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	<title>Ligucibario &#187; quazzo</title>
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		<title>Tour delle cascine, Bardineto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 13:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un hiking tour tra cascine e faggete Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/tour-delle-cascine-bardineto-pensieri-di-marketing-turistico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-fiori.jpg"><img class="size-medium wp-image-21114 aligncenter" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-fiori-300x225.jpg" alt="foto fiori" width="300" height="225" /></a></p>
<h2>Turismo rurale e marketing. Riflessioni operative a latere di un <em>hiking tour</em> tra cascine e faggete</h2>
<blockquote><p><em>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località.</em></p></blockquote>
<h3>Autoritratto di uno &#8220;slow hiker&#8221;</h3>
<p>Finiva l’estate 2015, con Luisa (Puppo) percorsi tutto il <strong>Rio Nero a Calizzano</strong>, e a 52 anni grazie a quel bosco compresi in pochi minuti tutto quel che sino ad allora mi ero perso… Poiché tuttavia &#8220;it’s never too late&#8221;, non fu difficile convertirsi via via (sempre con molta prudenza) alle esplorazioni con scarponi e zaino. Rappresento, per dirla col marketing, il classico “target” che predilige sentieri slow, esperienze non estreme, momenti <em>culture&amp;food</em> tra un passo e l’altro.</p>
<p><strong>Oggi, fra le valli Bormida, Tanaro e Mongia “possiedo” ormai una cinquantina di itinerari</strong> (aumenteranno, lo sento), quasi tutti semplici e a portata di famiglie, che mi hanno dischiuso l’autentico <em>genius loci</em> di queste terre un po’ ai margini dei flussi turistici e delle visibilità mediatiche. Visto che in tutti questi anni di lavoro ho pubblicato quasi una ventina di volumi <a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link</a>, un editore di recente mi ha proposto di redigere specificamente una guida, che pubblicherò col titolo (un po’ giocoso…) di <em>Namasté. I miei 8000 fra Bormida e Tanaro</em>, raccontando le mie camminate, e beninteso conterrà anche (quello era e rimane il mio mestiere) notizie storico-antropologiche, “ritratti” di persone che amo e stimo, <strong>indirizzi per ben dormire, ben mangiare, ben comprare</strong>. Avrò molte, davvero molte meraviglie da condividere, a maggior ragione se quest’epoca post-covid indurrà un po’ di ripensamenti – anche di natura turistica &#8211; quanto mai necessari, dato che il modello socioeconomico in cui viviamo si sta mostrando sempre più distorto e nocivo, <strong>sempre più consumistico e spietato</strong>.</p>
<h3>Entroterra (ligure), quale futuro?</h3>
<p>I giorni scorsi con Luisa ho sperimentato, sotto la guida dell’intraprendente Mitch di <em>Wild Bormida</em>, il <strong>tour delle cascine di Bardineto</strong>, ovvero le belle e vive Collette (dove ho ritrovato la famiglia Carretto-Manfrino che conosco dal 2003…), la Sciorta, ed infine la Dondella, l’anello poi rientrava nel fitto bosco con pendenze da mtbikers – i dominatori del territorio… &#8211; e ci riconsegnava al finale di giornata, in pizzeria. Incantevole anche il tratto lungo <strong>l’Alta Via dei Monti Liguri,</strong> col bivio per monte Lingo, sino al balcone panoramico delle pale eoliche. Da lì, si può proseguire per San Bernardo di Garessio, dov’è stata allestita da poco una <em>big bench</em> e donde si sale al Galero o si scende la via del sale Cerisola-Erli, o per il Quazzo, donde si sale allo Spinarda, tutte escursioni che, organizzandosi con buon senso (clima, orario, equipaggiamento&#8230;), suggerisco.</p>
<p>E’ impressionante riflettere su come sino a non molti anni fa queste cascine, Sciorta e Dondella ma anche altre che incontro lungo il mio zigzagare, <strong>fossero abitate</strong>, da persone che lavoravano campi e boschi ed evidentemente non soffrivano l’isolamento e la mancanza di servizi… Beppino Carretto, se ben ricordo, mi precisava che tra Quazzo e Scravaion operavano anche una scuola ed una trattoria (“dei laghi lunghi”). Molte microcomunità – io lo so bene perché leggo <strong>Paolo Cognetti, Annibale Salsa, Paolo Rumiz</strong>… &#8211; in Italia sono scomparse, gli asili non hanno più accolto bambini, sui valichi le locande hanno chiuso, molti alberghi denunciano costi fissi sempre meno sostenibili, Alpi ed Appennini hanno scontato un’indifferenza collettiva sovente ignobile, che li ha resi periferici e residuali, sino alle tragedie del cambiamento climatico e non solo (<strong>siccità, incendi, disbosco, frane, peste suina, zecche, disoccupazione</strong>). E, nella mia visione, indebolire o sopprimere un Corpo Forestale è una delle peggiori catastrofi cui uno Stato vada incontro&#8230;</p>
<p>E’ plausibile illudersi, con un’ingenuità “da cartoline”, che le persone (i giovani) tornino ad abitare sui monti da cui altri – magari i nonni – infine fuggirono, stremati dai sacrifici? Ho però anche notizia di un sindaco, zelante e legato al proprio paese (<strong>Bormida</strong>), che è andato concretizzando idee positive, tra cui case in affitto calmierato a 50 euro, attrazione di imprese…</p>
<h3>Obiettivo turismo: le tappe di un (lungo) cammino</h3>
<p>Ma torniamo a me, ed alla mia professione. Nell’àmbito turistico, come noto, si usa continuamente l’espressione “fare sistema” (Luisa ed io la ascoltiamo da 25 anni ciascuno…), in un Paese che storicamente si scinde <strong>fra orazi e curiazi, guelfi e ghibellini, fra “rivalità” e ironie di confine</strong>… Purtroppo da addetto ai lavori mi viene da affermare che la val Bormida ligure difficilmente (non in toto per proprie colpe) sa a tutt’oggi configurarsi come <strong>prodotto turistico</strong>, come offerta 1+1=3, in grado di segnalarsi sui mercati di domanda. I mtbikers da soli non bastano, e mancano &#8220;package&#8221; di ospitalità e  animazione territoriale di consistenza.<br />
<strong>La Liguria</strong> stessa è nell’insieme regione che potrebbe far meglio in termini di integrazione costa-entroterra, di destagionalizzazione, di accoglienza sistemica, con un tessuto di microimprese a gestione famigliare che temo tendano geneticamente al fai-da-te, parlino pochino pochino l’inglese, usino i social in modalità solo spontaneistica, esitino nel cosiddetto storytelling che oggi viceversa è fase integrante di un’ospitalità esperienziale <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.libreriauniversitaria.it/libro-bianco-turismo-esperienziale-food/libro/9788899012519" target="_blank">link</a>… D’altronde, <strong>persino i miei allievi dell’Università a Imperia – cui pure suggerisco pagine di Philip Kotler, Chris Anderson… &#8211; talora faticano a cogliere i rapidi mutamenti in atto</strong>, tipici di una rivoluzione copernicana, di una deregulation sempre più globale, accelerata e violenta, nel cui seno un decennio rappresenta un’era geologica. “Non più vendere quel che si è prodotto, ma produrre quel che si vende”. E qui mi fermo, perché ormai mi annoierei da me stesso, e chi segue <strong>Ligucibario®</strong> (non sono poi pochissimi), o i miei libri o le mie lezioni, conosce il mio pensiero, che poi è anche quello di Luisa.</p>
<p>Mi sento tuttavia di aggiungere che il turismo è una disciplina quanto mai scientifica, cartesiana, dove non c’è spazio per i tuttologi o per chi immagini banalmente di emulare prassi che altrove hanno funzionato. Così come mi sento di ribadire, pur essendo io stesso uomo di entusiasmi e passioni, che senza piani di marketing territoriale <a title="curti-puppo vent'anni di liguria e food" href="https://www.liguriafood.it/2020/07/22/ventanni-liguria-food/" target="_blank">link</a>, e (occorre dirlo) senza contemporanei interventi formativi alle imprese, molti propositi rischieranno purtroppo d’essere ancora una volta velleitari e sterili (potrei rendicontare decine di progetti e di siti web che in Liguria, lentamente o velocemente, sono sbiaditi sino a scomparire). Occorrerebbero con urgenza, anche in val Bormida, <strong>SWOT analysis “tecniche” e concrete</strong>, che dalle forze e debolezze dell’area consentissero in prospettiva – come si suol dire &#8211; di incrementare gli asset e attenuare le criticità, orientando al meglio gli investimenti. Il tempo è darwiniano, e stringe. Assessori, organizzazioni locali, imprese, volete ragionarne con noi?</p>
<h3>Cosa è davvero &#8220;turismo&#8221;?</h3>
<p>Banalmente, come precisa qualunque manuale di tecnica turistica, <strong>il turismo non è escursionismo</strong>, il turismo implica pernottamenti in loco, i più numerosi possibile, e conseguenti ricadute economiche da tutta una serie di acquisti (beni e servizi) che l’escursionista, trattenendosi solo una giornata, tendenzialmente non compie, limitandosi a “merende”, sagre e poco altro. Si consideri inoltre che – secondo fonti autorevoli – attualmente <strong>8 turisti su 10</strong> prefigurano viaggi e soggiorni online, sul PC e sul cellulare, dove pertanto già s’ingegnano, ben prima di partire, di “assemblare” vacanze e permanenze secondo necessità e gusti (un surfista non è un gastronauta, un turista della fede non è un business traveller). La psicografia, ovvero il profilo dei comportamenti del turista, sempre più ci insegna che <strong>il come conta più del dove</strong>, che il turista non si fissa su una destinazione a prescindere, bensì tende a indagare ciò che vi potrà vivere, sperimentare, apprendere: paesaggi, sensazioni, persone, relazioni, quotidianità, sapori. <strong>Un borgo sin dal check in nei propri vicoli può trasmettere senso d’appartenenza, così come la mancata tutela di boschi e sentieri costituisce uno dei peggiori biglietti da visita. Una camera d’agriturismo, in sé, può risultare ambasciatrice di buonessere o pietra semi-tombale sull’immagine di una località</strong>.</p>
<p>Chi non è online, o chi è online goffamente (siti statici, traduzioni scadenti, prezzi rigidi…), ha quindi favorito la concorrenza, ha quindi perso la partita prima ancora di giocarla. Chi non comunica non esiste, sentenziano correttamente, inoltre la sola comunicazione efficace è quella che sa raggiungere in modo decifrabile il destinatario. Messaggio chiaro?</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, saggista e consulente di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>20 cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 10:10:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Escursioni, ciclovie, cultura, musei, soste golose&#8230; Il genius loci di quest&#8217;area racconta outdoor, storia, buona cucina. 20 rilassantissime cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro, sconfinando tra Liguria e Piemonte, in un&#8217;estate rovente e inquieta. Vi scrivo un amore per queste terre che da 20 anni scalda e nobilita la mia vita. Due ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/20-cose-da-fare-tra-val-bormida-e-val-tanaro/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-porcini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21101" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-porcini-300x200.jpg" alt="foto porcini" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Escursioni, ciclovie, cultura, musei, soste golose&#8230; Il <em>genius loci</em> di quest&#8217;area racconta outdoor, storia, buona cucina.</p>
<p><strong>20 rilassantissime cose da fare tra Val Bormida e Val Tanaro, sconfinando tra Liguria e Piemonte,</strong> in un&#8217;estate rovente e inquieta.</p>
<p>Vi scrivo un amore per queste terre che da 20 anni scalda e nobilita la mia vita. <strong>Due sole avvertenze, amici Lettori:</strong> l&#8217;escursionista saggio pianifica sempre con prudenza le proprie uscite. Ed il visitatore di musei verifica sempre giorni, orari e modalità d&#8217;apertura delle strutture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Immergersi nella faggeta della Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta, solenne cattedrale d’alberi secolari, per un <em>forest bathing</em> prezioso al corpo e all’anima (fresche aree picnic lungo i percorsi, la prima già al colle del Melogno).</li>
<li><strong>Passeggiare sul lungolago di <a href="https://www.comuneosiglia.it/" target="_blank">Osiglia</a></strong>, tagliato a metà da ponte Manfrin, che consente fotografie d’autore, e prevedere una doverosa sosta alla macelleria del paese (“Galese”), per la deliziosa salsiccia.</li>
<li><strong>Esplorare – mi raccomando senza fretta &#8211; il centro storico di <a href="https://www.comune.millesimo.sv.it/" target="_blank">Millesimo</a></strong>, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, dominato dal castello carrettesco (uno dei tanti che punteggiano ciò che fu feudo di questa casata). Acquisti golosi sotto i portici, e cena in piazza o immediati dintorni (mi piace molto il format de “La Pintadera” di chef Torterolo in piazza Ferrari), quando il tramonto via via lascia spazio ad atmosfere medievaleggianti.</li>
<li><strong>Percorrere l’Alta Via dei Monti Liguri appena fuori <a href="https://www.comune.bardineto.sv.it/hh/index.php" target="_blank">Bardineto</a></strong>, fino al monte Carmo (1.389 m), tra giogo di Toirano e giogo di Giustenice. Shopping indispensabile al banco freschi del celebre caseificio “Frascheri”.</li>
<li><strong>“Conquistare” l’antichissima abbazia di San Pietro in Varatella</strong>, che ha origini colombaniane e dall’alto fronteggia austeramente il mare, proteggendo vallata e naviganti. Una processione di devoti ogni anno la raggiunge lungo erti sentieri per sentir Messa.
<p><div id="attachment_21105" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/calizzano.jpg"><img class="size-medium wp-image-21105" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/calizzano-225x300.jpg" alt="Calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Calizzano</p></div></li>
<li><strong>Regalarsi le botteghe e la gastronomia di <a href="https://www.comunedicalizzano.it/hh/index.php" target="_blank">Calizzano</a></strong>, funghi, castagne, torte verdi, carni, acque di fonte…, tra un oggetto di ceramica di Giuliana (“Terra e legno”, via Garibaldi) e un gelato al “K2” (via 25 aprile) che crea dipendenze. Menu d’eccellenza (intendo creatività senza stravaganze) all’agriturismo “Ca’ di voi” in frazione Caragna, e notti di silenzio assoluto all’agriturismo “La brinetta” in frazione Frassino, accolti dalla gentilissima famiglia Pesce a pochi metri dalla faggeta.</li>
<li>Posteggiare al colle del Quazzo e dopo un’ora abbondante di facile salita ecco la sommità di monte <strong>Spinarda (1.357 m), tripudio di erbe, fiori e farfalle</strong>, “altopiano” da cui la vista può spaziare su tutte le catene montuose circostanti. Disponendo di 2 auto, si può ridiscendere con altro percorso direttamente a frazione Valle e quindi a Calizzano.</li>
<li><strong>Visitare il Museo dell’arte vetraria ad <a href="https://www.comune.altare.sv.it/" target="_blank">Altare</a></strong>, presso la magnifica Villa Rosa in stile liberty, e garantirsi il gusto della miglior tradizione al ristorante “Quintilio” (via Gramsci), che perpetua ricette d’antan. Mio padre, che era gourmet vero, lo scoprì negli anni &#8217;80 del secolo scorso, se la memoria non mi tradisce il menu sciorinava soavità come peperoni ripieni, maccheroni ai porcini, coniglio, selezioni di formaggi&#8230;</li>
<li><strong>Scoprire il commovente museo “C’era una volta” a Riofreddo, frazioncina di <a href="https://www.comune.murialdo.sv.it/" target="_blank">Murialdo</a></strong> dove il tempo pare fermarsi. Poco oltre, o poco prima secondo provenienze, la magnifica chiesa di San Lorenzo, quattrocentesca, sorveglia la provinciale con l’alto campanile gotico e l’inconfondibile lunetta sopra il portale. Shopping di formaggi alla vicina bottega, o felici pasti &#8211; dai prezzi onestissimi &#8211; al ristorante “Il ponte”, quello del magnifico elisir “Spingitutto”.</li>
<li><strong>Respirare passione sportiva al notevolissimo Museo della bicicletta di <a href="https://www.comune.cosseria.sv.it/" target="_blank">Cossèria</a></strong>, progetto del compianto Luciano Berruti, mancato di recente ma di cui resta ben viva la memoria. Cossèria va anche celebre per le rievocazioni napoleoniche, poiché vi si svolsero accaniti scontri (13-14 aprile 1796…).
<p><div id="attachment_21106" style="width: 258px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/garessio.jpg"><img class="size-medium wp-image-21106" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/garessio-248x300.jpg" alt="Garessio" width="248" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Garessio</p></div></li>
<li><strong>Fotografare il quieto, accogliente centro storico di <a href="https://www.comune.garessio.cn.it/it-it/home" target="_blank">Garessio</a> (Borgo Maggiore)</strong>, dal volto medievale, sotto i ruderi del castello. E’ un altro dei “Borghi più belli d’Italia”. Apericena, ad esempio, all’Agribar del Duduro, coi tavoli proprio dinanzi al Palazzo Comunale, profumo di tome e di brüss, acquistabili anche nella bottega a Borgo Ponte o nell’agriturismo in frazione Prossaldo.</li>
<li><strong>Salire (in auto) alla Colla di Casotto</strong>, donde si dipartono infiniti percorsi trek&amp;bike, fra cui l’ascesa frequentatissima al monte Mindino (1.879 m), e dove “Il gallo di monte” – grazie a Paola e Fabiola &#8211; assicura sorrisi, taglieri di salumi e formaggi, e alcuni curati piatti un po’ piemontesi un po’ liguri.</li>
<li><strong>Innamorarsi della (restaurata) Reggia sabauda di Casotto</strong>, in mezzo ai boschi, che prima fu certosa di monaci, solitari ma alacri, oggi cuore di un territorio che dona escursioni di vario impegno (certune molto note agli appassionati), formaggi e paste di meliga.</li>
<li><strong>Sedere ai tavoli della “Locanda del mulino” di Beppino Occelli, a Valcasotto</strong>, spazi luminosi per una cucina di classe, una bella carta dei vini, e un carrello di formaggi – vi assicuro &#8211; letteralmente tra i migliori d’Europa.</li>
<li>Svoltare da Nasagò, lungo la Statale 28, <strong>verso Barchi e la sua torre saracena</strong>, antico cilindro di pietra appollaiato sulla rupe, a sorvegliare i transiti lungo la sottostante strada di valle. Nella vicina Trappa, serena sosta sempre lungo la Statale alla “Fabbrica del cotone”, con tartare all’albese e vitel tonnati a regola d’arte (la sera anche pizza).
<p><div id="attachment_21107" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/ormea.jpg"><img class="size-medium wp-image-21107" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/ormea-225x300.jpg" alt="Ormea" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ormea</p></div></li>
<li><strong>Raggiungere <a href="https://www.comune.ormea.cn.it/it-it/home" target="_blank">Ormea</a>, magari in occasione di quei “treni storici” a vapore</strong> che durante l’anno vi arrivano da Ceva trainando carrozze &#8220;centoporte&#8221;, lungo una struggente ferrovia che era stata chiusa nel 2012 ma che oggi Deogratias è riaperta a fini turistico-culturali. La cittadina, col suo reticolo ombroso di “trevi” (i vicoli), è già Piemonte montano, con una straordinaria balconata di escursioni che può durare giorni. Infinite, davvero infinite, le possibilità per placare l’appetito o sorseggiare un aperitivo.</li>
<li><strong>Pedalare (o camminare) lungo la ciclovia del Tanaro</strong>, che da Pievetta conduce sino a Ponte di Nava, fra villette, aree prative, piccole coltivazioni… Presso Cantarana, alzando gli occhi, ecco la sbalorditiva balma del messere, cui volendo si perviene con breve salita. Poco oltre, l’hotel “San Carlo”, celebre ristorante con terrazze sulle vasche per la pesca. Più avanti ancora ecco Ponte di Nava, crocevia che ospita 3 ottimi ristoranti, un bar che propone validi taglieri, e 2 eccellenti negozi di ortofrutta/alimentari. Da lì, Viozene e il Mongioie sono davvero ad un attimo…</li>
<li>Progettare <strong>da San Bernardo di Garessio l’ascesa al monte Galero (1.714 m),</strong> più agevole per i meno “fanatici” (come me) grazie all’opzione easy del passo delle Caranche. Dalla cima, con piccola croce metallica, nelle giornate terse si godono incredibili panorami tra val d’Aosta e Corsica.</li>
<li><strong>Assaggiare la polenta bianca (o saracena),</strong> risorsa delle aree rurali, <em>saudade</em> di grano saraceno (oggi anche farina bianca), patate, porri soffritti, porcini e panna. Regalava calorie energizzanti ad uomini e donne sfiniti dal lavoro nei campi, nei boschi, in malga&#8230; E’ oggetto, non a caso, di sentitissime sagre.</li>
<li><strong>Assistere all’incantevole <em>bal do sabre</em> (danza delle spade), che ogni anno da <a href="https://www.comune.bagnasco.cn.it/" target="_blank">Bagnasco</a></strong> s’irradia verso altre località, perpetuando un rituale simbolico che ha meritato anche il bellissimo docufilm di Sandro Bozzolo. Nella vicina Nucetto, imperdibile sulla Statale 28 il ristorante “Vittorio”, che conferma i trascorsi aurei di Bagnasco, con antipasti e “passeggiate” innovative capaci di attualizzare i grandi classici. A quel punto, suggerisco infine di seguire verso Ceva, che ha piccolo ma affascinante centro storico e, all&#8217;occorrenza, altre assai buone tavole. Non mangiandovi di frequente, qui lascio a voi scelte e &#8220;recensioni&#8221;&#8230;</li>
</ol>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente, consulente e saggista di turismo esperienziale/food</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 09:26:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243; I due gelati migliori della Liguria (lo scrive uno che ne ha gustati un po’ in tutto il mondo…) sono quelli del caffè-pasticceria “K2” in via XXV aprile a Calizzano e quelli di “Biagi” in via Muccini a Sarzana. Due esperienze mistiche, che creano dipendenza. Il “K2” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/comunitas-felix-a-calizzano-30-anni-di-k2/">leggi tutto</a></p>
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<p>Comunitas felix, a Calizzano 30 anni di &#8220;K2&#8243;</p>
<p>I due gelati migliori della Liguria (lo scrive uno che ne ha gustati un po’ in tutto il mondo…) sono quelli del <strong>caffè-pasticceria “K2” in via XXV aprile a Calizzano</strong> e quelli di “Biagi” in via Muccini a Sarzana. Due esperienze mistiche, che creano dipendenza.</p>
<p>Il “K2” nei giorni scorsi ha compiuto 30 anni di attività, con un’allegra apericena condita da musica live e conclusa da una rituale fetta di torta con calici di brindisi. Uno staff tutto al femminile volteggiava tra i tavoli assicurando efficienza e sorrisi.</p>
<p>Il locale aprì nel 1963, ma l’attuale gestione lo conduce dal 1° luglio 1992. Molte cose buone sono scorse da allora sotto i ponti, sino ad un presente che via via ha il “tocco” di <strong>Alessia, una delle figlie di Adriana e Paolo</strong>, ingegnera civile che poi ha conosciuto l’alta formazione dell’Alma di Colorno e deciso di realizzarsi rimanendo nel suo borgo natio e nel laboratorio di famiglia… Sono sue, inconfondibilmente sue, le parole che seguono: ”…desidero che il paese continui a vivere di una luce propria tanto luminosa da rendere le persone positive perché un sorriso in più è meglio di uno in meno, questo sia nella vita sia dietro al bancone, anzi, dietro a mio figlio perché è così che sento il bar, mio, dentro all’anima e l’ho accudito e cresciuto come un membro della mia famiglia”.</p>
<p>Chi mi conosce e frequenta <strong>Ligucibario®</strong> sa quant’io da decenni mi spenda – con docenze, speech in convegni, webinar, <em>gustincontri</em>… &#8211; a favore di un turismo, in Liguria, non massificato e mordi-e-fuggi, bensì dinamico ed esperienziale (<a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">questo è uno dei link</a> che suggerisco…), e quanto io in prima persona ami <strong>l’escursionismo</strong> e gli spazi “far from the madding crowd”, dove scoprire e “ascoltare” pian piano il senso delle comunità, il <em>genius loci</em>, i riti della tradizione, le cultivar autoctone, le filiere del <em>buonessere</em>… Da tanti anni non a caso adoro Calizzano (e <a title="umberto curti calizzano" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">questo è un altro link</a> che suggerisco…), ad un passo da Finale Ligure via <strong>Melogno</strong>, e da Garessio e val Tanaro via <strong>Quazzo.</strong></p>
<p>Quasi trent’anni di lavoro e consulenze sul campo – con Luisa Puppo, ça va sans dire &#8211; mi consentono di pensare che, in termini di risultati e immagine, l’area di Calizzano varrebbe una miglior manutenzione complessiva del territorio e un piano propedeutico di micro-marketing idoneo a rendere più “strategica” la buona, anzi ottima, volontà di molti operatori commerciali, tanto più che nella <strong>centrale via Garibaldi</strong> e negli immediati dintorni si può mangiare splendidamente, si può praticare shopping di qualità (<strong>funghi, castagne, ortofrutta, carni e salumi, torte salate, pasticceria, miele e liquori, ceramica</strong>), si può vivere &#8211; e condividere &#8211; un tempo a misura d’uomo…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-aperitivo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21086" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/07/foto-aperitivo-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a>Con tutto il cuore voglio auspicare che la progressiva fuoriuscita da questi anni tanto travagliati (dopo la pandemia ecco la guerra) produca finalmente nelle persone un diverso sentire nei confronti della <strong>sostenibilità ambientale, della biodiversità, delle generazioni future</strong>, cui altrimenti toccherà un pianeta sempre più inquinato e sempre meno abitabile (siccità, abbandono della montagna, inquinamento, deforestazione…).</p>
<p>E voglio auspicare che <strong>le microimprese a gestione famigliare</strong>, “cuore” instancabile e &#8220;cocciuto&#8221; del Paese, ma sovente alle prese con burocrazie ed altri pesanti fardelli, possano meritare un ruolo sempre più centrale in termini di ripresa socioeconomica, di presidio del territorio, di valorizzazione della qualità.</p>
<p>Storie come quella del “K2”, dunque, sono un toccante, magnifico, durevole segno che s’incide – umanamente prima ancora che professionalmente – nell’identità di un tempo e di un luogo.</p>
<p><strong>Felice compleanno e mille di questi giorni, Amici del “K2”!</strong> Senza il vostro gelato, e i vostri sorrisi di buon mattino, la vita sarebbe molto (ma molto) meno dolce!</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Calizzano mon amour</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 14:44:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19701" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331.jpg"><img class="size-medium wp-image-19701" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/331-225x300.jpg" alt="calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">calizzano</p></div>
<p>Calizzano mon amour</p>
<p>Con Luisa ho conosciuto compiutamente <strong>Calizzano</strong> nel 2003, in fuga disperata da un’estate di canicola, e la prima notte vi dormimmo – sbalorditi e felici &#8211; con la copertina. A quei tempi ci accolse la professionalità (la cortesia) di Piera Manfrino, dell’<strong>hotel “Miramonti”</strong>, struttura proprio in centro paese dove tornammo tante, tante volte (camera 35), ammaliati anzitutto dalla cucina di Angela (sorella di Piera), cuoca non più in attività. La dedizione di Piera e Angela verso l&#8217;ospite era commovente. Presumo che al &#8220;Miramonti&#8221; si mangi tuttora benissimo, ma personalmente continuo a sognare che da qualche parte le mani sapienti di Angela tornino ai fornelli, dato che i suoi <strong>ravioli e la gallina ripiena</strong> creavano dipendenza, ed io tuttora me ne debbo dichiarare adepto…<br />
Poi, per alcune estati, con Luisa m’appoggiai all’agriturismo “Le giaire”, belli e spaziosi quegli appartamenti appena fuori paese, cascina antica dove l’instancabile Raffaele (alias “lo gnomo”) organizzava eventi ed escursioni per grandi e piccini, e la moglie Maria Grazia col figlio Raffaellino badava alla cucina. <strong>La pasta fresca</strong> era da urlo, ma assaggiai anche ottimi bacialli e torte strozzagatti, perfette per uno come me sempre in cerca di ricette della memoria&#8230; Oggi so che Raffaele è impegnato soprattutto con “Il pernambuco della contessa” giù <strong>a Perti, vicino a Finalborgo, paradiso per bikers</strong>, e gli auguro ogni successo.<br />
Attualmente per Luisa e me Calizzano è “<strong>La brinetta</strong>”, agriturismo in regione Frassino, un luogo incantevole “far from the madding crowd” dove la famiglia Pesce si profonde in un’ospitalità squisita. I 4 alloggi (fra cui il “teccio”) sono magnifici e lindi (guardali con calma a <a title="la brinetta calizzano" href="https://www.labrinetta.it/" target="_blank">questo link</a>), e gli occhi si perdono nel verde del prato e dei boschi retrostanti. Fra <strong>quegli alberi di faggio e quei maestosi voli di poiane</strong> ci si sente al sicuro, ve lo scrivo per esperienza diretta (la mia vita non è stata semplice), via dalle città caotiche e dai nostri giorni ed impegni sempre più insensati… D’estate guardo <strong>Delia e Maria</strong> chine nell’orto fra zucchine e pomodori e mi dico che v’è più saggezza nei lenti gesti di quelle due meravigliose nonnine che in centinaia di parole e ciance che m’è toccato – che mi tocca &#8211; ascoltare o leggere.<br />
Quando mi chiedono le ragioni per le quali Luisa ed io amiamo così intensamente Calizzano rispondo – come prevedibile &#8211; che ne elencherei mille, non una di meno, sia come appassionato frequentatore sia come &#8220;addetto ai lavori&#8221; (di mestiere mi occupo, come noto, di turismo enogastronomico, di rilancio dei territori, di marketing per le imprese&#8230;).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19713" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/13.3-300x225.jpg" alt="13.3" width="300" height="225" /></a>Calizzano è quell’atmosfera storico-culturale che respiri <strong>nel carruggio (via Garibaldi) e nelle sue antiche chiese (San Lorenzo, la Madonna del Rosario, le Grazie…</strong>). E’ quella sensazione d’esser al centro di infinite possibilità escursionistiche per tutte le gambe (<strong>l’Alta Via</strong> dei Monti Liguri è a un passo) e di gite in auto verso piccoli musei, caseifici, borghi tra i più belli d’Italia, caffè storici, commoventi mostre fotografiche. E’ quel cielo terso e quell’aria fresca che in piena estate profumano, per usar parole di mia moglie, di “paradiso possibile”. E&#8217; la quiete di <strong>Vetria</strong>, dove mi dicono si coltivi ottimo grano… Sono le fonti d&#8217;acqua, ciascuna con peculiari proprietà benefiche, la mia prediletta è la &#8220;ciumbere&#8221; sù verso la Colma, vecchia strada per Garessio&#8230;</p>
<div id="attachment_19702" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112.jpg"><img class="size-medium wp-image-19702" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/06/20170818_161112-168x300.jpg" alt="vetria" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vetria</p></div>
<p>Ogni giorno una passeggiata, Calizzano via via ha fatto di me (che non avevo quasi mai indossato scarponi e zainetto) un escursionista, se scelgo direzione <strong>Melogno </strong>(al valico presso Forte Centrale ha aperto il Rifugio), mi attende ad esempio la casetta della Forestale in mezzo alla foresta della <strong>Barbottina</strong>, riserva demaniale protetta. Se scelgo direzione <strong>Millesimo</strong>, mi attende ad esempio il parco regionale di Bric Tana, o la promenade lungolago di <strong>Osiglia</strong>. Se scelgo direzione <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, mi attende ad esempio il &#8220;sentiero di Ilaria&#8221; del Carretto, magia che scende a <strong>Zuccarello</strong>. Se scelgo direzione Toirano, mi attende ad esempio <strong>la panoramica abbazia di San Pietro ne’ Monti in val Varatella</strong>. Se scelgo direzione Giovetti, mi attende ad esempio San Giovanni della Langa, lungo un reticolo di percorsi della fede. Se scelgo direzione <strong>val Tanaro</strong> (profondo Piemonte), mi attendono ad esempio la magnifica <strong>Garessio, con la sua Colla di Casotto</strong> ben nota a trekkers e sciatori, e 12 km più a sud <strong>Ormea</strong>, celebre città di montagna dal fascino austero, occitano, terra di malghe e formaggi…<br />
Turista consapevole e buongustaio, che ogni tanto &#8211; o spesso &#8211; ami leggere Ligucibario, davvero Calizzano è come te l’ho descritta, coi suoi famosi <strong>funghi </strong>(&#8220;condivisi&#8221; con<strong> Bardineto), le castagne gabbiane</strong> da essiccare (in paese 2 gelaterie “rivaleggiano” quanto a goloso gelato), le creazioni artistiche in ceramica e legno di <strong>Giuliana e Agostino</strong>, i buoni cibi de “La bottega” serviti sempre col sorriso da <strong>Anna e Ileana</strong>, la frutta e verdura del giovane e valoroso <strong>Cristian</strong> (fra cui patate “pulite” come una volta), le cultivar tradizionali dell’azienda agricola <strong>Jole Buscaglia</strong>, con cui riscoprire sapori troppe volte dimenticati, le conserve di &#8220;Barberis&#8221;, la gradevolissima pizza de “<strong>L’odissea</strong>” (con birre nientemenoché di sua maestà Baladin), i curati piatti del “<strong>Passaggio a nord-ovest</strong>” lungo la strada che sale al colle del <strong>Quazzo, </strong>la cortesia di<strong> Lorenzo</strong> il benzinaio, le torte verdi di <strong>Valeria</strong> a Frassino…, e molto molto altro (mi sarebbe impossibile menzionare tutti).<br />
Se la tragedia del coronavirus indurrà quei ripensamenti che in tanti &#8211; da tanto &#8211; ci auguriamo, luoghi come Calizzano rappresenteranno un rifugio di bellezza e di semplicità, dove riflettere – prima che sia troppo tardi &#8211; sull’avvenire del mondo (tra inquinamento, cambi climatici, dissesto idrogeologico, cemento, plastica…) e come in prima persona impegnarci per migliorarlo, e dove recuperare – non è mai troppo tardi &#8211; anche <strong>una parte di se stessi</strong>.<br />
Amico lettore, sai come la penso, può dunque darsi che ci incontreremo là.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/">Calizzano mon amour</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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