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	<title>Ligucibario &#187; unesco</title>
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		<title>Mood di Genova, mood di Liguria</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 09:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>Venerdì 5 gennaio, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo ha cooperato, presso Palazzo Tobia Pallavicino, alla quarta “<a href="https://www.ligucibario.com/genova-natale-rolli-experience/">Rolli experience</a>” attinente ad un package turistico il quale – considerate le risorse della Superba – aggrega piacevolmente il momento culturale e quello enogastronomico.</p>
<p><strong>Palazzo Tobia Pallavicino</strong>, in via Garibaldi, è uno splendido esempio di residenza aristocratica cinquecentesca, ed uno dei Palazzi dei Rolli, riconosciuti dall&#8217;UNESCO nel 2006 come patrimonio mondiale dell&#8217;umanità. Le sue architetture, ideazione del Bergamasco, “rievocano” quella Genova mercantile che nei secoli d’oro accumulò immense ricchezze, elevò il proprio stile di vita, ed attrasse businessmen ed artisti da ogni dove. Dal ‘700 il Palazzo fu ampliato dalla famiglia Carrega, cui si deve anche la risistemazione della nuova ala, risalente al 1727-1746, e peculiarmente la strabiliante decorazione della Galleria Dorata, affidata a Lorenzo De Ferrari, tra le cose più alte del cosiddetto rococò genovese. Oggi è sede della Camera di Commercio di Genova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Genova: il cibo <em>storyteller</em> della cultura e del&#8217;economia di una comunità</h2>
<p>Terminata la visita, Luisa Puppo ha conversato coi molti presenti di cucina genovese/mediterranea (il buffet successivo comprendeva focacce, “gattafure”, trofie col pesto, pansoti ed altre prelibatezze).</p>
<p>Il successo e la positiva eco suscitata da questo storytelling confermano da un lato (non sorprendentemente) quanto l’enogastronomia di qualità sia sempre gradita, ma dall’altro soprattutto che essa costituisce un eccezionale volano per dischiudere gli aspetti culturali caratterizzanti una comunità. Se siamo ciò che mangiamo – espressione abusata e che spesso viene erroneamente attribuita a Brillat-Savarin &#8211; , è parimenti vero che un popolo è ciò che via via coltiva, pesca, alleva, apprende, importa, produce. La Liguria verosimilmente non rappresenta un terroir, ma certamente propone un genius loci inconfondibile, millenario, aggrega coste ed entroterra, borghi pieds dans l’eau e ruralità, garantisce uno stile alimentare superlativo (si badi che la contemporaneità pone un nuovo dilemma: non più ciò che è ottimo versus ciò che è pessimo, ma ciò che giova alla salute versus ciò che le nuoce).</p>
<h2>Genova: posizionamento di una destinazione</h2>
<p>Ed il turismo esperienziale – anzitutto gli arrivi da oltre frontiera &#8211; vuole relazionarsi intensamente con tali nostre ritualità, è un turismo immersivo, sensoriale, che non a caso e sempre di più predilige le atmosfere autentiche, far from the madding crowd, l’interazione coi residenti, le botteghe storiche, i cibi genuini…</p>
<p>Genova, e la Liguria, hanno tanto da dire (presumo che ormai si sia nel merito tutti concordi), c’è un filo rosso che dagli uomini e mura di Francesco Petrarca agli ascensori castellettini di Giorgio Caproni cattura il lettore e lo calamita verso una destinazione turistica che troppo a lungo è risultata “underrated”. Personalmente, ero e rimango dell’idea che – eccettuati i “turisdotti” come Roma, Venezia e Firenze – Genova possa posizionarsi come città fra le più affascinanti d’Italia, per le vicende storiche che l’hanno interessata, per la varietà dei patrimoni che custodisce, e last not least per la gastronomia che, nelle sue varie forme, l’ospite può apprezzare tanto in una sciamadda o un fainotto quanto in un ristorante di fascia alta.</p>
<p>“Se ci sei batti un colpo”, scrivevo riferendomi a Genova nel mio primo saggio, una ventina di anni fa(1). L’auspicio oggi come ieri si conferma il medesimo, ovvero che i management pubblici e privati si rivelino coesi e all’altezza di una sfida da cui dipende, anche in senso socioeconomico, gran parte del futuro della città…</p>
<p>(1) <em>Alte stagioni. Modelli per il marketing turistico</em>, ed. Erga (Genova), 2005. Molto tempo è scorso da quelle mie pagine, ma sinceramente qualcuna risultò profetica.<br />
<strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/sapere-professionale">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Guida Ambientale Escursionistica in Liguria &#8211; un diario di bordo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 08:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21690" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/DSCN2099-300x225.jpg" alt="DSCN2099" width="300" height="225" /></a>Si sono concluse <strong>presso ente F.Ire di Genova le lezioni mie (e di Luisa Puppo) alla seconda edizione del corso di qualifica per Guida Ambientale Escursionistica</strong>.</p>
<p>Il tutto si è svolto in una maniera molto costruttiva, e oserei dire che coi corsisti si è instaurato un rapporto d’intensa vicinanza, che naturalmente ha giovato al clima d’aula e all’apprendimento.</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: contenuti, bibliositografie e metodologie</h2>
<p>I contenuti di mia pertinenza (in sintesi, <strong>turismo sostenibile, e patrimoni “antropologici” della Liguria</strong>) sono peraltro valsi davvero a trasferire prassi operative tipiche del mio lavoro quotidiano: in concreto</p>
<p>1)le mindmap turistiche (che irradiano link progettuali e agevolano la creatività),</p>
<p>2)le griglie di competitività territoriale (con cui ponderare realisticamente le dotazioni di un’area),</p>
<p>3)le swot analysis (per affrontare in prospettiva opportunità e minacce provenienti dal mercato),</p>
<p>4)i casi-studio (da cui trarre e contestualizzare strategie vincenti),</p>
<p>5)le psicografie (per profilare bene i target),</p>
<p>6)le linee guida per l’ideazione di itinerari (che non sono un semplice collage di luoghi messi in fila e uniti da un trattino…),</p>
<p>7)infine i format d’offerta esperienziale (per cogliere efficacemente i trend in atto)…</p>
<p>Quanti Comuni e imprese si gioverebbero di &#8220;consulenze&#8221; come questa!</p>
<p>Ho poi voluto progettare – a mie spese &#8211; <strong>3 degustazioni in aula, rispettivamente pesto, vino ed olio extravergine DOP</strong>, al fine di mostrare come un prodotto/ricetta si faccia paesaggio, narrazione, plusvalore, soprattutto in un tempo come il nostro (l’osceno <em>antropocene</em>), nel quale la cosiddetta globalizzazione – che Pier Paolo Pasolini definirebbe sviluppo ma mai progresso &#8211; insidia <strong>terre, comunità, cultivar, tradizioni </strong>(quelle che Ligucibario®, per quanto può, da molti anni descrive e promuove).</p>
<p>Ho inoltre fornito “chilometriche” sitobibliografie e suggerimenti di documentari, in taluni casi si è trattato di materiali straordinari, che andrebbero &#8220;adottati&#8221; nelle scuole &#8211; come si suol dire &#8211; d&#8217;ogni ordine e grado (<strong>dai libri di Paolo Cognetti ai film di Alessandro Scillitani</strong>…), affinché ciascun corsista potesse poi procedere con autonomi approfondimenti personali, anche in base ai geo-contesti su cui intenderà operare.</p>
<p>I corsisti hanno poi richiesto all’editore la copia elettronica (<span style="text-decoration: underline;">è gratuita</span>) del mio recentissimo <em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em> (<a title="umberto curti sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">a questo link</a>), che presumo e spero li &#8220;equipaggerà&#8221; con ulteriori chiarimenti e spunti (sono oltre 400 i lemmi sviluppati).</p>
<h2>Guida Ambientale Escursionistica: una professionalità a 360°</h2>
<p>Il fine della docenza, univoco e costante, è stato quello di formare via via <strong>una professionalità a 360°</strong>, profonda conoscitrice del territorio (costa ed entroterra), a proprio agio dentro le dinamiche di un turismo sempre più destagionalizzabile, immersivo e relazionale, idonea ad accogliere e ad interagire in modo il più possibile interculturale ed empatico, e pronta ad uno <strong>storytelling</strong> mirato e coinvolgente.</p>
<p>Nella mia visione, e qui concludo, la Guida Ambientale Escursionistica è infatti una “cerniera” preziosissima tra offerta e domanda, chiamata a rappresentare beni che si legano strettamente anche <strong>alla ruralità, al genius loci, a quelle fasce terrazzate da muretti a secco (patrimonio Unesco) che un po’ tutto il mondo ci invidia</strong>…</p>
<p>In bocc’al lupo per l’imminente esame di abilitazione, dunque, e arrivederci sui sentieri, magari quelli delle 43 tappe dell’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, che abbiamo percorso &#8220;virtualmente&#8221; Comune x Comune, e magari dentro la faggeta della &#8220;mia&#8221; Barbottina, per un bagno di foresta o <em>shinrin yoku</em> che dir si voglia!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>La Liguria con ENIT su Lyon 1ère</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 10:22:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/158.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20510" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/158-225x300.jpg" alt="158" width="225" height="300" /></a></strong></h2>
<h2>Liguria tra le protagoniste della rassegna promossa da Radio Lyon Première in collaborazione con Enit Parigi per la Festa della Repubblica.</h2>
<p><strong>Lyon Première</strong>, o Lyon 1ère, è un’emittente radiofonica francese attiva a Lione (quartiere di Gerland), sulle frequenze FM 90.2 FM. Trasmette anzitutto accurate informazioni, e flash di taglio giornalistico, relative al territorio lionese (economia, politica, cultura…).<br />
In collaborazione <strong>con ENIT</strong> (Ente nazionale italiano per il turismo) sede di Parigi , Lyon Première ha di recente dedicato una settimana di spazi alle regioni italiane, e fra queste la Liguria.<br />
<strong>Luisa Puppo</strong> ha avuto l’onore e il piacere di “raccontare” la regione agli ascoltatori francesi, nel corso di una vivace intervista – in lingua francese &#8211; condotta da Loïc Manac. L’occasione ha consentito di divulgare presso il grande pubblico, ancora una volta, l’immagine di una terra blue&amp;green, ricca di patrimoni diversi, al cui centro siede una capitale culturale, Genova, che <strong>Petrarca</strong> non a caso definì “Superba per uomini e mura”, e che sta diventando sempre più celebre… Una terra che rivela identità multiple, ma che offre al visitatore un genius loci sempre autentico, ammaliante.<br />
Meta perfetta, dunque, per quel turismo slow che caratterizzerà il post-covid, e che chiede esperienze a diretto contatto con le comunità locali, relazioni personali, emozioni “quotidiane”. A questa tipologia di clientela la Liguria offre ed offrirà, 365 giorni l’anno, non solo coste, ma cultura ed arte ovunque, bellissimi paesaggi rurali (sovente contraddistinti da quei muretti a secco divenuti <strong>patrimonio UNESCO</strong>), borghi, tradizioni, artigianato, biodiversità, enogastronomia davvero mediterranea…, un concentrato di best of Italy per una vacanza en plein air!<br />
Un benvenuto agli amici francesi che la sceglieranno, alcuni per la prima volta, e un grazie a Luisa Puppo (dal Sindaco nominata nel 2018 Ambasciatrice di Genova nel mondo), che la sa descrivere da par suo oltre confine…<br />
Nella foto, uno scorcio del centro storico di Toirano (SV).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liguria, la lingua araba in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 17:57:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Liguria, la lingua araba in cucina Il 18 dicembre ricorre, istituita dall’UNESCO, la “Giornata internazionale della lingua araba”. Non è Ligucibario® la sede dove “percorrere” elencativamente tutti i territori in cui viene parlata, anche come conseguenza di quell’espansione, in progressive ondate, che, sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto, finì poi col lasciare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liguria-la-lingua-araba-in-cucina/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/liguria-la-lingua-araba-in-cucina/">Liguria, la lingua araba in cucina</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20063" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN0892.jpg"><img class="size-medium wp-image-20063" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN0892-300x225.jpg" alt="bottarga di muggine" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">bottarga di muggine</p></div>
<p>Liguria, la lingua araba in cucina</p>
<p>Il <strong>18 dicembre</strong> ricorre, istituita dall’UNESCO, la “Giornata internazionale della lingua araba”. Non è Ligucibario® la sede dove “percorrere” elencativamente tutti i territori in cui viene parlata, anche come conseguenza di quell’espansione, in progressive ondate, che, sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto, finì poi col lasciare tracce profonde anche in talune aree europee, si pensi in primis, ad esempio, a <strong>Sicilia e Spagna</strong> (e &#8211; dunque non a caso &#8211; ad alcune loro ricette…).</p>
<p>Per me che da molto tempo mi occupo di storia dell’alimentazione, e in particolare di enogastronomia mediterranea, il “vocabolario” arabo è – e non potrebbe non essere &#8211; un forziere di connessioni alla tradizione culinaria della Liguria. Numerosi i lemmi, difatti, da cui “originano” ricette della mia regione, testimoniando &#8211; ancora una volta &#8211; influssi, scambi di conoscenza, commerci tra sponde…</p>
<p>Scorriamo dunque, e con gusto, i principali.</p>
<p><strong>Ardiciocca</strong> (carciofo) proviene da <em>(al) harshufa</em>, <strong>bottarga</strong> da <em>batarih</em> (ovario), <strong>bricoccalo</strong> (albicocca) da <em>al-barquq</em> (e i <strong>miscimin</strong> da <em>mishmish</em>, che ricorre in un arguto modo di dire), <strong>pateca</strong> (anguria e dintorni) da <em>battiha</em>, <strong>scabeccio</strong> (carpione, saòr, marinatura) da <em>iskebeg</em>, <strong>sciorbetto</strong> (sorbetto/mantecato) da <em>sherbet/sharbat</em> (via Turchia), <strong>scuccusun</strong> (pastina gragnuola) da <em>couscous</em>, <strong>zembi</strong> (ravioli, di pesce) da <em>zembil </em>(canestro di foglie intrecciate tipico ad es. dei pescatori tunisini)…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Dieta mediterranea, patrimonio UNESCO</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 13:19:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dieta mediterranea, patrimonio UNESCO Lunedì 16 novembre si festeggia il decennale del riconoscimento UNESCO alla “dieta mediterranea” come patrimonio immateriale dell’umanità. Questa dieta, da tutelare e promuovere (in primis nelle scuole) per la sua salubrità, acclarata scientificamente, modella valori alimentari che richiamano il senso di comunità, perché è contemporaneamente identità culturale e stile di vita, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/DSCN0198.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19993" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/DSCN0198-300x225.jpg" alt="DSCN0198" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dieta mediterranea, patrimonio UNESCO</p>
<p>Lunedì 16 novembre si festeggia il decennale del <strong>riconoscimento UNESCO alla “dieta mediterranea”</strong> come patrimonio immateriale dell’umanità.<br />
Questa dieta, da tutelare e promuovere (in primis nelle scuole) per la sua salubrità, acclarata scientificamente, modella valori alimentari che richiamano il senso di comunità, perché è contemporaneamente <strong>identità culturale e stile di vita</strong>, paesaggio e tavola, sapienza gastronomica e rito conviviale.<br />
Secondo dati reperibili anche online, <strong>1 italiano su 3 la pratica</strong>, e i consumi di carne stanno via via scendendo, a fronte – specularmente – di un positivo aumento dei consumi di verdure e legumi. Inoltre, si dimostra anche un’efficace alleata nella prevenzione/riduzione degli <strong>sprechi</strong> alimentari secondo il 64% degli italiani, quasi 2 intervistati su 3.<br />
Per me, che da vent’anni “conduco” <strong>Ancel Keys</strong> e la sua piramide nelle aule dove insegno e dentro il web dove scrivo, il 16 novembre vale dunque – anche nella mia veste di direttore scientifico di “<strong>Genova World</strong>” &#8211; come ennesima occasione per sottolineare i contenuti positivi dell’enogastronomia ligure.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/DSCN9960.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19994" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/DSCN9960-300x225.jpg" alt="DSCN9960" width="300" height="225" /></a>Io vivo presso una delle sponde su cui il “Mare nostrum” – mare che unisce e non divide – sposa le proprie onde ad un ricettario moderno, policromo, profumato, geniale persino nelle frugalità. Un ricettario che – nelle sue migliori declinazioni – sa privilegiare <strong>verdure e pescato, filiere brevi, cotture non invasive, olii extravergine… L’antitesi dei consumi massificati, del trash food, delle chimiche, dei prodotti di cui non si riesce a ricostruire le genetiche</strong>.<br />
Ed è un ricettario grazie al quale dialogo con professionisti e amici… Verrà il giorno in cui riunirsi di nuovo, e scambiarsi buon tempo ed utili parole prima ancora che assaggiare ottimi cibi. E’ novembre, mese un po’ malinconico, potremmo consolarci &#8211; ne approfitto amico Lettore per passarti 4 mie ricette &#8211; con un paté o una soppressata di <strong>polpo</strong> (<a title="le ricette di umberto curti" href="https://liguricettario.blogspot.com/2011/01/pate-di-polpo_26.html" target="_blank">link</a>) per antipasto, proseguire con un piatto di <strong>minestrone</strong> alla genovese (<a title="le ricette di umberto curti" href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/minestrone-di-verdure_10.html" target="_blank">link</a>), a seguire un trancio di <strong>tonno</strong> alla piastra (<a title="le ricette di umberto curti" href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/tonno-sulla-ciappa-sullardesia_9.html" target="_blank">link</a>), e infine una coppa di <strong>prescinsêua</strong> con miele (<a title="le ricette di umberto curti" href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/09/la-prescinseua_17.html" target="_blank">link</a>), rievocando il breakfast dei &#8220;vecchi&#8221; contadini dell&#8217;entroterra… Che ne pensa Paola Minale?<br />
E cosa verseremo in abbinamento nei calici? Prosit!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liguria, pesce fresco locale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 14:45:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18948" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/03/DSCN3170.jpg"><img class="size-medium wp-image-18948" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/03/DSCN3170-300x225.jpg" alt="acciughe in arbanella" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">acciughe in arbanella</p></div>
<p>Liguria, pesce fresco locale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si parla spesso – ed eufonicamente &#8211; di “<strong>blue economy</strong>”. Essa aggrega quelle molte attività per le quali il mare, le coste ed i fondali sono risorsa primaria a fini produttivi e di servizi, in un’ottica di sostenibilità ambientale: acquacoltura, pesca, biotecnologie marine, turismo, e pescaturismo, crociere e trasporto marittimo, porti e cantieristica, energie rinnovabili….<br />
Qui, ovviamente, vorrei tuttavia focalizzare soprattutto le attività di pesca, e specialmente quegli uomini (al centro di molta pesca v’è ancora l’uomo con la sua piccola imbarcazione) che giorno per giorno – talora sfidando il clima &#8211; salpano verso il largo per garantire pescato fresco – di filiera cortissima &#8211; a supermercati, hotel, ristoranti, pescherie, cittadini, mense…<br />
Purtroppo, il <strong>coronavirus</strong> sta drammaticamente nuocendo anche a costoro, ed in Liguria il fermo “forzato”, indotto in primis dal crollo della domanda, potrebbe riguardare anche <strong>le lampare</strong> per l’imminente stagione delle acciughe.<br />
<strong>Ligucibario®</strong> non solo ha sempre collocato il pesce fra gli alimenti-cardine della Liguria in termini di “autenticità” (la <strong>dieta mediterranea</strong> è non a caso patrimonio UNESCO da un decennio), ma sovente ha fatto propria la battaglia a favore del consumo di specie assolutamente locali e non d’importazione, ovvero – a puro titolo d’esempio e secondo gusti &#8211; <strong>acciughe, triglie, “sueli” (sugarelli), “besughi” (occhioni), “buddeghi” (boldrò), ricciole, palamita, molluschi</strong>…<br />
Alcune località della Liguria costiera propongono davvero una fiera identità marinara (<strong>Portovenere,</strong> <strong>Monterosso, Portofino, Camogli, Noli, Imperia</strong>…), con presenza – caso per caso &#8211; di musei navali, maestri d’ascia, mitilicolture, tonnarella, torri d’avvistamento, mercati del pesce, gustosissime tradizioni gastronomiche (<strong>polpo “dei zavorristi”, capponadda, ciuppin</strong>…) nonché botteghe e friggitorie specializzate, un cartoccio di pesciolini fritti è certamente un finger food tra i più irresistibili… Questo, sento di poter dire, è in definitiva il “marchio” (salato e blu) che ci rende celebri nel mondo, non solo turisticamente.<br />
Vorrei dunque ancor più invitarvi, Amici Lettori, a maggior ragione quando queste settimane d&#8217;emergenza finiranno, a consumare pesce locale. Non vi chiedo d&#8217;arrivare ai miei livelli di fanatismo, dato che quand&#8217;è possibile mi salo le acciughe, mi preparo il <strong>machetto</strong>, mi &#8220;rinvengo&#8221; lo stokkafisso&#8230;, ma di approfondire un tema che va ben oltre i branzini e le orate e che potrà ispirarvi benefiche innovazioni culinarie. E &#8211; last not least &#8211; dedico questo “post” a due amiche: la titolare di un ristorante d’Arenzano dove l’intera carta ruota proprio attorno al pesce fresco, e pertanto la invito a regalare presto a Ligucibario® una delle sue ottime ricette; e una allergologa di fama (e di buon senso, e buonissima forchetta), che invito – se avrà voglia e tempo come spero – ad intervenire qui con un suo scritto specifico, circa i vantaggi del consumo di pesce fresco locale… Ciao, Amici Lettori, e vediamo chi mi darà ascolto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La transumanza patrimonio Unesco</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 14:41:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/20170826_184843.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18772" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/20170826_184843-168x300.jpg" alt="20170826_184843" width="168" height="300" /></a>La transumanza diviene patrimonio culturale immateriale dell&#8217;Unesco</strong>, grazie ad un’iniziativa congiunta di Italia, Grecia, Austria. La periodica migrazione delle mandrie e greggi, nella stagione calda verso gli alpeggi, in quella fredda verso i fondovalle, è stata iscritta all&#8217;unanimità nella lista Unesco. Dunque, l&#8217;Italia stabilisce anche la primazia in termini d’iscrizioni rural-agroalimentari, anteponendosi a Turchia e Belgio. Dal Trentino al Lazio, dalla Campania alla Puglia la cartina geografica nazionale è ormai punteggiata di luoghi-simbolo.<br />
Dopo la<strong> dieta mediterranea</strong>, la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (TP), l&#8217;arte del pizzaiuolo napoletano, la tecnica dei <strong>muretti a secco</strong> e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe e del Prosecco, il riconoscimento circa la transumanza concerne ancor più l&#8217;Italia intera, coinvolgendo infatti comunità individuate dal dossier di candidatura (originato da Amatrice dopo il terribile sisma) come diverse tra loro ma unite da un fil rouge antico: Amatrice (Rieti), come detto, Frosolone (Isernia), Pescocostanzo e Anversa degli Abruzzi (L&#8217;Aquila), Lacedonia (in Alta Irpinia, Avellino), San Marco in Lamis e Volturara Appula (Foggia), nonché aree lucane, lombarde, trentine (Val Senales)&#8230;<br />
I pastori – la cui attività risulta fra le più sostenibili ed efficienti &#8211; inevitabilmente possiedono una profonda conoscenza degli habitat, delle armonie tra l’uomo e i cicli della natura circostante, e – last not least &#8211; dei veloci cambiamenti climatici in atto: dal Molise alla Valle d&#8217;Aosta, dal Veneto alla Sardegna essi pertanto garantiscono un (insostituibile) presidio fisico e personale del territorio, ed una perpetuazione preziosa di usi zootecnici e caseari lungo itinerari quanto mai “autentici” come le vie dei pascoli. Ovvie anche le connessioni col settore turismo, dal momento che gli ospiti sempre più desiderano <strong>sperimentare</strong> anche in Italia vacanze attive, green, relazionali, all’insegna del buonessere (amico lettore per saperne di più sulle tendenze in atto clicca <a href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts">https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts</a>).<br />
<strong>E la Liguria?</strong> In Liguria il pensiero viaggia verso le aree più montane e talora più appartate, la val d’Aveto a levante, Bardineto (SV) in alta val Bormida, la valle Arroscia, Monesi e Mendatica (IM) ormai ad un passo dalla cultura ormeasca ed occitana del Cuneese, Triora (IM)…<br />
Ligucibario® racconta da anni anche <strong>la cucina bianca, coi menu “malgari”</strong>, e il forte impiego di farinacei, latticini (tome, brusso), patate, porri, aglio, rape, pasta (sovente senza uova e condita sovente senza pomodori), castagne, miele, per confezionare piatti unici e corroboranti, dato che gli inverni, ieri ancor più d’oggi, imponevano calorie, ovvero creatività in base a quel che c’era.<br />
Queste culture, tuttavia, <strong>queste economie, avranno un futuro?</strong> O le criticità nell’organizzazione e nel marketing, nella distribuzione commerciale, nel dialogo quotidiano con la burocrazia, nella conoscenza delle lingue del mercato, nella promozione su web e social ne decreteranno la progressiva scomparsa?<br />
<strong>Ofelè fa el to mesté</strong>: chi, come me e Luisa Puppo, si occupa di comunicazione e formazione, sarebbe lieto di proporre ai cosiddetti “players” qualche riflessione operativa in merito, dato che finora &#8211; temo &#8211; molti progetti forse non son valsi a portare in loco neppure un turista in più&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/transumanza-patrimonio-unesco/">La transumanza patrimonio Unesco</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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