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	<title>Ligucibario &#187; finale ligure</title>
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		<title>Verdona</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 10:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Verdona, o verduna, è un&#8217;uva a bacca bianca di cui si trova(va)no alcuni ceppi a Recco (GE), ma tale parola verdona è nel Finalese un sinonimo del noto vitigno barbarossa (il quale ha infiniti sinonimi), forse originario della Toscana e presente anche in Corsica&#8230; Come per le cultivar olearie, la confusione terminologica è tanta. Umberto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/verdona/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Verdona, o verduna, è un&#8217;uva a bacca bianca di cui si trova(va)no alcuni ceppi a Recco (GE), ma tale parola verdona è nel Finalese un sinonimo del noto vitigno barbarossa (il quale ha infiniti sinonimi), forse originario della Toscana e presente anche in Corsica&#8230; Come per le cultivar olearie, la confusione terminologica è tanta.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Insalata del maresciallo Caviglia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 09:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Insalata del maresciallo Caviglia è, nel Finalese, una capponadda, sulla falsariga della camoglina. L&#8217;abbinamento enologico è dunque ostico, Ligucibario® opta necessariamente per un Vermentino o una Lumassina locale. Enrico Caviglia (Finale Ligure 1862 – 1945) è stato un militare e politico, nominato Maresciallo d&#8217;Italia per le imprese durante la Grande Guerra, si lega al suo nome anche ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/insalata-del-maresciallo-caviglia/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Insalata del maresciallo Caviglia è, nel Finalese, una capponadda, sulla falsariga della camoglina. L&#8217;abbinamento enologico è dunque ostico, Ligucibario® opta necessariamente per un Vermentino o una Lumassina locale. Enrico Caviglia (Finale Ligure 1862 – 1945) è stato un militare e politico, nominato Maresciallo d&#8217;Italia per le imprese durante la Grande Guerra, si lega al suo nome anche una ricetta di lumache, nel cui ultimo lavaggio s&#8217;aggiungeva qualche foglia di fico&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Chizzerun</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2024 10:11:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Chizzerun&#8230;, nel secolare archivio della Biblioteca di Finale Ligure (SV), collezione “Finarium”, parrebbe esistere un&#8217;originaria ricetta dei “chifferi” o “kizerun” (lemma verosimilmente di origine araba??). Il primo che ripropose la ricetta di questa dolce mezzaluna fu Benedetto Ferro, pasticciere a Finale Ligure nel 1872, bottega tuttora attiva (via Garibaldi). Gli ingredienti noti, con dosaggi assolutamente ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/chizzerun/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Chizzerun&#8230;, nel secolare archivio della Biblioteca di Finale Ligure (SV), collezione “Finarium”, parrebbe esistere un&#8217;originaria ricetta dei “chifferi” o “kizerun” (lemma verosimilmente di origine araba??). Il primo che ripropose la ricetta di questa dolce mezzaluna fu Benedetto Ferro, pasticciere a Finale Ligure nel 1872, bottega tuttora attiva (via Garibaldi). Gli ingredienti noti, con dosaggi assolutamente “insvelabili”, sarebbero stati mandorle dolci in polvere, zuccherini (i ciucarin), albume d&#8217;uovo, olio di mandorle, acqua di fiori di arancio, mandorle dolci a lamelle e scorze di mandarino. La mattina di Natale nel ponente ligure il padrino e la madrina, secondo usi, cucinavano questa leccornia per figliocci e figliocce. Il chizzerun e anche galletti (galeti) e canestrelli (canisceli) toccavano ai maschietti, le &#8220;mariete” alle femminucce, erano figurine femminili infilzate in cima a una canna. Per le vie di Oneglia quindi si udivano squillanti le voci allegre di bambini e bambine mentre s’affrettavano verso le case dei padrini: “A semmu vegni a pià u chizzerun&#8221;. Il “chizzerun” ponentino prese a dare il nome anche a coloro che lo impastavano e infornavano&#8230; Ai giorni nostri, l&#8217;abbinamento di Ligucibario® per questi tipi di pasticceria secca è sempre un passito a bacca bianca<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Speciale Calizzano. All&#8217;agriturismo La brinetta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 14:09:26 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21775" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/08/foto-teccio-brinetta.jpg"><img class="size-medium wp-image-21775" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/08/foto-teccio-brinetta-300x116.jpg" alt="agriturismo la brinetta a calizzano (sv)" width="300" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">agriturismo la brinetta a calizzano (sv)</p></div>
<p>Ligucibario®, da sempre, non contiene spazi pubblicitari (si mantiene “libero”). Ma da sempre ha il piacere di raccontare produttori, artigiani, chef e quant’altri concorrano alla qualità del <em>made in Liguria</em>. <strong>Vent’anni di Calizzano</strong> &#8211; vissuta dal di dentro, cercando di ascoltare bene i luoghi e le persone &#8211; m’inducono oggi a progettare uno “speciale” tramite cui segnalare ai miei Lettori (che da tanto non sono poi pochi…) le eccellenze di questo borgo quasi montano dell’<strong>Alta Val Bormida</strong>, ad un passo dall&#8217;Alta Via dei Monti Liguri e dalla Val Tanaro piemontese, di cui ho già scritto tanto (leggetemi ad es. <a title="umberto curti calizzano mon amour" href="https://www.ligucibario.com/calizzano-mon-amour/" target="_blank">qui</a> ma anche <a title="umberto curti calizzano profumo di comunità" href="https://www.liguriafood.it/2020/08/31/calizzano-profumo-comunita/" target="_blank">qui</a>) ma del quale non mi stanco di esplorare i sentieri, i carruggi, le botteghe, le buone tavole.</p>
<p>Dedico con affetto la seconda “puntata” (dopo il panificio Alex) all’<strong>agriturismo “La brinetta”</strong>, in regione Frassino, a 4 km dal paese, lungo l’ex strada statale 490 che lega Calizzano al mare di Finale Ligure attraverso <strong>la magica faggeta del Melogno</strong>.</p>
<p>Converso piacevolmente con <strong>Roberta (di professione maestra) e Roberto (di professione boscaiolo)</strong> che una ventina d’anni or sono decisero di “orientare” la loro cascina, originaria del ‘700, anche in direzione dell’ospitalità. E “La brinetta” è un agriturismo vero, autentico, una “baita” della tradizione, incorniciata da alti boschi e lambita dal rio che dà il nome alla zona. Dispone di tre unità abitative indipendenti, curate e silenziose. Una a pian terreno, chiamata <strong>Fuiachera</strong> (ovvero deposito delle foglie), con un’abitabilità ideale da 2 a 5 persone. Una al piano superiore, chiamata <strong>Fnera</strong> (ovvero deposito del fieno), caratterizzata dal bel terrazzino cintato. Un’altra, separata dalla struttura principale, chiamata convenzionalmente <strong>Teccio</strong> (ovvero secchereccio di castagne), una casetta delle fiabe in pietra e legno, distribuita su due livelli, con déhors e balconcino in legno, che domina il prato e già incanta chiunque transiti in auto.</p>
<p>“La brinetta” offre accessibilità in sedia a rotelle e camere con accesso disabili. Per richieste specifiche, compresi eventuali animali (di norma ammessi) vi consiglio di contattare in anticipo la struttura, per confermare gli accordi.</p>
<p>Tutti e 3 gli appartamenti sono dotati d’ogni comfort: freschi d’estate ma ben riscaldati d’inverno con termoarredi e romantici caminetti (a Calizzano nevica ancora…), dispongono di cucina completa di forno e stoviglie, lavatrice, lavastoviglie, frigorifero… I bagni, ampi e luminosi, completi di phon, hanno docce che rigenerano sia chi è appena sceso dall’auto, magari in fuga da città sempre più afose e caotiche, sia <strong>chi come Luisa e me adora le escursioni</strong>. L’wi-fi è ovunque gratuito.</p>
<p>Roberta definisce “relazionale” l’atmosfera che si vive qui, per il rapporto cordiale che s’instaura pressoché con tutti gli ospiti, non di rado fedeli <em>repeaters</em>. Qualche volta incontrerete <strong>anche Delia e Maria</strong>, le due adorabili nonnine (Delia è la mamma di Roberto e Maria la mamma di Roberta) quasi sempre alle prese con le galline ovaiole, l’orto, e l’angolo – gelosamente custodito… &#8211; delle erbe aromatiche.</p>
<p>La nota piattaforma <strong>TripAdvisor, con 5 stelline</strong> derivanti da varie recensioni entusiastiche, conferma come valutazione tutto ciò che vi ho raccontato. Ora, cari villeggianti, trekkers e bikers, provate per credere… Calizzano vi attende col suo centro storico, le sue mille passeggiate, le sue fonti benefiche ed i suoi funghi. Può darsi che da qualche parte &#8211; a Rio Nero, sul monte Caplèn, sul monte Spinarda&#8230; &#8211; m&#8217;incontriate (per me sarà un piacere).</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>La Liguria di Luisa Puppo su &#8220;Travelista&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 13:15:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>C’è un bellissimo articolo di Luisa Puppo sull’ultimo numero di “Travelista Magazine”, importante rivista dedicata ai viaggi, al lifestyle, al benessere in tutte le sue declinazioni. Da buona “Ambasciatrice di Genova nel mondo”, Luisa ha raccontato – con rapidi tocchi di pennello &#8211; Genova incastonandola al centro di un tour della Liguria, che tocca da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-liguria-di-luisa-puppo-su-travelista/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/voltri-010418.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20549" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/voltri-010418-300x168.jpg" alt="voltri 010418" width="300" height="168" /></a>C’è un bellissimo articolo di Luisa Puppo sull’ultimo numero di “<strong>Travelista Magazine</strong>”, importante rivista dedicata ai viaggi, al lifestyle, al benessere in tutte le sue declinazioni.</p>
<p>Da buona “Ambasciatrice di Genova nel mondo”, Luisa ha raccontato – con rapidi tocchi di pennello &#8211; Genova incastonandola al centro di un tour della Liguria, che tocca da levante a ponente Sarzana, Levanto, il Tigullio, Savona, Finale Ligure, Albenga, Alassio, Imperia, Sanremo e Bordighera.</p>
<p>Il paesaggio green&amp;blue, i patrimoni storico-culturali, l’enogastronomia, il vero made in Liguria sono i fil rouge che via via “uniscono” il profondo significato delle tappe in itinerario, svelando una regione accogliente 356 giorni l’anno, meta perfetta per chi desideri genius loci, vacanze esperienziali, opportunità open air, cibi (e vini) dal DNA mediterraneo.</p>
<p>Buona lettura, Amici, a <a href="https://issuu.com/mrkt1/docs/travelista_magazine_summer?fbclid=IwAR0LcpvHmgHbaoUTAZ930bP8huseOxqdKi2O_-IszT3YKWfPeSBC-q-HlTM" target="_blank">questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/la-liguria-di-luisa-puppo-su-travelista/">La Liguria di Luisa Puppo su &#8220;Travelista&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>A Finale Ligure i cedri per la marmellata</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 10:03:28 +0000</pubDate>
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<p>A Finale Ligure i cedri per la marmellata</p>
<p>Leggevo nei giorni scorsi, tema che da sempre riguarda Ligucibario®, di <strong>frutti dimenticati</strong>, di <strong>biodiversità</strong> recuperate… Ho già segnalato che Ispra-Arpal ha di recente edito schede descrittive di alcuni frutti rappresentativi della <strong>Liguria</strong>, alcuni più noti (l’olivo <strong>colombaia</strong>, l&#8217;albicocca <strong>valleggia</strong>, i vitigni <strong>moscatello</strong>, <strong>ruzzese, scimiscià</strong>…) altri decisamente meno, di cui, sia come sia, urge una salvaguardia sempre militante, che possa nella giusta misura &#8220;ripromuoverli&#8221; anche nelle quotidianità alimentari e nella conoscenza da parte dei consumatori.<br />
Si tratta di arancia Armellun, olivo Gorgona, albicocca Valleggia, pero Buccun, castagno Buiasca, pero dell’Armella del seme, castagno Buinevera, pero Gastaldi, castagno Mundin-ne, pesco Dantin, castagno Pusielasca, pesco Dessiè, castagno Saigretta, pesco Michelini, cedro degli Ebrei, pummelo Sciadocco, ciliegio Camoglina, prugna Arselin-a, fico Amete, prugna Basaricatta, fico Negretta, prugna Buonboccone, fico Verdepasso, prugna Cateinetta, mela Bucapreve, prugna Negraà, mela Limonina, vite Moscatello di Taggia, mela Ciapelletta, vite Ruzzese, melo Muscin-a, vite Scimiscià, olivo Colombaia.<br />
E, di recente, ho dialogato anche con una famiglia, storicamente gestrice di agriturismi tra Calizzano e <strong>Finale Ligure</strong>, che in un’area (a me ben nota * ) benedetta dagli dèi ha messo a dimora anche numerosi agrumi, da cui ricava – di fatto in modo casalingo &#8211; ottime marmellate fra cui, la più “rara”, quella di <strong>cedro</strong>. Citrus medica è un arbusto da frutto di cui accenna già l&#8217;enciclopedista <strong>Plinio il Vecchio</strong>, e che in Italia, come risaputo, &#8220;leghiamo&#8221; anzitutto alla <strong>Calabria</strong><br />
In Liguria (Sanremo, Bordighera) si ha notizia di un &#8220;cedro degli Ebrei&#8221;, grosso, giallo citrino, dalla buccia consistente. Ovviamente, come il chinotto, teme le temperature rigide. Ha polpa presenziata da molti semi, acidula. La raccolta si svolge in luglio-agosto (importante <strong>festa di Sukkot</strong>/delle capanne/dei tabernacoli nel calendario ebraico&#8230;), e settembre-novembre per le produzioni agroalimentari di confetteria.<br />
A grandi linee il procedimento per la marmellata consiste nel raccogliere i frutti quasi maturi (ancora verdi di colore), come si fa coi chinotti. Vengono lavati e sbucciati. Si tiene la polpa e una parte di scorza, ed il tutto va a bagno in acqua per circa 2 giorni, al fine di togliere un poco di amarore. Poi si sbollentano i frutti mentre la scorza viene cotta a parte. In un secondo tempo si procede, per la marmellata, cuocendo la polpa, le scorze, e aggiungendo zucchero per una percentuale di circa 700 g per ogni kilogrammo di frutta. Si cuoce il composto sino a 57/59 brix (sostanza solida su soluzione liquida). A fine cottura si frulla tutto, si imbarattola a caldo ed infine si pastorizzano i vasetti in forno.<br />
Va da sé che queste marmellate, che raccontano terroir e filiere brevi, non sono solo strepitose <strong>su crostate di pastafrolla e dentro gobeletti </strong>(tipicità che Finale si &#8220;disputa&#8221; con Rapallo&#8230;), ma anche in accompagnamento a<strong> formaggi</strong> “di personalità”. Perché, cari Raffaele e Raffaellino, non traguardare dunque anche una <strong>mostarda</strong>, per quelle occasioni in cui i gourmet non resistono ad un bollito misto?<br />
* si tratta di <strong>Perti</strong>, antico &#8220;castrum&#8221; ad un passo sia dal magico faggeto del <strong>Melogno</strong> sia dalla patria del botanico <strong>Giorgio Gallesio</strong> (1772-1839), vedi U. Curti, <em>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</em>, ed. De Ferrari, Genova, 2012, da p. 44<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Liguria di fortezze e castelli</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 13:53:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19637" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/05/torre-castello.jpg"><img class="size-medium wp-image-19637" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/05/torre-castello-225x300.jpg" alt="Liguria di fortezze e castelli" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Liguria di fortezze e castelli: Campo Ligure</p></div>
<p>Se, come tutti auspichiamo, l’emergenza coronavirus diverrà pian piano solo un ricordo, il turismo (attività cui l’essere umano mai rinuncerà) tornerà a dispiegare i suoi benefici effetti.<br />
Nel caso dell’Italia, si tratterà anzitutto di un turismo fortemente “domestic” (di italiani), alla ricerca di mete meno consuete e (perciò) meno affollate, interessato al <strong>genius loci</strong> dei territori e delle città, habitat cucine tradizioni artigianati…<br />
La Liguria fa pienamente parte di questa “marca Italia”, che rimane brand competitivo. E’ regione che consente forme di scoperta blue (le coste) e green (gli entroterra), a stretto contatto – caso per caso &#8211; con la natura, i centri storici, l’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong>, il patrimonio heritage e museale, per vivere esperienze autentiche.</p>
<h2>Da ponente a levante, &#8220;viaggio&#8221; tra le fortezze e i castelli di Liguria</h2>
<p>Oggi <strong>Ligucibario®</strong> ti conduce, amico lettore, nella <strong>Liguria delle fortezze e dei castelli</strong>.<br />
Le suggestioni della storia si ripropongono quasi intatte negli edifici preservati e a lungo abitati dal tempo, in quelle pietre e fortificazioni che le esigenze militari e difensive eressero un po’ ovunque sul territorio della Liguria. E’ una vicenda che data dal medioevo e giunge – soprattutto nel Savonese – sino a fine Ottocento. Racconta – non di rado immersa in paesaggi di incomparabile bellezza – l’ingegno dell’uomo, le dinastie feudali, i reggimenti, ma anche (beninteso) battaglie, distruzioni, felicità o lacrime colorate dal sangue. Dove oggi regna il silenzio sempre animato della natura, ieri dentro il clangore delle lotte si decisero destini e passioni.<br />
Pur indagato da insigni studiosi (si pensi al savonese Anton Giulio Barrili, a Nilo Calvini che insegnò per molti anni archivistica all’Università di Genova, all’imperiese Nino Lamboglia…) tutto ciò compone, ancora una volta, dal mare alle Alpi, un forziere turisticamente non valorizzato per quel che meriterebbe. Pure, il turismo legato alla storia si sta rivelando come uno dei trend più interessanti e “contrattati” anche a tutte le fiere di settore recenti, non ultima la BIT milanese.</p>
<p>Visualizziamo insieme, allora, <strong>da ponente a levante</strong>, quel che la Liguria spalanca dinanzi agli occhi del visitatore attento e appassionato.<br />
Già da Ventimiglia, risalendo gli antichi borghi oppure imboccando la Val Roja sin dove la strada (o la ferrovia) scompare dentro il lungo tunnel del Tenda, è un’antologia di forti che presidiarono i passaggi fra Italia e Francia, che preclusero i transiti, che indussero i passeurs a trovare altre soluzioni. Molti trekkers ne percorrono curiosi i camminamenti, che schiudono panorami infiniti.</p>
<p>Più verso levante, dove la riviera dei fiori si trasmuta gradualmente in riviera delle palme, <strong>i forti del Colle di Nava e del Colle di Melogno</strong> propongono strutture non troppo dissimili, i primi a sorvegliare il valico verso la piemontese Val Tanaro e verso la gentile Ormea, i secondi a guardia della strada che conduce all’alta Val Bormida. Nel bel mezzo, ecco la fertile piana d’Albenga (zucchine, carciofi, asparagi, vigne…), dove la cittadina che ne è centro svela a sua volta un nucleo storico delizioso grazie anche alle sue torri. Nella limitrofa <strong>Ceriale</strong>, viceversa, un possente bastione circolare, innalzato praticamente sull’arenile, rimanda ai giorni inquieti degli assalti barbareschi e delle razzie.</p>
<p>Anche <strong>il Finalese</strong> è ricchissimo di costruzioni e di cinte che risalgono, in taluni casi (i più interessanti), fino al XII secolo, si pensi ai tanti spalti che ancora s’ergono a dominare la valle, e le mura di Monte Ursino a Noli paiono ancora proteggere l’insenatura e l’abitato, grumo policromo di case e barche.</p>
<p>Verso Savona le aree di Millesimo, Altare e Roccavignale restituiscono testimonianze significative, e il capoluogo, superati i due forti di Vado Ligure, propone subito al visitatore l’incanto imponente del <strong>Priamàr</strong>, pietra sul mare, “cittadella” oggi percorribile in tutta sicurezza pressoché in ogni suo spazio e sede di spazi e momenti artistico-culturali.</p>
<p>Anche al <strong>Giovo, presso Pontinvrea</strong>, sono possibili soste evocative, là dove il governo Depretis realizzò 6 forti ecco infatti apparire – guardandoli a fondo &#8211; i resti di una tecnica ormai ottocentesca, ma penetrando nella provincia di Genova ed in Valle Stura non potrà mancare un’escursione al recuperato <strong>Forte Geremia presso Masone</strong> e soprattutto un’attenta visita a <strong>Castello Spinola a Campo Ligure</strong>, la capitale della filigrana, borgo di straordinaria grazia.</p>
<p>In Valle Scrivia l’esperienza più emozionante è certo rappresentata dal <strong>Castello della Pietra, a Vobbia</strong>, nido imprendibile scavato nella puddinga, cui si giunge con percorsi assai scenografici. Ormai nel golfo del Tigullio, le località di Camogli, Portofino, Rapallo e Santa Margherita, da sempre mete del turismo d’élite, possiedono ciascuna un esempio di castello o di forte. Quello di <strong>Rapallo</strong>, in particolare, sembra emergere dalle acque del mare, contrassegnando con la sua stazza massiccia tutto il golfo. Ascendendo la Val d’Aveto a nord, infine, anche <strong>Santo Stefano d’Aveto</strong> ha una solida fortezza, tatticamente posizionata a guardia dei vari percorsi appenninici che approdavano all’Emilia piacentina.</p>
<p>Lo spezzino è orograficamente un’infilata di magiche scogliere, ma punteggiate dall’opera dell’uomo prodiga – anche qui &#8211; di fortezze e torrioni: Levanto, Monterosso, Portovenere, Lerici… E nell’interno, a <strong>Sarzana</strong>, la mole elegante di Firmafede e (appena fuori dell’abitato) di Sarzanello. La città è ormai arcinota anche per i suoi riusciti eventi, il Festival della Mente e i mercati d’antiquariato. Ma anche Varese Ligure, Arcola, Vezzano, Ameglia, <strong>Castelnuovo Magra</strong> (non a caso castel-nuovo) e altre piccole realtà della provincia sono caratterizzate da resti più o meno importanti e conservati, e da manifestazioni che narrano lo spirito autentico dei luoghi.</p>
<p>Non resta dunque che cominciare, o riprendere, il viaggio…<br />
In queste settimane di “ripartenza”, nelle quali sarà fondamentale già progettare proposte turistiche coinvolgenti, all’insegna dell’edutainment, interattive, che “immergano” l’ospite – come protagonista – a centro scena, è bene distinguere tra i prodotti che si autodefiniscono esperienziali e quelli che lo sono veramente. Il “<strong>Libro bianco del turismo esperienziale</strong>. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese” che – dopo quasi 25 anni di marketing e consulenze sul campo &#8211; ho pubblicato ad inizio 2019 (ed. Sabatelli), e che utilizzo in tutti i corsi di formazione, può rappresentare un valido strumento operativo per quanti si occupino di progettazione e promozione turistica (al link <a href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts">https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts</a> ulteriori approfondimenti e sconto su eventuali acquisti).<br />
Più che un libro&#8230;, un vero kit di attrezzi per i vari attori pubblici, dall’assessorato all’ente parco, e per associazioni di categoria, consorzi e imprese (hotel, agriturismi, ristoranti…), manager, formatori, studenti di istituti turistici e universitari.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>LiguriaFood n.3 in edicola!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 21:24:18 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17611" style="width: 214px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/02/liguriafood-n-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-17611" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/02/liguriafood-n-3-204x300.jpg" alt="LiguriaFood" width="204" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">LiguriaFood</p></div>
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<p>Cari Amici lettori,<br />
è uscito il terzo numero del magazine “<strong>LiguriaFood</strong>”, editore Sabatelli, un nuovo viaggio nelle eccellenze enogastronomiche liguri.<br />
Con piacere vi segnalo anche i due contributi a firma <strong>Umberto Curti</strong> (sull&#8217;antico commercio delle spezie a Genova, e sui patrimoni non solo food di Finale Ligure, la capitale dell&#8217;outdoor).<br />
A pagina 21, inoltre, le news circa l’imminente 2^ edizione del “Laboratorio di itinerari turistico-artigianali” all’<strong>Università di Imperia</strong>, che in ottica esperienziale quest&#8217;anno focalizzeremo su pani e paste regionali.<br />
Grazie come sempre per l’attenzione e…buona lettura!<strong><b><br />
</b></strong><strong><b>Luisa Puppo</b></strong></p>
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		<title>Macellerie, salumerie, tripperie. Ottimi indirizzi in Liguria</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 12:58:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dedicato agli appassionati di carni, frattaglie, salumi crudi e cotti&#8230; Un indirizziario con cui questa settimana Ligucibario® costruisce un percorso da Levante a Ponente attraverso la Liguria dei norcini, degli scalchi e dei trincianti. Fateci conoscere la vostra opinione e inviateci ulteriori segnalazioni! Buon tour da Umberto Curti La norcineria Armando, via P. Gori 38, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/macellerie-salumerie-tripperie-ottimi-indirizzi-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/06/DSCN4453.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15951" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/06/DSCN4453-300x225.jpg" alt="DSCN4453" width="300" height="225" /></a>Dedicato agli appassionati di carni, frattaglie, salumi crudi e cotti&#8230; Un indirizziario con cui questa settimana Ligucibario® costruisce un percorso da Levante a Ponente attraverso la Liguria dei norcini, degli scalchi e dei trincianti.<br />
Fateci conoscere la vostra opinione e inviateci ulteriori segnalazioni! Buon tour da <strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>La norcineria Armando, via P. Gori 38, Sarzana (SP)<br />
Salumificio Bordigoni, via Levanto 397, Pignone (SP)<br />
Antica salumeria Elena e Mirco, via Canale 52 (Molicciara), Castelnuovo Magra (SP)<br />
Tripperia Tognocchi (di Secco Franca), via R. De Nobili 51, La Spezia<br />
Antico salumificio Castiglione, via A. Canzio 64, Castiglione Chiavarese (GE)<br />
Tripperia Antica, via Rivarola 46, Chiavari (GE)<br />
Antica Tripperia La Casana, vico Casana 3r, Genova<br />
Premiata tripperia Mario, via G. Torti 45r, Genova<br />
Tripperia Ridella, via Piacenza 203/i/r, Genova<br />
Tripperia Negro, via Chiaramone 69r, Genova Voltri<br />
Salumificio Parodi, via Sant’Olcese 63, Sant’Olcese (GE)<br />
Macelleria Gianni Torrigino, piazza della Posta 13, Vobbia (GE)<br />
Macelleria Gaggero Giobatta, via Fondocrosa 43, Mele (GE)<br />
Macelleria Timossi, via Saracco 47, Campo Ligure (GE)<br />
Macelleria Isetta Bottega storica, via Colombo 70, Cogoleto (GE)<br />
Macelleria Viglino (U caruggiu du maxellu), via Colombo 52, Cogoleto (GE)<br />
Macelleria-salumeria Giacobbe, piazza G. Rolla 7, Sassello (SV)<br />
Macelleria Viola, via Nicotera 12, Finale Ligure Borgo (SV)<br />
Salumificio Chiesa, via Calice 74, Finale Ligure (SV)<br />
Macelleria Giacumin Ceriana, via Roma 24, Ceriana (IM)</p>
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		<title>Lardo al basilico genovese fresco, tradizione e innovazione in TV</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 09:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il salumificio Chiesa di Finale Ligure, presso uno dei tratti più affascinanti della riviera ligure di ponente, è un’impresa “di famiglia” con 100 anni di vita gloriosa alle spalle e circa 7mila quintali annui di prodotto. Ho conosciuto Guido Ghiringhelli in occasione di una puntata di “Viaggio in Liguria”, la trasmissione lanciata su Primocanale da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lardo-al-basilico-genovese-fresco-tradizione-e-innovazione/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/02/lardo-basilico-724x253.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15486" alt="lardo-basilico-724x253" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/02/lardo-basilico-724x253-300x104.jpg" width="300" height="104" /></a>Il salumificio Chiesa di Finale Ligure, presso uno dei tratti più affascinanti della riviera ligure di ponente, è un’impresa “di famiglia” con 100 anni di vita gloriosa alle spalle e circa 7mila quintali annui di prodotto. Ho conosciuto Guido Ghiringhelli in occasione di una puntata di “Viaggio in Liguria”, la trasmissione lanciata su Primocanale da Paolo Zerbini, ora trasferitosi a Telenord. <strong>Proprio su Telenord, venerdì 28 febbraio alle 11, ospiti di &#8220;Sapore di Sale&#8221;, Guido ed io parleremo di salumi di eccellenza e difesa e valorizzazione della tipicità artigianale</strong>.</p>
<p>Guido incarna perfettamente lo spirito dell’azienda: rispetto della tradizione, ricerca della qualità e – Guido è persona giovane e vitale &#8211; una costante attitudine a guardare il futuro. Si confronta, ascolta, recepisce, perché il sapore di un prodotto è materia prima e lavorazione, ed esse derivano da un monitoraggio costante dei fornitori e delle tecnologie. Quello dei salumi è peraltro comparto quanto mai turbolento, popolato di competitor pronti a tutto. Il salumificio Chiesa percorre una strada diversa, una strada di lavoro appassionato e di understatement, senza strilli pubblicitari né stravaganze produttive che cozzerebbero con l’identità aziendale. Eppure, tanto per dire, usano quasi esclusivamente suino padano pesante dell’Emilia, impiegano sovente prodotti DOP del territorio o presidii slow food, si ostinano nelle salagioni a mano e nelle affumicature rigorose, senza fretta&#8230;</p>
<p>Io non ti elenco, fraterno lettore, il catalogo delle referenze (le specialità crude, le specialità cotte, i “frescobuoni”), che trovi completo sul sito web <a href="https://www.albinochiesa.it/">www.albinochiesa.it</a>. Ma ti confesso una predilezione per il salame dolce aglio, la pancetta e il prosciutto alle erbe aromatiche liguri, la cima e la deliziosa testa in cassetta (cioè la soppressata). Sono stato davvero felice – felice anche per la Liguria e per l’artigianato – quando Guido mi ha comunicato l’ottenimento, per il lardo al basilico genovese fresco, delle “3 fette” del Gambero Rosso. Le parole del Gambero Rosso, che hanno motivato il riconoscimento, mi paiono dunque la più bella conclusione di questo articolo, col quale auguro tutto il meglio ad un’azienda che profuma di Liguria e ad un responsabile, come Guido, col quale trascorreresti intere giornate a parlare di gusto e di avvenire, anzi, di gusto per l’avvenire.</p>
<p>“Eccellente il lardo con basilico genovese (DOP, 0,5%). Fetta accattivante con un’ampia presenza di grasso color avorio di bella compattezza e diverse tonalità di rosa nella parte magra, al naso regala sentori freschi con note floreali delicate e una spiccata presenza di basilico, ma nel complesso non invadente. In bocca sentori animali positivi, equilibrio e delicatezza, anche nella salatura, sono accompagnati da un’ottima masticabilità e da una piacevole scioglievolezza” (Gambero Rosso, <em>Grandi salumi</em>, edizione 2013).</p>
<p>Umberto Curti, Ligucibario®</p>
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