tessuto di microimprese a gestione famigliare che temo tendano geneticamente al fai-da-te, parlino pochino pochino l’inglese, usino i social in modalità solo spontaneistica, esitino nel cosiddetto storytelling che oggi viceversa è fase integrante di un’ospitalità esperienziale <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.libreriauniversitaria.it/libro-bianco-turismo-esperienziale-food/libro/9788899012519" target="_blank">link</a>… D’altronde, <strong>persino i miei allievi dell’Università a Imperia – cui pure suggerisco pagine di Philip Kotler, Chris Anderson… &#8211; talora faticano a cogliere i rapidi mutamenti in atto</strong>, tipici di una rivoluzione copernicana, di una deregulation sempre più globale, accelerata e violenta, nel cui seno un decennio rappresenta un’era geologica. “Non più vendere quel che si è prodotto, ma produrre quel che si vende”. E qui mi fermo, perché ormai mi annoierei da me stesso, e chi segue <strong>Ligucibario®</strong> (non sono poi pochissimi), o i miei libri o le mie lezioni, conosce il mio pensiero, che poi è anche quello di Luisa.</p>
<p>Mi sento tuttavia di aggiungere che il turismo è una disciplina quanto mai scientifica, cartesiana, dove non c’è spazio per i tuttologi o per chi immagini banalmente di emulare prassi che altrove hanno funzionato. Così come mi sento di ribadire, pur essendo io stesso uomo di entusiasmi e passioni, che senza piani di marketing territoriale <a title="curti-puppo vent'anni di liguria e food" href="https://www.liguriafood.it/2020/07/22/ventanni-liguria-food/" target="_blank">link</a>, e (occorre dirlo) senza contemporanei interventi formativi alle imprese, molti propositi rischieranno purtroppo d’essere ancora una volta velleitari e sterili (potrei rendicontare decine di progetti e di siti web che in Liguria, lentamente o velocemente, sono sbiaditi sino a scomparire). Occorrerebbero con urgenza, anche in val Bormida, <strong>SWOT analysis “tecniche” e concrete</strong>, che dalle forze e debolezze dell’area consentissero in prospettiva – come si suol dire &#8211; di incrementare gli asset e attenuare le criticità, orientando al meglio gli investimenti. Il tempo è darwiniano, e stringe. Assessori, organizzazioni locali, imprese, volete ragionarne con noi?</p>
<h3>Cosa è davvero &#8220;turismo&#8221;?</h3>
<p>Banalmente, come precisa qualunque manuale di tecnica turistica, <strong>il turismo non è escursionismo</strong>, il turismo implica pernottamenti in loco, i più numerosi possibile, e conseguenti ricadute economiche da tutta una serie di acquisti (beni e servizi) che l’escursionista, trattenendosi solo una giornata, tendenzialmente non compie, limitandosi a “merende”, sagre e poco altro. Si consideri inoltre che – secondo fonti autorevoli – attualmente <strong>8 turisti su 10</strong> prefigurano viaggi e soggiorni online, sul PC e sul cellulare, dove pertanto già s’ingegnano, ben prima di partire, di “assemblare” vacanze e permanenze secondo necessità e gusti (un surfista non è un gastronauta, un turista della fede non è un business traveller). La psicografia, ovvero il profilo dei comportamenti del turista, sempre più ci insegna che <strong>il come conta più del dove</strong>, che il turista non si fissa su una destinazione a prescindere, bensì tende a indagare ciò che vi potrà vivere, sperimentare, apprendere: paesaggi, sensazioni, persone, relazioni, quotidianità, sapori. <strong>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località</strong>.</p>
<p>Chi non è online, o chi è online goffamente (siti statici, traduzioni scadenti, prezzi rigidi…), ha quindi favorito la concorrenza, ha quindi perso la partita prima ancora di giocarla. Chi non comunica non esiste, sentenziano correttamente, inoltre la sola comunicazione efficace è quella che sa raggiungere in modo decifrabile il destinatario. Messaggio chiaro?</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, saggista e consulente di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Siccità. Dalle parole passare ai fatti?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 09:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Siccità. Dalle parole passare ai fatti? “Il potere è sempre codificatore, è rituale. Ciò che codifica e ritualizza è sempre il nulla. Il puro arbitrio, cioè la sua propria anarchia. Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa ciò che vuole; e ciò che il potere vuole è totalmente arbitrario, o dettato da sue ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/siccita-dalle-parole-passare-ai-fatti/">leggi tutto</a></p>
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<p>Siccità. Dalle parole passare ai fatti?<br />
“Il potere è sempre codificatore, è rituale. Ciò che codifica e ritualizza è sempre il nulla. Il puro arbitrio, cioè la sua propria anarchia. Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa ciò che vuole; e ciò che il potere vuole è totalmente arbitrario, o dettato da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune” <strong>Pier Paolo Pasolini</strong></p>
<p>Leggevo qualche giorno fa su un quotidiano lo spaventoso “report” circa la siccità esplosa nelle valli piemontesi, in particolare<strong> i territori d’alpeggio</strong> – val Maira, val Varaita…, luoghi della mia adolescenza &#8211; ove i malgari, partendo sino al giorno di San Giovanni, il giorno dei falò, conducono nei mesi caldi il bestiame (forse quest’anno costretti a ricondurlo giù ben prima del tempo). I giorni scorsi &#8211; siccome amo osservare dal vivo e detesto le sedie &#8211; ero a Ponte di Nava, il Tanaro trasmetteva un senso di desolazione. Ma <strong>anche il Po</strong>, come noto, è in secca, circolano foto incredibili. Ciò che sta avvenendo, e le cause che lo hanno velocemente prodotto, spero siano ormai ben chiari a tutti coloro che abbiano un minimo di senno e di onestà intellettuale… Analoghe criticità toccheranno <strong>all’agricoltura</strong>, secondo il presidente di Confagricoltura Lombardia il raccolto sarà, sia per quanto attiene al mais sia per i foraggi, inferiore del 30-50%&#8230; Mi fermo qui, ma molti degli ulteriori dati – proprio mentre tanto si ciancia di sostenibilità e biodiversità &#8211; sono terribili.</p>
<p><strong>Il cambiamento climatico, l’inquinamento di fatto irrefrenato, il disbosco selvaggio</strong> sono sotto gli occhi di un’opinione pubblica che verosimilmente prenderà piena coscienza del problema purtroppo solo quando ne verrà direttamente toccata dal punto di vista della quotidianità. E ciò sta per avvenire, anzitutto coi <strong>razionamenti d’acqua</strong> potabile: ecco l’antropocene, vocabolo che suona sinistro, ecco l’impronta ecologica umana dall’impatto sempre meno tollerabile. I poteri economici e gli interessi corporativi, peraltro, adottando una logica di corto respiro, e di profitti ad ogni costo, non hanno mai mostrato alcuna sensibilità che in qualche modo risultasse davvero idonea a fronteggiare via via le emergenze, e a convertire le attività e produzioni verso un’economia positivamente più circolare.</p>
<p><strong>Quanto ai climatologi e agli idrologi, i loro allarmi (quanto mai cartesiani e scientifici) sono da decenni pressoché inascoltati</strong> o tacciati di pessimismo, sempre altre – sventuratamente &#8211; le priorità in agenda.</p>
<p><strong>Transumanze, filiere casearie, etichettature ad alto tasso di “tipicità”…</strong> Benissimo, ma quel che temo di dover sottolineare – ben più a monte &#8211; è la possibilità che nel giro di pochi anni un intero mondo scompaia, i nevai stanno morendo, <strong>sta morendo quell’Italia alpina ed appenninica</strong> rimasta &#8211; senza colpe &#8211; “residuale”, di cui tendenzialmente ci si rammenta solo in chiave turistica, o con un atteggiamento di superiorità, che la museifica come oggetto di suggestione nostalgica. L’ambiente stesso viene sempre trattato, mediaticamente, senza prese di posizione nette, differendo le urgenze, dandogli risalto <strong>solo in occasione di disastri</strong> (bombe d’acqua, alluvioni, dissesto idrogeologico, ovvero fenomeni quasi totalmente prodotti dalla stoltezza umana). Disastri oramai puntuali, quasi &#8220;prevedibili&#8221;. E’ chiaro ciò di cui parlo?</p>
<p>Il mestiere – qualora mi distraessi &#8211; m’impone sempre buone o buonissime letture: <strong>Paolo Cognetti, Luca Mercalli, Annibale Salsa, Paolo Rumiz, Salvatore Settis</strong>… Non è pensabile riportare le persone nei luoghi da cui, per mancanza di lavoro, servizi, opportunità, esse sono emigrate. Ma la montagna, e le vie che la percorrono, e i boschi che l’arricchiscono, oggi per vivere (non sopravvivere) chiede – ai governi, alle città, agli addetti ai lavori, agli organi di stampa, agli opinion makers &#8211; uno sguardo più lucido e leale. <strong>La siccità è solo l’ultima ferita che le viene inflitta</strong>, e s’inscrive in un quadro putrescente di incoerenze e indifferenze che poco a poco l’hanno marginalizzata, come “geoperiferia” ancillare, poco redditizia ergo – ormai &#8211; poco significativa (1).</p>
<p>Nel giro d’una decina d’anni, il pianeta diverrà ancora più ostile, le temperature aumenteranno, il livello marino salirà ancora. E’ un’emergenza di cui occuparsi, tutti senza eccezione, anche le anime belle che paion destarsi solo ora, o volgeremo comodamente lo sguardo da un’altra parte?</p>
<p><strong>Ligucibario®</strong>, piccola piattaforma indipendente, con le proprie attività di tutela e valorizzazione dell’enogastronomia e dell’artigianato liguri, milita non da oggi su un certo lato della barricata, non quello dei tuttologi e del greenwashing, e posso assicurare che non ha alcuna intenzione di mutarlo. Amico Lettore, ti aspetto per conoscere la tua opinione, e continua a leggermi se hai a cuore ciò di cui scrivo e grido.</p>
<p>(1)suggerisco in merito anche la lettura di <strong>Massimo Fini</strong> <em>Lavoro, successo, soldi. Invenzioni protestanti</em>, su “Il fatto quotidiano”, 17 giugno 2022, p. 11</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Il benessere degli animali</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 14:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il benessere degli animali: ce ne occupiamo a sufficienza? Se una sana alimentazione contribuisce alla salute e al benessere, di converso mangiando male talvolta ci ammaliamo, o via via ci predisponiamo alle future patologie, si pensi al boom delle cosiddette intolleranze. Io non so dire quanto, in passato, le buone condizioni di vita degli animali ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-benessere-degli-animali/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-benessere-degli-animali/">Il benessere degli animali</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/DSCN5903.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20699" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/11/DSCN5903-225x300.jpg" alt="DSCN5903" width="225" height="300" /></a>Il benessere degli animali: ce ne occupiamo a sufficienza?</p>
<p>Se una sana alimentazione contribuisce alla salute e al benessere, di converso mangiando male talvolta ci ammaliamo, o via via ci predisponiamo alle future patologie, si pensi al boom delle cosiddette intolleranze.<br />
Io non so dire quanto, in passato, le buone condizioni di vita degli animali importassero al contadino/all’allevatore, ma presumo gli importassero: è pur vero che le società e le economie erano complessivamente assai più rurali del presente, sovente il contado nutrendo le città, e animali vigorosi potevano prima contribuire al lavoro umano e alla ricchezza di chi li possedeva, e poi alla tavola su cui finissero dopo la macellazione.<br />
Racconti che ho ascoltato con riverente attenzione, ad esempio in Calizzano, ad un passo dall’Alta Via dei Monti Liguri, rivelano come campagne e boschi fossero habitat in cui l’essere umano sovente istituiva una sorta di “simbiosi” con gli animali, sia domesticati che selvatici, ed ogni parte rispettava i propri spazi poiché la convivenza, nel complesso, risultava assai migliore dell’antagonismo… Ciò non significa che l’igiene venisse sempre al primo posto, che alcuni animali non venissero castrati o mutilati (la coda dei suini), ma suppongo che non vigesse la crudele indifferenza oggi tipica degli allevamenti industriali.<br />
Talora, ben poco è restato di quel mondo, e i cambiamenti climatici stanno qui e là infliggendo il colpo di grazia a luoghi e comunità marginalizzate da una globalizzazione senza senno. Per me che leggo (anzi mi abbevero a) Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Paolo Rumiz…, la sopravvivenza di Alpi e Appennini è imperativo di cui tutti dovremmo occuparci subito e con determinazione.<br />
Detto questo, e tornando alle prime righe del post, io mi occupo di territorio ed enogastronomia, qualche giorno fa è uscito il mio nuovo lavoro, <em>Abbecedario della cucina ligure</em>, e debbo dire che tanto mi tengo alla larga da materie prime di provenienza “sospetta” e da OGM quanto continuamente esorto i miei Lettori verso filiere più brevi, pulite, “bio”, dentro le quali siano tracciabili <strong>anche le modalità in cui gli animali vengono cresciuti, fatti riposare, curati se necessario, trasportati, e (storditi e) abbattuti&#8230;</strong> Si veda in tal senso anche la strategia europea cosiddetta “farm to fork”. Stress e condizioni di (inutile) sofferenza possono – come ormai arcinoto &#8211; originare negli animali (bovini, equini, ovini, suini, pollame…) una maggior predisposizione alle malattie trasmissibili, il che rappresenta un rischio per i consumatori, ad es. tramite le comuni tossinfezioni alimentari causate da salmonella, campylobacter ed escherichia coli.<br />
Il benessere degli animali va dunque perseguito con una visione davvero più olistica, che tenga conto della loro salute ma anche degli aspetti psicologici e relazionali che caratterizzano la loro esistenza (il celebre Brambell report del 1965 già elencava e in qualche modo certificava le 5 “libertà” irrinunciabili: 1.dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione 2.di avere un ambiente fisico adeguato 3.dal dolore, dalle ferite, dalle malattie 4.di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche normali 5.dalla paura e dal disagio).<br />
Immagino perciò, e ne sono lieto, che torneremo sull’argomento, tanto più che persino le piante sono esseri viventi e intelligenti, caratterizzate da memoria e &#8220;socialità&#8221;, esseri che comunicano tra loro e con gli animali. A presto<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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