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	<title>Ligucibario &#187; gae</title>
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		<title>GAE, ambasciatrici di sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto Curti condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gae-ambasciatrici-di-sostenibilita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/20170822_162830.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29691" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/20170822_162830-300x168.jpg" alt="20170822_162830" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova</p>
<p><em>Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Curti</span></span> condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti culturali e consapevolezza per diventare vere ambasciatrici del territorio.</em></p>
<p>Ho iniziato le docenze, presso l’Ente F.Ire di Genova, all’ottava edizione del corso per GAE, Guida ambientale escursionistica, con esame di qualifica conclusivo che abilita alla professione su scala regionale.</p>
<h2>Il ruolo delle Guide Ambientali Escursionistiche nella tutela del territorio</h2>
<p>La GAE è un custode ed un ambasciatore di biodiversità. Le prime mie lezioni vertono quindi sul concetto di turismo sostenibile, “materia” che tuttavia tratto da angolazioni innovative, tenendo anche presente che un turismo pienamente sostenibile non esiste. Il solo turismo d’immediata prossimità, in qualche modo, riesce a determinare impatti minori, ma i viaggi e i vettori su lunghe distanze determinano impronte ecologiche su cui ormai è doveroso confrontarsi.</p>
<p>In questi anni, purtroppo, non poche destinazioni iperfamose sono entrate dentro black list specifiche, le quali di fatto inducono i viaggiatori a “disertare” certe località in quanto sovraffollate, caotiche, “gentrificate”…</p>
<h2>Sostenibilità e turismo</h2>
<p>A titolo di esempio &#8211; Genova, assurta in anni recenti – meritatamente &#8211; a meta heritage, è per fortuna ancora lontana da tali dinamiche di congestione e di allarme, ma occorre, come si suol dire, chiudere la stalla prima che i buoi scappino. Il tempo presente determina infatti accelerazioni e deregulation brutali.</p>
<p>Due temi, in tal senso, emergono prima di altri: il primo concerne gli affitti brevi e conseguenti assedii al centro storico, trend che ha già coinvolto Venezia, Firenze, ed altri turisdotti. I residenti per primi via via lamentano una difettosa gestione del fenomeno, nel quale entrano in gioco anche contratti pirata e abusivismi di varia natura.</p>
<p>Il secondo tema riguarda in prospettiva la capacità delle città – e Genova non farà eccezione – di restare “vive”, di non ridursi a sfondo fotografico per selfie e video usa-e-getta, di non consentire alle avidità di sopraffare l’autenticità.</p>
<h2>Sostenibilità come pratica culturale e responsabilità condivisa</h2>
<p>Il turismo esperienziale – cui anni fa ho dedicato un saggio specifico, <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">link qui</a> &#8211; come noto invoca comunità, relazioni, racconti, ricette. Il genius loci, l’artigianato, le quotidianità consentono momenti immersivi, slow, a contatto coi “riti” che formano l’identità delle persone, tutto il contrario dei pacchetti mordi-e-fuggi, delle proposte standard, del caos. Genova se ci sei batti un colpo nella direzione giusta.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Viaggio in Valle Scrivia, uno sguardo di marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 13:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG_3158.jpg"><img class="size-medium wp-image-26680" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG_3158-300x225.jpg" alt="uno scorcio di montoggio" width="300" height="225" /></a></p>
<p>uno scorcio di Montoggio&#8230;</p>
<p>Alcuni miei ex allievi, poi brillantemente abilitatisi alla qualifica regionale di Guida Ambientale Escursionistica, mi chiedono via via “suggerimenti” sulla Valle Scrivia, un territorio retrostante Genova nel quale ho a lungo lavorato (Savignone, Montoggio…), sempre cercando, per quanto possibile, di porre turisticamente a sistema le sue risorse, non poche ma sovente – come suol dire l’anglista Luisa Puppo (1) – underrated, e, anche facendo sempre tesoro di buone prassi “altrui”, ovvero di orientare l’offerta lato sensu culturale-escursionistica verso quei target di domanda interessati a destinazioni meno consuete, meno massificate, eccetera eccetera…</p>
<p>Lo sguardo di Ligucibario® è sempre anche intensamente gastronomico, poiché oggi i paesaggi rurali, le cultivar autoctone, i prodotti “autentici”, le botteghe e le ricette della tradizione si confermano, verso alcuni di quei pubblici di riferimento orientati a soggiorni esperienziali, come attrattori capaci di “raccontare” al meglio le comunità, gli artigianati e il genius loci che storicamente le caratterizza. Qui, per la Valle Scrivia, sono le castagne, le rose, i ravioli, le formaggette, i canestrelli e canestrelletti, i mieli, le birre artigianali, le mostardelle…</p>
<p>Ma intanto, purtroppo, trattorie e negozi – come noto – stentano e talora si arrendono (e all’ecatombe di agriturismi a Montoggio ho dedicato tempo fa un articolo specifico).</p>
<p>La Valle Scrivia, che aggrega una decina di Comuni (Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna, Vobbia, e Torriglia come &#8220;confine&#8221; verso la Trebbia), come noto a chiunque in Liguria si occupi un minimo di socioeconomie e di turismo è un territorio dalle cento opportunità e cento criticità, dove molte frazioni sono andate spopolandosi, molti presidii ricettivi e commerciali hanno chiuso, dove il dissesto idrogeologico e il digital divide hanno complicato il quadro. E dove l’accoglienza poggia più sulle premurosità spontaneistiche che su un impianto strategico e complessivo di welcoming: sono affermazioni che la mia società di consulenza porta avanti da decenni, quasi sempre inascoltata, ma in molti casi (per non dire tutti) il marketing e la formazione, che aggiorni alcune competenze delle imprese, rimangono gli unici strumenti per competere sul mercato, per cogliere i suoi input, e per salvare il salvabile.</p>
<p>I 10 Comuni valligiani, includendo Torriglia che fa per così dire da “confine” con la Val Trebbia, propongono tutti, e sottolineo tutti, ricchezze di segno storico-culturale, ambientale (flora e fauna riservano bellissime sorprese) e agro-culinario, eppure presumo che neanche uno di tali Comuni denoti flussi d’arrivo <span style="text-decoration: underline;">turistici</span> d’una qualche rilevanza, e sono sovente interessati da pesanti cali demografici. Alcuni sono anche toccati dal tracciato dell’Alta Via dei Monti Liguri, e quindi s’inscriverebbero perfettamente in quel disegno di un’Alta Via dei Gusti Liguri che, con gli ex allievi ora GAE di cui ho accennato all’inizio, sto da qualche tempo focalizzando. Alle dimore gentilizie, ai trenini a scartamento ridotto, ai castelli fliscani e della Pietra, alle parrocchiali e ai santuari, ai presepi, alla musealità, ai torrenti e laghetti, agli eventi e sagre…si affiancano infatti casari valorosi, pastifici e pasticcerie artigianali, ristoratori, cascine agricole, roseti, apicolture, macellerie, birrifici, finanche una viticoltura che da Valbrevenna a Minceto sta offrendo confortanti segni di ripresa, sto dunque riferendomi a ostinati custodi dei luoghi e dei saperi…, la cui attività anima territori e comunità altrimenti a rischio desertificazione.</p>
<p>Nella mia visione, tuttavia, e debbo dirlo senza giri di parole, poco sarà possibile qualora non si inquadrino correttamente le forze e le debolezze del “product” locale (2) e qualora gli attori pubblici e privati non convergano compiutamente su obiettivi realistici e soprattutto condivisi (nel marketing turistico 1+1=3).</p>
<p>(1)Luisa Puppo la quale ha fino al 1984 trascorso tutte le estati della propria giovinezza a Savignone, e dunque guarda alla Valle Scrivia con un affetto misto ad un filo di comprensibile saudade… Del resto, lei ed io ci sposammo nel 2000 a “Palazzo Fieschi”, e poi cenammo mille volte a Bromia dall’indimenticato Alfredo Ogemini, maestro di ravioli…</p>
<p>(2)indagini di competitività turistico-ricettiva, SWOT analysis propedeutiche a piani di marketing… Si vedano alcuni miei bilanci “di scenario” anche al link (…20 anni di Liguria e food).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Coi GAE al lavoro verso l&#8217;Alta Via dei Gusti Liguri</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 17:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Alta Via dei Gusti Liguri e GAE. Quando alcuni allievi, dopo la fine di un corso, rimangono in contatto coi docenti tanto da recarsi a trovarli in montagna, anzitutto per il piacere di un’escursione insieme alla faggeta della Barbottina, e poi per condividere valori e progetti, credo di poter dire che la riuscita del momento didattico è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/coi-gae-al-lavoro-verso-lalta-via-dei-gusti-liguri/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26477" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/IMG_20250809_182042-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-26477" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/IMG_20250809_182042-1-300x273.jpg" alt="Alta Via dei Gusti Liguri e GAE" width="300" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Alta Via dei Gusti Liguri e GAE</p></div>
<p>Alta Via dei Gusti Liguri e GAE. Quando alcuni allievi, dopo la fine di un corso, rimangono in contatto coi docenti tanto da recarsi a trovarli in montagna, anzitutto per il piacere di un’escursione insieme alla faggeta della <strong>Barbottina</strong>, e poi per condividere valori e progetti, credo di poter dire che la riuscita del momento didattico è andata ben oltre il consueto…</p>
<h2>Alta Via dei Gusti Liguri: il gruppo di lavoro</h2>
<p>Sto parlando di <strong>Enrica, Giuseppe, Stefano, Francesca, e presumo di poter includere nell’elenco anche Cristina, assente solo in quanto impegnata altrove, e Riccardo ed Elisa, splendide persone, provenienti da un altro corso ma coi quali di fatto già collaboro</strong>. Questi sono gli allievi che ho avuto il privilegio di conoscere durante gli ottimi corsi per GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) cantierati dall’ente F.Ire a Genova, tutti ovviamente promossi a pieni voti ad una qualifica che li abilita ad esercitare nell’intero àmbito ligure.</p>
<p>Ognuno di loro, beninteso, porta con sé il proprio vissuto e le proprie motivazioni. Risiedono in territori diversi, e quindi in qualche modo disegnano già una certa trasversalità lungo l’arco regionale. Hanno competenze e attitudini diverse, e quindi in qualche modo focalizzerebbero escursioni connotate da quel che meglio padroneggiano e che più li appassiona.</p>
<p>Viviamo una stagione storica (<strong>l’antropocene</strong>) per certi versi oscena e drammatica, che ci chiama all’azione, nessuno si senta escluso, come si suol dire, dinanzi a questa globalizzazione insensata e consumistica che – mutuando un pensiero di <strong>Pasolini</strong> &#8211; insegue sviluppo e mai progresso, che aggrava le disparità sociali ed economiche, e che con le guerre, il business ad ogni costo, l’inquinamento e il climate change pone a rischio il futuro stesso del Pianeta.</p>
<h2>Alta Via dei Gusti Liguri: il progetto</h2>
<p>Insieme a queste energie comunque “giovani” e vitalissime – Enrica Giuseppe Stefano Francesca Cristina Riccardo Elisa &#8211; <strong>Luisa Puppo</strong> ed io stiamo quindi dando vita ad un gruppo di lavoro e traguardando un primo, ambizioso progetto, che ci piace intitolare <strong>Alta Via dei Gusti Liguri</strong>. E’ prematuro dettagliare qualcosa che sin qui è stato un “pensare insieme a voce alta” e che ora muoverà embrionalmente i primi passi anche sulla base di precedenti messe a fuoco (leggi l&#8217;articolo <a href="https://www.ligucibario.com/alta-via-dei-gusti-liguri/" target="_blank">Alta Via dei Gusti Liguri</a>).</p>
<p>Ma il progetto Alta Via dei Gusti Liguri capitalizza</p>
<ul>
<li>da una parte il ruolo di <strong>ben 7 GAE pronti a valorizzare aree ambientali, biodiversità, risorse rurali e locali</strong>…</li>
<li>dall’altra i know how e le esperienze di due consulenti, Luisa Puppo e chi scrive, attivi da quasi <strong>30 anni, accanto ad amministrazioni e aziende, nel marketing e nella formazione per il turismo incoming e l’enogastronomia.</strong></li>
</ul>
<h2>Liguria, entroterra e turismo</h2>
<p>Alta Via dei Gusti Liguri e scenari turistici. La <strong>Liguria</strong>, pur con alcune buone performance in grado di guarirla da quell’immagine di destinazione un po’ decotta che l’affliggeva una ventina d’anni or sono, si caratterizza ancora</p>
<ul>
<li>per un marcato squilibrio fra costa ed entroterra (il 90% delle economie insiste sul 10% del territorio, ovvero il litorale),</li>
<li>per una mediocre destagionalizzazione degli arrivi (in molte località dai picchi d’alta stagione si passa ai crolli in bassa e allo standby di tante ricettività, il cui TOC rimane modesto),</li>
<li>per un’accoglienza che potrebbe far meglio sistema.</li>
</ul>
<p>Inoltre, persistono più &#8220;a valle&#8221; criticità e ritardi anche presso le <strong>imprese</strong> (leggi il mio articolo su <a href="https://www.ligucibario.com/agroproduzioni-marketing-turismo/" target="_blank">agroproduzioni, marketing, turismo</a>) per quanto attiene</p>
<ul>
<li>alla conoscenza delle lingue,</li>
<li>al presidio di web e social media,</li>
<li>alle capacità di storytelling…,</li>
</ul>
<p>tanto più necessarie oggi che <strong>il turismo esperienziale</strong> (1) vuole conoscere dal di dentro le nostre “quotidianità”, comprendere il <em>genius loci</em>, familiarizzare con le comunità, le botteghe, le ricette del posto…</p>
<p>Al lavoro dunque, GAE! C’è molto da fare, e con l&#8217;Alta Via dei Gusti Liguri le nostre dovranno diventare “<em>parole in movimento</em>”, azioni concrete, quasi un manifesto di un nuovo modo (Liguria pionieristica?) di intendere il trekking e l’hiking, per gioire dell’outdoor “montagne vista mare” contemporaneamente imparando qualcosa circa la cultura e le tradizioni locali.</p>
<h2>Alta Via dei Gusti Liguri: turismo esperienziale ed enogastronomico</h2>
<p>Mi riferisco in definitiva, con realismo, alla creazione di <strong>un “catalogo” di proposte, dal forte taglio antropologico-enogastronomico, attente alla microgeografia dei luoghi, e idonee a coinvolgere i partecipanti in esperienze peculiari</strong>. Tale catalogo non trascurerà – anzi! &#8211; la Liguria meno nota, quella dei borghi a rischio senilizzazione e spopolamento, dove le strade franano, dove la mancanza di servizi e di opportunità allontana i giovani, dove i presidii commerciali faticano e infine chiudono, dove i sentieri sono invasi dalla vegetazione perché “mancano sempre i fondi”, dove i faggi pian piano sono solo legna da ardere per i forni delle pizzerie.</p>
<p>Se il progetto saprà camminare, l’Alta Via dei Gusti Liguri potrà via via assurgere a <em>product</em> turistico, un “mare verde” dove <strong>ridare piena dignità e prospettive ad Appennino ed Alpi</strong>, rivitalizzare quei contesti che qualche legislatore vorrebbe accompagnare verso spopolamenti irreversibili, dar voce a quanti sono rimasti in montagna o vi sono ritornati o vi si sono trasferiti per intraprendere un nuovo futuro (da casaro, da artigiano, da apicoltore, da GAE…), lontano – meglio lontanissimo &#8211; da città sempre meno sostenibili, sempre più degradate, alienanti, rumorose, dove molti mestieri sono precariato puro.</p>
<p>Credo d’aver ben chiarito quel che mi e ci muove. E chi mi conosce sa che avrò certo molti difetti, ma non sono incostante e non mi manca la determinazione.</p>
<p>(1) al turismo esperienziale in Liguria dedicai anni fa un saggio quanto mai operativo, lo trovi <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">a questo link</a>. E se ami leggermi, <a title="glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/shop/e-book/biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario/" target="_blank">a questo link</a> trovi poi il mio &#8220;Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario&#8221; gratuitamente richiedibile all&#8217;editore in pdf.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti<br />
</a></strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/coi-gae-al-lavoro-verso-lalta-via-dei-gusti-liguri/">Coi GAE al lavoro verso l&#8217;Alta Via dei Gusti Liguri</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Ultima lezione GAE, brindisi con Bianchetta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 10:13:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25485" style="width: 187px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/bianchetta2.jpg"><img class="size-medium wp-image-25485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/bianchetta2-177x300.jpg" alt="bianchetta" width="177" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">bianchetta</p></div>
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<p>E&#8217; giunta all&#8217;ultima mia docenza anche la V edizione, a Genova, del corso F.Ire per la qualifica regionale a &#8220;Guida ambientale escursionistica&#8221;.<br />
Ora, grande ripasso in vista degli esami&#8230;, nell&#8217;auspicio che i nostri allievi siano, come accaduto nelle 4 edizioni precedenti, tutti promossi.<br />
Anche in questo caso ho cercato costantemente di animare le lezioni proponendo video, siti web, questionari, momenti di lavoro in gruppo. Ed inoltre 3 <em>gustincontri</em>, sorta di storytelling che ho centrato sull&#8217;olio extravergine DOP Riviera Ligure, sul pesto, ed infine, proprio durante l&#8217;ultimo incontro il 13 febbraio, le DOC vinicole regionali.<br />
Il brindisi di buon auspicio ha versato nei calici, non a caso, una Bianchetta della nota azienda Bisson, brand che dal Tigullio &#8220;esporta&#8221; profumi e sapori di Liguria (di Bianchetta ho scritto molto, leggimi ad esempio <a title="omaggio alla val polcevera" href="https://www.ligucibario.com/omaggio-alla-val-polcevera/" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Ne ho approfittato per illustrare ai corsisti, affinché durante un&#8217;escursione possano avere familiarità anche con questi temi, come si degusta un vino e &#8211; soprattutto &#8211; come si abbina alle pietanze, dando ovviamente la precedenza alle più classiche ricette liguri (il giro di tavolo ha &#8220;percorso&#8221; cima, pansoti con la salsa di noci, polpettone, mes-ciùa, cappon magro, coniglio con olive e pinoli&#8230;).<br />
Il mio in bocc&#8217;al lupo è che i GAE possano sempre più essere i custodi e gli ambasciatori del territorio, perché le urgenze del tempo presente, che correttamente chiamiamo antropocene, ci pongono di fronte a cambiamenti climatici, inquinamento, deforestazioni, incendi, speculazioni&#8230;<br />
La Liguria è una terra strabiliante ma fragile. Mutuando le parole di una splendida canzone di De Gregori, la Liguria siamo noi, nessuno si senta escluso, teniamo quindi ben dritte le antenne e vigiliamo.<br />
Buon trekking / hiking a tutti!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ultima-lezione-gae-brindisi-con-bianchetta/">Ultima lezione GAE, brindisi con Bianchetta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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