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	<title>Ligucibario &#187; pier paolo pasolini</title>
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		<title>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario. Alcuni &#8220;protagonisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 11:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario. Genesi e &#8220;protagonisti&#8221; del recente lavoro di Umberto Curti, redatto in occasione di un progetto del Comune di Genova. Sta trovando qualificati e interessati lettori, specie tra i giovani, il mio Sostenibilità e biodiversità. Un glossario, disponibile gratuitamente, da qualche mese, sul sito dell’editore (clicca il titolo per il link ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/glossario-sostenibilita-e-biodiversita/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-fiori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21702" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/06/foto-fiori-300x225.jpg" alt="foto fiori" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario. Genesi e &#8220;protagonisti&#8221; del recente lavoro di Umberto Curti, redatto in occasione di un progetto del Comune di Genova</em>.</p>
<p>Sta trovando qualificati e interessati lettori, specie tra i giovani, il mio <a href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank"><em>Sostenibilità e biodiversità. Un glossario</em></a>, disponibile gratuitamente, da qualche mese, sul sito dell’editore (clicca il titolo per il link al sito web).</p>
<h2>Sostenibilità e biodiversità: perché un Glossario</h2>
<p>Scriverlo – in questi <strong>“tempi empi” che chiamiamo antropocene</strong>… &#8211; è stata per me un’esperienza molto stimolante. Circa 400 i lemmi per “interpretare, tutelare e promuovere il territorio”, un toolkit di pronto impiego, trent’anni dopo quella <strong>Convenzione ONU che a Rio de Janeiro</strong> “sottoscrisse” l’importanza della biodiversità come agente insostituibile per l’evoluzione della vita sulla terra, dal quale dipende la sopravvivenza dell’umanità stessa.</p>
<p>Non mi approprio delle<strong> alte parole di chi ha voluto prefare il libro</strong>, parole – ripeto – che chiunque potrà percorrere procurandoselo tramite una semplice mail. Ma il fine che in effetti nel 2022 mi aveva guidato era porre a disposizione soprattutto delle nuove generazioni, in modo gradevole a leggersi, una serie di temi, contenuti e materiali su sostenibilità e biodiversità (ivi inclusi <strong>saggistica, docufilms, films, report…</strong>) specifici ma anche interdisciplinari, che “contaminassero” saperi, che integrassero prospettive nuove, trasversali, aperte.</p>
<p>Il sapere, infatti, sebbene alcuni si ostinino a crederlo difendendo chissà quali orticelli, non è mai esoterismo da blindare.</p>
<p>Un sottotitolo, peraltro, avrebbe potuto essere “<strong>prima che sia troppo tardi</strong>”, visto quel che sta accadendo e che ci sta accadendo (a causa di una globalizzazione che <strong>Pasolini</strong> avrebbe certo definito sviluppo e mai progresso) in termini di inquinamento, cambiamento climatico, perdita di specie, sprechi alimentari, disparità socioeconomiche…</p>
<h2>Sostenibilità e biodiversità: i <em>credits</em> del <em>Glossario</em></h2>
<p>Il glossario, inevitabilmente, rivela tanti, positivi <em>credits</em>. Oltre ad alcune organizzazioni, note e meno note, che non da oggi si spendono nella salvaguardia del Pianeta/dell’Italia, ho tratteggiato profili di persone la cui professionalità (nei settori caso per caso <strong>della scienza, del giornalismo, della letteratura, dell’arte, del cinema…</strong>) ha “difeso” conoscenza, bellezza, verità, luoghi, diritti, cibi…, e inciso segni fecondi in questa contemporaneità così fragile e compromessa.</p>
<p><strong>Da Franco Arminio a Donatella Bianchi, da Paolo Cognetti a Luca Mercalli, da Ulderica Da Pozzo ad Alessandro Scillitani, da Paolo Piacentini a Maurizio Pallante, da Marco Deriu a Tom Mueller, da Rosalba Giugni a Ferruccio Sansa, da Marco Paolini a Vito Teti, da Sigfrido Ranucci a Marco Revelli, da Sveva Sagramola ad Annibale Salsa, da Alex Zanotelli a Salvatore Mereu…</strong></p>
<p>A loro, la mia gratitudine di essere umano. Da loro, molte possibili resilienze e ripartenze.</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Api, celiachia e biodiversità</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21578" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/DSCN5950-300x225.jpg" alt="DSCN5950" width="300" height="225" /></a>20 maggio <strong>Giornata delle api</strong> (insetti a rischio estinzione…), 21 maggio <strong>Giornata della diversità culturale</strong>, 22 maggio <strong>Giornata della biodiversità</strong>. Si susseguono importanti “ricorrenze” * a rammentarci i nostri “doveri” di abitanti d’un Pianeta che troppe volte abbiamo ritenuto nostra esclusiva proprietà.<br />
C’è un’ecologia profonda che ormai contesta addirittura il senso dell’espressione “sviluppo sostenibile”, additando criticamente uno sviluppo che non ha in realtà coinciso col progresso – sembra di riudire <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> &#8211; , ma con sempre più devastanti crisi ambientali, inquinamento, e laceranti disparità socioeconomiche…<br />
Quel che sta accadendo in Emilia Romagna (l’ennesima tragedia che alla fin fine verrà imputata al destino?) dimostra ancora una volta come anche in Italia occorra da subito <strong>non cementificare più</strong> un solo metro quadro di suolo, e che il solo modello praticabile in avvenire, proprio per concedere un po’ di avvenire alle nuove generazioni, sarà <strong>la decrescita</strong>. Un vocabolo che spaventa solo i miopi e i menefreghisti.<br />
Non si affermi che sono mancati gli allarmi: <strong>da Fritjof Capra a Roberto Marchesini, da Mario Tozzi a Luca Mercalli, da Serge Latouche a Papa Francesco</strong> è tutto un rincorrersi di lucide e spietate analisi circa quel che – di fatto in nome dell’avidità &#8211; stiamo infliggendo alla Natura e alle creature che (ancora) la popolano. Ed un’esortazione a fermare immediatamente lo scempio.<br />
Io ho redatto, a titolo completamente gratuito, un toolkit che pongo a disposizione &#8211; in formato elettronico oppure cartaceo &#8211; di chi intenda approfondire le questioni in gioco e “militare” dalla parte giusta. Si ottiene semplicemente <a title="umberto curti glossario sostenibilità e biodiversità" href="https://www.sabatelli.it/?product=biodiversita-e-sostenibilita-un-glossario" target="_blank">cliccando qui</a>.<br />
Non si tratta di pagine puramente terroristiche (sebbene la realtà ormai le legittimerebbe): ho cercato di raccontare sostenibilità e biodiversità anche “appoggiandomi” a filosofi, artisti, poeti, registi, romanzieri… <strong>Jean Jacques Rousseau, Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Rosi, Italo Calvino, Paolo Cognetti…</strong> Voci che, al pari degli alberi d’una solenne faggeta, sapranno svelare al lettore molto più di tante notizie e ammonimenti.<br />
Il futuro implica anche memoria, <em>wildlife stays wildlife pays</em>, ed ogni volta che l’uomo si è allontanato dalla natura ha pagato a caro prezzo i propri errori. Oggi diverrebbe quanto mai ipocrita ostinarsi a sostenere che l’attuale modello di profitti e business in voga in molti Paesi sia compatibile con una tutela e valorizzazione di quel che ancora ci circonda sulle montagne, nei boschi, lungo i fiumi, dentro i mari.<br />
Il tempo è infatti scaduto.<br />
*il 16 maggio si è celebrata anche la <strong>Giornata mondiale della celiachia</strong>. Come noto, allergie e intolleranze sono purtroppo in aumento, ma là dove ad es. la celiachia è una malattia autoimmune precisamente diagnosticabile, molte altre patologie e malesseri risultano di difficile inquadramento&#8230; Che la nostra &#8220;memoria biologica&#8221; si ribelli agli OGM e ai mille alimenti di bassa qualità che affollano gli scaffali del commercio? Ai Lettori di <strong>Ligucibario®</strong> , che molto spesso si è occupato anche di questo tema, segnalo dunque uno straordinario docufilm (in lingua italiana) realizzato da ABAP Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, dal titolo <em>X-grain. Regola n. 1 salvare la pelle</em>, liberamente fruibile a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N26lEBArG4s" target="_blank">questo link</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Siccità. Dalle parole passare ai fatti?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 09:13:56 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21053" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/foto-ponte-di-nava.jpg"><img class="size-medium wp-image-21053" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/foto-ponte-di-nava-300x170.jpg" alt="il tanaro a ponte di nava" width="300" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">il tanaro a ponte di nava</p></div>
<p>Siccità. Dalle parole passare ai fatti?<br />
“Il potere è sempre codificatore, è rituale. Ciò che codifica e ritualizza è sempre il nulla. Il puro arbitrio, cioè la sua propria anarchia. Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa ciò che vuole; e ciò che il potere vuole è totalmente arbitrario, o dettato da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune” <strong>Pier Paolo Pasolini</strong></p>
<p>Leggevo qualche giorno fa su un quotidiano lo spaventoso “report” circa la siccità esplosa nelle valli piemontesi, in particolare<strong> i territori d’alpeggio</strong> – val Maira, val Varaita…, luoghi della mia adolescenza &#8211; ove i malgari, partendo sino al giorno di San Giovanni, il giorno dei falò, conducono nei mesi caldi il bestiame (forse quest’anno costretti a ricondurlo giù ben prima del tempo). I giorni scorsi &#8211; siccome amo osservare dal vivo e detesto le sedie &#8211; ero a Ponte di Nava, il Tanaro trasmetteva un senso di desolazione. Ma <strong>anche il Po</strong>, come noto, è in secca, circolano foto incredibili. Ciò che sta avvenendo, e le cause che lo hanno velocemente prodotto, spero siano ormai ben chiari a tutti coloro che abbiano un minimo di senno e di onestà intellettuale… Analoghe criticità toccheranno <strong>all’agricoltura</strong>, secondo il presidente di Confagricoltura Lombardia il raccolto sarà, sia per quanto attiene al mais sia per i foraggi, inferiore del 30-50%&#8230; Mi fermo qui, ma molti degli ulteriori dati – proprio mentre tanto si ciancia di sostenibilità e biodiversità &#8211; sono terribili.</p>
<p><strong>Il cambiamento climatico, l’inquinamento di fatto irrefrenato, il disbosco selvaggio</strong> sono sotto gli occhi di un’opinione pubblica che verosimilmente prenderà piena coscienza del problema purtroppo solo quando ne verrà direttamente toccata dal punto di vista della quotidianità. E ciò sta per avvenire, anzitutto coi <strong>razionamenti d’acqua</strong> potabile: ecco l’antropocene, vocabolo che suona sinistro, ecco l’impronta ecologica umana dall’impatto sempre meno tollerabile. I poteri economici e gli interessi corporativi, peraltro, adottando una logica di corto respiro, e di profitti ad ogni costo, non hanno mai mostrato alcuna sensibilità che in qualche modo risultasse davvero idonea a fronteggiare via via le emergenze, e a convertire le attività e produzioni verso un’economia positivamente più circolare.</p>
<p><strong>Quanto ai climatologi e agli idrologi, i loro allarmi (quanto mai cartesiani e scientifici) sono da decenni pressoché inascoltati</strong> o tacciati di pessimismo, sempre altre – sventuratamente &#8211; le priorità in agenda.</p>
<p><strong>Transumanze, filiere casearie, etichettature ad alto tasso di “tipicità”…</strong> Benissimo, ma quel che temo di dover sottolineare – ben più a monte &#8211; è la possibilità che nel giro di pochi anni un intero mondo scompaia, i nevai stanno morendo, <strong>sta morendo quell’Italia alpina ed appenninica</strong> rimasta &#8211; senza colpe &#8211; “residuale”, di cui tendenzialmente ci si rammenta solo in chiave turistica, o con un atteggiamento di superiorità, che la museifica come oggetto di suggestione nostalgica. L’ambiente stesso viene sempre trattato, mediaticamente, senza prese di posizione nette, differendo le urgenze, dandogli risalto <strong>solo in occasione di disastri</strong> (bombe d’acqua, alluvioni, dissesto idrogeologico, ovvero fenomeni quasi totalmente prodotti dalla stoltezza umana). Disastri oramai puntuali, quasi &#8220;prevedibili&#8221;. E’ chiaro ciò di cui parlo?</p>
<p>Il mestiere – qualora mi distraessi &#8211; m’impone sempre buone o buonissime letture: <strong>Paolo Cognetti, Luca Mercalli, Annibale Salsa, Paolo Rumiz, Salvatore Settis</strong>… Non è pensabile riportare le persone nei luoghi da cui, per mancanza di lavoro, servizi, opportunità, esse sono emigrate. Ma la montagna, e le vie che la percorrono, e i boschi che l’arricchiscono, oggi per vivere (non sopravvivere) chiede – ai governi, alle città, agli addetti ai lavori, agli organi di stampa, agli opinion makers &#8211; uno sguardo più lucido e leale. <strong>La siccità è solo l’ultima ferita che le viene inflitta</strong>, e s’inscrive in un quadro putrescente di incoerenze e indifferenze che poco a poco l’hanno marginalizzata, come “geoperiferia” ancillare, poco redditizia ergo – ormai &#8211; poco significativa (1).</p>
<p>Nel giro d’una decina d’anni, il pianeta diverrà ancora più ostile, le temperature aumenteranno, il livello marino salirà ancora. E’ un’emergenza di cui occuparsi, tutti senza eccezione, anche le anime belle che paion destarsi solo ora, o volgeremo comodamente lo sguardo da un’altra parte?</p>
<p><strong>Ligucibario®</strong>, piccola piattaforma indipendente, con le proprie attività di tutela e valorizzazione dell’enogastronomia e dell’artigianato liguri, milita non da oggi su un certo lato della barricata, non quello dei tuttologi e del greenwashing, e posso assicurare che non ha alcuna intenzione di mutarlo. Amico Lettore, ti aspetto per conoscere la tua opinione, e continua a leggermi se hai a cuore ciò di cui scrivo e grido.</p>
<p>(1)suggerisco in merito anche la lettura di <strong>Massimo Fini</strong> <em>Lavoro, successo, soldi. Invenzioni protestanti</em>, su “Il fatto quotidiano”, 17 giugno 2022, p. 11</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>I “vecchi” sono sempre indispensabili</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 16:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I “vecchi” sono sempre indispensabili Quando nei giorni scorsi ho letto (chiunque l’abbia scritto e con qualunque significato) che gli anziani non sarebbero indispensabili allo sforzo produttivo del Paese, lo stupore è cresciuto di pari passo col malessere. Nel frattempo, e per fortuna, apprendo dell’uscita di un libro (autore Enrico Colombi) dal titolo “Un vecchio ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-vecchi-sono-sempre-indispensabili/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19970" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/HPIM4868.jpg"><img class="size-medium wp-image-19970" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/HPIM4868-300x225.jpg" alt="varazze, le spiagge della mia infanzia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">varazze, le spiagge della mia infanzia</p></div>
<p>I “vecchi” sono sempre indispensabili</p>
<p>Quando nei giorni scorsi ho letto (chiunque l’abbia scritto e con qualunque significato) che <strong>gli anziani non sarebbero indispensabili allo sforzo produttivo del Paese</strong>, lo stupore è cresciuto di pari passo col malessere.<br />
Nel frattempo, e per fortuna, apprendo dell’uscita di un libro (autore Enrico Colombi) dal titolo “Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”. Quanto sopra, ecco, fa già comprendere come io la pensi e dove io mi collochi.<br />
Sarebbe forse il caso, inoltre e in altri àmbiti, che la smettessimo di ragionare sui nostri “vecchi” solo in termini di consumatori, più o meno sensibili a certi messaggi pubblicitari, e/o come a turisti silver, più o meno idonei a certe proposte di viaggio, e/o come pazienti, più o meno costretti a certi farmaci…<br />
Questo <strong>non è neppur più marketing</strong>, ma una delle sue più discutibili derive…, secondo la quale in nome del profitto noi esistiamo &#8211; sempre e solo &#8211; in quanto acquirenti di qualcosa, e tutto può e deve esser commercializzato e venduto, individui compresi (e dunque presto o tardi toccherà a ciascuno di noi). Forse Adorno, Pasolini e Bauman peccarono di ottimismo?&#8230;<br />
<strong>Un vecchio che muore – di Covid o d’altro &#8211; è veramente una biblioteca che brucia</strong>, un patrimonio di ricordi, emozioni, conoscenze, affetti che non sarà più possibile ripristinare. Un vecchio che muore è tutt’un mondo che dilegua, i paesaggi di ieri, i riti dell’infanzia, la scuola, il lavoro, le domeniche, gli amori e i lutti, colori suoni odori che, di fatto, nessuna fotografia potrà restituire.<br />
Penso ai luoghi delle loro giovinezze, alle case, i cibi di cui si nutrirono, i mille sacrifici, qualche viaggio, i giorni delle loro nozze, gli elettrodomestici del tempo, la prima auto che guidarono, la nascita di un figlio… I vecchi sono sempre persone, sono sempre indispensabili, infatti vi sono culture sociali antiche che tributarono loro la massima considerazione.<br />
Ho in mente un’iniziativa (e <strong>perciò chiedo già il tuo aiuto, amico lettore</strong>), che mi piacerebbe intitolare &#8220;La biblioteca d&#8217;argento&#8221;: vorrei cioè proporre ai nostri “vecchi” oltre i 70 di scrivere qualcosa, che abbia relazione col mondo in cui vissero, affinché se ne conservi memoria. Vorrei raccogliere le loro &#8220;voci&#8221;, dentro quei brevi testi, a formare una sorta di complessiva narrazione, e – senza alcun fine di “graduatoria” &#8211; mi piacerebbe selezionarne poi tre, per <strong>averle mie ospiti, quelle voci over 70 e quelle persone, a cena da qualche parte (quando si potrà), se vorranno allietarmi della loro presenza</strong> e conoscere anche mia moglie, Luisa.<br />
Infine, progettare una divulgazione, nel caso anche valutando (se tale spesa sarà sostenibile&#8230;)  la pubblicazione di un volume cartaceo “collettivo”, e/o di un ebook, previa liberatoria autorizzativa degli Autori; volume che penso rimarrebbe come segno importante di un passato il quale – anche a beneficio delle nuove generazioni, cui imputiamo un’insensibilità talora non reale &#8211; va protetto dall’oblio.</p>
<p>I testi, lunghezza non oltre le 6mila battute spazi inclusi, formato word, vanno inviati entro il 31/01/2021 come sempre a <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a> <strong>completati solo da titolo, uno pseudonimo dell’autore, e l&#8217;età in anni</strong>. Indicando nell&#8217;oggetto della mail<strong> &#8220;La biblioteca d&#8217;argento&#8221;.</strong></p>
<p>Penso sia chiaro (specialmente a chi mi conosca umanamente e professionalmente) ma lo ribadisco: il mio progetto <strong>non ha alcun fine di lucro</strong>.<br />
Mi darai una mano? Passerai parola? E’ una domanda che già rivolgo anche a tutti i soci di “Genova World”, e agli amici, liguri e non, Marco Benvenuto, Silvia Bottaro, Gianni Bruzzone, Alessandro Giacobbe, Roberta e Roberto Pesce, Federico Alberto, Paola Travo, Paolo Pagano, Raffaele Corrado, Luca Bartesaghi, Mario Muda, Bruno Sacella&#8230;<br />
Conto su di te.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
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