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	<title>Ligucibario &#187; granturco</title>
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		<title>Mais quarantino</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:14:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il mais quando giunse dal Nuovo Mondo fu chiamato granturco in quanto alimento “esotico”. In alcune aree divenne protagonista di una dieta monoingrediente (nelle campagne si arrivava a consumare 4 chili di polenta per persona…), che presto fece esplodere il flagello mortifero della pellagra, di cui peraltro non si sapevano individuare le cause… La tragedia ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mais-quarantino/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mais quando giunse dal Nuovo Mondo fu chiamato granturco in quanto alimento “esotico”.<br />
In alcune aree divenne protagonista di una dieta monoingrediente (nelle campagne si arrivava a consumare 4 chili di polenta per persona…), che presto fece esplodere il flagello mortifero della pellagra, di cui peraltro non si sapevano individuare le cause…<br />
La tragedia andò avanti a lungo: dermatiti, diarree, demenze, e l&#8217;ignoranza popolare trasformava i malati in vampiri.<br />
In Liguria il mais, per via di un’orografia che osta all’agricoltura, fu nei secoli presenza quantitativamente secondaria.<br />
Lo incontriamo di fatto in alcune polente (caso per caso con cavoli, porri e prescinsêua, coniglio, stoccafisso), nei fügassin de mega rivieraschi, nella revzora di Campo Ligure, nei panotti di Ne e nei micotti di Borzonasca, in tradizioni della val di Vara…<br />
Il mais quarantino, a maturazione rapida (40 giorni la spiga, 4 mesi il raccolto) s’incontra in Liguria in Val d’Aveto, ha pannocchie quasi arancione e se ne ottiene una farina assai rustica&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Panotti de meiga</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2024 08:04:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I panotti de meiga a Ne in val Graveglia (GE) sono panotti di mais (grano &#8220;turco&#8221; in quanto esotico&#8230;) cotti sotto il testo. Come sempre non esiste una ricetta unica ed assoluta. Porre la farina di mais setacciata in una terrina, unire sale, foglie di cipolla tagliate finemente a fettucce e lardo (meglio magro) a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/panotti-de-meiga/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I panotti de meiga a Ne in val Graveglia (GE) sono panotti di mais (grano &#8220;turco&#8221; in quanto esotico&#8230;) cotti sotto il testo. Come sempre non esiste una ricetta unica ed assoluta. Porre la farina di mais setacciata in una terrina, unire sale, foglie di cipolla tagliate finemente a fettucce e lardo (meglio magro) a dadini. Versare l&#8217;acqua e lavorare il tutto omogeneamente, idratando. Se si usa un poco di lievito (usanza moderna&#8230;) l&#8217;impasto dovrà riposare un paio d&#8217;ore. Con le mani prelevare quindi delle “quenelle” di impasto, fasciarle in foglie di castagno (già ammollate in acqua tiepida) e cuocere i panotti sotto il testo o nel forno. Possono sostituire bene il pane, ad es. anche accompagnando il locale (s)preboggion con le patate * &#8230; A Cogorno i cavatori e le portatrici d&#8217;ardesia si sfamavano con un finger food analogo.<br />
* ovvero patate con cavolo; le patate della cultivar DOP &#8220;Bologna&#8221; sono perfette, e Lavagna garantisce il cavolo broccolo&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Manene</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 19:38:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Fritti (in tocchi) di focaccette lievitate, di solito a base di patate lesse e farina di granturco. Stuzzicante manualità, le planetarie erano un miraggio lontano, diffusa in vari Comuni liguri (non c&#8217;era nonna che non le impastasse?). Si chiamano così perché venivano aperte a mano anche dopo la lievitazione. Finger food &#8211; al pari di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/manene/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fritti (in tocchi) di focaccette lievitate, di solito a base di patate lesse e farina di granturco. Stuzzicante manualità, le planetarie erano un miraggio lontano, diffusa in vari Comuni liguri (non c&#8217;era nonna che non le impastasse?). Si chiamano così perché venivano aperte a mano anche dopo la lievitazione. Finger food &#8211; al pari di frisceu, cuculli ecc. &#8211; da Vermentini e da bollicine, ma alcuni propongono drink di stampo latino&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Focaccine di mais</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 21:06:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Focaccine “de granun”, il mais è il granturco, si preparano soprattutto in area Beigua, in Val Petronio, in Val di Vara. A Campo Ligure (GE) in Valle Stura il loro nome è revzora. Perfette anzitutto con i salumi come la testa in cassetta (e le verdure in addobbo, sott’olio), meritano ad es. un DOC Golfo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccine-di-mais/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Focaccine “de granun”, il mais è il granturco, si preparano soprattutto in area Beigua, in Val Petronio, in Val di Vara. A Campo Ligure (GE) in Valle Stura il loro nome è <a title="Revzora di Campoligure (GE)" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">revzora</a>. Perfette anzitutto con i salumi come la testa in cassetta (e le verdure in addobbo, sott’olio), meritano ad es. un DOC Golfo del Tigullio-Portofino Bianchetta, alla giusta temperatura e nei giusti calici&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Polenta (gialla e bianca)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 09:36:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Polenta proviene dall’ebraico pol=fava (donde puls e anche polka). La farina di granturco &#8211; ovvero mais, scoperto nel Nuovo Mondo &#8211; si diffonde in Italia soprattutto a partire dal 1808 * . Ma polente si erano sempre cucinate. Piatto poverissimo, inconsistente, la polenta infatti non preservava dalla terribile pellagra (malattia che, scopriamo leggendo l’Artusi, scompare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/polenta-bianca/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Polenta proviene dall’ebraico pol=fava (donde puls e anche polka). La farina di granturco &#8211; ovvero mais, scoperto nel Nuovo Mondo &#8211; si diffonde in Italia soprattutto a partire dal 1808 * . Ma polente si erano sempre cucinate. Piatto poverissimo, inconsistente, la polenta infatti non preservava dalla terribile pellagra (malattia che, scopriamo leggendo l’Artusi, scompare solo agli inizi del ‘900).</p>
<p>Diviene più spezzina con porri e ricotta in Val di Vara (“uncia” se con burro e spicchi d’aglio), con i cavoli e altro a Pignone (“incatenata”, da degustare morbida con olio e formaggi grattugiati). Può peraltro accompagnare anche lo stoccafisso. Altre polente contadine si ricavano in Liguria &#8211; come noto &#8211; dalla farina di castagne (Borzonasca…) e da patate, sorta di puree, altrove anche da riso, ceci, miglio&#8230;</p>
<p>La polenta bianca (di grano e non granturco) è antica e robusta tradizione degli entroterra anzitutto savonesi, si prepara battendo con un cannello le patate lessate e addensandole con farina, e si porzionava tagliandola col filo da materassai. Condita “alla piemontese”, talora con porri di Albenga, la chiamano bardenulla nell’area di Bardineto, zona di funghi, con porri, latte e panna, e la incontri anche nella limitrofa Calizzano.Tipica della confinante Val Tanaro, infine, a Ormea, Garessio ecc., la polenta saracena, che prende il nome dal “robustissimo” grano saraceno ** , il quale è a ciclo breve, 2-3 mesi, e matura in impervie altitudini già a fine estate; la ricetta garessina-ormeasca simile alla bardinetese / calizzanese prevede, oltre alle due farine &#8211; quella di frumento &#8220;schiarisce&#8221; quella di grano saraceno &#8211; , patate (il cui boom locale è di fine ‘700), latte con panna, porri e funghi secchi, meglio ove porcini. Può esser preparata tutto l’anno.</p>
<p>* ma nel ‘700 è già al centro d’un dipinto di Pietro Longhi.</p>
<p>** ingrediente base dei favolosi pizzoccheri valtellinesi e, mescolato al mais, della polenta taragna. Con la quinoa, è uno dei due cereali che non appartiene alle graminacee (dunque è consentito ai celiachi). Originario dell’Asia centrale, era partner alimentare dei nomadi tartari. Dal ‘400 si sa coltivato in Italia settentrionale. Renzo Tramaglino, nei Promessi Sposi, sorprende Tonio occupato a mescolare “una polenta bigia di gran saraceno”. E’ chiamato anche fagopiro e fermentino, l’aggettivo saraceno potrebbe indicare la provenienza esotica o il colore scuro. Ricco di ferro e ben digeribile, resiste, oltre alla Valtellina, praticamente solo in Carnia e Abruzzo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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