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	<title>Ligucibario &#187; ceci in zimino</title>
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		<title>La cucina casalinga</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:17:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21574" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/Foto0343.jpg"><img class="size-medium wp-image-21574" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/05/Foto0343-300x225.jpg" alt="ravioli alla genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ravioli alla genovese</p></div>
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<p>“Cucina casalinga”&#8230; Quel che un tempo figurava come un richiamo, ed un vanto, fuori da tante trattorie e ristoranti, appare oggi – anche a Genova e dintorni &#8211; come qualcosa di superato… Tanti forse ironizzerebbero anche sui cartoncini con cui Maria “reclamizzava” le proprie squisite pietanze in vico Testadoro, ma a torto.</p>
<p>L’atto “festoso” del mangiar fuori (rito della domenica) ha via via dovuto, e sottolineo dovuto, trasformarsi in un’esperienza, non si sa bene cosa ciò significhi, un’esperienza che spessissimo fonde – più nel senso disastroso di sciogliere che di unire? &#8211; ingredienti esogeni/esotici e creatività al limite della stravaganza, e che certo ci fa sentire molto lontani da casa. Ecco i tataki, ecco i fiori eduli, le polveri, le emulsioni, i topping, i “titoli” interminabili delle portate…</p>
<p>Ma non tutti sono Ferran Adrià. Avranno fortuna ancora a lungo queste &#8220;strategie&#8221; culinarie?</p>
<p>Io non sono affatto un “conservatore”, anzi sono – anzitutto per mestiere &#8211; un “curioso”, ed ogni volta che posso viaggiare assaggio piatti anche lontanissimi dalle mie predilezioni (in Scozia, tanto per dire, mi sono ovviamente &#8220;sottoposto&#8221; all&#8217;haggis). Ma mi piange il cuore al pensiero di quanti locali storici (una vita fa ne frequentavo alcuni con mio padre) hanno chiuso nelle vie della città dove di fatto ho sempre vissuto * , o comunque hanno decisamente cambiato gestione e caratteristiche.</p>
<p>Molti piatti delle tradizione vanno così perdendosi (qualcuno ad esempio trova ancora i ceci in zimino, i polpettoni, le trippe?), ma contemporaneamente si abusa dell’espressione “dieta mediterranea”, senza sapere o senza riconoscere che la dieta mediterranea era tale facendo uso di quel che era disponibile, non ispirandosi certo a modelli salutistici, ed il suo scopo era sfamare, non stupire…</p>
<p>Viene da sorridere notando quante volte i guru di turno sproloquino di ricette originarie, assolute, categoricamente uniche (classico caso il pesto senza burro ** ), e quante volte alcuni marchi europei relativi a certificazioni d’origine, seppur positivi quanto a finalità, poggino anch’essi, in realtà, su basi fragiline fragiline *** .</p>
<p>In certo senso mi spingo addirittura a dire che la cucina italiana (pur assurta anche con mio gaudio a patrimonio UNESCO) non esiste, risultando la splendida “sommatoria” di 20 &#8211; o ben di più &#8211; sapienze regionali.</p>
<p>Il cibo è il modo di essere di una comunità, e ne svela per antonomasia connotati sociali, economici, culturali (si leggano Piero Camporesi, Giovanni Rebora, Massimo Montanari…). La cucina italiana, esista o non esista, sarà tanto più identitaria quanto più saprà fronteggiare l’antropocene globalizzante che pone a rischio la sopravvivenza stessa del Pianeta.</p>
<p>La cucina italiana, in definitiva, che ci “tramanda” quasi sempre piatti – anzi, ambasciatori &#8211; perfetti per armonia e sapori, sarà tanto più identitaria quanto più realizzerà una tutela valorizzante di quel che la rende celeberrima (le cultivar autoctone, i grani antichi, gli olii, i pesci di stagione, le ricette del “reimpiego”…), stando al passo coi tempi ma senza indulgere a mode un po’ macchiettistiche e “mediaticità” di cui, ne sono certo, non resterà traccia. Meditate, ristoratori, meditate…</p>
<p>* Mentana in corso Marconi alla Foce, Le gheise in via Boccadasse, Lillo a Sant’Ilario, Il galletto al mattone in piazza Alimonda, L’olivo in piazza Raibetta, Rivaro in via del Portello, Toro a Sampierdarena, Aladino a Piccapietra, La bitta in corso Gastaldi, Enoteca Sola alla Foce, Da Andrea in via Trieste, Primo piano in via XX settembre, Il campesino a Vesima, Magnasco a Pra’, Gran gotto in via Fiume, Cardinali in via Assarotti, La santa in vico Indoratori, Trattoria del duca a Capolungo, Rina in via Mura delle Grazie, Pacetti in Borgo Incrociati, Cicchetti a Quinto, Il cantinone a Carignano, Mannori (cucina toscana) in via Galata, Torre del Mangia (cucina toscana) a Sampierdarena, Pintori (cucina sarda) in via San Bernardo…</p>
<p>** con buona pace di chi “attaccò” il noto cuoco lombardo Davide Oldani, nelle campagne dell’entroterra ligure il burro era ben più presente dell’olio…</p>
<p>*** la lettura irrinunciabile e un poco iconoclasta è in tal senso (Ligucibario® ne ha già parlato) Alberto Grandi, “Denominazione d’origine inventata”, ed. Mondadori, 2018.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ceci in zimino</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 10:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la voce &#8220;zimino di ceci&#8221;. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ceci-in-zimino/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la voce &#8220;zimino di ceci&#8221;.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cucina ligure per vegetariani e vegani</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 13:43:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25598" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/103.jpg"><img class="size-medium wp-image-25598" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/103-300x225.jpg" alt="carciofi liguri" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">carciofi liguri</p></div>
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<h2>Cucina ligure per vegetariani e vegani dalla Spezia a Ventimiglia</h2>
<p>In una stagione storica nella quale molte fasce di consumatori perseverano con modelli alimentari sbagliati e nocivi (<strong>trash food, prodotti da filiere non tracciabili, cibi sempre più “chimici”, abuso di carni rosse, grassi, alcol…</strong>), alternando quindi momenti di obesità a diete pericolosamente fai-da-te, è andata affermandosi da parte di alcuni la tendenza a diete vegetariane e vegane.<br />
Tendenza che si ammanta – legittimamente – anche di valori “ideologici”, fra cui in modo diretto o indiretto la difesa del Pianeta, là dove ad esempio l&#8217;allevamento intensivo contribuisce significativamente al riscaldamento globale.</p>
<p>Non entro nel merito delle scelte (l’individuo è libero fin quando non danneggia il prossimo e, appunto, l&#8217;ambiente di cui è ospite e non padrone), <strong>scelte che vanno comunque ponderate</strong> in quanto la rinuncia ad alcuni cibi, come noto, comporta carenze di vitamine B12 e D, calcio, ferro, acidi grassi omega 3, e constatiamo che tali nutrienti vengono perciò assunti tramite alimenti di origine vegetale “fortificati” (ad es. latte di riso o di soia addizionato del calcio, o cereali addizionati di ferro e vitamine), ed inoltre il bilanciamento di tali diete implica aggiunte di noci, semi di lino e frutta oleosa, ricchi di alcuni acidi grassi essenziali.</p>
<p>Mi limito dunque a precisare, ancora una volta, che quella piramide alimentare allestita dal <strong>famoso bio-fisiologo statunitense Ancel Keys</strong> (che si stabilì con la moglie nel Cilento e non a caso morì centenario), oggi opportunamente aggiornata, è sempre una straordinaria guida per indurci ad acquisti e pasti corretti.<br />
<strong>La Liguria s’affaccia sul Mediterraneo e vanta una civiltà millenaria</strong>, pertanto ci regala una cucina quotidiana basata su verdure, erbe spontanee ed aromatiche, pesce, olive, castagne e funghi…<br />
Poi il Nuovo Mondo le consentì di conoscere anche le patate, il pomodoro, il mais, i fagioli e fagiolini, le zucche e le zucchine, i peperoni e i peperoncini, il cacao, e ciò costituì una vera rivoluzione, agricola e a tavola…</p>
<h2>Cucina ligure per vegetariani e vegani: un menu possibile</h2>
<p>Sono perciò <strong>innumerevoli i piatti che anche i vegani e i vegetariani possono avvicinare in tutta serenità dalla Spezia a Ventimiglia</strong>, talora anche in differenti versioni locali, rammentando inoltre che in Liguria si consumano abitualmente vari <em>nutraceutici</em>, presenti dall’aglio all’olio extravergine, dalle erbe spontanee a varie frutta (risorse cui Ligucibario® ha dedicato negli anni innumerevoli scritti).</p>
<p>Innumerevoli, dicevo, i possibili piatti in menu di una cucina ligure per vegetariani e vegani:</p>
<ul>
<li>Ecco <strong>i finger food</strong> – quelli da divorare per strada ungendo non solo la <em>cartapaglia</em> tanto cara a sciamadde e fainotti… &#8211; come la focaccia, la farinata, i cuculli, la panissa e le panissette fritte, i friscêu, che hanno il solo difetto di generare dipendenza psicofisica.</li>
<li>Ecco <strong>le verdure in giardiniera e in addobbo, ecco il paté d’olive, di carciofi</strong>, e così via.</li>
<li>Ecco <strong>la pasta preparata senza uova</strong>, e che non di rado viene “avvantaggiata” con farina meno raffinata (o di castagne), ecco <strong>gli gnocchi di patate, e verso il Levante ecco i testaroli e poi i panigacci</strong>, quest’ultimi condivisi anzitutto con Fosdinovo (MS) e poi di fatto con l’intera, e bellissima, Lunigiana.</li>
<li>Ecco <strong>il minestrone alla genovese, ecco la mes-ciùa spezzina “di recupero”, ecco – nell’auspicio che ristoranti e trattorie non se ne dimentichino… &#8211; lo zimino di ceci e bietole</strong>.</li>
<li>Ecco <strong>i fagioli, conditi in insalata con l’extravergine DOP, la cipolla (splendida quella rossa genovese, a Zerli di Ne…) e se piace un pizzico di pepe nero</strong>.</li>
<li>Ecco <strong>gli spinaci alla genovese</strong>, saltati con uvetta e pinoli, che facevano da contorno obbligatorio alla cima.</li>
<li>Ecco il<strong> cundigiun</strong>.</li>
<li>Ecco il <strong>preböggiön di Ne</strong> con le patate.</li>
<li>Ecco la <strong>polenta</strong> che a Pignone e dintorni “incatenano” coi cavoli (la ricetta in questo caso deve ovviamente escludere il lardo).</li>
<li>Ecco infine <strong>la torta stroscia di Pietrabruna (IM), il castagnaccio o pattunn-a che dir si voglia, lo sciroppo di rose della Valle Scrivia</strong> che può dar profumi ineguagliabili a dolci e macedonie…</li>
</ul>
<p>Cucina ligure per vegetariani e vegani: debbo aggiungere altro? Sì: che i vostri commenti e suggerimenti saranno come sempre graditi e attentamente &#8220;meditati&#8221;&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Funghi funghi funghi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 09:27:33 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/funghi-funghi-funghi/">Funghi funghi funghi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/foto-porcini1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23346" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/09/foto-porcini1-300x200.jpg" alt="foto porcini" width="300" height="200" /></a>Come ogni anno, voilà è stagione di funghi (ma la scorsa primavera la Liguria ha regalato anche buoni <em>maxin</em>&#8230;). Una passione di tanti, sia nel senso di cercarne sia nel senso poi di cucinarli, ma una passione che purtroppo si coniuga – talvolta &#8211; ad un’imperfetta conoscenza, ciò che espone a rischi (ricordatevi che un micologo è a vostra disposizione presso ASL eccetera…).</p>
<p><strong>Ligucibario©</strong>, che in questi giorni ha visitato le ritualissime feste del fungo a <strong>Bardineto</strong> (SV) e nel Cuneese a <strong>Ceva</strong> (cittadina che al fungo sta dedicando anche un bellissimo museo), nel tempo ha dedicato molti spazi a questi doni della natura, la cucina ligure infatti ne fa largo uso (sughi, tegame di funghi e patate, funghi fritti…), e non poche ricette (ceci in zimino, polpettone, trippe…) impiegavano e tuttora dovrebbero impiegare anche i funghi essiccati, come ottimi insaporitori.</p>
<p>Mi piace inoltre segnalare che i funghi stanno guadagnando spazio anche in ricette un po’ innovative, ad es. tortelli di carciofi e funghi con fonduta di San Stè dell’Aveto, “crostata” di porcini e prescinsêua, filetto di maiale alla birra di Sassello…</p>
<p><strong>L’abbinamento enologico è, come noto, sempre una sfida</strong>, in questo caso occorre ragionare bene sulla materia prima di cui è costituito il piatto, sul modo di cottura, e sulla presenza di eventuali aromi. Sovente il buon senso ricorre a <strong>vini rossi di media struttura</strong>, talora al variegato universo delle birre alle castagne, ma come sempre questa non è una regola assoluta.</p>
<p>Amici Lettori, non mi resta che augurarvi buone passeggiate nei boschi di faggi, di castagni (i boschi sono sempre più maestri di vita)&#8230;, e naturalmente siate prudenti, nonché rispettosi dei luoghi, munitevi di tesserino e non cogliete né consumate funghi che conoscete imperfettamente. <strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Umberto Curti racconta cibo e aldilà&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 09:22:35 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20635" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/10/DSCN9430.jpg"><img class="size-medium wp-image-20635" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/10/DSCN9430-300x225.jpg" alt="stoccafisso in umido" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">stoccafisso in umido</p></div>
<p>Umberto Curti racconta cibo e aldilà&#8230;</p>
<p>E’ nelle edicole il nuovo numero di <em>LiguriaFood</em>, il magazine bimestrale tutto dedicato all’enogastronomia regionale.</p>
<p>Questa volta l’editore Dario Sabatelli ha affidato a <strong>Umberto Curti</strong> un tema davvero particolare, benché attualissimo quanto a “calendario”: il cibo e l’aldilà, le tradizioni alimentari legate alle ricorrenze <strong>d’inizio novembre, fra Halloween, i Santi e la commemorazione dei defunti</strong>…</p>
<p>Non voglio spoilerare i contenuti del pezzo, di suggestivo taglio antropologico, che spazia <strong>da Pellegrino Artusi al “nostro” compianto Aidano Schmuckher</strong> e che va apprezzato nella sua integrità. Va in effetti sottolineato che “pan dei morti” e “ossa dei morti” costellano le tradizioni un po’ di tutte le regioni italiane, e forse in Liguria è il Savonese la provincia più intensamente coinvolta.</p>
<p>Tuttavia, a puro titolo d’esempio, anche <strong>Lerici</strong>, nell’estremo levante (ma anche <strong>Bolano, Pignone, Massa-Carrara</strong>…), propone l’antichissima usanza del “ben di morti”, ciclicità d’ascendenza <strong>celtica</strong>, allorché si allestivano tavolate lasciando spazio anche a chi purtroppo non c’era più, in segno di rispetto ed anche per placare eventuali spiriti inquieti. Il 2 novembre, dopo la visita ai cimiteri, di solito poi si bollivano le <strong>castagne</strong>, e i menu sciorinavano l’immancabile <strong>stoccafisso (con favette ma anche con olive e pinoli), i friscêu di baccalà e di cavolfiore, i ceci a zimino, e qualche dolcetto</strong> con mele, fichi secchi, zibibbo, soprattutto per far la gioia dei piccini, cui non si voleva infliggere un’atmosfera troppo cupa e malinconica.</p>
<p>L’Italia dei borghi e delle comunità non cessa di svelare storie e identità. Chissà se chi tiene in mano le redini di questo Paese realizza quanto davvero valgano questi <em>ecosistemi culturali</em>, e quanto sia pericoloso &#8211; in generale &#8211; non serbare memoria.</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Il &#8220;concerto&#8221; di Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2018 13:56:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17922" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-1-168x300.jpg" alt="4ta2 1" width="168" height="300" /></a></p>
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<p>Il &#8220;concerto&#8221; di Umberto Curti</p>
<p>“Standing room only” venerdì 25 maggio in occasione della cena ideata da <strong>Umberto Curti</strong> e realizzata dalla brigade de cuisine di &#8220;Azzurrodue&#8221; (Arenzano) per celebrare – reinterpretando alcune ricette storiche &#8211; la Liguria ed i suoi vini.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17923" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-6-300x168.jpg" alt="4ta2 6" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>La terrazza del ristorante sulla scogliera si è via via animata di commensali che hanno gustato <strong>le verdure ripiene</strong> al profumo di maggiorana fresca, e their majesties <strong>le acciughe</strong> impanate e fritte con scorzette di limone candite, abbinando Felcebianco (trebbiano, vermentino, malvasia) di Ortonovo.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1213.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17924" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1213-300x225.jpg" alt="DSCN1213" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1214.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17925" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1214-300x225.jpg" alt="DSCN1214" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Poi i <strong>ceci di Tursi in zimino</strong> con moscardini (il piatto di più complessa esecuzione), e i bellissimi <strong>croxetti del Levante</strong> con muscoli e pinoli, abbinando Acini Rari (Pigato) della D.O.C. Riviera Ligure di Ponente.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1217.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17926" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1217-300x225.jpg" alt="DSCN1217" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17927" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-7-300x168.jpg" alt="4ta2 7" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>Per secondo <strong>la buridda</strong> (dall&#8217;arabo come zimino), mista di polpo e molluschi, con crostini aglio e rosmarino, abbinando Serasuolo (Ciliegiolo) della D.O.C. Colli di Luni.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1221.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17928" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1221-300x225.jpg" alt="DSCN1221" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Infine – last not least! &#8211; <strong>la torta stroscia</strong> all’olio extravergine con <strong>la marmellata di chinotti</strong>, abbinando Vin du Preve (Pigato passito) di Ranzo, un prete che sapeva vivere&#8230; Tanti, ma davvero tanti i complimenti oer le &#8220;sperimentazioni&#8221; di Umberto Curti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1225.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17929" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/DSCN1225-300x225.jpg" alt="DSCN1225" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>In una terra dove la socialità non è dote così diffusa, ma viceversa la creatività sa purtroppo inventarsi ogni pretesto per disertare gli eventi altrui (la nonna 98enne cui ricrescono i dentini da latte, il timore che per le riviere occorra il passaporto, l&#8217;intolleranza all&#8217;acqua minerale, l’agenda sempre fully booked compreso il venerdì sera, gli spifferi troppo pungenti delle location, l’improvvisa fuga del consorte con una ballerina di kizomba, l’imprevista e strabiliante volontà di mettersi a dieta…) siamo felici di aver costruito qualche ora di letizia e buoni &#8211; anzi buonissimi &#8211; sapori per una molteplicità di ospiti, dentro un’atmosfera relaxing ma quasi da ridente trattoria bolognese, col plusvalore (beninteso) del sussurro delle onde…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17930" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/4ta2-11-300x168.jpg" alt="4ta2 11" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>Forse…mai quanto alle iniziative di Ligucibario® i sempr’assenti hanno sempre torto.<br />
Alla prossima! Chissà che Umberto (e Angela in cucina) non escogitino qualcosa a settembre per rendere meno grigio il passaggio dall&#8217;estate all&#8217;autunno&#8230; Stay tuned!<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
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		<title>Con Umberto Curti, 4 terre in Azzurrodue</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2018 11:14:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17854" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/azzurrodue.jpg"><img class="size-medium wp-image-17854" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/05/azzurrodue-300x225.jpg" alt="ristorante azzurrodue, arenzano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ristorante azzurrodue, arenzano</p></div>
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<p><strong>Venerdì 25 maggio, dalle h 20.15</strong>, gli amici del ristorante <strong>“Azzurrodue” di Arenzano</strong> ospitano una cena tutta ideata da Umberto Curti (Ligucibario®) per omaggiare le 4 province liguri, rivisitando storie culturali e accostamenti di sapori.<br />
Per le foto della bellissima location, e di tutte le 6 portate quella sera a menu, <strong>cliccare</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/metti-una-cena-ad-arenzano/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/metti-una-cena-ad-arenzano/</a><br />
La cena, <strong>inclusi vini e passiti d’elezione, è proposta a</strong> <strong>45 euro</strong>.<br />
Poiché le 4 – pur ampie – terrazze sulla scogliera non possono contenere “centinaia” di clienti, vi suggeriamo di prenotare per tempo, rispondendo <strong>direttamente a questa nostra mail o componendo il 347 1095046</strong>.<br />
“Azzurrodue” è sull’Aurelia, si raggiunge facilmente da Genova superando Vesima, dal centro di Arenzano invece dopo la breve galleria rettilinea del Pizzo.<br />
<strong>Umberto Curti vi aspetta</strong> per condividere momenti, racconti, sensazioni (fra acciughe, verdure ripiene, ceci in zimino, croxetti, buridda, torta stroscia&#8230;), e non dimenticatevi un maglioncino per gustare anche il tramonto sul mare…<br />
Luisa Puppo</p>
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		<title>Metti una cena ad Arenzano (il 25 maggio)&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 15:06:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “Recuperavo” sul web un articolo circa un concorso fra ristoratori locali d&#8217;una quindicina di anni fa, con preoccupazione notavo che numerosi di quei locali (circa 1/3) purtroppo non esistono più, qualcuno ha chiuso i battenti da anni, qualcuno più di recente, in altri casi sono intervenuti uno o ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/metti-una-cena-ad-arenzano/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/metti-una-cena-ad-arenzano/">Metti una cena ad Arenzano (il 25 maggio)&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17817" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1061.jpg"><img class="size-medium wp-image-17817" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1061-300x225.jpg" alt="terrazza azzurrodue arenzano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">terrazza azzurrodue arenzano</p></div>
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<p>“Recuperavo” sul web un articolo circa un concorso fra ristoratori locali d&#8217;una quindicina di anni fa, con preoccupazione notavo che numerosi di quei locali (circa 1/3) purtroppo non esistono più, qualcuno ha chiuso i battenti da anni, qualcuno più di recente, in altri casi sono intervenuti uno o più cambi di gestione. Ogni impresa che chiude è una ferita per il territorio.<br />
Forse, in prospettiva futura, e là dove tanti giovani intendono avvicinarsi al settore e ai fornelli, occorrerebbe ben capitalizzare la celebre affermazione di <strong>Gualtiero Marchesi</strong>, secondo cui il cuoco è un cuocitore, e (cito testualmente) “il cuocitore dunque deve conoscere la materia prima e sapere tutto sulle cotture, e questa è la parte più importante”. Certo non gli intellettualismi da guru, le stravaganze fusioniste, il chiasso mediatico e l’ossessione dei social…, talora tendenze degli anni recenti.<br />
Un ristorante della miglior tradizione italiana è, e rimarrà, materia prima e sacrificio sapiente.<br />
Per il mio 55mo compleanno sono stato, insieme a Luisa, ospite di un’Amica e della sua Famiglia, ospite di Mina di Angela di Toni. <strong>Azzurrodue</strong>, riviera di ponente, terrazze “spalancate” sul mare, e lo scintillio di un’accoglienza premurosa prima ancora che professionale, intendo sentirsi accolto come uno di casa, uno che si ama incontrare.</p>
<div id="attachment_17818" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1040.jpg"><img class="size-medium wp-image-17818" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1040-225x300.jpg" alt="mina popia &quot;cantiniera&quot; di azzurrodue" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">mina popia &#8220;cantiniera&#8221; di azzurrodue</p></div>
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<p>Qui <strong>venerdì 25 maggio</strong> si svolgerà un viaggio etnostorico, una cena magica in 6 portate, con cui lo staff ed io abbiamo cercato di omaggiare alcune delle tradizioni ed eccellenze enogastronomiche di ciascuna provincia ligure, dato che il futuro è anche memoria…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/20180421_154927.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17825" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/20180421_154927-300x168.jpg" alt="20180421_154927" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>A prescindere dalla bellezza del luogo, e dalla cura con cui Mina, Angela e Toni si orientano al cliente (quanti ristoranti conoscete dove l’extravergine in tavola è Roi?), sono felice di aver “giocato” e progettato un menu per una cucina che è l’antitesi degli intellettualismi, delle stravaganze, del chiasso mediatico e dei social…, una cucina la quale lavora in silenzio (lo fa guardacaso da una vita) cimentandosi col dantesco “provando e riprovando”, ovvero con la strategia madre di tutti i successi, quella che ti permette d&#8217;imparare anche dagli errori.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1027.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17819" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1027-300x225.jpg" alt="DSCN1027" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Ecco così <strong>le verdure ripiene</strong> (pre e postcolombiane) al trionfo di maggiorana, perché l’origano – qui come nel polpettone… &#8211; sarebbe un ripiego. Profumate, digeribilissime, punto.<br />
E <strong>le acciughe impanate e fritte</strong>, pan dö mâ, pesci fitö faêti, ma con scorzette di limone candite, giusto per “pianificare” la ricetta con qualche giorno d’anticipo (la canditura aborre la fretta). Nei calici in abbinamento spanderà profumi <strong>il Felcebianco</strong> (trebbiano, vermentino, malvasia) di Ortonovo, una delle poche produzioni “dure e pure” che – a differenza d’altre in cui anni fa i difetti venivano spacciati per pregi &#8211; mi rassicurò da subito.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1035.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17820" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1035-300x225.jpg" alt="DSCN1035" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Ecco così <strong>i ceci in zimino con moscardino</strong>, il piatto più complesso, poiché il mollusco deve contemporaneamente integrarsi alla zuppa di legumi e bietole (solitamente servita senza null&#8217;altro) e conservarsi tenero. Al termine, nei piatti non è residuata alcuna traccia d&#8217;unto.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1042.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17821" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1042-300x225.jpg" alt="DSCN1042" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>E <strong>i croxetti del Levante</strong> (quelli tondi e ricamati&#8230;) conditi da un sugo grezzo di muscoli e pinoli, affinché non scivoli via dalla pasta. Piatto magnifico, merito della cucina non mio, e nei calici <strong>l’Acini Rari (Pigato) della D.O.C. Riviera Ligure di Ponente</strong>, omaggio a quel Fausto De Andreis la cui meritoria cantina via via traguarderà tra non molto il quarantennale.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1046.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17822" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1046-300x225.jpg" alt="DSCN1046" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Ecco poi <strong>la buridda mista con crostini aglio e rosmarino</strong>, perché Azzurrodue è luogo di mediterraneità, e la buridda deve conservare un che di “portuale”, di ruvido, piatto da <strong>sciamadde</strong>, da ristori dove i camalli e i calafati si sfamavano accanto a poeti, a prostitute, a giornalisti, a snob oziosi. Nei calici il <strong>Serasuolo (Ciliegiolo in purezza) della IGT Liguria di Levante</strong>, e il vitigno linka varietalmente i frutti che avvertirete sin dal naso, dato che un bianco risulterebbe viceversa sovrastato.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1052.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17823" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/DSCN1052-300x225.jpg" alt="DSCN1052" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Ecco infine <strong>la torta stroscia all’extravergine</strong>, alias il mito di Pietrabruna (più ricca se con nocciole), ma accostata ad una <strong>marmellata di chinotti</strong>, mito di Savona. Nei piccoli tulipani conclusivi Mina abbinerà <strong>Vin du Preve (Pigato passito) di Ranzo</strong>, un prete che evidentemente la sapeva lunga e amava “meditare”. La cantina-casetta è quella degli amici Lorena e Guido, e questo vino elegante affina la propria parabola in ceramiche “Clayver” non meno d’un anno. Madre mia quant’è mutato (in meglio) anche il modo ligure di vinificare…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/20180421_154008.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17824" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/04/20180421_154008-300x168.jpg" alt="20180421_154008" width="300" height="168" /></a></p>
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<p>Vi aspetto il <strong>25 maggio a cena da Azzurrodue</strong>, sia che già lo conosciate (come spero) sia che per voi rappresenti invece una nuova, intrigante scoperta. Portatevi il maglioncino, mi raccomando, per godervi in tranquillità il tramonto sulle onde.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Azzurrodue feat. Ligucibario: zimino, buridda&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Feb 2018 19:22:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Lavora già sodo lo staff di cucina di “Azzurrodue” in vista della riapertura (benché il clima siberiano di questi giorni faccia sembrare lontana lontana la primavera, ma &#8220;sotto la neve pane&#8221;…). E in vista, venerdì 25 maggio (segnalo in agenda!) del magico convivio vista mare, 4 terre si candideranno alla ribalta in una cena che ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/azzurrodue-ligucibario/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Lavora già sodo lo staff di cucina di “<strong>Azzurrodue</strong>” in vista della riapertura (benché il clima siberiano di questi giorni faccia sembrare lontana lontana la primavera, ma &#8220;sotto la neve pane&#8221;…).<br />
E in vista, venerdì <strong>25 maggio</strong> (segnalo in agenda!) del magico convivio vista mare, 4 terre si candideranno alla ribalta in una cena che sarà viaggio storico fra le tradizioni di ponente e levante.</p>
<div id="attachment_17619" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/02/cecinzimino-azzurrodue.jpg"><img class="size-medium wp-image-17619" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/02/cecinzimino-azzurrodue-300x224.jpg" alt="i ceci in zimino di azzurrodue" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">i ceci in zimino di azzurrodue</p></div>
<p>Questi che vedi nelle foto sono i <strong>ceci in zimino con moscardini</strong>, e la <strong>buridda mista di polpo e molluschi</strong>, cui la mia cara amica e sodale <strong>Mina Popia</strong> abbinerà rispettivamente Acini Rari (Pigato) Le Rocche del Gatto D.O.C. Riviera Ligure di Ponente, e Serasuolo (Ciliegiolo) Il Monticello D.O.C. Colli di Luni.</p>
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<div id="attachment_17620" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/02/budidda-azzurrodue.jpg"><img class="size-medium wp-image-17620" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/02/budidda-azzurrodue-300x169.jpg" alt="la buridda di azzurrodue" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">la buridda di azzurrodue</p></div>
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<p>La cena completa, ormai lo sai, è proposta a 45 euro per persona. Io ti attenderò là con i miei racconti etno-gastronomici, quella sera ogni piatto e ogni calice infatti “nasconderanno” tutto un mondo, da svelare non solo nei sapori… Zimino e buridda, non a caso due parole che provengono dall&#8217;arabo&#8230;<br />
Azzurrodue, amico lettore ti aspetto là, magnifica scogliera <strong>fra Arenzano e Vesima</strong>, 25 maggio dalle ore 20.00, per info e prenotazioni <strong>347 1095046</strong>.<br />
Ciao!<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Azzurrodue, Arenzano, 25 maggio 2018</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 11:37:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17568" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/01/azzurrodue.jpg"><img class="size-medium wp-image-17568" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/01/azzurrodue-300x225.jpg" alt="Azzurrodue, Arenzano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Azzurrodue, Arenzano</p></div>
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<p>Segna in agenda! 4 mesi esatti all’Azzurroday…<br />
<strong>25 maggio, ore 20.30</strong>. Quella sera, sulle magiche terrazze in riva al mare di “Azzurrodue”, proprio dove l’Aurelia lascia Arenzano verso Vesima, Mina Popia e Umberto Curti ti accompagneranno in un viaggio storico del gusto.<br />
<strong>Le verdure ripiene al profumo di maggiorana, e le acciughe impanate e fritte con scorzette di limone candite, abbinando Felcebianco (trebbiano, vermentino, malvasia) di Ortonovo.<br />
</strong><strong>I ceci in zimino con moscardini, e i croxetti del Levante con muscoli e pinoli abbinando Acini Rari (Pigato) della D.O.C. Riviera Ligure di Ponente.<br />
</strong><strong>La buridda mista di polpo e molluschi con crostini aglio e rosmarino abbinando Serasuolo (Ciliegiolo) della D.O.C. Colli di Luni.<br />
</strong><strong>La torta stroscia all’extravergine con la marmellata di chinotti abbinando Vin du Preve (Pigato passito) di Ranzo.</strong></p>
<p>All inclusive, euro 45,00 a commensale.<br />
Per info e prenotazioni, puoi già contattare <strong>Mina Popia al</strong> <strong>347 1095046</strong>.<br />
Se ti incuriosiscono le origini di una materia prima o un piatto, eccoti dal database di <strong>Ligucibario®</strong> alcune notizie circa le <a title="verdure ripiene ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/verdure-ripiene/" target="_blank">verdure ripiene</a> e le <a title="acciughe ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/acciughe/" target="_blank">acciughe</a>.<br />
Ogni mese &#8220;completeremo&#8221; il menu, febbraio i ceci in zimino e i croxetti, marzo la buridda, aprile la torta stroscia, stay tuned&#8230;<br />
E segna in agenda, arrivederci al 25 maggio!<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
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