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	<title>Ligucibario &#187; nutraceutici</title>
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		<title>Grani antichi e farine: come stanno cambiando il pane</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Dalla conferenza “In principio fu il pane” una riflessione su cereali, qualità e consapevolezza alimentare Sabato 28 marzo, nel Palazzo Vescovile di Savona, ho tenuto la conferenza “In principio fu il pane”, dedicata al ruolo dei cereali e delle farine nella storia dell’alimentazione e nella costruzione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/grani-antichi-e-farine/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29871" style="width: 262px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/pane-savona-francesco.jpg"><img class="size-medium wp-image-29871" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/pane-savona-francesco-252x300.jpg" alt="silvia bottaro (assoc. aiolfi)  introduce umberto curti" width="252" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">silvia bottaro (assoc. aiolfi) introduce umberto curti</p></div>
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<h2>Dalla conferenza “In principio fu il pane” una riflessione su cereali, qualità e consapevolezza alimentare</h2>
<p><em>Sabato 28 marzo, nel Palazzo Vescovile di Savona, ho tenuto la conferenza “In principio fu il pane”, dedicata al ruolo dei <strong data-start="253" data-end="264">cereali</strong> e delle <strong data-start="273" data-end="283">farine</strong> nella storia dell’alimentazione e nella costruzione della <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/" target="_blank"><strong data-start="342" data-end="415">dieta mediterranea</strong></a>. Nel corso dell’incontro ho affrontato temi quali cereali, farine, glutine, <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-da-sempre-amico-dei-grani-antichi/" target="_blank"><strong data-start="492" data-end="564">grani antichi</strong></a>, lievitazioni e qualità delle materie prime, cercando di restituire complessità e profondità a ciò che troppo spesso diamo per scontato: il valore del cibo come espressione di cultura, territorio e consapevolezza, e il significato profondo di alimenti quotidiani come il pane artigianale e le produzioni locali, apparentemente semplici ma in realtà ricchi di implicazioni culturali, nutrizionali e persino identitarie.</em></p>
<p data-start="952" data-end="1261"><em>In questo contesto, ho anche sottolineato l’importanza di scegliere prodotti di qualità e di filiere controllate, come l’<a href="https://www.ligucibario.com/bevi-solo-extravergine/" target="_blank"><strong data-start="1073" data-end="1152">olio extravergine DOP</strong></a>, che accompagna molte delle nostre ricette e rappresenta un elemento centrale della tradizione gastronomica mediterranea, simbolo di qualità alimentare e filiere controllate.</em></p>
<h2>La mostra “Il pane nell’800º della morte di San Francesco”</h2>
<p>Su invito dell’amica Silvia Bottaro, infaticabile promotrice culturale per l’associazione “R. Aiolfi”, il 28 marzo ho con piacere tenuto nel Palazzo Vescovile di Savona la conferenza “<a href="https://www.ligucibario.com/pane-e-farine/" target="_blank">In principio fu il pane</a>”, dedicata a grani antichi e farine, la quale ha inaugurato gli eventi della mostra che celebra anche l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi.</p>
<p>Il pubblico era quello delle grandi occasioni, e mi felicito con gli organizzatori perché l’iniziativa ha meritato qualificati patrocini e molteplici attenzioni da parte dei mass media. Mi permetto dunque, come ho già scritto qui su Ligucibario®, di suggerire sia la visita alle oltre 50 opere esposte (Gigi Caldanzano, Elena Pongiglione, Nani Tedeschi…), sia la partecipazione a quegli speech di insigni studiosi, nonché a concerti e visite guidate, che si susseguiranno sino all’11 aprile.</p>
<h2>Pane, grani antichi e farine, filiere corte: consapevolezza alimentare e salute</h2>
<p>Da parte mia, il 28 marzo ho conversato di <a href="https://www.ligucibario.com/archeogastronomia-mediterraneo/" target="_blank">archeogastronomia</a>, grani antichi e farine, pane, cereali, lievitazioni (con un focus sui pre-impasti &#8211; non solo <a href="https://www.ligucibario.com/29-settembre-pasta-madre-day/" target="_blank">pasta madre</a>), glutine, cercando di sensibilizzare l’audience – un’audience quanto mai attenta e partecipe – su alimenti “quotidiani” che risultano conosciutissimi ma al tempo stesso sconosciuti o quasi. <a href="https://www.ligucibario.com/buon-grano-salute-a-tavola/" target="_blank">Buon grano, salute a tavola</a> è tema che spesso ricorre nelle mie docenze e nella mia attività di divulgatore etnogastronomico.</p>
<p>Oggi che l’antropocene attenta anche alla nostra salute, il buonessere e la prevenzione di molti disturbi passano attraverso acquisti più consapevoli (saper <a href="https://www.ligucibario.com/fare-la-spesa/">fare la spesa</a> include anche approfondimenti su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kgoywxQZcWg" target="_blank">grani antichi e farine</a>), capacità di “decifrare” la qualità dei prodotti sin dalle etichette, abbreviazione delle filiere commerciali verso la filiera corta…<br />
Le cultivar autoctone e i prodotti d’origine certificata ci attendono, in tal senso, per rendere i nostri pasti sempre più puliti e mediterranei. Si pensi all’olio extravergine DOP, ricco di nutraceutici, partner ideale di tante nostre ricette. <a href="https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/" target="_blank">Cucina italiana patrimonio UNESCO</a> significa anche (soprattutto) questo&#8230;</p>
<h2>Grani antichi e farine: consapevolezza alimentare e storia del cibo</h2>
<p>Occasioni come questa ricordano quanto sia fondamentale continuare a raccontare il cibo non solo come alimento, ma come patrimonio di storia, tradizioni e pratiche quotidiane.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">Public history al servizio di cibo e salute</a>. Con <strong data-start="339" data-end="355">Ligucibario®</strong> mi impegno da sempre a fornire al lettore strumenti concreti di conoscenza sui prodotti, sulle filiere e sulle abitudini alimentari, aiutando a scegliere con consapevolezza e a riscoprire il valore culturale di ciò che mangiamo ogni giorno.</p>
<p>Sul tema di grani antichi e farine, lievitazioni e qualità delle materie prime tornerò presto anche qui su <a href="https://www.ligucibario.com/"><strong data-start="332" data-end="379">Ligucibario</strong></a>.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Il miele in Liguria</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:58:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/miele.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29861" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/miele-221x300.jpg" alt="s" width="221" height="300" /></a></p>
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<p>Un allerta sul miele è, in aree come la Liguria, un allerta sul territorio (nessuno si senta escluso).</p>
<p>Se da un lato infatti l’ape è uno dei principali “marcatori” di biodiversità e una delle più affidabili sentinelle circa i cambiamenti in atto (climate change, specie invasive*…), dall’altro l’invasione di mieli stranieri a prezzo basso – dalla Turchia, dai Balcani, dal Sud-est asiatico &#8211; penalizza i produttori locali e diseduca alla qualità. Intendo, sia chiaro, prezzi che sono circa 1/5 rispetto al buon made in Italy, come far loro concorrenza?…</p>
<p>Inoltre, malgrado l’UE imponga chiarezza circa la provenienza e la tracciabilità dei prodotti, e alcuni consumatori comincino ad interpretare meglio le etichette sulle confezioni, sono all’ordine del giorno sequestri di miele adulterato e contraffatto, che poi all’analisi si rivela un mix di zuccheri da vari Paesi e con un contenuto d’amido elevatissimo.</p>
<p>La Liguria si connota tuttora per una positiva liaison con questo nutraceutico, questo dono genuino della natura; circa il 70% dei 30mila alveari presenti fra costa ed entroterra alimenta il commercio, che vede all’opera circa 2.500 apicoltori (il resto sono le produzioni “amicali” degli hobbisti).<br />
Un chilo del nostro miele comporta peraltro qualcosa come 4 milioni di voli per bottinare i fiori, ma le brusche variazioni altimetriche della regione consentono agli insetti di esplorare molte piante fra loro diversissime, conferendo al miele – specialmente al millefiori &#8211; sentori peculiari.</p>
<p>Ligucibario® ha negli anni dedicato tempo e sforzi anche in difesa – come sempre – dei mieli “autentici” e dunque del buonessere. Chi voglia approfondire può ad esempio <a title="come nasce il miele" href="https://www.ligucibario.com/come-nasce-il-miele/" target="_blank">cliccare qui</a> oppure <a title="miele ligure" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/miele/" target="_blank">anche qui</a>&#8230;<br />
Sarò inoltre lieto di aprire queste pagine online a chi voglia con notizie, approfondimenti e iniziative “sul campo” contribuire a questa tutela, oggi più che mai necessaria. Oggi che l’antropocene – tempo di profitti ma non di progressi reali &#8211; insidia ogni momento delle nostre vite…<br />
*il mio amico Cesare, apicoltore per passione nell&#8217;immediata periferia di Genova, mi raccontava la strenua lotta contro l&#8217;orrenda Vespa velutina&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/umbi-bello.jpg"><img class="size-medium wp-image-17391" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/umbi-bello-300x168.jpg" alt="umberto curti vi aspetta a cena" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Giornata europea del biologico e Assaggiatori di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 13:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26572" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN9400.jpg"><img class="size-medium wp-image-26572" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN9400-300x225.jpg" alt="basilico e mortaio, matrimonio perfetto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">basilico e mortaio, matrimonio perfetto</p></div>
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<p>Il <strong>23 settembre</strong> (non a caso equinozio autunnale, simbolo di equilibri…) ricorre da alcuni anni la <em>Giornata europea del biologico</em>. Strettamente &#8220;intrecciata&#8221;, come ovvio, ai temi della biodiversità e della sostenibilità, questa data vale anche da sensibilizzazione per tutti coloro i quali meglio vorrebbero comprendere i principi delle produzioni bio e i significati di tale marchio.</p>
<p>Se è vero – com’è stato ironizzato… &#8211; che l’Italia è una Repubblica fondata sulle sagre, e molte di queste hanno ormai come tema proprio il biologico (però auspicando poi che sui banchi di vendita tutte le proposte siano realmente tali), è altrettanto vero che sin dalle origini <strong>Ligucibario®</strong> si è sempre schierato accanto alle agricolture “pulite”, alle cultivar autoctone, alle filiere brevi anzi brevissime, ai prodotti certificati DOP e IGP, ai grani antichi, al buonessere. Valori che con Luisa Puppo difesi e divulgai anche in quel &#8220;Festival nazionale del biologico e delle buone energie&#8221; di cui nel 2015 fui uno degli organizzatori, e che riscosse un incredibile successo di pubblico, specie per il livello dei Relatori che coinvolgemmo.</p>
<p>Ho del resto dedicato a tali temi anche non pochi dei contenuti del mio <strong>“Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario”, tuttora gratuitamente richiedibile in pdf all’editore</strong> (<a title="umberto curti sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/shop/e-book/biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario/" target="_blank">eccovi qui il link</a>), lettura che suggerisco anzitutto ai giovani, tanto più che il nostro Paese – la cui convivialità gastronomica va ora candidandosi a Patrimonio UNESCO – ha scontato e sconta a caro prezzo le contraffazioni operate dalle agromafie, l’<em>Italian sounding</em>, ed in un certo senso anche la superficialità del consumatore quando sovente – per fretta, per esigenze di “pseudorisparmio” ecc. &#8211; getta nel carrello della spesa alimenti di cui sa poco o nulla, di cui l’origine non è chiara, che contengono innumerevoli additivi (coloranti, addensanti, conservanti, emulsionanti), o derivano da modificazioni genetiche e transgenetiche…</p>
<p>La scienza – celebrando non a caso la cosiddetta <strong>dieta mediterranea</strong> – ha dimostrato che la salute si costruisce in primis mangiando qualità. C’è un fil rouge prezioso che corre <strong>da Ancel Keys a Valter Longo</strong> e che ci guida nella prevenzione di disturbi e patologie, ci allerta circa l&#8217;eccesso di chimica e i trash food, e in definitiva ci consente maggiori longevità.</p>
<p>Di tutto ciò, beninteso, e di buone farine, di buoni extravergine, di nutraceutici, parlerò anche – insieme a <strong>Mara Fiorese</strong>, medico di Medicina Generale – nel corso dei 4 incontri dell’iniziativa “<strong>Assaggiatori di Genova</strong>”, ospitata a partire da giovedì 9 ottobre presso l&#8217;auditorium dalla Biblioteca Civica “Saffi” di Molassana, <strong><em><span style="text-decoration: underline;">ingresso gratuito</span></em></strong> tramite iscrizione a <a href="mailto:biblsaffi@comune.genova.it">biblsaffi@comune.genova.it</a> oppure allo 010 5574434.</p>
<p>Confidando, amici Lettori, d’incontrarvi numerosi (e sono già molte le iscrizioni), nel frattempo “passate parola”…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/giornata-europea-del-biologico-e-assaggiatori-di-genova/">Giornata europea del biologico e Assaggiatori di Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Come nasce il miele?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 12:52:32 +0000</pubDate>
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<p>Miele, polline, pappa reale, propoli…, questo è un ampio tema di cui ci siamo già occupati a lungo (ecco uno dei tanti link utili…), e occorre ricordare che una specifica Giornata, il 20 maggio, celebra ogni anno le api. Il miele – alimento naturale, apprezzato ovunque nel mondo già dagli antichi, profumato, gustoso, ricco di nutraceutici &#8211; “nasce” dal nettare dei fiori, bottinato dalle api, insetti come vedremo strabilianti, e viene trasformato tramite un complesso percorso che avviene prevalentemente nell&#8217;alveare. “Liquida luce”, lo chiamava affettuosamente il poeta cileno Pablo Neruda. Chi poi ha veduto il magnifico docufilm “More than honey” di Markus Imhoof (2012) ha compreso quanto gli amicali ronzii delle api siano una sentinella circa le condizioni di salute del nostro pianeta, e quanto la loro sopravvivenza “garantisca” di fatto la nostra. In 10 anni la portata produttiva si è purtroppo dimezzata, a causa dell’inquinamento, della cementificazione, dei cambiamenti climatici, dei parassiti e delle specie aliene quali ad es. anche in Liguria la terribile Vespa velutina, delle colture intensive, degli agrofarmaci e di tutto ciò che deteriora gli habitat e decima le piante spontanee (ma il 75% circa delle specie vegetali coltivate dipende dalle impollinazioni!, si veda il bel libro del piemontese Marco Valsesia “Un mondo senza api” edito da Longanesi)… Api infette possono poi infettare altri sciami. Last not least le siccità e gli inverni miti che stanno ripetendosi mandano in tilt gli alveari disorientando le api, le quali proseguono a lavorare anche quando viceversa dovrebbero riposarsi.</p>
<p>Si consideri che le api possono vivere, indicativamente, dai 30 ai 150 giorni, le api regine fino a 3-4 anni.</p>
<p>Le api, dopo aver colto il nettare, lo immagazzinano in una sacca detta &#8220;borsa melaria&#8221;. Giunte poi nell&#8217;alveare, e comunicate con una danza ad otto le fonti migliori e le relative distanze alle “colleghe”, questo nettare viene “consegnato” ad altre api, le api operaie, le quali grazie ad un processo di scambio detto trofallassi lo elaborano e lo disidratano. Infine, il miele viene accumulato nelle celle dei favi e, una volta maturo, sigillato con un opercolo di cera. Un tempo, gli apiari erano composti d’arnie sovente ottenute dalle cavità dei tronchi, l’ingegno umano si avvaleva e si bastava di quel che c’era.</p>
<p>Ecco i momenti essenziali tramite cui nasce il miele:</p>
<p><strong>1.suzione e raccolta del nettare:</strong></p>
<p>Le api, volando di fiore in fiore, bottinano i nettari succhiandoli con la ligula (un’idonea “proboscide” cava e retrattile, di circa 6 mm), e li immagazzinano nell’ingluvie, la propria borsa melaria, un rigonfiamento dello stomaco. I fiori connoteranno il miele: la Liguria, ad esempio, che in pochi chilometri sviluppa dislivelli altimetrici impressionanti, è ricchissima di biodiversità che poi possiamo apprezzare anzitutto nei “millefiori”, ma al tempo stesso il miele di acacia aiuta gola e mucose gastriche, il castagno (adorato coi formaggi) vanta virtù cicatrizzanti e antinfiammatorie, ecc.…</p>
<p><strong>2.volo di trasporto e trasformazione:</strong></p>
<p>Il nettare (ogni ape può trasportarne circa 2 mg) giunge all&#8217;alveare già pre-modificato da enzimi salivari, e come detto viene affidato ad api operaie, che lo elaborano tramite ulteriori enzimi in grado ora di trasformare i suoi zuccheri complessi in zuccheri semplici (glucosio e fruttosio).</p>
<p><strong>3.disidratazione:</strong></p>
<p>Le api operaie, agitando le ali (fino a 230 volte per secondo), debbono anche produrre correnti d&#8217;aria onde favorire l&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua presente nel nettare, il quale così disidratato propone una minor % di umidità.</p>
<p><strong>4.maturazione e opercolatura:</strong></p>
<p>Una volta pervenuto al corretto grado di umidità, il miele viene depositato nelle celle esagonali dei favi e sigillato con un opercolo di cera, uno strato-coperchio che lo ripara e ne consente l’idonea “conservazione”. I favi sono per così dire la casa più interna delle api, esse vi custodiscono le larve, il miele, il polline (altrettanto prezioso).</p>
<p><strong>5.estrazione del miele:</strong></p>
<p>L&#8217;apicoltore, quando i favi sono opercolati, può quindi avviare la raccolta, estraendo il prodotto dai favi – con le opportune precauzioni… &#8211; e filtrandolo da eventuali impurità. Voilà, la natura è servita, 180 sostanze diverse dalle infinite virtù, sorta di prebiotico! Mi piace qui sottolineare anche il fatto che in Italia le donne sono sempre più presenti nel comparto, circa il 30%, ovvero 23mila addette, non poche delle quali sopperiscono proprio con la forza della passione ai guadagni giocoforza non lauti concessi dall’attività (si tratta sovente di un semplice reddito integrativo).</p>
<p>Il miele, oltreché esser gustato da solo (il che sarebbe l’optimum onde davvero preservarne le qualità nutrizionali e gli enzimi), e sostituire lo zucchero grazie all’alto tenore di fruttosio, può entrare in mille ricette dolci, accompagnare formaggi e gelati… Suggerisco sempre, tuttavia, di verificare l’origine sulla confezione, così da premiare le produzioni più “pulite” e vicine, e cercare il miele crudo o grezzo, cioè non pastorizzato (anche se molte indicazioni restano purtroppo facoltative e non imposte dalla legge). Alcuni produttori, inoltre, sono attenti alla sostenibilità, il che giova alle api ma anche, Deogratias, all’intero ecosistema…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Vini liguri DOC e IGT all&#8217;ITS presso ELFO Albenga</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 09:20:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Vini liguri DOC e IGT. Wine English in Liguria Vini liguri DOC e IGT in cattedra. Luisa Puppo ha per il momento terminato le proprie docenze di inglese settoriale all&#8217;ITS Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nel settore ortofrutticolo dell&#8217;Accademia Ligure Agroalimentare in svolgimento presso ELFO Albenga. E&#8217; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/vini-liguri-doc-e-igt-allits-presso-elfo-albenga/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26303" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/mare-albenga.jpg"><img class="size-medium wp-image-26303" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/mare-albenga-300x168.jpg" alt="il mare dinanzi albenga visto dal treno" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">il mare dinanzi albenga visto dal treno</p></div>
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<h2>Vini liguri DOC e IGT. Wine English in Liguria</h2>
<p>Vini liguri DOC e IGT in cattedra. Luisa Puppo ha per il momento terminato le proprie docenze di inglese settoriale all&#8217;<strong><em>ITS Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nel settore ortofrutticolo</em></strong> dell&#8217;Accademia Ligure Agroalimentare in svolgimento presso ELFO Albenga. E&#8217; stato un piacere &#8220;affiancarla&#8221; anche nell&#8217;ultima lezione, allorquando sono stati proposti tutta una serie di contenuti, infografiche, video e directory relativamente al <em><strong>Wine English</strong></em>, all&#8217;interculturalità, alla percezione del prodotto locale sui mercati esteri. Queste figure in uscita dagli ITS risultano in qualche modo anche custodi e ambasciatori del made in Liguria, della biodiversità mediterranea, delle cultivar autoctone e dei prodotti a certificazione d&#8217;origine. Accorciare le filiere d&#8217;acquisto e rispettare le stagionalità dei prodotti appaiono in tal senso anche criteri importanti per garantirsi qualità in tavola, nutraceutici e dunque buonessere, lontani dalla chimica e dagli ogm. Viviamo infatti un antropocene nel quale le agromafie sono divenute sempre più aggressive e le contraffazioni sempre più subdole.</p>
<h2>Vini liguri DOC e IGT. Una mappatura</h2>
<p>Vini liguri DOC e IGT, <strong>conoscere per raccontare</strong>. Dopo lo <a href="https://www.ligucibario.com/basilico-e-pesto-english-and-storytelling/" target="_blank">storytelling sul pesto</a> e il <a href="https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/" target="_blank">gustincontro dedicato all&#8217;extravergine DOP Riviera Ligure</a> abbiamo stavolta &#8220;percorso&#8221; con Luisa Puppo le<strong> 8 DOC (e le 4 IGT) liguri</strong>, sottolineando ancora una volta l&#8217;importanza delle <strong>tracciabilità e dei protocolli disciplinari</strong> che sostanziano tali marchi di denominazione. Ecco via via la <strong>Riviera ligure di ponente</strong>, con Vermentino, Pigato, Moscatello di Taggia, Rossese (clone di Campochiesa) e Granaccia. Ecco il <strong>Dolceacqua</strong>. Ecco l&#8217;<strong>Ormeasco di Pornassio</strong> base e superiore, ma anche nelle vinificazioni sciac-trà (cerasuolo) e passito. Ecco la <strong>Val Polcevera</strong>, con straordinaria Bianchetta che viene anche spumantizzata. Ecco il <strong>Golfo del Tigullio-Portofino</strong>, con le particolarità del Ciliegiolo in purezza, dello Scimiscià recentemente riscoperto, del Moscato&#8230; Ecco le <strong>Colline di Levanto</strong>, coi profumi di una viticoltura che risale ad epoche addirittura preromane. Ecco le celebri <strong>Cinque Terre</strong>, col bianco che nell&#8217;uvaggio integra sapientemente i vitigni bosco, albarola e vermentino, e col mitico passito Sciacchetrà, che innamorava anche Eugenio Montale. Ecco infine la DOC <strong>Colli di Luni</strong>, con un&#8217;ampelografia poggiata su vermentino, albarola, trebbiano toscano e sangiovese, che un poco &#8220;sconfina&#8221; in Toscana&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/igt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26304" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/igt-263x300.jpg" alt="smart" width="263" height="300" /></a></p>
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<h2>Vini liguri DOC e IGT. Una degustazione</h2>
<p>Ma per il cincin beneaugurante di fine lezione &#8211; che è valso anche a sintetizzare alcuni aspetti enologici e di degustazione, sia in italiano, sia in inglese &#8211; ho voluto privilegiare un <strong>IGP Riviera di Levante Rosso</strong> che molto apprezzo (sin dalla parola theia) e che, non a caso, sovente utilizzo nei corsi: si tratta del Ca&#8217; Theia Humus, dal rapporto qualità/prezzo straordinario e che talvolta trovo anche sugli scaffali della GDO.<br />
Bello a vedersi, naso importante, poi un po&#8217; tannico e vinoso in bocca, regala anzitutto sentori floreali e di frutti di bosco (ribes&#8230;), che lo rendono ottimo partner di molti piatti liguri: ravioli, taggiaen a-o tocco, coniglio in umido (ancor più se cucinato con vino rosso), tomaxelle&#8230; Servito, naturalmente, a circa 17°C in tulipani a stelo medio.</p>
<p>Prosit!<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G7AdSFjF6Ss" target="_blank">Vini liguri DOC e IGT. I consigli di Umberto Curti (video)</a></p>
<p><a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/2019/12/history-of-wine-in-mediterranean.html" target="_blank">Brief history of wine routes in the Mediterranean basin (Luisa Puppo)<br />
</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vini-liguri-doc-e-igt-allits-presso-elfo-albenga/">Vini liguri DOC e IGT all&#8217;ITS presso ELFO Albenga</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Apicoltura (in Liguria)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 12:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Fatica di un insetto meraviglioso (disciplinato, laborioso, sociale), il miele è un alimento nobile anzitutto perché “indenne” da ogni manipolazione produttiva… Già Roma e poi il Medioevo gli riconobbero grande importanza (come condimento e dolcificante), talora anche in occasione di rituali sacri… E scriveva (dedicando lo scritto ad un senatore) il georgofilo fiorentino Giuseppe Falchini ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/apicoltura-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fatica di un insetto meraviglioso (disciplinato, laborioso, sociale), il miele è un alimento nobile anzitutto perché “indenne” da ogni manipolazione produttiva… Già Roma e poi il Medioevo gli riconobbero grande importanza (come condimento e dolcificante), talora anche in occasione di rituali sacri… E scriveva (dedicando lo scritto ad un senatore) il georgofilo fiorentino Giuseppe Falchini nel 1747 a proposito delle società “matriarcali” che lo creano: “Questi Animaletti meritano tutto l’amore, e tutto l’incomodo, e tutta la necessaria attenzione per ben custodirli; attesochè sono essi dotati di moltissime Virtù, e prerogative: e la Divina Provvidenza, che in tutte le Opere sue maravigliosamente risplende, in questo, più che altrove, dimostra la infinita sua Onnipossanza, nel conferire di grandi Virtudi a Stromenti deboli, e vili. La provvidenza ha donato a questi piccoli e apparentemente insignificanti insetti, grandi virtudi”… Falchini fu anche eccelso disegnatore di arnie e strumenti, al tempo l’estrazione di miele e cera doveva eseguirsi, evitando ogni disagio alle api, fra metà agosto e la prima metà di settembre, con l’avvertenza di tagliare una adeguata porzione dei favi, sempre inferiore ai 2/3 del nido, per non fiaccare la comunità. L’intervento doveva svolgersi vestendo guanti e una buffa (visiera di velo per proteggere il volto) per prevenire le sgradevoli punture. Estratto il favo, il primo miele si ricavava per colatura e poi, per pressione, quello di seconda scelta. Il miele si conservava abitualmente in contenitori di terracotta, sigillati solo dopo la congrua fase di decantazione…<br />
<strong>Ed oggi? Si badi, qualora le api dovessero estinguersi anche l’umanità s’incamminerebbe rapida verso un disastro planetario e avrebbe ben poche chance e stagioni di sopravvivenza * .</strong><br />
I mieli della Liguria sono tradizionalmente dell’entroterra, dove le api caso per caso (la variazione altimetrica varia le biodiversità) bottinano flora di tiglio, castagno, ailanto, acacia, erica, edera, corbezzolo… Colore e sapore di conseguenza variano, ma i mieli – anzitutto il millefiori &#8211; rappresentano in ogni caso una risorsa dalle mille proprietà benefiche. Con i tanti boschi e – per fortuna &#8211; la rarità di agricolture intensive, la Liguria può effettuare sia l’allevamento stanziale sia il nomadismo (che trasferisce gli alveari in base alle fioriture in corso). Inoltre, la verticalità ligure, che in pochi km ascende dalla costa alla montagna, generalmente, come detto, dà vita a fioriture diversificate. La regione – dove s’incontra anche, a Calice al Cornoviglio (SP), un museo dedicato ** &#8211; ospita oggi 2.500 apicoltori per 30mila alveari, con una produzione annua (2020) di circa 500 tonnellate. Ma come si “ricava” il miele? Esso viene asportato dall&#8217;alveare di solito tramite getto d’aria o tramite affumicamento, ovvero si origina del fumo così che le api, per diradarlo, sbattano le ali nella parte bassa dell’alveare, consentendo quindi all&#8217;apicoltore di prelevare i telai mobili, carichi di miele (si tratta tuttavia di tecniche discutibili poiché non “indolori”)… I telai saranno poi disopercolati (rimozione dello strato di cera che sigilla ogni cella) con uno specifico strumento e collocati in una centrifuga estrattrice. Il miele così smielato si filtra e decanta, e infine s’imbarattola, voilà, non occorre altro. E dai favi vuoti si ottiene la cera con cui realizzare i nuovi stampi di celle.<br />
Conosciamo varie geotipologie di Apis mellifera, ben adattate al territorio che abitano, e capaci perfino di segnalarsi l’un l’altra zone migliori e minacce, ma quella importante in Italia è l&#8217;ape “gialla”, Apis mellifica ligustica (Spinola, 1806 *** ). E se l&#8217;introduzione di altre alloctone può indurre una produzione lì per lì maggiore, poi quasi sempre crea criticità di ibridazione.<br />
Sostenibilità e biodiversità oggi si legano, come mi ricorda sempre il mio amico apicoltore Cesare, alla lotta contro i tre grandi nemici dell’ape: i cambiamenti climatici (e l’ape è un marcatore ambientale), l’uso agricolo dei neonicotinoidi, e l’invasione di specie aliene (vespa velutina o calabrone asiatico, vorace predatore che, purtroppo, letteralmente impedisce alle api di uscire dall’alveare…).<br />
Per approfondimenti su questa paladina dell’ecosistema, suggerisco inoltre la visione del magnifico docufilm “More than honey” (2012) di Markus Imhoof.<br />
Infine, il miele in Liguria entra nella spungata di Sarzana, nelle cubaite ponentine, nei baci di Alassio, accompagna la prescinseua e gli yogurt&#8230;</p>
<p>* miele, propoli e pappa reale sono nutraceutici, producono immensi benefici sul nostro sistema immunitario e non solo. Il miele è un prebiotico che giova anche all’epidermide, idratandola naturalmente. Inoltre l’ape è preziosa anche per il nostro benessere psichico. Il bee humming è una sorta di apiterapia, per cui si ascolta – in sicurezza &#8211; il ronzio delle api dentro le arnie nel favo, ronzio che è tenue e costante, diverso da quello che emettono in volo</p>
<p>** Calice al Cornoviglio è, con Savignone (GE), una delle due località liguri aderenti al circuito “Città del miele”. Nel museo, ricavato nei sotterranei (vecchi magazzini) del castello calicese, s&#8217;incontrano alcune arnie primitive, strumenti per la raccolta e la lavorazione del miele, stampe, foto, e pannelli esplicativi che percorrono alcune operazioni di smielatura<br />
*** Massimiliano Spinola, conte, nativo di Pézenas in Occitania<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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		<title>Dieta mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:46:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dieta mediterranea è risultata non a caso una delle voci più estese nel mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; (richiedibile gratuitamente in pdf a questo link). Non si tratta meramente di un claim, creato a suo tempo dal marketing per incentivare l’utilizzo di pasta, olio ecc. presso consumatori e soprattutto consumatrici desiderose di conservare o ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dieta mediterranea è risultata non a caso una delle voci più estese nel mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; (richiedibile <em><strong>gratuitamente</strong></em> in pdf <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Non si tratta meramente di un claim, creato a suo tempo dal marketing per incentivare l’utilizzo di pasta, olio ecc. presso consumatori e soprattutto consumatrici desiderose di conservare o ripristinare la linea… Bensì di uno stile di vita, di una cultura che si riverbera a tavola.<br />
E la &#8220;centralità&#8221; della Liguria nella Weltanschauung alimentare di Ancel Keys * , in tal senso, mi pare pienamente dimostrata dall’utilizzo dei derivati del grano ** , delle verdure crude o cotte, delle acciughe fresche o conservate, dei legumi, dalle note e meno note salse al mortaio dove sempre entrava l&#8217;aglio medicamentoso, dai castagni, dagli uliveti, dagli agrumeti, dai fichi freschi o secchi, e nell’entroterra dalle specie di ortaggi un poco più resistenti al clima, e infine &#8211; più di rado &#8211; dai formaggi ovini, dai funghi che odorano di mare… Liguria terra di nutraceutici!<br />
* vedi Ancel &amp; Margaret Keys, <em>Mangiar bene e stare bene</em>, ed. Piccin, 1962. Il biofisiologo statunitense morì centenario nel Cilento.<br />
** quasi sempre d’importazione da nord o da sud, come nota nel ‘600 il medico scaligero B. Paschetti. Tramite quei derivati s’impose anche il commercio (e il consumo) di pasta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cucina ligure per vegetariani e vegani</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 13:43:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25598" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/103.jpg"><img class="size-medium wp-image-25598" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/103-300x225.jpg" alt="carciofi liguri" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">carciofi liguri</p></div>
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<h2>Cucina ligure per vegetariani e vegani dalla Spezia a Ventimiglia</h2>
<p>In una stagione storica nella quale molte fasce di consumatori perseverano con modelli alimentari sbagliati e nocivi (<strong>trash food, prodotti da filiere non tracciabili, cibi sempre più “chimici”, abuso di carni rosse, grassi, alcol…</strong>), alternando quindi momenti di obesità a diete pericolosamente fai-da-te, è andata affermandosi da parte di alcuni la tendenza a diete vegetariane e vegane.<br />
Tendenza che si ammanta – legittimamente – anche di valori “ideologici”, fra cui in modo diretto o indiretto la difesa del Pianeta, là dove ad esempio l&#8217;allevamento intensivo contribuisce significativamente al riscaldamento globale.</p>
<p>Non entro nel merito delle scelte (l’individuo è libero fin quando non danneggia il prossimo e, appunto, l&#8217;ambiente di cui è ospite e non padrone), <strong>scelte che vanno comunque ponderate</strong> in quanto la rinuncia ad alcuni cibi, come noto, comporta carenze di vitamine B12 e D, calcio, ferro, acidi grassi omega 3, e constatiamo che tali nutrienti vengono perciò assunti tramite alimenti di origine vegetale “fortificati” (ad es. latte di riso o di soia addizionato del calcio, o cereali addizionati di ferro e vitamine), ed inoltre il bilanciamento di tali diete implica aggiunte di noci, semi di lino e frutta oleosa, ricchi di alcuni acidi grassi essenziali.</p>
<p>Mi limito dunque a precisare, ancora una volta, che quella piramide alimentare allestita dal <strong>famoso bio-fisiologo statunitense Ancel Keys</strong> (che si stabilì con la moglie nel Cilento e non a caso morì centenario), oggi opportunamente aggiornata, è sempre una straordinaria guida per indurci ad acquisti e pasti corretti.<br />
<strong>La Liguria s’affaccia sul Mediterraneo e vanta una civiltà millenaria</strong>, pertanto ci regala una cucina quotidiana basata su verdure, erbe spontanee ed aromatiche, pesce, olive, castagne e funghi…<br />
Poi il Nuovo Mondo le consentì di conoscere anche le patate, il pomodoro, il mais, i fagioli e fagiolini, le zucche e le zucchine, i peperoni e i peperoncini, il cacao, e ciò costituì una vera rivoluzione, agricola e a tavola…</p>
<h2>Cucina ligure per vegetariani e vegani: un menu possibile</h2>
<p>Sono perciò <strong>innumerevoli i piatti che anche i vegani e i vegetariani possono avvicinare in tutta serenità dalla Spezia a Ventimiglia</strong>, talora anche in differenti versioni locali, rammentando inoltre che in Liguria si consumano abitualmente vari <em>nutraceutici</em>, presenti dall’aglio all’olio extravergine, dalle erbe spontanee a varie frutta (risorse cui Ligucibario® ha dedicato negli anni innumerevoli scritti).</p>
<p>Innumerevoli, dicevo, i possibili piatti in menu di una cucina ligure per vegetariani e vegani:</p>
<ul>
<li>Ecco <strong>i finger food</strong> – quelli da divorare per strada ungendo non solo la <em>cartapaglia</em> tanto cara a sciamadde e fainotti… &#8211; come la focaccia, la farinata, i cuculli, la panissa e le panissette fritte, i friscêu, che hanno il solo difetto di generare dipendenza psicofisica.</li>
<li>Ecco <strong>le verdure in giardiniera e in addobbo, ecco il paté d’olive, di carciofi</strong>, e così via.</li>
<li>Ecco <strong>la pasta preparata senza uova</strong>, e che non di rado viene “avvantaggiata” con farina meno raffinata (o di castagne), ecco <strong>gli gnocchi di patate, e verso il Levante ecco i testaroli e poi i panigacci</strong>, quest’ultimi condivisi anzitutto con Fosdinovo (MS) e poi di fatto con l’intera, e bellissima, Lunigiana.</li>
<li>Ecco <strong>il minestrone alla genovese, ecco la mes-ciùa spezzina “di recupero”, ecco – nell’auspicio che ristoranti e trattorie non se ne dimentichino… &#8211; lo zimino di ceci e bietole</strong>.</li>
<li>Ecco <strong>i fagioli, conditi in insalata con l’extravergine DOP, la cipolla (splendida quella rossa genovese, a Zerli di Ne…) e se piace un pizzico di pepe nero</strong>.</li>
<li>Ecco <strong>gli spinaci alla genovese</strong>, saltati con uvetta e pinoli, che facevano da contorno obbligatorio alla cima.</li>
<li>Ecco il<strong> cundigiun</strong>.</li>
<li>Ecco il <strong>preböggiön di Ne</strong> con le patate.</li>
<li>Ecco la <strong>polenta</strong> che a Pignone e dintorni “incatenano” coi cavoli (la ricetta in questo caso deve ovviamente escludere il lardo).</li>
<li>Ecco infine <strong>la torta stroscia di Pietrabruna (IM), il castagnaccio o pattunn-a che dir si voglia, lo sciroppo di rose della Valle Scrivia</strong> che può dar profumi ineguagliabili a dolci e macedonie…</li>
</ul>
<p>Cucina ligure per vegetariani e vegani: debbo aggiungere altro? Sì: che i vostri commenti e suggerimenti saranno come sempre graditi e attentamente &#8220;meditati&#8221;&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 13:41:33 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN0586.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25114" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN0586-300x225.jpg" alt="DSCN0586" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE (Guida ambientale Escursionistica).</p>
<p>Se v’è un turismo che di natura s’intreccia alle escursioni ambientali, quello è <strong>l’oleoturismo</strong>, di cui anche in Liguria &#8211; tra fasce terrazzate e muretti a secco &#8211; si sta ormai prendendo compiutamente coscienza.</p>
<p>Da docente nei <strong>corsi GAE di qualifica regionale</strong>, non potevo – ne volevo! – dunque sottrarmi al condividere con gli allievi del corso GAE presso Ente F.Ire di Genova un incontro-tasting dedicato all’olio extravergine DOP Riviera Ligure. Ne ho parlato e scritto circa un milione di volte, e <strong>Ligucibario®</strong> propone forse il più completo database delle cultivar liguri dall&#8217;arnasca alla toso (<a title="umberto curti le cultivar olearie liguri" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-arnasca/" target="_blank">link da qui</a>), ma stavolta in aula ho voluto anzitutto sottolineare il “peso” del Consorzio di tutela (attivo dal 2001), e di una filiera certificata che comprende 2.224 ettari con circa 660mila piante d’ulivo. Per il resto, avrei quasi potuto tacere e lasciar parlare la bottiglia.<br />
I 12 corsisti sono parsi gradire, alternando interesse e sorpresa a seconda dei temi che rivolgevo loro (purtroppo il consumatore medio italiano non padroneggia a fondo neppur <span style="text-decoration: underline;">la differenza tra olio extravergine e olio d’oliva</span>…), e soprattutto focalizzando che un grande extravergine nasce in primis dalla cura degli uliveti. E per salire negli uliveti liguri occorrono coloro che il mai troppo rimpianto <strong>Gino Veronelli</strong>, con cui una vita fa scambiai lettere affettuose, chiamava “angeli matti”…</p>
<h2>Olio DOP Riviera Ligure &#8211; dalla degustazione all&#8217;oleoturismo</h2>
<p>Il Consorzio di tutela Olio DOP Riviera Ligure, che come sempre ringrazio, mi ha cortesemente inviato per gli assaggi <strong>un monocultivar ponentino di taggiasca e uno levantino di razzola</strong>, forse le due varietà regionali più rappresentative non solo in termini di estremità territoriali, beninteso senza nulla togliere alla colombaia, all’arnasca/pignola, alla prempesa, alla lavagnina (che poi è la taggiasca)…</p>
<p>La fase <strong>organolettica</strong> – la durata della lezione ha purtroppo permesso di degustare solo l’extravergine da taggiasca &#8211; ha “percorso” un colore verde limpido e fresco, e un naso dove si annunciava quel che poi – come avviene sovente con l’extravergine da taggiasca &#8211; hanno rilevato le papille sensoriali in bocca: note fruttate (forse più del solito), piacevole dolcezza, sentori spiccati di <strong>carciofo</strong> (che personalmente adoro), e una pungenza assai tenue, che non ha creato problemi perfino a chi ha osato lo “strippaggio” finale, quello che con la coratina pugliese solitamente sconsiglio&#8230;</p>
<p>Mettere in tavola un <strong>nutraceutico</strong> del genere, un alimento più che un condimento, possibilmente accanto a piatti della tradizione mediterranea come le insalate e gli ortaggi di stagione, e il pesce crudo o cucinato non invasivamente, è un atto benefico da molteplici punti di vista: verso la nostra salute anzitutto, nonché verso l’ambiente, e verso economie di cui la società non può fare a meno.<br />
In oleo veritas, ecco il valore delle DOP come certificazioni, a garanzia di una tracciabilità, ecco i collarini gialli che tutelano e informano il consumatore sulla provenienza del prodotto e sul protocollo disciplinare su cui poggia.<br />
Amici Lettori (che da molti anni non siete poi pochi) stay tuned, perché nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori materiali sulla recente lezione.</p>
<p>E per ulteriori informazioni su questo dono della natura, <a href="https://www.oliorivieraligure.it/" target="_blank">Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure</a>, via T. Schiva 29, 18100 Imperia, tel. +39 0183 767924, info@oliorivieraligure.it</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti (10)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 09:10:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti Repertorio di termini e concetti ad uso degli allievi dei corsi GAE presso l’ente F.Ire di Genova. Per approfondimenti si raccomanda anche la richiesta all’editore (link qui) del mio saggio “Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario” (2023), che verrà spedito (gratuitamente)in formato pdf… ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-dizionarietto-gae-di-umberto-curti-10/">leggi tutto</a></p>
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<p>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti</p>
<p>Repertorio di termini e concetti ad uso degli allievi dei corsi GAE presso l’ente F.Ire di Genova.</p>
<p>Per approfondimenti si raccomanda anche la richiesta all’editore (<a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">link qui</a>) del mio saggio “Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario” (2023), che verrà spedito (<span style="text-decoration: underline;">gratuitamente</span>)in formato pdf…</p>
<p>Si suggerisce agli allievi l’uso di una buona cartina regionale, così da georeferenziare ove necessario quanto segue.</p>
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<p><strong>Tutti i contenuti esplicativi che affiancavano i lemmi sono ora fruibili nel volume di Umberto Curti “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri per Guide GAE”</strong></p>
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<p>Parte 10 (di 15)</p>
<p><strong>Murales</strong>: street art che&#8230;</p>
<p><strong>Muretti a secco</strong>: lunghi molti&#8230;</p>
<p><strong>Musei di cultura materiale</strong>: espongono manufatti e&#8230;</p>
<p><strong>Narciso</strong>: pianta delle&#8230;</p>
<p><strong>Necropoli</strong>: luogo (oggi si&#8230;</p>
<p><strong>Neviera</strong>: quando non&#8230;</p>
<p><strong>Nordic walking</strong>: si tratta di una&#8230;</p>
<p><strong>Numero d’emergenza</strong>: in caso di&#8230;</p>
<p><strong>Nutraceutici</strong>: detti talora anche&#8230;</p>
<p><strong>Nutria</strong>: è allarme per&#8230;</p>
<p><strong>Oasi del Nervia</strong>: area&#8230;</p>
<p><strong>OGM</strong>: un organismo&#8230;</p>
<p><strong>Oleoturismo</strong>: anche in&#8230;</p>
<p><strong>Ometti (di pietra)</strong>: semplice costruzione che&#8230;</p>
<p><strong>Ommo ar bozo</strong>: spicca ad&#8230;</p>
<p><strong>Onagroterapia</strong>: pet therapy che&#8230;</p>
<p><strong>Organolettico</strong>: vino giallo&#8230;</p>
<p><strong>Orienteering</strong>: disciplina, diffusasi&#8230;</p>
<p><strong>Orologi da torre e campane</strong>: vedi artigianato</p>
<p><strong>Orrido</strong>: luogo&#8230;</p>
<p><em>Per info sui corsi, ente F.Ire, piazza G. Matteotti 2/3b, 16123 Genova, tel. 010 9820702, formazione@entefire.it</em></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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