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	<title>Ligucibario &#187; mercato orientale</title>
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		<title>Top of the year 2025 (parte 3)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 08:20:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/renna-natale-cogo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29397" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/renna-natale-cogo1-300x151.jpg" alt="renna natale cogo" width="300" height="151" /></a></p>
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<p><strong>4 puntate, e ad ognuna 10 eccellenze</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Top of the year 2025</strong> è il <strong>nostro pensiero di Natale</strong> (quest&#8217;anno la nostra <strong>società di consulenza</strong> ha spento <strong>25 candeline</strong>&#8230;) ad <strong>imprese del turismo, produttori e botteghe</strong> che spiccano nelle rispettive categorie.</p>
<p>In questi giorni che già profumano di Festività e che decretano la cucina italiana Patrimonio Unesco, ecco che <strong>Ligucibario®</strong> si avvicina ancor più ai propri Lettori &#8211; che da tanti anni non sono poi pochi! – segnalando <strong>40 protagonisti del territorio</strong> che lavorano bene anzi benissimo. Non si tratta ovviamente di inserzioni pubblicitarie (questa piattaforma mai ne ha contenute né mai ne conterrà) bensì di <strong>un &#8220;catalogo&#8221; di luoghi belli e di cose buone dietro cui c&#8217;è sempre il lavoro appassionato delle persone</strong>, a cui Luisa Puppo ed io inviamo già i nostri auguri di Buon Natale e Sereno 2005.</p>
<p>La <strong>quarta puntata</strong> (qui <a href="https://www.ligucibario.com/top-of-the-year-2025-parte-2/" target="_blank">il link alla seconda</a>, da cui si ci si collega anche alla prima) apparirà &#8220;su questi schermi&#8221; <strong>il 1</strong><strong>9 dicembre</strong>, e da quel giorno chi non ha ancora comprato pandolci e regali si affretti!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29399" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/TOP-TERZA-PUNTATA-300x251.jpg" alt="TOP TERZA PUNTATA" width="300" height="251" /></a></p>
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<h2>Top of the Year 2025 parte 3</h2>
<p><strong>Categoria birrifici:</strong><br />
<strong> “Alta via”, agrobirrificio a Sassello e Quiliano (SV)</strong>, anzitutto per la birra “Monte Rama”, ma è comunque sempre un piacere narrare di imprese artigiane e giovani come questa, che “coltiva” orzo e luppolo (Crystal) confermando una filiera tutta italica. E le api sono quelle nel parco Beigua, da cui il miele per alcuni stili birrari, fra cui appunto la mia prediletta “Rama”, da abbinare a zuppe autunnali, spezzatini in umido, arrosti, speck, alcuni formaggi fra cui il Parmigiano (alto di mesi)…</p>
<p><strong>Categoria liquori e fine pasto:</strong><br />
<strong> “Amaro Camatti”, dal 1989 della distilleria Cinque Terre</strong>. Super-premiato, è a base di fiori, erbe, radici aromatiche. Ricetta “segreta” e processo artigianale, fu prodotto la prima volta nel 1924 in un laboratorio del centro storico di Genova, originando poi un’articolata storia, anche a causa delle traversie della seconda guerra mondiale, cui è sopravvissuto con successo. Ha bel colore ambrato e 20°C alcolici, e si può veramente apprezzare in cento modi, aperitivo, digestivo, nei cocktail…</p>
<p><strong>Categoria focaccia genovese:</strong><br />
<strong> Panificio “L’angolo”, a Genova-Certosa</strong>. Si tratta non a caso dell’attività di Gino Petrucco, veterano del settore, presidente dell’Assopanificatori Genova e provincia. A fügassa zeneize qui è come piace a me: né troppo spessa né troppo sottile, né troppo cotta né cruda, né troppo unta né poco, né troppo salata né sciapa. Non stupitevi se ne sfornano milioni di lamme (teglie) al giorno. Nel luminoso negozio troverete poi anche un po’ di gastronomia tipica: panissa, torte pasqualine…</p>
<p><strong>Categoria farinata:</strong><br />
<strong> “La Loggia” (Ligalupo), a Genova-Struppa</strong>,  lungo la crêuza di San Cosimo cui si arriva in auto e che risale le colline. Dal forno, alimentato con pregiata legna di nocciolo, escono farinate (di ceci) che potrei addirittura posizionare come le migliori di Genova, servite in formula “mista”: con lo stracchino, coi carciofi&#8230; Locale spartanissimo per arredi e mise en place, annessa bottega, mood come una volta, molta gentilezza e simpatia, e – merce rara oggi &#8211; prezzi onestissimi.</p>
<p><strong>Categoria pollerie:</strong><br />
<strong> “Siri”, a Genova</strong>, in via Monte Suello, una polleria-gastronomia dove un po’ tutti i giorni, e a tutte le ore, ci si mette in coda ad attendere il proprio turno, sarà un caso? Menzione d’onore per i polli allo spiedo, cucinati a ritmo continuo, un loop che spande nei dintorni un profumo irresistibile, è la reazione di Maillard…, come resistere? Tanto più che un pollo allo spiedo, con qualche verdura a contorno, risolve sempre magnificamente un pranzo, o una cena, per 4 persone…</p>
<p><strong>Categoria frutta e verdura:</strong><br />
<strong> “Rela”, a Genova, </strong>e dove se non presso il<strong> Mercato Orientale</strong>? Questa “chicca” commerciale imperdibile (una serie di banchi che espongono ogni ben di Dio) aprì festosamente i battenti nel 1899, chiamata “orientale” in quanto un po’ ad est del centro città. “Rela” dal 1920 ne incarna al meglio lo spirito: primizie, verdura meravigliosa, frutta (non di rado anche rara), e come non segnalarvi poi le cento varietà esotiche, le spezie, in stagione i funghi…</p>
<p><strong>Categoria locali storici:</strong><br />
<strong> Pasticceria “Gemmi” (1934), a Sarzana (SP)</strong>, in via Garibaldi, l’intrigante asse pedonalizzato che traversa la località, ricca di fortezze e chiese antiche. “Gemmi” significa vetrine e arredi splendidi, bel corredo di tipicità salate e dolci, e un’eleganza che si riverbera diretta in una delle preparazioni cui sono più affezionato: la spungata, il dolce della Via Francigena, una sfoglia azzima con farcia di confettura, mandorle, pinoli, aromi naturali e spezie, squisita, energetica e ben conservabile</p>
<p><strong>Categoria “piole” d’atmosfera:</strong><br />
<strong> Albergo-ristorante “Alpi”, a Pamparato (CN)</strong>, nella verdissima val Casotto, terra di castagne, grano saraceno, formaggi. E’ una casa antica e ristrutturata, nella piazza d’un borgo montano che più “piemunteis” non si potrebbe, bella la meridiana in facciata… Il ristorante, arredato con estremo garbo, silenzioso e rilassante, è l’occasione giusta per avvicinare alcuni must – celebri anzi celeberrimi &#8211; della regione, dai tajarin al vitel tonné, dal coniglio alla torta di nocciole e zabaione</p>
<p><strong>Categoria erboristerie:</strong><br />
<strong> “Farmacia di Sant’Anna”, a Genova</strong>, un’oasi di pace &#8211; che quasi non ti aspetti &#8211; ad un passo dalle trafficate vie del quartiere sopraelevato di Castelletto. Qui regna anzitutto Frate Ezio, competente ed affabile, che dalla botanica trae – con una visione olistica dell’essere umano – rimedi per il benessere e la salute. Una fornita bottega interna al convento permette poi acquisti e regali “officinali” davvero creativi e salutari</p>
<p><strong>Categoria allevamenti-caseifici:</strong><br />
<strong> “Lavagé”, a Rossiglione (GE)</strong>, in valle Stura. Il caseificio, condotto da Mirella Ravera, lavora il latte di alcune vigorose mucche bruna alpina, a 600 metri sul livello del mare (dove la Liguria da blu diventa verde), dando vita a formaggi sempre di forte impronta. Mi è occorso di quando in quando di assaggiare anche il suo bleu, l’erborinato, un capolavoro a latte crudo, indimenticabile in sé e per sé così come abbinato a confetture e vini passiti…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Genova nell&#8217;Ottocento. Una cronologia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 10:16:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25016" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/spinola.jpg"><img class="size-medium wp-image-25016" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/spinola-300x208.jpg" alt="le cucine di palazzo spinola" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">le cucine di palazzo spinola</p></div>
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<p>Genova nell&#8217;Ottocento. La Superba &#8220;consacra&#8221; l&#8217;anno 2025 all&#8217;Ottocento (il 2024 ha riguardato il Medioevo). E pone in essere una serie di studi e attività per inquadrare sempre meglio la realtà cittadina di quel secolo. Ligucibario® ovviamente seguirà e accompagnerà con testi e strumenti questo percorso di approfondimenti. Dopo la bibliografia appena pubblicata (link qui), ecco ora per i Lettori una cronologia dei principali eventi accaduti dal 1800 al 1899 in città, o che comunque &#8220;impattarono&#8221; anche sui destini della città. <strong>Buon viaggio nel tempo da Umberto Curti!</strong></p>
<ul>
<li>1800 assedio austriaco di Genova, “difesa” dal generale francese Massena, detto Massazena</li>
<li>1804 nasce in Portoria Caterina Campodonico, la celebre venditrice di nissêue e reste (dal 1882 una scultura di Lorenzo Orengo la celebra a Staglieno, col celebre epitaffio)</li>
<li>1808 Genova conta 75.743 abitanti</li>
<li>1814 (aprile) sbarco della marina inglese agli ordini di Bentinck, nascita dell’effimera Repubblica di Genova (presieduta da Girolamo Serra, che poi fu anche storico di Liguria e Genova) dopo il crollo napoleonico. Soppressa d’imperio dal Congresso di Vienna, il territorio il 4 gennaio 1815 fu annesso al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I</li>
<li>1816 “anno senza estate” in tutto il mondo, si suppone a causa delle polveri sparse dall’eruzione “globale” del monte Tambora nell’oceano Indiano. Durata 24 ore, essa rappresentò la più catastrofica fra quelle registrate in epoca storica</li>
<li>1817 Francesco Maria Berio propone la propria biblioteca a Vittorio Emanuele I, che a sua volta la dona a Genova. La Civica Amministrazione l’acquisisce definitivamente nel 1824 e da quel momento la biblioteca implementa di continuo la collezione di manoscritti e preziose opere a stampa. Nel 1831 ha nuova ubicazione nel palazzo costruito dal Barabino sulla piazza antistante il teatro Carlo Felice, aperta con la demolizione del complesso di San Domenico. Si stanzia nel piano nobile, e il secondo e il terzo vengono assegnati all&#8217;Accademia Ligustica. Oggi è in via del Seminario, elegante sede secentesca idoneamente restaurata</li>
<li>1821 intensificarsi di moti carbonari (vedi il prezioso documentario di Bianca Montale), e prime chiusure dell’Università… Accoglimenti della Costituzione accordata dal reggente Carlo Alberto, ma poi subito rigettata da Carlo Felice</li>
<li>1821 strada dei Giovi</li>
<li>1822 Byron a Villa Saluzzo Mongiardino. Il poeta con una vecchia carrozza a quattro cavalli, proveniente sul suo yacht “Bolivar” da Sestri Levante, giunse ad Albaro verso fine settembre. Prese in affitto la villa, mentre la scrittrice Mary Wollstonecraft, la vedova di Shelley (il poeta naufragato quell’anno al largo di Lerici e suo grande amico), che lo accompagnava, prese una stanza nella vicina Casa Negrotto. Percorrendo verso mare l’antica crêuza San Nazaro, ecco tra le altre Villa Bagnarello, la “prigione rossa”, dove soggiornò Charles Dickens</li>
<li>1822 (25 ottobre) piena del Bisagno, 821 mm in 24 ore. Mary Shelley scrive, spaventata, che portò via decine e decine di uomini e di bestie</li>
<li>1825 riaperta l&#8217;Università, sempre sotto la rigida direzione dei Gesuiti, che avevano l&#8217;arduo compito di far rigare diritti i giovani “ribelli” (era stata chiusa nel 1821)</li>
<li>1827 esce l’Indicatore genovese, foglio di avvisi e di varietà, dove Mazzini scrive (anche) critiche letterarie. Nel dicembre dell’anno successivo la pubblicazione venne sospesa dal governo regio</li>
<li>1828 (aprile) inaugurazione del Carlo Felice</li>
<li>1828 (9 settembre) forti scosse di terremoto. Nessun danno ai caseggiati, ma per alcune notti parte della popolazione preferì dormire all’aperto…</li>
<li>1832 inaugurazione del palazzo dell’Accademia Ligustica</li>
<li>1834 primo vocabolario genovese-italiano, redatto da un sacerdote, Cristoforo Filippi, “modesto scolopio”, nato a Santo Stefano al Mare (oggi IM) nel 1770. Ne diede notizia anche Amedeo Pescio su “Il secolo xix” del 24 giugno 1932, ma poi se ne persero le tracce. E’ riapparso in una collezione privata, venendo acquisito da un console dello storico sodalizio genovese “A compagna”…</li>
<li>1835 Genova conta circa 80mila ab.</li>
<li>1835 si apre la carreggiabile Carlo Alberto (oggi asse Gramsci – San Lorenzo). Si iniziano, sostituendo in parte le cosiddette muragliette delle mura cinquecentesche, le imponenti terrazze di marmo, o portici di Caricamento (Ignazio Gardella), lunghe 410 m e larghe 13, esse costarono l’enormità di 8.300.000 lire e 8 anni di lavori. Ben 73 le arcate, sopra cui si passeggiava a 13 m d’altezza. Furono demolite in 5 fasi, dopo appena una quarantina d’anni, fra il 1883 e il 1886, per far posto ai binari per il trasporto delle merci movimentate dai moli…</li>
<li>1835 la torta di Mazzini in una lettera da Grenchen (28 dicembre) alla madre</li>
<li>1838 a Genova operavano ben 34 fabbriche confettiere, dialogando anzitutto con Grasse in Francia</li>
<li>1839 Paganini compila in una lettera per un amico (Luigi Germi) la ricetta dei ravioli.</li>
<li>1840 aumento notevole della potenza luminosa della Lanterna, per l’introduzione di più moderni sistemi ottici (sistema rotante con lenti di Fresnel). In seguito si avrà l’introduzione di nuovi combustibili: il gas di acetilene (1898), e poi nel Novecento il petrolio pressurizzato (1905), fino all’elettrificazione del 1936.</li>
<li>1842 ponte sifone sul Veilino</li>
<li>1844 Charles Dickens a Genova</li>
<li>1844 inizia la costruzione del cimitero di Staglieno, su progetto del Barabino ripreso dal Resasco</li>
<li>1845 è a Genova Gustave Flaubert, che registrò tra le sue più vive impressioni l‟immagine di una città “fatta di marmo”</li>
<li>1847 Goffredo Mameli compone l’inno, musicato da Michele Novaro</li>
<li>1848 (2 marzo) dal “Carolina” sbarca a Genova coi figli (Menotti, il maggiore, Teresita e Ricciotti) Anita Garibaldi</li>
<li>1848-49 prima guerra d’indipendenza</li>
<li>1849 i bersaglieri di Alfonso La Marmora, il cui fratello Alessandro aveva istituito il reparto nel 1836, sparano tragicamente ad altezza d’uomo per reprimere moti di folla.</li>
<li>1853 inaugurazione ferrovia per Torino (via via si ridurranno dell’80% i costi di trasporto delle merci)</li>
<li>1854 Genova conta circa 120mila ab. (40mila più del 1835, 10mila meno del 1871), è 33ma in Europa (1^ Londra con 2.363mila, 2^ Parigi con 1.053mila, 7^ Napoli con 416mila, Trieste è ancora austriaca, ecc.)</li>
<li>1855 teatro Andrea D’Oria (poi 1885 Regina Margherita, la consorte di Umberto I)</li>
<li>1855 nasce in piazza Banchi la Loggia dei mercanti, prima borsa merci italiana, istituita per decreto del capo del governo Cavour, a dimostrazione dell’importanza che la città continuava ad avere in campo economico-mercantile.</li>
<li>1856 inaugurazione del teatro “Modena” (in scena la commedia lirica Tutti in maschera, di Carlo Pedrotti (1817-1893))</li>
<li>1856 ferrovia per Voltri</li>
<li>1859 (12 maggio) Napoleone III sbarca a Genova, seconda guerra d’indipendenza, i franco-piemontesi sbaragliano gli austriaci</li>
<li>1860 (5 maggio) partenza da Quarto dei Mille (su 2 vapori a carbone, il “Piemonte” e il “Lombardo”, ottenuti grazie a Rubattino…)</li>
<li>1860 inaugurazione della stazione Principe (progetto del celebre arch. piemontese Alessandro Mazzucchetti, specializzato in ingegnerie ferroviarie). Il progetto della facciata si deve però all&#8217;architetto G.B. Resasco. La stazione venne chiamata Principe in quanto vicina alla ex residenza del principe Andrea Doria.</li>
<li>1861 proclamazione dell’Unità d’Italia</li>
<li>1863 prima “Cuciniera genovese” (Giobatta Ratto)</li>
<li>1866 terza guerra d’indipendenza</li>
<li>1867 Museo di storia naturale G. Doria, il più antico della città</li>
<li>1868 ferrovia per Chiavari</li>
<li>primo tronco di Circonvalmonte (da San Bartolomeo a Castelletto)</li>
<li>1870 breccia di Porta Pia</li>
<li>1870 si realizzano i Magazzini generali, voluti dal sindaco, barone Andrea Podestà (1832-1895), come infrastruttura portuale e poi adibiti a scalo merci ferroviario</li>
<li>1870 inizio lavori per Galleria Mazzini, in stile liberty, “collocata” nello spazio ricavato dallo sbancamento di una parte della collina di Piccapietra e dalla demolizione di edifici preesistenti (tra cui i conventi di San Sebastiano e di San Giuseppe e l’oratorio della casaccia di San Giacomo delle Fucine)</li>
<li>1873 con Regio Decreto, il Comune di Genova si espande via via oltre il Bisagno inglobando Foce, San Francesco d&#8217;Albaro, San Martino, Staglieno, Marassi, San Fruttuoso…</li>
<li>1875 costruzione di piazza Corvetto, per volere del sindaco, barone Andrea Podestà</li>
<li>1875 nasce Il Caffaro</li>
<li>1876 il filosofo Nietzsche per la prima volta a Genova</li>
<li>1883 si demoliscono le terrazze di marmo a mare per ampliare via Carlo Alberto</li>
<li>1883 nave-scuola di Nicolò Garaventa. “Se non fai il bravo, ti mando sulla Garaventa!”</li>
<li>1884 lo scrittore e giornalista onegliese Edmondo De Amicis (1846-1908) redige per il “Nacional” un report del viaggio su piroscafo tra Genova e Montevideo, in cui descrive il dramma di tanti contadini, senza lavoro in Italia per le crisi agricole, costretti ad una traversata di quaranta giorni a bordo di una nave stracolma, per partecipare alle mietiture in America meridionale, con la prospettiva di guadagnare trecento lire in tre mesi…</li>
<li>1885 nasce Gilberto Govi</li>
<li>1886 nasce il “Secolo XIX”, fondato (e diretto) da Ferruccio Macola</li>
<li>1887 (23 febbraio) tre forti terremoti nella Liguria occid. (Bussana…), l’inferno turco, magnitudo 6.27</li>
<li>1888 Luigi Passadore, appena 33enne, fonda la banca omonima</li>
<li>1889 (giugno) piena del Bisagno</li>
<li>1891 inaugurazione della funicolare Sant’Anna</li>
<li>1892 Expo italo-americana nelle piane di Porta Pila, con la definitiva demolizione, in atto da alcuni anni, delle fronti basse delle mura secentesche sul Bisagno</li>
<li>1893 iniziano i lavori per Castello MacKenzie, ultimato nel 1905 (Gino Coppedé), e nel medesimo anno dove c&#8217;era la porta dell&#8217;Arco delle mura del &#8216;500 viene edificato il Ponte Monumentale. Ora, con l&#8217;apertura, sempre in questo periodo, di via Carlo Felice (poi via XXV Aprile) nasce un asse viario cittadino da ovest ad est che congiunge via Balbi a porta dell&#8217;Arco</li>
<li>1894 ferrovia per Ovada(-Acqui), che “rafforza” il percorso via Turchino. Binario unico ma tracciato ardito e panoramico</li>
<li>1896 nasce Eugenio Montale (oggi una targa in corso Dogali lo commemora)</li>
<li>1897 inaugurazione della funicolare Zecca-Righi</li>
<li>1898 muore a Tokio Edoardo Chiossone. Nel testamento, redatto l&#8217;11 gennaio 1898, aveva legato l&#8217;intera collezione all&#8217;Accademia ligustica, &#8220;mia madre in arte&#8221;.</li>
<li>1899 inaugurazione (con mostra floreale) del “Mercato Orientale”, costruito in stile liberty nell’antico chiostro degli Agostiniani. Il nome non allude ad altro che all’ubicazione ad est rispetto al centro topografico cittadino, piazza De Ferrari</li>
<li>1899 Marinetti, poi vate futurista, si laurea a Genova con una tesi su “La Corona e il governo parlamentare”. Precisò che “dalle finestre di un albergo che dominava piazza Caricamento, bevevo fluttuante e intricata visione di funi, vele, nuvole, transatlantici, che mi incitavano a poetare più che ad approfondire il diritto romano&#8221;.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Focaccia con farina di ceci e sarazzö</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 15:26:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In cucina con Ligucibario®, la “ricetta della settimana” è oggi una focaccia con farina di ceci e sarazzö dell’Aveto (si tratta di una ricotta salata e stagionata, a Genova io la “rintraccio” ad es. presso il ben fornito Mercato Orientale). Perfetto finger food di stagione, ma anche stuzzichino per apericene, oppure golosa tipicità da gustare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/focaccia-con-farina-di-ceci-e-sarazzo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21013" style="width: 244px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/abbeced.jpg"><img class="size-medium wp-image-21013" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/abbeced-234x300.jpg" alt="umberto curti, abbecedario della cucina ligure" width="234" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti, abbecedario della cucina ligure</p></div>
<p>In cucina con Ligucibario®, la “ricetta della settimana” è oggi <strong>una focaccia con farina di ceci e sarazzö dell’Aveto</strong> (si tratta di una ricotta salata e stagionata, a Genova io la “rintraccio” ad es. presso il ben fornito Mercato Orientale). Perfetto finger food di stagione, ma anche stuzzichino per apericene, oppure golosa tipicità da gustare ben calda di forno, si abbina ad es. con un <strong>Vermentino</strong> ligure, da servirsi a 11°C in tulipani a stelo alto&#8230;</p>
<p>Fai anzitutto una buona spesa. Ti occorreranno 120-130 g di farina ‘00’, 30 g di farina di ceci (del mulino di Pegli…), 250 ml di latte, 40 ml di un olio extravergine delicato, 70 g di sarazzö, sale qb.</p>
<p>In un’ampia ciotola mescola le due farine, e unisci gradualmente il latte, l’olio e il sale, fino ad ottenere un amalgama morbido e senza grumi. Incorpora all’interno anche il sarazzö sgranandolo con le dita, e continua a mescolare. Ora rivesti con la carta da forno una teglia di circa 20&#215;30 cm e depositaci l’impasto. Addiziona ancora qualche frammento di sarazzö sulla superficie e rifinisci il tutto con ancora un po’ d’olio versato a filo. Infine, inforna a 200°C per circa 35 minuti (controllando bene gli ultimi minuti…), se disponi di un forno a legna ancora meglio. Prima di assaggiarla, puoi spolverare questa focaccia, se ti piace, anche con un po’ di pepe nero.</p>
<p>Buon appetito da <strong>Umberto Curti</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>La Cuciniera di Giobatta Ratto: ciak, si gira!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 09:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Cuciniera di Giobatta Ratto, best seller dal 1863, è storyteller d&#8217;eccezione che racconta la Genova del XIX secolo. Scopriamo insieme il dietro le quinte di una video-intervista dedicata a questa icona della letteratura gastronomica. Ospite dell’attivissima Biblioteca civica &#8220;Saffi&#8221;, di Genova-Molassana, sono stato video-intervistato (si avvicina puntuale il “Maggio dei libri”…) su un autore ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cuciniera-di-giobatta-ratto/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22421" style="width: 308px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/saffi-ratto-Copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-22421" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/saffi-ratto-Copia-298x300.jpg" alt="umberto curti ospite della biblioteca civica &quot;saffi&quot;" width="298" height="300" /></a><p class="wp-caption-text"><em>umberto curti ospite della biblioteca civica &#8220;saffi&#8221;</em></p></div>
<p><em>La Cuciniera di Giobatta Ratto, best seller dal 1863, è storyteller d&#8217;eccezione che racconta la Genova del XIX secolo. Scopriamo insieme il dietro le quinte di una video-intervista dedicata a questa icona della letteratura gastronomica.</em></p>
<p>Ospite dell’attivissima <a href="https://www.bibliotechedigenova.it/saffi" target="_blank"><strong>Biblioteca civica &#8220;Saffi&#8221;, di Genova-Molassana</strong></a>, sono stato video-intervistato (si avvicina puntuale il “<em>Maggio dei libri</em>”…) su un autore che non cessa di interessare e che consente uno “spaccato” sulla Genova dell’Ottocento.</p>
<h2>La Cuciniera di Giobatta Ratto: uno sguardo sulla Genova dell&#8217;Ottocento</h2>
<p>Si tratta di <strong>Giobatta Ratto e della sua “Cuciniera genovese” (1^ edizione 1863)</strong>, ricettario con un suo perché, precedente di 28 anni il più celebrato Artusi (&#8220;La scienza&#8230;&#8221; è del 1891), e opera pienamente made in Genoa (contiene perfino un’appendice lessicale del vocabolarista Giovanni Casaccia…), cui da parte mia ho dedicato nel tempo studi, conferenze, post, pubblicazioni…</p>
<p>L’intervista è ora disponibile grazie all&#8217;accurato montaggio/editing di Massimo Bracchi. Ha consentito di “esplorare” la Genova della seconda metà dell’Ottocento, nonché i principali eventi “a contorno” dell’uscita del ricettario di Ratto (<strong>nascita delle serre di basilico, Expo italo-americana, apertura del Mercato Orientale…</strong>).</p>
<h2>Genova: cucina di bordo, di porto, dell&#8217;orto</h2>
<p>Inoltre, l’opera del Ratto propone ancora aspetti di attualità per quanto attiene all’organizzazione del lavoro in cucina, l’igiene, la sicurezza nella manutenzione degli alimenti… Aspetti che non ci stancheremo mai di sottolineare, perché ci proteggono da pericoli talvolta gravi quali il botulismo, l&#8217;anisakis&#8230;<br />
Le (481) ricette, pur “scontando” un’impostazione qui e là internazionale, e dunque qui e là ancora debitrice dei menu d’hotel, confermano la nostra come una “cucina di bordo, di porto, e di orto” (mia vecchia definizione, che poi tanta eco ha suscitato)…<br />
Un <em>genius loci</em> &#8211; ieri come oggi &#8211; fatto di odori e voci, <strong>cadrai, acciughe, sciamadde, finger food, verdure, incontri di culture</strong>.<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/80zfC81v-2U?si=I9ZKHQtFLZmOe56Y" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Genova, genius loci mediterraneo: consigli di lettura</h2>
<p>Poiché infine io amo scrivere &#8211; dentro Ligucibario® così come sulla carta &#8211; perché anzitutto amo leggere (attività che presso molti giovani la nostra stagione storica va “estinguendo”?), ho suggerito come piaceri irrinunciabili alcuni libri su Genova lato sensu (alcuni stanno benissimo anche sul comodino, come confortante compagnia di fine giornata).<br />
Libri che consentiranno ulteriori approfondimenti a chi autonomamente desideri approfondire la materia, mi riferisco ad es. a</p>
<ul>
<li>Fernand Braudel, Il Mediterraneo</li>
<li>Predrag Matvejevic, Breviario mediterraneo</li>
<li>Maurizio Maggiani, Mi sono perso a Genova</li>
<li>Ennio Poleggi, Genova.</li>
</ul>
<p>Buon viaggio attraverso quelle pagine, amici Lettori, e fatemi sapere le sensazioni che ne avete tratto!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Genova nei suoi mercati</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 13:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Genova nei suoi mercati I mercati coperti a struttura fissa sono &#8211; non da oggi &#8211; una costante in numerose città italiane, tanto più che il fascismo, durante il Novecento, come noto ne tutelò o ne incentivò la presenza. Genova è ormai città heritage, come si suol dire in termini di attrattività turistica, possiede beni ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-nei-suoi-mercati/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/20293074_860699004079945_7163752400719408916_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19958" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/20293074_860699004079945_7163752400719408916_n-173x300.jpg" alt="20293074_860699004079945_7163752400719408916_n" width="173" height="300" /></a></p>
<p>Genova nei suoi mercati</p>
<p>I mercati coperti a struttura fissa sono &#8211; non da oggi &#8211; una costante in numerose città italiane, tanto più che il fascismo, durante il Novecento, come noto ne tutelò o ne incentivò la presenza.</p>
<p><strong>Genova</strong> è ormai città heritage, come si suol dire in termini di attrattività turistica, possiede beni molteplici e diversi, e beninteso li “dissemina” anche in quelle delegazioni che fino all’accorpamento del 1926 erano Comuni autonomi (e che talora si vivono ancora come tali?).</p>
<p>Per molte ragioni fanno parte di tale patrimonio “policentrico” anche <strong>i mercati coperti</strong>, oggi ne sopravvive una quindicina (e va tenuto presente che i più centrali sono di antica edificazione), talora in autogestione (1). Circa il loro destino da alcuni anni ci si interroga, e ci si preoccupa.</p>
<p>Va infatti sottolineato che le zone residenziali, perdendo mercati e <strong>botteghe di prossimità</strong> (che talora perpetuano mestieri storici), involverebbero sempre di più a dormitori spenti, donde si parte la mattina per recarsi al lavoro e dove si torna la sera&#8230; Le micro/piccole imprese del commercio, con tutti i loro limiti, cooperano alla coesione sociale, all’occupazione, alla “tenuta” delle locazioni immobiliari. Sapranno però, tali imprese, fronteggiare i <strong>threats</strong> di un’età frastagliata, liquida, deregolamentata, digitale, in cui <strong>l’e-commerce dei grandi oligopoli</strong> conferma ogni giorno di più la propria irruenza globalizzante?</p>
<p>Alcuni ovviamente hanno affiancato ai banchi tradizionali attività ristorative ecc., per “diversificare” e riconvertire parte del proprio ruolo e della propria immagine. <strong>Bologna (Mercato di mezzo), Modena (via Albinelli), Firenze (Loggia di mercato nuovo), Palermo (Ballarò), Budapest (Nagycsarnok), Barcellona (la Boqueria), Madrid (San Miguel), Lisbona (Mercato da Ribeira), Londra (Covent Garden), Stoccolma (Ostermalms)</strong> e altri casi battistrada di cui tutti parlano, infatti, sono ormai a pieno titolo location estetico-turistiche, dove ci si siede – per un’esperienza di tipicità &#8211; prima o dopo il passeggio, lo shopping, le visite a musei ed altro. Gli <strong>street food</strong> della tradizione sono sovente tra le proposte più gradite a stranieri e gourmet.</p>
<p>I mercati più centrali non competono in via diretta con le megasuperfici della GDO (non a caso padrone delle periferie), perché propongono un’offerta tendenzialmente più qualitativa, da connoisseurs, legittimamente più “costosa”, e già fra i banchi l’atmosfera è più “calda” e personalizzata. La clientela non di rado instaura giorno dopo giorno una relazione schietta e di cordialità coi propri “pusher” di fiducia, e anche questo costituisce un piacevole pretesto per andare, qualora non vi si risieda, in centro città. Anche gli uffici circostanti si possono appoggiare a mercati centrali per le pause pranzo e per la spesa pre-cena&#8230;</p>
<p>Si legge sul &#8220;Balilla&#8221; del 14 gennaio 1889 (traduco): &#8220;A quanto pare, il giorno 8 del prossimo gennaio 1900 avrà luogo nel Municipio l&#8217;incanto, per l&#8217;appalto dei pubblici mercati. Appoggiandosi alle giuste osservazioni del &#8220;Secolo XIX&#8221; e del &#8220;Corriere Mercantile&#8221;, anche noi facciamo osservare che troppo presto il nostro sindaco ha preso tale decisione, perché almeno avesse atteso lo sgombero definitivo dell&#8217;ex via Giulia, e l&#8217;apertura della nuova strada via XX settembre. Però da tempo addietro, e come ora s&#8217;è replicato, da parte dell&#8217;impresa si è avuta l&#8217;assicurazione che per la fine di questo mese i lavori dell&#8217;ultimo tratto di via XX settembre saranno progrediti così in avanti da permetter non solo libero passaggio ai pedoni, ma anche l&#8217;impianto e l&#8217;esercizio di tram elettrici. Se così fosse, allora la deliberazione presa dal nostro sindaco per l&#8217;8 gennaio del 1900 alle ore 14 la troviamo giustificata, e si terrà il primo incanto per l&#8217;appalto dell&#8217;esercizio biennale dei pubblici mercati, per la somma di 90mila lire. Il sindaco su tale questione si gioca parte della propria reputazione&#8221;&#8230;</p>
<p>Tra i mercati genovesi coperti (2), la palma del più importante spetta naturalmente al frequentatissimo <strong>Mercato Orientale</strong>, costruito nel 1899 in cemento armato quasi a metà di <strong>via XX Settembre</strong> (l’arteria dello struscio), ma inaugurato con una sfavillante mostra floreale – era il 7 maggio alle 10.00 &#8211; dentro un chiostro preesistente, e recentemente oggetto di una riqualificazione. Di tale mercato Ligucibario si è già, per ovvie ragioni, occupato, ambientandovi anche proposte turistiche (pesto, olio DOP&#8230;). Conta circa 80 banchi (malgrado tutto un numero rilevante) di merci varie, alcune come si suol dire a km0, ma in origine nacque come ingrosso ortofrutta (la vendita al dettaglio risale alla costruzione dell’ingrosso di corso Sardegna, dal 2009 non più attivo e in attesa di…destini chiari). Circa le diacronie di questa struttura, il Comune stesso dispone di un ottimo archivio fotografico.</p>
<p>Tempo addietro i diversi banchi – giunsero ad esser 200, e acquistarne uno poteva costare 600 milioni di lire… &#8211; proponevano maggior specializzazione, il che è rimasto nei ricordi dei genovesi, uno vendeva pesce o pollame di un certo tipo, uno salumi, un altro ogni sorta di un dato frutto, o di un dato ortaggio (Natale significava galantina, primavera preboggion&#8230;). Progressivamente si è assistito, per ovvie ragioni commerciali, ad accorpamenti&#8230;</p>
<p>Nulla ha di “orientale” (nel senso di esotico), il nome semplicemente si deve all’ubicazione, orientale rispetto al centro topografico cittadino. L’area a metà Ottocento si era dotata di un nuovo quartiere fra via San Vincenzo e la chiesa della Consolazione, prodromo di una complessa espansione verso est, e via XX Settembre col suo ponte Monumentale fu creata a fine secolo, rivoluzionando via Giulia e via della Pace (via della Consolazione). Cinquant’anni fa venne costruita quella copertura che celava le riuscite architetture ad arco, oggi rimpiazzata da vetro, che ovviamente conferisce maggior luminosità all’insieme, un po’ chiuso e buio. Il piano superiore, chiuso e poi riaperto, è infatti divenuto una food court. A <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Y-dBrZ4MZtk" target="_blank">questo link</a> un mio dialogo con Fabrizio Rela, di uno dei banchi più attrattivi.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/117.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19960" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/117-300x225.jpg" alt="117" width="300" height="225" /></a>Centrali e suggestivi sono anche i mercati, pur di ridotta dimensione, <strong>di piazza Sarzano e di piazza Statuto</strong>. L’inconfondibile impronta liberty comune a entrambi dissimula il fatto che quello di piazza Sarzano, a due passi dal complesso di <strong>Sant’Agostino</strong> (sede museale), risalga al 2013 (in loco esisteva già un mercato all’aperto). Quello di piazza Statuto, risalente al 1921 e ampio 270 mq, è o sarebbe tappa turistica quasi obbligata per chi esplori <strong>Porto Antico e carruggi del centro storico, la casbah fra Palazzo Reale, i Rolli e la darsena</strong> (Genova propone davvero molte anime), e volesse concedersi una sosta un po’ shopping un po’ food. Ora un bando lo assegnerà in gestione a privati, con cessione per 30 anni del diritto di superficie.</p>
<p>Quanto al Mercato <strong>del Carmine</strong> (purtroppo chiuso e di recente riaperto solo come ristorazione), attorniato da sedi universitarie nell’omonima area, sopra quella piazza della Nunziata caratterizzata dalla chiesa neoclassica, è “piazza” che negli auspici di molti meriterebbe sorte meno precaria. Durante il Medioevo la zona era a coltivi, lungo il rio Carbonara (dal ‘600 non più visibile poiché incanalato in gallerie sotterranee), con uliveti e frutteti cui non a caso si lega la toponomastica limitrofa, tra fragole e giuggiole. Un certo benessere indusse nell’abitato incrementi demografici, senza peraltro modificarne più di tanto l’assetto, quegli alti palazzi in stile ligure che a tutt’oggi colpiscono il turista e impegnano lo storico dell’architettura e del vivere locale il quale tesaurizzi le lezioni alla <strong>Ennio Poleggi</strong>. Sul finire dell’Ottocento la piazzetta del Carmine nacque da interventi là dove salita S. Bernardino incontra salita Carbonara, attirando nel 1921 il mercato rionale che operava in piazza Bandiera, poco lontano. Il Novecento si concluse tuttavia con un unico esercizio in attività…, ciò che rafforzò nel 2010 la volontà di un impegnativo recupero di piazzetta e mercato, affascinanti spazi di aggregazione, dove “promuovere” i prodotti di allevatori e agricoltori di prossimità. Pronti via, ottobre 2013. Ma col passar del tempo – di nuovo &#8211; i costi di gestione, e last not least l’assenza di parcheggi, costrinsero le attività alla resa, fra malcontento e accese polemiche. Forse troppo semplicistica e temeraria – benché lodevole in termini ambientali e di sensibilizzazione alimentare – l’esclusività dei prodotti assolutamente local e assolutamente stagionali, e l’attitudine verso una ristorazione “naïve”, a base di pesce povero, genuino, di quinti quarti “economici”…. Si veda <a href="https://genova.repubblica.it/cronaca/2015/08/29/news/mercato-121819741/" target="_blank">al link</a></p>
<p>Il <strong>mercato ortofrutticolo del Ferro, a Sestri Ponente</strong>, è un’elegante struttura liberty di ferro e ghisa, con una storia particolare. Realizzato nel 1882 a Venezia, per la commercializzazione del pesce, il manufatto fu acquisito nel 1908 da Sestri (ancora Comune autonomo) e ri-eretto dove tuttora sorge (tra via Ferro e via Goldoni). Nel 2003 si procedette ad un integrale smontaggio, onde realizzare un garage interrato, e ad un meticoloso restauro. Nel 2008 il rimontaggio previde il completamento con le parti mancanti e con componenti decorative nello stile originale. Finalmente, nell’autunno del 2011 i lavori all&#8217;interno furono prodromici all’arrivo (2013-2014) dei banchi sin allora operanti nello storico mercato ortofrutta di piazza dei Micone (14 attività residue) e nel vecchio mercato coperto Cortellazzo di via Fabio da Persico. Il nuovo sottopassaggio dalla antistante, frequentatissima stazione ferroviaria consente ora un accesso pedonale sicuro e confortevole.</p>
<p>Quanto al resto della città, dove – come a Sestri Ponente &#8211; turismo e svago non incidono, i supermercati (quasi sempre dotati di comodo parcheggio) stanno sopravanzando strutture che non possono convertirsi a ristorazione o altro… Talvolta, i pochi banchi superstiti punteggiano spazi ampi ma “immalinconiti”, e talora fatiscenti. Analoghe dinamiche socioeconomiche (ben indagate) hanno peraltro riguardato Roma e le altre città con viva <strong>tradizione mercatale</strong> (3), dove alcuni dei mercati paiono “sospesi” tra l’affetto dei conservatori che tuttora vi si recano ogni giorno, il pessimismo di chi li equipara a forme commerciali ormai superate, l’avversione di chi vorrebbe solo demolire e derattizzare, e l’ottimismo di <strong>chi – previe riqualificazioni e riconversioni – vedrebbe possibile un nuovo avvenire</strong> (la quarta pare peraltro la posizione più condivisibile, così da non gettar via il bimbo insieme all’acqua sporca: alcuni mercati rappresentano oggettivamente un profondo “segno” urbano, antropologico, gastronomico, di presidio e animazione…). Si tratta &#8211; con urgenza &#8211; di sperimentare nuovi format, iniziative, modelli di marketing e di comunicazione, strategie di richiamo e accoglienza più efficaci e continuative.</p>
<p>(1) il Comune di Genova, con Camera di Commercio e Associazioni di categoria, pochi anni or sono ha complessivamente identificato 4 tipologie di gestione: a)diretta, con il Comune che si fa carico della manutenzione ordinaria e straordinaria; b)mista, con concessione di pubblico servizio a un consorzio per la manutenzione; c)autogestione e miglioria, con scomputo dei canoni (un consorzio concessionario di pubblico servizio sostituisce il Comune e incassa i canoni); d)autogestione con costituzione di diritto di superficie sino a 50 anni (un consorzio si fa carico delle spese di miglioria).</p>
<p>(2) in certo senso, fu peraltro <strong>la ripa maris, coi suoi portici dinanzi a Caricamento</strong>, il primo mercato cittadino coperto… Si veda <a href="https://www.editpress.it/cms/sites/default/files/anteprima/assaggio_mercati.pdf" target="_blank">al link</a></p>
<p>(3) si noti che la parola sopravvive in molti toponimi, toscani, emiliani, marchigiani…</p>
<p><strong><em>Bibliografia suggerita</em></strong></p>
<ol>
<li>Dassori E., De Maestri S., Morbiducci R., Dalla bottega all’ipermercato: percorso storico del commercio nella città di Genova, in Fumo M. (cur.), Dal mercato ambulante all’outlet. Luoghi e architetture per il commercio, Bologna, Editrice Compositori, 2004, pp. 61-90.</li>
<li>Rossini G., Michele Fenati 1885–1973. Un architetto civico tra Eclettismo e Razionalismo, Genova, Sagep, 2017.</li>
<li>I nuovi mercati rionali, “Il Comune di Genova. Bollettino Municipale mensile”, I/9, 1921, pp. 1-3.</li>
<li>Il mercato dei fiori, “Genova. Rivista Municipale” XIV/3 1934, pp. 239-241.</li>
<li>Il mercato rionale di Terralba, “Genova. Rivista Municipale” XII/10 1932, p. 987.</li>
<li>Michelis P. A., Estetica del cemento armato, Genova, Vitali e Ghianda, 1968.</li>
<li>Barisione S., Fochessati M., Franzone G., Canziani A. (cur.), Architetture in Liguria dagli anni Venti agli anni Cinquanta, Milano, Abitare Segesta, 2004.</li>
<li>Garibaldi E., L’ex mercato di via Bologna bloccato dalla burocrazia, un “buco nero” del quartiere, in “Il Secolo XIX”, 14/3/2014.</li>
<li>Cafferata D., Moggia C., Segantin F., “Da Mercato del Pesce a moschea: restauro e riuso di un edificio razionalista genovese”, in Ananke n. 71, gennaio 2014, pp. 84-101</li>
<li>Vecchiattini R., Genova: salvare l&#8217;ex-mercato per la frutta e la verdura nel quartiere di San Fruttuoso, in “Ananke”, n. 84, 2018, pp. 151-152.</li>
<li>Fidone G., Il ruolo dei privati nella valorizzazione dei beni culturali: dalla sponsorizzazione alle forme di gestione, in “Aedon”, n. 1-2/2012.</li>
<li>Petraroia P., Partenariato tra pubblico e privato nella tutela e valorizzazione dei beni culturali, in Individuazione e tutela dei beni culturali. Problemi di etica, diritto ed economia, Istituto lombardo-Accademia di Scienze e Lettere-Incontri di studio, 7/4/2016.</li>
<li>Boniotti C., Della Torre S., Innovative funding and management models for the conservation and valorization of public built cultural heritage, in G. Biscontin, G. Driussi (cur.), Eresia e ortodossia nel restauro. Progetti e realizzazioni, Atti delle Giornate di studi, Bressanone 28/6 &#8211; 1/7 2016, Marghera, Arcadia ricerche, 2016, pp. 105-114.</li>
<li>Christaller, W., Die zentralen Orten in Süddeutsch-Land, Jena, Gustav Fischer, 1933.</li>
<li>Bartaletti F., Compendio di geografia urbana, Genova, Bozzi, 1986.</li>
<li>Poleggi E., Città portuali del Mediterraneo, storia e archeologia. Atti del Convegno Internazionale di Genova 1985, Genova, Sagep, 1989.</li>
</ol>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></strong></p>
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		<title>Con Ligucibario, è tempo di DOPinMOG</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 15:22:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1111.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18568" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1111-300x225.jpg" alt="DSCN1111" width="300" height="225" /></a>Neppure il tempo per l’inaugurazione, e fra il MOG e Ligucibario® è iniziata una proficua collaborazione. La “food court” nel cuore di Genova, con gli spazi per le molteplici forme del <em>buonessere</em> enogastronomico, ospita online <a title="A tavola con Umberto Curti" href="https://moggenova.it/rubrica-a-tavola-con-umberto-curti/" target="_blank"><strong>“A tavola con Umberto Curti”</strong></a>, una rubrica settimanale per approfondire via via tutte le più importanti tradizioni della Liguria del gusto. I primi post hanno riguardato <a title="minestrone alla genovese" href="https://moggenova.it/il-minestrone-alla-genovese/" target="_blank">il minestrone di verdure alla genovese</a> , lo <a title="stoccafisso brandacujun" href="https://moggenova.it/il-brandacujun/" target="_blank">stoccafisso in brandacujùn </a>, la torta Pasqualina (a breve online), il <a title="pandolce genovese" href="https://moggenova.it/pandolci-genovesi/" target="_blank">pandolce</a> . Ogni piatto è inscritto dentro un ricco corredo d’informazioni storiche, culturali, organolettiche, inclusivo dell’abbinamento enologico.<br />
Ma la collaborazione ha dato vita anche a <strong>“DOPinMOG”</strong>, una serie di 4 gustincontri – il sabato mattina &#8211; ideati per ancorpiù “aprire” il mercato orientale di via XX settembre ai turisti e gastronauti italiani e stranieri e proporre in degustazione i migliori olii extravergine DOP della Liguria .<br />
<strong>Da segnare dunque in agenda il 21 settembre, il 12 ottobre, il 9 novembre, il 14 dicembre, sempre dalle ore 10.30 alle 12.30.</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/dopinmog-secolo-xix-7-8-sett-19.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18586" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/dopinmog-secolo-xix-7-8-sett-19-300x168.jpg" alt="dopinmog secolo xix 7-8 sett 19" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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Ligucibario® accoglierà gli ospiti con un percorso guidato attraverso i prodotti, i colori, gli odori delle merci esposte sui banchi, a vivo contatto col genius loci della “Superba” e con la salubrità della dieta mediterranea, nata sui pescherecci e nelle audaci agricolture, nata sulle fasce terrazzate con muretti a secco e dal rispetto delle stagioni naturali.<br />
Al termine del tour, nella sala didattica polivalente, Umberto Curti (ove necessario con le traduzioni inglesi di Luisa Puppo) condurrà una degustazione di extravergini DOP Riviera Ligure, viaggiando – grazie a questo alimento da millenni nutraceutico &#8211; tra le diverse cultivar regionali, la taggiasca la pignola la razzola…, e naturalmente i migliori abbinamenti olio/cibo. L’iniziativa è in collaborazione con l’Assessorato al turismo del Comune di Genova.<br />
Gli eventi del ciclo DOPinMOG (sabato 21 settembre, sabato 12 ottobre, sabato 9 novembre, sabato 14 dicembre) sono a pagamento, per info e prenotazioni<br />
<a href="https://moggenova.it/event/dopinmog-olio-oro-mediterraneo/">https://moggenova.it/event/dopinmog-olio-oro-mediterraneo/</a></p>
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		<title>Pesto tourism at the Mercato Orientale (Genoa)</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 10:58:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>The Mercato Orientale, Genoa&#8217;s most celebrated food market is gaining a reputation as a laboratory of tourism innovation thanks to a flagship pilot initiative focused on “pesto tourism”. Markets are microcosms which reveal the deepest and truest identity of places. They are pivotal resources and assets (both socioeconomic and cultural) for tourism destinations, be they ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/pesto-tourism-genoa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #961717;"><strong>The Mercato Orientale, Genoa&#8217;s most celebrated food market is gaining a reputation as a laboratory of tourism innovation thanks to a flagship pilot initiative focused on “pesto tourism”. </strong></span></p>
<div id="attachment_17384" style="width: 183px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/20293074_860699004079945_7163752400719408916_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-17384" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/20293074_860699004079945_7163752400719408916_n-173x300.jpg" alt="mercato orientale genova" width="173" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">mercato orientale genova</p></div>
<p><strong>Markets are microcosms</strong> which <strong>reveal the deepest and truest identity of places</strong>. They are pivotal resources and assets (both socioeconomic and cultural) for tourism destinations, be they established or on the rise.<br />
Supporting evidence abounds. When you think of <strong>Palermo</strong>, you can feel the energy of the Ballarò market, a whirl of swordfish sardines olives pumpkins cucumbers, as well as a feast of addictive finger food (octopus, <em>stigghiole, vastedda ca’ meusa, panelle, cazzilli…</em>); alternatively, you see yourself wandering around the Vucciria, a polychrome universe (the word market is something of an understatement) which also features in the famous 1974 painting by Renato Guttuso. Move to <strong>Rome </strong>and chase for spices in the Esquilino area. Explore <strong>Bologna</strong>, <strong>Verona</strong> and <strong>Padua</strong> and fall in love with the “mercati delle erbe” (i.e. herbs market). Discover <strong>Modena</strong>’s soul at the Mercato Albinelli, as you hunt for <em>tortellini, zampone, Lambrusco</em>, balsamic vinegar, <em>nocino, crescentine</em>…. Go cheese-hunting in <strong>Turi</strong>n – there, Porta Palazzo is a treasure trove of Piedmont’s gourmet best (and that includes fish, too). Stroll around <strong>Barcelona</strong>’s Boqueria, a 1840 wrought-iron masterpiece located half-way along the Rambla at number 91 (close to the underground station), where you will enjoy scrumptious tapas. Do not miss Covent Garden, &#8211; the very heart of <strong>London</strong> &#8211; once a Benedictine convent (complete with vegetable garden), its neoclassical arches elegant and formal. The scenting suq in <strong>Marrakech</strong>, the vastest traditional Berber market is a profusion of fruit, incense and spices. And what about the renowned fish market in <strong>Tokio</strong>, surrounded by tiny shops and eating joints: built at the beginning of the 17<sup>th</sup> century, at dawn it is animated by the clangour of auctions and tuna wholesalers &#8211; the prelude to that kaleidoscope of colours and flavours which we (roughly) summarize in the word sushi.</p>
<p>Back to Italy, the <strong>Mercato Orientale</strong>, located in the lively central district of<strong> Genoa</strong>, provides further proof as for the storytelling potential of markets. The most celebrated food market of the <em>Superba </em>since the late-19th century, nowadays it is gaining a fresh reputation as a laboratory of tourism innovation thanks to a <strong>flagship pilot initiative</strong> focused on “<strong>pesto tourism</strong>”. The iconic fare of the Ligurian capital – challenging tomato sauce for the coveted top spot as the world’s n. 1 sauce &#8211; is the protagonist of a project designed by tourism expert <strong>Luisa Puppo</strong> (Ligucibario®) and targeted to Italian and foreign gourmet travellers. Pesto tourism is conjugated in a variety of declinations, including events, conferences and also an experiential tour (“Pesto Calling”) marketed by the Artès group.</p>
<p>The exploration of the market and its surroundings is structured through “<strong>Genoese for a day</strong>” hands on experiences (<a title="Genoese for a Day tourism experience" href="https://www.ligucibario.com/pesto-calling-genoa/" target="_blank">click here for further details</a>): shopping for the best pesto ingredients, taking the advice of stallowners (and bystanders) in order to pick the first-quality garlic, Italian pine nuts, coarse sea salt, basilico Genovese DOP, Parmigiano reggiano DOP (aged 24 months), Fiore sardo DOP (aged 10-12 months) and, last not least, EVO, the gem of the DOP Riviera Ligure; selecting the fittest utensils, i.e. marble mortar and wooden pestle, in an old traditional kitchenware shop; learning how to taste pesto like a pro and decide on the best wine matchings guided by a food and wine lecturer; and, last but not least, – improving mortar and pestle skills with the help of a pesto chef. If you want to earn more, click here.</p>
<div id="attachment_17386" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/sims-luca-mark-luisa1.jpg"><img class="size-medium wp-image-17386" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/sims-luca-mark-luisa1-300x168.jpg" alt="fiona sims e il marito con luisa puppo e luca spanedda" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">fiona sims e il marito con luisa puppo e luca spanedda</p></div>
<p>The press officers of the <strong>Agenzia di Promozione Turistica “In </strong>Liguria” are actively promoting the pesto tourism project through their networks: it is no coincidence that, after hosting German travel journalist Annette Rübesamen in July, on September 25<sup>th</sup> Luisa Puppo and the Mercato Orientale welcomed English food&amp;wine journalist and blogger <strong>Fiona Sims</strong>, investigating Ligurian gastronomy for an article which will feature on “The Times”. Accompanied by Luisa Puppo and <strong>Mario Enrico, the president of the</strong> <strong>Consorzio Mercato Orientale</strong> , Fiona Sims toured the market for a desk (better still, stall) research on the aromatic profile of fresh Genoese basil, Parmigiano reggiano and Fiore sardo. Pesto chef and manufacturer <strong>Luca Spanedda (owner of “Eccellenza ligure</strong>”) joined at the Ostaja ex Guglie in via San Vincenzo to deliver Fiona Sims a solo pesto class complete with mortar and pestle. EVO tasting techniques were described by <strong>Alessandro Giacobbe </strong>on behalf of the <strong>Consorzio</strong> <strong>DOP Riviera Ligure</strong>.</p>
<div id="attachment_17387" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/fiona-sims.jpg"><img class="size-medium wp-image-17387" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/09/fiona-sims-168x300.jpg" alt="fiona sims al mortaio sotto l'occhio premuroso di luca spanedda" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">fiona sims al mortaio sotto l&#8217;occhio premuroso di luca spanedda</p></div>
<p>Fiona Sims was introduced to the secrets of “<strong>pesto awareness</strong>”, a matter of history, rhytes and operational hints – e.g., going for mortars made with Colonnata marble (its surface appropriately rough), peeling garlic cloves (and getting rid of the bud, too), using coarse-grained salt and young small-leaved basil, adding scant) EVO only at the end and – first and foremost – keeping in mind that garlic and pecorino sardo represent the skeleton structure of pesto. Those who opt for blenders are to know that both container and blades are to be pre-cooled in the freezer to prevent basil oxidation from excessive heat.</p>
<p>The final traditional Ligurian lunch coordinated by Luisa Puppo displayed a selection of vegetable savoury pies, hearty minestrone Genovese, trenette with pesto, potatoes and green beans and a glass of Pigato, the pleasantly aromatic indigenous white wine from the Riviera di Ponente.</p>
<p>Hope you had a nice trip back home, Fiona &#8211; Genoa’s smile along with you!</p>
<p><b>Luisa Puppo</b></p>
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		<title>Pesto calling. Live like a Genoese for a day</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 09:28:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Food and wine: Genoa and Liguria launch pilot experiential tourism project  Which is the best way to safeguard local identity and traditional products? Year after year, article after article (as readers of Ligucibario know), my answer remains the same: clever, targeted promotion &#8211; I live in Liguria, a region where outstanding food&#38;wine quality is often ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/pesto-calling-genoa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN05641.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17351" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN05641-300x225.jpg" alt="DSCN0564" width="300" height="225" /></a>Food and wine: Genoa and Liguria launch pilot experiential tourism project </strong></p>
<p>Which is the best way to safeguard local identity and traditional products? Year after year, article after article (as readers of Ligucibario know), my answer remains the same: clever, targeted promotion &#8211; I live in Liguria, a region where outstanding food&amp;wine quality is often indirectly proportional to quantity – and awareness. Genoa itself is becoming more and more conscious of its potential as a Mediterranean capital, a first-class cultural and gourmet destination. This implies a broader concept of front line (each of us, business or individual, called to welcome visitors) and the availability of market-oriented products fit to meet the growing demand (domestic and international) for experiential tourism.<br />
“<strong>Pesto calling</strong>”, the new gourmet project designed by tourism expert Luisa Puppo for Artès, turns these priorities into reality and offers lovers of Italian cuisine a “Genoese for a day” experience among traditions and ancient local lore. The experience (delivered by Luisa Puppo in Italian and in English) takes place in the very heart of <strong>Genoa</strong>, the <strong>sestiere di San Vincenzo</strong>, a lively district animated by specialty shops, restaurants and boutiques, not to forget about the protagonist of the project – the late-19th century <strong>Mercato Orientale</strong>, the city’s most renowned food market, a triumph of colours, scents and voices set in the former cloister of the Chiesa della Consolazione. Markets and <em>botteghe</em> (specialty shops) have always been excellent storytellers of places: coherently, the rules of effective storytelling supplies the structure of this tourism experience based on Genoa’s flagship fare, which challenges participants to celebrate a family reunion and reassemble Grandma Dina’s long lost recipe for pesto – i.e., find the right ingredients and proportions, the fittest mortar &amp; pestle combination, the best wine matching and – last but not least – prepare and taste pesto. Coordinated by Luisa Puppo in the role of cousin Luisa, they carry out their task with the advice of stall holders – greengrocers, cheese mongers… &#8211; pesto manufacturers, wine and kitchenware shop owners, a food&amp;wine expert (i.e. myself…) and passers-by. The accomplishment of their endeavour is celebrated <em>a tavola</em> , with a meal in an old osteria.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/3YU5-oU5DLY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Planning of this pilot project was based on the participation of different private organisations &#8211; <strong>Ligucibario</strong>, <strong>the Consorzio Operatori Mercato Orientale, Ascom Confcommercio, Iscot Liguria and Artès</strong>– and the involvement of local public bodies, which enthusiastically adhere to the project, especially in terms of promotion and marketing. <strong>Gianni Berrino, the Assessore al Turismo of Regione Liguria</strong>, <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=5&amp;v=k-7T9kDZ9y8" target="_blank">promoted the presentation conference</a> of the project in April. The press officers of <strong>Agenzia di Promozione Turistica “In Liguria”</strong> are promoting the project through their networks: German travel journalist <strong>Annette Rübesamen </strong>had her pesto tour on July 26<sup>th</sup> and was personally welcomed by<strong> Paola Bordilli, the Assessore al Turismo e Commercio of the Municipality of Genoa</strong>, who is currently working at the valorisation of markets and expressed her appreciation for this pilot initiative.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0541.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17352" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0541-300x225.jpg" alt="DSCN0541" width="300" height="225" /></a>Annette put herself to the test with live shopping, choosing the ingredients (basilico genovese DOP, Vessalico garlic, Pisa pine nuts, coarse sea salt, Parmigiano Reggiano DOP 24 mesi, Fiore Sardo DOP 12 mesi, extra virgin olive oil monocultivar taggiasco) with the precious guidance of stall owners <strong>Mario Enrico, Franco Trentin </strong><strong>and pesto chef </strong><strong>Luca Spanedda</strong><strong>, who guided her in </strong>a solo pesto class. The Family Sola Enoteca provided advice (not to forget guided tastings) on DOC white Ligurian wine – a feast of Pigato and Vermentino. The astounding diversity of traditional regional kitchen utensils was presented by <strong>“Aimi ferramenta”</strong>, a treasure trove for food lovers. Cristina Parisi of the <strong>Ostaja-ex Guglie in via San Vincenzo</strong> planned for Annette a menu based on a selection of vegetable savoury pies, chick-pea farinata, cheese focaccia and trenette al pesto (complete with potatoes and green beans).<br />
“<strong>Pesto Calling</strong>” features in the catalogue (<a href="https://artes2italy.com/vip-edition-pesto-calling/">https://artes2italy.com/vip-edition-pesto-calling/</a> )  proposed by Artès to tour operators and travel agencies.<br />
This new project belongs to Ligucibario’s operational areas: traning (thousands hours), the drafting of the  “alfabeto del gusto”, an exhaustive on line atlas of Ligurian and Mediterranean food&amp;wine, 15 volumes on regional food and wine history, 68 videos (YouTube) and – last but not least – 250 events (conferences, guided tastings , lectures…). That is why, needless to say,  I am against the use of low-quality oil in pesto and lard in focaccia.<br />
Arrivederci, Annette and my dear readers, from <strong>Umberto Curti</strong>. These late July days are hot, yet agreeable, thanks to conviviality and cultural exchange. Best wishes from Genoa, a world talking with the world.</p>
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		<title>C&#8217;è pesto al Mercato Orientale di Genova&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 15:05:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/luisa-e.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17337" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/luisa-e-237x300.jpg" alt="luisa e" width="237" height="300" /></a> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0564.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17338" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0564-300x225.jpg" alt="DSCN0564" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Di <strong>Mercato Orientale, di pesto, di vini DOC liguri, di mortai e di sciamadde</strong> ho scritto decine, per non dire centinaia di volte. Coloro (tanti o pochi ma non pochissimi) che mi conoscono sanno come Ligucibario® si sia da molti anni – per amore, prima ancora che per profitto – sempre spesa nella tutela e divulgazione delle tipicità di eccellenza regionali. La miglior forma di salvaguardia dei valori identitari risiede infatti nella loro sagace e mirata promozione. La Liguria non è terra di grandi &#8220;quantità&#8221;, è terra di grandi qualità.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0557.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17339" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0557-300x225.jpg" alt="DSCN0557" width="300" height="225" /></a>Eppure, oggi regnavano un’atmosfera ancor più speciale e frizzante del solito al Mercato Orientale e dintorni, e sorrisi autentici, a smentire la diceria d’una Genova sempre musona e inospitale, e viceversa a confermare l’immagine di una capitale mediterranea che va finalmente aprendosi al turismo culturale.<br />
“<strong>C’è pesto per te</strong>”, il progetto turistico-enogastronomico ideato da <strong>Luisa Puppo per Artès</strong> (turismo esperienziale), ha oggi coinvolto in un tour di colori, profumi, voci, gesti e sapori <strong>Annette Rübesamen</strong>, giornalista e scrittice bavarese – ma trapiantata a Torino &#8211; , in visita per esplorare il meglio della città in sinergia con l’Agenzia regionale di promozione turistica.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0542.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17346" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0542-300x225.jpg" alt="DSCN0542" width="300" height="225" /></a>Accolta da <strong>Mario Enrico, Franco Trentin e Luca Spanedda</strong>, storiche imprese del <a href="https://www.ligucibario.com/mercato-orientale-genova/" target="_blank">Mercato Orientale</a> e &#8220;garanti&#8221; della qualità, Annette si è davvero immersa per qualche ora nella quotidianità dei commerci e degli usi genovesi. Non sarebbe davvero possibile omettere a questo punto il nostro più sentito ringraziamento anche a <strong>Paola Bordilli, Assessore turismo commercio artigianato del Comune di Genova</strong>, che ha inteso accompagnare con fattiva partecipazione l’intera, e riuscita iniziativa, di cui viene còlta &#8211; e ne siamo davvero lieti &#8211; la filosofia di fondo e la valenza di progetto-pilota (per la videointervista all&#8217;Assessore <a href="https://www.comune.genova.it/content/come-vivere-una-giornata-da-genovese-al-mercato-orientale" target="_blank">https://www.comune.genova.it/content/come-vivere-una-giornata-da-genovese-al-mercato-orientale</a>).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0565.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17340" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0565-300x225.jpg" alt="DSCN0565" width="300" height="225" /></a>Annette ha “percorso” <strong>gli ingredienti del pesto</strong> (basilico genovese DOP, aglio di Vessalico, pinoli di Pisa, sale marino iodato grosso, Parmigiano Reggiano DOP 24 mesi, Fiore Sardo DOP 12 mesi, olio extravergine monocultivar taggiasco), ha cooperato, grazie alla magistrale regia di Luca Spanedda, ad un ottimo pesto al mortaio, ha incontrato presso l’<strong>Enoteca della famiglia Sola</strong> i Vermentino e i Pigato DOC della tradizione, curiosando fra molte bottiglie d’autore, ha familiarizzato coi mille utensili di cucina (compresi i mitici <strong>stampi per i corzetti/croxetti del Levante) di “Aimi ferramenta”</strong>, emporio-miniera per chiunque abbia a cuore l’arte di cucinare, ed infine ha pranzato presso l’<strong>Ostaja-ex Guglie di via San Vincenzo</strong> (farinata classica, focaccia col formaggio, trenette con pesto patate fagiolini, torte di verdura), celebre sciamadda dove anche il garbo di Cristina Parisi, la giovane titolare, ha allietato i momenti finali del percorso di Annette, che si è sdipanato in tutto l’antico sestiere di San Vincenzo.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0567.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17341" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0567-300x225.jpg" alt="DSCN0567" width="300" height="225" /></a>“C’è pesto per te” è un’esperienza turistica da qualche mese a disposizione off e online, in esclusiva, sul <strong>catalogo di proposte Artès</strong>, invitiamo i tour operator e le agenzie di viaggio, ma anche gruppi e sodalizi, studenti e foodbloggers, crocieristi e gourmet…a consultare il link <a href="https://artes2italy.com/vip-edition-ce-pesto-per-te/">https://artes2italy.com/vip-edition-ce-pesto-per-te/</a>, per scoprire e vivere Genova attraverso la sua ricetta più famosa, e il racconto &#8211; a viva voce &#8211; di Luisa Puppo e di chi vi lavora e la ama.<br />
Con questo ulteriore progetto Ligucibario conferma un&#8217;attività che ormai comprende migliaia di ore di docenza, il più ampio e completo &#8220;<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">alfabeto del gusto</a>&#8221; ligure on line, <a href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">15 volumi pubblicati</a> sulla storia enogastronomica regionale, <a href="https://www.ligucibario.com/video-cucina-ligure/" target="_blank">68 video su YouTube</a> e &#8211; last not least &#8211; circa <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&amp;v=N8c-FhwPs7A" target="_blank">250 eventi realizzati</a> (conferenze, gustincontri, degustazioni guidate&#8230;). Ecco perché combatto lo strutto nella focaccia e l&#8217;olio scadente nel pesto&#8230;<br />
Arrivederci Annette e arrivederci amici lettori, un fraterno saluto a voi tutti da <strong>Umberto Curti</strong>, in questo fine luglio caldo ma più sopportabile grazie ai momenti conviviali e di scambio culturale. Arrivederci da Genova, un mondo che dialoga col mondo.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0569.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17342" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/07/DSCN0569-300x225.jpg" alt="DSCN0569" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>A Genova il corso “Progettare turismo esperienziale”</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 13:23:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A Genova il corso “Progettare turismo esperienziale” Sono aperte a Genova le iscrizioni al corso &#8220;Progettare turismo esperienziale&#8221; offerto ai propri iscritti da Ente Bilaterale Turismo Genova. Durata 16 ore. Info e iscrizioni: info@ebturge.it, 010 5520242 oppure 010 5520211. Per un Paese magnifico come l’Italia, sempre più chiamato a costruire forme di turismo capaci di attivare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/corso-turismo-esperienziale/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17320" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/06/Foto0474.jpg"><img class="size-medium wp-image-17320" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/06/Foto0474-300x225.jpg" alt="genova, what else?" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">genova, what else?</p></div>
<p>A Genova il corso “Progettare turismo esperienziale”</p>
<p><strong>Sono aperte a Genova le iscrizioni al corso &#8220;Progettare turismo esperienziale&#8221; offerto ai propri iscritti da Ente Bilaterale Turismo Genova. Durata 16 ore. Info e iscrizioni: <a href="mailto:info@ebturge.it">info@ebturge.it</a>, 010 5520242 oppure 010 5520211.</strong></p>
<p>Per un Paese magnifico come l’Italia, sempre più chiamato a costruire forme di turismo capaci di attivare emozioni, “buonessere”, relazioni, il cosiddetto <strong>turismo esperienziale</strong> (parola trendy e finanche abusata perché oggettivamente ricca di contenuti) si pone – regione per regione &#8211; come strategia innovativa e vincente, aggregando intorno a sé, oltre alla ricettività, anche i settori del commercio, dei prodotti tipici, dei mercati e botteghe storici&#8230;<br />
E’ un’idea mutuata dal marketing (Ferraresi e Schmitt), approfondita in àmbito turistico da lavori come i “Transluoghi” di Calabrese-Ragone ed i begli Atti del convegno pavese (2008) “Integrare e valorizzare il patrimonio culturale”, infine messa a fuoco da Rossi e Goetz col cosiddetto Tourist experience design… Innumerevoli infine le tesi di laurea, che lo situano come coerente anche a strategie di turismo rurale, albergo diffuso, e altri modelli creativi di welcoming.<br />
Il programma corsuale, <strong>offerto ai propri iscritti da Ente Bilaterale Turismo Genova</strong>, si rivolge in modo diretto a imprenditori e dipendenti che intendano elevare le proprie competenze in direzione delle nuove e sempre più specificatamente esigenti fasce di turismo che approderanno a Genova e Liguria. Sintetizza proprio le linee-guida grazie a cui una “risorsa” turistica del territorio (patrimoni storico-culturali, ma soprattutto enogastronomie, tradizioni, eventi, prodotti artigianali…) può evolvere a centro di un’offerta realmente esperienziale, ovvero in grado di attrarre e poi coinvolgere l’ospite dal vivo, immergendolo in una trama, un intreccio narrativo, rendendolo primattore di un racconto, per concorrere a narrare (e dunque comprendere) la risorsa stessa.<br />
Sulla scia di quanto ad esempio proficuamente ideato con <strong>“C’è pesto per te” nei mesi scorsi nel sestiere di San Vincenzo e Mercato Orientale, già oggetto di una conferenza stampa in Regione</strong> e caso-studio locale cui riferirsi, il programma corsuale, a cura di <strong>Luisa Puppo e Umberto Curti (Ligucibario®)</strong>, immediati riferimenti in Liguria per il turismo esperienziale, consente alle imprese di cogliere le differenze fra le proposte del turismo tradizionale, oggi via via in flessione, ed il turismo esperienziale, in costante crescita a livello internazionale e sui cataloghi del tour operating. Una volta metabolizzate alcune delle principali dinamiche ed esigenze dei “nuovi” e differenti turismi in arrivo anche a Genova/Liguria, i corsisti potranno traguardare sia una partecipazione diretta a progetti di turismo esperienziale già esistenti, o “confezionare” partnership e ruoli dentro nuovi scenari che a breve, certamente, prenderanno forma.<br />
<strong>Info e iscrizioni:</strong> <a href="mailto:info@ebturge.it">info@ebturge.it</a>, 010 5520242 oppure 010 5520211.</p>
<p><strong>Contenuti e obiettivi</strong><br />
Approfondire le differenze fra turismo tradizionale e turismo esperienziale<br />
Conoscere i trend. Il come non il dove: turismo delle “attività” più che dei luoghi<br />
Il caso Liguria/il caso Genova. Chi sono i “turisti”?<br />
Familiarizzare con l’ideazione e progettazione di una proposta turistica esperienziale<br />
Recitare un ruolo dentro una proposta turistica esperienziale. Ritorni economici e d’immagine<br />
<strong>Sede del corso</strong><br />
Iscot Liguria, a Genova (sia le aule in via Cesarea e Piazza della Vittoria, sia il laboratorio di gastronomia in piazza Romagnosi)<br />
<strong>Metodologie</strong><br />
La didattica, trattandosi di formazione aziendale (sono impresa i docenti stessi), ovviamente privilegia il taglio concreto e interattivo, utilizzo guidato del web, alcuni momenti di lavoro in team, suggerimenti sitobibliografici per successive esercitazioni ed approfondimenti personali.<br />
<strong>Docenti</strong><br />
Luisa Puppo e Umberto Curti (Welcome Management – Ligucibario®), attivi da oltre 20 anni come progettisti e consulenti nei contesti marketing e formazione di settore, specialisti di lingua inglese per l’enogastronomia, saggisti e food&amp;wine bloggers (Umberto Curti ha pubblicato 15 volumi dedicati ad enogastronomia ligure &amp; dintorni)…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/corso-turismo-esperienziale/">A Genova il corso “Progettare turismo esperienziale”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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