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	<title>Ligucibario &#187; coopetition</title>
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		<title>Turismo esperienziale. Workshops in Sardegna</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 07:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/mogoro2.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21025" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/mogoro2-300x146.jpeg" alt="mogoro2" width="300" height="146" /></a></p>
<p>Nell’àmbito dell’animazione del programma di turismo esperienziale Parte Montis, sono stato invitato come relatore dall’<strong>Agenzia di sviluppo locale Giudicato di Arborea</strong> ad un workshop tenutosi il 3 giugno a Mogoro (OR). Purtroppo –per impegni lavorativi pregressi – ho potuto partecipare solo la mattina, a distanza, ma ciò non mi ha impedito di respirare la positiva atmosfera dei lavori. Soprattutto, dalle parole di tutti è emersa la necessità di fare squadra, di targettizzare oculatamente le risorse del territorio, e di integrare nell’offerta risorse sino ad ieri “trascurate”, in specie <strong>l’agricoltura e l’artigianato</strong>, coi loro saperi ad alto tasso di autenticità. Saperi intorno ai quali va rafforzata la cosiddetta <em>awareness</em>. Personalmente, ho sottolineato l’importanza dei casi-studio (quelli che sempre utilizzo anche in docenza), i quali concorrono ad individuare possibili strategie di superamento delle criticità locali, e l’importanza della cosiddetta <em>coopetition</em>, cui si perviene solo innalzando le competenze delle imprese, sovente microimprese (<strong>lingua inglese in primis</strong>, web e social media marketing, capacità narrativa, soft skills…). Ho una società di consulenza che spegne 22 candeline, e debbo dire che in questi anni ho udito (anche a proposito d’integrazioni costa-entroterra, di destagionalizzazioni…) tesi d’ogni tipo, talvolta dissentendo da esse. Il mio approccio è sempre operativo, mai accademico, poiché la lunga “militanza” <strong>con la mia socia Luisa Puppo</strong> (la quale collabora con Isnart, Unioncamere, in progetti Interreg Maritime…) a fianco di territori ed imprese mi consente di dire che ormai nel turismo un decennio può già rappresentare un’era geologica, e dunque mai come oggi – fuoriuscendo da una crisi pandemica! – è indispensabile indirizzare gli sforzi verso obiettivi condivisi (management coeso, rilancio dei borghi, genius loci, filiere brevi, buonessere&#8230;). Turismo esperienziale è parola di cui si va anche un po’ abusando, nel senso che molte proposte sono esperienziali solo sulla carta e vari soggetti ritengono di possedere la bacchetta magica (chi s&#8217;interessasse alle mie tesi può trovarle nei miei libri, ad es. <a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">a questo link</a>). In un mercato sempre più global, caotico, brutale, accelerato, la competizione si affronta tramite iniziative concrete ed efficaci, non ottimistiche/elettorali e rimbombanti.</p>
<p>Per ora è tutto. Felice d’aver respirato, sebbene online, un po’ di Sardegna, terra che adoro anche in senso enogastronomico (dai malloreddus agli indimenticabili Cannonau) ma che non viaggio da tanto tempo, un cordiale augurio di buon lavoro al <strong>dottor Antonello Soro,</strong> che nei giorni scorsi ha coordinato la progettazione del workshop. So che i lavori proseguiranno l’8 giugno a Masullas, e la continuità costituisce già un buon viatico.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Turismo, una parola chiave: coopetition</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 13:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20922" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/buschiaz.jpg"><img class="size-medium wp-image-20922" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/04/buschiaz-300x238.jpg" alt="daniele buschiazzo, sindaco di sassello (sv)" width="300" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">daniele buschiazzo, sindaco di sassello (sv)</p></div>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><strong>Si è svolta presso il Polo universitario imperiese la 5^ lezione del Laboratorio esperienziale “Turismo dei sapori e dei saperi” derivante da un accordo-quadro fra Università di Genova (dip. Economia, corso in Scienze del turismo) e CNA Liguria</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"></h2>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><span style="color: #993300;">Sassello e il Parco Beigua:</span><br />
<span style="color: #993300;"> una videotestimonianza</span></h2>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Dopo le metodologie consulenziali progressivamente proposte &#8211; e sperimentate &#8211; nelle lezioni precedenti, questa volta l’aula dapprima ha conosciuto in videoconferenza, come previsto, <strong>Daniele Buschiazzo</strong>, sindaco di Sassello e presidente dell’Ente parco Beigua (che ringraziamo per la consueta, squisita disponibilità); il quale, oltre a descrivere i preziosi beni ambientali e culturali del suo paese (fra l&#8217;altro, prima &#8220;bandiera arancione&#8221; in Italia), ha approfondito anche il tema gastronomico, là dove <strong>Sassello &#8211; come noto &#8211; va famosa per i funghi, i salumi, i formaggi, gli amaretti, il tirotto, le farine molite come un tempo, le birre artigianali</strong>&#8230;.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><span style="color: #993300;">Linee-guida per l&#8217;ideazione di itinerari turistici</span></h2>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Successivamente l&#8217;aula si è confrontata con le linee-guida per l’ideazione di itinerari turistici, <strong>elaborate da Luisa Puppo e da chi scrive</strong> sin dai tempi di un progetto comunitario TPE (strategie per la sostenibilità, le buone prassi e la qualità dell’accoglienza negli scali portuali e diportistici).</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">L’aula ha di fatto appreso che <strong>una strada di prodotto</strong> (sia essa strada del vino, del formaggio, del riso, della castagna….) non nasce come semplice collage di luoghi messi in fila, non basta – per così dire &#8211; un tratto di penna che colleghi fra loro i puntini su una carta geografica…<br />
Una strada di prodotto che si posizioni in modalità competitiva sul proscenio del mercato è un insieme coeso di luoghi, risorse, infrastrutture, servizi. Un’orchestra senza&#8230;solisti, che manifesta una volontà comune.</p>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Sin dal check-in dell’ospite, una strada di prodotto deve operare come un network efficiente (1+1=3), come rete integrata – anche intersettoriale – in grado di garantire accoglienza targettizzata, informazioni su misura, loisir, esperienze relazionali, shopping di <strong>prodotti autenticamente locali</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><span style="color: #993300;">Coopetition e turismo</span></h2>
<p style="text-align: justify; background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Se dunque il turismo è sempre gioco di squadra, teamwork, capacità di aprire il territorio disegnando percorsi calibrati sui cosiddetti fattori wants della domanda, la quale sovente &#8211; a maggior ragione dopo la pandemia &#8211; “invoca” borghi quieti, naturalità, genius loci, buonessere a tavola*, la sfida a venire sta e starà sempre più nel comporre e proporre offerte di viaggio valoriali, ricche di significato, a contatto con le comunità locali, le biodiversità, il paesaggio, i mestieri, le architetture, <strong>le botteghe artigiane</strong>, le cucine tipiche (e questo è il <em>made in Italy</em> dell&#8217;essere, oltre che del fare, nel quale s&#8217;inscrive anche il percorso di Sassello e dei borghi più dinamici). Occorrerà in tal senso anche molta formazione agli operatori (lingua inglese, web e social, storytelling&#8230;).<br />
Chi &#8220;consulta&#8221; Ligucibario® ed è uso leggermi sa cosa sta avvenendo, e come la penso. Ho poi la lieta sensazione che l&#8217;aula stia interiorizzando a dovere questi concetti. Irene, Sara, Federica, Giancarlo&#8230; Tra di loro siedono, forse, i prossimi ambasciatori dell&#8217;incoming in Liguria&#8230; Benvenuta maieutica!<br />
* si veda anche il mio <em>Libro bianco del turismo esperienziale</em>, ed. Sabatelli, Savona, dic. 2017 (<a title="curti libro bianco turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts" target="_blank">qui un link</a>) e il volume a suo tempo nato dal contributo degli studenti della 4^ edizione del Laboratorio (<a title="turismo esperienziale" href="https://www.unilibro.it/libro/curti-u-cur-puppo-l-cur-/turismo-esperienziale-artigianato-food-nell-offerta-turistica-liguria/9788894828610" target="_blank">qui un link</a>)<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2021 14:55:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio! Jasmine Capponi (corso IFTS gratuito co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) vive a Sanremo, è una neo-accompagnatrice turistica, laureata in Mediazione Interlinguistica. Parla 5 lingue, grazie alle quali ha potuto maturare esperienze lavorative ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaporando-la-strada-del-formaggio/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/024.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20472" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/024-300x225.jpg" alt="024" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p>Assaporando&#8230;la Strada del formaggio!</p>
<p><strong>Jasmine Capponi</strong> (corso IFTS gratuito co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) vive a Sanremo, è una neo-accompagnatrice turistica, laureata in Mediazione Interlinguistica. Parla 5 lingue, grazie alle quali ha potuto maturare esperienze lavorative nel settore nautico: prima come Operations Manager a Monaco, e successivamente come social media manager della Marina di Alassio. Attualmente sta frequentando il corso IFTS per approfondire le competenze in ambito turistico. Instancabile curiosa, e convinta che nella vita non si smetta mai di imparare, vede in questa professione un connubio perfetto per lavorare e continuare ad imparare: d&#8217;altronde, che cosa più dell’esperienza sul campo rende un accompagnatore turistico tale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<strong>Al contadino non far sapere quant’è buono il cacio con le pere!</strong>” Quanto ho sentito pronunciare questa frase dai miei nonni, ogni volta che c’era del formaggio a tavola!</p>
<p>Grazie a Umberto Curti, docente del corso IFTS, ho avuto la possibilità di analizzare il percorso strategico di marketing che ha dato origine alla Strada del formaggio nel Bregenzerwald, in Austria. Immaginatevi una regione montana, verdissimi pascoli profumati alternati a folti boschi, un luogo dove vivono più mucche che persone, la vita dei malgari, i caseifici e il formaggio di montagna, che è alimentazione vitale, tradizione e arte per la popolazione locale. Questo paesaggio pian piano scompare con l’arrivo dell’epoca moderna…, le fabbriche prendono il posto dell’artigianato e la tradizione sembra essere superata: i giovani contadini vedono nella fabbrica un lavoro imperdibile e un’occasione per abbandonare la faticosa vita di montagna. E ancora, la riforma agricola austriaca, con il conseguente abbandono di numerose malghe, perché sì, i contadini, con l’abolizione del sistema feudatario erano finalmente liberi, ma non avevano disponibilità economiche per acquistare le terre! In questo clima di cambiamenti tecnologici, sociali ed economici, le cooperative casearie producevano molto più formaggio, ma c’erano molti meno malgari e così i pascoli persero attrattiva, paesaggistica e reddituale. E, infine, la crisi del settore tessile, da quel momento la regione del Vorarlberg si è dovuta <strong>reinventare</strong>: nasce così, la Strada del formaggio, non una strada in senso convenzionale, bensì un consorzio di allevatori delle malghe, di ristoratori, di commercianti, di artigiani e caseifici.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/12bluvalgargassa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20473" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/12bluvalgargassa-300x225.jpg" alt="12bluvalgargassa" width="300" height="225" /></a>Tutti coloro che fanno economia sulla trasformazione del latte – più di 170 membri &#8211; collaborano per salvaguardare l’agricoltura, per conservare <strong>le malghe</strong>, i caseifici, il paesaggio, per dare valore aggiunto alla regione e per promuovere l’offerta turistica. La Strada del formaggio è un modo per le persone di esplorare il territorio attraverso i prodotti tipici locali, di mangiare e bere biodiversità, di scoprire l’arte e l’architettura – si pensi alle particolarissime costruzioni in legno tipiche della foresta di Bregenz.</p>
<p>Così il Bregenzerwald diventa luogo tradizionale e allo stesso tempo aperto al mondo, proprio come le persone che ci vivono. I casari e i contadini, prendendo ispirazione dagli artigiani della regione, vedono la produzione del cibo non più come una necessità, ma come un mestiere, diventando veri e propri artisti del formaggio. Alla produzione alimentare viene affiancata la produzione di prodotti cosmetici a base di latte o erbe degli alpeggi, alla vendita dei prodotti caseari vengono affiancate degustazioni di formaggio, e laboratori culinari che danno la possibilità agli ospiti di &#8220;avventurarsi&#8221; nella produzione del formaggio. Nascono le visite guidate ai caseifici, alle colorate fattorie, al mercato del bestiame, obbligatoria diventa la tappa in un ristorante o in una locanda specializzata in formaggi. Turismo esperienziale, insomma.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/cheese6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20474" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/cheese6-300x225.jpg" alt="cheese6" width="300" height="225" /></a>Ma quale è il segreto di questo grande successo? Sicuramente i membri della Strada del formaggio avevano ben chiaro il proverbio “l’unione fa la forza” e grazie alla <em><strong>coopetizione</strong></em> si sono supportati a vicenda, creando un marchio a forte valenza turistica. Gli hotel, i ristoranti, le attività sportive all’aperto, gli impianti di risalita, mostrano tutti il cartello KäseStrasse – Strada del formaggio – diventando portatori della filosofia del formaggio. La Strada del formaggio vanta una produzione e commercializzazione di oltre 30 pregiate varietà, 10 ristoranti con Hauben (punteggio assegnato dalla guida Gault Millau), il prezzo del latte è ai massimi livelli europei e questi sono solo alcuni degli svariati risultati raggiunti&#8230; Esiste anche una Guest card Bregenzewald, particolarmente vantaggiosa, include viaggi gratuiti e, per chi soggiorna almeno tre notti nel Bregenzewald, è inclusa nel prezzo dell’alloggio! Loro sì che hanno da insegnare qualcosa, basta dare un’occhiata al sito ufficiale (<a href="https://www.bregenzerwald.at/" target="_blank">link</a>)  per comprendere cosa significhi realmente fare <strong>marketing</strong>…</p>
<p>Io sono di Sanremo, e lavorando su questo interessante caso-studio, che potrebbe ispirare molte <strong>produzioni liguri (Val di Vara, Val Gargassa, Stella, Mendatica, tome di pecore brigasche&#8230;)</strong>, mi è venuta un’ulteriore idea…, la &#8220;Strada dei Fiori”…chissà perché!?</p>
<p>&nbsp;</p>
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