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	<title>Ligucibario &#187; pietro querini</title>
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		<title>Per una storia dei genovesi a tavola</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:38:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29966" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cima1.jpg"><img class="size-medium wp-image-29966" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cima1-300x252.jpg" alt="cima genovese" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">cima genovese</p></div>
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<p>Ci avviciniamo al 5 maggio, data in cui presenterò alla Biblioteca Civica “Saffi” di Genova-Molassana il bellissimo saggio “Civiltà della forchetta” di Giovanni Rebora, uscito alcuni anni fa e certamente non dimenticato da chi fa il mio mestiere…</p>
<p>In questi giorni, parlando dell’iniziativa, anche ed anzitutto nelle aule di formazione dove Luisa Puppo ed io svolgiamo le rispettive docenze, talvolta risulta necessario recuperare qualcosa circa la biografia di Rebora, i luoghi a cui fu legato, e il clima culturale in cui cominciò a produrre alcuni dei suoi notevoli saggi.</p>
<p>Io lo conobbi circa 44 anni fa, quando &#8211; da matricola universitaria qual ero &#8211; mi aggiravo un po’ sperduto per i diversi e solenni istituti di cui si componeva la Facoltà di Lettere, rimbalzando fra le lezioni.</p>
<p>Rebora operava a Balbi 6, ricordo ancora quelle scalinate, ed il suo modo di “fare” ricerca e d’insegnare i fatti economici e agrari s’ispirava anche alla grande lezione della storiografia francese d’anteguerra (tra cui gli “Annales” di Bloch e Febvre), e si connetteva a Braudel, altro storico di vaglia, che ammirò Genova e che Rebora condusse anche in cerca&#8230;di trippe e gelati.</p>
<p>Poiché i fenomeni socioeconomici anche “minuti” e quotidiani consentono di comprendere il divenire delle comunità meglio di tutti gli altri, è ovvio che progressivamente l’enogastronomia attirasse – certo con un approccio non modaiolo – l’interesse di Rebora, maestro nello spulciare i documenti che raccontano la vita attraverso i vari periodi storici.</p>
<p>E non a caso l’8 marzo 1983 Rebora fu al centro di un Convegno a Imperia, sulla dieta cosiddetta mediterranea (concetto di cui oggi un po&#8217; si abusa?), i cui Atti rappresentano tuttora una lettura preziosa…</p>
<p>Per Rebora il cibo costituiva un modo di essere delle persone e dei ceti di appartenenza, e dunque chiariva molti aspetti anche della genovesità e della Liguria. Genova per secoli fu una città straricca, connotata da uno scarso “contado”, e pertanto chiamata a produrre risorse di eccellenza (dai limoni, ad alcuni vini, alle stoffe…) per importare quel che le occorreva, in primis il grano, o che le piaceva, per garantirsi un alto benessere. In tal senso la pasta di grano duro valse a lungo da cibo della domenica, si moltiplicarono i formati, e a coronamento di quel business non dimentichiamo che ad Imperia sorse nel 1887 il grande stabilimento della “Agnesi”, nata nel 1824 a Pontedassio.</p>
<p>Molti piatti genovesi non sono semplici, implicavano materia prima di qualità, lavorata con pazienza, e via via nei secoli si affermarono i ravioli, la cima (forse il piatto più complesso di tutta la cuciniera ligure), le gattafure, le cotture “accomodate”, le zuppe di pesce, la pasticceria secca e il pandolce (alto!)…</p>
<p>Le famiglie abbienti disponevano beninteso di cuochi, e prediligevano la carne di prima scelta (ovvero vitella), mentre i ceti più poveri (anzitutto i camalli) s’appoggiavano a trattorie e sciamadde, dove (seduti su lunghe panche gomito a gomito coi vicini) trovavano farinate, minestroni, trippe, vin brusco. Le ultime trattorie di quel tipo furono forse quelle di metà ‘900 a Sampierdarena (“Toro”…) * , ma per fortuna qualche sciamadda – sulla scia della “Carlotta” di Sottoripa ** &#8211; sopravvive con successo nei carruggi, oggi frequentata anche da turisti ammaliati dai nostri finger food.</p>
<p>Lo stoccafisso ovviamente si diffuse (esplosivamente) dopo che il naufrago Querini lo scoprì alle Lofoten.</p>
<p>Il pesce tuttavia non seduceva granché, ma le acciughe, pane del mare, per alcuni mesi erano molto pescate, e poi lavorate in cento modi, si tratta infatti di un pesce-conserva, di un pesce-condimento.</p>
<p>Le doti mercantili e imprenditoriali &#8211; alla base di un proverbio quale “Ianuensis ergo mercator” &#8211; consentivano ai genovesi d’insediarsi con successo in alcune aree e di dedicarsi a lucrosi commerci, ma al tempo stesso in alcune di quelle aree (a clima tropicale o quasi) essi seppero abbondantemente coltivare la canna da zucchero, che in patria rafforzava l’attività dei confiseur, i canditori (la tecnica è arabo-greca, e non a caso si diffuse anche a Venezia). Costoro, con la scoperta del Nuovo Mondo e l’arrivo delle fave di cacao, divennero poi anche eccelsi chocolatier, l’amarume della tostatura (lo scopriamo in Paul Valéry) si diffondeva intensamente nelle strade di Genova.</p>
<p>Si candivano splendidamente le arance, originarie dell’Asia come del resto anche i chinotti, e sulla Riviera di ponente attecchì la varietà Pernambuco (Washington Navel), assai versatile.</p>
<p>Anche di questo – debitori a “pionieri” quali Rebora &#8211; parleremo il 5 maggio, a testimoniare che la storia dell’alimentazione è foriera di mille insegnamenti, perché un popolo (a maggior ragione sul Mediterraneo, mare antico nelle parole di Raffaele La Capria, mare che unisce) è ciò che ha coltivato, allevato, pescato, commerciato… Diacronia significa, oggi come ieri, relazione.<br />
* Rebora stesso era sampierdarenese<br />
** la “Carlotta”, ostessa quanto mai dinamica sia ai fornelli sia in cassa, prevedeva come unico antipasto i muscoli, poi tra i primi spiccavano la zuppa di pesce e le tagliatelle all’uovo, insieme alla pasta condita con sugo o pesto. I funghi figuravano spesso tra le specialità della casa, e quanto ai piatti di pesce si gustavano l’aragosta, la buridda, e il pesce “allo scabeccio”. Ma naturalmente una portata imprescindibile era quella torta Pasqualina che commuoveva il noto giornalista Giovanni Ansaldo (nipote del fondatore dell’Ansaldo), il quale in un libriccino rivolgeva un accorato appello proprio alla Carlotta: “Bisogna che difendiamo il nostro buon nome sin d’ora. Se no, come adesso dicono che l’America l’hanno scoperta gli spagnoli, di qui a due secoli diranno che la torta pasqualina l’hanno inventata i milanesi”…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Brandacujùn, meglio se di stoccafisso</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 13:34:35 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26662" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/brandac-su-galletta-camogli.jpg"><img class="size-medium wp-image-26662" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/brandac-su-galletta-camogli-300x225.jpg" alt="brandacujun su galletta di camogli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">brandacujun su galletta di camogli</p></div>
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<p>Brandacujùn, nome ben strambo per una ricetta, ma più lo brandi (lo scuoti) e più vien buono… Parliamo di stoccafisso, o in subordine di baccalà, ridotto in una squisita crema scuotendolo insieme ad alcuni altri ingredienti (patate, aglio, prezzemolo, pinoli…). E’ una ricetta ponentina, che si lega anzitutto alla brandade de morue provenzale (morue da gadus morhua), e in questi anni ha beneficiato, Deogratias, di un convinto recupero, “salpato” dall’Imperiese.</p>
<p>L’abbinamento enologico prioritario è, beninteso, con una Bianchetta o un Vermentino liguri, versati a 10°C in tulipani a stelo alto.</p>
<p>Dal punto di vista storico, lo stoccafisso (un merluccide essiccato, mentre il baccalà è il medesimo pesce ma serbato sotto sale) venne “scoperto” da Pietro Querini, mercante veneziano, rampollo di una famiglia altolocata, il quale nel 1432 navigando da Creta alle Fiandre iniziò ad andare alla deriva. Si salvò con pochi compagni d’equipaggio, se ricordo bene una quindicina, approdando alle sperdute isole Lofoten, in Norvegia, che nelle proprie “Memorie” poi chiamò – poco affettuosamente? – “culo mundi”… Colà vide appunto le rastrelliere dove il pesce essicca. Giunto nelle città italiane, presso i pizzicagnoli del tempo quel cibo (ben conservabile, proteico, duttile…) sostituì in un batter d’occhio gli storioni affumicati. Si pensi che la Norvegia dispone oggi, e non a caso, di apposite figure professionali, i Vrakeren, i quali – quasi come sommelier ittici – classificano le pezzature migliori, quelle che diverranno le baffe più costose.</p>
<p>Al brandacujùn Ligucibario® ha dedicato ovviamente innumerevoli contenuti, e dunque amico Lettore puoi ancora una volta utilizzare una directory di risorse completa. Ti suggerisco di iniziare il viaggio leggendomi a questo link&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(8). Stoccafisso o baccalà?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 08:28:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?<br />
Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo via via a rispondere nei prossimi mesi. Stay tuned!</p>
<h2><i>Stoccafisso o baccalà</i>?</h2>
<h2></h2>
<p><strong><i>8. stoccafisso o baccalà?</i></strong> Originano entrambi da un grosso pesce, il Gadus morhua, al fine di garantire conservabilità alle sue carni. Carni che nella versione stoccafisso essiccano all&#8217;aria aperta, nella versione baccalà sono sottoposte a salagione. L&#8217;ambiguità è dovuta talora ai nomi delle ricette, ad es. il celebre baccalà alla vicentina fa uso di stoccafisso. Dobbiamo questa risorsa ad un mercante veneziano (Pietro Querini) che nel &#8216;400, partito da Candia alla volta delle Fiandre, dopo 8 mesi di navigazione fece naufragio, e la deriva dopo giorni e giorni lo portò &#8211; insieme ai pochi superstiti dell&#8217;equipaggio &#8211; alle bellissime isole Lofoten in Norvegia, dove restò 5 mesi. Anche la Liguria da allora è territorio in cui stoccafisso e baccalà sono divenuti piatti tradizionali. Personalmente prediligo lo stoccafisso, con cui preparo anche il brandacujun&#8230;</p>
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<h2>Continuate a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</h2>
<p>Cliccate qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte7-pandolce-alto-o-basso/" target="_blank">la settima faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte8-stoccafisso-o-baccala/">Cucina ligure domande e risposte(8). Stoccafisso o baccalà?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Gusti in video col Comune di Genova</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2024 13:29:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In occasione del “patto di amicizia” siglato fra le città di Genova e di Santos * ho avuto il piacere di girare per il Comune di Genova 4 video in cui raccontare alcune tradizioni culinarie locali che in qualche modo si “legassero” anche al Brasile. Ho così individuato 1.le salse da mortaio, 2.lo stoccafisso, 3.la ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gusti-in-video-col-comune-di-genova/">leggi tutto</a></p>
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<p>Ho così individuato 1.le salse da mortaio, 2.lo stoccafisso, 3.la pànera di caffè e 4.il cioccolato.</p>
<p>Per ognuna di queste, sono oggi fruibili su YouTube le riprese filmate, a cura dell’ufficio stampa del Comune (Silvia Stefani con Alessio Bixio). Le salse da mortaio sono dunque visionabili <a title="umberto curti le salse da mortaio" href="https://www.youtube.com/watch?v=fDHrksxBlCo" target="_blank">a questo link</a>, lo stoccafisso <a title="umberto curti stoccafisso" href="https://www.youtube.com/watch?v=rMV2S-a7cks" target="_blank">a questo link</a>, la pànera <a title="umberto curti la panera" href="https://www.youtube.com/watch?v=UsCfVFulAlA" target="_blank">a questo link</a>, ed il cioccolato infine <a title="umberto curti il cioccolato a genova" href="https://www.youtube.com/watch?v=BJleGHsewKQ" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p>Beninteso, a questi temi <strong>Ligucibario® negli anni ha dedicato innumerevoli attenzioni</strong>.</p>
<p>Le nostre gloriose salse da mortaio (<a title="ligucibario salse al mortaio" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/salse-al-mortaio/" target="_blank">link qui</a>) originano infatti dall’agliata, per natura “ipotensiva”, e attorno ad aglio e sale non nasce solo il pesto, perché caso per caso si lavorano, oltre a basilico, i pinoli, le noci, vari formaggi, le fave, la menta, il pesce azzurro… Lo stoccafisso (<a title="ligucibario stoccafisso" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/stoccafisso-accomodato/" target="_blank">link qui</a>) è il gadus morhua essiccato, dono delle isole Lofoten norvegesi, susseguente al naufragio del mercante veneziano Pietro Querini (1432) che da Creta avrebbe dovuto raggiungere le Fiandre… Il caffè (il “brodo arabo”) a Genova si lega ad un semifreddo incantevole, che fa da ponte fra pasticceria e gelateria, ovvero la pànera (<a title="ligucibario panera" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/panera/" target="_blank">link qui</a>), crasi di panna-nera, un dessert (perfetto a tutte le ore) che può dar dipendenza… Il cioccolato, infine (<a title="ligucibario cioccolato" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cioccolato-artigianale/" target="_blank">link qui</a>), nell’ultima parte del ‘700 inizia a trovare in Genova, grazie al porto, alcuni capacissimi confiseurs, i quali familiarizzano con la lavorazione di quei semi (originariamente portati dal brutale Cortés al suo imperatore Carlo V) da cui fino a quel momento si otteneva e si sorbiva solo cioccolata, ovvero l’alimento allo stato liquido (anni fa sul tema scrissi un libro, la cui copertina vedete nella foto)…</p>
<p>Buon appetito, dunque, e buona visione a tutti!</p>
<p>* Santos in Brasile è la “capitale” del caffè, e porto dove sbarcarono innumerevoli migranti italiani (<a title="genova e santos" href="https://www.ligucibario.com/genova-e-santos/" target="_blank">link qui</a>)</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<div id="attachment_22485" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Merluzzo al pesto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 20:03:40 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pesce atlantico e baltico, diviene baccalà se sotto sale e stoccafisso se essiccato (il mercante veneziano Pietro Querini &#8220;scoprì&#8221; queste versioni nel 1432 alle isole Lofoten). La parola ha parentele col francese morue, da Gadus morhua. E’ della famiglia dei Gadidi, dunque non andrebbe confuso col nasello che appartiene ai Merluccidi. Saltato qui in padella, al verde, si copre poi con pesto (anche di rucola, sebbene io dissenta) e, se piacciono, zucchine&#8230; Ligucibario® gli abbina un classico Vermentino delle DOC liguri, servito a 11°C in tulipani a stelo alto.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Stoccafisso accomodato</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 18:14:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Stoccafisso, un dono che ci proviene da un naufragio&#8230; La parola stoccafisso (merluzzo gadus morhua essiccato all’aria, liofilizzato) è calco dell’olandese stocvisch = pesce bastone, in norvegese il significato è pesce delle rocce. Il baccalà è il medesimo pesce ma posto sotto sale. Dopo Cristoforo Colombo (su cui vedi gli studi di Silvio Torre), l’intensificata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/stoccafisso-accomodato/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stoccafisso, un dono che ci proviene da un naufragio&#8230; La parola stoccafisso (merluzzo gadus morhua essiccato all’aria, liofilizzato) è calco dell’olandese stocvisch = pesce bastone, in norvegese il significato è pesce delle rocce. Il baccalà è il medesimo pesce ma posto sotto sale. Dopo Cristoforo Colombo (su cui vedi gli studi di Silvio Torre), l’intensificata esplorazione dei mari nordici e delle isole Lofoten (dove era approdato naufrago con pochi superstiti nel 1432 il mercante veneziano Pietro Querini) condusse ad una “riscoperta” gastronomica di eccezionale valore, tanto che in pochi anni molti pescatori salpavano da Marsiglia per raggiungere addirittura i banchi di Terranova.<br />
I genovesi stessi, che furono sempre navigatori e commercianti più che pescatori, si convertirono rapidamente, tanto più che il Concilio Tridentino incentivava i giorni di magro.</p>
<p>A Genova (ma anche presso le spezzine Lerici e Portovenere) lo stoccafisso rappresentò sùbito un delirio di massa, per le qualità della carne, i valori organolettici, la duttilità d’impiego * . La qualità ragno deriva in realtà dalla storpiatura del nome della ditta norvegese Ragnar, che garantiva la selezione delle pezzature migliori. Si acquista dopo che è stato fatto “rinvenire” in acqua corrente per 2 settimane e sbattuto per sfibrarlo, ma v’è chi lo acquista secco e lo bagna da sé a casa. Poi, pur nato nell’acqua, “deve morire nell’olio”.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/tSHmVRqbmyI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La ricetta accomodata è un pesce conciato, in addobbo, ma con patate soltanto dalla fine del ‘700 (verso le patate regnò a lungo un’inspiegabile diffidenza, forse in quanto ipogee…). Lo stocche va ammollato per una ventina di minuti in acqua bollente, con una goccia d’aceto. La cottura complessiva è di circa 1-2 ore, moderando l’aggiunta di acciughe salate che, cocendo troppo, darebbero una sgradevole nota amara. Al confine col Piemonte s’accompagna polenta. La ricetta chiede, per via del pomodoro, un DOC Riviera ligure di ponente Rossese, o un Pornassio.<br />
Rifaldi, del ristorante Da Genio (Genova), alle verdure aggiunse la paprika (stoccafisso alla Chelbi). Dello stoccafisso, i liguri adorano anche le budelline (dette trippette), essiccate e cucinate in umido &#8211; più di rado arrostite &#8211; , ormai introvabili.<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/stoccafisso-accomodato_14.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/stoccafisso-accomodato_14.html</a></p>
<p>* si legge in un testo secentesco di U. Benzi: “Dura per anni come fanno alcun’altri (pesci) salati; ma inanti che cuocerlo, bisogna in primo smaccarlo, e azzaccarlo molto bene con mazze di legno e indi si taglia in pezzi e s’alessa: è cibo saporoso preparandosi con buone spetie e è di buono et lodabile nutrimento…”</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello30.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17770" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello30-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stoccafisso alla badalucchese (alla baucogna)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 11:51:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Stoccafisso alla badalucchese (alla baucogna)&#8230; Badalucco era il polo commerciale della Valle Argentina e grazie allo stoccafisso (che vi veniva portato coi muli) potè resistere nel ‘600 agli attacchi pirateschi. Oggi è gemellata con le Lofoten norvegesi * , dove naufragò provenendo da Candia il mercante veneziano Pietro Querini nel &#8216;400, scoprendo il gadus morhua appeso alle rastrelliere. Questa è ricetta a lunga cottura – 7 ore dentro un calderone &#8211; in olio, vino bianco e brodo dove si disfanno anche funghi secchi, acciughe, frutta secca, sapori… Festeggiato la terza domenica di settembre (si mangia pubblicamente, com’era per il preboggion di Sestri Ponente&#8230;), la ricetta lo trasforma in “ricco” a Molini di Triora (IM). Ricetta analoga al ristorante &#8220;La Baita&#8221; di Borghetto Arroscia (SV), servita per la festa di Sant’Apollonia (9 febbraio)&#8230; Quando gli umidi di pesce sviluppano sapori importanti, io ti suggerisco un rosso non troppo deciso, ad es. un Rossese della DOC riviera di ponente<br />
* se t&#8217;appassiona la storia del gadus morhua, sia come stoccafisso sia come baccalà, leggimi estesamente al link <a href="https://www.liguriafood.it/2017/08/01/odori-di-carruggi-e-un-brandacujun-per-lestate/">https://www.liguriafood.it/2017/08/01/odori-di-carruggi-e-un-brandacujun-per-lestate/</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Baccalà</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 21:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Baccalà, ma in realtà talvolta stoccafisso. Cucinato in cento modi (in umido, al verde, ripieno, fritto, col riso, “di famiglia”, come le svizzere * …), il baccalà altro non è – in origine &#8211; che merluzzo gadus morhua posto sotto sale ** , lo stoccafisso è il medesimo pesce ma essiccato all&#8217;aria (lo dobbiamo al ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/baccala/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Baccalà, ma in realtà talvolta stoccafisso. Cucinato in cento modi (in umido, al verde, ripieno, fritto, col riso, “di famiglia”, come le svizzere * …), il <strong>baccalà</strong> altro non è – in origine &#8211; che merluzzo gadus morhua posto sotto sale ** , lo stoccafisso è il medesimo pesce ma essiccato all&#8217;aria (lo dobbiamo al naufragio del veneziano Querini presso le isole Lofoten). Bim bum bà, stocchefisce e baccalà, dice l’antica conta zeneize. Proveniente quanto a tecniche di salagione (forse) dai Paesi Baschi, deriva peraltro il nome – per metatesi &#8211; dal fiammingo kabeljauw. Chiamato “o fiel amigo” (l’amico fedele) dai portoghesi per le sue qualità nutritive, che in Lusitania gli valgono 366 ricette, ovvero una al giorno ma un giorno si fa il bis, conobbe un autentico boom nel corso del ‘600, coi massicci arrivi del pesce dal Nord.</p>
<p>Confezionato in balle, il pesce si vende ancora incrostato oppure già bagnato (per 48 ore, onde ottenere la morbidezza per diliscarlo ed eventualmente togliergli la pelle). I genovesi, in particolare, adorano la qualità detta localmente “bertagnino”. Esistono ancora sciamadde che preparano i friscêu (in pastella), strepitoso street food. Si abbina in genere a vini bianchi, quali il Vermentino, il Pigato, il Val Polcevera, le produzioni delle Cinque Terre, alla giusta temperatura e nei giusti calici. Nota bene: il <strong>baccalà</strong> vicentino è in realtà stoccafisso, in Veneto (come talora altrove) chiamano il <strong>baccalà</strong> “bertagnin”.</p>
<p>A questo link hai come sempre la mia ricetta (baccalà al verde) <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/11/baccala-al-verde_25.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/11/baccala-al-verde_25.html</a></p>
<p>* le svizzere, sorta di hamburger, sono descritte dal ricettario del Ratto (1863)  come “costolette di ottimo gusto”</p>
<p>** il cloruro di sodio disidrata gli alimenti in modo “genuino”, unendosi alle proteine e frenando (peraltro in modo ovviamente limitato) lo sviluppo dei batteri responsabili della putrefazione e gli enzimi. La procedura, organoletticamente non invasiva, si adotta anche coi prosciutti, coi formaggi… Si badi che “sale” è presente, virtuosamente, nelle parole salve e salute, il sale si offriva agli dèi e si impiegava come farmaco. Ne trovi traccia anche in toponimi quali Salsomaggiore, Salisburgo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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