<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; terpeni</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/terpeni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 14:00:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Profumo di basilico</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/profumo-di-basilico/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/profumo-di-basilico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 14:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[aggiadda]]></category>
		<category><![CDATA[basilico genovese dop]]></category>
		<category><![CDATA[bergamotene]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[feromoni]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mandilli]]></category>
		<category><![CDATA[olii essenziali]]></category>
		<category><![CDATA[pesto]]></category>
		<category><![CDATA[picagge]]></category>
		<category><![CDATA[polifenoli]]></category>
		<category><![CDATA[salse da mortaio]]></category>
		<category><![CDATA[serre di pra']]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>
		<category><![CDATA[trenette]]></category>
		<category><![CDATA[trofiette]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=22598</guid>
		<description><![CDATA[<p>Basilico e pesto, the perfect match. 6 cose da sapere. Cosa è il pesto? Il pesto è una salsa, ovvero una preparazione a crudo. Figlio delle brutali aggiadde, usava il sale come conservante, e il formaggio sardo giungeva dall’import. Oggi, parmigiano-reggiano DOP, morbidi pinoli ed extravergine DOP Riviera Ligure (nel pesto io privilegio il sottozona levante) ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/profumo-di-basilico/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/profumo-di-basilico/">Profumo di basilico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22599" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/mare-di-basilico.jpg"><img class="size-medium wp-image-22599" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/mare-di-basilico-300x168.jpg" alt="...e naufragar m'è dolce in questo mare di basilico" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;e naufragar m&#8217;è dolce in questo mare di basilico</p></div>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><strong><em>Basilico e pesto, the perfect match. 6 cose da sapere.</em></strong></p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Cosa è il pesto?</h2>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><strong>Il pesto è una salsa, ovvero una preparazione a crudo</strong>. Figlio delle brutali aggiadde, usava il sale come conservante, e il formaggio sardo giungeva dall’import. Oggi, parmigiano-reggiano DOP, morbidi pinoli ed extravergine DOP Riviera Ligure (nel pesto io privilegio il sottozona levante) rifiniscono quel capolavoro che <strong>perfino i futuristi</strong>, iconoclasti quasi su tutto, definirono “salsa smeraldo”.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">In passato, prima dell’avvento delle <strong>serre</strong> “praine”, le stagioni dei campi e dei davanzali non consentivano di gustarne tutto l’anno, tanto che si preparavano <em>pesti d’inverno</em> con quel che c’era (spinaci, fagiolini, burro…), a conferma del fatto che le ricette d&#8217;un tempo non erano mai &#8211; non potevano esserlo &#8211; uniche ed assolute. Ma, oggi come ieri, esso si basa sulla <strong>qualità della materia prima</strong>, e sul profumo che regala anzitutto – ma non solo &#8211; ad alcuni formati di pasta di cui la Liguria è “depositaria” (<strong>le trofiette del golfo Paradiso, le sottili lasagne chiamate mandilli, le picagge, le trenette, i testaroli</strong> via via a levante…).</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Chiunque segua Ligucibario® sa quanto il pesto zeneize mi stia a cuore e quante volte io lo usi anche nei corsi come caso-studio per lo storytelling. Alle salse da mortaio della tradizione genovese ho dedicato anche dei video, come quello recentemente realizzato dal Comune di Genova</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/fDHrksxBlCo?si=nfsyxD1Ugib0mFmP" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Quali sono le caratteristiche del cosiddetto basilico genovese DOP?</h2>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">In tal senso, il cosiddetto &#8220;basilico genovese DOP&#8221; propone in effetti una peculiarità rispetto a piante d’altre regioni italiane o d’altre mediterraneità, poiché la composizione del suo olio essenziale è positiva conseguenza sia delle condizioni <span style="text-decoration: underline;">pedoclimatiche</span> (prossimità del mare…) e sia delle prassi agricole – per così dire il know how del terroir &#8211; ivi consolidatesi nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Peraltro, la delicatezza della pianta la espone a non pochi patogeni, donde l’esigenza sia di pervenire a varietà sempre più in grado di fronteggiarli e sia di coltivare il basilico in modo sempre più rispettoso per l’ambiente.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Di cosa è composto il basilico?</h2>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">In genere, il basilico è composto mediamente da circa il 92,1% di acqua, il 3,15% di proteine e il 2,65% di carboidrati, di cui lo 0,3% sono zuccheri solubili, l’1,6% sono fibre, lo 0,75% sono altri carboidrati, lo 0,64% sono lipidi totali, e l’1,49% sono cenere.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Qual è il vantaggio competitivo del basilico coltivato in Liguria?</h2>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Il basilico coltivato in Liguria denuncia regolarmente (a differenza di piante coltivate altrove) una notevole presenza di un composto specifico, <strong>un terpenoide, il trans-α-bergamotene</strong>. In ciò – e si sa non da oggi &#8211; risiede il suo vantaggio competitivo rispetto a basilico più mentolato e meno piacevole, e rispetto a qualità che vengono meglio impiegate in cosmesi/profumeria&#8230;</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">In natura i bergamoteni si individuano in numerose piante, l’α-bergamotene è anche negli oli di carota, bergamotto, lime, cedro, semi di cotone, kumquat… Inoltre i bergamoteni sono, per alcuni insetti, feromoni. Si tratta di sostanze chimiche (“messaggere”) liberate da alcuni organismi nell&#8217;ambiente circostante onde favorire una specifica reazione comportamentale nei membri della stessa specie.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Cosa succede quando strofiniamo tra le dita una fogliolina di basilico?</h2>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><strong>Quando strofiniamo fra le dita una fogliolina</strong> di basilico, oppure quando la pestiamo nel mortaio, si spande nell’aria, come noto, un aroma quanto mai seduttivo, che si riverbera in senso organolettico: ciò origina dalla lacerazione sulla lamina fogliare – specialmente la parte inferiore &#8211; di molti microscopici insiemi ghiandolari, con cellule secretrici (classicamente in totale di 4), e dalla conseguente fuoriuscita dell’olio essenziale. La “peluria” sulle foglioline è di 2 tipologie, e quella più dimensionata (oltre 60 micron) è visibile anche con una normale lente. Proprio essa, con le sue microsacche tondeggianti, trasparenti, è gonfia di <strong>pregiato olio essenziale</strong>. Dunque è sufficiente un minimo “urto” per rompere le calottine colme&#8230; Fra l’altro, tutti ormai apprezziamo gli effetti benefici degli oli essenziali su corpo e mente, tanto che si è giunti a coniare, per le loro straordinarie proprietà, la felice espressione <em>terpenoterapia</em> (1).</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">In conclusione, ecco perché poi dovremmo una buona volta “rinunciare” ai mixer-robot-frullatori, i quali col calore del movimento elettrico, ossidano (come ben spiegò il chimico Dario Bressanini sul suo frequentatissimo blog) i <strong>polifenoli</strong> del basilico, annerendoli con la “stessa” melanina che d’estate scurisce la nostra pelle.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">Qual è il nemico numero uno di un buon pesto?</h2>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">&#8220;Il nemico numero uno di un buon pesto è un enzima chiamato polifenolossidasi. È lui il responsabile dell’annerimento precoce del basilico. Questa molecola usa l’ossigeno presente nell&#8217;aria e disciolto nell&#8217;acqua (ecco perché si deve asciugare bene) per ossidare dei composti chiamati polifenoli e trasformarli in sostanze nerastre. Questo enzima viene attivato dalle alte temperature. Ecco che abbiamo individuato i nemici: ossigeno e alte temperature. Quindi è necessario tenere il più possibile il basilico, mentre si prepara il pesto, lontano dall’ossigeno e a basse temperature&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">E chi è proprio refrattario al mortaio, pertanto abbia almeno l’accortezza, prima di frullare gli ingredienti di un pesto, di <strong>riporre un’oretta in freezer le lame e il bicchiere del frullatore…</strong></p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;">(1) di recente, un pool dell’Università di Napoli “Federico II” ha indagato le proprietà dell’estratto delle foglie di basilico. L’estrazione è stata condotta su 2 varietà: “italiano classico” e “genovese”, misurando attività antiossidante,contenuto di acido fenolico e composti organici volatili. Da ambo gli estratti si è rilevata un’attività antiradicalica assai maggiore rispetto al basilico pre-trattamento, oltre ad una maggior presenza di acido caffeico, linalolo e bergamotene. In ambo le varietà, gli estratti supercritici hanno mostrato anche maggior attività antiossidante. E, in particolare, il contenuto di polifenoli e l’attività antiradicalica risultava maggiore nel “genovese” (viceversa era maggiore il contenuto di linalolo (35,08%) nell’ “italiano classico”)… In conclusione, gli estratti così ottenuti hanno denotato ricchezza di composti bioattivi, potenzialmente impiegabili in cosmesi e farmaceutica oltre che nelle produzioni gastronomiche.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; margin: 6.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/profumo-di-basilico/">Profumo di basilico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/profumo-di-basilico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quali sono i vitigni aromatici?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/quali-i-vitigni-aromatici/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/quali-i-vitigni-aromatici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 15:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Liguvinario]]></category>
		<category><![CDATA[armoni primari]]></category>
		<category><![CDATA[brachetto]]></category>
		<category><![CDATA[moscato]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze aromatiche del mosto]]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
		<category><![CDATA[Vino: Domande e Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[vitigni aromatici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=machetto_vinofaq&#038;p=15894</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il moscato, il brachetto, il traminer, le malvasie. Sono poi detti semiaromatici l&#8217;aleatico, il sylvaner, il riesling renano, il sauvignon blanc, il muller thurgau (incrocio di riesling e chasselas), il prosecco&#8230; I terpeni, abbondanti nelle bucce, li rendono vitigni &#8220;odorosi&#8221;, ovvero in grado di garantire nel vino notevoli corredi di aromi primari. Poiché la questione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/quali-i-vitigni-aromatici/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/quali-i-vitigni-aromatici/">Quali sono i vitigni aromatici?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il moscato, il brachetto, il traminer, le malvasie. Sono poi detti semiaromatici l&#8217;aleatico, il sylvaner, il riesling renano, il sauvignon blanc, il muller thurgau (incrocio di riesling e chasselas), il prosecco&#8230; I terpeni, abbondanti nelle bucce, li rendono vitigni &#8220;odorosi&#8221;, ovvero in grado di garantire nel vino notevoli corredi di aromi primari. Poiché la questione merita d&#8217;essere approfondita, suggerisco i libri di Joanna Simon, di Attilio Scienza, di Jancis Robinson&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/quali-i-vitigni-aromatici/">Quali sono i vitigni aromatici?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/quali-i-vitigni-aromatici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cosa sono i Terpeni?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/i-terpeni/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/i-terpeni/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 15:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[Liguvinario]]></category>
		<category><![CDATA[aromi primari]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze aromatiche del mosto]]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
		<category><![CDATA[Vino: Domande e Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[vitigni aromatici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=machetto_vinofaq&#038;p=15908</guid>
		<description><![CDATA[<p>Cosa sono i Terpeni? Si tratta di un ampio ventaglio di composti chimici presenti nell&#8217;uva, con &#8220;picchi&#8221; riguardanti i vitigni cosiddetti aromatici (traminer, malvasia, moscato, aleatico, brachetto&#8230;). Si accumulano nell&#8217;acino durante la maturazione. I terpeni stanno alla base di quei sentori primari, ad es. floreali, che inconfondibilmente percepiamo e apprezziamo durante l&#8217;esame olfattivo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/i-terpeni/">Cosa sono i Terpeni?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa sono i Terpeni?</p>
<p>Si tratta di un ampio ventaglio di composti chimici presenti nell&#8217;uva, con &#8220;picchi&#8221; riguardanti i vitigni cosiddetti aromatici (traminer, malvasia, moscato, aleatico, brachetto&#8230;). Si accumulano nell&#8217;acino durante la maturazione. I <strong>terpeni</strong> stanno alla base di quei sentori primari, ad es. floreali, che inconfondibilmente percepiamo e apprezziamo durante l&#8217;esame olfattivo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/i-terpeni/">Cosa sono i Terpeni?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/vino_domande_e_risposte/i-terpeni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
