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	<title>Ligucibario &#187; marketing turistico</title>
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		<title>Viaggio in Valle Scrivia, uno sguardo di marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 13:03:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG_3158.jpg"><img class="size-medium wp-image-26680" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG_3158-300x225.jpg" alt="uno scorcio di montoggio" width="300" height="225" /></a></p>
<p>uno scorcio di Montoggio&#8230;</p>
<p>Alcuni miei ex allievi, poi brillantemente abilitatisi alla qualifica regionale di Guida Ambientale Escursionistica, mi chiedono via via “suggerimenti” sulla Valle Scrivia, un territorio retrostante Genova nel quale ho a lungo lavorato (Savignone, Montoggio…), sempre cercando, per quanto possibile, di porre turisticamente a sistema le sue risorse, non poche ma sovente – come suol dire l’anglista Luisa Puppo (1) – underrated, e, anche facendo sempre tesoro di buone prassi “altrui”, ovvero di orientare l’offerta lato sensu culturale-escursionistica verso quei target di domanda interessati a destinazioni meno consuete, meno massificate, eccetera eccetera…</p>
<p>Lo sguardo di Ligucibario® è sempre anche intensamente gastronomico, poiché oggi i paesaggi rurali, le cultivar autoctone, i prodotti “autentici”, le botteghe e le ricette della tradizione si confermano, verso alcuni di quei pubblici di riferimento orientati a soggiorni esperienziali, come attrattori capaci di “raccontare” al meglio le comunità, gli artigianati e il genius loci che storicamente le caratterizza. Qui, per la Valle Scrivia, sono le castagne, le rose, i ravioli, le formaggette, i canestrelli e canestrelletti, i mieli, le birre artigianali, le mostardelle…</p>
<p>Ma intanto, purtroppo, trattorie e negozi – come noto – stentano e talora si arrendono (e all’ecatombe di agriturismi a Montoggio ho dedicato tempo fa un articolo specifico).</p>
<p>La Valle Scrivia, che aggrega una decina di Comuni (Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna, Vobbia, e Torriglia come &#8220;confine&#8221; verso la Trebbia), come noto a chiunque in Liguria si occupi un minimo di socioeconomie e di turismo è un territorio dalle cento opportunità e cento criticità, dove molte frazioni sono andate spopolandosi, molti presidii ricettivi e commerciali hanno chiuso, dove il dissesto idrogeologico e il digital divide hanno complicato il quadro. E dove l’accoglienza poggia più sulle premurosità spontaneistiche che su un impianto strategico e complessivo di welcoming: sono affermazioni che la mia società di consulenza porta avanti da decenni, quasi sempre inascoltata, ma in molti casi (per non dire tutti) il marketing e la formazione, che aggiorni alcune competenze delle imprese, rimangono gli unici strumenti per competere sul mercato, per cogliere i suoi input, e per salvare il salvabile.</p>
<p>I 10 Comuni valligiani, includendo Torriglia che fa per così dire da “confine” con la Val Trebbia, propongono tutti, e sottolineo tutti, ricchezze di segno storico-culturale, ambientale (flora e fauna riservano bellissime sorprese) e agro-culinario, eppure presumo che neanche uno di tali Comuni denoti flussi d’arrivo <span style="text-decoration: underline;">turistici</span> d’una qualche rilevanza, e sono sovente interessati da pesanti cali demografici. Alcuni sono anche toccati dal tracciato dell’Alta Via dei Monti Liguri, e quindi s’inscriverebbero perfettamente in quel disegno di un’Alta Via dei Gusti Liguri che, con gli ex allievi ora GAE di cui ho accennato all’inizio, sto da qualche tempo focalizzando. Alle dimore gentilizie, ai trenini a scartamento ridotto, ai castelli fliscani e della Pietra, alle parrocchiali e ai santuari, ai presepi, alla musealità, ai torrenti e laghetti, agli eventi e sagre…si affiancano infatti casari valorosi, pastifici e pasticcerie artigianali, ristoratori, cascine agricole, roseti, apicolture, macellerie, birrifici, finanche una viticoltura che da Valbrevenna a Minceto sta offrendo confortanti segni di ripresa, sto dunque riferendomi a ostinati custodi dei luoghi e dei saperi…, la cui attività anima territori e comunità altrimenti a rischio desertificazione.</p>
<p>Nella mia visione, tuttavia, e debbo dirlo senza giri di parole, poco sarà possibile qualora non si inquadrino correttamente le forze e le debolezze del “product” locale (2) e qualora gli attori pubblici e privati non convergano compiutamente su obiettivi realistici e soprattutto condivisi (nel marketing turistico 1+1=3).</p>
<p>(1)Luisa Puppo la quale ha fino al 1984 trascorso tutte le estati della propria giovinezza a Savignone, e dunque guarda alla Valle Scrivia con un affetto misto ad un filo di comprensibile saudade… Del resto, lei ed io ci sposammo nel 2000 a “Palazzo Fieschi”, e poi cenammo mille volte a Bromia dall’indimenticato Alfredo Ogemini, maestro di ravioli…</p>
<p>(2)indagini di competitività turistico-ricettiva, SWOT analysis propedeutiche a piani di marketing… Si vedano alcuni miei bilanci “di scenario” anche al link (…20 anni di Liguria e food).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>E’ il mercato, bellezza… L&#8217;escursionismo in Liguria</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 12:52:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Escursionismo in Liguria, quale futuro? Come superare la &#8220;saturazione&#8221; di alcuni (pochi) percorsi? Esploriamo il cammino verso una &#8220;fase 2&#8243; che focalizzi integrazione costa-entroterra, destagionalizzazione, targeting, storytelling. Genius loci mediterraneo, enogastronomia, folklore e artigianato come risorse complementari dell&#8217;offerta escursionistica e asset del turismo esperienziale. La parola al marketing turistico. Nel pieno ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/e-il-mercato-bellezza-lescursionismo-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26324" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/quasi-in-cima-a-monte-spinarda....jpg"><img class="size-medium wp-image-26324" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/06/quasi-in-cima-a-monte-spinarda...-300x137.jpg" alt="quasi in cima a monte spinarda..." width="300" height="137" /></a><p class="wp-caption-text">quasi in cima a monte spinarda&#8230;</p></div>
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<p><strong><em>Escursionismo in Liguria, quale futuro? Come superare la &#8220;saturazione&#8221; di alcuni (pochi) percorsi? Esploriamo il cammino verso una &#8220;fase 2&#8243; che focalizzi</em></strong><strong><em> integrazione costa-entroterra, destagionalizzazione, targeting, storytelling. Genius loci mediterraneo, enogastronomia, folklore e artigianato come risorse complementari dell&#8217;offerta escursionistica e asset del turismo esperienziale. La parola al marketing turistico.</em></strong></p>
<p>Nel pieno rispetto del lavoro altrui, e comunque sempre in spirito di servizio, mi domando: <strong>ma escursionismo in Liguria significa sempre e solo quelle (sebbene magnifiche) 5-6 proposte?</strong> Cinque Terre, Punta Manara, Val d’Aveto, Monte di Portofino, Sentiero del pellegrino, Anello Natura a Borgio Verezzi, qualche tratto dell’Alta Via anche a Ponente…</p>
<p>Rischieremo via via “semafori” da senso unico alternato?</p>
<p>Già troppe volte<strong> “è il mercato, bellezza” (frase stantia che detesto)</strong> ha indotto a swot analysis tardive e quindi a chiudere la stalla dopo che molto bestiame ne era già uscito. E questo vale anche per l&#8217;escursionismo in Liguria.</p>
<h2>Escursionismo in Liguria: verso una &#8220;fase 2&#8243;</h2>
<p>In una terra come la nostra, dove ovviamente i camminatori non si salutano col “namasté” dei nepalesi, io credo che occorra <strong>ripensare alcune dinamiche</strong>, transitare ad una <strong>fase 2 del trekking e hiking</strong>, che s’ispiri all’<strong>integrazione costa-entroterra</strong>, alla <strong>destagionalizzazione</strong>, ad un <strong>targeting</strong> sempre più accurato (anche su web e social).</p>
<p>Ed a tale fase 2 dell&#8217;escursionismo in Liguria potrà grandemente giovare anche lo <strong>storytelling</strong> anzitutto di ciò che siamo, in sinergia a paesaggi e biodiversità, e quando scrivo “ciò che siamo” intendo &#8211; non da enogastronomo o da antropologo ma da concreto esperto di<strong> marketing turistico</strong> &#8211; <strong>il genius loci mediterraneo, l&#8217;enogastronomia, il folklore e l’artigianato</strong> locali come <strong>risorse complementari</strong> ma di fatto già <strong>irrinunciabili</strong> in un’<strong>offerta escursionistica</strong> che voglia interfacciare <strong>turismo esperienziale</strong> nel senso pieno della parola (per approfondimenti su come tuttora la penso <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">clicca qui</a>). Forse che gli itinerari, in Liguria, non si sviluppano tra muretti a secco, vigne, uliveti, mulini, allevamenti, apicolture?&#8230;</p>
<h2>Escursionismo in Liguria: oltre al mercato c&#8217;è di più</h2>
<p>Vorrei dunque su questi temi relativi all&#8217;escursionismo in Liguria “coinvolgere” alcuni GAE che si sono brillantemente qualificati e che ora scenderanno in campo, su varie territorialità, con progetti stimolanti: Elisa, Francesca, Enrica, Cristina, Riccardo, Giuseppe, Stefano.</p>
<p>Mi è parso infatti che anche a costoro, come a Luisa Puppo e a me, rimboccarsi le maniche risulti un piacere più che un dovere. Escursionismo in Liguria calling!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Dal territorio all&#8217;impresa</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 15:21:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/DSCN0467.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22630" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/DSCN0467-300x225.jpg" alt="DSCN0467" width="300" height="225" /></a><em>Territorio e impresa sono i target di una serie di proposte consulenziali che Ligucibario® sta cantierando: un idoneo orientamento agli attuali, dinamici scenari turistici e commerciali</em>.</p>
<p>Sono venuti a farci visita a Calizzano, graditissimi, un team di giovani professionisti – reduce da uncorso biennale di specializzazione in Tourism Digital Marketing &#8211; che va proponendo al mercato alcuni specifici servizi in tema di <strong>grafica, marketing digitale, social media, videomaking</strong>.<br />
Sono rimasti sinceramente incantati da questi luoghi che <strong>Luisa Puppo</strong> ed io, da circa un ventennio, abbiamo eletto in alcuni periodi dell’anno a buen retiro.</p>
<p>Ed in effetti è stato un piacere “scortarli” lungo sentieri e attraverso faggete, raccontando loro <strong>la biodiversità, l’Alta Via dei Monti Liguri, la cultura del castagno</strong>, le risorse culturali che punteggiano gli abitati e talora financo i boschi.<br />
Le loro competenze lavorative stanno via via integrandosi con le nostre, e presto produrremo una serie di proposte consulenziali per i territori e le imprese che vogliano idoneamente orientarsi agli attuali – e sempre in progress – scenari turistici e commerciali.</p>
<p><strong>Calizzano stessa, pur nella sua attrattività naturale, è un luogo dove “far turismo” – escursioni, ricettività, food, botteghe… &#8211; potrebbe e dovrebbe percorrere binari assai più condivisi ed efficaci</strong>. Abbiamo certamente vissuto stagioni accelerate, turbolente, di deregulation, che hanno messo in forse l’esistenza stessa di tante microimprese a gestione famigliare, e nel complesso anche i Comuni (pur se siamo Italia) stentano a tenere il passo, per quanto attiene alla valorizzazione dei propri beni e delle proprie tradizioni, ai ritmi e alle tendenze della domanda, è sufficiente visionare molti siti web “pubblici” per constatare, purtroppo, come risultino poco seduttivi, poco aggiornati e poco interattivi (questa sezione è vuota, questa pagina è in allestimento…).<br />
Qui tuttavia non si tratta di imputare qualcosa a qualcuno, io presumo che tutti facciano tutto quel che possono, bensì si tratta di rimboccarsi le maniche. Anche, evidentemente, negli àmbiti online.</p>
<p>In genere, la storia dei “successi” dimostra che <strong>le destinazioni più attrattive sono quelle in cui i ruoli dell’attore pubblico e delle imprese si integrano e si potenziano</strong>. Sarebbe dunque straordinariamente interessante poter operare sui due fronti in contemporanea, traguardare una dimensione diadica e non dualistica: ovvero qualificando e rafforzando sia le strategie delle amministrazioni e sia quelle di hotel, agriturismi, esercizi commerciali, artigianato… In un&#8217;ottica territorio &#8211; impresa.<br />
Chissà che <strong>le valli Bormida, Tanaro e Mongia</strong> non possano rappresentare (specie in un momento come questo) un eccellente laboratorio di buone prassi, per affrontare validamente le sfide del futuro.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/dal-territorio-allimpresa/">Dal territorio all&#8217;impresa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Turismo e food nell&#8217;entroterra ligure: il caso Montoggio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 11:18:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal Piemonte all&#8217;entroterra ligure, una panoramica su ristorazione e turismo: il caso Montoggio, tra luci e ombre, ben rappresenta gli scenari attuali e futuri. Leggevo nei giorni scorsi (da dati FIPE) che nella vicinissima Alessandria il “saldo” della ristorazione è negativo, ovvero i locali che chiudono superano quelli che aprono, 31 contro 18. Segno peraltro ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/turismo-e-food-entroterra-ligure-montoggio/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22182" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3109.jpg"><img class="size-medium wp-image-22182" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/IMG_3109-300x200.jpg" alt="il favoloso pandolce di alberto barsotti" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">il favoloso pandolce alle castagne di alberto barsotti&#8230;</p></div>
<p><strong>Dal Piemonte all&#8217;entroterra ligure, una panoramica su ristorazione e turismo: il caso Montoggio, tra luci e ombre, ben rappresenta gli scenari attuali e futuri.</strong></p>
<p>Leggevo nei giorni scorsi (da dati FIPE) che nella vicinissima Alessandria il “saldo” della ristorazione è negativo, ovvero i locali che chiudono superano quelli che aprono, 31 contro 18. Segno peraltro di una crisi che perdura da tempo, con andamenti “serpeggianti”.</p>
<p>Schiacciati fra le tavole celebrate da guide e media e fra le catene fast food che “standardizzano” menu un tanto al chilo, molti ristoranti e trattorie tradizionalmente a gestione famigliare si arrendono ai costi delle materie prime, degli affitti, dei dipendenti: “…se prima nel nostro settore molti s’improvvisavano, oggi è <span style="text-decoration: underline;">necessaria</span> una preparazione manageriale” ha affermato Roberto Calugi, direttore nazionale FIPE. “Ad Alessandria e provincia oltre 6 ristoranti o bar su 10 cessano entro 5 anni da quando sono stati avviati”. A latere, evidentemente, crollano anche gli occupati a tempo indeterminato.</p>
<h2>Il caso Montoggio</h2>
<p>Spostando il focus sulla Liguria, chi mi conosce sa che un affetto particolare mi lega a <strong>Montoggio</strong>, paese della valle Scrivia nel primo <span style="text-decoration: underline;">entroterra genovese</span>. Là in passato lavorai ad un paio di progetti, ed ebbi il piacere di conoscere Stefano Torre, titolare dell’apprezzatissimo ristorante “Roma” e squisita persona. Quante volte sono salito sù da Creto, là dove Genova diventa pian piano ruralità e boschi&#8230;</p>
<p>Montoggio va legittimamente fiera di alcune sue risorse storico-culturali e ambientali (castello Fieschi, parrocchiale di San Giovanni Battista, santuario di Tre fontane, escursioni…), e andava fiera anche delle ottime tavole – alcune coerentemente “rustiche” &#8211; che garantivano sul territorio comunale un’offerta assai piacevole, per tutti i gusti e le tasche. Montoggio è infatti sinonimo di ortaggi, rose da sciroppo, formaggi, funghi, ricette terragne, ottima pasticceria, miele.</p>
<p><strong>Provo quindi grande dispiacere nel rilevare come, nel giro di pochissimi anni, presso molte di quelle tavole di ristoranti e agriturismi non sia più possibile sedersi. Chiusi, fermé, geschlossen.</strong> Dispiacere, non stupore: chi svolge la mia professione (da quasi 30 anni con Luisa Puppo mi occupo di marketing turistico e di gastronomia anzitutto nella mia regione) è chiamato a “prefigurare” con la massima oggettività possibile gli scenari futuri, siano essi positivi o negativi, e senza demagogie “nostalgiche”. I brutali cambiamenti e le deregulation degli anni recenti hanno trasferito in ere geologiche passate ciò che sino a ieri eravamo abituati a pensare e a fare.</p>
<h2>Le prospettive possibili (non solo a Montoggio&#8230;)</h2>
<p>Quel che avviene ad Alessandria e a Montoggio, dunque, ai miei occhi non è che l’esito di una serie di dinamiche, tipiche di aree poco turistiche, dinamiche su cui, volendolo – pur senza disporre della bacchetta magica di un prestigiatore – , si potrebbe in parte intervenire…In tal senso, esistono tuttavia (non solo in Liguria, beninteso, ma di certo anche in Liguria) un paio di condizioni a monte non eludibili:</p>
<p>1)la prima è che i piccoli Comuni si pongano veramente in rete con gli altri attorno, e si dotino di un piano di marketing turistico, senza il quale molte strategie e sforzi riescono vani, in primis – visti gli esigui budget &#8211; l’acquisto di pubblicità o di “ospitate” in tv quasi sempre improduttive.</p>
<p>2)La seconda è che le microimprese del turismo, del food, del commercio, dell’artigianato, trovino una volta per tutte il tempo di partecipare a percorsi formativi chiari e concreti. Molti – troppi – fra costoro non hanno dimestichezza con la lingua inglese, con web e social media, e anzitutto con quello storytelling che il turismo esperienziale ormai ci impone… Piaccia o no, molte scelte di viaggio iniziano tramite un PC o uno smartphone, e occorre pertanto saper comunicare “ovunque”, e molto bene.</p>
<p>In gioco vi sono i nostri Appennini ecc., con le comunità e le frazioni che per molteplici ragioni vanno spopolandosi, là dove i giovani non trovano più lavoro, né servizi, né opportunità lato sensu che li inducano a restare, o a ritornare. In gioco, occorre pur gridarlo, v’è un bene e una “biodiversità” che l’Italia non può perdere.</p>
<p><strong><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guerre puniche e formazione &#8220;moderna&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 14:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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Molti ovviamente gli hanno subito controribattuto, e ho apprezzato in modo particolare il geologo Mario Tozzi, che non a caso è un ambientalista autentico, e davvero si spende, anche sui media, in difesa di questo nostro pianeta bellissimo e sventurato.<br />
Peraltro questa “frattura”, su cui ci si è scontrati, periodicamente riemerge. Ma come gli antichi ritenevano la cultura greca e quella latina due fiumi per così dire necessari onde giungere ad un&#8217;unica foce, così un dissidio tra sviluppo tecnologico da un lato e scienze umane o sociali dall’altro non ha oggi &#8211; come ieri &#8211; alcuna ragion d’essere.<br />
Io mi occupo da tanti anni di marketing (in specie turistico), e posso assicurare che la mia quotidianità professionale poggia – contemporaneamente – su numeri e statistiche cartesianissimi tanto quanto su indagini sociologiche e psicografie comportamentali.<br />
Aldilà delle attitudini e degli orientamenti individuali dei giovani, che persino le figure genitoriali sono a mio avviso tenute il più possibile a rispettare e assecondare (l’alternativa sarebbe infatti forzarli e costringerli), il nodo apparentemente gordiano svela una ben diversa emergenza. Che poi <strong>in Italia sarebbe quella, rieccola, della “buona scuola” e, last not least, della buona formazione</strong>.<br />
Se tali realtà operassero al meglio e, quand’opportuno, sapessero anche dialogare tra loro, quanto sopra diverrebbe chiacchiera da bar.<br />
L’era dell’accesso e la società liquida in cui volenti o nolenti viviamo (<strong>cito Rifkin e Bauman</strong>) hanno infatti – malgrado le apparenze &#8211; costantemente bisogno della riflessione storica, per tornare all’esempio iniziale, perché non si dà società né civilizzazione senza che un “cittadino” venga messo nella condizione di acquisire, oltre ai know-how lavorativi/concreti, anche o in primis quei valori (conoscenza del proprio Paese e di sé, senso morale, spirito critico, gusto estetico…) che di fatto sostanzieranno il suo vivere comunitario.<br />
Mi pare fosse <strong>Pasolini</strong> a situare &#8211; guarda caso &#8211; una netta differenza tra sviluppo e progresso… Quanto sviluppo ormai non è progresso!<br />
Circa la scuola si sono spesi tsunami d’inchiostro e, nei decenni, investimenti d’ogni tipo, scoraggia – come si suol dire &#8211; ritrovarsi sovente daccapo, con milleduecento criticità irrisolte (i Lettori più autolesionisti leggano, se ancora non lo conoscono, A. Galdo, <em>Ultimi</em>, ed. Einaudi (Torino), 2016).<br />
Circa la formazione, settore che spesso mi vede all&#8217;opera, malgrado l’ampiezza della questione due sono tuttora  mio parere le priorità, tenendo presente che molta Italia si caratterizza per microimprese a gestione famigliare: che gli enti (talora emanazione di associazioni di categoria) via via realmente si specializzino su tematiche e figure professionali in uscita, costruendo staff e metodologie didattiche ad hoc. E che consolidino sul territorio forti relazioni col sistema d’aziende, che da un lato può accogliere i formandi in stage, dall’altro può a propria volta rivelare fabbisogni formativi specifici (management, networking, lingue straniere, web/social media marketing…).<br />
A dispetto della sintesi, presumo che ora anche il mio punto di vista sia chiaro. E davvero – malgrado io non sia tout court uno storico (bensì forse ormai un antropologo&#8230;) &#8211; non mi riesce di visualizzare il futuro che attenderebbe una nazione tutta affollata di digital manager e poco altro. Di un&#8217;umanità tutta china sui propri smartphone?<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Dicesi qualità della vita&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 09:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/ticino-pavia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20533" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/ticino-pavia-300x168.jpg" alt="ticino pavia" width="300" height="168" /></a><strong>Dicesi qualità della vita&#8230;<br />
</strong>Matteo Torredoro (corso IFTS gratuito co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso SEI-cpt Imperia), di formazione liceale e con esperienze accademiche, è appassionato alla buona scrittura. Prossimamente diplomato come <em>Tecnico del marketing turistico</em>, avvicinatosi con curiosità ad un modo di pensare e agire sempre stato distante dalla sua indole più riflessiva, può con sicurezza affermare che questa scelta è stata di gran lunga più motivante di quanto pensasse.</p>
<p><strong>Dicesi qualità della vita&#8230;</strong></p>
<p>Già Aristotele nell’Etica Nicomachea concettualizza l’<em>eudaimonia</em>, ovvero il postulato filosofico che fa riferimento all’essere con spirito positivo…, intenso e proverbiale modo d’essere che si rifà alla tanto dibattuta felicità. Anche Platone ne discute nella Repubblica, dedicandosi alla ideazione di una utopica <strong>città perfetta</strong>. Oggi questi capisaldi dell’umanità sussistono con la contemporaneità sotto il cielo delle scienze sociali, che con il Movimento degli indicatori sociali negli anni ‘60 crea il concetto di qualità della vita (di qui in avanti “qdv”). Gli scienziati e gli operatori sentono il bisogno di agire a livello “multidimensionale”, considerando il fatto che suddetti indicatori debbano venire analizzati a partire dall’assunto che non possano essere una mera sommatoria delle parti stesse. Un’altra ragione di questa puntuale nascita è &#8211; storicamente &#8211; dovuta alla volontà di semplificare <strong>la complessità urbana</strong> stessa, al fine di renderla accessibile ai più. Negli anni il concetto di qdv si è evoluto e perimetrato, rivelandosi oggi un ulteriore strumento essenziale per politiche territoriali e non solo. Come? Ad esempio ogni anno il “Sole 24 Ore” stipula una classifica basandosi su parametri qui sinteticamente elencabili come:<br />
reddito e lavoro, situazione abitativa, salute, formazione, qualità dell’ambiente, sicurezza personale, impegno civico, conciliabilità fra lavoro e vita privata, infrastruttura e servizi, mobilità, cultura e tempo libero.<br />
La vivibilità di un dato luogo “fa i conti” sicuramente anche con la struttura sociale ed economica presente, gli abitanti quindi saranno più o meno aperti alla <strong>vita di comunità</strong>, che comprende nella sua complessità anche il comparto turistico. E’ evidente quanto l’appeal turistico di una destinazione sia influenzato maggiormente da elementi intangibili: bisogna essere strutturalmente in grado di lasciare un buon ricordo all’ospite; più la popolazione sarà soddisfatta più il prodotto/servizio sarà competitivo, come non manca di sottolineare sempre il nostro docente Umberto Curti. Infatti gli stessi territori e città si posizionano in maniera diversa banalmente grazie alla differenziazione dell’offerta, ma anche grazie alla qdv locale, sottintesa nell’incontro fra ospite e abitante. Non bisogna dimenticare come il marketing territoriale possa offrire grandi soluzioni a grandi &#8211; e complessi &#8211; problemi come quelli che riguardano la vivibilità dei luoghi, ma evidenziando con il suo intervento quanto sia necessaria un&#8217;integrazione sistemica delle parti in gioco: un&#8217;amministrazione non può far a meno di un tessuto sociale fertile, qui il marketing territoriale è strumento di sviluppo ed affermazione di ciò che si vuole posizionare sul mercato, e nelle menti, come un qualcosa che offra vantaggi per imprese (già in loco o attraibili) e attori sociali. Quindi keywords quali valorizzazione e soddisfacimento fanno il pari con la “famigerata” misurazione della qdv. Il fatto che ci si stia spostando con le rilevazioni ad un ambiente non solo residenziale ma anche “di passaggio” testimonia quanto detto poc’anzi, chiave del successo sarà la coerenza tra l’offerta e – per così dire &#8211; <strong>il benessere cittadino</strong> della destinazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 12</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 12:19:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I libri di Umberto Curti. 12 Libro Bianco del turismo esperienziale e food&#38;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese, ed. Sabatelli, Savona, dicembre 2018 Umberto Curti compendia nel volume vent’anni di lavoro “sul campo”, nella consulenza, nel  marketing e nella formazione per i territori e le imprese a vario titolo coinvolte nell’ospitalità turistica (hotel, agriturismi, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti-12/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><i><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-libro-bianco.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-20377" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-libro-bianco-211x300.png" alt="copertina libro bianco" width="211" height="300" /></a></strong></i></em></p>
<p>I libri di Umberto Curti. 12</p>
<p><em><i><strong>Libro Bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese</strong></i><strong>, </strong></em><strong>ed. Sabatelli, Savona, dicembre 2018</strong><em><br />
</em></p>
<p>Umberto Curti compendia nel volume vent’anni di lavoro “sul campo”, nella consulenza, nel  marketing e nella formazione per i territori e le imprese a vario titolo coinvolte nell’ospitalità turistica (hotel, agriturismi, attività commerciali, produzioni tipiche…). Un libro nuovo, di godibilissima lettura, con innumerevoli casi-studio e best practices anche straniere, per un turismo nuovo, che collochi le migliori espressioni del made in Italy e del made in Liguria (cultura, agroalimentare, artigianato, cucine…) a centro scena. Un libro importante? Sì, ma non solo. Davvero anche un kit di attrezzi per i vari attori pubblici, dall’assessorato all’ente parco, e per associazioni di categoria, consorzi e imprese, manager, formatori, studenti. Irrinunciabile in vista della ripresa post-covid. L&#8217;autore, con piacere, si dichiara disponibile per presentazioni presso Comuni costieri, entroterra, enti parco, associazioni di categoria, consorzi e operatori di settore</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Liguria post covid, scenari per territori e imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 10:27:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/07/DSCN1680.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19780" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/07/DSCN1680-300x225.jpg" alt="DSCN1680" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Liguria post covid, scenari per territori e imprese.</p>
<p>La <strong>Liguria</strong> ha vissuto e vive anni drammatici. Al crollo di ponte Morandi e alla mareggiata 2018 hanno fatto seguito la catastrofe del coronavirus e i blocchi autostradali.<br />
Da molti anni, per ragioni professionali, occupandomi anzitutto di <strong>turismo enogastronomico</strong>, “monitoro” i trend socioeconomici della mia terra e della mia città (sono genovese), sovente impiegando anche il modello della cosiddetta <strong>swot analysis</strong> (forze debolezze opportunità minacce), tipico del marketing, che impone sguardi lucidi e oggettivi sin quasi alla spietatezza…<br />
Fors’anche per questo con <strong>Genova</strong> (e la Liguria) ho, come sa chi mi conosce e/o mi legge, un rapporto ambivalente, spesso – peraltro – più adorandole che detestandole.<br />
Avviene a molti. Ma la Liguria in cui lavoro è oggi una terra, per diecimila motivi, gracile, contraddittoria, talora attardata, occorre pur dirlo. E Genova, pur meritatamente assurta da circa un ventennio a meta di viaggi culturali, stenta a trovare quella mission condivisa che le farebbe intraprendere con maggior audacia un percorso di vero sviluppo.</p>
<p><strong>Liguria 2021: ombre…</strong></p>
<p>Questi mesi di pandemia (chi avrebbe immaginato di udire in Italia una simile parola?) e di “emergenze”, che tanto più dureranno quanto più le persone reitereranno condotte disinvolte e irrispettose, purtroppo non sono in prospettiva un ricordo neutro, una piccola cicatrice che via via scolorirà. Personalmente, temo che la Liguria nel 2021 sia attesa – forse più ancora d’altre regioni &#8211; da un ulteriore <strong>tsunami occupazionale</strong>, anche a causa di “vertenze” irrisolte da anni, di <strong>infrastrutture</strong> non al passo coi tempi (che ostacolano il marketing territoriale e l’attrazione di risorse), e di logiche corporative sempre indisponibili a farsi da parte.<br />
Altro che profumo di ripresa! L’industria in crisi, il lavoro stagionale annientato dal covid-19, i contratti non rinnovabili, le tante probabili chiusure di <strong>microimprese famigliari nei settori turismo, ristorazione e commercio</strong> (danneggiati dal lockdown a incassi zero), il tracollo dell’artigianato rischiano di produrre tensioni sociali cui da tempo l’Italia per fortuna non assisteva. Il sistema degli ammortizzatori, dei sostegni, dei bonus non può infatti reggere ad oltranza, in un Paese che comunque si conferma costantemente afflitto <strong>da un livello di burocrazia e da una complessità fiscale</strong> che hanno pochi eguali. A questo si aggiungano, come per il resto del Paese, le pessime performance in ambito digitalizzazione: secondo il DESI (Digital Economy Society Index) 2020, l’Italia è <strong>all’ultimo posto in Europa</strong> per competenze digitali.</p>
<p><strong>Liguria 2021:.. e luci?</strong></p>
<p>Io, che a mia volta da molti anni conduco &#8220;sul campo&#8221; con <strong>Luisa Puppo</strong> (non a caso nominata dal Sindaco “Ambasciatrice di Genova nel mondo”) una società di consulenza, mi domando non tanto quel che ci attenda, bensì quel che di utile sarebbe già possibile pianificare, per farsi cogliere meno impreparati da ciò che è imminente, per rifornirsi di nuove armi tali da affrontare le dure sfide a venire.<br />
La Liguria è, di fatto sin dagli albori del turismo, una meta apprezzata, un “epicentro” mediterraneo, grazie in primis ai suoi paesaggi straordinari – mare e boschi bellissimi &#8211; ed alla ricchezza dei suoi patrimoni storico-culturali. Ma anche una destinazione divenuta tecnicamente “matura”, complicata da raggiungere e da “abitare”, che ha stentato a tenere il passo della concorrenza ed a superare alcuni format d’offerta (camera+sdraio) che &#8211; ormai &#8211; certi segmenti di turismo valutano sempre più insoddisfacenti… Tuttora la costa dialoga poco con gli entroterra, e molte aree vivono di domanda solo stagionale/balneare, talvolta riesce difficile costruire prodotti e accoglienze di sistema, che integrino il blue ed il green 365 giorni l’anno o quasi (strade permettendo). V&#8217;è da rimboccarsi le maniche.</p>
<p><strong>Turismo: la pianificazione di marketing</strong></p>
<p>Come ho ripetutamente scritto (1), in quest’epoca di crisi, deregulation e accelerazioni brutali tanto <strong>le singole località quanto le aree aggregate che non si doteranno di piani di marketing turistico difficilmente potranno competere sul mercato</strong>. E’ indispensabile destinare budget ad hoc a tali piani, senza i quali si procede al buio, privilegiando attività e materiali (fiere sovradimensionate, dépliant e siti web obsoleti, brevi ospitate tv…) che in qualche caso paiono d’un’altra era e perciò nel presente non generano ritorni. Il coronavirus confermerà alcuni modi di far turismo, ma ne rivoluzionerà altri. L’Italia e la Liguria sono costellate di luoghi sin qui meno noti, meno travolti dagli arrivi di massa, e perfetti per soggiorni “verdi”, rilassanti, all’insegna delle tradizioni, dei piccoli musei, della qualità di vita, della buona cucina, delle scoperte inattese… Bisogna attrezzarsi per cogliere quest’opportunità, che aggrega flussi sia &#8220;domestic&#8221; sia internazionali.</p>
<p><strong>Territori e imprese: la formazione</strong></p>
<p>Così come, per quanto attiene agli operatori economici e ai loro dipendenti, si palesano – anche &#8211; in Liguria alcune urgenze specifiche, la conoscenza delle lingue del mercato (<strong>quantomeno l’inglese!</strong>) per interagire bene con le culture e gli stili di vita dell’ospite straniero; il presidio sagace del web e dei social media (si quantificano in <strong>8 su 10</strong> i turisti che ormai prefigurano e scelgono la vacanza online, sul proprio PC, tablet, smartphone); la capacità di “narrare” compiutamente se stessi, la propria azienda, i propri luoghi e prodotti a target <strong>esperienziali</strong>, e dunque sempre più attratti da ciò che è tipico, autentico, sensoriale, <em><span style="text-decoration: underline;">relazionale</span></em>. Ovvero da quanto viene suggestivamente definito genius loci.<br />
A questi operatori economici, sovente infaticabili, che giorno dopo giorno sacrificano al lavoro tutta la propria abnegazione, io suggerisco di formarsi al nuovo che avanza prima che sia troppo tardi. Formarsi, formarsi, formarsi è al momento l’unico kit di pronto soccorso a portata di mano. <strong>Esistono decine di opportunità gratuite, finanziate in primis dal Fondo Sociale Europeo, per accedere a corsi – off e online &#8211; pressoché su misura anche quanto a orari, dove incontrare ottimi consulenti e confrontarsi con altri colleghi, in una dimensione d’aula ben poco teorica e viceversa orientata a contenuti concreti, operativi</strong>. Provare per credere.<br />
L’insensibilità verso l’aggiornamento, verso forme di training che davvero stimolerebbero l’impresa a superare perlomeno alcune delle criticità che l’affliggono, il disinteresse a priori verso corsi che verrebbero modellati ad hoc, è – e qui proprio non riesco a zittirmi &#8211; uno dei fenomeni <strong>più gravi, nocivi</strong> e inaccettabili cui assisto nel settore dove opero. Vi prego, fateci un pensiero, rivolgetevi ad associazioni di categoria, a Camere di commercio, a società di consulenza specializzate&#8230; Oggi i rischi sono i peggiori, le statistiche parlano chiaro, parlan ciaeo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong>* ad esempio, ma non solo, in U. Curti, <em>Libro bianco del turismo esperienziale e food&amp;crafts. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese</em>, ed. Sabatelli, SV, dicembre 2018. Mi permetto d’autopromuovere questo mio saggio in quanto si tratta di un vero toolkit di pronto utilizzo anzitutto per amministratori e aziende…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La fine delle buone maniere</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 10:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La fine delle buone maniere, un titolo intrigante&#8230; Leggo gli scritti di Pierfranco Pellizzetti da molti anni: libri, articoli, dossier, cahier de doléances. Mi dolgo di non conoscerlo personalmente, dato che condivido numerose delle sue riflessioni, ed i miei libri (specie “Alte stagioni”, 2005) propongono reali consonanze coi suoi… Da cittadino, da co-founder di una ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/fine-delle-buone-maniere/">leggi tutto</a></p>
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<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">La fine delle buone maniere, un titolo intrigante&#8230;</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Leggo gli scritti di <strong>Pierfranco Pellizzetti</strong> da molti anni: libri, articoli, dossier, cahier de doléances. Mi dolgo di non conoscerlo personalmente, dato che condivido numerose delle sue riflessioni, ed i miei libri (specie “Alte stagioni”, 2005) propongono reali consonanze coi suoi… Da cittadino, da co-founder di una società di marketing turistico, da contribuente, da elettore vivo infatti una reale preoccupazione, umana prima ancora che professionale, circa gli italici tempi in atto, e circa la città – <strong>Genova</strong> – dove vivo e lavoro.<br />
Pellizzetti, sociologo, polemista “performing” e molto altro, nell’àmbito delle attività dell’associazione “Controvento” è in particolare fra gli autori di un “libro bianco”, dal significativo titolo “Rompere il silenzio. Un libro bianco per ridare voce alla Liguria” che pochi anni or sono mi colpì profondamente, ricco com’è di tesi originali e talora financo dirompenti (<strong>si recupera online</strong>, e ne caldeggio di tutto cuore la lettura). Alcune le ho riprese ed ampliate, benché meno impietosamente, nel mio recente “<strong>Libro bianco del turismo esperienziale</strong>” (editore Sabatelli), che contiene specificamente un denso capitolo su Genova, mio luogo natale, porto-casbah verso il quale nutro – come altri &#8211; un sentimento ambivalente, amandola e talora detestandola. Sia come sia, si tratta di una città complessa e policentrica, che per rianimare le proprie potenzialità, ed interrompere la decadenza in atto da decenni, dovrà rimuovere tutta una serie di contraddizioni e lobbismi che continuano a minarne l’avvenire.<br />
In questi giorni, di Pierfranco Pellizzetti è uscito in libreria per i tipi di Aragno “<strong>La fine delle buone maniere</strong>” (un titolo bello e amaro), il dolente pamphlet – strutturato in 11 racconti non “lineari” &#8211; di un figlio deluso dalla propria città-madre, un figlio che si confessa e si congeda non senza sdegni, tanto che la tenerezza ha via via ceduto il posto alle indignazioni, e riga dopo riga – dopo il veemente incipit “Un bel giorno, Genova sparì&#8221; – affiora il ritratto di una città ferma e, salvo rare eccezioni (dall’ammiraglio <strong>Andrea D’Oria</strong> all’armatore Raffaele Rubattino), storicamente misoneista. Cosa rimane infatti di quella che fu la capitale delle partecipazioni statali ed il vertice sud del <strong>triangolo industriale</strong> con Torino e Milano?<br />
Altro non intendo svelare agli amici lettori di Ligucibario®, ma coloro che amano Genova dovrebbero riservar spazio sugli scaffali ed attenzioni vere a questo “tomo” (370 pagine) di piacevole lettura, che ancora una volta – com’è nel dna di Pellizzetti – incastra presente e passato, senza pietà per i familismi di ceto e di corporazione, né per l’agiata borghesia che si circondava di decoro e &#8220;villeggiava&#8221; nell’immediato entroterra, là dov’è infatti sopravvissuta qualche traccia liberty.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>A Genova, web&amp;social per il turismo esperienziale</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2019 15:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ben 254 candidati si sono concretamente presentati alla prova scritta per la selezione del corso FSE gratuito, di qualifica professionale, “Esperto web e social media per il turismo esperienziale”, progettato da F.IRE e da Welcome Management di Luisa Puppo. L’8 e l’11 marzo prossimi i test e le prove migliori saranno dunque ammesse agli orali, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/a-genova-websocial-per-il-turismo-esperienziale/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18338" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1982.jpg"><img class="size-medium wp-image-18338" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1982-300x225.jpg" alt="corso web social per il turismo esperienziale" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">corso web social per il turismo esperienziale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ben 254 candidati si sono concretamente presentati alla prova scritta per la selezione del corso FSE gratuito, di qualifica professionale, “Esperto web e social media per il turismo esperienziale”, progettato <strong>da F.IRE e da Welcome Management di Luisa Puppo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’8 e l’11 marzo prossimi i test e le prove migliori saranno dunque ammesse agli orali, alla presenza di un referente dell’ente formativo (Dottoressa Simona Benucci), di una psicologa (Dottoressa Orietta Trenchi), e di un esperto del settore (Dottoressa Luisa Puppo). Dopodiché, selezionati i 12 partecipanti, in carrozza si parte!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1984.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18341" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1984-300x225.jpg" alt="DSCN1984" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">800 ore di cui 240 in stage, per affrontare un percorso di formazione &#8211; marketing turistico, web, tourism English&#8230; &#8211; davvero dal vivo, coinvolgente e operativo (interventi d’imprese e istituzioni in aula, casi-studio, degustazioni guidate di prodotti tipici liguri, utilizzo mirato del web, attività progettuali desk e field, interagendo “dal di dentro” coi sistemi e le dinamiche tipiche del turismo…).</p>
<p style="text-align: justify;">Peraltro, 254 candidati rappresentano già un oggettivo successo in termini di attenzione e gradimento verso l’opportunità corsuale, che sin dal titolo “investe” con approccio innovativo due tematiche attualissime ed importanti: la conoscenza del turismo nei suoi aspetti online &#8211; e di search engine optimization &#8211; e il design di proposte turistiche realmente, e sempre più, esperienziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un affiatato team di docenti e figure di tutoraggio attende i corsisti nei moderni spazi <strong>F.IRE in via D’Annunzio 1 (da piazza Dante), proprio nel cuore di Genova</strong>.</p>
<div id="attachment_18339" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1986.jpg"><img class="size-medium wp-image-18339" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1986-300x225.jpg" alt="F.Ire via d'annunzio 1, genova" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">F.Ire via d&#8217;annunzio 1, genova</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sin dall’esame d’autunno gli “idonei” potranno poi giocarsi valide carte in termini di occupabilità sul mercato del lavoro, in primis nell&#8217;àmbito di un territorio – come Genova e la Liguria – che vedrà proprio nell’incoming di qualità una delle risorse prioritarie su cui investire il proprio futuro socioeconomico.</p>
<p style="text-align: justify;">In bocc’al lupo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1991.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18340" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/03/DSCN1991-225x300.jpg" alt="DSCN1991" width="225" height="300" /></a></p>
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