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	<title>Ligucibario &#187; wte genova</title>
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	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
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		<title>Storytelling per la etnogastronomia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 10:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>STORYTELLING PER LA “ETNOGASTRONOMIA”  Storytelling per la etnogastronomia è il titolo dell&#8217;intervento che ho tenuto di recente durante il panel sulle Rolli Experience promosso dal Comune di Genova nell&#8217;ambito del recente WTE, svoltosi appunto in Genova. Poco tempo fa ho intervistato (per il blog BioVoci di cui sono cofondatrice) Salvatore Settis, nome che non richiede ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>STORYTELLING PER LA “ETNOGASTRONOMIA”</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/spinola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23314" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/spinola-300x58.jpg" alt="spinola" width="300" height="58" /></a> Storytelling per la etnogastronomia</strong> è il titolo dell&#8217;intervento che ho tenuto di recente durante il panel sulle <a href="https://www.ligucibario.com/le-rolli-experience-al-wte-di-genova/" target="_blank">Rolli Experience</a> promosso dal Comune di Genova nell&#8217;ambito del recente WTE, svoltosi appunto in Genova.</p>
<p>Poco tempo fa ho intervistato (per il blog BioVoci di cui sono cofondatrice) <strong><a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/08/conversazione-con-salvatore-settis.html" target="_blank">Salvatore Settis</a></strong>, nome che non richiede specificazioni, e si è trattato di una conversazione ricchissima di spunti. Uno dei suoi “capisaldi” è difatti l’assioma secondo cui l’<strong>unicità</strong> del <strong>patrimonio culturale italiano</strong> si radica nella <strong>capillarità</strong> sul territorio e nella <strong>continuità/contiguità tra museo e beni diffusi</strong> attorno: chiese, palazzi, monumenti, centri storici di borghi, antiche vie…, ed a pieno titolo sotto quest’ombrello io ritengo vadano inserite la <strong>cultura</strong> e la <strong>storia alimentare</strong>, ed ho iniziato il mio speech.</p>
<h2>Cosa è l&#8217;etnogastronomia?</h2>
<p>La <strong>storia alimentare</strong>, a maggior ragione in una città quale Genova, è un vettore di eccellenza per <strong>divulgare</strong> (<em>food is the best storyteller of places</em>) il <strong>genius loci</strong>.</p>
<p>La cosiddetta <strong>etnogastronomia</strong>, di cui Ligucibario® è da tanti anni alfiere, nasce (prima ancora degli eccellenti lavori di Giovanni Rebora) dal focus di alcuni storici sulla <strong>microstoria</strong>, penso anche alle “Annales” di Bloch e Febvre, che prendono a indagare le <strong>economie delle comunità</strong> (Mediterraneo, pesca, fasce terrazzate da muretti, cucine di bordo porto orto…).</p>
<h2>Liguria, biodiversità culturale e biodiversità orografica</h2>
<p>Questa nostra è terra di rotte, porti, scambi, sciamadde, valichi, vie del sale…, un <strong>caleidoscopio di eccellenze e tradizioni</strong>: e lasciatemelo dire, la cucina ligure <strong>non </strong>è mai stata, né sarà mai, <strong>soltanto pesto</strong>… Viva il pesto, ma la cucina ligure è anche tanto altro…</p>
<p>Qui sulle nostre coste ed i nostri rilievi la <strong>biodiversità anche culturale origina</strong> per così dire dalla <strong>biodiversità orografica</strong>. Nel giro di pochi chilometri, la Liguria verticale dei muretti a secco (patrimonio Unesco) propone altitudini, essenze e agricolture diversissime, addirittura una cucina malgara che conduce agli alpeggi dei pastori…</p>
<h2>Rolli Experience: il sapore della storia</h2>
<p>Per il tramite dell&#8217;etnogastronomia, in tal senso, le <strong>Rolli Experience</strong> possono rappresentare il <strong>sapore della storia</strong>, dare <strong>polisensorialità alle diacronie</strong>. Questa iniziativa (in cui collaboro con il Comune di Genova) rappresenta una perfetta <strong>simbiosi tra dimora storica e food</strong>, e si pensi anche al lavoro condotto a suo tempo da Farida Simonetti circa <a href="https://www.ligucibario.com/in-cucina-dagli-spinola/" target="_blank">Palazzo Spinola e le sue cucine</a>… Questa iniziativa, in qualche modo, sottolinea il tema dell’accoglienza dell’ospite, così centrale nei Rolli, che altro non erano che registri in cui figuravano “case” di diverso charme dove ospitare i notabili in visita a Genova.</p>
<h2>Storytelling per l&#8217;etnogastronomia: web, social, traduzioni (e molto altro)</h2>
<p>Non a caso Umberto Curti, in quest’annata che Genova dedica al Medioevo, ha girato per le strutture civiche della cultura 10 video (<a href="https://www.ligucibario.com/assaggi-di-medioevo-a-genova/" target="_blank">Assaggi di Medioevo</a>), tutti centrati sul food (personaggi, date, alimenti, aneddoti, libri…). E’ da sempre sua convinzione, ed anche mia, che lo <strong>storytelling</strong> dell&#8217;etnogastronomia debba diventare <strong>patrimonio diffuso anche presso gli operatori</strong>, poiché una sagace narrazione è già esperienzialità. E tale storytelling deve presenziare anche il <strong>web e i social</strong>, con <strong>traduzioni di qualità</strong> ove ci si interfacci al target d’oltre confine (dato <strong>interculturale</strong>).</p>
<h2>Storytelling per l&#8217;etnogastronomia, valorizzare le tradizioni-custodi</h2>
<p>Quanto poi ai contenuti specificamente gastronomici, occorre puntare su certificazioni importanti, e malgrado il recente puntuto saggio di Alberto Grandi (1) ciò significa <strong>DOP</strong> <strong>DOP DOP</strong> (e IGP…), l’unico marchio – nel ginepraio di sigle che talora frastorna i buongustai – il quale abbia un’autorevolezza di livello “europeo” ben diffusa e percepita…<br />
Parola chiave (anche) per la narrazione dell&#8217;etnogastronomia sarà infine <strong>contaminazione tra saperi</strong>, una disciplina purtroppo non molto praticata da tanti addetti ai lavori: uscire dall’hortus conclusus per orientarsi alla multidisciplinarità, per confrontarsi con saperi altri…<br />
E, in definitiva, così salvaguardare e <strong>valorizzare ciò che vale, le tradizioni-custodi rispetto a tanti trend effimeri.</strong></p>
<p>(1) &#8220;Denominazione d&#8217;origine inventata&#8221;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Luisa Puppo</strong></a></p>
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