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	<title>Ligucibario &#187; archeogastronomia</title>
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		<title>Grani antichi e farine: come stanno cambiando il pane</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Dalla conferenza “In principio fu il pane” una riflessione su cereali, qualità e consapevolezza alimentare Sabato 28 marzo, nel Palazzo Vescovile di Savona, ho tenuto la conferenza “In principio fu il pane”, dedicata al ruolo dei cereali e delle farine nella storia dell’alimentazione e nella costruzione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/grani-antichi-e-farine/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29871" style="width: 262px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/pane-savona-francesco.jpg"><img class="size-medium wp-image-29871" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/pane-savona-francesco-252x300.jpg" alt="silvia bottaro (assoc. aiolfi)  introduce umberto curti" width="252" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">silvia bottaro (assoc. aiolfi) introduce umberto curti</p></div>
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<h2>Dalla conferenza “In principio fu il pane” una riflessione su cereali, qualità e consapevolezza alimentare</h2>
<p><em>Sabato 28 marzo, nel Palazzo Vescovile di Savona, ho tenuto la conferenza “In principio fu il pane”, dedicata al ruolo dei <strong data-start="253" data-end="264">cereali</strong> e delle <strong data-start="273" data-end="283">farine</strong> nella storia dell’alimentazione e nella costruzione della <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dieta-mediterranea/" target="_blank"><strong data-start="342" data-end="415">dieta mediterranea</strong></a>. Nel corso dell’incontro ho affrontato temi quali cereali, farine, glutine, <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-da-sempre-amico-dei-grani-antichi/" target="_blank"><strong data-start="492" data-end="564">grani antichi</strong></a>, lievitazioni e qualità delle materie prime, cercando di restituire complessità e profondità a ciò che troppo spesso diamo per scontato: il valore del cibo come espressione di cultura, territorio e consapevolezza, e il significato profondo di alimenti quotidiani come il pane artigianale e le produzioni locali, apparentemente semplici ma in realtà ricchi di implicazioni culturali, nutrizionali e persino identitarie.</em></p>
<p data-start="952" data-end="1261"><em>In questo contesto, ho anche sottolineato l’importanza di scegliere prodotti di qualità e di filiere controllate, come l’<a href="https://www.ligucibario.com/bevi-solo-extravergine/" target="_blank"><strong data-start="1073" data-end="1152">olio extravergine DOP</strong></a>, che accompagna molte delle nostre ricette e rappresenta un elemento centrale della tradizione gastronomica mediterranea, simbolo di qualità alimentare e filiere controllate.</em></p>
<h2>La mostra “Il pane nell’800º della morte di San Francesco”</h2>
<p>Su invito dell’amica Silvia Bottaro, infaticabile promotrice culturale per l’associazione “R. Aiolfi”, il 28 marzo ho con piacere tenuto nel Palazzo Vescovile di Savona la conferenza “<a href="https://www.ligucibario.com/pane-e-farine/" target="_blank">In principio fu il pane</a>”, dedicata a grani antichi e farine, la quale ha inaugurato gli eventi della mostra che celebra anche l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi.</p>
<p>Il pubblico era quello delle grandi occasioni, e mi felicito con gli organizzatori perché l’iniziativa ha meritato qualificati patrocini e molteplici attenzioni da parte dei mass media. Mi permetto dunque, come ho già scritto qui su Ligucibario®, di suggerire sia la visita alle oltre 50 opere esposte (Gigi Caldanzano, Elena Pongiglione, Nani Tedeschi…), sia la partecipazione a quegli speech di insigni studiosi, nonché a concerti e visite guidate, che si susseguiranno sino all’11 aprile.</p>
<h2>Pane, grani antichi e farine, filiere corte: consapevolezza alimentare e salute</h2>
<p>Da parte mia, il 28 marzo ho conversato di <a href="https://www.ligucibario.com/archeogastronomia-mediterraneo/" target="_blank">archeogastronomia</a>, grani antichi e farine, pane, cereali, lievitazioni (con un focus sui pre-impasti &#8211; non solo <a href="https://www.ligucibario.com/29-settembre-pasta-madre-day/" target="_blank">pasta madre</a>), glutine, cercando di sensibilizzare l’audience – un’audience quanto mai attenta e partecipe – su alimenti “quotidiani” che risultano conosciutissimi ma al tempo stesso sconosciuti o quasi. <a href="https://www.ligucibario.com/buon-grano-salute-a-tavola/" target="_blank">Buon grano, salute a tavola</a> è tema che spesso ricorre nelle mie docenze e nella mia attività di divulgatore etnogastronomico.</p>
<p>Oggi che l’antropocene attenta anche alla nostra salute, il buonessere e la prevenzione di molti disturbi passano attraverso acquisti più consapevoli (saper <a href="https://www.ligucibario.com/fare-la-spesa/">fare la spesa</a> include anche approfondimenti su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kgoywxQZcWg" target="_blank">grani antichi e farine</a>), capacità di “decifrare” la qualità dei prodotti sin dalle etichette, abbreviazione delle filiere commerciali verso la filiera corta…<br />
Le cultivar autoctone e i prodotti d’origine certificata ci attendono, in tal senso, per rendere i nostri pasti sempre più puliti e mediterranei. Si pensi all’olio extravergine DOP, ricco di nutraceutici, partner ideale di tante nostre ricette. <a href="https://www.ligucibario.com/cucina-italiana-patrimonio-unesco/" target="_blank">Cucina italiana patrimonio UNESCO</a> significa anche (soprattutto) questo&#8230;</p>
<h2>Grani antichi e farine: consapevolezza alimentare e storia del cibo</h2>
<p>Occasioni come questa ricordano quanto sia fondamentale continuare a raccontare il cibo non solo come alimento, ma come patrimonio di storia, tradizioni e pratiche quotidiane.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">Public history al servizio di cibo e salute</a>. Con <strong data-start="339" data-end="355">Ligucibario®</strong> mi impegno da sempre a fornire al lettore strumenti concreti di conoscenza sui prodotti, sulle filiere e sulle abitudini alimentari, aiutando a scegliere con consapevolezza e a riscoprire il valore culturale di ciò che mangiamo ogni giorno.</p>
<p>Sul tema di grani antichi e farine, lievitazioni e qualità delle materie prime tornerò presto anche qui su <a href="https://www.ligucibario.com/"><strong data-start="332" data-end="379">Ligucibario</strong></a>.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Piombino. Archeogastronomia e gastronomia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 14:46:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22129" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/piombino.jpg"><img class="size-medium wp-image-22129" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/piombino-225x300.jpg" alt="il palazzo comunale di piombino" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il palazzo comunale di piombino</p></div>
<p>Durante le ultime feste natalizie, che ho davvero “solennizzato” con i pandolci della pasticceria La Iacona per il pranzo della vigilia e il cotechino della macelleria Centanaro per il cenone di San Silvestro, mi sono concesso con Luisa due giorni in Toscana, via dal lavoro, e viaggiando &#8220;sostenibilmente&#8221; (su una Freccia sino a Campiglia).</p>
<p>Ma, ancora una volta, non verso una meta molto nota/usuale, bensì in questo caso verso <strong>Piombino</strong> (LI), che tanti – sbagliando! &#8211; identificano semplicemente col porto di imbarco per l’isola d’Elba…<br />
In realtà, il centro storico di Piombino, “difeso” addirittura da mura leonardesche, è molto affascinante, puro mood di Toscana, e – a maggior ragione partendo ben informati – offre hotel accoglienti ed una gastronomia che mixa mare e terra, per così dire dal cacciucco alla selvaggina (amico Lettore scrivimi se vuoi sapere dove ho ben dormito e soprattutto dove ho benissimo mangiato…).<br />
Dopo un caffè seduti da “Nanni”, elegante nella via dello struscio, e un tour dei suggestivi vicoli che infine affacciano su piazza Bovio, magnifica prua protesa verso le onde e l’arcipelago, con Luisa abbiamo naturalmente visitato l’adiacente Museo archeologico, tre ore di puro piacere (specie per chi come me ha scritto <strong>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</strong>…). Consustanziale a Piombino v’è infatti l’area originariamente etrusca di Populonia, dove gli scavi non cessano di riportare alla luce costruzioni e oggetti, e dove i relitti affondati restituiscono anfore e molto altro.<br />
Da testi greci e latini sappiamo che le viti locali erano assai reputate, e le fattorie meno vicine al mare coltivavano olivo e cereali. Ma Populonia il vino pregiato all’occorrenza lo importava, navi infatti approdavano dalla Spagna, da Marsiglia (Massalia), da Vulci, dalla Campania, finanche da isole greche quali Rodi e Samo.<br />
Analisi di vari resti ossei d&#8217;animali (IV-III secolo a.C.) suggeriscono un’alimentazione basata anche sull’allevamento bovino e suino, così come le pecore venivano “anteposte” alla capra onde ricavarne lana, latte, siero. Raro il pollame e rari i colombi, ma le battute di caccia quando proficue offrivano lepri, anatre, uccelli di passo. Festa grande, beninteso, allorché le proteine venissero garantite da cinghiali e caprioli. Altre proteine provenivano certamente dalla pesca e dalla raccolta dei molluschi.<br />
In definitiva, davvero non mi resta che suggerire di tutto cuore una visita di Piombino (e di Populonia), perché varcare la porta di terra e il rivellino, ammirare il palazzo comunale (foto) e quello delle bifore, infine sostare in meditazione nella raccolta e silenziosa concattedrale di Sant’Antimo (il duomo cittadino) sono esperienze che – come sempre &#8211; assai più vale vivere che descrivere.<br />
Buon viaggio!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Archeogastronomia, scoprendo il Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 09:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Archeogastronomia: tra cultura, storia dell&#8217;alimentazione e genius loci,nuove stagioni multidisciplinari per l&#8217;archeologia del Mediterraneo, fuori dai luoghi comuni. Il terzo weekend del mese di giugno celebra le Giornate europee dell’archeologia. Si tratta di ricorrenza che non mi lascia indifferente, chi mi conosce sa infatti che nel 2010 pubblicai Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/archeogastronomia-mediterraneo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21639" style="width: 204px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/apicio.jpg"><img class="size-full wp-image-21639" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/apicio.jpg" alt="tempo mediterraneo. quel che resta di apicio" width="194" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">tempo mediterraneo. quel che resta di apicio</p></div>
<p><strong><em>Archeogastronomia: tra cultura, storia dell&#8217;alimentazione e genius loci,nuove stagioni multidisciplinari per l&#8217;archeologia del Mediterraneo, fuori dai luoghi comuni.</em></strong></p>
<p>Il terzo weekend del mese di giugno celebra le <a href="https://journees-archeologie.eu/" target="_blank"><strong>Giornate europee dell’archeologia</strong></a>.<br />
Si tratta di ricorrenza che non mi lascia indifferente, chi mi conosce sa infatti che nel 2010 pubblicai <em>Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio in cucina</em> (con dizionario di tecnica gastronomica latino-italiano) e nel 2012 <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>. A <a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">questo link</a>, amici Lettori, i possibili approfondimenti. E se il piacere di un autore diventa quasi sempre piacere del lettore, questi sono stati i due saggi che ho più amato scrivere…</p>
<h2>Archeogastronomia: gli usi alimentari di una comunità sono la strada per conoscerla</h2>
<p>What remains of those books? Rimane una costante passione per <strong>l’archeogastronomia</strong> (disciplina, ahimé, ben poco praticata in Italia), poggiata sulla convinzione che forzatamente siamo ciò che mangiamo, e che gli usi alimentari di una comunità (in base a quel che seppe coltivare, allevare, pescare, commerciare…) sono tuttora la strada maestra per conoscerla davvero.</p>
<p>Che vi sia, come affermò il romanziere partenopeo La Capria, più storia in un’onda del Mediterraneo che in tutti gli altri oceani messi assieme? Io ebbi la fortuna di conoscere <strong>Gino Veronelli</strong>, reputandolo – ancor prima di conoscerlo &#8211; uno dei massimi antropologi del nostro tempo. Il rispetto della natura, del territorio, delle tradizioni, ovvero la grande lezione che da costui, al presente come al passato, ereditiamo, mi pare tanto più centrale oggi che ci tocca vivere nell’<strong>antropocene</strong>, quest’epoca nefasta in cui l’uomo, credendosene il centro, non smette di devastare il Pianeta che lo ospita…</p>
<h2>Archeogastronomia: l&#8217;archeologia &#8220;fuori&#8221; dai luoghi comuni</h2>
<p>L’archeogastronomia rappresenta inoltre una delle migliori strategie per svecchiare l’immagine dell’archeologia, troppo spesso “confinata” sotto polveri e dentro musei (talora poco o nulla visitati). <strong>Spero si siano estinti coloro i quali tout court reputa(va)no il marketing nemico della cultura</strong>, senza accorgersi che senza marketing la cultura progressivamente è solo costo e mai profitto, e finisce con l’autorecludersi&#8230;</p>
<p>Ben vengano dunque nuove stagioni, interdisciplinari, dove un sapere contamini positivamente l’altro, dove i musei si rianimino aprendosi ad esperienze innovative, sensoriali, young-oriented.</p>
<h2>Archeogastronomia in Liguria? Sì, grazie!</h2>
<p>Chi legga <strong>Ligucibario®</strong> (e da tanti anni non siete poi pochissimi) sa bene che l’archeogastronomia di cui parlo vi fa continuamente capolino: a farinata ho sempre abbinato <strong>scripilita</strong>, grazie al machetto ho sempre rievocato il famoso e non famigerato <strong>garum</strong> (anzi, i garum), i miei storytelling sul pesto hanno sempre menzionato il <strong>moretum</strong>, capponadda potrebbe legarsi alle <strong>cauponae</strong> (locande), e la spungata di Sarzana (e della Via Francigena) non a caso al vocabolo<strong> spongia</strong>=spugna…</p>
<p>Il porto di <strong>Genova (Kainua)</strong> fu emporio vitale sin dall’epoca delle rotte etrusche, e la città che un intellettuale come <strong>Petrarca</strong> poi definì “Superba per uomini e per mura” è quella dove ancora vige il detto <em>Ianuensis ergo mercator</em>, lo sfarzo dei palazzi &#8211; inclusi quelli che chiamiamo <strong>Rolli</strong> &#8211; derivò direttamente dal dominio mercantile. Col top di gamma, ai moli approdavano beninteso anche uomini d’altre culture, vestimenti, sapori, abitudini, e Genova storicamente seppe accoglierli bene, per “amalgamare” ciò che recavano. Un <em>heritage</em> dal potenziale poderoso anche in funzione all&#8217;archeogastronomia.</p>
<p>L’avvenire si fonda anche sulla memoria, che poi è l’antitesi di quella omologazione che tutto appiattisce standardizza, ed io sono fra coloro che tanto si batterono perché Genova, attorno al suo recuperato porto antico, si volgesse al turismo. Deogratias, mi pare che buona strada sia stata percorsa.</p>
<h2><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></h2>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/archeogastronomia-mediterraneo/">Archeogastronomia, scoprendo il Mediterraneo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>La Giornata della Montagna</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2022 15:12:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/DSCN9011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21304" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/12/DSCN9011-225x300.jpg" alt="DSCN9011" width="225" height="300" /></a>L’11 dicembre, coordinata dal FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations), dal 2003 si celebra ogni anno la <strong>Giornata Internazionale della Montagna</strong>, a difesa degli ecosistemi e delle comunità che tuttora popolano le aree montane.<br />
Nell’immaginario collettivo, non da oggi <strong>la Liguria pare regione “prevalentemente” marina</strong>. In effetti, lo sviluppo economico ha via via indotto squilibri tali per cui circa il 90% delle attività insiste sul 10% del territorio (costiero). Il turismo non ha che rafforzato, con flussi sempre più di massa, tali dinamiche. E la montagna ligure ha così scontato una sorte apparentemente residuale, marginalizzata, che talora non giova alla tutela e soprattutto alla promozione di quelle culture, riti, manufatti e – last but not least – “ricettari” che virtuosamente punteggiano gli entroterra e gli àmbiti di maggior altitudine.<br />
Non sempre fu così. Chi abbia un minimo di familiarità con l’archeogastronomia, ovvero i “menu” dei nostri antenati, intuisce – tramite reperti e documenti – come alcune zone, “impervie” quanto sanno esserlo Alpe ed Appennino, <strong>rappresentarono in età protostorica luoghi di percorso e incontro più di quanto oggi s’immagini</strong>, veicolando commerci, usi, saperi (e così le vie della transumanza, del sale…). A confermare la centralità anche mitoantropologica di alcuni passaggi e siti, gli uomini dell’età del rame li affidarono all’attenta vigilanza delle “enigmatiche” &#8211; ma oggi celeberrime &#8211; statue stele.<br />
Una compiuta riscoperta storico-culturale della montagna ligure, rispettandone gli equilibri, è dunque obiettivo indifferibile. Ad esso i patrimoni artigianali ed enogastronomici potranno concorrere, provincia per provincia, in modo decisivo, consentendo un incoming evoluto, responsabile ed esperienziale. Ciò che è stato assemblato per la fruizione cicloescursionistica e outdoor, si pensi al Finalese, va ora completato con “vie artigiane” lungo le quali ammirare laboratori, atelier, botteghe antiche, etnomusei di cultura materiale, e con la proposta di piatti autentici, a filiera corta, che non scimmiottino le mode.<br />
<strong>Bajardo, Triora, Mendatica, Osiglia, Bardineto e Calizzano, Santo Stefano d’Aveto, Propata, Rondanina, Zignago, Maissana, Calice al Cornoviglio</strong>…, sono da ponente a levante i Comuni dove la Liguria più s’alza, a traguardare un mare che talora, tuttavia, pare lontano lontano.<br />
Le contraddizioni (fortemente italiane) legate al brusco passaggio dalla cultura agro-pastorale all’industriale, sino alla terziarizzazione di gran parte della società, hanno infatti prodotto “strappi” che inducono fenomeni di ritorno alle origini, di nostalgia verso una dimensione “altra”, avvertita emotivamente come meno omologata e più conforme al vivere. <strong>Da Orazio a Rousseau</strong> l’uomo figlio della natura e non suo antagonista. Il valore della persona e della famiglia, la quiete, la semplicità delle relazioni, il rispetto della natura e del lavoro, la stretta di mano…, contrapposti ai ritmi frenetici, la crisi dei valori, il superfluo, la tecnologia straniante, la fredda competizione, l’uomo-massa e l’inquinamento…<br />
La montagna ligure, in tal senso, pur tra mille criticità offre, a chi poco la conosce, le bellezze ambientali e antropiche, ma anche quel che la natura, le “madie” e la sagacia hanno reso tradizione. Lo spazio è tiranno ma mi piace suggerire ai gastronauti * i funghi, le castagne, le carni (di Cabannina e Limousine), i formaggi (vaccini e ovini), i mieli. Ed infine un forziere di ricette che s’erge a garante di memoria, dal ciausun di Bajardo &#8211; le cui erbe amava <strong>Libereso Guglielmi</strong> &#8211; al pane di Triora, dall’aglié di Mendatica (“capitale” della cucina bianca malgara) alla torta strozzagatti di Calizzano (paese dove i trekkers scoprono anche ben 13 diverse sorgenti), dal sarassö alle pinolate della Val d’Aveto, dalla torta di grano salata di Zignago alle fagiolane di Maissana-Torza, perfette con lo stoccafisso…<br />
*che per ogni voce potranno qui approfondire, come sempre, nella sezione &#8220;alfabeto del gusto&#8221;&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La preistoria nel déhors</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 13:39:35 +0000</pubDate>
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Scoprire nelle pagine di uno specialista il menu dei nostri antenati (vite, ulivo, cereali, pastorizia…) per comprendere anche alcune abitudini contemporanee.<br />
Interverrà ovviamente l’Autore, intervistato dal noto giornalista enogastronomico Marco Benvenuto. E benvenuti sarete anche tutti voi&#8230;<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Sulla Riviera Ligure il turismo è DOP</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 11:18:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/DSCN0674.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18163" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/DSCN0674-300x225.jpg" alt="DSCN0674" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>“<strong>Riviera Ligure DOP experience</strong>” è un progetto di turismo esperienziale che Ligucibario® ha ideato per il Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e che viene commercializzato da Volver Tour Liguria. Una quadratura del cerchio: la partnership individua infatti nel Consorzio il soggetto che valorizza la denominazione d’origine dei migliori olii della regione, in Ligucibario® la consulenza di marketing più rappresentativa per lo storytelling etno-gastronomico ligure, e in Volver Tour Liguria la professionalità di Giada Marabotto, tour operator attivissimo nell’incoming.<br />
L’ideazione dei pacchetti oggi a catalogo ha comportato alcuni mesi di specifiche fasi di lavoro: contatti con le prime aziende olivicole (<strong>Cristina Armato</strong> a Lucinasco (IM), <strong>Sommariva</strong> ad Albenga (SV) e <strong>La favola della mìgnola</strong> a Lavagna (GE)) che hanno mostrato entusiasmo per l’iniziativa, sopralluoghi sui territori per ottimizzare la logistica locale, progettazione di contenuti realmente originali (i turisti sono infatti chiamati a “realizzare” un report multimediale di quel molto che vedranno e gusteranno), stipula finale dei vari accordi operativi.<br />
Da molti anni Ligucibario®, anche attraverso profonde ricerche archeogastronomiche (un lungo arco di viaggio dai Balzi Rossi sino al Varignano * ), ha messo a fuoco in Liguria la centralità &#8211; anche a fini turistico-esperienziali &#8211; di una produzione millenaria e sapienziale qual è l’olio <strong>extravergine, che nasce sia sulla Riviera di Ponente che su quella di Levante da cultivar magnifiche</strong> (taggiasca, arnasca, colombaia, pignola, lavagnina, razzola…). In tal senso, “Riviera Ligure DOP experience” è dunque approdato a 3 prime, differenti proposte:<br />
1)“Cercatori d’oro a Lucinasco”, sulla provincia imperiese;<br />
2)“Archeogastronomi…web e social ad Albenga”, sulla provincia savonese;<br />
3)“Storie di alberi a Lavagna”, sulla provincia genovese.<br />
Proposte che compongono un progetto open air, per una Liguria tutta da vivere, non solo grazie al clima, 365 giorni l’anno. Abbraccia infatti, sin dall’origine, costa ed entroterra, valorizzando tutt’e 3 le sottozone olearie: vita e paesaggi contadini nel borgo di Lucinasco, archeogastronomia ad Albenga (l’antichissima Albingaunum), olivicoltura – e ortaggi di pregio &#8211; dirimpetto al mare a Lavagna. <a title="riviera ligure dop experience. Pacchetti turistici olio" href="https://www.oliorivieraligure.it/riviera-ligure-dop-experience" target="_blank">Clicca qui</a> per tutt&#8217;i dettagli.<br />
Grazie al coordinamento di <strong>Luisa Puppo</strong> (esperta di Gourmet English e di comunicazione interculturale) i pacchetti sono disponibili anche in lingua inglese.<br />
“Riviera Ligure DOP experience” si candida, in qualche modo, a progetto-pilota, poiché i turisti, come detto, evolvono in “narratori” di Liguria e di DOP: <strong>foto-videoreporter, instagrammer</strong>, &#8220;portavoce digitali&#8221; che racconteranno l’esperienza vissuta e il genius loci locale, ricevendo al termine il certificato di “<strong>Ambasciatore della DOP Riviera Ligure</strong>”… Ed è qualcosa di autenticamente esperienziale in quanto le imprese aprono e “condividono” luoghi che sono quelli del loro lavorare e abitare quotidiano. Liguria, dunque, come terroir dove praticare sostenibilità, nutrirsi bene grazie al <strong>Mediterraneo</strong>, e dove ospitare un turismo slow, sempre più consapevole.<br />
E’ infine un progetto che – come detto &#8211; giunge ad investire positivamente una pluralità di scenari turistico-etno-culturali: oltre alle imprese produttive, esso vorrà e potrà via via ancor più “estendersi” ad aree archeologiche, musei, frantoi storici, artigianato degli antichi mestieri, fattorie didattiche, eventi, generando innumerevoli legami con le socioeconomie locali e concorrendo ad <strong>un turismo heritage</strong> ed enogastronomico (ma i due valori coincidono) di qualità.<br />
Per ogni informazione (durata dell’esperienza, periodo, prezzi, extra…) e per prenotare i pacchetti</p>
<p>Volver Tour Liguria<br />
Via Macaggi 23 A / 2, 16121 Genova<br />
<strong>Tel. 010 0980269</strong><br />
<strong>info@tourliguria.com</strong></p>
<p>* ricerche confluite per gran parte in Umberto Curti, <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>, ed. De Ferrari, Genova, 2012</p>
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		<title>Riviera Ligure DOP experience</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 09:32:59 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/riviera-ligure-dop-experience/">Riviera Ligure DOP experience</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/vetrinetta-olii.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18146" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/vetrinetta-olii-168x300.jpg" alt="vetrinetta olii" width="168" height="300" /></a></p>
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<p>In occasione di “<strong>Olioliva 2018</strong>”, venerdì 9 novembre dalle ore 16.00 presso lo stand di Regione Liguria a Calata Cuneo è stato presentato, a cura dell’Assessore regionale Stefano Mai, “Olioturismo – Il turismo nei luoghi dell’olio&#8221;. Il “turismo dell’olio” – a maggior ragione in una terra antica e scenografica quale la Liguria &#8211; come preziosa opportunità di reddito integrativo per aziende agricole, agriturismi, fattorie didattiche, frantoi contoterzisti.</p>
<div id="attachment_18147" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/assessori.jpg"><img class="size-medium wp-image-18147" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/assessori-300x168.jpg" alt="da dx, gli Assessori Mai e Berrino (Regione Liguria)" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">da dx, gli Assessori Mai e Berrino (Regione Liguria)</p></div>
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<p>All’intervento di Mai è seguito un sintetico speech di Gianni Berrino, Assessore regionale al turismo, che ha sottolineato l’importanza di un turismo sempre più consapevole e dinamico, che trova in Liguria molteplici risorse, fra cui – positivamente trasversale alle altre – l’enogastronomia. Viviamo una stagione di trend turistici fortemente connotati (personalizzazione, emozionalità, digitalizzazione), occorre dunque che la Liguria si faccia trovar pronta on line e &#8220;sul campo&#8221; con offerte sempre più coinvolgenti e relazionali. Gianni Berrino, non a caso, sarà il <strong>14 dicembre</strong> fra i relatori alla presentazione del nuovo lavoro di Umberto Curti, “Libro bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts. Opportunità per territori, cultura, imprese” (editore Sabatelli), di cui ha curato un capitolo.</p>
<div id="attachment_18148" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/lazzaretti.jpg"><img class="size-medium wp-image-18148" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/lazzaretti-300x168.jpg" alt="giorgio lazzaretti, direttore Consorzio olio DOP Riviera Ligure" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">giorgio lazzaretti, direttore Consorzio olio DOP Riviera Ligure</p></div>
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<p>Alle istituzioni è poi succeduto <strong>Giorgio Lazzaretti</strong>, Direttore del Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure, il quale ha lanciato l’iniziativa “Riviera Ligure DOP experience”, 3 pacchetti di turismo esperienziale nuovi di zecca, <strong>curati da Ligucibario® e commercializzati da Volver Tour Liguria, presso Lucinasco (IM), Albenga (SV) e Lavagna (GE)</strong>. Sul desk dello stand era già disponibile la brochure all&#8217;uopo realizzata, con colori caldi assai evocativi di ciò che la Liguria degli oliveti può regalare al visitatore. <a href="https://www.oliorivieraligure.it/riviera-ligure-dop-experience" target="_blank">Clicca qui per link a sezione dedicata su sito Consorzio DOP Riviera Ligure</a>.</p>
<div id="attachment_18149" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/brochure.jpg"><img class="size-medium wp-image-18149" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/brochure-168x300.jpg" alt="Riviera Ligure DOP experience" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Riviera Ligure DOP experience</p></div>
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<p>Il Direttore ha ripercorso i mesi di lavoro (creazione della partnership, sopralluoghi presso le aziende olivicole, ideazione dei contenuti, accordi commerciali…) necessari per l’idonea progettazione di<br />
“Cercatori d’oro a Lucinasco” (azienda Cristina Armato a Lucinasco),<br />
“Archeogastronomi…web social” (azienda Sommariva ad Albenga) *<br />
e “Storie di alberi a Lavagna” (azienda La favola della mìgnola a Lavagna),<br />
tre proposte molto diverse in base ai contesti in cui si svolgono, ma unite dal fil rouge del prodotto a <strong>denominazione d&#8217;origine protetta</strong>, che &#8211; attraverso un rigoroso protocollo disciplinare &#8211; certifica l&#8217;intera filiera, giungendo ad un &#8220;mosto di drupe&#8221; di superba qualità.</p>
<div id="attachment_18150" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/umbi-microfono.jpg"><img class="size-medium wp-image-18150" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/11/umbi-microfono-300x168.jpg" alt="umberto curti, ligucibario" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti, ligucibario</p></div>
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<p>Ha concluso i lavori <strong>Umberto Curti</strong>, con alcune notazioni operative. Anzitutto il progetto copre tutte e 3 le sottozone della DOP olearia ligure, che comprende <strong>cultivar</strong> quali la taggiasca, la colombaia, la pignola, la lavagnina&#8230; E’ inoltre un format realmente esperienziale perché i turisti diventano “liguri per un giorno” e sono protagonisti di un report multimediale (foto, video, social) con cui racconteranno online in tempo reale la Liguria e il  suo extravergine DOP, ricevendo infine il Certificato di “<strong>Ambasciatore della DOP Riviera Ligure</strong>”. Last not least, si tratta di un’iniziativa idonea a coinvolgere un sempre maggior numero di aziende e territori, capace com’è di “estendersi” anche verso i beni storico-culturali, i musei archeologici e di cultura materiale, gli antichi frantoi…<br />
Olio extravergine DOP e turismo DOP, un ponte che grazie a sapienze millenarie collega al presente e conduce al futuro, garantendo il consumatore e porgendogli un <strong>nutraceutico</strong> che profuma di mediterraneità. L&#8217;attenzione del pubblico presente è parsa già buon viatico per le fortune del progetto.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong><br />
* per una storia anche agricola di Albenga, che ha influito sulla progettazione del pacchetto turistico, si veda Umberto Curti “Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana” ed. De Ferrari, Genova, 2012, da p. 39 e da p. 130</p>
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		<title>Archeogastronomia ad Olioliva</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 14:12:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Archeogastronomia ad Olioliva 2017, e il mare (il Mediterraneo) davanti a Porto Maurizio un pomeriggio di novembre, dai balconi dell’hotel Corallo. Destagionalizzare il turismo, qui, non è merito dell’uomo, ma del clima. Un turismo, lo ripeto e invoco da decenni, che in gran parte rifugge ormai le offerte ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olioliva-2017/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17478" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0845.jpg"><img class="size-medium wp-image-17478" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0845-300x225.jpg" alt="imperia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">imperia</p></div>
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<p>Archeogastronomia ad Olioliva 2017, e il mare (il Mediterraneo) davanti a <strong>Porto Maurizio</strong> un pomeriggio di novembre, dai balconi dell’hotel Corallo.<br />
Destagionalizzare il turismo, qui, non è merito dell’uomo, ma del clima. Un turismo, lo ripeto e invoco da decenni, che in gran parte rifugge ormai le offerte untantoalchilo e viceversa chiede <strong>esperienze</strong>, autenticità, emozioni. Io le provo ogni volta che dalle silenziose logge di Santa Chiara lo sguardo scopre l’orizzonte…</p>
<div id="attachment_17479" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/logge-s.-chiara.jpg"><img class="size-medium wp-image-17479" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/logge-s.-chiara-168x300.jpg" alt="logge s.chiara a porto maurizio" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">logge s.chiara a porto maurizio</p></div>
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<p>Sono a Imperia per “<strong>Olioliva 2017</strong>”, invitato dal <strong>Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure</strong> a “conversare” col valoroso Alessandro Giacobbe che, a propria volta da decenni, del Ponente ligure e dei suoi entroterra è paladino. Con queste persone condivido infatti una certezza: ovvero che qui l’olio sia qualcosa di più di una produzione agroalimentare.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0897.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17480" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0897-300x225.jpg" alt="DSCN0897" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Il taxi mi approda dalle parti di Piazza Dante, e poco lontano un cartello ammonisce, quanto mai bonario, che “il nostro panino con l’acciuga può creare dipendenza”… Poche ricette della cucina ligure (dai finger food sino alle preparazioni più laboriose) non la creano, una cucina ligure che va &#8211; ogni giorno di più &#8211; rivelandosi anzi confermandosi creativa, attuale, profumata, salubre.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0890.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17481" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0890-300x225.jpg" alt="DSCN0890" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Dopo l’infilata di bancarelle su Corso Bonfante (tra <strong>aglio di Vessalico, cubaite, brüssö, lavanda, fagioli bianchi…</strong>) scendo a Calata Cuneo, ai suoi portici contemporaneamente rumorosi e appartati, dirimpettai di un &#8220;paese di ferrame e alberature&#8221;, per mutuare le parole con cui Eugenio Montale definì Sottoripa a Genova.</p>
<div id="attachment_17482" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0887.jpg"><img class="size-medium wp-image-17482" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0887-225x300.jpg" alt="calata cuneo" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">calata cuneo</p></div>
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<p>E’ quasi l’ora della conferenza, ma la storia delle (tante) cultivar liguri di ieri e di oggi – ed un mio libro d’archeogastronomia, &#8220;Il cibo in Liguria dalla preistoria all&#8217;età romana&#8221; &#8211; varranno solo come pretesto per poi affrontare anche le nuove forme di turismo enogastronomico e le strategie dell’accoglienza che ad esso, anche in Liguria, debbono confarsi.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/umbi-relatore-olioliva2017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17483" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/umbi-relatore-olioliva2017-300x168.jpg" alt="umbi relatore olioliva2017" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>Ore 17.30, si comincia. Solo posti in piedi, e che gioia constatare quanto le nostre tradizioni e i nostri patrimoni etnoculturali ancora richiamino e appassionino… La <strong>machetusa di Apricale</strong> (1) e il <strong>Moscatello di Taggia secco</strong> (la storia del suo recupero varrebbe un pezzo a sé) chiuderanno degnamente la serata.</p>
<div id="attachment_17484" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0901.jpg"><img class="size-medium wp-image-17484" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0901-225x300.jpg" alt="machetusa 'homemade' di Apricale" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">machetusa &#8216;homemade&#8217; di Apricale</p></div>
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<p>Grazie a tutti, cari Amici, e buon extravergine – dunque &#8211; alle vostre tavole. Un ringraziamento particolare (last not least) anche a <strong>Francesco Basso</strong>, de “Il Secolo XIX” online, che ha dedicato una preziosa videointervista all’evento, il cui link è<br />
<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilsecoloxix.it%2Fp%2Feventi%2F2017%2F11%2F12%2FASUa7UjK-preistorico_mangiava_umberto.shtml&amp;h=ATOuaUW9E5kIfEL8XmVQqx_Ka4wuMx64Qxsb8hqU4S28knp3uhvfODzAcvXplSIokRsLLqhRT2qlLrNIyVgZdCOYbDuwYhjw-wHxVFWPdIHW-WyAxoVc36E06_PyWQ9Mzvr4ja_FszX7JA" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.ilsecoloxix.it/p/eventi/2017/11/12/ASUa7UjK-preistorico_mangiava_umberto.shtml</a>.<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
(1) machetusa, per via del machetto, antica salsa al mortaio prima di sardine poi di acciughe (quasi una colatura nipote del garum), è il nome che ad Apricale definisce quella “focaccia-torta” altrove detta sardenaira, piscialandrea… Ogni Comune dell’estremo Ponente si può dire abbia una propria ricetta… Apricale, magnifico borgo dell&#8217;entroterra bordigotto, a circa 13 km dalla costa, giace nella valle del torrente Merdanzo, affluente del Nervia, “sotto” cima Bignone. Vanta infinite tradizioni gastronomiche: dai berôdi alle pansarole, dal pesto di noci “cantato” da Libereso Guglielmi al coniglio bruscau cucinato col Rossese, dalla capra “natalizia” coi fagioli alle cubaite, dalla coda di stoccafisso ripiena alla “fidelansa” (pasta con salsiccia, olive, pomodori…) che i contadini consumavano al lavoro. Mi fermo, ma potrei &#8211; e vorrei &#8211; proseguire a lungo.</p>
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		<title>Olio a Imperia, oro d’autunno con Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 11:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Olio a Imperia, oro d’autunno con Umberto Curti Nella stagione della frangitura, rito mediterraneo con intense implicazioni socioeconomiche oltre che etnoculturali, Imperia Oneglia dedica 3 giorni a sua maestà l’extravergine. La 17ma edizione di “Olioliva” e circa 200 espositori tornano infatti da venerdì 10 a domenica 12 (h 9-20), animando la suggestiva area di Calata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olioliva-imperia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17465" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0605.jpg"><img class="size-medium wp-image-17465" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/11/DSCN0605-225x300.jpg" alt="scorcio di Lucinasco (IM)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">scorcio di Lucinasco (IM)</p></div>
<p>Olio a Imperia, oro d’autunno con Umberto Curti</p>
<p>Nella stagione della frangitura, rito mediterraneo con intense implicazioni socioeconomiche oltre che etnoculturali, Imperia Oneglia dedica 3 giorni a sua maestà l’extravergine. La 17ma edizione di “<strong>Olioliva</strong>” e circa 200 espositori tornano infatti da venerdì 10 a domenica 12 (h 9-20), animando la suggestiva area di Calata Cuneo e i dintorni con una serie importante di voci, sapori, commerci, conferenze, tasting… Profumo di colline, uliveti, tradizioni, finger food salati e dolci, il programma completo dell’evento è su <a href="https://www.promimperia.it/">www.promimperia.it</a> e sui principali social.<br />
Ad “Olioliva” venerdì 10 ore 17.30, <strong>Umberto Curti</strong> converserà con <strong>Alessandro Giacobbe</strong> (Responsabile comunicazione Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure) intorno ai temi dell’archeogastronomia e di quel fil rouge identitario, rappresentato proprio dall’olio extravergine, che percorre trasversalmente la Liguria, favorendo infinite forme di scoperta del paesaggio e di turismo veramente <strong>esperienziale </strong>(là dove molte proposte che si dicono tali nei fatti non lo sono). <strong>Olio DOP ligure, dunque, sempre più “protagonista” qualitativo del gusto ma anche delle progettualità turistiche</strong>.<br />
Umberto Curti, attivo nella promozione dei territori e delle tipicità, è autore di una quindicina di saggi, fra cui l’apprezzato “Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana”, amici lettori e buongustai vi attendiamo numerosi, per un bellissimo viaggio nel tempo dal frantoio del Varignano alle anfore olearie ponentine…sino al presente. Ingresso libero, e degustazione di &#8220;machetusa&#8221; da Apricale, abbinata a Moscatello di Taggia secco.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>A Savona è di scena l&#8217;archeogastronomia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 09:29:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A Savona è di scena l&#8217;archeogastronomia Giovedì 13 novembre alle ore 16, presso la Sala Rossa del Comune di Savona, presentazione de &#8220;Il cibo in Liguria dalla preistoria all&#8217;età romana&#8221; di Umberto Curti * . L&#8217;evento, a ingresso libero, è promosso dall&#8217;Associazione Aiolfi in collaborazione con AMMI e beneficia del patrocinio del Comune di Savona, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/savona-scena-larcheogastronomia/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/11/savona-aiolfi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16399" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/11/savona-aiolfi-212x300.jpg" alt="savona aiolfi" width="212" height="300" /></a>A Savona è di scena l&#8217;archeogastronomia</p>
<p>Giovedì 13 novembre alle ore 16, presso la Sala Rossa del Comune di Savona, presentazione de &#8220;Il cibo in Liguria dalla preistoria all&#8217;età romana&#8221; di Umberto Curti * . L&#8217;evento, a ingresso libero, è promosso dall&#8217;Associazione Aiolfi in collaborazione con AMMI e beneficia del patrocinio del Comune di Savona, dell’Ordine dei Medici di Savona e del Sodalizio Siculo Savonese “L. Pirandello”. Introduce la Professoressa Lorenza Marchese.<br />
L&#8217;evento percorrerà la protostoria ligure e la romanizzazione, con particolare riferimento alla Tavola Bronzea di Polcevera, al frantoio del Varignano&#8230;<br />
* autore anche de &#8220;Tempo mediterraneo. Quel che resta di Apicio in cucina&#8221;, ed. La vigna, Genova.</p>
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