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	<title>Ligucibario &#187; tomaxelle</title>
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		<title>pain de Gênes</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 14:14:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il pain de Gênes, noto anche come torta genovese, o come ambrosia, è peraltro un dolce di origine incerta, di fatto l’attuale “format” fu merito nel 1850, a Parigi, di Fauvel, il pasticcere di maison Chiboust in rue Saint-Honoré, un nome una garanzia (Saint Honoré è fra l’altro il patrono dei pasticceri). È una torta simil pan di spagna, ma con sfarinato di mandorle, senza lieviti, con burro, uova e zucchero, cotta in uno stampo per pane genovese tondo e piatto e con bordo scanalato, da foderare con carta forno, quindi glassata con curaçao, kirsch o maraschino, ma personalmente ho un&#8217;amica che privilegia il rum. Due anni più tardi, nel 1852, Fauvel poi prese servizio nel celebre panificio Frascati (1797) in boulevard Montmartre, ovviamente – come sempre avveniva – portando colà le proprie ideazioni, copyright che rendevano più competitiva una bottega&#8230; Questa la modificò appena e divenne &#8220;pane genovese&#8221;, per via dell&#8217;assedio austriaco subito dal generale Andrea Massena a Genova – generale che non a caso diventò il famigerato “Massazena” &#8211; nel corso della II campagna d&#8217;Italia (a tale assedio si legherebbero anche le tomaxelle…). La leggenda vuole che i genovesi assediati sopravvivessero grazie a decine di migliaia di chili di mandorle, chissà&#8230; A dolci come questi Ligucibario® abbina un passito a bacca bianca, servito fresco nei tulipanini.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Epifania a tavola a Genova e in Liguria</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 16:00:03 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29488" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/crib-1891532_640.jpg"><img class="size-medium wp-image-29488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/01/crib-1891532_640-300x169.jpg" alt="Photocredits: Pixabay" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Photocredits: Pixabay</p></div>
<p>Epifania a tavola a Genova e in Liguria.<br />
La cucina italiana (esista o no…) è di recente assurta a patrimonio UNESCO. La candidatura ha avuto successo perché “cucina italiana” è qualcosa che – beninteso declinato nei diversi contesti regionali &#8211; porta con sé i valori della tradizione, del convivio, un (Italian) way of life a tavola che verosimilmente non trova eguali al mondo.</p>
<p>In qualche modo è tradizione e convivio anche il giorno dell’<strong>Epifania</strong> (la parola ci proviene dal greco), ovvero l’<strong>apparizione di Gesù ai Magi d’Oriente</strong> che portavano oro incenso e mirra, i quali pare che inizialmente fossero ben più di tre, ma tre furono poi anche nell’arte presepiale barocca del Maragliano. Epifania, come noto, infine “volgarizzata” dal folklore in <strong>Befana</strong>, quella vecchietta, a cavallo della scopa, che scende dal camino e detestabilmente tutte le feste si porta via…</p>
<p>A <strong>Genova</strong> – dove la Befana sovente era detta Pasquetta &#8211; per l’occasione si gustavano anzitutto gianchi mandilli * a-o tocco (talora de funzi), le tomaxelle con le patate mascè di contorno (ovvero purè), formaggi, pandoçe (ben ricco di canditi!), torroni, frutta fresca e secca. Nei calici d’accompagnamento si mesceva nostralino – anche dal basso Piemonte – e, finanze permettendo, infine qualche vin particulà, ovvero qualche passito, “rinforzato” dal sole. Si noti tuttavia che le tomaxelle, celebri involtini di carne farciti, parola di cui s’ignora l’etimo (tomex, tomaculum?), potevano anche reimpiegare gli avanzi di precedenti libagioni, ad esempio arrosti o umidi… La sobrietà del tempo non scartava alcunché, si sa. Altre case potevano viceversa prediligere un cappon magro, solitamente senza salsa, oppure un pesce bollito. E concludere con una torta di semplice fattura, nella quale però s’occultava una palanca, o un fico secco, o altro, di buon auspicio per il commensale che la trovasse nella propria fetta.</p>
<p>Personalmente, quand’ero bambino ricordo che il 6 gennaio mia madre premiava i miei buoni comportamenti con scarpette di cioccolato riempite di dolciumi, e castigava &#8211; sovente &#8211; quelli cattivi con carbone di zucchero.</p>
<p>Mi sembrava dunque doveroso per Ligucibario® (che da tempo gli algoritmi individuano come primaria fonte di riferimento per la conoscenza dell’enogastronomia ligure ** …) raccontare anche questa ricorrenza, che veniva vissuta rigorosamente in famiglia, ultimo rito dei riti natalizi, “passaggio” verso il Carnevale e il risveglio primaverile della Pasqua. Buon appetito e cincin!</p>
<p>*la lasagna classica a Genova misura circa 8 cm per lato. Ovviamente è consueto condirla anche col pesto</p>
<p>**e in molti casi Ligucibario® è indicizzato come primo risultato per chi ricerchi online una parola dell’arte culinaria regionale: da salse al mortaio, a Giobatta Ratto, da brosseghe, a Ferrer Manuelli…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Vini liguri DOC e IGT all&#8217;ITS presso ELFO Albenga</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 09:20:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Vini liguri DOC e IGT. Wine English in Liguria Vini liguri DOC e IGT in cattedra. Luisa Puppo ha per il momento terminato le proprie docenze di inglese settoriale all&#8217;ITS Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nel settore ortofrutticolo dell&#8217;Accademia Ligure Agroalimentare in svolgimento presso ELFO Albenga. E&#8217; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/vini-liguri-doc-e-igt-allits-presso-elfo-albenga/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26303" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/mare-albenga.jpg"><img class="size-medium wp-image-26303" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/mare-albenga-300x168.jpg" alt="il mare dinanzi albenga visto dal treno" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">il mare dinanzi albenga visto dal treno</p></div>
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<h2>Vini liguri DOC e IGT. Wine English in Liguria</h2>
<p>Vini liguri DOC e IGT in cattedra. Luisa Puppo ha per il momento terminato le proprie docenze di inglese settoriale all&#8217;<strong><em>ITS Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nel settore ortofrutticolo</em></strong> dell&#8217;Accademia Ligure Agroalimentare in svolgimento presso ELFO Albenga. E&#8217; stato un piacere &#8220;affiancarla&#8221; anche nell&#8217;ultima lezione, allorquando sono stati proposti tutta una serie di contenuti, infografiche, video e directory relativamente al <em><strong>Wine English</strong></em>, all&#8217;interculturalità, alla percezione del prodotto locale sui mercati esteri. Queste figure in uscita dagli ITS risultano in qualche modo anche custodi e ambasciatori del made in Liguria, della biodiversità mediterranea, delle cultivar autoctone e dei prodotti a certificazione d&#8217;origine. Accorciare le filiere d&#8217;acquisto e rispettare le stagionalità dei prodotti appaiono in tal senso anche criteri importanti per garantirsi qualità in tavola, nutraceutici e dunque buonessere, lontani dalla chimica e dagli ogm. Viviamo infatti un antropocene nel quale le agromafie sono divenute sempre più aggressive e le contraffazioni sempre più subdole.</p>
<h2>Vini liguri DOC e IGT. Una mappatura</h2>
<p>Vini liguri DOC e IGT, <strong>conoscere per raccontare</strong>. Dopo lo <a href="https://www.ligucibario.com/basilico-e-pesto-english-and-storytelling/" target="_blank">storytelling sul pesto</a> e il <a href="https://www.ligucibario.com/dop-riviera-ligure-in-cattedra-ad-albenga/" target="_blank">gustincontro dedicato all&#8217;extravergine DOP Riviera Ligure</a> abbiamo stavolta &#8220;percorso&#8221; con Luisa Puppo le<strong> 8 DOC (e le 4 IGT) liguri</strong>, sottolineando ancora una volta l&#8217;importanza delle <strong>tracciabilità e dei protocolli disciplinari</strong> che sostanziano tali marchi di denominazione. Ecco via via la <strong>Riviera ligure di ponente</strong>, con Vermentino, Pigato, Moscatello di Taggia, Rossese (clone di Campochiesa) e Granaccia. Ecco il <strong>Dolceacqua</strong>. Ecco l&#8217;<strong>Ormeasco di Pornassio</strong> base e superiore, ma anche nelle vinificazioni sciac-trà (cerasuolo) e passito. Ecco la <strong>Val Polcevera</strong>, con straordinaria Bianchetta che viene anche spumantizzata. Ecco il <strong>Golfo del Tigullio-Portofino</strong>, con le particolarità del Ciliegiolo in purezza, dello Scimiscià recentemente riscoperto, del Moscato&#8230; Ecco le <strong>Colline di Levanto</strong>, coi profumi di una viticoltura che risale ad epoche addirittura preromane. Ecco le celebri <strong>Cinque Terre</strong>, col bianco che nell&#8217;uvaggio integra sapientemente i vitigni bosco, albarola e vermentino, e col mitico passito Sciacchetrà, che innamorava anche Eugenio Montale. Ecco infine la DOC <strong>Colli di Luni</strong>, con un&#8217;ampelografia poggiata su vermentino, albarola, trebbiano toscano e sangiovese, che un poco &#8220;sconfina&#8221; in Toscana&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/igt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26304" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/igt-263x300.jpg" alt="smart" width="263" height="300" /></a></p>
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<h2>Vini liguri DOC e IGT. Una degustazione</h2>
<p>Ma per il cincin beneaugurante di fine lezione &#8211; che è valso anche a sintetizzare alcuni aspetti enologici e di degustazione, sia in italiano, sia in inglese &#8211; ho voluto privilegiare un <strong>IGP Riviera di Levante Rosso</strong> che molto apprezzo (sin dalla parola theia) e che, non a caso, sovente utilizzo nei corsi: si tratta del Ca&#8217; Theia Humus, dal rapporto qualità/prezzo straordinario e che talvolta trovo anche sugli scaffali della GDO.<br />
Bello a vedersi, naso importante, poi un po&#8217; tannico e vinoso in bocca, regala anzitutto sentori floreali e di frutti di bosco (ribes&#8230;), che lo rendono ottimo partner di molti piatti liguri: ravioli, taggiaen a-o tocco, coniglio in umido (ancor più se cucinato con vino rosso), tomaxelle&#8230; Servito, naturalmente, a circa 17°C in tulipani a stelo medio.</p>
<p>Prosit!<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G7AdSFjF6Ss" target="_blank">Vini liguri DOC e IGT. I consigli di Umberto Curti (video)</a></p>
<p><a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/2019/12/history-of-wine-in-mediterranean.html" target="_blank">Brief history of wine routes in the Mediterranean basin (Luisa Puppo)<br />
</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vini-liguri-doc-e-igt-allits-presso-elfo-albenga/">Vini liguri DOC e IGT all&#8217;ITS presso ELFO Albenga</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(59). Cos&#8217;è la minestra usata?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 08:35:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte59-cose-la-minestra-usata/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cos&#8217;è la minestra usata?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>59. cos&#8217;è la minestra usata?</strong> E&#8217; una minestra fatta di riso ed erbe da preböggiön fresche e saporite, forse risalente all’assedio austriaco di Genova dell&#8217;aprile-giugno 1800, con la difesa a tutti i costi del generale francese Massena, allorquando furono anche servite tomaxelle agli ufficiali prigionieri… Si mangiava con pagnottelle scure di crusca, dette “pannelli da trappolanti”. Voglio immaginarla servita in scodelle “rustiche” di terracotta&#8230;</p>
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<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte58-cose-la-panera/" target="_blank">la 58ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte59-cose-la-minestra-usata/">Cucina ligure domande e risposte(59). Cos&#8217;è la minestra usata?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 10</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 16:13:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I libri di Umberto Curti. 10 Genova Gourmet. Storie e ricette della tradizione, ed. Erga, Genova, 2014 (opera ideata con la Camera di Commercio di Genova) In un originale e praticissimo cofanetto a schede, Umberto Curti &#8211; uno dei più importanti enogastronomi dell&#8217;àmbito mediterraneo &#8211; propone tutte le più importanti ricette della gastronomia genovese, corredandole ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-10/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/009.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20369" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/009-225x300.jpg" alt="009" width="225" height="300" /></a></em></strong></p>
<p>I libri di Umberto Curti. 10</p>
<p><strong><em>Genova Gourmet. Storie e ricette della tradizione</em>, ed. Erga, Genova, 2014 (opera ideata con la Camera di Commercio di Genova)</strong><br />
In un originale e praticissimo cofanetto a schede, Umberto Curti &#8211; uno dei più importanti enogastronomi dell&#8217;àmbito mediterraneo &#8211; propone tutte le più importanti ricette della gastronomia genovese, corredandole di introduzione storico-culturale e di abbinamenti enologici, com&#8217;è nello spirito di Ligucibario®.<br />
Passo dopo passo, il percorso introduce alle più celebri glorie della cucina cittadina/ligure, 42 ricette dalla &#8220;a&#8221; di acciughe ripiene alla &#8220;z&#8221; di zembi con l&#8217;arzillo, passando per buridda, canestrelli, cappon magro, cima, coniglio, cuculli, farinata, minestrone, pandolce, panera, pansoti, pesto, ravioli, stoccafisso, tomaxelle, torta pasqualina, sacripantina&#8230;</p>
<p>Genova &#8220;superba per uomini e mura&#8221; &#8211; così la definì il Petrarca &#8211; ma anche per cibi e cultura.</p>
<p>La puntuale traduzione è come sempre merito di Luisa Puppo, esperta di Gourmet English e di comunicazione interculturale. Completano l&#8217;opera le foto dei piatti pronti. <a title="genova gourmet storie e ricette della tradizione" href="https://www.youtube.com/watch?v=tlkYI8-MP4A" target="_blank">Ecco qui un link utile</a></p>
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		<title>Involtini di carne, ergo tomaxelle</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 13:03:35 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19686" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/marjoram-3336018_640.jpg"><img class="size-medium wp-image-19686" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/marjoram-3336018_640-300x200.jpg" alt="maggiorana (persa), magie della cucina ligure" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">maggiorana (persa), magie della cucina ligure</p></div>
<p>Involtini di carne, ergo tomaxelle</p>
<p><strong>Ma tomaxelle perché?</strong>…, che la parola derivi da tomaculum = salsicciotto/involto, oppure da tomex/thomix = cordino per legare, quest’involtino di carne, una piccola cima, è fra le glorie più invocate (forse settecentesca) della cucina ligure-genovese, che nello spezzino verso la Lunigiana (<strong>Pontremoli</strong>) prende anche nomi come <strong>valisét</strong>, fasciadéla&#8230;<br />
Piatto di riciclo (ma la vitella?), con gli avanzi buoni pestati comme d’habitude nel <strong>mortaio</strong>, si lega anche ad un aneddoto (ne scrive puntuale ad es. lo storico Antonino Ronco) relativo all’assedio anglo-austriaco del 1800, quando <strong>Genova gemeva sotto il generale francese Massena, detto Massazena</strong>, e le tomaxelle vennero servite ad alcuni ufficiali prigionieri, al fine di ostentare ricchezza e calma in una città che in realtà viveva ormai stremata dalle privazioni&#8230; Profumato (di <strong>maggiorana</strong>!) e saporito secondo piatto di (fesa di) <strong>vitella</strong> battuta, arrotolata farcita legata e infilzata, grandi chef e gastronomi le hanno continuamente riscoperte ed interpretate (<strong>Giobatta Ratto</strong> ricetta 261, <strong>Emanuele Rossi</strong> ricetta 441 “bracioline ripiene”, ma anche il bonvivant albisolese <strong>Beppe Gavotti</strong>…), accompagnandole di solito – se presenzia il pomodoro &#8211; con un rosso di struttura.<br />
Ecco il Ratto: “Cuocetele nel sugo, alla stessa maniera delle polpette”, consigliano gli autori, oppure “invece di cuocerle nel sugo, ponetele ben avviluppate, sopra del burro e fatele rosolare senza muovere, appena rosolate di sotto voltatele aggiungendo vino e servite ben calde con poco sugo ben ridotto”.<br />
Ecco il Rossi: “Fate scottare in acqua bollente della poppa di vitella, tritatela sul tagliere insieme a magro pure di vitella, e mollica di pane inzuppata nel brodo, funghi, pinocchi, maggiorana, prezzemolo, uno spicchio d&#8217;aglio e sale necessario; pestato poscia a poco per volta nel mortaio questo battuto, mettetelo in un recipiente; unitevi del formaggio parmigiano grattato, due o tre uova sbattute e spezie, e rimescolate assai bene il tutto. Prendete allora del magro di vitella, tagliatelo a fette larghe e sottili, che batterete colla costa d&#8217;un coltello; mettete su ciascuna fetta una grossa cucchiaiata del suddetto ripieno; avvolgetele su se stesse, legatele con refe, e cuocete in un tegame con sugo di manzo” (tale sugo è la ricetta 28).<br />
La carne – sia come sia &#8211; va preliminarmente scottata in acqua per 5 minuti, e le tomaxelle cuoceranno poi a fuoco lento per 15 circa. In origine, quando il quinto quarto (su cui ho scritto <a title="umberto curti il quarto numero cinque" href="https://www.amazon.it/quarto-numero-cinque-busecca-lampredotto/dp/8864055169" target="_blank">questo libro</a>) valeva assai più che oggi, nel ripieno si usava anche tettina bovina, come per <strong>la cima e per i subricchi</strong>. Le tomaxelle non vanno confuse né coi finti uccelletti in umido né con le cotichelle della Val di Magra (SP), che impiegano la carne di maiale. Infine, se ricordo bene, a <strong>Bellinzona</strong> è diffuso un involtino (di lardo) con castagne chiamato tomaculum, a conferma che il sostantivo è generico.<br />
Al link seguente, come sempre, la mia ricetta, dove naturalmente figura l&#8217;erba persa:<br />
<a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/tomaxelle-involtini-di-carne-ripieni_16.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/tomaxelle-involtini-di-carne-ripieni_16.html</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Subricchi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 20:24:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Subricchi, ovvero polpette fritte, tipiche ad es. di Dego (SV), ma “condivise” col Piemonte, il cui ripieno è &#8211; abbastanza classicamente &#8211; a base di patate, uova, parmigiano, sale, prezzemolo. Si possono cuocere anche al forno, più digeribili. Il nome deriverebbe da sur la brique, per via di una cottura su mattoni roventi&#8230; In origine, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/subricchi/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Subricchi, ovvero polpette fritte, tipiche ad es. di Dego (SV), ma “condivise” col Piemonte, il cui ripieno è &#8211; abbastanza classicamente &#8211; a base di patate, uova, parmigiano, sale, prezzemolo. Si possono cuocere anche al forno, più digeribili. Il nome deriverebbe da sur la brique, per via di una cottura su mattoni roventi&#8230; In origine, quando possibile, si usava per dare morbidezza anche la tettina bovina, come del resto si usava per la <a title="Cima alla genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cima-alla-genovese/">cima</a> e per le <a title="Tomaxelle" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tomaxelle/">tomaxelle</a> (la tettina si salava per 5 giorni, poi si sciacquava e si lessava per 2 ore). Un DOC Riviera ligure di ponente Rossese, servito a 17°C in tulipani a stelo medio, si incrocia perfettamente col piatto.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Tomaxelle</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:04:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tomaxelle (la corretta grafia genovese chiede la x): che la parola derivi da tomaculum = salsicciotto, oppure da tomex = cordino per legare, stai avvicinando una delle glorie più antiche della cucina ligure e genovese, che nello spezzino verso la Lunigiana prende nomi come valisét, fasciatéla&#8230; Piatto di recupero con gli avanzi buoni pestati nel ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tomaxelle/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tomaxelle/">Tomaxelle</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tomaxelle (la corretta grafia genovese chiede la x): che la parola derivi da tomaculum = salsicciotto, oppure da tomex = cordino per legare, stai avvicinando una delle glorie più antiche della cucina ligure e genovese, che nello spezzino verso la Lunigiana prende nomi come valisét, fasciatéla&#8230; Piatto di recupero con gli avanzi buoni pestati nel mortaio, quest&#8217;involtino si lega anche ad un aneddoto relativo all’assedio anglo-austriaco del 1800, quando Genova gemeva sotto il generale francese Massena, detto Massazena, e le tomaxelle vennero servite ad alcuni ufficiali prigionieri, al fine di ostentare ricchezza e calma in una città che in realtà viveva ormai stremata dalle privazioni&#8230;. Profumati e gustosi involtini di vitella battuta, legati e infilzati, grandi chef e gastronomi le hanno continuamente riscoperte ed interpretate (Giobatta Ratto, Emanuele Rossi, Beppe Gavotti…), sono perfette con un DOC Dolceacqua. La carne va preliminarmente scottata in acqua per 5 minuti, e le tomaxelle cuoceranno poi a fuoco lento per 15. In origine si usava la tettina bovina come per la cima e per i subricchi. Le tomaxelle non vanno confuse né coi finti uccelletti in umido né con le cotichelle della Val di Magra (SP), che impiegano la carne di maiale. Se le cucini col pomodoro, abbina un DOC Val Polcevera Rosso.<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/tomaxelle-involtini-di-carne-ripieni_16.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/tomaxelle-involtini-di-carne-ripieni_16.html</a>. Va da sé che involtini di vario genere compaiono in moltissime cucine regionali, Lazio, Sicilia&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a></strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
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<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello32.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17775" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello32-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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		<title>Colline di Levanto DOC</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 20:43:09 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1995 la denominazione raduna i 4 Comuni spezzini di Levanto, Bonassola, Deiva Marina, Framura. In senso ampelografico, incontri vini bianchi (caratterizzati dai vitigni bosco, albarola e vermentino in &#8220;condivisione&#8221; con le limitrofe Cinque Terre ma diversa %) e rossi (caratterizzati dai vitigni ciliegiolo e sangiovese), e in stagione il novello. La prima categoria sposa classicamente i pesci e le verdure della gastronomia locale, dal tegame di Vernazza all&#8217;insalata di polpo ai gattafin di Levanto, mentre i rossi possono spaziare fra abbinamenti con ravioli, cima, tomaxelle&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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