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	<title>Ligucibario &#187; damaschi</title>
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		<title>Genova, meta di principi nei palazzi dei Rolli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:01:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/Foto0473.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29652" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/Foto0473-225x300.jpg" alt="Foto0473" width="225" height="300" /></a></p>
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<p><em>I Palazzi dei Rolli testimoniano una stagione in cui la Repubblica di Genova gestì l’accoglienza di sovrani e ambasciatori grazie a un sistema codificato, integrato da strategie di comunicazione istituzionale ante litteram. Non solo magnificenza architettonica e artistica, ma un modello organizzato fondato su procedure e ritualità che anticipano le moderne pratiche dell’Event Management e dell’Hotel Management. Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo propongono i Rolli come caso studio di eccellenza storica e prototipo delle moderne SOP (Standard Operating Procedures) del settore.</em></p>
<h2>Palazzi dei Rolli. Un’eredità culturale che ispira l’hospitality moderna</h2>
<p data-start="144" data-end="646">Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo presentano i Palazzi dei Rolli come un laboratorio di eccellenza storica, un modello che anticipa le moderne SOP nei settori di Event Management, Hospitality Management e accoglienza turistica. Le lezioni offrono l’occasione per analizzare e identificare buone prassi, dove storia e pratiche contemporanee si incontrano in un caso di studio concreto, da cui trarre spunti applicabili oggi. In tale prospettiva, Luisa Puppo condurrà gli allievi di vari percorsi formativi post diploma su cui attualmente svolge docenze (sempre attinenti alla lingua inglese e alla fruizione turistico-culturale della Liguria) alla mostra <strong><a href="https://archiviodistatogenova.cultura.gov.it/valorizzazione-mostre-ed-eventi/valorizzazione-del-patrimonio-archivistico/laccoglienza-a-genova-e-il-sistema-dei-rolli" target="_blank">L&#8217;accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli</a></strong>, lodevolmente gratuita, in corso presso l’<strong>Archivio di Stato di Genova</strong>, forziere che custodisce oltre 40 km lineari di documentazioni. Mostra nella quale i “Libri delle cerimonie” (dal 1588 al 1796 * ) svelano il galateo che connotava l’ospitalità a principi e notabili negli sfarzosi palazzi dei Rolli, da vent’anni assurti – non casualmente… &#8211; a patrimonio UNESCO.</p>
<h2>I Palazzi dei Rolli, simbolo dell’ospitalità genovese</h2>
<p>Se, in occasione di particolari visite (Luigi XII, l’Infanta di Spagna, Massimiliano d’Austria) la città si rifaceva il look e le strade di collegamento, e s’illuminava a festa, per non nuocere alla qualifica di “Superba” che secoli prima le aveva tributato niente meno che Petrarca, anche l’accoglienza “privata” non poteva esser da meno ** . Stiamo riferendoci al siglo de oro (metà ‘500 – metà ‘600), allorquando Genova, capitale mercantile, si sforzava (con successo) di differenziarsi e di eccellere in ogni aspetto della vita pubblica.</p>
<h2>I “Libri delle cerimonie” e il galateo dell’accoglienza</h2>
<p>Lo scopriamo da carte delicatissime, impegnative a conservarsi, fitte di calligrafie ardue a leggersi ma meticolose. Centinaia di “vip” del potere e dell’economia (categorie sovente intrecciate), della nobiltà, del clero e della diplomazia, tutti illustrissimi e adusi al lusso, scoprivano Genova o vi tornavano, fatti oggetto di cerimoniali, di rinfreschi e d’intrattenimenti, ora solenni ora religiosi ora mondani, finalizzati ad accrescere l’immagine della città, oggi quasi diremmo la sua brand reputation. Beninteso, i costi di tutto l’apparato risultavano sempre impegnativi per non dire enormi (per Luigi XII si spesero 12mila ducati!). Inoltre, occorreva sistemare anche l’ampio seguito che “scortava” costoro, sempre inclusivo di carrozze, carriaggi e cavalli. Tanto che talvolta a Genova occorreva richiedere prestiti per non precipitare in default le proprie casse.</p>
<h2>Accogliere principi e ambasciatori: tra rituali e banchetti</h2>
<p>Ma l’etichetta, di fatto, veniva prima d’ogni altra urgenza, e nulla era casuale, gli imprevisti non trovavano spazio per esistere all’interno di un’esperienza che via via aggregava alloggi di charme, itinerari di visita, concerti, cene, cortei, maschere, barcheggi, regalie, tutto puntigliosamente scandito, senza fretta, e calibrato ad personam. Affinché Genova apparisse porto fiorente, urbanità compatta, eleganza fusa a ricchezza, e forza verticaleggiante verso le sue immediate colline.</p>
<p>E quanto alla gola dei “foresti”, ovvero i non genovesi, essa – presumiamo con piacere &#8211; incontrava il tacchino “esotico”, il rosolio, le note speziate, e cioccolate calde da sorbirsi in tazza, classica novità da corte, ma anche cioccolato (solido) donato, insieme a biscotti che oggi chiameremmo caporali o savoiardi, su vassoi avvolti nel broccato. La Liguria, non a caso, è tuttora terra di velluti, damaschi, pizzi al tombolo…</p>
<h2>Una città che costruisce la propria reputazione</h2>
<p>Chi ripartiva, certo affascinato da ciò che aveva visto, e lusingato da ciò che aveva vissuto (e ricevuto), garantiva in genere passaparola notevoli, che giovavano al “marketing” genovese. A buon intenditor…</p>
<p>La mostra all’Archivio di Stato, realtà sempre dinamica e cuore pulsante dell’offerta culturale cittadina, è visitabile, su prenotazione, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.</p>
<p>Per i gruppi, dal lunedì al venerdì, rivolgersi direttamente al numero telefonico 010 537561. Buona visita!</p>
<p>*incombe ormai anche su Genova il terremoto bonapartiano</p>
<p>**come noto, nel 1588 un bombardiere venne rasato, suppliziato e condannato a 10 anni di remi “soltanto” per aver sbagliato una salva di cannone durante un evento di rappresentanza<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti</a>, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti (11)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 08:43:06 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25083" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/vecersio13.jpg"><img class="size-medium wp-image-25083" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/vecersio13-300x203.jpg" alt="vecersio" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">vecersio</p></div>
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<p><em>Il Dizionarietto GAE di Umberto Curti</em></p>
<p><em>Repertorio di termini e concetti ad uso degli allievi dei corsi GAE presso l’ente F.Ire di Genova.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti si raccomanda anche la richiesta all’editore (<a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">link qui</a>) del mio saggio “Sostenibilità e biodiversità. Un Glossario” (2023), che verrà spedito (<span style="text-decoration: underline;">gratuitamente</span>)in formato pdf…</em></p>
<p><em>Si suggerisce agli allievi l’uso di una buona cartina regionale, così da georeferenziare ove necessario quanto segue.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutti i contenuti esplicativi che affiancavano i lemmi sono ora fruibili nel volume di Umberto Curti “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri per Guide GAE”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parte 11 (di 15)</p>
<p><strong>Osservatori astronomici</strong>: la Liguria ne&#8230;</p>
<p><strong>Outdoor education</strong>: sulle orme del&#8230;</p>
<p><strong>Overtourism</strong>: eccesso di&#8230;</p>
<p><strong>Paesaggio antropico</strong>: “collaterale” al&#8230;</p>
<p><strong>Paleobotanica</strong>: studio archeologico&#8230;</p>
<p><strong>Parchi-avventura</strong>: elenco qui quelli&#8230;</p>
<p><strong>Parchi letterari</strong>: celebrano con&#8230;</p>
<p><strong>Passeggiata degli Artisti</strong>: è il lungomare di&#8230;</p>
<p><strong>Peagna</strong>: antica, amena&#8230;</p>
<p><strong>Penne</strong>: sono solitamente&#8230;</p>
<p><strong>Percorso colombiano</strong>: itinerario che&#8230;</p>
<p><strong>Pesca sostenibile</strong>: pesca che&#8230;</p>
<p><strong>Pescaturismo e ittiturismo</strong>: sono attività&#8230;</p>
<p><strong>Piroddi, Lorenzo</strong>: dietologo&#8230;</p>
<p><strong>Pista ciclabile (ciclopista)</strong>: è un percorso&#8230;</p>
<p><strong>Pizzi, damaschi, macramé</strong>: vedi artigianato.</p>
<p><strong>Plogging</strong>: attività di&#8230;</p>
<p><strong>Plomteux, Hugo</strong>: linguista e</p>
<p><strong>Posidonia</strong>: è una pianta&#8230;</p>
<p><strong>Presepi</strong>: sono anche in&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Volo sul mare, la Riviera di levante</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 09:13:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Volo sul mare, la Riviera di levante Navigare a bordo di un gozzo o di un leudo la Riviera ligure di levante, tutto il Tigullio e non solo, da Moneglia ad est (la patria di Luca Cambiaso) sino al golfo Paradiso che lo limita ad ovest, un bagnùn d’acciughe ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/volo-sul-mare-la-riviera-di-levante/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17792" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/DSCN9963.jpg"><img class="size-medium wp-image-17792" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/DSCN9963-300x225.jpg" alt="camogli bellissima" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">camogli bellissima</p></div>
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<p>Volo sul mare, la Riviera di levante</p>
<p>Navigare a bordo di un gozzo o di un leudo la Riviera ligure di levante, tutto il <strong>Tigullio</strong> e non solo, da Moneglia ad est (la patria di Luca Cambiaso) sino al <strong>golfo Paradiso</strong> che lo limita ad ovest, un bagnùn d’acciughe a Riva Trigoso con un calice di Bisson o Pino Gino, una capponadda a <strong>Camogli.</strong>.. Tant’è bella questa costa che i droni stanno sfrattando i gabbiani. Talvolta vorrei esser stato un “pescatore” di <strong>rissêu</strong>, quelle pietre di mare con cui dal ‘600 la Liguria ha regalato mosaici ai sagrati delle chiese… E forse poi attraccherei a <strong>Recco</strong>, alle teglie di focaccia col formaggio (su un magazine l’ho equiparata ad un monumento “oraziano”, più duraturo del bronzo, mi dareste torto?)&#8230; E da lì risalirei in <strong>Fontanabuona</strong>, fra cave d’ardesia, colline che paiono sfondi di presepe, sentieri che prima o poi trovano una chiesa, un castello, o ciò che ne resta… Prima verso Uscio, al <strong>Museo degli orologi da torre “Roberto Trebino”</strong>, quelli in ferro battuto coi telai a castello o a forma di &#8220;pollaio&#8221; sono meravigliosi, e poi verso Lorsica, capitale ligure dei damaschi grazie alla<strong> tessitura “De Martini”</strong>, ormai mezzo millennio di attività, sola superstite dei 220 telai attivi nel ‘700, la quale impiega solo filati naturali&#8230; Di questi tempi, ti pare poca cosa?<br />
Eccole <strong>le vie artigiane</strong>, un dialogo fra il mare e gli entroterra dove scoprire anche una Liguria meno nota, ma parimenti autentica, e una ruralità sapienziale – con eroici viti e olivicoltori &#8211; che via via a tavola impone <strong>trofiette di castagne, battolli coi navoni, tegami di quarantina coi funghi</strong>, e salse e torte di nocciole se – Deogratias &#8211; quelle turche non estingueranno del tutto le cultivar locali&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/umbi-bello4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17791" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/umbi-bello4-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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		<title>L&#8217;ardesia della Val Fontanabuona</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 12:56:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; L&#8217;ardesia della Val Fontanabuona Fontanabuona, una valle d’entroterra (13 Comuni), l’unica parallela alla costa genovese di levante, colline boschi borghi castelli santuari, dove il paesaggio racconta tradizioni, storia fliscana * , damaschi, duro lavoro, miniere, emigrazione. L’ardesia (il termine nascerebbe da Ardennes → ardesie) era ed è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lardesia-della-val-fontanabuona/">leggi tutto</a></p>
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<p>L&#8217;ardesia della Val Fontanabuona</p>
<p>Fontanabuona, una valle d’entroterra (13 Comuni), l’unica parallela alla costa genovese di levante, colline boschi borghi castelli santuari, dove il paesaggio racconta tradizioni, storia fliscana * , damaschi, duro lavoro, miniere, emigrazione. L’ardesia (il termine nascerebbe da Ardennes → ardesie) era ed è il suo oro nero, lo intuisci dalle tante cave che fendono il terreno. Scrisse l’abate-storico Goffredo Casalis nel suo preziosissimo “Dizionario storico geografico statistico commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna” che nel 1840 operavano 48 cave di ardesia nei soli territori di Lavagna e Cogorno: sono esse notissime per la quantità di lastre cui forniscono ai bisogni delle due riviere ed anche a quelli di esteri stati, perocché se ne spediscono a Napoli, in Toscana, a Gibilterra, in Portogallo, in Francia, in Corsica, in Sardegna, a Trieste, ad Odessa…<br />
Si tratta di una roccia metamorfica d’origine sedimentaria (scisto della valle di Lavagna e dell&#8217;entroterra ligure), formatasi durante il cretaceo superiore, 70-80 milioni di anni fa. Con quest’oro lamellare tradizionalmente si realizzano lavagne, perfetti piani di biliardi (richiestissimi negli U.S.A. ** ), ma anche materiali da costruzione (si pensi ai tanti luccicanti abbadini per tetti, e ad altri dettagli, nel centro storico genovese), e ovviamente oggetti di design, accessori per l’arredo di casa, bomboniere&#8230; Si presume che in loco l’ardesia fosse già ben nota in epoca romana (la famosa necropoli a incinerazione di Chiavari, con le tombe a cassetta, risale al VIII-VI secolo a.C.), in tal senso recupereresti indizi in Plinio e Tito Livio, ma le prime cave estrattive risalirebbero al X-XI (un testo anonimo infatti ne menziona presso Santa Giulia, sopra Lavagna). Alle spalle di Lavagna, e della “fiumana bella” dantesca, sono le forme in ardesia della Basilica dei Fieschi (l’ardore della pietra nera contro il candore del marmo) che cifrano il trasmutarsi del romanico in gotico. E introducono alla valle, sino al territorio di Cicagna ed oltre, dove presso le cave incontri laboratori in cui da una pietra nera abili mani tuttora originano capolavori. Del resto, molti autori ed esperti hanno via via sottolineato la versatilità e resistenza di queste lastre che, pur sottili, sfidano il tempo nobilitando il paesaggio. Nel XIX secolo (allorché in Fontanabuona 160 cave fornivano più di 36mila tonnellate di prodotto e impiegavano centinaia d’addetti) il primo centro per estrazione e lavorazione era divenuto, più a levante, Cogorno, dove il trasporto delle lastre verso i leudi all’àncora nel mare di Lavagna pesava sulle spalle delle donne, le camalle (alcune “provvidenziali” nicchie lungo i camminamenti permettevano loro di poggiare qualche momento il carico). La prima teleferica risale al 1876. Dagli inizi del ‘900 s’avviò un graduale esaurimento dei filoni, nuovi materiali in concorrenza stimolarono nuove tecniche costruttive, e dunque molti fontanini preferirono (o dovettero) tentare la fortuna verso le “Meriche” e in parte anche verso la Germania, tanto che non poche comunità videro pian piano dimezzarsi la popolazione, e alcune frazioni “decentrate” scomparvero del tutto *** . La crisi recente è viceversa dovuta ai competitor sovradimensionati, quali in primis Brasile e Cina (<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-08-13/ardesia-ligure-battuta-carambole-074210_PRN.shtml">https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-08-13/ardesia-ligure-battuta-carambole-074210_PRN.shtml</a>). Nell’età più redditizia, alle cave antiche (come detto Santa Giulia, ma anche Uscio…) molte via via se ne aggiunsero, talora in ubicazioni impervie, dove i sentieri lasciavano transitare a stento persine le stesse bestie da soma, viceversa oggi sono talora preferite (Moconesi, Lorsica, Orero, Cicagna e Tribogna) quelle meglio accessibili, superstiti là dove possano giungere ad operare anche i macchinari idonei all’estrazione, alla lavorazione e infine al trasporto. L’eccellenza qualitativa dell’ardesia ligure risiede nella fissilità, può difatti esser sezionata in lastre e fogli di varia dimensione assolutamente piane, lisce, spesse pochi mm, leggere, refrattarie al fuoco (amiche degli chef), impermeabili, a bassissima conducibilità termica ed elettrica. Tale ardesia presenzia anche l’architettura monumentale &#8211; e cimiteriale &#8211; , pavimenti, gradinate, pilastri, sovrapporte, portali incisi, camini, capitelli, sepolcri, ma anche manufatti utili alla quotidianità, caminetti, trogoli e vasche, panche, sponde e condotte per l’acqua&#8230; Dagli scarti di cava infine sono sempre originati anche celebri muretti a secco, coi quali in Liguria tipicamente si sostengono le verticaleggianti fasce terrazzate, o si confinano i poderi…<br />
* la casata dei Fieschi, sino al 1547 storica rivale dei Doria, ebbe 2 Papi, Innocenzo IV e Adriano V<br />
** l’ardesia fontanina, non a caso, conobbe anche gloria cinematografica ad es. ne “Lo spaccone” con Paul Newman (1961) e ne “Il colore dei soldi” (1986), dove Paul Newman lavorò con Tom Cruise…<br />
*** a Favale di Malvaro è visitabile un “Museo dell’emigrante” intitolato ad Amedeo Pietro Giannini (1870-1949), un emigrato che nel 1904 fondò, nel quartiere italiano di San Francisco in California, una piccola banca poi divenuta niente meno che la Bank of America<br />
<strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/umbi-bello2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17720" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/umbi-bello2-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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		<title>Itinerari dell&#8217;artigianato in Liguria</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 10:47:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel lavoro quotidiano degli artigiani si celano gesti, contenuti e significati irripetibili dal prodotto seriale e industriale: vi prevalgono infatti la sensibilità e l’esperienza individuale, l’unicità dell’atto produttivo, la connessione potente e profonda con le tradizioni territoriali… “Lungo le vie artigiane” è un disegno tratteggiato da CNA Liguria internamente al progetto regionale Liguria-in-formazione. 12 gli ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/itinerari-artigianato-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16585" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2015/11/075.jpg"><img class="size-medium wp-image-16585" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2015/11/075-300x225.jpg" alt="lungo le vie artigiane" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">testimonianze di cultura materiale dal Museo &#8220;C&#8217;era una volta&#8221; Riofreddo di Murialdo SV</p></div>
<p>Nel lavoro quotidiano degli artigiani si celano gesti, contenuti e significati irripetibili dal prodotto seriale e industriale: vi prevalgono infatti la sensibilità e l’esperienza individuale, l’unicità dell’atto produttivo, la connessione potente e profonda con le tradizioni territoriali…</p>
<p><strong>“Lungo le vie artigiane”</strong> è un disegno tratteggiato da <strong>CNA Liguria</strong> internamente al progetto regionale Liguria-in-formazione.</p>
<p>12 gli itinerari liguri che sono in fase di realizzazione, 3 per ogni provincia, un collage di località e di creazioni artigiane magnifiche, di laboratori, atelier, botteghe antiche, di musei di cultura materiale che perpetuano e circuitano la memoria delle microeconomie locali.</p>
<p>Il fondamento di marketing turistico sotteso al progetto, <strong>da un’idea di Umberto Curti</strong> <strong>e Luisa Puppo</strong> (Ligucibario), origina da una considerazione in parte, sin qui, poco approfondita: che cioè l’artigianato possa e debba rappresentare una chiave efficace di accesso ai territori, e che attraverso l’artigianato ligure (agroalimentare, ardesia, filigrana, vetro, ceramica…) si possano proporre molte altre ricchezze di natura storico-culturale-architettonica… ad esso concettualmente linkabili o ad esso geograficamente attigue, inaugurando in tal modo un “ulteriore” varco verso la Liguria turistica, quella nota e quella meno nota.</p>
<p>“Lungo le vie artigiane” si situa sulla scia di positive esperienze condotte in Trentino, a Bologna, in Toscana, nel cuneese…, e intende confermare l’artigianato e i marchi &#8220;Artigiani in Liguria-classe superiore&#8221; come protagonisti a centro palco, per assemblare alcuni itinerari turistici attraverso una terra incantata, antica quanto il Mediterraneo, ovvero antichissima, ma che talvolta fatica a narrare compiutamente le proprie creazioni, a proporsi in racconti realmente a misura d’0spite. Questi itinerari occorre ora “punteggiarli” di tappe artigiane, così che il turista le scopra, e di shopping e di ospitalità a 360°.</p>
<p>Il complesso di proposte si rivolgerà a vari pubblici (tour operating, media e stampa, blogger, “gastronautica”, trade commerciale…), e potrà essere presentato e utilizzato in vari contesti (web, fiere, workshop…).</p>
<p>Il fine non è di suggerire i patrimoni storico-culturali e paesaggistici arricchendoli poi con le deviazioni laterali, la tappa golosa, lo shopping tipico, il folklore delle sagre e dei mercatini… Qui, viceversa, le produzioni artigiane di fatto <strong><span style="text-decoration: underline;">saranno </span></strong>l’itinerario… Quindi il progetto affianca a quelle turistiche alcune valenze socioeconomiche reali, situando al proprio centro la Liguria delle imprese artigiane, del fare, del lavorare la materia, della sensorialità che dentro il prodotto ligure coinvolge ed esalta tatto, estetica, profumi, sapori.</p>
<p>Gli artigiani che esso allineerà, infine, costituiscono un sistema in gran parte consapevole circa le urgenze del fare squadra, dell’aggregarsi per competere meglio sui diversi mercati (in ottica glocal) e per cogliere in team opportunità non più approcciabili singolarmente. Tutto questo affinché le eccellenze del made in Liguria siano sempre più conosciute, apprezzate (qui) come simboli identitari, e conseguentemente anche commerciate ed esportate. Cose dell’ingegno umano da guardare, toccare, respirare, assaporare, perché sono Liguria, in and out, perché concorrono a comporre l’identità di una regione fra le più attrattive.</p>
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