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	<title>Ligucibario &#187; ceramica</title>
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		<title>Terra e legno a Calizzano, un appuntamento</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 11:57:35 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/terraelegno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26515" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/terraelegno.jpg" alt="terraelegno" width="254" height="198" /></a></p>
<p>Urneiru (<strong>Rionero</strong>) è uno dei simboli di <strong>Calizzano</strong>, in alta val Bormida. La passeggiata che corre lungo una delle rive introduce infatti ad un bosco fatato… Col tempo, senza fretta, Luisa ed io abbiamo imparato a percorrerla fino in fondo, davvero in fondo, là dove poi sale verso Cascina Cucalegni (Coccalini), o dove piega a sinistra per salire a Costa di Mereta, o dove di fatto compie un dietrofront e attraverso Strada Beccaria riconduce a Calizzano…</p>
<p>E “<strong>Terra e legno</strong>”, a Calizzano, è uno scrigno di garbo proprio al centro del <em>carruggio</em> (via Garibaldi), dove si lavorano argilla e legno per creare oggetti personalizzati e per restaurare cose d’altri tempi, perpetuando mestieri creativi, seducenti e antichi, l’arte della ceramica e quella della falegnameria.</p>
<p>In questi giorni “<strong>Coelum aqua terra</strong>” è una mostra fotografica che i titolari, Agostino e Giuliana, dedicano proprio alle acque di Rionero. Ma ideata e allestita anche, ed ancora una volta, per arricchire e animare la classica “passeggiata” in centro paese.</p>
<p>Amico Lettore vedrai foto che odorano di artigianato, di manualità, di silenzi, scattate da una macchina fotografica che è compagna del fotografo e non lo “estromette”.</p>
<p>Ed ecco, là dove la “stenografia emozionale” del linguaggio fotografico confina con altre forme espressive, persino qualcosa dell’Impressionismo, di Boccioni, di Delaunay, o della pittura informale.</p>
<p>Dunque davvero regàlati un quarto d’ora, entra in bottega, curiosa fra le cento cose belle… Sarà anche l’occasione per rallentare un poco, esplorare uno sguardo altrui, e soprattutto cogliere le armonie dei movimenti e delle luci della natura (quella che troppo spesso violiamo e poniamo a rischio…).</p>
<p>Lontano, come scriverebbe il poeta Caproni, dagli &#8220;insensati clamori&#8221;.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-allievi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26212" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/olio-allievi-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(28). Cos&#8217;è la farinata bianca?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 08:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte28-cose-la-farinata-bianca/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cos&#8217;è un la farinata bianca?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>28. cos&#8217;è la farinata bianca?</strong> E&#8217;<strong> </strong>la versione prediletta a Savona / a Ponente (turta), si prepara con farina bianca generalmente &#8217;00&#8217; (ed eventuale 1o% di farina di ceci) anziché con farina di ceci. Celeberrime, a Savona, anche le &#8220;fette&#8221;, ovvero le panissette fritte &#8220;sposate&#8221; ad uno specifico panino-fugassetta di semola, un po&#8217; arabeggiante, finger food da sciamadde e fainotti. Splendidi pretesti, sia come sia, per scoprire il centro storico, il Priamar, i musei, l&#8217;arte novecentesca, le ceramiche&#8230;<br />
L’abbinamento enologico di Ligucibario® a cotante prelibatezze è un DOC Riviera ligure di ponente Vermentino, servito a 10-11°C in tulipani a stelo alto, o un Lumassina/Buzzetto/Mataossu, ancor meglio spumantizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte27-cose-un-brandacujun/" target="_blank">la 27ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guelfi e ghibellini (la crisi di Savona)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 12:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Savona… All’inizio furono due SWOT analysis, richiesteci nel 2019 dalla Camera di commercio delle Riviere liguri, sulla Processione del venerdì santo e sulla Cappella Sistina, analisi che pensammo essere &#8220;preludio&#8221; ad altro, ma così non accadde. Poi vi fu un convegno nel quale Luisa ed io non fummo coinvolti, i cui soli “esiti” parvero – ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/guelfi-e-ghibellini-la-crisi-di-savona/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23551" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/022.jpg"><img class="size-medium wp-image-23551" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/022-300x225.jpg" alt="la darsena di savona" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">la darsena di savona</p></div>
<p>Savona… All’inizio furono due SWOT analysis, richiesteci nel 2019 dalla Camera di commercio delle Riviere liguri, sulla Processione del venerdì santo e sulla Cappella Sistina, analisi che pensammo essere &#8220;preludio&#8221; ad altro, ma così non accadde.</p>
<p>Poi vi fu un convegno nel quale Luisa ed io non fummo coinvolti, i cui soli “esiti” parvero – da quel che lessi, e su cui ora certamente non mi dilungo… – l’ipotesi di installare un cartello “promozionale” in autostrada e di rendere a pagamento l’ingresso al Priamar (personalmente, reputo del tutto inutile la prima e del tutto dannosa la seconda).</p>
<p>Successivamente intervenne la candidatura a “Capitale italiana della cultura 2027” (investimenti per 6 milioni, che negli auspici dovrebbero produrne 70 d’indotto turistico…).</p>
<p>Ed infine – da alcuni giorni – apprendo sui quotidiani la candidatura anche della Spezia (stesso investimento), che “contrarierebbe” Savona, tanto più che avviene in periodo elettorale (il 27 e 28 ottobre dopo l’arresto e la caduta di Toti si vota per la Regione). Le due giunte sono fra l’altro di colore politico diverso.</p>
<h2>Savona, tra crisi e senilizzazione</h2>
<p>Nel frattempo, con mio grande dispiacere visto che la adoro, Savona – coi suoi straordinari patrimoni ma al contempo una crisi ed una senilizzazione implacabile &#8211; continua a latitare dagli atlanti turistici, tanto che perfino una content writer (savonese) molto attiva scrive: “<em>Ma </em><strong>cosa</strong><em> c’è da</em><strong> vedere a Savona</strong><em>? A Savona ci sono le spiagge?</em> <em>Ne ho sentito parlare, passavo in autostrada per andare a Noli… </em>Queste sono solo alcune delle frasi che, da local, mi sono sentita rivolgere quando mi è capitato di parlare con conoscenti di altre regioni riguardo Savona, quel capoluogo spesso sconosciuto e “anonimo”, messo in ombra da perle della sua provincia come Alassio, Noli, Varigotti, Finalborgo, tanto per citarne alcune. Così, pochi si chiedono cosa vedere a Savona e la considerano come una “città portuale e industriale”, zona di mero passaggio…”</p>
<p>Savona la città della Tirreno Power? Eppure no, se trovo ad accogliermi ogniqualvolta mi ci reco la darsena e le torri, il Priamar, i carruggi e i palazzi del centro storico, i musei, il teatro intitolato a Chiabrera, i suggestivi santuari e conventi, le ville e le fortificazioni, le tradizioni fra cui sua maestà la ceramica, gli echi del liberty e del futurismo (e delle litolatte), la gastronomia coi suoi deliziosi finger food, farinata bianca e fette di panissa fritta…</p>
<p>Tuttavia, come ben sa chi pratichi il mio mestiere (marketing ed enogastronomia), il territorio è come un hardware, il quale non può funzionare senza un software di capacità specifiche. A Savona sono evidentemente scarseggiate specifiche professionalità, formatori, managerialità &#8211; come si suol dire &#8211; future oriented, e capaci di traghettare la città verso scenari di <strong>riqualificazione, internazionalizzazione, coesione</strong>, indispensabili per affacciarsi al proscenio <a href="https://iris.polito.it/retrieve/e384c42e-211d-d4b2-e053-9f05fe0a1d67/MC%20e%20SLS.pdf">https://iris.polito.it/retrieve/e384c42e-211d-d4b2-e053-9f05fe0a1d67/MC%20e%20SLS.pdf</a>. In àmbito turistico, un decennio equivale ormai ad un’era geologica, e i segmenti di domanda tendono sempre più a prefigurare e modellare il viaggio già online, acquistando esperienze immersive, sensoriali, ad alto tasso di relazione con gli abitanti e le quotidianità visitate…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/007.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23552" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/10/007-300x276.jpg" alt="007" width="300" height="276" /></a>Oggi, analizzando con serietà, e senza il pregiudizio, studi accademici e report statistici di varia natura, circa Savona il quadro complessivo mostra ombre assai più che luci.</p>
<p>Nel 2013 un ottimo saggio interdisciplinare, “Crisi di una città. Savona tra la fine dell’industria e il neoliberismo” (ed. Cappello), aveva già sottolineato i traumi di un passaggio epocale mal gestito, fra le mille contraddizioni di un modello di sviluppo funesto: cemento e consumi di suolo, enfasi sul turismo e sul cosiddetto terziario avanzato, crollo demografico, regresso industriale, stasi economica e via via dinamiche di polarizzazione delle classi sociali.</p>
<p>Savona viene così definita una città “improduttiva” poiché almeno dagli inizi del nuovo millennio non crea valore aggiunto dalle fonti primarie e secondarie della semplice produzione seriale di merci (industria, agricoltura, costruzioni). L’ultima sua “competitività” autentica risalirebbe in tal senso al dopoguerra&#8230;</p>
<p>Oggi per qualità della vita è posizionata in basso, al 59mo posto – scendendo di 6 rispetto all’anno precedente &#8211; nella graduatoria nazionale redatta da Il sole24 ore, e riprenderò un attimo tale aspetto nell&#8217;ultima frase di questo pezzo.</p>
<p>Si noti che il censimento del 1971 vi aveva conteggiato 80mila abitanti, oggi ridotti a 58.500 (-3,7% rispetto al 2012), internamente ad un trend calante che da almeno 25 anni pare proseguire spedito. Le cause di solito vengono soprattutto imputate allo sgretolamento del modello produttivo creatosi negli anni ’60, che aveva costituito il fattore determinante per la crescita dell’urbanizzazione.</p>
<p>E si è assistito negli ultimi anni, last but not least, anche ad una desertificazione dei negozi (quasi 300 le saracinesche chiuse in 10 anni) e dei bar (quasi 70), da dati Confcommercio e Centro studi Tagliacarne. Si tratta peraltro di chiusure in molti casi “definitive”, anche per mancanza di ricambio generazionale. Affitti in crescita, pressione fiscale e aumento dei costi energetici stanno del resto provocando &#8211; non solo a Savona &#8211; un’ecatombe in molti centri storici e aree di pregio (si rischia fra un paio di decenni l’irreversibilità, e l’insediamento delle mega-superfici). Non a caso, per Genova ho letto con interesse un decalogo di interventi proposti da Fabio Ceraudo.</p>
<p>La pesante crisi socioeconomica, peraltro, sollecita a Savona urgenze anche di nuovo segno (legate a solitudine esistenziale, crisi relazionali, consumo di psicofarmaci antidepressivi…) per la peculiare demografia cittadina, la quale presumo compartecipi ad alcune metropoli giapponesi – Kyoto, Osaka &#8211; il record dei cluster più anziani, e parallelamente vede i giovani migrare, per via anzitutto del lavoro precario e del costo della vita. E a Savona, inoltre, stanno aumentando la povertà relativa e la povertà assoluta (se la prima non impedisce di sopravvivere, comunque impedisce di fruire di molti beni e servizi). Il quadro &#8211; più ad ombre che luci &#8211; da me tracciato è un mix di dati e riflessioni che chiunque, con un minimo di acribia, potrà trovare sul web.</p>
<p>Parlare di turismo a Savona richiederà dunque “contestualizzazioni” ben precise. Rammentando che il turismo non è una panacea, e che, dove la qualità della vita è bassa, anche l’esperienza turistica rischia di venir penalizzata (insomma, i passaparola positivi, in un&#8217;era &#8220;virale&#8221; come questa, occorre guadagnarseli e poi confermarli).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Grilletto</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 09:00:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Grilletto è un vassoio (non di lusso), classicamente per condire, ravioli gnocchi pasta. E classicamente di ceramica. L’etimo è discusso, grilet in Piemonte è l&#8217;insalatiera, dall&#8217;occitano, forse da un termine latino che indicava il graticcio&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/grilletto/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Grilletto è un vassoio (non di lusso), classicamente per condire, ravioli gnocchi pasta. E classicamente di ceramica. L’etimo è discusso, grilet in Piemonte è l&#8217;insalatiera, dall&#8217;occitano, forse da un termine latino che indicava il graticcio&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Celle Ligure, fra acciughe e preboggion</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 11:37:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; in edicola il nuovo numero di LiguriaFood, edito dalla savonese Sabatelli. Come sempre, il magazine bimestrale informa su temi e situazioni d&#8217;attualità in àmbito food&#38;wine. Siamo ormai giunti (come vola il tempo!) al numero 33, dunque un&#8217;affermazione importante per quel progetto che Luisa Puppo ed io avevamo ritenuto &#8220;meritorio&#8221; sin dal primo numero, anche ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/celle-ligure-fra-acciughe-e-preboggion/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/cabannina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21442" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/cabannina-300x168.jpg" alt="cabannina" width="300" height="168" /></a>E&#8217; in edicola il nuovo numero di <strong>LiguriaFood</strong>, edito dalla savonese Sabatelli.<br />
Come sempre, il magazine bimestrale informa su temi e situazioni d&#8217;attualità in àmbito food&amp;wine.<br />
Siamo ormai giunti (come vola il tempo!) al numero 33, dunque un&#8217;affermazione importante per quel progetto che <strong>Luisa Puppo</strong> ed io avevamo ritenuto &#8220;meritorio&#8221; sin dal primo numero, anche perché avrebbe colmato un grave vuoto nel panorama editoriale di Liguria&#8230;<br />
Il lettore, dietro una bella copertina dedicata alla sola mucca autoctona della regione, la cabannina, un animale agile e a doppia vocazione (mungitura e carni), troverà &#8220;viaggi&#8221; del gusto quanto mai intriganti.<br />
Chi ama leggermi, questa volta m&#8217;incontrerà a <strong>Celle Ligure</strong>, località del Ponente savonese entrata in questi giorni &#8211; meritatamente &#8211; nel circuito dei &#8220;Borghi più belli d&#8217;Italia&#8221;.<br />
Il blu del suo mare, la grazia del centro storico e di alcune frazioni, e la tradizione della <strong>ceramica</strong> condivisa con le Albisole e Savona la rendono infatti luogo perfetto per esperienze a 360°.<br />
Ho cercato come sempre, nell&#8217;articolo, d&#8217;alternare altre voci alla mia, tra una citazione sulle <strong>arbanelle d&#8217;acciughe</strong> dell&#8217;indimenticato <strong>Gino Veronelli</strong> (persona ch&#8217;ebbi il privilegio di conoscere) e una &#8220;ricetta&#8221; very very local del <strong>preböggiön</strong>, perfetto in insalata coi nostri esaltanti <strong>extravergine DOP</strong> oppure per farcire profumati <strong>pansoti</strong> (chi non ami la salsa di noci, gloria dei mortai, li sperimenti con burro fuso a bagnomaria e salvia&#8230;). E chi voglia conoscere &#8211; e cucinar &#8211; meglio il preböggiön, s&#8217;appoggi come sempre all&#8217; &#8220;alfabeto del gusto&#8221; di Ligucibario® (<a title="ligucibario preboggion" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/preboggion/" target="_blank">link</a>), dove individuare anche i migliori abbinamenti enologici. Cin cin!<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Savona… e turismo?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 10:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Savona e turismo: una prospettiva per la quale occorrono specialisti di settore e gruppi di lavoro. Sul blog indipendente “Trucioli”, anno XI, numero 23 del 19 gennaio scorso, con grande interesse ho letto la lunga intervista rivolta a Silvia Bottaro, savonese doc e persona che da decenni milita (il verbo è perfetto) nella valorizzazione dei ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/savona-e-turismo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/023.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21355" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/01/023-225x300.jpg" alt="023" width="225" height="300" /></a>Savona e turismo: una prospettiva per la quale occorrono specialisti di settore e gruppi di lavoro.</strong></h2>
<p>Sul blog indipendente “Trucioli”, anno XI, numero 23 del 19 gennaio scorso, con grande interesse ho letto la lunga intervista rivolta a Silvia Bottaro, savonese doc e persona che da decenni milita (il verbo è perfetto) nella valorizzazione dei beni culturali.<br />
Persona che io annovero fra le mie amicizie sincere e migliori, perché donna di grande preparazione e mossa sempre da vibranti, generosi, talora indignati pathos… Da una dozzina d’anni, ormai, collaboriamo su alcune iniziative, e talvolta ci incontriamo – a Savona, a San Giacomo di Roburent, a Calizzano… &#8211; anche per una semplice chiacchierata intorno ad un aperitivo (nel suo caso, purtroppo, analcolico).<br />
Come sempre, nell’intervista a “<a href="https://www.truciolisavonesi.it/" target="_blank">Trucioli</a>” Silvia rievocava anche la Savona di ieri, dei quartieri, delle botteghe, degli incontri preziosi. Per poi approdare, tuttavia, alla Savona di oggi, città demograficamente anzianissima, dalle economie “statiche”, dai dualismi frequenti, eterna promessa turistica-crocieristica da compiersi.<br />
I decenni vissuti promuovendo arte ed eventi consentono a Silvia riflessioni più che corrette. Silvia stessa non è un’esperta di turismo (né mai si è dichiarata tale), e ciò ancora una volta rivelerebbe quanto siano importanti le contaminazioni fra saperi, caso per caso creando task force “multidisciplinari” orientate a progetti misurabili, realistici, concreti, scadenzati.</p>
<h2><strong>Turismo, una scienza cartesiana per task force multidisciplinari</strong></h2>
<p>Il turismo è peraltro come la nazionale di calcio, tutti – anche i meno titolati a parlare – pontificano circa la squadra vincente. Ma il turismo è in realtà una disciplina cartesiana, in costante divenire, che poggia su rilevazioni e swot analysis specifiche, e su analisi della domanda (target profiling, psicografie) che non tutti sono in grado di realizzare bene&#8230; Io stesso, che nel marketing e nella formazione turistica opero da 25 anni e che a tali temi ho dedicato tanta saggistica (<a title="libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>), “specializzandomi” proprio sulla mia regione d’origine, continuamente rimodello il mio know how (in 25 anni è mutato un mondo) e i miei metodi di lavoro. Mindmap, griglie di competitività, analisi di casi-studio, format per l’ideazione di itinerari esperienziali sono ormai una quotidianità con cui ho “sostituito” il passato, quello della Liguria ipermatura, “camera+sdraio”, la Liguria quasi esclusivamente balneare. Oggi la Liguria può esser tanto altro.</p>
<h2><strong>Turismo in Liguria, criticità e scenari</strong></h2>
<p>Il focus su Savona non può prescindere dalla visione di insieme sulla Liguria: un territorio splendido ma che, non da oggi, integra imperfettamente coste ed entroterra, non destagionalizza più di tanto le proprie offerte, propone un check in non sempre “sistemico” e client oriented. Il tessuto di microimprese – non di rado a gestione famigliare &#8211; che caratterizza i comparti turismo -commercio-agricoltura-artigianato tende a denotare a propria volta dinamiche quanto mai specifiche, fra cui da un lato l’abnegazione e la flessibilità, ma dall’altro la migliorabile dimestichezza con le lingue, il modesto presidio di web e social, e un’attitudine allo storytelling certamente rinforzabile…<br />
Occorrerebbe dunque una strategia operativa di ampio respiro, impegnativa, che forse, nell’immediato, poco ripagherebbe &#8220;elettoralmente&#8221; ma, sul medio e lungo periodo, coerente ad una Liguria finalmente intesa – nel suo insieme &#8211; come “destinazione del buonessere”.</p>
<h2><strong>Savona, un caso-studio?</strong></h2>
<p>Quanto a Savona, la città – che personalmente adoro – ha patrimoni heritage e gastronomici innumerevoli, che la legano anche alla cosiddetta “baia della ceramica” e potrebbero posizionarla meglio su un atlante delle mete “far from the madding crowd”… Infrastrutturata in senso autostradale e ferroviario, è di fatto apprezzabile <strong>365 giorni l’anno</strong>, e potrebbe parzialmente candidarsi anche a forme di turismo business, anzi “bleisure”.<br />
Savona, inoltre, disporrebbe anche di alcune professionalità significative, non a caso la mia società di consulenza talvolta là coopera con esperti di finanza, di marketing e editori locali, ecco le task force cui accennavo. Credo peraltro che in tutto il Paese sarebbe opportuno che gli amministratori &#8220;verificassero&#8221; chi opera sul territorio, se vi sono competenze ad hoc, perché chi opera sul territorio possiede sovente una conoscenza delle autentiche risorse e dinamiche regionali/locali&#8230; Ha il polso della situazione. Sarebbe quindi ovunque opportuno che prevalesse la filosofia dell’unicuique suum (a Milano dicono “ofelè fa el to mesté”…), che la concertazione pubblico-economica individuasse soggetti, dalle competenze ed esperienze specifiche, con cui fare squadra e cui materialmente affidare &#8211; off e online, per così dire &#8211; il design del turismo a venire e &#8211; non ultima! &#8211; la formazione ad imprese del settore e giovani che vogliano entrarvi.<br />
Il turismo è oggi una dimensione globale, deregolamentata, turbolenta, e dove di continuo irrompono nuovi competitor. Una dimensione in cui un decennio costituisce un’era geologica, e pertanto non disponiamo più, e mai, d’altro tempo da perdere…<br />
Presumo d’esser stato eloquente (con un affettuoso abbraccio a Silvia).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Gran finale &#8220;artigiano&#8221; all&#8217;Università</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2022 08:27:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’ottava lezione, a cura di Luisa Puppo e mia, ha concluso il Laboratorio di turismo esperienziale “Turismo dei saperi e dei sapori” presso il Polo universitario d’Imperia (Porto Maurizio), 24 ore e 3 crediti formativi. L’iniziativa, ormai felicemente consolidata, nasce da un protocollo-quadro che il Dipartimento di Economia (corso in Scienze del turismo) ha siglato ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gran-finale-artigiano-alluniversita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/DSCN2050.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20970" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/05/DSCN2050-300x225.jpg" alt="DSCN2050" width="300" height="225" /></a>L’ottava lezione, a cura di Luisa Puppo e mia, ha concluso il Laboratorio di turismo esperienziale “Turismo dei saperi e dei sapori” presso il Polo universitario d’Imperia (Porto Maurizio), 24 ore e 3 crediti formativi.</p>
<p>L’iniziativa, ormai felicemente consolidata, nasce da un protocollo-quadro che <strong>il Dipartimento di Economia (corso in Scienze del turismo) ha siglato con CNA Liguria</strong>, anche al fine di “avvicinare” i giovani, che saranno le professionalità del turismo a venire, all’ampio settore delle imprese artigiane, del “fare” locale, degli atelier e delle botteghe storiche, dei casi studio che molto mondo ci invidia&#8230;</p>
<p>Non a caso, l’aula ha “frequentato” anche il portale <em>Artigiani in Liguria</em> che da alcuni anni promuove le eccellenze liguri sul web.</p>
<p>L’ottava lezione è valsa in particolare ad analizzare i mini project work di <strong>turismo esperienziale</strong> redatti dall’aula in base al format operativo da noi specificamente proposto, per conferire realismo e concretezza alla &#8220;esercitazione&#8221;: il basilico di Pra’, la montagna torinese, il parmurelo bordigotto e gli habitat del Dianese (terra di splendidi ulivi e ortaggi) sono stati le tematiche e gli scenari prescelti rispettivamente da Federica, Irene, Giancarlo e Sara.</p>
<p>Da parte di Luisa Puppo e mia il bilancio è ancora una volta lusinghiero (malgrado l&#8217;esiguo numero di ore a disposizione); l’aula si è applicata con impegno per non dire <strong>con entusiasmo</strong>, acquisendo metodologie che le saranno utili nel domani lavorativo e – last not least! &#8211; approfondendo la conoscenza del territorio ligure, dei suoi &#8220;percorsi&#8221; tematici, e delle sue peculiarità tradizionali, fra cui <strong>ceramica, filigrana, arte vetraria, produzioni agroalimentari</strong>…, ma anche startup di successo legate ad esempio al settore della brassificazione.</p>
<p>L’appuntamento “finale”, benché extra corsuale, da segnare in agenda è ora in <strong>Sassello</strong> (SV), dove all’inizio di luglio si svolgerà una Giornata di lavori centrata sul genius loci come valore d’offerta turistica, e dove gli studenti potranno quindi presentare dinanzi a audience qualificate &#8211; fra le quali il Sindaco e Presidente dell&#8217;Ente parco Beigua <strong>Daniele Buschiazzo</strong> &#8211; quel che hanno appreso e svolto.</p>
<p>Ad maiora! &#8230;e un saluto particolare alla Professoressa Ambrosino, coordinatrice del corso, cui ci lega un rapporto di stima e cordialità.</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Torino, il futurismo in cucina</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 13:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Torino, il futurismo e Farfa In un ventoso ma assolato pomeriggio torinese Silvia Bottaro ed io, ospiti del Circolo degli artisti, uno degli enti culturali più antichi*, illustri e vivi d’Italia (1847), abbiamo raccontato davvero senza risparmiarci la figura di Farfa (1879-1964) e la cucina futurista, poiché questo poliedrico artista contribuì con 7 “ricette” anche ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/torino-il-futurismo-in-cucina/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/torino-il-futurismo-in-cucina/">Torino, il futurismo in cucina</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/torino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20906" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/torino-216x300.jpg" alt="torino" width="216" height="300" /></a></p>
<h2>Torino, il futurismo e Farfa</h2>
<p>In un ventoso ma assolato pomeriggio torinese <strong>Silvia Bottaro ed io</strong>, ospiti del <em>Circolo degli artisti</em>, uno degli enti culturali più antichi*, illustri e vivi d’Italia (1847), abbiamo raccontato davvero senza risparmiarci <strong>la figura di Farfa (1879-1964) e la cucina futurista</strong>, poiché questo poliedrico artista contribuì con 7 “ricette” anche al libro di cucina edito da <strong>Marinetti</strong>, presso l’editore Sonzogno, nel 1932&#8230;<br />
Nei giardini reali dinanzi alla palazzina ottocentesca del <em>Circolo</em>, Silvia Bottaro – che a Savona conobbe Farfa personalmente &#8211; ha condiviso, col consueto rigore documentario, momenti e aneddoti anche spassosi di un “miliardario della fantasia” che distribuì la propria esistenza fra la natia Trieste asburgica, Torino, e varie località della Liguria di ponente e del Piemonte montano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Torino e la cucina futurista &#8211; la Taverna del Santopalato</h2>
<p>Tutto è confluito, compresa preziosissima documentazione fotografica, nel volume “<strong>Vite di Farfa. Lettere, incontri, amicizie, successi</strong>” che Silvia Bottaro ha dato alle stampe qualche mese fa, e al quale io ho contribuito con un capitolo a sfondo gastronomico, perché quando Marinetti si scagliò contro la pastasciutta Farfa fu tra i primi a battersi in difesa dei <strong>ravioli</strong> (carnale lettera d’amore in busta color crema) e del <strong>pesto</strong> (salsa smeraldo), e risultò anche tra i protagonisti, declamanti ça va sans dire, di un’animata cena svoltasi a Chiavari nel 1931&#8230;<br />
Le sue 7 ricette s’intitolano (alcune formule dicono già tutto…) bianco e nero, terra di Pozzuoli e verde veronese, fragolamammella, garofani allo spiedo, carota+calzoni=professore, caffèmanna, senato della digestione.<br />
<strong>Torino</strong>, città che adoro (non solo negli sfarzi sabaudi) e che conosco bene anche per ragioni di lavoro (bene ma purtroppo mai abbastanza), peraltro vide all’opera un nutrito gruppo di futuristi, in primis l&#8217;instancabile <strong>Fillia</strong> (che collaborò al ricettario di Marinetti e che morì appena 32enne), nonché Farfa, Tullio Bracci (Kiribiri), Ugo Pozzo, Mino Rosso, Pippo Oriani, Paolo Alcide Saladin, l&#8217;immenso Nicolay Diulgheroff, architetto che ritroviamo sulle rive del Sansobbia… Non a caso a Torino s’inaugurò l’8 marzo 1931 in via Vanchiglia 2 – con una cena di 14 portate &#8211; la <em>Taverna del Santopalato</em>, arredata come l’interno di un sommergibile, si favoleggia addirittura di asciugamani di latta&#8230;<br />
Su questi temi lo scorso settembre <strong>Ligucibario®, grazie alla sponsorship di Banca Generali e con enorme successo</strong>, ha messo in scena presso il <em>Soleluna</em> di Albissola** e con l’aiuto di Emanuela Baccino una futurcena in 4 portate, ideazione di futuristi diversi (uova divorziate, risotto all’alchechengio, cotoletta tennis, fragolamammella), cui venne abbinato anche un futurdrink creato proprio per l’occasione da un docente di sala e bar.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/trio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20912" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/trio-300x219.jpg" alt="smart" width="300" height="219" /></a>Quella sera, restata impressa nei ricordi di molti, tra i convenuti presenziò anche Dario Sabatelli, figlio di <strong>Marco Sabatelli</strong>, editore che sostenne sempre con entusiasmo e sagacia il futurismo, e che tuttora annovera in catalogo opere splendide e fondamentali su quell’avanguardia (e quel tempo) irripetibile.<br />
Quanto a Farfa, sepolto poveramente a Sanremo (dove nel 1964 fu investito da un&#8217;auto), basti dire che perfino la sua ultima performance savonese (&#8220;I più vasti orizzonti&#8221;, 1948, scritto con Acquaviva) terminò verso il terzo atto alla maniera futurista, con caciare e proteste&#8230; Farfa, indocile farfalla.</p>
<h2>Torino, suggerimenti golosi</h2>
<p>Amico Lettore, se infine ti fosse venuto appetito e gradissi anche qualche suggerimento per i pranzi e le cene, la augusta “capitale” del Piemonte non offre che l’imbarazzo della scelta.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/piazzona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20911" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/piazzona-257x300.jpg" alt="smart" width="257" height="300" /></a>Stavolta, se possono valerti come suggerimento, il sabato a pranzo ho apprezzato un tris di tartare con meravigliose patate alla cenere presso l’agrihamburgeria slow fast food <em>M**Bun</em>, giovanile ed efficiente, in via Rattazzi, vicino alla stazione di Porta Nuova e all’hotel dove alloggiavo.<br />
Il sabato a cena perfetti agnolotti della tradizione, col sugo del brasato, e sorbetto al Barolo chinato presso l’<em>Osteria degli ottoni</em>, d’atmosfera e curata, in via Pomba, eccellente carta dei vini.<br />
La domenica a pranzo una chicken salade con crostini e un magnifico gelato gusti crema “Meno 18” presso <em>La fermata</em>, format assai versatile (trovi anche farinata, pizza, primi…), in via Mazzini.<br />
Infine la domenica a cena un bol (scrigno di pane artigianale lievitato con pasta madre) farcito con sugo di melanzane alla norma presso la <em>Bol House</em>, colorata e frequentata, in via San Francesco da Paola (pochi metri dall’angolo con la celebre via Po).<br />
Ovunque, come sempre a Torino (<strong>e ben più che altrove ove tanto si ciancia di turismo?)</strong>, molta cortesia, e conto finale senz’allarmi.<br />
Buon appetito e a presto!<br />
* il <em>Circolo</em> dispone anche di un importante archivio-biblioteca, nella sede storica di Palazzo Graneri della Roccia<br />
** la ceramica albissolese deve molto al futurismo, e viceversa<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Futuristi per una sera</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 16:03:37 +0000</pubDate>
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<p>Venerdì 17 settembre è infatti andata in scena, ai Soleluna Village di <strong>Albissola Marina</strong>, qualcosa in più d’una <em>futurcena</em>.</p>
<p>E sono occorsi giorni e giorni per organizzarla. Un grazie immediato, dunque, a <strong>Emanuela Baccino</strong>, che ha saputo tenere i contatti con i tanti protagonisti, gestire ben 112 prenotazioni, e poi coordinare un perfetto svolgimento della serata (che io volevo coinvolgente nei contenuti, polisensoriale, ricca di colpi di scena).</p>
<p>E a <strong>Maurizia Spotorno</strong> di Banca Generali (main sponsor dell’evento), albissolese doc ma anche collezionista d’arte contemporanea e anima sensibile circa i destini culturali del territorio.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131309636_6845654880532737436.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20607" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131309636_6845654880532737436-212x300.jpg" alt="facebook_1632131309636_6845654880532737436" width="212" height="300" /></a>Serata durante la quale <strong>Silvia Bottaro</strong>, storica dell’arte, intervistata da <strong>Luisa Puppo</strong> ha raccontato la figura di <strong>Farfa</strong> (7 sue ideazioni culinarie appaiono nel ricettario di Marinetti e Fillia, leggimi <a title="assaggi di farfa, umberto curti" href="https://www.liguriafood.it/2021/03/19/la-cucina-futurista-assaggi-farfa/" target="_blank">a questo link</a>) e l’appassionante vicenda dei “<strong>libri di latta</strong>” prodotti da Nosenzo a Zinola.</p>
<p><strong>Paolo Casazza</strong>, architetto, ha tratteggiato un ricordo di <strong>Antonio Sant’Elia</strong>, caduto 25enne nel primo conflitto mondiale, ma di cui ci rimangono disegni progettuali d’una modernità sbalorditiva. La sua “città nuova”, che sviluppa la fruizione su 4 diversi livelli, da un lato quasi prefigura scene del “Metropolis” di Fritz Lang, dall’altro ha essenzialità e verticalismi degni di un Bauhaus ancora di là da venire, o di un Le Corbusier…</p>
<p><strong>Dario Sabatelli</strong> &#8211; che ha fra l&#8217;altro realizzato locandina e listavivande della manifestazione &#8211; ha intrattenuto il pubblico tramite alcuni aneddoti riguardanti la figura del padre, Marco Sabatelli, “nume” editoriale del futurismo e della ceramica liguri, riferimento indispensabile d’una stagione artistica senza eguali e che anche in Liguria incise segni duraturi in tutte le discipline della creatività.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131248163_6845654622698920036.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20608" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131248163_6845654622698920036-300x300.jpg" alt="facebook_1632131248163_6845654622698920036" width="300" height="300" /></a>Ceramica</strong>, dicevo… Non potevano quindi mancare né <strong>Tullio Mazzotti</strong>, seduto proprio al tavolo di Dario Sabatelli, né i magnifici piatti di “<strong>Pierluca</strong>” (Dario Bevilacqua), che per l’occasione ha arredato il palco con la sua gagliardissima linea “Futurismo 3.0”.</p>
<p>Grazie poi alla giovanissima <strong>Elisabetta Tori</strong>, per le sue espo-proiezioni “Futurismo e scontorni”, e ad <strong>Abaton</strong>, che ha omaggiato le ospiti con un cofanetto-cadeau ovviamente al profumo di <strong>chinotto</strong> savonese.</p>
<p>Grazie agli staff di Soleluna Village, davvero dal lavoro e dall’adesione di tutti è originata questa iniziativa che credo possa aver gettato un seme buono. Avrei voluto chiamar fuori per un meritato applauso <strong>lo chef Stefano Martinengo coi suoi Davide Minuto e Andrea Didio</strong>, ma l’ora tarda li aveva già indotti a cercare un riposo ristoratore in vista degli impegni dell’indomani…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0004.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20609" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0004-300x280.jpg" alt="IMG-20210910-WA0004" width="300" height="280" /></a>Uova divorziate, risotto all’alchechingio, cotoletta tennis e fragolemammelle hanno rappresentato per la brigade de cuisine una sfida vinta sin dal momento in cui venne accettata.</p>
<p>Grazie a <strong>Stefano Franchini</strong>, mescitore marinettiano quasi dada, il cui futurdrink ha riscosso uno tsunami di consensi, giocato com’era anche su alcuni contrasti gusto-olfattivi: Corochinato lavato nel burro d’arachidi, sugo d’ananasso, peperoncino scaldanatica, lattuga di mare, ghiaccio di chinotto. Mi proponeva, adesso, di lavorare sul tema Depero&#8230;, e come potrebbe Ligucibario rispondergli di no?</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20610" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0005-225x300.jpg" alt="IMG-20210910-WA0005" width="225" height="300" /></a>Grazie infine, last but not least, a <strong>Nicoletta Negro</strong>, vicesindaco di Albissola Marina e assessore alla cultura, ceramica e pubblica istruzione, dalle cui mani ho ricevuto la dettagliata guida di Daniele Panucci sulla casa-museo di <strong>Asger Jorn</strong>, luogo di bellezza ormai finalmente, pienamente fruibile dal pubblico (amici lettori, se non lo conoscete, visitatelo al più presto).</p>
<p>Ad maiora…</p>
<p>In un momento nel quale giungono agli appassionati di futurismo e dell’arte tante buone notizie (<strong>Casa Balla</strong> a Roma aperta al pubblico, l’arrivo a Milano della <strong>collezione Mattioli</strong>…), “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!”. Appuntamento <strong>sabato 2 ottobre alle 16.30 presso la sede centrale di Banca Carige in corso Italia a Savona</strong>, dove converseremo proprio sul libro che recentemente Silvia Bottaro ha dedicato a Farfa e che contiene un mio capitolo a tema&#8230;futur-food.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Futurcena, ormai ci siamo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 16:33:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/MANIFESTO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20600" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/MANIFESTO-300x300.jpg" alt="MANIFESTO" width="300" height="300" /></a>I “Soleluna village” ieri hanno dichiarato (felicemente) il <strong>sold out</strong>, a quota 112 prenotazioni non occorre neanche più il videotrailer appositamente girato (<a title="ligucibario futurcena albissola" href="https://www.youtube.com/watch?v=RzTaGcZyfzI" target="_blank">link</a>), e non ci sarebbe stato modo di convincere la cucina ad accettarne altre…</p>
<p>Giunge così alla propria meta l’idea di Ligucibario® di una <em>futurcena</em> il 17 settembre sul litorale di <strong>Albissola Marina</strong>, quasi un arrivederci all’estate ma coi colori e i sapori di una stagione culturale esplosiva, che segnò la storia dell’arte mondiale.</p>
<p>La futurcena in 5 atti (<strong>polibibita, uova divorziate, risotto all’alchechingio, cotoletta tennis, fragolamammella, e vini in abbinamento</strong>) non sarà peraltro solo una cena. Molte persone, cui quasi sempre mi lega un rapporto di amicizia, e mi riferisco a storici dell’arte, editori, architetti…, hanno contribuito a renderla un momento polisensoriale, sfaccettato, ricco di voci e contenuti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/Cornice_page-0001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20601" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/Cornice_page-0001-300x199.jpg" alt="Cornice_page-0001" width="300" height="199" /></a>Personalmente non vedo l’ora di ascoltare <strong>Luisa Puppo</strong> allorché “intervisterà” <strong>Maurizia Spotorno</strong> di Banca Generali (main sponsor), la critica d&#8217;arte <strong>Silvia Bottaro</strong>, autrice di studi sulle <em>litolatte</em> e su Farfa, l&#8217;architetto <strong>Paolo Casazza</strong> che ci raggiunge da Vigevano per raccontare Sant&#8217;Elia, l&#8217;editore <strong>Dario Sabatelli</strong>, figlio di Marco…, e poi via che si va – come scriverebbero i futuristi – verso il drink ideato dal <em>mescitore</em> <strong>Stefano Franchini</strong> e verso l’intera esperienza conviviale e gustativa!</p>
<p>Tutto, quel venerdì ai “Soleluna village” racconterà futurismo, perfino i tavoli sono stati intitolati a <strong>Marinetti, Boccioni, Depero, Farfa</strong>… Oggetti, ceramiche, proiezioni, mise en place, musiche, e un appassionante contest finale contribuiranno ad una serata da ricordare.</p>
<p>Futuristi per una sera! A chi ci sarà, non occorre spiegar nulla. Chi non ci sarà, non potrà mai capire… Rubo questa frase ad Alessandro Minetti, il padrone di casa, il suo progetto imprenditoriale dei “Soleluna village” nel 2000 fu futurista, ma è durato assai bene nel tempo… Gimme five!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/futurcena-ormai-ci-siamo/">Futurcena, ormai ci siamo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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