<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; troffiette</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/troffiette/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 10:24:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Pesto storyteller al corso GAE</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/il-pesto-storyteller-al-corso-gae/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/il-pesto-storyteller-al-corso-gae/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 10:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[aglio di vessalico]]></category>
		<category><![CDATA[allergeni]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[carrara]]></category>
		<category><![CDATA[colonnata]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[cuciniera di giobatta ratto]]></category>
		<category><![CDATA[davide oldani]]></category>
		<category><![CDATA[domande sul pesto]]></category>
		<category><![CDATA[fiore sardo]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mandilli]]></category>
		<category><![CDATA[metileugenolo]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine dop riviera ligure]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[pesto d'inverno]]></category>
		<category><![CDATA[pesto genovese]]></category>
		<category><![CDATA[pesto trapanese]]></category>
		<category><![CDATA[picagge]]></category>
		<category><![CDATA[pigato]]></category>
		<category><![CDATA[pinoli di pisa]]></category>
		<category><![CDATA[pistou]]></category>
		<category><![CDATA[salse da mortaio]]></category>
		<category><![CDATA[serre di pra']]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=25732</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Pesto Storyteller. Ho utilizzato &#8211; avviene sovente &#8211; il pesto genovese per una lezione di storytelling al corso GAE (VI edizione) presso F.Ire Genova. Malgrado sia generalmente adorata dai liguri tanto quanto dagli italiani, e molte recenti iniziative abbiano corroborato anche la sua notorietà internazionale (ma la cucina ligure ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-storyteller-al-corso-gae/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-storyteller-al-corso-gae/">Pesto storyteller al corso GAE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN9400.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25733" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN9400-300x225.jpg" alt="DSCN9400" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pesto Storyteller.</p>
<p>Ho utilizzato &#8211; avviene sovente &#8211; il pesto genovese per una lezione di storytelling al corso GAE (VI edizione) presso F.Ire Genova.<br />
Malgrado sia generalmente adorata dai liguri tanto quanto dagli italiani, e molte recenti iniziative abbiano corroborato anche la sua notorietà internazionale (ma la cucina ligure non è mai stata né mai sarà solo pesto&#8230;), questa salsa da mortaio va narrata anzitutto sfatando tanti luoghi comuni.</p>
<h2>Pesto storyteller: 20 dubbi risolti</h2>
<p>Ho quindi sviluppato la lezione  sul pesto storyteller &#8220;riscontrando&#8221; <strong>quella ventina di dubbi e quesiti che nel tempo ho visto ricorrere più di frequente</strong>. Amici Lettori vado ora con piacere a percorrerli anche con voi (in realtà, <em>Ligucibario®</em> ha già trattato il tema più o meno 150mila volte).<br />
1)il pesto è una salsa, non un sugo. Ergo, una preparazione a crudo, e quindi la qualità della materia prima è tutto&#8230;<br />
2) e 3)il mortaio è un manufatto diffuso in tutta l&#8217;area mediterranea, serviva a pestare spezie, frutta secca, pigmenti&#8230; Il marmo di Carrara e di Colonnata certamente contribuì ad una &#8220;romanizzazione&#8221; che lo diffuse intensamente anche in Liguria. Il genovese è tondo e svasato, il marsigliese è alto e capiente, con forma a tulipano, il toscano è più arrotondato e ha i 4 orecchi che scendono al basso, il bergamasco ricorda un&#8217;acquasantiera e ha una base a piedistallo&#8230; Grossi mortai, beninteso, servivano anche da fermaporte, vasi per piante, abbeveratoi&#8230; Ti consiglio il video <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fDHrksxBlCo" target="_blank">Genova e le salse da mortaio</a> che ho progettato e girato per il Comune di Genova.<br />
4)andrebbero privilegiati mortai di marmo più ruvido, così che la superficie funga al meglio da grattugia, in concorso col sale grosso&#8230;<br />
5)per i pestelli vanno bene molti dei legni anche liguri: faggio, ulivo, bosso, olmo, pero&#8230; Mai il castagno, più fragile e tannico. Un tempo esistevano anche pestelli a 2 teste, una per le preparazioni con aglio o altri ingredienti molto pungenti, l&#8217;altra per le restanti ricette&#8230;<br />
6)il diametro &#8220;casalingo&#8221; ottimale dei mortai si aggira attorno ai 22 cm. Più piccolo permette infatti di lavorare poca materia, più grande richiede muscoli da palestrato&#8230; Mi riterrete bisognoso di un TSO se vi confesso che io, nel caso di lunghe lontananze da Genova, metto in valigia addirittura un piccolo mortaio da viaggio?&#8230;<br />
7)le 4 protuberanze laterali servivano sia da appoggio sulle cosce, sia per roteare il mortaio mentre con l&#8217;altra mano si impugna e si aziona il pestello&#8230;<br />
8)un poco di acqua tiepida con qualche goccia di limone o aceto è il detersivo ottimale per garantire ai mortai una vita pressoché eterna&#8230;<br />
9)il calore del movimento elettrico ossida i polifenoli aromatici contenuti negli olii essenziali (metileugenolo) del basilico, pertanto si rischia di preparare un pesto poco profumato&#8230; Chi rifiuta il mortaio, abbia almeno l&#8217;accortezza di collocare bicchiere e lame dei frullatori nel freezer un&#8217;ora prima di servirsene&#8230;<br />
10) e 11)le serre sono &#8220;e stüffe&#8221; di vetro che si affermarono verso la fine dell&#8217;800, anzitutto a Pra&#8217; (che giustamente i praini scrivono con l&#8217;apostrofo e non con l&#8217;accento). Sono perfette per garantire temperature costanti ecc. ai coltivatori. Prima, col basilico coltivato in campo o in vaso, il pesto non era certo disponibile tutto l&#8217;anno&#8230; Infatti si mangiavano anche i cosiddetti pesti d&#8217;inverno, cioè preparati con quel che c&#8217;era: prezzemolo, fagiolini, spinaci, oppure timo, maggiorana&#8230; Sorrido quando sento persone che, in mancanza di resti archeologici o di ricette documentate, si ostinano ad affermare che in gastronomia esistano ricette uniche, originali, autentiche, assolute. E che protestino contro Davide Oldani. La realtà è che i nostri antenati usavano quel poco o tanto di cui disponevano in quel momento (e nelle campagne il burro poteva presenziare più dell&#8217;olio). Inoltre, molti &#8220;chef&#8221; erano analfabeti e certo non amavano condividere i propri copyright. A buon intenditor&#8230;<br />
12)la ricetta attuale del pesto è andata formalizzandosi, per così dire, dopo Giobatta Ratto (1863). Aglio (di Vessalico), pinoli (di Pisa), sale grosso, basilico genovese DOP, i 2 formaggi grattugiati da poco, olio extravergine DOP riviera ligure (preferire la sottozona riviera di levante). Peraltro mia madre, che era una cuoca straordinaria, e purtroppo morì molto giovane, nel suo pesto aggiungeva sovente qualche gheriglio di noce, precedentemente sbollentato per eliminare la pellicola amarognola. Non mi risulta sia mai stata processata né condannata&#8230;<br />
13)allergeni, sempre più spinosa questione; ho trattato lungamente, a voce, questo tema, specie in relazione ad aglio, pinoli, formaggi. Scrivetemi una mail e volentieri vi risponderò&#8230;<br />
14)le stagionature dei 2 formaggi sono rispettivamente parmigiano (o meno bene grana padano) 24 mesi, e pecorino (sardo DOP sarebbe il massimo) dagli 8 mesi. Al crescere della stagionatura di uno, è bene abbassare un po&#8217; quella dell&#8217;altro&#8230;<br />
15)il parmigiano è una quantità circa doppia rispetto al pecorino, ma personalmente amo (e preparo) anche il pesto con molto pecorino&#8230;<br />
16)il modo migliore di conservare il pesto è mangiarlo il prima possibile. Se proprio occorre conservarlo, evitare la surgelazione (che non equivale all&#8217;abbattimento e quindi origina microcelle d&#8217;acqua) e semplicemente riporre il pesto in frigo per qualche giorno, non di più, ben coperto da olio extravergine&#8230;<br />
17)i migliori formati di pasta in Liguria sono trenette, mandilli, picagge, ma io spazio anche fra testaroli, gnocchi di patate, troffiette (si badi che un tempo i genovesi chiamavano troffie gli gnocchi)&#8230;<br />
18)il pesto, come del resto il basilico, si presta bene anche ad impieghi innovativi, quindi viva la fantasia (non la stravaganza). Io utilizzo il pesto nelle insalate, con gli sgombri alla piastra, coi petti di pollo&#8230;<br />
19)il pesto non ama i vini rossi, tannici. Perciò, in Liguria prediligere la semiaromaticità del Pigato DOC (unicità della Riviera di ponente), e fuori regione abbinare ad es. Malvasia secca, Sauvignon, finanche Riesling&#8230;<br />
20)il pistou provenzale si differenzia dal pesto genovese in quanto contiene molto aglio e niente formaggi. Il pesto trapanese sostituisce a parmigiano e pinoli il pomodoro e le mandorle&#8230; Si tratta, come vedete, di due salse &#8211; seppur squisite &#8211; molto diverse dalla genovese&#8230;</p>
<p>Pesto storyteller&#8230; da narrare.<br />
Buon pesto a voi tutti, e &#8220;divulgate&#8221; il pesto nel modo migliore, che non è quello dei guru (nessuno fino a prova contraria è depositario della ricetta).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-storyteller-al-corso-gae/">Pesto storyteller al corso GAE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/il-pesto-storyteller-al-corso-gae/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Basilico, prima ancora che pesto</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/basilico-prima-ancora-che-pesto/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/basilico-prima-ancora-che-pesto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 10:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[aglio di vessalico]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[buonessere]]></category>
		<category><![CDATA[cultivar]]></category>
		<category><![CDATA[fiore sardo dop]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[mandilli]]></category>
		<category><![CDATA[olii aromatici]]></category>
		<category><![CDATA[olio dop riviera ligure]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano reggiano dop]]></category>
		<category><![CDATA[pesto genovese]]></category>
		<category><![CDATA[pigato]]></category>
		<category><![CDATA[pinoli di pisa]]></category>
		<category><![CDATA[sale grosso marino]]></category>
		<category><![CDATA[savore d'aglio]]></category>
		<category><![CDATA[terroir]]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=20831</guid>
		<description><![CDATA[<p>Basilico, prima ancora che pesto&#8230; E’ in edicola il numero 27 del magazine bimestrale LiguriaFood (editore Sabatelli). In quest’occasione ho avuto modo di dedicarmi al tema basilico. Non il pesto dunque, se non in forma residuale, bensì quell’erba regia (basileus) che da circa due secoli del pesto è protagonista. Ma non fu sempre così: prima ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/basilico-prima-ancora-che-pesto/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/basilico-prima-ancora-che-pesto/">Basilico, prima ancora che pesto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/02/DSCN1253.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20832" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/02/DSCN1253-300x225.jpg" alt="DSCN1253" width="300" height="225" /></a>Basilico, prima ancora che pesto&#8230;</p>
<p>E’ in edicola il numero 27 del magazine bimestrale <strong>LiguriaFood</strong> (editore Sabatelli).</p>
<p>In quest’occasione ho avuto modo di dedicarmi al tema <strong>basilico</strong>. Non il pesto dunque, se non in forma residuale, bensì quell’erba regia (basileus) che da circa due secoli del pesto è protagonista. Ma non fu sempre così: prima dell’avvento delle serre, il “<em>savore d’aglio</em>” si preparava con quel che c’era stagionalmente, fagiolini, spinaci, maggiorana&#8230;, e talvolta – sebbene io per primo usi solo ed esclusivamente olio extravergine – la ricetta poteva consentire un poco di burro. Tuttavia, da questo a dire (come di recente un noto chef) che il burro sarebbe ingrediente dell’autentica tradizione ce ne corre…</p>
<p>L’articolo che ho redatto per la rivista è, come sempre, una difesa e una diffusione di ciò che è autoctono. Terroir, cultivar, filiere accorciate, <em>buonessere</em> sono parole che amo e che voglio ritrovare anche dentro un mortaio(1). Il <strong>Basilico Genovese DOP</strong> gode di condizioni pedoclimatiche straordinarie, e il sapere umano asseconda la natura garantendo al consumatore, tramite un protocollo disciplinare cui gli aderenti si conformano, una qualità certificata, tracciata. Non è forse così anche per i grandi vini e i grandi olii? &#8220;C’è più storia in una piccola onda del Mediterraneo che in tutti gli oceani messi insieme&#8221;, scriveva il famoso romanziere Raffaele La Capria… Sono reduce da una riunione di lavoro a Sassello, con attori pubblici e privati. Su una constatazione ci siamo tutti trovati d&#8217;accordo: viviamo una stagione storica che pone quotidianamente a rischio la sostenibilità ambientale, le biodiversità naturali e culturali, i cibi puliti. Mi sento dunque di aggiungere che la &#8220;militanza&#8221; dalla parte giusta implica oggi scelte quanto mai attente e consapevoli. Come muoversi, cosa indossare, cosa cucinare&#8230; I prodotti a denominazione d&#8217;origine protetta sono, in tal senso, fra i nostri primi alleati.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/02/ligufood-basil.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20836" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/02/ligufood-basil-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a>E a queste piantine di basilico d’eccellenza, preparando il pesto (“il” pesto e non “un” pesto), accosteremo i <em>fab six</em>: aglio di Vessalico (IM), pinoli pisani o comunque italiani, sale grosso marino, parmigiano reggiano DOP (18-24 mesi), fiore sardo DOP (10 mesi), olio extravergine DOP Riviera Ligure (io privilegio la sottozona di levante). A quel punto occorrerà solo acqua bollente in cui tuffare la pasta caso per caso preferita, <strong>mandilli, trenette, gnocchi di patate, troffiette del Golfo Paradiso, testaroli</strong> (gloria del levante ligure)… Ma il pesto, come tutti i cibi migliori, è convivio, e al momento dei brindisi gli abbineremo doverosamente vini bianchi di personalità, un <strong>Pigato DOC</strong>, un Sauvignon, un Riesling, una Malvasia secca, serviti a 10-11°C in  tulipani a stelo alto.</p>
<p>Amici di Ligucibario®, vi sarà venuta l’acquolina in bocca. Ma prima naturalmente vi aspetto in edicola.</p>
<p>(1)chi usa frullatori, mixer, robot&#8230;abbia l&#8217;accortezza di gelare preventivamente lame e bicchiere nel freezer, così da non ossidare, col prolungato movimento elettrico, gli oli essenziali che dal basilico renderanno aromatica la salsa&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/basilico-prima-ancora-che-pesto/">Basilico, prima ancora che pesto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/basilico-prima-ancora-che-pesto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è vita su Marte oltre il pesto?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/ce-vita-su-marte-oltre-il-pesto/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/ce-vita-su-marte-oltre-il-pesto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 09:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[cuciniera di giobatta ratto]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[lasagne]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mortaio]]></category>
		<category><![CDATA[pesto]]></category>
		<category><![CDATA[picagge]]></category>
		<category><![CDATA[pigato]]></category>
		<category><![CDATA[serre di pra']]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[vessalico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=19762</guid>
		<description><![CDATA[<p>C&#8217;è vita su Marte oltre il pesto? IL MORTAIO Nessuno ragionevolmente, e men che mai io, porrebbe in discussione l’importanza del mortaio (non solo di marmo) in àmbito mediterraneo. Un utensile “di civiltà”, che da sponda a sponda accompagna(va) preparazioni culinarie e cosmetiche, vi si pesta(va)no infatti spezie, frutta secca, sostanze coloranti… SUA MAESTA&#8217; IL ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ce-vita-su-marte-oltre-il-pesto/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ce-vita-su-marte-oltre-il-pesto/">C&#8217;è vita su Marte oltre il pesto?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/07/DSCN2050.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19763" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/07/DSCN2050-300x225.jpg" alt="DSCN2050" width="300" height="225" /></a></p>
<p>C&#8217;è vita su Marte oltre il pesto?</p>
<p>IL MORTAIO</p>
<p>Nessuno ragionevolmente, e men che mai io, porrebbe in discussione l’importanza del <strong>mortaio</strong> (non solo di marmo) in àmbito mediterraneo. Un utensile “di civiltà”, che da sponda a sponda accompagna(va) preparazioni culinarie e cosmetiche, vi si pesta(va)no infatti <strong>spezie, frutta secca, sostanze coloranti</strong>…</p>
<p>SUA MAESTA&#8217; IL PESTO DI BASILICO</p>
<p>Nessuno ragionevolmente, e men che mai io che le ho dedicato infiniti scritti (eccone ad es. a questo <a title="umberto curti storia del pesto" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">link</a>), porrebbe in discussione i valori di <strong>una salsa a crudo</strong> che tutto il mondo “invidia” alla <strong>Liguria e a Zena</strong>, quel <span style="text-decoration: underline;"><em>savore d’aglio</em></span> che da metà ‘800 – ma la “Cuciniera” di Giobatta Ratto impiegò in origine formaggio &#8220;discutibile&#8221;… &#8211; venne via via formalizzato nei 7 ingredienti con cui oggi (sic dicunt) si prepara il pesto, battendoli e stracciandoli nel mortaio con pestelli di legno duro (e le orecchie del mortaio valgono a ruotarlo, ma anche a poggiarlo sulle cosce se si cucina seduti…). Te li elenco quegli ingredienti, amico Lettore, in ordine di successione, <strong>aglio bianco (perfetto il Vessalico), pinoli pisani/italiani, sale grosso – guarda caso un conservante &#8211; , basilico genovese dop (quello giovane a foglioline piccole), parmigiano dop 18 mesi, fiore sardo dop oltre i 6 mesi (grosso modo 3-4 parti ogni 6-7 di parmigiano), e olio extravergine locale (possibilmente DOP Riviera di levante).</strong><br />
E se a casa o dove sia utilizzi i robot, i mixer, i frullatori, abbi l&#8217;accortezza di &#8220;gelare&#8221; un&#8217;oretta in freezer il bicchiere e le lame, perché il calore del movimento elettrico ossida i polifenoli aromatici negli olii essenziali della pianta&#8230;<br />
Ma prima delle serre (affermatesi a fine ‘800, chiedere ai praini come Stefano Bruzzone di &#8220;<a title="associazione genova world" href="https://genovaworld.blogspot.com/p/genova-world.html" target="_blank">Genova World</a>&#8221; per credere) il basilico non era costantemente disponibile com’è viceversa oggi, ed i cosiddetti “pesti d’inverno” capitalizzavano perciò quel che c’era, maggiorana spinaci e poi fagiolini tanto per dire, con geniale frugalità…</p>
<p>LA PASTA, E IL PIGATO</p>
<p>Nessuno ragionevolmente, e men che meno io, porrebbe in discussione il perfetto matching con le <strong>lasagne</strong> sottili come fazzoletti di seta, le <strong>trenette</strong> anche avvantaggiate da crusca, le <strong>picagge</strong> anche matte, gli <strong>gnocchi</strong> di patate (nipoti “indiretti” dei knoedel “longobardi”), le <strong>troffiette</strong>, i <strong>testaroli</strong> (da Cogorno in poi…) tagliati a rombi, né l’abbinamento con un <strong>Pigato</strong> ad hoc (pardon, DOC), che ha note alquanto più aromatiche del Vermentino e della Bianchetta, versato a 11°C in tulipani a stelo alto.<br />
Fin qui, dunque, tutto bene.</p>
<p>MA LA CUCINA LIGURE E&#8217; SOLO PESTO?</p>
<p>Ma la questione da porsi – forse ereticamente – poi diventa: c’è vita su Marte oltre il pesto? Intendo dire: <strong>la cucina ligure è solo pesto?</strong> E (me) lo domando in quanto, anche sul web e sui social, pare che l’attrazione di turisti e gastronauti dovrà avvenire solo attraverso il pesto. Tutti pesteranno pesto, tutti saranno &#8211; più o meno &#8211; espertissimi maestri di pesto. Nelle proposte di viaggio in Liguria dominerà il pesto, tante guide turistiche accompagneranno i gruppi a veder fare o a fare il pesto, tanti organizzatori di eventi prevedranno gare di pesto, non vi sarà quasi fiera salone convention e turismo esperienziale senza pesto, tanti showcooking e demo proporranno pesto… Pesto pesto pesto, fortissimamente pesto.<br />
Gloria al pesto, non mi si fraintenda. Ma ho la sensazione che vi sia tutta un’ulteriore cucina ligure (ora celebre, ora da &#8220;riscoprire&#8221;) che rimane nell’ombra, immeritatamente esclusa da tutte queste vetrine ed opportunità. Non faccio esempi, ma è sufficiente qui sulla mia piattaforma Ligucibario® navigare la sezione “<strong>il top del tipico</strong>”, in home page, o ancor più approfonditamente “<strong>l’alfabeto del gusto</strong>” (eccoti poi il <a title="l'alfabeto del gusto di ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">link</a> diretto), per visualizzare quanti piatti della memoria, quante ricette autentiche, quante tradizioni del gusto avrebbero pari o comunque buon diritto alla ribalta.</p>
<p>FOOD TOUR</p>
<p>La Liguria, tanto per dire, sono i finger food (focaccia, sardenaira, farinata, friscêu, cuculli, panissa, barbagiuai&#8230;), sono le altre salse da mortaio fra cui un eccelso marò di fave fresche che a ponente sposava la capra, i cento pani da Pignone a Triora, è la salagione delle acciughe dentro le arbanelle, la brandade di stoccafisso, la capponadda di bordo camoglina, la mes-ciùa degli approdi spezzini, lo zimino di ceci, il minestrone di verdure, la pasta ripiena dai raiêu ai pansoti, la favolosa torta Pasqualina col preböggiön, la cima cantata anche da De André, le tomaxelle, le trippe accomodate e alla sbira, il coniglio con pinoli e taggiasche, gli umidi di mare (buridda, ciuppin, bagnön rivano) il castagnaccio, il pandolce antico lievitato col crescente e quello basso lievitato col baking, tutta la pasticceria secca anche in “coabitazione” col Piemonte, la spungata di Sarzana e della Via Francigena * … Ognuno di questi piatti è un magnifico storyteller, legandosi a luoghi, coltivazioni, tecniche di pesca, importazioni, riti, aneddoti e ricorrenze&#8230;; qualcuno, addirittura (come la capponadda), si può preparare senza nemmeno dover accendere i fornelli&#8230;<br />
Gloria al pesto, quindi, non mi si fraintenda. Ma osare talvolta un po’ più di fantasia, su Marte?<br />
* a tanti dei piatti in elenco ho dedicato libri, corsi, gustincontri&#8230;, la miniera della gastronomia ligure è &#8211; anche per ragioni geostoriche &#8211; inesauribile, e non lo affermo per campanilismo, dato che mi reputo un estimatore di tutte le 20 cucine regionali italiane, e di non poche internazionali&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ce-vita-su-marte-oltre-il-pesto/">C&#8217;è vita su Marte oltre il pesto?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/ce-vita-su-marte-oltre-il-pesto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è pesto per voi</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/ce-pesto-per-voi/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/ce-pesto-per-voi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 12:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[c'è pesto per te]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[fagiolini]]></category>
		<category><![CDATA[focaccia]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[mortaio]]></category>
		<category><![CDATA[patate]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino sardo]]></category>
		<category><![CDATA[pesto]]></category>
		<category><![CDATA[picagge]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=19319</guid>
		<description><![CDATA[<p>C&#8217;è pesto per voi Quando, alcuni anni fa, la televisione passò al digitale terrestre, di colpo – decoder permettendo… – trovammo sintonizzabili alcune centinaia di canali, gran parte dei quali ci erano del tutto ignoti. Sperai quindi, occupandomi professionalmente di enogastronomia, d’imbattermi in molte trasmissioni dai validi contenuti. Debbo purtroppo affermare che in realtà quella ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ce-pesto-per-voi/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ce-pesto-per-voi/">C&#8217;è pesto per voi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18884" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/mare-di-basilico-e1582191058344.jpg"><img class="size-medium wp-image-18884" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/mare-di-basilico-e1582191058344-300x168.jpg" alt="magnifiche serre di basilico a pra'" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">magnifiche serre di basilico a pra&#8217;</p></div>
<p>C&#8217;è pesto per voi</p>
<p>Quando, alcuni anni fa, la televisione passò al digitale terrestre, di colpo – decoder permettendo… – trovammo sintonizzabili alcune centinaia di canali, gran parte dei quali ci erano del tutto ignoti. Sperai quindi, occupandomi professionalmente di enogastronomia, d’imbattermi in molte trasmissioni dai validi contenuti. Debbo purtroppo affermare che in realtà quella montagna, come si suol dire, partorì un topolino: pochi i format interessanti, rari gli spunti storico-culturali su prodotti e piatti, perfettibile il corredo d’informazioni circa l’uso, e i profili nutrizionali, di questo o quell’ingrediente…<br />
Ieri sera sul canale 33 la replica di una puntata di “Food Advisor” ha portato Simone Rugiati a <strong>Genova</strong>, in cerca – come stupirsi? &#8211; di <strong>pesto</strong>. Libero – come sempre &#8211; da pregiudizi, con piacere ho seguito il tour del conduttore attraverso 4 accoglienti locali, alquanto diversi tra loro, di cui uno “da asporto”. Si è trattato de “La voglia matta” a Voltri, la “Trattoria della Raibetta” nel centro storico, “Pesto bene” in via San Pietro della Porta, e “Marin – Eataly” proprio al Porto antico. &#8220;Pesto bene&#8221; è &#8211; a differenza degli altri 3 &#8211; non un ristorante bensì un ristoro che ha &#8220;brevettato&#8221; un finger food assai goloso, si tratta di quadrettoni di <strong>focaccia</strong> opportunamente &#8220;sagomati&#8221; e riempiti di pesto, per l&#8217;asporto.<br />
Tutti i 4 sfidanti, per la puntata televisiva, avevano eseguito in diretta un pesto al <strong>mortaio</strong> (&#8220;Pesto bene&#8221; con un pestello elettrico che rotea dolcemente), e debbo dire che in questi anni &#8211; si avverte &#8211; è molto cresciuta in città, anche grazie ai flussi turistici, la consapevolezza circa questa gloriosa salsa a crudo, che poggia tutti i suoi valori proprio sulla qualità della materia prima e sulla delicatezza dell’esecuzione (il calore elettrico dei frullatori, come noto, ossida gli olii aromatici della pianta…). Mi riferisco alla successione in mortaio degli ingredienti, alle caratteristiche del basilico (DOP, giovane, a foglioline piccole), alla stagionatura dei formaggi (grosso modo 18-24 mesi il parmigiano DOP, 10 il pecorino DOP), all&#8217;utilizzo pinoli pisani/italiani, di solo olio extravergine, preferibilmente ligure (cultivar taggiasca ma anche ovviamente lavagnina)&#8230;<br />
Ha vinto la “Raibetta”, antica trattoria dei carruggi, con le sue <strong>trenette avvantaggiate</strong>, che peraltro (e con mio sommo disappunto) realizza un pesto senza <strong>pecorino sardo</strong>, il quale viceversa è uno degl’ingredienti – l’altro è l’<strong>aglio</strong> (un nutraceutico) – attorno al quale, per ragioni storico-commerciali, via via presumibilmente il pesto prese forma.<br />
Nel complesso, ho assistito ad una gradevolissima puntata, e ad una competizione di buon livello, che ha reso onore all’oro verde della “Superba”. Fatti salvi alcuni dettagli, che mi vedono perplesso (l’etimologia delle trenette * , il pesto cotto dentro i tortelli ** , il vino rosé in abbinamento *** ), vi suggerisco ove possibile di recuperare la puntata online, e buon pesto a voi tutti, amici lettori, soprattutto in questi giorni difficili.<br />
* trenetta origina da piccola trina, treccia (di tessuto). Il tema dei nastri e cordoncini di stoffa ricorre più volte (anche) nella cucina ligure, si pensi alle fettuccine e alle picagge. &#8220;La voglia matta&#8221; di Voltri ha viceversa condito le classiche troffiette, saggiamente specificando che per i Genovesi le troffie erano gli gnocchi&#8230;<br />
** lo chef del “Marin” utilizza il pesto come farcia dei tortelli (dunque rapidamente lo cuoce), e completa creativamente il piatto con una crema di patate e alcuni fagiolini tagliati a freddo in listarelle minutissime<br />
*** per l’abbinamento privilegio sempre l’aromaticità dei <strong>Pigato</strong>, o fuori regione dei Sauvignon, delle Malvasie, finanche dei Riesling. Tengo viceversa i rosati per quei piatti di pesce che &#8211; in Liguria e altrove &#8211;  impiegano pomodoro, ortaggio che cuocendo trasforma il profilo organolettico delle pietanze<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ce-pesto-per-voi/">C&#8217;è pesto per voi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/ce-pesto-per-voi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Serre di basilico e pesto di Pra&#8217;</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/bruzzone-serre-basilico-pesto-pra/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/bruzzone-serre-basilico-pesto-pra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 09:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[aglio di vessalico]]></category>
		<category><![CDATA[basilico di prà]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Puppo]]></category>
		<category><![CDATA[mandilli]]></category>
		<category><![CDATA[olio dop riviera ligure]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino fiore sardo]]></category>
		<category><![CDATA[pesto genovese]]></category>
		<category><![CDATA[picagge]]></category>
		<category><![CDATA[pigato]]></category>
		<category><![CDATA[pinoli italiani]]></category>
		<category><![CDATA[salse al mortaio]]></category>
		<category><![CDATA[serre]]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=18882</guid>
		<description><![CDATA[<p>Serre di basilico e pesto di Pra&#8217; Accoglienza come sempre regale lassù nelle serre di basilico di Pra&#8217;, dove non a caso si coltiva e si tramanda un’erba che già fu “regia” per i Greci (basilico da basileus=re), e quanto alla Grecia – amico lettore – concorderai che in quelle onde si fondò la civiltà ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/bruzzone-serre-basilico-pesto-pra/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/bruzzone-serre-basilico-pesto-pra/">Serre di basilico e pesto di Pra&#8217;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18883" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/foglie-dettaglio.jpg"><img class="size-medium wp-image-18883" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/foglie-dettaglio-300x168.jpg" alt="basilico di prà" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">basilico di prà</p></div>
<p>Serre di basilico e pesto di Pra&#8217;</p>
<p>Accoglienza come sempre regale lassù nelle <strong>serre di basilico di Pra&#8217;</strong>, dove non a caso si coltiva e si tramanda un’erba che già fu “regia” per i Greci (basilico da basileus=re), e quanto alla Grecia – amico lettore – concorderai che in quelle onde si fondò la civiltà mediterranea…<br />
Lassù in quelle serre di Pra&#8217;, luogo vocato sin dall’Ottocento, l’accoglienza è rito a cura di Sir Stefano <strong>Bruzzone</strong>, imprenditore (e gentiluomo) dall’anima green, e mercoledì 19 febbraio sono state ospiti alcune importanti professionalità del turismo cui <strong>la nostra Luisa Puppo</strong> sta tenendo un corso specifico di “Gourmet English”, ovvero di microlingua settoriale per interagire al meglio con la domanda anglofona, che tra l’altro – e sempre più &#8211; invoca proposte di viaggio esperienziali.<br />
Ho conosciuto Stefano un anno fa, quando m’invitò a tenere una conferenza alla grande festa del &#8220;baxaicò&#8221; che organizza giù in paese. Peraltro, già usavo il suo pesto – oggi senza dubbio il migliore tra quelli in commercio – per gli storytelling sensoriali che tengo nei corsi.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/mare-di-basilico-e1582191058344.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18884" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/mare-di-basilico-e1582191058344-300x168.jpg" alt="mare di basilico" width="300" height="168" /></a>Stefano, e la moglie Monica, rivendicano con fierezza l’origine strettamente contadina del luogo, fra mare genovese e colline che traguardano il Basso Piemonte della <strong>valle Stura</strong>. Qui, l’intuizione di fine Ottocento di un mondo sapientemente rurale, i cui ortaggi finivano non a caso sul desco delle vicine ville patrizie, furono le serre di vetro dove, oggi come ieri, il basilico trova e trovò una casa ideale.<br />
Il gruppo in visita didattica ha esplorato le ampie serre, il laboratorio di produzione, i piccoli appezzamenti dove sta prendendo vita anche un poco di gentilrosso, un grano tenero antico (ovvero scampato alle mutagenesi radioattive e ad altre nefandezze del tempo presente) che si caratterizza per la spiga rossiccia.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/serre-e1582191168498.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18885" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/serre-e1582191168498-168x300.jpg" alt="serre" width="168" height="300" /></a>Sul basilico, sul pesto (sulle <strong>salse al mortaio</strong> in genere), sulle <strong>paste da condire</strong> (mandilli, picagge, trenette, testaroli, troffiette e gnocchi) e sui <strong>vini da abbinare</strong> (Pigato, Sauvignon, Malvasie secche, Riesling) ho già scritto nel tempo tsunami di testi, che ora – amico lettore – non t’infliggo se non suggerendoti in lettura &#8211; cliccando ad es. <a title="il pesto secondo umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">qui</a> &#8211; <strong>altre parti di Ligucibario®</strong>. Ma la parola scritta, come noto, poco può rispetto alle esperienze vissute in presa diretta. Ecco dunque Stefano Bruzzone, sull’assolata terrazza di quel suo bel luogo, mettere alla prova un pestello di legno dentro un bacile di marmo, preparazione “solenne” ma mai snob, dal momento che il calore del movimento elettrico purtroppo ossida i <strong>polifenoli</strong> del basilico e dunque i moderni frullatori, ormai comodità presente in tutte le case, non possono che realizzare un pesto poco, o comunque meno, aromatico… In circa 15 minuti la ghiottoneria è bell’e pronta.<br />
<strong>Aglio (in primis di Vessalico), pinoli italiani, sale marino grosso, basilico genovese dop, parmigiano dop, fiore sardo dop ed extravergine dop riviera ligure</strong>: non esiste in realtà una ricetta “originale”, “autentica”, “unica e assoluta”, ma vige tuttavia una regola importante, il pesto genovese – una salsa, dunque una ricetta a crudo &#8211; origina da un ottimo basilico. <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/bruzzone-pestoman-e1582191242961.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18886" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/02/bruzzone-pestoman-e1582191242961-300x168.jpg" alt="bruzzone pestoman" width="300" height="168" /></a>Aglio (un nutraceutico), sale marino grosso (un conservante) e pecorino (nei commerci la Repubblica di Genova dialogava intensamente con la Sardegna) fecero e fanno il resto, assegnando poi ai pinoli, al parmigiano e all’extravergine soprattutto il compito d’ammorbidire i sapori e ingentilire la texture, dato che un pesto organoletticamente troppo “brutale” non incontrerebbe il gusto contemporaneo.<br />
Ciao e ancora grazie Sir Stefano, alla prossima, e sappi che ti tengo nel mirino, non scamperai ad altre visite didattiche…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/bruzzone-serre-basilico-pesto-pra/">Serre di basilico e pesto di Pra&#8217;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/bruzzone-serre-basilico-pesto-pra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>World Pasta Day in Liguria</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/world-pasta-day-liguria/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/world-pasta-day-liguria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 09:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[battolli]]></category>
		<category><![CDATA[corzetti]]></category>
		<category><![CDATA[gattafin]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[lasagne]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[mandilli]]></category>
		<category><![CDATA[natalini]]></category>
		<category><![CDATA[pansoti]]></category>
		<category><![CDATA[pasta day 2019]]></category>
		<category><![CDATA[picagge]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli alla genovese]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[zembi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=18676</guid>
		<description><![CDATA[<p>Oggi – 25 ottobre &#8211; è il “World Pasta Day”, giunto alla 21^ edizione. In Liguria ovviamente il pensiero corre alle trenette, ai mandilli, alle picagge, alle troffiette (fors’anche agli gnocchi, sebbene di patate?), e a quei deliziosi “ripieni” che vanno sotto il nome di ravioli e pansoti. Ma la Liguria è terra di antiche ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/world-pasta-day-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/world-pasta-day-liguria/">World Pasta Day in Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/20170822_130558.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18677" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/20170822_130558-300x168.jpg" alt="20170822_130558" width="300" height="168" /></a>Oggi – 25 ottobre &#8211; è il “<strong>World Pasta Day</strong>”, giunto alla 21^ edizione.<br />
In Liguria ovviamente il pensiero corre alle trenette, ai mandilli, alle picagge, alle troffiette (fors’anche agli gnocchi, sebbene di patate?), e a quei deliziosi “ripieni” che vanno sotto il nome di ravioli e pansoti. Ma la Liguria è terra di antiche vocazioni pastarie. Scorrete qui sotto quanti altri formati, ricette e tradizioni a base d&#8217;acqua e farine s’incontrano sia sulle due Riviere che nei borghi dell’entroterra (tendo a conservare ovunque possibile il termine dialettale)…<br />
Armelette, bacialli, bastardui, battolli, brichetti, bugaeli, ciapazoi, cordelle, corzetti e croxetti, dianin, fregamài, gasse (spelinseghi), gattafuin, lazarene, minietti, mostaccioli (maccheroni), natalini, picagge, pissarèi, pristi, quadrucci, reginette, scuccusùn, streppe, sugeli, tacui, testaroli, turle, zembi…<br />
Potete come sempre approfondire qui ognuna delle voci soprastanti, cliccando la sezione “<a title="ligucibario alfabeto del gusto" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">alfabeto del gusto</a>” di Ligucibario®, il più ampio e completo, dato che è frutto di un lavoro ventennale (e non a caso oggetto di innumerevoli saccheggi da parte di quei buontemponi che si appropriano online dei testi altrui senza neppur avere &#8211; ovviamente &#8211; la decenza di citare la fonte…). Buona pasta e buon “pasta day” a voi tutti, amici lettori, ovunque voi siate, dal vostro Umberto Curti&#8230;<br />
P.S. la foto ritrae un meraviglioso impasto di Delia Pesce, mia cara amica di Calizzano (SV)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/world-pasta-day-liguria/">World Pasta Day in Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/world-pasta-day-liguria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gnocchi (col pesto)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gnocchi-col-pesto/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gnocchi-col-pesto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2012 17:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
		<category><![CDATA[G - Alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[avegno]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[dolceacqua]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[lasagne]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[michele dondero]]></category>
		<category><![CDATA[pesto]]></category>
		<category><![CDATA[pompeiana]]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[troffie]]></category>
		<category><![CDATA[troffiette]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[urbe]]></category>
		<category><![CDATA[val fontanabuona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=8017</guid>
		<description><![CDATA[<p>Col pesto si condiscono preferibilmente gli gnocchi, le lasagne, le troffiette, le trenette, i testaroli. Gnocchi deriva forse dal longobardo knohhil = nodo, nocca (donde knoedel/canederlo), ed è impasto – di varia forma &#8211; ben precedente alla patata e al mais, che s’imposero solo a fine ‘700, e soprattutto in Piemonte e Veneto * . ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gnocchi-col-pesto/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gnocchi-col-pesto/">Gnocchi (col pesto)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Col <a title="Pesto di basilico" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pesto-di-basilico/">pesto</a> si condiscono preferibilmente gli gnocchi, le <a title="Mandilli de saea" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mandilli-de-saea/">lasagne</a>, le troffiette, le <a title="Trenette" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/trenette/">trenette</a>, i testaroli. Gnocchi deriva forse dal longobardo knohhil = nodo, nocca (donde knoedel/canederlo), ed è impasto – di varia forma &#8211; ben precedente alla patata e al mais, che s’imposero solo a fine ‘700, e soprattutto in Piemonte e Veneto * .<br />
Da allora le patate &#8211; dono del Nuovo Mondo, ma &#8220;sdoganato&#8221; in Liguria dal fontanino Padre Michele Dondero &#8211; più giuste per gli gnocchi sono farinose, non novelle, lessate con la buccia, poi schiacciate da tiepide. L’impasto (con uova oppure no), spezzettato, viene “modellato” dai rebbi della forchetta o dal cosiddetto rigagnocchi per trattener meglio il condimento. Una sagra festeggia gli gnocchi col pesto a Pompeiana (IM), ma gli gnocchi sono di pane a Dolceacqua (IM) e di castagne a Urbe (SV) e Val Fontanabuona (GE), ottimi con burro fresco crudo. Quelli di ricotta vengono profumati con foglie di basilico. Interessante una filastrocca che Silvia Capurro di Avegno (GE) ha loro dedicato nel 1970, ricca di forme dialettali, sgrammaticature, calembours…</p>
<p>* possono esser di patate anche gli gnocchi alla romana. E il carnevale veronese propone il famoso &#8220;bacanal del gnoco&#8221;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gnocchi-col-pesto/">Gnocchi (col pesto)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gnocchi-col-pesto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
